Rocco Siffredis Penis, die Unzuverlässigkeit der Freien Enzyklopädie Wikipedia, die an Penisdysmorphophobie leidenden phallozentrischen Menschen des dritten Jahrtausends

DER PENIS VON ROCCO SIFFREDI, DIE UNZUVERLÄSSIGKEIT DER FREIEN ENZYKLOPÄDIE WIKIPEDIA, LA SOFFERENZA PER LA DISMORFOFOBIA PENIENA DELL’UOMO FALLOCENTRICO DEL TERZO MILLENNIO

 

La pseudo liberazione sessuale ha generato ogni immoralità fuorché libertà. Sex alles sofort, anche nelle forme più sregolate ed estreme consumato a partire dalla giovane età, nei decenni a seguire ha prodotto generazioni di smidollati incapaci a sviluppare il valore dell’attesa, della lotta interiore e della capacità a resistere, strutturando il proprio carattere su personalità sorrette anche su quella auto-disciplina che guida alla conquista dell’auto-controllo e della vera libertà interiore.

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ciò che è scritto dagli scienziati di Wikipedia è tutto vero?

Dinanzi alla frase: «… ma l’ho letto su Wikipedia!», se di fronte ho una persona semplice, mi ammanto di buon umore e rispondo con una battuta ironica, se con la stessa frase sono investito da una persona che si dà arie da studioso e intellettuale, in quel caso potrei reagire anche male.

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Wikipedia parte dal presupposto errato che storia e conoscenza scientifica nei vari ambiti del sapere possano essere democratici e soggetti alle discussioni e ai giudizi di non meglio precisati wikipediani, tra i quali pullulano anche intellettuali falliti e ricercatori universitari frustrati. Sul piano storico Wikipedia è una miscellanea di imprecisioni. E siccome tutti possono offrire il proprio democratico contributo, quando qualcuno ha osato correggere grossolane inesattezze è spesso accaduto che il democratico comitato dei vari wikipediani, di prassi rigorosamente anonimi, abbia celermente cancellato il dato esatto e lasciato quello palesemente errato, o più semplicemente ideologico.

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Vi narro una esperienza: anni fa decisi di inserire una voce nella pagina italiana di Wikipedia, si trattava di un insigne teologo, figura di notevole spicco che partecipò come perito al Concilio Vaticano II e che fu stretto collaboratore di tre Sommi Pontefici. Poco dopo il wikipediano di turno dispose la cancellazione della pagina motivando che «mancava di enciclopedicità» e che la persona sulla quale era stata costruita quella biografia non era «figura di valenza enciclopedica». Non pago di questo mi accusò di voler «pubblicizzare uno sconosciuto». Provai a discutere con questo democratico anonimo basandomi sui principi della razionalità e del rigore dettato dai dati di fatto. Presi così le pagine di Wikipedia in lingua tedesca e in lingua inglese dimostrando che non solo su questa persona risultavano due rispettive biografie, ma che quella scritta da me sulla pagina in lingua italiana riportava gli stessi identici dati. Fatto questo chiesi sulla base di quali criteri un teologo italiano potesse essere enciclopedico sulle pagine di Wikipedia in Germania e nei Paesi anglofoni, non però in Italia, dove peraltro ha sempre vissuto e operato. Nella discussione intervennero altri scienziati wikipediani, forse degli assistenti di cattedra da anni in attesa del concorso a titoli che erano stati maltrattati dal professore ordinario per tutta la giornata e per questo bisognosi di sfogo, i quali dettero man forte al loro sodale, sostenendo la «non enciclopedicità» contro ogni palese e dimostrata evidenza.

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Dinanzi a persone che negano i fatti, due sono le soluzioni: o si chiude la discussione o si prendono in giro. In quella circostanza optai per la seconda scelta dimostrando a quella insolita “corte giudicante” che cosa Wikipedia intende di fatto per “verità enciclopedica”. Su questa libera enciclopedia che ha assoggettato i fatti storici e il sapere al sindacato democratico di personaggi anonimi senza volto e identità, c’è la voce rigorosamente enciclopedica del celebre porno attore italiano Rocco Siffredi, a cui riguardo fu scritto nel 2015 con ineccepibile enciclopedicità, quindi come dato inconfutabile: «misura del pene 23 centimetri». Presi questo dato enciclopedico e invitai gli anonimi giudici della corte wikipediana a prendere un metro e a misurare una lunghezza di 23 Zentimeter. Dann, previo consulto con i migliori specialisti in urologia, domandarsi se un pene di quelle dimensioni può rimanere in stato di parziale erezione solo per pochi minuti. A seguire li invitai a porsi una seconda domanda: un Signore che con il suo pene ci lavora come porno attore, può permettersi problemi erettili? Oder besser: può permettersi una erezione di durata molto breve? Perché la cosa equivarrebbe a un atleta con problemi di asma cronica e di fiato corto che dovesse fare una corsa in velocità con il salto a ostacoli.

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Proseguii spiegando ai democratici scienziati wikipediani che un pene di quelle dimensioni renderebbe patologicamente malato il pover’uomo che per disgrazia se lo ritrovasse tra le gambe. Questa patologia affatto augurabile ad alcun maschio è indicata nell’ambito clinico come macrofalosomia. Un pene che supera i 20 centimetri di lunghezza è un pene problematico per l’uomo e per la donna che dovrebbe esserne penetrata nel corso del rapporto sessuale. La macrofalosomia può pregiudicare una vita sessuale sana, generando i relativi disagi psicologici individuali e di coppia. A tutto ciò si aggiunge il problema fisiologico di erezioni molto parziali, una tenuta limitata dello stato erettile e la inevitabile propensione alla eiaculazione precoce. I tessuti cavernosi penieni necessitano del necessario afflusso di sangue sia per raggiungere lo stato erettile sia per mantenerlo. Un pene enorme significa più tessuto da gonfiare, quindi un afflusso di sangue molto maggiore nell’area genitale. Nessun corpo maschile può sostenere un simile sforzo. Di conseguenza le erezioni di un macro pene non sono soddisfacenti, con tutti i problemi che ne derivano.

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Anziché rispondermi nel merito circa la enciclopedicità riguardo l’organo genitale del Signor Rocco Siffredi, la Suprema Corte di Cassazione Wikipediana chiuse il discorso definendomi un disturbatore. Trascorsi alcuni anni sono tornato ad aprire la pagina Wikipedia del celebre porno attore mentre stavo scrivendo questo articolo, scoprendo un aggiornamento enciclopedico che mi ha lasciato sbalordito: zwischen 2015 und das 2022 la lunghezza del membro del Signor Rocco Siffredi è infatti passata da 23 ein 24 Zentimeter. Il tutto frutto di indiscutibile e democratica enciclopedicità, selbstverständlich! Passare dai 23 centimetri del 2015 quando il porno attore aveva 50 Alter, alla misura di 24 centimetri nel 2022 quando di anni ne ha 58, come miracolo enciclopedico è straordinario. Con altrettanto indiscutibile rigore enciclopedico è stata aumentata anche la sua altezza, indicata pari a un metro e 85 Zentimeter, benché il Signor Rocco Siffredi sia alto un metro e 75 Zentimeter. Questioni di democratica enciclopedicità, che in quanto democratica è indiscutibile.

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Vorrei che questo racconto servisse a coloro che a partire dalle scuole medie sino alle ricerche per la redazione delle tesi di laurea prendono come fonte attendibile tutte le approssimazioni, le inesattezze e le notizie storiche parziali e viziate da ideologia presentate da Wikipedia, usandole come fonti sicure per redigere i propri lavori, facendo spesso dei veri e propri copia e incolla. Unglücklicherweise, la Libera Enciclopedia Wikipedia, nei concreti fatti è il trionfo dell’analfabetismo digitale ammantato di sapere e di non meglio precisata democrazia, nella totale incuranza che il sapere e le scienze non sono democratiche ma oggettive.

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La dismorfofobia peniena è un disturbo psicologico maschile che reca spesso problemi seri ad alcuni uomini. Coloro che ne sono affetti ritengono il proprio pene di dimensioni piccole, con il relativo disagio che ne consegue, soprattutto a livello psicologico e comportamentale. Nella gran parte dei casi il tutto è solo frutto della errata percezione del loro sesso, non dovuto alla patologia del micropene congenito. Und so, molto a torto e per niente a ragione, un giovane mi disse: «Ho un grosso problema». Poi cercò di sdrammatizzare aggiungendo: «Un problema che riguarda qualche cosa di piccolo». E mi parlò del suo dramma interiore, legato a un pene a suo dire di dimensioni non soddisfacenti. Un altro mi narrò che al termine di un diverbio la sua partner lo aveva irriso facendo riferimento alle dimensioni del suo pene, cosa per la quale si era sentito a tal punto umiliato che aveva cominciato a soffrire di depressione. Anni fa ho avuto in direzione spirituale un giovane di bell’aspetto, di ottimo carattere, brillante nell’intelligenza e dotato negli studi, ma molto insicuro nel temperamento. Un giorno prese coraggio e decise di confidarmi che sin da quand’era adolescente aveva incominciato a soffrire perché riteneva di avere un pene di piccole dimensioni. Dopo il suo sfogo compresi da dove derivava la sua insicurezza, aiutandolo in tal senso con risultati rivelatisi poi ottimi, Gott sei Dank. Potrei proseguire con altri esempi più o meno simili, ma qui mi fermo.

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La bellezza del ministero sacerdotale del confessore o del direttore spirituale è data dal fatto che quando gli uomini ― ma anche le donne ― instaurano un rapporto di autentica e profonda fiducia non esitano ad aprire le sfere più intime e delicate del proprio essere al sacerdote scelto come segreto confidente, superando il disagio e il senso di vergogna che certe cose possono comportare. Coloro che pensano di intendersi di Chiesa, oltre che di dottrina cattolica e di teologia, o che dall’alto delle loro cattedre erette sui soziale Medien presumono di poterci non solo criticare ― cosa sempre legittima entro i limiti del lecito ― ma persino insegnare come fare i pastori in cura d’anime, non possono neppure immaginare in quali sfere dell’intimo umano ci dobbiamo muovere e con quali problemi esistenziali veniamo a contatto nella segretezza totale del foro interno e del foro esterno. La sessualità, o ciò che attiene alla sessualità umana, è una di queste sfere, sotto certi aspetti la più delicata da trattare, perché investe aspetti del corpo e della psiche umana che sono tutti quanti uno più complesso dell’altro.

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La sessualità dell’uomo è esterna, contrariamente a quella della donna che è interna. Per questo l’uomo tende a esteriorizzare la sessualità, mentre la donna tende a interiorizzarla. Potremmo dire che l’uomo è sessualmente estroverso e la donna sessualmente introversa. Inevitabilmente l’uomo tende ad avere con il proprio pene un rapporto esteriore che mai una donna si sognerebbe di avere con la propria vagina. Del tutto diverso anche il modo in cui uomo e donna raggiungono l’orgasmo. Più volte diverse donne mi hanno espresso disagi in tal senso, accusando ingiustamente sé stesse di frigidità, perché in questo la donna tende a colpevolizzarsi, mentre spesso è tutta colpa dell’uomo che non sa trattare e rapportarsi con il corpo della donna. Se la donna accoglie quando vuole accogliere e ciò che vuole accogliere, l’uomo è preso invece dal bisogno di esibire, afflitto da un indomabile spirito di competizione sessuale, indicata solitamente come “ansia da prestazione” o più semplicemente come narcisismo. Tutto questo si sviluppa da una ben precisa e triste radice: una oggettiva mancanza di conoscenza della donna e della sessualità femminile. Se una donna desidera un uomo e ne è profondamente innamorata, non è neppure minimamente sfiorata dalle dimensioni del suo pene. A una donna in generale, a una innamorata in particolare, per raggiungere l’orgasmo è sufficiente mezzo dito mignolo. Nicht nur: un cosiddetto arnese eccessivo può darle solo fastidio, oltre che recare male, provocando tutto fuorché piacere.

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L’espressione idiomatica più o meno volgare, però molto realistica, riferita alle varie tipologie di uomini che «ragionano col cazzo», ha un suo senso molto profondo. Spesso l’uomo tende ad agire e interagire usando come metro di misura il pene anziché la ragione, la logica e il senso speculativo. Più volte mi è capitato di ricordarlo a diversi uomini, facendogli presente quanto fossero affetti da fallocentrismo cronico. Il tutto può essere legato al relativo tasso di quell’ormone maschile noto come testosterone, l’eccesso o la carenza del quale può produrre problemi di varia natura. Non è detto che un tasso alto di testosterone sia un toccasana. Un testosterone eccessivo può rendere l’uomo non solo iperattivo e sessualmente efficiente ma anche molto aggressivo e non sempre capace a controllare la sua aggressività. Più volte è accaduto che nel corso di certi processi penali legati a varie forme di violenza il difensore dell’imputato abbia presentato perizie ed esami clinici che attestavano la produzione eccessiva di testosterone. Qualche volta è anche capitato che il giudice ne tenesse conto riducendo la colpa legata a volontà o premeditato dolo. Für inverse, un testosterone basso, può originare insicurezza, ansia e stati depressivi.

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Il ragionare e l’agire fallocentrico dell’uomo altro non è che quella dimensione speculare alla donna che agisce e interagisce in modo uterocentrico, presa più o meno da isteria. Non a caso il termine deriva dalla radice greca di ύστερα (ystera) che significa utero, da cui deriva il termine ysterikòs. Il corpo dell’uomo e della donna sono delle macchine molto complesse, mentre la mente dell’uno e dell’altra rimane per gran parte un mistero da conoscere ed esplorare. Il sacerdote che vive a contatto con il materiale umano deve confrontarsi anche con certe complesse realtà, dalle quali spesso emergono problemi che non si risolvono prescrivendo la recita terapeutica di una Ave-Maria in attesa del «definitivo trionfo del suo cuore immacolato», come pensano quei simpatici cattolici magico-onirici sempre pronti a insegnarci come svolgere correttamente il nostro sacro ministero, pur non avendo mai toccato con mano, ma neppure sfiorato a distanza, certi complessi drammi delle esistenze umane. Sorvoliamo poi sullo spirito rigoroso e impietoso col quale questi stessi cattolici magico-onirici trattano il sesso e la sessualità umana, concentrandovi sopra l’essenza dell’intero mistero del male, come se il sesso fosse il peccato dei peccati. Argomenti questi sui quali ho scritto più volte e in modo dettagliato.

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Viviamo in una società malata di sessuomania, siamo invasi da una pornografia che veicola modelli sessuali e modalità di rapporti sessuali che sono a dir poco surreali, presentati in parte come realtà in parte come traguardi da raggiungere. Questo mercato pornografico ha sortito come effetto quello di dare ai giovanissimi un’idea distorta del sesso, delle relazioni e dei rapporti sessuali. Mai come oggi urologi e andrologi si erano ritrovati dinanzi a pazienti giovanissimi con problematiche che sono tutte psicologiche e non fisiche, meno che mai clinico-patologiche. I problemi dei giovani cresciuti a pane e pornografia possono variare da una visione completamente alterata della sessualità umana, dei rapporti sessuali e delle loro dinamiche, con relative carenze di erezione e problemi di eiaculazione precoce come mai si erano visti prima e che per questo hanno costituito oggetto di numerosi convegni internazionali da parte della Società degli urologi e degli andrologi.

