IL MINUTELLA’S FLOP STORY NARRATO DA UN VESCOVO DEL BRASILE. IN APPENDICE UNA SPIEGAZIONE DEL VESCOVO DI SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS SULLA FAKE NEWS DELLA PACHAMAMA VENERATA IN VATICANO
«Pachamama non è una divinità o dea, è una figura mitologica allegorica, come quelle figure di cui è piena la letteratura classica greca e latina, ma dinanzi alle quali certi personaggi non sembrano sentirsi a disagio. Forse perché mitologie e allegorie degli antichi greci e latini sono cultura, mentre mitologie e allegorie dei nostri popoli sono roba da selvaggi pagani idolatri?»
Autore di queste lettera privata che il diretto interessato mi ha concesso di rendere pubblica nei tempi e nelle forme da lui indicate è un mio caro confratello brasiliano assieme al quale ho vissuto a Roma ai tempi degli studi ecclesiastici. Nominato anni dopo vescovo ausiliare, decorsi altri anni fu promosso a una sede arcivescovile metropolitana del Brasile.
.
Carissimo Padre Ariel,
2019, foto di repertorio: Pachamama nei Giardini Vaticani
a te, e ai Confratelli che portano avanti la meritoria opera L’Isola di Patmos, che in molti leggiamo traendone informazioni, spunti di riflessione e conforto: pace, grazie e benedizioni da Dio.
.
I Vescovi di questa mia regione sono stati informati della presenza del Sig. Alessandro Maria Minutella, presbitero italiano scomunicatoe dimesso dallo stato clericale, in soggiorno nel nostro Paese. Valutato il fenomeno abbiamo reputato non emettere alcun comunicato. Te ne spiego il motivo: un soggetto del genere non può avere nessuna presa sui nostri fedeli, soprattutto in quelli che per motivi vari si dichiarano scontenti delle nostre Chiese locali e di noi loro Vescovi. Essendo tu uomo colto, poliglotta, che studia il linguaggio e le diverse culture, sai che l’approccio con le persone di un Paese come il nostro implica conoscerne storia, tradizioni, usi e costumi.
.
Ricordi quando vivevamo a Roma in una Casa sacerdotale internazionale, con quanta attenzione abbiamo cercato di imparare a trattare e avere rapporti umani e fraterni con cinesi, coreani, vietnamiti e altri fratelli provenienti da abitudini mentali totalmente diverse da quelle che potevano essere le nostre, le tue di italiano, le mie di brasiliano? Nel grande Brasile non esiste una cultura univoca che connota il nostro popolo, ciò può avvenire in nazioni come Francia, Germania, Inghilterra. Da noi esistono tante culture tenute unite sul grande territorio geografico della nostra nazione composta da 26 Stati che formano la Repubblica Federale del Brasile, con una lingua comune che ci fu data dai portoghesi, perché fino alla fine del XVI secolo erano parlate molte decine di lingue autoctone. Ciò per dire che questo personaggio pittoresco si è presentato come un extraterrestre giunto da un altro pianeta, ignaro dei costumi, delle tradizioni e della complessità psicologica delle nostre popolazioni, e per questo destinato a totale insuccesso. Consapevoli di ciò, potevamo noi Vescovi dargli con un comunicato quella pubblicità che mai avrebbe avuto?
.
Nei video-documenti che tu mi hai inviato e che con attenzione ho ascoltato, questo agitato Signore parla di cose come “teologia della liberazione” e “modernismo”. Evidentemente non sa che la maggioranza dei nostri fedeli non sa proprio cosa sia la teologia della liberazione. Per trovare dei conoscitori bisogna andare negli studi teologici e parlare con degli esperti. Dire poi a un fedele brasiliano “modernismo” o “eresia modernista” equivale alla pronuncia di una parola incomprensibile. Se questo Signore vuole parlare del modernismo condannato dal Papa San Pio X, deve andare a discutere con i nostri storici e i nostri ecclesiologi, che sono poche persone colte ed esperte. Non può parlarne nemmeno con i preti di ordinaria formazione, solo con colti storici e teologi.
.
Dopo avere parlato di concetti sconosciuti quali “teologia della liberazione” e “eresia modernista”, questo Signore ha fatto più riferimenti a Pachamama, ignorando che le persone del luogo dove ha soggiornato (Ndr. San Paolo del Brasile) non conoscono Pachamama, da lui confusa con la cultura indigena brasiliana. Se avesse parlato del protagonista di Mission impossibleo di Matrix, lo avrebbero compreso. Ma soprattutto è errato e falso attribuire ai popoli indigeni della nostra Amazzonia la “creazione” e “il culto” di Pachamama, perché si tratta di una antica figura mitologica degli inca peruviani, diffusa poi tra le varie popolazioni andine. Pachamama non è una divinità o dea, è una figura mitologica allegorica, come quelle figure di cui è piena la letteratura classica greca e latina, ma dinanzi alle quali certi personaggi non sembrano sentirsi a disagio. Forse perché mitologie e allegorie degli antichi greci e latini sono cultura, mentre mitologie e allegorie dei nostri popoli sono roba da selvaggi pagani idolatri? Il Cristianesimo dei primi secoli, non si è forse sviluppato inculturando e cristianizzando molti antichi usi, costumi e simboli che appartenevano in origine ai pagani? Non abbiamo forse, tu e io, celebrato più volte la Santa Messa in basiliche romane la cui struttura originaria era quella degli antichi templi pagani?
.
Un Signore italiano che arriva nel nostro Paese e raduna 20 persone non è un problema ma qualche cosa che non esiste. Noi siamo abituati a predicatori evangelici, pentecostali e di altre varie sette ai cui raduni accorrono 1.000 persone quando la presenza è bassa. Quelli celebri radunano 20.000/30.000 persone e mandando la predicazione in diretta sui socialdove sono seguiti da 100.000/ 200.000 persone.
.
Mi dicevi che questo Signore proseguirà per Uruguay e Argentina. Se questo è il suo stile avrà meno seguito ancora. Per le nostre genti un Signore che come documentano i video si presenta a spiegare che il legittimo Pontefice è stato eletto invalidamente, che non parlando le nostre lingue nazionali si serve di traduttori non professionisti che non comprendono i suoi concetti confusi già difficili da capire in italiano, non sarà preso in considerazione nemmeno dai più semplici, figurarsi dalle persone colte!
.
Tu sai il grande amore che nutro verso l’Italia e quanto sono fiero per avere studiato a Roma, ma ignoravo che potessero esistere soggetti come questo Signore, me lo sarei aspettato altrove, non però nel Paese vostro dove continua a esistere il clero più formato e colto di tutto il mondo.
.
Sì, ti permetto di rendere pubblica la mia lettera,però ti chiedo tre cose. Primo, non mettere il mio nome perché purtroppo implicherebbe il coinvolgimento della mia Diocesi e questo non posso e non devo farlo. Secondo, attendi che questo Signore sia andato via dal Brasile, poi pubblicala pure. Terzo, correggi il mio testo, come quando tanti anni fa revisionasti la mia tesi di dottorato, perché se allora commettevo errori nella scrittura in italiano, che non è la mia lingua madre, oggi che non parlo più italiano giornalmente come quando ero a Roma la mia scrittura è sicuramente peggiorata.
.
Un abbraccio fraterno, sai che ti aspetto sempre e che conto su una tua visita in Brasile. C’è chi dice che questi nostri per la Chiesa sono momenti non facili, sinceramente io mi chiedo e chiedo anche a te: quando la Chiesa ha vissuto momenti facili?
Prega per me!
Lettera Firmata
.
.
il Cardinale Felipe Arizmendi Esquivel, Vescovo emerito di San Cristobal de las Casas
A quantidesiderano comprendere quanto insussistenti siano le fake newssulla ormai famosa e “famigerata” Pachamama «venerata in Vaticano con culti idolatrici», si consiglia la attenta lettura dell’articolo scritto dal Cardinale Felipe Arizmendi Esquivel, Vescovo emerito di San Cristobal de las Casas, pubblicato su L’Osservatore Romano nel novembre del 2019.
.
dall’Isola di Patmos, 21 febbraio 2022
.
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2022-02-21 21:14:552023-01-24 11:13:30Il Minutella’s flop story narrato da un Vescovo del Brasile. In appendice una spiegazione del Vescovo di San Cristobal de las Casas sulla fake news della Pachamama venerata in Vaticano
IL PRETE SCOMUNICATO ALESSANDRO MINUTELLA IN GIRO PER IL MONDO A CACCIA DI ANIME COME UN DEMONIO PESCATORE E LA LETTERA DI PADRE ARIEL AI NUNZI APOSTOLICI IN AMERICA LATINA
Sul Minutella c’è poco da ridacchiare con divertito spirito clericale, molto invece da piangere, perché dietro a questo imbonitore luciferino che pare nato da un rapporto contro natura tra Wanna Marchi e il Mago Otelma c’è la rovina delle anime e il dolore di molte famiglie disperate.
il presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo Alessandro Minutella, incorso in scomunica latae sententiae e poi raggiunto dal decreto di dimissione in poenam dallo stato clericale
Il prete scomunicato Alessandro Minutella, raggiunto il 18 novembre 2021 dal decreto tanto estremo quanto raro di dimissione dallo stato clericale emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, si trova attualmente in trasferta presso vari Paesi del Latino America. Il 16 febbraio è atterrato in Brasile, da dove raggiungerà l’Uruguay e l’Argentina, come da lui annunciato.
.
