Die letzte Andacht Christi: Das Heilige Herz ist keine Frömmigkeit, sondern ein Tor zu den Geheimnissen Gottes

Die letzte Andacht Christi: IL SACRO CUORE NON È DEVOZIONISMO MA PORTA DI ACCESSO AI MISTERI DI DIO

Per chi sa di cinema è evidente il riferimento al film di Martin Scorsese su Gesù del 1988: „Die letzte Versuchung Christi“. Aber nur um das zu sagen, mentre la finzione cinematografica può anche immaginare che Cristo fu tentato di recedere dal suo cammino, il Vangelo ci ha raccontato che Egli andò fino in fondo, con una devozione verso la sua missione che alla fine ha svelato cosa c’era dentro il suo Cuore colmo di amore.

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Autor
Iwano Liguori, ofm. Kap.

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La devozione che più si è diffusa nel popolo cristiano, almeno negli ultimi secoli, è quella rivolta al Sacro Cuore, das, natürlich, ha attratto a sé anche quella dovuta al Cuore di Sua Madre Maria. Con questo culto la Chiesa Cattolica ha inteso onorare il Cuore di Gesù Cristo, uno degli organi simboleggianti la sua umanità, che per l’intima unione con la Divinità, ha diritto all’adorazione.

Già praticato nell’antichità cristiana e nel Medioevo, il culto si diffuse molto nel secolo XVII° ad opera di San Giovanni Eudes (1601-1680) e soprattutto di Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), mentre la festa del Sacro Cuore fu celebrata per la prima volta in Francia, probabilmente nel 1685. La prima delle celebri visioni di Santa Margherita avvenne il 27 Dezember 1673, festa di San Giovanni Evangelista. Gesù le apparve e Margherita si sentì «tutta investita della divina presenza». Egli la invitò a prendere il posto che San Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse:

«Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me».

Come per tutte le altre devozioni, affinché non rimanessero semplicemente tali o vuoti contenitori di manifestazioni popolari, la teologia e poi il magistero si sono prodigati di offrire contenuti e motivazioni che potessero non solo mantenere viva la devozione al Cuore di Cristo, ma che fosse anche continuamente alimentata dalle fonti della scrittura e della tradizione ecclesiale. Come spesso accade il devozionismo, che è invece una degenerazione dell’autentico atto di culto, tende a prevalere sui contenuti, così questi faticano a svolgere il loro compito, soprattutto ai nostri giorni, nei quali si fa presto a bollare una devozione come retaggio di un passato pre-moderno e non più attuale, o come si suol dire buona solo per gli anziani o i semplici.

Invece la devozione al Sacro Cuore avrebbe molto da insegnare anche ai moderni, anzi ai post-moderni che siamo noi, perché il simbolo del cuore e i temi a esso collegati sono spontaneamente uniti a quelli dell’affettività e dell’amore, ovvero a tutto quel mondo dei sentimenti e delle emozioni che interessano tantissimo il nostro tempo. Quando sempre più spesso, auch vor kurzem, accadono fatti di cronaca nera che interessano le relazioni amorose, subito si contattano gli esperti che avvertono preoccupati di come il nostro tempo, soprattutto le generazioni più giovani, abbia bisogno di una educazione dei sentimenti, di come bisognerebbe essere a contatto con le proprie emozioni per saperle esprimere in modo adeguato e non violento. Si tratta di quel vocabolario che ci riconduce all’interiorità e quindi al cuore umano, al quale il cuore di Cristo ha ancora molto da insegnare.

Per tornare alle fonti di questa speciale devozione cristiana e per far percepire quanto sia teologicamente fondata e collegata al mistero tutto intero della salvezza apportata da Gesù, vorrei prendere in considerazione, WHO, un semplice, sozusagen, versetto del Vangelo che ha perfetta aderenza con questa devozione del Sacro Cuore. Siccome molte immagini rappresentano Gesù nell’atto di offrire il suo cuore palpitante, quindi di aprire il suo mondo interiore e più intimo, vediamo come il Vangelo descrive questo momento. Lo fa l’Evangelista Giovanni nel capitolo ove riporta da par suo la crocifissione di Gesù, il momento in cui morente dice: "Es ist alles erledigt"; e subito dopo un soldato ferisce il suo costato per verificarne la morte. Vediamo come San Giovanni descrive la scena, che dovette essere davvero significativa. Notiamo quante volte ritorna il termine testimonianza, indirizzata alla fede e collegata a due importanti citazioni scritturistiche. A noi interessa la seconda, il versetto che vorremmo prendere in esame – «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» – appunto perché la devozione ci invita a guardare il Cuore di Gesù, ma non possiamo non prendere in considerazione l’immediato contesto nel quale la scena si svolge ed i suoi importanti significati teologici.

«Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”» (GV 19,33-37).

Il passo citato da Giovanni appartiene a un oracolo profetico che annunciava la salvezza e la restaurazione escatologica di Gerusalemme (Zac 12-14). Nella pericope, 12,1013,1 – si racconta della misteriosa morte di un re pastore che rappresenta il futuro Messia, Dio stesso si percepisce ferito da questa morte, perciò prende l’iniziativa promettendo uno spirito buono e una fontana zampillante per il loro peccato:

«Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito».(Zac 12,10).

Più avanti in 13, 1:

«In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità».

A questo versetto si può aggiungere il testo sull’acqua viva del capitolo successivo: «In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme e scenderanno parte verso il mare orientale, parte verso il mare occidentale: ve ne saranno sempre, estate e inverno. Il Signore sarà re di tutta la terra. In quel giorno il Signore sarà unico e unico il suo nome» (14, 8-9).

L’applicazione di questi testi a Gesù in croce è chiara. Gesù aveva annunciato che fiumi di acqua viva sarebbero usciti dal suo intimo, in GV 7,38, e l’Evangelista spiegava che diceva questo dello Spirito (7,39)[1].

Sintetizzando, la sorgente aperta per gli abitanti di Gerusalemme è il costato aperto di Gesù; le acque vive che escono da Gerusalemme (Zaccaria) sono per Giovanni le acque vive che sgorgano dal suo intimo, che è il nuovo tempio; queste acque portano a oriente e occidente purificazione e vita. Abbiamo qui il tema dell’universalità della salvezza, segnalato, nel racconto della Passione, anche dal titolo della croce che diceva: «Re dei giudei». Eppure la scritta era in ebraico, greco e latino: quindi una regalità proclamata al mondo intero. Si verificava in questo modo anche l’ultima profezia di Zaccaria dove non si parla più di un pastore trafitto, ma del Signore e della sua regalità universale al tempo escatologico: «Sarà Re di tutta la terra» (Zac 14,9). Giovanni dà quindi alla scena della croce un significato storico salvifico molto ampio, in pieno accordo con gli altri grandi tempi teologici che si allacciano a questo Vers 37 preso in esame.

Potremmo anche citare altri due passi della Scrittura dove si parla della Nuova Alleanza. Nel primo, (Bietet 31,33-34), questa non sarà più riportata su tavole esteriori di pietra, bensì inscritta nel cuore:

«Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni ― oracolo del Signore ― porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, Sprichwort: “Conoscete il Signore”, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande ― oracolo del Signore ― poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato».

In der zweiten, (Dies 36,25-27), si fa riferimento sempre all’alleanza, ma sancita dal dono di uno spirito, simile ad acqua che purifica, da cui anche il dono di un cuore nuovo:

«Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme».

Tutto questo sfondo scritturale ci fa capire cosa intendesse Giovanni quando riportò la frase profetica: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto»; che si trova solo nel suo Vangelo, alla fine di un testo che, come abbiamo già sottolineato, è il riferimento preferito quando parliamo di devozione al Sacro Cuore di Gesù. Queste parole sintetizzano il riconoscimento e la comprensione[2] per mezzo della fede di quello che abitava nell’intimo del cuore di Cristo morente che «Avendo amato i suoi… fino alla fine» e avendo ora tutto compiuto, esprime il desiderio interiore di donare lo Spirito. Coloro che indirizzeranno verso Gesù il proprio sguardo non potranno essere più gli astanti o i soldati che hanno assistito alla crocifissione, ma sono ormai le anime credenti che penetrano e conservano con fede il mistero dell’amore di Gesù, in una parola il suo Cuore.

Cerchiamo di comprendere meglio tutto questo, lasciandoci guidare dalla struttura letteraria del brano giovanneo che descrive gli attimi precedenti e seguenti la morte di Gesù in croce. Naturalmente possiamo solo sintetizzare molto. Essa ci permette di evidenziare la presenza di tre binomi: «tutto è compiuto» e «ho sete» al v. 28; «è compiuto» e «rese lo Spirito» del v. 30; infine «sangue e acqua» del v. 34. Da questi tre si dipartono due linee tematiche, verso cui occorre dirigere lo sguardo di fede.

La prima linea che chiameremo cristologica è disegnata dalle espressioni: «tutto è compiuto», «è compiuto» e «sangue». Rappresentano il compendio dell’opera salvifica di Gesù. In questo caso lo sguardo si volge indietro, a ciò che è passato, per cogliere in queste parole la totale obbedienza di Gesù al Padre: ha portato a compimento la sua opera, fino all’effusione del sangue. Ma è anche visione del compimento di quell’amore salvifico per noi, quel «fino alla fine» di GV 13,1. Quindi vediamo qui, nel costato aperto del Cristo, sia la sua perfetta oblatività, che l’amore all’eccesso per noi.

La seconda linea tematica è rivolta invece al futuro, alla vita della Chiesa che come abbiamo provato a descrivere in un Vorheriger Artikel, è lì presente nella persona del discepolo amato e della Donna, die Mutter Jesu, chiamata ad una nuova maternità spirituale verso i discepoli credenti. Questa linea, pneumatologia, è delineata dalle parole: «Ho sete», «rese lo Spirito» ed «acqua».

L’acqua che defluisce dal costato di Cristo è simbolo del dono dello Spirito e proviene dal Cristo stesso: è lui che «diede lo Spirito»; è da lui che parte questo desiderio: «Ho sete». Notiamo infatti una significativa differenza fra la citazione di Zaccaria e il modo come la riporta Giovanni nel Vangelo. Per Giovanni non si tratta più di volgere lo sguardo verso Dio, ma verso «colui», Christus, che è stato trafitto. Tutta l’attenzione, ovvero lo sguardo credente, è concentrata su di lui e sul momento della uscita dal suo intimo del sangue e dell’acqua. Inoltre l’antica profezia parlava di pentimento, la qual cosa vien sottaciuta da Giovanni che preferisce concentrarsi sul vedere.

Esistono molti studi che confermano i diversi modi di vedere nel quarto Vangelo e come, per Giovanni, quello più perfetto è il vedere che comprende con fede il mistero rivelato e lo conserva nella memoria. Aggiungiamo che questo vedere è finalizzato alla partecipazione dei lettori del Vangelo alla medesima esperienza, come Giovanni stesso confessa nella prima finale della sua opera: «Questi (i segni) sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, der Sohn Gottes, und warum, glauben, habe das Leben in seinem Namen“ (GV 20, 31)[3].

Damit, erneut, l’Evangelista scrive per indirizzare il lettore dalla storia al mistero. Si vede un costato trafitto, del sangue e dell’acqua che escono e vi si contempla tutto il mondo interiore del Cristo e temi di grande, grandissimo spessore teologico, ecclesiale e spirituale, altro che devozionismo magico-esoterico. L’acqua del costato di Gesù è simbolo dello Spirito che sgorga dal suo fianco, Egli diventa il nuovo tempio escatologico (vgl.. Dies 47). Nello stesso tempo il sangue rimanda al suo dono oblativo al Padre, alla sua opera compiuta e al suo amore per noi. Lo sguardo di fede che contempla è desiderio di partecipare a tutto questo mondo interiore del Cristo che viene manifestato.

In questo passo giovanneo non si parla esplicitamente del cuore, piuttosto della interiorità di Gesù. Sarà la mistica medievale che identificherà questo mondo interiore come il cuore di Cristo e farà di questo passo del costato trafitto il testo biblico per eccellenza della teologia e della spiritualità del Cuore Divino di Gesù. Sant’Ambrogio diceva:

«La Chiesa sia introdotta nella stanza segreta di Cristo…; la stanza segreta della Chiesa è il Corpo di Cristo; il Re l’ha introdotta all’interno di tutti i (seine) misteri» (Sant’Ambrogio, In Ps. 218, 1,16 KÄSE 62,16).

E Guglielmo di Saint-Thierry:

«Che per la porta aperta noi entriamo tutti interi fino al tuo cuore, o Gesù… fino alla tua anima santa»; domandando al Salvatore: «Di aprire il fianco del suo corpo perché vi entrino coloro che desiderano vedere i segreti del Figlio» (Guglielmo di Saint-Thierry, Meditativae orationes, 6; PL 180, 226An).

Heute, grazie alla moderna esegesi accurata, diamo a queste bellissime affermazioni una solida base evangelica e le apprezziamo meglio.

Avendo, erneut, sintetizzato temi che avrebbero necessitato una trattazione più lunga e approfondita, l’intento di questo contributo potrebbe essere quello di suscitare, dopo l’assaggio, un vero gusto ed interesse. L’intelligenza della fede non smette mai di approfondire tematiche che sono care al popolo cristiano, anche una devozione può diventare una porta verso una comprensione sempre più larga e profonda dei misteri di Dio e della fede. Quando si avvicinerà il mese di giugno, tradizionalmente dedicato al Cuore di Cristo, diamo un senso nuovo a questa devozione, alle preghiere che sceglieremo o alle immagini che condivideremo sui Sozial. Zum Beispiel, la pratica dei «primi nove Venerdì», dopo quello che si è detto qui, non sia più semplicemente la preghiera e la devozione del singolo, ma sia pensata nel contesto più ampio della comunione ecclesiale e del mistero cristiano, come abbiamo scoperto riflettendo sul Vangelo, ripensando al dono di Gesù della sua vita e del suo Spirito per tutti, non solo per la singola anima.

Questi aspetti furono colti da Papa Giovanni Paolo II che li espresse in una udienza pubblica. Sono passati venticinque anni da quelle parole che riporto adesso di seguito:

«L’Evangelista parla soltanto del colpo di lancia al costato, da cui usci sangue e acqua. Il linguaggio della descrizione è quasi medico, anatomico. La lancia del soldato ha colpito certamente il cuore, per verificare se il Condannato era già morto. Questo cuore – questo cuore umano – ha smesso di lavorare. Gesù ha cessato di vivere. Contemporaneamente, Aber, questa anatomica apertura del cuore di Cristo dopo la morte – nonostante tutta l’«asprezza» storica del testo – ci spinge a pensare anche a livello di metafora. Il cuore non è soltanto un organo che condiziona la vitalità biologica dell’uomo. Il cuore è un simbolo. Parla di tutto l’uomo interiore. Parla dell’interno spirituale dell’uomo. E la tradizione subito ha riletto questo senso della descrizione giovannea. Der Rest, in einem Sinn, l’Evangelista stesso ha dato a ciò la spinta, Wann, riferendosi all’attestazione del testimone oculare che era lui stesso, si è riferito, nel medesimo tempo, a questa frase della Sacra Scrittura: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (GV 19,37; zc 12,10). So was, in Wirklichkeit, guarda la Chiesa; così guarda l’umanità. Und hier, nel Trafitto dalla lancia del soldato tutte le generazioni dei cristiani hanno imparato e imparano a leggere il mistero del Cuore dell’Uomo Crocifisso che era ed è il Figlio di Dio». (Der heilige Johannes Paul II, Udienza generale del 20 Juni 1979).

Ho intitolato questo contributo: Die letzte Andacht Christi. Per chi sa di cinema è evidente il riferimento al film di Martin Scorsese su Gesù del 1988: L’ultima tentazione di Cristo. Aber nur um das zu sagen, mentre la finzione cinematografica può anche immaginare che Cristo fu tentato di recedere dal suo cammino, il Vangelo ci ha raccontato che Egli andò fino in fondo, con una devozione verso la sua missione che alla fine ha svelato cosa c’era dentro il suo Cuore colmo di amore.

Sanluri 27 Februar 2024

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Die Fans von Maria Miterlöserin, ein grober Widerspruch in theologischer Hinsicht

DIE FANS VON MARIA CO-REDEMPTOR, Ein grober Widerspruch in theologischer Hinsicht

Ist jemand wirklich bereit zu glauben, dass die Heilige Jungfrau?, diejenige, die sich selbst als „demütige Dienerin“ definierte, die Frau der begabten Liebe, Schweigen und Vertraulichkeit, derjenige, der das Ziel hat, zu Christus zu führen, Manch ein Visionär oder Seher kann es wirklich verlangen, dass er zum Miterlöser erklärt und fast auf eine Stufe mit dem Göttlichen Erlöser gestellt wird? Man könnte berechtigterweise fragen: wann, der „demütige Diener“ von Magnificat, Sie würde so anmaßend und eitel werden, dass sie den Titel einer Miterlöserin verlangt und beansprucht?

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Artikel zum Gedenken an den Jesuiten Peter Gumpel (Hannover 1923 – Roma 2023) der mein Trainer und wertvoller Lehrer in der Geschichte des Dogmas war

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Durch häufiges Besuchen i soziale Medien, Lesen und Zuhören von Priestern und Laien, zu biblischen und theologischen Themen, Manchmal hat man den Eindruck, dass es in bestimmten Fragen keine Fortschritte gibt. Es kommt vor, dass in Glaubensfragen viele Ungenauigkeiten in Umlauf gebracht werden, oder wir machen mit alten Registern weiter, hingebungsvoll und emotional.

Salvador Dalí, Die Madonna von Port Lligat, 1949, Haggerty Museum of Art, Milwaukee, WI, Vereinigte Staaten von Amerika. Detail.

Das Verlangen, vielleicht ein wenig utopisch, Es wäre Sache der Leser, es zu erkennen, mit minimalem Aufwand, die von seriösen und präzisen Erkenntnissen profitieren könnten. Zumindest ist es meine Hoffnung und die unserer Väter Insel Patmos, Seien Sie eine Hilfe für diejenigen, die es schaffen, über die vier oder fünf Zeilen hinauszugehen, die Sie weiterlesen soziale Medien, wo heute ungewöhnliche Theologen und Mariologen ihr Pontifikat halten, mit den Konsequenzen, die wir oft gut kennen: Abweichung vom wahren Glauben. Und das ist sehr traurig, weil ich Sozialen Medien Sie könnten für uns ein außergewöhnliches Werkzeug zur Verbreitung gesunder und solider katholischer Lehre sein.

In den Jahren nach dem Zweiten Vatikanischen Konzil Die Bibelwissenschaft hat wichtige Fortschritte gemacht, Bereitstellung von Beiträgen, die heute für die Theologie in ihren verschiedenen Zweigen und für das christliche Leben von wesentlicher Bedeutung sind. Das seit wann, seit der Zeit des ehrwürdigen Papstes Pius XII, In der katholischen Kirche wurde das Studium der Bibel gefördert, indem die Möglichkeit geschaffen wurde, alle Methoden anzuwenden, die normalerweise auf einen geschriebenen Text angewendet werden. Um nur einige Beispiele zu nennen: rhetorische Analyse, die strukturelle, Literatur und Semantik haben zu Ergebnissen geführt, die vielleicht manchmal unbefriedigend erschienen, Sie ermöglichten uns aber auch, den Text der Heiligen Schrift auf eine neue Art und Weise zu erforschen, was zu einer ganzen Reihe von Studien führte, die uns das Wort Gottes besser und tiefer kennenlernen ließen. Oder alte Erwerbungen noch einmal zu überdenken, der Tradition, der Heiligen Kirchenväter, obwohl es wahr und tiefgründig ist, sowie Werke der Hochtheologie, Allerdings verfügten sie nicht über die Unterstützung eines modernen Studiums heiliger Texte, gerade weil immer noch, bestimmte Werkzeuge, Zum Zeitpunkt ihrer Spekulationen waren sie verschwunden.

Bevor Sie fortfahren, ist eine Randbemerkung erforderlich: ich "teologi" da soziale Medien Sie brauchen den Kampf, Um das zu entfesseln, muss man sich einen Feind aussuchen und erschaffen. Für bestimmte Gruppen ist der Modernismus der beliebteste Feind, vom Heiligen Papst Pius richtig definiert (vgl.. Pascendi). Das heißt nicht, dass das so ist, Aber, als die Taten dieses Heiligen Papstes, davor und seines obersten Vorgängers Leo XIII, hat in den folgenden Jahrzehnten stets wohltuende Wirkungen hervorgerufen. Offensichtlich, eine objektive kritische Analyse durchzuführen, Es ist unbedingt erforderlich, die Verurteilung des Modernismus und die strengen kanonischen Maßnahmen, die genau in diesem historischen Moment folgten, in einen Kontext zu setzen, schon gar nicht, Urteile anhand von Kriterien zu äußern, die mit unserer Gegenwart in Zusammenhang stehen, denn es würden nur irreführende und verfälschende Sätze entstehen. Um dieses komplexe Problem, dem ich mein nächstes Buch widmen möchte, kurz zusammenzufassen, Es genügt zu sagen, dass die Kirche jener Jahre, nach dem Fall des Kirchenstaates, der am stattfand 20 September 1870, es war heftigen politischen und sozialen Angriffen ausgesetzt. Der römische Pontifex zog sich als „freiwilliger Gefangener“ innerhalb der Mauern des Vatikans zurück, aus denen er nur sechs Jahrzehnte später wieder hervorkam. Der Antiklerikalismus freimaurerischen Ursprungs wurde auf die höchste Stufe gehoben und die Kirche musste sich ernsthaft mit ihrem eigenen Überleben und dem der Institution des Papsttums auseinandersetzen. Sie konnte es sich sicherlich nicht leisten, Gedankenströmungen zu entwickeln, die sie direkt von innen heraus angegriffen und zersetzt hätten. In diesem heiklen Kontext findet der Kampf des Heiligen Papstes Pius statt. Mit allen, auch negativen, Konsequenzen des Falles: Die theologischen Spekulationen wurden inmitten tausender Ängste praktisch eingefroren und die Priesterausbildung auf vier Formeln der dekadenten Neuscholastik reduziert, die nicht einmal ein entfernter Verwandter der klassischen Scholastik des Heiligen Anselm von Aosta und des Heiligen Thomas von Aquin war. Dies führte zu einer solchen Unvorbereitetheit und Unwissenheit im katholischen Klerus, dass es für einen klaren Beweis ausreichen würde, die Enzyklika zu lesen Zurück zum katholischen Priestertum geschrieben in 1935 des Papstes Pius XI.

Die Folgen des Kampfes gegen die Moderne Sie waren in gewisser Weise katastrophal, Es genügt zu sagen, dass wir uns an der Schwelle der 1940er Jahre befinden, zu Beginn des Pontifikats von Pius XII, Katholische Theologen und Bibelforscher begannen, sich bestimmte Materialien anzueignen und Exegese im Kontext des Alten und Neuen Testaments durchzuführen, sie wurden gezwungen, diskret und umsichtig unter dem Tisch arbeiten, sich auf protestantische Autoren beziehen, der seit Jahrzehnten über bestimmte Themen spekuliert und eingehende Studien durchgeführt hat, insbesondere im Bereich der Bibelwissenschaften. Und so auch heute, Wenn wir den Text des Römerbriefs studieren und analysieren wollen, müssen wir unbedingt auf den Kommentar des protestantischen Theologen Carl Barth zurückgreifen, die nach wie vor grundlegend und vor allem unübertroffen ist. Auch dies waren Früchte des Kampfes gegen die Moderne, worüber die „Theologen“ sicherlich nicht reden soziale Medien dass sie, um zu existieren, einen Feind brauchen, den sie bekämpfen können. Aber wie schon gesagt, Dieses Thema wird das Thema meines nächsten Buches sein, aber dieser Rand war notwendig, um unser Thema besser vorzustellen.

