Il prete scomunicato Alessandro Minutella non è in comunione con Benedetto XVI che ha fatto libero atto di rinuncia bensì è un soggetto che confonde il Popolo di Dio già fin troppo smarrito e confuso

— attualità ecclesiale —

IL PRETE SCOMUNICATO ALESSANDRO MINUTELLA NON È IN COMUNIONE CON  BENEDETTO XVI CHE HA FATTO LIBERO ATTO DI RINUNCIA BENSÌ È UN SOGGETTO CHE CONFONDE IL POPOLO DI DIO GIÀ FIN TROPPO SMARRITO E CONFUSO

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A molti Lettori che ci chiedono lumi su questo prete scomunicato è nostro dovere sacerdotale rispondere che chiunque partecipa alle sue sacre celebrazioni e riceve da lui i Sacramenti cade in stato di peccato mortale, ed è tenuto a chiedere l’assoluzione al confessore, dopo avere riconosciuta la propria colpa ed avere fatto proposito di non ripetere più lo stesso peccato. Ma soprattutto, al di là delle menzogne di questo eretico scismatico, sappiate che il primo a tributare «incondizionata obbedienza» al proprio Successore è stato proprio Benedetto XVI.

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Autore
I Padri de L’Isola di Patmos

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Molti Lettori chiedono lumi sul Reverendo Alessandro Minutella, un presbitero palermitano che sbraita sui social network sulla illegittimità del Sommo Pontefice Francesco, al quale riconosce solo il titolo di Cardinale e di Arcivescovo emerito di Buenos Aires, ma soprattutto rivolgendo alla sacra persona della Santità di Nostro Signore insulti inaccettabili. A questo presbìtero, dopo ripetuti e inutili richiami l’Autorità Ecclesiastica ha comminata la scomunica, anche se sarebbe più corretto dire che gli ha semplicemente notificato che in seguito alle sue posizioni ereticali e scismatiche, ed al suo rifiuto a correggersi, egli è incorso automaticamente nella cosiddetta scomunica latae sententiae.

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Anche se sino ad oggi il Reverendo Alessandro Minutella non è stato dimesso dallo stato clericale, dopo essere stato prima sospeso a divinis, poi in seguito incorso in scomunica, non può esercitare in modo legittimo il sacro ministero. Sappiano pertanto i fedeli che le sacre celebrazioni da lui officiate ed i Sacramenti da lui amministrati sono validi ma illeciti e che nessun fedele cattolico può e deve prendervi parte.

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Dinanzi a molte richieste giunte alla nostra redazione, specie dopo che negli ultimi tempi questo soggetto ha esasperato molto di più i suoi toni aggressivi, è nostro dovere sacerdotale informare il numeroso pubblico di Lettori che ci segue che chiunque partecipa alle sacre celebrazioni  e riceve i Sacramenti da questo prete scomunicato, cade in stato di peccato mortale, ed è tenuto a chiedere l’assoluzione al confessore, dopo avere riconosciuta la propria colpa ed avere fatto proposito di non ripetere più lo stesso peccato.

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Dobbiamo chiarire che come ogni prete scomunicato costui non cessa d’esser sacerdote, perché nessuno può revocargli il Sacramento dell’Ordine. E per quanto eretico e scismatico rimarrà sempre sacerdote, senza però poter esercitare alcun ministero finché non si sarà pubblicamente pentito e reintegrato dall’Autorità Ecclesiastica nell’esercizio del sacro ministero.

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Il Sacramento dell’Ordine inserisce chi lo riceve in una stato sacramentale trasformandolo ontologicamente in modo soprannaturale nel suo stesso essere costituendolo «ministro sacro» e qualificandolo ad agire in persona Christi [can. 1009 §3], quindi inserendolo nel cosiddetto stato clericale dal quale deriva una condizione giuridica conseguente la sacra ordinazione; condizione che comporta per il chierico diritti e obblighi stabiliti e dettati dall’ordinamento ecclesiastico. E siccome quello dell’Ordine è un Sacramento che imprime un carattere “indelebile ed eterno”, ne deriva che nessuno può essere privato della potestà d’ordine [can. 1338 §2]. Lo stato clericale è una conseguenza del Sacramento dell’Ordine, sebbene i due elementi — il Sacramento e lo stato clericale che ne deriva — siano distinti, anche se tra di loro sono connessi. Un chierico può infatti decadere dallo stato clericale, od essere privato dello stato clericale, ma non potrà mai decadere dall’ordine sacro ed essere privato dell’ordine sacro, perché il Sacramento che ha ricevuto è appunto “indelebile ed eterno”.

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La legge ecclesiastica contempla tre casi nei quali il chierico può perdere lo stato clericale: la invalidità della sacra ordinazione dichiarata per sentenza o per decreto amministrativo [can. 290 n. 1]; la dimissione legittimamente imposta a causa di un delitto che prevede una specifica sanzione [can. 290 n. 2]; il rescritto della Sede Apostolica con cui viene concessa la dispensa al presbitero per cause gravissime [can. 290 n. 3]. In certi casi la pena massima prevista per il chierico è la dimissione dallo stato clericale [can. 1336 §1 n. 5], dinanzi alla quale dobbiamo però precisare che essa non potrà mai implicare la privazione della potestà di ordine, perché questa potestà è strettamente connessa al carattere sacramentale, ad un carattere incancellabile.

