«Guerra e propaganda ideologica» è il nuovo libro esplosivo dedicato dal Padre Ariel S. Levi di Gualdo al conflitto russo-ucraino

— negozio librario delle Edizioni L’Isola di Patmos —

«GUERRA E PROPAGANDA IDEOLOGICA» È IL NUOVO LIBRO ESPLOSIVO DEDICATO DAL PADRE ARIEL S. LEVI di GUALDO AL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO 

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È accettabile che sulle nostre reti televisive sia stato concesso di sera in sera, a esponenti del Popolo ucraino, di esortare gli italiani a compiere sacrifici per la loro improbabile vittoria contro il russo invasore? Ci rendiamo conto che ciò equivale a chiedere a un padre di famiglia, peraltro pure in modo imperioso e arrogante, di sacrificare i suoi figli per il bene dei figli degli altri? E Tutte queste persone hanno potuto esprimere simili assurdità con i conduttori televisivi che li lasciavano sproloquiare rimanendo in religioso silenzio e senza alcuna possibilità di un realistico e doveroso contraddittorio.

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Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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«GUERRA E PROPAGANDA IDEOLOGICA» Introduzione all’opera

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In questo nuovo libro il Padre Ariel S. Levi di Gualdo ha attinto alla sua passata formazione giuridica e geopolitica, unita alla sua successiva di teologo e di profondo conoscitore delle materie storiche. Un libro che potremmo definire “politicamente scorretto” in quanto vero. Perché oggi, parlare semplicemente di ciò che è vero e reale, non costituisce la norma ma rappresenta uno dei peggiori attentati alla correttezza politica della narrativa mainstream.

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Durante il conflitto russo-ucraino i telegiornali hanno trasmesso notizie parziali e di parte al punto da richiamare alla memoria dei meno giovani l’informazione di regime della Bulgaria degli anni Cinquanta del Novecento. I più seguiti talk show delle reti televisive Rai, Mediaset, La7 e Sky sono giunti ad assumere toni propagandistici così univoci da suscitare invidia a quelli che furono i notiziari di TeleKabul. Il tutto sempre ribadendo: «Nel nostro Paese c’è totale libertà di opinione e di informazione». In verità questo conflitto è una guerra di civiltà tra un regime post-comunista molto identitario che si è messo sulle difensive e delle decadenti liberal-democrazie ormai collassate e fallite».

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Nelle sue pagine l’Autore lascia percepire da subito che l’importante non è essere a favore o contro qualcuno, specie in un ambito insolitamente delicato come può esserlo un conflitto bellico, ma di ragionare. Solamente attraverso un ragionamento lucido e un serio approfondimento, si può giungere a partorire un’opinione pro o contro, oppure astenersi dal giudizio, quando non si hanno ancora tutti i necessari elementi per formularne uno.

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Questo libro è una sfida alla ragione e al tempo stesso una solenne sbugiardata della nostra informazione sempre più drogata dall’ideologia, come l’Autore chiarisce sin dall’inizio nella presentazione all’opera che potete leggere QUI.  

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Le Edizioni L’Isola di Patmos ringraziano la Casa di Produzione Eriador Film per averci gentilmente concesso l’immagine di copertina tratta da Il segreto di Italia, un film di Antonello Belluco di cui vi raccomandiamo la visione.

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Dall’Isola di Patmos, 3 maggio 2022 

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«Il cammino delle tre chiavi» romanzo fantateologico di Ariel S. Levi di Gualdo

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«IL CAMMINO DELLE TRE CHIAVI» ROMANZO FANTATEOLOGICO DI ARIEL S. LEVI di GUALDO 

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Avere tradotto in forma di romanzo, in bilico tra fantasy e distopico, l’essenza dei Novissimi, è un modo efficace ― a dire il vero geniale ― per riempire quel vuoto che ha reso sterile il Cattolicesimo, che da mezzo secolo brancola nel buio in un susseguirsi continuo di sperimentazioni autodistruttive. Novissimi è un termine bellissimo che unisce in forma catechetica e pastorale le realtà ultime di ogni cristiano in una prospettiva apocalittica intesa nel suo significato etimologico più genuino: rivelazione.

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Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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Raccontare alla luce della fede le vicissitudini della vita di un affermato professionista attraverso la lente dei Novissimi: una scelta d’altri tempi e un argomento piuttosto inusuale nel panorama cattolico attuale. È questo che propone l’Autore in questo romanzo fanta-teologico in bilico tra distopia e fantasy, ripercorrere in forma pastorale e catechetica i momenti fondamentali della vita spirituale di ogni cristiano per prepararlo responsabilmente a quelle realtà ultime — insegnategli molti decenni prima durante le tappe dell’iniziazione cristiana e poi disattese o dimenticate — però essenziali nella prospettiva apocalittica verso la rivelazione.

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Chi siamo, da dove veniamo, verso dove andiamo? Sono le domande esistenziali più profonde nella vita di ognuno di noi. Il cammino delle tre chiavi è un paradigma del viaggio che ciascun uomo è chiamato a percorrere attraverso le numerose tappe della propria esistenza terrena. Si nasce, si vive e si muore. Chi ne è consapevole sa di avere alle spalle un passato, di vivere un presente che scorre veloce e un futuro che si fa sempre più imminente, anzi è già qui e alla fine ci presenterà un conto, talora anche piuttosto salato.

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È questo il dramma della caducità della vita, una interminabile sequela di alterne esperienze. Sui piatti della bilancia ci sono da un lato gli affetti, le amicizie, le gioie, le emozioni, le soddisfazioni professionali, sull’altro lato pesano le delusioni, le sofferenze, le mortificazioni, le malattie e quelle tragedie che ciascuno di noi, crescendo, è chiamato ad affrontare.

