IL GENIO DI VAURO: LA TRAGEDIA ISREAELO-PALESTINESE TUTTA IN UNA VIGNETTA
Epoche ormai passate, quando, pur con tutte le differenze del caso, talora persino abissali, le pagine culturali di più alto livello si potevano leggere su Il Manifesto, L’Unità, L’Osservatore Romano e La Civiltà Cattolica.
– Le brevi dei Padri de L’Isola di Patmos –
Autore Redazione de L’Isola di Patmos
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Alla domanda: in che cosa consiste il genio? Potremmo rispondere in vari modi: geniale è chi riesce a esprimere tutto con una sola pennellata: una frase, una immagine, in questo caso una vignetta apparentemente satirica.
L’autore è Vauro Senesi, storico vignettista del quotidiano Il Manifesto, dove ha lavorato per lunghi anni a fianco di editorialisti di grande spessore culturale e politico come Luigi Pintor e Rossana Rossanda. Epoche ormai passate, quando, pur con tutte le differenze del caso, talora persino abissali, le pagine culturali di più alto livello si potevano leggere su Il Manifesto, L’Unità, L’Osservatore Romano e La Civiltà Cattolica.
L’amico Vauro Senesi è testimone di quella grande stagione, passata, ma rimasta indelebile nella storia patria.
Dall’Isola di Patmos, 31 marzo 2026
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Redazionehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngRedazione2026-03-31 10:58:212026-03-31 10:58:21Il genio di Vauro: la tragedia israelo-palestinese tutta in una vignetta
COMICITÀ IN TEMPO D’AVVENTO. MA BUONA PER TUTTI I TEMPI
«La Santa Sede non rimarrà in silenzio di fronte alle gravi disparità, alle ingiustizie e alle violazioni dei diritti umani fondamentali nella nostra comunità umana e globale, sempre più frammentata e incline ai conflitti».
«La Santa Sede non rimarrà in silenzio di fronte alle gravi disparità, alle ingiustizie e alle violazioni dei diritti umani fondamentali nella nostra comunità umana e globale, sempre più frammentata e incline ai conflitti» (S.S. Leone XIV, testo QUI)».
L’elenco delle gravi disparità, delle ingiustizie, le violazioni dei diritti fondamentali, in particolare proprio la violazione dei diritti umani che si consuma direttamente “in casa” del Sommo Pontefice, senza che nessuno vi ponga freno — anzi: si offendono pure e diventano persino più violenti verso chi osa chiedere che cessino —, sono più lunghe delle Litanie Lauretane. Perché in fondo noi siamo e restiamo quelli di sempre: pronti da una parte a difendere sulla pubblica piazza la dignità dell’ultimo dei clandestini musulmani sbarcati sulle coste italiche, o persino la dignità degli embrioni, per poi prendere a bastonate i fedeli servitori della Chiesa dentro le clericali stanze quando le telecamere del mondo sono spente.
Ma d’altronde è risaputo: il mondo ecclesiastico è il solo luogo della Terra dove la realtà ha deciso di travestirsi da allegoria permanente: un teatro di potere in cui i martiri recitano in controluce e i peccatori vanno in scena a luci sparate col costume liturgico anziché con quello da clown.
Ma non temiamo: nelle comparse in abito liturgico il Signore non cerca i miracoli; nei suoi martiri in controluce, invece, riconosce sempre la Chiesa che Lui ha fondato.
Dall’Isola di Patmos, 7 dicembre 2025
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COMEDY IN ADVENT. BUT SUITABLE FOR ALL SEASONS
«The Holy See will not remain silent in the face of the grave disparities, injustices, and violations of fundamental human rights within our increasingly fragmented and conflict-prone human and global community»
– The Briefs of the Fathers of The Island of Patmos –
«The Holy See will not remain silent in the face of the grave disparities, injustices, and violations of fundamental human rights within our increasingly fragmented and conflict-prone human and global community» (H.H. Leo XIV, text HERE).
The list of grave disparities, injustices, and violations of fundamental rights — in particular the violation of human rights committed directly “within the household” of the Supreme Pontiff, without anyone putting a stop to them (indeed: they even take offence and become still more aggressive toward those who dare ask that they cease) — is longer than the Litany of Loreto. Because, in the end, we are and remain what we have always been: ready, on the one hand, to defend in the public square the dignity of the last Muslim clandestine migrant landed on Italian shores, or even the dignity of embryos, only then to beat the faithful servants of the Church inside clerical chambers when the world’s cameras are turned off.
But then again, it is well known: the ecclesiastical world is the only place on earth where reality has chosen to disguise itself as a permanent allegory — a theatre of power in which the martyrs perform in backlight and the sinners step onto the stage under full lights wearing liturgical vestments instead of clown costumes.
But let us not be afraid: in those who merely appear in liturgical attire the Lord does not seek miracles; yet in His backlit martyrs He always recognises the Church He Himself founded.