Per usare un’espressione idiomatica che fa parte del lessico storico di Sicilia, terra gloriosa a cui egli appartiene e nella quale divenne presbitero dell’Arcidiocesi primaziale di Palermo, il Minutella è una fucina di minchiate prodotte su scala industriale e diffuse attraverso i canali socialdi Facebooke YouTube. Purtroppo, l’errore che talvolta certi nostri Vescovi e noi Presbiteri facciamo, è di ridere divertiti sulle assurdità fuori da ogni criterio logico, filosofico, teologico, ecclesiologico e giuridico che costui vomita in modo violento e odioso a getto continuo. Errore imperdonabile da parte nostra, perché dietro alle sue assurdità c’è il dramma di anime rovinate e di intere famiglie sofferenti a causa di uno o più loro membri che si sono messi al seguito di questo scellerato.
.
Tra le sue varie affermazioni di inaudita gravità,oltre al suo cavallo di battaglia circa la illegittima e invalida elezione del Pontefice regnante, c’è il terrificante asserto che le Sante Messe celebrate dai presbiteri «in comunione con il falso papa usurpatore Bergoglio emissario dell’Anticristo sono invalide». Allo stesso modo sono invalidi tutti i Sacramenti da noi amministrati. Nei suoi numerosi neuro-video-deliri il Minutella è giunto a sostenere che noi Presbiteri non celebriamo Sante Messe bensì «Messe sataniche durante le quali si nutrono i fedeli non con il Corpo di Cristo ma col corpo dell’Anticristo».
.
Le persone che si trascina dietro sono, perlopiù, soggetti fragili carenti di spirito logico e senso critico. Eppure basterebbe che i seguaci si ponessero questo semplice quesito: attualmente i preti operanti nel mondo sono circa 450.000. È possibile che le uniche Sante Messe e gli unici Sacramenti validi siano quelli celebrati dal Minutella e da quell’altro prete “scappato di casa” che si è messo al suo seguito? Una mente dotata di elementare senno, può credere per davvero che in questo momento, in tutto il mondo, le uniche Sante Messe e Sacramenti validi siano quelli amministrati da due preti scomunicati e scismatici, mentre gli altri 449.998 preti sparsi per il mondo celebrano Messe e amministrano Sacramenti farlocchi?
.
I suoi seguacidovrebbero porsi anche un altro quesito: al Minutella, che da tre anni viaggia alla grande in giro per il mondo, senza badare a spese di soggiorno e altro, chi è che fornisce i soldi per muoversi con seguito appresso e bivaccare da un hotel a cinque stelle all’altro? Tre anni or sono il Minutella girò per tutta l’Europa in automobile, poi cominciò a fare viaggi intercontinentali in vari Paesi del Latino America. Tutti sappiamo quanto costa mettere in viaggio un gruppo di persone e quanto costano le spese di soggiorno. Qualcuno pensa davvero che sia finanziato dalle persone semplici e modeste che alla fine dei suoi sproloqui in diretta su Facebook lo chiamano per porre domande o per tessere elogi, stentando a esprimere una frase in un italiano corretto? Chi è che lo finanzia, forse la povera vedova ultra settantenne che invia ogni mese 10 euro di offerta, convinta che questo prete sia un vero profeta «inviato dalla Madonna» e un autentico martire perseguitato «dalla falsa Chiesa del falso papa»? Dietro al fenomeno-Minutella ci sono finanziatori che muovono ben altre cifre di danaro, è palese. Quindi la domanda è di rigore: a chi fa comodo questo prete impazzito, scomunicato e dimesso dallo stato clericale, che come una mina vagante semina giornaliero odio e disprezzo verso «la falsa Chiesa» del «Maledetto Bergoglio eretico e apostata»? A chi Minutella fa comodo fuori dalla Chiesa, ma soprattutto all’interno della Chiesa? Se lo domandino i suoi seguaci, se nella testa gli sono rimasti soltanto due neuroni in grado di partorire un ragionamento logico e critico.
.
Eppure c’è chi crede e segue questo falso profeta, tanto che da alcuni anni siamo impegnati ad assistere famiglie sofferenti che si rivolgono a noi perché figli e familiari hanno lasciato morire anziani e ammalati senza il conforto dei Sacramenti e senza esequie funebri, oppure casi di mariti o mogli disperate, perché l’altro coniuge negava di battezzare il figlio se non presso la struttura eretta in provincia di Palermo dove opera il Minutella.
.
Capite dunque che c’è poco da ridacchiare con divertito spirito clericale, molto invece da piangere, perché dietro a questo imbonitore luciferino che pare nato da un rapporto contro natura tra Wanna Marchi e il Mago Otelma c’è la rovina delle anime e il dolore di molte famiglie disperate.
.
Appena il Minutella ha reso pubblico un video nel quale salutava il suo “popolo fedele” dal Brasile, annunciando che da lì a breve sarebbe andato in Paraguay e in Argentina, ho provveduto a inviare una lettera ai Nunzi Apostolicidei Paesi in questione, affinché i Pastori delle Diocesi interessate siano messi al corrente e possano informare i propri presbiteri, evitando che il Minutella si intrufoli in santuari mariani e istituzioni religiose, per girare video al loro interno e poi lanciare le sue sfide da invasato d’odio che fabbrica odio e istiga all’odio.
.
dall’Isola di Patmos, 20 febbraio 2022
.
.
LE INSOLENTI SFIDE DEL MINUTELLA ALLA «FALSA CHIESA» DEL «FALSO PAPA»: LANCIARE FANGO PUTRIDO DIRETTAMENTE DALL’INTERNO DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DI APARECIDA E POI DIFFONDERLE IN PUBBLICI VIDEO
.
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2022-02-20 18:10:492022-02-20 18:44:11Il prete scomunicato Alessandro Minutella in giro per il mondo a caccia di anime come un demonio pescatore e la lettera di Padre Ariel ai Nunzi Apostolici dell’America Latina
EL SACERDOTE EXCOMULGADO ALESSANDRO MINUTELLA EN GIRA POR EL MUNDO A CAZA DE ALMAS COMO DIABLO PESCADOR Y LA CARTA DEL PADRE ARIEL A LOS NUNCIOS APOSTÓLICOS EN AMÉRICA LATINA
.
Sobre Minutella hay poco porque reír con divertido espíritu clerical, y mucho para llorar, porque detrás de este presentador de espectáculos luciferino que parece fruto de una relación antinatural entre un brujo Vudú y una vidente está la ruina de las almas y el dolor de muchas familias desesperadas.
el sacerdote de la Arquidiócesis de Palermo Alessandro Minutella, incurrió en excomunión latae sententiae (excomunión automática) sancionado por el decreto de reducción in poenam del estado clerical
El sacerdote excomulgado Alessandro Minutella, sancionado el 18 Noviembre 2021 por el decreto tan extremo como raro de la reducción del estado clerical emitido por la Congregación para la Doctrina de la Fe, se encuentra actualmente en viaje por varios países de América Latina. El 16 de febrero aterrizó en Brasil, desde donde se moverá a Uruguay y Argentina, según lo ha anunciado.
.
Para utilizar una expresión idiomática que forma parte del léxico histórico de Sicilia, gloriosa tierra a la que pertenece y en la se formo y fue ordenado sacerdote de la Arquidiócesis Primada de Palermo, Alessandro Minutella es fucina di minchiate (fogón de estupideces) a escala industrial que se extiende por medio de los canales socialde Facebooky YouTube. Desafortunadamente, el error que a veces algunos de nuestros obispos y sacerdotes cometemos, es de reír sin dar importancia a los absurdos fuera de cualquier criterio lógico, filosófico, teológico, eclesiológico y jurídico que continua a vomitar de manera violenta y odiosa como un chorro. Error imperdonable nuestro, porque detrás de sus absurdos está el drama de tantas almas arruinadas y de familias enteras que sufren a causa de quienes han seguido a este malvado.
.
Entre las diversas declaraciones de gravedad inaudita, junto a su mayor arma es decir, la elección ilegítima e inválida del Pontífice reinante Francisco I, existe la aterradora afirmación de que las Santas Misas celebradas por los sacerdotes «en comunión con el falso usurpador Bergoglio emisario del Anticristo son inválidas». Al mismo, modo todos los Sacramentos administrados son inválidos. En sus numerosos neuro-video-delirios, Minutella ha llegado a sostener que nosotros sacerdotes, no celebramos Santas Misas sino «Misas satánicas durante las cuales los fieles no se nutren con el Cuerpo de Cristo sino con el cuerpo del Anticristo».
.
Las personas que persuade son, en su mayoría, sujetos fragiles carenties de espiritu logico y sentido critico. Sería suficiente que sus seguidores se hicieran esta simple pregunta: actualmente los sacerdotes que operan en todo el mundo son mas o menos 450.000. Es posible que las únicas Misas y los únicos Sacramentos válidos sean aquellos celebrados por Minutella y por el otro sacerdote que lo sigue? Una mente dotada del elemental juicio, realmente puede creer que en este momento, en todo el mundo, las únicas Santas Misas y Sacramentos válidos son los administrados por dos sacerdotes excomulgados y cismáticos, mientras que los demás 449.998 sacerdotes celebran misas y administran Sacramentos invalidos?
.
