IL POTENTISSIMO SILERE NON POSSUM STA FACENDO TREMARE GOOGLE
Dopo questo attacco da parte del temibile e potente capocomico Sileriano, a Silicon Valley stanno tremando. Molte sono infatti le grandi incertezze alla riapertura di lunedì della borsa di Wall Street, dove si prevede un drastico crollo delle azioni di Google.
– L’angolino del ridicolo –
Autore Redazione de L’Isola di Patmos
.
Tutti gli amanti del comico grottesco conoscono il sito di gossip clericali Silere non Possum, il responsabile del quale, come si dice noi a Roma, spara ‘ndo coijo, coijo. Poi, se qualcuno lo redarguisce, a quel punto manda lettere deliranti ai Dicasteri della Santa Sede, alla Conferenza Episcopale Italiana, ai Vescovi diocesani, alla Presidenza della Repubblica Italiana, al Ministero della Difesa, al Parlamento Europeo, alle Nazioni Unite, al Pentagono e via dicendo a seguire, non mancando di architettare “comunicati” scritti da associazioni inesistenti pubblicati su siti rigorosamente anonimi (cfr. QUI). Il tutto, manco a dirsi, nella speranza o, meglio, nella certezza di essere preso persino sul serio. Ma ecco la sua ultima perla che prendiamo da una risposta data sui pubblici socialdal giornalista Francesco Capozza vaticanista de Il Tempo:
Dopo questo attacco da parte del temibile e potente capocomico Sileriano, a Silicon Valley stanno tremando. Molte sono infatti le grandi incertezze alla riapertura di lunedì della borsa di Wall Street, dove si prevede un drastico crollo sul mercato delle azioni di Google.
Silere non Possum deve proseguire a esistere e vivere per farci godere in quel sano godimento suscitato dal ridicolo tragicomico, perché da sempre, i comici migliori, sono quelli che, inconsapevoli di esserlo, prendono sé stessi terribilmente su serio.
Dall’Isola di Patmos, 6 settembre 2025
.
I nostri precedenti articoli sulla Banda della Sileriana:
– 16 agosto 2025 —SILERE NON POSSUM E QUELLA PAROLA TABÙ CHE NON RIESCE PROPRIO A PRONUNCIARE: “OMOSESSUALITÀ” (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 agosto 2025 — C’È DI MEZZO UN OMOSESSUALE? ALLORA SILERE NON POSSUM DIFENDE ANCHE L’INDIFENDIBILE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 29 marzo 2025 — SEMPRE A PROPOSITO DI SILERE NON POSSUM: DAL “HOMBRE VERTICAL” AI “PIGLIANCULO” E “QUAQUARAQUÀ” DI LEONARDO SCIASCIA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 21 marzo 2025 — SILERE NON POSSUM E LA STORIA DI QUELLA SARTINA CONVINTA DI POTER DARE LEZIONI DI ALTA MODA A GIORGIO ARMANI (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 12 febbraio 2025 — L’OPOSSUM STA ALLA CONOSCENZA DEL VATICANO COME ÉVA HENGER STA ALLA CASTITÀ E COME IL SUO DEFUNTO MARITO RICCARDO SCHICCHI STA ALL’OPERA CONFESSIONES DI SANT’AGOSTINO (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 15 gennaio 2025 — AI CONFINI CLERICALI CON LA REALTÀ: LA DONNA SOFFRE DELL’INVIDIA FREUDIANA DEL PENE, L’OPOSSUM DELL’INVIDIA DI MATTEO BRUNI DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 20 gennaio 2025 — L’OPOSSUM IGNORA CHE UNA SUORA PUÒ DIVENTARE TRANQUILLAMENTE GOVERNATORE DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, COME GIÀ LO FU GIULIO SACCHETTI(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 22 novembre 2024 — LA NOMINA EPISCOPALE DI RENATO TARANTELLI BACCARI. QUANDO GLI AFFETTI DA CARCINOMA AL FEGATO, CARICANO ALL’ATTACCO CHI TACER NON PUÒ(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 31 maggio 2024 — UNA NOTA DI PADRE ARIEL SUL SITO SILERE NON POSSUM: «MOLESTO COME UN RICCIO DI MARE DENTRO LE MUTANDE» (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 8 dicembre 2023 — A CHI SI RIFERISCE MARCO FELIPE PERFETTI AFFERMANDO DAL SITO SILERE NON POSSUM «QUA IN VATICANO … NOI IN VATICANO …», SE IN VATICANO NON CI PUÒ METTERE NEMMENO PIEDE? (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 ottobre 2023 — È MORTO L’ARCIABATE EMERITO DI MONTECASSINO PIETRO VITTORELLI: LA PIETÀ CRISTIANA PUÒ CANCELLARE LA TRISTE VERITÀ?(per aprire l’articolo cliccare QUI)
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-09-06 10:56:052025-09-06 11:17:12Il potentissimo Silere non Possum sta facendo tremare Google
QUEL PAPA FRANCESCO DA SCOPRIRE NARRATO DA ANDREA TORNIELLI
Un elemento chiave senza il quale non sarebbe facile la lettura realistica di una personalità e di una figura complessa come quella dell’uomo Jorge Mario Bergoglio: Francesco è il primo Romano Pontefice ordinato sacerdote dopo il Concilio Vaticano II e per questo, a differenza dei suoi quattro predecessori, non sente il bisogno di difendere o giustificare questa ultima grande assise della Chiesa.
— Libri e recensioni —
Autore: Jorge Facio Lince Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos
Con la sua ultima opera letterariaFrancesco. Il Papa della misericordia(Piemme, 2025), Andrea Tornielli offre ai lettori un’opera che valica la semplice biografia, andando oltre certe esaltazioni di circostanza più o meno agiografiche, dedicate spesso alle figure dei Sommi Pontefici.
Nella sua narrativa, misurata e precisa l’Autore, che ha conosciuto e frequentato Jorge Mario Bergoglio anni prima della sua elezione al sacro soglio, offre un racconto diretto molto interessante, senza cimentarsi in storie romanzate mirate a stuzzicare l’emotività del pubblico. Una cronaca sobria, com’è nello stile di questo Autore, capace a far emergere la dimensione più autentica e umana del Romano Pontefice scomparso da pochi mesi.
Uno tra gli elementi più interessanti è la ricostruzione del tempo intercorso dall’atto di rinuncia di Benedetto XVI al successivo conclave. L’Autore introduce il lettore nell’atmosfera che aleggiava tra i cardinali, dando al libro anche un valore storico, perché documenta con precisione e rigore i giorni che precedettero l’elezione di Francesco, un lavoro meticoloso già fatto in passato con le sue ricche biografie storiche sui Sommi Pontefici del Novecento. Seguendo questo suo stile già consolidato, nel suo Francesco. Il Papa della misericordiaoffre un racconto lineare di fatti, scelte, parole e gesti.
Andrea Tornielli pone anche in luce un elemento chiave senza il quale non sarebbe facile la lettura realistica di una personalità e di una figura complessa come quella dell’uomo Jorge Mario Bergoglio: Francesco è il primo Romano Pontefice ordinato sacerdote dopo il Concilio Vaticano II e per questo, a differenza dei suoi quattro predecessori, non sente il bisogno di difendere o giustificare questa ultima grande assise della Chiesa; per lui è un elemento che costituisce parte integrante del vivere ecclesiale, che come tale va vissuto e basta. Questo aspetto segna profondamente il suo pontificato: il Concilio non è più qualche cosa da spiegare, all’occorrenza persino da giustificare, come in più occasioni ebbe a fare Benedetto XVI, ma una realtà assunta e vissuta con naturalezza.
