QUESTA VOLTA ANDREA GRILLO SALTA ANCORA PIÙ IN ALTO: DAL CARDINALE CAFFARRA PASSA ALL’ATTACCO DEL CARDINALE MÜLLER CHE AVREBBE PROBLEMI DI LETTURA E DI COMPRENSIONE DEI DOCUMENTI PONTIFICI
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Quando alla fine degli anni Sessanta del Novecento ci fu la questione dei contraccettivi, Paolo VI permise e favorì un’ampia e lunga discussione previa. Ma poi, con la sua Enciclica Humanae vitae, si espresse con chiarezza e ricchezza di argomentazioni. Il documento di Papa Francesco Amoris Laetitia non dà una soluzione che brilli per chiarezza, cosa che più volte abbiamo espresso nei nostri articoli su L’Isola di Patmos. Eppure non è affatto impossibile, con un’attenta esegesi, giungere a comprendere la mens del Papa: i divorziati risposati restano esclusi dalla Comunione eucaristica. L’unico punto di Amoris Laetitia, che potrebbe far pensare a un mutamento della legge, potrebbe essere la nota 351, che accenna ai sacramenti ai divorziati risposati …
l’intervista al Cardinale Gerhard Ludwig Müller, de Il Timone
La carente onestà intellettuale nella operazione di Grillo non sta tanto nel porre questioni dottrinali – su di un punto, come ho detto, sembra aver addirittura ragione –, ma la polemica dottrinale è piuttosto un pretesto, teso da una parte a screditare il ruolo del Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, dall’altra a danneggiare proprio quel Papa del quale si atteggia a difensore, dando esca all’odio dei lefebvriani, e rafforzando la falsa immagine di un Papa modernista, con la conseguenza di dar gas ai modernisti aumentando lo sconcerto e lo scandalo dei buoni fedeli.
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il teologo Andrea Grillo, foto tratta da un periodico delle Edizioni San Paolo [vedere QUI]
Ma qualunque cattolico con gli occhi aperti sa che non ha senso presentare il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede come contrario al Papa, quando questi ha istituzionalmente proprio in lui il principale collaboratore nell’ufficio principale del Successore di Pietro, che è quello di confermare i fratelli nella verità del Vangelo.
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I punti toccati da Grillo sono tre: primo, la questione dell’astinenza sessuale dei divorziati risposati, secondo, la questione dell’“analogia” paolina fra l’unione sposo-sposa e quella fra Cristo e Chiesa; terza, la disobbedienza di certi vescovi al dettato dell’Amoris Laetitia.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2017-02-17 23:17:412021-04-20 19:47:40“Amoris Laetitia” – Questa volta Andrea Grillo salta ancora più in alto: dal Cardinale Caffarra passa all’attacco del Cardinale Müller che avrebbe problemi di lettura e di comprensione dei documenti pontifici
LIBERARE L’ERETICO DAL DEMONIO È IL PIÙ DIFFICILE TRA GLI ESORCISMI
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Non avendo argomenti per difendersi, mentre l’accusa che vien fatta gli brucia, l’eretico reagisce allora con l’odio, la calunnia, la diffamazione e la violenza e, se è Superiore, con mezzi repressivi, anche sleali o illegali, abusando della sua autorità. Il Superiore eretico è sempre un despota, che governa non con la saggezza, ma col terrore. È, per parafrasare un’ espressione di Papa Benedetto XVI, possiamo dire che l’eretico è il “dittatore del relativismo”.