From the Island of Patmos, 7 December 2025
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COMICIDAD EN TIEMPO DE ADVIENTO. PERO BUENA PARA TODOS LOS TIEMPOS
«La Santa Sede no permanecerá en silencio ante las graves disparidades, las injusticias y las violaciones de los derechos humanos fundamentales en nuestra comunidad humana y global, cada vez más fragmentada e inclinada al conflicto» (S.S. León XIV).
«La Santa Sede no permanecerá en silencio ante las graves disparidades, las injusticias y las violaciones de los derechos humanos fundamentales en nuestra comunidad humana y global, cada vez más fragmentada e inclinada al conflicto» (S.S. León XIV, texto AQUÍ).
La lista de graves disparidades, injusticias y violaciones de los derechos fundamentales — en particular la violación de los derechos humanos consumada directamente “en casa” del Sumo Pontífice, sin que nadie ponga freno (es más: incluso se ofenden y se vuelven todavía más agresivos hacia quien osa pedir que cesen) — es más larga que las Letanías Lauretanas. Porque, en el fondo, somos y seguimos siendo los de siempre: capaces, por un lado, de defender en la plaza pública la dignidad del último clandestino musulmán llegado a las costas itálicas, e incluso la dignidad de los embriones, para luego golpear a los fieles servidores de la Iglesia en los salones clericales cuando las cámaras del mundo ya no miran.
Pero, por otra parte, es bien sabido: el mundo eclesiástico es el único lugar del mundo donde la realidad ha decidido disfrazarse de alegoría permanente — un teatro de poder en el que los mártires actúan a contraluz y los pecadores salen a escena con las luces a pleno brillo, vestidos con ornamentos litúrgicos en lugar de traje de payaso.
Pero no temamos: en las comparsas revestidas de hábitos litúrgicos el Señor no busca milagros; en sus mártires en contraluz, en cambio, reconoce siempre a su Iglesia.
Desde la Isla de Patmos, 7 de diciembre de 2025
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ANDREA CIONCI E L’EPILOGO DELLA PENOSA MENZOGNA DALLA QUALE NON SA PIÙ COME USCIRE FUORI
Ha vilipeso per anni il Sommo Pontefice Francesco definendolo «invalidamente eletto», «antipapa», «falso papa», «usurpatore del trono di Pietro», «eretico», «apostata», «malvagio Bergoglio» … proseguendo poi a sostenere che non sappiamo se l’attuale Pontefice regnante sia veramente valido. Pur malgrado si sente legittimato — senza umana pena di ridicolo — a presentare persino fantomatiche denunce presso gli uffici giudiziari di Sua Santità.
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Autore Redazione de L’Isola di Patmos
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I Padri de L’Isola di Patmos prendono atto che in seguito a un articolo del nostro Monaco Eremita (cfr. QUI), il Signor Andrea Cionci, cantante lirico, ma oggi grande esperto di diritto canonico, in un suo video dell’11 novembre corrente ha accusato il direttore responsabile di questa rivista d’essere un sedicente-sacerdote e sedicente-teologo. A questi insulti, non propriamente lievi, aggiunge d’aver presentato una denuncia a suo carico presso l’ufficio del Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano (cfr. QUI).
Merita ricordare che il Signor Cionciha vilipeso per anni il Sommo Pontefice Francesco definendolo «invalidamente eletto», «antipapa», «falso papa», «usurpatore del trono di Pietro», «eretico», «apostata», «malvagio Bergoglio» … proseguendo poi a sostenere che non sappiamo se l’attuale Pontefice regnante sia veramente valido. Pur malgrado si sente legittimato — senza umana pena di ridicolo — a presentare persino fantomatiche denunce presso gli uffici giudiziari di Sua Santità; uffici preposti a emanare sentenze di assoluzione o di condanna in Nome del Romano Pontefice validamente eletto, nonché succeduto ad altrettanto valido Predecessore.
La domanda logica è quindi di rigore: non si tratta forse degli uffici giudiziari dello stesso Romano Pontefice a cui riguardo il Signor Cionci va dicendo in giro che non sappiamo se è valido, vista la invalidità del Predecessore, da lui pubblicamente vilipeso come «eretico» e «apostata»? Non è forse egli stesso a sostenere in articoli e conferenze che se un pontefice è invalido sono invalidi ipso factoe ipso jure tutti i suoi atti?
Il Signor Cionci si è incartato in un castello di menzogne e assurdità attraverso il suo surreale pamphlet “Codice Ratzinger”, dal quale oggi non sa più come uscire fuori, salvo seguitare a esporsi alla pubblica derisione, come provano i fatti senza facile pena di smentita, compresa la patetica minaccia di essersi rivolto alla giustizia di quella istituzione che lui oltraggia da anni colpendo e delegittimando il papato mediante il pubblico vilipendio della figura del Romano Pontefice, seguitando imperterrito, tutt’oggi, a recare oltraggio alla memoria del Santo Padre Francesco.