L’attenzione è anche posta su vari dettagli della vita del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, poi del Sommo Pontefice Francesco, prestando attenzione ai ricordi legati a date di particolari ricorrenze, a situazioni familiari o anche a semplici frasi espresse in incontri precedenti, oppure nel mettere i propri interlocutori a loro agio, creando un clima di tipo familiare.
Le descrizioni restano fedeli alla realtà dei fatti, senza mai trascendere in quegli artifizi narrativi svenevoli oggi tanto in voga nella comunicazione, quando si decide di esaltare qualità vere o presunte del “caro estinto”. Ma proprio in questa cronaca decisa e precisa si intravede la vera forza del Papa messa in rilievo dall’acume dell’Autore: la capacità di farsi vicino a tutti, in particolare a chi soffre o si trova in un momento di difficoltà.
Sono narrati anche alcuni episodi personali, come la malattia e la morte dei genitori dell’Autore e la costante vicinanza e interessamento di Papa Francesco, segno di una relazione che oltrepassa i ruoli, manifestando e insegnando che, quando si vuole stare vicino a qualcuno, non importa chi sei e quale posizione rivesti, perché volendo si può trovare sempre il tempo per un gesto semplice, come una telefonata o un piccolo messaggio di testo.
Nelle pagine si susseguono molti altri particolari caratterizzanti la personalità dell’uomo Jorge Mario Bergoglio e del Sommo Pontefice Francesco: dalla critica alla cultura contemporanea basata su valori contrari alla vita, già denunciata in precedenza dai Sommi Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI come «cultura della morte», per seguire con i richiami di Francesco al concetto di «cultura dello scarto», i drammi degli anziani abbandonati in una sorta di silenziosa eutanasia, il dolore per gli aborti che «spezzano il legame con il futuro», la «teoria» del gender contraria al dato naturale o l’ecologismo esasperato che vede l’uomo come problema o virus da eliminare. Per Papa Francesco, al contrario, l’uomo resta amministratore e custode del creato, chiamato a trasformare ciò che riceve in cultura viva.
Il tema della pace occupa poi un posto centrale. Per Francesco non basta disarmare gli arsenali perché «occorre disarmare prima le menti», ossia le coscienze dalla cultura della guerra che trasforma le persone in numeri e strumenti di potere. L’unico antidoto è la misericordia, capace di restituire dignità all’uomo e senso al suo futuro.
Non mancano spunti polemici riportati senza filtri, come la celebre battuta del Papa a chi gli chiedeva sulle donne cardinali: «Chi lo vuole soffre un po’ di clericalismo». Allo stesso modo Francesco non si risparmia nel criticare l’ideologia marxista, definendola «sbagliata», anche se durante il suo pontificato è stato bollato ripetutamente come filomarxista. Il Santo Padre non mancò di replicare che non si può fare di tutta l’erba un fascio, avendo conosciute persone buone che erano marxiste, ma non mancando di precisare quanto sbagliata fosse l’ideologia, seguendo a questo modo il pensiero e le linee pastorali dei suoi predecessori Pio XII e Giovanni XXIII.
Più volte il libro restituisce l’immagine di un Papa-pastore che non lascia nulla di intentato verso chi si sente smarrito, anche insegnando che solo il voler cercare è già un passo in avanti. Le testimonianze dei viaggi e degli incontri dimostrano questa convinzione: Papa Francesco sempre si affida con fiducia e si fida degli altri. Particolarmente toccanti le pagine che raccontano gli incontri con i deboli, i feriti o i malati. Il Santo Padre ha parlato sempre col cuore, in molte occasioni anche come conseguenza, soprattutto per ringraziare chi lo ha aspettato per ore per ascoltarlo e vederlo, ossia per chi lo ha «accolto nella sua casa», non mancando di precisare più volte di sentirsi lui stesso arricchito dall’esperienza e dalla speranza da lui ricevuta come dono di grazia in questi incontri.
Nelle riflessioni sulla sofferenza dei bambini, non offre risposte teoriche: il Papa piange, condivide il dolore, mostrando una compassione cristiana che va oltre ogni discorso, seguendo l’immagine di un Cristo che ha sofferto e pianto sulla Croce in silenzio, o esprimendo solo poche parole, anche perché non sempre si può avere una risposta per tutto, molti elementi, anche diversi drammi della sofferenza umana, come della vita e della morte, rimangono avvolti in parte nel mistero.
L’opera di Andrea Tornielli può interessare non solo gli studiosi di questioni ecclesiali, ma chiunque voglia comprendere il senso di un pontificato complesso, reso non poco complicato dall’evento che lo ha preceduto, la rinuncia di Benedetto XVI, oltre al delicatissimo assetto geopolitico mondiale caratterizzato da focolai di pericolose guerre aperti ovunque. L’Autore restituisce così il ritratto di un uomo che ha scelto di stare vicino alla gente, con uno stile pastorale e umano a tratti apparso anche insolito, per molti persino stravagante, ma che ha segnato la storia contemporanea della Chiesa, generando apprezzamento in molti e smarrimento in altri. Se però ci pensiamo bene questa è la storia di tutti i Pontefici, perlomeno di quelli che, più che dagli schemi, uscivano da quella quieta mediocrità che tende ad accontentare tutti per non scontentare nessuno. Francesco ne ha sicuramente scontentati molti e, forse, solo questo è sufficiente a non fare di lui un tranquillo mediocre, ma una figura molto complessa e complicata nella sua apparente semplicità. Il tutto a riprova che l’uomo, ogni uomo, rimane per gran parte un mistero, compreso l’uomo Jorge Mario Bergoglio, compreso il Sommo Pontefice Francesco. Poi ci sono quelli che hanno sempre una risposta per tutto, ma questa è altra faccenda, o per meglio dire … beati loro!
dall’Isola di Patmos, 4 settembre 2025
______________________________
THAT POPE FRANCIS TO BE DISCOVERED, NARRATED BY ANDREA TORNIELLI
A key element without which a realistic reading of a personality and a complex figure like that of Jorge Mario Bergoglio would not be easy: Francis is the first Roman Pontiff ordained a priest after the Second Vatican Council and for this reason, unlike his four predecessors, he does not feel the need to defend or justify this last great assembly of the Church.
— books and reviews—
Author: Jorge Facio Lince President of the Patmos Island Editions
With his latest literary work,Francesco. Il Papa della misericordia (Piemme, 2025), Andrea Tornielli offers readers a work that transcends mere biography, going beyond the more or less hagiographical exaltations often dedicated to the figures of the Supreme Pontiffs. In his measured and precise narrative, the Author, who knew and associated with Jorge Mario Bergoglio years before his election to the sacred throne, offers a highly engaging, direct account, without engaging in fictionalized stories aimed at stirring the audience’s emotions. A sober chronicle, typical of this Author’s style, capable of bringing out the most authentic and human dimension of the Roman Pontiff, who passed away only a few months ago.
