I Neocatecumenali, alla conquista dell’Asia grazie al braccio armato dei loro “utili idioti”, hanno vinto la battaglia, rimane però un quesito: i ragionevoli dubbi circa la validità delle sacre ordinazioni sacerdotali …

— attualità ecclesiale —

I NEOCATECUMENALI, ALLA CONQUISTA DELL’ASIA GRAZIE AL BRACCIO ARMATO DEI LORO “UTILI IDIOTI”, HANNO VINTO LA BATTAGLIA, RIMANE PERÒ UN QUESITO: I RAGIONEVOLI DUBBI CIRCA LA VALIDITÀ DELLE SACRE ORDINAZIONI SACERDOTALI …

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Cos’hanno architettato, Kiko Argüello ed i suoi, facendo affidamento sul braccio armato dei loro “utili idioti”? In ossequio alla verità, è necessario ammettere che Kiko Argüello ha vinta la battaglia. E non una sola, perché ne ha vinte cento. Possiamo rendergli anche il meritato onore delle armi, perché tutto sommato se lo merita pure. Però sia chiaro: ha vinto la battaglia, non ha vinta la grande guerra. Perché la vittoria della grande guerra, è già stata ascritta a Cristo Signore dal Beato Apostolo Giovanni che ce l’ha narrata con profetico anticipo nel Libro dell’Apocalisse. E se non si convertono per davvero, Kiko Argüello ed i suoi “utili idioti”; se non chiedono veramente perdono, per i danni immani che hanno recato e che seguitano a recare alla Chiesa, per loro, dopo la grande guerra vinta da Cristo Signore, sarà purtroppo pianto e stridore di denti. Cosa questa che gli autentici credenti temono animati da sacro timore di Dio, gli “utili idioti”, non so …

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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La mitica Mary Poppins che discende dal cielo con il suo ombrellino ed il suo cappellino …

I Sacramenti, fatta eccezione per il Battesimo, dove il neonato è presentato alla Madre Chiesa dispensatrice di grazia per essere lavato dalla macchia del peccato originale, producono la loro efficace azione salvifica incontrando anzitutto la libertà dell’uomo. Basti per esempio pensare al Sacramento del Matrimonio, di cui ministri sono gli stessi sposi, che si basa sul libero consenso [Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1621-1632].

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C’è un solo Sacramento che è richiesto da altri a beneficio di un neonato, ed è il Battesimo. Quindi, a meno che a chiedere il battesimo non sia un adulto, la domanda posta ai genitori che presentano la creatura è la seguente: «Che cosa chiedete alla Chiesa di Dio?». I genitori rispondono: «Il Battesimo».

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Il Battesimo è dunque quella azione di grazia che i genitori chiedono alla Santa Chiesa per loro figlio, affinché sia purificato dalla macchia del peccato originale. Il Battesimo, è forse una decisione presa da altri su un neonato non in grado d’intendere e volere? Si tratta, forse, di una imposizione fatta dai genitori sul figlio che, giunto in età adulta, potrebbe decidere, esercitando il proprio libero raziocinio, di non appartenere invece alla Chiesa Cattolica? Non sarebbe forse meglio ― come oggi sostengono diversi genitori ― che sia lui, da adulto, a decidere se essere battezzato o no, evitando in tal modo che i genitori prendano per lui delle decisioni che da adulto potrebbe anche non gradire, quindi non riconoscere?

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Questi quesiti, apparentemente ragionevoli, in realtà si basano proprio sulla totale mancanza di ragionevolezza. È presto detto il perché: le decisioni che i genitori prendono su un neonato o su un bambino, sono veramente molte. Tra l’altro, i genitori sono pure tenuti e obbligati a prenderle, queste numerose decisioni, molte delle quali destinate a incidere sulla vita futura del figlio stesso.

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Con un esempio concreto e tutt’altro che peregrino proviamo a rendere chiaro il tutto: per il sopraggiungere di una grave malattia, si pone il doloroso problema di dover amputare un arto a un bimbo di pochi mesi. L’arto non può essere salvato e se non si provvede ad amputarlo, vi sarà una inevitabile cancrena. Ragionevolmente: quale genitore risponderebbe che prima di amputare un arto, è bene che il bimbo cresca e che acquisisca le necessarie capacità cognitive, decidendo poi lui se privarsi di un arto o meno? Quale genitore risponderebbe affermando di non poter correre il rischio di ritrovarsi domani dinanzi a un figlio adulto che lo rimprovera di avere acconsentita l’amputazione di un arto contro la sua volontà?

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Il peccato originale, per noi Christi fideles è qualche cosa che va reciso per evitare la cancrena dell’anima. Per questo i genitori chiedono alla Chiesa di Dio il Battesimo.

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Gli altri Sacramenti implicano invece volontà e deliberato consenso, anche quando si tratta di bimbi. Se infatti un bambino si rifiutasse di ricevere la Prima Comunione, o se un adolescente non volesse ricevere la Cresima; se il primo manifestasse di non credere all’Eucaristia e il secondo allo Spirito Santo e alle sue azioni di grazia, né il sacerdote né il vescovo lo obbligherebbero mai a ricevere questi Sacramenti, anzi li dissuaderebbero proprio dal riceverli, se sono rispettivamente un sacerdote e un vescovo cattolici. Quante volte io — e come me diversi miei confratelli che considerano realmente e sostanzialmente i Sacramenti di grazia per ciò che essi sono — abbiamo dissuaso dei giovani che di cristiano non avevano niente, dal celebrare il matrimonio sacramentale, considerando che non credevano proprio al Sacramento, che ritenevano la chiesa solo un teatro di posa e il prete che avrebbe ricevuto il loro consenso e benedette le loro nozze null’altro che la comparsa di una sceneggiata teatrale? E quante volte è accaduto che questi sacerdoti rispettosi dei Sacramenti, i quali esigevano altrettanto rispetto per i Sacramenti anche dai non credenti, hanno dovuto subíre la rampogna del classico vescovo “arido funzionario”, che li ha più o meno aggrediti dicendogli: «Non essere così rigoroso!»?

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Il Sacramento della Penitenza, la confessione sacramentale, per poter rendere efficace l’azione di grazia in esso racchiusa, richiede un requisito fondamentale imprescindibile: il pentimento. Un sacerdote potrebbe anche recitare cento volte la formula sacramentale di assoluzione dai peccati, ma se il penitente non è pentito, quelle parole valgono esattamente quanto la filastrocca della mitica baby sitter Mary Poppins che cantava ai due bambini: «Supercalifragilistichespiralidoso» [vedere, QUI].

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Veniamo adesso al Sacramento dell’Ordine Sacro, giacché oggi sarebbe bene porsi dei terribili quesiti che, sino a sessanta o settant’anni fa, avrebbero costituito dissertazioni accademiche basate su elementi considerati di per sé assurdi, sia sul piano della dogmatica sacramentaria sia su quello della disciplina dei Sacramenti regolata dal Codice di Diritto Canonico.

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Anche per il Sacramento dell’Ordine, i requisiti richiesti sono minimi. Però, questi requisiti minimi devono sussistere. Anche in questo caso procediamo con un esempio: potrebbe un vescovo prendere lo studente di una yeshivah ebraica ― ossia una scuola rabbinica ―, oppure lo studente di una scuola teologica calvinista, disposti per varie ragioni e motivi a ricevere l’Ordine Sacro, ed a consacrarli sacerdoti?

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Anzitutto cerchiamo di non essere rigoristi, o come va di moda dire di questi tempi: “aridi legalisti”. È vero che il primo di questi due soggetti, l’ebreo, non crede alla divinità di Cristo, mentre il secondo, il calvinista, non crede al Sacerdozio apostolico e alla Santissima Eucaristia. Però, se per ragioni di vario genere ― che nulla hanno a che fare con la loro adesione alla fides catholica, decidono e accettano di essere consacrati sacerdoti, dov’è il problema? O non dobbiamo forse essere “accoglienti” e “includenti”?

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Certo, il “cupo fariseo” contemporaneo potrebbe chiedere: mancando il fondamento della fede e della piena adesione alle verità della fides catholica, questi due, hanno ricevuto validamente il Sacramento dell’Ordine? Quindi: sono due sacerdoti in tutto e per tutto, dopo che il vescovo, in ossequio ai libri liturgici e alla disciplina dei Sacramenti, gli ha imposto le mani e ha recitato su di loro la preghiera consacratoria?

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Se a questo quesito qualcuno intende rispondere di sì, affermando che quella sacra ordinazione è valida perché avvenuta secondo tutte le previste regole, quindi che i due, siano credenti o non credenti, sono stati consacrati sacerdoti, allora in tal caso potremmo dire: quel Signore che durante la celebrazione portava in testa un copricapo chiamato mitria, ed impugnava un bastone chiamato pastorale, in verità era Mary Poppins col suo cappellino in testa, che impugnava il suo ombrellino tra le mani e che cantava e danzava gioiosa: «Supercalifragilistichespiralidoso».

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Al neo consacrato presbìtero inginocchiato dinanzi a lui, il vescovo consegna le offerte dei fedeli, il pane e il vino per la celebrazione del sacro mistero. Porgendogli le offerte dice queste parole:

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«Ricevi le offerte del Popolo Santo per il sacrificio eucaristico Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al sacrificio della croce di Cristo» [Dal Rito della sacra ordinazione dei presbìteri].

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Domanda alla quale non ho risposte da dare, perché sono altri a essere legittimati a rispondere, a partire dal Prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, al quale va il merito di avere compiuto l’ennesima opera di devastazione, come vedremo a breve … questa è la domanda: qual è la percezione della Santissima Eucaristia, infusa e trasmessa durante l’intero ciclo formativo ai seminaristi dei Seminari Redemptoris Mater, che provengono da famiglie neocatecumenali e che sono stati cresciuti ed educati in quel Cammino Neocatecumenale nel quale il Sacrificio Eucaristico è relegato, dai due fondatori della setta, a «un elemento collegato all’Eucaristia per condiscendenza alla mentalità pagana», la quale «irruppe dopo Costantino» e facendo sì che «la massa di gente pagana vide la liturgia cristiana con i suoi occhi religiosi, volti all’idea del sacrificio»? [Cf. Orientamenti di Kiko Argüello e Carmen Hernández ai catechisti del Cammino Neocatecumenale, in uso a partire dall’anno 1972 e riediti nel 1988, pagg. 321-323].

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I due fondatori del Cammino Neocatecumenale, non hanno forse trasmessa per decenni una concezione deformata e deformante della Santa Messa, negando apertamente l’elemento sacrificale alla maniera della dottrina ereticale calvinista, de-strutturando tutti gli stessi fondamenti della dogmatica sacramentaria?

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È tutto documentato. Ma non solo: si sono forse mai corretti pubblicamente dai propri errori? Tutt’altro: sono stati loro, incancreniti nelle loro eresie, che hanno ripetutamente dichiarato in errore vescovi, sacerdoti, teologi e fedeli laici ossequiosi al dogma e al depositum fidei, in quanto a loro dire «non ancora aperti e pronti al vero mistero della Pasqua».

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Mancando eventualmente i requisiti di una corretta percezione e quindi di una piena adesione de fide al dogma della Santissima Eucaristia; mancando eventualmente la corretta percezione di ciò che in realtà è veramente il sacerdozio cattolico, ivi incluso il fatto che è errore grave e autentica eresia affermare, come ha insegnato Kiko Argüello, che «tutti siamo sacerdoti» [Cf. Orientamenti, pagg. 56-57], in che modo, possiamo parlare della piena e perfetta validità del Sacramento dell’Ordine conferito a persone indubbiamente degnissime, sul piano umano, ma di fatto dei “non credenti”, su quello spirituale? A un elemento deformato prima dalla famiglia, poi dalle catechesi neocatecumenali, poi da un seminario neocatecumenale, nel cui animo sono state instillate e sono radicate queste eresie mai abiurate e mai corrette a partire dai due fondatori, con quale oggettiva efficacia il vescovo può consegnare le offerte del Popolo di Dio dicendo:

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«Ricevi le offerte del Popolo Santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al sacrificio della croce di Cristo».

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Ci rendiamo conto, che siamo dinanzi a un assurdo, a un autentico paradosso? Quel tal prete è stato formato prima dalla famiglia e dai mega-catechisti, poi all’interno di un seminario neocatecumenale per celebrare “la cena” secondo tutti i peggiori crismi ereticali infusi nel Movimento da Kiko Argüello e Carmen Hernández; infusi e, ripeto, mai abiurati e corretti. Come può il vescovo consegnargli le offerte per il «sacrificio eucaristico», considerando che questa parola è decisamente bandita, all’interno del Cammino Neocatecumenale, in quanto la Santa Messa non è sacrificio, ma la rinnovazione della cena pasquale durante la quale i fratelli fanno festa attorno alla gioiosa mensa? Vogliamo renderci conto, alla prova provata e documentata dei fatti,che Kiko e Carmen hanno fatto catechesi di formazione ai propri mega-catechisti irridendo per decenni il concetto di transustanziazione eucaristica [Cf. Orientamenti, pag. 325], sino a chiamare con ironico sprezzo «sacramentini» gli adoratori del Santissimo Sacramento? [Cf. Orientamenti, pag. 317]. Insomma: se un candidato al sacro ordine avesse una percezione cattolica sia della Santissima Eucaristia sia del Sacerdozio, non sarebbe proprio potuto diventare prete, in un seminario neocatecumenale, né mai potrebbe fare il prete, in Comunità Neocatecumenali. Esattamente come non potrebbe diventare prete in una delle varie chiese ortodosse, qualora considerasse il Romano Pontefice dotato della potestas piena e assoluta su tutta la Chiesa e qualora considerasse valido e giusto il concetto di Filioque inserito nella Professio Fidei della Chiesa Cattolica.

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E fu così che scoprimmo, durante le sacre ordinazioni, in un angolo del presbitério, poco distante dal vescovo ordinante, Kiko Argüello con la sua chitarra che cantava appassionato: «Supercalifragilistichespiralidoso».

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Detto ciò sia chiaro, stiamo facendo una legittima speculazione teologica di tipo accademico, sicché non si tratta né di dichiararsi offesi, né di dichiararsi lesi nella propria maestà cardinalizia, né di fare i sufficienti che non sono ad alcun titolo tenuti a scendere dal loro Olimpo per abbassarsi ai livelli di chi chiede delle risposte. Infatti si tratta di dare delle risposte a questo quesito, che  è semplice e facile da evadere: laddove mancasse piena adesione ai dogmi della Chiesa Cattolica, una corretta percezione della Santissima Eucaristia e del Sacrificio Eucaristico della Santa Messa e una corretta percezione del sacerdozio cattolico, possiamo parlare di indubitabile validità delle consacrazioni sacerdotali di soggetti carenti su questi fondamenti basilari della fede, poiché indotti a respingere come errati questi fondamenti stessi, a partire dall’Eucaristia intesa come sacrificio santificante di grazia? È proprio così difficile, rispondere a una domanda del genere?

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Il Cardinale Fernando Filoni, faccia conto che io non sia un prete e un teologo, ma un barbone che bivacca in Piazza San Pietro e che piscia e smerda sui marmi sotto il colonnato del Bernini [cf. QUI], perché forse, in quel caso, mi considererà del tutto degno di risposta, anzi: la sera correrà pure il Cardinale Konrad Krajewski a portarmi il caffè, se non è impegnato è riallacciare la luce in qualche centro sociale occupato [cf. QUI]. 

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Siccome si dice che al peggio non c’è proprio mai fine, proprio mentre mi stavo accingendo a chiudere la bozza di questo libro, ecco giungere una notizia a dir poco sconfortante:

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«La Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ha ufficialmente istituito il Collegio Redemptoris Mater per l’evangelizzazione in Asia, con sede a Macao, affidandone la conduzione al Cammino neocatecumenale. il collegio è stato istituito con decreto firmato dal cardinale Fernando Filoni, prefetto di Propaganda Fide, il 29 giugno scorso, dopo l’udienza con Papa Francesco. Il “Collegio Redemptoris Mater per l’Asia” aprirà i battenti a settembre, con un primo nucleo di studenti provenienti da diverse nazioni del mondo. L’iniziativa intende rispondere all’appello di Giovanni Paolo II che, nella lettera enciclica Redemptoris missio, indicava il continente asiatico come ambito territoriale, “verso cui dovrebbe orientarsi principalmente la missio ad gentes” (n. 37)» [L’Osservatore Romano, edizione del 29 luglio 2019, testo QUI].

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Per meglio capire è necessario precisare che l’attuale Prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, Cardinale Fernando Filoni, prima di essere consacrato vescovo partecipò come sacerdote ai corsi di catechesi del Cammino Neocatecumenale, altrettanto l’attuale Arcivescovo Giovanni Pietro Dal Toso, segretario aggiunto di Propaganda Fide e presidente delle Pontificie Opere Missionarie.

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Ecco quindi l’elemento inquietante: il nuovo seminario di Macao, non è uno dei semplici e tanti seminari Redemptoris Mater gestito dai neocatecumenali. Si tratta infatti di un seminario posto sotto la diretta giurisdizione della Congregazione de Propaganda Fide. O per meglio chiarire: non dipenderà dalla giurisdizione del vescovo diocesano né dalle direttive date dalla locale Conferenza Episcopale per la formazione dei sacerdoti; questo seminario dipenderà direttamente da un Dicastero della Santa Sede. A tal proposito, il Cardinale Fernando Filoni, nella sua intervista riportata da L’Osservatore Romano, illustra questa opera come un vero e proprio esperimento di «decentralizzazione» di Propaganda Fide, facendo presente:

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« […] non è impossibile che, un domani, nascano altri Collegi del genere, promossi dalla Congregazione, in altri continenti».

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Questo seminario a Macao è stato aperto sotto la diretta giurisdizione del competente Dicastero della Santa Sede, dopo che i neocatecumenali hanno ripetutamente fallito nel tentativo di dare l’arrembaggio alla piccola ma ricchissima Chiesa Cattolica del Giappone. 

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Poteva forse, il “messia” Kiko Argüello, accettare una simile sconfitta, lui che è Signore di tutte le cose visibili e invisibili? Ma per l’ennesima volta la corsa alla conquista della piccola ma ricchissima Chiesa Cattolica del Giappone, è nuovamente sfumata. Lo apprendiamo direttamente dall’Arcivescovo Metropolita di Tokyo, S.E. Mons. Isao Kikuchi, che nell’agosto del 2018 narra di avere ricevuta una lettera del Cardinale Fernando Filoni che lo informava della prossima erezione sul territorio della sua diocesi di un seminario Redemptoris Mater dipendente direttamente dalla Congregazione de Propaganda Fide. O detta in altre parole: lo metteva dinanzi al fatto compiuto. L’Arcivescovo si dichiarò decisamente confuso, dinanzi a quella lettera, né lui, né S.E. Mons. Peter Takeo Okada, suo predecessore, erano infatti stati consultati a tal proposito. Chiarito il tutto merita in breve ricordare quelle che furono tra il 2008 e il 2010 le dolorose vicende nelle quali l’episcopato giapponese si trovò coinvolto con il Cammino Neocatecumenale, che si conclusero con la chiusura disposta nel 2008 dai Vescovi del Giappone del loro seminario aperto nella Diocesi di Takamatsu nel 1990.

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Siccome però i neocatecumenali, che nell’ambito della delicata cultura del Giappone si muovevano come elefanti ubriachi dentro una vetrina di cristalli, seguitarono imperterriti a creare divisioni e danni tra i fedeli, nel 2010 ricevettero ordine dalla Conferenza Episcopale del Giappone di sospendere qualsiasi genere di loro attività in tutto il Paese. Insomma: di fatto furono dichiarati “soggetti non graditi” ed espulsi. 

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Questa improvvida lettera del Cardinale Fernando Filoni, dal fiero Episcopato Giapponese è stata recepita e sofferta come un maldestro tentativo del Signor laico Kiko Argüello e dei suoi agguerriti settaristi altrettanto laici, di averla vinta a tutti i costi sull’episcopato giapponese, usando questa volta il braccio armato amico di una figura che, in linguaggio politico, s’è soliti indicare col termine tecnico e per nulla offensivo di “utile idiota”.

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Quale sarà il prossimo passo, mirato a distruggere attraverso la neocatecumenalizzazione coatta le Chiese asiatiche, alcune delle quali, il loro profondo amore devoto a Roma, l’hanno pagato sovente anche a prezzo di persecuzioni e di sangue? Come si farà, per piegarle dall’alto alla setta del neocatecumenalesimo? Grazie all’amico “utile idiota” si imporranno forse seminari neocatecumenali aperti a raffica e dipendenti direttamente da Roma, visti gli esiti pregressi degli elefanti ubriachi a passeggio dentro le delicate cristallerie del Giappone, evitando ulteriori chiusure ed espulsioni decretate dai vescovi? In terre asiatiche di missione, si procederà forse ad erigere dei vicariati apostolici affidati ai laici neocatecumenali, i quali gestiranno vescovi neocatecumenali e preti neocatecumenali sfornati a loro servizio da questa multinazionale eretica, che può avvalersi della “fabbrica di preti” dei Seminari Redemptoris Mater, a loro concessa con discutibile prudenza dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II? Le scelte amministrative e pastorali del quale ― bene rammentarlo all’esercito sterminato di ignoranti ―, non rientrano né nell’esercizio del magistero infallibile né tanto meno costituiscono dogmi che richiedono, come tali, piena adesione di fede. Ci mancherebbe altro che il riconoscimento amministrativo della setta neocatecumenale fatto nel 2012 dal Pontificio Consiglio per i Laici, fosse posto, a livello dogmatico, quindi come obbligo per i credenti alla piena adesione di fede, tra il dogma della Immacolata Concezione e il dogma della Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria! Se poi Giovanni Paolo II è stato canonizzato, come certi neocatecumenali gridano, quindi elevato agli onori degli altari, è bene ricordare che la Santa Chiesa non ha canonizzato ogni suo pensiero, decisione, scelta e sospiro; a partire dalla infelice concessione da lui fatta alla setta neocatecumentale di aprire il prototipo del loro primo seminario Redemptoris Mater a Roma nel 1988.