Però dice di essersi rivolto alla giustizia vaticana contro un sedicente-prete e sedicente-teologo. E con questo è detto tutto riguardo la logica e la coerenza del Signor Cionci.
Dall’Isola di Patmos, 15 novembre 2025
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Redazionehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngRedazione2025-11-15 13:07:382026-02-20 12:39:06Andrea Cionci e l’epilogo della penosa mezogna dalla quale non sa più come uscire fuori
LA NUOVA CIONCI’S STORY: DAL SERAPHICUM ROMANO AL NIMBY BRITANNICO
Egregio Cavalier Cionci ― perché per inciso è pure Cavaliere della Repubblica Italiana ― lei è liberissimo di pensare quel che crede, di scriverlo, naturalmente, di avere un suo seguito. Ma non prenda per scema la Chiesa Cattolica o chi gestisce le sue strutture, con mezzucci di tal genere.
Molti conoscono l’espressione inglese «Not In My Back Yard» (non nel mio giardino), abbreviata spesso con l’acronimo: «Nimby». Un detto che serve a designare l’opposizione di qualcuno a ospitare realizzazioni sul proprio territorio.
Ma esiste anche un proverbio, stavolta italiano, che tutti conosciamo e che inizia così: «Fra i due litiganti …»; che vorrei concludere modificando un po’ la forma classica con «… il terzo ride».
I due litiganti in questione sono Alessandro Minutella, sacerdote palermitano scomunicatoe dimesso dallo stato clericale, ed il giornalista Andrea Cionci autore del libro «Codice Ratzinger» nel quale propugna la tesi che Papa Benedetto XVI non avrebbe mai rinunciato al papato, ricoverandosi in una fantomatica sede impedita, con la conseguenza che Papa Francesco sarebbe stato un antipapa. Per l’attuale Pontefice il giudizio è sospeso. Un tempo i due andavano d’amore e d’accordo, condividendo idee e proventi. Ma come succede nelle coppie anche le più affiatate che prima si amano e poi si detestano, così è avvenuto fra i nostri due. Non passa giorno che sui social si becchettino, rinfacciandosi cose e non nominandosi più. Minutella indica Cionci come «il giornalista romano», mentre per il Cionci il palermitano viene apostrofato con: «il grande prelato». In verità ambedue hanno una voglia matta di notorietà, ma soprattutto di essere presi in considerazione e sul serio. E dove se non nella Chiesa Cattolica e in una delle sue strutture per esempio?
Accade così che Cionci venga invitato a parlare in un incontro promosso da un’associazione su tematiche apocalittiche, nientedimeno che presso una sala appartenente alla Pontifica Università San Bonaventura, che fa parte del complesso del Seraphicum in Roma. Naturalmente in sordina: «avevo tenuto un profilo basso», dirà Cionci. Per poi promulgare ai quattro venti, cosa che i suoi commentatori sui social avevano capito benissimo, basta leggere i commenti, che aveva potuto parlare di quel che crede addirittura in un Ateneo Pontificio. Apriti cielo. Minutella subito alza i toni: «A lui si, a me no?». E per tutta la durata del consueto appuntamento mattutino coi suoi seguaci ci ritorna sopra, facendo vedere la locandina dell’evento, cerchiata per bene ad evidenziare il nome di Cionci e il costo di partecipazione.
Accade che l’evento venga annullato. L’università ci ripensa e non dà la disponibilità dei suoi spazi. Naturalmente, Cionci, si affretta a darne notizia in un video su Youtube incolpando Minutella, accusandolo di aver arrecato un danno non tanto a lui, ma a quella straordinaria possibilità di poter parlare delle sue tesi in una Pontificia università.
Caro Cionci, noi conosciamo Minutella, ma stavolta colpe non ne ha: è innocente. Il colpevole sono io, lo ammetto: venuto a conoscenza della cosa e prevedendo l’uso che poi se ne sarebbe fatto, ho preso carta e penna, anzi il computer, perché anche nel mio sperduto eremo abbiamo connessione, e ho scritto una mail al segretario generale della facoltà Teologica San Bonaventura, chiedendo se ritenessero opportuno ospitare un evento nel quale si sarebbero presentate idee così bislacche che ancora offendono la persona di Papa Francesco, di venerata memoria, e quella di Papa Benedetto, fatto passare per una sorta di carbonaro che mette in scacco la Chiesa tutta. La risposta non si è fatta attendere: «è stato immediatamente disdetto l’affitto dell’aula e annullato l’evento presso la nostra sede».
Forse ha pesato anche la seconda mail, stavolta inviata con toni più forbiti e consoni dalla nostra redazione de L’Isola di Patmos al Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, il Cardinale JoséTolentino de Mendonça? Non lo so, ma tant’è.
