EDIZIONI L'ISOLA DI PATMOS
  • Home
  • Accedi
    • Iscriviti
    • Profilo
    • Esci
  • Negozio
    • Libri in vendita
    • Come pubblicare con le nostre edizioni
  • Categorie articoli
    • Attualità
    • Theologica
    • Pastorale Sanitaria
    • Pastorale Liturgica
    • Omiletica
    • Catechesi
    • Teologia e diritto canonico
    • Le brevi dei Padri
  • Video
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Contattaci
  • Edizioni e rivista
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Il Santo Padre Francesco rettificato con una pezza cucita su un vestito vecchio

18 Giugno 2016/5 Commenti/in Attualità/da Padre Ariel

IL SANTO PADRE FRANCESCO RETTIFICATO CON UNA PEZZA CUCITA SU UN VESTITO VECCHIO

.

«Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore» [Mc 2, 18-22]

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

PDF articolo formato stampa

.

.

 

papa e lombardi

il Sommo Pontefice Francesco con il direttore della Sala Stampa Vaticana Federico Lombardi, S.J.

Mi è stata posta una domanda a proposito della conversazione del Papa al Convegno della Diocesi di Roma. Dopo la Terza domanda, il Papa, nella risposta data «a braccio» sulla «cultura del provvisorio», ha detto oralmente: «per questo una grande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli» (così appare dalla registrazione), mentre il testo pubblicato dalla Sala Stampa oggi riporta: «una parte dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli». Perché questo cambiamento? È una manipolazione del pensiero del Papa? La risposta è che, quando il Papa parla «a braccio» spontaneamente, il testo trascritto è sempre oggetto di una revisione da parte di chi è responsabile per la cura dei testi del Papa, per rivederne la lingua o eventuali inesattezze o punti particolari che sia giusto precisare. Quando si toccano argomenti di un certo rilievo il testo rivisto viene sempre sottomesso al Papa stesso. Questo è ciò che è avvenuto in questo caso, quindi il testo pubblicato è stato approvato espressamente dal Papa [il testo è disponibile QUI].

 
Federico Lombardi, S.J.

.

.

.

Ho letto con interesse il comunicato nel quale adempiendo al suo ruolo di portavoce ufficiale e di direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi S.J. precisa che la Santità di Nostro Signore il Sommo Pontefice Francesco, «parlando a braccio ha detto oralmente» una frase poi ritoccata nel testo scritto. Per giustificare il ritocco di una frase destinata a creare sconcerto in giro per il mondo [cf. QUI, QUI, QUI, QUI, etc..], egli precisa sul finire del comunicato che «il testo pubblicato» – ossia quello corretto − «è stato approvato espressamente dal Papa».

.

Vorrei capire meglio: ciò vuol forse dire che io, in una meditazione fatta a braccio durante la predicazione degli esercizi spirituali al clero, possa esprimere una inesattezza sulla processione delle Persone Divine, ritoccando poi il testo successivamente in sede editoriale, quando quella meditazione dovrà essere pubblicata in un libro, il tutto con mia previa approvazione postuma?

.

papa e vallini 2

il Vescovo di Roma (in bianco a destra) con il suo Vicario Generale diocesano (in nero e rosso a sinistra) 

Ebbene mi domando: è forse accaduto che in hoc Anno Domini 2016, i Gesuiti, si sono mutati d’improvviso nelle sante vergini e martiri Agata, Lucia, Agnese, Cecilia, Anastasia … o forse suppongono che nessuno, inclusi presbìteri e teologi, conosca più il Vangelo, sempre più sostituito con surrogati emotivi di matrice nazional-popolare? E dico questo perché sul Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, il Verbo di Dio fatto uomo si esprime in questi termini:   

.

«Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore» [Mc 2, 18-22].

.

La pezza postuma cucita rende peggiore lo strappo, perché l’Augusto Pontefice seguita imperterrito a esprimersi a braccio mostrando una tantum imbarazzanti limitatezze, che non sono solo mancanza di proprietà di linguaggio, spesso risultano infatti in gioco le sue carenti conoscenze dottrinarie, storico-ecclesiali e pastorali, ed il tutto potrebbe essere letto anche come carenza di prudenza.

.

Papa e Vallini 3

il Vescovo di Roma (in bianco a sinistra) ed il suo Vicario Generale diocesano (in nero e rosso a destra)

Un Romano Pontefice non parla per luoghi comuni e non da sfogo pubblico alla propria emotività. Ciò per il semplice fatto che egli non è più Simone, ma Pietro, la roccia sulla quale Cristo ha edificato la sua Chiesa [cf. Mt 13, 16-20]. Pietro è colui che «una volta ravveduto» è chiamato ad una precisa missione a lui affidata da Cristo Dio: «Conferma i tuoi fratelli».

.

«Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte». Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi» [cf. Lc 22, 31-34].

.

Siccome l’invito a confermare i fratelli è preceduto dal monito «una volta ravveduto», ma soprattutto seguito dalla profetica anticipazione «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi», sinceramente mi domando: Jorge Mario Bergoglio, ha veramente cessato di essere Simone, ed una volta «ravveduto» e divenuto Pietro, ha dato avvio alla propria missione cristologica, che è quella di confermare i fratelli nella fede, non certo indurli a quella confusione derivante da espressioni ambigue e inesatte? Perché sia sul piano della esegesi, sia sul piano teologico, a questa frase bisogna prestare molta attenzione, dato che all’inizio di essa si parla di «ravvedimento» ed alla fine di «tradimento», al centro del discorso si esorta «conferma i fratelli», ma questa frase centrale rimane appunto nel mezzo, tra il «ravvedimento» ed il «tradimento». O qualcuno intende forse manipolarla per far dire al Verbo di Dio ciò che esso non ha di fatto detto, estrapolando unicamente «conferma i fratelli»?

.

Papa e Vallini 4

il Vescovo di Roma (in bianco a destra) ed il suo Vicario Generale diocesano (in nero e rosso a sinistra)

La Santa Sede, oltre che dei Vigili del Fuoco, di cui Federico Lombardi S.J. è divenuto ormai comandante, dispone di dicasteri, pontifici consigli e segretariati; di filosofi, teologi, canonisti, storici, ecclesiologi e specialisti nei vari settori. E tutti questi servitori di Pietro e della Sede Apostolica hanno sempre lavorato ai testi e sui testi dei Sommi Pontefici, o perlomeno di tutti quei Sommi Predecessori del Regnante Pontefice che avevano l’umiltà di farsi aiutare, cosa questa che li ha resi, oltre che amati e venerati, anche santi e modelli di eroiche virtù per l’intera Chiesa universale. O qualcuno ricorda forse una clamorosa gaffe di San Giovanni XXIII, del Beato Paolo VI, del Servo di Dio Giovanni Paolo I o di San Giovanni Paolo II? Qualcuno volle additare come gaffe il celebre discorso del Sommo Pontefice Benedetto XVI a Ratisbona, ma oggi, a distanza di anni, quel discorso è risultato una lucida profezia [cf. QUI].

.

Se il Santo Padre, la cui autorità è fuori d’ogni cattolica discussione, pensa di seguitare a questo modo, oltre al progressivo svuotamento delle chiese corre il rischio di finire fischiato in pubblico dai cattolici, che saranno poi criticati e redarguiti dagli ultra-laicisti, dai comunisti radical-chic e dai massoni che da alcuni anni inneggiano alle meraviglie di questo pontificato, con la civettuola teologa femminista catto-luterana Marinella Perroni e con Alberto Melloni, incontrastato leader della Scuola di Bologna, ospiti d’onore presso il Grande Oriente d’Italia [cf. QUI, QUI, QUI pag. 6], ed il tutto, va’ da sé, a somma ingiuria del mondo cattolico, del quale, questi due empi, si sono presentati in Loggia come esponenti teologici e storici di alto lignaggio.

.

Papa e Vallini 5

il Vescovo di Roma (in bianco a sinistra) ed il suo Vicario Generale diocesano (in nero e rosso a destra)

Roma è sopravvissuta ai singoli Pontefici per il semplice fatto che Roma è la Chiesa, che Roma è Pietro. Urge quindi spiegare al Santo Padre che le piazze romane non si gestiscono con le furberie argentine e con quei colpi a effetto forse suggeriti da quel maldestro esperto in comunicazioni di Antonio Spadaro S.J. Le piazze di Roma hanno portato i propri Pontefici in trionfo, all’occorrenza i romani si sono fatti trucidare per consentire la sicura fuga del loro Pontefice in un momento di sommossa o durante l’invasione di un esercito straniero. Le piazze gremite di Roma hanno gridato veramente e sinceramente «viva il Papa», ma … attenzione: le piazze di Roma si sono anche inferocite verso taluni Pontefici, diversi cadaveri dei quali sono finiti gettati nel Tevere, non sepolti nelle grotte vaticane avvolti dalla devozione dei Christi fideles.

.

Roma e la romanità, che da venti secoli è segno della universalità cattolica, va capita e conosciuta, ma anche amata e rispettata, altrimenti si corrono grossi rischi, specie da parte di un Sommo Pontefice applaudito sempre di più da tutto ciò che non è cattolico e che da sempre è storicamente e socialmente avverso al nostro mondo cattolico.

.

Benedetto e Vallini

… cambia la musica, cambia direttore d’orchestra, ma … i suonatori sono sempre gli stessi.

In coscienza io mi sento di dire che l’epilogo di questo pontificato rischiano di essere i fischi in piazza. E quando ciò avverrà, come già ho scritto [cf. QUI], a difendere il Santo Padre Francesco ci saremo noi figli devoti, quelli che lui si è dilettato a prendere più volte a sberle per compiacere il mondo degli ultra-laicisti plaudenti e dei modernisti ruffiani che hanno ormai invaso i sacri palazzi. E costoro, che dopo averlo compiaciuto si sono accaparrati «l’uovo, la gallina e il culo caldo», quando la piazza strillerà contro il Santo Padre Francesco, loro saranno al sicuro e al riparo altrove, facendo in tal modo risuonare la terrificante frase del Vangelo: «Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono» [cf. Mt 26,56]. E quando al termine della tempesta torneranno, occupando semmai posti ancor più prestigiosi di quelli che erano riusciti ad accaparrarsi, da sopra il carro del nuovo condottiero diranno che in fondo, loro, il Santo Padre Francesco non lo hanno poi così approvato; e se lo hanno approvato è stato solo perché dovevano farlo per l’ossequio dovuto al Sommo Pontefice, per il dovere legato al loro alto ufficio ecclesiastico.

.

È una profezia amara che affido ai lettori dell’Isola di Patmos, vedremo poi se il tempo, come più volte accaduto in vari altri frangenti passati, mi darà ragione, posto che io spero e prego di avere torto, augurandomi di non vedere mai il mio Sommo Pontefice preso a fischi dai cattolici, ed al tempo stesso difeso da quell’ateo, anticlericale e comunista radical chic di Eugenio Scalfari, difeso dalle Logge Massoniche che oggi, per incomprensibile mistero, si sono scoperte più fedeli al Romano Pontefice della Guardia Svizzera; ma se ciò è accaduto, è solo perché si illudono di poter distruggere la Chiesa da dentro, ad esoterica gloria del Grande Architetto dell’Universo … 

.

Pregate quindi con me affinché io abbia torto, totalmente torto; affinché domani, per queste mie parole scritte oggi, debba fare ammenda e chiederne pubblicamente perdono a capo chino e con la cenere in testa.

.

.

.

.

.

.

.

 

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-06-18 04:23:042021-08-26 13:37:21Il Santo Padre Francesco rettificato con una pezza cucita su un vestito vecchio

Il Papato crocifisso

9 Giugno 2016/13 Commenti/in Attualità/da Padre Giovanni

– Lettere dei Lettori dell’Isola di Patmos –

IL PAPATO CROCIFISSO

.

«I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso» [Ap 11,8].

.

.

Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

.

.

È a causa delle divisioni interne alla Chiesa Cattolica se si verificano questi eventi e si permette di non denunciare le eresie, se non da veraci padri come l’autore dell’articolo [Ndr. cf. QUI] L’importante è essere in fraterna pace. Adesso è più importante soccorrere materialmente l’umanità, nei suoi vizi e debolezze peccaminose; la misericordia in questo periodo è un fiume in piena, sta inondando gli argini e mi domando: «I condottieri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono pronti ad agire sulle chiuse per contenere gli allagamenti»? All’Angelo della Chiesa di Laodicea Giovanni nell’Apocalisse scrisse: «Queste cose dice l’amen, il testimone fedele e verace, il principio delle cose create da Dio. Mi sono note le tue opere, come non sei né freddo, né caldo: oh fossi tu o freddo, o caldo: ma perché sei tiepido, e né freddo, né caldo, comincerò a vomitarti dalla mia bocca» [Ndr. cf. Ap 3, 14]. Nessuno parla, tutti sono impietriti, solamente sui blog si denuncia e si accendono le discussioni, le critiche. Esiste la Congregazione per la dottrina della fede? Su questi casi, perché non interviene e corregge gli errori perpetrati, smentendo e ribadendo l’assoluta verità? Per caso, usano il motto … «Chi sono io per giudicare?».

Cristo Regni! 

                                                                                                               (Giacomo N.)

 

«[…] vedemmo un Vescovo vestito di Bianco, abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santopapa visione apocalittica Padre. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni»

[Suor Lucia di Fatima]

.

