Il concetto del castigo divino nel cristianesimo e nel paganesimo greco-romano

– Theologica –

IL CONCETTO DEL CASTIGO DIVINO NEL CRISTIANESIMO E NEL PAGANESIMO GRECO-ROMANO

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Il ricordo del castigo subìto o il timore del castigo minacciato, mentre non coarta la volontà del peccatore, è un utile stimolo per il peccatore ad abbandonare il peccato e a convertirsi a Dio. Dio ci attira con i premi, con i suoi doni, i suoi benefìci e la sua misericordia, ma per distoglierci dal peccato e indurci a penitenza, ci affligge, ci intimorisce con i castighi e con le sventure.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo [Sal 38,12]

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui [Is 3,5]

Il timore del Signore è l’inizio della sapienza [Sal 110, 10]

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giudizio-universale-ramazzani-1597

Il Giudizio universale, opera di Ercole Ramazzani, 1517

Riguardo peccato e castigo, tutte le religioni riconoscono nella divinità l’attributo della giustizia, che dà ad essa il diritto e il dovere di castigare infallibilmente il delitto e premiare la virtù. Ciò che varia è il criterio della giustizia divina. In certi casi, il dio può essere troppo severo o persino crudele, come Huizilopoctli nell’antica religione messicana o Moloch nell’antico Israele o in quelle religioni che ammettono il Fato, o viceversa può esser troppo permissivo e lassista, come per esempio Dioniso, Venere o Priapo nei culti orgiastici od erotici. Nel caso del buonismo cattolico, come vedremo, col pretesto della “misericordia”, si giunge addirittura talvolta a negare l’esistenza dei castighi divini e vengono castigati invece i cattolici fedeli alla sana dottrina [segue testo intero …]

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10.01.2017 Giovanni Cavalcoli, OP  —  IL CONCETTO DEL CASTIGO DIVINO NEL CRISTIANESIMO E NEL PAGANESIMO GRECO-ROMANO

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L’AQUILA HA URGENTE BISOGNO DI BENZINA PER VOLARE …

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Dal bacio di Giuda ai porno-teologi. È la crisi del dogma che genera una crisi morale all’interno della Chiesa visibile

– Theologica –

DAL BACIO DI GIUDA AI PORNO-TEOLOGI. È LA CRISI DEL DOGMA CHE GENERA UNA CRISI MORALE ALL’INTERNO DELLA CHIESA VISIBILE

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[…] una teologia che secolarizza senza scrupoli la morale e, quasi vergognosa dell’ideale di purezza e povertà cristiana, irrompe anch’essa per un’esistenza all’insegna del piacere, al rifiuto del sacrificio, per la celebrazione aperta del sesso (porno-teologia) […] Cosa può significare per la società consumistica, che sprofonda nella noia e nella ribellione dell’atto gratuito, una teologia che per salvare il mondo si abbevera al veleno che intossica il mondo?

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Redazione, 28 luglio 2017

Assieme all’ultimo articolo del Padre Giovanni Cavalcoli [28 luglio, vedere QUI] che ci guida nel cuore di un drammatico problema: «La crisi del dogma genera la crisi della fede», riproponiamo anche questo articolo scritto dal Padre Ariel S. Levi di Gualdo, che alcuni mesi fa ci guidava nel cuore di un diverso ma identico problema: «La crisi del dogma genera una crisi morale».

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Sant’Ambrogio ricorse all’immagine veterotestamentaria della prostituta Rahab che a Gerico aiutò i figli del Popolo d’Israele. Per lui, la Chiesa, sarebbe meretrice casta perché molti amanti la frequentano per le attrattive dell’amore ma senza la contaminazione della colpa. L’aggettivo “casta” significa quindi l’adesione senza incoerenti incertezze della Chiesa a Cristo suo sposo; mentre il sostantivo “meretrix” la volontà della Chiesa di darsi a tutti per portare tutti a salvezza.

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Letta sotto un altro aspetto, questa espressione di Sant’Ambrogio ci pone di fronte a un altro fatto: il mistero del male segue la Chiesa e penetra all’interno della Chiesa sin dalla sua nascita.

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Non dimentichiamo che Giuda, in quella Coena Domini celebrata dal Verbo di Dio fatto uomo nella quale il Signore Gesù istituisce il Sacerdozio ministeriale e l’Eucaristia, riceve il Corpo e il Sangue di quel Cristo che egli poi tradirà, rendendolo riconoscibile con un bacio ai soldati giunti per arrestarlo, cosa in sé molto peggiore del puntare un dito verso il ricercato e affermare: «È lui quello che cercate».