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Il Signor Ventiquattro Centimetri rigorosamente enciclopedico-wikipediani vanta e si attribuisce il merito di avere sdoganato il sesso con i suoi film e le sue accademie del porno, mentre in verità lo ha reso surreale e violento, inducendo alcune generazioni di giovani e giovanissimi ad averne una visione del tutto alterata, con quello che di pericoloso ne consegue a livello singolo e sociale. Zusamenfassend, lasciatemi andare giù pari, perché se giochiamo di pudorosi eufemismi e latinismi scientifici non ci intenderemo e soprattutto non potremmo focalizzare il problema. La pazzia collettiva — come la indicava in modo profetico il Servo di Dio Enrico Medi negli anni Settanta del Novecento — è giunta ormai a questi livelli: se un tifoso goliardico molla una pacca sul culo a una telecronista che sta conducendo una diretta televisiva fuori dallo stadio, si leva un coro di scandalizzati che urlano alla violenza sessuale e che invocano persino la condanna per stupro dell’improvvido e inopportuno ragazzaccio, che non doveva fare quel che ha fatto, ma che di certo non ha violentato una ragazza, le ha mancato di rispetto in modo scherzoso come in ogni caso non si deve fare. Aber, lo stesso coro di squinternati scandalizzati, tace e non proferisce gemito se in uno dei tanti film porno una donna circondata da una gang di quattro uomini viene penetrata da due per volta nella vagina e nell’orifizio anale, schiaffeggiata sulle natiche e tirata per i capelli in modo violento durante un coito orale. Immagini simili e altre peggiori sono reperibili e visibili da qualsiasi adolescente che abbia in mano uno Smartphone. Dinanzi a queste descrizioni, adesso si leverà il solito coretto stonato, noioso e immancabile, dei puritani cattolici per caso pronti a sentenziare «un prete non si esprime così: Schande!». Stattdessen, rifiutarsi di vedere i problemi in tutta la loro gravità, descriverli e sbatterli in faccia a chi non li vuole vedere perché deciso a vivere nel suo mondo di madonna languide e mit Photoshop bearbeitete androgyne Christusse, è il modo sicuramente migliore per risolverli, soprattutto per cercare di tutelare i nostri giovanissimi dalle insidie del Demonio. Pertanto domandatevi: è da considerare equilibrata una società che invoca la condanna per stupro di un emerito coglione dalla goliardia inopportuna, ma che tace dinanzi a un’imperante pornografia violenta e aggressiva nella quale i rapporti sessuali di coppia o di gruppo simulano molto spesso lo stupro? Questo intendeva il Servo di Dio Enrico Medi quando irriso da tutti gli intellettuali schick affermava di non temere l’inquinamento e neppure la possibilità di una guerra nucleare, bensì di temere la follia collettiva verso la quale l’umanità stava precipitando. E nella quale infine, l’umanità, oggi è precipitata.

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Se osiamo parlare ai giovani di purezza e di castità, finiamo accusati all’istante di spirito retrogrado e sessuofobico, come pochi giorni fa è accaduto al Sommo Pontefice, prontamente cannoneggiato da tutta la stampa della sinistra radikal schick. A parlare infatti di purezza e castità, il minimo che può capitarci è di essere guardati dai diretti interessati come degli extraterrestri atterrati sul pianeta Terra. A seguire, mammine in testa, semmai persino cattoliche adulte e impegnate, variamente catto-comuniste se non addirittura catechiste, si premureranno di dire ai figli di non prestare ascolto a un ridicolo prete che vive in chissà quale iperuranio e che non si rende conto che i tempi sono cambiati. Nachdem, la mammina amorosa, a sapiente suggello aggiungerà: «Quel che solo conta è l’amore», senza però spiegare ai figli cosa sia l’amore e che cosa comporti, soprattutto in sacrifici e rinunce. Siamo sicuri che dei genitori premurosi e amorosi possano risolvere il problema della corretta educazione sessuale dei figli raccomandando a degli adolescenti l’uso dei preservativi e facendo prescrivere la pillola anticoncezionale alla figlia appena quattordicenne? Io che sono un signore in procinto di compiere a breve 59 anni posso testimoniare che mio padre e mia madre non si sono sottratti all’obbligo delicato e gravoso di educarmi alla sessualità, insegnandomi la prudenza e la continenza, spiegandomi che non si può avere tutto e subito e che l’esercizio della sessualità comporta anche dei rischi e delle responsabilità che poi, Schaden an, non si possono certo risolvere con l’abominio dell’aborto. E le loro gravose responsabilità di educatori i miei genitori non le hanno mai demandate né scaricate su un preservativo e su una pillola, come fanno invece numerose mammine amorose cattoliche adulte impegnate e militanti, talora persino catechiste, quando irridendoci dinanzi ai figli e alle figlie li invitano a non prestare ascolto alle fesserie che a loro dire sarebbero frutto delle menti fuori dal tempo e dal mondo di noi preti.

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La pseudo liberazione sessuale ha generato ogni immoralità fuorché libertà. Sex alles sofort, anche nelle forme più sregolate ed estreme consumato a partire dalla giovane età, nei decenni a seguire ha prodotto generazioni di smidollati incapaci a sviluppare il valore dell’attesa, della lotta interiore e della capacità a resistere, strutturando il proprio carattere su personalità sorrette anche su quella auto-disciplina che guida alla conquista dell’auto-controllo e della vera libertà interiore. Se dei genitori hanno delle figlie adolescenti che si muovono per le strade mezze nude e che si comportano come delle autentiche cagnette in calore, il grave problema non si risolve dicendo «oggi è così», oppure «così vestono in televisione», o peggio «i tempi sono cambiati», perché un genitore degno di questo nome, oltre a essere un attento educatore deve saper tutelare le figlie adolescenti da tutte le tendenze sbagliate e altamente immorali che sono propagate ai giovanissimi, in modo deciso e all’occorrenza anche severo. A dimostrare ciò che dico è che giovani e giovanissimi non sono più in grado di reggere un no, di superare una sconfitta. Se qualcuno osa dir loro che non è vero che tutto sia dovuto e che al contrario tutto va meritato e conquistato a caro prezzo, che non esistono i successi immediati frutto di esiti magici, eccoli cadere in stati depressivi. A quel punto sono colti da istinti di suicidio, diventano violenti, spesso si raggruppano in branchi nei quali la violenza è sfogata in gruppo, esercitando violenza gratuita in danno di deboli, fragili e disabili sino alla violenza sessuale sulle donne.

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Nei confessionali sempre più deserti, in alcune chiese persino tolti da sotto le navate per lasciare spazio a colloqui socio-psicologici tra confessore e penitente seduti sulle panche come due amici sulla panchina del parco pubblico, oggi nessuno si accusa più di avere rapporti sessuali con l’amichetto o l’amichetta conosciuta il mese prima alla tenera età di 14 Jahre, nessun giovane chiede perdono a Dio perché convive con una donna o un uomo senza essere sposato, nessuna donna confessa di avere fatto sino all’incredibile per convincere il suo amante ad abbandonare la moglie e i figli e andare a vivere con lei, perché ciò che solo conta è l’amore. Un amore del tutto falso e falsante al quale è stato tolto ogni elemento sorretto anzitutto sulla capacità di rinunciare a ciò che non si può e che non si deve avere. Purtroppo può capitare, come più volte ho spiegato a diverse donne, di innamorarsi anche di un uomo sposato che ha moglie e figli. Però l’essere umano è dotato di ragione e senso critico, non è vero che l’amore è cieco e che comanda lui, siamo noi che comandiamo e scegliamo. Aber vor allem, die Liebe, non si può celare dietro falsi pretesti di puro egoismo. Deswegen, se tu fossi veramente innamorata di quell’uomo che non è libero e che ha una moglie e dei figli, proprio per l’amore che nutri per lui dovresti allontanarti, anziché pretendere per un non meglio precisato amore che lui lasci la famiglia per venire a vivere con te, perché questo non è amore, ma egoismo distruttivo. E se parliamo di quell’egoismo che si spinge sino alla distruzione di matrimoni e famiglie, bisogna ammettere che nessun uomo riesce a esercitare la malizia di cui è capace una donna intestardita decisa ad avere un uomo a tutti i costi e costi quel che costi. Per quanto riguarda la mia personale esperienza posso dire che le innamorate in questione non hanno mai ascoltato le mie parole, semmai hanno ascoltato quelle delle amiche e soprattutto delle esperte madri che si sono premurate persino di istruirle su come indurre il loro amante a lasciare la moglie e i figli. Però lo chiamano amore.

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Cos’altro potremmo aspettarci da una società in cui, con rigorosa e indiscutibile “enciclopedicità”, è presentato come aspirazione e come modello un pene di 24 Zentimeter, nella inconsapevolezza e nella totale ignoranza che un uomo con un membro del genere non sarebbe affatto un meraviglioso stallone, ma solo un povero malato?

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von der Insel Patmos, 29 Juni 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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Danach trugen sie die sadomasochistische Madonna und Christus in Stöckelschuhen in einer Prozession zur Gay Pride, Ich stehe vor Gericht, weil ich einen LGBT-Promoter als inkonsequent bezeichnet habe

NACHDEM SIE DIE MADONNA BADOMASUS UND CHRISTUS AUF DEN HIGH HEELS IN DER PROZESSION ZUM GAY PRIDE TRAGEN, ICH BIN VORGEHEN, WEIL ICH EINEM LGBT-FÖRDERER INKONSISTENTE GEBEN HABE

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Ich bin in den Händen Ihrer Großzügigkeit: Auf der einen Seite habe ich nur dich, auf der anderen Seite ein Rudel Wölfe, die sicherlich nicht meine Verurteilung wollen - was realistischerweise unwahrscheinlich ist - sondern die der katholischen Kirche, uns eine ideologische Medaille auf die Brust zu heften und uns weiterhin mit der nächsten sadomasochistischen Madonna oder mit dem nächsten Christus auf Stöckelschuhen zu schlagen, grenzt an Beschwerden, wenn sich jemand traut, den Veranstaltern zu antworten Faschismus des Antifaschismus, Bei der intolleranza dei tolleranti und zu discriminazione dei paladini della antidiscriminazione.

- Aktualität -

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Die sadomasochistische Madonna führte die Prozession weiter 5 giugno al Gay Pride di Cremona dai fascisti dell’antifascismo und komm schon discriminatori dell’antidiscriminazione

I soliti lobbisti LGBT hanno portato in processione al Homosexuell Stolz di Cremona la Madonna sadomaso preceduta lo scorso anno dal Cristo in minigonna sui tacchi a spillo e varie altre amenità inscenate a queste parate porcine. Non si sa bene sulla base di quali libertà, perché la dissacrazione di tutto ciò che è cattolico non rientra nelle libertà sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

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Während in den Straßen von Cremona die Statue der sadomasochistischen Madonna, die durch die Arbeit der kreativsten Fröhlichkeit marschierte, die sich immer frei gefühlt hat, Beleidigungen christlicher Gefühle auszudrücken, Ich stehe vor einem Strafverfahren, weil ich von einem Promoter verklagt wurde LGBT, komplett mit einer Vereinigung, die zum radikalsten Segment der Lobby gehört LGBT die eine Zivilpartei eingereicht. Für welchen Schaden ist nicht bekannt.

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Mein Respekt vor dem Gesetz es erlaubt mir nicht, Ihnen Details zu geben und ins Detail zu gehen, perché i processi si fanno nelle aule giudiziarie, non sui giornali o sulle piazze. Sono i giudici a dover giudicare, non le tifoserie delle parti coinvolte. Posso solo dirvi che in un ambito legittimamente polemico, forse animato ma non insultante, senza ledere la dignità della persona umana ho rimproverato pubblicamente un promotore LGBT impegnato nella difesa dei “diritti civili” di essere incoerente e di «sputare nel piatto dove mangiava», perché mentre da una parte supportava l’ideologia Geschlecht, Ehe zwischen gleichgeschlechtlichen Paaren, die Adoption von Kindern für homosexuelle Paare, Abtreibung und Euthanasie gelten als soziale Errungenschaften und all die Dinge zu verfolgen, die ich nicht teile, die aber jeder völlig frei äußern kann, gleichzeitig studierte er an einer katholischen Universität, die dem Heiligen Stuhl gehörte, sogar von einem Stipendium profitieren, während seine Kollegen bezahlten 20.000 Euro, um denselben zweijährigen Master zu machen. Anfrage: für mich ein katholischer Priester und Theologe, einem Verein beitreten und beitreten dürften LGBT con tutte le mie convinzioni morali, sapendo che non perdo occasione per rigettare ciò che di ideologico queste associazioni propagano? Questioni di pura e semplice coerenza. Se uno è contrario a tutto ciò che la Chiesa Cattolica insegna sul piano morale — ed è libero di esserlo — perché andare a studiare proprio in un’università cattolica di proprietà della Santa Sede con tanto di borsa di studio? Der Charakter dieser kontroversen Debatte war so deutlich, dass die Staatsanwaltschaft die Hinterlegung „wegen besonderer Würdigkeit des Sachverhalts“ anordnete.. Mein Kläger legte jedoch Widerspruch gegen den Kündigungsbescheid ein, zwingt mich, durch eine Prüfung zu gehen, das heißt erstmal Geld ausgeben.

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Die Logik des Ganzen ist einfach und klar: Schlagen Sie eins, um es ins Bett zu bringen 100, denn die sadomasochistische Madonna und der Christus im Minirock auf Stilettos sind in Ordnung, Sie sind Teil der schwulen Meinungsfreiheit, aber eine kritische Reaktion auf diese Aktivisten und Förderer ist nicht erlaubt, Dürfen! Nicht nur: Sie landen mit viel Assoziation vor Gericht LGBT der eine Zivilpartei bildet, um Schadensersatz zu verlangen (!?).

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Leider habe ich keinen Rücken weder eine Anwaltskanzlei, die katholische Aktivisten fördert, noch ein katholischer Verein, der sie finanziell unterstützt. Aber ich bin Priester und Theologe mit einem Mut, der selbst von meinen schlimmsten Feinden anerkannt wird, was es mir ermöglicht, daran zu arbeiten, vielen Katholiken eine Stimme zu geben, sempre più spinti verso una nuova riserva indiana dalla intolleranza dei tolleranti, o se preferite dai fascisti dell’antifascismo.

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Lo scorso anno ho chiesto aiuto ai Lettori, voi me lo avete dato e ve ne sono grato. Grazie alle vostre libere offerte ho potuto pagare le spese legali sostenute sino a oggi, ma altre purtroppo ne devo sostenere per le successive fasi di un processo che si sarebbe dovuto chiudere con una archiviazione ma che è stato spinto sino alla sentenza, con tutto ciò che comporterà non tanto in tempo quanto purtroppo in spese. Se ritenete che il mio sia un lavoro che dà realmente voce anche al pensiero di molti di voi costretti a tacere, vi prego di sostenermi, perché non posso fare affidamento sull’aiuto di nessuno.

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Quando questa vicenda sarà terminata vi darò preciso resoconto di tutto lo svolgimento, ma non posso farlo adesso, perché come ho spiegato mancherei di rispetto verso la Giustizia e chi è chiamato ad amministrarla.

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von der Insel Patmos, 21 Juni 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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Fronleichnam - Das eucharistische Geheimnis ist das wahre Zeichen und die Gegenwart Jesu, Nahrung der Freude für den Christen

Homiletik der Väter der Insel Patmos

DAS EUCHARISTISCHE GEHEIMNIS IST DAS ZEICHEN UND DIE WIRKLICHE GEGENWART JESUS, PFLEGE DER FREUDE FÜR DEN CHRISTLICHEN

 

Der Empfang von eucharistischem Brot und Wein hilft uns, „kleiner“ Jesus zu werden und jeden Tag mit Freude und Spontaneität zu leben. Damit, aus der Intimität mit ihm in der Eucharistie, Nächstenliebe entsteht, die Jesus selbst im Evangelium beschreibt.

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Autor:
Gabriele GiordanoM. Scardocci, o.p.

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Liebe Leserinnen und Leser der Insel Patmos,

Tre cantori domenicani di Santa Maria Sopra Minerva eseguono l’inno eucaristico composto da San Tommaso d’Aquino

Die solennità del Corpus Domini ci mostra che Gesù nell’ultima Cena ci ha donato il Sacramento della sua Presenza e Intimità più profonda: l’Eucarestia.