Y sus seguidores deberían hacer también otra pregunta: Minutella, que desde hace tres años viaja comodamente por todo el mundo, independientemente de los gastos, ¿Quién es el que le proporciona el dinero para moverse con séquito y estar cómodamente en hoteles a cinco estrellas o más? Hace tres años Minutella viajó por toda Europa en coche, después comenzó a realizar viajes intercontinentales a varios países de América Latina. Todos sabemos cuánto cuesta en estos momentos viajar con un grupo de personas en coche y cuánto pueden llagar a costar los gastos de estadía. Alguien realmente piensa que se logre financiar por gente sencilla y modesta que al final de sus arengas en directo Facebooklo llaman para hacer preguntas o para tejer alabanzas, logrando a duras penas un italiano correcto? Quién es el que lo financia, tal vez la pobre viuda de más de setenta años que envía cada mes 10 euros en oferta, convencida de que este sacerdote es un verdadero profeta «enviado por la Virgen» y auténtico mártir perseguido «por la falsa Iglesia del falso Papa»? Detrás del Fenómeno-Minutella hay financiadores que mueven cantidades de dinero muy superiores, es obvio. Por lo tanto la cuestión de rigor es: a quien favorece éste sacerdote enloquecido, excomulgado y destituido del estado clerical, que como una mina a la deriva siembra diariamente odio y desprecio hacia «la falsa Iglesia» del «maldito herético y apóstata Bergoglio»? A quién Minutella conviene fuera de la Iglesia, pero sobre todo dentro de la Iglesia? Se lo pregunten sus seguidores, si es que en sus cabezas les quedan dos neuronas capaces de engendrar un razonamiento lógico y crítico.
.
Hay quienes creen y siguen a este falso profeta, tanto así que desde hace algunos años nos hemos comprometido en ayudar a las familias sufrientes que recurren a nosotros porque hijos y familiares han dejado morir ancianos y enfermos sin el consuelo de los Sacramentos y sin funerales, o casos desesperados de esposos o esposas, en los que el otro cónyuge se negaba a bautizar el hijo a excepción de la estructura erigida en la provincia de Palermo donde opera Minutella.
.
Entendéis que hay poco porque reír con divertido espíritu clerical, y mucho para llorar, porque detrás de este presentador de espectáculos luciferino que parece fruto de una relación antinatural entre una vidente y el brujo Vudú está la ruina de las almas y el dolor de muchas familias desesperadas.
.
Tan pronto como Minutella hizo público un videoen el que saludó a su “pueblo fiel” desde Brasil, anunciando que pronto iría a Paraguay y Argentina, procedí a enviar una carta informativa a los Nuncios Apostólicos de los países en cuestión, a fin de que los pastores de las diócesis interesadas estén informados y puedan advertir a sus sacerdotes, evitando que Minutella se cuele en santuarios marianos e instituciones religiosas, para grabar videos y poder lanzar desafíos invadidos de odio que fabrica odio e incita al odio.
.
desde la Isla de Patmos, 20 Febrero 2022
.
.
LOS INSOLENTES DESAFIOS DE MINUTELLA A LA “FALSA IGLESIA” DEL “FALSO PAPA”: ARROJA BARRO PÚTRIDO DIRECTAMENTE DESDE EL INTERIOR DEL SANTUARIO DE NUESTRA SEÑORA DE APARECIDA DIFUNDIDOS POR MEDIO DE VÍDEOS
.
.
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2022-02-20 18:03:282022-02-20 18:46:03El sacerdote excomulgado Alessandro Minutella en gira por el mundo a caza de almas como diablo pescador y la carta del Padre Ariel a los Nuncios Apostólicos de América Latina
IL SENSUS FIDELIUM E QUEGLI ALABARDIERI CATTOLICI CUSTODI DELLA VERA FEDE CHE DI FATTO SONO LUTERANI E MODERNISTI SENZA NEPPURE SAPERE DI ESSERLO
Le teorie strampalate degli alabardieri cattolici giungono a conclusioni pratiche e pastorali terribili, ma soprattutto finiscono con l’essere, nei concreti fatti e nel loro approccio con la fede, dei perfetti luterani, senza rendersi conto di esserlo, inconsapevoli che molte delle loro ragioni critiche sono le stesse di Martin Lutero. Certi soggetti cadono nel luteranesimo per un verso, nel modernismo per altro verso, salvo sentirsi e credersi gli unici, soli e autentici custodi della vera fede e della autentica traditio catholica.
leone da tastiera con l’hobby della teologia e della storia della Chiesa
Ultimamente sto leggendo diversi proclami teologiciin giro per la rete. Un po’ è colpa mia, perché sono un frate cyber predicatore, dunque cyber teologoche naviga nella rete e si imbatte spesso in teorie teologiche alquanto strane. Tendenzialmente lascio correre, perché sono teorie divertenti e le leggo con la finalità di ridere un po’ dopo una giornata di attività di predicazione o di ricerca accademica.
.
Di recente alcune teorie bislacchedelle “legioni di incompresi unici portatori della vera fede cattolica, apostolica, romana” hanno suscitato dubbi anche nei fedeli laici più devoti ed equilibrati. Perciò ringrazio questi alabardieri unici detentori della fede cattolica, perché mi hanno fornito un assistper fare un breve ripasso di ecclesiologia e di fornire delle genuine riflessioni su un tema che forse è sfuggito un po’ di mano; proprio per questo si può proporre a chi magari lo vuole approfondire per la prima volta. Il tema in questione è il sensus fidelium.
.
Con questa accezione latina, traducibile in “il senso dei fedeli”, si intende il sentire di tutti i fedeli, cioè loro fede soggettiva e dunque la loro reazione circa gli argomenti della fede proposta dai vescovi o dal papa o da un concilio che si esprimono nel Magistero. Ora, a detta degli alabardieri della autentica fede, io sarei un bugiardo e un ignorante su questo tema. Ma c’è di peggio: mentirei non sapendo di mentire. Così è stato necessario che questi super maestri, un bel giorno, si siano dovuti arrotolare le maniche, salire sulla cattedra dei loro personali blog, prendere il loro gesso virtuale e scrivere sulla lavagna della smart-saccenza per spiegarmi che il senso dei fedeli ha un ruolo pressoché genuino nella interpretazione del Magistero e del suo sviluppo. Questa considerazione è il fondamento per uno degli alabardieri per poter affermare che, in tutta questa genuinità, il suo sensus fideliumsvolgeva quasi un ruolo decisivo fondamentale anche nella valutazione degli atti del magistero ordinario di Papa Francesco, tale che rifiutarli tutti insieme sarebbe ― udite, udite! ― un atto prudenziale, perché tutti quelli che obbediscono al Papa altro non farebbero che allinearsi su posizione anti-cattoliche.
.
Queste frasi così scrittepossono significare tutto e il contrario di tutto. Anche il richiamo al magistero del Concilio Vaticano II, più volte citato sia in questa occorrenza che in diversi scambi telematici, è così labile da sembrare inesistente. Insomma l’ambiguità di fondo dei teologi cibernetici alabardieri della vera fede consta propria nell’evitare di definire con precisione in cosa consista il sensus fidelium. Successivamente si riempie questo non-concetto di interpretazioni soggettive e, almeno per quello che leggo nella rete, cariche di un certo sentimento di sfida e di diffidenza nei confronti delle autorità ecclesiastiche quando esercitano il magistero autentico o ordinario. Dunque gli alabardieri catto-spaziali si avventurano in interpretazioni teologiche e liturgiche viziate da fallacie e pregiudizi di fondo, da dei veri e propri anti-dogmi. La teoria di base, insomma, sembra essere quella per la quale basta un gruppo di fedeli, anche cospicuo, che forti del loro essere a pieno titolo fedeli della Chiesa e di esercitare un corretto sensus fidelium, solo per questo siano in grado di offrire correttamente la giusta analisi dei documenti di Magistero, finanche a stabilire in forma definitiva e non più discutibile, quale documento del Romano Pontefice sia di Magistero ordinario, straordinario e autentico e quale no.
.
I teologi dibattono su questi temi ancora oggi, cercando di comprendere la valenza di un certo documento papale e conciliare, ma, al netto di poche esasperazioni, difficilmente proclamerebbero le loro personali opinioni come assolutamente vere e autentiche, e a partire da queste proclamarsi icattolici, apostolici, romani rispetto agli avversari che sarebbero degli incompetenti, degli eretici che non capiscono niente. Insomma, senza che gli alabardieri se ne accorgano neppure: siamo al sistema liberal democratico della repubblica parlamentare, con tanto di elezioni a maggioranza e di referendum propositivi e abrogativi. Manca solo la solenne formula: “Nella Chiesa la sovranità appartiene al Popolo che la concede in delega al Supremo Pastore e ai vescovi”.
.
Aggiungo anche che chiaramente, nel mondo di oggi in cui la libertà è anteposta a qualsivoglia altro diritto, ognuno pensa e dice quello che vuole, scemenze e falsità comprese. Il diritto a dire e pensare stupidaggini in materia di fede cattolica è uno di quei diritti inalienabili approvati e anzi incoraggiati dalla cultura laicista e atea. Anche gli alabardieri, su questa linea liquida e laicista, dicono e pensano quello che vogliono. Mi permetto di domandargli: per caso, sui vostri siti, state organizzando la fiera e il concorso delle supercazzole e voi gareggiate per il primo posto? Questo solo per chiarire, perché volentieri ve lo lascerei senza alcun dubbio.
.
Finita la fase di ironia introduttiva (che ho tratto dalla lettura dello splendido Adversos Heresesdi Sant’Ireneo, neo-dottore della Chiesa), passo un po’ a chiarire ai fedeli devoti cattolici che si intende per sensus fidelium che anch’essi hanno e offrono alla Chiesa come servizio e cammino nella verità.
.