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Nel bacio di Giuda va letto dunque il principio diabolico della inversione: ciò che di per sé è bene e buono come un bacio, diventa supremo male ed è usato per consegnare Gesù, vero Dio e vero uomo, ai suoi aguzzini [segue …]

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02.12.2016  Ariel S. Levi di Gualdo  —  DAL BACIO DI GIUDA AI PORNO-TEOLOGI. È LA CRISI DEL DOGMA CHE GENERA UNA CRISI MORALE ALL’INTERNO DELLA CHIESA VISIBILE

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Misericordia e giustizia: «Presso di Lui ci sono misericordia e ira»

– Theologica –

MISERICORDIA E GIUSTIZIA: «PRESSO DI LUI CI SONO MISERICORDIA E IRA»

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Oggi si è caduti nell’estremo opposto di un buonismo, perdonismo e misericordismo, dannosi e unilaterali, sulla base delle seguenti eresie: Dio non castiga; il peccato originale è un mito; bisogna scusare ogni peccato; tutti sono in buona fede, perdonati e sono in grazia; l’inferno e il diavolo non esistono, e quindi tutti si salvano.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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Quando San Giovanni XXIII nel suo famoso discorso inaugurale del Concilio disse che oggi la Chiesa «preferisce la misericordia alla severità», non disse niente di sostanzialmente nuovo, che i Santi già da sempre non abbiano praticato, sul modello della condotta di Cristo, benché sia vero che nei secoli passati a volte l’autorità ecclesiastica, papato compreso, abbiano ecceduto nella severità.

Oggi si è caduti nell’estremo opposto di un buonismo, perdonismo e misericordismo, dannosi e unilaterali, sulla base delle seguenti eresie:

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  1. Dio non castiga;
  2. il peccato originale è un mito;
  3. bisogna scusare ogni peccato;
  4. tutti sono in buona fede, perdonati e sono in grazia;
  5. l’inferno e il diavolo non esistono, e quindi tutti si salvano [segue …]. 

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02.12.2016   Giovanni Cavalcoli, OP  —  MISERICORDIA E GIUSTIZIA: «PRESSO DI LUI CI SONO MISERICORDIA E IRA»

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L’islamizzazione dell’Europa. La giusta reazione al torto subìto: odio, giusta vendetta, perdono

– Theologica –

L’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA. LA GIUSTA REAZIONE AL TORTO SUBÌTO: ODIO, GIUSTA VENDETTA, PERDONO.

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«Si manifesterà Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza in fuoco ardente a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al Vangelo del Signore Nostro Gesù» [II Ts 1, 8].

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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islamizzazione

il divino sfratto esecutivo …

Il famoso detto del Signore Gesù riguardo il “porgere l’altra guancia”, da sempre citato e deriso dai nemici del cristianesimo come segno del suo supposto spirito imbelle, non ha quindi nulla a che vedere col problema della risposta da dare a un nemico, ma, come risulta chiaramente dal contesto, è un’esortazione alla pazienza e alla disponibilità verso gli altri. Così pure l’ “amore per il nemico”, non è amore per la sua azione nemica, perché sarebbe amore per il peccato, ma amore per i lati buoni del nemico come persona. L’azione cattiva va soppressa, punita e riparata o espiata.

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25.11.2016  Giovanni Cavalcoli, OP — L’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA. LA GIUSTA REAZIONE AL TORTO SUBÌTO: ODIO, GIUSTA VENDETTA, PERDONO

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Nuova Pentecoste o Pentecoste ininterrotta? L’evento della Pentecoste è la negazione della ermeneutica della “rottura” e della “discontinuità” della Scuola di Bologna

–  theologica  –

NUOVA PENTECOSTE O PENTECOSTE ININTERROTTA? L’EVENTO DELLA PENTECOSTE È LA NEGAZIONE DELLA ERMENEUTICA DELLA “ROTTURA” E DELLA “DISCONTINUITÀ” DELLA SCUOLA DI  BOLOGNA

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L’evento della Pentecoste cominciato nel cenacolo dello Spirito Santo non ha mai avuto fine e da allora fermenta in un processo di ininterrotta continuità, con buona pace di Giuseppe Dossetti e di Giuseppe Alberigo e della cosiddetta ermeneutica della discontinuità prodotta a loro dire dal Vaticano II. Teoria sulla quale suonano — mi si passi il termine affatto insolente ma solo giocoso — flautini e controfagotti come i laici cattolici Alberto Melloni ed Enzo Bianchi, circondati da un riverente coro secolare d’atei devoti assisi dentro e fuori dal Cortile dei Gentili del Cardinale Gianfranco Ravasi ; e che da sempre pontificano senza possibilità d’ortodosso contraddittorio dottrinale alcuno.