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Ai presbìteri dimessi dallo stato clericale è proibito esercitare in modo legittimo e lecito la potestà d’ordine [can. 1338 §2], perché nella decadenza dallo stato clericale, oltre alla perdita dei diritti, dei doveri e dello stato stesso, è insita la tassativa proibizione di esercizio della potestà di ordine [can. 292]. Da ciò ne consegue che i presbìteri dimessi dallo stato clericale per loro richiesta o per provvedimento dell’Autorità Ecclesiastica, non possono esercitare in modo legittimo alcuna potestà di ordine sacramentale [can. 1336 §1, n. 3].

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Il presbìtero Alessandro Minutella non è stato ancóra dimesso dallo stato clericale, ma è stato prima sospeso a divinis e poi scomunicato. La sospensione prima, la scomunica in seguito, comportano per il presbìtero sospeso dalle sue funzioni e soprattutto per il presbìtero scomunicato la assoluta proibizione di celebrare il Sacrificio Eucaristico e di amministrare i Sacramenti. Se i sottoposti a ciò esercitassero ugualmente il sacro ministero, la celebrazione della Santa Messa ed i Sacramenti amministrati sarebbero validi ma illeciti, con la conseguenza che chi celebra la Santa Messa e chi vi partecipa, chi amministra i Sacramenti e chi li riceve, cadono in stato di peccato mortale. A meno che, da parte del fedele, non subentri la mancanza di conoscenza o la cosiddetta ignoranza inevitabile. Solo in un caso un presbìtero scomunicato può amministrare lecitamente un Sacramento  — anzi, in questo specifico caso è tenuto a farlo — egli può concedere l’assoluzione ad un penitente in reale caso di pericolo di morte [can. 976].

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Visionando l’ultimo suo video inserito in questo articolo [vedere video, QUI], chiunque può udire ed appurare in che termini e con quale carica aggressiva ed insultante questo presbìtero tratta il Romano Pontefice, i membri del Collegio Cardinalizio ed i membri del Collegio Episcopale, oltre a tacciare apertamente di vigliaccheria tutti noi suoi Confratelli presbìteri, colpevoli a suo dire di non esserci ribellati al «Cardinale Jorge Mario Bergoglio usurpatore della Cattedra di Pietro» e per ostinarci a celebrare la Santa Messa in comunione con lui [cf. video, minuto 19,50 QUI]. Infatti, a suo empio dire, la Santa Messa celebrata in comunione con «l’usurpatore Bergoglio», da egli definito «falso Pontefice», non sarebbe valida, mancando in essa — prosegue a sproloquiare – «l’azione di grazia santificante dello Spirito Santo», quindi coloro che vanno alla Messa una cum [N.d.r. celebrata in comunione col Pontefice regnante] vanno a Messa col Diavolo» [cf. video, minuto 5,02 QUI] perché «in tutto ciò che è in unione con Bergoglio non c’è Gesù Cristo, non c’è lo Spirito Santo, c’è Satana» [cf. video, minuto 6,38 QUI].

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Le figure attaccate da questo scomunicato, dal Romano Pontefice ai vescovi, per seguire con noi presbìteri, costituiscono un corpo ecclesiale di persone imperfette, come imperfetti e peccatori sono da sempre coloro che per mistero di grazia vengono chiamati a ricoprire certi ruoli e svolgere certe funzioni sacramentali. Chiunque può discutere circa le capacità pastorali del Romano Pontefice, dei singoli vescovi e di tutti i presbiteri; chiunque può indicare i loro difetti e le loro carenze morali per le quali saranno poi chiamati a rispondere dinanzi al giudizio di Dio, che con tutti noi pastori in cura d’anime sarà particolarmente severo. Chiunque metta però in discussione la legittima autorità del Romano Pontefice e dei Vescovi, attenta gravemente e pericolosamente a quella che è la struttura gerarchica portante della Santa Chiesa di Cristo e commette un delitto gravissimo contro la Santa Fede.

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Dalle video-catechesi del Reverendo Alessandro Minutella emergono florilegi e gravi contraddizioni dottrinarie, strafalcioni e inesattezze teologiche d’ogni genere, a partire da una mariologia decisamente imbarazzante. Siccome gli esempi sarebbero davvero molti, ciò rende impossibile fare un discorso teologico rigorosamente scientifico per indicare e smontare certe assurdità ad una ad una, perché per farlo occorrerebbe un libro. Sicché ci limitiamo solo ad alcuni chiari esempi, sapendo anzitutto di avere a che fare con un presbìtero che ha conseguito ben due dottorati, com’egli ama ripetere con frequenza, pur manifestando crassa ignoranza non tanto sulla teologia sacramentaria, ma proprio sui fondamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica. E siccome diversi Lettori ci hanno scritto ricordando che questo presbitero è due volte dottore in teologia e che come tale non può dire cose inesatte come quelle proferite dai membri della cosiddetta «falsa Chiesa» da lui condannati, è bene anzitutto chiarire che i dottorati teologici non costituiscono alcuna garanzia di sapienza, posto che nessuno riceve attraverso un dottorato i doni di grazia dello Spirito Santo che segnerà l’esimio dottore con un carattere indelebile ed eterno. Infatti, il carattere sacerdotale, non si conferisce coi dottorati, ma attraverso la consacrazione del presbìtero col Sacramento dell’Ordine. Se i dottorati costituissero garanzia di sicura, solida ed ortodossa dottrina infusa assieme alla sapienza dallo Spirito Santo, noi non dovremmo porre in minima discussione ciò che hanno affermato e scritto Hans Küng, Giovanni Franzoni, Leonardo Boff e via dicendo a seguire. E ricordiamo per inciso che i primi due citati, oltre ad essere dei pluri titolati, sono stati rispettivamente perito e membro all’assise del Concilio Vaticano II. Il pluri titolato Giovanni Franzoni, al Concilio, partecipò con la equipollente dignità episcopale, essendo all’epoca Abate Ordinario di San Paolo fuori le mura, che sino ad un decennio fa era una prelatura territoriale dell’antica Urbe.