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Autore Giovanni Cavalcoli, OP
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Giovanni Cavalcoli ed io conosciamo il ministero di esorcista, avendolo entrambi esercitato. Si tratta di un delicato ministero riservato solo ai ministri in sacris, da esercitare con prudenza su mandato e sotto la vigilanza del Vescovo, ma soprattutto cercando di convincere, una media di nove persone su dieci, inclusi spesso gli stessi familiari che accompagnano questi disturbati, a rivolgersi a un bravo specialista in psichiatria. Spesso ci siamo detti a vicenda che le rarissime possessioni demoniache sono la manifestazione più “innocua” di quelle che sono le devastanti possessioni vere. I più pericolosi posseduti sono infatti diversi di coloro che occupano posti chiave nei governi dei Paesi, che gestiscono immensi patrimoni finanziari, che fanno il bello e il cattivo tempo nella borsa valori, che dirigono i più grandi centri di ricerca clinico-scientifica, che condizionano le attività degli eserciti attraverso l’industria delle armi. I peggiori posseduti sono quegli eretici che pare abbiano fatto un golpe all’interno della Chiesa, mutando il bene in male e il male in bene, la virtù in vizio e il vizio in virtù, la sana dottrina in eterodossia e l’eterodossia in sana dottrina. E nessuno di questi pericolosi posseduti è portato dai familiari dall’esorcista. Dopo la pubblicazione del mio recente articolo sul teologo eretico Andrea Grillo che ha insolentito il Cardinale Carlo Caffarra, riconosciuto a livello mondiale come uno dei nostri grandi maestri della morale cattolica [cf. QUI], abbiamo deciso di pubblicare anche questo articolo inedito redatto da Giovanni Cavalcoli nel settembre del 2016 ed archiviato assieme ad altre decine di articoli suoi e miei nell’archivio dell’Isola di Patmos, nell’attesa di essere pubblicati al momento opportuno.
un’opera pubblicata da Giovanni Cavalcoli nel 2008 sulla questione dell’eresia oggi
L’eretico vuol dar l’apparenza del riformatore; invece è un distruttore. Si atteggia a custode della tradizione, per fermare il progresso nella verità. Esalta il valore della storia per negare la verità immutabile. Enfatizza la dignità umana o la grazia divina per finire nel panteismo. Si fa la voce dell’Eterno per dissolvere il tempo nell’Assoluto. «Veleno d’aspide è sotto le sue labbra» [Cf. Sal 144,4]. L’eretico più abile e pericoloso è capace di ingannare anche i sapienti: «Più fluide dell’olio sono le sue parole, ma sono spade sguainate» [cf. Sal 55,22]. L’eretico, che è un sofista e non ha fiducia nella ragione, non è obbiettivo e sereno nel suo parlare, non induce a ragionare o a riflettere, non stimola la capacità critica, non fa uso di argomenti ragionevoli o persuasivi, o quanto meno probabili, né cita fatti o testimonianze certi e comprovati, ma fa leva sulle passioni, sulle emozioni e sugli stati d’animo: l’indignazione, l’irritazione, la rabbia, l’invidia, lo scoraggiamento, la paura, il desiderio di vendetta, l’impazienza, la sfiducia, la ribellione, la sensualità, ricorrendo alla menzogna, all’inganno, all’insulto, alla diffamazione, alla denigrazione, alla calunnia.
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il teologo Andrea Grillo del quale ci siamo di recente occupati dopo il suo attacco insultante all’eminente moralista Carlo Caffarra [cf.QUI]
Per attirare discepoli e pavoneggiarsi del suo falso sapere, per apparire persuasivo e onesto o addirittura difensore della verità e maestro di santità, senza scoprirsi; per sedurre, ingannare e far cadere il prossimo e adescare gli sprovveduti, l’eretico dà mostra di onestà di costumi, fa sfoggio di scienza, usa ad arte argomenti studiatamente sofistici e un linguaggio piacevole, ma torbido, equivoco, ambiguo, insinuante, doppio, serpentino, ma soprattutto sfuggente al “sì” e “no” [leggere tutto l’articolo …]
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2017-01-31 20:08:112021-04-20 19:56:26liberare l’eretico dal Demonio è il più difficile tra gli esorcismi
IL CONCETTO DEL CASTIGO DIVINO NEL CRISTIANESIMO E NEL PAGANESIMO GRECO-ROMANO
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Il ricordo del castigo subìto o il timore del castigo minacciato, mentre non coarta la volontà del peccatore, è un utile stimolo per il peccatore ad abbandonare il peccato e a convertirsi a Dio. Dio ci attira con i premi, con i suoi doni, i suoi benefìci e la sua misericordia, ma per distoglierci dal peccato e indurci a penitenza, ci affligge, ci intimorisce con i castighi e con le sventure.
Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo [Sal 38,12]
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui [Is 3,5]
Il timore del Signore è l’inizio della sapienza [Sal 110, 10]
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Il Giudizio universale, opera di Ercole Ramazzani, 1517
Riguardo peccato e castigo, tutte le religioni riconoscono nella divinità l’attributo della giustizia, che dà ad essa il diritto e il dovere di castigare infallibilmente il delitto e premiare la virtù. Ciò che varia è il criterio della giustizia divina. In certi casi, il dio può essere troppo severo o persino crudele, come Huizilopoctli nell’antica religione messicana o Moloch nell’antico Israele o in quelle religioni che ammettono il Fato, o viceversa può esser troppo permissivo e lassista, come per esempio Dioniso, Venere o Priapo nei culti orgiastici od erotici. Nel caso del buonismo cattolico, come vedremo, col pretesto della “misericordia”, si giunge addirittura talvolta a negare l’esistenza dei castighi divini e vengono castigati invece i cattolici fedeli alla sana dottrina [segue testo intero …]
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2017-01-11 01:51:562021-04-20 19:55:43Il concetto del castigo divino nel cristianesimo e nel paganesimo greco-romano
DAL BACIO DI GIUDA AI PORNO-TEOLOGI. È LA CRISI DEL DOGMA CHE GENERA UNA CRISI MORALE ALL’INTERNO DELLA CHIESA VISIBILE
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[…] una teologia che secolarizza senza scrupoli la morale e, quasi vergognosa dell’ideale di purezza e povertà cristiana, irrompe anch’essa per un’esistenza all’insegna del piacere, al rifiuto del sacrificio, per la celebrazione aperta del sesso (porno-teologia) […] Cosa può significare per la società consumistica, che sprofonda nella noia e nella ribellione dell’atto gratuito, una teologia che per salvare il mondo si abbevera al veleno che intossica il mondo?
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Autore Ariel S. Levi di Gualdo
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Redazione, 28 luglio 2017
Assieme all’ultimo articolo del Padre Giovanni Cavalcoli [28 luglio, vedere QUI] che ci guida nel cuore di un drammatico problema: «La crisi del dogma genera la crisi della fede», riproponiamo anche questo articolo scritto dal Padre Ariel S. Levi di Gualdo, che alcuni mesi fa ci guidava nel cuore di un diverso ma identico problema: «La crisi del dogma genera una crisi morale».
Sant’Ambrogio ricorse all’immagine veterotestamentaria della prostituta Rahab che a Gerico aiutò i figli del Popolo d’Israele. Per lui, la Chiesa, sarebbe meretrice casta perché molti amanti la frequentano per le attrattive dell’amore ma senza la contaminazione della colpa. L’aggettivo “casta” significa quindi l’adesione senza incoerenti incertezze della Chiesa a Cristo suo sposo; mentre il sostantivo “meretrix” la volontà della Chiesa di darsi a tutti per portare tutti a salvezza.
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Letta sotto un altro aspetto,questa espressione di Sant’Ambrogio ci pone di fronte a un altro fatto: il mistero del male segue la Chiesa e penetra all’interno della Chiesa sin dalla sua nascita.
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Non dimentichiamo che Giuda,in quella Coena Domini celebrata dal Verbo di Dio fatto uomo nella quale il Signore Gesù istituisce il Sacerdozio ministeriale e l’Eucaristia, riceve il Corpo e il Sangue di quel Cristo che egli poi tradirà, rendendolo riconoscibile con un bacio ai soldati giunti per arrestarlo, cosa in sé molto peggiore del puntare un dito verso il ricercato e affermare: «È lui quello che cercate».
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Nel bacio di Giudava letto dunque il principio diabolico della inversione: ciò che di per sé è bene e buono come un bacio, diventa supremo male ed è usato per consegnare Gesù, vero Dio e vero uomo, ai suoi aguzzini [segue …]
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2017/04/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2016-12-02 01:37:492017-10-23 22:37:36Dal bacio di Giuda ai porno-teologi. È la crisi del dogma che genera una crisi morale all’interno della Chiesa visibile
MISERICORDIA E GIUSTIZIA: «PRESSO DI LUI CI SONO MISERICORDIA E IRA»
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Oggi si è caduti nell’estremo opposto di un buonismo, perdonismo e misericordismo, dannosi e unilaterali, sulla base delle seguenti eresie: Dio non castiga; il peccato originale è un mito; bisogna scusare ogni peccato; tutti sono in buona fede, perdonati e sono in grazia; l’inferno e il diavolo non esistono, e quindi tutti si salvano.