Già San John Henry Newman aveva dedicato un saggio teologico su questo tema dal titolo «Sulla consultazione dei fedeli in materia di dottrina». Il santo e teologo inglese, attento studioso dei padri e della storia della Chiesa antica, mostra alcuni esempi eroici di gruppi fedeli che nel loro senso della fede hanno trasmesso e predicato la corretta fede; ciò specialmente nei primissimi secoli, questi fedeli, resistendo all’arianesimo, fino al martirio, si sono ribellati a vescovi e sacerdoti contrari alla dottrina nicena. Ed ecco già che gli alabardieri suddetti staranno lì a sfregarsi le mani, sghignazzare davanti allo schermo e a dire “Ah! Vedi che avevo ragione io?”.
.
Ovviamente il senso dello studio di Newman – convertito al cattolicesimo nel 1843 – era quello di un teologo cattolico che voleva fornire una dignità alla coscienza e alla professione coerente dell’intero corpo dei fedeli, e quindi anche dei laici. Perché infatti scrivere un saggio di polemica verso la Chiesa Romana, se Newman da 16 anni era attento apologista e studioso delle fonti della fede, in un ambiente anglicano sempre pronto a criticarlo e speranzoso a vederlo tornare di nuovo anglicano per dar prova della assurdità del cattolicesimo romano?[1] E soprattutto perché mai offrire argomenti contrari all’autorità sacerdotale e al suo insegnamento in seno alla sede romana, se anche lo stesso Newman dopo la conversione era stato consacrato validamente sacerdote cattolico 12 anni prima di quel saggio? La risposta va evidentemente cercata nelle parole dello stesso autore, quando afferma: «Non c’è dubbio che in questo caso non si chiedevano loro consigli, opinioni e giudizi, ma si voleva soltanto accertare una situazione di fatto, si faceva cioè ricorso alle loro credenze come ad una testimonianza di quella tradizione apostolica sulla quale soltanto si può fondare qualunque definizione dottrinale»[2]. Quello che Newman poi sottolinea è che:
.
«Dicendo questo, quindi, senza dubbio non sto negando che la maggior parte dei vescovi fossero ortodossi nel loro credo interno; né che ci fosse un certo numero di clero che stava accanto ai laici e agiva come loro centri e guide; né che i laici ricevessero effettivamente la loro fede, in prima istanza, dai vescovi e dal clero; né che alcune porzioni di laici fossero ignoranti e altre porzioni alla fine corrotte dai maestri ariani, che si impossessarono delle sedi e ordinarono un clero eretico; ma voglio ancora dire che in quel tempo di immensa confusione il dogma divino della divinità di nostro Signore fu proclamato, applicato, mantenuto e (umanamente parlando) conservato, molto più dalla Ecclesia doctache dalla Ecclesia docens; che il corpo dell’episcopato fu infedele al suo incarico, mentre il corpo dei laici fu fedele al suo battesimo; che il Papa, a volte, il patriarca, il metropolita e altre grandi sedi, a volte i concili generali, dissero ciò che non avrebbero dovuto dire, o fecero ciò che oscurò e compromise la verità rivelata; mentre, d’altra parte, era il popolo cristiano che, sotto la Provvidenza, era la forza ecclesiastica di Atanasio, Ilario, Eusebio di Vercelli e altri grandi confessori solitari, che senza di loro sarebbero falliti»[3].
.
Immagino ancora gli alabardierisfregarsi di nuovo le mani, sghignazzare più forte di prima “Ah! Ho ancora ragione io perciò adesso farò l’atto di fede di riempire i social e tutti i miei discorsi di improperi e risposte sgarbate contro quei pretacci del post-concilio!” Che dire: una persona che possa dirsi sufficientemente a conoscenza delle basi della storia della Chiesa sa benissimo che nel corso dei secoli ci sono stati anche pontefici, vescovi e cardinali che non sempre si sono comportati in odore di santità, anzi, non pochi hanno avuto condotte morali riprovevoli. A volte anche a livello di esercizio del loro ruolo di pastori non sono stati perfetti, o per dirla tutta: furono dei veri e propri disastri quanto a prendere decisioni concrete e, in alcuni casi, anche nelle modalità di comunicare alcuni importanti dogmi della nostra fede, cosa questa di cui il Sommo Pontefice Onorio I e la questione monotelita del 634 è stato un classico esempio.
.
Tutti questi esempiin nessun modo possono essere addotti come prove di una certa superiorità del sensus fideliumrispetto al Magistero ordinario. Infatti, quelle che Newman cita e che io riprendo, sono scelte pastorali e condotte di vita assolutamente deprecabili; ma il teologo inglese riconosce che, al di là di queste azioni riprovevoli, i fedeli sono formati nella fede dalla stragrande maggioranza di preti, vescovi e papi che sono del tutto ortodossi alla corretta dottrina della duplice natura. Perché nella loro consacrazione i vescovi hanno ricevuto il carattere della pienezza del sacerdozio apostolico, quindi la grazia di stato che gli permette di esprimersi, in determinate condizioni, luoghi e tempi, come autentici e certi maestri della fede. L’imposizione delle mani che conferisce il sacro ordine non conferisce un’aura di santità e di preservazione da futuri peccati gravissimi, neanche fosse una sorta di scudo spaziale sacramentale che parasse qualsiasi tipo di imperfezione morale e spirituale. Dunque questi maestri della fede hanno al contempo bisogno di consultare i fedeli, perché clero e fedeli insieme concorrano allo sviluppo e alla conoscenza del dogma e della dottrina cattolica. Lo stesso Newman – in barba alle strumentalizzazioni che l’indomito alabardiere può ancora fare di lui – scrive esplicitamente:
.
«Penso certamente che la Ecclesia docens sia più felice quando ha intorno a sé partigiani così entusiasti come quelli qui rappresentati, che quando taglia fuori i fedeli dallo studio delle sue divine dottrine e dalla simpatia delle sue divine contemplazioni, ed esige da loro una fidesimplicita nella sua parola, che nelle classi colte finirà nell’indifferenza, e nelle più povere nella superstizione».
.
Ecco allora la cooperazione e collaborazionenella consultazione dei fedeli è il punto focale di tutto il saggio di Newman. Non esiste una Chiesa docens senza una chiesa docta: lo sviluppo della corretta fede dunque avviene sempre come cammino di unità ecclesiale, senza creare scismi, falsi dilemmi e chissà quali altre diavolerie, pur di farfugliare stupidaggini sul primato del senso comune contro il magistero “ereticoide” del Sommo Pontefice Francesco, del quale alcuni soggetti cerebralmente disconnessi giungono a sostenere invalida la sua stessa elezione al sacro soglio. Si perché gli alabardieri scrivono continuamente contro il magistero, stabilendo con argomenti fattuali e concreto che il sensus fideliumè superiore anche alle precisazioni offerte da esso. Cioè nella loro bislacca teoria mi sembra di poter evincere chiaramente che il sensus fideliumè una sorta di forza epistemologica che, legata alla grazia battesimale, può anche arrivare ad affermare autenticamente e in modo indiscutibile quale documento possa dirsi magistero autentico e debba perciò essere obbedito, e al contempo quale documento invece è pura opinione del papa o dei vescovi e che può essere disatteso se non anzi aggredita sui social.
.
In tal modo, forse non accorgendosene, cadono nell’errore protestante del libero esame: solo che mentre i protestanti applicano questa teoria alla Sacra Scrittura, questi liberi difensori del cattolicesimo e della unica fede a colpi di alabarda spaziale, lo applicano alla Tradizione e ai testi di Magistero. Se queste sono tutte bufale in che modo, allora, i fedeli camminano con la Chiesa docente (che insegna le verità della fede) senza cadere negli estremismi sinora visti? Vediamo in sintesi proprio in che modo il Concilio Vaticano II definisce il senso dei fedeli. In particolare ne parla nella Lumen Gentium nella parte dedicata a Il senso della fede e i carismi nel popolo di Dio:
.
«Il popolo santo di Dio partecipa pure dell’ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità, e coll’offrire a Dio un sacrificio di lode, cioè frutto di labbra acclamanti al nome suo (cfr. Eb 13,15). La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo, (cfr. 1 Gv 2,20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando “dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici” mostra l’universale suo consenso in cose di fede e di morale. E invero, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, e sotto la guida del sacro magistero, il quale permette, se gli si obbedisce fedelmente, di ricevere non più una parola umana, ma veramente la parola di Dio (cfr. 1 Ts 2,13), il popolo di Dio aderisce indefettibilmente alla fede trasmessa ai santi una volta per tutte (cfr. Gdc 3), con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita» (LG. N. 12).
.
A partire da questo testo,vediamo bene di chiarire i grossolani errori di cui già detto in precedenza. Il primo errore commesso nella citata “teoria ecclesiologica” fu quello di distinguere i vescovi, i cardinali, il papa, insomma tutto il clero dai semplici fedeli laici. Errore che non fu commesso neanche da Newman come abbiamo visto. Insomma i fedeli laici non hanno un senso della fede diverso rispetto a quello del clero, che sarebbe più genuino o più vero, anche se il clero, nella sua totalità, ottemperasse continuamente ad azioni contrarie a morale cattolica. Ed ecco quindi come anticipavo, la bellezza della dottrina cattolica che quanto a ricezione della Verità dallo Spirito Santo pone sullo stesso livello l’intero corpo ecclesiale.
.