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Cos’hanno architettato, Kiko Argüello ed i suoi, facendo affidamento sul braccio armato dei loro “utili idioti”? In ossequio alla verità, è necessario ammettere che Kiko Argüello ha vinta la battaglia. E non una sola, perché ne ha vinte cento. Possiamo rendergli anche il meritato onore delle armi, perché tutto sommato se lo merita pure. Però sia chiaro: ha vinto la battaglia, non ha vinta la grande guerra. Perché la vittoria della grande guerra, è già stata ascritta a Cristo Signore dal Beato Apostolo Giovanni che ce l’ha narrata con profetico anticipo nel Libro dell’Apocalisse. E se non si convertono per davvero, Kiko Argüello ed i suoi “utili idioti”; se non chiedono veramente perdono, per i danni immani che hanno recato e che seguitano a recare alla Chiesa, per loro, dopo la grande guerra vinta da Cristo Signore, sarà purtroppo pianto e stridore di denti. Cosa questa che gli autentici credenti temono animati da sacro timore di Dio, gli “utili idioti”, non so …

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dall’Isola di Patmos, 31 luglio 2019

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UN ANNUNCIO AI LETTORI: IMMINENTE PUBBLICAZIONE

Vi avvisiamo che immediatamente dopo il 15 agosto entrerà in distribuzione il libro di Ariel S. Levi di Gualdo sulla setta neocatecumenale. Si tratta di un testo interamente costruito su documenti inoppugnabili e su testimonianze autentiche altrettanto documentate. In circa 280 pagine di testo è fatta anzitutto una rigorosa analisi storica, teologica e giuridica di questo fenomeno che, sebbene intriso da sempre di gravi eresie, ha potuto proliferare  come una pericolosa setta intra-ecclesiale, contando purtroppo anche sulla debolezza degli ultimi pontefici, condizionati loro malgrado da una situazione ecclesiale ed ecclesiastica non facilmente gestibile, che versa oggi in stato di profonda e purtroppo irreversibile decadenza. L’opera di Ariel S. Levi di Gualdo è stata dedicata alla venerabile memoria di due presbìteri e teologi romani: il Servo di Dio Pier Carlo Landucci [1900-1986] e Padre Enrico Zoffoli C.P [1915-1996], che per primi denunciarono con profetica lungimiranza, sebbene inutilmente, le gravi e pericolose eresie del Cammino Neocatecumenale.

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Visitate il nostro Negozio Librario e sostenete la nostra opera acquistando i nostri libri pubblicati: QUI

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Ariel S. Levi di Gualdo Presbitero e Teologo ( Cliccare sul nome per leggere tutti i suoi articoli )

133 thoughts on “I Neocatecumenali, alla conquista dell’Asia grazie al braccio armato dei loro “utili idioti”, hanno vinto la battaglia, rimane però un quesito: i ragionevoli dubbi circa la validità delle sacre ordinazioni sacerdotali …

  1. Coglioneeeee!!! Con la tua lingua di merda non sei degno nemmeno di leccare il culo a uno dei nostri presbiteri usciti dai Redemptoris Mater.
    San Giovanni Paolo II li considerava i migliori seminari del mondo.
    Coglioneeeee!!!

    1. credo che qualcuno deve informare il Vaticano che questo prete indemoniato mette pubblicamente in dubbio le decisioni di un santo, San Giovanni Paolo II (magno!). Hanno ridotto allo stato laicale cardinali e vescovi, non capisco perché non tappino la bocca a questo miserabile pezzente

      1. Lei che è così informato, ci dica: l’Arcivescovo di Agaña, vostro paladino, che aveva neocatecumenalizzata l’intera isola di Guam, con risultati a dir poco disastrosi, condannato in primo e in secondo grado per pedofilia, mentre il vostro falso profeta Kiko Arguello lo difendeva e gridava pubblicamente «alla persecuzione», lo hanno dimesso dallo stato clericale?

        Per quanto riguarda il Santo Pontefice Giovanni Paolo II, usando tutte le mie modeste competenze teologiche e giuridiche, ho spiegato, come suol dirsi in tutte le salse, che una canonizzazione non implica la “dogmatizzazione” di tutte le scelte pastorali e amministrative compiute dal Santo, nato e lavato come tutti dal peccato originale e soggetto per tutta la sua vita all’errore e al peccato.
        Quindi le comunico che San Giovanni Paolo II, come tutti i Santi, non è la Immacolata Concezione, perché solo il Verbo di Dio fatto uomo e la Beata Vergine Maria non hanno mai conosciuto il peccato, tutti gli altri si, santi inclusi.
        Per qualsiasi dubbio, lei deve chiedere che io sia teologicamente e giuridicamente smentito e quindi redarguito dalla Congregazione delle cause dei Santi e soprattutto dalla Congregazione per la dottrina della fede.

        Ultima: io considero il vostro Padre Mario Pezzi un autentico ricettacolo di eresie, o perlomeno un sacerdote che da decenni appoggia tutte le peggiori eresie. Posso eventualmente dargli dell’eretico, ma non gli darei mai né del «pezzente» né del «coglione», come ha fatto con me lei e poco sopra un altro suo degno fratello di setta. E ciò per il semplice fatto che io venero il sacerdozio, persino in sacerdoti peccatori e persino in sacerdoti eretici, perché con il sacro ordine sono stati segnati da un carattere indelebile ed eterno, compresi peccatori ed eretici.

        Ma io ragiono da cattolico, non da aggressivo settarista neocatecumenale.

        http://www.farodiroma.it/condannato-anche-in-appello-il-vescovo-di-guam-che-ha-stuprato-il-nipote-i-neocatecumenali-lo-difendevano/

        https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_neocatecumnali_abusi_pedofilia_guam-4407789.html

        https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/04/05/news/guam-il-vaticano-condanna-il-vescovo-per-abusi-apuron-gruppi-hanno-voluto-distruggermi-1.33692775

          1. Quindi l’Arcivescovo iper-neocatecumenale di Agaña è completamente innocente? Sebbene condannato in primo e secondo grado, rimosso e sostituito da un Arcivescovo che ha immediatamente chiuso i centri di formazione neocatecumenale, è totalmente innocente?
            Prego: risponda.
            Ma non risponda dicendo che “Pierino è cattivo”, risponda affermando che è una povera vittima innocente perseguitata.

          2. OPPSS
            Quindi mi stai dicendo che in due processi diversi la Santa Sede e Papa Francesco in primis hanno dato retta ad un molestatore? Hanno sbagliato? Ma com’è che quando vi danno torto sbagliano sempre?

            Parliamoci chiaro: quelle accuse sono calunnie e menzogne, perché voi questo siete. Mentitori e calunniatori. Lo fate con chiunque vi metta i bastoni tra le ruote.
            Bello sto cammino di fede. Te lo raccomando.

            PS. poi mi spieghi com’è che il cammino a Guam per le elezioni ha appoggiato la candidata con posizioni chiaramente abortiste. Non sarà mica perché è la sorella di uno dei membri del cammino più influenti e ricchi di Guam?

      2. Addirittura indemoniato? Mi faccia capire… San Giovanni Paolo II ha deciso di aprire un seminario a Macao? Ma che va blaterando???

    2. Li ho conosciuto i “presbiteri” dei Redemptoris Mater:
      gente che non sapeva neanche la differenza tra “peccato veniale” e “peccato mortale”;
      gente che non si azzarda a fare direzione spirituale e demanda tutto al catechista di turno;
      gente che il sacramento della Riconciliazione lo trattava come semplice elenco di peccati;
      gente che, senza cammino in parrocchia, non sapeva neppure dove mettere le mani.

      Meglio perderli che trovarli.
      Ah, complimenti per il linguaggio. Ti sei qualificato per quello che sei.

    3. Caro Pinuccio, che bel modo che ha di esporre le sue tesi. Lei sì che è un illuminante esempio di carità cristiana.

    1. caro Orenzo,

      secondo lei, io ho lavorato per mesi, studiato documenti e fatto ricerche, scrivendo un libro di 280 pagine, per poi dirle «in sintesi stringata» come stanno le cose?
      Quando esce il mio libro se lo prenda e dentro ci troverà tutto.
      Lei capisce che non si può chiedere, per esempio a uno storico della Chiesa: “riassumimi in quattro parole stringate duemila anni di storia della Chiesa”.

      1. Tema: “riassumimi in quattro parole stringate duemila anni di storia della Chiesa”.
        Svolgimento: «… Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa…».
        Questo è quello che intendevo quando ho scritto “sintesi stringata”: è possibile averla?

        1. Questa è una parte del Vangelo.
          Lei mi sta chiedendo di riassumerle in due parole tutti e quattro i Vangeli.

          1. “riassumerle in due parole tutti e quattro i Vangeli”?
            Incarnazione, insegnamenti, passione, morte e resurrezione della seconda persona della Trinità.
            Riguardo alla “sintesi stringata” delle cavolate neocatecumenali, mi dispiace della mancata risposta, ma va bene ugualmente.

          2. Apprezzo la sua straordinaria capacità di sintesi, quindi le chiedo un aiuto.
            In fondo troverà il testo integrale della Enciclica Fides et Ratio del Santo Pontefice Giovanni Paolo II.

            Nel 2016, solo per illustrarla, impiegati tre lezioni di cinquanta minuti ciascuna, dopo essermi preparato per un mese e mezzo, lavorando per ore e ore tutti i giorni, anche perché dovevo rivolgermi ad una platea di sacerdoti, diversi dei quali teologi.

            Ci impiegai tutto questo tempo, per preparare le tre lezioni di 50 minuti ciascuna, perché, come lei capirà, io sono una persona molto limitata; e sono consapevole, dei miei limiti.
            Allora approfitto, umilmente, delle sue straordinarie capacità di sintesi: mi dice, in “sintesi stringata” con “quattro parole”, che cosa intende, San Giovanni Paolo II, per “ragione” sul piano metafisico e teologico?
            Se avrà tempo, successivamente, le domanderei anche di spiegarmi – sempre “stringatamente” in “quattro parole” – che cosa intende San Tommaso d’Aquino per “ente”.

            La ringrazio tanto.

            http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-et-ratio.html

          3. Per quello che ho capito io, la ragione è quella facoltà donata all’Uomo, quando Dio lo creò a Sua immagine e somiglianza, per mezzo della quale è possibile conoscere, amare e servire il Dio in questa vita al fine di goderlo eternamente nella vita eterna: il fine tuttavia, a motivo del peccato originale, non viene raggiunto (a parte forse talune rare eccezioni) se non in concordanza con la fede nella Rivelazione.
            Riguardo poi allo “ente” di San Tommaso, le sottili disquisizioni tra il logico ed il reale, ed altre similari, hanno portato taluni a costruirsi una nuova religione basata sull’interpretazione dei commenti e non su ciò che si voleva commentare.

          4. Caro padre Ariel,
            mi dispiace che a lei sia sembrata inopportuna la mia richiesta di riassumermi in poche righe le “cavolate” neocat, ma purtroppo la mia forma mentis si trova a suo agio con strutture che definirei ad albero e, quindi, tendo a semplificare il tutto come in un tronco per poter seguire poi le varie ramificazioni.
            Il fatto che lei riesca a tenere una conferenza di 50 minuti non può che suscitare in me un senso di ammirazione, perché io tendo ad interloquire con botta e risposta di pochi minuti.

      2. Dopo padre zoffoli, don marighetto e don Villa abbiamo pure di Gualdo, per avere qualche lettore in più era inevitabile scrivete del CNC, me lo ha fatto notare pure un discreto vaticanista. Io da cattolico ignorante, mi attengo ai pronunciamenti della Chiesa, per i resto ci sono i libri del teologo di Gualdo. #stiamoapposto

        1. … il teologo Levi di Gualdo non ha mai affermato, scritto e insegnato le colossali eresie che a partire dal 1968 hanno insegnato Kiko Arguello e Carmen Hernandez a intere generazioni di catechisti.
          E’ un fatto.

        2. Ciò che lei ha scritto e ciò che io ho risposto, è la evidente dimostrazione, a tutti visibile e da tutti appurabile, che lei non ha risposto a una sola delle contestazioni che io le ho mosso, nella migliore delle ipotesi ha eluso le domande e cambiato discorso.
          Non lo dico io, lo prova ciò che lei ha scritto, chiunque lo può verificare.

        3. Visto il rispetto che dalle tue parole traspare per i sacerdoti, presuppongo che al catechismo non ti abbiano ancora parlato del sacramento dell’Ordine e di cosa rappresenta: sei al primo o al secondo anno di catechismo in preparazione alla S. Comunione?

  2. caro padre Ariel

    vorrei domandarle le accuse di eresia che lei muove al cammino neocatecumenale quale valore
    mi perdoni, possono avere, quando la gerarchia a cui lei presta obbedienza, non le accusa, pronunciamenti della congregazione della dottrina della fede non ve ne sono.
    Le cose sono 2: o lei sbaglia o è in errore il papa e la gerarchia e mi pare che son più di 50 anni che sbagliano, vero?
    Vi ringrazio.

    1. A questi quesiti, io ho risposto in 280 pagine dettagliate e corredate di 180 note a fondo di pagina con richiamo ai documenti.
      Perché appena esce non si legge il libro, se vuole?
      O crede forse per davvero che a quesiti complessi come quelli che lei qui pone, so possa davvero rispondere con poche righe su un forum alla fine degli articoli pubblicati?

  3. caro padre Ariel

    vi ringrazio ,le cose qui son molto complicate e confuse,come tutta la situazione ecclesiale,ma nessuno si prende cura del “gregge”anzi è abbandonato ,saluti

  4. Dal profondo della mia impreparazione mi permetto di fare una riflessione.
    Da sempre il CNC ha dichiarato ai quattro venti che “i vescovi li richiedevano” ovunque nel mondo e loro umilmente si prestavano a rendere i loro servigi in molti modi, tra i quali anche l’apertura di seminari Redemptoris Mater.
    Questa è una delle tante bugie, perché in realtà si hanno molteplici dimostrazioni che sono i vari “itineranti” ad andare a proporsi e prima o poi qualche vescovo ignaro l’hanno conquistato.
    E’ ciò che è accaduto anche recentemente nelle isole della Micronesia, ma dopo l’esperienza di Guam i vescovi non hanno gradito gli itineranti di turno e per ora le tanto desiderate isolette sono salve.
    Il conseguente rifiuto del “pacchetto neocatecumenale” da parte di molti vescovi, mi fa pensare a un cambiamento di tattica: i R.M. non “dipendono” più dal vescovo, che magari nemmeno li vuole, ma direttamente dalla Congregazione, che li può in qualche modo “imporre” ai recalcitranti.
    Se fosse questo, sarebbe l’ennesima dimostrazione che il CNC non è gradito “dal basso”, ma imposto “dall’alto”, come agli inizi, quando le parrocchie non li volevano né in Spagna né in Italia.

  5. Il primo seminario Redemptoris Mater fu eretto il 14 febbraio 1988 a Roma dal cardinale Ugo Poletti (iscrizione loggia P2 del 17/2/1969, matricola 32/1425, “UPO”), con decreto “ad experimentum per tre anni” prot. n.218/88, pubblicato sulla Rivista diocesana di Roma, n.29 (1988), p.909.

    Il 1° ottobre 1990 Poletti concluse anticipatamente il triennio “ad experimentum”,
    con decreto prot. n. 913/90.

    Il 17 gennaio 1991 Poletti dà le dimissioni per raggiunti limiti di età. “Quel seminario s’aveva proprio da fare”.

    http://www.geocities.ws/Athens/Delphi/6919/SEMINAR1.htm

  6. EEEEHHHHH OOOOPPPPAAAAAAA…..IL LIBROOOOOOOOOOO

    NON AVEVAMO DUBBI SUL FATTO CHE CI SCAPPAVA (L’ENNESIMO) LIBRO!!!!
    QUESTO ARIEL È UN GENIO….MA CHE IDEA MERAVIGLIOSA…….

    EVVAI ARIEL………..ORA PUBBLICHERAI CHE I PROVENTI NON VANNO A TE…..CHE SONO IL SOLITO NEO URLANTE…..ROBA VECCHIA…

    PS….CIARLATANO!!!!…..E SULLA VALIDITÀ DI QUESTA AFFERMAZIONE QUESTA VOLTA NON CI SONO DUBBI….

    1. Dato che, dalla risposta, mi sembri un NC, è vero che, per voi, la S. Messa non è il Memoriale del Sacrificio Eucaristico in virtù delle parole consacratorie del Sacerdote?

        1. La prego: mi faccia lei una sua bella elucubrazione “neocatecumenal-kerigmatica” su questo passo del Vangelo.
          Per uno ripieno di Spirito Santo, dovrebbe essere più o meno una autentica bazzecola …

          Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος,
          καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν,
          καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος.
          οὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ πρὸς τὸν θεόν.
          πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο,
          καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν. ὃ γέγονεν
          ἐν αὐτῷ ζωὴ ἦν, καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς τῶν ἀνθρώπων·
          καὶ τὸ φῶς ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει,
          καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν.

          E alla fine della sua elucubrazione, poi ci canti e ci balli Dajenu, dajenu, però prendendo tutto quanto il testo intero in ebraico:

          אִלּוּ הוֹצִיאָנוּ מִמִּצְרָיִם
          וְלֹא עָשָׂה בָּהֶם שְׁפָטִים
          דַּיֵּנוּ
          אִלּוּ עָשָׂה בָּהֶם שְׁפָטִים
          וְלֹא עָשָׂה בֵּאלֹהֵיהֶם
          דַּיֵּנוּ
          אִלּוּ עָשָׂה בֵּאלֹהֵיהֶם
          וְלֹא הָרַג אֶת בְּכוֹרֵיהֶם
          דַּיֵּנוּ
          ecc …

          Io che non sono neucatecumenale e che quindi non sono ripieno di Spirito Santo le posso fare tranquillamente elecubrazioni in greco e in ebraico, perchè vado alle fonti delle vere … “origini”.
          Troppo facile, sparare la parola “kerigma” e cantare “Dayenu” senza conoscere neppure l’alfabeto greco ed ebraico, salvo poi sfottere gli altri che … elucubrano.

        2. Per Marco,

          Si dice “elucubrazioni”, non “eluGubrazioni”

          E Ariel, come Marco, si scrive con la MAIUSCOLA.

          Prima impara le cose troppo alte per te, poi parla.

        3. Caro amico, ti rispondo io se permetti.
          Quello che la S. Messa per il cammino non sarebbe il memoriale del sacrificio di Cristo, è l’ennesima calunnia che gira sul cammino. Il prete, durante la celebrazione recita le stesse formule di qualunque altra messa. Usa lo stesso identico messale di qualunque sacerdote della chiesa cattolica. Semplicemente nel cammino viene data importanza, oltre che all’aspetto del sacrificio, che è al di sopra di tutto, anche all’aspetto del banchetto eucaristico. Ovviamente i calunniatori del cammino Neocatecumenale ti diranno che non è vero, anzi forse non pubblicheranno neanche il commento dal momento che non contiene parolacce, ma ti assicuro che non mentisco. Inoltre le celebrazioni eucaristiche sono aperte a tutti, quindi chiunque può parteciparvi e verificare.
          Massimo.

          1. Caro Massimiliano,

            quelle che seguono sono affermazioni testuali, documentate, registrate e poi pubblicate di Kiko Arguello, con le quali lo stesso, per decenni, ha formato i catechisti. E le dirò: non ho solo i documenti stampati, ma anche le registrazioni.

            Partiamo dalla prima in cui Kiko Arguello afferma:

            «Perchè capiate ciò che desidero dirvi, dato che voi avete idee più chiare sul sacramento dell’Eucarestia, pensate che c’è stata un’epoca nella quale l’Eucarestia è stata vista quasi esclusivamente dal punto di vista del sacrificio, tant’è vero che abbiamo chiamato l’Eucarestia: il Sacrificio della Messa. I Protestanti enfatizzarono un altro aspetto. Oggi tutta l’indagine rinnovatrice sta scoprendo il centro del sacramento e ora si vede l’Eucarestia come il Memoriale della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, come la celebrazione del Mistero di Pasqua di Gesù Cristo. L’avere scoperto il centro, il nucleo del sacramento dell’Eucarestia, fa sì che siano illuminati gli altri aspetti, così che stanno scomparendo i contrasti con i Protestanti, perchè andando al centro, all’essenziale, coincideremo con loro».

            Dopo questa evidente perla eretica, prosegue Kiko Arguello:

            «Perciò quando poi nel medio evo si mettono a discutere del sacrificio, in fondo discutono di cose che non esistevano nell’eucarestia primitiva. Perché sacrificio nella religione è “sacrum facere”, fare il sacro, mettersi a contatto con la divinità tramite sacrifici cruenti. In questo senso non c’è sacrificio nell’eucarestia: l’Eucaristia è sacrificio in un altro senso, perché nell’eucarestia c’è si, la morte, ma c’è anche la resurrezione dalla morte. L’Eucarestia è Pasqua, passaggio dalla morte alla resurrezione. Per questo dire che l’eucarestia è sacrificio è giusto, ma è incompleto. L’Eucarestia sacrificio di lode, una lode completa di comunicazione con Dio attraverso la Pasqua del Signore. Ma in questa epoca l’idea di sacrificio non è intesa così ma nel senso pagano. Ciò che essi vedono nella messa è che qualcuno si sacrifica, cioè il Cristo. Nell’eucarestia vedono soltanto il sacrificio della croce di Gesù Cristo. E se oggi chiedeste alla gente qualcosa a questo proposito, vi direbbe che nel la messa vede il calvario»

            Dopo che Kiko Arguello ha dato lui completezza a ciò che la Chiesa ed i suoi concili dogmatici non sono stati in grado di completare, sempre ai suoi catechisti seguita a dire:

            «Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l’Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che é la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo».