Egregio Cavalier Cionci ― perché per inciso è pure Cavaliere della Repubblica Italiana ― lei è liberissimo di pensare quel che crede, di scriverlo, naturalmente, di avere un suo seguito. Ma non prenda per scema la Chiesa Cattolica o chi gestisce le sue strutture, con mezzucci di tal genere. Sa cosa le consiglio? Affitti un aereo, ecco, mi pare una buona idea. L’ha già provata? Oppure, come fa Minutella, andar per alberghi. Sarà costoso si, ma non credo che lei arriverà a comprare una ex palestra col tetto in eternit in una frazione della provincia di Padova, come il bi-dottore in teologia palermitano. Non ce la vedo.
Per rasserenarla concludo con le parole del professor Keating ad un suo studente, alias Robin Williams, nel celeberrimo film L’attimo fuggente: «Non ridiamo di lei, ridiamo con lei».
Con stima.
Il Monaco Eremita de L’Isola di Patmos
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LO STALLONE ARABO DEL SOMMO PONTEFICE: CHI DESIDERA MONTARE E CHI DESIDERA INVECE ESSERE MONTATO
Che al Romano Pontefice vengano donati animali non è affatto cosa nuova. A Leone X giunse in dono da Re Manuel I del Portogallo un elefante bianco, il celebre Hanno, che sfilò in processione per le vie di Roma, a Paolo II fu offerta una coppia di pavoni, a Pio IX portarono persino un canguro dall’Australia. Benedetto XVI occupa un posto privilegiato nel cuore di noi felini, essendo stato un pontefice gattolico. Francesco ricevette invece due asinelli: Thea e Noah, casomai non ne avesse avuti già in abbondanza nel Vaticano.
– Le brevi dal cogitatorio di Ipazia –
Autore Ipazia Gatta Romana
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Franca Giansoldati, nota vaticanista del quotidiano Il Messaggero, ha dato oggi notizia dello splendido stallone arabo donato da un fedele polacco a Sua Santità Leone XIV. Un magnifico animale che il Santo Padre — con quella sua schietta eleganza che si spera spiazzi i cortigiani — ha espresso il desiderio di montare personalmente (cfr. QUI).
Che al Romano Pontefice vengano donati animali non è affatto cosa nuova. A Leone X giunse in dono da Re Manuel I del Portogallo un elefante bianco, il celebre Hanno, che sfilò in processione per le vie di Roma, a Paolo II fu offerta una coppia di pavoni, a Pio IX portarono persino un canguro dall’Australia. Benedetto XVI occupa un posto privilegiato nel cuore di noi felini, essendo stato un pontefice gattolico. Francesco ricevette invece due asinelli: Thea e Noah, casomai non ne avesse avuti già in abbondanza nel Vaticano. Insomma, il bestiario pontificio è lungo quasi quanto gli Annales Ecclesiasticidi Cesare Baronio.
Che il Santo Padre desideri montare quel nobile destriero ci riempie sinceramente di gioia. Non solo perché rivela un autentico amore per le creature del creato, ma anche perché mostra un Pontefice ancora vigoroso e pieno di energia all’alba dei suoi settant’anni appena compiuti. E Dio sa quanto, in questi tempi, la Chiesa abbia bisogno di Pastori che sappiano ancora montare a cavallo e guidare il gregge.
A preoccuparci, semmai, è tutt’altro: il numero elevatissimo di soggetti che popolano la Curia Romana, i quali — a quanto pare — sognano invece di essere montati loro da quello splendido stallone. E finché questa mandria clericale, nutrita di ambizioni e cortigianerie, non sarà rimandata alle scuderie, nessuna riforma, per quanto santa, potrà riuscire. Tutto finirà, come sempre, nel consueto galoppo verso il nulla.
dall’Isola di Patmos, 17 ottobre 2025
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2023/01/ipazia-tondo-piccolo.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Ipaziahttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngIpazia2025-10-17 17:20:052025-10-17 17:20:05Lo stallone arabo del Sommo Pontefice: chi desidera montare e chi desidera invece essere montato
TRA PROZAN E PROZAC. QUEI PRETI CHE DERAGLIANO E SANTA MARIA DELL’EQUILIBRIO
Stiamo assistendo da giorni al caso di alcuni sacerdoti che hanno abbandonano il loro ministero, reputando che la causa sia anche dovuta a una questione di disequilibrio di quella virtù umana della temperanza e della fede. Questo porta sostanzialmente all’attuazione di due possibili scenari: c’è chi spinge sull’acceleratore della tradizione e del romantico passato retrò con la speranza di trovare una panacea ai mali della Chiesa e chi si tuffa sul progressismo spinto che sfiora pericolosamente l’eresia e lo scisma manifesto e conclamato.
– Le brevi dei Padri de L’Isola di Patmos –
Autore Redazione de L’Isola di Patmos
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Tra le tante devozioni mariane — vere o presunte — che affollano la orbe catholica ne esiste una molto simpatica che a nostro modo di vedere è decisamente originale e significativa. Stiamo parlando della Alma Aequilibri Materche è stata ribattezzata col nome di Santa Maria dell’Equilibrio, della cui festa non esiste data, perché da mane a sera, va invocata. Chi avrà piacere di conoscere di più la storia di questa devozione mariana potrà facilmente trovare varie notizie sul web e in altre fonti, per noi invece è occasione di spunto per alcune riflessioni sparse.