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Questa la domanda: «Il periodo del post-concilio è stato celebrato come l’era della “nuova pentecoste” annunciata da Giovanni XXIII. In realtà ha visto manifestarsi una crisi come forse mai prima la Chiesa dovette affrontare. Come spiegare una così radicale devastazione e un così lungo periodo di cecità e di silenzio da parte di chi avrebbe il dovere di custodire la fede e di guidare il gregge?».       

Ho quindi risposto con delle considerazioni teologico-pastorali incentrate sulla “ermeneutica della continuità” e sulla “ermeneutica della discontinuità”, il tutto alla luce del Mistero della Pentecoste dello Spirito Santo nel Cenacolo degli Apostoli, che non contempla né rottura, né discontinuità  [ segue …]

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21.11.2016   Ariel S. Levi di Gualdo  —  NUOVA PENTECOSTE O PENTECOSTE ININTERROTTA ?

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Cari Lettori,

in prossimità della fine dell’anno ci è lieto informarvi che L’Isola di Patmos, dal 1° gennaio 2016 alla data di oggi ha superato i cinque milioni di visite. Dal giorno della sua apertura avvenuta il 20.10.2014 alla data di oggi, il numero complessivo di visite è pari a 7.620.000. Tra i vari Paesi del mondo che ci leggono con assiduità, i primi cinque per più alto numero di visite sono

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PAESI EUROPEI

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Italia

Germania

Polonia

Francia

Spagna

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PAESI EXTRA EUROPEI

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Brasile

Stati Uniti d’America

Filippine

Russia

Messico

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Terremoto come «castigo di Dio per le unioni civili»? Giovanni Cavalcoli risponde: «Sono stato frainteso o forse mi sono espresso male». Ariel S. Levi di Gualdo scrive ai Cardinali Pietro Parolin e Gehrard Muller: «Mostrateci il volto della Misericordia di Dio, non la falsa misericordia dell’uomo, quella non c’interessa»

– Theologica –

TERREMOTO COME “CASTIGO DI DIO?”. GIOVANNI CAVALCOLI RISPONDE: « SONO STATO FRAINTESO O FORSE MI SONO ESPRESSO MALE ». ARIEL S. LEVI di GUALDO SCRIVE AI CARDINALI PIETRO PAROLIN E GERHALD MÜLLER: « MOSTRATECI IL VOLTO DELLA MISERICORDIA DI DIO, NON LA FALSA MISERICORDIA DELL’UOMO, QUELLA NON C’INTERESSA »

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La dichiarazione fatta da S.E. Mons. Angelo Becciu, Sostituto alla Segreteria di Stato di Sua Santità, ci rivela anzitutto quanto lontani siano i tempi in cui, in quella stessa Segreteria di Stato, si muovevano dei giganti della fede e della dottrina cattolica come Rafael Merry del Val, fedele servitore del Santo Pontefice Pio X, che a proposito dei modernisti e delle loro perniciose eresie, accusò in che modo queste aspidi fossero abili «nel parlare, nello scrivere e nel predicare una carità senza fede, tenera assai per i miscredenti, che apre a tutti purtroppo la via all’eterna rovina». Oggi, i modernisti, dopo il loro golpe all’interno della Chiesa, censurano e perseguitano i pochi sacerdoti e teologi ortodossi che sono sopravvissuti.

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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«Sono stato frainteso o forse mi sono espresso male. Non mi riferivo alla legge in senso stretto sulle “unioni civili”, ma ad alcuni vizi e condotte peccaminose e sregolate come la sodomia. Dio manda il castigo a colui che pecca rendendosi conto di quello che fa, sapendo che va deliberatamente contro la legge di Dio»

Giovanni Cavalcoli, OP

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trascrizione integrale dell’audio QUI

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Eminentissimo Signor Cardinale
PIETRO PAROLIN
Segretario di Stato di Sua Santità

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Eminentissimo Signor Cardinale
GERHARD LUDWIG MÜLLER
Prefetto della Congregazione per la
dottrina della fede

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Rev.mo Padre
Fr. BRUNO CADORÈ, OP
Maestro Generale dell’Ordine dei Frati Predicatori

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Cari Lettori,

Giovanni Cavalcoli in coro 2

Giovanni Cavalcoli nel coro del suo convento

L’Isola di Patmos non poteva certo lasciare solo nella tempesta il suo padre fondatore Giovanni Cavalcoli OP.