One of the most interesting elements is the reconstruction of the time between Benedict XVI’s resignation and the subsequent conclave. The Author immerses the reader in the atmosphere that reigned among the cardinals, lending the book historical value by precisely and rigorously documenting the days preceding Francis’s election, a meticulous work already accomplished in his extensive historical biographies of the 20th-century Supreme Pontiffs. Following this well-established style, his “Francis: The Pope of Mercy” offers a linear account of events, choices, words, and gestures.
Andrea Tornielli also highlights a key element without which a realistic reading of a personality and a complex figure like Jorge Mario Bergoglio would be difficult: Francis is the first Roman Pontiff ordained a priest after the Second Vatican Council, and for this reason, unlike his four predecessors, he feels no need to defend or justify the Church’s last great assembly; for him, it is an integral part of ecclesial life, which must be experienced simply as such. This aspect profoundly marked his pontificate: the Council was no longer something to be explained, or even justified if necessary, as Benedict XVI had to do on several occasions, but a reality accepted and experienced naturally.
Attention is also focused on various details of the life of Cardinal Jorge Mario Bergoglio, later the Supreme Pontiff Francis, paying attention to memories linked to particular anniversaries, family situations, or even simple phrases expressed in previous meetings, or to putting the interlocutors at ease, creating a family atmosphere.
The descriptions remain faithful to the facts, never descending into those sentimental narrative devices so in vogue today, when one decides to extol the real or imagined qualities of the “dearly departed”. But it is precisely in this decisive and precise account that one glimpses the Pope’s true strength, highlighted by the author’s acumen: the ability to reach out to everyone, especially those suffering or experiencing difficulty.
Some personal episodes are also recounted, such as the illness and death of the Author’s parents and the constant closeness and concern of Pope Francis, a sign of a relationship that transcends roles, demonstrating and teaching that, when you want to be close to someone, it doesn’t matter who you are or what position you hold, because if you want, you can always find time for a simple gesture, like a phone call or a quick text message.
The pages unfold with many other details characterizing the personalities of Jorge Mario Bergoglio the man and the Supreme Pontiff Francis: from the criticism of contemporary culture based on values contrary to life, previously denounced by the Supreme Pontiffs John Paul II and Benedict XVI as a «culture of death», to Francis’s references to the concept of a «throwaway culture», the plight of the elderly abandoned in a sort of silent euthanasia, the pain of abortions that «break the link with the future», the “theory” of gender contrary to nature, or the exasperated environmentalism that sees humanity as a problem or a virus to be eliminated. For Pope Francis, on the other hand, humanity remains the administrator and guardian of creation, called to transform what we receive into a living culture.
The theme of peace also occupies a central place. For Francis, disarming arsenals is not enough because «we must first disarm the minds» that is, consciences, from the culture of war that transforms people into numbers and instruments of power. The only antidote is mercy, capable of restoring dignity to humanity and meaning to its future.
There is no shortage of unvarnished polemical points, such as the Pope’s famous quip to those who asked him about female cardinals: «Whoever wants one suffers a bit from clericalism». Likewise, Francis is very strict in his criticism of Marxist ideology, calling it «mistaken», even though he was repeatedly branded a Marxist during his pontificate. The Holy Father did not fail to retort that one cannot tar everyone with the same brush, having known good people who were Marxists, but he did not fail to point out just how mistaken the ideology was, thus following the thinking and pastoral guidelines of his predecessors Pius XII and John XXIII.
The book repeatedly portrays a Pope-shepherd who leaves no stone unturned for those who feel lost, even teaching that simply seeking is a step forward. The testimonies of his travels and encounters demonstrate this conviction: Pope Francis always trusts and entrusts himself to others. Particularly moving are the pages that recount his encounters with the weak, the wounded, or the sick. The Holy Father always spoke from the heart, often as a consequence, especially to thank those who waited for hours to hear and see him, that is, those who «welcomed him into their home». He also repeatedly emphasized that he himself felt enriched by the experience and hope he received as a gift of grace in these encounters.
In his reflections on children’s suffering, he offers no theoretical answers: the Pope weeps, shares the pain, demonstrating a Christian compassion that transcends all discourse, following the image of Christ who suffered and wept on the Cross in silence, or expressing only a few words, also because one cannot always have an answer for everything; many elements, even the various tragedies of human suffering, as of life and death, remain partly shrouded in mystery.
Andrea Tornielli’s work may be of interest not only to scholars of ecclesiastical affairs, but also to anyone seeking to understand the meaning of a complex pontificate, made more than a little complicated by the event that preceded it, the act of renunciation of Benedict XVI, as well as the extremely delicate global geopolitical order characterized by dangerous wars raging everywhere. The Author thus paints a portrait of a man who chose to be close to the people, with a pastoral and humane style that at times seemed unusual, even extravagant to many, yet one that has marked the contemporary history of the Church, generating appreciation in many and confusion in others. However, if we think about it carefully, this is the story of all Pontiffs, at least those who, rather than following the norm, emerged from that quiet mediocrity that tends to please everyone so as to displease no one. Francis has certainly displeased many, and perhaps this alone is enough to make him not a quiet mediocre man, but a highly complex and complicated figure in his apparent simplicity. All of this proves that man, every man, remains largely a mystery, including the man Jorge Mario Bergoglio, including the Supreme Pontiff Francis. Then there are those who always have an answer for everything, but that’s another matter, or rather… lucky them!
From the Island of Patmos, 4 September, 2025
______________________________
ESE PAPA FRANCISCO POR DESCUBRIR NARRADO POR ANDREA TORNIELLI
Francisco es el primer Romano Pontífice ordenado sacerdote después del Concilio Vaticano II y por esto; a diferencia de sus cuatro predecesores, no siente la necesidad de defender o justificar la última gran asamblea de la Iglesia. Para él, es un elemento que constituye parte integrante del vivir eclesial, que como tal debe ser vivido. Este aspecto marca profundamente su pontificado: el Concilio ya no es algo que se debe explicar, o incluso, si es necesario justificar como había hecho Benedicto XVI en varias ocasiones, sino una realidad asumida y vivida con naturalidad.
—Libros y reseñas—
Author: Jorge Facio Lince President de la Editiones de La Isla de Patmos
.
Con su última obra literaria Francisco. El Papa de la misericordia (Piemme, 2025), Andrea Tornielli ofrece a los lectores una obra que trasciende la simple biografía, yendo mucho más allá de ciertas exaltaciones de circunstancia, más o menos hagiográficas, dedicadas a menudo a las figuras de los Sumos Pontífices. Con su narrativa, medida y precisa, el Autor, quien conoció y frecuentó a Jorge Mario Bergoglio años antes de su elección al sagrado solio, ofrece un relato directo muy interesante, sin intentar historias noveladas miradas a tocar la emotividad del público. Una crónica sobria, como es en el estilo de este Autor, capaz de hacer emerger la dimensión más auténtica y humana del Romano Pontífice muerto hace pocos meses.
Uno de entre los elementos más interesantes, es la reconstrucción del tiempo transcurrido desde el acto de renuncia de Benedicto XVI al sucesivo cónclave. El Autor introduce al lector en la atmósfera que existía entre los cardenales, dando al libro con ello, un valor histórico; porque documenta con precisión y rigor los días que precedieron la elección de Francisco. Un trabajo meticuloso ya hecho por el Autor en sus pasadas biografías ricas históricamente de los Sumos Pontífices del siglo XX. Siguiendo este estilo ya consolidado, con Francisco. El Papa de la misericordiaofrece el Autor, un relato lineal de hechos, elecciones, palabras y gestos.