Nella vita di tutti giorni c’è bisogno di equilibrio che è quella qualità umana che attiene alla virtù della temperanza. L’equilibrio tempera l’intelligenza e la rafforza, rendendola più arguta ed efficace. Nella stessa vita spirituale l’equilibrio è ugualmente fondamentale perché una fede senza equilibrio, ossia disequilibrata, è una fede caotica capace di ogni tipo di aberrazione e di esagerazione.
L’intelligenza della fede ragionevole non può fare a meno dell’equilibrio così come un ministro di Dio non può che desiderare nell’esercizio del suo ufficio di essere equilibrato nella dottrina e nella pratica pastorale fuggendo gli antipodi della focosa emotività e dell’arido razionalismo.
Perché diciamo questo? Perché stiamo assistendo da giorni al caso di alcuni sacerdoti che hanno abbandonano il loro ministero, reputando che la causa sia anche dovuta a una questione di disequilibrio di quella virtù umana della temperanza e della fede. Questo porta sostanzialmente all’attuazione di due possibili scenari diversi nei fatti ma comuni nell’errore: c’è chi spinge sull’acceleratore della tradizione e del romantico passato retrò con la speranza di trovare una panacea ai mali della Chiesa e chi si tuffa sul progressismo spinto che sfiora pericolosamente l’eresia e lo scisma manifesto e conclamato.
Reputiamo che accertare che un uomo sia privo di equilibrio non sia materia per una querela, così come prendere atto e all’occorrenza segnalare che un ministro in sacrissia incorso nella pratica e nella forma in posizioni eterodosse e di separazione dal corpo ecclesiale della Chiesa non costituisca materia da Codice di diritto penale, semmai canonica e di materia che attiene al foro interno.
Questa metodologia è ahinoi tristemente nota nelle variopinte lobby arcobalenate dove il processo alle intenzioni e ai pensieri equivale a una violenta repressione di chi “non la pensa come me”. Di chi vuole pavoneggiarsi in tolleranza, sapienza e acume intellettuale o teologico ma di fatto è irretito dall’ideologia e dalla superbia del sé che è la negazione stessa di ogni sano equilibrio e della capacità di andare dentro le cose.
Come Padri dell’Isola di Patmos reputiamo e riaffermiamo la libertà di utilizzare del libero arbitrio come meglio si reputa — sapendo che il Creatore stesso è il primo a lasciare libere le sue creature — anche a costo di rinnegare la fede e la Chiesa e cadere nell’errore e nel peccato. Siamo però ugualmente convinti che in virtù di questa libertà e assunzione di responsabilità nelle proprie posizioni — teologiche o non — ognuno debba lasciare agli altri la libertà della critica e del dissenso, non certo mandando messaggi intimidatori, o paventando improbabili querele seguendo il consolidato stile di certe lobby arcobalenate ormai specializzate a chiedere la condanna all’ergastolo e alla carcerazione dura del 41bis per coloro che osano esercitare la libertà di pensiero e di opinione. Tema questo al quale, i nostri padri Ariel S. Levi di Gualdo e Ivano Liguori dedicarono un libro che non ha perso attualità, anzi l’ha acquistata col passar del tempo: Dal Prozan al Prozac.
Dall’Isola di Patmos, 9 settembre 2025
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Redazionehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngRedazione2025-09-09 14:41:572025-09-09 14:41:57Tra Prozan e Prozac. Quei preti che deragliano e Santa Maria dell’Equilibrio
IL GIUBIGAY DI QUEI GESUITI AGGIORNATI CHE FURONO FINO A IERI AFFETTI DA MORALFOBIA
Tra i Gesuiti di nuova generazione la tolleranza, lo spirito inclusivo e le varie arcobalenate arriveranno tra poco a un tale livello che alle persone intelligenti e cattoliche sarà vietato fare qualsiasi riflessione all’interno della Chiesa per non offendere i Gesuiti imbecilli.
Essendo stato allievo formato dai gesuiti della vecchia e ormai estinta scuola ignaziana, per dovuto rispetto distinguo la benemerita Compagnia di Gesù che fu, ossia quella dei miei Maestri (vedere QUI), dalla attuale Compagnia delle Indie, al cui interno è confluito di tutto e di più, inclusi fulminati e sbandati.
Ha causato enorme dolore in chi vive, come noi Padri de L’Isola di Patmos, una profonda e radicata fede eucaristica, l’assistere al Festival delle comunioni sacrileghe nella chiesa-simbolo dei gesuiti: la storica Chiesa romana del Gesù (vedere video QUI e QUI). Eppure si tratta degli stessi gesuiti che nelle loro scuole maschili, sino a non molti decenni fa, facevano dormire gli adolescenti con le mani fuori dalle lenzuola, tenendo sempre una luce soffusa accesa nei dormitori per evitare “turpi” peccati contro la purezza. Perché lì risiedeva l’intero mistero del male, dentro la mutanda, poi, su tutto il resto, si poteva anche soprassedere, a partire dai più gravi peccati contro la carità. E sorvoliamo sul modello di purezza assoluta di San Luigi Gonzaga, rasente alle volte il terrorismo psicologico; modello impossibile da raggiungere, per com’era presentato, forse al perverso scopo di far sentire i poveri adolescenti in sempiterno peccato e costringerli a confessioni settimanali?
