Il cavallo di Troia arcobaleno: quando la libertà diventa a senso unico
IL CAVALLO DI TROIA ARCOBALENO: QUANDO LA LIBERTÀ DIVENTA A SENSO UNICO
A proposito del caso dello psichiatra Tonino Cantelmi, del senatore Simone Pillon e della solita, prevedibile crociata di Silere non possum
Autore
Redazione de L’Isola di Patmos
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Silere non possum torna a colpire e lo fa col suo consolidato schema: si prende un fatto di cronaca — questa volta la cosiddetta “famiglia del bosco” (cfr. qui) — e lo si trasforma in grimaldello per un attacco ben più ampio, che stavolta ha per bersaglio lo psichiatra Tonino Cantelmi, l’avvocato Simone Pillon, il sistema degli ordini professionali italiani e, in filigrana, chiunque osi dichiararsi cattolico senza vergognarsene in pubblico. L’articolo in questione, firmato da un anonimo, certo «d.V.N», è leggibile qui.

Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, perché non ci riguarda e sulla quale altri, competenti, si stanno già pronunciando. A noi padri redattori de L’Isola di Patmos — che come noto abbiamo tutti un nome, un volto e una scheda nella pagina “Redazione” (cfr. qui) — interessa il metodo applicato da anni dal creatore di questo blog assurto oggi a “Quotidiano Indipendente Internazionale” con sede in Estonia (cfr. qui), vale a dire: prendere un caso concreto, caricarlo di sospetto ideologico e usarlo per avanzare un’istanza molto più generale — quella di delegittimare, con l’accusa di “ideologia”, chiunque professi pubblicamente convinzioni cattoliche in ambito professionale.
Il nodo, però, non è la fede di Cantelmi ma la coerenza di chi lo accusa. Silere non possum scrive che Cantelmi «non è volto nuovo nel panorama del cattolicesimo di estrema destra italiano» e imputa a lui e a Pillon una «lunga storia ideologica». Bene: e la storia di Silere non possum, invece, sarebbe forse priva di orientamento e di ideologia? Un blog che si presenta come analista imparziale della Chiesa e della Santa Sede e che da anni conduce una campagna sistematica contro chiunque non condivida l’agenda arcobaleno, non ha forse anch’esso una linea e «un lessico che si ripete fino alla caricatura», per usare le identiche parole che l’articolo rivolge ad altri? Non c’è nulla di più rivelatore, in questo genere di prosa, del momento in cui l’accusatore descrive nell’avversario esattamente il proprio vizio. Per questo vale ancora — e varrà sempre — l’ammonimento del Vangelo:
«Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? […] Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello» (cf. Mt 7,3-5).
La libertà, per essere tale, deve valere per tutti — non per una parte sola. I sacerdoti che scrivono queste righe non hanno mai negato a nessuno il diritto di vivere la propria sessualità come meglio crede, né si sono mai permessi di sindacare le scelte private altrui: su questo non arretriamo di un millimetro e chi legge i nostri articoli lo sa. Pretendiamo però che ci sia riconosciuto, con la stessa naturalezza, il diritto di dire — all’occorrenza anche con la severa franchezza dell’Apostolo Paolo (cfr. 1Cor 6,9-10 ; Rm 1,26-27) — che certe condotte di vita sono incompatibili con la dottrina e la morale cattolica, restando ciascuno libero di vivere in questo mondo lo stile di vita che preferisce, godendo in tal senso anche di tutte le tutele giuridiche del caso. Però, le stesse tutele dovrebbero per inverso valere anche per chi, come noi, esprime nel rispetto un sentire legato a opinioni contrarie alle istanze LGBT non realizzabili all’interno della comunità ecclesiale e del clero cattolico: anche questo si chiama libertà di pensiero e di parola, da rispettare e tutelare. Pertanto, la stessa libertà pretendiamo venga riconosciuta a noi, ai cattolici che come noi pensano, quindi anche ai professionisti come Cantelmi. Se un blog rivendica il diritto di dire tutto ciò che pensa sulla Chiesa, sulla sessualità, sulla morale — e lo fa, con toni che, a essere buoni, possiamo limitarci a definire sopra le righe — non può poi negare a psicologi cattolici come Amedeo Cencini e Roberto Marchesini il diritto di dichiarare apertamente le proprie convinzioni, bollandoli per questo come inadatti alla professione, nel caso di Padre Amedeo Cencini fino al punto di un esposto formale all’Ordine degli Psicologi del Veneto, archiviato il 18 luglio 2022 perché non furono ravvisate violazioni del Codice Deontologico (cfr. qui), esito che lo stesso ideatore di Silere non possum, lungi dall’accettarlo, trasformò in una nuova accusa e in una minaccia di azioni legali contro l’Ordine stesso (cfr. qui). O la libertà è reciproca, o è soltanto un privilegio che ci si autoassegna mentre lo si nega a chi non la pensa allo stesso modo.