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In questo momento di confusione molti fedeli sono smarriti, ma cercare guida sicura in un eretico che afferma che la Santa Messa celebrata in comunione col Pontefice regnante non è valida, è da evitare; e su di noi grava l’obbligo morale di scongiurare i fedeli dal seguire questo pastore empio, avvelenante e teologicamente confuso, sebbene egli offra come garanzia di essere doppiamente dottorato.

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Chiarire alle persone la figura di questo presbìtero, tutto sommato è più facile di quanto possa sembrare, basterebbe solo che le persone ci prestassero ascolto e poi chiedessero al diretto interessato: con quale vescovo lei è in comunione? Quale vescovo le ha dato mandato di esercitare il sacro ministero, oltre agli speciali poteri ch’ella afferma di avere ricevuto dalla Beata Vergine Maria in persona? O forse non sa, o uomo reso sapiente da un duplice dottorato, che nessuno di noi può esercitare il sacro ministero in comunione con sé stesso, perché la validità dell’Eucaristia da noi celebrata dipende dalla validità di quella celebrata dal Vescovo in piena comunione col Vescovo di Roma? A quel punto, il diretto interessato, replicherà ciò che da tempo va dicendo e quanto ha ribadito nel video qui richiamato, vale a dire:

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«Io celebro in comunione con il Sommo Pontefice Benedetto XVI che è il legittimo pontefice, mentre il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è un usurpatore piazzato sulla Cattedra di Pietro dalle potenze sataniche e dalla Massoneria internazionale».

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I dubbiosi e quanti credono a ciò che questi afferma, si pongano questa domanda: si può ignorare che Benedetto XVI, prima di spostarsi a Castel Gandolfo per tenersi distante dalla Città del Vaticano durante il conclave, dichiarò «obbedienza incondizionata» al proprio successore già prima che questi fosse scelto ed eletto? Con quella affermazione, egli non disse forse che avrebbe obbedito al Successore che a breve sarebbe stato eletto, a prescindere da chi fosse stato? E come può, siffatto empio che sparge veleni tra il Popolo di Dio, ignorare che la sera dopo l’elezione, quando il nuovo eletto chiamò il proprio vivente Predecessore, questi così lo salutò: «Santità, fin d’ora io vi prometto la mia totale obbedienza e la mia preghiera»? Ciò non vuol forse dire che Benedetto XVI ha affermato prima del conclave che avrebbe obbedito a chiunque fosse stato eletto e ad elezione avvenuta offrì la propria obbedienza al suo legittimo Successore?

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remake filmico de L’Esorcista, con prete scomunicato nel ruolo dell’indemoniato [per aprire il video cliccare sull’immagine]

Di recente, sulle colonne di questa nostra rivista è stato scritto che mentre tutti si interrogano su questioni più o meno fantasiose, avanzando ipotesi perlopiù surreali, nessuno coglie la solenne lezione a noi tutti data dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, che è questa: egli si è allontanato dalla Città del Vaticano prima del Conclave, affermando già prima della sua elezione la propria «incondizionata obbedienza» al proprio successore. Poco dopo, al suo Successore eletto che lo ha chiamato per annunciargli lui di persona la propria elezione, ha detto: «Santità, fin d’ora io vi prometto la mia totale obbedienza e la mia preghiera». E se il Venerabile Pontefice Benedetto XVI, il cui ministero, eccezionalmente, anziché cessare con la sua morte è cessato con un suo libero atto di rinuncia, ha professato con simile fede e totalità la propria obbedienza al suo Successore, noi, non dovremmo forse seguire il suo esempio e fare altrettanto? [vedere paragrafo V «Non esiste altra strada se non l’obbedienza a Pietro», QUI]

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I seguaci di questo scomunicato si chiedano: se a riconoscere il Successore al sacro soglio è stato per primo Benedetto XVI, il presbìtero in questione che si dice incaricato nella «santa battaglia» dalla Beata Vergine Maria in persona, con chi è in comunione? Perché qualora egli non l’avesse capito, il primo Vescovo che si è dichiarato in comunione col Pontefice regnante è stato Benedetto XVI, che ha liberamente fatto atto di rinuncia al ministero petrino, ribadendo più volte quanto libera sia stata la sua rinuncia, ribadendo prima dell’elezione e dopo l’elezione la propria «obbedienza incondizionata» al suo Successore.