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Padre Giovanni è stato accusato di sostenere che «il terremoto è stato un castigo per le unioni civili». Ciò è falso, perchè il teologo domenicano non ha parlato affatto di “unioni civili”, ma soltanto di «sodomia», accennando al famoso castigo di Sodoma. Si tratta di cose del tutto diverse. Sodomia è una categoria morale della Scrittura. “Unione civile” è una legge civile, fatta per non-cattolici, che possono essere anche in buona fede. Ora Dio punisce solo chi pecca sapendo di peccare.

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Potete leggere e diffondere la lettera-relazione che ho indirizzato pubblicamente al Segretario di Stato di Sua Santità, al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, al Maestro Generale dell’Ordine dei Frati Predicatori, dalla nostra Isola di Patmos, luogo dell’ultima rivelazione, dove il Beato Apostolo Giovanni scrisse il Libro dell’Apocalisse.

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Ringrazio i Lettori che hanno inviato centinaia di email di solidarietà e sostegno morale al teologo domenicano, stiamo cercando di rispondere a tutti in questi giorni.

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l’accademico pontificio Giovanni Cavalcoli durante una conferenza

Dai messaggi che ci sono giunti, abbiamo capito quanto il sentire del Popolo di Dio, i suoi sentimenti e istanze, poco o nulla interessano a degli ecclesiastici sempre più mondanizzati, ai quali interessa invece il sentire dei nostri peggiori nemici di sempre, quelli che oggi si fingono amici della Chiesa. E appena questi lupi vestiti da agnelli proferiscono solo mezzo sospiro, scatta una gara ecclesiastica indecorosa nel correre ai loro piedi con la cenere in testa.

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Ricordati, Popolo di Dio, tu, per la “chiesa” della misericordia senza giustizia e per la “chiesa” della carità senza verità, non conti niente. Sappi però, Popolo amatissimo al quale noi abbiamo consacrato nel Sacro Ordine Sacerdotale la vita nella Chiesa di Cristo, che rimarrai sempre, sino alla parusia, quel divino insieme di membra vive del corpo santissimo di cui Cristo è capo [cf. Col 1,18].

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E per tutta la vita noi ti serviremo per Cristo, con Cristo e in Cristo, a qualsiasi prezzo, per la salvezza dei Christi fideles e per la salvezza delle nostre anime di credenti.

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Per aprire e leggere il testo in difesa di Giovanni Cavalcoli OP, redatto da Ariel S. Levi di Gualdo per le competenti Autorità Ecclesiastiche e Religiose, cliccare

QUI

 

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Il Santo Padre Francesco e l’arbitro super partes. Il Sommo Pontefice come fautore di unità e concordia nella Chiesa

– Theologica –

IL SANTO PADRE FRANCESCO E L’ARBITRO SUPER PARTES. IL SOMMO PONTEFICE COME FAUTORE DI UNITÀ E CONCORDIA NELLA CHIESA

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Non che il Papa negli incontri ecumenici debba atteggiarsi a maestro tra gli scolaretti o debba proclamare l’Unam Sanctam di Bonifacio VIII. Ma anche così come adesso si comporta, sembra eccessivamente riguardoso e quasi intimidito. A volte sembra anche esagerare nelle manifestazioni d’ affetto, come se avesse a che fare con i suoi più cari amici. Dopotutto, sono “fratelli separati”. Credo che il mantenere una certa dignitosa distanza, senza freddezza o sussiego, sarebbe già un tacito richiamo alla sublime e impareggiabile dignità del suo carisma di servus servorum Dei.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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il Sommo Pontefice incontra Sua Eccellenza Reverendissima Monsignora Antije Jeckelen, Arcivescova Primate di Svezia [servizio di Radio Vaticana QUI]

[…] non è affatto proibito a un Papa avere le sue idee od opinioni personali, più o meno discutibili. Non gli è certo proibito seguire una data corrente di opinione. È troppo evidente che il Santo Padre Francesco preferisce il progressismo, con le scelte pastorali o di governo, che da ciò possono discendere. Ma occorre che egli, al di sopra delle sue idee personali, si ricordi della sua delicatissima posizione di Sommo Pontefice super partes, padre di tutti i cattolici, altrimenti rischia di sbilanciarsi da una parte e quindi di non recar giustizia all’altra.