Il secondo errore consta di opporre in contrasto Magistero e Senso dei Fedeli: ciò è fuori dalla logica e dalla teologia cattolica proprio per l’unica origine del dato rivelato: il Dio trinitario nelle sue missioni ad extra. Dio non offre la verità a pezzi, sbriciolandola a seconda delle persone, dei tempi e delle necessità, da cui ne conseguirebbe che Dio offre, al Santo Padre Francesco, tutta la verità cattolica circa la duplice natura di Cristo, mentre al signor Rossi della parrocchia di Tor Lupara insegna che Gesù è solo Dio o che è solo uomo, per cui il signor Rossi può opporre il suo personale senso della fede contro il Magistero del Papa. Il concilio insegna proprio che il senso dei fedeli viene dall’ascolto del sacro magistero, che offre una guida sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione. Perciò la dottrina cattolica quanto all’insegnamento autentico della fede e alla interpretazione dei testi biblici, proprio per il compito affidato da Gesù stesso agli apostoli e per il potere delle chiavi offerto a Pietro e ai suoi successori, pone i vescovi come primi maestri della fede, e non al pari livello dei fedeli laici. I quali ovviamente potranno rettamente formarsi, studiare libri di esegesi e teologia, ma mai potranno assumersi a interpreti definitivi e autentici di questi testi: non è il compito a loro assegnato da Dio.
.
Qui infine c’è una considerazione praticae quotidiana da proporre. La penetrazione di tutta la Chiesa ai divini misteri, come scrive il concilio, clero e fedeli laici che sono guidati dal Magistero, non ha nessuna valenza militare o al contrario solo organizzativa: seguire infatti il Magistero è ciò che serve per trasformare la Parola di Dio in parola vissuta. Per passare dalla fede professata alla fede vissuta e quindi dunque alla Carità operante.
.
Seguire il Magistero perciò non consiste nell’atto di scimmiottare le parole altrui, come delle marionette o come dei pupi siciliani, ma ascoltare con devota riverenza e spirito critico filiale la parola di Gesù da incarnarsi nell’oggi per donare il volto di Cristo ai sofferenti e ai lontani. Per questo che ancora una volta un sensus fideliumche si ergesse a definitivo interprete di tutto, creerebbe una parcellizzazione e una frammentazione dello stesso dato di fede, generando altrettanta confusione e visione caotica della carità. Infatti, di nuovo il signor Rossi potrebbe credere che siccome Gesù ha la sola natura divina e non è realmente risorto perché Dio non può morire, allora farebbe bene ad agire di conseguenza e quindi smettere di credere alla resurrezione dei corpi. Di conseguenza, anche a smettere di curare il suo corpo e a farsi del male, perché tanto se crede che il corpo non risorge, il signor Rossi può anche mutilarsi.
.
Questa visione caoticache al contempo non aiuterebbe ad attualizzare e a concretare nemmeno le opere di misericordia spirituali, tra le quali quella di consigliare i dubbiosi. Infatti se il Magistero non è più fonte autorevole di Verità, il signor Bianchi nel suo personale sensus fidelium potrebbe ritenere doveroso anche invitare il suo migliore amico ad attuare uno scisma e un allontanamento della Chiesa e allontanarsi da Gesù, di fronte ad un dubbio ad esempio sulla natura trinitaria o anche su una singola e quotidiana azione morale.
.
Le teorie strampalate degli alabardieri cattolici– per i quali prego molto affinché si convertano e tornino presto alla piena adeguazione personale con la dottrina – giungono a conclusioni pratiche e pastorali terribili, ma soprattutto finiscono con l’essere, nei concreti fatti e nel loro approccio con la fede, dei perfetti luterani, senza rendersi conto di esserlo, inconsapevoli che molte delle loro ragioni critiche sono le stesse di Martin Lutero. Per questo ho voluto dedicargli un articolo, per provare a scongiurare una forma della “dittatura del relativismo” mascherata da espressione più genuina della fede cattolica, per evitare che certi soggetti cadano nel luteranesimo per un verso, nel modernismo per altro verso, salvo sentirsi e credersi gli unici, soli e autentici custodi della vera fede e della autenticatraditio catholica.
Roma, 17 febbraio 2022
.
.
[1] Lo scrivo in nota come se fosse detto sottovoce. Ora mi sorge un dubbio dopo queste considerazioni: davvero i pretoriani della fede conoscono la figura e il contesto storico di Newman? O lo confondono col più noto attore e interprete de Lo Spaccone? A me onestamente il dubbio rimane.
[2] John Henry Newman, On Consulting the Faithful in Matters of Doctrine., [Rambler, July 1859.], Edizione eEook, paragrafo 1.
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2021/09/padre-Gabriele-piccola.png?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Gabrielehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Gabriele2022-02-17 11:56:202022-02-17 11:56:20Il sensus fidelium e quegli alabardieri cattolici custodi della vera fede che di fatto sono luterani e modernisti senza sapere di esserlo
IL SOMMO PONTEFICE DA FABIO FAZIO E IL DILEMMA DEL GIORNO DOPO: TRA I DUE, CHI ERA IL VECCHIO PROFESSORE E CHI L’ANGELO AZZURRO?
Non voglio indugiare più di tanto sull’immagine dell’anziano professore del film L’Angelo Azzurro con la mitica Marlene Dietrich nel ruolo della ballerina Lola, lascio valutare a chiunque conosca un po’ il vecchio cinema e la trama di quel capolavoro di film drammatico, chi tra i due ieri sera era il Professore e chi l’Angelo Azzurro, io non so rispondere e non voglio neppure rispondere, anzi: non ci voglio nemmeno pensare …
Due giorni fa ho pubblicato un articolo duro e severo per commentare l’annunciata partecipazione del Romano Pontefice a un talk show noto da sempre per essere una bandiera della peggiore Sinistra fricchettona e politicamente corretta: Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio, al quale da anni fa da spalla Luciana Littizzetto che ha irriso in ogni modo la Chiesa Cattolica, la dottrina, la morale e la pastorale dei Vescovi d’Italia. Questo è il contenitore ― e nessuno lo può negare ― nel quale il Sommo Pontefice ha deciso di mettere i propri contenuti. Applicando il principio giustificatorio che la persona risponde dei contenuti espressi e non certo del contenitore in cui li ha espressi, in tal caso io potrei pubblicare tranquillamente un articolo sul mistero dello Spirito Santo sulla rivista Playboy, senza che nessuno possa osare dirmi niente, perché risponderei solo di ciò che scrivo, a prescindere dai primi piani delle splendide fotomodelle nude che riempiono le pagine di quel mensile. Esattamente come il Romano Pontefice ospite a Che tempo che farisponde dei propri contenuti, non certo di un contenitore che per anni ha sbeffeggiato la Chiesa Cattolica attraverso il braccio armato di Luciana Littizzetto, o no?
.
Quella di Fabio Fazionon è la Sinistra delle rivendicazioni o delle lotte operaie, politiche e sindacali del vecchio, glorioso e anche compianto Partito Comunista Italiano, a cui tanto l’Italia deve sin dai tempi dell’Assemblea Costituente e di cui fu ultimo leaderquel gran galantuomo di Enrico Berlinguer. Quella di Fabio Fazio è la Sinistra ― come ho spiegato e come torno a ribadire ― con i super-attici ai Parioli e le ville a Capalbio. Una sinistra che nulla ha da spartire con quelle che sono le istanze del Sommo Pontefice, o come severamente le ho definite: nevrosi ossessivo-compulsive su poveri e migranti. Infatti, per noi, i veri poveri che per divino mandato ricevuto dobbiamo assistere sono i poveri di Cristo, i veri migranti da accogliere o da recuperare sono i lontani dalla Chiesa, o gli emigrati dalla Chiesa. In caso contrario rischia di risuonare il severo monito di Cristo Dio: «Non fanno così anche i pagani?» [Mt 5, 47].
.
A mio modesto parere la presenza del Sommo Pontefice è stata inopportuna, introdotta, come immaginavo, dai commenti di una corte di sinistri laicisti capeggiata da Roberto Saviano che, come un teatrino d’avanspettacolo prima dell’apertura del grande sipario, hanno tentato di legittimare ― riuscendoci agli occhi di molti, ahimè! ― il loro non-essere-cattolici, avversi da sempre a tutto ciò che è il cattolico sentire sul piano della dottrina, della fede e della morale. Quella che io chiamo strategia Gianluigi Nuzzi, col quale ebbi a dibattere a una diretta televisiva nel 2020, anche se comprese subito nello spazio di pochi secondi che con me non attaccava e, da persona intelligente qual è, tirò subito i remi in barca.
.
Semplice quanto pericolosa e terrificantela scissione operata da queste persone tra Jorge Mario Bergoglio, la Chiesa e il Papato. Solo gli incapaci di intendere e volere, o coloro che non vogliono intendere e volere, possono stracciarsi le vesti dinanzi alle mie parole e non accorgersi in che modo questi sinistri soggetti presentino da anni Jorge Mario Bergoglio come un «grande rivoluzionario», un uomo «solo e incompreso», ma soprattutto «ostacolato». E da chi, sarebbe incompreso e ostacolato? Presto detto: dalla Chiesa, dalla cattivissima Curia Romana e da non meglio precisati conservatori che non vogliono il grande «cambiamento epocale rivoluzionario». Presto detto: attraverso questo gioco finisce per essere trasmesso alle masse, incluso l’esercito di cattolici semplici e fragili, un terribile messaggio subliminale: Bergoglio sì, Chiesa no, Bergoglio sì, Papato no … Ci manca solo la ciliegina sulla torta del pasticcere: Bergoglio sì, Cristo no.
.
