Il diaconato alle donne? C’è chi parla di “ripristino”, ma come si può ripristinare ciò che non è mai esistito?

IL DIACONATO ALLE DONNE? C’È CHI PARLA DI «RIPRISTINO», MA COME SI PUÒ RIPRISTINARE CIÒ CHE NON È MAI ESISTITO?

Tra tripudi di giornaliste cattoliche “impegnate” e teologhe femministe che gridano già “vittoria!”, le televisioni stanno parlando ed i giornali titolando che «Papa Francesco ha aperto al diaconato alle donne». Molto avrei da dire sulle giornaliste cattoliche “impegnate” e sulle teologhe femministe che stimo assai peggiori delle sette piaghe d’Egitto e che già stanno parlano e scrivendo del «ripristino» del diaconato femminile», che a loro dire «esisteva nei primi secoli di vita della Chiesa», mentre in verità nulla di ciò è mai esistito.

– Theologica –

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PDF formato stampa: studio sul diaconato femminile (15.02.2010)

 

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Il Sommo Pontefice, in una delle sue espressioni a braccio, è tornato a sollevare l’ennesimo vespaio, dinanzi al quale viene da chiedersi: nel lanciare certe battute che in pochi minuti fanno poi in giro del mondo riempendo le pagine dei giornali, il nostro Augusto Pontefice, può non rendersi pienamente conto di ciò che dice, o forse se ne rende invece conto? La risposta a siffatto quesito è racchiusa nella sua coscienza, che solo Dio può leggere.

donne prete

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Il Sommo Pontefice ha l’abitudine – a mio parere fuorviante – di lasciarsi intervistare dai giornalisti e di consentire che le persone pongano a lui delle domande a bruciapelo in contesti pubblici; e spesso sono domande incentrate su temi di straordinaria delicatezza ai quali non si può rispondere con una battuta più o meno telegrafica. Né si può rispondere in modo improvvisato e vago, perché nessuno di noi è onnisciente; e le discipline filosofiche, teologiche, storiche, giuridiche, sono talmente complesse e articolate che neppure il Vicario di Cristo in terra può conoscere di ogni singola scienza tutto quanto il sapere.

Ma vediamo anzitutto cos’è realmente accaduto: durante l’incontro col Sommo Pontefice dell’Unione delle Superiore Maggiori «le consacrate hanno presentato la questione dell’apertura alle donne del diaconato permanente, con riferimento alla Chiesa primitiva. Francesco ha ricordato che l’antico ruolo delle diaconesse non risulta tuttora molto chiaro e si è detto disponibile a interessare della questione una Commissione di studio» [vedere testo su Radio Vaticana, QUI]..

Il Santo Padre non ha dato una risposta, ha replicato dicendosi «disponibile a interessare della questione una Commissione di studio». Ma nel giro di poche ore, tra tripudi di giornaliste cattoliche “impegnate” e teologhe femministe che gridano già “vittoria!”, le televisioni stanno parlando ed i giornali titolando che «Papa Francesco ha aperto al diaconato alle donne». Molto avrei da dire sulle giornaliste cattoliche “impegnate” e sulle teologhe femministe che stimo assai peggiori delle sette piaghe d’Egitto e che già stanno parlando e scrivendo del «ripristino» del diaconato femminile», che a loro dire «esisteva nei primi secoli di vita della Chiesa», mentre in verità nulla di ciò è mai esistito.

Sono molto lieto che il Sommo Pontefice, rispondendo, si sia in un certo senso messo al riparo affermando: «l’antico ruolo delle diaconesse non risulta tuttora molto chiaro». Altrettanto lieto sono del fatto che abbia pensato di far sì che anche a ciò sia data risposta, come già in passato fu data alle istanze sul sacerdozio alle donne; e la risposta ricordiamo che fu la seguente: 

«Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa» [2] 

La risposta fu «no» con carattere definitivo. Colgo l’occasione per spiegare cosa s’intende in teologia dogmatica con definitorio e definitivo. Il modo definitorio si esprime attraverso il dogma e implica l’infallibilità. Il modo definitivo si esprime quando il Sommo Pontefice procede a «confermare i fratelli nella fede» [cf. Lc 22,32]. In ambo i casi, sia esprimendosi attraverso il magistero definitivo sia attraverso il magistero definitorio, egli si esprime infallibilmente [3]. .