.

pastorelli di fatima

immagine fotografica dei tre pastorelli di Fatima

Il commento di Giacomo mi dà spunto a rispondergli con un vero e proprio articolo. Il mio pensiero va alla rivelazione del terzo segreto di Fatima fatta dal Cardinale Tarcisio Bertone a nome del Santo Padre Benedetto XVI qualche anno fa. Abbiamo il quadro di un’umanità e di una Chiesa sofferenti ed agli estremi, e verrebbe quasi fatto di dire distrutte. Una delle opere di misericordia che troviamo nel Catechismo di San Pio X è: «Pregare per i vivi e per i defunti». Ed è quello che il Papa, nella visione, sta facendo. Egli insieme con i pastori della Chiesa, sale faticosamente in mezzo ai cadaveri su di un monte, dove c’è una grande croce. Il Papa si inginocchia e lì viene ucciso.

.

Non si tratta evidentemente della visione illusoriamente ottimistica della Chiesa messa in giro dal Cardinale Carlo Maria Martini. Si tratta invece del quadro realistico che, dai tempi del Beato Pontefice Paolo VI, [il “fumo di Satana” penetrato nella Chiesa], ci hanno dato i Papi fino a Benedetto XVI, che ha parlato di «crisi generalizzata della fede». Il Papa attuale non ha questi toni allarmati e drammatici, per non creare ulteriore sconcerto e angoscia. Come una tenera madre, egli vuol mostrarsi sereno, confortante ed ottimista per non scoraggiarci. Ma egli sa ben meglio di noi cosa sta succedendo.

.

drago apocalisse

raffigurazione del drago dell’Apocalisse del Beato Apostolo Giovanni

L’aspetto drammatico della situazione può essere meglio compreso raffrontandola alla visione del terzo segreto di Fatima, con Ap 11,1-13, dove si parla di «due testimoni» [simbolo dei pochi veri cattolici rimasti fedeli al Papa], i quali saranno martirizzati insieme col Papa da una folla enorme di apostati inferociti, ma che risorgeranno vittoriosi, giacché portae inferi non praevlebunt contro la Chiesa.

.

Papa Francesco si sforza di cogliere gli aspetti positivi della modernità, condannando sì certo errori e peccati, ma praticando soprattutto la misericordia a tutto campo, persuadendo senza connivenze e correggendo l’errante con amore, perché convinto che questa povera umanità, più che malvagia, è disgraziata. Eccolo, allora, seguire l’esempio Cristo, a «non spezzare la canna fessa e non spegnere il lucignolo fumigante» [cf Mt 12,20]. Non si tratta tanto, per lui, di mandare in carcere, ma di mandare all’ospedale.

.

san pietro distrutta

una immagine fantastica della Basilica di San Pietro in rovina e invasa da acque torrenziali …

Come a San Giovanni XXIII, nel suo famoso discorso di apertura del Concilio Vaticano II, dell’11 ottobre 1962, a questo Papa non piacciono le «suggestioni di certe persone, pur ardenti di zelo, ma non fornite di senso sovrabbondante di discrezione e di misura. Nei tempi moderni esse non vedono che prevaricazione e rovina». Anche a Papa Francesco «sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura, che annunziano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo». Ovviamente, Papa Francesco sa che dovrà giungere la fine del mondo, ma non ritiene che questo sia il momento. Piuttosto si tratta di portare a compimento l’opera riformatrice del Concilio.

.

Senonché Papa Giovanni, che, come è noto, si attendeva una «nuova Pentecoste», non previde il fraintendimento di quelle sue parole. Infatti avvenne, sin dagli anni dell’immediato post-concilio, che il confronto con la modernità promosso dal Papa e dal Concilio, non fu inteso nel senso giusto, ossia come assunzione critica dei valori della modernità alla luce del Vangelo, ma come assolutizzazione idolatrica e acritica della modernità e scelta, nel Vangelo, interpretato alla maniera protestante,  soltanto di ciò che è compatibile con la modernità così intesa.

.

apocalisse babilonia

raffigurazione di Babilonia secondo il racconto dell’Apocalisse del Beato Apostolo Giovanni

Nello stesso tempo, e con perversa coerenza logica, sempre per un fraintendimento delle parole del Papa, si rinunciò a contrastare e a ribadire gli errori della modernità, i quali invece, con inqualificabile dabbenaggine o raffinata astuzia, furono portati alle stelle come profezie dei tempi nuovi, come se la Chiesa del pre-concilio si fosse sbagliata a condannarli. Non ci voleva altro per una rinascita in grande stile del modernismo, cosa denunciata già nel 1966, purtroppo invano, dal Jacques Maritain, il quale parlò del modernismo attuale come «polmonite» a confronto del modernismo-raffreddore dei tempi di San Pio X.

.

Ormai il modernismo è talmente penetrato nel campo della teologia e nella pubblicistica cattoliche, nelle diocesi, negli istituti religiosi, negli istituti accademici della Chiesa, nella gerarchia, nella Santa Sede e tra i collaboratori del Sommo Pontefice, che la Congregazione per la dottrina della Fede è adesso davanti ad un’alternativa drammatica, mai verificatasi prima in tutta la storia della Chiesa. Ha perso il controllo della situazione, come se dieci vigili urbani, da soli, dovessero regolare il traffico di Roma. Per qualche teologo di punta, la Congregazione per la dottrina della fede è un focolaio di reazionari, che converrebbe chiudere e sostituire con l’ecumenismo diretto dal Cardinale Walter Kasper, richiamato in servizio. 

.

testa sotto la sabbIA

uno tra gli sports dei più praticati in questo ultimo mezzo secolo: lo sport dello struzzo …

Per non essere intervenuti a tempo, circa 50 anni fa, a causa di un imprudente temporeggiare, minimizzare e tergiversare, per un’eccessiva indulgenza, mancanza di vigilanza, di perspicacia e di coraggio, i vescovi hanno consentito al modernismo di invadere la Chiesa come una specie di metastasi. Nell’ormai nutrito numero di articoli racchiusi nei nostri due anni di vita nell’archivio dell’Isola di Patmos, il Padre Ariel ha firmato diversi scritti nei quali spiega e insiste sul principio del «tumore con le metastasi diffuse nel Corpo della Chiesa». Altrettanto io, in modo diverso ma con la stessa sostanza di fondo, ho scritto diversi articoli per spiegare questo problema. E ciò perché entrambi siamo consapevoli della presenza, degli effetti e soprattutto dei frutti di questo cancro.

.

Adesso non ci sarebbero che due alternative: o procedere a norma di diritto canonico, ma allora bisognerebbe processare e censurare decine per non dire centinaia di persone tra prelati, docenti, teologi, religiosi e sacerdoti nel mondo; oppure rinunciare a intervenire confidando nella Divina Provvidenza.

.

gramigna e grano

grano e gramigna …

Lasciamo che il grano e il loglio crescano assieme in attesa del Giorno del Giudizio, o di tempi migliori. «Il perverso continui pure ad essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora» [Ap 22,11].

.

La Congregazione per la dottrina della fede ha scelto questa seconda strada. Da qui la sua assenza di interventi da alcuni anni. Siccome la situazione è umanamente insolubile, non resta che confidare nell’aiuto del Signore e nell’intercessione della Madonna e dei Santi, soprattutto di San Tommaso d’Aquino.

.

papa francesco solo

la solitudine è l’intima e drammatica realtà di ogni pontificato …

Non è un caso che questa nostra rivista telematica di teologia ecclesiale e aggiornamento pastorale sia stata chiamata L’Isola di Patmos, richiamando così il luogo dell’ultima rivelazione, dove l’Apostolo Giovanni, esiliato, scrisse l’Apocalisse. Persino nome e sottotitolo da noi scelto contengono già in sé una spiegazione, ma soprattutto un messaggio teologico ed escatologico di speranza; proprio quella speranza che noi cerchiamo di trasmettere e diffondere dinanzi ad una situazione apparentemente insolubile. 

.

Aiutiamo il Santo Padre, non lasciamolo solo a portare la croce, evitiamo quelle critiche acerbe, presuntuose, ingiuste e farisaiche, che alla fine non producono niente, ma solo livore, sconcerto e disobbedienza e, dall’altra parte, evitiamo di strumentalizzare, con una falsa interpretazione adulatrice, le sue parole per i nostri interessi mondani e ricordiamoci piuttosto della «sorte che gli ipocriti si meritano» [Mt 24,51].

.

Varazze, 9 giugno 2016

.

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Giovanni https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Giovanni2016-06-09 23:40:362021-04-20 20:02:09Il Papato crocifisso

Buon Ramadan nel ricordo delle Sorelle dei Poveri della Beata Teresa di Calcutta barbaramente assassinate dagli islamisti

9 Giugno 2016/7 Commenti/in Attualità/da Padre Ariel

BUON RAMADAN NEL RICORDO DELLE SORELLE DEI POVERI DELLA BEATA TERESA DI CALCUTTA BARBARAMENTE ASSASSINATE DAGLI ISLAMISTI

.

Con un messaggio del Vescovo Ambrogio Spreafico, responsabile per l’ecumenismo e per il dialogo inter-religioso della Conferenza Episcopale Italiana, sono stati rivolti a circa un milione e settecentomila musulmani residenti in Italia i più devoti auguri per un felice Ramadan ricco di frutti spirituali [cf. QUI].

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

.

Suore di madre teresa assassinate

immagini di questo genere non devono turbare, perché esiste la grande aspirina europea dell’Islam moderato …

A titolo puramente personale, vorrei informare i Lettori dell’Isola di Patmos che domani celebrerò una Santa Messa di suffragio per le anime sicuramente già sante di quattro martiri: le Piccole Sorelle dei Poveri della Beata Teresa di Calcutta, barbaramente assassinate nello Yemen il 4 marzo 2016 da un gruppo di islamisti [1], assieme a loro sono stati uccisi collaboratori volontari e anziani da loro assistiti [cf. QUI].

.

I nostri buoni Vescovi, Ambrogio Spreafico in testa, responsabile per l’ecumenismo e il dialogo inter-religioso della Conferenza Episcopale Italiana, gli auguri non li rivolgono di certo agli islamisti integralisti, ma al magico e onirico Islam moderato, o com’ebbi a scrivere in un articolo al quale rimando: i nostri Vescovi si appellano alla grande aspirina dell’Islam moderato [cf QUI], mentre i loro fratelli episcopi che vivono in quelle regioni, indirizzano inutilmente a tutti loro – come l’Arcivescovo Metropolita di Mosul, S.E. Mons. Amel Nona – parole di questo genere:

.

Amel Nona

l’Arcivescovo Metropolita di Mosul, S.E. Mons. Amel Nona, all’interno di una delle numerose chiese cattolico caldee distrutte dagli islamisti fondamentalisti

«Ho perso la mia diocesi. Il luogo fisico del mio apostolato è stato occupato dai radicali islamici che ci vogliono convertiti o morti […] voi pensate che gli uomini sono tutti uguali, ma non è vero. L’Islam non dice che gli uomini sono tutti uguali. I vostri valori non sono i loro valori. Se non lo capite in tempo, diventerete vittime del nemico che avete accolto in casa vostra» [cf. QUI].

.

Mentre con eleganza provocatoria, Sua Beatitudine il Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Cardinale Béchara Pierre Raï, domandava:

.

Patriarca Rai

Sua Beatitudine il Patriarca Béchara Pierre Raï

«Che dicono gli “islamici moderati ” che vivono in Occidente di ciò che accade ai nostri cristiani di Mosul?»  [cf. QUI]

.

L’Islam moderato è una figura d’Islam che non esiste, inventata dagli europei per esorcizzare le loro paure, negare la realtà della progressiva islamizzazione della vecchia Europa e fuggire il palese dato di fatto: L’Islam è una cultura strutturalmente intrisa di violenza aggressiva, codificata nei suoi testi “sacri” e suggellata in molti Paesi arabi attraverso la totale mancanza di separazione tra potere politico e potere religioso. Pertanto, “l’islamico moderato“, è equiparabile a un qualsiasi soggetto che si proclamasse “cattolico non credente” o “cattolico ateo“, che equivale a dire cesserebbe seduta stante di essere cattolico, proprio come “l’islamico moderato“, che in quanto tale cesserebbe seduta stante di essere mussulmano.

.

___________________

[1] Con il termine Islamismo si intendono un insieme di ideologie, ivi incluse ideologie violente, le quali ritengono che l’Islam debba guidare la vita sociale e politica così come la vita personale di tutti i consociati. Si tratta di una concezione essenzialmente politica dell’Islam, teocratica, che all’occorrenza legittima anche la persecuzione delle altrui credenze religiose, la uccisione degli “infedeli” e la conversione forzata.

.

Lectio magistralis del Sommo Pontefice Benedetto XVI a Regensburg

[testo in italiano, QUI]

 

..

 

.

In memoria delle Sorelle dei Poveri assassinate

 

.

.

.

.

.

.

.

 

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-06-09 03:36:182016-06-16 16:03:19Buon Ramadan nel ricordo delle Sorelle dei Poveri della Beata Teresa di Calcutta barbaramente assassinate dagli islamisti

Festa della Repubblica Italiana: “Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’amore rivelano ai popoli le vie del Signore …”

2 Giugno 2016/2 Commenti/in Attualità/da Redazione

FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: «UNIAMOCI, AMIAMOCI, L’UNIONE E L’AMORE, RIVELANO AI POPOLI LE VIE DEL SIGNORE …»

.

Dio benedica l’Italia!

.

.

Autore Redazione dell'Isola di Patmos

Autore
Redazione
dell’Isola di Patmos

.

2 giugno,  festa della Repubblica Italiana

bandiera italiana

Terza strofa dell’Inno Nazionale

.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

.

Non è che prima o poi toglieranno questa strofa, onde evitare di offendere il pluralismo multiculturale e multireligioso?

.

bandiera italiana inshalla

.

E per non perdere la memoria storica, forse merita ricordare che questa, una volta, era Santa Sofia, la grande cattedrale di Bisanzio, oggi è una moschea …

.

Santa Sofia

.

Può essere comunque che si ritorni a cantare, a ragione, la seconda strofa …

.

Noi fummo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi […]

.

.