Inutile a dirsi, ma lo dico lo stesso perché nel farlo godo come Dante Alighieri sulle righe del XXXIIII Canto del Paradiso: perché non imporre certi modelli gesuitici di purezza coatta, oltre che assoluta, a Padre James Martin e ai suoi friendly arcobalenati? Un po’ di vecchia e sana purezza assoluta alla San Luigi Gonzaga, mica gli farebbe male, o no?
È una pena estrema vedere i membri della odierna Compagnia delle Indie fare pubblico scandalo dando sacrilegamente il Corpo di Cristo alle coppie di gay felici e orgogliosi che si presentano manina nella manina alla mensa eucaristica col proprio fidanzato convinti che in errore non siano loro, ma la Chiesa. Perché questo è il problema, lo vado ripetendo inutilmente da anni: all’interno della nostra povera e disastrata Chiesa ci sono soggetti che hanno stravolto senso e finalità, non accogliendo più il peccatore, che sempre deve essere accolto, perdonato e benedetto proprio per la missione a noi affidata da Cristo, ma accolgono il peccato che benedicono assieme al peccatore che vive fiero nel peccato, conducendo così eserciti di anime verso la perdizione. Questo hanno fatto nella giornata di ieri i membri della Compagnia delle Indie nella Chiesa del Gesù, gli stessi che fino a ieri facevano terrorismo psicologico tramite l’immagine di San Luigi Gonzaga verso degli adolescenti colpevoli di eccitarsi alla vista di una bella ragazza.
Ma d’altronde è risaputo: tra i Gesuiti di nuova generazione la tolleranza, lo spirito inclusivo e le varie arcobalenate arriveranno tra poco a un tale livello che alle persone intelligenti e cattoliche sarà vietato fare qualsiasi riflessione all’interno della Chiesa per non offendere i Gesuiti imbecilli.
Dall’Isola di Patmos, 7 settembre 2025
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IL POTENTISSIMO SILERE NON POSSUM STA FACENDO TREMARE GOOGLE
Dopo questo attacco da parte del temibile e potente capocomico Sileriano, a Silicon Valley stanno tremando. Molte sono infatti le grandi incertezze alla riapertura di lunedì della borsa di Wall Street, dove si prevede un drastico crollo delle azioni di Google.
– L’angolino del ridicolo –
Autore Redazione de L’Isola di Patmos
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Tutti gli amanti del comico grottesco conoscono il sito di gossip clericali Silere non Possum, il responsabile del quale, come si dice noi a Roma, spara ‘ndo coijo, coijo. Poi, se qualcuno lo redarguisce, a quel punto manda lettere deliranti ai Dicasteri della Santa Sede, alla Conferenza Episcopale Italiana, ai Vescovi diocesani, alla Presidenza della Repubblica Italiana, al Ministero della Difesa, al Parlamento Europeo, alle Nazioni Unite, al Pentagono e via dicendo a seguire, non mancando di architettare “comunicati” scritti da associazioni inesistenti pubblicati su siti rigorosamente anonimi (cfr. QUI). Il tutto, manco a dirsi, nella speranza o, meglio, nella certezza di essere preso persino sul serio. Ma ecco la sua ultima perla che prendiamo da una risposta data sui pubblici socialdal giornalista Francesco Capozza vaticanista de Il Tempo:
Dopo questo attacco da parte del temibile e potente capocomico Sileriano, a Silicon Valley stanno tremando. Molte sono infatti le grandi incertezze alla riapertura di lunedì della borsa di Wall Street, dove si prevede un drastico crollo sul mercato delle azioni di Google.
Silere non Possum deve proseguire a esistere e vivere per farci godere in quel sano godimento suscitato dal ridicolo tragicomico, perché da sempre, i comici migliori, sono quelli che, inconsapevoli di esserlo, prendono sé stessi terribilmente su serio.