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Ogni giorno le sempre più innovative applicazioni tecnologiche e la propaganda consumistica ci lusingano a vivere l’epoca della modernità, in un mondo ripiegato nell’edonismo più materialista dove l’apparenza e l’appagamento egoistico dei nostri piaceri e dei nostri bisogni hanno di fatto obnubilato la nostra essenza spirituale, la sola fondamentale ricchezza individuale, la capacità di pensare alle ragioni più profonde della nostra esistenza domandandoci il perché, quale sia il nostro ruolo nella creazione.

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Quest’opera letteraria segna la maturità umana e spirituale di Ariel S. Levi di Gualdo, raffinato teologo dogmatico e storico del dogma, che unendo alle sue competenze teologiche la profonda conoscenza della psiche umana, traduce con maestria in romanzo i temi esistenziali profondi e misteriosi del protagonista, uomo di successo, in cui ciascuno di noi si può facilmente identificare. Narratore di riconosciuto talento sin dalla pubblicazione del suo romanzo storico Nada te turbe, l’Autore riesce a condurre il Lettore attraverso spazi e paesaggi concreti dove si susseguono i dialoghi dei personaggi, facendo gustare, di quadro in quadro, anche i particolari più minuti e crudi delle debolezze umane, dove spesso ama nascondere con artifici originali e mai scontati gli insegnamenti più profondi della religione cattolica.

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Questa presentazione è stata realizzata da Jorge Facio Lince e Ettore Ripamonti

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Dall’Isola di Patmos, 20 dicembre 2021

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Le Edizioni L’Isola di Patmos ringraziano la pittrice romana Anna Boschini autrice della copertina realizzata da un suo quadro a olio su tela e donato all’Autore per questa sua pubblicazione editoriale.

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Prossime pubblicazioni in uscita:

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narrativa (mese di gennaio):

LE ULTIME LACRIME DI GIULIANO, Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P.

 

 

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Novità editoriale: «Il segno di Caino» fede e tatuaggi nella storia un connubio possibile? Andiamoci molto cauti a demonizzare i tatuaggi. Un imperdibile libro di Padre Ivano Liguori

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NOVITÀ EDITORIALE: «IL SEGNO DI CAINO» FEDE E TATUAGGI NELLA STORIA UN CONNUBIO POSSIBILE? ANDIAMOCI MOLTO CAUTI A DEMONIZZARE I TATUAGGI. UN IMPERDIBILE LIBRO DI PADRE IVANO LIGUORI

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Con questo suo libro Padre Ivano Liguori rende un servizio ai cattolici, giovani e meno giovani, attraverso una analisi storico-antropologica che dissipa tanti dubbi. Anzitutto spiegando che non si può definire il tatuaggio a cuor leggero come un “marchio satanico”, ignorando che esiste una antica tradizione della tatuatura cristiana, legata anche ai pellegrinaggi, al termine dei quali nel passato, ma anche oggi, presso le località dove si trovano celebri Santuari e luoghi di culto, i pellegrini si fanno imprimere un “marchio” come segno del loro cammino di fede, che in molti ha segnato delle vere ri-conversioni e il loro ritorno nel seno della Chiesa. 

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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I Padri de L’Isola di Patmos non esitano a trattare argomenti sui quali spesso si preferisce sorvolare, non altro per non avere problemi. Ciò che volendo potremmo chiamarlo Complesso di Don Abbondio.

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Poi ci sono persone, cattolici inclusi o soggetti che si credono tali, che con l’avvento di Internet e dei social media credono di potersi formare una conoscenza solida saltando da un blog all’altro. A quel punto finiscono per udire i cori degli Angeli dove gli Angeli non possono cantare, oppure vedere il Demonio ― che è persona, esiste e opera oggi più che mai ― dove il Demonio non c’è.

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Con questo suo libro Padre Ivano Liguori rende un servizio ai cattolici, giovani e meno giovani, attraverso una analisi storico-antropologica che dissipa tanti dubbi. Anzitutto spiegando che non si può definire il tatuaggio a cuor leggero come un “marchio satanico”, ignorando che esiste una antica tradizione della tatuatura cristiana, legata anche ai pellegrinaggi, al termine dei quali nel passato, ma anche oggi, presso le località dove si trovano celebri Santuari e luoghi di culto, i pellegrini si fanno imprimere un “marchio” come segno del loro cammino di fede, che in molti ha segnato delle vere ri-conversioni e il loro ritorno nel seno della Chiesa.

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cliccare sull’immagine per ingrandire la quarta di copertina

Poi, che certi satanisti facciano altro uso del tatuaggio, ciò non toglie a questo segno una valenza cristiana antica e profonda da molti ignorata.

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Argomento sul quale l’Autore fa chiarezza, quello della demonologia, invitando a non vedere il Demonio dove non c’è, ma a cercare di capire dove davvero bivacca e opera e a difendersi da lui:

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«Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il Diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi» [I Pt 5, 8-9].

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I libri dei nostri Autori, caratterizzati da alta qualità di contenuto, mirano a dissipare tanti dubbi e leggende metropolitane a volte anche molto pericolose, ad accrescere nel sapere e aiutare verso un cammino di fede cosciente e matura. Tutto questo non possono darvelo certo Facebook, Twitter e Instagram, né si può acquisire saltando freneticamente da un blog all’altro. Acquistando i nostri libri sosterrete il lavoro apostolico dei Padri, la  rivista e le Edizioni L’Isola di Patmos. Ma soprattutto, in occasione di questo Santo Natale, potete fare a delle persone care un bel regalo, un regalo di qualità. 