Per ascoltare L’Inno di Mameli, cliccare sotto

.

.

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Aquila-reale.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Redazione https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Redazione2016-06-02 01:35:072021-04-20 20:01:41Festa della Repubblica Italiana: “Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’amore rivelano ai popoli le vie del Signore …”

È accaduto che il Santo Padre Francesco abbia fatta propria una enciclica scritta da un Pontefice del futuro nell’anno 2023 …

24 Maggio 2016/23 Commenti/in Attualità/da Padre Ariel

È ACCADUTO CHE IL SANTO PADRE FRANCESCO ABBIA FATTA PROPRIA UNA ENCICLICA SCRITTA E PUBBLICATA DA UN PONTEFICE DEL FUTURO NELL’ANNO 2023 …

.

L’Enciclica di Benedetto XVIII giunse a suo tempo in copia-omaggio a diversi alti esponenti della Curia Romana. Ebbene: può sorgermi oggi il piacevole sospetto che qualcuno l’abbia veramente letta?

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

quanta cura 1

Un libro scritto da Ariel S. Levi di Gualdo nel 2012 e pubblicato nel gennaio 2013

Il Sommo Pontefice Francesco ha modificato il canone n. 579 del Codice di Diritto Canonico in tema di istituti di vita consacrata diocesani. Secondo un rescritto firmato dal Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, il Sommo Pontefice ha deciso che per erigere nuovi istituti di diritto diocesano occorrerà «la previa consultazione della Santa Sede come necessaria ad validitatem». In caso contrario «si incorrerà nella nullità del decreto di erezione dell’istituto stesso» [cf. QUI]. 

.

Il Cardinale Pietro Parolin ha spiegato nel rescritto che «è necessaria al fine di evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l’originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo».

.

Un anno prima dell’abdicazione del Sommo Pontefice Benedetto XVI, mi dilettai a scrivere un libro che fu pubblicato nel gennaio del 2013. Questo testo, più che un libro, era una enciclica in forma di motu proprio data in San Pietro il 28 maggio 2023 nella solennità della Pentecoste dello Spirito Santo dal Sommo Pontefice Benedetto XVIII. Enciclica che questo Pontefice del futuro aveva titolata Quanta cura in cordibus nostris.  

.

Permettetemi quindi di sorridere sul fatto che oltre tre anni fa, in un testo molto articolato di 206 pagine, il mio fantasioso Benedetto XVIII dedicava proprio l’intera parte quarta alla modifica di questo canone; parte così intitolata: «Sulla revoca ai Vescovi Diocesani della facoltà di riconoscere nuove congregazioni religiose e realtà ecclesiali. Modifica del canone 579 del Codice di Diritto Canonico».

.

Come ho spiegato di recente ai lettori in un articolo [vedere QUI] i miei libri sono al momento fuori stampa, ma quanto prima saranno nuovamente ristampati tutti quanti, inclusa la enciclica di questo Pontefice del futuro. Nel frattempo potete però dilettarvi a leggere la parte nella quale veniva stabilita la modifica di questo canone, proprio per evitare che non pochi vescovi superficiali e privi a volte della basilare prudenza, dessero credito e riconoscimento ad un proliferante esercito di fondatori e fondatrici, spesso con tutti i più gravi danni conseguenti sia per le diocesi sia per la Chiesa universale.

.

Ma c’è di più … nella parte quinta della sua Enciclica, il Sommo Pontefice del futuro Benedetto XVIII tratta il tema di «Una prima essenziale riforma della Curia Romana». Sentite cosa scrive, tra le varie cose, il nostro Pontefice  del futuro a proposito di certi titolo onorifici:

.

11. Sul titolo onorifico di monsignore conferito a sacerdoti — Il titolo onorifico di monsignore deve essere riservato solo a quei sacerdoti che si sono particolarmente distinti nel servizio alla Sede Apostolica ed alle Diocesi. Ciò vuol dire che è parecchio improbabile che tale onorificenza possa essere conferita a dei giovani sacerdoti. Per questo stabiliamo che tale titolo onorifico, da conferire a sacerdoti particolarmente maturi e distinti, sia dato con molta parsimonia e soprattutto mai prima dei 50 anni compiuti, meglio ancora verso la fine del grato e prezioso servizio prestato disinteressatamente alla Chiesa universale e alle Chiese particolari […].

.

Incredibile ma vero! Proprio quello che anni dopo farà il Santo Padre Francesco [cf. QUI, QUI] il quale però, mentre il Pontefice del futuro scriveva questa enciclica e dettava queste disposizioni, era sempre Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires.

.

Nella parte che tratta «Sui vescovi, il loro sacro ministero pastorale e la loro dignità apostolica», tra i vari paragrafi ve n’è un altro che merita di essere segnalato:

.

12 Abolizioni delle sedi arcivescovili con diritto cardinalizio — Non si è promossi alla dignità cardinalizia per “diritto di sede” ma per meriti particolari, dopo lunga e profonda opera di donazione alla Chiesa e al Popolo di Dio. Fatta sola eccezione per le sedi primaziali nazionali, si dispone la revoca del titolo cardinalizio a tutte le sedi arcivescovili del mondo che attualmente ne beneficiano. Il Romano Pontefice sceglierà il numero di cardinali necessario per formare il collegio cardinalizio principalmente tra vescovi diocesani e tra alcuni vescovi titolari. Potrà quindi accadere che anziché l’arcivescovo metropolita della grande sede che sino a prima ne aveva beneficiato per storico diritto di titolo, sia promosso alla dignità cardinalizia il vescovo di una diocesi suffraganea di quella stessa metropolia […]».

.

Incredibile ma vero! Proprio quello che anni dopo farà il Santo Padre Francesco [cf. QUI, QUI, QUI, ecc..] il quale però, mentre il Pontefice del futuro scriveva questa enciclica e dettava queste disposizioni, era sempre Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires.

.

… sempre in questa parte dedicata ai Vescovi, udite cosa scrive il Pontefice del futuro riguardo le diocesi italiane:

.

14 Sul numero eccessivo di diocesi italiane — In Italia dovrà essere rivisto il numero eccessivo di diocesi, diverse delle quali raggruppanti in numero di abitanti meno dei fedeli di una singola parrocchia delle grandi realtà metropolitane del mondo. Dovrà essere rivisto anche il numero delle sedi arcivescovili metropolitane e delle sedi arcivescovili, in particolare nelle zone dove per ragioni di carattere storico è stato dato il titolo di sede arcivescovile o di metropolia a realtà che oggi non hanno più motivo di sussistere. Secondo l’estensione territoriale e il numero dei battezzati, in Italia vi sia una sede metropolitana ogni tre milioni di battezzati, due oltre cinque milioni di battezzati, tre oltre i dieci milioni di battezzati. Nelle regioni con un numero di battezzati inferiore a tre milioni sia comunque istituita una metropolia, purché vi siano almeno cinque diocesi suffraganee, in caso contrario, le diocesi di quella regione, siano ripartite tra le province ecclesiastiche delle regioni vicine. Salvo reali e inderogabili necessità pastorali si proceda alla soppressione o all’accorpamento di tutte le diocesi inferiori per numero ai 100.000 battezzati.

.

Incredibile ma vero! Proprio quello che anni dopo lamenterà il Santo Padre Francesco: il numero eccessivo delle Diocesi italiane [cf. QUI, QUI, ecc.] il quale però, mentre il Pontefice del futuro scriveva questa enciclica e dettava queste disposizioni, era sempre Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires.

.

Dove il Pontefice futurista tratta nella terza parte «Sui sacerdoti in particolare sulla liturgia ed i Sacramenti», udite che cosa scrive Benedetto XVIII, il quale invoca nuovi criteri circa l’esame e le sentenze di nullità matrimoniale da parte dei tribunali ecclesiastici: 

.

23 Sulla celebrazione del Sacramento del Matrimonio — All’ occorrenza sarebbe necessario agire con responsabilità e coraggio, dicendo prudentemente di no alla richiesta della celebrazione di nozze avanzata da giovani o meno giovani affetti da palese immaturità, mossi da superficiale infatuazione, non animati da cosciente convinzione e, soprattutto, da basilare fede cristiana. Certi problemi andrebbero infatti prevenuti con accorta prudenza. È grave colpa del vescovo e del parroco, soprassedere con noncuranza su certi casi di chiara immaturità e presiedere ugualmente alla celebrazione del Sacramento, salvo poi ricordare in seguito, anziché prima, che il matrimonio è indissolubile, quando ricorrono tutti i presupposti per la sua validità. A tal proposito si invitano i tribunali ecclesiastici a valutare con cura, ai fini di una eventuale sentenza di nullità, i casi di mancata percezione e consapevolezza sacramentale da parte di sposi non adeguatamente stimolati ad acquisire il senso vero e profondo della natura del matrimonio religioso, prendendo però in tal caso, sempre e di prassi, anche i dovuti provvedimenti canonici nei confronti dei sacerdoti che si sono prestati alla celebrazione di un sacramento in tutti quei casi in cui era evidente la non opportunità di procedere nella sua amministrazione.

.

Incredibile ma vero! Proprio quello che anni dopo farà il Santo Padre Francesco con il suo motu proprio Summi Pontificis sulla riforma del processo canonico per le cause di nullità del matrimonio [cf. QUI], il quale però, mentre il Pontefice del futuro scriveva questa enciclica e dettava queste disposizioni, era sempre Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires.

.

Il Pontefice del futuro, sempre nella parte terza dedicata ai sacerdoti, alla liturgia e ai Sacramenti, non manca di trattare il tema della confessione sacramentale, dando indicazioni ben precise ai confessori, del tipo …

.

22 Sulla celebrazione del Sacramento della Penitenza — «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi non li rimetterete non saranno rimessi». Si tenga sempre presente questo monito iniziale: «Ricevete lo Spirito Santo», perché attraverso la sua opera il confessore è chiamato a operare come strumento nelle mani della grazia di Dio. I Padri della Chiesa riuniti in concilio dichiararono che è necessario «per diritto divino confessare tutti e singoli peccati mortali». Amministrando questo delicato sacramento il confessore, che è chiamato a essere giudice ma soprattutto medico, sia anzitutto sempre misericordioso, largendo il perdono che procede da Padre dal Figlio e dallo Spirito Santo, perché Cristo è divina misericordia incarnata che racchiude in sé la dimensione umana-divina. Eviti sempre di essere inopportuno, si attenga a ciò che dice il penitente, non indaghi, non osi mai chiedere nomi di luoghi o di persone legate ai fatti narrati, specie se particolarmente gravi, faccia anzi l’esatto contrario: se il penitente volesse riferirli risponda che per dare conforto, consiglio e soprattutto remissione dei peccati, non è necessario riferire luoghi specifici e soprattutto identità dei soggetti, ma solo i fatti in sé, ad eccezione dei casi veramente particolari e straordinari la cui valutazione è rimessa tutta alla migliore saggezza del confessore e soprattutto alla luce dello Spirito Santo che lo illumina. Sia molto misurato nel rivolgere eventuali domande e lo faccia unicamente se proprio necessario, anzi solo se indispensabile, per esempio nel caso in cui non avesse compreso quanto esposto dal penitente, ma soprattutto si attenga sempre allo stretto merito di quanto gli è stato detto. Non faccia interrogatori e non apra mai argomenti su temi che il penitente non ha affrontato. In particolare non osi entrare in modo diretto o indiretto in discorsi legati alla sua intimità sessuale, se il penitente non aprirà in libera coscienza argomenti su certi temi o se non porrà espressi quesiti in tal senso. Sono infatti noti da sempre casi di fedeli che per causa di un pessimo confessore, o per le indagini o le domande inopportune e a vario titolo non dovute rivolte da un confessore, si sono allontanati per anni, a volte persino per decenni dalla Chiesa, dopo essersi sentiti violati nella loro più profonda sensibilità e intimità umana.

.

Quanto torna alla mente il Santo Padre Francesco che anni dopo la pubblicazione di questa enciclica da parte del Pontefice del futuro, esordirà più volte, rivolto ai confessori, con espressioni di questo genere: «il confessionale non deve essere una camera di tortura» [cf. QUI], «il confessore deve essere misericordioso» [cf. QUI], «i penitenti non vanno maltrattati» [cf. QUI] …

.

L’Enciclica di Benedetto XVIII giunse a suo tempo in copia-omaggio a diversi alti esponenti della Curia Romana. Ebbene: può sorgermi oggi il piacevole sospetto che qualcuno l’abbia letta veramente? A mano a mano che saranno presi altri spunti dall’enciclica del mio Pontefice futurista, sarò lieto di comunicarlo ai nostri affezionati lettori. Poi, se il Santo Padre volesse impiegarmi come consulente o consigliere, in tal caso avrebbe la garanzia che io, al contrario del Cardinale Walter Kasper & C., non gli suggerirei mai di andare a Stoccolma nel 2017, durante il centenario delle apparizioni della B.V. Maria di Fatima, a festeggiare i cinquecento anni della cosiddetta “Riforma” luterana, la quale lungi dall’essere stata tale, vale a dire una riforma, rimane ed è stata invece solo la celebrazione della dolorosa eresia di Martin Lutero che ha rotto la comunione con la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. E dinanzi alle eresie — come di recente ci ha sapientemente ricordato il Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, Cardinale Gerhard Ludwig Müller [cf. QUI] — noi, non abbiamo proprio niente da celebrare e tanto meno festeggiare.

.

.

Per leggere la Enciclica in forma di motu proprio del Pontefice del futuro nella parte che tratta la riforma del can. 579 cliccare sotto

QUANTA CURA IN CORDIBUS NOSTRIS – parte quarta

.

.

Fronte e retro della copertina del libro

.

quanta cura 1

.

.

Quanta cura 2

.

Oppure in formato PDF aprendo

QUI

.

.

.

.

..

.

.