È esattamente lo schema che il Cardinale Joseph Ratzinger, alla vigilia del conclave che lo avrebbe eletto Papa, descrisse con parole che oggi risuonano quanto mai attuali:
«Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie» (Omelia Pro eligendo Romano Pontifice, 18 aprile 2005).
Non è relativismo il riconoscere pari dignità a tutte le posizioni: è dittatura del relativismo il pretendere che una sola visione — la propria — abbia diritto di cittadinanza pubblica, mentre ogni altra viene ricondotta a “ideologia” da neutralizzare.
Che poi il credo sia una faccenda privata, è il sofisma preferito di chi vuole inibire la libera espressione del pensiero altrui. È lo stesso argomento che Silere non possum ripropone da anni riguardo ai sacerdoti:
«[…] Silere non possum ha fatto in questo una battaglia dicendo che il sacerdote nella propria vita privata è libero di fare ciò che vuole e non può interferire nella vita privata del prete né il vescovo né appunto questo chiacchiericcio da salotto che ormai ha veramente stufato» (cfr. Silere non possum: a colloquio con Felipe Perfetti, YouTube, 8 settembre 2023, minuto 11:38, video qui).
Ma un sacerdote non ha una vita privata separabile dal suo ministero, come più volte è stato ribadito su queste nostre colonne. È prete ventiquattr’ore su ventiquattro, in pubblico come in privato, per questo la sua esistenza deve essere sempre conforme a ciò che ha professato. Questo sofisma della «vita privata» oggi si applica, con logica identica, a Cantelmi: le sue convinzioni religiose sarebbero un fatto privato che non dovrebbe interferire con l’esercizio professionale. Allo stesso modo, la fede di un cattolico non è un abito che si toglie entrando in ambulatorio o in tribunale: è, semmai, proprio il contrario di ciò che Silere non possum vorrebbe far credere per proprio ideologico puntiglio. Il Concilio Vaticano II sancisce che nessuno può essere «impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità» alla propria coscienza, «privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata» (cf. Dignitatis Humanae, n. 2). Pubblicamente, non solo privatamente: è scritto nero su bianco, ed è un diritto, questo, che vale anche per chi non condivide l’agenda arcobaleno, piaccia o meno.
E qui arriva il paradosso che smaschera tutto l’impianto retorico di Silere non possum. Se davvero le convinzioni religiose di un professionista dovessero restare fuori dalla porta dello studio, allora nemmeno un ginecologo obiettore di coscienza potrebbe rifiutarsi di praticare un aborto: la sua fede “privata”, per la stessa logica, non avrebbe alcun diritto di incidere sulla sfera pubblica professionale. Ma nessuna mente razionale sosterrebbe una simile conclusione. E allora perché la regola vale solo quando a essere colpito è un cattolico? O comunque un cattolico legittimamente contrario al tentativo di far entrare dentro la Chiesa il cavallo di Troia arcobalenato con tutte le sue rivendicazioni in aperto contrasto con la dottrina, la morale cattolica e il magistero della Chiesa?
Il vero problema non è la scienza contro l’ideologia. È chi si autoassolve dalle regole che pretende di imporre agli altri. L’articolo invoca gli ordini professionali, la deontologia, il rigore scientifico. Bene: le stesse categorie si applichino, allora, a chi da cinque anni ha costruito una narrazione a senso unico, in cui — sono parole dello stesso articolo — «la scienza sta sempre dalla propria parte e l’avversario è sempre ideologico». Non è così che funziona il pensiero critico: funziona così l’ideologia, quella vera, quella che non si riconosce mai come tale perché convinta di parlare in nome della scienza e del progresso, mentre chiunque dissenta viene automaticamente derubricato a fanatico, omofobo, o — appunto — «ideologico».