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Gli improvvidi seguaci di questo presbìtero fuori da ogni teologico equilibrio, si domandino e poi domandino: ma questo prete inviperito, con chi è in comunione? A nome di chi ci parla? Forse com’egli afferma parla «per l’autorità che la Madonna mi conferisce» [cf. video, minuto 10,50 QUI], quindi a nome della Beata Vergine Maria che gli avrebbe suggerito di ribellarsi al Romano Pontefice «al quale lei ha già dichiarata guerra» [cf. video, minuto 23,00 QUI]? E da quando Maria, nostra venerata Mater Ecclesiae, istiga a disobbedire a Pietro ed al Collegio degli Apostoli, ponendo a tal fine sotto la propria protezione un prete indiavolato che afferma in continuazione «la Madonna mi ha detto», «la Madonna mi ha rivelato»? Sino ad annunciare infine che «la Madonna ha [già] consacrato il Pastore con gli attributi» (!?) [cf. video, minuto 30,38 QUI].

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La risposta ai quesiti rivolti dai Lettori ai Padri de L’isola di Patmos è pertanto la seguente: chi segue questo eretico scomunicato e chi partecipa alle sue celebrazioni, a meno che non sia a conoscenza del suo oggettivo status di scomunicato, od a meno che non sia gravato da autentica ignoranza inevitabile che gli impedisce di esercitare anche il più elementare senso critico, deve ritenersi in tutto e per tutto in stato di peccato mortale.

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dall’Isola di Patmos, 20 febbraio 2019

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Di fatto, il Reverendo Alessandro Minutella non è l’esorcista bensì proprio l’indemoniato …

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22 thoughts on “Il prete scomunicato Alessandro Minutella non è in comunione con Benedetto XVI che ha fatto libero atto di rinuncia bensì è un soggetto che confonde il Popolo di Dio già fin troppo smarrito e confuso

    1. Caro Lettore,

      tra lei e noi c’è una differenza sostanziale: noi ci presentiamo sempre con i nostri nomi e con le nostre facce assumendoci sempre dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini la responsabilità di ciò che diciamo, lei invece rientra nel fitto esercito degli eroi internetici che insultano dietro la garanzia eroica dell’assoluto anonimato.
      E detto questo, adesso ci dica lei chi è, che lecca i calzini …

  1. Sono d’accordo che in don Minutella ci sia molto che non funziona, non so se a livello di influsso diabolico, di carenza teologica o semplicemente di ottenebramento mentale. Certo è che è un fatto che addolora ed un ulteriore segno dei tempi di grande confusione in cui viviamo.

  2. Dimenticavo: sto aspettando dal lontano 10 gennaio scorso, l’elenco delle eresie dottrinali in cui è
    inciampato don Minutella,. Mi sembra disonesto nascondersi dietro ad espressioni come questa:

    ” emergono florilegi e gravi contraddizioni dottrinarie, strafalcioni e inesattezze teologiche d’ogni genere, a partire da una mariologia decisamente imbarazzante”.

    Se così fosse, non dovrebbe essere difficile elencarne almeno un paio.
    Grazie per l’attenzione e una scusa per il disturbo!!!

  3. caro padre Ariel

    vorrei domandarle: un fedele può criticare un papa? Questo papa regnante mi lascia molto, moltissimo perplesso sono 6 anni che semina confusione e crea dubbi,fa politica immigrazionista, le sembra normale?

    1. Caro Fabio,

      la Chiesa Cattolica non è – né mai è stata nel corso della sua storia bimillenaria – il regime sovietico stalinista, né quello cambogiano di Pol Pot, né quello del dittatore della Corea del Nord e via dicendo …

      Durante alcuni concili, diversi Pontefici sono stati criticati anche duramente nel corso delle discussioni; alcuni concili furono anche interrotti e poi ripresi a intervalli di vari anni per far placare certi animi, o per evitare influenze esterne da parte di vari potentati interessati a condizionare dall’esterno all’interno varie discussioni. Durante il Concilio Vaticano I, il Beato Pontefice Pio IX fu reso oggetto di dure critiche da parte di diversi vescovi, alcuni dei quali, dinanzi allo studio sulla proclamazione del dogma sulla infallibilità pontificia in materia di dottrina e di fede [cf. Costituzione dogmatica Pastor Aeternus], tra i banchi fecero correre questa voce: «Non gli basta essere un Padre Santo, adesso vuole diventare anche un Padre Eterno?». In seguito al Vaticano I si verificò poi lo scisma dei cosiddetti vetero-cattolici che non accettarono la proclamazione del dogma della infallibilità. Esattamente come in seguito al Vaticano II vi fu infine un atto scismatico da parte del Vescovo Marcel Lefebvre che non accettò alcune delle dottrine di questo concilio, benché tutti pensino che le sue furono questioni di carattere puramente liturgico, cosa affatto non vera, posto che Lefebvre, il documento sulla riforma liturgica, lo firmò.

      Più volte, in diversi miei articoli ho ricordato che durante alcune sessioni dei grandi concili dogmatici, i vescovi si sono presi anche a legnate tra di loro, al punto che gli imperatori bizantini disposero un servizio di vigilanza, affinché i soldati – che non potevano entrare nell’aula conciliare – potessero però accedervi se scoppiavano risse tra i vescovi.

      Dunque non solo criticare un Sommo Pontefice è possibile, ma in alcuni casi criticarlo o richiamarlo ai suoi doveri può essere persino doveroso, lo hanno fatto anche diversi Santi, da San Bernardo di Chiaravalle a Santa Caterina da Siena. San Bernardo scrisse anche un libello intitolato Trattato buono per ogni papa che donò a Eugenio III dopo la sua elezione, mettendolo in guardia su varie cose, un esempio tra i tanti contenuti in quel testo:

      «Puoi mostrarmene uno solo che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare nella Chiesa».