Was heute noch fehlt ist, dass diese Ergebnisse, die durch moderne Exegese oder das Studium der Texte des Alten und Neuen Testaments gewonnen werden, zum Vorrecht der Mehrheit der Gläubigen werden. Und hier komme ich zurück, um die außerordentliche Bedeutung zu betonen, die das hat soziale Medien, bestimmte Materialien zu verbreiten und zugänglich zu machen. Zu oft bleiben sie auf Fachtexte beschränkt und werden nicht bestanden, wenn nicht sporadisch, in der Predigt und Katechese, Förderung eines neuen Bewusstseins für die auf dem Spiel stehenden Begriffe und damit eines gefestigteren und motivierteren christlichen Glaubens, nicht nur auf erfassten Daten basieren, die oft fragil und verwirrend sind, auf der Andacht, auf das Sentimentale, oder schlechter: über Offenbarungen, auf reale oder angebliche Erscheinungen, oder über die juckenden, zitternden „Geheimnisse“ der Redseligkeit Madam di Medjugorje (vgl.. meine Videokonferenz, WHO)…und so weiter.

Wenn bestimmte madonnolatrous Fans sie hatten Demut, vielleicht sogar der Anstand, Bücher und Artikel von angesehenen Gelehrten zu lesen, Vielleicht konnten sie das nicht nur verstehen, sie haben es nicht verstanden, aber dass sie überhaupt nichts von der Maria des Heiligen Evangeliums verstanden haben. Es würde genügen, – ich nenne nur einen von vielen – den Artikel von Pater Ignace de la Potterie zu nehmen: „Die Mutter Jesu und das Geheimnis von Kana“ (La Civiltà Cattolica, 1979, IV, PP. 425-440, voller Text WHO), um so zu verstehen, welch abgründiger Unterschied zwischen Mariologie und Mariolatrie bestehen kann.

Auch heute noch sprechen wir von der Jungfrau Maria, Leider erleben wir selbst bei bestimmten Priestern – und noch mehr bei bestimmten gläubigen Gläubigen – die abgedroschene Wiederholung der üblichen Andachts- und Emotionsdiskurse, bis wir mit den Schritten von Elefanten in einem Glaswarengeschäft das sehr heikle und diskutierte Thema der Miterlöserin Maria erreichen, dass, wie allgemein bekannt ist – und wie die letzten Päpste mehrfach betont haben –, Es ist ein Begriff, der an sich enorme theologische Probleme mit der Christologie und dem Geheimnis der Erlösung selbst schafft. Bestätige tatsächlich, dass Maria, vollkommenes Geschöpf, geboren ohne Sünde, aber immer noch eine geschaffene Kreatur, er arbeitete an der Erlösung der Menschheit mit, Es ist nicht genau dasselbe, als würde man sagen, dass er die Menschheit miterlöst hätte. Es war Christus, der die Erlösung herbeiführte, der kein geschaffenes Geschöpf war, sondern das menschgewordene Wort Gottes, gezeugt, nicht aus der gleichen Substanz wie Gott der Vater geschaffen, wie wir in der handeln Symbol des Glaubens, der Ich glaube, wo wir uns bekennen «[...] und durch das Wirken des Heiligen Geistes wurde er im Schoß der Jungfrau Maria Mensch.“. Im Symbol des Glaubens, Die Erlösung konzentriert sich ausschließlich auf Christus. Deshalb sagen wir, dass die Heilige Jungfrau “er hat kooperiert” und sag “ha miterlösen” es hat einen wesentlich und radikal anderen theologischen Wert. Tatsächlich ist nur einer der Erlöser: Jesus Christus, Gott, hat den Menschen „gezeugt, nicht aus derselben Substanz wie der Vater erschaffen“, das als solches kein geschaffenes Geschöpf braucht, das es als Miterlöser oder Miterlöser unterstützt oder erhält, einschließlich der Heiligen Jungfrau Maria“ (vgl.. Ariel S. Levi di Gualdo, in Die Insel Patmos, sehen WHO, WHO, WHO). Anfrage: an die Fans des Miterlösers, Wie kommt es, dass es nicht ausreicht, dass Maria diejenige ist, die tatsächlich mehr als jedes andere Geschöpf dazu beigetragen hat, dass das Geheimnis der Erlösung verwirklicht wurde?? Aus welchem ​​Grund, aber vor allem für welche Hartnäckigkeit, unzufrieden mit ihrer Rolle als Mitarbeiterin, um jeden Preis wollen sie, dass sie mit einer feierlichen dogmatischen Definition zur Miterlösung erklärt wird?

Aus theologischer Sicht und Dogmatik, Das bloße Konzept der Miterlöserin Maria schafft zunächst einmal große Probleme für die Christologie, mit der Gefahr, einer Art „Quatrinität“ Leben einzuhauchen und die Madonna zu erheben, das ist perfekt Kreatur ohne Makel der Erbsünde geboren, auf die Rolle der realen Götter. Christus hat uns mit seinem hypostatischen kostbaren menschlichen und göttlichen Blut erlöst, mit seinem glorreichen auferstandenen Körper, der noch heute die Zeichen der Leidenschaft trägt. Stattdessen Mary, und deckt gleichzeitig eine außergewöhnliche Rolle in der Geschichte der Heilsökonomie ab, Es arbeitete an unserer Erlösung. Miterlösend zu sagen ist gleichbedeutend mit der Aussage, dass wir von Christus und Maria erlöst wurden. Und hier ist es gut zu klären: Christus rettet, Mary interveniert für unser Heil. Es ist kein kleiner Unterschied zwischen „retten“ und „fürbitten“, sofern nicht anders eine andere Religion aus dem über das Geheimnis des Wortes Gottes gegründet erstellen (vgl.. Meinem vorherigen Artikel WHO).

Mariologie ist kein Selbstzweck, fast so, als würde er ein unabhängiges Leben führen. Die Mariologie ist nichts anderes als ein Anhang der Christologie und fügt sich in eine präzise theologische Dimension des Christozentrismus ein. Wenn sich die Mariologie irgendwie von dieser christozentrischen Zentralität löst, Man kann ernsthaft Gefahr laufen, in den schlimmsten und schädlichsten Mariozentrismus zu verfallen. Ganz zu schweigen von der offensichtlichen Arroganz der Vertreter einer jungen und problematischen Kongregation franziskanisch-marianischen Ursprungs, die sich nicht darauf beschränkten, Hypothesen oder theologische Studien aufzustellen, um die wandernde Idee des sogenannten Miterlösers zu stützen, aber tatsächlich führten sie seinen Kult und seine Verehrung ein.

Der Dogmen verkündet, die es nicht gibt begeht ein größeres Verbrechen als diejenigen, deren Dogmen sie leugnen, weil es funktioniert, indem sich über die Autorität der gleichen heiligen Kirche platzieren Mater et Magistra, Inhaber einer Autorität, die von Christus selbst stammt. Und letzteres ja, Das ist ein Dogma des katholischen Glaubens, was durch logische Schlussfolgerung nach Jahrhunderten von Studien und Spekulationen nicht erreicht werden konnte – wie im Fall des Dogmas von der unbefleckten Empfängnis und der Aufnahme Mariens in den Himmel –, sondern auf der Grundlage klarer und präziser Worte des menschgewordenen Wortes Gottes (vgl.. MT 13, 16-20). Und wenn Dogmen verkündet werden, die es nicht gibt, In diesem Fall tritt der Stolz in seiner schlimmsten Form auf den Plan. Ich habe es in mehreren meiner vorherigen Artikel geschrieben und erklärt, aber es verdient, noch einmal wiederholt zu werden: in der sogenannten Todsündenskala weist der Katechismus der Katholischen Kirche den Stolz an erster Stelle aus, mit dem schmerzlichen Frieden derer, die darauf beharren, das gesamte Geheimnis des Bösen in der Lust zu konzentrieren – die, wie wir uns erinnern, überhaupt nicht an erster Stelle steht, aber nicht einmal auf die Sekunde, zum dritten und vierten [Sehen. Katechismus Nr. 1866] ―, unabhängig von der Tatsache, dass die schlimmsten Sünden jeden und Strenge von seinem Gürtel bis hin zu steigen, nicht statt seinem Gürtel zu fallen, wie ich vor Jahren in meinem Buch in ironischem, aber theologisch sehr ernstem Ton geschrieben habe Und Satan kam triune, in einem meiner Bücher erklären 2011 wie oft das sechste Gebot maßlos übertrieben wurde, Dabei vergisst man oft die schlimmsten und schwerwiegendsten Sünden gegen die Nächstenliebe.

Wenn dann ist das alles gefiltert durch fideistische Emotionen – als ob ein solch heikles Thema, das sich auf die komplexesten Bereiche der Dogmatik konzentriert, eine Art gegensätzliche Fangemeinde aus Lazio-Fans und Roma-Fans wäre –, in diesem Fall kann man in einen echten Marien-Götzendienst oder die sogenannte Mariolatrie verfallen, Was ist zu sagen: reines Heidentum. Zu diesem Zeitpunkt konnte Maria problemlos den Namen einer beliebigen Göttin des griechischen Olymps oder des römischen Pantheons annehmen.

Die Fans von soziale Medien der Miterlösung der Heiligen Jungfrau bestätigen als eine Art unwiderlegbaren Beweis, dass es Maria selbst war, die um die Verkündigung dieses fünften marianischen Dogmas gebeten hat (vgl.. unter vielen Artikeln, WHO). Etwas, worüber sie sagen, dass es keine Diskussion gibt, Die Heilige Jungfrau selbst hätte es gefragt, als sie Ida Peerdeman in Amsterdam erschien. Vorausgesetzt, dass es keine Marienerscheinung gibt, einschließlich derjenigen, die von der Kirche als authentisch anerkannt wurden, Fatima inklusive, es kann Gegenstand und verbindlicher Gegenstand des Glaubens sein; wenn man auch bedenkt, dass die Äußerungen bestimmter Seher noch weniger so sind, Wir können über gewisse Höflichkeiten von Laientheologen nur lächeln, die uns Priestern und vor allem uns Theologen die Bewältigung bestimmter Themen erschweren, Gerade weil ihre Arroganz mit ihrer Ignoranz einhergeht, die dazu führt, dass sie ein solches Thema so behandeln, als wäre es wirklich ein hitziger Schlagabtausch zwischen Lazio-Fans und Roma-Fans, die sich aus den gegenüberliegenden Ecken des Stadions gegenseitig anschreien. Auch in diesem Fall ist die Antwort einfach: Ist irgendjemand wirklich bereit, an die Heilige Jungfrau zu glauben?, diejenige, die sich selbst als „demütige Dienerin“ definierte, die Frau der begabten Liebe, Schweigen und Vertraulichkeit, derjenige, der das Ziel hat, zu Christus zu führen, Manch ein Visionär oder Seher kann es wirklich verlangen, dass er zum Miterlöser erklärt und fast auf eine Stufe mit dem Göttlichen Erlöser gestellt wird? Man könnte berechtigterweise fragen: wann, der „demütige Diener“ von Magnificat, Sie würde so anmaßend und eitel werden, dass sie den Titel einer Miterlöserin verlangt und beansprucht?

Endlich ist es hier “Beweis des Beweises”: „Mehrere Hohepriester haben den Begriff Miterlösung verwendet“, Vor diesem Hintergrund folgt die Liste ihrer verschiedenen Reden, obwohl alles das genaue Gegenteil von dem zeigt, was die Miterlösungsfans gerne erleben würden. Es stimmt, dass Papst Johannes Paul II, in einer Rede von ihm am 8. September 1982, angegeben:

«Maria, sogar ohne Makel der Sünde empfangen und geboren, sie nahm in bewundernswerter Weise an den Leiden ihres göttlichen Sohnes teil, Miterlöser der Menschheit sein“.

Dieser Ausdruck zeigt jedoch genau das Gegenteil auf theologischer und mariologischer Ebene. Lassen Sie uns klären, warum: Von da an folgte er Johannes Paul II. – der zweifellos ein Pontifex von tiefer Marienverehrung war –, er hatte andere vor sich 23 Jahre Pontifikat. Kommen Mai, in dieser langen Zeit, sowie die Nichtverkündigung des fünften marianischen Dogmas der Miterlösung Mariens, er lehnte den Antrag rundweg ab, als es ihm zweimal überreicht wurde? Er lehnte sie ab, weil zwischen den 1962 und das 1965, Der damals junge Bischof Karol Woytila ​​war eine aktive und aktive Persönlichkeit des Zweiten Vatikanischen Konzils, der in einer seiner dogmatischen Konstitutionen klarstellte, wie Maria „in einzigartiger Weise am Werk des Erlösers mitgewirkt“ hatte. (Das Licht, 61). Die im vorherigen Artikel eingeführte Erklärung besagt, dass die alleinige Vermittlung des Erlösers „nicht ausschließt“., aber es weckt in den Geschöpfen eine vielfältige Zusammenarbeit, an der eine einzige Quelle beteiligt ist. (Das Licht 60; CCC 970). Und die höchste und außergewöhnlichste Mitarbeit war die der Jungfrau Maria. Dies sollte ausreichen, um zu verstehen, dass die Päpste, als sie in ihren Reden manchmal auf den Begriff „Miterlösung“ zurückgriffen, niemals in Enzykliken oder feierlichen Akten des obersten Lehramtes, Sie wollten damit das Konzept der Mitwirkung Mariens am Geheimnis des Heils und der Erlösung zum Ausdruck bringen.

Der Begriff Miterlösung selbst Es ist an und für sich eine theologische Absurdität, die zu enormen Konflikten mit der Christologie und dem Geheimnis der Erlösung führt, die allein durch Gott, das fleischgewordene Wort, geschaffen wurde, die keine Miterlöser und Miterlöser braucht, er wiederholte es dreimal, In dem 2019, 2020 e 2021 auch der Papst Franziskus:

«[...] Seinem Meister treu, Wer ist sein Sohn?, der einzige Erlöser, er wollte nie etwas von seinem Sohn für sich nehmen. Sie hat sich nie als Miterlöserin präsentiert. Nein, Schüler. Und es gibt einen Heiligen Vater, der überall sagt, dass Jüngerschaft würdiger sei als Mutterschaft. Fragen der Theologen, aber ein Schüler. Er hat seinem Sohn nie etwas für sich selbst gestohlen, Sie hat ihm gedient, weil sie eine Mutter ist, gibt diesem Sohn, der von einer Frau geboren wurde, Leben in der Fülle der Zeit (vgl.. Predigt von 12 Dezember 2019, voller Text WHO) [...] Unsere Liebe Frau wollte Jesus keinen Titel wegnehmen; Sie erhielt das Geschenk, seine Mutter zu sein, und die Pflicht, uns als Mutter zu begleiten, unsere Mutter zu sein. Sie hat nicht darum gebeten, Quasi-Erlöserin oder Miterlöserin zu sein: Nein. Der Erlöser ist nur einer und dieser Titel wird nicht verdoppelt. Nur Schülerin und Mutter (vgl.. Predigt von 3 April 2020, voller Text WHO) [...] die Madonna, die, als die Mutter, der Jesus uns anvertraut hat, umhüllt uns alle; aber als Mutter, nicht als Göttin, nicht als Miterlöserin: als Mutter. Es ist wahr, dass christliche Frömmigkeit immer schöne Titel erhält, wie ein Sohn für seine Mutter: Wie viele schöne Dinge sagt ein Sohn zu der Mutter, die er liebt! Aber seien wir vorsichtig: Die schönen Dinge, die die Kirche und die Heiligen über Maria sagen, nehmen der erlösenden Einzigartigkeit Christi keinen Abbruch. Er ist der einzige Erlöser. Sie sind Ausdruck der Liebe wie ein Sohn zu seiner Mutter, manchmal übertrieben. Aber die Liebe, wir wissen, bringt uns immer dazu, übertriebene Dinge zu tun, aber mit Liebe“ (vgl.. Hören von 24 Marsch 2021, voller Text WHO).

Das Geheimnis der Erlösung es ist eins mit dem Geheimnis des Kreuzes, an dem Gott den Menschen als Opferlamm starb. Am Kreuz wurde die selige Jungfrau Maria nicht wie ein Opferlamm zu Tode genagelt, dass sie am Ende ihres Lebens einschlief und in den Himmel aufgenommen wurde, Sie starb nicht und stand am dritten Tag wieder auf und besiegte den Tod. Die selige Jungfrau, erste Geschöpf der ganzen Schöpfung vor allen Heiligen für seine makellose Reinheit, Er vergibt unsere Sünden nicht und erlöst uns nicht, er tritt für die Vergebung unserer Sünden und für unsere Erlösung ein. Wenn er uns also nicht erlöst, weil wir darauf bestehen, einen Titel zu dogmatisieren, der darauf abzielt, feierlich zu definieren, was uns miterlöst?

Viele Fans der Miterlösung dürften es sein Ich habe den Anrufungen der Loreto-Litanei nie Beachtung geschenkt, die sicherlich nicht das Werk eines neuen Papstes mit einem Hauch von Modernismus waren, wie manche sagen würden, Sie wurden vom Heiligen Papst Pius V. nach dem Sieg der Heiligen Liga in Lepanto im Jahr 2000 zum Gebet des Heiligen Rosenkranzes hinzugefügt 1571, Obwohl es bereits seit mehreren Jahrzehnten im Heiligtum des Hauses Loreto verwendet wird, von dem sie ihren Namen haben. Dennoch würde es genügen, diese Frage zu stellen: Wie kommt, wenn zu Beginn dieser Litaneien Gott der Vater angerufen wird, Gott der Sohn und Gott der Heilige Geist, sagen wir "erbarme dich unser» (habe Gnade mit uns)? Während ich gerade erst angefangen habe, mit der Anrufung heilige Maria, alle Titel der Heiligen Jungfrau auszusprechen, Von diesem Moment an sagen wir: „Bete für uns» (bete für uns)? Einfach: denn Gott, der Vater, der uns erschaffen hat und sich der Menschheit durch die Menschwerdung des Wortes Gottes hingegeben hat, hat den Menschen geschaffen, Jesus Christus, der dann den Heiligen Geist brachte, der „vom Vater und vom Sohn ausgeht“, Mit barmherziger Barmherzigkeit gewähren sie die Gnade der Sündenvergebung durch ein trinitarisches Handeln des dreieinigen Gottes, die Jungfrau Maria nicht, Er vergibt uns unsere Sünden nicht und vergibt uns nicht, denn in der Heilsökonomie ist seine Rolle die der Fürbitte. Dies ist der Grund, warum, wenn wir uns im Gebet an sie wenden, beide im Ave-Maria dadurch gekennzeichnet, dass Hallo Regina, stets, In der gesamten Geschichte und Tradition der Kirche rufen wir sie an und sagen: „Betet für uns Sünder.“, wir bitten sie nicht, unsere Sünden zu vergeben oder uns zu retten (vgl.. Meinem vorherigen Artikel, WHO). Dies allein sollte ausreichen und vorantreiben, um zu verstehen, dass der Begriff „miterlösend“ selbst auf theologischer Ebene einen groben Widerspruch darstellt, Leider genug, um diejenigen Theologen, die darauf bestehen, die Verkündigung dieses fünften marianischen Dogmas zu fordern, als unhöflich zu bezeichnen, Randgruppen von Gläubigen, von denen die meisten tiefe und gravierende Lücken in den Grundlagen des Katechismus der Katholischen Kirche haben, werden angeklagt und als Fans genutzt.

Die Person der Jungfrau Maria, die Mutter Jesu, Es wird mit einer theologischen Tiefe betrachtet und angedeutet, die es in eine enge Beziehung zur Sendung seines Sohnes stellt und mit uns Jüngern vereint, denn das ist seine Rolle, die uns die Evangelien mitteilen und an die wir erinnern wollten, Alles bei allem Respekt vor denen, die Anspruch erheben, manchmal sogar arrogant, die Frau degradieren Magnificat in einem Mikrokosmos emotionaler Andachten, die oft sogar den Fumus des Neuheidentums offenbaren. Der Papst Franziskus hat also Recht, als mit seinem sehr einfachen und direkten Stil, teilweise sogar bewusst provokativ und für manche sogar irritierend, aber gerade deshalb in der Lage, sich jedem verständlich zu machen, er präzisierte, dass Maria „[...] er wollte nie etwas von seinem Sohn für sich nehmen. Sie hat sich nie als Miterlöserin präsentiert“. Und sie stellte sich nicht als solche dar, denn Maria ist die Frau von Magnificat: „Er blickte auf die Demut seines Dieners, Von nun an werden mich alle Generationen gesegnet nennen.; gesegnet, weil ich ein Diener geworden bin, sicherlich nicht, warum ich gefragt habe, an einen wahnsinnigen Seher, zur Miterlöserin ernannt werden.

 

von der Insel Patmos, 3 Februar 2024

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Die Väter der Insel Patmos

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Die Mutter Jesu, der Schatz, der in den Evangelien verborgen ist

DIE MUTTER JESU, IL TESORO NASCOSTO NEI VANGELI

«Il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, vor allem die religiösen, lernen “die erhabene Wissenschaft von Jesus Christus” (Fil 3,8) mit häufigem Lesen der göttlichen Schriften. “L’ignoranza delle Scritture, in der Tat, è ignoranza di Cristo”. Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l’approvazione e a cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si diffondono ovunque».

- Die theologischen Seiten -

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Autor
Iwano Liguori, ofm. Kap.

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Artikel im PDF-Druckformat

 

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In den Jahren nach dem Zweiten Vatikanischen Konzil Die Bibelwissenschaft hat wichtige Fortschritte gemacht, offrendo contributi che ormai sono imprescindibili per la Teologia nelle sue diverse branche e per la vita cristiana. Questo almeno da quando, fin dall’epoca di Pio XII, nella Chiesa Cattolica è stato favorito lo studio della Bibbia dando la possibilità di utilizzare tutti quei metodi che di norma si applicano ad un testo scritto.

L’AnnuncioOpera di Salvador Dalì, 1960, Musei Vaticani (cliccare sull’immagine per aprire la pagina)

Quanti sono a conoscenza degli enormi vantaggi che gli studi esegetici hanno recato alla teologia che indaga la figura e il ruolo della Vergine Maria, la cosiddetta mariologia. Quale ricchezza poter dire oggi che il racconto dell’annunciazione (LC 1, 26-38) per la sua forma letteraria, pur conservando all’interno la comunicazione di una nascita miracolosa, è tuttavia un racconto di vocazione: la vocazione di Maria. Ma chi lo sa? Chi si è accorto che nella versione CEI della Bibbia del 2008, quella che leggiamo attualmente nelle nostre liturgie, l’annuncio dell’angelo a Maria è oggi reso con: «Rallegrati»; quando nella precedente versione del 1974 si leggeva: «Ti saluto»; a causa della grande influenza dovuta alla preghiera dell’Ave-Maria? Fu il gesuita Padre Stanislas Lyonnet[1] il primo che nel 1939 fece notare che l’imperativo invito alla gioia («rallegrati», Kayre Von LC 1,28) faceva riferimento ai testi profetici rivolti alla «figlia di Sion» (Sof 3,14). Cambia tutto, non più un semplice saluto, ma a Maria viene comunicato un invito che in passato era rivolto ad Israele verso cui i profeti si rivolgevano come a una donna. Nel medioevo dicevano che per la sua funzione materna Maria era «Figura della sinagoga»[2], heute, grazie alle acquisizioni esegetiche diamo a questa affermazione una connotazione nuova e più solida dal punto di vista scritturistico.

Auch heute noch sprechen wir von der Jungfrau Maria, purtroppo anche fra i presbiteri e a maggior ragione i fedeli, assistiamo alla trita ripetizione dei soliti discorsi devozionali ed emozionali; al massimo ci si spinge a ricalcare il delicato e discusso tema di Maria co-redentrice. Quante omelie volendo spiegare l’episodio di Cana ne parlano ancora come di un semplice miracolo? Nel brano evangelico questa parola non c’è. Si parla invece di «segno» ― «Gesù fece questo come inizio dei segni» (GV 2,11) ― che nel Quarto Vangelo ha tutt’altra profondità teologica e pregnanza. E lì era presente Maria, che neanche viene chiamata per nome, ma solo identificata come: «Donna». Eppure non si sente altro che parlare della Madonna: La Madonna che ha forzato il miracolo. Chissà quanti sanno che la frase di Gesù a sua Madre è con molta probabilità una interrogativa ― «Non è ancora giunta la mia ora?» ― come ha provato un valente esegeta ormai decine di anni fa[3]. La nuova Bibbia Cei non lo riporta ancora, aber wenigstens, dalla precedente versione, è stato cambiato il termine miracolo e ora possiamo leggere finalmente la parola «segno» (GV 2,11).