Altrettanto non negoziabile è il diritto di dire, con la stessa fermezza con cui altri rivendicano il proprio, che un cattolico può pensarla diversamente da un’agenda ideologica LGBT senza per questo diventare un cattivo professionista, un cattivo cittadino o un nemico da smascherare. Vale quindi anche per noi ciò che il Beato Apostolo Pietro chiedeva ai primi cristiani: essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi», ma «con dolcezza e rispetto» (cf. 1Pt 3,15). Dolcezza e rispetto che pretendiamo, a nostra volta, in cambio.
Dall’Isola di Patmos, 17 agosto 2026
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A chi volesse approfondire l’argomento sulla libertà rimandiamo a questa recente opera di Ariel S. Levi di Gualdo (qui)
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I nostri precedenti articoli (2023-2026):
– 17 agosto 2026 – IL CAVALLO DI TROIA ARCOBALENO: QUANDO LA LIBERTÀ DIVENTA A SENSO UNICO (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 23 luglio 2026 – PRETE NON SI DIVENTA PER «BASTA CHE NON PRATICHI IL SESSO» (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 20 luglio 2026 – SILERE NON POSSUM, IL QUOTIDIANO INTERNAZIONALE CON L’OFFICINA INCORPORATA ALL’ATTACCO DEL DIRETTORE DEI MEDIA VATICANI (per aprire l’articolo cliccareQUI)
– 28 giugno 2026 — SILERE NON POSSUM E L’ARCOBALENO COME CAVALLO DI TROIA. QUANDO LA LOTTA AGLI ABUSI DIVENTA IL PRETESTO PER RISCRIVERE LA MORALE CATTOLICA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 22 giugno 2026 — Comunicato: L’ISOLA DI PATMOS OGGETTO DI RIPETUTE SEGNALAZIONI INFONDATE (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 11 giugno 2026 — MARCO PERFETTI: DIRE A ME CHE SONO UN PROBLEMATICO È OVVIO COME DIRE CHE LA MADDALENA FACEVA LA PROSTITUTA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 5 maggio 2026 — ESTONIA, UNA TERRA PROMESSA, UN MONDO DIVERSO … E UNA CATTIVERIA QUOTIDIANA DI CHI TACER NON PUÒ (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 30 aprile 2026 — SILERE NON POSSUM: IL GIORNO IN CUI IL DIRITTO PENALE SCOPRÌ DI ESSERE NATO IN SACRESTIA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 27 aprile 2026 — CUR IN HOC CASU “SILERE POSSUM”? (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 31 marzo 2026 — IL NARCISISTA MALIGNO E L’USO DI BLOG E SOCIAL PER ARRECARE DANNO ALLA CHIESA E AI SUOI FEDELI SERVITORI (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 21 marzo 2026 — L’ABATE DI SOLESMES E L’ILLUSIONE DI SINTESI LITURGICA: TRA SOGGETTIVISMO E CONFUSIONE DOTTRINALE (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 28 febbraio 2026 — SILERE NON POSSUM. UNO STRAORDINARIO MARCO PERFETTI TRA DISINVOLTO DIRITTO CANONICO E «SCANDALO AL SOLE»: L’AUGUSTO DEFUNTO DISSE CHE L’OMOSESSUALITÀ È PECCATO (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 16 febbraio 2026 — DONNE, DIRITTO E TEOLOGIA USATI COME SLOGAN DAL BLOG SILERE NON POSSUM (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 8 febbraio 2026 — I PROCI DI ITACA E L’EPOPEA DELLA SFRANTA CHE TACER NON PUÒ (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 10 dicembre 2025 — MARCO PERFETTI, ALIAS SILERE NON POSSUM: IL GRILLO COLTO E LA ZANZARA CHE SI CREDE UN’AQUILA REALE (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 6 settembre 2025 — IL POTENTISSIMO SILERE NON POSSUM STA FACENDO TREMARE GOOGLE (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 16 agosto 2025 — SILERE NON POSSUM E QUELLA PAROLA TABÙ CHE NON RIESCE PROPRIO A PRONUNCIARE: “OMOSESSUALITÀ” (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 14 agosto 2025 — C’È DI MEZZO UN OMOSESSUALE? ALLORA SILERE NON POSSUM DIFENDE ANCHE L’INDIFENDIBILE (per aprire l’articolo cliccare QUI)
– 29 marzo 2025 — SEMPRE A PROPOSITO DI SILERE NON POSSUM: DAL “HOMBRE VERTICAL” AI “PIGLIANCULO” E “QUAQUARAQUÀ” DI LEONARDO SCIASCIA (per aprire l’articolo cliccare QUI)
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