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l’Arcivescova Primate di Svezia durante lo svolgimento del suo sacro ministero quale successore degli Apostoli

Nei suoi frequenti interventi a braccio e in discorsi improvvisati o nelle sue battute  ― pensiamo alle interviste in aereo ― non è sempre chiaro se egli esprime sue opinioni o impressioni personali, soggettive, oppure parla proprio come maestro della fede e della morale, cioè come Papa.

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Per questo, sembrerebbe opportuno e utile per la Chiesa che il Papa limitasse i suoi discorsi. Ciò limiterebbe il rischio che l’insegnamento pontificio venga declassato, frainteso e svalorizzato. Dal Papa non si richiede tanto la quantità, quanto piuttosto la qualità ed autorevolezza dei suoi interventi, che possono affrontare quesiti, temi ed argomenti di grande importanza, dove da lui solo si può e si deve avere una risposta o un indirizzo teorico o pratico [segue …]

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per leggere tutto l’articolo cliccare sotto:

02.11.2016  Giovanni Cavalcoli, OP   —   IL SANTO PADRE FRANCESCO E L’ARBITRO SUPER PARTES

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Il rifiuto luterano della vita religiosa nato dal dramma interiore di Lutero

Theologica

IL RIFIUTO LUTERANO DELLA VITA RELIGIOSA NATO DAL DRAMMA INTERIORE DI LUTERO

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Martin Lutero avrebbe avuto le doti di un grande riformatore: aveva la tempra di un Sant’Agostino, era un buon riflesso di San Paolo, assomigliava al Savonarola o a San Pier Damiani o a San Bernardo di Chiaravalle, aveva il coraggio e la franchezza di una Santa Caterina da Siena, lo zelo di un San Pio X. Questi però sono stati veri riformatori; lui no.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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07.10.2016   Giovanni Cavalcoli, OP  — IL RIFIUTO LUTERANO DELLA VITA RELIGIOSA NATO DAL DRAMMA INTERIORE DI LUTERO

 

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«Non è Francesco»? Antonio Socci svela al mondo che il Regnante Pontefice è un “papocchio”. Ariel S. Levi di Gualdo replica con un breve saggio sul papato contemporaneo

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«NON È FRANCESCO»? ANTONIO SOCCI SVELA AL MONDO: IL REGNANTE PONTEFICE È UN “PAPOCCHIO”.  ARIEL S. LEVI di GUALDO REPLICA CON UN BREVE SAGGIO SUL PAPATO CONTEMPORANEO

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Dinanzi alle acclarate limitatezze e debolezze del Beato Apostolo Pietro, il Santo Padre Francesco vola alto nel cielo come un’aquila reale. Non altro per il fatto che non si è dato mai alla fuga, dopo avere fatto in precedenza lo spocchioso, salvo poi fuggire dinanzi al pericolo e rinnegare il Redentore per tre volte. Ecco, a onore del vero, a me non risulta che il Regnante Pontefice abbia mai fatto sino a oggi nulla del genere. Pertanto: La “elezione” di Pietro, rinnegatore e fuggitivo, è davvero valida?

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Quando San Paolo scrisse a Timoteo per metterlo in guardia su Enzo Bianchi e altri “cattivi maestri”. La mancanza di auctoritas nella Chiesa: dalla struttura di peccato al cancro con metastasi diffuse

– Theologica –

QUANDO SAN PAOLO SCRISSE A TIMOTEO PER METTERLO IN GUARDIA SU ENZO BIANCHI E ALTRI “CATTIVI MAESTRI”. LA MANCANZA DI AUCTORITAS NELLA CHIESA: DALLA STRUTTURA DI PECCATO AL CANCRO CON METASTASI DIFFUSE

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A giusta e veritiera difesa del Pontefice Regnante, bisogna precisare che il sedicente Priore di Bose ― vale a dire il priore di se stesso ―, il proprio ingresso trionfale nelle “stanze ”  dei “grandi bottoni ”, non lo deve affatto al Santo Padre Francesco bensì al suo Sommo Predecessore Benedetto XVI, che ripieno di tutta la lungimiranza teologica e la relativa ortodossia dottrinaria del caso, Enzo Bianchi lo invitò a ben due Sinodi dei Vescovi sulla Parola di Dio e sulla Nuova evangelizzazione. E ciò tanto per dare a ciascuno il suo, ed a nessuno colpe che non spettano, perché nessuno può essere colpevole per avere ereditato i danni altrui.