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Dall’Isola di Patmos, 12 dicembre 2021

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narrativa (mese di dicembre):

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Novità editoriale: «Dal Prozan al Prozac» un libro di Ariel S. Levi di Gualdo e Ivano Liguori sul naufragio del disegno di legge contro la omotransfobia

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NOVITÀ EDITORIALE: «DAL PROZAN AL PROZAC» UN LIBRO DI ARIEL S. LEVI di GUALDO E IVANO LIGUORI SUL NAUFRAGIO DEL DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA OMOTRANSFOBIA

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«È possibile che il mondo LGBT sia abitato solo da povere vittime e da nessun carnefice? È possibile che per un prete indegno affetto da turbe psichiche, reo di avere molestato degli adolescenti, l’intera Chiesa Cattolica sia esposta alla pubblica gogna, mentre gli stessi giornalisti d’inchiesta e conduttori televisivi non oserebbero mai ― e non osano per paura ― di andare a verificare che cosa accade con i minori a caccia di soldi in certi circoli gay?».

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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Nel 2018 fu presentato il disegno di legge contro la omotransfobia, approvato dalla Camera dei Deputati nel novembre 2020 e bocciato dal Senato nell’ottobre 2021. Disegno al quale la Chiesa Cattolica e i Vescovi d’Italia non si sono mai opposti. Infatti, molto prima che certe proposte giungessero alla Camera e al Senato, il Catechismo della Chiesa Cattolica condannava in modo deciso e preciso ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali nella edizione del 1992.

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A opporsi e a lanciare l’allarme che il testo nascondeva tra le righe la figura del reato d’opinione sono stati giuristi e politici laici, bollandolo senza mezzi termini come «proposta di legge liberticida».

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Gli Autori dell’opera, Ariel S. Levi di Gualdo e Ivano Liguori, nella loro veste di presbiteri e teologi hanno espresso più volte le loro opinioni sul delicato tema, offrendo riflessioni ai Lettori della nostra rivista L’Isola di Patmos, raccolte oggi in questo libro ornato di espressioni esilaranti e profetiche rivolte alle lobby gay ideologizzate da Paolo Poli, grande maestro del teatro italiano.

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Di recente, in questa collana, è stato pubblicato Il golpe del politicamente corretto, un saggio di Francesco Mangiacapra che analizza con grande lucidità anche il tema della proposta di legge sulla omotransfobia, di cui vi consigliamo la lettura.

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Nella introduzione a questo loro libro i due Autori scrivono:

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i padri Ivano Liguori e Ariel S. Levi di Gualdo, autori del libro: Dal Prozan al Prozac

«Noi che siamo due presbiteri e teologi non ci siamo mai tirati indietro ― lo dimostrano le nostre pubblicazioni ―, quando l’ossequio alla verità imponeva di rivolgere pubbliche e severe critiche al mondo ecclesiale ed ecclesiastico. E se qualche volta, per avere detto solo la verità, ne abbiamo pagate le conseguenze, è stato un tributo più che accettabile. Della verità siamo infatti annunciatori e fedeli servitori, con tutto ciò che può comportare.

Adesso proviamo a immergerci nella realtà: vi è mai capitato di udire nei vari talk show televisivi ― che non potrebbero essere tali in assenza di quote gay ―, un rappresentante LGBT che rivolge pubbliche e severe critiche al suo mondo?

È possibile che il mondo LGBT sia composto unicamente da persone fantastiche e al di sopra di tutte le righe? È possibile che il mondo LGBT sia abitato solo da povere vittime e da nessun carnefice? È possibile che per un prete indegno affetto da turbe psichiche, reo di avere molestato degli adolescenti, l’intera Chiesa Cattolica sia esposta alla pubblica gogna, mentre gli stessi giornalisti d’inchiesta e conduttori televisivi non oserebbero mai ― e non osano per paura ― di andare a verificare che cosa accade con i minori a caccia di soldi in certi circoli gay?

Nel mondo LGBT va tutto bene, è tutto perfetto? Quella che il Santo Dottore Agostino indica come la Gerusalemme Celeste, forse ha la propria angelica sede naturale in certi circoli gay? È questo che rende surreali e non credibili certe frange LGBT ideologizzate e radicalizzate. E qualcuno, a gruppi così ripiegati nelle emotività irrazionali, intendeva dare anche una legge per chiudere la bocca e perseguire penalmente chi non la pensa come loro?

Rivolgere certi quesiti non costituisce istigazione all’odio verso gay, lesbiche e transessuali. Si tratta semplicemente di considerarli per ciò che sono: esseri umani come tutti gli altri, nel bene e nel male. Ma se fanno lobby e pretendono di presentarsi come persone senza ombra di macchia, o peggio come una corporazione di intoccabili, in quel caso sarà opportuno non dargli in mano certe leggi e lasciarli sguazzare nello stagno della loro onirica perfezione, dove tutto è buono e idillico, perché tutti i cattivi e i persecutori stanno solo dall’altra etero-parte.

Noi non esitiamo a mettere in luce i difetti della nostra Chiesa visibile e del suo clero, guardando sempre all’uomo in quanto tale, al quale mai abbiamo chiesto patenti di eterosessualità o di omosessualità, accettandolo e amandolo per quello che è, come Gesù Cristo lo ha accolto e amato. Perché noi viviamo nel mondo del reale, consapevoli che la fede nasce dalla ragione, non dalle emotività irrazionali di un certo mondo arcobaleno».

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Un libro che racchiude una lezione di autentico liberalismo e di onestà intellettuale dalla prima all’ultima pagina, non perdetene la lettura [per aprire il file con il fronte e retro della copertina cliccare QUI]

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Dall’Isola di Patmos, 28 novembre 2021

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saggistica (mese di dicembre):

IL SEGNO DI CAINO, Ivano Liguori, Ofm. Capp.