Esattamente la strategia Gianluigi Nuzziche sulla Chiesa e le malefatte vere e presunte del clero scrive da oltre un decennio di tutto e di più. Dal 2013 lo fa però con una strategia che ha in sé del diabolico: scinde Jorge Mario Bergoglio dal suo sacro ufficio, lo stacca dalla Chiesa e dal clero di cui egli è supremo capo per divino mandato, lo muta in un non meglio precisato “rivoluzionario incompreso”, lo innalza come vittima e poi come tale lo difende da un sistema corrotto e corruttore, ossia la Chiesa di Cristo. Fatto questo si sente così legittimato a scaricare su di noi tutto il peggior fango del mondo. Come se Jorge Mario Bergoglio fosse null’altro che un semplice Jorge Mario Bergoglio, mentre per noi è il Successore del Beato Apostolo Pietro e il legittimo Vicario di Cristo sulla terra al quale il Verbo di Dio ha dato il potere delle chiavi [cf. Mt 13, 16-19]. E come tale tutti noi presbiteri e fedeli cattolici lo veneriamo e ubbidiamo, sempre. A prescindere da certi suoi limiti e difetti sui quali non si è tenuti a tacere, tanto più in nome del più bieco e cieco clericalismo che avrebbe persino la comica pretesa di criticare il clericalismo, come dire: può forse uno scassinatore criticare e condannare il furto con scasso?
.
Può essere che i soloni della Santa Sede e i responsabili dei Media Vaticani non si siano mai accorti di questo gioco pericoloso? Sì, che se ne sono accorti, ma il problema è che il Sommo Pontefice ha rifiutato la vecchia, consolidata e tutto sommato funzionale macchina della Curia Romana, che con tutti i suoi pregi e difetti ha sempre adempiuto al suo delicato compito primario: proteggere la figura dell’Augusto Pontefice e la sua immagine pubblica. Purtroppo il problema è noto: il Santo Padre non ascolta nessuno e agisce di testa propria, dopo avere allontanato numerosi servitori fedeli e di valore per circondarsi di soggetti mediocri e di ruffiani compiacenti, con i risultati che oggi abbiamo sotto gli occhi.
.
Vogliamo poi parlare delle sue palesi incoerenze? Anche il Beato Apostolo Pietro, scelto da Cristo Dio in persona, si manifestò incoerente e fragile, è scritto nei Santi Vangeli, nelle Lettere Apostoliche e negli Atti degli Apostoli. Dunque spiegatemi, o novelli clericali che in modo ridicolo vi stracciate le vesti sul clericalismo: delle limitatezze del Beato Apostolo Pietro si può parlare, predicare e scrivere, mentre su quelle dell’uomo Jorge Mario Bergoglio no? Interessante, davvero interessante questa nuova ecclesiologia autenticamente anticlericale … e mentre da anni, di discorso in discorso il Santo Padre si struggeva il cuore per i migranti, quel grande uomo di Dio e fedele servitore della Chiesa del Cardinale Carlo Caffarra moriva senza mai essere ricevuto. Non pago di questo, poco tempo dopo il Santo Padre lasciava fuori dalla porta come un cane randagio l’anziano ed eroico cardinale cinese Giuseppe Zen, giunto ultra ottantenne da Hong Kong, che per una settimana attese inutilmente di essere ricevuto. In compenso, però, riceveva quell’ateo fiero e impenitente di Eugenio Scalfari, fondatore e direttore del quotidiano La Repubblica, che sul Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha scritto per anni editoriali e articoli rasenti spesso la più bieca infamia anti-cattolica. Qualcuno intende forse negarlo, o peggio darmi dell’inopportuno per avere osato riportare dati di fatto storici tanto pubblici quanto documentati? Da quando nella Chiesa la verità è diventata inopportuna? O qualcuno intende forse darmi addosso dicendo che bisogna valutare la forma, o meglio valutare come la verità si dice? In tal caso rispondo subito in anticipo: leggete i Santi Vangeli, perché queste erano le ragioni degli antichi farisei.
.
Il Santo Padre ha parlato del chiacchiericcio delle malelingue e del clericalismo. Peccato non abbia però spiegato che il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica potrebbe essere tranquillamente chiuso e il suo grande stabile trasformato in un ostello per Rom, perché nella bella stagione da lui inaugurata la certezza del diritto, assieme a quella di un giudizio equo e imparziale, di una assoluzione o di una giusta condanna, nei concreti fatti non esistono più in questa Chiesa visibile ammantata di una non meglio precisata e identificata misericordia. Vi sono stati ecclesiastici estromessi dalla sera alla mattina dai loro uffici dopo avere servito fedelmente la Chiesa alcuni decenni all’interno della Curia Romana, senza mai conoscerne neppure il motivo. Alle loro legittime domande rimaste senza risposta si sono sentiti replicare: «L’ordine viene dall’alto, quindi è così e basta!». Questioni di misericordia! Per non parlare poi dei numerosi procedimenti giudiziari canonici che sono stati chiusi con una perentoria telefonata giunta dalla Domus Sanctae Marthae perché l’indagato per gravissimi delitti era un amico degli amici del «cerchio magico» del Santo Padre, come ebbe a chiamarlo il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, grande uomo e teologo e per questo defenestrato in modo indegno dalla Congregazione per la dottrina della fede. E a fronte di tutto questo e molto altro ancora, ci siamo dovuti sorbire persino il predicozzo sulle «malelingue» il «chiacchiericcio» e il «clericalismo» pronunciato dall’infelice pulpito del salotto di Fabio Fazio. Permettetemi dunque di dire che se ciò non fosse tragico sarebbe davvero comico.
.
Tutto questo a chi giova? Non riesco proprio a trovare altri interrogativi che possano giustificare meglio la comparsata del Romano Pontefice al programma televisivo di ieri sera. Sicuramente ha giovato a quel talk show, al suo conduttore, a tutta quella pletora di intellettuali ideologizzati che amano la visibilità e che potranno finalmente annoverare il Santo Padre nel loro tiaso come un semplice primus Inter pares. Ma da semplice prete mi faccio una domanda: l’intervento di ieri sera gioverà ai fedeli cattolici, ai sacri pastori, ai sacerdoti, al popolo santo di Dio sempre più disorientato e bisognoso di certezze? Temo di no, perché a molti la serata di ieri sera ha lasciato un senso di vuoto che si concluderà con un interrogativo destinato a rimanere senza risposta: ce n’era proprio bisogno? No, non ce n’era certamente bisogno perché non abbiamo inteso cose diverse ― nella modalità e nella sostanza ― di quelle trite e ritrite pronunciate in modo ossessivo-compulsivo in nove anni di pontificato: migranti, migranti, ancora migranti, ecologismo, clericalismo, rigidità e misericordismo. Nulla che non si senta già abbondantemente a ogni benedizione Urbi et Orbinei giorni di Natale o di Pasqua e che ha già stancato pure i più devoti cattolici papisti.
.
Non poteva essere altrimenti,vista la linea editoriale del programma di Fabio Fazio che per bocca di Saviano investe il Sommo Pontefice del titolo di «ultimo socialista», cosa che farà sicuramente impazzire di gioia l’anima benedetta del Sommo Pontefice Leone XIII, di felice memoria, che nella parte prima della sua memorabile e profetica Enciclica Rerum novarumdefinì il Socialismo come «falso rimedio». Un Papa socialista che strappa un sorriso dicendo che da bambino voleva fare il macellaio e che davanti ai teleschermi non riesce ad argomentare un tema semplice di teodicea che tocca il mistero del dolore innocente e che ha in Cristo crocifisso il suo modello e nei Santi Innocenti martiri un cammino di santità reale che quotidianamente si ripete in milioni di aborti considerati come conquiste sociali dagli amici del fazioso Fazio, la cui frequentazione alla Comunità Nuovi Orizzonti dovrebbe perlomeno permettere qualche salutare crisi di coscienza, tra un Saviano e un altro. Mistero del dolore innocente e dei piccoli che il Santo Pontefice Giovanni Paolo II argomentò magistralmente nella sua Lettera Apostolica Salvifici dolorise che si lega inscindibilmente al misterium iniquitatis del peccato in cui il perdono non è certamente un «diritto» ― come ha affermato e ripetuto il Santo Padre facendo stramazzare a terra i teologi sotto lo schermo televisivo ― ma una grazia che Cristo ci ha offerto nel suo sangue e che a ogni confessione si rinnova.
.
L’ospitata c’è stata, per qualche giorno ancora si parlerà di questo evento che poi cadrà nel dimenticatoio così come si è soliti fare il lunedì dopo una partita domenicale tra dilettanti. Tutto questo non lascerà nulla, non un desiderio di conversione, né una volontà di scoprire Cristo, neanche il desiderio di amare di più la Chiesa. Anzi i nostri nemici diranno più che mai «Bergoglio è dei nostri!», quindi prendiamo il Santo Padre e usiamolo come clava per bastonare la Chiesa di Cristo non rivoluzionaria, gli avversari politici e coloro che sposano le idee anti-sovraniste. Per questo sono preoccupato, più che per quello che non si è detto ieri sera e per quello che con abile senso manipolatorio si farà dire al Sommo Pontefice nei giorni a seguire di ciò che non ha mai detto.
.