            Dopo avere esaltato il meglio del peggio del pensiero calvinista, Kiko Arguello seguita a dire ai suoi catechisti:

            «In questa epoca nascono tutte le filosofie sull’Eucarestia. Quando non si capisce quello che è il sacramento, a causa della svalorizzazione enorme dei segni come sacramenti, e quando non si capisce quello che è il memoriale, si comincia a razionalizzare, a voler dare spiegazioni del mistero che c’è dentro. Precisamente perché, il mistero trascende la sua unica spiegazione, c’è il sacramento. Il sacramento parla più dei ragionamenti. Ma a quel tempo poiché non si capisce ciò che è il sacramento, si cerca di dare spiegazioni filosofiche del mistero. E così cominciano i dibattiti su: “Come è presente?”. Lutero non negò mai la presenza reale, negò solo la parolina “transustanziazione” che è una parola filosofia che vuole spiegare il mistero».

            Ignorando, da eretico ignorante che è, che la “parolina” transustanziazione è ribadita da tutto il magistero del Concilio Vaticano II e dal magistero post-conciliare di San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, per concludere in bellezza egli corregge i Padri del Concilio di Trento proprio nel cuore della sua parte dogmatica legata al Mistero Eucaristico insegnando in modo a dir poco confuso – dico confuso per essere buoni – ai suoi catechisti:

            «Lutero non spiega la presenza reale, ma ha un problema: ha visto che si sono perduti i segni e li vuole recuperare. Allora il Concilio di Trento dice: “Se qualcuno dice che i sacramenti sono solo segni della fede sia anatema”. Un sacramento è formato da due elementi: uno è il segno, esplicitazione del mistero, e l’altro è l’efficacia del segno, che realizza quello che il segno significa. I protestanti vollero dare talmente tanta importanza al primo elemento che il Concilio dovette far risaltare il secondo: i sacramenti danno la grazia che significano. Il Concilio dice la verità, ma quelli che vennero dopo, per contrapporsi a Lutero si fermarono all’efficacia dei sacramenti, trascurando il segno. E allora è lo stesso comunicare con il pane, o con un’ostia che sembra di carta; è lo stesso che beva uno dalla coppa o che ne bevano tutti. Il canone diceva: “Prese il calice,fece l’azione di grazie, e lo passò ai suoi discepoli dicendo: prendete e bevetene tutti…. In realtà chi beve è il solo sacerdote e tutti gli altri non fanno nulla. Quanto all’efficacia il sacramento si realizza, ma non si da alcuna importanza al segno. E’ importante insistere su questo. Dei due elementi del sacramento, noi abbiamo mantenuto l’efficacia, che rappresenta la cosa importante per una mente razionalista; l’essenza delle cose . Lo abbiamo fatto senza sapere del valore prezioso del segno».

            In tutti questi discorsi, gli aspetti fondamentali della fede sono in parte irrisi e in parte deformati sul piano storico e teologico, il tutto con la presunzione tipica di chi giunge a spiegarti ciò che per secoli e secoli i Padri della Chiesa non hanno compreso.

            La domanda è molto semplice: Kiko Arguello, enunciando e istruendo i suoi catechisti in questi termini, alla luce del solenne e perenne magistero della Chiesa: è in errore o ha ragione?
            Non si arrampichi sugli specchi, la domanda è semplice: è in errore od ha ragione?

            Su queste nostre colonne, lei ha già mentito spudoratamente in passato sapendo perfettamente di mentire. Allora, siccome il discorso è parecchio articolato, la mia domanda è semplicissima, proprio per evitare arrampicate sugli specchi, ed è la seguente:

            a quante Celebrazioni Eucaristiche dei neocatecumenali, lei può affermare in coscienza e soprattutto in verità, che sia stato fatto uso della Prima Preghiera Eucaristica (detta Canone Romano) o della Terza Preghiera Eucaristica, nelle quali ricorre più volte il richiamo al “sacrificio”?
            A me risulta che malgrado i ripetuti e inutili richiami, i preti neocatecumenali e neocatecumenalizzati usano solo ed esclusivamente la Seconda Preghiera Eucaristica, nella quale non è fatto risaltare l’aspetto sacrificale. Lei, questo, ce lo può pubblicamente smentire affermando che sono comunemente usate anche le altre Preghiere Eucaristiche, nelle Sante Messe celebrate dai gruppi Neocatecumenali?

            Ci dica qui, davanti a tutti, che un sabato sera alla Messa celebrata dai gruppi neocatecumenali, lei ha udito le parole del Canone Romano o della Terza Preghiera Eucaristica nelle quali ricorre più e più volte il richiamo al “sacrificio vivo e santo”.

            Sono due domande semplicissime: risponda.

          2. Massimiliano, quando parli del “memoriale del sacrificio di Cristo” cosa intendi?
            – Il memoriale di una cosa sacra compiuta da Cristo?
            – Il memoria della dolorosissima passione e della vergognosa morte di Gesù, ebreo circonciso nudo in croce, accertata con un colpo di lancia che trafisse il Suo Cuore da cui usci sangue ed acqua?

    2. Se lei mi manda il suo indirizzo, appena il libro esce le invio una copia omaggio, poi le metto a totale e libera disposizione le colonne de L’Isola di Patmos, dove lei potrà pubblicare, senza alcun genere di censura, un lungo e dettagliato articolo per smontare pezzo per pezzo, con rigore teologico, ecclesiologico e giuridico, i contenuti del mio lavoro, che è un lavoro prettamente scientifico; ma soprattutto dovrà dimostrare che tutti i documenti sui quali il mio lavoro si basa, sono rigorosamente falsi.
      Più disponibilità di questa, non saprei che cosa offrirle.

      P.S.

      Il mio non è affatto «l’ennesimo libro» così detto «urlante», è il libro di un sacerdote e di un teologo, che non si smonta al kikiano grido di «ciarlatano!», allo stesso modo in cui non sono state smontate a suo tempo le analisi del Servo di Dio Pier Carlo Landucci e del compianto Padre Enrico Zoffoli.

      1. Gentile padre Ariel,
        Io non l’ho offesa, ma come tutti possono leggere nella sua risposta, mi accusa di aver mentito in passato. Questa è un suo giudizio, assolutamente soggettivo. Io non ho mai mentito, tanto meno su questo blog. Probabilmente non sopportate la verità, perché fa vacillare tutte le sciocchezze che sbandierate e sulle quali scrivete addirittura libri. Se le premesse sono queste, il suo libro sarà un condensato di sciocchezze sul cammino neocatecumenale. Io dico che kiko ha perfettamente ragione, in quanto dice quello che avevo anticipato io e cioè che mentre prima si considerava la messa, esclusivamente per l’aspetto del sacrificio, con il Concilio Vaticano II viene rivalutato anche l’aspetto del banchetto eucaristico, che nel C è visibile nei segni del pane azzimo, nel vino, la disposizione dell’assemblea e la “manducazione” tutti insieme del corpo di Cristo, SUBITO DOPO IL SACERDOTE. Il sacrificio stesso, assume, con il Concilio Vaticano II, il carattere di sacrificio “in vista della resurrezione”. Sono in cammino da 30 anni e ho vissuto sia il periodo prima dello statuto, che quello dopo e le assic. Che il sacerdote non fa mai la stessa preghiera, ma…

        1. Nota tecnica: quando il fratello neocatekiko Massimiliano dice “tutti insieme subito dopo il sacerdote”, con ciò stesso sta affermando implicitamente che:

          – i kikos tengono impunemente “sotto sequestro” il Corpo di Cristo finché non scatta il segnale manducatorio: il Signore, presente nel Santissimo Sacramento, deve “aspettare” secondo le scenografie e le comodità umane (senza contare che ciò aggrava notevolmente il problema della “dispersione di frammenti”);

          – quel “tutti insieme” significa che i kikos intendono la Comunione come un gesto “comunitario” anziché “personale”, cioè conta più la scenografia che l’efficacia; come se pensassero che la Comunione fatta personalmente fosse qualcosa che guasta l’unità fraterna comunitaria, cioè come se la Comunione non c’entrasse gran che con la salvezza personale.

          Inoltre, quando blatera di “pane azzimo”, sottintende che le “ostie piccole” in uso in tutta la Chiesa non lo sarebbero – oppure che sarebbero qualitativamente inferiori e inadatte alla celebrazione eucaristica. Infatti nel Cammino vige da sempre la prassi delle “pagnottone sbriciolose” (furbescamente chiamate “pane azzimo” in contrapposizione…

        2. Caro Massimiliano,

          lei è una di quelle buone e sincere persone che crede veramente alla validità e alla autenticità storica, dottrinale ed esegetica di ciò che le è stato insegnato. La sua buona fede è tale che, al contrario di me che mi farò duemila anni di purgatorio, lei mi precederà di mille e novecento novanta anni nel Paradiso, perché di sicuro con dieci anni di Purgatorio se la caverà.
          Il tutto perché a me è stato dato modo di conoscere in modo molto approfondito la autentica fede e la corretta dottrina, a lei invece no. Pertanto, mentre io non sono ad alcun titolo scusabile, ed ogni mancanza mi sarà conteggiata con un certo peso dal giudizio di Dio, perché «A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» [Lc 12, 39-48], lei se la caverà invece col beneficio della “ignoranza inevitabile”, o della cosiddetta “santa ignoranza”.
          M’intenda bene: non le sto dando dell’ignorante secondo il linguaggio parlato. Uso il termine “ignorante” per ciò che significa realmente, ossia: colui che – per varie ragioni, non dovute alla sua volontà – ignora.

          Da ciò che lei risponde, devo forse prendere atto che i Padri del Concilio di Trento, la cui assise durò complessivamente dal 1545 al 1563, ed all’interno della quale abbiamo avuto anche santi dottori della Chiesa, non avessero chiaro il concetto di “segno sacramentale”? Loro che erano gli eredi della scolastica classica e della metafisica e che sulla “teologia” dei “segni” hanno scritto fiumi di pagine a partire dal Sant’Anselmo d’Aosta e suvvia a seguire, ignoravano i segni?
          Lei lo sa, che nella cultura filosofica, letteraria, artistica, religiosa e anche liturgica, il Medio Evo – che si divide in tre diversi periodi storici – è stata proprio l’éra dei segni?

          O forse dobbiamo credere – come insegna Kiko – che questo “segno”, prima i tardo medioevali, poi i Padri del Concilio di Trento, lo nascosero per contrapporsi allo scisma luterano, quindi per creare le debite “differenze” con gli eretici scismatici e “accentuare in modo ossessivo l’aspetto sacrificale”?

          Lei mi sta forse dicendo che nello spazio di quattro secoli, dal Concilio di Trento a prima del Concilio Vaticano II, la Santa Messa «aveva un aspetto prettamente sacrificale», al punto tale che solo l’ultimo Concilio ha «rivalutato l’aspetto del banchetto eucaristico»?

          Da ciò debbo dedurne che non solo Kiko, ma anche lei assieme a lui non ha mai studiato il Concilio di Trento e, con esso, la liturgia ed i praenotanda, ossia le premesse generali ai libri liturgici.

          Deve infatti sapere che i termini coena e convivium, sono presenti come concetto e come segno nell’intera struttura liturgica e anche nelle orazioni e nei canti che accompagnavano la Santa Messa. E se la parola coena, significa in modo evidente cena, la parola convivium, tradotta in italiano come “convito”, significa proprio banchetto.

          San Tommaso d’Aquino, nel XIII secolo, scrisse una celebre lode che inneggia alla Santissima Eucaristia e che fu inserita nel “proprio” del Corpus Domini:

          O sacrum convivium!
          in quo Christus sumitur:
          recolitur memoria passionis ejus:
          mens impletur gratia:
          et futurae gloriae nobis pignus datur.

          Che alla lettera possiamo tradurre così:

          O sacro banchetto, in cui Cristo è nostro cibo,
          nel quale si perpetua il memoriale della sua Pasqua,
          l’anima nostra è colmata di grazia,
          e ci è dato il pegno della gloria futura.

          Quindi esaltazione mistagogica del “banchetto” e della “Pasqua”. Infatti, per “passionis“, in questo contesto si intende esattamente la Pasqua. Per “convivium“, si intende il sacro banchetto eucaristico. Autore: San Tommaso d’Aquino, proclamato dalla Chiesa Doctor Angelicus e Doctor Communis.

          Lei afferma che «Il sacrificio stesso, assume, con il Concilio Vaticano II, il carattere di sacrificio “in vista della resurrezione”».
          E prima, che cosa accadeva: forse con Trento ci si fermava al Golgota?

          Il Sacerdote, sul Corpo e sul Sangue di Cristo, con il messale cosiddetto “tridentino”, senta un po’ che cosa glorificava:

          Unde et mémores, Dómine, nos servi
          tui, sed et plebs tua sancta, eiúsdem
          Christi Fílii tui Dómini nostri tam beátæ
          passiónis, nec non et ab ínferis resurrectiónis, sed et in cælos gloriósæ ascensiónis:
          offérimus præcláræ maiestáti tuæ de tuis
          donis ac datis hóstiam puram, hóstiam
          sanctam, hóstiam immaculátam, Panem sanctum vitæ ætérnæ, et Cálicem
          salútis perpétuæ.

          [Per tale motivo, in memoria, o Signore,
          della santa passione del Cristo tuo Figlio,
          nostro Signore, della sua resurrezione dal soggiorno dei morti e anche della sua ascensione
          nella gloria dei cieli, noi tuoi ministri, e con noi
          il tuo popolo santo, presentiamo alla tua gloriosa Maestà,
          scelta tra i beni che Tu stesso ci
          hai dato, la vittima pura, la vittima santa, la
          vittima senza macchia, il Pane santo della vita
          eterna e il Calice della salvezza perpetua]

          Quindi si glorificava, dopo la sua passione e morte, la risurrezione e la ascensione nella gloria dei cieli di Cristo, ossia il mistero della Pasqua, quello che alcune scuole teologiche sono solite chiamare il Cristo post-pasquale.
          La verità è un’altra, ed è nota da sempre, ossia che Kiko Arguello ha problemi con alcune parole:

          1. Sacrificio;
          2. vittima;
          3. transustanziazione;
          4. presenza reale.

          I suoi problemi evidenti e manifesti con queste parole derivano dal fatto che non le ha mai capite, però ha preteso al tempo stesso di averle capite bene come mai nessuno prima e di poterle insegnare lui agli altri; ma soprattutto non ha mai avuta l’umiltà di imparare dai maestri, come tutti gli autodidatti strafalcioni che accettano come maestro solo se stessi.

          O forse lei è in grado di dirmi chi sono stati i maestri di Kiko Arguello nelle scienze storiche, filosofiche, teologiche, bibliche? E la prego, non mi venga a dire che il suo maestro è stato direttamente lo Spirito Santo esentandolo da qualsiasi “vile” scuola e apprendimento umano e terreno!

          Kiko Arguello – e questo è un fatto – ha poi mostrato:

          1. di non conoscere la storia della Chiesa;
          2. di rifarsi a storici protestanti con tutto ciò che questo ha comportato nella sua visione storica e storico-liturgica;
          3. di rifarsi a un Concilio Vaticano II che non conosce, o che non ha capito, perché molte delle sue affermazioni e catechesi, sono proprio smentite dai documenti di questo Concilio, a partire proprio dalle sue costituzioni dogmatiche;
          4. a smentire la errata percezione di Santa Messa e di Eucaristia, non sono certo io, ma il magistero post-conciliare di San Paolo VI, che sia sulla Messa, sia sulla Eucaristia, sia sulla transustanziazione sia sulla presenza reale, dice l’esatto contrario di quello che afferma e insegna Kiko Arguello.

          E qui mi fermo.

          Riguardo la mia domanda circa l’esclusivo uso della II Preghiera Eucaristica nelle celebrazioni neocatecumenali, lei afferma infine che «Il sacerdote non fa mai la stessa preghiera».
          Non oso darle del bugiardo, forse lei farà parte di una comunità neocatecumenale ultra-ortodossa.
          Come sacerdote io posso dirle che numerose e numerose volte, ritrovandomi a celebrare la Santa Messa in alcune particolari circostanze alle quale si trovavano presenti dei neocatecumenali, questi sono rimasti del tutto basiti udendo il Canone Romano, perché non lo avevamo mai sentito. Altrettanto è accaduto quando celebrando dei funerali ho preso la III Preghiera Eucaristica, nella quale è contenuta una orazione molto bella sui defunti.

          Tutte le persone cresciute nel Cammino Neocatecumenale e sino a poco prima vissute sempre al suo interno, ignoravano completamente la I la III e la IV Preghiera Eucaristica.

          Lei dirà anche la verità, ma posso assicurarle che né io né i miei numerosi confratelli siamo però dei bugiardi, come non lo sono i numerosi usciti dal Cammino, che incominciando a frequentare altre celebrazioni, hanno scoperto dopo alcuni decenni di “liturgie neocatecumenali” un intero mondo liturgico che non conoscevano affatto.
          Si chieda ai miei confratelli sacerdoti per averne pronta conferma.

          Prendo atto però, che il sabato sera, nelle comunità neocatecumenali, si celebra la Santa Messa usando il Canone Romano, la III e la IV Preghiera Eucaristica.

          1. Mi ritrovo a gestire con enormi difficoltà una grande parrocchia di Napoli nella quale sono presenti 11 gruppi neocatecumenali.
            Sono parroco di questa parrocchia da 4 anni, i neocatecumenali sono in essa presenti da 22 anni.
            il sabato sera, nelle nostre sale parrocchiali, si svolge la celebrazione di relative 11 Messe. Nessuno dei celebranti usa altra preghiera se non unicamente la II preghiera eucaristica.
            Sono d’accordo, io che pure sono il parroco?
            No.
            Costituiscono i neocatecumenali un problema per me e per la parrocchia?
            Si, enorme.
            Posso fare qualche cosa?
            Si, posso solo chiedere di essere sollevato dall’incarico di parroco, cosa che feci un anno dopo la nomina, ma fui in pratica supplicato di … offrire la sofferenza di questa croce a Cristo.
            Ci sono altri parroci, a Napoli, non neocatecumenali in situazioni analoghe alle mie?
            Numerosi.
            Possono confermare, tutti loro, abusi liturgici di ogni genere e uso esclusivo della II preghiera eucaristica?
            Si, tutti.
            Ergo: o siamo bugiardi noi, o è bugiardo il Sig. Massimiliano, oppure, il Sig. Massimiliano, appartiene a una di quelle comunità neocatecumenali ideali che io, e molti altri miei confratelli, non abbiamo avuto modo di conoscere.

            Lettera Firmata

  7. Domanda: dato che tu chiami “ciarlatano” padre Ariel…come definisci uno come Kiko Arguello che ti vende i libri suoi o quelli di Carmen Hernandez? O che chiede di comprare gli statuti una copia per ogni mebro della famiglia..

    Non farmi ridere. C’è da piangere.
    E voi sareste i cattolici maturi? Mapperpiacere.

  8. Dico solo questo:
    la Congregazione della dottrina della fede ha ESPLICITAMENTE proibito la comunione contemporanea del sacerdote con i fedeli, i quali non stanno in attesa con l’Ostia (pardon, con il pane. Perchè per Kiko l’ostia è fatta ” di carta”) per “manducare” (altra ipocrisia) seduti tutti insieme.

    Questo il cammino lo fa SEMPRE. E guai a non farlo. Kiko dixit.
    La Congregazione ha parlato alla Chiesa Cattolica.
    Il cammino fa parte della chiesa cattolica?
    Se sì, si adegui.
    Punto.

    Santa Madre Chiesa nella sua saggezza TI FA SCEGLIERE se prendere la comunione con le mani o assumerla in bocca. Nel cammino si può scegliere?
    FIGURIAMOCI!

    ____________
    N.d.R. vedere di seguito: Redemptionis Sacramentum, n. 88
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

  9. Dear Padre Ariel,
    whether the book will be published in English.
    Thanks so much

    _________________

    N.d.R.
    Caro Padre Ariel,
    vorrei sapere se il libro sarà pubblicato in inglese.
    Tante grazie.

    1. Dear Reader,

      we will try to do everything possible to translate the book into English and Spanish.
      Unfortunately, translation costs are very high.
      However, we are working to make it happen.
      Best wishes.

      ___________________

      Caro Lettore,

      proveremo a fare tutto il possibile per tradurre il libro in inglese e spagnolo.
      Sfortunatamente, i costi di traduzione sono molto alti.
      Tuttavia, stiamo lavorando per realizzare questo progetto.
      Con i miei migliori saluti.

      1. Caro ariel (minuscolo),
        non è che tu sei un riferimento scientifico riguardante la validità del cammino; noi abbiamo la Chiesa che discerne a riguardo.
        Ora, ammetto che tu voglia fare un po’ di soldini, ammetto che tu voglia uscire dal tuo anonimato, ammetto anche che ti piaccia lasciar pensare ai lettori che tu sei un “erudito e profondo conoscitore delle cose della Chiesa”, ma per favore non rompere i coglioni scrivendo queste stronzate…vai in vacanza…fatti una vita….prova a fare…il prete ad esempio…ok??
        PS: noi non siamo urlatori; al massimo ci scompisciamo dalle risate quando (post dopo post) arrivano discorsi del Papa o dei Papi che asfaltano ogni tua affermazione compresa quella della nostra povera lesbica di Catania

        1. Gentile Carlo,

          … certo, voi «avete la Chiesa che discerne a riguardo», ma soprattutto voi siete un mirabile modello di obbedienza alla Chiesa, vero? Basta andare un sabato sera a una vostra liturgia, per vedere dalla prima all’ultima realizzate tutte le cose che la Chiesa proibisce con fior di richiami e documenti ufficiali.