Per inciso: come sempre invitiamo ad andare alle fonti e a non basarsi mai sul “sentito dire” e sulle male interpretazioni dei giornali, quindi a leggere il testo ufficiale nel quale è riportato per intero il colloquio del Santo Padre con le religiose (cf. QUI).

Non avendo io né fili diretti col Sommo Pontefice né coi suoi stretti collaboratori, visto che egli intende incaricare una commissione di studio, desidero mettere ad essa a disposizione fin da adesso uno studio già fatto su questo tema, che è appunto lo studio mio. Questo studio lo pubblicai nel febbraio 2010 per confutare una affermazione peregrina del Cardinale Carlo Maria Martini, il quale si auspicava, proprio come oggi si auspicano le giornaliste cattoliche “impegnate” e le teologhe femministe che stimo assai peggiori delle sette piaghe d’Egitto, il «ripristino» di ciò che nella Chiesa sia di Oriente sia di Occidente non è mai esistito: il diaconato femminile. Cosa che spiego in questo studio già riproposto nel dicembre del 2014 sulle colonne di Theologica dell’Isola di Patmos.

dall’Isola di Patmos, 13 maggio 2016

Beata Vergine Maria di Fatima

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Per leggere lo studio cliccare sotto:

Ariel S. Levi di Gualdo – STUDIO SUL DIACONATO FEMMINILE

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NOTE

[1] Costituzione dogmatica Lumen gentium n. 25 e Nota dottrinale illustrativa della formula conclusiva della professione di fede del 18 maggio 1998, n. 8.

[2] Ordinatio sacerdotalis del 22 maggio 1994

[3] Ad tuendam fidem, 18 maggio 1998.

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Un libro infelice di Bruno Forte: “Trinità come storia”

– Theologica –

UN LIBRO INFELICE DI BRUNO FORTE: «TRINITÀ COME STORIA»

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Bruno Forte, nella sua imprudente ammirazione per Hegel, non si accorge che Hegel, nell’interpretare il mistero trinitario, segue lo stesso metodo razionalistico di Proclo, per il quale gli dèi greci non esistevano come persone reali, ma erano solo raffigurazioni simboliche immaginarie […]

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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10.03.2016   Giovanni Cavalcoli, OP — UN LIBRO INFELICE DI BRUNO FORTE: «TRINITÀ COME STORIA»

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“Cari Fratelli Massoni”. Da Rudolph Bultmann a Gianfranco Ravasi, sino all’amoreggiamento massonico

 – Theologica –

 

«CARI FRATELLI MASSONI». DA RUDOLPH BULTMANN A GIANFRANCO RAVASI, SINO ALL’AMOREGGIAMENTO MASSONICO

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[…] l’epilogo è purtroppo universalmente noto: il Pontefice Benedetto XVI s’è ritirato, com’egli stesso disse: «sul Monte». E ciò neppure per essere tentato dal Diavolo, che in ogni caso, la propria battaglia su quel pontificato, pare l’avesse già vinta. Lo prova il fatto che mentre il Sommo Pontefice Benedetto XVI è in ritiro sul monte a pregare per la Chiesa, il Cardinale Ravasi si balocca a sproloquiare in lettere aperte ai «Fratelli Massoni» dalle colonne del quotidiano della Venerabile Confindustria. Ciò che il Diavolo ha perso in partenza è invece la grande guerra, avendo da sempre la piena consapevolezza di essere dinanzi a Dio il grande perdente. E domani, il tempo, ci dimostrerà se il Sommo Pontefice Benedetto XVI è stato un piccolo “padrino” spaurito, oppure un grande Padre e dottore della Chiesa.