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VIDEO – In diretta da “Il salone letterario” de “Il Monito”. Francesco Mangiacapra e Padre Ariel S. Levi di Gualdo

— I video de L’Isola di Patmos —

VIDEO – IN DIRETTA DA IL SALONE LETTERARIO DE IL MONITO : FRANCESCO MANGIACAPRA E PADRE ARIEL S. LEVI DI GUALDO

Questa mattina alle ore 11.30, il direttore editoriale Rosa Criscuolo ha realizzato questa bella intervista di ampio respiro culturale e umano

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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Dall’Isola di Patmos, 6 novembre 2021

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DAL PROZAN AL PROZAC, Ariel S. Levi di Gualdo — Ivano Liguori, Ofm. Capp.

IL SEGNO DI CAINO, Ivano Liguori, Ofm. Capp.

narrativa (mese di dicembre):

LE ULTIME LACRIME DI GIULIANO, Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P.

IL CAMMINO DELLE TRE CHIAVI, Ariel S. Levi di Gualdo 

 

 

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«Il golpe del politicamente corretto» un libro imperdibile di Francesco Mangiacapra che analizza anche i peli del re nudo politically correct

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«IL GOLPE DEL POLITICAMENTE CORRETTO» UN LIBRO IMPERDIBILE DI FRANCESCO MANGIACAPRA CHE ANALIZZA ANCHE I PELI DEL RE NUDO POLITICALLY CORRECT 

«Quando la democrazia viene corrosa dal cancro del politicamente corretto, essa si trasforma in dittatura delle minoranze, un regime antidemocratico il cui integralismo è costituito dal negazionismo della realtà oggettiva per privilegiare un fanatico senso estremo di rispetto verso tutti, nel quale, pur di non incappare in una potenziale offesa a discapito di determinate categorie di persone, si discrimina, si nega e si abiura la libertà di pensiero e di espressione delle maggioranze. 

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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Un omosessuale che non si identifica nella potente lobby gay finisce ostracizzato e riceve il plauso di quel pubblico sovranista e cristiano da loro tanto aborrito: questo è quanto è accaduto all’ex gigolò Francesco Mangiacapra, noto per aver presentato al Vaticano un dossier su cinquanta preti gay suoi ex clienti.

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«Il gigolò e l’amico prete» è la prefazione scritta per il libro di Francesco Mangiacapra da Padre Ariel S. Levi di Gualdo, fondatore delle Edizioni L’Isola di Patmos. E già questo è un programma [cliccare qui per aprire il PDF con la quarta di copertina]

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La cappa di piombo del “politicamente corretto” grava su una società indifferente alle vere violenze, ma pronta a esporre alla Gogna, per una battuta o una satira innocua, chi osa opporsi al pensiero unico. Sprezzanti la libertà di pensiero, si è giunti a proporre una legge che punisca non tanto parole opere e omissioni ma i pensieri dei non allineati. In Il golpe del politicamente coretto Mangiacapra analizza alcuni temi significativi della civiltà moderna, spaziando dalle dinamiche relative alle politiche sull’immigrazione, alla disfunzione degli organismi canonici verso una grande fetta di popolazione per favorirne una minoritaria; analizza l’ipocrisia dilagante del “politicamente corretto” e la disinvoltura con la quale questa viene diffusa offuscando le menti meno attente che si auto-sviliscono, abbracciando filosofie di pensiero che spesso portano a limitare la facoltà di giudizio e di espressione di chi si lascia coinvolgere in questo vortice di finto perbenismo.

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«Quando la democrazia viene corrosa dal cancro del politicamente corretto» afferma Mangiacapra: «essa si trasforma in dittatura delle minoranze, un regime antidemocratico il cui integralismo è costituito dal negazionismo della realtà oggettiva per privilegiare un fanatico senso estremo di rispetto verso tutti, nel quale, pur di non incappare in una potenziale offesa a discapito di determinate categorie di persone, si discrimina, si nega e si abiura la libertà di pensiero e di espressione delle maggioranze. Una tirannia che pretende di delegittimare la società civile della facoltà di opinare su qualsivoglia gruppo minoritario sociale, politico o religioso perché essi sono diventati tutti inoppugnabilmente sacri e intoccabili».

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Il saggio di Mangiacapra ha il pregio, anzitutto, di non essere un prodotto dettato dalla emotività, ma piuttosto una ricerca a lungo ponderata e perciò ricca di articolate analisi oggettive. Ne emerge una critica illuminante a una élite — il cui modus operandi è ormai assurto a sistema — che esige di regolare tutto in funzione della presupposta superiore capacità dei suoi membri di leggere e interpretare le problematiche psico-fisiche etiche e sanitarie della società attuale e conseguentemente di applicare le soluzioni — a loro dire — evolute, più idonee ed efficaci nell’interesse di certe, particolari minoranze, di cui si presentano come filantropici benefattori. La mentalità sottesa alla regola finisce per instaurare la dittatura della piccola minoranza, favorendo “il più intollerante”, di fronte a una maggioranza disattenta, flessibile, subdolamente circuita e poi vessata. Agiscono secondo una strategia sociopolitica molto precisa e sofisticata mediante la quale il fanatismo ideologico di pochi – che spacciano una serie di dogmi laici per imperativi etici – introduce di fatto un totalitarismo strisciante nella testa delle persone riuscendo a obnubilare il buon senso e l’interesse collettivo della maggioranza. Sono riconosciuti come difensori del politically correct e per questa presunta benemerenza sono sostenuti da campagne pubblicitarie e pseudo-informative ben orchestrate dai mezzi di comunicazione attraverso giornali, riviste, programmi culturali, d’inchiesta e di approfondimento, serie tv, film, talk show dove alcuni loro esponenti sono ospiti fissi, molto attivi sui social e seguiti da schiere di followers.