 

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Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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«Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole»

II Lettera a Timoteo del Beato apostolo Paolo [4, 3-4]

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Ariel bianco

Ariel S. Levi di Gualdo: « Si può essere Bianchi, per esempio in estate, quando fa molto caldo, senza per questo essere però falsi profeti e cattivi maestri »

Il carrierismo ecclesiastico è come una viscida anguilla che seguiterà a nuotare nel mare nostrum, incurante dei ripetuti richiami apostolici; e così seguiterà, finché non sarà tolta ad esso l’acqua in cui si muove. Ecco perché siffatto cancro destinato a consumare al proprio interno la Chiesa non è stato ancora debellato, sotto molti aspetti neppure intaccato. Perché ancora non si è provveduto al riordino delle case di formazione e delle università ecclesiastiche, della gerarchia cattolica e della curia romana; tutte delicate strutture all’interno delle quali, da mezzo secolo a questa parte, i modernisti la fanno letteralmente da padroni.

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Lungi quindi dal far pulizia e dal fare serie ed efficaci riforme, più volte ho già notato e scritto che oggi stiamo assistendo al carrierismo camaleontico, gattopardesco … ed anche su questo problema ho già avuto modo di scrivere in dettaglio, spiegando in che modo, questi trasformisti privi anzitutto di dignità umana e cristiana, stiano adulando e compiacendo con nauseante piaggeria il Nuovo Padrone [1], accaparrandosi non di rado prestigiose sedi episcopali e uffici di rilievo nella Curia Romana, presso la quale è stato sistemato persino un falso profeta e un cattivo maestro del notorio calibro ereticale di Enzo Bianchi, i cui libri di “meditazioni ” e “riflessioni ” campeggiano da anni in tutte le case di esercizi spirituali dei Gesuiti, casomai a qualcuno non fosse chiaro chi siano state le candide animelle che hanno presentato alla firma del Sommo Pontefice la sua nomina a consultore del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani. Cosa che in sé equivale a prendere la Bella Otero dal cabaret Folies Bergère e mandarla a predicare gli esercizi spirituali alle Carmelitane scalze. Cosa questa di cui possono essere capaci solo i moderni membri della Compagnia delle Indie, nata sulle ceneri della gloriosa Compagnia di Gesù di Sant’Ignazio di Loyola.

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A giusta e veritiera difesa del Pontefice Regnante, bisogna però ben precisare che il sedicente Priore di Bose ― vale a dire il priore di se stesso ―, il proprio ingresso trionfale nelle “stanze ” dei “grandi bottoni ”, non lo deve affatto al Santo Padre Francesco bensì al suo Sommo Predecessore Benedetto XVI, che ripieno di tutta la lungimiranza teologica e la relativa ortodossia dottrinaria del caso, Enzo Bianchi lo invitò a ben due Sinodi dei Vescovi sulla Parola di Dio e sulla Nuova evangelizzazione [cf. QUI]. E ciò tanto per dare a ciascuno il suo, ed a nessuno colpe che non spettano, perché nessuno può essere colpevole per avere ereditato i danni altrui [segue testo intero …]

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Per leggere tutto l’articolo cliccare sotto:

31.08.2016  Ariel S. Levi di Gualdo – QUANDO SAN PAOLO SCRISSE A TIMOTEO PER METTERLO IN GUARDIA SU ENZO BIANCHI. LA MANCANZA DI AUCTORITAS NELLA CHIESA

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[1] Rimando al mio articolo: Stanno buggerando il Santo Padre: proteggiamo Pietro! I peggiori gattopardi trasformisti stanno giungendo in pauperistica gloria all’episcopato. In L’Isola di Patmos, 28 ottobre 2015 [testo articolo leggibile QUI]. Vescovi, mode e consigli per i nuovi carrieristi: siate sciatti e periferico-esistenziali. In L’Isola di Patmos, 30 luglio 2015 [testo articolo leggibile QUI]

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