Quando San Giovanni XXIIInel suo famoso discorso inaugurale del Concilio disse che oggi la Chiesa «preferisce la misericordia alla severità», non disse niente di sostanzialmente nuovo, che i Santi già da sempre non abbiano praticato, sul modello della condotta di Cristo, benché sia vero che nei secoli passati a volte l’autorità ecclesiastica, papato compreso, abbiano ecceduto nella severità.
Oggi si è caduti nell’estremo oppostodi un buonismo, perdonismo e misericordismo, dannosi e unilaterali, sulla base delle seguenti eresie:
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Dio non castiga;
il peccato originale è un mito;
bisogna scusare ogni peccato;
tutti sono in buona fede, perdonati e sono in grazia;
l’inferno e il diavolo non esistono, e quindi tutti si salvano [segue …].
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2016-12-02 01:01:282021-04-20 19:54:05Misericordia e giustizia: «Presso di Lui ci sono misericordia e ira»
L’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA. LA GIUSTA REAZIONE AL TORTO SUBÌTO: ODIO, GIUSTA VENDETTA, PERDONO.
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«Si manifesterà Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza in fuoco ardente a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al Vangelo del Signore Nostro Gesù» [II Ts 1, 8].
Il famoso detto del Signore Gesù riguardo il “porgere l’altra guancia”,da sempre citato e deriso dai nemici del cristianesimo come segno del suo supposto spirito imbelle, non ha quindi nulla a che vedere col problema della risposta da dare a un nemico, ma, come risulta chiaramente dal contesto, è un’esortazione alla pazienza e alla disponibilità verso gli altri. Così pure l’ “amore per il nemico”, non è amore per la sua azione nemica, perché sarebbe amore per il peccato, ma amore per i lati buoni del nemico come persona. L’azione cattiva va soppressa, punita e riparata o espiata.
NUOVA PENTECOSTE O PENTECOSTE ININTERROTTA? L’EVENTO DELLA PENTECOSTE È LA NEGAZIONE DELLA ERMENEUTICA DELLA “ROTTURA” E DELLA “DISCONTINUITÀ” DELLA SCUOLA DI BOLOGNA
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L’evento della Pentecoste cominciato nel cenacolo dello Spirito Santo non ha mai avuto fine e da allora fermenta in un processo di ininterrotta continuità, con buona pace di Giuseppe Dossetti e di Giuseppe Alberigo e della cosiddetta ermeneutica della discontinuità prodotta a loro dire dal Vaticano II. Teoria sulla quale suonano — mi si passi il termine affatto insolente ma solo giocoso — flautini e controfagotti come i laici cattolici Alberto Melloni ed Enzo Bianchi, circondati da un riverente coro secolare d’atei devoti assisi dentro e fuori dal Cortile dei Gentili del Cardinale Gianfranco Ravasi ; e che da sempre pontificano senza possibilità d’ortodosso contraddittorio dottrinale alcuno.
Questa la domanda:«Il periodo del post-concilio è stato celebrato come l’era della “nuova pentecoste” annunciata da Giovanni XXIII. In realtà ha visto manifestarsi una crisi come forse mai prima la Chiesa dovette affrontare. Come spiegare una così radicale devastazione e un così lungo periodo di cecità e di silenzio da parte di chi avrebbe il dovere di custodire la fede e di guidare il gregge?».