          Passiamo oltre.

          Anzitutto lei, a me, si rivolge chiamandomi Reverendo e dandomi del “lei”, perché io sono un distinto signore di 56 anni e non sono un seminaretto del Redemptoris Mater al quale il mega-catechista laico punta il dito e rivolge un rimprovero.

          Chiarito questo andiamo oltre:

          1. non ho bisogno di «fare un po’ di soldini», perché provengo da una famiglia più che benestante e quando diventai prete avevo già di che vivere splendidamente in modo egregio. Purtroppo per voi, nessuno dei miei familiari è neocatecumenale, quindi non avete potuto, perlomeno da loro, raccogliere delle decime davvero cospicue, visti i loro redditi;

          2. sei io sono o no un «erudito e profondo conoscitore delle cose della Chiesa», questo deve stabilirlo una commissione di teologi incaricati dall’Autorità Ecclesiastica, non certo un anonimo Signore che con me, dinanzi ad una platea di studiosi competenti, dubito sarebbe in grado di reggere cinque minuti di dibattito, per come lei si palesa tra le sue righe;

          3. dove andare, se in vacanza o altrove, questo può dirmelo solo il mio vescovo, non un laico che si rivolge con siffatta strafottenza a un presbitero “anziano”, ed allo stesso modo, come «fare» o come «provare a fare il prete», questo può dirmelo solo il vescovo alla cui obbedienza io sono sottomesso;

          4. non capisco a chi sia rivolta la sprezzante frase sulla «nostra povera lesbica di Catania», non so chi sia e quindi non ho il piacere di conoscerla, però in compenso, di Catania, ho conosciuto invece l’Arcivescovo emerito, S.E. Mons. Luigi Bommarito, che cercò in ogni modo di non farvi prendere piede nelle parrocchie della sua diocesi e che indicando con orrore i vostri “scrutini” dichiarò e lamentò in una lettera ufficiale scritta a voi che: «I cosiddetti “scrutini”, sono di fatto confessioni pubbliche che scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore oserebbe mai rivolgere». Anche lui «rompeva i coglioni» e «scriveva stronzate» come chiunque osa non pensarla come gli affiliati alla setta kika?

          Le auguro di avere, nella sua vita, solo una piccola parte dei successi umani e professionali che ho avuto io prima di diventare prete in età adulta, fino a quando decisi di lasciare tutto non certo per «uscire dall’anonimato», ma proprio per diventare un devoto e anonimo servitore di Cristo e della sua Chiesa, per essere nessuno a servizio di tutti.
          Perché vede: a me, la vocazione, me l’ha data Cristo, non me l’ha data Kiko per impressionare il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II con duecento o trecento ragazzi e ragazze che si alzavano in piedi alla chiamata alle armi del leader per entrare in seminario e in monastero.

          Ecco perché, lei ed io, parliamo due lingue diverse, ma soprattutto apparteniamo proprio a due religioni diverse: io per esempio sono cattolico.

        2. Complimenti per la tua ultima affermazione. Hai dimostrato quello che sei.
          Le cose sono due: o lo eri prima di iniziare il cammino (e allora il cammino non serve a nulla)
          oppure lo sei diventato (ed evidentemente i tuoi catechisti ti hanno insegnato proprio bene).
          Ho sincera pietà per te.
          Sei un miserabile: nel senso hunghiano del termine. Ti auguro di incontrare un Monsignor Myriel che ti faccia rinsavire.

        3. Carlo, ma chi le ha detto che Don Ariel non faccia il prete? Perché voi neocatecumenali siete solo in gradi di insultare? Dovreste essere grati a Don Ariel e a tutti quelli che prima di lui hanno svelato le menzogne del vostro capo. Pensate solo ai soldi che il cammino vi ha spillato da quando lo avete cominciato, ingannandovi e dicendovi che il Signore vi restituirà il centuplo.

          Peraltro quando cominciai il cammino più di trent’anni fa ricordo che i catechisti assicuravano che il centuplo ci sarebbe stato dato già qui su questa terra, non chissà quando. E invece da qualche anno la versione è cambiata; adesso dicono che il centuplo non deve essere necessariamente in denaro, può essere in grazie, pace interiore e beni immateriali di vario tipo e non necessariamente in questa vita.

          Si vede che qualcuno che non ha ricevuto il centuplo, si è andato a lamentare con i catechisti: “…e allora, dov’è sto centuplo?”.

          Mamma mia che inganno! Auguri Don Ariel.

    1. Ha parlato quello che ripete le espressioni di Kiko, comprese le battute.
      Tutti con lo stampini siete fatti. In serie. Ma il Signore ci ha fatti con le impronte digitali, non con i codici a barre.

      1. Perché i proventi del libro di Don Ariel non dovrebbero andare a lui o alla rivista “Isola di Patmos”? Voi ignoranti neocatecumenali neanche vi immaginate cosa significa scrivere un libro frutto di una ricerca seria e documentata. Infatti alle precise accuse di eresia di padre Ariel, l’unica risposta che sapete dare è lanciare insulti. Questo fra l’altro dimostra il vostro Non essere cristiani. Dov’è il famoso amore al cosiddetto nemico? Faccio poi notare che i vistri nemici generalmente sono amici della verità.

  10. Ringrazio vivamente padre Ariel di ciò che ha scritto.

    Avevo dei piccoli dubbi sul Cammino, nel senso positivo per i Neocatecumenali. Cioè ho visto e vissuto delle situazioni lì dentro (Tutto scritto sul blog Osservatorio, per cui non le riscrivo), ma una piccolissima parte di me mi diceva: sono nella Chiesa e Giovanni Paolo II li ha aiutati, per cui vi è, comunque, un qualcosa. Che vi è, anche ora, per via che Cristo vuole salvare tutti.

    Ma leggendo ciò che ha scritto in quel commento, cioè sul Sacrificio Eucaristico, l’Ostia Divina, Gesù il Signore che dà il Suo Corpo e il Suo Sangue, e che Kiko Arguello ha detto quelle cose, a quel punto mi si è aperto tutto uno scenario davanti. Per cui, siccome la Chiesa è Madre, il Papa è il Vicario di Cristo, e la Chiesa è Chiesa se rimane inserita a Cristo, e lo stesso per il Papa, e dal momento che sappiamo tutti che Chi regge ogni cosa è il Padre, l’Onnipotente, Colui che regge la Chiesa e anche il Papa, e il Padre e il Figlio sono un’Unica cosa insieme allo Spirito Santo, la Trinità, e per cui chi è contro la Trinità, è contro la Chiesa e il Papa, ecco che ho capito: che questi stanno messi male. Molto male.

    Costoro hanno tradito Gesù Cristo, lo hanno sulle labbra, ma il loro cuore è lontano da Signore. Si sono infilati dentro la Chiesa per ottenere fama, denaro, e soldi. Io ho potuto vedere queste persone in azione, nel mio ambito, parlo non di tutti. Mentre sei in mezzo a loro ti si avvicinano chiamandoti fratello, scambi della pace, ecc, ecc. Tutto per interesse personale, nel cuore nascondono altro, nel meglio dei casi la loro intenzione è quella di farti entrare nel loro ambito, così accaparrano una persona in più. Una persona da sottomettere alla loro volontà, e per cui destinata ad essere spogliata di soldi, spiritualità, amore proprio, e fede in Dio.

    Costoro diventano i Padroni nel vero senso della parola, si arrogano il diritto, sotto l’ipocrisia, in quanto si mostrano come profeti, di dire agli altri cosa si deve fare e cosa no. Si potrebbe dire che in altri ambiti è anche così. Può essere, ma se parliamo di ambiti sani, come quando si va dal confessore, è la persona che sente il bisogno, e dopo un attento ragionamento, analisi di sé, discernimento, ecc, ecco che si va dal confessore, e poi avviene ciò che sappiamo: ci si libera del fardello della morte. Con questi avviene come una caccia. Costoro mettono tabelloni pubblicitari, su internet è pieno di pubblicità, gonfiano le notizie, video fasulli, ecc, ecc. Ho assistito personalmente alle Cento Piazze, quasi nessuno li ascoltava seriamente. L’impegno ce lo mettono, ma, sappiamo che anche gli eretici si impegnano nel diffondere le eresie, forse più degli altri, in quanto ingannati dallo spirito che li tiene incatenati.

    Per cui, costoro, passano il tempo a voler sottomettere il prossimo, per cui sono loro che ti vengono a cercare e manipolare, non vai tu con la tua libertà, sono loro che attivano una serie di iniziative, e per cui stringono il laccio sempre più.

    Ultimamente, ho notato, che si sono inventati di mettere nelle comunità neonate due persone che fanno dalla mattina alla sera da megafono, mettendo a credere che il Cammino sia una cosa Santissima e bellissima. Ingigantiscono passaggi, prima del passaggio ne fanno le lodi, creano un ambiente, mettono a credere che sarà un’esperienza bellissima e spirituale. Siccome li conoscevo a tutti, e sapendo i passaggi, ecco che io ho vissuto il passaggio così com’era, una mangiata in Hotel, a pancia piena catechesi, sparlamenti, fumate, giocate a carte, risate, caffè, amaretto, altro nelle camere la notte, e ho saputo anche droga ed alcool. Questo è il grande passaggio di Dio, Dio che passa tra i tavoli del ristorante.

    Mi dispiace scrivere la parola Dio, in questo contesto, ma spero che il Signore capisca il motivo, ma chiedo perdono nello stesso tempo. Facevano catechesi contrarie al blog, perché lo leggevo, mentre ero lì in mezzo. Per cui la loro premura era quella di incatenare le persone al loro Cammino. Tutto incentrato sul Cammino, non in Dio, perché Dio era come un complemento, il Cammino al centro di tutto. Invasati è dire poco. Ma è solo una facciata, anche il nominare il Cammino, perché dentro, appena li stuzzichi ― perché l’ho fatto, ma non di mia iniziativa, perché c’è qualcuno che mi ha inviato ―, ecco che è uscita tutta la melma che albergava nel loro cuore: giudizi, parlare male, doppia faccia, calunnie, imposizioni.

    Che dire, ti vedi un ipocrita che proclama agli altri di andare vestiti in un certo modo, e poi vedi i suoi figli con i pantaloni strappati. Questo è solo un piccolissimo esempio, piccolissimo. Dietro il marcio è molto più presente: fornicazioni, ruberie, lussurie.

    Giudicano se una persona fa cosa contrarie a loro, cioè non si sottomette alla loro volontà, per cui iniziano a giudicarla di ogni cosa, di qualsiasi errore, al contrario, chi fa parte della loro cerchia, anche se è un abominevole pedofilo, lussurioso, depravato, fornicatore, eretico, millantatore, ipocrita, ecc, ecc, ecco che viene accolto e ben voluto. Perchè? Il Perchè già l’ha detto nostro Signore, ve ne metto una traccia: «[…] non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione» [Gv 15, 25].

    Il riscontro l’avete con l’Arcivescovo Apuro, il Cardinale Theodore Edgar McCarrick, e simili. Siccome fanno parte della loro cerchia, ecco che passa tutto, se invece hanno il sentore che tu non sei in sintonia, per cui non li segui, ecco che iniziano a perseguitare in ogni modo. Calunnie dall’ambone, condanne, manipolazione del Vangelo, ecc, ecc.

    Pensate ho sentito dire che il Dio dell’Antico Testamento ― cioè i fatti descritti ― sono un racconto letterario, come di fantasie, perché lì vi sono state guerre e stermini, e per cui la loro mente non riesce a concepire che Dio possa punire severamente.

    Questo carissimi, è un grande inganno, perché la persona si crea tutta una sua realtà di fantasia, non riesce a filtrare il male, e per cui non riuscendo a capire la profondità del male, ecco che potrebbe diffonderlo inconsapevolmente. Perché non si riesce a capire la realtà. Cioè che sono spiriti decaduti e che gli uomini possono fare le azioni più turpi, finché Dio non interviene.

    1. Padre Ariel,

      con il cuore in mano e gli occhi gonfi dalle lacrime le dico solo una cosa: GRAZIE! Il suo impegno, il suo prodigarsi per la Verità, la sua bella e concisa Fede, il suo modo di combattere l’apostasia e la condizione eretica e corrotta dell’uomo nella vera ed unica Religione, non fanno altro che darmi forza oltre quella che chiedo costantemente allo Spirito Santo!

      Nel mio modesto e umile modo sto cercando di combattere contro il movimento Neocatecumenale del mio paese che prende sempre più piede e si instaura prendendo possesso di tutte le parrocchie esistenti.

      Vani sono stati i miei tentativi di fornire ai sacerdoti discorsi, motivazioni,documenti inerenti il cammino che attestano la deformità e la puzza luciferina. Prenderanno mai in considerazione uno come me,senza una formazione teologica, con poche capacità oratorie… un povero Cristiano della Domenica? Sono ciechi, corrotti, timorosi di non essere spostati per aver chiuso le porte a questi loschi personaggi del cammino? Ma quanto forti e influenti sono! non mi arrendo.

      E lei continui con la sua opera! Lei è un Guerriero di Dio! Un Guerriero! La seguo da sempre!Comprerò il suo atteso libro e soprattutto pregherò per lei!

  11. Dico al signor Massimiliano che anche io sono stata in cammino ben 35 anni, di cui oltre 25 come catechista di moltissime persone.
    Ergo, il Cammino lo conosco (ahimè!) molto bene anch’io.
    Quello che dice Padre Ariel è sacrosanto, è la Chiesa, e purtroppo anch’io l’ho scoperto dopo tanti, troppi anni. Lei, Massimiliano, non potrà mai scoprirlo, semplicemente perché tutto questo nel cammino non c’è. Non se ne parla proprio. Si parla solo dell’interpretazione kikiana, che ha solo la parvenza di una predicazione cattolica, ma assomiglia molto di più a quella protestante.
    Lei dice di non aver offeso, e si sente offeso perché le è stato dato del bugiardo.
    Le faccio notare che lei invece ha usato il termine “calunniatore che non pubblicherà il mio commento”, riferito ad un sacerdote che non fa altro che spiegare la dottrina della Chiesa. Non ha offeso, dunque?

    Dico poi a marco, carlo e sasfc (minuscoli, naturalmente, in ogni singola accezione del termine), che anche io ho conosciuto sboccati neocatecumenali come loro, avversi ad ogni tipo di sacralità, anche ministeriale.
    A differenza di voi, questo ha contribuito ad allontanarmi dal CNC per il disgusto.

  12. P. Ariel, ovviamente con i miei 1200 caratteri a disposizione, non posso rispondere a tutte le sue lenzuolate, ma qualcosa posso dire. Vorrei rispondere a tripudio, prima di tutto e dirgli che dal basso del suo anonimato, non può permettersi di “sottintendere” i discorsi dei suoi interlocutori. La celebrazione non è una sceneggiata, è una celebrazione così come approvata nello statuto e farei più attenzione a denigrare un rito della chiesa cattolica. La ringrazio per la gentilezza di aver descritto la mia come l’ignoranza di chi ignora, ma a questo punto non pensa che siano troppi gli ignoranti, rispetto agli intelligenti? Non le sembra che troppi cardinali, vescovi e Papi sono così ignoranti e solo pochi di voi sono gli “intelligenti”? Mi viene in mente la storiella del matto contro mano in autostrada. Ah già, dimenticavo, lei ha studiato gli scritti di p. Zoffoli, ma le ricordo che esso è morto circa 25 anni fa e la sua conoscenza del c. è molto antecedente allo statuto. Il c. è molto diverso da 25 anni fa e se proprio vuole pubblicare il libro, prima si informi da vicino e di persona, altrimenti farà anche lei un flop come p. Zoffoli. Sulla pregh. Eucar. È maleinform.

    1. Vista la sua evidente e qui provata propensione a svicolare dalle domande chiare e precise, capisco che a lei vanno poste domanda molto secche e molto brevi.
      Lei ha appena affermato:

      «[…] farei più attenzione a denigrare un rito della chiesa cattolica».

      Mi indichi immediatamente il documento della Santa Sede nel quale si riconosce quello neocatecumenale come rito proprio riconosciuto dalla Chiesa Cattolica.
      Per rispondere a questa domanda, non le occorrono 10.000 caratteri, basta che mi citi il documento.
      ________

      P.S.
      Guardi, che io ho potuto mettere mano a documenti della Santa Sede che lei manco si sogna, se per tanto pensa che ho scritto un libro basandomi unicamente sugli scritti di Padre Enrico Zoffoli, si sbaglia proprio.
      Però non si confonda: la domanda è quella sopra, chiara e precisa, non mi risponda con una tiritera su Padre Enrico Zoffoli

  13. Chi insulta sbaglia e non rende onore al Cammino,ammesso che sia realmente un appartenente a questa realtà.Don Ariel provoca,sapendo di farlo,pertanto,a mio modestissimo parere, sbaglia di più di tutti. E’ un prete, ed ha maggiore responsabilità e consapevolezza ma con le sue provocazioni istiga e alcuni,di per se già poco intelligenti inducendoli alla volgarità e al linguaggio triviale.
    Costoro fanno il suo gioco,se ne rendano conto,non siano babbei,aprano gli occhi per piacere. A prescindere dalle scemenze che scrive e dagli argomenti assai fiacchi, ai quali anche un bambino saprebbe replicare, evidentemente egli vuole pubblicizzare i suoi libri,per cortesia, evitiamo di dargli visibilità.

    Mi dissocio nettamente però dalla volgarità e dagli insulti, oltretutto vanno a vantaggio solo del giochetto di Don Ariel, che si frega le mani pensando ai libri che venderà.E’ noto che il mondo tradizionalista ha un debole per l’anticamminismo e dona ai fautori di questa corrente di pensiero, peso specifico, e ciò fa gola a chi ambisce a scalare posizioni nella gerarchia.

    Concludo invitando a ignorare queste provocazioni,la Chiesa si è pronunciata definitivamente,inutile continuare a discutere…

    1. Ma lei pensa davvero di poter trattare un teologo di 56 anni come un bambinello babbeo, dall’alto della sua pressoché totale mancanza di senso critico e soprattutto di scienza e conoscenza? Ma lo sa che cosa vuol dire, nel linguaggio teologico, affermare come lei ha appena fatto:

      «la Chiesa si è pronunciata definitivamente,inutile continuare a discutere».

      Lei lo sa che cosa è un “pronunciamento definitivo” della Chiesa, nel linguaggio teologico?
      Esistono due pronunciamenti:

      1. definitorio;
      2. definitivo.

      Con pronunciamento “definitorio”, la Chiesa proclama un dogma di fede; con pronunciamento “definitivo” la Chiesa sancisce nuove discipline e dottrine che, pur non essendo nuovi dogmi di fede, si basano però sulla rivelazione e sui dogmi, quindi esso implica da parte del Romano Pontefice l’esercizio del magistero infallibile e tutti i vescovi, sacerdoti e fedeli sono tenuti a prestare obbediente adesione di fede.

      Il Santo Pontefice Giovanni Paolo II, intervenne ulteriormente con un suo motu proprio per chiarire questi “gradi” di infallibilità (Ad tuendam fidem).

      Il riconoscimento amministrativo del Cammino Neocatecumenale da parte del Pontificio Consiglio per i Laici non è un pronunciamento definitivo della Chiesa.

      Dunque lei parla a vanvera e lo fa come quel ragazzotto che presumeva di poter dissertare con dei fisici sui più complessi sistemi dell’universo, semplicemente perché aveva visto tre film di fantascienza e non solo riteneva di poter trattare questi specialisti come dei poveri babbei, ma soprattutto di saperne molto più di loro.

      Lei non è un caso isolato, lei è il triste paradigma di un dramma: il neocatecumenale-tipo.

  14. Nello statuto approvato è descritta la celebrazione eucaristica ed è diventata (dallo statuto in poi), una messa della pastorale parrocchiale, aperta a tutti. Io non “svicolo” alle domande, ma mentre lei non ha limitazioni nei caratteri io ne ho a disposizione 1200. Per quanto riguarda la preghiera eucaristica, quello che dice lei accadeva prima dello statuto, adesso è sempre diversa e corrispondente al tempo liturgico. I confratelli a cui ha chiesto, probabilmente sono in malafede come la maggior parte degli odiatori. Le basta leggere tripudio per capire cosa intendo per odiatore, ma vedo che anche lei sta imparando in fretta.

    1. E basta col lamentarsi dei 1200 caratteri: lo sappiamo bene che i kikos non vedono l’ora di inserire interminabili lenzuolate di copia/incolla. Inutili, poiché intese a far caciara piuttosto che chiarezza, a zittire piuttosto che a spiegare.

      Per esempio il fratello Massimiliano, mentendo, afferma che lo Statuto descriverebbe la carnevalesca liturgia del Cammino. Che in realtà non è mai stata approvata ed è sempre stata contraria al Messale Romano e alle norme liturgiche valide per tutta la Chiesa, sia “prima” che “dopo” lo Statuto.

      La lettera della Congregazione per il Culto Divino del 1° dicembre 2005 (a firma del cardinal Arinze, contenente le «decisioni del Santo Padre» contro le liturgie neocatecumenali, «decisioni» che il Santo Padre non si è mai rimangiato), è parte integrante dello Statuto del Cammino (articolo 13, nota 49): citando documenti già normativi per tutta la Chiesa, tale lettera proibisce i maggiori strafalcioni liturgici neocatecumenali (“comunione seduti”, “omelie” laicali, ecc.) ma fino ad oggi i kikos hanno sempre disubbidito (per esempio con l’alzatina ipocrita al momento della Comunione).