Dall’Isola di Patmos, 6 settembre 2025
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I nostri precedenti articoli sulla Banda della Sileriana:
– 16 agosto 2025 —SILERE NON POSSUM E QUELLA PAROLA TABÙ CHE NON RIESCE PROPRIO A PRONUNCIARE: “OMOSESSUALITÀ” (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 agosto 2025 — C’È DI MEZZO UN OMOSESSUALE? ALLORA SILERE NON POSSUM DIFENDE ANCHE L’INDIFENDIBILE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 29 marzo 2025 — SEMPRE A PROPOSITO DI SILERE NON POSSUM: DAL “HOMBRE VERTICAL” AI “PIGLIANCULO” E “QUAQUARAQUÀ” DI LEONARDO SCIASCIA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 21 marzo 2025 — SILERE NON POSSUM E LA STORIA DI QUELLA SARTINA CONVINTA DI POTER DARE LEZIONI DI ALTA MODA A GIORGIO ARMANI (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 12 febbraio 2025 — L’OPOSSUM STA ALLA CONOSCENZA DEL VATICANO COME ÉVA HENGER STA ALLA CASTITÀ E COME IL SUO DEFUNTO MARITO RICCARDO SCHICCHI STA ALL’OPERA CONFESSIONES DI SANT’AGOSTINO (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 15 gennaio 2025 — AI CONFINI CLERICALI CON LA REALTÀ: LA DONNA SOFFRE DELL’INVIDIA FREUDIANA DEL PENE, L’OPOSSUM DELL’INVIDIA DI MATTEO BRUNI DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 20 gennaio 2025 — L’OPOSSUM IGNORA CHE UNA SUORA PUÒ DIVENTARE TRANQUILLAMENTE GOVERNATORE DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, COME GIÀ LO FU GIULIO SACCHETTI(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 22 novembre 2024 — LA NOMINA EPISCOPALE DI RENATO TARANTELLI BACCARI. QUANDO GLI AFFETTI DA CARCINOMA AL FEGATO, CARICANO ALL’ATTACCO CHI TACER NON PUÒ(per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 31 maggio 2024 — UNA NOTA DI PADRE ARIEL SUL SITO SILERE NON POSSUM: «MOLESTO COME UN RICCIO DI MARE DENTRO LE MUTANDE» (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 8 dicembre 2023 — A CHI SI RIFERISCE MARCO FELIPE PERFETTI AFFERMANDO DAL SITO SILERE NON POSSUM «QUA IN VATICANO … NOI IN VATICANO …», SE IN VATICANO NON CI PUÒ METTERE NEMMENO PIEDE? (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 ottobre 2023 — È MORTO L’ARCIABATE EMERITO DI MONTECASSINO PIETRO VITTORELLI: LA PIETÀ CRISTIANA PUÒ CANCELLARE LA TRISTE VERITÀ?(per aprire l’articolo cliccare QUI)
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-09-06 10:56:052025-09-06 11:17:12Il potentissimo Silere non Possum sta facendo tremare Google
DICIASSETTE ANNI, UBRIACA E DROGATA, VIOLENTATA ALLE QUATTRO DI NOTTE. TUTTA COLPA DEL PATRIARCATO
Se una ragazza di 17 anni esce drogata e ubriaca dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo a due pusher tunisini di essere accompagnata a casa perché non si regge in piedi, alle spalle ha due disgraziati che hanno miserabilmente fallito come genitori ed educatori. Però bisogna dare la colpa al patriarcato, al maschilismo, alla società, volendo persino agli alieni e ai rettiliani, è più semplice e comodo, pur di non assumersi la responsabilità dei nostri disastrosi fallimenti familiari e sociali.
In un angolo d’Italia una ragazza di 17 anni è uscita dalla discoteca alle quattro di notte senza essere in grado di mettersi alla guida della sua microcar con la quale era giunta attorno alle 22, tanto era ubriaca e fatta di cocaina.
Decide di lasciare la sua minivettura nel parcheggio della discoteca e chiedere un passaggio a due ragazzi sconosciuti, dei ventenni tunisini con vari precedenti penali per questioni legate allo spaccio di droga. Mentre erano per strada i due si fermano e, visto che c’erano, decidono di stuprarla.
Dinanzi a questo fatto vanno subito chiarite alcune cose: se una ragazza di 17 anni drogata e ubriaca chiede di essere accompagnata a casa da due sconosciuti alla quattro della notte perché non si regge in piedi, nessuno ha il diritto di stuprarla. Detto questo la devastante correttezza politica imperante non consente però di affermare che per inverso, se una ragazza di 17 anni non vuole correre seri rischi eviterà di uscire ubriaca e drogata dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo un passaggio a due sconosciuti. Questa seconda affermazione non è lecita da farsi, perché non è letta come un invito alla prudenza ma come tentativo di limitare la libertà di certi giovani ai quali deve essere concesso tutto, nel bene e soprattutto nel male. Se poi accade qualcosa, a quel punto si vanno a ricercare le colpe negli altri.