Andrea Tornielli destaca un elemento clave sin el cual no sería fácil la lectura realista de una personalidad y de una figura compleja como es la del hombre Jorge Mario Bergoglio: Francisco es el primer Romano Pontífice ordenado sacerdote después del Concilio Vaticano II y por esto; a diferencia de sus cuatro predecesores, no siente la necesidad de defender o justificar la última gran asamblea de la Iglesia. Para él, es un elemento que constituye parte integrante del vivir eclesial, que como tal debe ser vivido. Este aspecto marca profundamente su pontificado: el Concilio ya no es algo que se debe explicar, o incluso, si es necesario justificar como había hecho Benedicto XVI en varias ocasiones, sino una realidad asumida y vivida con naturalidad.
También se presta atención a varios detalles de la vida del Cardenal Jorge Mario Bergoglio, luego del Sumo Pontífice Francisco: prestando atención a los recuerdos relacionados con fechas de conmemoraciones especiales, situaciones familiares, o incluso a simples frases dichas durante en encuentros anteriores, o al hacer que sus interlocutores se sientan cómodos, creando un ambiente familiar.
Las descripciones se mantienen fieles a la realidad de los hechos, sin caer nunca en esos artificios narrativos sensibleros, tan en boga en la comunicación actual, cuando se decide exaltar las cualidades verdaderas o presuntas del “querido difunto”. Pero es precisamente en esta crónica decisiva y precisa se vislumbra la verdadera fuerza del Papa, resaltada por la perspicacia del Autor: la capacidad de acercarse a todos, en particular a quién sufre o se encuentra en un momento de dificultad.
En la obra también son narrados algunos episodios personales del Autor, como la enfermedad y la muerte de sus padres y la constante cercanía e interés del Papa Francisco. Signo de una relación que superaba los roles, manifestando y enseñando que, cuando se quiere estar cerca de alguien, no importa quién seas ni qué posición revistes, porque si se quiere, siempre se puede encontrar el tiempo para un gesto sencillo, como una llamada telefónica o un pequeño mensaje de texto.
En las páginas del escrito, se suceden muchos otros detalles que caracterizaban de la personalidad del hombre Jorge Mario Bergoglio y del Sumo Pontífice Francisco: desde la crítica a la cultura contemporánea basada en valores contrarios a la vida ya denunciada precedentemente por los Sumos Pontífices Juan Pablo II y Benedicto XVI como «cultura de la muerte»; para continuar con las referencias de Francisco al concepto de «cultura del descarte»: los dramas de ancianos abandonados en una especie de eutanasia silenciosa, el dolor por los abortos que «rompen el vínculo con el futuro»; La «teoría» del género contraria al dato natural; o el ecologismo exasperado que ve al hombre como problema o virus que hay que eliminar. Para el papa Francisco, al contrario, el hombre sigue siendo administrador y custodio de la creación, llamado a transformar lo que recibe en cultura viva.
El tema de la paz ocupa un lugar central. Para Francisco no basta desarmar los arsenales porque «ocurre desarmar antes las “mentes”», es decir las conciencias de la cultura de la guerra que transforma a las personas en números e instrumentos de poder. El único antídoto para ello es la misericordia, capaz de restituir dignidad al hombre y sentido a su futuro.
No faltan temas polémicos tratados sin filtros, como la célebre ocurrencia del Papa a quien le preguntaba sobre mujeres cardenales: «Quien lo quiere sufre un poco de clericalismo». Del mismo modo, Francisco no se ahorra en criticar la ideología marxista, calificándola de «erronea», aunque durante su pontificado ha sido tildado repetidamente de filo-marxista. El Santo Padre no dejó de replicar que no se puede hacer de toda la hierba un fajo, habiendo conocido personas buenas que eran marxistas, pero sin dejar de precisar cuán equivocada era la ideología. Siguiendo de este modo el pensamiento y las líneas pastorales de sus predecesores Pío XII y Juan XXIII.
En varias ocasiones, el libro restituye la imagen de un Papa-pastor que no deja nada sin intentar por aquellos que se siente perdidos, enseñando incluso qué el simple hecho de querer buscar es ya un paso adelante. Las crónicas de los viajes y de los encuentros demuestran esta convicción: Papa Francisco siempre confía en los demás y se entrega a ellos con confianza. Son particularmente conmovedoras las páginas que narran los encuentros con los débiles, los heridos o los enfermos. El Santo Padre siempre ha hablado con el corazón: en muchas ocasiones como resultado sobretodo en agradecer a quienes lo había esperado por horas para escucharlo y verlo; es decir a quienes lo habían «acogido en su casa», sin dejar de precisar en muchas ocasiones que se sentía así mismo enriquecido por la experiencia y por la esperanza que había recibido como un don de gracia durante estos encuentros.
En las reflexiones sobre el sufrimiento de los niños, no ofrece respuestas teóricas: el Papa llora, comparte el dolor, mostrando una compasión cristiana que va más allá de cualquier discurso, siguiendo la imagen de un Cristo que sufrió y lloró en la Cruz en silencio, o expresando solo unas pocas palabras. Y esto porque no siempre se puede tener una respuesta para todo como son los dramas del sufrimiento humano de la vida y de la muerte que permanecen envueltos en parte por el misterio.
La obra de Andrea Tornielli puede interesar no solo a los estudiosos de cuestiones eclesiales, sino a cualquiera que desee comprender el sentido de un pontificado complejo, ya de por si complicado en gran medida por el acontecimiento que lo precedió la renuncia de Benedicto XVI; además de la delicada situación geopolítica mundial caracterizada por focos de peligrosas guerras abiertas por todas partes. El Autor restituye así el retrato de un hombre que ha elegido estar cerca de la gente, con un estilo pastoral y humano a veces insólito para muchos, e incluso extravagante para otros; pero que ha marcado la historia contemporánea de la Iglesia, generando aprecio en muchos y desorientación en otros. Sin embargo, si se piensa bien, esta es la historia de todos los Pontífices, por lo menos de aquellos que, más que por los esquemas, salían de aquella quieta mediocridad que tiende a complacer a todos para no descontentar a nadie. Francisco sin duda ha seguramente descontentado a muchos y, quizá solo esto, basta para no convertirlo en un tranquilo mediocre, sino en una figura muy compleja y complicada en su aparente simplicidad. Todo ello demuestra que el hombre, cada hombre, sigue siendo en su mayor parte un misterio, incluso el hombre Jorge Mario Bergoglio, incluso el Sumo Pontífice Francisco. Luego están los que siempre tienen una respuesta para todo, pero eso es otra cuestión, o para decirla en otra forma… ¡bienaventurados ellos!