    2. Le messe neocatecumenali sono aperte a tutti solo in teoria. In tutti gli anni di cammino mi è capitato solo un caso di una persona che assistesse all’eucaristia neocat di sua iniziativa, senza che fosse stato invitato da nessuno. Si trattava di un uomo sulla quarantina che per mesi frequentò l’Eucaristia comunitaria (a comunità neocat riunite per mancanza di presbiteri) della parrocchia dove ho fatto il cammino negli anni 2005-2010. Quest’ uomo fu invitato alle catechesi, ma disse che non se la sentiva di partecipare ed era contento di poter seguire quell’eucaristia così animata il sabato sera. Ebbene qualche tempo dopo, da parte del responsabile della parrocchia e due suoi compari gli fu intimato di non presentarsi più il sabato sera, che non avrebbe più potuto partecipare all’eucaristia delle Comunità. Ricordo che rimase malissimo, non capiva le ragioni del suo allontanamento, provo’*anche a giustificarsi dicendo che non aveva fatto nulla di male…. Ma mi dite come fa a definirsi cristiano uno che impedisce ad una persona di assistere ad una messa in una chiesa sottoposta alla diocesi? Cioè non della sua cappella personale…. Gente così merita solo di perdere tutto….

  15. Per cortesia il Cammino non ha bisogno di essere difeso da noi. Lasciate perdere queste dispute inutili. L’anticamminismo è molto apprezzato nel mondo tradizionalista. Don Ariel sa bene anche lui che i suoi argomenti sono di plastica e arcaici.Non reggerebbe ad una discussione seria.

    A proposito di cose nella Chiesa volute dall’alto,chiedo a Don Ariel chi ha voluto il Summorum Pontificum?
    I Vescovi erano e sono perlopiù contrari,Papa Francesco compreso. Il popolo non aveva chiesto nessuna Messa Tridentina,tranne i gruppi infimi del mondo tradizionalista. Di certo è stata una decisione calata dall’alto,senza nemmeno consultare gli altri Vescovi,con un sinodo o i cardinali,con un Concistoro. Anzi a dire il vero la Messa di Pio V era stata proibita da S.Paolo VI e permessa solo a pochi sacerdoti.
    Ma si disubbidì e alcuni continuarono a celebrare.Due pesi e due misure Don Ariel?

    1. Lei è un comico straordinario.
      Anzitutto, prima di affermare che non «reggerei a una discussione seria», dovrebbe far sì che questa discussione avvenga. L’ultima volta che ebbi a che fare in pubblico con un mega-catechista neocatecumenale che si piccava di essere un biblista, gli sbattei sotto gli occhi davanti a tutti il testo ebraico della Genesi e gli dissi: «Io discuto solo basandomi sulle fonti originali». Poi gli chiesi: «Questo, quale libro della Bibbia è?».
      Lo capisce da se stesso, la figura che fece dinanzi a tutti, o debbo spiegargliela io con i sottotitoli per i non-udenti?

      Lei mi domanda chi ha voluto il Summorum Pontificum? Le rispondo subito: il Sommo Pontefice Benedetto XVI, lo stesso che nel 2012 consentiva al Pontificio Consiglio per i laici di approvare il Cammino Neocatecumenale, senza alcuna menzione tra le righe di questo decreto alla augusta persona del Sommo Pontefice.

      Nel tutto c’è quindi una differenza giuridica non formale, bensì sostanziale, che però a lei sfugge: il documento che concede l’uso del vetus ordo Missae, è un motu proprio ed è firmato da Benedetto XVI, la vostra approvazione del 2012, avvenuta sotto il suo pontificato, è un atto amministrativo del Pontificio Consiglio per i laici, nel quale – ripeto – il Sommo Pontefice non viene assolutamente nominato, come invece viene spesso nominato in vari altri decreti dei Dicasteri e dei Pontifici Segretariati.
      Chiaro? O anche lei vuole negare l’evidenza dei fatti provati e documentati?

      Ebbene, siccome a suo dire sarei io che non «reggerei a una discussione seria», lei che invece è così comicamente serio, ci vuole spiegare, da un punto di vista sia canonico sia ecclesiologico, che differenza corre, de jure, tra un motu proprio del Romano Pontefice e l’atto amministrativo del Presidente di un pontificio consiglio?

      Ah, che cosa darei, per essere davanti a un pubblico di canonisti, a sentirmelo spiegare da lei!

      Quindi mi dica: se il Presidente di un pontificio segretariato approva i neocatecumenali con un decreto amministrativo, questo decreto passa direttamente alla Congregazione per la dottrina della fede affinché si proceda a formulare un nuovo dogma di fede, mentre, se di motu proprio (che vuol dire di propria somma autorità) il Sommo Pontefice stabilisce una qualsiasi cosa, la si può sbeffeggiare alla còlta maniera sua, come lei sta facendo tra le sue righe?

      Chi glielo ha detto, che il Sommo Pontefice Francesco, è contrario? Dove lo ha dichiarato? Dov’è documentato? Come Arcivescovo di Buenos Aires fu il primo in tutta l’America Latina a incaricare immediatamente due sacerdoti di celebrare col vetus ordo in due diverse chiese di Buenos Aires, uno dei quali all’epoca insigne accademico di lingua latina nell’Università Cattolica.

      Dopodiché lei afferma che per prendere una decisione del genere, Benedetto XVI avrebbe dovuto convocare un sinodo … un concistoro (!?) E questo, quale legge ecclesiastica lo impone, posto che il Romano Pontefice è lui, il supremo legislatore e contro le sue decisioni non è previsto alcun appello. Se io fossi – per esempio – sanzionato canonicamente dal mio vescovo, che è tenuto a dare in modo chiaro le motivazioni del suo provvedimento, a partire dai canoni e dalle leggi ecclesiastiche da me violate, qualora ritenessi ingiusta quella sanzione, potrei ricorrere contro il vescovo al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; invece, se la sanzione mi fosse data – sempre per esempio – dal Romano Pontefice, non potrei appellarmi a nessuno, ed il Romano Pontefice, contrariamente al vescovo, non è neppure tenuto ad alcun titolo a motivare le proprie decisioni.

      Ma lei, sta per caso scambiando l’autorità gerarchica della Chiesa per una repubblica parlamentare dove le leggi sono approvate a maggioranza? In tal caso non dovremmo avere il Vicario di Cristo in terra, ma il Presidente elettivo della Chiesa Cattolica, eletto ed all’occorrenza sfiduciato e deposto dall’incarico, della serie … la sovranità della Chiesa appartiene al popolo che la concede in delega al papa-presidente ed ai vescovi-presidenti.

      Lei sta accusando infine me dei suoi evidenti peccati affermando … «due pesi e due misure».
      No, è lei che usa sfacciatamente, qui, dinanzi a tutti, due pesi e due misure, vale a dire: su un atto di autorità (motu proprio) di Benedetto XVI, si discute – ed è lei stesso a farlo ed a darne prova -, mentre ciò di cui non si può discutere è invece l’approvazione amministrativa del Cammino Neocatecumenale da parte del Pontificio Consiglio per i Laici.

      Ma lei, si rende conto, a quali livelli, la sua comicità è davvero grottesca ed esilarante?

  16. Sono d’accordo con averroè, che il cammino non ha bisogno di essere difeso, tanto meno da noi, visto che a difenderlo ci pensa Gesù Cristo, attraverso la sua Chiesa che in 50 anni ha curato il Cammino Neocatecumenale. Ma una cosa mi ha fatto pensare, che credo sia una realtà ormai provata, che esiste un’equazione tra “anticamminismo” e “sedervacantismo” o addirittura anticlericalismo. E questo ha pure senso, perché se la chiesa vuole il Cammino e dice che è un dono dello Spirito Santo, ma io odio il Cammino… Allora la chiesa è ingiusta e il Papa è un farabutto. Forse (e dico forse), non è il caso di p. Ariel, ma quasi tutti i commenti su fb e il blog, riportano questa equazione.
    Comunque padre Ariel, se è vero come dice lei, che dovrà scontare migliaia di anni di purgatorio, non credo che sarà per i motivi che diceva lei, ma per la sua presunzione e poca umiltà verso la chiesa e i suoi ministri che hanno approvato il cammino.

    1. Mi farò insegnare l’umiltà dai mega-catechisti del Cammino Neocatecumenale, che ripetute volte hanno dimostrato di non conoscere i rudimenti della storia, della filosofia, della teologia fondamentale e del diritto della Chiesa, ma pur malgrado si sentono maestri indiscutibili, facendo scempio di un povero Spirito Santo ridotto alla stregua di Mago Merlino. E quando dinanzi alle loro espressioni sono stati, come in questo caso – basti leggere queste righe – messi dinanzi ai loro evidenti errori dovuti soprattutto alla non conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica, a quel punto, come ultima risorsa, non sapendo più che cosa rispondere, hanno chiuso con un patetico invito all’umiltà. La quale umiltà è una fondamentale virtù, non un modo per dire: “Io ho ragione contro ogni palese evidenza dei fatti”.
      Né lei, né il suo sodale Averroé, avete risposto quando a uno a uno vi ho indicati i vostri errori, che sono tutti gravi errori sul Catechismo della Chiesa Cattolica.
      E questo è un fatto.
      Mentre l’umiltà è una virtù, non un modo per tappare la bocca quando non si sa più cosa e come rispondere, come e dove attaccarsi.

      1. Sono un medico specialista in psicologia clinica della Svizzera italiana, nativo di Como e quindi italiano.
        Questa discussione è interessante e il mio è solo un breve commento di carattere puramente scientifico.
        La discussione dimostra questo:

        a) da una parte abbiamo un esperto lottatore (padre Ariel) dotato di una indubitabile cultura poliedrica-enciclopedica, il quale spazia con competenza e disinvoltura dalla filosofia alla storia, dalla teologia al diritto, il tutto con argomenti sempre rigorosamente razionali e con capacità oratorie dinanzi alle quali personalmente non andrei a fare lo spavaldo in un confronto pubblico a tu per tu;

        b) dall’altra parte abbiamo persone che non conoscono le regole della lotta, si manifestano carenti di cultura, non hanno strumenti di dibattito, non rispondono nel merito, eludono le risposte e non sono in grado di confrontarsi con un simile avversario, però, ritengono di avere ragione sulla base di argomenti irrazionali basati interamente sulle loro personali sfere emotive.

        L’osservatore esterno, come nel mio caso, ma anche credo tante altre persone, prova attrazione e stima verso il soggetto “a”, e al tempo stesso disagio verso i soggetti “b”.

        Non sono di religione cattolica e ho seguito sempre poco anche quella alla quale appartiene la mia famiglia, ma leggo da alcuni anni L’Isola di Patmos proprio perché a livello scientifico sono attratto e affascinato dalle acute esposizioni di padre Ariel, contro il quale un bambino di dieci anni si può scagliare con veemenza nello stesso modo in cui può scagliarsi verso un campione di pugilato al quale, ovviamente, può dare dello stupido solo a distanza e dietro garanzia d’anonimato, non certo salendo con lui sul ring e dicendogli “adesso ti faccio a pezzi”.

        Tutto questo è per me scientificamente interessante, anche se non so chi siano i Neocatecumenali, sui quali non potrei mai esprimere giudizi di nessun genere, non conoscendo loro singoli appartenenti e non conoscendo il loro gruppo/associazione cattolica.

  17. Padre Ariel, non sono io a “tapparle la bocca”, come dice lei, ma la chiesa con i suoi massimi rappresentanti. Io non potrei mai, perché come dice giustamente il suo estimatore, nulla potrei contro la sua magna cultura, il suo sfoggio di greco, aramaico e ebraico. Lei lancia le citazioni in ebraico e la sua cultura, come un sistema di contromisure antimissile “chaff and flare”, lancia i suoi elementi “ingannatori” . A me solo una cosa interessa: Cristo e la sua Chiesa e questa ama il Cammino e da oltre 50 anni lo cura e difende da gente come lei. Solo questo so, “Cristo e questi crocifisso”, tutto il resto sono solo “chaff and flare”.
    Accogliendo la proposta dell’amico sopra, non interverrò più in questa discussione quindi non si preoccupi di rispondere se vuole e se lo farà, sappia che non otterrà mia risposta. Il cammino Neocatecumenale non lo devo e non potrei difenderlo io da gente come lei e i suoi sodali, ma ci pensa Cristo tramite la sua Chiesa.
    Cordiali saluti
    Massimiliano C.

    1. Ma perchè non siete sinceri con voi stessi per una volta. Voi non è che non “volete rispondere” … non SAPETE E NON POTETE rispondere.

      1) perchè tutta la vostra sapienza è racchiusa nei mamotreti e guai se “sviate a destra e a sinistra” e questo nonostante San Giovanni Paolo II (di cui ostentate il nome…ipocriti!) abbia detto chiaramente ai catechisti DI STUDIARE.
      Lo avete ascoltato? Non mi pare proprio.

      2) Perchè sapete che ha ragione. E non ci vuole un master in teologia. Basterebbe un bambino del primo anno di catechismo. La differenza tra un “peccato veniale” ed uno “mortale” la sapete?
      Ah no, perchè “il deliberato assenso” (ovvero la VOLONTA’ di fare qualcosa di sbagliato sapendo che è sbagliato) voi non lo conoscete. Perchè Kiko ha detto che: “NON SI PUO’ NON PECCARE.

      “La CHIESA difende il cammino da 50 anni?”. E allora perchè Kiko si è lamentato più e più volte che “vi volevano togliere la messa e COSTRINGERVI (poveretti che strazio) a celebrare in chiesa piuttosto che nelle salette?”

      IO so che quest’anno molte diocesi (tipo Palermo) vi hanno VIETATO di fare Veglie Pasquali private. IO so che VE NE SIETE FREGATI.
      Ecco come amate la CHIESA …

    2. Massimiliano, non stai portando nemmeno un argomento. Con le frasi fatte non si avvia nessun dialogo vero. Anche perché vedo che non c’è nessun interesse a farlo.
      Il problema sul movimento è davvero grosso, ha implicazioni rilevantissime, che ciascuno ben comprende. Ma il fatto storico concreto attuale è che oggi la Chiesa è piena di grandi problemi, vedi le eresie andanti sullo sdoganamento dell’adulterio, dell’omosessualità, la riabilitazione-santificazione di Lutero, la chiara deriva neopaganeggiante del sinodo sull’Amazzonia, e, in ultimo, la faccenda della liquidazione dell’Istituto Giovanni Paolo II, con le note questioni etiche connesse.

      Da parte mia, sono del parere, che, certo, c’erano derive ideologiche diffuse nella Chiesa fin dai tempi del Concilio Vaticano II, ma che tutto questo pacchetto recente sia stato avallato e fomentato dal Pontefice Regnante.

      Quindi, mi auguro, pur senza attendermi soluzioni miracolistiche, come disse Robert Spaemann, che un prossimo papa cominci davvero a fare chiarezza, e rimettere le cose in sesto.

    3. Il lettore che si firma Massimiliano e dice di non mentire, mente. Non è vero che nelle messe neocatecumenali i fedeli consumano l’eucaristia SUBITO DOPO il presbitero. La consumano TUTTI INSIEME SEDUTI, esattamente come prima dell’approvazione degli Statuti. Cosa è cambiato nella messa neocatecumenale dopo l’approvazione degli statuti? Di questo, come della fantomatica approvazione dei mamotreti (che in realtà non c’è mai stata) si è parlato molto e in maniera documentata sul blog neocatecumenali.blogspot.com
      Avendo seguito il cammino neocatecumenale sia prima che dopo l’approvazione degli statuti, a memoria i cambiamenti nella messa sono: reintroduzione del Credo recitato (che prima veniva “consegnato” solo dopo aver superato la tappa della Redditio) e si proclamava solo cantato dopo questa tappa, reintroduzione dell’Agnello di Dio, reintroduzione della formula “O Signore, non son degno di partecipare alla Tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato” prima della comunione; alzarsi in piedi per ricevere il pezzo di pane per la comunione sulle mani per poi sedersi subito dopo. Come ormai anche i muri sanno, l’ostia (pezzo di pane azzimo) viene mangiata tutti assieme.

  18. Gentile Don Ariel non replico alla sua risposta,penso che non ne valga assolutamente la pena anche perché sarebbe una fatica inutile,non c’è peggiore sordo di chi non vuole ascoltare.Il mio riferimento al Summorum Pontificum era solo per evidenziare la contraddizione nella quale cade nei sui ragionamenti.Lei afferma che il Cammino sarebbe imposto dall’alto.Mi ha chiesto prove sulla contrarietà di Papa Francesco alla Messa di Pio V?Beh allora lei provi le sue affermazioni,documenti che il Cammino è imposto dall’alto.Chi poi farebbe questa imposizione?Faccia nomi per cortesia.Si riferisce a Papa Francesco per caso?Le da fastidio che il Cammino sia eventualmente imposto dall’alto,ma le chiedo,non è accaduta e accade la stessa cosa con il Summorum?La maggioranza dei Vescovi continua ad essere contraria al SP e ai gruppi messa Pio V.Qualcuno osserva ,condivido in toto,che il liturgo ,a livello di diocesi è il Vescovo,pertanto spetterebbe a lui concedere, eventualmente, la celebrazione del Rito di Pio V.Di fatto invece egli viene scavalcato, e obbligato a concedere la Messa.Inoltre si accusa il CN di dividere le parrocchie ma cosa fanno questi gruppetti messa di Pio V?Sono…

    1. Lei non replica, non perché è “così superiore da non abbassarsi”, ma perché non ha sapienza, conoscenza e argomenti; e lo sta dimostrando, ostinatamente, rigo dietro rigo.
      Le ho già risposto nella parte in cui si inventa di sana pianta delle costituzioni dogmatiche del Concilio Vaticano II che non esistono.

  19. Si accusa il Cammino di portare divisione nelle parrocchie,ma le faccio osservare che i gruppetti Messa Tridentina,sono composti da elementi che provengono,perlopiù ,da diverse parrocchie o addirittura diocesi e si riuniscono e frequentano solo per la Messa di Pio V ,non partecipano ad altre iniziative della parrocchia e della Diocesi che li ospita.Dato che,come ho già scritto,nella diocesi,il liturgo è il Vescovo,sarebbe più giusto che, la concessione della Messa di Pio V,tornasse sotto l’autorità dei Vescovi.Anche perché ci si chiede quali benefici pastorali abbia portato l’applicazione di Pio V,dato che comunque la Fraternità Pio X resta scismatica,i tradizionalisti continuano a rimanere per fatti loro.Ritengo che in futuro il SP sarà rivisto, riformato,anche perché sembra in contraddizione con quanto prevede la Costituzione Dogmatica Sacrosatum Concilium,la quale prevedeva la riforma del Rito Tridentino,non la coesistenza dei due riti.Comunque anche le Messe Tridentine,almeno dalle mia parti,sono poco frequentate. Anzi a dire il vero nemmeno si celebrano,nessuno la chiede e il Vescovo non è propenso a concederla,e fa bene.La prego di leggere la Cost.Ap.Pastor Bonus.

    1. Asino, asino, asino! Che sale in cattedra e che pretende di insegnare a chi, da una vita intera, studia la teologia dogmatica ed i documenti del magistero della Chiesa. E ribadisco: asino, asino, asino!

      La Sacrosanctum concilium non è una “costituzione dogmatica”!
      Le due costituzioni dogmatiche del Concilio Vaticano II sono la Dei Verbum e la Lumen Gentium.

      Lei sta rigettando e contestando apertamente un atto di magistero dato in forma di motu proprio dal Sommo Pontefice Benedetto XVI.
      La sfido pubblicamente: trovi, in tutti i miei pubblici scritti, un solo sospiro nel quale io ponga in discussione, anche e solo velatamente, un motu proprio del Sommo Pontefice Francesco I.
      La sfido pubblicamente: lo trovi!
      Perché troverà solo il contrario: i miei richiami e le mie spiegazioni, rivolte a chiunque abbia sollevato questioni, circa il fatto che quando un Romano Pontefice promulga un motu proprio, si tace, si obbedisce e si esegue.
      Solo questo troverà.
      Asino!

  20. Caro Massimiliano ma chi difende la gente da persone come lei ed i suoi sodali?
    Chi difende la gente da catechisti ignoranti, superbi, arroganti, presuntuosi, meschini, disonesti, ingannatori, abietti, ipocriti,falsi ?

    Chi difende le persone da questi brutti personaggi che pretendono l’obbedienza assoluta e totale alle loro persone?

    Chi difende le persone che si avvicinano al cammino perchè pensano che sia Chiesa e che vengono portate in una realtà parallela che non c’entra niente con il Cristianesimo, con la Chiesa e con Gesù Cristo?

    Chi informa la gente sulla “vera” realtà del CNC che usa un proprio catechismo diverso dalla Chiesa e lo tiene segregato da sempre?

    Chi difende la gente da una realtà che ha uno statuto che non rispetta mai?

    Chi difende i cristiani da un gruppo di persone che non rispondono mai alle domande, non accettano nessuna critica, non hanno regole precise e sono legate al culto del fondatore Kiko Arguello che è assolutamente autoreferenziale e regna come un monarca assoluto su qualche migliaio di persone tenute all’oscuro di tutto quello che succede ai vertici del movimento?