Un altro interessante cambio di prospettiva che pian piano è avvenuto, mentre si scrutava con attenzione la figura di Maria nei Vangeli, è stato quello di accantonare il tradizionale legame fra Lei e la figura di Eva, protagonista del protovangelo di Genesi. Perché più aderente ai testi e ricco di prospettive teologiche ed ecclesiologiche risultava invece vedere Maria come immagine di quella figlia di Sion biblica (Soll 86 [87],5, 5 LXX), la Gerusalemme nuova che diviene protagonista della nuova Alleanza con Gesù.

Questo emerge con evidenza nei racconti evangelici, soprattutto in due testi giovannei che vedono Maria, mai chiamata col suo nome proprio, ma identificata piuttosto come «La madre di Gesù» o più curiosamente come «Donna». L’episodio delle nozze di Cana (GV 2, 1-11) e quello della «Madre» sotto la croce (GV 19,25-27) insieme al discepolo amato, sono direttamente collegati proprio in ragione della presenza in entrambi i momenti di questa «Donna».

Im ersten Fall, a Cana, siamo all’inizio della manifestazione di Gesù, nel secondo episodio siamo invece al termine di questa rivelazione, : «Tutto era compiuto» (GV 19,28). Rivelazione che rappresenta il motivo conduttore del Vangelo giovanneo: „Dio, niemand hat ihn gesehen: der einzige Sohn, wer ist Gott und ist am Vater, ist er es, der ihn bekannt gemacht hat " (GV 1,18). Cana è il punto culminante di una settimana nella quale Gesù inizia a manifestarsi ai suoi primi discepoli, dopo il primo grande giorno senza tempo del prologo; la croce è il momento finale, prima della risurrezione certo, che vede Gesù rivelare alla Madre e al discepolo, colui che non ha mai smesso di seguire Gesù fin dall’inizio, il grande mistero della Chiesa che guarda con fede ciò che è accaduto e lo testimonia: «Chi ha visto ne da testimonianza» (GV 19,35).

A Cana, Maria, die Mutter Jesu, è quella Donna che rappresenta l’umanità nell’indigenza e il giudaismo che viveva della speranza messianica. Le parole così apodittiche ― «Essi non hanno vino» (GV 2,3) ― starebbero a significare il desiderio d’Israele di vedere il diffondersi del vino messianico ovvero la rivelazione definitiva della Nuova Alleanza, secondo il ricco simbolismo del vino nella tradizione biblica e giudaica. Ella invita, deshalb, i discepoli a rinnovare quel proposito espresso già nella antica alleanza del Sinai: «Tutto ciò che Jahvè ha detto, noi lo faremo»; «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Ist 19,8; cfr anche 24,3.7; GV 2,5).

San Giovanni evangelista, come spesso fa nel corso della sua opera, per esempio nel racconto della Samaritana al pozzo (GV 4,13-14), ci chiede di elevarci dal piano umano e storico a quello più spirituale e teologico. Dove spirituale non vuol dire meno aderente al vero, bensì designa e indica il significato più nascosto e profondo celato dentro un racconto, in linea con quello che anche la moderna ermeneutica va scoprendo. Martin Heidegger nei suoi scritti dice che il linguaggio si trova nell’«impronunciabile» e il senso nel «non-detto» del testo, mentre il filosofo Emmanuel Lévinas parla di andare «al di là del versetto», Gregorio Magno, un medievale, diceva addirittura che: «Il testo cresce con colui che lo legge».

Nei riguardi di Maria, il Vangelo ci fa dunque passare dal significato immediato e più evidente di Lei in quanto madre di Gesù perché lo ha portato in grembo e partorito, a quello di rappresentante di un’intera comunità che desidera unirsi a Gesù che, angesichts des Kontextes, vuole legarsi a Lui come una Sposa al suo Sposo, poiché Egli è Colui che porta la salvezza, il vino nuovo simbolo della nuova alleanza messianica. Tutto l’insieme del brano e l’uso del termine «Donna» è un invito ad elevarci dal piano storico e letterale al senso più recondito e profondo che è spirituale, teologico e altamente significativo per i credenti. È per questo che l’episodio di Cana si colloca alla fine di una prima settimana di manifestazione di Gesù ai suoi discepoli, curiosi di sapere chi sia, cosa porta di nuovo rispetto a Giovanni che lo ha indicato (GV 1,36) e dove sta il suo segreto: «Dove rimani? » (GV 1,38). Non a caso l’evangelista commenta alla fine che proprio a Cana Gesù non fece un semplice miracolo, ma «manifestò la sua gloria e i suoi discepoli iniziarono a credere in lui» (GV 2,11).

Se il ruolo materno della Donna verso i discepoli, a Cana, era abbozzato o per meglio dire iniziale, sotto la croce questo appare con evidenza. Maria riceve proprio lì una nuova maternità spirituale che si esplica nella mutua relazione fra lei ed un discepolo: «Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, Er sagte seiner Mutter,: "Donna, hier ist dein Sohn!». Dann sagte er zu dem Jünger: «Ecco tua madre!». Und von jener Stunde an nahm sie der Jünger zu sein " (GV 19,25-27).

Si suole dire che quando qualcuno si trova in punto di morte di solito pronuncia parole importanti, endgültig. E queste sono le ultime parole di Gesù prima di morire, prima di proferire quel definitivo: «Ho sete». Ma ancora una volta San Giovanni ci avverte che qui è celata una importante rivelazione. Lo fa adoperando uno schema più volte usato nella sua opera, ovvero utilizzando i due verbi: sehen, sagen; e poi l’avverbio «ecco», in sequenza. Gli studiosi chiamano questo procedimento: schema di rivelazione; perché sta ad indicare che l’autore ci sta segnalando qualcosa di nuovo che viene illustrato.

Nel raccontare la passione, la crocifissione e la morte di Gesù, Giovanni non si smentisce e vi addensa temi di grande importanza teologica. La regalità di Gesù è universale, come segnalano le lingue del titolo della croce: «Era scritta in ebraico, in latino e in greco» (GV 19,20); tutti i figli di Dio dispersi sono radunati: «E io, quando sarò innalzato da terra, Ich werde alle zu mir ziehen" (GV 12,32); la sua tunica inconsutile rappresenta l’unità della Chiesa, almeno nella esegesi patristica per via del verbo skizo («σχίζω») qui usato, da cui scisma: «Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Egli è l’agnello pasquale integro: «Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso» (GV 19,36; vgl.. Ist 12,46). E al culmine di questa rivelazione c’è la consegna da parte di Gesù di «sua madre» al discepolo.

Notiamo infatti nei versetti che la Madre di Gesù che è «sua» (termine ripetuto quattro volte), diventa per le parole di Gesù al discepolo: «Tua madre»; e viceversa lui per Lei: «Tuo figlio». Questo discepolo è amato perché è colui che non ha mai smesso di seguire Gesù fin dall’inizio, da quella iniziale settimana che sfocia nel segno di Cana a cui abbiamo accennato più sopra; Ding, stattdessen, non era riuscita a Pietro che dovrà riprendere la sequela più avanti. In questo senso rappresenta il discepolo per eccellenza verso cui tutti dovremmo conformarci, è simbolo di ogni vero discepolo di Gesù, capace, chinandosi sul suo petto, di cogliere gli aspetti più intimi di Lui. La Madre, come abbiamo visto a Cana, rappresenta la figlia di Sion, ma adesso nella sua funzione materna pienamente svelata. E’ colei che vede i suoi figli prima dispersi, ora radunarsi (Ist 60, 4-5 LXX). Se a Cana, nella fase iniziale, questo rapporto era accennato, qui raggiunge tutta la sua evidenza. La «Donna» ora diventa la madre della Chiesa, rappresentata dal discepolo.

In che consiste questa nuova maternità che chiamiamo spirituale, in ragione del fatto che il vero e unico Figlio che lei ha avuto è Gesù? Proprio per il suo legame indissolubile con Gesù, Lei non potrà che essere da adesso in poi per il nuovo figlio, die Kirche, colei che conduce a Gesù, che invita a entrare nell’alleanza non più iniziale come a Cana, ma definitiva, sancita dalla morte salvifica del Cristo sulla croce. Sarà colei che rinnova nei riguardi dei discepoli quello che è stata per Gesù nell’incarnazione: sarà la Madre. Se già a Cana i discepoli non erano chiamati schiavi, bensì servi, i «diakonoi» di GV 2,5, a maggior ragione qui essi sono considerati come figli. E questa maternità, donata sotto la croce, si esplica nell’aiutare il discepolo, wir alle, a capire il significato profondo di quel che è avvenuto fin dall’inizio e di quel che sta accadendo in quel momento sul calvario. È per questo che il discepolo, sagt das Evangelium, comprende immediatamente le parole di Gesù e prende quella che ormai è Sua Madre nel suo intimo. Non prende possesso, come se una donna passasse di proprietà da uno ad un altro, ma la accoglie per tutto quello che ora significa, grazie alla parola rivelativa appena detta da Gesù. Per tal motivo commenta l’evangelista: «E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» (GV 19,27).

Il discepolo, partecipe dell’ora messianica del Signore e grazie alla presenza materna di Maria può volgere verso Gesù in croce lo sguardo di colui che ha compreso, nel senso più ampio del termine, quello di portare con sé e dentro di sé il mistero grande di cui è testimone. Ed infatti queste sono le sue parole: «Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate» (GV 19,35).

Cosa testimonia il discepolo, appena dopo aver ricevuto questa nuova Madre? Che ha udito le ultime parole di Gesù sulla sua opera compiuta e le altre che esprimevano il suo desiderio di donare lo Spirito: «Ho sete» (Gv 19,28b). Sarà dopo la morte di Gesù, che Giovanni descriverà proprio come un consegnare lo Spirito – «tradidit spiritum» (GV 19,30 Vulgata) – con l’apertura del costato da cui defluisce sangue, cioè la vita di Gesù donata finora, e l’acqua, simbolo appunto del dono dello Spirito come più volte nel Vangelo era stato preannunciato (GV 7, 37-38), che il suo sarà finalmente e definitivamente uno sguardo di fede rivolto perennemente a Gesù: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». (GV 19,37). Scrive un Padre della Chiesa:

«Nessuno può raggiungere il senso (del Vangelo di Giovanni) se non abbia reclinato il capo sul petto di Gesù e da Gesù non abbia ricevuto Maria per madre, E, per essere un altro Giovanni, in modo che si senta designare da Gesù come fosse Gesù stesso. Perché… Maria non ha altri figli che Gesù; quando Gesù dice a sua Madre: “Ecco tuo figlio” und nicht: “Ecco questo uomo è anche tuo figlio”, è come se le dicesse: “Ecco Gesù che tu hai partorito”. In effetti chiunque è arrivato alla perfezionenon vive più ma Cristo vive in luie poiché Cristo vive in lui, Cristo dice di lui a Maria: “Ecco tuo figlio, der Christus”»[4].

Se oggi rileggendo queste audaci parole di Origene ci accorgiamo di quanta verità teologica e bellezza spirituale esse contengano lo dobbiamo anche al fatto che lo studio di Maria nella Scrittura, che negli ultimi decenni è rifiorito, ci permette di raccogliere i frutti di un lavoro di analisi insieme rigorosa e amorosa dei testi biblici e di gustare affermazioni antiche con rinnovata consapevolezza. E la Chiesa raccomanda non solo che il testo sia studiato dagli specialisti, ma che tutti possano abbeverarsi alla fonte della Sacra Scrittura:

«Il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, vor allem die religiösen, lernen “die erhabene Wissenschaft von Jesus Christus” (Fil 3,8) mit häufigem Lesen der göttlichen Schriften. “L’ignoranza delle Scritture, in der Tat, è ignoranza di Cristo”. Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l’approvazione e a cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura dev’essere accompagnata dalla preghiera, affinché si stabilisca il dialogo tra Dio e l’uomo; so lange wie “quando preghiamo, parliamo con lui; lui ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini”». (Gottesschwert, 25).

Eccoci allora giunti allo scopo di questo piccolo contributo. Instillare nei lettori il desiderio di amare e conoscere la Scrittura in modo serio, ma anche appassionato. Qui abbiamo molto sintetizzato, davvero tanto, perché ogni singolo aspetto avrebbe richiesto una trattazione più diffusa. Speriamo serva almeno da stimolo o da input come si dice in gergo, soprattutto perché l’argomento trattato faceva riferimento alla Vergine Maria. Questo piccolo scritto possa aiutare chi legge a tornare a quella fonte della rivelazione che è la Bibbia che tanto può raccontarci di Maria, più che le narrazioni circolanti, anche sui Sozial, spesso non di eccelsa qualità. Perché come diceva un antico autore e lo lascio in latino tanto è di immediata comprensione: «Omnis Sacra Scriptura unus liber est, et ille unus liber Christus est»[5].

Sanluri, 6 Februar 2023

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HINWEIS

[1] LYONNET S., Kaire, Kejaritomene, Bíblica 20 (1939)

[2] Glossa interlinearis a Gv 2,1: «Mater figura synagogae», in Biblia sacra cura Glossa ordinaria…, v, Antverpiae, 1617, 1044; SAN TOMMASO D’AQUINO, Super evang. S. Joannis (ed. Cai.), n. 346: «[…] gerens in hoc figuram synagogae, quac est mater Christi».

[3] VANHOYE A., Interrogation johannique et exégèse de Cana (GV 2,4), in Biblica 55 (1974).

[4] Ursprung, Commento su San Giovanni, ich,4,23; SC 120,70,72.

[5] Ugo di San Vittore, De Arca Noe, 2, 8: PL 176, 642; cf Ibid. 2, 9: PL 176, 642-643; Katechismus der Katholischen Kirche, Nein 134).

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Von der doktrinellen Desorientierung der Kirche über die Sünde der Priester bis hin zum Recycling von Laien. Aussicht auf eine unnachgiebige Kultur, die durch Verurteilung heiligt und durch Heiligung verurteilt

VON DER DOKTRINALEN DISORIENTIERUNG DER KIRCHE BIS ZUR SÜNDE DER PRIESTER UND DEM RECYCLING DER LAITY. PROSPEKT EINER UNTRANSIGENTEN KULTUR, WÄHREND SANKTIFIZIERUNGEN UND SANKTIFIZIERUNGSSÄTZE

Die “tolerant” modern, stattdessen, er opfert sich nicht für seine Ideen, wie es der Idealist tun würde, im Gegenteil, man hat keine Skrupel, diejenigen zu opfern, die Ideen haben, die seinen widersprechen, so wie es ein Diktator gegenüber seinen Gegnern tun würde. Wie viele Märtyrer der Toleranz und der Rechte gibt es heute?? Aber die vielleicht zahlreichsten Märtyrer sind diejenigen, die als unwissende Säer des Hasses hochgehalten werden, gerade weil sie auseinander gehen, Träger eines Hasses, der nicht gesehen werden kann, weil er nur im Blick des Toleranten im Dienst vorhanden ist, der ein Interesse daran hat, Hass als ideologisches Instrument zur Kontrolle der Massen einzusetzen.

- Die theologischen Seiten -

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Autor
Iwano Liguori, ofm. Kap.

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ich. Eine Frage des Prinzips

Ich schätze, ich enthülle keine Geheimnisse nicht vertrauenswürdig, wenn ich sage, dass christliche Katholiken bleiben, heutzutage, es ist überhaupt kein einfaches Unterfangen. Es geht nicht so sehr darum, nur eine scheinbare traditionelle Identität zu bewahren - zumindest was den europäischen Kontinent betrifft -, sondern zu zeigen, dass Gott im Leben der Menschen immer noch ein gewisses Recht auf Staatsbürgerschaft hat und dass Christus als das grundlegende und endgültige Ereignis der Offenbarung anerkannt wird Divina.

der Einsturz des Gewölbes der Basilika San Francesco in Assisi in 1997 [Klick auf das Bild, um das Video zu öffnen]

In Bezug auf eine Umfrage der Pew-Forschungszentrum [vgl. WHO] durchgeführt in 2017 auf einer Probe von 1.804 reaktionsschnell, 80% der Italiener erklären sich für christlich, Die besorgniserregende Tatsache betrifft die Häufigkeit, in der Tat die 23% nimmt mindestens einmal pro Woche an Gottesdiensten teil, der 20% einmal im Monat und weiter 34% hat eine viel weniger eifrige Praxis. Nach anderen Daten im Zusammenhang mit einer Ipsos-Forschung von 2017, immer in Italien, seine 60.000 Befragte, Katholiken nehmen ab. Es geht von 85,4% von 2007 Al 74,4% der 2017. Eine neuere Studie aus dem 2018 dell 'Europäische Wertestudie 84,4% der Italiener sagen im Allgemeinen, dass sie ohne weitere nützliche Angaben an Gott glauben.

Daten in der Hand Wir erleben einen drastischen Rückgang des christlichen Glaubens, aber was eine Umfrage niemals sagen kann, betrifft die theologische Motivation, die den wahren Grund für diesen Rückgang darstellt. Die theologische Motivation, die zu einem skandalösen Stein wird, auf dem die erbarmungslosen Statistiken gebrochen werden, liegt in der Tatsache, dass man die Spezifität des Christentums nicht mehr besitzt, so dass wir oft verloren sind, der Gnade einer Form von Alzheimer ausgeliefert, die es uns unmöglich macht, den Glauben zu erkennen und uns als gläubige Gläubige zu erkennen, wie der heilige Petrus in seinem ersten Brief ausdrückt [vgl.. 1Pkt 3,15-16].

Ich gebe ein Beispiel, um klarer zu sein. Kein Jude, gestern und heute, man würde niemals davon träumen, den Bund zwischen Gott und Abraham und vor allem das Gründungsereignis, das das auserwählte Volk während der Befreiung Ostern in Ägypten vereinte, zu missbilligen. Kein Jude, gesund, würde bezweifeln, dass Gott der ist Goel Befreier und Erlöser des Volkes und der in Mose die Erlösung gegen die Herrschaft des Pharaos von Ägypten ermöglichte. Obwohl dieser Glaube angesichts der schrecklichen Ereignisse von Auschwitz auf eine harte Probe gestellt wurde, Der Glaube unserer Brüder an Abraham ist seit Jahrhunderten im Wesentlichen unverändert geblieben und wird zu einem Grund dafür, dass die ethnische und religiöse Identität in jeder Familie mit Stolz gefeiert wird.

Für uns Christen, stattdessen, Einen bestimmten Glauben zu haben, ist keine Frage des Stolzes, sondern der Verlegenheit, Wir sind oft die Ersten, die sich als kompromisslos und fanatisch betrachten, wenn wir versuchen, uns über die Mittelmäßigkeit zu erheben. Dann, in den Augen des Betrachters verdaulicher zu sein, Vielmehr ziehen wir es vor, rosa zu werden und eine universelle Liebe zu zeigen, die wir durch Matthews eschatologischen Diskurs wunderbar rechtfertigen können 24,31-46 was übrigens nach korrekter Exegese der Fall ist, Es sollte niemals von den nachfolgenden Passagen getrennt werden – überliefert vom Heiligen Evangelisten Matthäus, zuerst das Gleichnis von den zehn Jungfrauen [vgl.. MT 25,1-13] und dann die der Talente [vgl.. MT 25,14-29] – mit der Gefahr, dass der heilige Text etwas sagt, was er eigentlich nicht sagen will.

Als Beweis dafür, Ich bringe ein Beispiel zur Unterstützung meiner Worte. Wie oft haben wir schon von Predigten über die Liebe auf den Kanzeln gehört? Wie oft wurde Liebe als Slogan verwendet und Hauptschlüssel alles zu rechtfertigen, auch das Ungerechtfertigte und das Unvernünftige? Wie oft wurden im Namen der Liebe völlig böse Entscheidungen getroffen, Ausdruck der emotionalsten Sentimentalität und der verführerischsten Leidenschaft? Der christliche Begriff von Wohltätigkeit bezieht sich auf Gott, nach der Lehre des Apostels Johannes: "Sehr geehrter, Lass uns einander lieben, weil die Liebe von Gott ist: Jeder, der liebt, wurde aus Gott geboren und kennt Gott. Wer nicht liebt, hat Gott nicht gekannt, weil Gott Liebe ist " [vgl.. 1GV 4,7-8]. Traurig ist das Bewusstsein, zu überprüfen, dass diese heute so stark publizierte "Liebe" der Gegenwart der Dreifaltigkeit Gottes beraubt und als Alibi verwendet wird, durch das die Sünde normalisiert wird, bis sie in einer ausschließlich philanthropischen und utilitaristischen Haltung ausgeht. Diese Haltung der Verarmung Wohltätigkeit in der Tat ist es kein modernes Laster von der Person Gottes, stark von diesem Weisheitsspruch Nichts Neues unter der Sonne [nichts Neues unter der Sonne] Die Geschichte des Christentums kennt diese Degeneration des Liebesbegriffs bereits seit seinen ersten Jahrhunderten.

Im 361 Gleichstrom. der Kaiser Julian der Apostat, Er widersetzt sich energisch dem Christentum, indem er eine Politik der Heidentifizierung des Volkes und eine Rückkehr zum neuplatonischen Denken durchführt. Das Christentum wird nur die wohltätige Tätigkeit und die Aufmerksamkeit des Nachbarn behalten, der versucht, sich in die von ihm entworfene heidnische Anti-Kirche einzupflanzen. Die Geschichte sagt uns, dass der Versuch nicht durchführbar war, dekadentes Heidentum, sowie der moderne Atheismus, der von der Elite-Religiosität angenommen wird, er konnte nicht mit der authentischen Liebe Gottes konkurrieren, die in Christus aus dem Merkmal des Heldentums besteht, bis das Opfer des Lebens und im Heiligen Geist das Merkmal der Missionarität, das die Hauptursache jeder tugendhaften Handlung ist. Die Liebe, authentisch christlich sein, es muss nicht nur gut tun, aber es muss zu völliger Selbsthingabe führen, selbst mit diesen Menschen und in diesen lieblosen Situationen, aufgrund der Tatsache, dass, wenn die Gerechtigkeit des Jüngers die der Welt nicht übersteigt, Es gibt kein Zeichen mehr für Vollkommenheit und eine Garantie für die Gegenwart des Geistes des Vaters, wie der Heilige Evangelist Matthäus angibt [vgl.. MT 5,20]. Christliche Liebe ist jene theologische Tugend, die sich in Gott erkennt und zu ihm führt, kündigt der Seele das Heil an, konvertiert von der Sünde und öffnet die Tore des Himmels.

Nach diesem notwendigen Exkurs über die Beziehung zwischen Gott und Liebe, Kehren wir zur Suche nach Bedeutungsfragen zurück, die unseren Glauben herausfordern. Wer ist Jesus?? Was hat er in der Welt gemacht?? Dies sind noch die grundlegenden Fragen, in den meisten Fällen, Für viele junge Menschen, die am Katechismus teilnehmen, und für viele junge Christen bleiben Fragen offen. Die Situation ändert sich nicht viel, wenn wir diese Frage Erwachsenen vorlegen, an die Eltern dieser Kinder, oder an ihre Großeltern, die, tragisch zu sagen, Sie streben eine Rückkehr zum religiösen Analphabetismus an, die zu einem echten praktischen Atheismus führt.

Inzwischen wissen, wer Jesus Christus ist Wir geben uns damit zufrieden, die verschiedenen trendigen Säkularisten zu befragen Sozial und im Fernsehen mit gedämpfter Miene diktieren sie die neue Christologie Auf Seite mit dem erschwerenden Umstand, dass die Kirche, der offizielle, derjenige, der der Kontrolle der richtigen Lehre zugeordnet ist, das sollte die Brüder im Glauben bestätigen, schweigt. Und selbst wenn er spricht, versuchen, eine verpfuschte und blasse Ablehnung zusammenzustellen, er tut dies mit wenig Überzeugung, um den Verdacht zu erwecken, dass bestimmte ketzerische Affirmationen selbst innerhalb der heiligen Paläste eine gewisse Sympathie gewonnen haben.