Ho quindi risposto con delle considerazioni teologico-pastorali incentrate sulla “ermeneutica della continuità” e sulla “ermeneutica della discontinuità”, il tutto alla luce del Mistero della Pentecoste dello Spirito Santo nel Cenacolo degli Apostoli, che non contempla né rottura, né discontinuità [ segue …]
in prossimità della fine dell’anno ci è lieto informarvi che L’Isola di Patmos, dal 1° gennaio 2016 alla data di oggi ha superato i cinque milioni di visite. Dal giorno della sua apertura avvenuta il 20.10.2014 alla data di oggi, il numero complessivo di visite è pari a 7.620.000. Tra i vari Paesi del mondo che ci leggono con assiduità, i primi cinque per più alto numero di visite sono
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PAESI EUROPEI
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Italia
Germania
Polonia
Francia
Spagna
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PAESI EXTRA EUROPEI
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Brasile
Stati Uniti d’America
Filippine
Russia
Messico
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2016-11-21 00:49:222016-12-27 13:21:48Nuova Pentecoste o Pentecoste ininterrotta? L’evento della Pentecoste è la negazione della ermeneutica della “rottura” e della “discontinuità” della Scuola di Bologna
TERREMOTO COME “CASTIGO DI DIO?”. GIOVANNI CAVALCOLI RISPONDE: « SONO STATO FRAINTESO O FORSE MI SONO ESPRESSO MALE ». ARIEL S. LEVI di GUALDO SCRIVE AI CARDINALI PIETRO PAROLIN E GERHALD MÜLLER: « MOSTRATECI IL VOLTO DELLA MISERICORDIA DI DIO, NON LA FALSA MISERICORDIA DELL’UOMO, QUELLA NON C’INTERESSA »
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La dichiarazione fatta da S.E. Mons. Angelo Becciu, Sostituto alla Segreteria di Stato di Sua Santità, ci rivela anzitutto quanto lontani siano i tempi in cui, in quella stessa Segreteria di Stato, si muovevano dei giganti della fede e della dottrina cattolica come Rafael Merry del Val, fedele servitore del Santo Pontefice Pio X, che a proposito dei modernisti e delle loro perniciose eresie, accusò in che modo queste aspidi fossero abili «nel parlare, nello scrivere e nel predicare una carità senza fede, tenera assai per i miscredenti, che apre a tutti purtroppo la via all’eterna rovina». Oggi, i modernisti, dopo il loro golpe all’interno della Chiesa, censurano e perseguitano i pochi sacerdoti e teologi ortodossi che sono sopravvissuti.
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Autore Ariel S. Levi di Gualdo
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«Sono stato frainteso o forse mi sono espresso male. Non mi riferivo alla legge in senso stretto sulle “unioni civili”, ma ad alcuni vizi e condotte peccaminose e sregolate come la sodomia. Dio manda il castigo a colui che pecca rendendosi conto di quello che fa, sapendo che va deliberatamente contro la legge di Dio»
L’Isola di Patmos non poteva certo lasciare solo nella tempesta il suo padre fondatore Giovanni Cavalcoli OP.
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Padre Giovanni è stato accusatodi sostenere che «il terremoto è stato un castigo per le unioni civili». Ciò è falso, perchè il teologo domenicano non ha parlato affatto di “unioni civili”, ma soltanto di «sodomia», accennando al famoso castigo di Sodoma. Si tratta di cose del tutto diverse. Sodomia è una categoria morale della Scrittura. “Unione civile” è una legge civile, fatta per non-cattolici, che possono essere anche in buona fede. Ora Dio punisce solo chi pecca sapendo di peccare.
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Potete leggere e diffondere la lettera-relazione che ho indirizzato pubblicamente al Segretario di Stato di Sua Santità, al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, al Maestro Generale dell’Ordine dei Frati Predicatori, dalla nostra Isola di Patmos, luogo dell’ultima rivelazione, dove il Beato Apostolo Giovanni scrisse il Libro dell’Apocalisse.
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Ringrazio i Lettori che hanno inviato centinaia di email di solidarietà e sostegno morale al teologo domenicano, stiamo cercando di rispondere a tutti in questi giorni.
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l’accademico pontificio Giovanni Cavalcoli durante una conferenza
Dai messaggi che ci sono giunti, abbiamo capito quanto il sentire del Popolo di Dio, i suoi sentimenti e istanze, poco o nulla interessano a degli ecclesiastici sempre più mondanizzati, ai quali interessa invece il sentire dei nostri peggiori nemici di sempre, quelli che oggi si fingono amici della Chiesa. E appena questi lupi vestiti da agnelli proferiscono solo mezzo sospiro, scatta una gara ecclesiastica indecorosa nel correre ai loro piedi con la cenere in testa.
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Ricordati, Popolo di Dio,tu, per la “chiesa” della misericordia senza giustizia e per la “chiesa” della carità senza verità, non conti niente. Sappi però, Popolo amatissimo al quale noi abbiamo consacrato nel Sacro Ordine Sacerdotale la vita nella Chiesa di Cristo, che rimarrai sempre, sino alla parusia, quel divino insieme di membra vive del corpo santissimo di cui Cristo è capo [cf. Col 1,18].