Dopo ieri sera il Papato è stato colpito e dissacrato,forse l’unico capo religioso ammantato di ineffabile dignità resta la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, che come capo della Comunità Anglicana non si sognerebbe mai di andare da un Fazio qualunque a farsi intervistare, perché si sa: davanti al Re si aspetta di essere chiamati, si tiene la testa bassa e si risponde solo ed esclusivamente se lui ti rivolge parola e se ti pone delle domande. È il Re che interroga e che domanda, nessuno può interrogare e rivolgere domande al Re. Per questo dico che abbiamo assistito a un traumatico capovolgimento, a un terribile stravolgimento dei ruoli, uno dei quali, quello del Romano Pontefice, è un ruolo sacro per istituzione e mandato divino. E sinceramente non voglio indugiare più di tanto sull’immagine dell’Anziano Professore del film L’Angelo Azzurrocon la mitica Marlene Dietrich nel ruolo della ballerina Lola, lascio valutare a chiunque conosca un po’ il vecchio cinema e la trama di quel capolavoro di film drammatico, chi tra i due ieri sera era il Professore e chi l’Angelo Azzurro, io non so rispondere e non voglio neppure rispondere, anzi: non ci voglio nemmeno pensare …
.
dall’Isola di Patmos, 7 febbraio 2022
.
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2022-02-07 17:36:142022-02-12 23:24:49Il Sommo Pontefice da Fabio Fazio e il dilemma del giorno dopo: tra i due, chi era il Vecchio Professore e chi l’Angelo Azzurro?
QUANDO UN TRAGICO PONTIFICATO FINISCE IN SATIRA: IL ROMANO PONTEFICE OSPITE AL TALK SHOW DELLA SINISTRA FRICCHETTONA DI FABIO FAZIO CHE PER ANNI HA PRESO PER IL CULO LA DOTTRINA E LA MORALE CATTOLICA TRAMITE IL BRACCIO ARMATO DI LUCIANA LITTIZZETTO
Come si può andare, o come si può essere presenti anche e solo con un collegamento esterno di pochi minuti ― non sappiamo infatti se sarà in studio o se sarà collegato ― in un salotto nel quale la velenosa Luciana Littizzetto tira da anni merda a palate sulla Chiesa Cattolica e sul clero, irridendo a ogni piè sospinto la dottrina, la morale cattolica e la pastorale dei Vescovi italiani?
Mi rivolgerò al Santo Padre Francesco chiamandolo Jorge Mario Bergoglio per una logica tutta ecclesiologica che è bene spiegare. Nei miei scritti e discorsi, nelle mie omelie e conferenze mi sono rivolto sempre al Successore del Beato Apostolo Pietro chiamandolo: Sommo Pontefice, Romano Pontefice, oppure Santo Padre, perché tale al momento è Francesco I nella pienezza della sua legittima e indiscutibile autorità apostolica. E lo è per quella grazia di Dio, spesso intellegibile ai nostri occhi di cattolici che abbiamo vissuto molti momenti di questo pontificato come una autentica disgrazia. Occorreranno molti anni, forse decenni per riuscire a leggere e poi comprendere in che modo Dio ci ha colmato di grazia attraverso questo pontificato infelice e triste, specialmente oggi nei suoi ultimi e disperati colpi di coda. Spesso, nel corso della storia, la misericordia di Dio ha elargito le migliori grazie proprio attraverso delle disgrazie. Un esempio: dopo la grande pestilenza del 1348, indicata dagli storici come morte nera o grande peste nera, giunta in Europa dalla Cina ― tanto per cambiare! ― che sterminò metà della popolazione del nostro Continente, prese vita un secolo dopo la grande stagione del Rinascimento.
.
Se quindi dico Jorge Mario Bergoglio è perché intendo operare una netta distinzione tra l’uomo e l’ufficio di Romano Pontefice, perfettamente consapevole che l’ufficio è conferito all’uomo e che nell’uomo che ne è rivestito sussiste la pienezza del ministero petrino. Cosa questa di cui noi presbiteri e teologi siamo consapevoli, ben sapendo che Simone figlio di Giona (cf. Mt 15, 17) cessò di essere tale per divenire Pietro, la pietra deposta sulla pietra angolare che è Cristo (cf. At 4, 11; Ef 2, 20) sulla quale il Verbo di Dio incarnato ha edificato la sua Chiesa (cf. Mt 16, 18-19).
.
Se l’uomo Jorge Mario Bergogliofosse anche uno tra i peggiori, o persino il peggiore pontefice dell’intera storia del Papato, tutti noi presbiteri e fedeli dobbiamo a lui devoto rispetto e filiale obbedienza, sempre e a prescindere. Degno o indegno che sia egli è il legittimo successore del Beato Apostolo Pietro, che ricevette il proprio mandato da Cristo in persona, trasferendolo a tutti i suoi Successori, di cui il Pontefice regnante è detentore in legittima linea di successione apostolica. Il Romano Pontefice, quando si esprime in materia di dottrina e di fede, gode di una speciale assistenza dello Spirito Santo al punto da pronunciarsi infallibilmente. Quando però agisce come uomo o come dottore privato può compiere azioni o lasciarsi andare a quelle espressioni inopportune, infelici e fuorvianti alle quali Jorge Mario Bergoglio ci ha ormai abituati da nove anni a questa parte. In tal caso è soggetto come tutti a critiche e rimproveri, perché né certi suoi ripetuti zibaldoni pronunciati in aereo ad alta quota né le sue infelici chiacchierate con Eugenio Scalfari possono essere per noi elementi di sommo magistero, tanto meno vincolante. Come infatti ebbe a dire a suo tempo il Santo vescovo e dottore della Chiesa Ambrogio di Milano:
.
«Dite al Vescovo di Roma che dopo Gesù Cristo per noi viene lui, che noi lo veneriamo e rispettiamo, ma ditegli anche che la testa che Dio ci ha dato non intendiamo usarla soltanto per metterci un cappello sopra».
.
Dopo questo chiarimento passiamo al cuore del problema: alla prova provata dei fatti il Pontefice regnante non ha mai cessato di essere Jorge Mario Bergoglio per diventare Pietro, ossia Francesco, come lui ha scelto di chiamarsi. Ostinato e imperterrito ha proseguito a essere Jorge Mario Bergoglio, un gesuita a monte mal formato sul piano teologico ed ecclesiologico tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta, palesemente sprezzante la romanità e incapace di comprendere che essa è sinonimo di universalità cattolica, infine sbarcato a Roma con tutti i peggiori pregiudizi anti-romani fomentati dai tedeschi in quell’America Latina da loro usata come incubatrice di tutte le peggiori derive teologiche ed ecclesiologiche. E così, per la prima volta, ci siamo ritrovati sulla Cattedra di Pietro un uomo intriso di sprezzo verso Roma e la romana universalità cattolica. E chi questo lo nega, o mente, o vive fuori dalla realtà, o più semplicemente rifiuta la realtà pur di non fare i conti con l’orrido vero di leopardiana memoria.
.
Anni fa spiegai che l’uomo Jorge Mario Bergoglio non poteva essere definito neppure un provinciale, bensì un quartierale. L’analisi è contenuta in un mio articolo del 2017al quale vi rimando e in cui spiego che il «quartieralismo» ― termine inesistente sul vocabolario perché coniato da me ― «è peggio del provincialismo, perché il quartieraleè una persona legata a livello psico-sociale al quartiere di un preciso contesto cittadino o metropolitano». E adesso provate a immaginare un quartieraleseduto sulla cattedra dalla quale Pietro deve governare la Chiesa universale, non certo giocare all’eccentrico egocentrico in un quartiere di Buenos Aires.
.
L’uomo Jorge Mario Bergoglio si è manifestato da subito ammalato di originalità, anche in modo parecchio grave. Il tutto rientra nel suo impianto caratteriale, perché così è da sempre, strutturalmente. Lui deve fare l’opposto o l’esatto contrario di ciò che hanno fatto tutti gli altri suoi Predecessori, sino a mostrare, forse in modo del tutto inconsapevole, di non avere neppure la percezione della dignità di cui è stato rivestito. Dignità che peraltro non gli appartiene, ma che gli è stata data solamente in comodato d’uso e della quale dovrà seriamente e gravemente rispondere a Dio secondo il terribile monito di Gesù Cristo:
.
«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (Lc 12, 48).
.
Parlando per il peccatore che sono, quindi come persona soggetta a cadere e ricadere nel peccato, confesso pubblicamente, soprattutto a voi silenti Vescovi e Cardinali, che non vorrei essere al posto dell’uomo Jorge Mario Bergoglio, perché stando a quanto riportano le Sacre Scritture, da Cristo rischia di sentirsi dire: “Io non ti avevo affidato il potere delle chiavi del regno dei cieli affinché «tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 19), perché tu trascinassi la mia Chiesa in un teatrino del ridicolo tra le risa dei giocolieri, dei nani e delle ballerine del circo equestre”. Neppure vorrei essere al posto dei silenti Vescovi e Cardinali, che dinanzi alla Santa Sposa di Cristo esposta alla vergogna del ridicolo, non trovano di meglio da fare che cimentarsi in quel peccato che tra di loro pare andare per la maggiore: il peccato di omissione, unito al distruttivo cinismo di coloro che con accidia restano in attesa che il vento cambi, senza dover muovere un dito, senza prendere alcuna iniziativa, senza assumersi una sola responsabilità, salvo saltare con scatto da atleti professionisti sul carretto del prossimo condottiero.
.