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Immaginiamo una delle ultime cene che abbiamo fatto insieme agli amici: le loro battute, i loro scherzi, anche i loro numerosi racconti che spesso ci hanno donato gioia e serenità. Ecco allora che il Signore, nella sua Ultima Cena, er gibt uns seine ganze Person, all seine Freude, Gelassenheit und Anmut. Dieses letzte Abendmahl wird uns von San Paolo präsentiert, im ältesten Bericht über die Einsetzung der Eucharistie:

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"Geschwister, Ich erhielt von dem Herrn, was ich auch bei Dir: der Herr Jesus, In der Nacht wurde er verraten, Er nahm das Brot, dankten, er brach es und sagte:: "Das ist mein Körper, das ist für Sie; Tu dies in Erinnerung an mich". gleichfalls, nach dem Abendessen, Auch die Tasse, Sprichwort: „Dieser Kelch ist der Neue Bund in meinem Blut; mach das, jedes Mal, wenn Sie es trinken, in erinnerung— an mich "".

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Von diesem heiligen Abendmahl wir wissen, aus den evangelischen Chroniken und aus den apostolischen Briefen, dass Jesus und die Apostel zu einem Bankett versammelt sind, um gemeinsam zu essen. Dieser wichtige Moment ist mit ihrem Glaubensweg mit dem Herrn verwoben. Sie leiten ein jüdisches Abendessen, das von Ostern, noch heute bekannt als bestellen (Seder), in die Jesus zwei neue Elemente einfügt: Brot und Wein. Elemente der Felder und die Frucht menschlicher Arbeit. Der Herr segnet dieses Brot und diesen Wein, die er mitgenommen hat.

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Jesus segnet Gott für die Gaben der Früchte der Erde. Andererseits, Adam und Eva hatten die Frucht gestohlen, von der Schlange angestiftet: sie hatten dieses Essen zu sich genommen, ohne Gott zu segnen und es sogar fast zu verfluchen. Dadurch, Adam und Eva schufen eine Trennung zwischen ihnen und Gott. Jesus, andererseits, segne dieses neue Essen, die Umkehrung der Perspektive der Sünde: Brot und Wein werden zu Elementen der Gemeinschaft zwischen Menschen und Gott.

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Dafür bietet der Herr den Aposteln sofort Brot und Wein an, seine materielle und sichtbare Substanz in seinen heiligsten Leib und sein heiligstes Blut zu verwandeln. Um ehrlich zu sein, weiß ich nicht, wie schnell die Apostel selbst verstanden haben, was geschah. Am Ende des Abendessens sangen sie die Hymne, der Psalm 135 in dem es heißt: „Danket dem Herrn, dass er gut ist, weil seine Barmherzigkeit ewig ist ". Nach dem Verzehr von Jesus Brot und Jesus Wein, Die Apostel haben ein neues Herz: deshalb ahnen sie erst am Ende das große Wunder, das beim Letzten Abendmahl geschah.

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Dieses Wunder es wird uns jedes Mal wieder präsentiert, wenn wir an der Messe teilnehmen. Jedes Mal, wenn wir die Eucharistie empfangen, assimilieren wir Ihn, der uns gleichzeitig ihm gleichstellt. Es macht uns voller neuer Kraft, Sprengung, Divina, mit der uns kein Hindernis hindern kann. Der Empfang von eucharistischem Brot und Wein hilft uns, „kleiner“ Jesus zu werden und jeden Tag mit Freude und Spontaneität zu leben. Damit, aus der Intimität mit ihm in der Eucharistie, Nächstenliebe entsteht, die Jesus selbst im Evangelium beschreibt.

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Wir bitten den Herrn die Gnade von heute, die heilige Kommunion zu feiern und auf den ewigen Wegen der Liebe der Nächstenliebe zu wandeln und die ganze Welt mit ihrer Gnade zu entzünden.

So sei es.

Roma, 18 Juni 2022

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Mitarbeiter Blog

Pater Gabriele

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Nachrichten aus der Dominikanische Provinz Roman: besuchen Sie die offizielle Website der Dominikaner, WHO

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Die Väter der Insel Patmos

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“Ein Hauch sommerlicher Leichtigkeit” -Antonio Spadaro, Ich frage dich nach einem Freund: wenn Spitze und Spitze an Blasphemie gegen den Heiligen Geist grenzen, die vor dem Papst ausgestellten Schenkel der Jesuiten fallen stattdessen in die Mode des neuen Kurses?

“EIN HAUCH VON SOMMERLEICHTIGKEIT” - ANTONIO SPADARO, ICH BITTE DICH UM EINEN FREUND: WENN SPITZE UND SPITZE DER BLAST GEGEN DEN HEILIGEN GEIST BLEIBEN, LE COSCE DELLE GESUITE ESIBITE DAVANTI AL SOMMO PONTEFICE RIENTRANO INVECE NELLA MODA DEL NUOVO CORSO?

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Dopo che il Sommo Pontefice Clemente XIII ebbe soppressa la Compagnia di Gesù nel 1773 e incarcerato a Castel Sant’Angelo il Preposito Generale Lorenzo Ricci, alla sua morte avvenuta nel 1775 il Maestro dell’Ordine dei Predicatori commentò: «Cristo è morto crocifisso tra due ladroni, questo è un ladrone morto tra due crocifissi».

- Aktualität -

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Diletto Fratello Antonio Spadaro,

der cosce lunghe gesuite in udienza dal Romano Pontefice, ma il problema di grande emergenza ecclesiale e pastorale sono però pizzi e merletti

chiedo a te, ma lo faccio per un amico, non essendo io interessato a tutto ciò che attiene la Compagnia delle Indie, che fu a suo tempo la Compagnia di Gesù. Se infatti Dio me ne concederà grazia, spero di vivere sino al giorno che i Gesuiti saranno definitivamente soppressi da qualche Sommo Pontefice con pregressa esperienza di specialista in oncologia, quindi abituato a trattare i tumori degenerativi in fase terminale.

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in letzter Zeit der Oberste Papst ha fatto un discorso a un gruppo di presbiteri siciliani, l’ultima parte del quale richiamava la canzone di Gino Paoli «Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo». Molto interessante la prima parte, nel corso della quale se l’è di fatto presa con un episcopato mediocre e inadeguato, formato da soggetti tutti quanti nominati rigorosamente da lui, o a lui suggeriti dai suoi più stretti fiduciari, che semmai si sono premurati di bruciare le candidature di soggetti di autentico valore. Doch wenn, in certi discorsi seri, si inseriscono delle battute sarcastiche a raffica, è inevitabile che i mezzi di comunicazione di massa si incentrino poi solo su quelle, riducendo il tutto a delle sferzate dirette a preti che bivaccherebbero tra Spitze und Spitze. Mentre il discorso in verità, o perlomeno tutta la prima parte di esso, era molto serio. Questa si chiama scienza o tecnica della comunicazione, che tu dovresti conoscere.

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Non so chi informi il Santo Padre e soprattutto che sceneggiatura di film di fantascienza gli sia stata narrata, perché il clero siculo, lungi dall’essere una congrega di merlettari, semmai imbarazza per la sua sciatteria. Trovare in estate preti che si presentano a celebrare la Santa Messa in bermuda a fiori e ciabatte infradito è cosa all’ordine del giorno, altro che «pizzi della nonna»! La gran parte non indossa neppure la casula o la pianeta, solo un camice dal quale traspaiono sotto i calzoncini corti e una stola gettata sulle spalle. Zusamenfassend: i suoi fiduciari, quale trama di film di fantascienza gli hanno narrato per indurlo a quelle battute stile «quattro amici al bar» che hanno deviato ascoltatori e poi commentatori da tutto ciò che di molto serio aveva detto poco prima?

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Non è la prima volta che il Santo Padre si esprime basandosi sul «mi hanno detto che…», espressione che prelude il substrato di fonti discutibilmente attendibili derivanti da quel chiacchiericcio clericale che la Santità di Nostro Signore ha più volte additato e rimproverato a giusta ragione. Può essere che esista allora un chiacchiericcio buono e uno cattivo? Oder einfacher: può essere che non esistono più le persone in grado di rispondere? Perché quando a me un Vescovo disse «mi hanno detto che …», Ich antwortete und sprach: «Anche a me hanno detto tante cose su di lei, però mi guardo bene dal convocarla per dirgliele».

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Die 19 Dürfen 2022 hai guidato i direttori delle riviste europee della vostra Compagnia delle Indie a colloquio con il Sommo Pontefice, dandone tu stesso resoconto con un articolo su La Civiltà Cattolica. Nella foto che campeggia nel tuo articolo si nota una donna piuttosto in carne coperta da una gonna aderente che lascia scoperte le gambe 20 centimetri sopra le ginocchia. Peraltro stiamo a parlare di gambe non propriamente paragonabili a quelle di una top model, gambe che sarebbe bene coprire e non esibire.

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Caro Antonio Spadaro, per coerenza e spirito di verità devo dichiarare di essere stato nella mia vita un peccatore e purtroppo anche un libertino. E di donne — mentirei se lo negassi — ne ho conosciute in lungo e in largo, soprattutto belle. Poi è avvenuta la mia conversione, la mia purificazione dai tanti peccati della carne che ho commesso e oggi vivo nel rispetto delle sacre promesse, senza mai essere venuto meno alla continenza e alla castità, durch die Gnade Gottes. Il sacro ordine sacerdotale non ha però azzerato la mia memoria, inclusa la pregressa vita di libertino peccatore. Aus diesem Grund, intendendomi di donne sicuramente più di te, mi permetto di darti un consiglio assolutamente non richiesto: riferisci a nome mio alla Signora Gesuita in questione che non ha né le gambe né il fisico per portare abiti del genere e che l’indumento più idoneo sarebbe stato per lei una toga romana, adatta a coprire con dignitoso pudore ciò che non si dovrebbe proprio mostrare, perché del tutto inopportuno mostrare, specie di fronte al Romano Pontefice.

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Concludo con una domanda per un amico, diplomatico di lungo corso, nato in una famiglia protestante ma di fatto agnostico. Wenn im 2019 si recò in udienza privata dal Sommo Pontefice assieme alla sua bellissima moglie, anch’essa non cattolica, la Signora aveva una gonna che la copriva 20 centimetri sotto le ginocchia, benché estate aveva i collant e il vestito abbottonato fin sotto il collo, le braccia coperte fino ai polsi e un velo nero in testa. Tutto questo perché era una donna non cattolica profondamente rispettosa dell’Augusta Persona del Romano Pontefice, del luogo dove si trovava e del cerimoniale. Brunnen, se questo diplomatico non cattolico vedesse la foto della vostra Signora Gesuita scosciata e mi domandasse lumi, pensi di potergli rispondere tu? Perché da parte mia potrei solo replicare che oggi, in der katholischen Kirche, il problema sono solo pizzi e merletti che nei concreti fatti equivalgono a una autentica bestemmia contro lo Spirito Santo.

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Dopo che il Sommo Pontefice Clemente XIII ebbe soppressa la Compagnia di Gesù nel 1773 e incarcerato a Castel Sant’Angelo il Preposito Generale Lorenzo Ricci, alla sua morte avvenuta nel 1775 il Maestro dell’Ordine dei Predicatori commentò: «Cristo è morto crocifisso tra due ladroni, questo è un ladrone morto tra due crocifissi».

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In attesa della vostra prossima e spero vicina soppressione definitiva, ti porgo un fraterno saluto.

von der Insel Patmos, 17 Juni 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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Covid hat uns daran gehindert, Wasser in die Schriftarten zu füllen, aber die Geistlichen korrigieren uns “erlaubt” um schwule Paare nach ihrer standesamtlichen Trauung im Rathaus zu segnen

IL COVID CI IMPEDIVA DI METTERE L’ACQUA NELLE ACQUESANTIERE MA IL CLERICAMENTE CORRETTO CI “ERLAUBT” DI BENEDIRE LE COPPIE DI GAY DOPO LA LORO UNIONE CIVILE IN MUNICIPIO

 

Il presbitero che ha inscenato e presieduto il tutto si è affrettato a giustificare che sono state solo benedette due persone. E, se dopo la Comunione Eucaristica i due “sposini amorosi” sono saliti all’altare per ricevere un grembiule, simbolo del servizio da loro prestato a questo gruppo di cattolici LGBT in cammino, ciò «non è stato un gesto liturgico», sie erklärte,, pure se il tutto è avvenuto nell’ambito della sacra liturgia e non nella sala da fumo del bar poco distante dalla chiesa parrocchiale, perché quando certi tipi di preti pensano di poter prendere in giro gli altri credendosi di prassi più scaltri, finiscono col perdere sia il senso del ridicolo che quello della umana decenza.

- Aktualität -

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Per approfondire il tema vi suggeriamo la lettura di questo libro scritto dai Padri Ariel S. Levi di Gualdo e Ivano Liguori (per andare al negozio cliccate sopra l’immagine)

Non è paradosso né ossimoro ma semplice realtà: per disposizione della Conferenza Episcopale Italiana è stato proibito per due anni di mettere l’acqua lustrale dentro le acquasantiere delle chiese per evitare di veicolare la diffusione e il contagio da Covid-19, solo in questi giorni ne è stato ripristinato l’uso. Una scelta saggia e prudente già adottata nei secoli passati durante le grandi pestilenze. Analoga prudenza non è stata applicata ad altri casi legati a epidemie più gravi. Und so, direttamente nella diocesi governata dal Presidente dell’Assemblea dei Vescovi Italiani, sono stati accolti in chiesa e benedetti due omosessuali fieramente praticanti che poco prima hanno suggellata la loro “unione civile” nel vicino palazzo municipale di Budrio in provincia di Bologna.

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Noi “vecchi preti” nati sotto il pontificato del Santo Pontefice Paolo VI e cresciuti sotto il lungo pontificato del Santo Pontefice Giovanni Paolo II, eravamo abituati all’idea che il virus peggiore fosse il peccato, fucina di tutte le peggiori pandemie. Oggi devo prendere atto che ci eravamo sbagliati. In verità erano solo le pile dell’acquasanta, a essere potenziali veicoli di infezioni virali e di sviluppo delle pandemie.

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A lume di logica ecclesiale ed ecclesiastica desidero precisare che dubito sia stato adeguatamente informato il Cardinale Matteo Maria Zuppi, dai preti-capocomici di questa sceneggiata sacrilega, perché di un atto sacrilego si tratta, c’è poco da girarci attorno. Se fosse stato informato, dubito che avrebbe acconsentito, soprattutto sapendo quale clamore mediatico suscitano da sempre certe gaie pagliacciate, ampliate, im speziellen Fall, dal delicato ruolo ricoperto dall’Arcivescovo metropolita di Bologna, welches ist Präsident der italienischen Bischofskonferenz. Per questo credo a priori alla totale innocenza del Cardinale Matteo Maria Zuppi, che di questa sceneggiata è stato sicuramente la prima vittima, cosa di cui mi dispaccio per lui, perché è un uomo buono, giusto e da sempre molto accogliente e premuroso verso i presbiteri, sin da quando era vescovo ausiliare a Roma.

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Riassumiamo il fatto di cronaca per poi passare a commentare una parola e un concetto divenuto ormai tabù: Was für ein Pech. L’11 giugno è accaduto che due giovani uomini hanno ufficializzato la loro “unione civile” nel Comune di Budrio in provincia di Bologna. Il tempo di attraversare la piazza per giungere nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, dove erano attesi da una folla festante e da 14 sacerdoti concelebranti, verosimilmente tutti clerical gay friendly. A presiedere la sacra liturgia è stato Gabriele Davalli, Diözesan-Manager - unglaublich, hören! ― della pastorale della famiglia e arciprete di una parrocchia limitrofa, che aveva seguito i due “sposini amorosi” durante il loro cammino nel gruppo di Cattolici LGBT.

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Alcuni confratelli di quel presbiterio hanno contattato la nostra redazione precisando:

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«Casomai il responsabile della sceneggiata volesse correggere il tiro a danno ormai compiuto, dicendo di avere solo benedetto due persone, sappiate che erano presenti tutti gli annessi e connessi tipici delle cerimonie nuziali, dai fiori al fotografo per riprendere i due in prima fila sotto il presbiterio» [vgl.. WHO].