      Criticare un Sommo Pontefice, o metterlo in guardia da elementi non raccomandabili dai quali egli potrebbe circondarsi, non è un’insolenza, ma è un dovere, un vero e proprio imperativo di coscienza, in certi casi.

      Noi preti per primi, che pure siamo vincolati al Vescovo in perfetta comunione col Vescovo di Roma da una solenne promessa di obbedienza, possiamo trovarci a disagio dinanzi a certe decisioni o scelte pastorali del Vescovo o del Romano Pontefice; e verso l’uno e l’altro, potremmo anche non nutrire stima, come più volte ho spiegato. Nessuno di noi, infatti, ha mai promesso al Vescovo “stima”, nessuno di noi ha mai promesso “il Vescovo mi rimarrà sempre simpatico”. Dinanzi al Vescovo ed ai Confratelli presbìteri riuniti dinanzi al Popolo di Dio, durante un atto pubblico solenne tal è la consacrazione di un nuovo presbìtero, abbiamo promesso al Vescovo in perfetta comunione con il Vescovo di Roma: «Filiale rispetto e devota obbedienza». E quella gli è dovuta. La stima no, non gli è dovuta, ma l’obbedienza si.

      Lei può anche non stimare il Pontefice regnante, o sentirsi a disagio dinanzi a certe sue scelte pastorali, le garantisco che non è certo l’unico. Ciò che non è possibile fare è negare la legittima autorità del Romano Pontefice e l’obbedienza nella fede che a lui è dovuta per il mandato che ha ricevuto da Cristo Signore.

      E che un presbìtero non capisca questo, peraltro dopo essersi come lui dice dottorato due volte, come ben capisce, è cosa molto grave.

      Purtroppo, in un mondo nel quale prevale il sentimentale, l’umorale ed il soggettivo, le persone tendono invece ad agire in base al mi piace o non mi piace. Ma un Romano Pontefice non deve piacere, deve essere seguito e ubbidito quando adempie al suo ruolo di supremo maestro e custode della fede.

      Altra cosa che al Minutella sfugge è il fatto che la legge ecclesiastica precisa da sempre che «il Sommo Pontefice non può essere sottoposto a giudizio» ed i suoi «provvedimenti giurisdizionali ed amministrativi non sono impugnabili».

      Perché non può essere sottoposto a giudizio? Per l’ovvio e semplice fatto che l’autorità a lui superiore è solo quella di Cristo Dio.
      Purtroppo però, in questo clima di mondanità, dove tutto, anche da parte dei credenti, è giudicato con categorie socio-politiche, qualcuno pensa che per un Sommo Pontefice si possa ricorrere al cosiddetto impeachment con relativo processo e giudizio.

      La minutelliana accusa che tutti tacciono, vescovi e presbìteri, fuorché l’eroico incaricato dalla Madonna in persona come Minutella si dichiara e impunemente afferma, è una autentica aberrazione, ossia: una affermazione totalmente priva di ratio.

      Tutti tacciono per il semplice fatto che quantunque un Sommo Pontefice possa essere legittimamente criticato, possa essere anche difettoso e dannoso, non può essere però invece giudicato; e non può esserlo per il semplice fatto che non esiste al mondo autorità umana a lui superiore e al di sopra del suo ufficio.

      Nel mondo del mi piace e non piace, nel mondo del ma io sento quindi io penso, nel mondo del sentimentale e dell’emotivo, tutto questo è forse difficile da digerire, ma è la nostra fede. Una fede che nessuno è tenuto ad accettare, ma se uno si professa cattolico, deve accettarla, in caso contrario si incorre giustamente e meritoriamente in scomunica come il Reverendo Alessandro Minutella, perché nessuno, al di sopra dell’autorità di Pietro, può ergersi a giudice di Pietro dopo essersi di fatto auto-proclamato cattolico a modo suo.

      A chi nega di capire questo, purtroppo altro non posso dire e altro non posso aggiungere, se non perdendo inutilmente tempo a predicare alle sabbie del deserto. Con grande dispiacere per tutti quei cattolici veri o presunti che dinanzi a questa dolorosa e santificante prova di fede alla quale la Chiesa e tutti noi suoi figli siamo sottoposti, agiscono in modo non cattolico, umorale, sentimentale e infine aggressivo-distruttivo, quasi come se la Chiesa fosse una multinazionale governata da un presidente che può non lavorare bene e quindi non piacere, pertanto può essere processato, condannato e licenziato dalla assemblea degli azionisti con l’accusa di avere danneggiato il capitale sociale.

  4. L’eresia ormai dilagante, mette in serio pericolo i fedeli che vogliono restare tali. Quando il pesce puzza si dice puzza dalla testa. Troppi don Minutella verranno fuori da una chiesa lontano ormai dalla fede e dalla tradizione. Intanto continua lo scempio. Cardinali contro cardinali. Vescovi contro vescovi. Preti contro preti. La dottrina completamente ribaltata. Che cosa deve ancora accadere? Se proprio dovete mordervi, badate almeno di non sbranarvi. Vi ricorda qualcuno?