.

 

 

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-05-24 02:40:492016-06-07 23:32:48È accaduto che il Santo Padre Francesco abbia fatta propria una enciclica scritta da un Pontefice del futuro nell’anno 2023 …

Come salvare la fede, dopo avere udito certe omelie?

22 Maggio 2016/in Attualità/da Padre Ariel

COME SALVARE LA FEDE, DOPO AVERE UDITO CERTE OMELIE ?

.

La Chiesa, per ovvie ragioni di carattere pedagogico-pastorale, ha posto giustamente il Credo dopo l’omelia, affinché il Popolo di Dio, com’ebbe a dire il Cardinale Tomas Spidlìk: «possa seguitare a credere malgrado ciò che spesso è costretto a udire» dalle bocche di certi predicatori …

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

 PDF articolo formato stampa

..

..

trinitas

Sei Padre, Figlio e Spirito, sei Dio unico …

In questa solennità nella quale la Chiesa universale celebra e glorifica la Santissima Trinità, mi soffermerò su alcuni passi del nostro Simbolo di fede, il Credo, quello che la Chiesa, per ovvie ragioni di carattere pedagogico-pastorale, ha posto giustamente dopo l’omelia, affinché il Popolo di Dio, com’ebbe a dire il Cardinale Tomas Spidlìk: «possa seguitare a credere malgrado ciò che spesso è costretto a udire» dalle bocche di certi predicatori, ed in specie in festività come quella di oggi, dalle quali si può percepire l’essere come purtroppo il non essere; e dinanzi al non essere, si aprono solo le porte del non divenire futuro.

.

.

Per aprire l’articolo cliccare sotto

22.05.2016  Ariel S. Levi di Gualdo  —  COME SALVARE LA FEDE, DOPO AVERE UDITO CERTE OMELIE?

.

.

___________________________________________

.

.

A chi desidera approfondire l’argomento sulla autentica tragedia alla quale spesso è ridotta l’omiletica dei giorni nostri, suggeriamo la lettura di due libri scritti da un laico cattolico, Claudio Dalla Costa, editi da Effatà Edizioni

.

.

claudio dalla costa avete finito

.

Claudio dalla Costa Il Vangelo dei banchetti

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-05-22 22:13:442016-05-23 00:39:41Come salvare la fede, dopo avere udito certe omelie?

Difendiamo i Vescovi italiani. Alla C.E.I il Santo Padre invita alla “povertà”. Il Padre Ariel mette in vendita la sua Porsche e con l’occasione domanda perdono al Cardinale Angelo Bagnasco

18 Maggio 2016/31 Commenti/in Attualità/da Padre Ariel

DIFENDIAMO I VESCOVI ITALIANI. ALLA C.E.I IL SANTO PADRE INVITA ALLA “POVERTÀ”. IL PADRE ARIEL METTE IN VENDITA LA SUA PORSCHE E CON L’OCCASIONE DOMANDA PERDONO AL CARDINALE ANGELO BAGNASCO

.

Con il suo discorsi di apertura alla 69° Assemblea Plenaria dei Vescovi d’Italia, il Santo Padre ha detto delle cose giuste e vere, ma comunicate in modo sbagliato, con un pizzico di livore e soprattutto senza un prudente senso delle universali proporzioni, facendo così l’ennesima gioia dei nostri nemici di sempre e umiliando al tempo stesso una intera assisa di vescovi quindi umiliando noi presbiteri che li veneriamo e li ubbidiamo come nostri Pastori.

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

.

ariel vendesi porsche

nella foto: la Porsche da corsa di Padre Ariel messa in vendita. Il ricavato sarà devoluto in parte al comitato per la istituzione delle feste musulmane nelle scuole [cf. QUI], in parte per la costruzione di nuove moschee a Bologna [cf. QUI] e in parte per la costruzione di una pista ciclabile dentro la cattedrale metropolitana di Palermo [cf. QUI]

.

.

.

PDF articolo formato stampa

.

.

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

[G 15, 18-21]

.

.

Il Santo Padre Francesco, più del suo Sommo Predecessore Giovanni Paolo II è un uomo che gioca coi mass-media, ma con una differenza: San Giovanni Paolo II dai mass-media è stato fatto in pezzi per lunghi anni. Infatti, in questo mondo affetto da gran carenza di memoria storica, tutti ricordano il vecchietto col corpo ormai deforme e col bastone di sostegno per muovere pochi passi. Tutti ricordano la delicatezza delle reti televisive che spostavano l’inquadratura durante le sacre celebrazioni quando sulle labbra del Santo Padre prostrato dalla malattia affiorava un filo di bava, mentre si sforzava di scandire le parole in modo comprensibile. Ecco allora cuori toccati, uomini e donne inteneriti, giovani piangenti … ma sul finir della sua vita!

.

WOJTYLA SARA' BEATIFICATO IL PRIMO MAGGIO 2011 / SPECIALE

30 marzo 2005, pochi giorni prima della sua morte, una straziante immagine di San Giovanni Paolo che cerca di parlare, ma senza riuscirvi, affacciato al balcone per salutare la numerosa folla convenuta per l’Angelus in Piazza San Pietro.

Il sofferente vecchietto è stato infatti solo l’ultimo Giovanni Paolo II, non il primo, né il secondo. Se facessimo memoria storica dovremmo ricordare che questo Santo Pontefice, a partire dal 1978 – anno in cui chi scrive aveva 15 anni – è stato osteggiato e per anni insultato da quella stampa liberista che oggi inneggia «Viva Francesco!». A San Giovanni Paolo II dobbiamo riconoscere in ossequio alla verità che dei mass-media egli si è servito a caro prezzo per annunciare nel suo lungo pontificato ciò che il mondo non voleva sentirsi dire. Forse Eugenio Scalfari, direttore dell’attuale Osservatore Romano parallelo, ha perduto memoria, ma noi ci ricordiamo bene di lui, quando dalle colonne de La Repubblica, oggi organo ufficioso della Santa Sede, irrideva Giovanni Paolo II – accusato di essere contrario all’aborto – invitandolo a studiarsi un trattato-base di istologia. Giovanni Paolo II non piaceva al mondo laicista, non piaceva anche a una buona fetta di mondo cattolico, a un certo mondo teologico ed ecclesiastico, non piaceva ai comunisti, non piaceva ai massoni, non piaceva ai liberal-capitalisti; e per anni, il suo sommo magistero è stato diffuso dai mass-media attraverso le polemiche e gli attacchi spesso più virulenti; il tutto perché Giovanni Paolo II non si è mai curato di fare e di dire ciò che piaceva al mondo [cf. Gv 15, 18-21], ed è proprio su questo che si regge la eroicità delle sue virtù. Del Sommo Pontefice Francesco, al terzo anno del suo Augusto Pontificato possiamo dire invece l’esatto contrario: egli ha espresso ciò che il mondo, ed in particolare gli ultra liberisti volevano sentirsi dire, anche e soprattutto in toni critici, a volte anche furenti nei confronti della Chiesa, dei suoi vescovi e del suo clero. Tra i numerosi paradigmi resta per me sintomatico quello della massoneria: quando mai nel corso della sua storia, dalla nascita di questa perniciosa sètta gnostico-esoterica, con non indifferenti punte di satanismo, si erano mai sentiti i massoni ed i loro più alti vertici lodare un Sommo Pontefice e il suo pontificato? Perché le possibilità sono due e dubito che ve ne sia una terza: se i massoni lodano ed esaltano un Pontefice ed il suo pontificato, come ripetutamente hanno fatto e come stanno facendo, o costoro si sono convertiti, oppure c’è qualche cosa che non funziona; e questo qualche cosa ci deve molto inquietare.

.

Con il suo discorso di apertura alla 69° Assemblea Plenaria dei Vescovi d’Italia, il Santo Padre ha detto delle cose giuste e vere, ma comunicate in modo sbagliato e senza un prudente senso delle universali proporzioni, facendo così l’ennesima gioia dei nostri nemici di sempre e umiliando al tempo stesso una intera assisa di vescovi, quindi umiliando noi presbiteri che li veneriamo e li ubbidiamo come nostri Pastori [testo integrale del discorso, QUI].

.

Udienza generale del mercoledi'

solitamente, quando il Santo Padre non sorride, o parla dei vescovi o parla dei preti …

Ma partiamo dalle immagini, visto che oggi viviamo condizionati e schiavi del mondo dell’immagine. Tutti noi abbiamo visto il Santo Padre sorridere a piena bocca dinanzi a profughi veri o presunti, a carcerati, a donne mussulmane, a eretici luterani, pentecostali e anglicani. L’abbiamo visto sorridente in foto come “uno di noi” o come “er papa de noartri”, mentre dopo essersi servito al self-service della mensa della Domus Sanctae Martae si metteva a sedere col suo vassoio a un tavolo per consumare il suo pasto con cinque operai impiegati presso la Santa Sede … quando però comincia a parlare di vescovi o di preti, la sua faccia diventa seria, quasi cupa, il suo parlare è accompagnato da segni di smorfie sul volto. E queste sono immagini fotografiche e filmiche, non opinioni personali.

.

La sostanza di fondo del discorso è ineccepibile ed i difetti e vizi del clero e dell’episcopato che il Santo Padre ha enunciato sono gli stessi che pure io ho indicato ripetutamente nel corso del tempo, già anni prima dell’inizio del suo pontificato; ed in toni più accesi e severi. Ebbene perché, nessuna delle correnti del laicismo strutturalmente e da sempre anticlericale e anti-cattolico, ha mai dato risalto a quegli scritti e a quelle pubblicazioni nelle quali un prete scriveva, proprio in quanto tale, dall’interno e con cognizione di causa, sui gravi mali che affliggevano la Chiesa e il suo Clero? Vi spiego subito il motivo: perché non potevano strumentalizzarmi. Perché più alti erano i miei toni critici più alta si percepiva la mia devozione alla Chiesa. Più severe erano le mie critiche più veniva confermato che anche ai vescovi più mediocri e scandalosi, anche a quelli infarciti di eresie moderniste e di errori dottrinali, era dovuta filiale obbedienza e rispetto. E queste cose, ai mass-media laicisti, anticlericali e massoni che oggi gridano «viva Francesco!», non interessano.

..

Helder Camara

Il vescovo brasiliano Helder Câmara [1909-1999]

Il Santo Padre ha umiliato i Vescovi d’Italia sulle righe e dietro le righe di questa ennesima rampogna anche portando loro come modello di episcopale virtù un personaggio a dir poco ambiguo come il vescovo brasiliano Hélder Câmara, che mai personalmente mi sognerei di portare come esempio, ed in specie poi come esempio di dottrina e di pastorale. Un vescovo per il quale oggi, ad invocarne la beatificazione, è il gotha della Teologia della Liberazione, con in testa eretici e sacerdoti rinnegati come Leonard Boff e Giovanni Franzoni, come Hans Küng e via dicendo. E citare un così piccolo personaggio come modello per i vescovi di un Paese che ha donato alla Chiesa un celeste esercito di pastori veramente santi e illuminati, è offensivo e umiliante, se pensiamo al genere di levatura e di santità di vita alla quale sono giunti nel tempo molti modelli del nostro episcopato italiano. E voi capite che già questa sola citazione ha toccato al cuore come una freccia di cupido i mass-media laicisti e quelli della sinistra radical-chic, gli anticlericali ed i massoni che oggi gridano tutti in coro: «viva Francesco … el castigador !». Certo, si potrebbe dire che il Santo Padre ha detto anche alcune altre cose, ma resta il fatto che sui giornali di mezzo mondo, il messaggio che è passato, è stato l’ennesimo rimprovero a vescovi e preti italiani. E qui è lecito chiedersi: sbaglia il comunicatore a comunicare od i mezzi di comunicazione a riportare ciò che a loro solo aggrada? In ogni caso, c’è il rischio di un … “concorso in colpa”.  

.

Nel suo approccio con i Vescovi d’Italia noto purtroppo che il Santo Padre manca del senso delle proporzioni, oltre a essere gravato, come più volte ho scritto e spiegato, dei tipici pregiudizi anti-romani che sono diversamente ma similmente propri di un certo clero tedesco e latinoamericano. E il senso delle proporzioni, assieme alla realtà oggettiva, imporrebbe di valutare e di riconoscere il fatto che quello italiano – seppur gravato di non pochi problemi, difetti e vizi congeniti – rimane ed è tutt’oggi il migliore episcopato del mondo, soprattutto da un punto di vista pastorale e dottrinale.

.

Alessandro VI

Dipinto di Rodrigo Borgia, il Sommo Pontefice Alessandro VI [1492-1503]

È vero che nel corso della nostra storia, in periodi sociali molto complessi noi abbiamo avuto figure di potere discutibili come i cardinali delle famiglie Orsini, Farnese, Borghese, Colonna, Chigi, de’ Medici … ma è pur vero che se la Chiesa è sopravvissuta e se Roma non ha fatto la fine di Costantinopoli divenuta Istambul con la sua grande cattedrale convertita in moschea, lo dobbiamo anche a grandi uomini come il Sommo Pontefice Alessandro VI, la cui vita in generale e quella sua privata in particolare era tutta un programma; ma ciò non gl’impedì di essere un difensore della fede e della dottrina. E se oggi a Buenos Aires esiste un’arcidiocesi e se in Argentina esiste una Chiesa Cattolica, ciò non lo si deve di certo agli indios né ai poveri delle villas de las miserias ma lo si deve anche e soprattutto a figure di potere discutibili come i cardinali delle famiglie Orsini, Farnese, Borghese, Colonna, Chigi, de’ Medici … dei soggetti forse meno “politici” di quanto sta mostrando invece di esserlo il Santo Padre Francesco, ed il perché ve lo spiego subito …

.