    LUCA

  21. Lei dice che l’approvazione del Cammino sarebbe un atto amministrativo?Non credo sia così ,ma anche se fosse mi starebbe bene,resta comunque una approvazione ufficiale della Chiesa.Non tutto nella Chiesa viene approvato ed esaminato direttamente dal Papa.Esistono gli organi Vaticani,che collaborano con il Santo Padre,tra i quali,per quanto riguarda il SP c’era l’Ecclesia Dei poi confluita nella Cong.Dottrina della Fede. Le ricordo che l’approvazione del 2008 è il completamento di un iter iniziato molti anni prima ed ha avuto una tappa intermedia con l’ approvazione, ad experimentum,del 2002.L’atto del 2008 quindi era la conclusione dell’iter, non il suo inizio e vi aveva partecipato anche il Card.Ratzinger , quindi non era certo all’oscuro né si può dire che sia stato scavalcato,come invece lei sembra insinuare.Se sostiene il contrario,la prego di provare e documentare.Resta vero invece che Papa Paolo VI aveva proibito l’uso del Messale di Pio V,all’indomani dell’approvazione del nuovo Messale,nel 1970,su ciò non ci sono dubbi,ma alcuni disubbidirono al Papa.Chi ha disubbidito,farebbe bene a non dare lezioni agli altri.Quella disubbidenza non ha portato nulla di buono.

    1. Non hanno capito che ottenere la patente non significa quello che credono loro, e per cui si sono gonfiati come palloni. Non riescono a capire che poi devono guidare bene e rispettare le regole, il Codice Stradale, e altro. E se guido un’automobile non posso mettermi a comandare gli altri, pensare di essere migliore, calunniare il prossimo credendo di parlare per bocca di Dio, e fare tanto altro di negativo.
      E’ come se io andassi in giro, dopo aver ricevuto la Santa Comunione, e mi mettessi a dire parolaccie e bestemmie.
      Questi non hanno capito che alcuni del Popolo di Israele, Popolo Eletto, hanno messo in Croce, a quel tempo, (nel rispetto del Concilio Vaticano II), parliamo dei colpevoli, il Signore.
      Questi non hanno capito che ogni giorno c’è una dura lotta contro il Male, e per non essere solamente pessimisti, vi è anche un grande consolazione che da lo Spirito Santo.
      Sanno dire solamente: approvazione,tot. numero di seminari, il Papa ci ha detto ( elencano solamente ciò che conviene), ecc.
      Poi si danno l’autoapprovazione, cioè ricordano l’evento, pensano di viverselo al momento, come se fosse loro proprietà, e iniziano a imporre e perseguitare, pensando di…

  22. Pasquale Troise del rione Traiano di Napoli, zona Fuorigrotta (con nik Massimiliano C.). Ma ancora non hai capito con chi stai avendo a che fare?

    Ma pensi ancora che le tue (banalissime non-argomentazioni) puoi porle a fondamento di un discorso di alta cultura multidisciplinare in materia Teologica con chi, per tua somma sfortuna, è uno studioso di tali materie?

    Sei come un bimbo di 3 anni al primo d’asilo che cerca di spiegare a un docente universitario di fisica la formula della relatività.

    Caro Pasquale, detto pasqualone: non ti accorgi che stai facendo letteralmente ridere tanti lettori di questo blog (anche atei) e piangere tanti neocatecumenali che, ad ora, si staranno chiedendo chi è questo c…one che ci sta facendo fare una figura barbina di proporzioni immani?

    Pasquale, sei di Napoli e lo sono anch’io, ma un po’ mi stai facendo vergognare di esserlo!

    1. Caro Giuseppe,

      noto che vari napoletani navigano su quella bella Isola di Patmos.

      Lei certo saprà che nell’Arcidiocesi di Napoli il Cammino Neocatecumenale è molto presente e radicato. Molti, tra noi parroci, vivono delle situazioni veramente terribili.

      O nella parrocchia dove sono presenti gruppi neocatecumenali c’è un prete neocatecumenale, oppure, come giustamente dice padre Ariel, un prete “neocatecumenalizzato”, oppure, la vita di noi parroci, si trasforma in un inferno, ma veramente in un inferno.

      Nessuno ci appoggia e ci sostiene, a noi parroci non-neocatecumenali, non perché il Cammino gode di tutte le “dogmatiche” approvazioni della Chiesa, ma perché le situazioni ecclesiali e diocesane sono talmente complesse e spesso gravissime e ingestibili che, andare a toccare un simile calderone, creerebbe problemi enormi e, forse, anche inutili ma soprattutto, poi, davvero difficili da gestire.
      Quindi che cosa accade?
      I parroci non-neocatecumenali, che i neocatecumenali se li sono ritrovati e che li devono subire, cercano di condurre la vita parrocchiale nel modo migliore possibile e lasciano poi, questi gruppi, fare ciò che vogliono nelle sale parrocchiali, purché non interferiscano sulla vita della parrocchia e le scelte dei consigli parrocchiali.
      non sarà una bella cosa, ma altro non si può fare, per adesso.

      La mancanza di rispetto del neocatecumenale medio verso il sacerdote è proprio eclatante, non parliamo, poi, dei catechisti.
      Gli abusi liturgici seguitano come prima e, dalle nostre parti, peggio di prima. Chi lo nega, temo proprio che dica il falso.

      Vorrei poi far notare una cosa non secondaria: all’abuso bisogna aggiungere l’elemento passional-emotivo. Noi napoletani siamo noti, per la nostra passionalità, ma anche per la nostra teatralità, non a caso siamo anche famosi per un genere teatrale e letterario conosciuto proprio come “sceneggiata napoletana”. Conseguenza?

      Ah, la conseguenza è gravissima assai: persone che di per sé giocano sulle emozioni, nella nostra terra, hanno avuto gioco facile, quindi la emotività, e con essa l’abuso liturgico veramente più impensabile e fantasioso, nel nostro contesto socioculturale ed ecclesiale finisce con l’essere elevato alla massima potenza.

      Per quanto mi riguarda, sono uno tra i diversi parroci napoletani che, a padre Ariel, ha fornito testimonianze e prove gravi e dolorose in tal senso, tutte e rigorosamente dimostrate.

      Ai posteri darci poi, a tutti quanti, dei bugiardi e degli odiatori.
      Dite una preghiera per noi parroci, lasciati soli in ostaggio di queste persone.

      1. Carissimo confratello napoletano,

        preghiere garantite, veramente e sinceramente.
        Forse mi hai fatto comprendere come mai in molte zone del nostro freddo nord, i neocatecumenali non hanno attecchito come in zone del centro e del sud Italia.
        Effettivamente, da quello che so a Napoli e dintorni (ma anche nelle Calabrie e in Sicilia), sono molto presenti.
        Anche da noi sono presenti, però in proporzioni e numeri molto minori.
        Quando un loro gruppetto si affacciò anni fa nella mia parrocchia, io dissi che non li volevo.
        Qui devo proprio dire … padre Ariel docet! Infatti iniziarono … “noi siamo approvati … siamo stimati dalla Chiesa … siamo chiamati dalla Chiesa …” Poi alla fine, quasi come minaccia: “San Giovanni Paolo II ci ha approvati, e Giovanni Paolo II è santo, e lei sicuramente non si metterà contro la Chiesa e contro un santo, vero?”.

        Andarono poi a lamentarsi dal vescovo, con le stesse ragioni. Ma quando dissero al vescovo che questo parroco era contro la Chiesa, non obbediente alla Chiesa e alle decisioni di San Giovanni Paolo II, il vescovo (dell’epoca e all’epoca) rispose: “negli ultimi tre anni mi sono morti 14 preti, nello stesso lasso di tempo ne ho ordinati solo 2, e nel seminario interdiocesano (il nostro è chiuso da quasi 30 anni) abbiamo solo 3 seminaristi. Tra voi e il parroco devo scegliere il parroco, anche se il parroco avesse torto, perché se lui viene da me e mi dice che vuole lasciare l’incarico parrocchiale, io non saprei proprio chi mettere al suo posto, anche perché non ha solo la parrocchia dove siete andati a bussare, ma è parroco anche di altre due vicine piccole parrocchie dove da vent’anni non c’è più un parroco, e non c’è parroco perché non ho preti”.

        Caro confratello napoletano, la situazione nostra è molto diversa. La mia diocesi conta circa 200.000 fedeli ed ha, tra clero secolare e regolare, circa 90 preti , voi siete una tra le più grandi arcidiocesi d’Italia, avete più di 1000 preti per un paio di milioni di abitanti.

        Però mi rendo conto, capisco e sinceramente compiango te e gli altri nelle tue stesse situazioni. Se difatti questi soggetti si radicano sul serio in contesti grandi, poi la situazione diviene ingestibile proprio come descrivi tu, e se riescono a piazzare preti propri, o a tirare dalla loro alcuni dei nostri preti diocesani, poi a quel punto scoppiano rotture, problemi e vere faide dentro i presbiteri, proprio come se questi soggetti fossero fatti per dividere e per disintegrare le parrocchie dall’interno, di seguito le diocesi stesse.

        Ti auguro un felice e proficuo ministero.

        don Angelo

  23. Egregio Don Ariel, sbandiera continuamente di aver studiato, ma poi offende come gli ultrà da stadio. La SC non è una costituzione dogmatica? Cambia poco, ha capito bene cosa volevo dire, infatti si guarda bene dal rispondere e elude l’argomento. Conosce la sottigliezze, ma poi sembra che le sfugga la cosa più importante che la SC aveva ordinato, cioè la revisione generale del Messale di Pio V. E’ così si o no?Ricorda cosa ha detto Papa Francesco alla sessantottesima giornata eucaristica rispetto alla riforma liturgica?Ha detto che essa è irreversibile. Cioà indietro,al Messale di Pio V non si torna perché è stato riformato,può negare questo.ma soprattutto lei condivide questo discorso?Se lo condivide,perchè usare ancora il Messale di Pio V? Se la riforma è irreversibilelo è per tutta la Chiesa,si o no?E infatti S.Paolo VI aveva proibito l’uso del Messale di Pio V, stabilendo che tutti dovevano usare quello approvato nel 1970,ma qualcuno preferì disubbidire provocando anche uno scisma.Lei può negare ciò?Sto mentendo?

    1. … io «eludo»?
      Le ho dimostrato in tre/quattro risposte che lei, in modo ostinato:

      1. mette in discussione un motu proprio del Sommo Pontefice Benedetto XVI, che potrebbe essere anche di San Paolo VI, San Giovanni Paolo II o del Pontefice regnante, poco conta, perché di chiunque sia e di qualsiasi cosa tratti, è un atto di somma autorità del Romano Pontefice che come tale non è soggetto a discussione, ma solo ad applicazione;

      2. dimostra con palese ignoranza di non conoscere i fondamenti della storia della Chiesa e del diritto ecclesiastico;

      3. dimostra di non sapere neppure che cosa sia il Concilio Vaticano II e, dopo avere definita costituzione dogmatica la Sacrosanctum Concilum, anzichè avere l’umiltà di dire “ho sbagliato”, oppure di non rispondere, seguita a replicare con inaudita spocchia affermando che “dogmatica o non dogmatica” – udite, udite!” – «cambia poco»;

      4. seguita imperterrito a non rispondere alle obiezioni che le vengono fatte, a eludere gli argomenti ed a cambiare discorso, insistendo come un disco rotto su un errore che le è stato ampiamente dimostrato teologicamente, ecclesiologicamente e giuridicamente, ma non perché lo reputo tale io, ma perché lo dicono la dottrina cattolica, il diritto ecclesiastico, i documenti del sommo magistero.

      La sua ostinazione non è diabolica, perché il Demonio è puro concentrato di intelligenza; la sua ostinazione è la più cieca e arrogante manifestazione della superbia più stolta che possa esistere.

      Lei tenta, in modo falso, di mistificare una storia della Chiesa che non conosce, un magistero che non conosce e una ecclesiologia che non conosce. Poi, tenta di falsare i discorsi dei Sommi Pontefici, facendogli dire e affermare ciò che mai hanno detto.

      A lei è stato instillato un odio tutto neocatecumenal-kikiano verso la liturgia cosiddetta tridentina ed il Messale di San Pio V, un odio frutto di ignoranza e di non conoscenza. Ciò perché lei, ignorante come il suo falso profeta, ignora che dal Cinquecento a seguire, con quel Messale, sono stati evangelizzati interi continenti per cinque secoli, capisce? Interi continenti! Anche e non ultimo per questo i Sommi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, dopo la riforma liturgica, pastoralmente del tutto necessaria, quel messale lo hanno indicato e chiamato “santo” e “venerabile”.

      Lo sa Come mai, la Sacrosactum Concilium fu il primo documento pubblicato dal Vaticano II? Semplice: perché era già pronto. Perché quantunque Kiko e Carmen abbiano dimostrato nelle loro catechesi di non saperlo, a dare avvio alla riforma liturgica fu il “tremebondo” e “principesco” Sommo Pontefice Pio XII, fu lui a cominciare con la riforma di vari riti, a partire da quelli della Settimana Santa. Già all’epoca del Sommo Pontefice Benedetto XV si parlava di una necessaria riforma liturgica, ma lo scoppio della Prima Guerra mondiale portò ovviamente a pensare a ben altre e ben più gravi cose.

      Con quel Messale, San Filippo Neri ha riportato in chiesa e alla fede intere generazioni di bimbi romani abbandonati a sé stessi; con quel Messale, Sant’Ignazio di Loyola ha mandato i suoi missionari a evangelizzare i popoli dell’Asia; con quel Messale un esercito di Domenicani e Francescani hanno evangelizzata nel XVI secolo l’America Latina; con quel Messale i Frati Minori Cappuccini, alla fine del XVI secolo hanno evangelizzato il Congo, ecc … ecc …
      Poi nel 1968 giunsero i falsi profeti e cattivi maestri Kiko e Carmen, che tronfi come lei d’ignoranza, ci spiegarono che sino ad allora, la Chiesa, non aveva capito niente, che aveva «messo in bottiglia lo Spirito Santo» e relegata la messa in «concetti sacrificali pagani» (!?).

      Quel Messale è stato «sostituito» ma non è mai stato “abolito” e “abrogato”, né mai è stato “proibito” da Paolo VI: menzogna! Paolo VI invitò all’applicazione della riforma liturgica, non dichiarò mai decaduto e abolito il Messale precedente. E questo non lo spiego io, lo spiega il Sommo Pontefice Benedetto XVI nei suoi documenti … ignorante !!! E’ Benedetto XVI che spiega che «il Rito di San Pio V non è mai stato abolito dalla Chiesa». Studi, studi, studi … anziché perdere tempo a disprezzare – da neocatecumenal provetto – la scienza e la conoscenza: studi!

      In conclusione:

      1. lei si ostina a inventare storie mai esistite;
      2. non comprende gli atti ed i documenti della Chiesa;
      3. imputa a un concilio affermazioni mai fatte e decisioni mai prese;
      4. attribuisce a Sommi Pontefici affermazioni, decisioni e proibizioni che non hanno mai fatto e preso.

      E questo è un fatto provato, ed a provarlo è ciò che lei ha scritto e ciò che ha ribadito quando le è stato dimostrato il suo errore.

      1. Caro Ariel, fratello carissimo nell’Ordine Sacerdotale: grazie!
        I neocatecumenali (e tu lo sai molto bene) hanno in pratica quasi distrutta la Diocesi di Roma.
        Con questo articolo e con le tue risposte, tu hai resa anzitutto giustizia a molto sacerdoti che, come me, devono subire le arroganze dei neocatecumenali, perchè come spiegava bene sopra il confratello napoletano, ce li siamo ritrovati in parrocchie nelle quali noi siamo stati mandati, e nelle quali loro erano da 20, 30 anni.
        Parli dei gravi problemi che essi creano nelle parrocchie con i vescovi ausiliari di settore o lo stesso cardinal vicario? Nelle chiuse stanze annuiscono e stravolgono gli occhi al cielo, ma poi non fanno niente, perché hanno lasciato che diventassero una potenza.
        E noi parroci, siamo abbandonati a noi stessi, spesso ostaggi non voluti di questa gente.

        Ariel caro, ho 73 anni e sono stato parroco in varie parrocchie di Roma per 35 anni, dopo essere stato in precedenza viceparroco per otto anni.

        Lo sai, alla mia tenera età, quanti “regazzini” stile Massimiliano C. e Averroé mi puntano il dito e mi sollevano questioni come quelle che qui sono state sollevate a te?
        E tu sai, e tu capisci che, in questa situazione, non solo solo, ma in triste e dolorante compagnia di tanti altri parroci romani.

        Lettera Firmata

        1. sono il primo viceparroco del sacerdote romano che ha appena postato il commento sopra, aggiungo solo questo di mio: … e lasciamo perdere che cosa dobbiamo subire dai preti neocatecumenali e da quelli (come dice il nostro caro padre Ariel) “neocatecumenalizzati”.
          Lo lascio immaginare perché in questo caso, la cosa, è talmente dolorosa che preferisco non indugiare sul discorso.
          Grazie, cardinal Ruini, grazie cardinal Vallini per la neocatecumenalizzazione della Diocesi di Roma: grazie di cuore!

          Lettera Firmata

  24. Reverendo padre Ariel l’esistenza stessa dei neocatecumenali all’interno della santa Chiesa può anche, forse, ad ogni modo essere letta proprio attraverso la notazione da voi fatta: non è detto siano sacerdoti coloro che essi hanno formato.

    La stragrande maggioranza dei tridentinisti cattolici si focalizza sull’intenzionalità del sacerdote, ma non si pone infatti il problema se questi, davvero, sacerdoti lo sia mai stati.

    Non che io voglia esagerare, ma un simulatore, un infiltrato, a livello pubblico, può apparire più pio e retto di qualsiasi altro ortodosso: gerarca, sacerdote, laico o religioso che sia (a buon intenditor…).
    Non sarà certo il caso dei seminaristi neocatecumenali, ma giust’appunto anche nei loro riguardi si continua abilmente ad evitare di affrontare il dilemma.

    Credo inoltre che i sacerdoti veri il loro lo abbiano fatto. Sono i laici fregnoni che si scordano di dover alzare le mani come Dio comanda ma è evidente che si ergesse un novello Skanderbeg, sarebbe isolato e di certo condannato come criminale contro l’umanità dai cattolici stessi …

    A voi buona giornata e grazie del vostro articolo.

  25. Col Requerimiento hanno evangelizzato! Dovreste vergognarvi fino alla fine dei tempi per quello che avete fatto, avete applicato l’herem a tutte le latitudini, tutte le terre (di altri) sono diventate le vostre terre, tanto che ora per nemesi o per karman ve ne andate a piagnucolando in Amazzonia con la cenere in testa
    Vergogna sempiterna agli oppressori, agli assassini e ai ladri
    Bartolomeo de la Casas

    1. ¿Por qué, de la obra de Bartolomeo de las Casas, no menciona los escritos en su totalidad? Hacer copia y pega es fácil!
      ¿Ella Leíste toda la historiografía de los “conquistadores” y misioneros en las nuevas Américas en el siglo XVI?
      ¿O tal vez ella solo lees informes anticatólicos?

      Hace meses, cuando ella un comentario similar, le pregunté si consideraba a los “conquistadores” y a los misioneros culpables de haber evitado los sacrificios humanos y la práctica del canibalismo.
      También le expliqué que las culturas “maravillosas” y “florecientes” a las que ella aludía, estaban en condiciones de grave decadencia en el siglo XVI.
      El nunca me respondió.

      Ahora, ella haces las mismas preguntas nuevamente.

      Las suyas son preguntas basadas en la falta de conocimiento histórico y prejuicios anticatólicos.
      Si ella estudias historia entenderás que estás equivocado.

  26. Caro Don Ariel,sa cosa le dico?Che se i preti invece di fare il proprio mestiere si mettono a fare gli attaccabrighe su internet siamo messi veramente male.Sono veramente preoccupato per la Chiesa se un sacerdote,che avrebbe tante cose da fare, trascorre giornate su un blog.Il suo vero scopo è vendere libri?Ne scriva di intelligenti e utili alle anime e e li compreremo volentieri,ci risparmi però questa penosa commedia.Se i libri saranno come i post ,mi dispiace dirlo,ma prevedo che ne farò volentieri a meno.Troppa è la spazzatura che dobbiamo sorbirci dalla TV,internet etc dalla mattina alla sera .Se vuole sfruttare l’anticamminismo ,come trampolino di lancio,credo proprio che sia arrivato troppo tardi,ci hanno pensato già altri,facendo poca strada, una fine piuttosto ingloriosa.Fratelli del CN non siate ingenui,questo post è chiaramente ,una operazione di marketing, lasciate perdere.Dedicatevi a cose più utili e intelligenti.Questo è il mio ultimo commento,la saluto,pregherò per lei.Le auguro tante buone cose.