Wir können sagen, an dieser stelle, Dieses Dogma ist in eine Krise geraten? durchaus nicht. Wer in die Krise geraten ist, ist sicher Es istEinrichtung kirchlich bestehend aus Pfarrern und Theologen, die – ja – den Kompass des Glaubens verloren haben und zunehmend auf die Kategorie „Geheimnis“ zurückgreifen und versuchen, sich hinter einer Leinwand zu verstecken, da sie keinen Grund mehr für den Glauben und die Hoffnung geben können, die in ihnen sind, Alles ist im ersten und zweiten Brief des heiligen Petrus und im Johannesevangelium enthalten [vgl.. 1Pkt 3,15; 2Pkt 1,16-19; 1 Gv1, 1-4]. Dadurch, er verlor die beiden theologischen Tugenden des Glaubens und der Hoffnung, was bleibt, die Liebe, übernimmt um jeden Preis die Konnotationen der Moderne und die Suche nach Zustimmung. Haben Sie jemals bemerkt, dass die Modernisierung der Person Christi, der Kirche, des Lehramtes, der Moral, der Bildung des Klerus und seiner Identität wurde immer von den Champions der Liebe und im Namen der Liebe durchgeführt? Wir sind am Paradoxon angekommen, in dem die Lehrkorruption der Kirche unter dem Banner der Liebe steht! Diese Liebe das, es ist notwendig zu wiederholen, Er wurde Fleisch und gab sein Leben für den sündigen Mann, Kurz gesagt, Beleidigung der Verletzung. Auf dem Höhepunkt dieser doktrinellen Verwirrung gibt es auch den sakrilegischen Akt, Gott mit Sünde verwechseln oder verbinden zu wollen. Aber wenn wir Christus und der katholischen Kirche treu bleiben wollen, ebenso wie der heilige Thomas Becket mit seinem Martyrium, wir müssen widerstehen und der christliche Widerstand wird im Gesang von "Bella Ciao" nicht verwirklicht., aber von 'lass Pasquale ' das erinnert uns daran, dass Christus Gott ist, Herr und Souverän, Gewinner der Sünde.

If, letzten endes, christlich sein es bedeutet, in das intime Leben Jesu Christi einzutreten, und lassen Sie ihn als unbestrittenen Herrscher meiner Existenz regieren - die Wahrheit wird jedes Jahr während der Feierlichkeit Christi des Königs am Ende des liturgischen Jahres wiederholt -, vielleicht ist es gut zu erkennen, dass etwas schief gelaufen ist oder wir mit einem großen Missverständnis konfrontiert sind. Der Glaube ist vor allem ein Festhalten des Menschen an Gott und gleichzeitig und auf untrennbare Weise, Es ist die freie Zustimmung zu aller Wahrheit, die Gott offenbart hat und die in Jesus Christus Fülle findet, endgültige und vollständige Offenbarung des rettenden Geheimnisses Gottes [vgl.. Herr Jesus].

Deswegen, Wir erkennen offen an, dass wir Priester sind, sowie die sogenannten engagierten Christen – diejenigen, die sich beispielsweise in kirchlichen Bewegungen engagieren, Sie erkennen sich als Aktivisten im sozialen und politischen Leben des Landes an, die in der Gemeinde helfen, die eine bestimmte Wohltätigkeitsorganisation praktizieren – im besten Fall verfolgen wir eine sekundäres Christentum, Grenze oder Peripherie was in den Augen der Schelmischsten als Fassadenchristentum offenbart wird.

Mit diesem Begriff Wir identifizieren eine bestimmte äußerst vielfältige und komplexe christliche Kultur, die das endgültige und übernatürliche Ende des Glaubens, das aus der Errettung der Seele besteht, vernachlässigt, ignoriert den spirituellen Kampf gegen die Sünde und die Offenheit für göttliche Gnade zusammen mit der Notwendigkeit, innerhalb eines göttlichen katholischen Glaubens zu bleiben, der innerhalb einer Glaubensgemeinschaft beobachtet wird, die sich innerhalb der Kirche von Rom anerkennt.

Geschichte sekundäres Christentum löst die Figur des Priesters weitgehend auf, indem er ihn als neu erfindet Manager, Ein fleißiger Museumskurator und Sozialarbeiter, der regelmäßig und mit variablen Arbeitszeiten bezahlt wird. Die gleiche Zerstreuung findet sich bei den Laien, bei denen, die sich nicht mehr in der Kategorie der Gläubigen identifizieren (dann treu zu wem und was? Mah!) und aus diesem Grund entscheiden sie sich dafür, sich mit christlichen Modellen zu verbinden, die sie alle in mythologische Figuren verwandeln, die auf einer Reise des Glaubens und eines Lebens, das in der Taufe Gott übergeben wurde, schwer zu vereinbaren sind.

Es besteht kein Zweifel, dass es dringend erforderlich ist, eine Grundsatzfrage zu wiederholen: Das Wesen des Christentums liegt in dem kleinen Wort, das Jesus im Johannesevangelium mehrmals ausspricht [vgl.. GV 8,24; 8,28; 8,58; 13,19; 18,5] sich selbst zu bezeichnen: ist dass’Ich bin – auf Griechisch ἐγὼ εἰμι, Ich eimi, Das ist eine Garantie der göttlichen Identität [vgl.. Ist 3,14-15] und der Erlösung für jedes Geschöpf.

Es ist die totalisierende Wahl dieses göttlichen Selbst das bringt eine Krise und das, wie aus der Lesung von Jacob Neusner in seinem Buch "Ein Rabbiner spricht mit Jesus" hervorgeht, stellt den großen Unterschied zwischen dem ewigen Israel und dem neuen Israel dar, das sich aus dem Volk der Getauften zusammensetzt, die durch die Passion Christi und seine Auferstehung erlöst wurden.

Bergwerk ich Identität Er muss in der Lage sein, das Geheimnis Gottes zu erkennen, unterdrücken'Ich bin Wer hat den ersten Platz [vgl.. LC 14,25-33] und das wirft mich zu Boden [vgl.. Bei 22,8] und es erschreckt, wann immer ich davon ausgehe, es zu besitzen und es zu verwalten, wie es mir gefällt [vgl.. GV 18,6], das Ganze, Es ist in den Evangelien von San Luca und San Giovanni eingeschlossen.

Wer ist Jesus?? Jesus ist Gott, wie uns verschiedene Stellen der Heiligen Schrift zeigen, insbesondere der Heilige Evangelist Lukas, mit dem Johannesevangelium und der Pauluskorrespondenz zu folgen [vgl.. LC 22,70; GV 1,1.14; GV 5,18; GV 8, 58; Fil 2,6; Kol 2, 9; Kol 1,15; EB 1,3], ist der Herr [vgl.. RM 10,9; GV 20, 28; LC 23,39-43; Fil 2,11], Er ist der authentische Offenbarer des Vaters [vgl.. GV 10, 30; GV 5,22-23; GV 14,8-11], und aus diesen Gründen kann niemand diese offenbarten Wahrheiten ignorieren, ohne einen Verrat zu verbrauchen, eine Ablehnung machen, ohne sich skandalisiert zu fühlen oder einen heiligen Krieg zu beginnen; alles immer in Bezug auf das Johannesevangelium. Dieser Menschengott kam, um die Welt von den Sünden zu retten [vgl.. MT 1,21], so dass der Mensch ein schönes Leben hat und nicht eines gutes Leben [vgl.. GV 10,10] und wenn man ernsthaft lebt, wird man definitiv des Krebses der Sünde beraubt [vgl.. EB 2,14-15] und in seinem Blut gerecht gemacht [vgl.. RM 5,9; 8,33]. Es gibt keine Alternativen, die göttliche Eifersucht des Alten Testaments [vgl.. Dt 5,6-10] es ist mit der totalisierenden Wahl Christi verbunden und seine Person ist die einzig mögliche Wahl der Gemeinschaft, die Früchte neuen Lebens hervorbringt [vgl.. MT 12,30; LC 5,38].

Jesus Christus ist so sperrig dass es nicht möglich ist, ihn zum Schweigen zu bringen, Seit zweitausend Jahren schwingt sein Name auf Erden mit und seine Treue hat sich als so stabil wie der Himmel erwiesen [vgl.. Soll 89,3]. Alles spricht immer noch von ihm: vom Kalender bis zu den Feiertagen, von zivilen Traditionen zur Ethik, von der Kunst zur Musik; Geschichte, Geographie, Die Art und Weise, Zeit zu berechnen, und sogar der riesige Kosmos und die Natur bezeugen, dass er Gott und Herr ist. Noch vor denen, die es verderblich leugnen wollen, Lehn es ab, Bis es vollständig verschwindet, muss unfreiwilliges Verdienst zugelassen werden - genau wie es für Dämonen war [vgl.. MC 5,6; LC 4,34; Bei 19,15] - einer Bestätigung Kerigmatico, in dem seine Majestät und Macht nicht im geringsten in Frage gestellt werden.

Und während Christus sich selbst verkündet und bekräftigt, seine Majestät wird wiederholt, seine Schlüsselrolle, die er in der Geschichte der Menschheit spielt, obwohl sich letzterer am häufigsten vor seiner Gegenwart versteckt wie Adam [vgl.. GN 3,9-10] oder wie Nietzsche den Wunsch haben, einen Vatermord zu begehen, der die angstvolle Abhängigkeit vom göttlichen Partner bricht, verspricht größere Freiheiten.

.(II). Glaubenskrise, DOKTRINALKRISE, Moralische Krise

.Die Frage des Prinzips Das, was ich im ersten Absatz dieses Artikels ansprechen wollte, hilft uns, den Zustand der chronischen Krise besser zu verstehen, der seit fünfzig Jahren die Solidität der Kirche beeinflusst. Es ist eine Krise an mehreren Fronten, die sich auf die Aspekte des Glaubens an die aktuelle historische Kontingenz auswirkt. Von der Lehre zur Seelsorge, von der Moral zur Spiritualität, vom täglichen Zeugnis bis zur Interpretation des Martyriums, Alles beruht auf einem wackeligen Glauben, wo Christus nicht mehr Gott ist und seine Rolle nicht mehr die des Erretters ist. Achtung gut, Die Existenz eines instabilen Glaubens zu bekräftigen ist nicht dasselbe wie zu sagen, dass es im Allgemeinen keinen Glauben mehr gibt oder dass diejenigen, die glauben, dies auf böswillige oder interessierte Weise tun. Statistiken zeigen, dass sich immer noch etwa 80% der Menschen als Christen erklären, Aber die Tatsache, sich selbst zu erklären, ist noch kein ausreichender Grund, der zum Glauben führt. Die gesegneten Apostel Petrus, Andreas und Johannes haben sich mehrmals von Unserem Lieben Herrgott vorgeworfen gesehen, dass ihr Glaube an ihn noch nicht reif genug und offen für Gnade ist. Und all die anderen, obwohl als die Jünger des Nazareners identifiziert, Sie zögerten nicht, ihn im Moment der Passion zu verlassen, mit Werken ablehnen, was sie offen verkündeten. Mit anderen Worten, wir können sagen, dass die Eintragung des Namens in das Taufregister der Gemeinde uns nicht zu gläubigen und glaubwürdigen Christen macht.. Diese Überlegungen führen uns zu dem Verständnis, wie ein Glaube dieser Art und ein Glaube dieser Art nichts hinzufügen und die Existenz des Menschen nicht beeinträchtigen. Mit den Worten des Johannesevangeliums können wir sagen, dass der Glaube im Wesentlichen zu a führt dort wohnen wo Jesus gegenwärtig ist [vgl.. GV 1,38; 15,4-ss]. Wenn man in Ihm wohnt, führt mehr zu einer Christifizierung des Lebens als, obwohl Gnadenarbeit, Es braucht jedoch menschliche Hilfe und die Ausübung des freien Willens.

Wie man Karl Rahner nicht erkennt und in der Erfindung der „anonymen Christen“ die meisterhafte List einer scheinbar modernen Religiosität, angesichts eines offenen Glaubensvorschlags, es hat viele glauben gemacht, dass es viel besser ist, sich so weit wie möglich von allem, was christlich ist, fernzuhalten (und vielleicht sogar katholisch) lieber fruchtbarer Zeit verbringen, als auf einen Gott zurückzugreifen, der sich nicht mehr beim Namen kennt und sich nur als formale Präsenz bewahrt hat. Diese Menschen sind mehr als „anonyme Christen“ – anonym für diejenigen, die sehen, dass Gott jeden immer beim Namen ruft [vgl.. Ist 43,1; 45,4] — man sollte sie „dogmatische Atheisten“ nennen, Da sie nicht das Bedürfnis haben, an den Gott Jesu Christi zu glauben, leben sie bereits in einem atheistischen Glauben, der sich von seinen eigenen Dogmatikern ernährt. Achten Sie darauf, Niemand ist dogmatischer und kompromissloser als ein überzeugter Atheist, wer energisch bekräftigt, was für ihn nicht existieren sollte, und kämpfe, woran er nicht mehr glaubt. So wie niemand mehr an den christlichen Traditionen eines Menschen festhält, der die religiöse Praxis jahrelang aufgegeben hat und von fernen Erinnerungen und Nostalgie lebt. Dogmatismus, Steifigkeit, Nostalgie und sklerotische Glaubensstile sind die Abfallnahrungsmittel, von denen die sekundäres Christentum unersättlich füttert, aber da sie unverdaulich sind, werden sie wieder erbrochen, sobald sich eine evangelische Neuheit nähert.

Wir müssen wiederholen, dass der christliche Glaube alle kurz es ist eine fromme Illusion, wenn es nicht aus einer gut etablierten Theologie der Erlösung besteht. Christus ist nicht nur der Gott, an den man glauben kann, sondern er ist der Retter und Erlöser des Menschen, derjenige, für den das Heil in die Welt kommt und der Mensch sich von der Sklaverei der Sünde befreit [vgl.. MT 1,21; MC 2,7]. Glaube ohne Erlösung wird verstümmelt und um zu überleben, wird er auf andere Disziplinen menschlichen Wissens gerichtet und identifiziert, wie Philosophie, Psychologie, Soziologie, Anthropologie, Medizin, hin zu einem neuen Humanismus mit einem atheistischen Eindruck, der sich selbst manifestiert Hybriden in der Annahme, die Körperlichkeit des Einzelnen zu retten - Kampf gegen die Armut, zu hungern, zu Krankheiten, zu Kriegen - und zur Erhaltung der Schöpfung - Parallelität, Umweltschutz, pseudokommunistischer Franziskanismus - Wiederherstellung einer verlorenen ursprünglichen Jungfräulichkeit, alles auf Kosten einer unsterblichen göttlichen Seele, die von Gott geschaffen wurde und nach dem Tod zu Gott zurückkehren wird. In der Tat, wenn wir alles sagen wollen, diese Fälschung Hybriden der in der Vergangenheit gegen die Erbsünde gekämpft hat und sie heute noch bekämpft, Es nimmt dem Menschen das Gefühl der Sünde, indem es externe Kontrollstellen einführt, an denen nach dem guten Sündenbock gesucht werden kann, um Widrigkeiten und Widerstände zu rechtfertigen. Unglücklicherweise, Der Mensch ist für Gott geschaffen und ohne ihn kann sein Herz keinen Frieden finden [vgl. Augustinus, Die Geständnisse, 1,1.5], ohne Sinn für Sünde und ohne Notwendigkeit der Erlösung, Was bleibt, ist das Schuldgefühl, das die arme moderne Menschheit zerquetscht und niederdrückt. Viele deresponsabilizzati, Sie sind nicht in der Lage, eine echte und aufrichtige Gewissensprüfung durchzuführen – auch nicht im Hinblick auf eine sakramentale Beichte –, die zur Anerkennung der Schuld und zur Suche nach Erlösung bei dem Einzigen führt, der sie leisten kann.

Einige ziehen es vor, auf den Teufel herunterzuladen die Schuld aller persönlichen Umkehrungen, naiv die Frage auf den Schultern des Geistes des Bösen abzulehnen - der hier als Ort äußerer Kontrolle angenommen wird - ohne sich daran zu erinnern, dass der Versucher [vgl.. GN 3, ss] Um den Sturz des Menschen zu verzehren, brauchte er seine Zustimmung. Zusamenfassend, Dämpfung bei Dämpfung, leicht und unwahrscheinlich für eine Menschheit jenseits der Grenzen der Unordnung.

Um die Aufmerksamkeit von dieser traurigen Wahrheit abzulenken was zu einem Pessimismus führt, dass die Definition von Leopardi wie eine Untertreibung klingt, Gegensätze werden erfunden, Massenablenkungen kämpfen gegeneinander. Und wie in der Zeit der alten Römer konkurrierten die Menschen im Kolosseum, um die hungrigen Menschen gut zu halten, So konkurrieren Sie heute zwischen gegnerischen Fraktionen, um Ihre Gedanken abzuschweifen: Traditionalisten versus Progressive, die Papisten gegen die Sedevacantisten, die Lefebvrians gegen die Modernisten, die Welfen gegen Ghibellinen, rechte Christen gegen linke Christen, weltliche Priester gegen reguläre Priester, Kurz gesagt, die Liste könnte sich unter Einbeziehung kirchlicher Bewegungen, die um die Palme der Besten kämpfen, noch verlängern und auf unbestimmte Zeit fortsetzen, wenn die Frage an sich nicht tragisch genug wäre.

Vor diesem Panorama die hierarchische Kirche, das von Hirten mit dem Geruch von Schafen, die priesterlichen Armen, Lobbys, die über Migranten spekulieren, Integration und begrüßen, was es tut? Die Ausübung von Führung Heute mehr vom Klerus bekräftigt, beruht es nicht mehr auf der Autorität eines vernünftigen Glaubens, Das bringt Motivationen mit sich, die auf dem Bedürfnis zu glauben beruhen und warum es notwendig ist zu glauben. Die Führung vieler von uns Priestern – es genügt, sich eine Predigt oder Katechese anzuhören, um das zu erkennen – ist erfüllt von demokratischem Weltverbesserertum und einem Stil, den ich als „parlamentarisch“ bezeichnen würde, in dem die Dinge durch Wahlen durch die Autorität entschieden werden Wenn etwas die vorherrschende Meinung gefährdet, steht sofort ein Antrag oder eine Interpellation zur Verfügung, um die Situation zu seinen Gunsten umzukehren.

Der parlamentarische politische Stil ist auch der unserer Bischöfe die bereit sind, sich von ihren Priestern zu distanzieren, als neugierige Schläger gesehen, wenn sie versuchen, die Gläubigen nach den Grundsätzen der Lehre und Moral zu erziehen, sogar einfach unter Berufung auf den Katechismus. Neben den Dissoziationshandlungen gibt es einfache Ausreden für all jene Kategorien von Menschen, die nicht mit dem Gedanken an das Evangelium übereinstimmen. Die Technik, den Feind durch a in einen Freund zu verwandeln Ich liebe es zu bombardieren [Bombardierung der Liebe] Die Annahme einfacher und nicht existierender Fehler ist das neue Paradigma für die Einbeziehung in die Nächstenliebe. Es macht wenig aus, wenn der Apostel uns daran erinnert, dass die Nächstenliebe vor Fiktionen fliehen muss [vgl.. RM 12,9] und praktiziere die Wahrheit, auch wenn es für die meisten unangenehm und unangemessen ist.

Wir Priester 3.0 in der neuen aktualisierten Version, absorbiert von der Führungsrolle der Museumskuratoren mit einem festen Gehalt, ohne Vaterschaft von unseren Hirten und ohne einen festen Glauben, der uns als Propheten vor der Welt auszeichnet, Wir sind eine leichte Beute für die Fomite der Sinnlichkeit. Die Sinne werden durch ein Leben getrübt, das mehr im Einklang mit der Welt als mit Christus, dem Erlöser der Welt, steht, Sie setzen uns kritischen Themen aus, die durch die Ausübung einer gestörten Sexualität identifiziert werden, einer Besessenheit, die das Schlimmste im Geldmanagement ausdrückt, und in der Unfähigkeit, sinnvolle Beziehungen zu Menschen zu pflegen, ganz zu schweigen von der despotischen Aufrechterhaltung der Macht, die der Wahrung der Privilegien der schlimmsten Kaste sehr nahe kommt.

Apropos Sexualität, es muss unterschieden werden. Ich habe über Sexualität gesprochen, nur um sie von der Genitalität zu unterscheiden, Tatsächlich werden die beiden Begriffe in der christlichen Moral zwei verschiedenen Aspekten zugeschrieben. Obwohl die Adjektive sexuell e Genital Sie werden heute als Synonyme verwendet, sie sind nicht. Wir identifizieren die Person in seinem männlichen oder weiblichen Wesen mit dem sexuellen Begriff, in seinem männlichen oder weiblichen Verhalten, in ihrer Art, Männlichkeit oder Weiblichkeit auszudrücken und in dem anderen und originellen Stil, Liebe zu kommunizieren. Mit dem Begriff Genital, stattdessen, wir meinen, was sich besser auf die Genitalsysteme bezieht, zu ihrer Anatomie und Physiologie, zu der einheitlichen und fortpflanzungsfähigen Aufgabe, die die katholische Lehre weiterhin entschlossen als vereint betrachtet.

Genitale Realität, so von der Moderne gefeiert, es ist in der sexuellen enthalten, die breiter ist, vollständig und typisch menschlich. Wir sind zu besorgt, um die Priester zu beschuldigen, die wegen eines Missbrauchs der Genitalität schuldig sind, und wir erkennen nicht, dass die Ausübung dieser Sexualität, die ein wesentlicher und wesentlicher Bestandteil der Figur des Presbyter ist, eine große Trennung aufweist. So sehr, dass der Begriff "Vater", mit denen wir gewöhnlich die Priester des regulären Klerus nennen, Es ist ein Hinweis auf die Ausübung einer gesunden männlichen Sexualität als Demonstration einer geistigen Vaterschaft, die auf die Begleitung und Heiligung des Volkes Gottes abzielt. Deshalb sind Priester vor allem für eine nachgewiesene und nachgewiesene Männlichkeit erforderlich, die es ihnen ermöglicht, die Ausübung ihrer Sexualität als liebevolle und maßgebliche Väter besser auszudrücken.

Die Art zu lieben, die er in Sexualität und Männlichkeit kennt deine eigene Sprache, es kann sich auf zwei verschiedene und gegensätzliche Arten ausdrücken: durch eine erstickende Besessenheit, die den anderen konsumieren und bedienen will, oder durch eine dialogische Freiheit, die den anderen nicht fürchtet und vorschlägt, ihn so zu lieben, wie er ist, genug, um zu reifen und zu wachsen, wie wir es bei der Begegnung zwischen Jesus und der Samariterin sehen [vgl.. GV 4,1-26]. In Bezug auf das weibliche Geschlecht unterscheidet sich Jesus von der Mehrheit der Männer seiner Zeit, die es benutzen, Sie missbrauchen und objektivieren die Frau, um etwas von ihr zu bekommen. In Christus wird diese freie und befreiende Liebe des Vaters konkretisiert, die die wahre Liebe für jede geschaffene Realität bezeugt. Der Priester, Kommen Sie Christus zu ändern, es kann diese befreiende und freie Liebe, die für die eigene Sexualität und Natur konstitutionell ist, nicht beschämen. Kompromisse, die zwischen kompensatorischen Sublimationen wechseln, müssen vermieden werden, pathologische Störungen und Abweichungen. Die Freiheit des verliebten Priesters, Das ist eine Erklärung für ein zölibatäres Leben, Kaste, arm und gehorsam nach dem Bilde des Erlösers, Es ist ein theologischer und prophetischer Zustand, der nur in Abhängigkeit vom Königreich und von diesem vollen eschatologischen Leben verstanden werden kann, in dem alle Beziehungen in Gott angenommen und verklärt werden [vgl.. MT 19,12; MC 12,25].

Auch bei der Verwendung von Geld und bei der Ausübung von Macht Es ist möglich, einen Ausdruck menschlicher Sexualität zu verfolgen, der sich als ausgewogen erweisen kann, reif und durch Anmut oder despotisch informiert, narzisstisch und den egoistischen Wünschen der Welt unterworfen. Die Art und Weise, die uns anvertrauten Güter zu verwalten und zu schützen – von der Sorge um die Schöpfung bis zur Art und Weise, in der Schöpfung zu wirken – kommuniziert oder nicht die allumfassende Begegnung mit Gott, der ausgehend von allem, was existiert, liebt und dient. wurde für das Gemeinsame anvertraut Gut. Erfolg und Kraft zur Schau stellen, durch einen unmenschlichen und instrumentellen Gebrauch von Reichtum, Es ist eine Konstante, die in der Geschichte der Menschheit weit verbreitet ist, manchmal ist es eine sofortige Befriedigung, andere Zeiten eines echten götzendienerischen Kultes gegenüber den Dingen und gegenüber sich selbst. Unter den Jüngern Jesu Christi, Aber, Die Logik des menschlichen Reiches gilt nicht, aber der Imperativ ist unbestritten: "Es ist nicht so zwischen dir" [vgl.. MC 10,43]. Wir dürfen nicht so naiv sein zu glauben, dass Reichtum und Macht objektiv an sich Übel darstellen – wie es in manchen Armenbewegungen oder in bestimmten Ideologien des 19. und 20. Jahrhunderts der Fall war –, Es ist notwendig, die Verwendung sorgfältig zu bewerten. Das Evangelium beschuldigt den Reichen niemals als solchen, wenn nicht in Bezug auf einen nicht teilenden und solipsistischen Gebrauch, der das Stöhnen der Armen vergisst [vgl.. LC 16,19-31], und die Nöte der Witwe [vgl.. MC 12,41-44]. So was, während menschlicher Reichtum für ehrlichen Unterhalt und Unterhalt funktionsfähig wird, Der Reichtum des Königreichs öffnet die Türen des Paradieses und sichert den Besitz Gottes [vgl.. LC 12,16-21].