    1. … altroché, se a me ricorda qualcosa e qualcuno.
      Basterebbe che lei leggesse certi miei articoli, perché scoprirebbe quante volte mi sono richiamato a questa espressione del Beato Apostolo Paolo. L’Ho fatto anche alla fine del mio ultimo articolo [cf. QUI].

  5. Questa storia che è stato Benedetto stesso a riconoscere Bergoglio, e ciò ne dimostrerebbe la validità, si sente ormai da anni. Purtroppo, però, questo fatto non prova un bel nulla: vi aspettate che un Pontefice obbligato all’abdicazione, magari con minacce verso di sé o la Chiesa, il giorno dopo si affretti a gridare urbi et orbi che il proprio successore è un impostore? Se Benedetto si è piegato a prepotenze, è logico che reciti la propria parte fino in fondo e riconosca pubblicamente il successore come Papa.
    Le dimissioni di Benedetto sono parte di un disegno politico non italiano (e no, questo non me l’ha detto Minutella). E visto che le cose sono molto cambiate da allora, probabilmente presto la verità sarà resa pubblica.

    1. … se le cose stanno come lei dice, il buon Minutella, in modo scientificamente coerente, prima di prendersela con il «falso papa» e con «l’eretico e apostata Bergoglio», dovrebbe prendersela anzitutto, sopra a tutto e prima di tutto con Benedetto XVI, che in base alla tesi da lei enunciata, sarebbe allora il vero e dannoso responsabile di quanto accaduto, non le pare?

      E questo sarà purtroppo il passo successivo di questo indiavolato: a un certo punto, pur di tenere in piedi il teatrino di se stesso e la voragine nella quale è caduto, finirà per prendersela con lo stesso Benedetto XVI, in certi suoi discorsi ci sono già tutti i presupposti, è che per il momento non osa nominarlo e accusarlo. Per adesso le sue accuse sono nascoste dietro le righe e dietro le parole.

      A chi si riferisce Minutella quando parla del «pastore che fugge» o del «pastore impaurito» o del «pastore signorina»? [cf. video QUI].

      All’uomo Jorge Mario Bergoglio possiamo imputare tutti i difetti, le ambiguità lessicali ed espressive e tutte le umane limitatezze che vogliamo, se però c’è un’accusa che nessuno può rivolgergli, è l’accusa di «signorina impaurita», perché il suo alto tasso di testosterone maschile è fuori da ogni possibile discussione.

      Dunque a chi sono rivolte queste invettive minutelliane senza nome e senza soggetto specificamente indicato?

  6. Io penso una cosa , non ce peggior sordo che non vuole sentire. Lei scrive che no , che lui è così, chi va con lui…., è tante cose da impressionanti che solo qualche stupido può rimanere incantato da quello che scrive. La sua potrebbe essere una intelligenza artificiale. Ma perché non scende nei contenuti? Smentisce ciò che dice lui dai testi sacri, direttore di questo …..? Giornale? Ci smentisca coni testi della chiesa cattolica romana ciò che dice Minutella, e poi ne parliamo sia professionale dai

    Simone Catalano

    1. Caro Simone,

      mi faccia capire … se uno afferma – come abbiamo fatto noi – che quando cala il sole e si alza la luna piomba la notte sulla terra, dinanzi a ciò lei ci domanda di portare le prove chiare e precise che con la luna alta nel cielo è veramente buio e che non brilla più il sole?

      Cosa dovrei smentirle «con i testi della Chiesa» dinanzi a un prete che:

      1. nega la legittima elezione del Romano Pontefice ;
      2. lo ha definito eretico, apostata e usurpatore della Cattedra di Pietro ;
      3. nega la validità della Santa Messa celebrata in comunione con colui che egli indica come “falso papa” e “fantoccio della massoneria”;

      E dinanzi a questa luna sul cielo e dinanzi al buio che dalla luna ne consegue, lei mi chiede di «scendere nei contenuti» e di smentire «con i testi della Chiesa cattolica romana ciò che dice Minutella»?

      Mi creda, caro Simone, lei è un autentico fenomeno, glielo dico con autentica simpatia, perché lei mi ispira veramente tenerezza.

  7. Don Minutella sembra aver dato di matto. Le cose che va dicendo non sono condivisibili, soprattutto riguardo alla messa una cum, ma forse don Ariel ciò che dice lei ha valore quando la situazione nella Chiesa rientra nella normalità. In base al diritto canonico lei ha ragione su tutto. Ma prima o poi dovremmo chiederci seriamente se il diritto canonico avrà ancora valore in futuro, dal momento che tutto il resto sta saltando. Al di là di tutte le ambiguità, contraddizioni, mistificazioni, imprudenze, spesso menzogne con le quale il Papa ha turbato le coscienze, siamo arrivati al capolinea con la recente dichiarazione ufficiale di Abu Dhabi, che suona come una dichiarazione formale di apostasia. Se qualcuno debole nella fede inizia a porsi il dubbio drammatico se questo papa conservi ancora qualche potere di giurisdizione sacra, lei vuole mandarlo all’inferno? Dubbi amletici senza risposte. Anche perché le risposte non le ha don Minutella, ma temo non le abbia neppure il saggio don Ariel. Ricorda quando andava dicendo, anni fa: Simone che non vuole essere Pietro, rimetterà le scarpe rosse, e saremo noi che oggi lo critichiamo a difenderlo ecc. … in coscienza lo ridirebbe oggi?