    1. Vuole sapere che cosa ho fatto oggi:

      ieri sera sono andato a dormire alle 2 perché ho lavorato fino a tardi, questa mattina alle 7 mi sono alzato, poco dopo ho recitato le lodi e fatto la meditazione, poi ho celebrato la Santa Messa, impiegando oltre un’ora e mezza per il tutto, perché per celebrare una Santa Messa della feria io impiego mediamente 40/45 minuti.
      Sono uscito di casa prendendo un cappuccino al volo e mi sono recato a fare visita a un vescovo anziano e ammalato poco dopo le 9.
      Verso le 10 ho raggiunto un sacerdote che aveva bisogno di confessarsi, poi appresso ne ho incontrato un altro di cui sono direttore spirituale per un colloquio alquanto serio.
      A mezzogiorno ho recitato l’Angelus col confratello.
      Mi sono fermato presso una clinica dove ho dato l’unzione degli infermi alla madre di un mio amico chirurgo che sta lucidamente terminando i suoi giorni di vita terrena.
      Non avendo tempo per pranzare ho preso un cappuccino e un cornetto, poi in un angolo discreto della strada ho recitato le ore medie, usando il telefono cellulare sul quale ho il breviario.
      Sono tornato a casa verso le 14 e mi sono messo a lavorare, ed anche a rispondere a vari messaggi, ad alcuni dei quali avevo risposto in precedenza durante pochi minuti di pausa.
      Essendo troppo tardi per pranzare, mi sono mangiato una banana e preso un caffè.
      Alle 16 ho incontrato un paio di giovani che devono sposarsi, assieme a un loro genitore, ed assieme siamo andati dal rettore della chiesa presso la quale sarà celebrato il loro matrimonio.
      Dopo esserci accordati, mentre loro parlavano con il rettore, io sono andato nella cappella del Santissimo Sacramento a recitare i vespri.
      Gli sposi mi hanno lasciato davanti casa verso le 17,45, io sono andato a fare un po’ di spesa, recitando nel mentre il rosario durante il tragitto e gli spostamenti tra due negozi.
      Rientrato in casa alle 18.30 circa mi sono messo a lavorare ed a rispondere a vari messaggi.
      Adesso sono quasi le 22, tra poco ho appuntamento telefonico con un sacerdote che sta avendo brutti problemi e dopo il colloquio, che sarà lungo, mi dirà quando vederci domani, perché probabilmente avrà bisogno di confessarsi.
      Ancora non ho cenato, però mi sono mangiato un pacchetto di crackers e bevuto un litro d’acqua, oggi era molto caldo.
      Dopo aver parlato con questo prete, forse verso le 23 cenerò.
      Poi reciterò l’ufficio delle letture, farò compieta e l’esame di coscienza. Dopodiché lavorerò finché riesco a rimanere sveglio.

      Ecco che cosa ho fatto: ho visitato un anziano ammalato, ho confessato un sacerdote, fatta direzione spirituale a un altro, data l’unzione degli infermi a una morente, accompagnato due sposi alla chiesa dove si dovranno sposare, rincasato per avere un colloquio a tarda sera con prete … e infine lavorare sino a tarda notte.
      Questo ho fatto: emerito e insolente cretinkiko!

      P.S.
      guardi a che ore sono state pubblicate le mie risposte di oggi: tutte dalle 20 in poi, fatta eccezione per una sola scritta dal telefono in un momento di pausa verso le 13. Tutti gli altri commenti della giornata, quelli inviati dai lettori, li hanno pubblicati i collaboratori de L’Isola di Patmos.

      1. Appunto!Vede quante cose buone può fare?Perchè spreca il suo tempo aizzando e istigando gli altri?Si sente il salvatore della Chiesa?Pensa di essere il solo ad amarla?Guardi che abbiamo fatto tanti sacrifici ,perso la vita per amore della Chiesa.Se le raccontassi la mia vita,forse piangerebbe, eppure,malgrado tutto, resto e amo la Chiesa .Nonostante il cattivissimo esempio di tanti suoi confratelli e laici della parrocchia e non voglio generalizzare.Se le raccontassi cosa è la mia parrocchia,cosa sono i fedeli laici,non del cammino,che conosco e frequento le provocherei il disgusto,e non voglio dire che chi fa il cammino è migliore degli altri,sia ben chiaro. Non so se vive in una parrocchia e conosce la realtà della parrocchi,ma mi creda è tanto lo schifo e se raccontassi certe cose,le si accapponerebbe la pelle.Come è possibile che persone che si dicono cattoliche vivano e siano fatte in questo modo?Lo ripeto,non intendo generalizzare,ma dove si vede la Chiesa in certe parrocchie?Forse non si rende conto che,le persone che lei combatte,amano la Chiesa,come e più di lei.Spesso mi chiedo,come un ateo,agnostico,possa avvicinarsi alla parrocchia,stante lo schifo presente.

        1. Sì certo … fanno tutti schifo. Tranne voi.
          Anzi voi fate un poco meno schifo.
          Voi che avete catechisti che fanno di tutto: psicologi, liturghi, medici, direzione spirituale.

          “Voi avete perso la vita” per amore della Chiesa?
          Ma quando mai?
          Al massimo la avete persa per Kiko Arguello il quale, mi dispiace, ma non è immortale. Infatti ora fa fatica anche a riempire i palazzetti (vedi ultimo incontro a Genova) e si incazza se non lo stanno a sentire per benino: “Io sono il fondatore del cammino neocatecumenale. Non mi rivedrete più”

          “Non so se conosce la parrocchia”?
          Ma ti senti mentre parli? Tu della parrocchia al massimo avrai visto le salette.

          Non sia mai. Meglio imparare la pappardella di Kiko: “in chiesa si fa solo la messa” “non c’è più un cristiano” (tranne lui e chi lo segue ovviamente).

          Poi succedono cose tipo Guam e lui “E’ tutta una persecuzione”
          STOLTO! E voi stolti appresso a lui.

          Lui che ha provato a farsi approvare la liturgia nel 2012 di straforo a Benedetto XVI.
          VERGOGNA! Lui che di fronte alle sue parole: “la Messa è una sola e dovete tornare in parrocchia” ha osato dire: “Sono cose che doveva dire”.
          DOPPIA VERGOGNA.

        2. Schifo? Disgusto? Egregio Averroè, lei legge nei cuori dei cristiani della domenica o è il loro confessore laico come i catechisti del Cammino? Poi dice che chi “fa il Cammino” non è migliore di loro. Ma allora a che cavolo serve “fare il Cammino” se si rimane schifosi e disgustosi?

          Si chiede (spesso! bel passatempo!) “come un ateo,agnostico,possa avvicinarsi alla parrocchia,stante lo schifo presente”. Ma allora perché raccogliete adepti sempre e solo tra i parrocchiani con le “catechesi per adulti”? Mica mi vorrà raccontare che fate adepti atei e agnostici con le fallimentari centopiazzate dove compaiono solo i neocat come finto pubblico. E dello schifoso giro di soldi segreto del Cammino che ci dice?

          Ama la Chiesa? E allora perché le disobbedisce? A partire dalla “Comunione & Manducazione” alle violazioni del vostro stesso Statuto.

          Senza scordare il signor Arguello, autoproclamatosi esorcista che si vanta di cacciare i demoni, cosa proibitissima dalla Chiesa. Lei che ne pensa, obbedisce Kiko o no?

          Per finire sullo schifo delle parrocchie, le rammento che Nostro Signore ha assicurato l’assistenza dello Spirito Santo solo alla Chiesa, e non a movimenti più o meno invasati …

          1. Caro Averroé, cerchiamo di non combattere una battaglia sul campo dello schifo.
            Se avessi voglia di polemica, ti elencherei paginate intere di cose schifose che ho visto nei miei 35 anni di comunità.
            A dire il vero sono state proprio quelle a farmi iniziare a porre molte domande e molti dubbi, fino alla decisione di lasciare il cammino, tutta la parte centrale della mia vita, tutte le decisioni prese in preda alla follia, tutte le conoscenze che avevo (avevo solo quelle, perché nel cammino ti viene in qualche modo instillato di troncare con chi non fa parte del giro).
            Ho cominciato chiedendomi come mai, qualcosa che si definisce chiesa, può essere così atroce, così reiteratamente peccaminoso, anche di peccati molto gravi, senza che nessuno mai intervenga.
            E considera, fratello Averroé, che ho compiuto tutte le tappe, anche il “matrimonio spirituale”. E tu?
            Molto deludente assistere al misero decadimento di tutte le promesse iniziali: si era imparato a parlare neocatecumenalese, ma nei cuori c’era più divisione, invidia, ingiustizia, avidità, menzogna… che all’inizio.
            Ho aspettato pazientemente che la comunità mostrasse nuove attitudini cristiane.
            Mai avvenuto.

        3. “Se le raccontassi cosa è la mia parrocchia,cosa sono i fedeli laici, non del cammino, che conosco e frequento le provocherei il disgusto”

          Della serie: quanto è troppo è troppo!
          Adesso il disgusto glielo provoco io, ad Averroé, capace a controbattere a tutto e al contrario di tutto, fuorché di rispondere alle domande chiare a precise a lui poste; so però che non sarà minimamente scosso.

          Oggi sono un presbitero di 78 anni della diocesi di […]
          Nel 2009, quando ne avevo 68, in mia qualità di parroco vietai ai neocatecumenali di celebrare la Messa di sabato sera nelle sale della parrocchia, non solo e non tanto perché finivano a volte anche alle due di notte, ma perché praticavano tutti gli abusi liturgici proibiti dalla Chiesa, richiamati da vari suoi documenti e dallo stesso Papa Benedetto XVI.
          Cosa particolarmente grave che ciò avvenisse nella parrocchia a me affidata, essendo all’epoca io cerimoniere episcopale, direttore dell’ufficio liturgico diocesano e insegnante di sacra liturgia nel vicino seminario interregionale.

          Mentre mi trovavo in sacrestia già rivestito dei paramenti nell’attesa che scattassero le 17,30 per la celebrazione della Messa, giungono i due capo catechisti a fare questioni. Risposi che stavo per andare a celebrare la Messa e che non volevo in quel momento essere distolto e messo di malanimo, comunque avevo già disposto che nei saloni parrocchiali non si celebrassero le “messe neocatecumenali” alle 21.30.

          Uno dei due alzò la voce e mi spinse per una spalla, quando io gli dissi come osava mettere le mani addosso a un prete in procinto di celebrare la Messa, l’altro sodale disse testuali parole “sì, bel prete del cazzo!”. Gli intimai di uscire, e questo secondo, con un ghigno satanico, mi dette due schiaffi. Presenti due chierichetti della prima comunione uno dei quali si mise a piangere e l’altro scappò via di corsa in chiesa urlando.
          Evito di dire la confusione che esplose in chiesa.
          Non riuscii nemmeno a celebrare la messa.
          Ah, gentile Averroé, dimenticavo: erano due super catechisti, semmai non l’avesse capito.

          Il mio vescovo (di allora) la prese male, proibì a tutti i gruppi neocatecumenali presenti in diocesi le catechesi e soprattutto le celebrazioni di sabato sera, poi comminò all’aggressore la scomunica canonica ai sensi del can. 1370 c. 3.

          Ovviamente seguirono tutti i risvolti giudiziari del caso, ma su questo non occorre soffermarsi.

          Non ho altro da aggiungere se non il fatto che pur avendo inviato a padre Ariel una lettera firmata (a parte il fatto che ci conosciamo dal 2011), evito comprensibilmente e prudentemente di mettere “in vetrina” la mia diocesi, dove il caso dell’unico prete aggredito e malmenato si verificò nel lontano 1943, e a malmenarlo furono le S.S.
          Da allora non era mai più accaduto.

          Prego, Averroé, la parola è tutta sua.

          1. Anche a Gesù Cristo per la via dolorosa e poi sulla croce, i “neocatecumenali” dell’epoca, lo pigliavano per il culo mentre era straziato e sanguinante sulla croce, esattamente come adesso sta facendo lei, perfetto e umano neocatecumenale moderno, con un alter Christus che ha avuta la sua dose di croce.

          2. “Demenza senile? Ci può stare…”. Questo è l’amore per la Chiesa che vi insegnano nel Cammino dunque? Un presbitero, anziano per giunta, ha appena scritto d’essere stato aggredito verbalmente e fisicamente e lei non trova risposta migliore dell’insulto: non so lei, poiché non la conosco, ma a me è sempre stato insegnato il rispetto per le persone anziane, a maggior ragione se presbiteri che hanno speso la loro vita per la Chiesa. Non creda, anche a me è capitato di discutere animatamente con sacerdoti, anche litigarci, ma non mi sognerei mai di insultare o schiaffeggiare un presbitero. Un episodio come quello narrato dal sacerdote qui sopra denota come quei due non fossero minimamente cristiani, ma di più, denota a che livello di bassezza fossero umanamente parlando, e questo non è giudicare, ma prendere atto di un fatto, perché schiaffeggiare e insultare un prete, avanti negli anni per di più, è da persone grette e misere.

      2. Dopo Ariel, voglio dire che mi dispiace che lei perda il suo tempo a rispondere a neocatecumenali della caratura di quelli che scrivono qui con insulti, critiche di bassa lega e simili. Questo è il loro metodo, accusare l’interlocutore a prescindere. Lei non ha alcun bisogno di difendersi da queste serpi. Sono esseri cattivi, malvagi, sono ispirati dal demonio, non c’è un briciolo di cristianesimo in loro. I pochi onesti che ancora stanno nel cammino (e sono davvero pochi, in via di estinzione) non scrivono qui. Volevo anche dirle che apprezzo molto il suo lavoro e che comprerò e leggerò con grande interesse in suo libro e lo diffonderò tra tutte le persone che conosco. Concordo con lei, hanno vinto una battaglia, ma non vinceranno la guerra perché Dio dall’alto vede e Dio è più forte del demonio. Dio farà giustizia, come fece con Sodoma e Gomorra.
        Un pensiero e una preghiera per tutti i parroci ostaggio di questa setta cattolica.

  27. Gentile padre Ariel, i neocat che sono intervenuti rappresentano il tipico adepto kikiano. In tanti anni nel Blog Osservatorio (come Tripudio sa meglio di me) NESSUNO MAI ha risposto ad alcunché, né argomentando né con risposte secche tipo si o no. Le loro reazioni sono sempre state le stesse: insulti, tentativi di sviamento delle discussioni, menzogne, accuse ad personam, risposte a contestazioni mai fatte. Altro non sanno dire. I loro catechisti, come ha profetizzato il signor Arguello, “sono ispirati e discernenti”. Fosse vero ci avrebbero chiuso la bocca da un pezzo! E invece mai niente, chissà perché. Che la cosiddetta approvazione sia stata addomesticata da qualche “amico” è palesata dal fatto che lo Statuto si basa sulle cosiddette catechesi. Però quando lo Statuto è stato approvato le catechesi erano ancora al vaglio. Leggermente assurdo direi. Sarebbe come se si volesse costituire una società prima di sapere se l’oggetto sociale è lecito o no. Ma questi sono i frutti avvelenati del Cammino: persone piene di rabbia, ignoranti, incapaci di ragionare e di fare un passo senza i loro catechisti. Penosi. A lei grazie gentile padre per la sua opera.

  28. Caro e apprezzato Don Ariel.
    Non è che istrioneggiando in spagnolo lei fa dimeticare l’olocausto americano , quello canadese (una gigantesca Bibbiano ante litteram), le schfezze compiute in Africa (Lanternari: Occidente e terzo mondo) e in Asia (Gian Giuseppe Filippi e altri). Vede un apprezzato studioso perennilaista Ananda K. Coomaraswamy che ha il figlio sacerdote (Rama cred si chiami) ha stabilito la percentuale di atrocità tra il il cristianesimo e gli altri affermando che il rapporto è 1 a 10.000.
    Vede Padre Ariel lei stesso si è fatto la diagnosi da solo, s’è prenotato 2000 anni di purgatorio, perchè il cristianesimo è una “religione di salvezza”.
    Le dottrine occidentali (e non parlo delle credenze popolari) orfismo-pitagorismo-platonismo non offrivano “teologie” ai praticanti ma vie filosofiche a carattere operativo, “conoscitivo” che presupponevano la capacità di distaccare l’anima dal corpo a “piacimento” . Così in Oriente che della salvezza , mi scusi ma è così, non sapevano che farsene perchè ciò significava portare lo stato individuale nella dimensione sottile, Della quale cosa s’era accoto Eckhart e Silesius il suo verseggiatore e anche Lnfranco Rossi…

    1. Sbaglio o la quasi totalità di quelli che hanno compiuto “l’olocausto americano , quello canadese… le schfezze compiute in Africa…” erano cristiani come lei e non come padre Ariel?
      Lei potrebbe obiettare che non è nemmeno credente: la informo che, culturalmente, è molto più cristiano lei di tanti soldati al seguito di Cortes o dei belgi in Congo?
      Siccome quindi le nefandezze da lei indicate sono state compiute da “cristiani” come lei, si guardi allo specchio e si sputi in faccia da solo.

    2. Signor Antonio, le parlo da persona che, prima del recente Battesimo ricevuto in età adulta, viveva di pane e Guenon, cresciuto in un ambiente in cui la verità assoluta era tutto quello che lei dice. Non mi metto qui ad entrare nel merito delle colpe della chiesa, che sicuramente avrà tutte le colpe del mondo e anche di più (conceda solo che non ha quelle inventate di sana pianta, magari da quelle stesse persone che hanno portato in occidente, in versione debitamente edulcorata per piacere a un certo pubblico, la cultura filosofica e religiosa orientale). Le voglio solo dare un consiglio di cuore: a dare contro contro a uomini come Ariel non si fa un favore alla spiritualità umana, si contribuisce solo alla decadenza del nostro mondo. Non è lui ad aver ammazzato gli indios, ma sono sicuro che è lui ad aver aiutato tante persone con la sua direzione spirituale. Sulle vie senza il fastidio della “salvezza”, oso portare la mia esperienza, che a seguire la versione per occidentali di vie mistiche orientali o presunte tali non stavo diventando un illuminato, ma uno stronzo, prima che alcuni dubbi mi aprissero a quel minimo di umiltà che mi ha portato da Cristo

    3. Rama Coomaraswamy…bah…e sappiamo tutti cosa ha alimentato fra i tridentinisti, lui sì probabilmente era un infiltrato.

      Signor A.B. ma lei cosa ha inteso ( tralasciando la sviolinata all’orientalità e paganesimi annessi mista alla solita facezia sulla differenza fra liberazione/reintegrazione che con la Salvezza , entrambe, non c’entrano nulla)?
      L’unica cosa sensata che si può dedurre, collegandola ai neocatecumenali è che, per usare i suoi termini, essi nient’altro sono che una pseudo-iniziazione. Questo è, perché fossero realmente quello che pretendono di essere, alle volte giudaizzanti ed alle volte gnosticheggianti, ciò sì che sarebbe un problema ( o semmai un pregio, dal suo punto di vista ).
      Se dunque è questo che sta cercando di far presente, i capoccia dei Kakos si rivelano allora per essere mondani e, in un certo senso, inoffensivi spiritualmente per quanto campino sulle spalle degli altri ferendone profondamente l’anima.
      Ben detto.

      P.s. Povero Eckhart…ricco Calasso!

      P.p.s è singolare il fatto che si prodighi tanto a ribadire la “realizzazione” ma alla fine stia facendo il moralista. Ha ancora troppo bisogno di consolazioni psichiche?

  29. Grazie infinite don Ariel.

    Lei sta facendo un gran bene con la sua opera. Il suo coraggio nel denunciare le storture nella Chiesa è encomiabile. Grazie a lei e ai suoi collaboratori, molte persone stanno ricevendo una luce in questa notte così buia della Chiesa. Io conosco il cammino e confermo tutto ciò che lei sta esponendo su di esso. Condivido in pieno il suo pensiero sul fatto che Kiko sia una persona che ha ottenuto molte vittorie (sfruttando le sue doti di manipolatore). Ma è anche consapevole che dopo di lui il cammino rischierà di implodere e dissolversi col tempo. Già adesso si fa fatica a creare nuove comunità Nc e se le persone avranno modo di leggere i suoi scritti, parecchi apriranno gli occhi e cominceranno a vedere il cammino per ciò che è, come ho fatto io.

    Ps. Mi permetto di dire che in una Chiesa normale lei sarebbe già stato fatto almeno vescovo, ma non è questo il caso. Abbiamo invece i Paglia, i Galantino, i Coccopalmerio, i De Aviz etc. alla guida e perciò stiamo per schiantarci sul pilone di un’autostrada, speriamo di non farci troppo male…

    1. Avete detto la stessa cosa con tutti gli altri scritti di altrettanti preti e non a partire da Padre Zoffoli, Don Elio Marighetto, Don Marcello Stanzione,etc, eppure il Cammino è sempre più grande e si espande sempre di più,per stessa ammissione di Don Ariel.

      Vi sorge il dubbio che in queste critiche, queste crociate lasciano il tempo che trovano e servono a poco forse solo a rafforzare ancora di più il Cammino? Avete il minimo sospetto che ci sia qualcosa di sbagliato nei vostri discorsi? Può darsi che qualcuno si lasci convincere, ma vi posso assicurare che è una rara eccezione, la stragrande parte dei partecipanti al Cammino vi ignora e non si lascia minimamente tangere.

      Potete anche dire, come qualcuno,che siamo plagiati,manipolati etc,pensatela come volete,chi se ne frega,ma non farete molta strada.

      Tanti avevano promesso di distruggere il Cammino ma non ci sono riusciti,il Cammino è vivo e vegeto e prospera.Aiuterà molto la Chiesa e le parrocchie come la mia.Buona giornata e questo è veramente l’ultimissimo,non interverrò più lo giuro.

      Buona giornata

      1. Applicando il suo principio numerico ed espansionistico, bisognerebbe rivalutare il Nazismo e il Comunismo Sovietico dopo la rivoluzione del 1917.

        Lo sa che la Germania, dopo essere uscita sconfitta, ed ingiustamente e pericolosamente umiliata dalla Prima Guerra Mondiale, quindici anni dopo era diventata una potenza mondiale e dopo l’invasione della Polonia nel 1939, nei primi due anni di guerra, aveva invaso e si era mangiata quasi tutti i Paesi dell’Europa?

        E l’Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste, per settant’anni, quanto si è espansa e quanti Paesi aveva sotto il proprio controllo?

        Quindi il Nazismo di Hitler e il Comunismo di Stalin vanno molto rivalutati, applicando il suo stesso princìpio.

        I suoi sono ragionamenti e discorsi basati su logiche radicalmente anti-cristiane. Non esiste un passo del Santo Vangelo – a meno che lei non sia in grado di indicarlo – in cui si applicano queste logiche di grandezza e di espansione. Anzi il Santo Vangelo prova il contrario: che Cristo Signore si ritrovò alla fine con “quattro gatti”, i Dodici Apostoli, che dinanzi al pericolo lo abbandonarono e fuggirono.