Alle Macht und Autorität kommt von Gott und ist sein Geschenk [vgl.. Herr 33,23; Bietet 1,10; GV 19,10-11; RM 13,1-2; Ap 2,28]. Dieses Konzept war in der Antike recht bekannt, so dass es die These stützte, die einige Autoren unterstützt haben [vgl.. S. Paolo, S. Augustinus, STADT GOTTES, Jacques-Benigne Bossuet] – wonach es möglich war, ein echtes Rechtsprinzip aufzubauen, das Herrscher dazu legitimierte, über Menschen zu herrschen, indem sie an die Stelle Gottes traten. Sowohl in der zivilen als auch in der religiösen Regierung wurde der Gehorsam gegenüber demjenigen, der die Macht innehatte, als direkter Gehorsam gegenüber Gott interpretiert. Diese so formulierte These besteht aus zwei Ungenauigkeiten. Die erste besteht darin, die Tatsache nicht zu berücksichtigen, dass jede irdische Macht und Autorität nicht gegen diese Wunde der Erbsünde immun ist, die jede Macht und Autorität in Despotismus und Diktatur korrumpiert. Die zweite Ungenauigkeit besteht darin, den trinitarischen Aspekt der Frage zu vernachlässigen und nur die Person des Vaters als ausschließlichen Inhaber von Autorität und Macht zu betrachten, ausgenommen die Teilnahme des Sohnes und des Heiligen Geistes.

Nur indem wir dem Vater gehorsam werden, so wie Christus war, Es ist möglich, einen sicheren Weg zu finden, um Machtkorruption und Autoritätsabweichungen zu vermeiden [vgl. MT 4,1-11]. Der Priester, Teilnahme an der Autorität Christi, die sich aus der heiligen Ordination ergibt, Es ist auch zur Regierung und zur Ausübung einer Befugnis zugelassen, die eine Autorität ausdrückt. so wie, nach der Taufe, Christus wird vom Heiligen Geist in die Wüste geführt, um ein Messias der Erlösung gemäß dem Geist des Vaters und nicht gemäß dem Geist der Welt zu werden, Daher ist der Priester in der Ausübung von Macht und Autorität aufgerufen, den Meister nachzuahmen, der sich im Dienst am anderen zum Diener gemacht hat, Sein Diakonat gipfelte in dem Opfer seines Lebens zugunsten der Menschen [vgl.. MC 10,42-45] und alle Macht in die Hände des Vaters im Garten der Oliven legen [vgl.. MT 26,39; 26,42; MC 14,36; LC 22,42] dem Erfüllung geben Kenosis was mit der Inkarnation begann. Die priesterliche Autorität zeichnet die Diakonie des Sohnes nach, ernährt sich vom Willen des Vaters und besitzt die Salbung des Heiligen Geistes zur Heiligung der Brüder und zur Bestätigung des mit der Taufe empfangenen Glaubens.

III. EIN FLÜSSIGES UNTERNEHMEN, SCHWACH UND UNVOLLKOMMEN

Die westliche Gesellschaft, in der wir leben, wo der Christ berufen ist, seine irdische Pilgerreise zu unternehmen, und wo er sein mutiges Glaubenszeugnis manifestiert, ähnelt zunehmend einem schrecklichen Moloch, der die Erfüllung kontinuierlicher Opfer fordert und das Recht, als Göttlichkeit verehrt zu werden, selbst zuschreibt. Es spielt keine Rolle, ob diese Opfer durch den Preis für nicht schlüssige Menschenleben und Seelen bezahlt werden, die jetzt fragmentiert und verloren sind, verloren im Nicht-Sinn der Existenz. Eine seltsame Gesellschaft, unsere, die sich freut, narzisstisch in Betracht gezogen zu werden, um einer schrecklichen Stiefmutter zu ähneln, die von ihren Kindern weit mehr verlangt, als sie tatsächlich geben kann.

Eine anaffektive Stiefmutter, wegen der sterilen Gebärmutter, Das ist mit Worten geschmückt wie mit Juwelen, die wie im Fall der Liebe mit hoch klingenden Bedeutungen funkeln, der Toleranz, der Güte, Verständnis und Rechte. Diese bankrotte Sicht der Welt war Christus bereits seinen Jüngern im Evangelium vorausgesagt worden: „Wenn die Welt euch hasst, wissen, dass es hasste mich vor. Wenn Sie von der Welt, die Welt würde Sie als seine eigene Liebe; da Sie sind nicht von der Welt, aber ich habe dich aus der Welt ausgewählt, Deshalb hasst dich die Welt " [vgl.. GV 15,18-19]. Christus und seine Jünger sind nicht von der Welt, während er die zeitliche Dimension der Welt erlebt, aber nicht ihre Essenz. Das wirksame Zeichen besteht darin, dass das Wort Gottes Fleisch geworden ist [vgl.. GV 1,14], Das göttliche Wort wurde menschlich, im Gegensatz zu dem, was heute passiert, in dem viele menschliche Wörter göttlich und absolutisiert sind. Jedoch, Dieses anscheinend unbesiegbare und vergötterte Unternehmen Moloch hat bereits eine feste Amtszeit, nur für die einfache Tatsache, dass der "Prinz und Gott dieser Welt" [vgl.. GV 12,31; 2Kor 4,4] wurde endgültig besiegt.

An diesem Punkt der Diskussion Es ist nützlich, das Thema Götzendienst einzuführen, Dies wird uns helfen, einige wichtige Unternehmensprobleme zu verstehen, die wir täglich erleben. Sprechen Sie über Götzendienst, im sozialen Gefüge, es ist keineswegs zweitrangig, in der Tat können wir sagen, dass diese Haltung zyklisch und systematisch wiederkehrt, wenn der Sinn für das "Heilige" abnimmt, was viel breitere und vielfältigere Horizonte umfasst als die einfache Bezugnahme auf das Göttliche. In diesem Zusammenhang wäre es interessant, den Niedergang der Völker genau in Bezug auf die Krise und das Verschwinden des "Heiligen" aus dem menschlichen Leben zu untersuchen. Im Moment reicht es aus, dies zu erwähnen, bis eine pünktlichere und kompetentere zukünftige Studie vorliegt.

Lassen Sie uns sofort eine Tatsache klären: Götzendienst, in Wirklichkeit, Es ist eine der vielen Masken, mit denen sich der Atheismus vor der Gesellschaft und der Welt verbirgt. Über Götzendienst und Atheismus zu sprechen, scheint ein Widerspruch zu sein, ist es aber nicht. In der Bibel, zum Beispiel, Die Sünde des Götzendienstes ist bekannt, aber nicht die des Atheismus, Wie kommt? Die Antwort ist einfach: Der alte wie der biblische Mann ist absolut kein Atheist. Man muss von der selbstverständlichen Feststellung ausgehen, dass kein Mensch von Natur aus als Atheist geboren wurde, Der Funke seines göttlichen Ursprungs stößt den Menschen von Geburt an an, bis zu seinem Tod und drängt ihn, nach dem Sinn seiner eigenen Existenz und nach einer Wahrheit zu suchen, die ihn übersteigt.

Sichtbarer Atheismus, derjenige, der heutzutage praktizierte, Es ist die Entartung des Götzendienstes, die die Gewänder des Heiligen aufgibt. Der Atheismus ist die trügerische Frucht, die in einigen historischen Perioden und während der Französischen Revolution entstanden ist, das Zeitalter der Aufklärung, Positivistisches Denken hat sich zunehmend durch die Philosophien des neunzehnten und zwanzigsten Jahrhunderts zusammen mit klar definierten gnostischen Bewegungen materialisiert, die dem Christentum und insbesondere dem katholischen Christentum den Krieg erklärt haben.

Atheismus, paradoxerweise, es ernährt sich von dieser dissoziierten LebensweiseÖ was in unserer Zeit deutlich sichtbar ist und zunehmend pathologische Merkmale annimmt, täuscht sich, dass er alle zu unbegrenztem Fortschritt führt. Der moderne westliche Mensch schwankt in diesem Unternehmensmodell - und täuscht sich oft und bereitwillig vor, er habe hervorragende Errungenschaften in Bezug auf Zivilisation und Humanisierung erreicht - ein Gesicht einer menschlichen Gemeinschaft, das immer deutlicher als das Gesicht eines Menschen dargestellt wird Die unvollkommene Gesellschaft und das hat bereits begonnen, einen sehr hohen Bericht zu präsentieren.

Diese unvollkommene Gesellschaft der sich selbst definiert und sich genau von seinen Dogmatikern so unnachgiebig und von seinem ausgesprochen fideistischen Bewusstsein kundtut, dass sie sich oft als unbesonnen herausstellen. Die Zollabfertigung des gnoseologischen und ethischen Relativismus, mit der die uns umgebende Realität gelesen und interpretiert werden kann, der weit verbreitete Optimismus einer bestimmten Art von Wissenschaft, die behauptet, auf das intimste Stöhnen der Bedeutung im Herzen des Menschen zu reagieren, Revolutionen im Bereich Technologie und Kommunikation, zusammen mit der Annahme, eine neue Weltordnung zu bilden, die jedes Glaubensbekenntnis vereinen kann, führen unaufhaltsam zum Scheitern, da es tatsächlich in einem modernen Schlüssel die alte Sünde nachzeichnet, die die Erbauer des Turms von Babel begangen haben [vgl.. GN 11,1-9]. Der Atheismus ist somit das Destillat eines götzendienerischen Willens, dem der Sinn des Heiligen entzogen ist, der behauptet, unabhängig von seinem Schöpfer einen Namen zu machen [vgl.. GN 11,4].

Dieser soziale Überblick, so schmerzhaft konkret aber trotzdem echt, es kann durch einen Satz des dominikanischen Theologen Réginald Garrigou-Lagrange erklärt werden [1877-1964] das sagt: «Die Kirche ist kompromisslos in Bezug auf Prinzipien, weil er glaubt, es ist in der Praxis tolerant, weil er liebt. Die Feinde der Kirche sind tolerant gegenüber Prinzipien, weil sie nicht glauben, aber kompromisslos in der Praxis, weil sie nicht lieben. Die Kirche befreit Sünder, die Feinde der Kirche befreien Sünden " [vgl. Gott, seine Existenz und seine Natur, Paris 1923, P. 725]. Welche Bedeutung sollten wir diesen Worten des guten Réginald Garrigou-Lagrange in Bezug auf eine flüssige und destabilisierte Gesellschaft wie unserer beimessen?? Welcher rote Faden vereint die Merkmale der Schwäche?, Unvollkommenheit, dell 'atheistischer Götzendienst genug, um eine Realität zu produzieren, die scheinbar liberal, aber insgeheim kompromisslos und manchmal rücksichtslos und widersprüchlich ist?

Die Argumentation des dominikanischen Theologen hilft zu verstehen, wie diese Gesellschaft, bevor sie ein Feind Gottes und der Kirche ist, in erster Linie ein Feind ihrer selbst ist. In der Tat, es ist eher geneigt, die Suche nach einer Toleranz, die seine Mitmenschen vereinheitlicht und platt macht, leichter zu unternehmen als nach einer Wahrheit, die zu verschiedenen Veränderungen führt, bis zum Erreichen der transzendentalen Andersartigkeit, die den authentischen Kern des Glaubens und der Beziehung zu Gott darstellt. Heute, wenn Sie bemerkt haben, wie man einige Debatten und Diskussionen führt, der sicherste Weg, deinen Gegner an die Seile zu legen und ihn dann zum Schweigen zu bringen, es besteht im Wesentlichen darin, ihn der Intoleranz zu beschuldigen. Der Vorwurf der Nichttoleranz ist die Anklage, die keine objektive Wahrheit zulässt, das berücksichtigt nicht die persönliche Erfahrung, der Geschichte und Tradition der Völker. Die Anklage wegen Intoleranz wird durch Zensur abgelehnt, das Verbot von Realitäten, das nicht gesagt werden kann, bekannt oder einfach ausgesagt. Heute, Es ist möglich, in vielerlei Hinsicht als intolerant zu gelten und in verschiedenen Bereichen wie Glaube und Religion provoziert zu werden, Rasse und ethnische Zugehörigkeit, Sexualität und Genitalität, Bräuche und Traditionen, Politik und die zivilisierte Welt und vieles mehr.

Im Spiel der Kontraste, Trick was ich bereits in diesem Artikel analysiert habe, Das Bekennen des Glaubens macht mich zum Beispiel zu einer intoleranten und gewalttätigen Person. Die Bestätigung des natürlichen moralischen Gesetzes über die Ehe gibt mir Sichtbarkeit als mittelalterlicher fundamentalistischer Fanatiker, Die Pflege und Verbesserung der traditionellen und kulturellen Wurzeln eines Volkes macht mich zu einem gefährlichen Feind der Globalisierung und Inkulturation. Diejenigen, die wir heute mit der Bezeichnung Intoleranzen bezeichnen, sind tatsächlich unterschiedlich, Helden, die sich nicht auf den einzelnen Gedanken ausrichten und daher als Feinde angesehen werden müssen, um zu neutralisieren. Wenn Sie die besten Vertreter des liberalen Denkens bemerken, tolerant und garantiert sündigen sie unzählige Male illiberaler Einstellungen, gewalttätig und kompromisslos des besten diktatorischen despotischen Regimes würdig.

Die “tolerant” modern, stattdessen, er opfert sich nicht für seine Ideen, wie es der Idealist tun würde, im Gegenteil, man hat keine Skrupel, diejenigen zu opfern, die Ideen haben, die seinen widersprechen, so wie es ein Diktator gegenüber seinen Gegnern tun würde. Wie viele Märtyrer der Toleranz und der Rechte gibt es heute?? Aber die vielleicht zahlreichsten Märtyrer sind diejenigen, die als unwissende Säer des Hasses hochgehalten werden, gerade weil sie auseinander gehen, Träger eines Hasses, der nicht gesehen werden kann, weil er nur im Blick des Toleranten im Dienst vorhanden ist, der ein Interesse daran hat, Hass als ideologisches Instrument zur Kontrolle der Massen einzusetzen. Die moderne Toleranz beansprucht daher nicht nur Rechte, sondern auch die Zerstreuung des Hasses. Seit weniger als einem Jahrzehnt, Toleranz schloss eine glückliche Ehe mit dem griechischen Begriff Phobie. Durch diesen Begriff werden die besten Arbeitspferde der Toleranten erzeugt Die unvollkommene Gesellschaft wie Homophobie, Islamophobie, Fremdenfeindlichkeit und andere. Ich erwähne diese drei Beispiele, nur weil sie von den sozialen Medien am häufigsten praktiziert werden, Fernsehen, Radio und Zeitungen … Wir sind uns bewusst, dass all dieses Gerüst nicht den geringsten Sinn ergibt und dass es nicht möglich ist, einen Toleranzdiskurs zu führen, der ausschließlich mit einem Recht ohne Pflichten und einer Angst verbunden ist, die ein Gegenmittel gegen Hass ist? Die Berufung auf Toleranz durch Nutzung von Rechten und Ausschluss von Pflichten ist eine Weltanschauung, die auf Ichbezogenheit beruht, in dem alles rechtmäßig wird, reicht es aus, dass es wahre oder vermutete Persönlichkeitsrechte wahrnimmt.

Andererseits, die Toleranz in Frage stellen zu Hass Sich auf das Gefühl der Angst vor dem anderen zu verlassen, ist dumm, Dies würde bedeuten, dass es ausreicht, einen Alarm auszulösen, um ein Übel abzuwenden. In diesem imposanten Zibaldon ist es schwierig, den Rand des Strangs zu finden, um alles wieder zu einem bestimmten und sicheren Ursprung zu bringen. Die Aussicht auf eine kompromisslose soziale Kultur, die die Verurteilung heiligt und verurteilt, erscheint eher wie ein Paradoxon, das den römischen Gott Janus daran erinnert, ein "doppeltes Gesicht" haben, Es ist das perfekte Bild des Kompromisses, des Transformismus, der Vereinigung der Gegensätze.

Heute triumphiert die Maske von Janus über die Gesichter der Welt die die Straßen unserer Städte bereisen, unserer Plätze und Einkaufszentren, der Gebäude der Macht und Kirchen. Ein zeitloser Janus, der sich in Männer- und Frauenkleidung oder, falls nötig, neutral kleidet, den Schleier tragen, la talare, die Angewohnheit, Der Rock ist lila oder rot eingefädelt, aber das ist immer er, die uralte Schlange, die nie müde wird, Krieg zu führen, mit dem gottlosen Vorwand zu beweisen, dass Gott falsch war, dem Menschen zu vertrauen.

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Sanluri, 27 November 2023

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Von der Freundschaft Jesu mit Abraham bis zu Jesus, der uns willkommen heißt und uns Freunde nennt

DALL’AMICIZIA DI DIO CON ABRAMO A GESÙ CHE CI ACCOGLIE CHIAMANDOCI AMICI

Questa famosa storia biblica ci dice che essere amici non è sicuramente una diminuzione o una sottrazione rispetto al rapporto di fede, weil es Herablassung erfordert, Komplizenschaft und Warten wann, zum Beispiel, un amico è in difficoltà. Nicht Zufall, molto tempo dopo la storia di Abramo in Genesi, una delle più belle espressioni che troviamo nella Scrittura riguardo il rapporto fra l’inviato di Dio, Jesus, e chi lo seguiva fu: «Vi ho chiamato amici».

— Pagine bibliche—

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Sembra che il termine amico non possa esistere senza una sua specifica qualificazione. Abbiamo diverse tipologie declinate, nelle varie arti, che propongono di volta in volta l’immagine di un amico fragile, ritrovato oppure geniale. Se ne potrebbe discorrere all’infinito. Un amico potrà essere vero o falso, esserci sempre o scomparire, di lui o lei ti potrai fidare incondizionatamente o nella peggiore delle ipotesi venir da essi tradito.

La Bibbia che è una letteratura formatasi in un lunghissimo periodo, oltre che parlare del protagonista principale, wer ist Gott, presenta una variegata serie di situazioni umane. Non a caso il poeta Byron la definì «il grande codice dell’arte», espressione poi ripresa dal critico n. Frye che ne fece un libro[1]. In questa carrellata di umanità disparata non poteva mancare l’interesse per gli amici. È così che il codice della Bibbia è stato capace di suscitare simboli che sono rimasti nell’immaginario di ognuno (Frye le chiamava imagery), anche dei non cultori del libro biblico.

Famoso è il personaggio di Giuda Che incarna l’amicizia tradita: „Amico, per questo sei qui» (MT 26,50), sono le parole che Gesù rivolge al traditore dopo aver ricevuto il suo bacio. Rimanendo ai Vangeli non si può dimenticare l’amicizia di Gesù per la famiglia di Betania: Marsch, Maria und Lazzaro. Quando questi muore Gesù dirà: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo» (GV 11,11). Come pure la nomea di amico dei pubblicani e dei peccatori che portò Gesù ad essere inviso alle autorità.

Sono tante le espressioni bibliche che fan riferimento all’amicizia, soprattutto nei libri sapienziali. Ecco due menzioni fra tante:

«Un amico fedele è medicina che dà vita:
lo troveranno quelli che temono il Signore» (Herr 6, 16).

«Un amico fedele è rifugio sicuro:
chi lo trova, trova un tesoro» (Herr 6,14).

Un detto divenuto famoso quello che recita «chi trova un amico trova un tesoro». Ma il primo personaggio biblico ad essere definito amico, nientemeno che di Dio, fu Abramo. Il profeta Isaia lo chiamò così: "Aber du, Israel, mio servo, tu Giacobbe, che ho scelto, discendente di Abramo, mio amico» (Ist 41,8). Gli fa eco il libro di Daniele: «Non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo, tuo amico, di Isacco, tuo servo, von Israel, tuo santo» (3,35) e il secondo libro delle Cronache: «Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa terra di fronte al tuo popolo Israele e non l’hai data per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo?» (20,7). Fino al secondo testamento dove troviamo nella lettera di Giacomo: «E si compì la Scrittura che dice: Anbramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio» (2,23).

E se l’Autore della lettera di Giacomo insisté sulle azioni compiute da Abramo come qualificanti la sua fede, dall’altra Paolo di Tarso rovesciò la medaglia, in Römer, ponendo la fede di Abramo avanti le sue opere e grazie a questa e solo per questa fu giustificato.

Qui non vogliamo affrontare l’argomento arduo e complesso della giustificazione e della grazia che attiene alla teologia. Ma vogliamo semplicemente declinare in che modo il racconto biblico ci parla della relazione fra Dio e Abramo. Che tipo di amicizia fu? Abramo meritò questo rapporto così particolare? Vi corrispose sempre? Sembra un argomento interessante visto che è divenuto paramento del dono della vita divina all’uomo di fede e della grazia che salva. Senza tralasciare il fatto che Abramo viene considerato il padre delle tre grandi religioni monoteiste, anche se a taluni appare difficile definire il Cristianesimo come un monoteismo.

Poiché la bibbia ama preferibilmente narrare che esporre teorie, proveremo a risalire la china dei racconti delle vicende di Abramo per capire questo rapporto di amicizia e per comprendere alla fine che Abramo non fu così distante da noi, dalle nostre attese ed emozioni, dai nostri punti di vista che appaiono incrollabili e che vengono messi a dura prova dalle istanze e dalle promesse divine che subito non si svelano.

C’è un episodio della vicenda di Abramo narrata nel libro della Genesi (18, 25-32) che sembra porre in evidenza più di altri, più della stessa chiamata, il rapporto di amicizia particolare fra lui e Dio, ed è il racconto della trattativa circa la distruzione della città di Sodoma. A Dio che aveva già deciso la sorte della città Abramo fa presente la possibile presenza in essa di persone giuste. E di dieci in dieci a scendere riesce a carpire un pezzo di benevolenza di Dio. Questo episodio mette in evidenza una caratteristica del patriarca che ritorna più volte nei racconti, ovvero la sua indiscutibile capacità di negoziare. Si tratti di un pozzo, di divisione del territorio, della terra per la tomba della moglie Sara, di come trovare moglie per Isacco suo figlio o di Dio stesso, come nel caso suddetto, Abramo è imbattibile.

Un po’ meno, parecchio meno, quando si tratta di aver fede nelle parole divine e questo appare incredibile per tutto quello che normalmente si pensa di lui. Ma Dio sembra non preoccuparsene. Come del resto fanno i veri amici.

Anche l’esegesi rabbinica ha guardato con favore la capacità abramitica di trattare, quando serve a salvare persone. I maestri della Torah, in der Tat, non hanno accordato uguale benevolenza a un altro famoso patriarca, Noè, che ricevette il comando di costruire un’arca a motivo dell’imminente diluvio. Diese, a differenza di Abramo, non fece nulla per contrastare il proposito distruttivo.[2] Noè fu uomo obbediente che non poneva domande, «camminava con Dio» (Gen 6,9) ma con Lui non istaurò alcun rapporto, forse a motivo della fine di ogni cosa che stava per arrivare. Con Abramo che «camminava avanti a Dio» (Gen 17, 1) si richiedeva, invece una relazione attiva, paziente ed amichevole.

E di pazienza con Abramo bisogna averne molta. Un lettore moderno del testo biblico si sorprenderebbe di trovare nella vita del patriarca alcuni tratti imbarazzanti. Questi fanno da contraltare alle evidenti capacità mediatorie già ricordate, al suo essere esperto di armi e di guerriglia (Gen 14, 14-16), di uomini e di alleanze (Gen 17, 17-24) e capace imprenditore del mondo antico (Gen 24, 34-35).