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A una lettura superficiale si potrebbe concludere che Mangiacapra proponga una visione misantropica, misogina e razzista della vita, ma in realtà l’oggetto della critica non è l’individuo singolo o la singola tematica ma la strumentalizzazione che una determinata fascia politica e intellettuale fa circa le tematiche più controverse della nostra epoca: l’Autore non odia le donne ma contesta il femminismo becero, non odia gli animali, ma contesta l’animalismo esacerbato, non odia gli stranieri ma contesta le politiche sconsiderate sugli stranieri. Chiaro è lo scopo di condurre dei ragionamenti che hanno l’obiettivo di smontare la propaganda nazionalpopolare che una certa intellighenzia vuole propinarci attraverso i mezzi di comunicazione.

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Un saggio politicamente scorretto in un regime dove il diritto di critica si è trasformato in “un’inversione dell’onere della prova”, e il buonismo imposto per legge assurge a dottrina ufficiale del totalitarismo liberal-democratico. Tematiche per le quali, da anni, l’attivista gay per l’autodeterminazione sessuale e i diritti civili, viene censurato sui social network e ostracizzato proprio dalla lobby delle stesse associazioni LGBT.

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Infine sono lieto di informare tutti i nostri lettori che a partire dalla stampa di questa opera, i libri in vendita sono disponibili sia con la consueta copertina flessibile che con la copertina rigida, come di seguito indicato:

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Dall’Isola di Patmos, 4 novembre 2021

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NOVITÀ – È stato ristampato il libro «Erbe Amare», inattaccabile e inattaccata critica storica al Sionismo politico che lanciò Ariel S. Levi di Gualdo come saggista nel 2006

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È STATO RISTAMPATO IL LIBRO «ERBE AMARE», INATTACCABILE E INATTACCATA CRITICA STORICA AL SIONISMO POLITICO CHE LANCIÓ ARIEL S. LEVI di GUALDO COME SAGGISTA NEL 2006

Da anni si parla d’Ebraismo senza gemere su quel che è diventato: un fenomeno alla deriva politica rivestito d’aura religiosa. Queste pagine guidano il Lettore in un viaggio nel mondo arcaico con stile avvincente e non privo d’ironia, attraverso narrazioni che sminuzzano la figura dell’ebreo assurto a icona della vittima oppressa

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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In copertina: Marc Chagall: Il rabbino di Vitebsk opera nota come L’ebreo in preghiera. Olio su tela, anno 1914. Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Venezia

La Shoah ha reso agli ebrei la purezza da tempo perduta dando vita al tabù sociale di una ebreolatria che impedisce di narrare alla piazza le nudità del re.

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Da anni si parla d’Ebraismo senza gemere su quel che è diventato: un fenomeno alla deriva politica rivestito d’aura religiosa. Queste pagine guidano il Lettore in un viaggio nel mondo arcaico con stile avvincente e non privo d’ironia, attraverso narrazioni che sminuzzano la figura dell’ebreo assurto a icona della vittima oppressa e svelando ottusità e fanatismi che hanno imposto al mondo equivalenze pericolose: Ebraismo uguale Stato d’Israele, antisionismo uguale antisemitismo, critica rivolta a una istituzione ebraica uguale aggressione antisemita da stroncare col braccio della legge …

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Originale la difesa del Sommo Pontefice Pio XII, attraverso l’esame di fatti storici che portano allo scoperto la psicologia motrice della locomotiva che traina da decenni il carico di falsità mirate a colpire la figura titanica di Eugenio Pacelli. Da questo studio articolato e approfondito costruito sulle fonti storiche, nasce un saggio autonomo dato alle stampe nel gennaio 2021 dalle nostre edizioni: Pio XII e la Shoah – Essere grati a chi ti ha salvato la vita è una umiliazione che alcuni non reggono.

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Meditando su un preludio di San Paolo Apostolo l’Autore conclude che la carità è paziente e benigna, non dispera e non si adira. La carità è dunque tante cose, compreso l’ossequio alla verità. E talvolta anche la critica è segno di carità, se animata da sentimenti costruttivi e correttivi.

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lo storico italiano Franco Cardini: «[…] quel silenzio imbarazzato e imbarazzante su Erbe Amare di Ariel S. Levi di Gualdo»

Gli storici indipendenti accolsero Erbe Amare con molto favore. L’insigne storico italiano Franco Cardini lo definì «un libro molto importante, una pietra miliare tra le monografie storiche di critica scientifica al Sionismo politico». Insomma, un libro che aveva osato con coraggio e che per questo era destinato a rimanere per divenire più attuale col trascorrere del tempo. Trascorso poco più di un anno dalla pubblicazione il Prof. Franco Cardini scrisse in un suo articolo del 21 settembre 2008:

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«[…] E pensiamo, ancora, al silenzio imbarazzato e imbarazzante che ha accolto il libro di Ariel S. Levi di Gualdo, Erbe amare (2007), una desolata monografia sul Sionismo che avrebbe dovuto invece venir accolto da un fuoco di fila di attacchi e di liberatorie confutazioni. Perché tutto ciò non è avvenuto? Perché da noi certi argomenti possono solo venire non già discussi, bensì solo zittiti o demonizzati?».