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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26.02.2016   Ariel S. Levi di Gualdo  –  «CARI FRATELLI MASSONI». DA RUDOLPH BULTMANN A GIANFRANCO RAVASI, SINO ALL’AMOREGGIAMENTO MASSONICO

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Ravasi massone

A.·.G.·.D.·.G.·.A.·.D.·.U.·.

Sia lodato il Grande Architetto dell’Universo.

Sempre sia lodato!

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“Cari Fratelli Massoni”. Il pericolo della Massoneria e l’insufficienza dell’esposizione del Cardinale Gianfranco Ravasi

– Theologica –

«CARI FRATELLI MASSONI». IL PERICOLO DELLA MASSONERIA E L’INSUFFICIENZA DELL’ESPOSIZIONE DEL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI

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La massoneria compie la sua subdola azione nefasta agendo sul corpo episcopale, con particolare attenzione ai vescovi ambiziosi, negligenti, opportunisti, faccendieri e mondani. Per ottenere lo scopo di estinguere la fede e raffreddare la carità nel popolo di Dio, la massoneria sa bene che una comunità si corrompe corrompendo il capo, come si dice nel Vangelo: «Colpirò il pastore e il gregge sarà disperso» (Mc 14,27).

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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27.02.2016 Giovanni Cavalcoli OP  –  «CARI FRATELLI MASSONI». IL PERICOLO DELLA MASSONERIA E L’INSUFFICIENZA DELL’ESPOSIZIONE DEL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI

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L’articolo tratto da Il Sole 24 Ore oggetto della critica teologica dei Padri dell’Isola di Patmos

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Cari fratelli massoni

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Le tentazioni dell’Uomo Gesù

– Theologica –

LE TENTAZIONI DELL’UOMO GESÙ

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[…] il Demonio, per tentare l’Uomo Gesù punta su quelle umane “fragilità” che lo stesso Verbo di Dio fatto uomo mostrerà a una a una nel corso della sua intera esistenza umana, durante la quale piange e si commuove profondamente, è emotivamente turbato, soffre e avverte paura per la morte […] il Demonio ha tentato di colpire Dio nella sua umanità, fingendosi ignaro di quanto Gesù fosse divino nella sua umanità e umano nella sua divinità.

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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14.02.2016  Ariel S. Levi di Gualdo  —  LE TENTAZIONI DELL’UOMO GESÙ

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Il rinnegamento della fede cristiana in Emanuele Severino

– Theologica –

IL RINNEGAMENTO DELLA FEDE CRISTIANA IN EMANUELE SEVERINO

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Severino è convinto di essere andato oltre Dio. Il Cristianesimo per lui è un inganno del quale egli ha scoperto il perché. Eppure un giorno anche lui dovrà fare i conti con Dio.                          

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia

[Col 2,8]

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12.02.2016   Giovanni Cavalcoli OP  —  IL RINNEGAMENTO DELLA FEDE CRISTIANA IN EMANUELE SEVERINO

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Il marxismo culturale di Gramsci, uscito dal carcere per portare in carcere il Cattolicesimo

– Theologica –

IL MARXISMO CULTURALE DI GRAMSCI, USCITO DAL CARCERE PER PORTARE IN CARCERE IL CATTOLICESIMO

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Friedrich Nietzsche per un verso e Antonio Gramsci per altro verso, avevano intuito tutto. Mentre noi cattolici, ignari delle loro intuizioni, indubbiamente geniali, anziché lavorare per prevenire certi gravi e potenziali problemi, a uno a uno li abbiamo realizzati tutti nel nostro presente. E oggi dobbiamo ammettere, con serena e addolorata onestà intellettuale, che avevano visto giusto e che, purtroppo, per adesso hanno avuto ragione.