4 de septiembre de 2025
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/12/Jorge-Isola-piccola2.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Jorge Facio Lincehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngJorge Facio Lince2025-09-04 22:23:462026-02-20 12:48:47Quel Papa Francesco da scoprire narrato da Andrea Tornielli – That Pope Francis to be discovered, narrated by Andrea Tornielli
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/Padre-Ivano-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Ivanohttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ivano2025-09-04 19:11:022025-09-04 23:19:08L’amaro caso del presbitero Paolo Zambaldi della Diocesi di Bolzano-Bressanone: cronaca di una morte annunciata
PAGARE DI TASCA PROPRIA PER LAVORARE GRATIS È UN PRIVILEGIO CHE SOLO POCHI “ELETTI” POSSONO PERMETTERSI
Nella sua opera De rerum natura Tito Lucrezio Caro rivolge una critica alla religione indicandola come fonte che genera paura, superstizione e sofferenza, impedendo all’uomo di giungere alla vera felicità, od a quella conoscenza della verità — come afferma il Beato Apostolo Giovanni — che ci renderà liberi. Concetto al quale si rifarà Karl Marx con il celebre aforisma «la religione è l’oppio dei popoli». Avevano ragione tutti e due, Tito Lucrezio Caro e Karl Marx …
Duole lasciarsi andare alle geremiadi, specie quando si è consapevoli che non servono a niente, solo a manifestare comprensibile disagio fine a se stesso.
Nell’ottobre del 2024 questa nostra rivista ha compiuto 10 anni di attività, nel corso dei quali ha offerto servizi che possono essere più o meno condivisibili per contenuti e impostazioni, ma di indubbia qualità, cosa riconosciuta persino dai nostri avversari e da coloro che non la pensano come noi.
In un mondo cattolico sempre più devastato dal fideismo, da forme di millenarismo dal sapore esoterico, inquinato al presente da tutte le vecchie eresie di ritorno, i Padri de L’Isola di Patmos hanno sempre offerto un servizio improntato sul più aderente ossequio al deposito della fede, alla dottrina e al magistero della Chiesa, combattendo all’occorrenza pericolose derive e recuperando nel corso degli anni non poche persone che si erano smarrite al seguito di vari ciarlatani che oggi abbondano a dismisura, specie grazie ai social media.
Pochi mesi fa si è concluso un complesso pontificato reso complicato da un contesto geopolitico mondiale delicatissimo, il giudizio sul quale spetterà alla storia, che potrà darlo solo in futuro, forse anche tra molti anni. Un pontificato nel corso del quale diverse persone, già di per sé immature e fragili nella fede, sono andate totalmente fuori strada mettendosi in marcia dietro preti usciti fuori equilibrio, finiti sospesi a divinis, scomunicati o persino dimessi dallo stato clericale, seguiti, a loro volta, da laici senza arte né parte che si sono improvvisati ecclesiologi, canonisti e teologi in stuzzicante salsa complottistica alla Dan Brown de noartri. La nostra ultradecennale missione pastorale su L’Isola di Patmos si è incentrate principalmente sul richiamo all’unità con Pietro e sotto Pietro, a prescindere dagli evidenti difetti dell’uomo Jorge Mario Bergoglio, senza dimenticare che sotto vari aspetti, quel rozzo pescatore galileo scelto da Cristo in persona, non eletto da un conclave di cardinali, a suo tempo si rivelò molto peggiore di tanti pontefici problematici della storia, sia sul piano pastorale che su quello dottrinale, basti pensare a quando giurando e imprecando rinnegò Cristo (cfr. Mt 26, 69-75) o quando ad Antiochia fu redarguito da Paolo su questioni legate alla dottrina della fede (cfr. Gal 2, 11-21)
Premesso che nella vita nulla è dovuto, che tutto va meritato e che tutto è una grazia, va detto però che la mancanza di generosità da parte delle persone — a partire dalle non poche alle quali abbiamo fatto del bene —, induce a prendere atto che l’opera pastorale portata avanti dal 2014 da un gruppo di sacerdoti e teologi forse non merita di essere sostenuta. Per questo suscitano in noi particolare amarezza — ed è difficile negare il nostro sacerdotale disagio in tal senso — le numerose persone che i Padri de L’Isola di Patmos hanno aiutato e sostenuto nel corso degli anni, sanando le loro ferite doloranti dopo che erano state ingannate da “santoni”, “santuzze” e “veggenti”, dinanzi ai quali non esitarono ad aprire i loro portafogli come fossero fisarmoniche, gli stessi che sono rimasti invece chiusi ermeticamente dinanzi alla nostra opera alla quale non hanno mai versato un euro.
C’è poco da stupirsi, sappiamo com’è solito agire quello che una volta si chiamava popolino, già lo sapeva Giovanni Boccaccio quando nel lontano XIV secolo immortalò nel Decameronla paradigmatica Novella 10 dedicata a Frate Cipolla. Basta inebriarlo, il popolino, con la garanzia del vero “segreto” di Fatima finalmente svelato dopo essere stato tenuto nascosto dalla Chiesa bugiarda e mentitrice; oppure ubriacarlo con i “dieci segreti” che una Gospa logorroica e ripetitiva, ormai affetta da evidente demenza senile, avrebbe dato a un gruppo di scaltri zingari bosniaci che grazie a questa grande truffa del Novecento si sono fatti le budella d’oro; oppure drogarlo con qualche madonna che batte i piedi come una narcisista isterica mandando a dire da qualche altro visionario fulminato che vuole essere proclamata a tutti i costi corredentrice e che smercia anch’essa “segreti” in giro per la orbe terracquea, in attesa del magico e definitivo trionfo del suo cuore immacolato. Ebbene sì, diamo questi generi di oppiacei al popolino ed ecco aprirsi come per magico incanto i portafogli. Così avveniva nella Certaldo boccaccesca del XIV secolo così avviene oggi nel Terzo Millennio.
Nella sua opera De rerum naturaTito Lucrezio Caro rivolge una critica alla religione indicandola come fonte che genera paura, superstizione e sofferenza, impedendo all’uomo di giungere alla vera felicità, od a quella conoscenza della verità — come afferma il Beato Apostolo Giovanni — che ci renderà liberi (cfr. Gv 8, 32). Concetto al quale si rifarà Karl Marx con il celebre aforisma «la religione è l’oppio dei popoli». Avevano ragione tutti e due, Tito Lucrezio Caro e Karl Marx, sbagliavano però sia il concetto che il termine confondendo la fede con il fideismo dei beoti al seguito di Frate Cipolla, che nulla hanno da spartire con la purezza della fede, da loro vilipesa e trasformata in parodia grottesca tra madonne parlanti, madonne piangenti, segreti rivelati, profezie catastrofiche e via dicendo a seguire.
Siamo arrivati alla conclusione, triste ma realistica, che in fondo questa gente si merita i vari Frate Cipolla capaci a suscitare in loro pruriti morbosi, facendogli uscire fuori soldi come gli incantatori fanno uscire il serpente dalla cesta al suono dell’ipnotico pungi.
Il paradosso è che L’Isola di Patmos non è un fallimento, tutt’altro: è un successo straordinario e a tratti incredibile. La mole di visite è pari a una media di oltre tre milioni al mese, l’anno 2024 si è chiuso con quasi quaranta milioni di visite totalizzate. Presto detto: se solo lo 0,1% di questi visitatori ci avesse donato un euro, le spese di gestione sarebbero totalmente coperte e ne avremo persino d’avanzo per qualche opera di carità.