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saggistica:

L’ERESIARIO, Leonardo Grazzi 

narrativa:

IL CAMMINO DELLE TRE CHIAVI, Ariel S. Levi di Gualdo

 

 

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Nuovo libro di Padre Ariel S. Levi di Gualdo – «Pio XII e la Shoah: essere grati a chi ti ha salvato la vita è una umiliazione che alcuni non reggono»

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NUOVO LIBRO DI PADRE ARIEL S. LEVI di GUALDO — «PIO XII E LA SHOAH: ESSERE GRATI A CHI TI HA SALVATO LA VITA E UNA UMILIAZIONE CHE ALCUNI NON REGGONO»  

Tra pochi giorni ricorrerà la Giornata in Memoria della Shoah, che vuol dire fare memoria di tutte le vittime, inclusi Santi, Sante e Testimoni della fede cattolica morti nei lager nazisti assieme agli ebrei, tutti quanti accomunati dall’appartenenza allo stesso genere umano, tutti quanti vittime della terribile «banalità del male» [Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, publishing 1963]

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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clicca sull’immagine di copertina per accedere al negozio

Gli Ebrei braccati dai nazisti e messi in salvo dalla Chiesa Cattolica hanno attestato per tutta la vita devota riconoscenza a Pio XII. Appresso giunsero poi i nipoti sionisti dei sopravvissuti alla Shoah, nati vent’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, perlopiù ex comunisti trasmigrati con cinico opportunismo nei partiti della Destra dopo la caduta del Muro di Berlino, che li lasciò orfani inconsolabili e smarriti di Karl Marx. Una rozza compagine che a partire dal 1967 comincia ad attaccare la figura del Pastor Angelicus con libri, articoli, documentari e film costruiti su falsi storici generati da cieco odio ideologico verso il Cattolicesimo e il Papato.

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E fu così che un esercito di nipoti privi di misura e di senso del ridicolo comincia a smentire le testimonianze dei loro nonni sopravvissuti ai campi di sterminio, che equivale a dire:

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«Nonno, perché ti ostini a credere a ciò che hai visto e vissuto, anziché credere a quello che io ti racconto?».

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PROLOGO

tratto dall’opera: Pio XII e la Shoah 

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Questo libro costituisce il V Capitolo della mia corposa opera di saggistica Erbe Amare, il secolo del Sionismo, scritto un ventennio fa tra il 1998 e il 2002.

Nel corso degli anni successivi, in attesa di trovare un editore interessato a pubblicare il mio lavoro, ho inserito di tanto in tanto alcuni aggiornamenti legati perlopiù a nuovi fatti di attualità di particolare interesse. Il libro fu pubblicato alla fine del 2006 ed è stato distribuito con buoni riscontri di pubblico e vendite fino al 2014, quando ritirai all’Editore i diritti di pubblicazione per questioni sulle quali soprassiedo in virtù del mio spirito di carità cristiana.

Erbe Amare è un’articolata trattazione nella quale opero anzitutto una netta separazione tra il Movimento Sionista, fenomeno politico nato agli inizi del Novecento nella stagione dei rigurgiti nazionalisti e l’Ebraismo, che è la religione dell’entità spirituale del Popolo d’Israele.

Chi equipara l’antisionismo all’antisemitismo agisce ad absurdum.

La piaga dell’antisemitismo non può essere usata per difendere le ideologie del Sionismo, che restano criticabili, a partire dalla creazione dello Stato d’Israele, nato attraverso delle modalità che è lecito analizzare e all’occorrenza disapprovare sul piano storico e politico.

Quando scrivevo questo libro la crisi israelo-palestinese era particolarmente accesa e le Comunità Ebraiche della diaspora attive nella difesa di qualsiasi politica portata avanti dallo Stato d’Israele, senza esitare a reagire in modo irrazionale, ma anche aggressivo e offensivo.

Infatti, non pochi ebrei e istituzioni ebraiche della diaspora, col pretesto di difendere l’Ebraismo e di mantenere viva la memoria della Shoah, cercavano di legittimare in ogni modo l’ideologia e le politiche del Movimento Sionista riparandosi dietro ai campi di sterminio nazisti e tacitando a questo modo ogni voce avversa, quindi equiparando l’antisionismo all’antisemitismo.

In quegli anni, in Italia, tutto questo era aggravato dalla situazione politica interna. I partiti della Destra, in particolare Alleanza Nazionale erede del vecchio MSI-DN (Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale), nutriva forte il bisogno di rifarsi una verginità dinanzi alla storia e liberarsi da accuse di legame con le vecchie radici ideologiche fasciste.

Accadde così che nelle elezioni amministrative e politiche che si svolsero tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Nuovo Millennio, i partiti della Destra cominciarono a candidare noti esponenti delle Comunità Ebraiche italiane. Il tutto rasentò davvero il tragicomico, perché certi candidati erano personaggi che sino a pochi anni prima militavano nel vecchio Partito Comunista. Altri provenivano addirittura dalle file della sinistra più radicale, da Lotta Continua a Democrazia Proletaria.

Così, dinanzi alle domande, ma anche agli sfottò del tutto comprensibili a loro rivolti, questi ex comunisti, se non peggio ex membri della sinistra radicale, per giustificare le loro candidature nei partiti della Destra replicavano di essersi candidati «… perché Alleanza Nazionale difende lo Stato d’Israele».

Erbe Amare non è mai stato contestato nel merito dei contenuti. E quando più volte fui invitato a dei dibattiti, tutti gli interlocutori che avrebbero potuto cogliere l’occasione per cercare di smentirmi pubblicamente si rifiutarono di partecipare. Di solito ciò avviene in due diverse occasioni: quando l’Autore è un ignorante che solleva questioni illogiche e analisi insensate che rendono impossibile il confronto, oppure quando espone fatti e verità impossibili da smentire che inducono a evitare il pubblico confronto.