… la Chiesa più sfacciatamente ricca, anzi opulenta nella sua ricchezza, non è quella italiana ma quella tedesca. E questa ricchezza è tanta e tale che le parrocchie possono permettersi di stipendiare persino i membri del consiglio parrocchiale ed i catechisti.

.

kirchensteuer

attraverso la Kirchensteur, la tassa di culto, la Chiesa Cattolica tedesca giunge a percepire sino a 10 miliardi di euro all’anno

A Roma io ricevetti i sacri ordini del diaconato e del presbiterato a pochi giorni di distanza da un mio confratello tedesco, caro amico e compagno di studi. A distanza di pochi mesi, quando dopo l’estate lui fece rientro a Roma dalla Germania e c’incontrammo di nuovo, parlando del più e del meno venni a scoprire che il mio primo stipendio percepito dall’Ente Sostentamento Clero era pari a 740 euro, il suo pari a 2.860. Assieme a questo “primo stipendio”, il confratello tedesco percepiva anche tutti i cosiddetti “extra”, perché ogni servizio pastorale nonché l’amministrazione di certi Sacramenti o la celebrazione delle Sante Messe, comportavano precisi e inderogabili compensi. Quindi il mio confratello percepiva in totale sui 3.400 euro al mese circa, senza spese di vitto, alloggio, forniture da pagare, ecc …

.

Un parroco con 25 anni di servizio, in Germania giunge a prendere di stipendio tra i 5.000 ed i 6.000 euro al mese, del tutto esenti da spese, interamente coperte dalla parrocchia.

.

negli anni Settanta una singola parrocchia tedesca era in grado di mantenere una intera diocesi missionaria nell’America Latina

Negli anni Settanta, una singola parrocchia tedesca, grazie al rapporto sproporzionato che c’era tra il marco tedesco e le monete di altri Paesi, era in grado di mantenere da sola un’intera diocesi missionaria del Brasile. E detto questo qualcuno si domanda come mai la Teologia della Liberazione è nata nel Nord dell’Europa e sia stata poi incubata dai teologi tedeschi tra il Brasile e vari altri paesi del Latino America? La Teologia della Liberazione – e non solo quella – è stata incubata dai tedeschi a botte di soldi;  gli stessi tedeschi che oggi, romanofobi più che mai, vogliono colpire sempre a botte di soldi l’episcopato e il clero italiano. 

.

La Germania, seguita appresso dagli Stati Uniti d’America, è sempre stata il più grande contribuente della Santa Sede; in tempi recenti s’è aggiunta come grande contribuente la Chiesa Cattolica coreana, ch’è anch’essa ricchissima, essendosi il Cattolicesimo sviluppato in quel Paese nei ceti sociali più alti e ricchi. E non a caso questo Paese ha ricevuto la visita apostolica degli ultimi Pontefici, compreso il Pontefice Regnante amante dei poveri, dei profughi e delle periferie esistenziali, il quale non mi risulta abbia speso un sospiro sul tenore di vita condotto da molti preti coreani, gran parte dei quali provenienti dalle famiglie della più alta borghesia, in particolare di quelli che, strapieni di soldi, vengono a studiare a Roma.

.

Quello che viene chiamato IOR, l’Istituto Opere di Religione, la cosiddetta Banca Vaticana, di fatto è una banca tedesca, perché i depositi si trovano presso un istituto bancario di Francoforte. Quindi possiamo dire che i tedeschi, in un certo senso, “amministrano” anche i fondi della Santa Sede.

.

Dopo avere visto nelle chiese della Germania abusi liturgici d’ogni sorta, disciplina dei Sacramenti arbitraria … o peggio “vescovesse” luterane ospiti che durante la Santa Messa erano invitate a fare l’omelia al Vangelo … giustamente mi chiesi: «… ma se a Roma sanno tutto, perché non hanno mai fatto niente?». E ben presto compresi che non avevano mai fatto niente per il semplice fatto che i tedeschi reggon le corde della borsa. E come purtroppo sappiamo, per alcuni Dio è “uno, trino e … quattrino“!

.

papa repubblica

La Repubblica, la quintessenza dell’anticlericalismo radical chic divenuta oggi l’organo ufficioso della Santa Sede

Se il Santo Padre ha da rivolgere delle rampogne, ecco allora che le rivolge solo al clero italiano. Forse anche perché i nostri vescovi non l’hanno informato del fatto che in Italia, non pochi parroci di comunità non abbienti – le quali non sono affatto poche – si trovano costretti a chiedere aiuto ai vecchi genitori pensionati per pagare la bolletta della luce della casa parrocchiale. E se il Santo Padre vuole eventualmente convocarmi, recandomi da lui coi conti alla mano potrei spiegargli che non potrei mai sopravvivere con 800 euro al mese di stipendio percepiti dell’Ente Sostentamento Clero, se da sempre non avessi mia madre e mio fratello che mi sostengono, affinché loro figlio e loro fratello prete possa condurre una vita entro quelli che sono gli schemi della umana dignità e servire così quanto meglio la Chiesa e il Popolo di Dio; cosa quest’ultima che preme molto ai miei familiari, ma che a quanto pare non preme invece più di tanto al mio Principale.

.

Conosciamo bene sia i difetti del nostro episcopato sia quelli del nostro clero, ma li riconosciamo col dovuto senso delle proporzioni basate sui fatti, che sono questi: il nostro episcopato e il nostro clero, dinanzi a degli episcopati mondiali ed ai loro presbìteri che sono ormai nei concreti fatti completamente perduti, rimane tutt’oggi uno dei migliori episcopati del mondo.

.

bastone e carota

bastone all’episcopato italiano e carote all’episcopato tedesco

Duole molto che quando si tratta di ricchezze ed amministrazione dei beni, il Santo Padre usi la mazza ferrata con l’episcopato e il clero italiano, ma non proferisca un sospiro sul clero tedesco, la cui ricchezza è veramente opulenta, tanto e quanto invece non lo è quella della Chiesa Italiana, ma soprattutto del suo clero.

.

Detto questo ci si potrebbe domandare: politicamente che cosa accomuna Rodrigo Borgia, il Sommo Pontefice Alessandro VI e Jorge Mario Bergoglio, il Sommo Pontefice Francesco? Perché pare che entrambi, a distanza di secoli dalla loro elezione, una cosa in comune ce l’abbiano: l’avere trattato con un occhio di particolare riguardo i loro cosiddetti … elettori. A partire da uno dei peggiori vescovi-teologi citato in gloria dal Santo Padre Francesco dinanzi alla piazza in mondovisione a pochi giorni dalla sua elezione: il Cardinale Walter Kasper, ossia la presumibile anima pia che forse, assieme ad altri disastrosi affini, gli ha suggerito di andare a festeggiare, nel 2017, non il centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, ma la pseudo “riforma” dell’eresiarca Lutero. E dinanzi alle eresie diffuse da chi ha rotto la comunione con la Chiesa, la quale resta per mistero di fede una, santa, cattolica e apostolica, non abbiamo quindi proprio nulla da festeggiare, come ha ricordato quel grand’uomo del Cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede in uno dei momenti forse più tragici della nostra storia ecclesiale ed ecclesiastica [cf. QUI].

.

Già in passato ho scritto in toni di rammarico e di allarme che il Santo Padre Francesco sta modificando la “personalità” dell’episcopato italiano con la nomina di vescovi che sono dei suoi veri e propri cloni, capaci solamente a parlare − viepiù con nauseabonda piaggeria – di periferie esistenziali, di profughi e di poveri. Cosa questa che mi induce ad esprimere delle parole di particolare stima e di profonda e sincera devozione sacerdotale nei riguardi dell’Arcivescovo Metropolita di Genova, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente dei Vescovi Italiani:

.

Angelo Bagnasco

il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

«Eminentissimo Padre Cardinale, non passerà molto tempo che noi, con la morte nel cuore e le lacrime agli occhi risogneremo i tempi recenti nei quali avevamo come punto di riferimento e modelli di equilibrio pastorale uomini straordinari come lei. Domani noi vivremo nel vostro ricordo e sentiremo in modo drammatico la vostra mancanza. E quelli che, come il sottoscritto, in alcuni momenti vi hanno trattati con severità, si pentiranno − ma se è per questo io sono già pentito – d’esser stati severi con voi e renderanno la vostra vecchiaia meno sofferente venendovi a baciare la mano e dicendovi con profonda devozione che in verità voi eravate degli autentici Padri della Chiesa; e ve lo diremo sinceri e convinti dopo avere provato il peggio del peggio che sulla nostra pelle di presbìteri fedeli alla Santa Chiesa di Cristo e alla sua dottrina si sta ormai preparando».

.

Nel frattempo, facendo mia la nuova esortazione del Santo Padre, ho deciso di mettere in vendita la mia Porsche sportiva. Forse potrebbero acquistarla i Frati Minori Francescani, se la magistratura svizzera gli ha sbloccato i conti che aveva loro congelati in una banca Elvetica in seguito a operazioni finanziarie non molto pulite. E tutte queste malversazioni finanziarie portate avanti in nome di Monna Povertà, sono avvenute proprio quando Ministro Generale dell’Ordine, per nove anni, era colui che, in quanto francescano e in quanto poverello, il Santo Padre ha voluto Arcivescovo Segretario della Congregazione per i religiosi, sempre sulla base del principio: i poveri e la povertà avanti a tutto, quindi è bene nominare a certi uffici chi la povertà la conosce bene; e con spirito di lodevole povertà ha mostrato santo sprezzo verso lo sterco del Demonio, il danaro, messo per questo a prudente distanza dentro le banche svizzere.

.

Noi Presbìteri italiani siamo molto gelosi dei nostri Vescovi, come i nostri Vescovi sono da sempre gelosi dei loro Presbìteri, il tutto in un legame di profonda e antica fedeltà. E questa santa gelosia è frutto dei nostri venti secoli di storia cristiana italiana, una storia bagnata dal sangue dei martiri e fortificata dal genio dei nostri santi. E tutti assieme, Vescovi e Presbìteri, ci piacerebbe essere santamente gelosi del Regnante Pontefice, se il suo sport preferito non fosse quello di prenderci a schiaffi in faccia, non per correggerci, ma solo per piacere al mondo, per piacere a tutto ciò che da sempre non è cristiano, per essere applaudito ad ogni suo schiaffo dato sulle nostre facce da un esercito di gaudenti post-comunisti, massoni e liberal capitalisti …

.

da L’Isola di Patmos, 18 maggio 2016

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-05-18 23:28:432017-10-02 23:47:47Difendiamo i Vescovi italiani. Alla C.E.I il Santo Padre invita alla “povertà”. Il Padre Ariel mette in vendita la sua Porsche e con l’occasione domanda perdono al Cardinale Angelo Bagnasco

Messaggio ai Vescovi in occasione dell’assemblea plenaria della C.E.I, dove si discuterà anche della formazione del clero, non però di quella dei vescovi che dovrebbero formare il clero

15 Maggio 2016/7 Commenti/in Attualità/da Padre Ariel

MESSAGGIO AI VESCOVI IN OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA PLENARIA DELLA C.E.I, DOVE SI DISCUTERÀ ANCHE DELLA FORMAZIONE DEL CLERO, NON PERÒ DI QUELLA DEI VESCOVI CHE DOVREBBERO FORMARE IL CLERO

.

«Puoi mostrarmene uno soltanto che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare all’interno della Chiesa».

[Bernardo di Chiaravalle al neoeletto Eugenio III]

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

PDF formato stampa del «TRATTATO BUONO PER OGNI VESCOVO»

.

.

Venerabili Vescovi.

A partire da lunedì 16 maggio sarete riuniti a Roma nell’assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Italiana, nel corso della quale, tra i vari temi, tratterete anche quello del «rinnovamento» e della «formazione del clero». Credo sia dunque legittimo domandarvi: siete veramente convinti di parlare del problema della “formazione del clero”, senza prima parlare del drammatico problema della formazione dei Vescovi che sono chiamati a formare il proprio clero? Per questo vi offro uno spunto di riflessione in questo «trattato buono per ogni vescovo».

.

.

Per aprire il testo cliccare sotto

«TRATTATO BUONO PER OGNI VESCOVO»  –  MESSAGGIO AI VESCOVI IN OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA PLENARIA DELLA C.E.I.

 

 

.

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-05-15 02:22:502016-05-24 18:59:42Messaggio ai Vescovi in occasione dell’assemblea plenaria della C.E.I, dove si discuterà anche della formazione del clero, non però di quella dei vescovi che dovrebbero formare il clero

Amoris Laetitia. Concupiscenza e matrimonio. Il pensiero dell’Apostolo Paolo

11 Maggio 2016/4 Commenti/in Attualità/da Padre Giovanni

AMORIS LÆTITIA. CONCUPISCENZA E MATRIMONIO. IL PENSIERO DELL’APOSTOLO PAOLO

 

.

In San Paolo è evidente che per lui il rapporto uomo-donna corrisponde al rapporto superiore-inferiore [I Cor 11, 7-9; 14,34; I Tm 2, 11-14]. Ma queste sono idee sue. La dottrina invece del marito «capo della moglie» [Ef 5, 22-33] è un’altra cosa. Mentre infatti sul tema generale “uomo-donna” sentiamo Paolo col suo misoginismo rabbinico, nella dottrina del rapporto marito-moglie risplende certamente la bellezza della Parola di Dio, che non passa e che è stata confermata ed approfondita dal Concilio, che è giunto ad affermare che «la loro unione costituisce la prima forma di comunione delle persone»

.

.

Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

.

.

PDF articolo formato stampa

.

.