Gravissimo errore indicare i due violentatori come tunisini, è puro razzismo. Bisogna nascondere la loro nazionalità per evitare discriminazioni e se dovesse venire fuori affrettarci a precisare che potevano essere anche due stupratori italiani, perché col surreale “potevano essere”, la vittima sarà sicuramente molto meno traumatizzata per lo stupro subìto. Ma soprattutto va chiarito che lo stupro consumato è colpa del patriarcato. Per saperne di più, o per montare tutte le proteste ideologiche e mediatiche del caso, basterà chiamare Elena, sorella della povera Giulia Cecchettin e suo padre Gino, ormai specializzati a invocare di tutto e di più, dal patriarcato al maschilismo, pur di non ammettere che se una ragazza di 17 anni esce drogata e ubriaca dalla discoteca alle quattro della notte chiedendo a due pusher tunisini di essere accompagnata a casa perché non si regge in piedi, alle spalle ha due disgraziati che hanno miserabilmente fallito come genitori ed educatori. Però bisogna dare la colpa al patriarcato, al maschilismo, alla società, volendo persino agli alieni e ai rettiliani, è più semplice e comodo, pur di non assumersi la responsabilità dei nostri disastrosi fallimenti familiari e sociali.
Dall’Isola di Patmos, 17 agosto 2025
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2025-08-17 12:19:222025-08-17 22:38:31Diciassetti anni, ubriaca e drogata, violentata alle quattro di notte. Tutta colpa del patriarcato
È DA OLTRE MEZZO SECOLO CHE SI CERCA DI GIUSTIFICARE LA QUALUNQUE CON LA TEORIA DEI PONTEFICI INGANNATI, NON INFORMATI, MESSI DINANZI A FATTI COMPIUTI …
Ci sono momenti in cui piacerebbe che le cose stessero in altro modo e che la colpa fosse degli altri. Diamo quindi pure la colpa al cardinale maltese Mario Grech, senza però dimenticare che il Sommo Pontefice dà l’assenso.
Ho provato sincera tenerezza nel leggere sul portale Informazionecattolica.it un articolo breve ma incisivo, scritto e argomentato bene, nel quale si spiega che il discusso Giubileo LGBT sarebbe il classico colpo basso a totale insaputa del Santo Padre Leone XIV. Scrive l’Autore:
«C’è un’arte tutta curiale che consiste nel far dire al Papa ciò che il Papa non ha mai detto. Non si tratta di falsificare parole, ma di costruire scenografie. Inviti strategici, incontri fotografati, sorrisi immortalati, e il gioco è fatto: il giorno dopo i titoli saranno pronti, e il messaggio sarà lanciato – anche se il Pontefice non ha cambiato una virgola della dottrina» (cfr. articolo QUI).
ci sono momenti in cui piacerebbe che le cose stessero in altro modo e che la colpa fosse degli altri. Diamo quindi pure la colpa al cardinale maltese Mario Grech, senza però dimenticare che il Sommo Pontefice dà l’assenso. E Leone XIV non è Francesco, parla e legge inglese, a seguire spagnolo e italiano quasi come madrelingua. Presumo sappia che certi gesti hanno grande risonanza, se però non lo sa, o se non arriva a capirlo, in tal caso sarebbe un ingenuo. Poi, fosse anche trascinato dentro a certi giochi avrebbe comunque modo di correggerli o redarguire chi ce l’ha tirato dentro a sua insaputa, è già accaduto in passato con diversi suoi predecessori.
Ormai io sono “vecchio”, questo modo di fare, da una parte e dall’altra non mi appartiene più, per questo decisi a suo tempo di salvare la mia fede e la mia vocazione ritirandomi a vita eremitica.
Ancóra una volta pare che il nostro Padre Ariel abbia fatto centro, quando pochi giorni dopo l’elezione del Pontefice regnante concluse così un articolo che invito a rileggere oggi con gli occhi del presente:
«Dio benedica il Romano Pontefice, visto che in questa condizione di disastro potrebbe fare poco o niente. Però, dinanzi a una situazione disperata come la nostra, averci provato anche senza riuscirci, costituirà già merito di grazia e salvezza, attraverso la gloria del cristologico fallimento» (cfr. articolo QUI).
Dall’Eremo, 17 agosto 2025
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Grotta Sant’Angelo in Ripe (Civitella del Tronto)
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https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2023/06/monaco-eremita-piccolo-.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Monaco Eremitahttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngMonaco Eremita2025-08-17 10:22:302025-08-17 22:39:52È da oltre mezzo secolo che si cerca di giustificare la qualunque con la teoria dei Pontefici ingannati, non informati, messi dinanzi a fatti compiuti …
Babamın ikinci evliliğini yapmasıyla birlikte üvey kız kardeşe sahip oldum porno indir Yeni kız kardeşim tembelin teki porno izle ne okula gidiyor ne ders çalışıyor seks hikaye Bulduğu her fırsatta okulu ekiyor bedava porno aile bireyleri bu yüzden ona çok kızıyor brazzers porno Bugün evde kimsecikler yokken bahçede biraz spor yapayım dedim sex hikayeleri Şans eseri kız kardeşimi gördüm okula gitmemiş odasında saklanıyor rokettube Ona bağırdım ve zorla okula gitmesini sağladım türk porno Evden çıktığı vakit bahçede sporuma başladım porno Kısa bir süre sonra telefonuma evdeki alarmın devre dışı kaldığına dair bildirim geldi ensest hikayeler Karşımda çıplak durması ve tahrik edici konuşmalarıyla beni sekse ikna etti.
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