    1. Caro Luigi,

      le rispondo io perché lei si rivolge a me, sappia però che l’articolo in questione è stato scritto dai Padri de L’Isola di Patmos tutti assieme, per un discorso di coscienza sacerdotale, dato che ci giungono da tempo numerosi messaggi di lettori suo cosiddetto Caso Minutella.

      Come lei dice, sono anni che certe cose io le vado dicendo e scrivendo,se vuole posso aggiungere che quanti ieri mi tacciavano di essere “pessimista”, “tragico” e via dicendo, oggi sono gli stessi che si rivolgono a me dicendo: «Avevi ragione, la situazione che stiamo vivendo è senza precedenti storici». Da parte mia replico: «Sinceramente, io non sono affatto lieto di “avere ragione”, se di ragione vogliamo parlare, perché quando anni fa scrivevo certe cose, io pregavo e speravo di avere torto».

      Ai suoi quesiti, credo di avere risposto in alcuni articoli scritti tra la fine del 2016 e gli inizi del 2019. Glieli metto in ordine qui di seguito, perché in essi è racchiusa la mia cosiddetta “evoluzione sul problema” senza precedenti nella storia della Chiesa :

      http://isoladipatmos.com/questo-pontificato-rischia-di-finire-a-fischi-in-piazza-e-fratture-drammatiche-il-sommo-pontefice-si-trova-in-serie-difficolta-nel-governo-della-chiesa/

      http://isoladipatmos.com/puo-un-romano-pontefice-legittimamente-eletto-e-successore-legittimo-del-beato-apostolo-pietro-essere-privo-della-grazia-di-stato/

      http://isoladipatmos.com/in-questa-terribile-notte-buia-per-il-nuovo-anno-2019-il-programma-di-lavoro-e-stato-dettato-a-lisola-di-patmos-dal-beato-apostolo-pietro-il-vostro-nemico-il-diavolo-come-leone-ruggente-va/

      http://isoladipatmos.com/la-grande-decadenza-e-il-silenzio-degli-innocenti-quando-per-proteggere-la-madre-e-la-famiglia-i-figli-devono-superare-la-grande-prova-di-fede-vivere-e-soffrire-come-se-il-padre-non-esis/

      1. Un eretico non ha alcun potere di scomunicare un sacerdote. Le eresie di Bergoglio sono evidenti ma purtroppo, per un corticircuito che l’ Isola di Patmos continua a mettere in evidenza, nessun laico ha il potere di sanzionarle e nessun chierico può trarne le conseguenze che per ogni altra persona sarebbero inevitabili.
        Questo cortocircuito è la peggiore cose avvenuta nella Storia della Chiesa, credo. Finora, perché se Nessuno interviene sarà presto anche peggio.

        1. «Le eresie sono evidenti» ?

          E dove, o per meglio dire: come, quando?
          Possibile che a certa gente basti la tastiera di un computer ed un nome che cela una identità non identificabile, per bordare pubbliche accuse di eresia al Romano Pontefice, come se la cosa fosse una battuta tra un discorso e l’altro fatto al bar dello sport con gli amici?

          Lei confonde delle scelte pastorali con delle eresie, posto che le une e le altre sono cose del tutto diverse.

          Chiunque, sia esso vescovo, presbìtero o laico, può criticare nelle debite e rispettose forme certe scelte pastorali del Romano Pontefice, definendole non opportune o non felici, volendo anche ambigue e foriere di disorientamento e confusione.
          L’eresia è però ben altra cosa.

          O forse le risulta che il Pontefice regnante abbia negata l’incarnazione del Verbo di Dio, la natura divina di Cristo, la sua consustanzialità con Dio Padre, la processione delle Persone divine nella teologia trinitaria, la transustanziazione nella Santissima Eucaristia, la risurrezione di Cristo, la sua ascensione al cielo, la Immacolata concezione …?

          Lei afferma infine che

          «se Nessuno interviene sarà presto anche peggio».

          E dov’è il problema? Intervenga lei con la grazia e per la grazia dello Spirito Santo dichiarando che il legittimo successore del Beato Apostolo Pietro è in realtà un eretico ed un apostata.

          La Chiesa ha celebrato sino ad oggi ventuno concili, lei può liberamente e legittimamente convocare e presiedere il suo concilio presso il bar dello sport.
          E’ cosa del tutto fattibile.

          1. Caro don Ariel,

            Buongiorno. Mi ha convinto, ho deciso di convocare il primo concilio ecumenico al bar dello sport nel mio quartiere. Naturalmente sarà il concilio delle pecore e non dei pastori, abbiamo deciso, io e altre pecore, di invitarla in qualità di perito. Tra le altre cose vorremo dibattere sull’ortodossia del sommo Pontefice Francesco Primo o Francesco zero, boh .. Al Concilio discuteremo anche la questione del numero. Vorremo allontanare le accuse di eresia e apostasia dal nome venerando del sovrano pontefice. A tale scopo sarebbe opportuno che lei, in qualità di teologo dogmatico, ci fornisse un’accurata relazione dove alla luce degli due ultimi articoli apparsi sulla sua rivista telematica. ” Siate misericordiosi ecc… e Carlo Magno … chi dite ecc ecc.” ci dimostrasse che l’affermazione ufficiale del Dottore di tutti i credenti ad Abu Dhabi, che la diversità delle religioni è voluta da Dio: è cattolica, è coerente con i santi evangeli e può essere abbracciata con fede certa da tutti i fedeli. Se vorrà partecipare alle sessioni del concilio, dovrà comunque soggiornare a sue spese. Si porti da casa cotta e stola, non ne abbiamo.
            Cordialmente in Cristo.