Sono due giorni che sto ricevendo telefonate da confratelli sparsi per le diocesi di tutta Italia, sconvolti e smarriti dopo avere appreso la notizia che Sua Santità sarà ospite domenica seraa Che Tempo Fa il noto talk show condotto dal sinistrissimo Fabio Fazio, che incarna il più fazioso politicamente corretto della sinistra radical chic, quella dei fricchettonicon i super-attici ai Parioli e le ville a Capalbio, altro che i poveri, i migranti, le periferie esistenziali e i vari cavalli di battaglia dell’uomo Jorge Mario Bergoglio al quale questi sinistri plaudono da sempre a ogni picconata da lui inferta alla dignità e alla credibilità della Chiesa. E io che svolgo il ministero di confessore e di direttore spirituale principalmente con i sacerdoti, ho modo di tastare molto bene il polso del disagio, soprattutto della sofferenza, perché come più volte ho spiegato e come adesso torno a ripetere: in quella che Jorge Mario Bergoglio ha definito come «La Chiesa ospedale da campo», nel pronto soccorso ad accogliere i feriti ci siamo noi, non c’è lui, né i ruffiani impegnati ad adularlo nella sua corte dei miracoli fatta di poveri ideologici e di migranti onirici, frutto della sua nevrosi ossessivo-compulsiva. E sempre più di frequente, le croci rosse che arrivano a sirene spiegate nel reale pronto soccorso della nostra altrettanto reale Chiesa ospedale da campo, da sopra le barelle ci scaricano preti e fedeli a pezzi, dinanzi ai quali viene spesso da dire: e adesso, da che parte cominciare, per cucire i pezzi e chiudere le ferite?
.
Come si può andare, o come si può essere presenti anche e solo con un collegamento esterno di pochi minuti ― non sappiamo infatti se sarà in studio o se sarà collegato ― in un salotto nel quale la velenosa Luciana Littizzetto tira da anni merda a palate sulla Chiesa Cattolica e sul clero, irridendo a ogni piè sospinto la dottrina, la morale cattolica e la pastorale dei Vescovi italiani? Come si può … come si può … questa la domanda a me rivolta in questi giorni da sacerdoti che mi hanno contattato da tutti Italia: come può il Sommo Pontefice cadere così in basso e quindi trascinarci tutti quanti in basso?
.
A tutti questi confratelliho risposto in vario modo, per esempio esprimendo che come presbiteri eravamo pronti, all’occorrenza, anche alle persecuzioni anti-cattoliche, anche a morire martiri per la fede, perché il nostro sacro ministero può comportare anche queste possibilità, a loro modo impresse nel nostro stesso DNA di preti. Certo, nessuno di noi era preparato a morire nel ridicolo, grazie a un Sommo Pontefice che ha deciso di mettersi a fare il giullare alla sinistra corte di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.
.
Di calo in calo di popolarità nel quale da tempo è sprofondato questo pontificato, amato da tutto ciò che non è cattolico ma sofferto a lacrime di sangue da devoti sacerdoti e fedeli, che cosa ci riserverà in futuro l’originale ed eccentrico quartieraleJorge Mario Bergoglio? Dall’ottico a comprarsi gli occhiali c’è già stato, al negozio di articoli musicali per comprarsi un disco c’è andato di recente. Inutile a dirsi, anche se è bene ripeterlo: il tutto con tanta e tale casuale spontaneità al punto da essere seguito dal fotografo personale e atteso sul posto da altrettanti fotografi. E domani, che cosa farà, per far salire l’auditel? Si farà riprendere dalle televisioni internazionali mentre spazza con la ramazza il sagrato della Papale Arcibasilica di San Pietro, o mentre lava i piatti nella cucina della Domus Sanctae Marthaecantando «Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao …»? Oppure chissà, dopo il dottrinalmente confuso ed eterodosso Vescovo Tonino Bello, farà proclamare anche le eroiche virtù super vita, virtutibus et fama sanctitatisdi Ernesto Guevara detto el Che? Perché da Jorge Mario Bergoglio, qualora non lo aveste capito, o miei Eccellenti Vescovi ed Eminenti Signori Cardinali, al presente c’è da aspettarsi di tutto, specie a 85 anni d’età. Forse per la prima volta, nella storia della Chiesa, abbiamo un Sommo Pontefice equiparabile in tutto e per tutto a una mina vagante imprevedibile e incontrollabile.
.
In questo mio articolo ho fatto quel doloroso lavoro sporcoche non hanno il coraggio di fare certi membri della Curia Romana e dell’episcopato italiano, data la drammatica e serpeggiante carenza di virili attributi. Certo, lo sappiamo perfettamente che nel corso della storia abbiamo avuto Sommi Pontefici martiri, Sommi Pontefici santi, Sommi Pontefici politicanti, Sommi Pontefici simoniaci, Sommi Pontefici libertini, Sommi Pontefici teologi, Sommi Pontefici che conoscevano poco e male la dottrina cattolica … ne abbiamo avuti di ogni genere e di ogni sorta, ma tutti quanti legittimi successori del Beato Apostolo Pietro, sino a Francesco I incluso. Nella bimillenaria raccolta mancava solo il Sommo Pontefice giullare alla corte della sinistra politicamente corretta di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Adesso avremo anche quello, mentre ci sono di amara consolazione le parole del Venerabile Vescovo Fulton Sheen:
.
«Quando Dio vuole castigare l’umanità non dona il Papa di cui ha bisogno, ma lascia alla Chiesa il Papa che si merita» (cf. The priest is not his own, 1963).
.
Concludo chiarendoche San Bernardo di Chiaravalle e Santa Caterina da Siena avrebbero usato toni molto più severi dei miei. Certo, qualche clericale velenoso potrebbe replicare che loro erano dei Santi dottori della Chiesa, mentre io no. È vero, ma in tal caso sarebbe bene ricordare che quando San Bernardo scriveva a Eugenio III queste parole:
.
«Puoi mostrarmene uno soltanto che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare all’interno della Chiesa» (Trattato buono per ogni Papa, redatto per Eugenio III, al secolo Bernardo de’ Paganelli)
.
o quando Santa Caterina da Siena, al Sommo Pontefice Gregorio XI che la invitò a visitarlo in Francia rispose scrivendo di non avere bisogno di visitare la Corte Papale di Avignone, perché la sua puzza aveva ormai raggiunto anche la sua città, ebbene: né l’uno né l’altra erano stati ancora proclamati Santi, meno che mai dottori della Chiesa. E con questo ho detto tutto, a certi velenosi clericali suscettibili pronti a cercare la pagliuzza nell’occhio mio pur di non vedere la trave che Jorge Mario Bergoglio porta conficcata nell’occhio proprio (cf. Lc 6, 41), a rischio, temo sempre più serio, della salute eterna della sua anima:
.
«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (Lc 12, 48).
.
dall’Isola di Patmos, 4 febbraio 2022
.
.
.
______________________
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/01/padre-Aiel-piccola.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Padre Arielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPadre Ariel2022-02-05 10:17:012022-02-05 13:48:38Quando un tragico pontificato finisce in satira: il Romano Pontefice ospite al talk show della Sinistra fricchettona di Fabio Fazio che per anni ha preso per il culo la dottrina e la morale cattolica tramite il braccio armato di Luciana Littizzetto
LA DELICATEZZA DELL’ANTICO SCORPIONE: UN LODEVOLE COMMENTO IRONICO DE L’OSSERVATORE ROMANO SUL FESTIVAL DI SANREMO
Un ironico insegnamento sulla trasgressione offerto dall’organo ufficiale della Santa Sede a dei piccoli principianti che tentano senza esito di trasgredire …
Cari Lettori, questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:
O se preferite potete usare il nostro Conto corrente bancario intestato a: Edizioni L’Isola di Patmos Agenzia n. 59 di Roma
Codice IBAN: IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT: BAPPIT21D21
Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: isoladipatmos@gmail.com
Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.
I Padri dell’Isola di Patmos
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Redazionehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngRedazione2022-02-03 20:38:542022-02-04 11:04:45La delicatezza dell’antico scorpione: un lodevole commento ironico de L’Osservatore Romano sul Festival di Sanremo
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/02/faviconbianco150.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Redazionehttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngRedazione2022-02-02 10:40:032022-02-03 15:55:58Una nota precisa e decisa del Vescovo di San Remo-Ventimiglia sul Festival della Canzone ridotto ormai a una manifestazione porcina
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2021/06/Suor-Anna-Monia-Isola-e1624813484642.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150Suor Anna Moniahttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngSuor Anna Monia2022-02-01 02:19:042022-02-02 14:28:05Riflessioni sulla elezione del Presidente della Repubblica Italiana: dopo alcuni giorni di penoso teatro, alla fine hanno prevalso il rispetto e la responsabilità
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2019/10/Padri-isola-PNG-150x150-1-e1570105913907.jpg?fit=150%2C150&ssl=1150150I Padri Redattorihttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngI Padri Redattori2022-01-31 15:38:172026-02-20 14:53:58Il sito della rivista L’Isola di Patmos riapre oggi rinnovato e con una bella notizia: Jorge Facio Lince, Presidente delle nostre Edizioni, è cittadino italiano
Babamın ikinci evliliğini yapmasıyla birlikte üvey kız kardeşe sahip oldum porno indir Yeni kız kardeşim tembelin teki porno izle ne okula gidiyor ne ders çalışıyor seks hikaye Bulduğu her fırsatta okulu ekiyor bedava porno aile bireyleri bu yüzden ona çok kızıyor brazzers porno Bugün evde kimsecikler yokken bahçede biraz spor yapayım dedim sex hikayeleri Şans eseri kız kardeşimi gördüm okula gitmemiş odasında saklanıyor rokettube Ona bağırdım ve zorla okula gitmesini sağladım türk porno Evden çıktığı vakit bahçede sporuma başladım porno Kısa bir süre sonra telefonuma evdeki alarmın devre dışı kaldığına dair bildirim geldi ensest hikayeler Karşımda çıplak durması ve tahrik edici konuşmalarıyla beni sekse ikna etti.
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.