Scrive Giovanni Cavalcoli: «Purtroppo non ci si è accorti per molti secoli che qui Paolo non riflette autenticamente la visione del Genesi e neanche quella evangelica» [ndr. QUI]. Ecco, ci voleva Giovanni Cavalcoli per dire che San Paolo, l’Apostolo delle genti, il più grande missionario ed evangelizzatore della storia della Chiesa «non riflette autenticamente la visione del Genesi e neanche quella evangelica». E allora chi, di grazia, la riflette autenticamente? Chi, dopo 2000 anni, si è accorto che San Paolo non era ispirato dallo Spirito Santo ma dalla foia quando scrisse le sue epistole? Ma Giovanni Cavalcoli, ovviamente! Più dotto di San Girolamo, più profondo di Sant’ Agostino, più arguto più di San Tommaso, più sottile di San Bonaventura. Più ispirato dello Spirito. Ecco, ho una proposta. Propongo di modificare una rubrica del messale secondo il rito romano della Santa Messa. Quando si darà lettura di 1Cor 7,9, anziché «Parola di Dio», si dirà «Qui Paolo non riflette autenticamente la visione del Genesi e neanche quella evangelica» oppure «Parola della foia»”. Al che i fedeli risponderanno con giubilo «Rendiamo grazie a Cavalcoli!».

Matteo

.

.

.

4. bergoglionate

stile, classe e soprattutto “alta catechesi” del blog Bergoglionate

Partiamo dal metodo della esegesi biblica, visto che essendomi permesso d’aver notato che in San Paolo sussistono alcune idee discutibili sulla concupiscenza sessuale, legate al suo anti-femminismo, sono stato attaccato da più parti con accuse di modernismo e rahnerismo [cf. QUI]. Ritengo bene rispondere ai miei oppositori, perché ciò mi dà occasione di spiegarmi ulteriormente.

.

Ricordo anzitutto ai miei oppositori che ho scritto un libro di critica a Rahner, frutto di trent’anni di studi. Li invito a leggerlo [1]. E invece di perdere del tempo con me, provino loro a scrivere una critica a Rahner come quella che ho fatto io!

.

Comincio dunque con un discorso sul metodo. Nell’esegesi della Sacra Scrittura bisogna distinguere ciò che è veramente Parola di Dio dalle idee proprie dell’agiografo o della cultura propria del suo tempo. L’inerranza della Scrittura si riferisce evidentemente a quei passi, nei quali l’agiografo, ispirato da Dio, enuncia verità rivelate da Dio, ossia verità di fede.

.

Senonché, però, è inevitabile che l’agiografo, essere umano limitato e fallibile, come tutti, lasci trapelare anche opinioni sue o del suo tempo, che non sono Parola di Dio, ma possono essere o idee molto arretrate o addirittura sbagliate, ovviamente senza alcuna intenzione di ingannare, ma semplicemente o per ignoranza o per i limiti del suo sapere.

.

In tal modo, il progresso della conoscenza degli insegnamenti biblici comporta il fatto che, mentre ciò che appartiene alla Rivelazione resta sempre immutato, essendo Parola di Dio, le idee dell’agiografo possono essere accettate anche per lungo tempo; ma è possibile che a un certo punto la Chiesa si accorga, alla luce della stessa Parola di Dio, che esse sono superate o da correggere.

.

Si trattava, in fin dei conti, di opinioni umane, che la Chiesa accetta non nel senso di dogmatizzarle – cosa che non potrebbe mai fare –, ma nel senso che per un certo tempo, anche molti secoli, non le disapprova e le lascia circolare. Quando però, col progresso dell’esegesi e della vita stessa della Chiesa, appare chiaro che queste idee sono superate o errate, la Chiesa interviene sposando la nuova e migliore interpretazione, che meglio riflette la verità della Parola di Dio.

.

L’antichità, anche millenaria, di una dottrina biblica, non depone sempre a favore della sua immutabilità; occorre verificare nei singoli casi se si tratta di un dato di fede o di un’opinione dell’agiografo. Se la Chiesa si accorge e quando si accorge che era una semplice idea dell’agiografo o del suo ambiente culturale, non esita ad abbandonarla o addirittura ad escluderla esplicitamente, anche se lo fa con ogni riguardo, per non mancare di rispetto all’agiografo.

.

I difetti dei modernisti e della loro cosiddetta esegesi modernista, al riguardo, non sono dati da questo principio della distinzione tra dato rivelato e idee dell’agiografo, ma da due cose:

.

Prima cosa. I modernisti sono degli storicisti o evoluzionisti, vale a dire che non ammettono verità universali ed immutabili, neppure quelle di fede. Per loro tutto muta, anche Dio. Quindi, non mutano solo le idee dell’agiografo, ma anche il dato rivelato, nel senso che noi oggi non crediamo più alle stesse verità di fede, alle quali credeva San Paolo, perché anche la verità di fede cambia col passare del tempo e varia a seconda delle varie culture, per cui per loro non si dà un’unica fede, ma una pluralità di “fedi”. Secondo loro, non esistono verità eterne e sovratemporali, ma veritas est filia temporis. Quello che era vero ieri, è falso oggi e viceversa. Pertanto, la Chiesa sbaglia nel ripetere sempre le stesse dottrine o gli stessi dogmi, perché in tal modo essa resta indietro rispetto al progresso storico.

.

Secondo i modernisti, per esempio Schillebeeckx, l’identità del contenuto di fede nel corso del tempo non è assicurato da concetti dogmatici, che non sono fissi, ma mutano e devono mutare, a seconda delle circostanze e delle situazioni storico-culturali. Infatti, per Schillebeeckx, il concetto non coglie il reale in se stesso, ma soltanto vi tende senza raggiungerlo. Il reale è colto invece da una «esperienza atematica preconcettuale», concreta, globale ed esistenziale, che però in se stessa è inesprimibile. Dobbiamo esprimerla; ma, per la natura stessa del nostro conoscere, nel momento in cui lo facciamo, siamo obbligati ad usare semplici, incerti e precari «modelli interpretativi», che sono solo delle immagini o metafore o paragoni, sostanzialmente soggettivi, almeno in relazione ad un dato tempo o una data cultura.

.

Chi pretende di possedere, in materia di fede, verità universali, assolute ed eterne, è una persona rigida ed intollerante, non sa apprezzare il pluralismo, non ha senso storico, è un arretrato, non capisce il proprio tempo, è un presuntuoso, e un fondamentalista. e da questa gnoseologia relativista ed evoluzionista segue, nel campo della conoscenza di fede, che il contatto conoscitivo con Cristo non è assicurato, come nei dogmi, da idee astratte, ma dalla suddetta esperienza atematica, implicante la prassi, esperienza che sarebbe la stessa fede, per la quale attingiamo al mistero di Cristo. Senonché, però, per Schillebeeckx, nel momento in cui lo interpretiamo, esprimiamo e comunichiamo nei concetti, questi concetti non sono e non devono essere sempre gli stessi, ma sono e devono cambiare ed esser diversi, ossia adatti al mistero che intendiamo cogliere ed esprimere, a seconda dei tempi, delle circostanze e delle persone, alle quali ci rivolgiamo. Se uno resta attaccato ad un concetto superato o del passato, vive fuori del proprio tempo ed usa un linguaggio incomprensibile ai suoi contemporanei.

.

Per esempio, per esprimere oggi il mistero di Cristo, Schillebeeckx propone di smettere di dire che «Gesù è Dio», perché questa espressione, secondo lui, sarebbe un avanzo della antica mitologia pagana dell’«uomo divino» (theiòs anèr), sarebbe meglio invece designare Cristo come «profeta escatologico». E similmente, invece di parlare, come fa il Concilio di Calcedonia, di «una persona in due nature», sarebbe meglio parlare di «una natura in due persone». E così via.

.

Seconda cosa. Nell’interpretare la Scrittura, i modernisti, come i protestanti, non tengono conto di quei passi che la Chiesa ha già interpretato o addirittura servono come giustificazione, prova o fondamento scritturistici di un insegnamento dogmatico, e quindi essi non rispettano l’interpretazione fatta dalla Chiesa, ma li interpretano a modo loro, facilmente cadendo nell’eresia.

.

Facciamo un esempio. La Chiesa, fondandosi su quei passi della Scrittura, dove si parla dell’anima umana, insegna 1. la distinzione fra anima e corpo [Concilio Lateranense IV del 1215; 2]; che l’anima è forma sostanziale del corpo [Concilio di Viennes del 1312; 3]; che l’anima è immortale [Concilio Lateranense V del 1513]. Ebbene, Rahner, negando esplicitamente questi dogmi della Chiesa, sostiene che quando la Bibbia parla dell’anima, intende sempre l’uomo intero.

.

Nella questione in esame, il caso di San Paolo è di certo particolarmente delicato, trattandosi non di un semplice agiografo come altri, ma di un eminente Apostolo. Ma la Chiesa, che bada solo alla verità, non ha problemi a superare e correggere anche le idee umane, storicamente condizionate, di un San Paolo. Questo fatto è testimoniato con estrema chiarezza proprio riguardo al nostro tema della concupiscenza sessuale, strettamente connesso con quello della dignità della donna e del matrimonio, tanto che è bene trattarli assieme.

.

La dottrina paolina del matrimonio come «rimedio alla concupiscenza», effettivamente è stata insegnata dai moralisti fino al Concilio Vaticano II, il quale, viceversa, trattando del matrimonio, non parla assolutamente di questa cosa. E da allora, i grandi documenti pontifici, come la Humanae Vitae del Beato Paolo VI, la Familiaris consortio di San Giovanni Paolo II, fino alla Amoris laetitia del Pontefice Regnante, sono su questa linea. Il che dimostra chiaramente che quella idea di San Paolo è superata, e se è superata, evidentemente lì Paolo di fatto non parla a nome di Dio, ma a nome proprio, o forse scambia in buona fede la sua idea per rivelazione divina.

.

Non si tratta qui evidentemente di mettere in dubbio o di negare l’esistenza della concupiscenza sessuale, o la possibilità di annullarla nella vita presente. Essa invece è un lascito del peccato originale presente in tutti, e che consiste in una spinta irrazionale verso il piacere sessuale e l’atto che vi corrisponde. La ricerca del piacere è un impulso naturale nell’uomo e nell’animale. Il problema, per l’uomo, è che questa ricerca deve essere razionalmente motivata; e se così non è, è peccaminosa. Ebbene, la concupiscenza fa sì che la persona dell’altro sesso ci attiri a lei con una tale forza, che in certi casi è assai difficile frenare.

.

San Paolo dice: chi non ce la fa a trattenersi, si sposi. Se invece ce la fa, è meglio che resti vergine. Oggi, come ho detto nel mio articolo [cf. QUI], da dopo il Concilio, la Chiesa parla diversamente: tutti, con una buona disciplina, l’esercizio e l’aiuto della grazia, dobbiamo essere in grado di dominarci, di regolarci, di controllarci e di frenarci, chè poi non si tratta altro che della virtù cardinale della temperanza, obbligatoria per tutti, sia che siamo chiamati al matrimonio, sia che siamo chiamati alla vita religiosa. Anche Paolo, in altri luoghi, ammette ciò senza problemi. E questa è certamente Parola di Dio.

.

La scelta della propria vocazione, nella spiritualità di oggi, si tratti di matrimonio o di vita consacrata o di sacerdozio, non va più intesa rispondendo alla domanda se riesco o non riesco a trattenermi dal sesso. Ma, nel presupposto che io abbia raggiunto quel grado di temperanza, che mi rende padrone del mio istinto, questa scelta va fatta per motivi ben più alti: ossia la risposta al dono di Dio, ciò che del resto Paolo stesso riconosce: «Ciascuno ha il proprio dono da Dio» [I Cor 7,7].

.

Ciò vuol dire che l’atto coniugale non dev’esser visto come conseguenza dell’apertura delle cateratte matrimoniali, per la quale il torrente della passione irrompe tumultuoso, ma legalizzato, nella vita coniugale. Non va visto come un soddisfacimento, uno sfogo e nel contempo un argine legittimo e tollerato, della concupiscenza, che diversamente dilagherebbe irrefrenabile, per cui la sua repressione sarebbe insopportabile o impossibile, come credeva Lutero.

.

L’atto sessuale invece dev’essere espressione del dono di sé, volontà di far felice l’altro e accoglienza grata del dono che l’altro fa di se stesso. Atto, che, come ho detto nel mio precedente articolo, esprime l’amore ed accresce l’amore. L’assolvimento stesso del debito coniugale, che è dovere di giustizia e servizio all’altro, più frequente negli anziani, nei quali è indebolita la spinta dell’eros, deve continuare ad esser più che mai espressione dell’amore. Si potrebbe addirittura dire, pensando al sacramento del matrimonio, che l’atto coniugale è segno ed incentivo di santità.

.

Il mutamento nella concezione del matrimonio avviato dal Concilio consiste in una visuale più ottimista e più nobile, più fedele alla Genesi ed al Vangelo: mentre prima del Concilio il matrimonio era posto accentuatamente nell’orizzonte della natura decaduta col peccato originale e dell’inferiorità della donna rispetto all’uomo, la visione nuova si pone decisamente nell’orizzonte della risurrezione e dell’uguaglianza di natura specifica fra i due e di mutua complementarità.

.

La dignità della donna oggi viene meglio alla luce, le sue qualità morali sono meglio evidenziate, le sue attitudini spirituali più esaltate, mentre per converso diminuiscono le ragioni o i pregiudizi, che in passato, come nello stesso Antico Testamento, facevano vedere nella donna quasi un minus habens, un minore, con limitata responsabilità. Essa era vista come una creatura fragile, impulsiva, emozionabile, facile alle illusioni, suggestionabile, poco affidabile, da guidare, educare, controllare, correggere e tenere a bada; oppure un pericolo: una seduttrice, quasi una maliarda, dalla quale occorre guardarsi. In sostanza, la donna era vista nella luce di Eva peccatrice e non della Madonna.

.