          2. … fare gli ironici con me, è come pensare di poter andare a compiere un furto con scasso nella villa del capo clan dei Casamonica, nella sicura certezza di mettere a segno il colpo con successo.

            In ogni caso, sappia che ho veramente gradito ed apprezzato queste sue gustose immagini paradossali, dietro le quali si cela perlomeno una parte di verità, negarlo sarebbe sciocco.

            Infatti io non ho mai negato certe sortite confuse, infelici e ambigue; e neppure ho mai negato che un padre possa far soffrire i figli, l’ho scritto anche di recente. Però, i figli, non possono reagire negato il padre, peggio ancora la paternità in sé e di per sé. Cosa questa difficile da far capire a non pochi cattolici che pensano di poter giudicare un Sommo Pontefice allo stesso modo in cui si potrebbe giudicare – come ho spiegato di recente – il presidente di una società multinazionale, cadendo in tal modo nei peggiori vizi e vezzi mondani, ossia riducendo un pontificato ad un “mi piace”, “non mi piace”.

            Mi dica, a Pietro, dopo che ebbe rinnegato Cristo per tre volte, cosa che fece giurando e poi imprecando, lei, lo avrebbe lasciato in carica come Sommo Pontefice, oppure lo avrebbe deposto per indegnità e per apostasia dalla fede nel Verbo di Dio che gli aveva detto poco prima: «… tu sei pietra e su questa pietra edificherò la mia Chiesa»?.

            Oggi si dovrebbe capire più che mai il seguito di quella frase «… e le porte degli inferi non prevarranno su di essa», perché se la Chiesa è sopravvissuta al tradimento ed alle fughe di Pietro, vuol dire che da subito, Cristo Dio, ha data garanzia che sarebbe sopravvissuta anche alle fughe ed ai tradimenti di tutti i suoi successori.

            Come sempre è questione di fede mio caro, semplice e pura fede …

  8. Gesù sapeva bene cosa c’era nel cure di Giuda e per quali motivi si era unito ai discepoli; ciò nonostante lo consacrò Apostolo e si lasciò docilmente da lui tradire e consegnare ai carnefici.
    A noi, cristiani di questi tempi forse apocalittici, Cristo Dio potrebbe ben chiedere di imitarlo nell’accettare con spirito di filiale sacrificio il tradimento di un padre snaturato e forse…simile a Giuda anche per un altro aspetto, e cioè quello a cui fanno riferimento i Vangeli quando ci informano su CHI entrò nell’Iscariote dopo che ebbe intinto il boccone nel piatto di Gesù…
    Ma anche se così fosse, non dobbiamo forse anche noi accettare il martirio, RESTANDO SALDI NELLA FEDE e pregando affinchè il traditore si penta?
    Mi rendo conto che forse ho esagerato, in tal caso censurate il commento o, se avete tempo e voglia, correggetemi.
    Grazie.

  9. Se Don Levi di Gualdo si aspetta che Bergoglio, affinchè lo si possa accusare di eresia ed apostasia, neghi apertamente ed esplicitamente i dogmi Cattolici, evidentemente non conosce come agisce il demonio, cioè il più possibilmente con l’inganno e nell’ombra, ciò che stà facendo infatti Bergoglio. Se poi lui considera “scelta pastorale” la concessione della Comunione ai divorziati risposati ciò che in realtà è una eresia che profana tre Sacramenti significa che parliamo di due “religioni” diverse.

    1. In quale documento del sommo magistero il Sommo Pontefice ha concessa la Comunione ai divorziati risposati? In quale documento ufficiale del sommo magistero ha dichiarato che l’adulterio non è più peccato e che coloro che vivono in stato di adulterio possono accedere alla Comunione Eucaristica?
      Se lei mi dice che l’esortazione post sinodale Amoris Laetitia può essere in molte parti confusa e ambigua, sappia che sono il primo ad ammetterlo ed anche a lamentarlo. Se però lei afferma che il Sommo Pontefice ha fatto una simile concessione, debbo risponderle che non lo ha mai fatto.

      Per quanto personalmente mi riguarda, io non esiterei a negare la Comunione a persone che vivessero in pubblico stato di irregolarità coniugale a tutti nota e da me stesso conosciuta, a meno che non si attengano a quanto disposto dalla Familiaris Concosortio del Santo Pontefice Giovanni Paolo II, nello specifico al n. 84.

      Qualora poi – ma non è mai accaduto – l’Autorità Ecclesiastica mi comandasse di dare la Comunione ai divorziati risposati, io rigetterei in comando per imperativo di coscienza, memore del fatto che la Chiesa è custode e dispensatrice dei Sacramenti, non padrona, perché i Sacramenti non sono beni disponibili. Pertanto, nessuno Autorità Ecclesiastica legittimamente costituita, può comandarmi cose contrarie al Santo Vangelo ed alla dottrina della Chiesa.

      Questo modo molto sportivo – e lei pratica da sempre questo sport – di dare dell’eretico al Sommo Pontefice come si potrebbe strillare “cornuto” all’arbitro durante la partita della squadra del cuore, non è un modo di essere, di pensare e di agire cattolico.

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