Chiunque s’intenda solo un po’ di certi aspetti tecnici, con pochi colpi d’occhio coglie immediatamente la qualità del sito che ospita la nostra rivista, a partire dalla grafica. Offrire la versione stampabile degli articoli, la audio-lettura, spesso anche la traduzione degli stessi in tre lingue, comporta un lavoro redazionale notevole, tutto svolto dai Padri a titolo puramente gratuito. Certo, fa specie che nel corso di un anno solare non si riesca a raccogliere neppure la metà del necessario per il pagamento delle spese vive di gestione e che puntualmente si debba provvedere di tasca nostra al sopraggiungere delle scadenze di pagamento. Perché impiegare le proprie personali risorse per avere il raro privilegio di lavorare gratis per le persone che prendono e non danno, o che dopo avere dato agli scaltri incantatori di serpenti, una volta finito il suono del piffero e con esso l’effetto ipnotico vengono a piangere da noi per essere aiutate e sostenute, è davvero una gran soddisfazione, anzi: è proprio un privilegio, lavorare gratis et amor Dei per queste persone! Ma siamo preti e per quanto tanta sarebbe la voglia, mettere queste persone alla porta, come meriterebbero, è contro la nostra natura ontologica sacerdotale.
L’Isola di Patmos sta concludendo il proprio undicesimo anno di attività senza mai avere conosciuto flessioni ma solo un continuo incremento, lo prova l’alto numero di visite che a partire dal 2016 ci ha obbligati a spostare il sito su un server-dedicato, che costituisce la maggior voce di spesa annuale seguita dalle altre spese per i vari abbonamenti quali l’acquisto dei programmi grafici, audio, video, sistemi di sicurezza… Insomma, stiamo parlando di qualche cosa che funziona e che funziona anche molto bene, ma che non dispone dei mezzi di sussistenza. Per questo abbiamo deciso di darci un altro anno di tempo: se a settembre del 2026 non avremo raccolto tutto il necessario per sostenere le spese del successivo anno 2027, o se non troveremo un ente pubblico o privato disposto a finanziarci, concluderemo la nostra felice e proficua esperienza di apostolato chiudendo la rivista L’Isola di Patmos, conservando sempre il ricordo indelebile di questa esperienza bellissima vissuta nell’unione cattolica d’intenti in piena comunione tra un gruppo di sacerdoti che hanno cercato di testimoniare il Cristo vivo e vero. Come però insegna il Beato Apostolo Paolo nella sua epistola al discepolo Timoteo:
«Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero» (II Tm 4, 1-4).
E quel giorno oggi è venuto, purtroppo, riteniamo di averne fatto triste spesa anche noi. Però, anche in questo caso, il Santo Vangelo ci insegna:
«Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi».
Dall’Isola di Patmos 31 agosto 2025
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a:
Edizioni L’Isola di Patmos
Agenzia n. 59 di Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione,
la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
.
.
.
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2025/08/Padre-Ariel-foto-2025-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-09-01 14:54:132025-09-01 14:54:13Pagare di tasca propria per lavorare gratis è un privilegio che solo pochi “eletti” possono permettersi
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2024/11/Padre-Eneas-De-Camargo-Bete-150X150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Eneas De Camargo Betehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngEneas De Camargo Bete2025-08-31 16:21:122025-08-31 20:10:07Il mostro di Frankenstein e i pericoli del transumanesimo moderno – Frankenstein’s monster and the dangers of modern transhumanism – O monstro de Frankenstein e os perigos do transumanismo moderno
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/Padre-Ivano-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Ivanohttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ivano2025-08-17 21:20:542025-08-17 21:20:54Riscoprire la filosofia della cura: dall’accudimento alla persona al prendersi cura delle possibilità
DICIASSETTE ANNI, UBRIACA E DROGATA, VIOLENTATA ALLE QUATTRO DI NOTTE. TUTTA COLPA DEL PATRIARCATO
Se una ragazza di 17 anni esce drogata e ubriaca dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo a due pusher tunisini di essere accompagnata a casa perché non si regge in piedi, alle spalle ha due disgraziati che hanno miserabilmente fallito come genitori ed educatori. Però bisogna dare la colpa al patriarcato, al maschilismo, alla società, volendo persino agli alieni e ai rettiliani, è più semplice e comodo, pur di non assumersi la responsabilità dei nostri disastrosi fallimenti familiari e sociali.
In un angolo d’Italia una ragazza di 17 anni è uscita dalla discoteca alle quattro di notte senza essere in grado di mettersi alla guida della sua microcar con la quale era giunta attorno alle 22, tanto era ubriaca e fatta di cocaina.
Decide di lasciare la sua minivettura nel parcheggio della discoteca e chiedere un passaggio a due ragazzi sconosciuti, dei ventenni tunisini con vari precedenti penali per questioni legate allo spaccio di droga. Mentre erano per strada i due si fermano e, visto che c’erano, decidono di stuprarla.
Dinanzi a questo fatto vanno subito chiarite alcune cose: se una ragazza di 17 anni drogata e ubriaca chiede di essere accompagnata a casa da due sconosciuti alla quattro della notte perché non si regge in piedi, nessuno ha il diritto di stuprarla. Detto questo la devastante correttezza politica imperante non consente però di affermare che per inverso, se una ragazza di 17 anni non vuole correre seri rischi eviterà di uscire ubriaca e drogata dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo un passaggio a due sconosciuti. Questa seconda affermazione non è lecita da farsi, perché non è letta come un invito alla prudenza ma come tentativo di limitare la libertà di certi giovani ai quali deve essere concesso tutto, nel bene e soprattutto nel male. Se poi accade qualcosa, a quel punto si vanno a ricercare le colpe negli altri.
Gravissimo errore indicare i due violentatori come tunisini, è puro razzismo. Bisogna nascondere la loro nazionalità per evitare discriminazioni e se dovesse venire fuori affrettarci a precisare che potevano essere anche due stupratori italiani, perché col surreale “potevano essere”, la vittima sarà sicuramente molto meno traumatizzata per lo stupro subìto. Ma soprattutto va chiarito che lo stupro consumato è colpa del patriarcato. Per saperne di più, o per montare tutte le proteste ideologiche e mediatiche del caso, basterà chiamare Elena, sorella della povera Giulia Cecchettin e suo padre Gino, ormai specializzati a invocare di tutto e di più, dal patriarcato al maschilismo, pur di non ammettere che se una ragazza di 17 anni esce drogata e ubriaca dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo a due pusher tunisini di essere accompagnata a casa perché non si regge in piedi, alle spalle ha due disgraziati che hanno miserabilmente fallito come genitori ed educatori. Però bisogna dare la colpa al patriarcato, al maschilismo, alla società, volendo persino agli alieni e ai rettiliani, è più semplice e comodo, pur di non assumersi la responsabilità dei nostri disastrosi fallimenti familiari e sociali.
Dall’Isola di Patmos, 17 agosto 2025
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a:
Edizioni L’Isola di Patmos
Agenzia n. 59 di Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione,
la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
.
.
.
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-08-17 12:19:222025-08-17 22:38:31Diciassetti anni, ubriaca e drogata, violentata alle quattro di notte. Tutta colpa del patriarcato
È DA OLTRE MEZZO SECOLO CHE SI CERCA DI GIUSTIFICARE LA QUALUNQUE CON LA TEORIA DEI PONTEFICI INGANNATI, NON INFORMATI, MESSI DINANZI A FATTI COMPIUTI …
Ci sono momenti in cui piacerebbe che le cose stessero in altro modo e che la colpa fosse degli altri. Diamo quindi pure la colpa al cardinale maltese Mario Grech, senza però dimenticare che il Sommo Pontefice dà l’assenso.