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E come da loro preannunciato è andata proprio così: il presbitero che ha inscenato e presieduto il tutto si è affrettato a giustificare che sono state solo benedette due persone. E, se dopo la Comunione Eucaristica i due “sposini amorosi” sono saliti all’altare per ricevere un grembiule, simbolo del servizio da loro prestato a questo gruppo di cattolici LGBT in cammino, ciò «non è stato un gesto liturgico», sie erklärte,, pure se il tutto è avvenuto nell’ambito della sacra liturgia e non nella sala da fumo del bar poco distante dalla chiesa parrocchiale, perché quando certi tipi di preti pensano di poter prendere in giro gli altri credendosi di prassi più scaltri, finiscono col perdere sia il senso del ridicolo che quello della umana decenza. Cos’altro aggiungere: ogni commento a cotanta ipocrisia clerical chic sarebbe superfluo, quindi concludiamo con una domanda destinata a rimanere senza risposta, per poi passare a cose più serie. Non so chi abbia formato il presbitero Gabriele Davalli nella teologia fondamentale e nella morale cattolica. Aber, siccome a essere formato male sono stato sicuramente io, che tra i miei preziosi formatori ho avuto anche il Cardinale Carlo Caffarra, in modo pacato, anzi in modo timido, col rossore che mi avvampa le gote, perché come noto sono un timido ragazzo di campagna, in modo sommesso oso domandare: Gabriele Davalli, dopo avere ammesso alla Comunione Eucaristica due gay dichiarati freschi “sposi novelli” e dopo avere dato loro il grembiule simbolo del servizio prestato prima della fine della Santa Messa, eri o no consapevole che la sera, die Zwei, avranno sicuramente festeggiato inchiappettandosi a vicenda, con tanto di cerimonia e benedizione ricevuta il mattino durante la Santa Messa? O pensi forse, caro Gabriele Davalli, che la sera si sono coricati recitando il Santo Rosario alla Beata Vergine Maria chiedendo la sua intercessione per avere il sostegno e la forza necessaria a non cadere in turpe peccato? Dies, sarebbe ciò che domanderei a Gabriele Davalli se fossi il suo vescovo, che ovviamente, per grazia sua e per grazia mia, Sie sind nicht.

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La triste verità è che un responsabile diocesano della pastorale per la famiglia e altri tredici preti Schwulenfreundlich che hanno concelebrato mutando l’Eucaristia in un teatrino sacrilego, hanno di fatto benedetto il peccato e confermato pubblicamente due persone nel peccato mortale. E se qualcuno è in grado di smentirmi — in testa a tutti l’Arcivescovo metropolita di Bologna, che come ripeto ritengo del tutto non colpevole, oltre che uomo buono e giusto — si faccia avanti e mi dimostri il contrario. Soprattutto desidero che, vescovi in testa, mi dicano pubblicamente ― non con la classica letterina privata rammaricata ― che la teologia e la morale cattolica con la quale sono stato formato posso tranquillamente gettarle nel cesso e poi tirare l’acqua dello scarico. Ma soprattutto desidero mi spieghino che tutto ciò che sino a ieri era turpe peccato mortale, oggi è diventato amore da accogliere e da benedire. Dopo che mi avranno spiegato questo, öffentlich, il giorno dopo rimetterò il mio mandato all’esercizio del sacro ministero sacerdotale nelle mani del vescovo che me lo ha conferito e mi ritirerò a vita privata.

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Nella società civile essere omosessuali e praticare l’omosessualità non è reato. ich füge: e mai potrebbe esserlo, sarei il primo a scendere in piazza a protestare, se chicchessia tentasse di perseguire a qualsiasi titolo gli omosessuali in quanto tali. L’omosessualità non è una malattia, al limite può essere un disturbo o un disagio psicologico più o meno grave in coloro che la vivono male o in coloro che non la accettano e che per questo ne soffrono. Come sacerdote cattolico e come teologo ho sempre riconosciuto alle persone il diritto a vivere la sessualità che vogliono e a non essere ad alcun titolo discriminate per le loro scelte e le loro pratiche sessuali, lo dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, che per inciso è bene ricordare:

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2357 «L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni (vgl.. GN 19,1-29; RM 1,24-27; 1 Kor 6,9-10; 1 TM 1,10) la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” (vgl.. Menschliche Person, n. 8). Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».

2358 «Eine nicht zu vernachlässigende Zahl von Männern und Frauen hat tief verwurzelte homosexuelle Tendenzen». Diese Neigung, objektiv ungeordnet, es ist ein Beweis für die meisten von ihnen. Daher müssen sie mit Respekt aufgenommen werden, Mitgefühl, Zartheit. Jedes Zeichen ungerechter Diskriminierung in ihrer Hinsicht wird vermieden. Solche Menschen sind berufen, Gottes Willen in ihrem Leben auszuführen, e, wenn sie Christen sind, die Schwierigkeiten zu vereinen, auf die sie aufgrund ihres Zustands beim Opfer des Kreuzes des Herrn stoßen können.".

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Per me la questione è tutta quanta teologica, visto che faccio il prete e il teologo non il master chef. Se Dio non ha impedito ad Adamo ed Eva di commettere il peccato originale, possiamo forse impedire noi, zu Männern, di commettere peccati? Weil, che piaccia o no a certi miei mondani confratelli Schwulenfreundlich, pronti all’occorrenza a mascherare un farsesco “matrimonio” tra due uomini da benedizione che come tale non si nega a nessuno, resta in ogni caso il fatto che per la morale cattolica e la legge di Dio in cui essa si radica «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati». Una volta condannato l’atto, daß die Sünde, riguardo invece i singoli omosessuali, cioè i peccatori, la morale cattolica chiarisce: «[...] devono essere accolti con rispetto, Mitgefühl, Zartheit. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione». Il tutto sempre ribandendo, wie es in Bezug auf die Sünde, che certi atti «Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale» e che «In nessun caso possono essere approvati».

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La sodomia è un grave peccato contro la natura creata e ordinata da Dio. Se quindi certi preti conoscessero e praticassero gli elementi basilari della teologia e della morale cattolica, se conoscessero semplicemente il Catechismo, anziché mascherare da “benedizione” il “matrimonio farsa” di due uomini, dovrebbero essere consapevoli che il peccato rientra nell’esercizio della piena libertà e del libero arbitrio dell’uomo, ma che il peccato deturpa l’anima del peccatore e reca scandalo alla comunità dei credenti. Deswegen, Die Sünde, rientra sì nel pieno esercizio della libertà dell’uomo, ma non è però un diritto e nessuno, specie all’interno della Chiesa, può rivendicarlo come tale, neppure le coppie di “amorosi sposini” omosessuali.

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Più volte nei miei pubblici scritti, ma anche durante i miei colloqui privati con quei confratelli che si avvalgono di me come direttore spirituale o come confessore, mi sono ritrovato a spiegare la sostanziale differenza che corre tra peccato e peccatore, soprattutto a giovani sacerdoti usciti dal Set di quel film di fantascienza a cui sono ormai ridotti i nostri seminari tutti pace, gioia e amore. Wir Priester, come santificatori, maestri e guide del Popolo di Dio abbiamo non solo il dovere di rigettare il peccato, perché sulle nostre coscienze sacerdotali grava l’imperativo e l’obbligo di combatterlo. Diverso il discorso del peccatore, che è nostro dove e obbligo accogliere, assistere e amare, soprattutto coloro che commettono i peccati più gravi, perché anzitutto per loro Cristo ha sparso il proprio sangue redentore sulla croce. Damit, se anziché accogliere il peccatore noi lo respingessimo in quanto tale, tradiremmo e profaneremmo nel peggiore dei modi la santa missione che Cristo Dio ci ha affidato attraverso la istituzione del sacerdozio ministeriale.

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Il problema di fondo è che un esercito di presbiteri sessantottini e di nipotini del Sessantotto da loro cresciuti e allevati a overdosi di imprecisata pace, gioia e amore, non conoscono più la differenza che corre tra peccato e peccatore, che è una differenza fondamentale e sostanziale. Per quanto inutile possa essere, perché nulla di ciò che è strutturalmente ideologico può essere scalfito, cerchiamo adesso di comprendere bene quel pericolo mortale costituito dal terrificante peccato propagato dai lobbisti LGBT, di cui lungamente ebbi a parlare nei miei lunghi colloqui privati con il Cardinale Carlo Caffarra. Questo pericolo ― che ripeto è mortale e terrificante ― è dato dal fatto che gruppi costituiti da sedicenti cattolici auto-denominatisiCattolici LGBTsi stanno facendo largo all’interno della Chiesa e delle comunità parrocchiali, infinocchiando in modo grandioso vescovi, preti e suorine stolte. E si stanno facendo largo non per essere seguiti e curati spiritualmente, non per curare le loro fragilità e ferite, non per cercare di sanare le loro anime dal virus epidemico del peccato, ma per essere legittimati e confermati nel peccato mortale. Trappola questa nella quale un esercito di vescovi, preti e suorine stolte stanno cadendo come pesci dentro la rete. La lobby LGBT è entrata ormai da un decennio dentro la Chiesa come un cavallo di troia per rivendicare e dimostrare che il primo a sbagliarsi è stato anzitutto Dio nel crearci maschio e femmina. In errore non sono loro, sempre ammantati di vittimismo e dolorismo, lo è la Chiesa che con la sua “retrive” e “cupamorale osa impedire a due gay o a due lesbiche di amarsi, negando a questo modo — a loro dire — l’essenza stessa del Santo Vangelo, che è amore e solo amore. Natürlich, che il Santo Vangelo è amore, basterebbe però chiedersi e comprendere quale vero amore diffonde, perché l’amore che annuncia finisce a sanguinare sulla croce con quattro chiodi piantati nella carne e con una corona di spine sulla testa, cosa del tutto diversa dai tripudi porcini e dissacranti der verschiedenen Homosexuell Stolz, che anche di recente ci hanno regalato la Madonna sadomaso e Cristo sui tacchi a spillo. O forse il Santo Vangelo, in nome di un non meglio precisato “amore”, ci consente di benedire l’unione di due uomini, di festeggiarli in chiesa e di ammetterli alla Comunione Eucaristica, affinché possano rientrare la sera nella loro camera da letto, “benedetti” e “santificati”, a sodomizzarsi a vicenda in nome dell’amore? È forse questo l’amore annunciato dal Santo Vangelo?

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Fu per questo motivo dadurch gekennzeichnet, dass 2009, quel sapiente uomo di Dio del Cardinale Carlo Caffarra, pur ricoperto di tutte le peggiori contumelie, criticato e insultato su tutta la stampa Schwulenfreundlich von links radikal schick, proibì a un coro composto da 25 omosessuali dichiarati di radunarsi nei locali della parrocchia bolognese di San Bartolomeo della Beverara. Perché un conto è accogliere il singolo omosessuale, che va accolto, respektierte, amato e accudito spiritualmente, immer. Altra cosa permettere che direttamente all’interno delle strutture ecclesiali ed ecclesiastiche siano costituiti gruppi di non meglio precisati omosessuali cattolici, che come l’esperienza ci insegna e come di prassi è quasi sempre accaduto, pongono anzitutto in discussione la dottrina e la morale della Chiesa Cattolica. Perché è la Chiesa, che deve piegarsi al capriccio del loro peccato, accoglierlo e legittimarlo, infine benedirlo. Cosa questa che la Chiesa non potrà mai fare.

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Ogni tanto qualche vescovo mi accusa di usare toni forti, Andere, molto più numerosi, mi pregano invece di dare pubblica voce a ciò che loro non sempre possono dire in toni forti. E come potrei non usare toni forti, di fronte a un esercito sempre più fitto di preti che non sono più in grado di distinguere neppure il peccato dal peccatore? Però il problema non sono loro, sono io che sono duro. E nella Chiesa visibile intrisa di un non meglio precisato amore la durezza non è ammessa, perché ormai non siamo più «il sale della terra» [MT 5, 13] ma lo zucchero della terra. Infolge, benedire in chiesa durante l’azione liturgica due omosessuali che la sera tornano a giocare alla cavallina, questa è cosa veramente buona e giusta, almeno per tutti coloro che hanno deciso di mutarsi in zucchero della terra.

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Ogni stagione storica ha i suoi personaggi, ma in circostanze di questo genere sentiamo certamente la mancanza del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. Perché in casi più o meno analoghi, verificatisi ormai in numerose diocesi del mondo, non avrebbe esitato a chiamare dinanzi a sé i rispettivi vescovi. E per spirito di autentica carità cristiana gli assistenti di camera, prima del loro ingresso in udienza, avrebbero raccomandato: "Exzellenz, prima di recarsi dal Sommo Pontefice passi dalla Farmacia Vaticana, acquisti e indossi il pannolone di contenzione, perché sarebbe sicuramente imbarazzante, per lei come per chiunque, pisciarsi addosso dinanzi al Santo Padre». Oggi le cose sono cambiate, abbiamo il presbitero padovano Marco Pozza, für Freunde Don Spritz, das hinein Jeans e scarpette da ginnastica slacciate va a intervistare il Santo Padre e che non avendo di meglio da fare pubblica un messaggio di auguri per una coppia di suoi amici gay in occasione del loro matrimonio, salvo correggere poco dopo il post cambiando la parola “Ehe” mit “unione civile”. Ciò che però solo importa è di non presentarsi dinanzi al Santo Padre con una talare romana addosso e un rispettoso ferraiolo sulle spalle, perché in quel caso si può correre il rischio di essere fulminati con uno sguardo. Ma tutto finirebbe con un’occhiata fulminea, perché per far pisciare addosso qualcuno occorrerebbe la tempra che all’occorrenza sapeva avere il Santo Pontefice Giovanni Paolo II, ma soprattutto sarebbe necessaria la sua santità, perché solo i Santi, wenn es der Fall erfordert es, riescono anche a farti pisciare addosso per la salvezza della tua anima.

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Mio amato e venerato Carlo Caffarra, provo santa invidia per te, che sei stato chiamato nel settembre 2017 alla Casa del Padre, dove vorrei essere anch’io, risparmiando così a me stesso l’abominio della desolazione che ci attende, warum jetzt, certi nostri pavidi e improvvidi vescovi, amorevoli verso il peccato ma stizzosi verso quei loro preti che il peccato osano sempre condannarlo, da tempo ci stanno facendo veramente aspirare la grande grazia della morte.

von der Insel Patmos, 16 Juni 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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Heilung des Stammbaums? Zwischen Karma und schamanischen Riten. Einige theologische und pastorale Richtlinien für die Unterscheidung

HEILUNG DES STAMMBAUMS? TRA KARMA E RITI SCIAMANICI. ALCUNE LINEE TEOLOGICHE E PASTORALI PER FARE DISCERNIMENTO

Pregare per la guarigione delle colpe passate degli antenati in funzione della liberazione dei loro discendenti non solo è inutile ma è anche non cristiano in quanto contrario alla Rivelazione e all’insegnamento di Gesù. Detto questo poniamoci adesso una domanda: perché dovremmo chiedere con insistenza al Signore di liberarci dalle colpe dei nostri antenati, dalle loro scelte sbagliate, dai loro atti viziati nell’uso del libero arbitrio se così facendo affermiamo di fatto un rapporto moralistico malato di causa-effetto così apparentemente scontato, così impietoso da veicolare un distruttivo determinismo che Gesù rifiuta?

- Kirchennachrichten -

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Autor
Iwano Liguori, ofm. Kap.

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È un fatto triste e vero che quando l’uomo non crede più in niente finisce sempre col credere a tutto, quando cessa di credere in Dio finisce col credere agli dei e alla lettura dei tarocchi. Non mancano poi personaggi oscuri che stravolgono gli elementi del Cattolicesimo, tra i quali la Beata Vergine Maria, che finisce per essere falsata e deturpata nel peggiore dei modi, in parte per creare attrazione, in parte per mettere in piedi dei veri e propri mercati redditizi.