Eppure le prime parole in assoluto di Abramo in der Bibel, subito dopo la chiamata di Dio, proferiscono una bugia, facendo passare Sara, agli occhi del faraone egiziano, come una sorella invece che la moglie[3]. Un episodio che si ripeterà più avanti con un altro re (Kappe. 20). Nonostante la reiterata promessa divina che sicuramente avrà una discendenza, acconsentirà, più avanti, al proposito di Sara di avere un figlio con la schiava Agar; ma quando le due donne entreranno in conflitto la scaccerà nel deserto, pur a malincuore, con solo un pane e un otre di acqua. Quando col figlio Isacco salirà verso il monte Moria, luogo del suo sacrificio, caricherà la legna sulle spalle del figlio. Quale padre avrebbe fatto questo sapendo a quale sorte andava incontro?

Ma Abramo, richtig, è ricordato soprattutto per la fede: «Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia» (Gen 15, 6). Ma questa fede evidentemente è dovuta crescere e maturare, passando al vaglio di prove importanti, oltre al fatto che a suscitarla è stata una parola e una promessa divina, più e più volte ricordata.

Nel Libro della Genesi (vgl.. 12) Dio parlò per la prima volta ad Abramo. L’espressione usata in ebraico, è piaciuta molto agli psicanalisti: לֶךְ-לְךָ (lek leka) “Va per te” o “Va verso di te”[4]. Una parola nuova, persönlich, rivolta ad Abramo figlio di Terack, lo invitava a lasciare il padre e ad andare verso una terra per diventare una nazione benedetta. Partì, ma come spesso accade, l’entusiasmo si perse per strada. Il viaggio fu faticoso, a tappe, le genti ostili e, über alles, quale discendenza avrebbe potuto avere se un figlio non arrivava? È così che, vuoi per le difficoltà, vuoi per l’età che avanzava, si accontentò. In fondo il figlio della schiava, Ismaele, era già qualcosa. Così a un certo punto Abramo sbottò davanti a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!» (Gen 17, 18). Finché dinanzi all’ennesima promessa di un figlio loro, Abramo e Sara scoppiarono a ridere. Abramo addirittura si piegò in due dalle risa (Gen 17, 17).

Ma ecco la svolta. Sara partorì davvero un figlio ad Abramo: Isaak, il promesso. Ma quale amico ti fa un regalo simile: Isaak, aus dem Hebräischen יִצְחָק alla lettera “il figlio che ride, che suscita la risata, che si può prendere in giro e dileggiare[5]? Che proprio per questo diventò la causa dell’allontanamento dell’altro figlio, Ismaele, che non aveva difetti?

Abramo rimase senza parole alla nascita del figlio, poiché il testo riporta solo le parole di Sara, che parlavano di riso e risata. Chi è mai questo figlio che l’amico Dio ha mandato? Bisogna accettare questo dono? Poiché Isacco, fra tutti i patriarchi biblici è SUI generis. Non ebbe mai il ruolo del protagonista e apparve da subito privo di personalità propria. Non riuscì neanche a trovarsi la moglie da solo e questa, Rebecca, quando lo vide finalmente da vicino, cadde dal cammello. Non a caso diversi commentatori, sia ebrei che cristiani, hanno messo in evidenza che Isacco potesse essere un figlio non perfetto, disabile, figlio autistico di un padre ormai vecchio[6]. Immaginiamo i sentimenti di Abramo se questa doveva essere la realizzazione della promessa. Come accettare tutto questo?

È a questo punto che la narrazione biblica ci presenta uno degli episodi più affascinati e drammatici di tutta la sua letteratura. Il racconto del sacrificio o meglio della עֲקֵדָה (aqedàh, la legatura) di Isacco in Kapitel 22. Un episodio che ha ispirato artisti e commentatori dall’antichità fino ad oggi. Non è possibile qui darne conto, ma possiamo proporre una interpretazione che ben si lega con quello che si è venuto dicendo finora circa il rapporto fra Dio e Abramo.

Innanzitutto fu un nuovo inizio. Ritroviamo al versetto 2 lo stesso “lek leka” (va per te, verso di te) der Kapitel 12. Di nuovo un andare verso sé stessi. Ma questa volta la promessa si è realizzata, in maniera inaspettata. Dove deve andare Abramo? La salita al monte Morìa, col solo dialogo circa un ariete da trovare, è straziante. Nonostante l’esito alla fine felice, l’episodio conserverà la sua tragicità: nel silenzio che cala durante il ritorno a casa dei due, nella mancanza di esultanza o di gioia, nella successiva separazione fisica fra il padre e il figlio e nella morte di Sara che un מדרש (midrash)[7] fa discendere dal fatto di essere venuta a sapere ciò che stava per succedere sul monte.

Che cosa dunque era accaduto? Che Abramo era stato chiamato ad accettare la promessa di Dio, nella persona di Isacco, figlio imperfetto. Per questo la sua fede venne provata e ne uscì rafforzata. L’amico aveva compreso finalmente quel che gli era stato chiesto fin dall’inizio, anche se inaspettato e lontano dalle sue prerogative e caratteristiche psicologiche. Ma Abramo andò verso di sé, per aprirsi ad un nuovo sé e al tu del figlio finalmente sciolto e lasciato libero di andare.

Jemand, molti secoli dopo avrebbe detto: «Dio sceglie ciò che nel mondo è debole» (1Kor 1,27). Probabilmente è questo che la fede di Abramo doveva drammaticamente comprendere: accogliere nella persona fragile di Isacco la promessa. Solo quando avrà capito sceglierà per Isacco una donna con la quale consolarsi per la morte della madre, gli conferirà ogni suo bene, lo proteggerà dai possibili concorrenti e se ne morirà «sazio di giorni» seppellito dai suoi figli Isacco e Ismaele finalmente riuniti (Gen 25,9).

La vicenda di Abramo e Dio può essere letta in molti modi. La Bibbia al di là dei risvolti che fanno capo alla fede e che passando per San Paolo e Giacomo sopra citati sono arrivati fino ad oggi, la Legge come una storia di amicizia. Con tutti i suoi toni e variazioni, poiché Abramo rimane un uomo con la sua personalità fatta di limiti e grandezze. Questa famosa storia biblica ci dice che essere amici non è sicuramente una diminuzione o una sottrazione rispetto al rapporto di fede, weil es Herablassung erfordert, Komplizenschaft und Warten wann, zum Beispiel, un amico è in difficoltà. Nicht Zufall, molto tempo dopo la storia di Abramo in Genesi, una delle più belle espressioni che troviamo nella Scrittura riguardo il rapporto fra l’inviato di Dio, Jesus, e chi lo seguiva fu: «Vi ho chiamato amici» (GV 15, 15).

aus der Eremitage, 17 Juni 2023

 

Hinweise

[1] n. Frye, Great code, Bible and literature, 1981 (Trad.. es.: Einaudi, 1986)

[2] Il parallelo fra il diluvio e la distruzione di Sodoma è stato colto da molti. Si tratta di distruzioni totali. Solo una famiglia si salva in ambedue i casi. La presenza di rapporti incestuosi nei due racconti, da cui nascono tribù non ebree (Cananei da Cam, figlio di Noè e Moabiti e Ammoniti dalle figlie di Lot).

[3] Anche se è vero, poiché erano figli dello stesso padre, ma di madri diverse.

[4] Ugualmente Noè riceve il comando di fare un’arca di cipresso “per te” (Gen 6, 14)

[5] la radice del nome (zade/chet/qof) con questi sensi, vergleichen Sie 179 volte nella Bibbia di cui 112 volte riferita ad Isacco in Genesi

[6] Marmorini G., Isaak, il figlio imperfetto, Claudiana 2018; Baharier H., La Genesi spiegata da mia figlia, Mailand 2015

[7] Nd.R. Midrash, aus dem Hebräischen מדרש, termine che indica un metodo di esegesi biblica della tradizione ebraica

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Die bösen Worte des Priesters, die Latinismen der neuen Cat-Kaifans, die unter doktrinärem Analphabetismus leiden, und das Gelächter des desillusionierten alten Kardinals

DIE WORTE DES PRIESTERS, DIE VOM DOKTRINEN ANALPHABETISMUS BETROFFENEN LATINISMEN DER ROMANE CATTO-KAIFANI UND DAS GELÄCHTER DES ERNÄHRTEN ALTEN KARDINALS

 

«Un bravo prete dal cuore veramente sacerdotale si riconosce persino dalle parolacce. Solo un autentico uomo di Dio può dire parolacce con schietta purezza di cuore senza mai essere volgare. Grazie per le risate che mi hai donato, di questi tempi ne abbiamo disperato bisogno».

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Il tecnico che si occupa dei montaggi è fuori dall’Italia, la audio lettura degli articoli sarà inserita entro fine settembre

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A distanza di tempo un Cardinale con decenni di vita trascorsi nella Curia Romana mi ha confidato che anni fa giunse in Vaticano una lettera sottoscritta da diversi “cattolici integrali” che fece il giro di tutti gli uffici di quella sezione della Segreteria di Stato, facendo sganasciare dalle risate i monsignori che se la girarono tra di loro di scrivania in scrivania. Oggetto della protesta ero io, presentato come prete altamente indegno poiché colpevole di scandalizzare gli immacolati fedeli facendo talora uso di parole colorite non consone a un der Diener des Heiligen. Per questo invocavano severe sanzioni canoniche a mio carico. Latori della petizione erano quei personaggi da sempre noti a noi preti, quelli dotati di una tal vocazione nello straccio delle vesti da far figurare Kaifa che s’incazza dinanzi al Sinedrio come un principiante alle prime armi.

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Diese Charaktere si sentono anzitutto nobili soldati posti come alabardieri a difesa della vera tradizione cattolica e della più rigida morale sessuale applicata sempre e di rigore agli altri, giammai a sé stessi e meno che mai ai loro figli, figlie e nipoti, solo a figli e nipoti altrui. Per loro la Chiesa nasce improvvisamente nel 1570 con il Messale Romano promulgato dal Santo Pontefice Pio V, dal quale saltano direttamente agli inizi del Novecento, al pontificato del Santo Pontefice Pio X, colui che condannò quel tremebondo Modernismo che gli Alabardieri conoscono alla stessa stregua del latino del messale tridentino.

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Gli Alabardieri hanno tre fisse: Latein, San Tommaso d’Aquino e la lotta al Modernismo. Per quanto riguarda il latino mi limiterò a ricordare che anni fa, pigliando copiosamente per il culo i membri di un circolo di cosiddetti e impropriamente detti “tradizionalisti”, gli cantai sul metro del prefazio gregoriano la Poesia del Passero di Valerio Gaio Catullo dicendo infine: «Questa sì che è sacra liturgia, mica quel messalaccio di Annibale Bugnini approvato dall’improvvido Santo Pontefice Paolo VI!» [vgl.. sehen WHO]. E tutti mi dettero ragione godendo dal settimo cielo. Brunnen, per quanto insolito possa apparire sappiate che persino io sono dotato di comune senso del pudore, per questo evitai di aggiungere il canto di qualche colletta prendendo dai carmina catulliani delle squisitezze del tipo:

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«Pedicabo ego vos et irrumabo, Aureli pathice et cinaede Furi, qui me ex versiculis meis putastis, quod sunt molliculi, parum pudicum»¹.

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Se però lo avessi fatto gli Alabardieri avrebbero ulteriormente confermato che quella sì, che era la lingua degli angeli che dalle panche oltre la balaustra dell’altare ti porta direttamente in Paradiso, mica grazie ai sacri misteri, ma grazie al magico der Lateiner fine a sé stesso. Per questo mi limitai alla Poesia del Passero spacciata per prefazio evitando di mutare in collette certi carmina lussuriosi, che ovviamente conosco a memoria sin dai tempi del liceo classico.

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Segue San Tommaso d’Aquino, che questi Alabardieri conoscono alla stregua del latino del Messale tridentino, incapaci a comprendere che il Doktor Angelicus e Doktor Communis parla dei misteri della fede e fornisce un efficace e tutt’oggi insuperato metodo speculativo, ma né il suo metodo né la sua straordinaria produzione in sé costituiscono verità immutabili della fede. Nehmen wir ein Beispiel unter vielen: oggi la dottrina cattolica insegna che l’anima è insufflata nell’essere vivente sin dal momento del concepimento. L’Aquinate, che seguiva il metodo speculativo di Aristotele, sostiene che nel corso della crescita del feto si sviluppano in successione: prima un’anima vegetativa, poi un’anima sensitiva, letzten Endes, quando lo sviluppo sia adeguato a ricevere l’anima intellettiva, questa è infusa direttamente da Dio al terzo mese di gravidanza [vgl.. FRAGE Iª q. 118 ein. 2 Anzeige 2].

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Diversa idea aveva l’Aquinate anche riguardo la immacolata concezione della Beata Vergine Maria, ritenendo che non fosse nata senza peccato originale ma che subito dopo il suo concepimento ricevette una straordinaria santificazione nella sua anima che cancellò il peccato originale [vgl.. FRAGE IIIa, Q. 27, ein. 3 Anzeige 3]. Capite bene che tra concezione senza peccato originale e cancellazione del peccato originale, la differenza non è meramente semantica, ma proprio sostanzialmente teologica.

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Altrettanto singolare il modo in cui gli Alabardieri giustificano il fatto che alla base del metodo speculativo dell’Aquinate vi sia il genio e la scienza del paganissimo Aristotele. Presto confezionata e data la risposta: Aristotele era di fatto cristiano, avendo percepito secoli prima, pur senza rendersene conto, il mistero della incarnazione del Verbo di Dio. Si tratta di una affermazione tanto cretina quanto illogica che prese a circolare negli ambiti della neoscolastica decadente di fine Ottocento. I pappagalli della non meglio precisata tradizione che oggi la ripetono e la propagano come una verità di fede, non si rendono neppure conto che a questo modo stanno definendo Aristotele “cristiano anonimo”, secondo la controversa e pericolosa teoria di Karl Rahner, altro loro nemico giurato, sebbene non conoscano neppure il titolo delle sue principali opere. Poco conta, perché la cultura cattolica e teologica dell’Alabardiere della vera e pura tradizione si basa su un castello di «si dice che …».

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Infine lo spettro diabolico del Modernismo, di cui gli Alabardieri parlano prendendo mossa da una mancanza totale di conoscenza, oltre che di spirito critico. Dann, se a loro supporto ci si mette un prete squinternato, exkommuniziert und aus dem geistlichen Stand entlassen, il danno irreparabile è presto fatto. Non tutti i provvedimenti che fecero seguito alla Enciclica Pascendi del Santo Pontefice Pio X furono affatto lungimiranti, anzi favorirono in parte lo sviluppo di un pericoloso Modernismo reattivo, dall’altra cristallizzarono la speculazione teologica in quattro formule stagnanti e rancide della neoscolastica decadente, impedendo di fatto ai teologi di speculare al di fuori di quelle quattro formule sclerotiche e intangibili. Questo mentre sull’altro versante, i Protestanti, portavano avanti studi molto approfonditi sulle scienze bibliche e la esegesi, ai quali decenni dopo fummo costretti a rifarci, dopo essere rimasti paralizzati per decenni in quelle quattro formule sclerotiche e intangibili che costituivano la fallimentare lotta del Santo Pontefice Pio X — o meglio di chi per lui — contro il Modernismo, che a posteriori possiamo affermare che andava sì condannato e contrastato, ma in tutt’altro modo, non nel modo gretto che spesso fu adottato.

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Tra i tanti studiosi protestanti cito a titolo di esempio il grande commento alla Lettera ai Romani del teologo Karl Bart, che rimane tutt’oggi insuperato nell’ambito della esegesi novo testamentaria e alla quale tutti noi dobbiamo di necessità rifarci.

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Non si può parlare del Modernismo se non si conosce e non si è mossi dalla consapevole onestà ch’esso nacque e si sviluppò come pensiero reattivo in seno a una Chiesa che nel corso di tutto l’Ottocento si era incartata in questioni di carattere puramente politico ― indubbiamente giustificate dalla storia e dagli eventi di quegli anni successivi alla Rivoluzione Francese ―, mentre la teologia cattolica languiva e ristagnava in forme di vera e propria ignoranza. Quindi non è possibile parlare del Modernismo se non partendo da un dato di fatto: il francese Alfred Firmin Loisy e l’italiano Ernesto Buonaiuti sono due figure da annoverare nella rosa dei più brillanti pensatori del Novecento. Solo dei bigotti illetterati o qualche prete squinternato possono trattarli con eretical sufficienza dall’alto della loro totale mancanza di conoscenza. E concludo precisando, um fair zu sein, che da Santa Madre Chiesa Ernesto Buonaiuti fu trattato con una tale e feroce mancanza di carità cristiana che grida davvero al cielo, piaccia o meno agli Alabardieri in lotta contro lo spettro di quel Modernismo che non conoscono e di cui il Santo Pontefice Pio X, che giustamente e prudentemente lo condannò, al tempo stesso ne favorì lo sviluppo e la diffusione grazie a provvedimenti e azioni repressive tutt’altro che lungimiranti. Ma su questo tema molto complesso e articolato sto preparando un libro, se non crepo prima.

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Forse il Cardinale mio interlocutore aveva voglia di ridere ulteriormente, per questo l’ho esaudito cominciando col dire: Es ist wahr, Erhabenheit, dico parolacce, Ach! A volte ne dico anche tante e qualche cattolico o cattolica da cupa sacrestia me lo rimprovera sui moderni soziale Medien, anzi prendo atto che hanno protestato scrivendo anche a voi, a quanto mi dice. Taluni di questi mi hanno persino detto che sono troppo esplicito, per esempio nei riferimenti ― a mio parere del tutto naturali e scientifici ― alla sessualità umana, perché a loro dire dovrei usare degli eufemismi, per esempio delle terminologie latine, non termini troppo espliciti. E, Wie allgemein bekannt ist, il latino piace terribilmente a tutti quelli che non lo conoscono, perché fa molto schick.

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Erhabenheit, il problema non è il latino, che io conosco. Il problema è chi il latino non lo conosce. Lassen Sie mich erklären: per quanto mi riguarda posso anche sbottare dicendo «Mentulam fregistis!». Se però poi non traduco che ciò significa alla lettera «avete rotto il cazzo», chi è che capisce questa aulica espressione ciceroniana in splendido latino?

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Il Cardinale si mette a ridere come non osò fare neppure all’epoca in cui, giovane monsignore di curia che era, negli anni Ottanta vide il film Der Marquis del Grillo assieme a Giovanni Paolo II e altri prelati. Il quale Giovanni Paolo II, a quanto il Cardinale stesso riferisce in Kamera caritatis, pare abbia commentato la pellicola dicendo che regista e sceneggiatore avevano capito proprio tutto della Roma papale.

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Lascio il Cardinale terminare le sue risate e proseguo: talvolta noi preti siamo come certi premurosi medici della mutua, che prescritta la ricetta dicono al povero ignorante illetterato: «Queste supposte devono essere assunte pro rectale via». Errore gravissimo! Perché a quel punto delle due l’una: o a quel paziente viene detto a chiare lettere che la supposta va spinta dentro il buco del culo, oppure finirà per essere portato al pronto soccorso dopo avere ingurgitato supposte per un mese ingoiandole con un bicchiere d’acqua.

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Perché certe pudibonde orecchie delicate anelano tanto quei latinismi che non capiscono? Forse perché vogliono che la Chiesa usi delle formule magiche che tanto più sono incomprensibili tanto più sarebbero efficaci? Ve lo spiego perché anelano latinismi: perché non hanno mai fatto i confessori, zunächst. O pensate che a dei Santi confessori come San Leopoldo Mandic e San Pio da Pietrelcina si presentassero, pentiti e pentite, libertini e donne di facili costumi a parlare di fellatio, cunnilingus, ani commercium, fornicationem contra naturam, irrumatio, cheiroerastia

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Si provi a immaginare un uomo che confessa di avere avuto un rapporto sessuale con un altro uomo, oggi va tanto di moda, anzi fa proprio tendenza, al punto che non è più peccato ma alta espressione d’amore (!?). Soprattutto si provi a immaginare me, Beichtvater, che per adempiere a quanto esigono certi cattolici e cattoliche dalle orecchie delicate e per questo anelanti latinismi, mi metto a interloquire con il penitente così:

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«... in manum tuam veretrum alterius acciperes, et alter tuum in suam, et sic alternatim veretra manibus vestris commoveritis, ut sic per illam delectationem semen a te proiiceres? Si fecisti, triginta dies in pane et acqua poenitas!»².

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L’anziano Cardinale ha rischiato a questo punto di cadere dalla sedia disteso sotto il tavolo, mentre proseguivo: … Zusamenfassend, Erhabenheit, posso fare anche felici coloro che anelano sentire latinismi, posso anche dirgli pro via rectale, salvo poi ingoiare le supposte per un mese intero anziché mettersele nel buco del culo. Posso anche rispondere a certi sedicenti cattolici altamente arroganti e irriverenti verso noi presbiteri sbottando «Tace. maxima mentula demens!». Nachdem, chi gli spiega che gli ho appena detto «stai zitto grandissima testa di cazzo»? O credono forse di poter tradurre le terminologie di una antica lingua morta con il motore di ricerca Google?

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Sorride il Cardinale dall’alto dei suoi ottant’anni da tempo passati, nel corso dei quali ha visto nella Chiesa di tutto e di più, compresi eserciti di farisei, pelagiani e puritani pieni di vizi privati e propagatori delle più rigide pubbliche virtù reclamate sempre e di rigore sulla pelle degli altri. Dicendomi infine con tono tenero e paterno:

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«Un bravo prete dal cuore veramente sacerdotale si riconosce persino dalle parolacce. Solo un autentico uomo di Dio può dire parolacce con schietta purezza di cuore senza mai essere volgare. Grazie per le risate che mi hai donato, di questi tempi ne abbiamo disperato bisogno».

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Jawohl, ne abbiamo bisogno, perché dovendo scegliere se piangere o se ridere, tutto sommato è sempre meglio ridere con la santa ironia della fede. E per concludere con una risata. Accadde che dei ragazzi toscani irridenti e irriverenti in vena di scherzi telefonano al Convento dei Frati Minori Cappuccini di Firenze esordendo:

«… pronto? Senta Padre e c’abbiamo sottomano duputtane e un si sà che fassene, le possiamo mandà a voi?».

Risponde serio il Cappuccino all’altro capo del telefono:

«… ’o Figliolo, noi qua siamo in sedici, con du’ sole puttane ‘i che voi che ci facciamo, un ci si po’ manco liscià i’ cazzo!».

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E stiamo a parlare dei miti e serafici Cappuccini, immaginate cosa gli avrebbero risposto se avessero chiamato il Convento di quei pitt Stier dei Domenicani.

Von der Insel Patmos, 4 September 2022

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HINWEIS

¹ Sehen. Catullo (Carme 16) traduzione dal latino classico: «Io ve lo caccerò su per il culo e poi in bocca, Aurelio succhiacazzi e Furio finocchio sfondato, che per dei miei versi (poetici) teneri e gentili, avete pensato ch’io sia un rottinculo».

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² Da un’antica raccolta di Penitenze Tariffate, traduzione dal latino medioevale: «Hai preso in mano il cazzo di un altro uomo e lui il tuo, nachdem, Also, avete giocato con i rispettivi cazzi attraverso le vostre mani, fino a eiaculare di piacere? Se lo hai fatto, ti impongo trenta giorni a pane e acqua come penitenza».

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DAS NEUESTE BUCH VON ARIEL S. LEVI von GUALDO – UM ZUM BOOKSHOP ZUGREIFEN, KLICKEN SIE AUF DAS COVER

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Die Väter der Insel Patmos

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Es wird verteilt “Die Traurigkeit der Liebe”, neueste redaktionelle Arbeit von Ariel S. Levi di Gualdo gewidmet dem Gedenken an Kardinal Carlo Caffarra

ES IST IM VERTRIEB DIE TRAURIGKEIT DER LIEBE, NEUESTE REDAKTIONELLE ARBEIT VON ARIEL S. LEVI di GUALDO DEM GEDENKEN AN KARDINAL CARLO CAFFARRA GEWIDMET

 

„Diejenigen von uns, die auf theologischem Gebiet auf den Seiten des jüngsten obersten Lehramtes der Päpste Pius XII, Paul VI, Johannes Paul II, Schätze der großen Homiletik von Benedikt XVI, würdig der Predigten des Heiligen Papstes Gregor des Großen, das Lesen bestimmter neuerer Dokumente oder das Hören bestimmter täglicher Predigten eines verschwundenen Landpriesters, kann vernünftigerweise sagen, dass wir von Steinadlern zu Hühnern aus intensiver Batteriehaltung übergegangen sind..

- Redaktionelle Neuigkeiten -

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Autor:
Jorge Facio Lynx
Präsident von Editions Die Insel Patmos

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Die 6 September markiert den fünften Todestag von Kardinal Carlo Caffarra, der in 1981 Im Auftrag des Heiligen Papstes Johannes Paul II. gründete er das Institut für Studien zu Ehe und Familie. Die Arbeit von Pater Ariel S. Levi di Gualdo ist eine kritische Auseinandersetzung mit liebe, Freude, im Verhältnis zu Menschenleben. Über die liebe, Freude, schreibt der Autor:

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„Nach dem Abschluss der Synode über die Familie brachte der Elefant den Mutterleib zur Welt 19 Marsch 2016 die Feldmaus des nachsynodalen Apostolischen Schreibens liebe, Freude,, ein Mittel der Mehrdeutigkeit, das auf dem Gesagten und dem Ungesagten aufbaut, über mehrdeutige Sätze mit doppelter Bedeutung, emotionale Sentimentalität und viele Soziologismen, die faktisch den Tod dessen verkünden, was jahrhundertelang die eigentliche Sprache war, entschieden und nicht anfällig für Missverständnisse des Lehramtes der Kirche, gestützt auf die solidesten und klarsten Prinzipien der klassischen Metaphysik, längst auf dem Dachboden verstaut, um Platz zu schaffen für die dekadente deutsche Romantik und das kleine Herz, das flattert und eher auf den unmittelbaren Moment des subjektiven „Ich“ blickt als auf die Zukunft und auf Gott. Diejenigen von uns haben sich im theologischen Bereich auf den Seiten des jüngsten Lehramts des Papstes Pius XII. ausgebildet, Paul VI, Johannes Paul II, Schätze der großen Homiletik von Benedikt XVI, würdig der Predigten des Heiligen Papstes Gregor des Großen, das Lesen bestimmter neuerer Dokumente oder das Hören bestimmter täglicher Predigten eines verschwundenen Landpriesters, Man kann durchaus sagen, dass wir von Steinadlern zu intensiv in Batteriehaltung gehaltenen Hühnern übergegangen sind, wie es manchmal in zyklischen Abständen in der Geschichte der Kirche geschah, wenn auch nie auf dem trostlosen Niveau unserer Zeit […] Einige oberflächliche Menschen könnten das falsch verstehen, in gutem oder sogar bösem Glauben, Ich entgegne, dass ich auf diesen Seiten heftige Kritik an einem Apostolischen Schreiben des römischen Pontifex angesprochen habe. Wer mir das vorwirft, irrt sich gewaltig, weil ich eine bestimmte Norm überhaupt nicht kritisiere, davor würde ich schweigen und ausführen, was das oberste Lehramt vorschreibt. Was ich kritisiere, ist eine nicht gegebene Regel und nie beantwortete Fragen, alles in Unklarheit gehüllt zurücklassen. Das ist der Gegenstand meiner Kritik: das Fehlen einer Norm zusammen mit dem Mangel an Klarheit und Reaktion. Der treue Diener der Kirche begründet, er debattiert und kritisiert so viel, wie es ihm erlaubt ist. Nachdem die Kirche gesprochen hat, ist es ihre Aufgabe, die Lehren umzusetzen und weiterzugeben und die vorgegebenen Normen einzuhalten, es sei denn, das Gegenteil würde zu einem Skandal unter dem Volk Gottes und zu Brüchen in der kirchlichen Gemeinschaft führen. Niemand, Katholischer Priester oder Laie, was auch immer, Er kann anderer Meinung sein und die Autorität der Kirche durch seine persönliche Meinung ersetzen, Dafür sorgen deutsche Theologen, es war schon immer ihr Vorrecht und päpstliches Privileg».

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Das ist eine bekannte Tatsache wie Pater Ariel ein Denker ist, ein Analytiker und ein Theologe, der seine Spuren hinterlässt, wenn er kratzt. Und wer auch immer den Kratzer bekommt, Im Allgemeinen gibt es zwei Möglichkeiten: oder behalten Sie es und behandeln Sie die Wunde, oder es fällt Ihnen schwer, das zu leugnen, was wahr und unbestreitbar ist und was Sie geschrieben haben. Aus diesem Grund ist es im Laufe der Zeit mehrmals passiert, verschiedene Menschen, die sich durch seine Worte oder Vorwürfe verletzt fühlten, Da sie es nicht leugnen konnten und auch nicht über die Begründetheit der konkreten Fragen diskutieren wollten, blieben sie bei der ausdrucksstarken Form, was im Fall dieses Autors oft ironisch ist, manchmal sogar bunt. Aber andererseits ist es bekannt: Schon die Pharisäer haben zu ihrer Zeit so gehandelt.

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Debatte über das heikle Thema Menschenleben Der Autor positioniert sich in der Mitte, in einem Gleichgewicht zwischen denen, die es relativieren möchten, und denen, die stattdessen „ein Kondom dogmatisieren möchten, indem sie die katholische Moral und das gesamte Geheimnis des Bösen darin einschließen“.. Diesbezüglich stellt er klar:

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„Ich möchte gleich zu Beginn meiner Darlegung klarstellen, dass ich nie in bestimmte Arten perverser Gedanken und Spiele verwickelt war und auch nicht die Absicht habe, mich als Mann und als Katholik darauf einzulassen.“, als Priester und als Theologe. Dieses Buch soll ein klarer und objektiver Beweis dafür sein, und zwar in einer offenen Kritik, die sich sowohl an diejenigen richtet, die der Kirche den Mangel an moralischem Sinn und ihre ungeordnete Sexualität ohne Regeln auf die Welt übertragen möchten, und an diejenigen, die von jenen Formen des dunklen Moralismus beseelt sind, die nichts mit gesunder und authentischer katholischer Moral zu tun haben, basierend auf den wichtigsten theologischen Tugenden: die Wohlfahrt (vgl.. Kor 13), sicherlich nicht nach dem Prinzip Das höchste Gesetz ist das höchste Unrecht (Die höchste Gerechtigkeit ist oft gleichbedeutend mit der höchsten Ungerechtigkeit). Und die Wahrheit basiert auf Nächstenliebe, während Wohltätigkeit eine solche ist, wenn sie von der Wahrheit geleitet wird (vgl.. Nächstenliebe in Wahrheit). Weil wir aufgrund der Nächstenliebe von Gott gerichtet werden“.

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Von der Insel Patmos, 30 August 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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Erzbischof Vincenzo Paglia ist das einfach nicht “Idiotischer Bruder” von Don Abbondio, sondern die Hure von Babylon, die vor dem Fürsten dieser Welt kniet

ERZBISCHOF VINCENZO PAGLIA IST NICHT EINFACH DER IDIOTISCHE BRUDER VON DON ABBONDIO, SONDERN DIE MERETRICE VON GENUFUL BABYLON VOR DEM PRINZ DIESER WELT

 

„Die erste Bedingung für das Ende der Verfinsterung traditioneller Werte und für das Aufkommen des Katholizismus aus seiner Krise ist, dass die Kirche ihre Funktion wieder aufnimmt, die nicht der Welt entspricht, aber konter' (Augustus Del Noce, 1971)

- Aktualität -

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die Textworte von S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Klick auf das Bild, um das Video zu öffnen

Erzbischof Vincenzo Paglia Mit der Epithetisierung habe ich mich bereits beschäftigt Don Abbondios idiotischer Bruder, heute verdient sie den Titel der knienden Hure von Babylon Prinz dieser Welt [vgl.. GV 14, 30]

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„Er hatte einen mysteriösen Namen auf seine Stirn geschrieben: „Babylon die Große, Mutter der Prostituierten und Greuel der Erde "" [Ap 17, 5].

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Die Aussagen dieses Idioten im etymologischen Sinne des Begriffs - vom griechischen ἰδιώτης (Idioten) was "Privatmann" bedeutet und auf die unfähige Person hinweist, unerfahren und unfähig - sie sind von beispielloser Schwere, umso mehr durch die Abdeckung der sehr heiklen Rolle des Präsidenten der Päpstliche Akademie für das Leben. Kürzlich am Programm teilgenommen Das heiße Dach auf dem finsteren und politisch korrekten Rai Tre vergrößerte das Gesetz 194 der 1978 auf legalisierte Abtreibung durch Angabe: «Ich denke jetzt das Gesetz 194 ist eine Säule unseres gesellschaftlichen Lebens“. Nach dem Klettern für 40 Sekunden auf den Spiegeln, auf die trockene Frage des Interviewers, der ihn bedrängte: «Sie sagen, dass das Gesetz nicht in Frage steht 194?». antwortete der Idiot: «In Nr, absolut… absolut!».

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Worte an sich nicht einmal kommentierbar Davor fällt mir ein Satz des Philosophen Augusto Del Noce ein, der unsere gegenwärtige Situation mit diesen prophetischen Worten vor vier Jahrzehnten malte:

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„Die erste Bedingung für das Ende der Verfinsterung traditioneller Werte und für das Aufkommen des Katholizismus aus seiner Krise ist, dass die Kirche ihre Funktion wieder aufnimmt, die nicht der Welt entspricht, aber konter' [Sonnenuntergang oder Sonnenfinsternis traditioneller Werte? Rusconi-Editor, Ich ed. 1971]

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Kann ein Bischof der Welt gefallen? mit ähnlicher Schmeichelei, Anstatt sich denen zu widersetzen, die Abtreibung als "heiliges Recht" und "große soziale Errungenschaft" verkünden? Einem Bischof, der rechtmäßiger Nachfolger der Apostel und Mitglied des Heiligen Apostolischen Kollegiums ist, muss Respekt gezollt werden, immer, ungeachtet seiner Schwächen, Zerbrechlichkeit und Mangel an objektiven Verdiensten, die ihn zu einem Charakter machen können, der sogar unter der Mittelmäßigkeit liegt. Als Beichtvater und geistlicher Leiter zahlreicher Priester habe ich oft die Klagen verschiedener Mitbrüder gehört, die mir erklärten, ihr Bischof sei ein emeritierter Idiot. Und sie hatten recht, denn so war es in den katastrophalen konkreten Tatsachen. Und allen habe ich immer geantwortet:

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«… Und diesem emeritierten Idioten schuldest du kindlichen Respekt und frommen Gehorsam, immer und egal. Versuchen Sie daher, die objektive Idiotie Ihres Bischofs als Glaubensprobe zu leben. Das kann man nicht abschätzen, denn die Wertschätzung gebührt ihm nicht, wenn er es will, muss er es sich verdienen. Aber Respekt und Gehorsam ja, es steht ihm immer zu und kann in keiner Weise von seinen Fehlern abgezogen werden, für die er sich im geeigneten Moment vor Gott verantworten muss, wie es geschrieben steht: „Jedem wurde viel gegeben, es wird viel verlangt; wem haben die Menschen begangen viel, viel mehr wird benötigt”» [LC 12, 48].

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Einerseits sammle ich die Beschwerden der Priester gegenüber ihren Bischöfen, andererseits die von verschiedenen Bischöfen, die mit gewissen Priestern nicht mehr zurechtkommen. Und beide haben recht. Seit Jahren, an Priester, die sich über ihre nicht besonders liebenswerten Bischöfe beschwerten, väterlich oder lehrmäßig brillant antworte ich: „In kurzer Zeit werden Sie und Ihre Brüder Ihren Bischof mit Tränen in den Augen bereuen“. Satz wiederholt zu Dutzenden von Priestern ab 2017, als die höchsten Führer der katholischen Kirche die Schwelle des Nicht-Wiederkehrens überschritten, indem sie das feierten 500 Jahre der Pseudoreformation Martin Luthers, der keineswegs ein "Reformer" war, wie er es gemalt hat La Civiltà Cattolica, noch ein Thema, über das man etwas sagen kann: „Ich glaube, dass Martin Luthers Absichten nicht falsch waren. Er war ein Reformator“. Warum so der Papst Franziskus definiert in einem spontanen Geschwätz in einem Höhenflugzeug diesen teuflischen Ketzer, der ein dramatisches Schisma hervorbrachte, sicherlich keine Reform. Das hat das Konzil von Trient getan, nicht Luther. Heute, dieselben Priester, sie schreiben mir, sie rufen mich an oder von Angesicht zu Angesicht sagen sie es mir: "Du hattest Recht, Wenn ich den vorigen Bischof haben könnte, über den ich mich so sehr beklagt habe, würde ich nicht seine Hand, sondern seine Füße küssen!».

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Ich breite einen barmherzigen Schleier aus über die Kriterien für die Auswahl unserer neuen Bischöfe unter diesem erhabenen Pontifikat, alle mit den Armen und dem Migranten auf den Lippen, so sehr, dass, nachdem man eine gehört hatte, alle bischöflichen Predigten gehört wurden, die von Norden nach Süden gesprochen wurden, von Ost nach West durch die italienischen Bischöfe.

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Dass unsere Zeiten nicht sind “goldene Adler” es ist jedem klar, der auch nur den geringsten Verstand hat. Aus diesem Grund lohnt es sich, den Unterschied zwischen einem idiotischen Bischof zu skizzieren, dem stets kindlicher Respekt und hingebungsvoller Gehorsam gebührt., von einem Bischof, der zu einer babylonischen Hure geworden ist, die auf den Knien des Prinzen dieser Welt kniet. Erzbischof Vincenzo Paglia muss öffentlich all die heilige Verachtung entgegengebracht werden, die jeder Gläubige über das Böse ausschütten muss, was als solches eine schwere Sünde darstellt, im konkreten Fall das Verbrechen der Abtreibung, in unserem Land durch ein Gesetz geregelt, das keineswegs eine "Säule unseres gesellschaftlichen Lebens" ist, sondern das schlimmste der legalisierten Verbrechen gegen das Leben. Aus diesem Grund dürfen wir Erzbischof Vincenzo Paglia keinen kindlichen Respekt und keinen frommen Gehorsam erweisen, weil er unter schlimmstem Missbrauch des Episkopats Konzepte ausdrückte, die der Struktur unserer Moral und unserer Ethik widersprechen, die beide auf den Säulen des katholischen Glaubens ruhen. Er bleibt ein legitimer Bischof mit einem wichtigen und heiklen kirchlichen Amt, das kommt nicht in Frage. Aber, wenn es Potestas zuallererst die oberste Obhut der Glaubenslehre, übt sie diese aus, um die Grundlagen der katholischen Moral und Ethik frevelhaft zu leugnen, in diesem Fall darf es weder gehört noch gehört werden, weder gehorcht noch befolgt und am wenigsten respektiert, sondern zum Gegenstand heiliger christlicher Verachtung gemacht.

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Vincenzo Paglia ist eine Schande des Episkopats zu dieser schändlichen Kategorie von Menschen gehören, über die die Heilige Schrift donnert:

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«Ich kenne deine Werke: Du bist weder kalt noch heiß. Vielleicht warst du kalt oder heiß! Aber weil du lauwarm bist, Das heißt, Sie sind weder kalt noch heiß, Ich werde dich aus meinem Mund erbrechen " [Ap 3, 15-16].

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Zusammen mit Vincenzo Paglia Alle Zweideutigkeiten und Doppeldeutigkeiten dieses Pontifikats werden wahrscheinlich auch aus dem Mund des Allmächtigen gespuckt, zu dem der schwerwiegende und objektive Fehler gehört, unmoralische und eindeutig heterodoxe Themen in alle heiklen Schlüsselpositionen aufgenommen zu haben, damit laufe ich Gefahr "[...] als exzentrisches Streben nach Neuem und Sensationelles als Ersatz für Sinnsuche in die Geschichte eingehen, was letztendlich zu einer lehrmäßigen und pastoralen Verwirrung geführt hat, die es in der Geschichte der Kirche noch nie gegeben hat ".

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Letztere Worte mit der ich mein dem Gedenken an Kardinal Carlo Caffarra gewidmetes Buch öffne, das Anfang September verteilt wird und zu dessen Lektüre ich Sie einlade, nur um dich etwas aufzurichten, Vertrauen in die Tatsache zu gewinnen, dass nicht alles verloren ist, und dies inmitten so vieler ängstlicher Karrierekaninchen, die die Grundlagen der katholischen Lehre dekonstruieren, aus erster Hand erfahren zu können, es gibt immer auch löwen, die den preis des ewigen lebens als einzigen karrierewunsch erobern wollen. Leoni, dass es gut ist, sich nicht mit dem Wort des wütenden klerikalen Vorwurfs zu ärgern, weil sie beißen und reißen, wie es sich gehört und wie es sich gehört, werden die Löwen Gottes in Obhut der Lehre des Glaubens und der Gesundheit der Seelen gestellt Gläubige Christi uns vom Erlöser anvertraut.

 

Von der Insel Patmos, 28 August 2022

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Die katholische Kirche nimmt von niemandem Befehle an, schon gar nicht von den Ukrainern, die in einem Triumph der Arroganz den Kontakt zur Realität verloren haben, der allen Völkern Europas schweren Schaden zufügen wird

LA CHIESA CATTOLICA NON PRENDE ORDINI DA NESSUNO TANTO MENO DAGLI UCRAINI CHE HANNO PERDUTO IL CONTATTO COL REALE IN UN TRIONFO DI ARROGANZA CHE PRODURRÀ GRAVI DANNI A TUTTE LE POPOLAZIONI DELL’EUROPA

 

Alla Chiesa Cattolica nessuno può impedire di pregare per la redenzione e la salute dell’anima di Hitler come per la redenzione e la salute dell’anima di Stalin, perché ha il dovere di farlo. Cosa che fece al momento opportuno proprio mentre certi personaggi perpetravano i loro peggiori crimini contro l’umanità. La Chiesa non segue le direttive emotivo-distruttive di un ex comico eletto Presidente dell’Ucraina ma il Vangelo di Gesù Cristo.

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In meinem Buch pubblicato un paio di mesi fa: Guerra e propaganda ideologica, ho anticipato fatti e problemi che stanno venendo alla luce adesso nella loro drammatica gravità politica ed economica.

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Erinnere dich la scorsa stagione televisiva, dove di Talkshow in Talkshow si inneggiava slava Ucraini (gloria all’Ucraina)? Ricordate le voci critiche tacitate? Ricordate in che modo un esperto storico come Franco Cardini — autore di Ucraina, la guerra e la storia — non potendo essere zittito né dichiarato non autorevole, era tacitato con la inderogabile pubblicità da mandare in onda, facendolo poi sparire dallo schermo a stacco pubblicitario terminato? Aber vor allem: ricordate gli ucraini invitati negli studi televisivi che con arroganza memorabile puntavano il dito verso l’Italia e gli italiani affermando di sera in sera: «Non dovete comprare il gas dalla Russia, dovete fare sacrifici per noi, perché noi lottiamo anche per la vostra libertà»?

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Sotto gli occhi dei conduttori silenziosi, assaliti dalla necessità di mandare in onda la inderogabile pubblicità solo quando parlavano Franco Cardini o altri studiosi e qualificati esperti di storia e geopolitica, abbiamo dovuto sorbirci senza possibilità di replica dei soggetti emotivi drogati dalla propaganda di Vlodimir Zelenski ― che alle droghe pare non sia stato estraneo ― che senza possibilità di replica affermavano in prima serata che noi italiani eravamo obbligati a sacrificare i nostri figli per i figli degli altri che avevano deciso di lottare come dei cerbiatti contro una leonessa, convinti di vincere. Che la leonessa – nel caso specifico la Russia – li abbia aggrediti, es ist zweifellos. Altrettanto indubbio che da una parte c’è un aggressore e un aggredito, in un contesto geopolitico molto complesso, vecchio e delicato nel quale non si può risolvere il problema sentenziando in modo superficiale e inappellabile chi è il buono e chi il cattivo, perché nelle guerre quando si ammazza tutti sono vittime e carnefici.

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I governanti ucraini e buona parte della popolazione, inclusa quella cattolica e purtroppo anche alcuni vescovi di quel Paese, hanno già attaccato in passato la Santa Sede e il Sommo Pontefice dichiarandosi indignati per l’idea di far portare la croce a una donna russa e a una donna ucraina nel corso della Kreuzweg durante i riti della Settimana Santa, al punto da oscurarla sulle reti televisive della libera Ucraina, che al contrario della cattiva Russia sarebbe una democrazia, non un regime dittatoriale (!?). In questi giorni ha fatto seguito analoga dura protesta perché il Sommo Pontefice ha osato rivolgere un pensiero e una preghiera a Darya Dygin, figlia di Alexander, famoso e discutibile ideologo russo, uccisa in un attentato:

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«Penso a una povera ragazza volata in aria per una bomba che era sotto il sedile della macchina a Mosca. Gli innocenti pagano la guerra» [vgl.. WHO]

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Il Governo Ucraino ha reagito con una protesta diplomatica attraverso il proprio ambasciatore e convocando il Nunzio Apostolico della Santa Sede a Kiev.

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Siamo al delirio di onnipotenza al quale si aggiungono cieca ignoranza e arroganza. Alla Chiesa Cattolica nessuno può impedire di pregare per la redenzione e la salute dell’anima di Hitler come per la redenzione e la salute dell’anima di Stalin, perché ha il dovere di farlo. Cosa che fece al momento opportuno proprio mentre certi personaggi perpetravano i loro peggiori crimini contro l’umanità. La Chiesa non segue le direttive emotivo-distruttive di un ex comico eletto Presidente dell’Ucraina ma il Vangelo di Gesù Cristo sul quale sta scritto:

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"Es ist nicht die Gesunden brauchen einen Arzt, aber die Kranken [...] infatti non sono venuto a chiamare i giusti, sondern Sünder " [MT 9, 12-13].

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Ciò che dovevo analizzare ed esprimere sul conflitto russo-ucraino l’ho scritto in un libro al quale vi rimando.

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Dopo la pausa estiva stanno riprendendo i vari Talkshow alle porte di un autunno che si sta delineando molto critico. Questi vari programmi hanno riaperto mandando in onda i lamenti di imprenditori, commercianti e privati che stanno ricevendo delle bollette della luce salite ormai alle stelle e che non riescono a pagare, mentre nessuno sembra avere i virili attributi politici per dire che la guerra è stata un fallimento e peggio ancora l’invio di armi all’Ucraina, dove non si è armato un esercito ma una popolazione civile. Salvo poi mandare in onda sui nostri telegiornali notizie sui brutali soldati russi che uccidevano civili inermi. Anche in questo caso la domanda è rimasta senza risposta: ein sog civile inerme che imbraccia un Kalaschnikow e che apre il fuoco sul nemico, siamo davvero sicuri che sia un civile inerme?

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Bald, all’arrivo del freddo, ci sarà il problema del gas per gli impianti di riscaldamento. Riusciranno i nostri eroici uomini-azienda che conducono i vari Talkshow a riportare nuovamente negli studi televisivi gli ucraini per puntare il dito sugli italiani e dir loro che devono sacrificare i propri figli, le proprie famiglie e le proprie aziende per sostenere l’Ucraina nella propria arrogante politica suicida? Sarà interessante udire quel che diranno agli inizi del prossimo inverno i vari conduttori che nella scorsa stagione televisiva inneggiavano slava Ucraini (gloria all’Ucraina), dinanzi agli italiani che in modo molto inglorioso rischiano di ritrovarsi veramente alla canna del gas, mentre già da adesso, i gestori delle case di riposo per anziani e degli asili nido stanno dicendo in toni allarmati che non saranno in grado di pagare le bollette della luce ormai triplicate e quelle del gas che tra non molto arriveranno, ma che al tempo stesso non possono certo triplicare le rette mensili dei loro ospiti.

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Tutto il resto è scritto nel mio libro, con buona pace di chi ha inneggiato per mesi di Talkshow in Talkshow: slava Ucraiin! Vediamo se lo stesso grido gli uomini-azienda avranno il coraggio di ripeterlo anche questo inverno con gli ucraini in studio che puntano il dito e che di sera in sera ripetono agli italiani ridotti alla canna del gas: «Voi dovete fare dei sacrifici per noi».