Diversi Lettori mi hanno di recente suggerito di prendere il V Capitolo dedicato alla figura di Pio XII e pubblicare un saggio dedicato allo specifico tema. Ho accolto il consiglio e pubblicato questo saggio a sé stante intitolato: Pio XII e la Shoah.

A questo riguardo desidero chiarire che all’epoca della stesura del testo ero semplicemente uno studioso impegnato ad approfondire i miei studi di ricerca in ambito storico, giuridico e socio-politico e l’idea di farmi prete era allora piuttosto lontana dalle mie aspirazioni …

La grazia della vocazione al sacerdozio mi ha “folgorato” parecchio dopo quando l’opera Erbe Amare era da anni cosa fatta, tenuta alcuni anni nel cassetto, poi pubblicata alla fine del 2006. Il Sacro Ordine Sacerdotale l’ho ricevuto a Roma ancora dopo, il 1° maggio 2010.

Sarebbe pertanto ridicolo se qualche singolo o istituzione che mai hanno protestato nel corso degli anni passati, decidesse di farlo per questa riedizione perché oggi sono diventato nel frattempo un presbitero e un teologo cattolico.

Questa delicata trattazione storica si apre con la frase di un nipote che dice:

«Nonno, perché ti ostini a credere a ciò che hai visto e vissuto, anziché credere a quello che io ti racconto?».

Partendo da questa battuta dimostro come gli ebrei messi in salvo da Pio XII si profusero nel corso degli anni in devoti e riconoscenti ringraziamenti, a partire dalle loro Autorità religiose e laiche, per seguire con le massime autorità politiche del neonato Stato d’Israele.

Fin quando giunsero i loro nipoti sionisti filo-israeliani, nati vent’anni dopo la fine della guerra, ex comunisti militanti emigrati per convenienza politica nella Destra, che attraverso libri e articoli privi di dignità storica cominciano a smentire quel che i loro nonni avevano dichiarato come protagonisti e testimoni oculari, rendendo al Sommo Pontefice Pio XII tutti i più alti onori.

Siccome è parecchio difficile credere al principio di casualità, ricordo che certi attacchi a raffica su Pio XII nascono a partire dal 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, quando la Santa Sede fece sentire la propria voce condannando gli atti di violenza e l’occupazione dei Territori palestinesi da parte dell’Esercito Israeliano.

A partire da allora cominciano a essere costruite assurde falsità su Pio XII seguiti da leggende nere smentite dai reali dati storici. E mentre numerose Comunità Ebraiche della diaspora strepitavano e urlavano all’antisemita contro chiunque osava rivolgere critiche alle politiche discriminatorie portate avanti dal “perfetto”, “divino” e “paradisiaco” Stato d’Israele, al tempo stesso era però consentito pubblicare libri che infamavano Pio XII sin dal titolo di copertina: Il Papa di Hitler[1]. Con le riviste e i mensili periodici d’informazione delle Comunità Ebraiche che a questi libri facevano pubblicità prima ancora che entrassero in distribuzione.

Gli artefici di questo gioco al massacro, non bramano condannare alcune pagine, o certi personaggi poco edificanti che hanno attraversato anche la storia della Chiesa, come quella di tutte le più disparate società civili e religiose del presente e del passato. Bramano condannare in una sorta di nuovo Processo di Norimberga la Chiesa Cattolica nella sua interezza, portata sul banco degli imputati come vi fu portato il Nazismo nel dopoguerra. Soprattutto, quel che di fondo bramano, è condannare le verità di fede che la Chiesa annuncia.

Non rendersi conto di questo, per i cattolici è molto rischioso. Purtroppo se ne accorgeranno quando gravi danni ricadranno sulla Chiesa intera, trascinata come una associazione criminale alla sbarra degli imputati al nuovo Processo di Norimberga, dove non sarà condannata sulla base di prove e verità, come accadde per il Nazismo, ma di false leggende nere create dal peggior negazionismo storico mosso da distruttivo odio anti-cattolico.

Quando in una stagione del tutto diversa della mia vita scrissi Erbe Amare, mentre ricoprivo uno status che non era il mio attuale, da allora sono trascorsi due decenni. Oggi devo dire che le erbe sono divenute ancora più amare, anzi forse velenose.

Gennaio 2021

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[1] Cfr. Opera del giornalista britannico John Cornwell, edizione italiana Garzanti, 1999.

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ERBE AMARE, IL SECOLO DEL SIONISMO (IIª ed.), Ariel S. Levi di Gualdo

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LIBRI DI NATALE ― Due nuovi romanzi nella collana di narrativa de L’Isola di Patmos: «La nuova terra» e «Nonna non raccontava la favole»

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LIBRI DI NATALE ― DUE NUOVI ROMANZI NELLA COLLANA DI NARRATIVA DE L’ISOLA DI PATMOS: «LA NUOVA TERRA» E «NONNA NON RACCONTAVA LE FAVOLE» 

Alle porte del Natale le Edizioni L’Isola di Patmos offrono ai Lettori due pregevoli ed edificanti opere di narrativa di Emilio Biagini e Maria Antonietta Novara.

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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Emilio Biagini (Genova 1941), già professore ordinario di geografia alla Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari, è autore di numerose opere di saggistica e oltre cento articoli scientifici. Ha trascorso lunghi periodi di studio negli Stati Uniti, in India, nel Sud Africa, in Gran Bretagna e in Irlanda. Ma la sua vocazione è sempre stata quella letteraria. Ha pubblicato tre romanzi: La luce (2006), Labirinto oscuro (2008), La pioggia di fuoco (2012, con la moglie Maria Antonietta coautrice), Il prato alto. Storia romanzata dell’Austria (2019-2020, pure con la moglie Maria Antonietta coautrice), due volumi di racconti L’uomo in ascolto (2008), Montallegro ed altri racconti (2013) e vari volumi di pièces teatrali satiriche.