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Da diversi anni a questa parte assistiamo, all’interno di alcuni movimenti legati alla Chiesa Cattolica, specie a quelli più vicini all’area estremista dei carismatici, a una pratica spirituale conosciuta col nome di Preghiera di guarigione dell’albero genealogico Ö Preghiera di guarigione intergenerazionale. Che cos’è di preciso questa preghiera? È utile? Aber vor allem, è cattolico e in linea con la Rivelazione pregare in questo modo?

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Mit diesem Artikel desidero dare solo alcune linee di interpretazione teologica e pastorale per aiutare i fedeli a operare un giusto e sano discernimento, dato che spesso la confusione può prendere il sopravvento sulle persone che si trovano a dover affrontare situazioni di malattia e di sofferenza che impediscono di mantenere la giusta lucidità della fede nel tempo della prova. E quando si è colpiti da quel dolore che spesso rende fragili e vulnerabili, dietro l’angolo c’è sempre chi cerca di ricavarne un profitto personale, che può variare dalla raccolta di danaro alla perversa gioia di esercitare il potere di controllo sulle coscienze.

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Sono ben consapevole della delicatezza e della complessità dell’argomento che avrebbe bisogno di ben altri strumenti e spazi per essere trattato in modo del tutto esauriente. Bisognerebbe spendere molto tempo a dipanare le delicate questioni teologiche e psicologiche sottese al bisogno di guarigione e di cura, assieme alla responsabilità personale e comunitaria davanti al mistero del male e del peccato che affaticano il cammino quotidiano dell’uomo e della società. La cosa più opportuna da fare sarebbe quella di scrivere un libro sull’argomento per poter essere veramente certi di trattare ogni più piccolo aspetto e interrogativo che il tema della guarigione dell’albero genealogico pone in evidenza. In attesa che qualcuno porti a termine un lavoro del genere che attualmente non esiste ― tanto si è scritto su questo tipo di preghiera di guarigione ma sempre in modo molto parziale, di parte e frammentario ― è bene mettere subito in relazione questa preghiera con il Magistero della Chiesa, soprattutto in riferimento alla persona di Cristo come vincitore del peccato e della sofferenza in tutte le sue forme. Gesù è «colui che libera da ogni male» [Saft 16,8], e continua a essere il Salvatore potente che dona la salvezza e la salute al suo popolo, sempre pronto a intervenire per il bene di coloro che a Lui si rivolgono come Buon Samaritano.

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Anzitutto è necessario collocare questa preghiera all’interno di una definizione chiara che possa circoscriverne i confini. in Zusammenfassung, possiamo dire che la Preghiera di guarigione dell’albero genealogico è quella preghiera che chiede a Dio di eliminare le cause e le conseguenze di quei mali che hanno interessato una determinata persona nel passato le cui conseguenze persistono ancora al presente ricadendo sui suoi discendenti. Hier ist ein Beispiel: se il mio bisnonno ha commesso un peccato, un male o era portatore di una determinata tendenza o tara che ha marchiato la sua esistenza in modo incisivo, diese Sünde (männlich, Trend, tara) può manifestarsi ancora nella vita futura dei nipoti anche dopo diverse generazioni portandosi dietro le immancabili conseguenze di sofferenza. Quindi mali oggettivi come la violenza, l’alcolismo, la pratica dell’occultismo, la tendenza al suicidio o all’aborto, alcune malattie psicologiche, alcune corruzioni morali, possono ripresentarsi nella vita di una persona che paga al presente e subisce in modo del tutto incolpevole quello che è stato vissuto da un suo antenato nel passato.

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Ho voluto prendere come esempio il caso di un lontano nonno in relazione a un pronipote, ma la stessa cosa potrebbe dirsi in modo più immediato tra un padre e un figlio o tra una madre e un figlio, quindi tra generazioni anche molto vicine tra di loro. Nell’ambito delle scienze cliniche oncologiche è noto e scientificamente accertato che certe forme di tumori possono essere ereditari, per questo gli specialisti consigliano a figli e nipoti di effettuare periodici controlli. Nell’ambito delle scienze cliniche psichiatriche è altrettanto noto che certe malattie o disturbi mentali sono ereditari, per esempio la schizofrenia.

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Proviamo a chiarire il tutto con un altro esempio: il Codice di Diritto Canonico der 1917 ai canoni 983-991 indicava tutta una serie di impedimenti a ricevere il sacro ordine sacerdotale. Le precedenti leggi canoniche successive al Concilio di Trento stabilivano che i figli dei macellai non potevano ricevere gli ordini sacri. Una norma che, se non spiegata, oggi potrebbe suscitare persino ilarità, eppure aveva una sua logica. In alcune epoche storiche quello dei macellai era un mestiere particolarmente cruento e quasi sempre la macellazione degli animali avveniva in modo molto violento. Il tutto finiva per incidere non solo sulla psicologia e l’aspetto comportamentale di chi esercitava questo mestiere, ma anche nei membri della sua famiglia, dei suoi figli e dei suoi nipoti nati e cresciuti in quel genere di contesto familiare, sociale e lavorativo.

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In molti particolari casi la povera persona che patisce tali mali non è nient’altro che un anello di una lunga catena di individui gravati da continui disturbi e malanni fisico-spirituali ripetuti che si protrarranno fino a quando non saranno interrotti i legami con quelle radici che rappresentano la causa oggettiva di questi disturbi. La guarigione avviene attraverso una serie di preghiere specifiche e puntigliose che passano in rassegna tutti i mali fisici e spirituali esistenti nel mondo.

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Per l’esemplificazione dei Lettori riporto qui di seguito alcuni stralci di una Preghiera di guarigione dell’albero genealogico composta da un personaggio SUI generis e che è possibile ritrovare sul Web. Testi più o meno simili è possibile trovarli anche altrove o leggerli in diversi libri che trattano dell’argomento:

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"Jesus, ci hai rivelato che dal peccato commesso dall’uomo all’origine del mondo è venuto ogni male e che anche il peccato di ciascuno ha influenza negativa sugli altri, specialmente il peccato dei genitori sui figli e i discendenti. Attraverso la generazione si trasmettono gli stessi caratteri fisici e psichici, i buoni frutti delle virtù e le tristi conseguenze dei vizi, la salute e le malattie, Gut und Böse. Per il bene che i genitori e gli antenati ci hanno trasmesso, li ringraziamo e ringraziamo Te, perché con la tua grazia hanno agito bene. Per il male che ci hanno trasmesso, li perdoniamo e li affidiamo alla tua misericordia, chiedendo per loro il tuo perdono e facendo suffragi. Jesus, ora ti preghiamo per le nostre generazioni passate e presenti, sia di ramo paterno che di ramo materno. Ti preghiamo di guarire il nostro albero genealogico, di cui noi siamo un frutto. Per il loro bene e il nostro bene, tronca ogni influenza negativa che ci hanno trasmesso. Il tuo Sangue Prezioso scenda a purificare, risanare, liberare, perché oggi la nostra generazione sia sana e santa, unita e felice così che possa trasmettere solo cose positive, essere canale soltanto di salute e di santità. Jesus, guarisci il nostro albero di famiglia».

"Jesus, guariscici da tutte le malattie che sono giunte a noi attraverso le generazioni passate. Guariscici dalle malattie fisiche: del cuore, del sangue, del sistema circolatorio; della bocca, del naso, delle orecchie, della gola, dei bronchi, dei polmoni; dell’esofago, dello stomaco, del fegato, della cistifellea, del pancreas, dell’intestino; dei reni, delle vie urinarie; del cervello, del midollo spinale e del sistema nervoso; delle ossa e della colonna vertebrale; della pelle; dei nostri cinque sensi; guariscici dai tumori e da ogni malattia strana; dalla frigidità e dalla sterilità, dall’impotenza e dalle malattie veneree. Guariscici da tutti i casi di malattie mentali che ci sono stati nella nostra storia familiare: forme di paranoia, schizofrenia, psicosi, comportamenti depressivi e autodistruttivi. Guariscici da tutte le malattie psichiche: ansie, affanni, depressioni, insicurezze, paure, Komplex, tristezze, pensieri di suicidio, tedio della vita, squilibri, attacchi di panico. Interrompi la trasmissione di tutte queste malattie. Togli queste tare ereditarie. Fa’ che nella nostra generazione ci siano sempre salute fisica, integrità mentale, equilibrio emozionale, sane relazioni, Güte, Liebe; per trasmettere questi tuoi doni alle generazioni successive. Jesus, guariscici da tutte le malattie ereditarie»

"Jesus, liberaci da tutti i mali causati in noi dagli antenati che partecipavano all’occultismo, allo spiritismo, alla stregoneria, alla magia, a sette sataniche, alla massoneria. Tronca il potere del maligno che, ihre Schuld, ancora pesa sulle nostre generazioni. Spezza la catena di maledizioni, malefici (fatture, legature, segnature, riti voodoo), opere sataniche che gravano sulla nostra famiglia. Liberaci da patti satanici, consacrazioni a satana e legami mentali con i seguaci di satana. Tienici sempre lontano da riunioni spiritiche e da ogni attività con cui satana può continuare ad avere dominio su di noi. Prendi sotto il tuo potere qualsiasi area che sia stata consegnata a satana dai nostri antenati. Allontana per sempre lo spirito cattivo, ripara ogni suo danno, salvaci da ogni sua nuova insidia. Solo da Te possiamo avere tutti la vita, Freiheit, das Tempo. Jesus, liberaci da tutti i mali causati dal maligno»

"Jesus, liberaci da tutte le abitudini cattive presenti nel nostro albero genealogico: dal gioco, dallo sperpero, dal bere, dalla droga, dalla grettezza, dal furto. Poni fine ad ogni nostra cattiva abitudine. Liberaci dai tutti i vizi capitali: dall’accidia, dall’avarizia, dalla gola, mit Zorn, dall’invidia, dalla lussuria, dalla superbia. Liberaci dall’eredità cattiva che ci hanno lasciato i nostri antenati dediti a questi vizi. Liberaci da tutti gli idoli che hanno adorato le nostre generazioni precedenti: il denaro, il potere, die Freude, la casa, i terreni, i gioielli, i titoli. Taglia i vincoli che ci legano a questi casi di idolatria. Liberaci da tutta la corruzione e la violenza, dall’ira e dalla malignità dei nostri antenati che sono stati sfruttatori, ricattatori, criminali. Rompi in noi tutti i legami a questi comportamenti. Liberaci da tutto il male compiuto dai nostri antenati spinti dall’odio: odio verso gli altri, verso se stessi, zu Gott, odio razziale, fanatismo religioso».

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Come è evidente dal testo della preghiera sopra riportata, queste invocazioni sono molto lunghe e dettagliate nell’elencare tutti i mali e gli ambiti da cui si vuole essere risanati. La pecca di questa preghiera non è tanto quella di domandare la guarigione dal male o dal maligno ― cosa che peraltro Gesù ci insegna a fare come richiesta esplicita nel Unser Vater ― ma nella teologia che è sottesa dentro a questa forma di preghiera che è quella che gli antichi ebrei conoscevano con il nome di teologia della retribuzione Ö teoria retributiva. Questo pensiero teologico lo possiamo ritrovare anche all’interno di alcune filosofie religiose orientali come riferimento alla Legge del Karma o alla credenza nella Reincarnazione.

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Procediamo con ordine: L’origine più immediata di questa Preghiera di guarigione dell’albero genealogico la dobbiamo all’opera e alla dottrina del medico psichiatra britannico Kenneth McAll (1910-2001). Egli è stato un fervente e appassionato missionario protestante, che ha saputo dare il via a questa pratica terapeutica, tanto da trasformarla in una vera e propria scuola spirituale. Per chi volesse approfondire la vita e l’opera di questo medico carismatico, consiglio di leggere i suoi due libri più famosi: Fino alle radici. Heilung des Stammbaums, edizioni Ancora, Guida alla guarigione dell’albero genealogico, edizioni Segno. Tra le pagine di questi testi il lettore troverà l’intero manifesto e impalcatura di tutta quanta questa teoria psico-teologica-terapeutica.

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Quando trattiamo il tema della sofferenza fisica e spirituale dobbiamo prestare una particolare attenzione a non esasperare o illudere le persone che ne sono coinvolte. Davanti alla sofferenza umana, specie quella sofferenza di tipo incolpevole, non possiamo permetterci il lusso di fare errori o di essere faciloni giocando con la vita delle persone o con le loro fragilità, evitando soprattutto di nutrire e instillare false speranze. Né tantomeno possiamo pensare di confezionare soluzioni a basso costo e ad alto impatto emotivo che si prefiggono di accontentare il sofferente donandogli un senso di sollievo immediato ma che di fatto non risolvono il problema anzi possono portare addirittura a cocenti delusioni.

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La divina Rivelazione ci attesta che il problema della sofferenza è legato inscindibilmente al mistero dell’iniquità che Cristo ha distrutto con la sua passione, morte e risurrezione e che lui stesso ha pagato liberamente attraverso la sua augustissima persona. Da quel primo peccato di disobbedienza, descritto in Genesi 3, la ribellione a Dio ha generato una tragica conseguenza dentro il mondo creato che ha il volto della morte, della sofferenza, del disordine e della perdita della comunione. Dal giusto Abele all’innocente Isacco, dal saggio Giobbe fino a Cristo Signore, l’uomo si è sempre dibattuto e interrogato sul perché della sofferenza e del male nel mondo. Ma soprattutto egli si è sempre interrogato sul perché egli soffra ingiustamente. aber jetzt, a voler essere sinceri una risposta vera è propria non c’è, o meglio non c’è quella risposta che ci piacerebbe tanto sentire e che è in grado di spiegare tutto.

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Non esiste la carta vincente di un “peccato ancestrale” che diviene l’asso pigliatutto per giustificare ogni stortura dell’esistenza, per cui è possibile de-responsabilizzarsi e demandare tutto all’esterno dell’uomo, mentre invece sarebbe necessario partire dall’interno dell’uomo dal suo cuore. Quando ci riferiamo al peccato originale noi operiamo una sostanziale differenza con il peccato ancestrale. Il primo ammette una responsabilità personale in conseguenza di una libertà male utilizzata, il secondo è il risultato di un cieco determinismo per cui non si può far altro che prendere atto della situazione avversa e subirla. Per discernere su queste questioni ci viene in aiuto la divina Rivelazione che dona non una risposta ma orienta a un senso per spiegare la sofferenza. Esiste la compromissione di un Dio che si incarna e che assume su di sé la condizione e la fragilità dell’uomo, distruggendo ogni male nel sacrificio della croce. La vittoria di Cristo non è solo la vittoria sul male, ma su ogni male. È anzitutto la vittoria sull’origine e sulla causa ultima del male nella sua essenza che è Satana, così come si afferma solennemente nella liturgia battesimale: «Rinunciate a Satana, origine e causa di ogni peccato?», vale a dire di ogni male.

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Da cristiani, davanti alla sofferenza specie se ingiusta, noi sappiamo fare molto di più di quanto comandò di fare il filosofo Socrate ai suoi discepoli. Noi non offriamo un gallo al dio della medicina Esculapio, noi cristiani davanti alla sofferenza sappiamo offrire il venerabile corpo e sangue del Signore Gesù Cristo che continuamente si offre e si immola per ogni uomo di ogni tempo. La risposta cristiana al male e alla sofferenza non è quindi di natura filosofica ma teologica, è una risposta che supera l’uomo, essa viene elevata a mistero e si comprende solo a partire dalla fede in Colui che ha vinto la sofferenza.

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Per poter capire questo discorso sul mistero del male e della sofferenza voglio soffermarmi principalmente su quello che Gesù ci ha lasciato a questo riguardo. Voglio partire anzitutto dalla guarigione del cieco nato che troviamo descritta nel vangelo di Giovanni [9,1–41] per poi terminare con il brano dell’evangelista Luca [13,1–5]. Il Vangelo di Giovanni racconta che i discepoli di Gesù vedendo un cieco nato sulla strada posero questa domanda al Signore:

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«”Rabbì, die gesündigt, er oder seine Eltern, er wurde blind geboren?”. Jesus antwortete: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”».

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I discepoli non fanno altro che riproporre un pensiero teologico, che era in sintonia con la teoria retributiva dell’epoca. Per dirla con brevità di parola, la teoria retributiva affermava che non vi è sofferenza senza colpevolezza, che se qualche cosa ti è capitato di male nella vita è perché te lo sei cercato e se non sei stato tu il diretto responsabile è stato qualcun altro che ti è vicino, come parenti prossimi o antenati.

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Sebbene già il Libro di Giobbe avesse messo in crisi questa teoria retributiva con la sua annessa teologia sponsorizzata dai tre amici inopportuni, nel pensiero religioso ebraico del tempo di Gesù questa concezione ancora si mantiene forte così come vedremo nel caso dei disordini sociali descritti dal brano dell’evangelista Luca [Lc 13,1–5]. Quello che per noi è sufficiente sapere, in riferimento al nostro discorso sulla Preghiera di guarigione dell’albero genealogico teorizzata dal dr. Kenneth McAll, è che non è possibile dire che i peccati dei padri inficino la vita presente dei figli, secondo quanto già il profeta Ezechiele affermava per conto di Dio:

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«Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Perché andate ripetendo questo proverbio sul paese d’Israele: I padri han mangiato l’uva acerba e i denti dei figli si sono allegati?"» [Dies 18, 2].

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Quindi pregare per la guarigione delle colpe passate degli antenati in funzione della liberazione dei loro discendenti non solo è inutile ma è anche non cristiano in quanto contrario alla Rivelazione e all’insegnamento di Gesù. Detto questo poniamoci adesso una domanda: perché dovremmo chiedere con insistenza al Signore di liberarci dalle colpe dei nostri antenati, dalle loro scelte sbagliate, dai loro atti viziati nell’uso del libero arbitrio se così facendo affermiamo di fatto un rapporto moralistico malato di causa-effetto così apparentemente scontato, così impietoso da veicolare un distruttivo determinismo che Gesù rifiuta? Cristo dice no a questa concezione teologica, affermando con forza che la cecità di quell’uomo ha come unico scopo la gloria di Dio, cioè l’epifania del Regno del Figlio e l’annuncio del Vangelo nel mondo. Si tocca qui la prossimità di Dio che in Gesù si affianca all’uomo per liberarlo e guarirlo. Il primo beneficiario di questa gloria sarà il cieco che recupererà la vista, poi i suoi genitori che saranno sgravati da una responsabilità sociale e morale frustrante ed infine i dottori della Legge che avranno una buona occasione per poter accostarsi a quella presenza di quel Dio che tanto predicano ma che stentano ancora a riconoscere in mezzo a loro.

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È sintomatico notare nel Quarto Vangelo il gioco dei contrari che spesso si verifica proprio a partire dai segni epifanici che Gesù compie: colui che è cieco è l’unico a riconoscere e vedere il Salvatore, mentre coloro che dicono di vedere restano ciechi ed intrappolati in rigidi determinismi. A questo proposito la madre Chiesa attraverso un documento della Kongregation für die Glaubenslehre ribadisce il pensiero del suo Salvatore facendo ancora più chiarezza attraverso il magistero del Santo Pontefice Giovanni Paolo II:

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«La malattia però colpisce anche i giusti e l’uomo se ne domanda il perché. Nel libro di Giobbe questo interrogativo percorre molte delle sue pagine. «Se è vero che la sofferenza ha un senso come punizione, quando è legata alla colpa, es ist nicht wahr, stattdessen, che ogni sofferenza sia conseguenza della colpa e abbia carattere di punizione. La figura del giusto Giobbe ne è una prova speciale nell’Antico Testamento. (…) E se il Signore acconsente a provare Giobbe con la sofferenza, lo fa per dimostrarne la giustizia. La sofferenza ha carattere di prova» [Sehen. Johannes Paul II, Apostolisches Schreiben Schmerzen retten, n. 11].

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Davanti alla sofferenza di qualsiasi natura e origine chiediamo a Dio di essere liberati, la guarigione avviene per opera di Gesù Cristo e il Libro del Siracide ci esorta a chiedere con insistenza il risanamento con atteggiamento filiale: "Son, non avvilirti nella malattia, aber bete zum Herrn und er wird dich heilen" [Herr 38,9]. Elementi fondamentali di una buona preghiera di guarigione sono la sottomissione alla volontà di Dio Padre, l’abbandono fiducioso al Figlio Gesù Cristo e il ricorso alla virtù teologale della speranza che, vom Heiligen Geist erleuchtet, ci permette di vedere l’opera di Dio attraverso i mezzi ordinari di guarigione quali il personale medico, le terapie e i farmaci, gli interventi sanitari e una comunità sanante. Tutti gli altri mezzi straordinari di guarigione appartengono a Dio soltanto che sceglie tempi e modalità proprie per agire nel giusto momento.

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Per vivere la malattia con fede ed ottenere la sospirata guarigione dobbiamo porci dentro a un’azione di grazia che è sempre immeritata ma che non può mai prescindere dalla conversione del cuore. Questo discorso ci conduce ad esaminare il brano dell’Evangelista Luca [13,1–5] che prende spunto da un fatto di cronaca nera accaduto al tempo di Gesù. Questa volta il male ha un carattere sociale e corporativo e la teologia della retribuzione ci porta ad allargare il rapporto tra l’individuo e la società. L’uomo è in grado di entrare in relazione con altre persone, per cui le conseguenze di determinate azioni collettive sono causa di sofferenza e di male per l’intera collettività. Dice l’Evangelista Luca:

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«In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Jesus sagte zu ihnen:: Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? Nein, Ich sage es dir, aber wenn ihr nicht umkehrt, alle zugrunde gehen auf die gleiche Art und Weise. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, Sie glauben, dass sie schlechter Täter als alle Bewohner von Jerusalem? Nein, Ich sage es dir, aber wenn ihr nicht umkehrt, alle zugrunde gehen auf die gleiche Art und Weise ».

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Anche questa volta Gesù scardina la teologia della retribuzione, non accetta il nesso meccanicistico tra sofferenza e colpevolezza. Con altre parole sembra dire:

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«Voi siete convinti che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno fatto quella fine? Ebbene vi sbagliate, erano peccatori quanto e come voi. Il punto è che ancora non si erano convertiti, cioè non avevano capito che la felicità dell’uomo passa attraverso il totale affidamento della propria vita a Dio. Voi che siete ancora in tempo!».

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Nicht Zufall, a questo discorso sulla conversione, si affianca la successiva parabola del fico infruttuoso. Dobbiamo essere sinceri, molto spesso nel nostro rapporto con Dio e con gli altri siamo più propensi a fare aria fritta che non frutti di conversione. Se ci guardiamo con autenticità siamo spesso alberi con le sole foglie ma niente frutti. Ecco la ragione della nostra non guarigione. La conversione è un suggerimento prezioso per poter aprire una strada pastorale verso la guarigione e il risanamento. Convertirsi al Signore significa partire da una vita che si radica in Lui e che abbandona il male attraverso le piccole scelte quotidiane. Anche J.R.R.Tolkien ne Lo Hobbit ribadisce con altre parole questo concetto evangelico nel dialogo tra Gandalf e Galadriel:

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«Ho scoperto che sono le piccole cose [...] le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore».

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Conversione significa ricorrere nell’umiltà alla grazia dei Sacramenti per potersi mantenere in continua comunione con Dio, sapendo che senza ci è impossibile rimanere in piedi. Conversione significa mantenere un costante dialogo con il Signore e chiedere la misericordia verso coloro che ci hanno ferito così come vediamo fare in Abramo che chiese a Dio la guarigione degli empi a partire dalla funzione vicaria dei giusti:

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«Davvero sterminerai il giusto con l’empio? […] Per riguardo a loro, perdonerò tutto quel luogo» [GN 18, 1-33].

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Per questo motivo è bene chiarire che non sono gli altri che sono i responsabili della mia felicità non realizzata, della mia infermità fisica e spirituale, tanto meno i miei antenati. Nemmeno il Demonio diventa il responsabile primo dei miei insuccessi. Tutte queste cose ci permettono solo di deresponsabilizzarci scaricando su altri quello che invece appartiene a noi e che non vogliamo fare. Per questo sarebbe più opportuno chiedere al Signore non tanto la guarigione del nostro albero genealogico ma la guarigione del nostro cuore e la liberazione da tutte quelle rigidità che ci impediscono una buona volta di convertirci a Lui.

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Abschließend desidero solo accennare alla presenza di quei condizionamenti sociali e familiari che possono essere l’occasione per commettere il male o per facilitare una certa corruzione morale dei costumi nella società. Tali condizionamenti vengono definiti dalla Dottrina Sociale della Chiesa come “strutture di peccato”. Dentro queste strutture ricadono tutte quelle situazioni sociali o istituzioni che sono contrarie alla legge divina ma che restano sempre l’espressione e l’effetto dei peccati personali. Quindi le strutture di peccato se non arginate e risanate possono diventare causa di corruzione e perdizione per l’uomo ma esse sono sempre il risultato di una libertà umana che fugge dalla conversione a Dio, di un cuore che non ascolta e che non obbedisce, di una responsabilità che accetta di andare contro Dio a prescindere dalle conseguenze. In tutto ciò non c’è determinismo, è possibile sempre una inversione di marcia e una salvezza e non dobbiamo scomodare la responsabilità degli antenati per trovare un alibi accettabile che ci possa sgravare dall’imbarazzo di dire: è stata mia la colpa.

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Preferisco sorvolare del tutto su quei soggetti auto-elettisi paladini di una non meglio precisata “autentica tradizione cattolica”, che pur lanciandosi in roboanti invettive contro l’eresia luterana del XVI secolo, nel giocare poi di fatto in un certo modo, inclusi certi impropri “riti di guarigione”, nella migliore delle ipotesi dimostrano di essere dei pentecostali radicali del tutto inconsapevoli di esserlo. E a tal proposito ricordo che il pentecostalismo radicale è l’eresia di una eresia di una eresia, ossia una eresia di terza generazione. Oder, senza scomodare quella cosa molto seria che è l’eresia, quasi sempre appannaggio di menti molto colte e raffinate, più semplicemente l’agire di certi oscuri personaggi ricalca in tutto e per tutto quello dei fattucchieri di bassa lega.

 

Lakoni, 15 Juni 2022

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Die unverzeihlichen Sünden der Priester angesichts der heiligen Tugenden ungebildeter Katholiken im Glauben

DIE "UNVERGEBLICHEN" SÜNDEN DER PRIESTER VOR DEN HEILIGEN TUGENDEN DER ANALPHABETISCHEN KATHOLIKEN DES GLAUBENS

 

… wir könnten den letzten Teil unseres Glaubensbekenntnisses ändern und umschreiben: "Ich glaube an soziale Medien und im Leben der kommenden Welt ". Und wenn überhaupt,, anstatt von Nizäa-Konstantinopel, wir könnten es umbenennen Symbol des Glaubens der ungebildeten Katholiken, der über das Wissen lacht und der den Glauben belebt hat, „… meiner Meinung nach, Ich denke, dass …". Und das alles, das ist sehr klar: es ist überhaupt nicht die Schuld der Priester.

- Aktualität -

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Fiktion verwenden Fantasie Vater Ariel S.. Levi di Gualdo hat denen, die fragen und Antworten suchen, eine Reise in das Mysterium des Lebens gegeben, indem er die Lehre beigelegt hat hinterste hinter den Zeilen eines dystopischen Romans oder “fantateologico”

Indem er seine Hand legt zu einem neuen Buch oder Artikeln, die sich auf die Glaubenslehre beziehen, Ich stelle mir immer eine Frage: diese weitere Zeitverschwendung ist notwendig, dachten, dass sie als erste zeigen, dass sie Brot wollen, Zirkus und viel Juckreiz stehen den Katholiken an erster Stelle, oder selbstgestaltet, oder das Wenige, das von der katastrophalen katholischen Welt übrig bleibt? Es ist legitim und zulässig, dass ein Presbyter und ein Theologe von Fragen überfallen wird, die ihn dazu bringen, sich selbst so ernste und schwere Fragen zu stellen.?

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Im digitalen Zeitalter ich soziale Medien Sie haben Legionen von Narren hervorgebracht, die bis gestern auf bizarre Weise die komplexesten historischen Themen diskutiert haben, Sozial, politische und religiöse geben ihre "perlen der weisheit" in bars oder friseursalons, wo am Ende ihrer "gelernten" Diskussionen alles verschlossen blieb. Heute, in der zerstörten, auf dem Kopf stehenden Welt, in der wir leben, in einem Zustand des irreversiblen Verfalls - ein Phänomen, über das ich seit zwei Jahrzehnten spreche und schreibe -, die Unwissenden, die mit einer Kultur ausgestattet sind, die nicht einmal ein mittel-niedriges Niveau erreicht, von jenen Formen des Analphabetismus geplagt, die sowohl wiederkehrend als auch digital sein können, an soziale Medien Es kann Bewertungen und eine Anhängerschaft haben, die sich die qualifiziertesten wissenschaftlichen Experten oder Popularisierer nicht einmal vorstellen können. Denken Sie nur an die sog beeinflussen, die, wie der Name schon sagt, unsere Jugendlichen und Heranwachsenden am stärksten beeinflussen, inutile dettagliare a quali bassi e immorali livelli.

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In diesem wirren Chaos wir finden auch eine große Armee von wahren oder mutmaßlichen Katholiken, starten Sie in die krampfhafte, morbide Suche nach Dingen, die ihren Juckreiz erregen können, aber sie haben nichts mit den Wahrheiten des offenbarten Glaubens zu tun. Maximal, ihr ist reiner Fideismus, fast immer von magischen Elementen unterstützt, abergläubisch, esoterisch, tausendjährig, Zusamenfassend: dekadent Neopaganismus, was nichts mit jener großen heidnischen Kultur zu tun hat, der das Christentum als erstes verpflichtet ist, Es genügt, Sokrates zu zitieren, Plato, Aristoteles, den großen Denkern zu folgen, Römische Literaten und Juristen.

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Zur Rückkehr des Analphabetismus und zum digitalen Analphabetismus gesellt sich eine weitere Form des Analphabetismus, die des Analphabeten in der Glaubenslehre, l’arroganza dei quali è spesso superiore alla loro stessa ignoranza. Möge es niemals ein Priester oder ein Theologe wagen, einzugreifen, schlimmer noch, an die Irrtümer gewisser Analphabeten in der Glaubenslehre zu erinnern oder sie hervorzuheben. Ich habe es auch schon mehrfach gemacht, im Allgemeinen mit diesen Ergebnissen: Der Dialog beginnt mit einem aggressiven "Du bist inkompetent, weil du das nicht weißt ...", um mit einem Imperativ zu enden: «schäme dich!», wenn nicht schlimmer mit einem Lapidarium «Sie sind ein Priester, der sich schämt!».

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ich soziale Medien sie sollten nicht unterschätzt werden mit einem Geist der Überlegenheit und des Snobismus klerikal-schick, weil sie eine Welt darstellen, in der sich Horden von Katholiken oder mutmaßlichen Katholiken in den unwahrscheinlichsten Marienerscheinungen sonnen, die jemals von der Kirche anerkannt wurden, die sie oft entschieden und unanfechtbar öffentlich desavouierten, sie waren so falsch, aber vor allem abweichend für den Glauben, besonders von den einfachsten und zerbrechlichsten Menschen. Es folgen erstaunliche Enthüllungen über das wahre dritte Geheimnis von Fatima, ihrer Meinung nach von der Kirche auf böswillige Weise versteckt gehalten. Die "Prophezeiungen" von Nostradamus, in Vierzeilern geschrieben, so mehrdeutig, dass sich hinterher jeder alles einfallen lassen kann, was er will. Die sensationelle Falschheit der „Prophezeiungen über Päpste“, die dem Iren zugeschrieben werden St. Maleachi Bischof von Armagh, lebte im zwölften Jahrhundert, von dem gelehrten jesuitischen Gelehrten weitgehend geleugnet Claude-Francois Menestrier am Ende des 17. Jahrhunderts[1] und bereits früher im sechzehnten Jahrhundert überarbeitet à manipuliert. Auch die „Prophezeiungen“ der Gesegneten sind sehr verlockend Anna Katharina Emmerich, gleichzeitig mit seiner Seligsprechung von der Kongregation für die Selig- und Heiligsprechungsprozesse für unecht erklärt[2]. Obwohl ich leider festgestellt habe, wie nutzlos und fruchtlos es ist, bestimmten Analphabeten in der Glaubenslehre zu erklären, dass die Seligsprechung eines Dieners Gottes oder die Heiligsprechung eines Gesegneten nicht die Seligsprechung und Heiligsprechung von allem bedeutet, was er gesagt hat., geschrieben oder getan, am allerwenigsten seine mystischen Visionen oder inneren Reden zu erkennen. Ebenso nutzlos, die Erscheinungen und marianischen Botschaften zu erklären, einschließlich der von der Kirche anerkannten, sie bilden keine Säulen der Guthaben hinterlegen e non obbligano affatto i credenti a una adesione di fede.

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Damit konfrontiert und auf das Folgende, was dem Glauben und der Gesundheit der Seelen schadet, die schreckliche Warnung des seligen Apostels Paulus ertönt:

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"Am Tag, in der Tat, wenn sie die gesunde Lehre nicht ertragen;, ma, Ohren jucken sie, für sich selbst Lehrer aufhäufen, um ihre eigenen Vorlieben anpassen, weigerte sich, die Wahrheit zu hören und sich abwenden "Mythen (II Tm 4, 2-4).

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Sui soziale Medien die Kritik an Priestern und zu allen höchsten kirchlichen Hierarchien sprießen sie wie wilde Blumen nach dem Regen, Praktiken, die immer streng und gnadenlos sind. In diesem Sinne denke ich, dass ich der Letzte bin, dem Parteilichkeit vorgeworfen wird, sie versuchen es mehrere meiner Bücher - was ich Sie natürlich einlade, nicht zu lesen, was für eine riesige Zeitverschwendung das wäre! - und zahlreiche Artikel, in denen ich die schlimmsten Mängel des Klerus und unserer kirchlichen Hierarchien hervorhebe, tiefe Analyse machen, impietose e streng, Mai beendet bei se stesse, denn jede kritische Analyse enthält immer Lösungsmöglichkeiten, zusammen mit so viel Bitterkeit, sondern vor allem meiner unauslöschlichen Liebe zur Kirche, che è eterno come lo è il sacerdozio col quale sono stato segnato e ontologicamente trasformato con un carattere indelebile.

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Im Laufe der Zeit Ich habe aus erster Hand gesehen, wie die Mängel und Unzulänglichkeiten unseres Klerus einen großartigen Vorwand für diese Armee von Katholiken darstellen, oder selbstgestaltet, die in keiner Weise beabsichtigen, sich auf einen ernsthaften Glaubensweg einzulassen, was zuallererst bedeutet, geschult und angeleitet zu werden, Verlassen Sie sich auf die Lehrer und folgen Sie ihnen. Viel einfacher, online zu gehen, Geben Sie einen Suchbegriff ein und wechseln Sie dann von einem Blog zum anderen, wo sensationelle Inkompetente sich anmaßen, von den komplexesten und delikatesten Grundlagen des Glaubens zu sprechen, die in einer sensationellen Sauce gewürzt sind, ohne jemals zwei wesentliche Elemente zu verpassen, um den notwendigen Juckreiz zu wecken: Katastrophismus und Verschwörung.

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Sie werden vielleicht von der alten Frage angegriffen: Wer wir sind, woher wir kommen, Wo gehen wir hin? Sie möchten wissen, was das Geheimnis des ewigen Lebens ist, das unmittelbare oder besondere Gericht Gottes, die Auferstehung der Toten und das Weltgericht? Verschwenden Sie keine Zeit damit, mein Buch zu kaufen und zu lesen Der Pfad der drei Schlüssel, wo in narrativer Form ich spreche hinterste durch einen dystopischen Roman, unter anderem kostet es 22 Euro, es wäre nur rausgeschmissenes Geld, schließlich ist es die nutzlose Arbeit eines Priesters und eines Theologen, der versucht hat, die Hauptmysterien des Glaubens in der Zeit seiner menschlichen Reife in Literatur zu übersetzen, intellektuellen und geistigen. Sie wollen wissen, was das Mysterium des Lebens ist? Geben Sie einfach einen Schlüsselsatz in eine Suchmaschine ein und trinken Sie dann von den absurdesten Seiten, auf denen unwahrscheinliche und meist anonyme Internet-"Theologen" Mythen mischen, heidnischer Glaube, Legenden, Reinkarnationstheorien, Nahtoderfahrungen, Stücke, extrapoliert aus einigen wild manipulierten Schriften der Kirchenväter, schließlich Götter präsentieren Potpourri die nichts Katholisches und Christliches haben. Und wenn ein Priester oder ein Theologe es wagt zu erklären, dass die Grundlagen des katholischen Glaubens ganz andere sind, es genügt, wie üblich zu antworten: "…Ah, aber das habe ich gelesen ... ". Und wenn wir anfangen, mit diesen Leuten über einige zu sprechen soziale Medien, Ausübung unseres Dienstes als Seelsorger und Theologen, Reaktionen und Antworten werden die sein, die ich bereits erwähnt habe: «Schämen Sie sich!», immer in der besten Hypothese, selbstverständlich.

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Nach Meinung vieler Katholiken die sich selbst als Devotees und Praktizierende bezeichnen, die Schuld an all dem liegt nur bei Priestern, die nicht gut predigen, die keine Katechese machen, die nicht vorhanden sind, mit den ganzen Folgeerscheinungen der Mängel unseres Klerus folgen, die der Unterzeichner nie bestritten hat noch zu leugnen beabsichtigt, sie ans Licht gebracht haben ohne zu zögern.

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Versuchen wir, das Glas zu untersuchen die wie üblich immer halb leer und halb voll ist, ausgehend von der Krise der Berufungen, durch die fortschreitende Verringerung der Zahl der Priester und ihr immer höheres Alter in allen westlichen Ländern. Wenn heute, ein Priester allein, Er ist gezwungen, sich um vier oder fünf Pfarreien zu kümmern, die über ein Gebiet verstreut sind, mehrere Kilometer voneinander entfernt, in denen es bis vor fünfzig Jahren jeweils einen Pfarrer gab, bis vor siebzig oder achtzig Jahren auch der Hilfspfarrer, erfüllte seinen schmerzlichen Dienst als „zwanghafter Zelebrant“ von Heiligen Messen, die von einer Kirche zur anderen liefen, wie viel Zeit bleibt ihm für alle anderen pastoralen Tätigkeiten?, insbesondere die Katechese und die Ausbildung der Gläubigen, zusätzlich zur Pflege des spirituellen Lebens? Wie Viel, zu studieren und vorzubereiten? Die Feier der Eucharistie stellt den Höhepunkt eines Lebensweges dar, der den Christen in viele Handlungen einbezieht. Die Glaubenserfahrung und das Glaubensleben reduzieren sich nicht auf eine sonntägliche heilige Messe, dass der Weg des christlichen Lebens die maximale Erfüllung ist. Daher wäre es nicht besser, in diesem ganzen Bezirk nur eine Pfarrkirche offen zu lassen und die anderen zu schließen, wenn Priester zu jeder von Stadt zu Stadt verstreuten Pfarrei gesandt werden sollen, gibt es keine mehr? Nein, Es kann nicht getan werden, denn die Gläubigen erheben sich sofort - und meist auf turbulente Weise -, das Problem der älteren Menschen ansprechen, die in der vier oder fünf Kilometer entfernten Pfarrei unbequem umziehen müssten, das ist inakzeptabel. Ihre Proteste fügen fast immer Hinweise auf den Mangel an christlicher Nächstenliebe hinzu, außer nicht einmal zu wissen, was diese fundamentale theologische Tugend für den katholischen Glauben ist, die jedoch eine Frist mit Wirkung darstellt, besonders wenn es von jemandem ausgesprochen wird, der seine Bedeutung nicht einmal kennt. An diesem Punkt der Bischof, nicht die Absicht haben, Probleme mit den Gläubigen zu haben, die das Wort "Rechte" kennen, aber das Wort "Pflichten" ignorieren Gläubige Christi, ruft den armen Priester und lädt ihn freundlich ein, sich für das Wohl von zu opfern Salus animarum, ignorieren - hoffentlich unfreiwillig -, dass es nicht um die Gläubigen geht, sondern von der schlimmsten Art von Ungläubigen: die überheblicher Egoisten.

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Hatte am Sonntag die Heilige Messe um die Hausecke und zwang einen armen Pfarrer nun am Rande der Erschöpfung, in drei Pfarreien ab zu feiern 8.30 alle 12.30 morgens und in anderen zwei von 17 alle 19, hier sehen wir die gleichen "armen alten Menschen" - für die es unmöglich ist, am Sonntag vier oder fünf Kilometer zu fahren, um die nächste Kirche zu erreichen -, Am frühen Nachmittag ins Auto steigen und losfahren 40 Ö 50 Kilometer zu einem großen Einkaufszentrum in der Landeshauptstadt. Aber sie müssen die Kirche nebenan haben, denn dann sind es alte Menschen, für die es eine Todsünde wäre, an unbestimmter Nächstenliebe zu fehlen, während sie in Richtung des großen Einkaufszentrums eine zehnmal größere Strecke zurücklegen müssen, dann werden sie plötzlich zu Jugendlichen, Bevorzugen Sie viel mehr Aktionsrabatte, oder der Bekomme drei, zahle zwei, zu allen Grundprinzipien der christlichen Nächstenliebe, die auch gegenüber Priestern ausgeübt werden sollte.

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Die Theorie, dass die Fehler alle Priester sind, während die Gläubigen, die das Volk Gottes bilden, unschuldige Geschöpfe sind, die von unzulänglichen Hirten gequält werden, ist dazu bestimmt, nur von jenen Bischöfen ernst genommen zu werden, die es vorziehen, die körperliche Gesundheit und Spiritualität ihrer Priester zu opfern, um keine Probleme mit den Protesten der Anspruchsvollen und Egoistischen zu haben, nicht zögern, sie zu reduzieren serielle Feiern der Messe von Pfarrkirche zu Pfarrkirche in allen umliegenden Dörfern.

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Eine völlig zweitrangige Aufgabe der Bischöfe es wäre auch, ihre Untertanen daran zu erinnern[3] das, wenn christliche Familien, oder das Wenige, was bleibt, sie sind nicht mehr in der Lage, die Geburt zu fördern, neue Berufungen zum Priestertum willkommen zu heißen und anzuregen, Niemand kann sich darüber beschweren, dass die Kirche nicht mehr Priester „macht“., auch weil Priester nicht hergestellt werden, Der erste Kern, in dem eine Berufung aufgenommen und gepflegt wird, ist die christliche Familie. Aber seit, wie gesagt gerade jetzt, Die Bischöfe der neuen Generation freuen sich über alle Ehrungen des Episkopats, nicht jedoch die damit verbundenen hohen Belastungen, sie pressen ihre immer weniger werdenden Priester lieber aus wie Zitronen auf der Zitruspresse, zunehmend im höheren Alter, immer mehr ausverkauft, oft frustriert und unmotiviert, umgeben von selbsternannten egoistischen Gläubigen, faul, Klatsch und Streit, von denen sie jedoch entscheiden, Launen und Launen zu gefallen, So vermeiden Sie Probleme zu lösen und unpopuläre Entscheidungen zu treffen, wie die Unterdrückung von Pfarreien, die keinen Pfarrer mehr haben können, etwas, was die meisten Bischöfe sorgfältig vermeiden.

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Beschweren Sie sich, dass die Kirche und die Priester keine gesunde Lehre verbreiten es ist falsch und unehrlich. Es gibt zahlreiche religiöse Institutionen, die sich bemüht haben, hervorragende Websites im Internet einzurichten, um den Text der Katechismus der Katholischen Kirche und die Dokumente von Lehramt der Kirche, der Text des Alten Testaments, des Heilige Evangelien und von der Apostolische Briefe mit Kommentaren und Erläuterungen. Es gibt zahlreiche Websites, die die sammeln Predigten am Sonntag, Videos, in denen Bischöfe, Pfarrer und Theologen, die sich mit der Seelsorge und der Verbreitung der katholischen Lehre befassen, halten Vorträge und Konferenzen, Viele Bischöfe veröffentlichen jede Woche einen Kommentar mit genauen Erklärungen des Heiligen Evangeliums (nur ein paar Beispiele: WHO, WHO, WHO, WHO, WHO, etc. …). Unser Herausgeber und Kapuzinertheologe Ivano Liguori gab unseren Lesern eine Reihe von Katechesen über das Sakrament der Buße, die in der Kolumne gesammelt wurden Katechismusfrühstück mit Cappuccino, die wir in unserem Video veröffentlicht haben Insel Patmos. Welche Verbreitung sie hatten? Sie wurden von einer Reihe von „Nischen“-Katholiken, die daran interessiert sind, ihr Wissen über den Glauben und die Sakramente wirklich zu vertiefen, sehr geschätzt.

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Wir Beichtväter wissen das gut wenn gewisse Leute zur Beichte kommen, oft ohne zu wissen warum, wie sie gestehen oder wie sie nicht gestehen. Wiederholt, nachdem er Büßern zugehört hatte, die zehn Minuten lang unsinnigen Klatsch verbreiteten, Bei aller Freundlichkeit des Falls erinnerte ich daran, dass dieses kostbare Sakrament dazu dient, Sünden loszusprechen und zur Gemeinschaft der Gnade Gottes zurückzukehren, es ist kein Zufall, dass die Formel lautet: «Ich befreie dich von deinen Sünden ... ». Dieses kostbare Sakrament dient nicht dazu, sich von einem Gespräch zu lösen, von denen Gott als erster weiß, was er damit anfangen soll. Fragen wir uns noch einmal: wenn ein Mann seine Frau verlassen hat, der später standesamtlich heiratete, dann verließ er auch seine zweite Frau, zu gehen und mit einem viel jüngeren Mädchen zu leben als er, der immer ein Leben geführt hat, das an und für sich eine Verneinung der Grundwerte des christlichen Lebens darstellt, nur deshalb zur Beichte kommen, weil er als Pate oder Trauzeuge einer Konfirmation oder einer Hochzeit fungieren muss - was er übrigens nicht tun soll und kann -, Es ist niemals möglich, zu Ihnen zu kommen und es Ihnen zu sagen: «Bah, Ich töte nicht, Ich stehle nicht, Ich tue niemandem weh… vielleicht werde ich manchmal wütend, manchmal passiert es, dass er ein paar kleine Lügen erzählt ... ". Anfrage: es ist nie möglich? Und wenn das passiert, Wir sind sicher, dass die Schuld bei den Priestern liegt, die sich nach Meinung einiger nicht dem kostbaren Dienst der Beichtväter widmen würden? Die Armee der Sonntagskatholiken, die die Allerheiligste Eucharistie empfangen, obwohl ihr Gewissen mit Todsünden belastet ist und die darauf bedacht sind, nicht zu beichten, vielleicht überzeugt, dass nur Priester Sünden begehen, zufällig sind auch sie unsere schwere Schuld? Wir Priester sind schuld daran, dass sehr viele Gläubige nicht einmal mehr einen Sinn für Gut und Böse haben? Wir Priester sind schuld, wenn wir uns bei Gläubigen oder vermeintlichen Gläubigen bereit finden, uns mit schweren Beleidigungen zu überhäufen soziale Medien wenn wir es wagen, uns daran zu erinnern, dass Abtreibung ein schweres Verbrechen ist, dass Euthanasie keineswegs eine Geste der Liebe zu einem todkranken Menschen ist, dass zwei Männer oder zwei Frauen nicht heiraten können, schon gar nicht "Spielzeugkinder" zu adoptieren, perché lungi dall’essere amore, questo è piuttosto l’abominio della desolazione? Anche questa è colpa dei preti che non svolgono bene il loro ministero? O più semplicemente si tratta invece soltanto di sedicenti cattolici che ci aggrediscono per avere ricordato loro l’ovvio: che il male non può essere chiamato bene, meno che mai amore?