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E per tutta la vita noi ti serviremo per Cristo, con Cristo e in Cristo, a qualsiasi prezzo, per la salvezza dei Christi fideles e per la salvezza delle nostre anime di credenti.
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Per aprire e leggere il testo in difesa di Giovanni Cavalcoli OP, redatto da Ariel S. Levi di Gualdo per le competenti Autorità Ecclesiastiche e Religiose, cliccare
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2016-11-07 03:14:452016-11-24 05:20:59Terremoto come «castigo di Dio per le unioni civili»? Giovanni Cavalcoli risponde: «Sono stato frainteso o forse mi sono espresso male». Ariel S. Levi di Gualdo scrive ai Cardinali Pietro Parolin e Gehrard Muller: «Mostrateci il volto della Misericordia di Dio, non la falsa misericordia dell’uomo, quella non c’interessa»
IL SANTO PADRE FRANCESCO E L’ARBITRO SUPER PARTES. IL SOMMO PONTEFICE COME FAUTORE DI UNITÀ E CONCORDIA NELLA CHIESA
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Non che il Papa negli incontri ecumenici debba atteggiarsi a maestro tra gli scolaretti o debba proclamare l’Unam Sanctam di Bonifacio VIII. Ma anche così come adesso si comporta, sembra eccessivamente riguardoso e quasi intimidito. A volte sembra anche esagerare nelle manifestazioni d’ affetto, come se avesse a che fare con i suoi più cari amici. Dopotutto, sono “fratelli separati”. Credo che il mantenere una certa dignitosa distanza, senza freddezza o sussiego, sarebbe già un tacito richiamo alla sublime e impareggiabile dignità del suo carisma di servus servorum Dei.
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Autore Giovanni Cavalcoli, OP
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il Sommo Pontefice incontra Sua Eccellenza Reverendissima Monsignora Antije Jeckelen, Arcivescova Primate di Svezia [servizio di Radio VaticanaQUI]
[…] non è affatto proibito a un Papa avere le sue idee od opinioni personali, più o meno discutibili. Non gli è certo proibito seguire una data corrente di opinione. È troppo evidente che il Santo Padre Francesco preferisce il progressismo, con le scelte pastorali o di governo, che da ciò possono discendere. Ma occorre che egli, al di sopra delle sue idee personali, si ricordi della sua delicatissima posizione di Sommo Pontefice super partes, padre di tutti i cattolici, altrimenti rischia di sbilanciarsi da una parte e quindi di non recar giustizia all’altra.
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l’Arcivescova Primate di Svezia durante lo svolgimento del suo sacro ministero quale successore degli Apostoli
Nei suoi frequenti interventi a braccio e in discorsi improvvisati o nelle sue battute ― pensiamo alle interviste in aereo ― non è sempre chiaro se egli esprime sue opinioni o impressioni personali, soggettive, oppure parla proprio come maestro della fede e della morale, cioè come Papa.
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Per questo, sembrerebbe opportuno e utile per la Chiesa che il Papa limitasse i suoi discorsi.Ciò limiterebbe il rischio che l’insegnamento pontificio venga declassato, frainteso e svalorizzato. Dal Papa non si richiede tanto la quantità, quanto piuttosto la qualità ed autorevolezza dei suoi interventi, che possono affrontare quesiti, temi ed argomenti di grande importanza, dove da lui solo si può e si deve avere una risposta o un indirizzo teorico o pratico [segue …]
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2016-11-02 04:12:082021-04-20 23:33:23Il Santo Padre Francesco e l’arbitro super partes. Il Sommo Pontefice come fautore di unità e concordia nella Chiesa
IL RIFIUTO LUTERANO DELLA VITA RELIGIOSA NATO DAL DRAMMA INTERIORE DI LUTERO
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Martin Lutero avrebbe avuto le doti di un grande riformatore: aveva la tempra di un Sant’Agostino, era un buon riflesso di San Paolo, assomigliava al Savonarola o a San Pier Damiani o a San Bernardo di Chiaravalle, aveva il coraggio e la franchezza di una Santa Caterina da Siena, lo zelo di un San Pio X. Questi però sono stati veri riformatori; lui no.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Giovannihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Giovanni2016-10-07 23:25:512021-04-20 23:37:06Il rifiuto luterano della vita religiosa nato dal dramma interiore di Lutero
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