Alle porte del Natale Le Edizioni L’Isola di Patmos offrono ai Lettori due pregevoli opere di narrativa.

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La Nuova terra, romanzo di Emilio Biagini, è un viaggio denso di fascino che inizia dal Sud Africa e prende forma con la narrazione magistrale della vita e della storia dei due personaggi chiave, muovendosi dall’antico Continente Africano sino al vecchio e non sempre accogliente Continente Europeo.

Tra queste righe il dramma dell’apartheid non è narrato da un saggista né da un socio-politologo, ma dalla vita vissuta e dalla fede di due figure destinate a lasciare nel Lettore un tenero segno indelebile.

… Al di là del tempo esiste la vera realtà, dove il ridicolo e maledetto principe di questo mondo, che tanto meglio riesce ad operare quanto più gli stolti credono che non esista, non ha più alcun potere. Poiché tutte le cose del passato non esistono più, dove inizia la nuova terra. Là tutte le lacrime sono asciugate e tutti i dubbi e le miserie cancellati per sempre.

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Nonna non raccontava le favole, romanzo di Maria Antonietta Novara Biagini, prende avvio da scenari di tardo Ottocento inizi Novecento per poi condurre il Lettore nella contemporaneità. L’Autrice, con linguaggio semplice e diretto, con capacità narrative avvincenti, ripercorre nella memoria un susseguirsi minuzioso ed articolato di quadri familiari vissuti nella vecchia Genova e nelle vicine località costiere, sino a farne cogliere le vive atmosfere, i suoi vecchi vicoli e i sentimenti della sua gente. Un secolo di ricordi, di fatti, di occasionali incontri, di circostanze liete e di episodi tragici che hanno riguardato nel corso degli anni i numerosi componenti della famiglia – gioie, sofferenze e dolori di cui la nonna è stata protagonista e testimone  –-  vicissitudini personali e familiari che risultano fortemente intrecciate con le vicende storiche italiane del XX secolo.

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Maria Antonietta Novara Biagini, genovese, dopo la maturità classica conseguita all’Istituto delle Suore dell’Assunzione si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, senza giungere al conseguimento della laurea, preferendo occuparsi della sua famiglia, invece di abbandonarla in mano a “truppe mercenarie”. Questo le ha consentito di potersi dedicare a molti interessi culturali, viaggiando per varie parti del mondo e approfondendo al tempo stesso una formazione cattolica solida e controcorrente. È sposata col Prof. Emilio Biagini, autore di diverse pubblicazioni. Ha pubblicato il volume di racconti L’albero sacro (2010), insieme al marito il romanzo La pioggia di fuoco (2012) e un volume di Satire clericali (2014), formato da racconti e atti unici e illustrato dalla pittrice Elena Pongiglione [Copertina: olio su tela, opera della pittrice romana Anna Boschini – Vitarte Studio].

Una nonna, quella narrata dall’Autrice, che non raccontava le favole, come invece si potrebbe credere.

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Prossime pubblicazioni in uscita:

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narrativa:

IL CAMMINO DELLE TRE CHIAVI, Ariel S. Levi di Gualdo

saggistica:

ATTI E MISFATTI DEGLI APOSTATI, Ester Maria Ledda

 

 

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NOVITÀ ― L’aspirina dell’Islam moderato. Quando l’Europa inventa ciò che non esiste e nega il pericolo reale

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NOVITÀ ― «L’ASPIRINA DELL’ISLAM MODERATO. QUANDO L’EUROPA INVENTA CIÒ CHE NON ESISTE E NEGA IL PERICOLO REALE» 

I nuovi colonizzatori musulmani hanno scoperto un sistema più efficace della spada e della guerra per giungere alla conquista delle popolazioni degli infedeli: servirsi della democrazia e di quei principi intangibili della laicità degli stati che pure rigettano, ma di cui fanno ampio uso per imporsi nei Paesi dell’Occidente.

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Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

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il libro è in distribuzione dal 3 novembre

Libro dedicato alla memoria di Oriana Fallaci «ragazza terribile e profeta inascoltato», queste pagine sono un atto anzitutto di coraggio. Per molto meno abbiamo assistito di recente ai tragici eventi delle teste decapitate in una Europa non più in grado di controllare il fenomeno di quella violenza che prende vita dalla cultura islamica. 

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l’Islam è per sua struttura violento e non può dialogare col Cristianesimo, né assimilare i principi della democrazia e della laicità degli Stati, incompatibili con la sua stessa essenza. I nuovi colonizzatori musulmani hanno scoperto un sistema più efficace della spada e della guerra per giungere alla conquista delle popolazioni degli infedeli: servirsi della democrazia e di quei principi intangibili della laicità degli stati che pure rigettano, ma di cui fanno ampio uso per imporsi nei Paesi dell’Occidente. In un’Europa priva d’identità che sprezza le proprie radici cristiane in odio a sé stessa, che ha eretto a valori intangibili il diritto all’aborto e all’eutanasia, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso e la possibilità che due uomini possano adottare bambini o acquistarli da un utero in affitto, i musulmani hanno già vinto. Perché sanno chi sono e da quali radici provengono, perché posseggono quella fierezza di appartenenza che noi europei, ubriachi di dogmi laicisti, abbiamo distrutto.

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Dall’Isola di Patmos, 3 novembre 2020

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LA NUOVA TERRA, Emilio Biagini

NONNA NON RACCONTAVA FAVOLE, Maria Antonietta Novara

saggistica:

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