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Autore Jorge A. Facio Lince

Autore
Jorge A. Facio Lince

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Oggi, chiunque non sia in grado di parlare nel modo prescritto dalla moda, cioè di riprodurre facilmente le formule, le convenzioni e le sentenze della cultura di massa, come se fossero suoi, è minacciato nella sua stessa esistenza, sospettato di essere un idiota o un intellettuale.

Teodoro Adorno

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12.02.2016   Jorge A. Facio Lince  —  IL MARXISMO CULTURALE DI GRAMSCI, USCITO DAL CARCERE PER PORTARE IN CARCERE IL CATTOLICESIMO

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NOTA POSTUMA DEL 30 SETTEMBRE 2017

 

Bologna, 18 febbraio 2016

Caro Ariel,

ho letto con molto interesse questo articolo scritto dal tuo giovane allievo e collaboratore, e l’ho apprezzato molto, specie sapendo che ha soli 33 anni. La sua maturità filosofica è notevole e lodevole. Ti raccomando di seguitare a coltivarlo, assieme a Padre Giovanni Cavalcoli. Avrò poi modo e occasione di esprimergli le mie opinioni su questo suo scritto quando a breve verrai a Bologna insieme a lui a farmi visita.

Salutami tanto Padre Giovanni e ricordami nella preghiera alla Madonna.

+Carlo Caffarra

 

 

 

 

 

 

 

 

Confessori illuminati: “Quando dormi, dove tieni le mani?”

– Theologica –

CONFESSORI ILLUMINATI: «QUANDO DORMI, DOVE TIENI LE MANI?»

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Ogni volta che mi sono sentito dire: «Sono vent’anni … trent’ anni», o persino «sono 54 anni che non mi confesso», sempre e immancabilmente è uscito fuori dai ricordi del penitente, ma soprattutto dalle penitenti, la figura di un pessimo confessore.

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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05.02.2016   Ariel S. Levi di Gualdo – CONFESSORI ILLUMINATI: «QUANDO DORMI, DOVE TIENI LE MANI?»

 

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La confessione durante la Messa: “Prendere due piccioni con una fava”?

– Theologica –

LA CONFESSIONE DURANTE LA MESSA: «PRENDERE DUE PICCIONI CON UNA FAVA»?

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Ancora oggi, dopo cinquant’anni dalla indizione del Concilio Vaticano II, esiste ancora una certa abitudine di penitenti che si confessano durante la Messa; al che ovviamente corrisponde purtroppo all’uopo la presenza o la disponibilità di confessori, che in un certo senso consentono loro di «prendere due piccioni con una fava».

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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05.02.2016 Giovanni Cavalcoli, OP – LA CONFESSIONE DURANTE LA MESSA: «PRENDERE DUE PICCIONI CON UNA FAVA»? 

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Il voto di castità nella vita religiosa e il celibato sacerdotale nella loro finalità escatologica

– Theologica –

IL VOTO DI CASTITÀ NELLA VITA RELIGIOSA E IL CELIBATO SACERDOTALE NELLA LORO FINALITÀ ESCATOLOGICA

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Stiamo uscendo ─ questo lo sanno tutti ─ da secoli di ascetica cattolica rigorista ed assillata in modo esorbitante, soprattutto per la vita religiosa femminile, dalla colpa sessuale, fino al punto di temere di usare la parola stessa “sesso”, per cui il peccato sessuale sembrava il peccato per eccellenza; la “bella virtù” era semplicemente la castità, come se non esistessero virtù ancora più belle; i “pensieri cattivi” erano necessariamente i pensieri lussuriosi, come se non esistessero pensieri peggiori. La “purezza” era semplicemente la castità, come se non esistesse nessun’altra forma superiore di purezza morale.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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04.06.2016  Giovanni Cavalcoli OP  —  IL VOTO DI CASTITÀ NELLA VITA RELIGIOSA E IL CELIBATO SACERDOTALE

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