        Per inciso: il prete di sessantotto anni preso a schiaffi in sacrestia prima della Santa Messa da un mega-catechista, attende sempre una sua perla, un suo prezioso commento, visto che egli afferma che un episodio del genere, nella sua diocesi, si era verificato solo sessant’anni prima, nel 1943.
        E Dio solo sa quanto vero sia il fatto: ci sono sia atti interni canonici sia atti giudiziari penali. Anche se il prete non nomina pubblicamente la sua diocesi per non riaprire una dolorosa ferita.

      2. Caro Averroé, se deve dire così tante e tali inesattezze, che non intervenga più me lo auguro più per lei, ma anche per tutti noi.

        Io non so a che tappa lei sia del Cammino ma, da come parla, soprattutto se crede a quello che dice, deve ancora essere poco dopo gli inizi, che è il tempo in cui i catechisti, tramite filmini e aggiornamenti vari prima degli annunci (noiosissimi pipponi infiniti), millantano ai creduloni di tutto di più.

        Aprirà questo seminario a Macao, forse non farà la stessa fine di quello preannunciato a Tokio.
        Questo però non vuol dire che il cammino sia vivo e vegeto, si informi bene.

        Io c’ero dagli inizi ed ho visto: oggigiorno in comunità entrano solo i figli (numerosi) dei NC, molti poi se ne vanno anche via. In parrocchie storiche dove prima c’erano quasi 30 comunità, oggi ce ne saranno 23 o 24. Fanno come i gamberi. Quasi ovunque.

        E consideri che Spagna e Italia sono in assoluto le più prolifiche. All’estero, nonostante missioni varie e pubblicità battenti sono una miseria da sempre. Un po’ meglio l’America Latina.
        Quindi non sia credulone, si informi bene: i potenti si sbracciano per diffonderlo, decantarlo e imporlo, il Signore lo ostacola.

        Aggiungo al commento sopra che l’invenzione degli ultimi anni della “coppia in appoggio” si è resa necessaria proprio perché da molti anni ormai le comunità ultime nate sono composte quasi esclusivamente da giovani (i figli) e non c’è più nessuno che possa fare da responsabile. Allora hanno messo in atto questa invenzione, per mettere una pezzetta: prendono una coppia, generalmente dalla comunità dei catechisti, e la mettono in appoggio finché i ragazzini che rimangono crescono e possono fare da sé. Alcune coppie in appoggio stanno ben oltre il II° passaggio, che sarebbe il momento in cui dovrebbero lasciare.
        E questo, caro Averroé, avviene OVUNQUE.

        Io c’ero, ho visto i tempi in cui dopo la catechesi si dovevano formare due comunità, l’alfa e l’omega, perché c’erano troppe persone.
        Altri tempi, per il CNC bei tempi andati…
        Se davvero lei crede che il cammino sia vivo e vegeto e non mentie, posso solo compatirla. E’ davvero un bel credulone.

        Comunque un virus, quando entra nell’organismo allo scopo di ucciderlo, fa danni anche se è piccino piccino…

  30. Confermo quanto ho scritto ieri,la mia parrocchia è popolata da molti non cristiani, ci sono rare eccezioni ovviamente.Inutile che vi offendete,questa è la sacrosanta verità,del resto la frequento quotidianamente, da anni la conosco molto bene.Pensate che ho dovuto limitare la mia frequentazione perché davo fastidio ad un patologico, psicopatico elemento,non del Cammino,il quale spadroneggia,è una sorta di tuttofare, prepotente, venale, dispotico, tollerato dal parroco,non capisco per quale motivo .E poi accusate il Cammino di impossessarsi delle parrocchie,di estraniarsi,non avete conosciuto parrocchie come la mia.La divisione non la porta certo il Cammino ma fedeli come questo signore.Non avete idea delle schifezze,prepotenze, pettegolezzi,ruffianerie a cui ho assistito.La parrocchia è vuota,i fedeli scappano e frequentano altre parrocchie e non adesso che è estate,ma sempre,è popolata da persone generalmente non cristiane,ma pagane.Vengono in parrocchia per interesse,perchè pagate o perché vogliono qualche piacere dal parroco.Pettegoli,prepotenti,etc.Da ambienti così bisogna solo scappare,figuriamoci se i lontani si avvicinano.Non è una esagerazione è la verità.Buona giornata.

    1. Averroè, visto che i tuoi parrocchiani sono una tale sentina di vizi, perché non li fai esorcizzare dal signor Arguello? Dovrebbe riuscirci, lui che si vanta di esorcizzare intere città. O non gli credi?
      Salutami il tuo demonio muto, che lavora anche ad agosto. E’ riuscito a non farti fare commenti sullo schifoso giro di soldi segretissimo neocat, sul signor Arguello autonominatosi esorcista, sulle schifose violenze dei catechisti negli scrutini.
      Ti informo, se non lo sai, che il Cammino NON prospera, è in caduta libera. Confronta i vostri stessi dati e te ne accorgerai. Le uniche comunità che si formano sono fatte da ragazzini figli di neocat che dopo qualche anno lasciano. Ci sono fusioni su fusioni anche nelle parrocchie più neocatecumenalizzate. Per questo i tuoi padroni chiedono denaro sempre più insistentemente. Con la scusa dell’evangelizzazione ovviamente. Salvo poi scoprire che hanno comprato un altro terreno in Israele alla modica cifra di 5 milioni di euro.
      p.s. Nessuno ha promesso “di distruggere il Cammino”. Si sta già autodistruggendo, grazie a Dio.

  31. Caro Padre Ariel,
    io sono , purtroppo, un grosso ignorante nelle cose di Chiesa ed anche uno scarso cattolico ma, poichè qui ho visto dare aria alle ugole di tutti, mi permetto solo di ricordare: ma se l’albero si giudica dai frutti , come si giudica questo CNC che riesce a portare astio e divisione dapertutto? Per secoli e millenni la Chiesa è stata attraversata da divisioni, sette e scismi (anche molto più gravi di questi) che avevano il solo scopo di indebolirla e distruggerla. Non basta ancora?

  32. Orenzo
    mi sputerei in faccia da solo e volentieri se volesse essere più chiaro nella sua critica. Amo profondamente i poplui nativi e ho studiato un poco l’oppressione occidentale su di essi e tuttora leggo con sgomento e dolore che si vuole estirpare la figura cardine dello sciamano, anche da quel che resta dell’Amazzonia, per fare di questa terra un’immensa piantagione e tutto questo lo vuol fare uno, al soldo dei “soliti”, che si fa fotografare accanto alla statua della Vergine, come se la Vergine appunto approvassse paradossalmente la distruzione della natura vergine per sostiturla con una immensa piantagione di hamburger. Se permette ( e anche se non me lo permette) io non cio sto!
    Attendo, senza trepidazione, eventuali precisazioni
    B. Las Casas

    1. Vuole che parli più chiaro?
      Sono quelli che la pensano come lei, che si facciano “fotografare accanto alla statua della Vergine” o che ritengano la Vergine una superstizione da bigotti, che stanno contribuendo a distruggere l’Amazzonia.
      Vuole sapere il perché?
      Perché lei accusa la Chiesa delle colpe del mondo e lei, come del resto molti che a parole affermano di essere della Chiesa, è funzionale al mondo e quindi è corresponsabile di quello che fa il mondo.

      1. Avete notato che Massimiliano C. Ed il suo socio Averroe’ rispondono solo a Padre Ariel e qualche raro accenno a Tripudio?
        Rispondono per modo di dire perché scrivono tanto, ma non danno MAI risposte mirate alle tante domande mirate richieste da Padre Ariel e da tanti ex -neocatecumenali.
        Per contro si lamentano dei pochi caratteri a disposizione, come se scrivere più commenti per definire un argomento fosse un vincolo insormontabile.
        Questi due signori sono neocatecumenali ben strani, perché quando sono nel loro ambiente ti dicono che chi non vive il cammino neocatecumenale non può parlare perché se non conosci non puoi capire, poi, in questo spazio commenti rispondono solo a Padre Ariel e a Tripudio che non hanno fatto il cammino neocatecumenale.
        Io sono un ex neocatecumenali, ho fatto 17 di cammino , qui scrivono altri ex neocatecumenali con 20-30 -35 anni di cammino, noi conosciamo bene il cammino neocatecumenale, perché non rispondete in merito a quello che vi scriviamo e vi domandiamo CONTINUAMENTE?
        Perché vi conosciamo bene?
        Perché con noi i vostri giochetti non funzionano?
        Perché è vero che avete paura anzi terrore di confrontarvi con chi conosce la verità?

  33. Carissimo fratello, spero in Cristo, nel senso della Fede comune, anche se sei in grave errore, perchè, a dirla come il tuo capo e fondatore, non ti sei lavato alla piscina, per cui non hai acquistato la vista. Secondo me hai sbagliato catechesi, scusa piscina, forse dovresti girarti intorno.

    Hai fatto l’elenco dei peccati dei parrocchiani, che potrebbero esserci pure. Il punto è che ci sono alcuni in mezzo a noi, che vanno pescando nelle parrocchie, per cui dove dite sia lo schifo, ed in più cercano (tra coloro che giudicate) obbedienza e potere terreno, facendosi passare per inviati dello Spirito Santo. Cioè, per dirla meglio, coloro che hanno deciso di dire che sono inviati, vanno tra gli altri inviati (ogni battezzato è con Cristo, ovviamente se si comporta in un certo modo) e dicono a questi che devono obbedire a loro, perchè i secondi non lo sono, ma realmente lo sono solamente i primi, e per cui i secondi lo saranno in futuro prossimo, in base al giudizio di parte e di convenienza dei primi.

    I primi inviati, hanno deciso di dire ai secondi che finora non hanno capito nulla, e che ora sono venuti loro con tamburelli e canti, battiti di mani, urla, chitarre, applausi, e balli. Per cui, sempre parlando dei primi inviati, essi dicono che stanno portando la nuova evangelizzazione, cioè formando i nuovi cristiani, che loro dicono di essere i veri, in quanto si rifanno al nucleo primitivo, cioè a quel nucleo che vediamo scritto sulla Bibbia. E per cui, in base a tutti questo, possiamo vedere che San Paolo alle Tre Fontane lo hanno messo con un tamburello in mano e con chitarra, e si racconta che questo nostro fondatore della Chiesa, l’Apostolo delle Genti, andava in giro con la sua banda musicale, e che danzavano e cantavano, infatti alle Tre Fontane è deceduto per il troppo ballare.

    Per cui, i primi inviati, a mio avviso, sono persone che dobbiamo molto considerare per via della loro capacità di cogliere la realtà dei fatti, sia passati che odierni.
    Infatti, venne un Uomo molto speciale, direi Divino (nel vero senso del termine), poco prima di San Paolo, che disse:

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in una buca? Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.

  34. Gentile p. Ariel,
    ma vale la pena di discutere di teologia dogmatica in 1200 caratteri con laici non competenti? Saggiamente, al tempo dei catari, la Chiesa proibì le dispute pubbliche con loro, perché i semplici fedeli, assistendo, non avrebbero capito e avrebbero travisato: e infatti a sconfiggere l’eresia medievale nei secoli XII-XIV non furono gli inquisitori (pochi: ad es. in Toscana erano 2 frati Minori) che condannarono e a volte convertirono i “vescovi” e “perfetti” catari (tanto che alcuni divennero frati), ma il grosso dei frati Mendicanti (francescani, domenicani, eremiti agostiniani, serviti, carmelitani…) che predicavano sistematicamente ai laici NON dimostrando l’errore delle eresie (cosa impossibile a un pubblico che non aveva gli strumenti per capire di cosa si parlava; ciò avveniva nelle prediche al celro e ai confratelli) ma in modo POSITIVO, ossia quali fossero le cose fondamentali da credere, quale la condotta ecc.
    Io non mi abbasserei: Lei ha scritto un libro e chi è in grado di leggerlo lo leggerà. Le dispute teologiche starebbero tra chierici, nelle università pontificie e in PREDICHE al clero (alti prelati compresi)?
    Un carissimo saluto
    Alberto

  35. Intervengo ancora e mi scuso,avevo promesso di non farlo più,ma non posso tacere la meraviglia vissuta ieri sera.Ho partecipato all’Eucarestia domenicale del CN ,in una parrocchia,non la mia,assolutamente meravigliosa e consolante.In un periodo ,nel quale le chiese sono vuote e ancora più desolate del solito.Ieri sera erano presenti un centinaio di fratelli,tra cui molti giovani,coppie con bambini ,etc.C’era un clima di preghiera,di canto, sembrava un anticipo del paradiso.E pensare che ci sono parrocchie che,di questi tempi,data l’assenza di fedeli,chiudono.Anche le Messe Tridentine,almeno nella mia città,sono sospese fino a settembre. Ieri sera invece c’era una chiesa gremita e con nostra grande gioia, il parroco ha annunciato che celebrerà l’Eucarestia anche la vigilia della Assunzione di Maria,il 14 agosto sera.Certamente sarà meraviglioso e mentre tutti saranno in vacanza,preti compresi,ci sarà qualcuno che onorerà la SS Vergine Maria.E’ meraviglioso partecipare ad una Eucarestia,così ben vissuta e partecipata,nel generale rompete le righe estivo.Dio sia lodato,perchè provvede e assiste la sua Chiesa e le dona carismi,sempre nuovi,per far presente il suo amore agli…

  36. E’ interessante il fatto che, mentre molti articoli della rivista restano senza commenti, quando Don Ariel parla del Movimento neocatecumenale si superano i 100 commenti, di cui una parte scritti da membri dello stesso Movimento. Queste persone non dovrebbero frequentare affatto questa rivista, appunto perché lontanissima dalle loro posizioni; come mai spuntano fuori dal nulla ogni volta che si parla di loro? Non sarà che, come in ogni comunità tendente alla setta, vi sono alcuni adepti che hanno il compito di visionare i siti avversi per lanciarsi immediatamente contro di essi ogni qual volta ve ne sia l’occasione?

    1. Non “sarà”, gentile don Ettore, “è”. Su Wikipedia la voce relativa al Cammino è presidiata H24 e le modifiche sgradite vengono immediatamente corrette. Sul sito dell’Osservatorio non si contano i Troll neocat che cercano di disturbare le discussioni. Faccia caso al loro modus operandi. Tutti, ma proprio tutti si comportano sempre nello stesso modo: non rispondono mai a nulla, si difendono da accuse mai rivolte loro, insultano, maledicono. L’unico argomento che hanno è: “non è vero perché da me non è mai successo”. In altre parole dimostrano gli effetti tipici dell’appartenenza ad una setta: indottrinamento con conseguente perdita di pensiero autonomo, difesa a tutti costi dell’organizzazione anche di fronte alle realtà più evidenti, considerare nemico chi critica, rabbia e frustrazione latenti sfogate contro chi non la pensa come loro. Ne ha un piccolo esempio anche in questa discussione ma le assicuro che sono tutti uguali, sempre, comunque e dovunque. Tipico “frutto” del Cammino.
      Cordiali saluti.

  37. Una grande tristezza. E’ ciò che si prova leggendo lo scritto di padre Ariel (per come siamo ridotti), e ancora di più leggendo certi commenti di sedicenti cristiani… Come è stato possibile arrivare a tanto? Come per l’altro problema dell’inadeguatezza (sotto vari punti di vista) di tanti sacerdoti, temo che si tratti solo di paura. Paura che diminuiscano i fedeli (quindi va bene tutto e il contrario di tutto, qualunque movimento, carisma, purché si dichiari cattolico); paura di perdere i giovani (e quindi si accetta qualunque eccesso nella liturgia); paura di non avere più sacerdoti (quindi vengono ordinati tutti quelli che lo chiedono, che siano adeguati al ministero oppure no). La paura toglie lucidità, fa fare scelte sbagliate, fa scendere a compromessi inaccettabili. E se invece provassimo a fidarci del Signore? Se invece provassimo ad esserGli fedeli, anche se questo implicasse un dimagrimento della Chiesa? Le diete sono salutari e dopo una dieta si torna più in forma di prima. Ha ragione Alberto, padre Ariel! Continui a scrivere, questo blog è seguito da tanti sacerdoti. Ma non perda tempo a rispondere a coloro che non vogliono capire: non gettiamo le perle ai porci.

  38. Da estraneo, sia riguardo alla tematica trattata sia riguardo all'”umiltà”, don Ariel vi ha fatti neri.
    Alessandro è apparso penoso,
    Averroè patetico.

    Devo ammettere, però, che i siti “religiosi” sono divertenti.

  39. Grazie Padre Ariel

    Sono stato 25 anni in cammino, finito, andato a Gerusalemme, bevuto latte e miele…. e poi uscito. Ho riscoperto l’importanza dell’eucarestia da un peccatore pubblico che con umiltà si asteneva dal comunicarsi ma continuando ad andare alla messa credeva nonostante la sua situazione.. quanta umiltà quando guardava l’Eucarestia: si commuoveva.
    Mi vengono le lacrime pensadoci e mi auguro che il Signore lo ricolmi del suo amore.
    Leggerò il suo libro.

    Con affetto…. per quel che vale.. la saluto

  40. Caro padre Ariel , penso proprio che lei abbia colpito nel segno.
    Acquisterò certamente il suo libro , nella speranza di essere più informato in proposito in modo di portare questi fatti a conoscenza di altri fedeli.
    Purtroppo però non si può nascondere che nel grande barcone della Chiesa Cattolica , ci sono altri gruppi o movimenti in odore di eresia se non addirittura apostasia.
    In questo triste momento della Chiesa ho un grande dubbio e tormento interiore …come posso andare a confessarmi… oppure ricevere l’Eucarestia …da un chierico di questo tipo ….un prete falso ed anche probabilmente invalido dal punto di vista sacramentale ? Lo stesso quando mi potrei trovare davanti un prete gay o perfino pedofilo ?
    Se poi penso che vi sono perfino vescovi e cardinali di questo tipo mi sento male.

    Mi sembra di vivere in un grande circo …dove ci prendiamo in giro tutti .. ….e’ una tentazione lo so …..

  41. (da Corrispondenza Romana Roberto de Mattei 20 giugno, estratto).
    Evangelizzazione secondo l’attuale pontegice e il passato
    …Il documento insiste affermando che la «cosmovisione» amazzonica racchiude una «saggezza ancestrale, riserva viva della spiritualità e della cultura indigena» (n. 26). Dunque, «i popoli amazzonici originari hanno molto da insegnarci. (…) I nuovi cammini di evangelizzazione devono essere costruiti in dialogo con queste sapienze ancestrali in cui si manifestano semi del Verbo» (n. 29). La ricchezza dell’Amazzonia è di non essere monoculturale, ma di essere «un mondo plurietnico, pluriculturale e plurireligioso» (n. 36) con cui è necessario entrare in dialogo. I popoli dell’Amazzonia, «ci mettono di fronte alla memoria del passato e alle ferite provocate durante lunghi periodi di colonizzazione. Per questo Papa Francesco ha chiesto “umilmente perdono, non solo per le offese della propria Chiesa, ma per i crimini contro le popolazioni indigene durante la cosiddetta conquista dell’America”. In questo passato la Chiesa è stata a volte complice dei colonizzatori e ciò ha soffocato la voce profetica del Vangelo» (n. 38).
    Asino che porta le reliquie

  42. Massimiliano C e suo socio Averroe’, siete patetici, voi avete cambiato il cristianesimo a vostro uso e consumo.
    Voi vi scagliate contro Padre Ariel perché sapete che dice la verità, una verità che vi sta stretta che contraddice la maggior parte delle vostre menzogne ultra cinquantennali.
    Il vostro disegno evidente è screditare l’uomo e il sacerdote per screditare le verità che dice.
    Questo fa il cammino da 50 anni, quando gli dici verità scomode non entra in quello che dici, ma cerca di distruggere la persona.
    È una vostra distorsione del concetto neocatecumenale di verità.
    La verità è solo quella che afferma il cammino neocatecumenale, nella persona del suo fondatore ed a cascata tutta la gerarchia dei catechisti neocatecumenali.
    Quello che dicono i catecumeni sono solo giudizi.
    Gli “utili piccoli idioti” sono solo servi inutili, schiavi disabilitati a dire la verità.
    La Chiesa denuncia e combatte il peccato, ma ama il peccatore,voi nel cammino amate il peccato e osannate il peccatore.
    Voi non fate nulla contro il peccato, anzi costringete chi lo subisce ad accettare le scuse di chi lo compie e costringete la vittima al silenzio, niente denunce anche in…

  43. Buona sera direi notte di riflessione
    Sono un cattolico romano ed anche io con mia moglie dopo molti anni di pastorale parrocchiale ed organizzazione di varie attività parrocchiali come responsabili, siamo entrati nel CN anche se con molti dubbi, provenienti dalla nostra formazione, io accololito moglie laureata insegna religione.
    Il rapporto con il parroco neocatecumenale, molto buono perché uno dei pochi conosciuti aperto a tutto e con lui il rapporto di chiarimento c’era sempre, e capiva quando Kiko e chi per lui diceva scemenze.
    La parrocchia in quel periodo era aperta era una di quelle di Roma che si stava riprendendo a detta del vescovo di allora.
    Cambiato parroco le comunità sono entrate in un nuovo stato…una setta! E da quel momento non potevo far altro che far notare le castronerie che i vari catechisti dicevano e rimbeccavo veglie di Pasqua di serie A neocatecumenale parrocchiale serie B far capire che il valore della Eucarestia è immenso indipendentemente se celebrata dal prete da solo in un angolo del mondo o dal pontefice! Fatto sta che circa 4 anni fa dopo 15 anni quando era lampante che oramai era solo una setta …ho lasciato.

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