Ho provato sincera tenerezza nel leggere sul portale Informazionecattolica.it un articolo breve ma incisivo, scritto e argomentato bene, nel quale si spiega che il discusso Giubileo LGBT sarebbe il classico colpo basso a totale insaputa del Santo Padre Leone XIV. Scrive l’Autore:
«C’è un’arte tutta curiale che consiste nel far dire al Papa ciò che il Papa non ha mai detto. Non si tratta di falsificare parole, ma di costruire scenografie. Inviti strategici, incontri fotografati, sorrisi immortalati, e il gioco è fatto: il giorno dopo i titoli saranno pronti, e il messaggio sarà lanciato – anche se il Pontefice non ha cambiato una virgola della dottrina» (cfr. articolo QUI).
ci sono momenti in cui piacerebbe che le cose stessero in altro modo e che la colpa fosse degli altri. Diamo quindi pure la colpa al cardinale maltese Mario Grech, senza però dimenticare che il Sommo Pontefice dà l’assenso. E Leone XIV non è Francesco, parla e legge inglese, a seguire spagnolo e italiano quasi come madrelingua. Presumo sappia che certi gesti hanno grande risonanza, se però non lo sa, o se non arriva a capirlo, in tal caso sarebbe un ingenuo. Poi, fosse anche trascinato dentro a certi giochi avrebbe comunque modo di correggerli o redarguire chi ce l’ha tirato dentro a sua insaputa, è già accaduto in passato con diversi suoi predecessori.
Ormai io sono “vecchio”, questo modo di fare, da una parte e dall’altra non mi appartiene più, per questo decisi a suo tempo di salvare la mia fede e la mia vocazione ritirandomi a vita eremitica.
Ancóra una volta pare che il nostro Padre Ariel abbia fatto centro, quando pochi giorni dopo l’elezione del Pontefice regnante concluse così un articolo che invito a rileggere oggi con gli occhi del presente:
«Dio benedica il Romano Pontefice, visto che in questa condizione di disastro potrebbe fare poco o niente. Però, dinanzi a una situazione disperata come la nostra, averci provato anche senza riuscirci, costituirà già merito di grazia e salvezza, attraverso la gloria del cristologico fallimento» (cfr. articolo QUI).
Dall’Eremo, 17 agosto 2025
.
.
Grotta Sant’Angelo in Ripe (Civitella del Tronto)
.
Visitate la pagina del nostro negozio librario QUI e sostenete le nostre edizioni acquistando e diffondendo i nostri libri.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2023/06/monaco-eremita-piccolo-.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Monaco Eremitahttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngMonaco Eremita2025-08-17 10:22:302025-08-17 22:39:52È da oltre mezzo secolo che si cerca di giustificare la qualunque con la teoria dei Pontefici ingannati, non informati, messi dinanzi a fatti compiuti …
SILERE NON POSSUM E QUELLA PAROLA TABÙ CHE NON RIESCE PROPRIO A PRONUNCIARE: “OMOSESSUALITÀ”
Non ce la fa proprio, l’uomo della verità, a pronunciare questa parola tabù: “omosessualità”, neppure quanto si tratta di una storia così banale e penosa di omosessualità clericale e marchette.
– Le brevi dei Padri de L’Isola di Patmos –
Autore Redazione de L’Isola di Patmos
.
Il Capo della Banda della Sileriana che dedica 18 minuti di video al caso di un giovane a suo dire problematico, equivale al bue che dà del cornuto all’asino.
La storia: un canonico della Papale Basilica di Santa Maria Maggiore si invaghisce di un giovane efebico che decide di mantenere. Lo ha fatto per filantropia o male intesa carità cristiana? Non è dato sapere, ma una cosa è certa: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva Giulio Andreotti usando questa frase presa in prestito dal Cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani (cfr. QUI).
L’uomo della verità e delle prove inconfutabili torna così a prestare la propria faccia — sempre più tondeggiante, dalla quale è ormai sfiorita l’aria d’adolescente efebico allo scocco dei trent’anni — per sferrare come suo stile un attacco al cianuro, nel corso del quale non è stato capace neppure a sospirare le due parole sulle quali nasce e si regge tutta storia: un ecclesiastico omosessuale da una parte e un giovane mantenuto dall’altra.
Non ce la fa proprio, l’uomo della verità e delle prove inconfutabili, a pronunciare questa parola tabù: “omosessualità”, neppure quando si tratta di una storia così banale e penosa di omosessualità clericale e marchette.
Dall’Isola di Patmos, 16 agosto 2025
.
I nostri precedenti articoli sulla Banda della Sileriana:
– 16 agosto 2025 —SILERE NON POSSUM E QUELLA PAROLA TABÙ CHE NON RIESCE PROPRIO A PRONUNCIARE: “OMOSESSUALITÀ” (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 agosto 2025 — C’È DI MEZZO UN OMOSESSUALE? ALLORA SILERE NON POSSUM DIFENDE ANCHE L’INDIFENDIBILE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 29 marzo 2025 — SEMPRE A PROPOSITO DI SILERE NON POSSUM: DAL “HOMBRE VERTICAL” AI “PIGLIANCULO” E “QUAQUARAQUÀ” DI LEONARDO SCIASCIA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 21 marzo 2025 — SILERE NON POSSUM E LA STORIA DI QUELLA SARTINA CONVINTA DI POTER DARE LEZIONI DI ALTA MODA A GIORGIO ARMANI (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 12 febbraio 2025 — L’OPOSSUM STA ALLA CONOSCENZA DEL VATICANO COME ÉVA HENGER STA ALLA CASTITÀ E COME IL SUO DEFUNTO MARITO RICCARDO SCHICCHI STA ALL’OPERA CONFESSIONES DI SANT’AGOSTINO (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 15 gennaio 2025 — AI CONFINI CLERICALI CON LA REALTÀ: LA DONNA SOFFRE DELL’INVIDIA FREUDIANA DEL PENE, L’OPOSSUM DELL’INVIDIA DI MATTEO BRUNI DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 20 gennaio 2025 — L’OPOSSUM IGNORA CHE UNA SUORA PUÒ DIVENTARE TRANQUILLAMENTE GOVERNATORE DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, COME GIÀ LO FU GIULIO SACCHETTI(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 22 novembre 2024 — LA NOMINA EPISCOPALE DI RENATO TARANTELLI BACCARI. QUANDO GLI AFFETTI DA CARCINOMA AL FEGATO, CARICANO ALL’ATTACCO CHI TACER NON PUÒ(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 31 maggio 2024 — UNA NOTA DI PADRE ARIEL SUL SITO SILERE NON POSSUM: «MOLESTO COME UN RICCIO DI MARE DENTRO LE MUTANDE» (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 8 dicembre 2023 — A CHI SI RIFERISCE MARCO FELIPE PERFETTI AFFERMANDO DAL SITO SILERE NON POSSUM «QUA IN VATICANO … NOI IN VATICANO …», SE IN VATICANO NON CI PUÒ METTERE NEMMENO PIEDE? (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 ottobre 2023 — È MORTO L’ARCIABATE EMERITO DI MONTECASSINO PIETRO VITTORELLI: LA PIETÀ CRISTIANA PUÒ CANCELLARE LA TRISTE VERITÀ?(per aprire l’articolo cliccare QUI)
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-08-16 00:03:432026-02-16 11:49:54“Silere non possum” e quella parola tabù che non riesce proprio a pronunciare: “omosessualità”
«MAGNIFICAT», IL GRANDE HARD ROCK DELLA BEATA VERGINE MARIA NELLA SOLENNITÀ DELL’ASSUNTA
Persino l’eresiarca Martin Lutero, che alla Beata Vergine fu sempre molto devoto — cosa che gran parte dei fedeli cattolici, ma pure molti studiosi ignorano —, nel 1521 compose un intenso libretto intitolato Il Magnificat tradotto in tedesco e commentato.