In San Paolo è evidente che per lui il rapporto uomo-donna corrisponde al rapporto superiore-inferiore [I Cor 11, 7-9; 14,34; I Tm 2, 11-14]. Ma queste sono idee sue. La dottrina invece del marito «capo della moglie» [Ef 5, 22-33] è un’altra cosa. Mentre infatti sul tema generale “uomo-donna” sentiamo Paolo col suo misoginismo rabbinico, nella dottrina del rapporto marito-moglie risplende certamente la bellezza della Parola di Dio, che non passa e che è stata confermata ed approfondita dal Concilio, che è giunto ad affermare che «la loro unione costituisce la prima forma di comunione delle persone» [GS, 12].

.

Questi limiti che troviamo nella concezione paolina della donna non impediscono all’Apostolo di enunciare alcuni princìpi fondamentali della concezione cristiana della donna, princìpi, che certamente sono oggetto della Rivelazione: il principio della reciprocità: «Nel Signore, né la donna è senza l’uomo; né l’uomo è senza la donna» [I Cor 11,11]; e la prospettiva dell’unione escatologica, nella quale è implicita la risurrezione dei sessi, della quale ha parlato ampiamente San Giovanni Paolo II nelle catechesi sulla teologia del corpo: «Non c’è più né uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» [Gal 3,28]. Questo è il chiaro recupero di Gen 1-2, dove è insegnata l’uguaglianza di dignità e natura specifiche.  

.

Col Concilio, comunque, è avvenuto un miglioramento nella visione della donna, per cui ella, senza che per questo cadiamo in facili ottimismi, è vista di più nella luce della Madonna che non di Eva. Il Concilio ha confermato la sostanza della sublime dottrina paolina sul matrimonio come immagine mistica (“mysterium magnum”!) e segno sacramentale nientedimeno che dell’unione di Cristo con la Chiesa. In questa dottrina – e qui siamo veramente nella Parola di Dio –, dove non traspare nulla della disistima di Paolo per la donna e della sua dottrina sulla concupiscenza sessuale, non ci pare di trovare neppure lo stesso autore. Del resto, una nota stonata dello stesso Paolo pare trovarsi nel c.7 della Prima Lettera ai Corinzi, dove si fatica a mettere d’accordo il suddetto sublime paragone mistico con la nota forse troppo umana, secondo la quale «la donna sposata si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito» [v.34]. Ma se il marito è immagine di Cristo, che ne è allora di questa immagine? Siamo ancora daccapo col remedium concupiscentiae?

.

È evidente il legame tra la donna vista in questa luce e il problema del controllo del sesso. Il progresso nella conoscenza della dignità femminile lungo i secoli è andato di pari passo con una prospettiva più elevata del matrimonio e della sessualità. È altresì evidente che, quanto più l’uomo abbandona il suo complesso di superiorità e vede nella donna non tanto la tentatrice o la minus habens, quanto piuttosto la compagna di viaggio verso il cielo, l’unione coniugale diventerà sempre meno la valvola di sicurezza e lo sfogo legittimato e tollerato dell’istinto e sempre più dono disinteressato d’amore: amoris laetitia!

. 

Varazze, 10 maggio 2016

.

.

___________________

Note

[1] Karl Rahner. Il Concilio tradito, Edizioni Fede&Cultura, Verona 2009.

.

.

.

.

.

.

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/cavalcoli56.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Giovanni https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Giovanni2016-05-11 14:52:232021-04-21 01:01:56Amoris Laetitia. Concupiscenza e matrimonio. Il pensiero dell’Apostolo Paolo

Mai sfidare la Divina Provvidenza con opere che sono solo frutto di mano d’uomo

5 Maggio 2016/in Attualità/da Padre Ariel

MAI SFIDARE LA DIVINA PROVVIDENZA CON OPERE CHE SONO SOLO FRUTTO DI MANO D’UOMO

.

Essendo noi uomini di fede, crediamo nella Divina Provvidenza. Avendo poi per grazia di Dio, non certo per nostro merito, una fede abbastanza “adulta” e solida, sappiamo che la Divina Provvidenza non può essere mai sfidata attraverso opere che non sono di Dio ma opera d’uomo, legate a personalità di ecclesiastici o di laici che danno vita in seno al mondo ecclesiale a opere dietro le quali si celano spesso superbia e vanità, non di rado la megalomania d’uomini che dicono d’aver ricevuto precise missioni a loro affidate da Dio, mentre in realtà hanno parlato solo con sé stessi, credendo, nell’ipotesi migliore, d’aver parlato con Dio; nella peggiore, c’è da parte di taluni la consapevolezza di giocare sui misteri della fede per buggerare il prossimo a scopi personali, spesso a puri fini di lucro.

.

.

Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

Gli idoli dei popoli sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo.
Hanno bocca e non parlano; hanno occhi e non vedono;
hanno orecchi e non odono; non c’è respiro nella loro bocca.
Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida.

[Sal 134, 15-18]

.

.

Cari Lettori.

.

Ipazia. 7

«… se questo prete, quando scrive, non la smette di fumare, lo sbatto fuori di casa»

Giovanni Cavalcoli e io, il nostro collaboratore Jorge A. Facio Lince, Ipazia gatta romana che vigila sull’Isola di Patmos, siamo lieti d’informarvi che dal 1° gennaio al 30 aprile questa nostra rivista ha già raggiunto tre milioni di visite.

.

Il numero di 3.000.000 di visite fu toccato l’anno scorso nell’intero corso del 2015, mentre in questo nuovo anno è stato raggiunto e superato nei soli primi quattro mesi.

.

.

Grazie ai lettori abbiamo sostenuto quelle spese di gestione che Giovanni Cavalcoli come sacerdote domenicano, io come sacerdote del clero secolare, non avevamo mezzi personali per coprire.

.

ipazia 1

l’ombra osservatrice della grande sovrintendente: Ipazia gatta romana

Per le spese di gestione dell’anno 2016 i lettori hanno offerto 1.700 euro, una singola benefattrice ha donato 3.500 euro per raggiungere l’importo dei 5.200 euro necessari.

.

Vi illustriamo l’attività che vorremmo avviare e che consiste anzitutto in questo:

.

.

– registrare L’Isola di Patmos e iscriverla all’albo delle riviste specialistiche presso l’Ordine dei Giornalisti, perché essendo di fatto una rivista, è giusto e opportuno che sia regolarmente registrata;

– aprire le Edizioni L’Isola di Patmos, avendo tra l’altro già diversi Autori da pubblicare e diverse opere di Giovanni Cavalcoli e di Ariel S. Levi di Gualdo che hanno già avuto diffusione e che tutt’oggi, sebbene fuori stampa, ci sono state ripetutamente richieste da parte di numerosi lettori;

– stampare L’Isola di Patmos come rivista quadrimestrale, raccogliendo in tre numeri all’anno i principali articoli, specie di Theologica, quindi spedendola per abbonamento.

.

.

Ipazia 3

… sempre vigile e osservatrice

Essendo noi uomini di fede, crediamo nella Divina Provvidenza. Avendo poi per grazia di Dio, non certo per nostro merito, una fede abbastanza “adulta” e solida, sappiamo che la Divina Provvidenza non può essere mai sfidata attraverso opere che non sono di Dio ma opera d’uomo, legate a personalità di ecclesiastici o laici che a volte danno vita nel mondo ecclesiale a opere dietro le quali si celano spesso superbia e vanità, non di rado la megalomania d’uomini che dicono d’aver ricevuto precise missioni a loro affidate da Dio, mentre in realtà hanno parlato solo con sé stessi, credendo, nell’ipotesi migliore, d’aver parlato con Dio; nella peggiore, c’è da parte di taluni la consapevolezza di giocare sui misteri della fede per buggerare il prossimo a scopi personali, spesso a puri fini di lucro.

.

Se ciò che noi intendiamo fare è opera di Dio, affinché sia reso un migliore servizio alla Chiesa di Cristo ed alle verità di fede di cui noi siamo per ministero sacerdotale e missione teologica devoti annunciatori, in tal caso la Divina Provvidenza si concreterà ancora una volta attraverso di voi dandoci perlomeno i mezzi per cominciare, vale a dire il necessario per procedere alla registrazione e alla iscrizione dell’Isola di Patmos nel registro delle riviste specialistiche e per aprire le Edizioni L’Isola di Patmos.

.

Ipazia 2

Ipazia, una gatta a stretto contatto con la santità, infatti sta dormendo sopra i tre volumi di una causa di canonizzazione curati dal Padre Ariel …

Siamo in grado di stampare e vendere libri on-line, in formato cartaceo ed elettronico. Abbiamo già contattato diverse librerie in varie Città italiane che ci hanno data disponibilità a mettere i nostri libri in vendita. Una distribuzione capillare sarà possibile solo in futuro, se l’impresa andrà bene, perché dare libri a un distributore implica costi inizialmente non sostenibili. Sarà però possibile ordinare e ricevere i nostri libri per posta e trovarli in alcune librerie di Roma, Firenze, Bologna, Genova, Milano, Torino, Novara, Verona, Catania, Cagliari. 

.

Abbiamo deciso e scelto di muoverci a questo modo perché reduci da esperienze non felici con il mondo dell’editoria.

.

A partire dal 2006 io presi a pubblicare i miei libri col marchio dell’Editore Mauro Bonanno [Roma-Acireale], divenendo in breve uno dei suoi autori più venduti. Tra il 2006 e il 2013 detti alle stampe 5 libri, due dei quali ebbero in modo particolare buone vendite e furono oggetto di attenzioni da parte della stampa nazionale e internazionale.

.

Ipazia 5

«Jorge, chiama il Padre Giovanni Cavalcoli e domandagli se può scrivere quell’articolo sul principio metafisico della natura felina, sai che ci tengo molto»

Scrivere certi libri all’Autore costa in tutti i sensi. Spesso certi testi richiedono anni di studio, lavoro e ricerca. Il risultato da me ottenuto fu però a dir poco deludente: malgrado le mie numerose richieste non sono mai riuscito ad avere dall’Editore neppure i rendiconti sul venduto; manco la soddisfazione di sapere quante copie avevano venduto i miei libri! E se non ho mai ottenuto i rendiconti, meno che mai un centesimo di diritti d’Autore. Il tutto dopo aver firmato contratti disattesi dall’Editore nella parte fondamentale: il rendiconto annuale e il pagamento dei diritti d’Autore.

.

La goccia che fece tracimare il vaso fu quando l’Editore – che conobbi nel 2005 come intellettuale di sinistra – si scoprì mazziniano e divenne massone. E trascurando le varie collane, compresa quella teologica da me fondata e diretta, si mise a pubblicare decine di testi di storia ed esoterismo massonico. Cosa gli abbiano promesso quattro massoni di periferia non so, ma una cosa è certa, malgrado gli arcani intrallazzi della Libera Muratoria, al momento non è divenuto né Luigi Einaudi né Arnoldo Mondadori.

.

Nutrendo verso la Massoneria il pio sprezzo cristiano che nutro da sempre verso l’idolatria e la profanazione del Nome del Creatore, a maggior ragione non intendevo accettare che un editore che non pagava la mercede dovuta all’operaio avesse però mezzi per fare regalie alla Loggia, non ultimo anche coi proventi derivanti dalla vendita dei miei libri. Né potevo dimenticare i moniti da me rivolti come confessore a vari cattolici circa il fatto che la Massoneria è incompatibile con l’essenza stessa del Cristianesimo. E sebbene io fossi responsabile dei libri scritti da me, non certo di quelli pubblicati dal Gruppo Editoriale Bonanno, che raggruppa i marchi Bonanno Editore, A&B e Tipheret, ritenni non opportuna la presenza del nome di un sacerdote e di un teologo fedele ai precetti della Chiesa all’interno di un Gruppo divenuto un circolino di frammassoni, i testi del quale [cf. QUI, QUI, QUI] sono tutt’oggi diffusi da un distributore cattolico, la Dehoniana Libri S.p.a. E quando di questo informai a suo tempo i buoni Padri Dehoniani, chiedendo se la catena di distribuzione della Dehoniana era sempre sotto il loro controllo e se per caso avevano accettato di distribuire anche testi di esoterismo massonico, non ebbi neppure la grazia di una risposta. 

.

ipazia 6

«Fammi leggere … si, l’articolo è molto bello, però devi dire al Padre Giovanni che a mio sommesso parere andrebbe aggiunto un riferimento anche al Primo Concilio di Costantinopoli»

Visto che l’Editore non aveva rispettato i contratti, lo informai tramite un consulente legale che gli stessi erano da ritenersi dissolti e che svincolato da ogni obbligo tornavo in possesso delle mie opere. L’Editore, specializzato a rifondare società che sotto altro nome portavano avanti la stessa attività distribuendo gli stessi Autori che pure avevano firmato contratti con le società precedenti, tramite il nuovo amministratore, quello che in gergo giuridico si chiama testa di legno, evase la mia richiesta e ritirò dal mercato i miei libri ancora in distribuzione. Questo il motivo per il quale i miei libri non si trovano più in commercio: ne ho imposto il ritiro io per il mancato rispetto degli accordi contrattuali da parte dell’Editore che li aveva pubblicati e diffusi.

.

Questa esperienza mi ha indubbiamente segnato, tanto che, sebbene diversi editori mi abbiano chiesto nel corso di questi ultimi tre anni miei libri in pubblicazione, mi sono rifiutato di concederglieli, avendo sperimentato come funziona la piccola editoria in un Paese come il nostro nel quale la vendita dei libri è al di sotto di quella dei Paesi del Terzo Mondo. Ho deciso, insomma, di non pubblicare più gratis et amor Dei, a beneficio di chi presume di concederti il “grande onore” di offrire gratis il tuo duro lavoro per i benefici altrui.

.

Ipazia 8

«… ebbene lo ammetto, sono la gatta del prete, però viviamo come fratello e sorella in conformità al n. 84 della Familiaris Consortio, sia chiaro!»