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Se è vera la teoria che in internet parlano i numeri che costituiscono un preciso termometro della realtà, il panorama che si apre dinanzi ai nostri occhi è desolante, um genau das zu sein: ein hochgeladenes Video Youtube von einem anonymen Mann ohne Gesicht und Namen, der von Nostradamus' "Prophezeiungen" spricht, schließlich interpretiert, einen Monat nach ihrer Veröffentlichung aufgenommen hat 545.321 Ansichten. Am selben Tag, ein italienischer Bischof, bereits ein ausgezeichneter Spezialist für Ekklesiologie, Lehrer, Ausbilder von Priestern und Laien, Pfarrer, der sich seit Jahren der Erwachsenenkatechese widmet, veröffentlicht eine katechetische Exegese über die Auferstehung der Toten, die sich auf das Heilige Evangelium jenes Sonntags des liturgischen Jahres bezieht, einen Monat nach ihrer Veröffentlichung aufgenommen hat 223 Ansichten. Aber noch ein anderer anonymer wurde bald mit abnormen Lücken in den Grundlagen des katholischen Glaubens bedient Youtube veröffentlicht ein Video, das die Enthüllung des wahren Dritten Geheimnisses von Fatima ankündigt, das von der Kirche gleich im Titel verborgen gehalten wird, einen Monat nach ihrer Veröffentlichung aufgenommen hat 361.222 Ansichten. Am selben Tag, ein gelehrter dominikanischer Theologe, spezialisiert auf Mariologie, veröffentlicht eine Katechese von 30 Minuten, um die Bedeutung und die tiefe Bedeutung der Marienerscheinungen von Lourdes und Fatima zu erklären, einen Monat nach ihrer Veröffentlichung aufgenommen hat 644 Ansichten.

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Die Kirche hat seit dem Aufkommen des digitalen Zeitalters verstanden die Wichtigkeit von soziale Medien und die Kommunikationsmittel, die das Internet bietet, nutzte die Gelegenheit und sorgte dafür, all jene Materialien zur Verfügung zu stellen, die die gläubigen Katholiken einst in Buchhandlungen oder Bibliotheken hätten finden können, während wer die Exegese eines guten Spezialisten hören wollte, hätte wer weiß wohin gehen müssen, um einen seiner Vorträge zu hören. Heute können sie online gehen und all diese Materialien finden. Aber die Zahlen, wie ich gerade erklärt habe, sie sprechen deutlich, vor allem reden sie über etwas anderes.

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Wenn die Zahlen im Internet sprechen, Die Frage ist ein Muss: alles davon, was nützt es? Vielleicht um sui zu schaffen soziale Medien ein Platz, auf dem die ewige Klage gegen die Kirche und die Priester erhoben wird, von denen, die dem Neuen folgen Friar Cipolla der Boccaccesca-Erinnerung, der seine unwahrscheinlichen und absurden Relikte Narren zeigt, während die in den Pfarreien organisierten Katechesen verödet sind, unsere Bücher bleiben unverkauft und unsere Katechesen und Konferenzen ungehört? Dieses Desinteresse an der Glaubenslehre, es ist vielleicht die ganze Schuld der Priester?

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Das Internet hat dazu gedient, einer Armee von Pseudo-Katholiken eine Stimme zu geben immer bereit für die Öffentlichkeit und schwere Klage gegen die Kirche, die "nicht mehr evangelisiert" und gegen "Priester, die nicht mehr als Priester wirken"., die keine Katechese machen und die Gläubigen nicht unterweisen ". Lassen Sie uns klären: während ich die schwerwiegenden Mängel der sichtbaren Kirche und die Mängel meiner Mitbrüder genau kenne, die Zahlen sagen jedoch das Gegenteil. Wenn die Gläubigen die Fragen der Glaubensgrundlagen vertiefen wollen, oder etwas über das Mysterium des Lebens wissen, des Todes, des ewigen Lebens, von der Auferstehung der Toten ... sie gehen überhaupt nicht, um die zahlreichen Seiten zu öffnen, auf denen die mangelhaft sichtbare Kirche den Katechismus und die kommentierte Anleitung zu seiner Lektüre zur Verfügung gestellt hat, Sie trinken auf Blogs und Videos, wo vollkommene Inkompetente über Nahtoderfahrungen sprechen und die morbide Neugier der Menschen kitzeln. Sie fangen nicht an zu studieren i hinterste, Sie gehen und zapfen die juckenden Videos über Nostradamus-Prophezeiungen an. Sie vertiefen sich nicht in die Mariologie oder die katholische und gesunde Hingabe an die Jungfrau Maria, tauchen wie Delfine in den Ozean des Unsinns von Subjekten, die die Grundlagen des Glaubens ignorieren und sie mit dem Unsinn perfekter Scharlatane über die wahren, nicht enthüllten Geheimnisse von Fatima aufziehen. Außerdem weißt du, Für manche Menschen ist die Heilige Kirche keine Mutter, sie ist eine Lehrerin, sondern eine Lügnerin, eine Mischung aus einer geheimen Sekte der Mächtigen und einer kriminellen Vereinigung, die die Wahrheit weder verkündet noch hütet, ganz im Gegenteil: es verbirgt und entstellt es (!?).

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Ich fliege zu einer anderen virulenten Krankheit hinüber die sich nach dem 11. Februar entwickelt hat 2013 der Oberste Papst Benedikt XVI machte es frei und legitim Verzichtserklärung al sacro soglio. Neben den unvermeidlichen Verschwörungstheoretikern wurden dunkle Gestalten entfesselt, bewegt von seltener verbaler Gewalt und Aggression, die den Verzicht für ungültig erklärt haben, weil er ihrer Meinung nach unter Zwang erfolgte, damit ist die Wahl des Nachfolgers ungültig, definiert von mehrere Seilführer bestimmter verrückte Theorien als «Usurpator-Gegenpapst, Ketzer und Abtrünniger" sowie "Antichrist-Abgesandter". Diese Leute stützen ihre eigenen bizarren Theorien auf einen Mangel an Wissen über die Geschichte der Kirche, der beunruhigend ist, zitieren die Apostolische Konstitution Dominik Flock die die Wahl des römischen Papstes regelt, aber leider haben sie nie gelesen, Es gibt auch keine Beweise dafür, dass sie einen Artikel falsch zitieren, nachdem sie ihn missverstanden und völlig ignoriert haben, dass in den folgenden drei Artikeln ihre Aussagen vollständig geleugnet werden. Sie machen absurde Anspielungen auf die Codex des kanonischen Rechtes, aber sie wissen nicht, wie das Gesetz der Kirche entsteht, es entwickelt sich, es wird interpretiert und angewendet. Ein echtes sautiertes Gemüse, das schließlich mit der Sauce der marianischen Prophezeiungen und Erscheinungen ertrunken ist, wiederum verzerrt und manipuliert. Was soll man noch sagen und ergänzen, wenn nicht ... was für ein Schmerz! Aber es ist die sichtbare Kirche, die den wahrheitsdurstigen Gläubigen nicht gewachsen ist, von Priestern bevölkert werden, die den Bedürfnissen der Katholiken nicht gerecht werden, die so anspruchsvoll und begierig darauf sind, die höchsten und heiligsten Tugenden des christlichen Lebens auszuüben.

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Die traurige Realität - lächerlich wollen, wenn das Ganze nicht die Katastrophe des Glaubens und vor allem der Seelen wäre -, ist das, wenn ein Katholik oder selbsternannter solcher Zweifel hat, er achtet darauf, nicht alle der katholischen Kirche zur Verfügung gestellten Materialien und Quellen zu konsultieren soziale Medien, aber es schlingt Facebook, seine Zwitschern oder Ihre instagram, die bekanntlich bekannte Zentren der Katechese und Lehre sind. Leider gibt es wenig zu überraschen: Tramit sein und soziale Medien Viele sind zur Medizin gekommen mach es selbst oder zu den exakten Wissenschaften mach es selbst, vielleicht könnte der Glaube fehlen mach es selbst?

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Die weit verbreitete Klage über die Kirche, die nicht evangelisiert mehr oder faule Priester, die nicht zuhören und keine Katechese machen, ohne etwas von den Mängeln der sichtbaren Kirche und denen der Priester wegzunehmen, es ist nur eine falsche Begründung. Es gibt viele Pfarrer, auch von großen Kirchengemeinden, die nach der Sonntagsmesse für die verbleibenden sechs Tage bleiben, ohne ein Gemeindemitglied zu sehen, mit ihrer alten, verwitweten Mutter und dem Mesner, die an den Wochentagsliturgien teilnehmen und die einzige Versammlung der Gläubigen bilden. Obwohl sie versucht hat, Katechesetreffen für Erwachsene und verschiedene Aktivitäten für Jugendliche zu organisieren. Offensichtlich, wenn sich alles als erfolglos herausstellte, dies liegt nicht an der Gleichgültigkeit der Gläubigen, Die Schuld liegt ausschließlich beim Priester, wenn überhaupt, auch des Bischofs, der ihn in diese Pfarrei gesteckt hat. Dann, wenn sich einige dieser Gläubigen oder Pseudogläubigen melden, weil sie den Priester brauchen, eine Freigabe wünschen, wollen ein Zertifikat, auf den geringsten Einwand wird die Antwort lauten: „... aber ich las im Internet, dass ...“.

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Wir sind uns ziemlich sicher, dass es die Priester sind, die zu Flüchtlingen geworden sind die es versäumen, die Grundlagen des katholischen Glaubens und der katholischen Lehre zu lehren? Denn die Zahlen sagen etwas anderes, vor allem die Folgen, die die Zahlen selbst hervorbringen, sprechen dafür.

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Animiert von diesem Bewusstsein Ich habe beschlossen, nach dem Sommer eine neue Arbeit zu veröffentlichen, in der ich unsere erklären werde Ich glaube Ö Beruf des Glaubens, dessen richtiger Name ist von Nizäa-Konstantinopel, weil es das Ergebnis zweier großer dogmatischer Konzile der Kirche und einer alten Geschichte ist, komplex und auch faszinierend, obwohl ich mir bewusst bin, dass ich den Charme des einen oder anderen niemals erwecken kann gefälschte Madonna che deposita segreti tremebondi a un gruppo di ciarlatani che da quarant’anni stuzzicano il prurito dei beoti annunciando «ormai siamo vicini … siamo vicini …». Die ganze auch durch den Mund - leider! - der Direktor von Radio Maria, frei gelassen zu sprechen von unseren nachsichtigen Bischöfen, die bestimmte Formen der Mariolatrie schmerzlich toleriert haben, die manchmal schlimmer sind als eine Blasphemie gegen die Heilige Jungfrau, die von einem Trunkenbold in einer Taverne geäußert wird ...

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Falls Sie es wollen, diese Mine, man kann es "heilig priesterliche Frustration" nennen. Indem ich zahlreichen Mitbrüdern der Priester, deren Beichtvater ich seit Jahren bin, die Beichte abgenommen habe, Ich musste oft diese dramatische Frage beantworten: «Dem ich mein Leben gegeben habe, wenn ich Tag für Tag feststellen muss, dass alle Initiativen zur Evangelisierung der Gläubigen mit sensationellen Fehlschlägen enden?». Wirklich dramatische Frage, auf die ich geantwortet habe: „Du hast dein Leben Christus Gott gegeben, der im Ölgarten Blut geschwitzt hat (vgl.. LC 22,39-44), zu Christus Gott, vor dem die Menge Barabbas erwählte (vgl.. MT 27, 15-26), zu Christus Gott, verlassen von den Jüngern, die geflohen sind (vgl.. MC 14, 50-52), zu Christus, Gott wird dreimal von Petrus verleugnet (vgl.. LC 22, 54-62). Aber vor allem zu Christus Gott, der am Kreuz gestorben ist, vor dem der Bischof, der uns zu Priestern geweiht hat, die feierliche Warnung richtete: „Seien Sie sich bewusst, was Sie tun werden, imitieren, was Sie feiern, gestalte dein Leben nach dem Geheimnis des Kreuzes Christi, des Herrn“[4]».

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Ich bin mir voll bewusst dass ich einen ganzen Sommer damit verbringen werde, ein neues Buch zu schreiben, das sich nur wenige Exemplare verkaufen und von wenigen Menschen gelesen werden wird, dieselben, über die wir dann schimpfen werden soziale Medien gegen die Kirche, die nicht evangelisiert, und Priester, die ihre Pflicht als Lehrer und Seelsorger in der Seelsorge nicht erfüllen, oder stellen Sie Fragen zu den Seiten Facebook in dem sie dich ohne Spott auffordern, das Geheimnis der Menschwerdung des Wortes Gottes mit einem dreizeiligen Witz zu erklären, und dann nach ein paar Sekunden replizieren: „...aber da bin ich anderer Meinung, perché secondo me … perché ho letto che …». Ein Buch, das vielleicht hauptsächlich mir von Nutzen sein wird, Gott sagen zu können, an dem Tag, an dem ich ihm von Angesicht zu Angesicht gegenüberstehe, dass ich versucht habe, in jeder Hinsicht die Sendung zu erfüllen, die Christus mir anvertraut hat, indem er mich zu seinem Priester berufen hat, obwohl, bekanntlich "... aber im Internet habe ich das gelesen ...".

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Was soll ich abschließend noch hinzufügen, für den Fall, dass wir den letzten Teil unseres Glaubensbekenntnisses ändern und neu schreiben könnten: "Ich glaube an soziale Medien und im Leben der kommenden Welt ". Und wenn überhaupt,, anstatt von Nizäa-Konstantinopel, wir könnten es umbenennen Symbol des Glaubens der ungebildeten Katholiken, der über das Wissen lacht und der den Glauben belebt hat, „… meiner Meinung nach, Ich denke, dass …". Und das alles, das ist sehr klar: es ist überhaupt nicht die Schuld der Priester.

von der Insel Patmos, 6 Juni 2022

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Hinweise

[1] Sehen. Widerlegung von Prophezeiungen, die fälschlicherweise St.. Maleachi über die Wahlen der Päpste, herausgegeben von Cristiano Wagnero, Leipzig ein 1691.

[2] Kardinal Jose Saraiva Martins, Präfekt der Kongregation für die Selig- und Heiligsprechungsprozesse: «[...] die fraglichen Werke können weder als von Emmerick geschrieben noch diktiert und nicht einmal als authentische Transkriptionen ihrer Aussagen und Erzählungen angesehen werden, sondern ein literarisches Werk von Clemens Brentano und mit solchen Erweiterungen und Manipulationen, dass es unmöglich ist festzustellen, welches der wahre Kern ist, der den Seligen zugeschrieben werden kann. Daraus folgt, dass die fraglichen Schriften nicht der wahre Spiegel des Denkens und der mystischen Erfahrungen der Augustinerin sind.. Die einzelnen Aussagen, sowohl diejenigen, die eine gesunde Religiosität ausdrücken, und solche, die Macken und antisemitische Gefühle präsentieren, entstand aus der Kreativität und künstlerischen Vorstellungskraft von Brentano ". Der Osservatore Romano, Ausgabe von 7 Oktober 2004.

[3] Im neuen Pastorallexikon wurde dieser Begriff nicht mehr verwendet, die andererseits auf sakramentaler und kirchlicher Ebene eine tiefe Bedeutung hat, da „Subjekt“ bedeutet „der apostolischen Autorität des Bischofs unterworfen“, das sind die Priester, die mit ihm zusammenarbeiten, und das sind die Gläubigen der ihm anvertrauten Teilkirche, in der er als Mitglied des Apostelkollegiums das Amt des Papstes ausübt.

[4 Aus dem heiligen Ritus der Priesterweihe.

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