 

Von der Insel Patmos, 26 August 2022

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Die Väter der Insel Patmos

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„Das Lottospiel ist die Narrensteuer“. Wir legalisieren alles: Abtreibung, Euthanasie, Straße, Prostitution, zocken … warum nicht auch Femizid legalisieren??

"DAS LOSSPIEL IST DIE STEUER VON FESSI". WIR LEGALISIEREN ALLES: ABBRUCH, EUTHANASIE, ARZNEIMITTEL, PROSTITUTION, SPIEL DES GLÜCKS ... WARUM NICHT AUCH FRAUENMORD ZU LEGALISIEREN?

 

Es scheint richtig, dass ein Freak, der eine Frau tötet, im Gefängnis landen sollte, wie es einst Frauen und Gynäkologen waren, die Kinder durch illegale Abtreibungen töteten? Wenn eine Mutter, die ihr Kind tötet, und ein Gynäkologe nicht wie eine im Gefängnis landen Mörder führt den Mord aus, weil ein Mann am Ende eine Frau töten muss? Vertrauen wir ihn höchstens einer Wohltätigkeitsorganisation an und lassen ihn eine gesellschaftlich nützliche Arbeit verrichten.

- Aktualität -

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Emma Bonino Fördererin verschiedener Kampagnen gegen Kriegsdienstverweigerer

In seinem Kabarett Jiddisch der Lehrer Moni Ovadia Witze über den Speck eines geizigen alten Juden, der den Herrn beharrlich anflehte, ihn im Lotto gewinnen zu lassen. Nach nörgelnden Gebeten erschallt es am Himmel von jenem Schtetl eine genervte Stimme: «Schlomo, Ich lasse dich auch gewinnen, aber du gibst zwei Dollar aus und kaufst wenigstens ein Ticket!».

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Vor vielen Jahren, als ich Student war, das Preisgeld der alten Neujahrslotterie hatte fünf Milliarden der alten Lire erreicht. Alle meine Begleiter hatten mindestens ein Ticket gekauft, außer mir. Ein Freund fragte mich, warum ich mir nicht eine für ein paar Lire gekauft hätte, weniger als eine Packung Zigaretten kostet. ich antwortete: "Die Gewinnchancen sind so gering, dass ich, wenn ich wirklich gewinne, das Glück habe, das Gewinnlos auf dem Boden zu finden, wenn ich die Straße entlang gehe.".

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Glücksspiel Es war schon immer ein großes Geschäft für die Unterwelt, insbesondere für die in unserem Land präsenten Mafia-Vereinigungen: die Camorra, die 'ndragheta und die Cosa Nostra. Die 27 Juni 1998 das Gesetz, das das Glücksspiel in unserem Land legal macht, tritt in Kraft, von den staatlichen Monopolen reguliert und verwaltet. In den folgenden Jahren griff der Gesetzgeber mit weiteren Gesetzen ein: In dem 2005 verkündet das Gesetz Nr. 266 die die Rolle der Autonomen Gesellschaft staatlicher Monopole definiert, die sich mit Spielen befasst, bei denen es um Geldgewinne geht, und dem Kontrast zum Dschungel illegaler Websites ohne staatliche Genehmigung für den Betrieb in Italien, insbesondere die von Video-Poker online, mit Wohnsitz in einem Steuerparadies und der Serveranbieter in einem abgelegenen asiatischen Land, frei von allen Regeln der verschiedenen Nationalstaaten. Zwischen 2009 und das 2011 Der Gesetzgeber befasst sich mit dem Jugendschutz 18 Jahre, denen das Glücksspiel nach den Gesetzen verboten ist 88/2009 e 98/2011. Diese Gesetze haben die Strafen für diejenigen erhöht, die die notwendigen Maßnahmen zu den Verboten, die Minderjährigen auferlegt wurden, nicht respektieren, insbesondere für Internetseiten und Spiel- und Wettzentren. Im 2012 ein nach Renato Balduzzi benanntes Gesetzesdekret, damals Gesundheitsminister, Spielsucht behandelt, bekannt als Ludopathie, eine Störung, die in den heiklen Bereich psychiatrischer Expertise fällt.

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Es gibt zwei Denkrichtungen: Menschen, die legales Glücksspiel befürworten, argumentieren, dass ein Verbot die Verbreitung nicht autorisierter Websites und geheimer Spielhallen begünstigen würde, die hauptsächlich von der organisierten Kriminalität verwaltet werden. Die Gegensätze argumentieren, dass die Sucht die Plage ist, Spielsucht, es kann zum Ruin ganzer Familien führen, Hinzu kommen die erheblichen Kosten, die der Nationale Gesundheitsdienst für die Behandlung von Spielsüchtigen trägt.

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Es ist jetzt weit verbreitet gedacht dass man, um das Böse zu vermeiden, zum Bösen greifen muss, indem man sagt, dass das Böse gut ist. Lassen Sie uns klären: die «große italienische» Senatorin Emma Bonino, nach der unseligen päpstlichen Definition Außerdem nannte er die Abtreibung eine "große soziale Errungenschaft" und beschwerte sich beim Europäischen Parlament und beim Internationalen Gerichtshof übermäßige Präsenz von verweigernden Ärzten aus Gewissensgründen in unserem Land - das macht es aus, note, ein "großer Italiener", der als solcher der päpstlichen Belobigung würdig ist -, behauptet immer noch, dass die legalisierte Abtreibung die heimliche Abtreibung ausgerottet hat, die Plage des Sterbens der Armen beenden nur eine Blutvergiftung unter dem Messer der Mütter, während die Reichen in Schweizer Kliniken gingen, um in aller Sicherheit eine Abtreibung vornehmen zu lassen. Warum nicht genau dieselbe Logik anwenden und sagen, dass Frauenmorde legalisiert werden sollten, oder zumindest entkriminalisieren? Es scheint richtig, dass ein Freak, der eine Frau tötet, im Gefängnis landen sollte, wie es einst Frauen und Gynäkologen waren, die Kinder durch illegale Abtreibungen töteten? Wenn eine Mutter, die ihr Kind tötet, und ein Gynäkologe nicht wie eine im Gefängnis landen Mörder führt den Mord auf Anfrage aus, weil ein Mann am Ende eine Frau töten muss? Vertrauen wir ihn höchstens einer Wohltätigkeitsorganisation an und lassen ihn eine gesellschaftlich nützliche Arbeit verrichten.

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Die Übertreibung ist offensichtlich, nur emotional blinde und digitale Analphabeten können den völlig provokativen Sinn nicht erfassen, paradox und nicht zuletzt auch grotesk, die klare Bedeutung missverstehen und mich schließlich der Anstiftung zum Frauenmord bezichtigen. Und ich kann Ihnen garantieren, dass es an dieser Art keinen Mangel geben wird webeti die nur den Titel und vielleicht den Untertitel lesen. Nicht nur, weil ich webeti sie sterben nie, aber warum, wenn er auch in die Stirn geschossen worden wäre, Sie können sicher sein, dass die Kugel abprallen würde, um einen armen Unschuldigen zu töten, der auf der Straße vorbeiging.

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Aber das ist die Logik womit seit Jahrzehnten, beginnend mit dem Gesetz zur Legalisierung der Abtreibung, die Italiener wurden von dieser mephistophelischen Partei, die als Radikale Partei bekannt ist, unter Drogen gesetzt, dessen emotionale Logik bekannt ist: warum eine arme Frau zwingen, ihr Leben unter dem Messer einer Mumie zu riskieren, während die reichen Damen zur Abtreibung in die Schweiz gehen? Jawohl, aber die Mitglieder der mephistophelischen Partei, an der Spitze aller großen päpstlichen Italiener Marco Pannella und Emma Bonino, sie haben nie eine grundlegende Frage beantwortet: und wer würde es sein, der sowohl die arme Frau als auch die reiche Dame dazu zwingt, einen unschuldigen Menschen zu töten?? Es ist vielleicht moralisch zulässig, sowie obligatorisch, Töte unschuldige und wehrlose Kreaturen?

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Setzen Sie diesen Gedanken durch andere werden entsprechend folgen. So ist zum Beispiel bekannt, dass einer der ältesten Berufe der Welt die Prostitution ist. Während es nicht ausgerottet werden kann, in diesem Fall lassen Sie es uns legalisieren. Gleiches gilt für den Konsum weicher oder harter Drogen. Sobald Prostitution und Drogen legalisiert sind, vielleicht hätten wir den diversen Mafias und kriminellen Vereinigungen nicht einen großen Umsatz vorenthalten, immer nach dem Prinzip der legalen Abtreibung, die die heimliche besiegt hätte? Im Grunde ist es einfach zu machen, es genügt, dass der Staat – der bereits mit dem Gesetz Nr. 194 der 1978 - Sie werden auch ein Kammerjäger der unheilbar Kranken, Zuhälter von Prostituierten, Drogendealer und so weiter folgen. Ansonsten was für ein Familienstand, welche Art von Rechtsstaat wäre unsere, wenn er das "Recht" auf Selbstmord verweigert, Prostitution, high werden? Auf diese Weise hört das Böse auf, böse zu sein, und wird legalisiert und rechtmäßig. Andererseits, Wir werden den Huren die Verpflichtung auferlegen, eine reguläre kommerzielle Lizenz zu haben, Wir geben ihnen eine Umsatzsteuer-Identifikationsnummer mit einem Satz von 22%, die Verpflichtung zur Ausstellung von Steuerbescheinigungen für Kunden nach Kunden und schließlich zur Abgabe der jährlichen Steuererklärung. Ich kann mir schon die Quittungen der Huren vorstellen, mit Angaben zu den Leistungen und relativen Preisen, die von Analverkehr bis hin zu Sadomasochismus reichen. Wenn Sie möchten, kann ich mir auch das Gesicht des Buchhalters vorstellen, sowohl die Hure als auch der Kunde, denen diese Belege für die jährliche Steuererklärung vorgelegt werden und unter wer weiß welchen Abzugsposten für den Kunden einzufügen.

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Es wird daher gut sein, sich zu bewegen, in dieser italischen kathophoben Halbsklavengesellschaft des Vatikans und damit weit davon entfernt, das Niveau der großen Zivilisation der skandinavischen Länder zu erreichen, dass seit einigen Jahrzehnten mit Japan der glückliche Weltrekord an Selbstmorden und die höchste Rate an akuten depressiven Syndromen bestritten wird.

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Zwar gibt es Pläne, bestimmte Probleme mit Legalisierungen zu beheben, nur wenige denken daran, Bargeld durch elektronisches Geld zu ersetzen, was von Vorteil sein könnte, indem es als große Abschreckung in einem Land wirkt, in dem die Istat-Daten von 2018 sprich darüber 110 Milliarden Steuerhinterziehungen pro Jahr, einer Schattenwirtschaft gleich 192 Milliarden und illegale Aktivitäten in Höhe von 19 Milliarden. Offensichtlich, dass es sich bei illegalen Aktivitäten um eine sehr ungefähre Zahl handelt, weil die Fluktuation der Kriminalität viel höher ist. Bei E-Geld geht es um Rückverfolgbarkeit, wie würde ein Bordell eine Hure bezahlen? Bald sagte: oder die Dame hat einen unwahrscheinlichen Mechanismus, um Kredit- und Debitkarten zwischen die Brüste oder das Gesäß zu schieben, oder die Zahlung wäre gelinde gesagt schwierig. Ebenso schwierig ist es für einen kriminellen Unternehmer, Arbeitnehmer ohne Beiträge und Versicherungsschutz illegal zu bezahlen, in einem Land wie dem unseren, wo Medien aufgezeichnet werden 3 Todesfälle pro Tag bei der Arbeit, nach den statistischen Daten von 2019. Gleiches gelte für die große Zahl von Handwerkern, die vor allem in Süditalien Maurertätigkeiten ausüben, Klempner, Elektriker, Aerialist, IT-Techniker ... ohne irgendwo als Einzelfirma oder Selbstständiger tätig zu sein. Und davon profitieren derzeit nicht wenige Grillino-Einnahmen der Staatsbürgerschaft, während er monatlich ein paar tausend Euro schwarz einsteckt, ohne auch nur den Schatten einer Steuer oder eines Beitrags zu zahlen. Mit nachvollziehbarem elektronischem Geld, wie der Bürger sie bezahlen könnte? Das gilt für den Installateur ebenso wie für den Freiberufler mit salzigen Honoraren, der den Kunden lächelnd fragt: „Mit oder ohne Rechnung?».

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Sobald das Gesetz gemacht war, wurde die Täuschung entdeckt, rezitiert eine der bekanntesten Redewendungen unseres italienischen Bodens. Was zweifellos stimmt, in denen wir Italiener schon immer Meister waren. Allerdings sind auch der raffiniertesten und fantasievollsten Handwerkskunst Grenzen gesetzt: Es ist tatsächlich so, dass das betrügerische Flair des neapolitanischen Flecks von Totò verkörpert wird, kann auch sogar verkaufen können den Trevi-Brunnen an einen italienisch-amerikanischen Touristen, Allerdings kann es nicht einmal dem skurrilsten Betrüger gelingen, bestimmte Betrugsbekämpfungsgesetze zu umgehen, denn es wäre so, als würde man vorgeben, die Naturgesetze der Physik herausfordern zu können. Ein Beweis dafür sind zum Beispiel die aktuellen Prüfungen für den Führerschein oder die für die Zulassung zur Medizinischen und Chirurgischen Fakultät, unmöglich zu manipulieren, weil sie zentralisiert und durch ein undurchdringliches elektronisches System gepanzert sind, das es unmöglich macht, die Person zu identifizieren, die vom diensthabenden Paten bevorzugt werden soll.

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Mit nachvollziehbarem elektronischem Geld, wie ein Drogendealer oder ein Hehler von Diebesgut in den kriminellen Handel verwickelt werden könnte? Jemand denkt, er könnte sich an seinen befreundeten Metzger oder an den gefügigen Tabakhändler wenden, um sich mit nicht existierenden Transaktionen mit Geldautomaten oder Kreditkarten swipen zu lassen? Und selbst wenn es so wäre, wie, der Metzger oder sein befreundeter Trafikant könnten ihm dann Bargeld dafür geben, Stilbetrug beim Staatsbürgerschaftseinkommen, wenn es kein Papiergeld gibt und alles nur über nachvollziehbare elektronische Schaltungen abläuft?

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Wir konnten die Abtreibung legalisieren, Wir sind dabei, Euthanasie zu legalisieren, Wir haben das Glücksspiel zum Staatsmonopol gemacht und können die Steuerhinterziehung nicht unterbinden, Prostitution, Drogenhandel und kriminelle Kreise verschiedener Art, weil elektronisches Geld nach Meinung einiger eine Verletzung der individuellen Freiheiten und eine weitaus schlimmere Kontrolle der Bürger wäre als die von George Orwells Big Brother? Aber wir sind wirklich eine Gesellschaft von Schizophrenen Grenze!

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Ein Thema gegen elektronisches Geld sagte er in einem dumm provokativen Ton: «Und ihr Priester, Wie würden Sie Opfergaben für Kirchen nehmen?, für wohltätige Aktivitäten, für die Feier der heiligen Messen und so weiter?». ich antwortete: "Einfach, mit elektronischem Geld. Andererseits, es wäre bequemer und praktischer als das Kleingeld, das diese großen Läuse vieler Gläubiger in den Opferkorb legen, was uns dazu zwingt, ein paar Kilo Münzen in ein paar Zettel umzutauschen 5, 10, 20 Cent". Und das erklärte ich uns Priestern weiter, Angehörige einer staatlich als Anstalt des öffentlichen Rechts anerkannten Religionsgemeinschaft, elektronisches Geld, für Angebote und mehr, das wäre überhaupt kein problem, eher ein großer und praktischer Komfort. Für die Familie Casamonica, die auch die Betteltour in der Hauptstadt Italiens organisiert, wäre das eher ein Problem. Oder kann sich jemand einen bockigen Zigeuner – oder wenn wir die politisch korrekte Sprache bevorzugen einen Roma – vorstellen, der Passanten nervt, indem er sie um Geld bittet Pos an Ihren Fingerspitzen für Geldautomaten- und Kreditkartentransaktionen? In unseren Kirchen könnten wir leicht einen elektronischen Mechanismus für die Bezahlung und Sammlung von Opfergaben installieren, wie sie in allen Zentren und Orten zu finden sind, wo Zahlungen getätigt werden können Selbstbedienung. Aber wir sind eine Körperschaft des öffentlichen Rechts, nicht der Bettelkreis des Casamonica-Clans, wir sind weder Hehler noch Drogenhändler.

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Doch unsere glorreiche Republik das System zur Erhebung von Steuern hat es gefunden. Alles in allem ist es ein älteres System, als man vermuten würde: das Lottospiel, dass zu Beginn der Einigung Italiens ein großer Staatsmann, Graf Camillo Benso von Cavour, genannt "die Narrensteuer". Tatsächlich, gemäß den Daten, die in berichtet werden ein Buch sehr interessant veröffentlicht in 2017 und geschrieben von Giulia Migneco und Claudio Forleo, was folgte eine Sekunde geschrieben von den gleichen Autoren während der Abriegelung und Covid-19, beim legalisierten Glücksspiel hat der Staat kassiert 2018 die Menge an 105 Milliarden Euro. Ein Betrag, der ironischerweise dem entspricht, was Istat als Volumen der Steuerhinterziehung in unserem Land angibt, gleich 110 Milliarden Euro. Der große Staatsmann des 19. Jahrhunderts hatte daher Recht, als er das Los als „Narrensteuer“ bezeichnete.. Im Nachhinein füge ich hinzu: Der Italiener fühlt sich so schlau und berechtigt, Steuern zu hinterziehen, bis hin zur Nichtzahlung jener Steuern, die nützlich sind, um das System unseres Wohlfahrtsstaates aufrechtzuerhalten. Aber gleichzeitig ist sie so dumm, zur Lotteriestelle zu rennen, um die "Narrensteuer" zu bezahlen., stellte sich mit einer Münze in der Hand vor alle auf den Bartisch, um ein Ticket nach dem anderen durchzukratzen&Vinci.

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Zur Spielsucht im Verhältnis zur katholischen Moral vor Jahren widmete ich auf Wunsch und Einladung der Freunde der einen Vortrag Lions-Club. Ich habe dem, was ich damals gesagt habe, nicht viel hinzuzufügen, Ich verweise daher auf die Anmeldung dieser mein Vortrag die Sie auf der finden YouTube-Kanal von Die Insel Patmos.

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In unseren Kirchengemeinden und Caritaszentren Es gibt viele Menschen, die um Hilfe für die Grundbedürfnisse bitten, oder weil kurz davor steht, das Licht oder Gas auszuschalten, nach der Verschwendung von Gehältern und Renten im legalisierten Glücksspiel. An viele meiner Brüder mit einem zarten Herzen, die mir wiederholt gesagt haben: „Wie kannst du ihnen nicht helfen??», Ich antwortete, dass jede Art von Hilfe für jemanden mit Spielsucht wie der Kauf von Drogen für einen Drogenabhängigen im Entzug sei, wie man einem Sexsüchtigen die Dienste einer Prostituierten bezahlt. Es ist keine Nächstenliebe, aber reine Bewusstlosigkeit. Vor allem das Böse kommt zu dem vielen Bösen hinzu, das diese Untertanen über sich selbst und ihre Familien bringen. Von Spielsucht betroffen, nachdem er verblutet war, weil er "die Narrensteuer" bezahlt hatte, es muss in einem strengen Ton und fast immer mit einem hässlichen Gesicht gesagt werden: dass Sie auch das Licht oder das Gas ausschalten, dass Sie auch Schwierigkeiten beim Einkaufen und Essen haben, Es ist mir egal und muss mir egal sein, am wenigsten Mitleid. Die einzige Hilfe, die ich dir geben kann und die ich dir aus Gewissensgründen geben muss, ist, Sie an einen guten Psychiater zu verweisen, der Sie von dieser gefährlichen Sucht heilen kann.

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Es ist eine große Traurigkeit Sehen Sie, wie ältere Rentner mit Kratzspuren aus dem Tabakladen kommen&gewinnen und kurz darauf zum Caritas-Zentrum gehen, um einzukaufen. Ebenso traurig, Schlangen von Menschen zu sehen, Jung und Alt, darunter viele Familienväter und -mütter, brennende Geldsummen für unwahrscheinliche Zahlensysteme, während die Mega-Werbetafel die stratosphärische Summe des Preispools in großen Buchstaben anzeigt, was ab heute gleich ist 259.600.000 Euro. Abbildung vor denen spielsüchtige Steuerhinterzieher, die ihre Betrügereien gegenüber dem Staat rechtfertigen, indem sie sich hinter dem Finger von „Ich zahle keine Politikerlöhne mit meinen Steuern“ verstecken., Sie erkennen nicht einmal, dass Steuern sie am schlechtesten bezahlen, wie perfekte Narren, Gutschein hinter Gutschein, Kratzer&durch null gewinnen&Vinci. Hinzu kommt, dass das viel angeklagte Gehalt der Politiker, in den Taschen des allgemeinen Staatshaushalts entspricht ein paar Euro in unseren Taschen, obwohl es immer der Vorwand und der lächerliche Finger war, hinter dem sich kleine und große Steuerhinterzieher verstecken.

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Wenn der Preispool diese Zahl erreicht hat, Einige haben sich gefragt, wie hoch die weitaus größere Summe ist, die mit den Wetten der staatlichen Monopole eingenommen wird? Es ist nicht einfach, in einem Land zu leben, in dem Abtreibung als „erworbenes Recht“ und „große soziale Errungenschaft“ gilt., wo angenommen wird, dass Euthanasie "ein Akt der Menschlichkeit gegenüber einem armen todkranken Menschen" ist, wo der Staat am Glücksspiel Geld verdient, wozu es einerseits anstiftet, Andererseits fordert es uns auf, vorsichtig zu sein, denn „Glücksspiel kann süchtig machen“. Aber, ein rückverfolgbares elektronisches Geld, das der organisierten Kriminalität einen tödlichen Schlag versetzen würde, In dem Drogenhandel, zur Prostitution, zu illegaler Arbeit, Steuerhinterziehung und so weiter folgen, das nein, weil es eine schwere Verletzung der persönlichen Freiheiten wäre.

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Das italienische Volk hat ein sehr seltsames Konzept von "Recht" und "Freiheit", angestiftet, wie er in der Hoffnung auf den Sieg zu kratzen ist, mit einem Staat, der sein Gewissen beruhigt, indem er warnt, dass "Glücksspiel süchtig machen kann" und uns bald Euthanasie bescheren wird, gleichgeschlechtliche Ehe, die Möglichkeit, Kinder für schwule und lesbische Paare zu adoptieren, kostenlose Drogen und viele andere wunderbare Rechte, die mit echten Verirrungen verbunden sind, die gemäß dem Gesetz in Gut umgewandelt wurden.

 

Von der Insel Patmos, 25 August 2022

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BIBLIOGRAPHISCHE VERWEISE

Emiliano Mandrone, Elektronisches Geld für den Kampf gegen Steuerhinterziehung? im Online-Magazin Wirtschaft und Politik, Ausgabe von 4 November 2019

Ardizzi und P. Spielen, Die sozialen Kosten von Zahlungsinstrumenten in Italien, Institutionelle Probleme, Bank von Italien, 2012.

Grazini, Auf dem Weg zur öffentlichen digitalen Währung: die Kühnheit von Christine Lagarde und die Klugheit von Mario Draghi, Wirtschaft und Politik, 2019.

Mandrone, Die ehrliche Bande, die elektronisches Geld will, lavoce.info, 2015.

Mandrone, Die gesellschaftliche Rolle ökonomischer Bildung, INAPP, 2017.

Realfonzo, 100 Milliarden von öffentlichen Unterinvestitionen und Wettbewerbsdefizit. Italien braucht Industriepolitik, Wirtschaft und Politik, 2019.

KS. Rogoff, Das Ende des Geldes. Ein Vorschlag zur Begrenzung des Bargeldschadens, Der Prüfer, 2017.

Samt, g. Casamatta, L. Blumenstrauß, g. Poniatowski, Schätzung der internationalen Steuerhinterziehung durch Einzelpersonen, WP-Nr 76, Europäische Kommission, 2019.

Jahre 2013-2016 die in den Volkswirtschaftlichen Gesamtrechnungen nicht berücksichtigte Wirtschaft, Statistiken melden, ZUSTAND, 2018

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