Nel giorno di Natale del 1886 il giovane scrittore e poeta, all’epoca agnostico, Paul Claudel, attraversa il portale di Notre Damede Paris e gli arriva all’orecchio il canto del Magnificat, testo evangelico della liturgia dei Vespri.
A seguire confesserà di essere uscito da quell’esperienza trasformato, destinato a diventare ormai il cantore della fede cristiana a tutti noto; molti conoscono il suo dramma: Annonce fait à Marie. Anni dopo, nel 1913, narrerà:
«In quel giorno credetti con una tale forza di adesione, con una tale elevazione di tutto il mio essere, con una convinzione così forte, con una tale certezza, con una tale assenza di dubbi che in seguito né i libri, né i ragionamenti, né le sorti di una vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede».
Il 15 agosto di ogni anno, il calendario ricorda la solennità dell’assunzione al cielo della Beata Vergina Maria, la madre del Signore, nonostante la diffusa denominazione secolarizzata di «Ferragosto». Ebbene, che si acceda in una cattedrale solenne come Notre Dame o in una piccola cappella sperduta fra i monti, ognuno, in questo giorno, sentirà proclamare quel canto del Magnificatche contraddistingue la Santa Messa di questa Solennità. Ecco il brano riportato dall’evangelista Luca.
«In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”. Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua» (Lc 1,39-56).
Maria, incinta di Gesù, mentre è in visita alla parente Elisabetta, incinta a sua volta di Giovanni Battista, intona questo inno straordinariamente lungo che Luca riferisce. È l’unica volta che le parole della Madre di Cristo si dilatano fino a comprendere ben 102 parole nel greco, compresi articoli, pronomi e particelle. Le altre volte, in tutto solo cinque, le frasi di Maria che i Vangeli riportano sono brevi e quasi stentate, come a Cana durante le nozze a cui partecipa anche suo Figlio: «Non hanno più vino» e «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2, 3.5). Seguiamo, allora, il flusso poetico di questa salmodia mariana intessuta su un palinsesto di allusioni bibliche.
Idealmente il canto è per solista e coro. Il primo movimento è intonato dall’«io» di Maria: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato all’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (Lc 1,46-49). Si chiede Origene (III° sec.):
«Che cosa aveva, la madre del Signore, di umile e di basso, ella che portava nel seno il Figlio di Dio? Dicendo: “Ha guardato l’umiltà della sua ancella”, è come se dicesse: ha guardato la giustizia della sua ancella, ha guardato la sua temperanza, ha guardato la sua fortezza e la sua sapienza» (Origene, Omelie su Luca).
Nel secondo movimento dell’inno entra la voce di un coro nella quale si innesta quella di Maria, proprio come una soprano che fa emergere il suo canto. È il coro dei cristiani, eredi di quei «poveri» dell’Antico Testamento, gli ענבים (‘anawîm), coloro che sono curvi, non solo sotto l’oppressione del potente, ma anche nell’umiltà dell’adorazione nei confronti di Dio, vincendo così la superbia dell’orgoglioso. Costoro, poveri socialmente, ma soprattutto fedeli e giusti, celebrano, unendosi idealmente alla voce di Maria, le particolari scelte divine che si differenziano dalle logiche mondane, privilegiando non il forte o il potente, ma l’ultimo e l’emarginato; ribaltando cosi le gerarchie storiche. L’Evangelista Luca, utilizzando il tempo greco aoristo chiamato «gnomico», perché fa riferimento a esperienze acquisite al di là del loro carattere temporale, descrive attraverso dei verbi in numero di sette, un numero che sta ad indicare la pienezza, le singolari scelte divine:
«Ha spiegato la potenza del suo braccio, / ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, / ha rovesciato i potenti dai troni, / ha innalzato gli umili, / ha ricolmato di beni gli affamati, / ha rimandato i ricchi a mani vuote, / ha soccorso Israele suo servo» (Lc 1,51-54).
È una logica costante di Dio che ritroviamo anche sulle labbra di Gesù: «Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16) e «Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14, 11).
Il fascino delle parole di Maria, nel Magnificat, si è impresso da allora nella spiritualità cristiana, informando la vita di molti santi e ha fatto scaturire una miriade di commenti di ogni genere e tantissime opere d’arte sia pittorica, che musicale. Persino l’eresiarca Martin Lutero, che alla Beata Vergine fu sempre molto devoto — cosa che gran parte dei fedeli cattolici, ma pure molti studiosi ignorano —, nel 1521 compose un intenso libretto intitolato Il Magnificat tradotto in tedesco e commentato.
Questo bellissimo canto del Magnificat è dalla Liturgia collocato come castone della Solennità della Assunzione di Maria che ovunque si celebra, in Oriente, come nell’Occidente cristiano. Poiché la Dormizione-Assunzione di Maria è un segno delle realtà ultime, di ciò che deve accadere in un futuro non tanto cronologico quanto di senso, un segno della pienezza cui i nostri limiti anelano: in lei intuiamo la glorificazione che attende il cosmo intero alla fine dei tempi, quando «Dio sarà tutto in tutti» (1Cor 15,28) e in tutto. Lei, la Vergine Maria, è la porzione di umanità già redenta, figura di quella terra promessa cui siamo chiamati, lembo di terra trapiantato in cielo. Un inno della Chiesa ortodossa serba canta Maria come «terra del cielo», terra ormai in Dio per sempre, anticipazione del nostro comune destino.
Vorrei concludere con le parole di una famosa preghiera con le quali San Francesco saluta Maria oggi ricordata Assunta in cielo:
«Ave Signora, santa regina, santa genitrice di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa / ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata insieme con il santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; / tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. / Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa. / Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre. / E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli / fedeli a Dio li rendiate» (FF 259-260).
Dall’Isola di Patmos, 15 agosto 2025
Solennità dell’Assunta
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a:
Edizioni L’Isola di Patmos
Agenzia n. 59 di Roma – Vaticano
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione,
la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
.
.
.
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-08-15 14:23:542026-02-20 12:52:11«Magnificat», il grande “hard rock” della Beata Vergine Maria nella solennità dell’Assunta
Babamın ikinci evliliğini yapmasıyla birlikte üvey kız kardeşe sahip oldum porno indir Yeni kız kardeşim tembelin teki porno izle ne okula gidiyor ne ders çalışıyor seks hikaye Bulduğu her fırsatta okulu ekiyor bedava porno aile bireyleri bu yüzden ona çok kızıyor brazzers porno Bugün evde kimsecikler yokken bahçede biraz spor yapayım dedim sex hikayeleri Şans eseri kız kardeşimi gördüm okula gitmemiş odasında saklanıyor rokettube Ona bağırdım ve zorla okula gitmesini sağladım türk porno Evden çıktığı vakit bahçede sporuma başladım porno Kısa bir süre sonra telefonuma evdeki alarmın devre dışı kaldığına dair bildirim geldi ensest hikayeler Karşımda çıplak durması ve tahrik edici konuşmalarıyla beni sekse ikna etti.
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.