Società editrici serie esistono, difficilmente pubblicano però libri di nicchia indirizzati a lettori che spaziano tra lo specialistico e l’interesse su certi temi trattati in maniera approfondita. Basti vedere il ciarpame edito o distribuito dalla Pia Società San Paolo, una Casa Editrice che pur facendo capo a una congregazione religiosa distribuisce nella catena della sue librerie testi di eretici quali Hans Küng, Vito Mancuso e il defunto Andrea Gallo. Il tutto mentre certi Vescovi per un verso, certi laici più clericalizzati del clero per altro verso, paiono impegnati solo a mostrare privato o pubblico dissenso verso la tremebonda esortazione apostolica Amoris Laetitia, perché tutti i problemi sono concentrati dentro il lattice di un preservativo o di un rapporto pre-matrimoniale, temi sui quali – come ben capite – vive o cade l’intero mistero della fede. Poi, per il resto, se le Suore Paoline ti raccomandano nelle librerie cattoliche il Küng o il Mancuso in lettura come testi di alta spiritualità cattolica, nulla da dire, nulla di cui scandalizzarsi e nulla su cui battagliare. Questo il motivo per il quale, quando di questi tempi vedo ecclesiastici e laici entrare dentro le altrui camere da letto col bilancino dell’orefice, come già ho dichiarato sono assalito da orticaria. E ciò non perché il peccato capitale della lussuria e con essa l’adulterio sia stato derubricato, giammai! Ma semplicemente perché la lussuria non è l’unico dei peccati capitali, ma soprattutto non è né il primo né il più grave, posto che al primo posto – come da tempo vado ripetendo – c’è la superbia, la satanica regina di tutti i peggiori vizi capitali. E trasformare il sesso e la sessualità umana nel centro motore dell’intero mistero del male, a suo modo ha veramente del clerico-patologico [rimando al mio precedente articolo, QUI].

.

Detto questo capite, Cari Lettori, quanto sia importante mettere in salvo per un verso, pubblicare e diffondere per altro verso, i libri dei grandi Padri della Chiesa e dei grandi teologi del passato e del presente in un mondo nel quale, all’interno delle librerie cattoliche gestite direttamente da congregazioni religiose, la fanno da padroni Carlo Maria Martini, Bruno Forte, Walter Kasper, Enzo Bianchi, Vito Mancuso … Questa è l’opera che noi ci siamo prefissi ma per la quale non abbiamo mezzi per espletare neppure le prime necessarie pratiche burocratiche, perché gli eretici trovano sempre soldi, sovvenzioni e sponsor, noi no. E purtroppo, in questa società che dal pensiero liquido sta passando al pensiero vaporoso, immersa nella drammatica carenza di memoria storica, dove tutto è sempre più paralizzato e finalizzato all’immediato, senza proiezioni verso il futuro, corriamo il sicuro rischio che tra non molti anni, opere di straordinaria importanza per il patrimonio della fede, finiscano irreparabilmente perdute.

.

ipazia 9

«… quando mi raccolsero vicino alle Catacombe di Priscilla sull’antica Salaria, ero povera, affamata e incolta, ma poco dopo ho mostrato il mio naturale talento per la filosofia, divenendo così Ipazia gatta romana»

Per dare avvio all’impresa ci occorrono 4.000 euro per espletare le pratiche burocratiche per la rivista telematica e per l’apertura della Casa Editrice; 6.000 euro per la stampa e la messa in vendita dei primi 10 libri. Da una parte chiediamo ancora aiuto ai Lettori, dall’altra, assieme all’aiuto, chiediamo una risposta che solo voi potete dare a degli uomini di fede: tutto questo, è volontà di Dio per servire Cristo, la Chiesa e la sana dottrina cattolica? Se così è, l’aiuto arriverà, se invece non arriverà, allora vuol dire che noi ci siamo sbagliati e che seppure in buonafede e animati da totale disinteresse siamo in errore.

.

Così pensano e agiscono uomini che in fede credono nella Divina Provvidenza ma che mai sfiderebbero la Divina Provvidenza per realizzare opere proprie che non provengano da Dio.

.

E per concludere mi torna a mente la frase di un vecchio parroco che con enormi sacrifici riuscì a costruire la nuova chiesa parrocchiale, sulla quale fece collocare in un discreto angolo la seguente lapide: «Questa chiesa è stata costruita con i preziosi consigli offerti dai ricchi e con i soldi offerti dai poveri».

.

dall’Isola di Patmos, 5 maggio 2016

.

.

Per aiutarci potete servirvi del comodo e sicuro sistema Paypal dove si trova il conto dell’Isola di Patmos

. 









 

.

.

.

.

.

.

.

 

 

https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2014/10/Patmos1.jpg?fit=150%2C150&ssl=1 150 150 Padre Ariel https://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png Padre Ariel2016-05-05 16:12:482016-05-12 00:25:39Mai sfidare la Divina Provvidenza con opere che sono solo frutto di mano d’uomo
Pagina 56 di 69«‹5455565758›»

TACCUINI E QUADERNI

COMPRA SUBITO

€22,00

COMPRA SUBITO

IL CAMMINO DELLE TRE CHIAVI

SECONDA EDIZIONE

€25,00

COMPRA SUBITO

LIBERTA' NEGATA

€25,00

COMPRA SUBITO

CREDO PER CAPIRE

€28,00

COMPRA SUBITO

DIGRESSIONI DI UN PRETE LIBERALE

€18,00

COMPRA SUBITO

GATTOLOQUI SATIRICI

€22,00

COMPRA SUBITO

AMORIS TRISTITIA

€18,00

COMPRA SUBITO

GUERRA E PROPAGANDA IDEOLOGICA

€28,00

E SATANA SI FECE TRINO

COMPRA SUBITO

€30,00

ERBE AMARE

COMPRA SUBITO

€18,00

ARIANESIMO

COMPRA SUBITO

€22,00

L'ASPIRINA DELL'ISLAM MODERATO

COMPRA SUBITO

€22,00

LA CHIESA E IL CORONAVIRUS

COMPRA SUBITO

€24,00

NADA TE TURBE

COMPRA SUBITO

€18,00

PIO XII E LA SHOAH

COMPRA SUBITO

€25,00

LA SETTA NEOCATECUMENALE

COMPRA SUBITO

€18,50

IL SEGNO DI CAINO

COMPRA SUBITO

€20,00

DAL PROZAN AL PROZAC

COMPRA SUBITO

€24,00

IL GOLPE DEL POLITICAMENTE CORRETTO

COMPRA SUBITO

ARCHIVIO DEGLI ARTICOLI DELLA RIVISTA 2014 – 2024

Cliccando sull’immagine dei Padri Redattori potrete accedere alla raccolta completa di tutti i loro articoli

Blog di Padre Ivano Liguori Blog di Padre Gabriele Scardocci Blog di Padre Giovanni Cavalcoli  Blog di Padre Ariel Blog di Padre Ariel  

seguiteci su Twitter

Social dell’Isola di Patmos

Facebook Edizioni Isola di PatmosFacebook Padre Ariel Levi di Gualdo Facebook Padre Ivano LiguoriFacebook Padre Gabriele ScardocciFacebook Padre SimoneCanale YouTube Isola Di Patmos 

Traduttore/Translate

ItalianoItaliano
PortuguêsPortuguês
EnglishEnglish
EspañolEspañol
DeutschDeutsch
FrançaisFrançais
by Transposh - plugin di traduzione per wordpress

Motore di Ricerca

Search Search
Popolare
  • Marco Perfetti, alias “Silere non possum”: il...10 Dicembre 2025 - 16:07
  • «Noi in Vaticano, qua in Vaticano…». Gli asini sileriani...11 Maggio 2025 - 10:59
  • Il Sacramento del Matrimonio di Padre Gabriele Giordano...13 Maggio 2023 - 12:26
  • È in distribuzione “Amoris Tristitia”, ultima...30 Agosto 2022 - 15:24
  • I vaccini anti-covid19. Quella morale e quella carità cristiana...29 Luglio 2021 - 22:08
  • NOVITÀ! «La setta neocatecumenale. L’eresia si fece...15 Settembre 2019 - 20:09
  • Dalla grande “Sabrina” interpretata da Audrey...15 Ottobre 2019 - 19:16
  • C’erano una volta l’Eucaristia ed il Sacerdozio...28 Marzo 2019 - 0:54
  • I Neocatecumenali, alla conquista dell’Asia grazie...31 Luglio 2019 - 22:31
  • Sia abolito il Motu Proprio di Benedetto XVI sulla Messa...7 Maggio 2020 - 19:27
  • Alla fine è stato scoperto. Il ghost-writer del Sommo Pontefice...16 Luglio 2021 - 15:28
  • «Il fideismo idiota al potere» … Dio ci salvi dal...30 Marzo 2020 - 14:53
Recente
  • Marco Perfetti, alias “Silere non possum”: il...10 Dicembre 2025 - 16:07
  • «Noi in Vaticano, qua in Vaticano…». Gli asini sileriani...11 Maggio 2025 - 10:59
  • Il Sacramento del Matrimonio di Padre Gabriele Giordano...13 Maggio 2023 - 12:26
  • È in distribuzione “Amoris Tristitia”, ultima...30 Agosto 2022 - 15:24
  • Dodici anni di volo dell’Isola di Patmos. Una comunità...13 Luglio 2026 - 0:02
  • Che cos’è davvero lo scisma? Quando si spezza la...4 Luglio 2026 - 23:55
  • “Silere non possum” e l’arcobaleno come...28 Giugno 2026 - 14:04
  • Enzo Bianchi e la morte di Camillo Ruini: davanti a un defunto...22 Giugno 2026 - 11:36
  • L’Isola di Patmos oggetto di ripetute segnalazioni...22 Giugno 2026 - 0:10
  • … al Dio che allieta la mia giovinezza19 Giugno 2026 - 19:14
  • Perchè Caravaggio sì e Rupnik no? – Why Caravaggio...14 Giugno 2026 - 17:26
  • Le pecore senza pastore e la gratuità del dono: pecore...14 Giugno 2026 - 11:14
Commenti
  • Padre ArielNon conosco questo episodio ma prendendolo per vero posso...7 Dicembre 2025 - 10:27 da Padre Ariel
  • Alessandro L.Quello della secolarizzazione della dottrina cristiana è...20 Novembre 2025 - 13:14 da Alessandro L.
  • mariacTempo fa ho letto che un vescovo siciliano ha minacciato...16 Novembre 2025 - 21:47 da mariac
  • GionataBellissimo e completo articolo, che, secondo il mio modesto...16 Novembre 2025 - 11:26 da Gionata
  • AntonelloQuanto sta emergendo sui soliti noti siti e blog riguardo...7 Novembre 2025 - 10:10 da Antonello
  • OKarolosIl riferimento alle Litanie Lauretane mi spinge a far notare...6 Novembre 2025 - 10:30 da OKarolos
  • lydia2005Arguta e caustica la nostra Ipazia, Gatta Roma Molto brava!...17 Ottobre 2025 - 18:49 da lydia2005
  • lydia2005Meravigliosa omelia per le esequie del confratello. Mi ha...16 Settembre 2025 - 8:52 da lydia2005

Categorie

Archivi

Donazioni

Cari Lettori.

Questa rivista richiede costi di gestione che affrontiamo da sempre unicamente con le vostre libere offerte. Chi desidera sostenere la nostra opera apostolica può farci pervenire il proprio contributo mediante il comodo e sicuro Paypal cliccando sotto:

O se preferite potete usare il nostro
Conto corrente bancario intestato a:
Edizioni L’Isola di Patmos

Agenzia n. 59 di Roma - Vaticano
Codice IBAN:
IT74R0503403259000000301118
Per i bonifici internazionali:
Codice SWIFT:
BAPPIT21D21

Se fate un bonifico inviate una email di avviso alla redazione, la banca non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un messaggio di ringraziamento: 
isoladipatmos@gmail.com

Vi ringraziamo per il sostegno che vorrete offrire al nostro servizio apostolico.

I Padri dell’Isola di Patmos

 



Luglio 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
« Giu    

Siti Amici

Il sito di questa Rivista e le Edizioni prendono nome dall’isola dell’Egeo nella quale il Beato Apostolo Giovanni scrisse il Libro dell’Apocalisse, isola anche nota come  «il luogo dell’ultima rivelazione»

«ALTIUS CÆTERIS DEI PATEFECIT ARCANA»

(in modo più alto degli altri, Giovanni ha trasmesso alla Chiesa, gli arcani misteri di Dio)

La lunetta usata come copertina della nostra home-page è un affresco del Correggio del XVI sec. conservato nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma

ratrice del sito di questa rivista:

MANUELA LUZZARDI 

 

Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Questo sito Web usa i cookie . Cliccando su “Accetta tutto” acconsenti all'uso di tutti i cookie.
Cookie SettingsAccetta tutto











Babamın ikinci evliliğini yapmasıyla birlikte üvey kız kardeşe sahip oldum porno indir Yeni kız kardeşim tembelin teki porno izle ne okula gidiyor ne ders çalışıyor seks hikaye Bulduğu her fırsatta okulu ekiyor bedava porno aile bireyleri bu yüzden ona çok kızıyor brazzers porno Bugün evde kimsecikler yokken bahçede biraz spor yapayım dedim sex hikayeleri Şans eseri kız kardeşimi gördüm okula gitmemiş odasında saklanıyor rokettube Ona bağırdım ve zorla okula gitmesini sağladım türk porno Evden çıktığı vakit bahçede sporuma başladım porno Kısa bir süre sonra telefonuma evdeki alarmın devre dışı kaldığına dair bildirim geldi ensest hikayeler Karşımda çıplak durması ve tahrik edici konuşmalarıyla beni sekse ikna etti.
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA