Dal suo mondo dell’irreale Alessandro Minutella se la prende con l’Arcivescovo Georg Gänswein. Uma tragédia humana e um desastre de almas em um período de crise devastadora que afeta a Igreja Católica

DAL SUO MONDO DELL’IRREALE ALESSANDRO MINUTELLA SE LA PRENDE CON L’ARCIVESCOVO GEORG GÄNSWEIN. UNA TRAGEDIA UMANA E UN DISASTRO DI ANIME IN UN PERIODO DI DEVASTANTE CRISI CHE INVESTE LA CHIESA CATTOLICA

 

In una Chiesa che in modo ossessivo sembra capace a parlare solo di poveri e migranti mentre la casa brucia avvolta dalle fiamme, un soggetto come il Signor Minutella può raccogliere seguaci e produrre enormi disastri di anime. Né possiamo dimenticare che non si è certo fatto prete da solo, muito pelo contrário: è l’emblema di uno dei tanti mostri creati dalla superficialità e dalla scarsa vigilanza dei nostri Vescovi e dei formatori da loro preposti a formare i futuri presbiteri.

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UMAl triste caso di Alessandro Minutella, prete palermitano sospeso pio No 2017, caduto in scomunica No 2018, resignado No 2022 pelo estado clerical, pena che molto raramente la Chiesa infligge, dedicai una conferenza a que me refiro.

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eul Signor Minutella è un bugiardo seriale che mente ― chissà, forse persino sapendo di mentire? ―, contraddicendosi da anni in continuazione. Ne sono prova i suoi video presenti a centinaia su Internet nei quali è solito affermare il contrario di quanto dichiarato in precedenza anche a distanza di poco tempo, o addirittura nello spazio di un singolo video. L’elemento pericoloso che caratterizza questa psicologia contorta è la continua falsificazione e manipolazione dei fatti, della storia e dei documenti della Chiesa e di ciò che essi contengono. Il Signor Minutella è specializzato a far dire ai documenti del Magistero della Chiesa ciò che non contengono. La tecnica che usa è sempre la stessa: prende alcune righe, le manipola, stravolge il testo e fa dire al documento quel che non dice. Ripetutamente abbiamo dimostrato che su certi testi non è scritto quel che il Signor Minutella gli attribuisce ma l’esatto contrario di ciò che afferma e sostiene.

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Vamos tentar esclarecer o assunto con un esempio solo tra i tanti: per sostenere che l’elezione del legittimo Successore del rinunciatario Sommo Pontefice Benedetto XVI è invalida e che il Pontefice regnante è un antipapa usurpatore, usa da sempre la Costituzione Apostolica Rebanho Dominic dove il Santo Pontefice Giovanni Paolo II stabilisce:

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«Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, assim, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta» [cf.. n. 76].

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Esta declaração è però solo la conclusione di tutto il precedente Capitolo V posta come chiusa al termine di precise e articolate spiegazioni legate al meccanismo delle votazioni in conclave. Estrapolare queste quattro righe e costruirci sopra ciò che l’intera Costituzione Apostolica non dice è una mistificazione grave e disonesta. Questo è però il consolidato agire che il Signor Minutella porta avanti da anni: estrapola un passo in cui si proibiscono i patti e gli accordi tra i Padri Cardinali prima del conclave, estrapola una chiusa che conclude il Capitolo V, dopodiché omette, con evidente dolo criminale, di citare l’articolo che sin dall’apertura del successivo Capitolo VI chiarisce:

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«Se nell’elezione del Romano Pontefice fosse perpetrato ― che Dio ce ne scampi ― il crimine della simonia, delibero e dichiaro che tutti coloro che se ne rendessero colpevoli incorreranno nella scomunica automático e che è tuttavia tolta la nullità o la non validità della medesima provvista simoniaca, affinché per tale motivo ― come già stabilito dai miei Predecessori ― non venga impugnata la validità dell’elezione del Romano Pontefice [cf.. n. 78].

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Questo è impresso in quella Costituzione Apostolica alla quale il Signor Minutella attribuisce quel che mai è stato scritto dal Santo Pontefice Giovanni Paolo II, che senza pena di equivoco chiarisce che neppure il turpe e grave delitto di simonia rende invalida e illegittima l’elezione del Romano Pontefice.

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Il gioco dovrebbe essere chiaro e facile da smascherare, ma proprio in questo sta il problema: il Signor Minutella si rivolge a un pubblico di persone smarrite e superficiali dinanzi alle quali si scontrano due diversi modi di agire: quello di noi teologi, filosofi e giuristi che speculiamo sulla base di criteri scientifici strutturati sulla logica e la razionalità, quello dello pseudo-teologo Minutella che gioca scientemente sull’emotività dei fragili e dei deboli e che agisce in totale sprezzo della logica e della razionalità. La pseudo-teologia del Signor Minutella è strutturata su una mariologia ereticale d’impianto millenarista che stravolge totalmente la figura della Beata Vergine Maria mutata in una moderna divinità pagana, con continui richiami ossessivi magico-esoterici all’imminente trionfo del suo cuore immacolato, senza tenere conto della centralità assoluta del mistero cristologico. con uno stile che spazia tra il tele-imbonitore e il mago che legge i tarocchi, il Signor Minutella suscita in continuazione nelle persone fragili e smarrite quel deleterio spirito verso il quale ci mette in guardia il Beato Apostolo Paolo dicendo:

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"No dia, na verdade, em que não suportarão a sã doutrina;, mãe, tendo comichão nos ouvidos eles, amontoarão para si doutores para atender os seus próprios gostos, recusando-se a ouvir a verdade e voltando às fábulas " [II Tm 4, 1-4].

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eu neuro-video-deliri del Signor Minutella sono un incessante stimolo pruriginoso attraverso lo spaccio di messaggi mariani, visioni di mistici e mistiche e di loro presunte profezie, gran parte delle quali mai riconosciute come autentiche dalla Chiesa. Stuzzica la morbosità catastrofista con i messaggi della Madonna di Fatima, ovviamente dopo averli stravolti e manipolati, presenta gli scritti di Maria Valtorta come fondamenti di fede, incurante dei giudizi negativi e delle condanne della Chiesa [cf.. Meu artigo anterior, WHO]. Insiste che le “profecias” della Beata Katharina Emmerick sono autentiche, perché a suo dire beatificata dalla Chiesa. In tal modo dimostra inquietante e crassa ignoranza, perché quando nel 2004 la Emmerick fu beatificata il competente dicastero della Santa Sede ribadì la non autenticità delle cosiddette profezie a lei attribuite scrivendo:

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«La beata ci ha lasciato di sicuro solo tre lettere. Os outros escritos, que são erroneamente atribuídos a ele, têm origens diferentes: le “visioni” della Passione di Cristo furono annotate e rielaborate con grande libertà e senza alcun controllo dallo scrittore tedesco Clemens Brentano (1778-1842). Le opere in discussione non possono considerarsi né scritte né dettate dalla Emmerick e neppure autentiche trascrizioni delle sue affermazioni e delle sue narrazioni, ma un’opera letteraria del Brentano» [Dichiarazione della Congregazione delle cause dei Santi, 2004].

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Se la Chiesa proclama un beato, o proclama in seguito santo un beato, ciò non implica che riconosca, beatifichi e canonizzi tutto ciò che ha detto o scritto. Affermare ai propri seguaci che tutto è autentico perché la Chiesa ha beatificato o canonizzato, vuol dire esprimere una autentica idiozia. Il Signor Minutella è capace a mescolare assieme la Madonna di Fatima con San Malachia vescovo di Armagh, viveu no século XII, le cui “profecias” sui papi sono un falso clamoroso a lui attribuito e ulteriormente manipolate nel XVII secolo. Fatto tutto questo il Signor Minutella, come Frate Cipolla della novella di Giovanni Boccaccio, rassicura i villici sulla autenticità delle mirabolanti reliquie mostrate, facendo presente di essere «due volte dottore in sacra teologia» e di essere un teologo formato alla scuola di San Tommaso d’Aquino, nonché esperto della teologia del celebre teologo del Novecento Hans Urs von Balthasar. Di fatto il Signor Minutella è talmente limitato e ignorante che non sarebbe capace a fare neppure la struttura di una pergunta dell’Aquinate, però ha una tale faccia tosta che sarebbe capace a dichiarare autentico persino il clamoroso falso della donazione costantiniana, declarando isso Lorenzo Valla, che ne dimostrò la falsità nel 1440, era solo un povero incompetente.

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Numerosi seguaci di questo capo-setta sono affetti da analfabetismo funcional che li rende incapaci a leggere e comprendere un documento, outros por analfabetismo digitale. Gli uni e gli altri prendono come oro colato quanto il loro guru afferma, guardandosi bene dal compiere uno sforzo davvero minimo: andare sul sito ufficiale della Santa Sede, cercare e leggere i documenti del Magistero della Chiesa da lui stravolti per appurare che dicono proprio l’esatto contrario di quello che gli attribuisce il Signor Minutella bi-dottore in sacra teologia. Entrambe queste tipologie di persone sono a tal punto prive di senso critico da non essere in grado di analizzare certe affermazioni e porle a confronto con quelle che dimostrano quanto surreali e demenziali siano le affermazioni del Signor Minutella. Deixe-me ser claro, per ignoranti non s’intendono le persone umili o semplici sempre pronte ad ascoltare e apprendere ciò che non conoscono, ma coloro che si rifiutano di ragionare, che sono incapaci di sviluppare un pensiero critico e che con aggressiva superbia si sentono detentori del sapere, soprattutto della vera fede.

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Da un po’ di tempo a questa parte si è messo a fare da spalla al Signor Minutella un giornalista che scrive sproloqui sul blog del quotidiano Livre e che di recente ha pubblicato un libro nel quale spiega come il rinunciatario Sommo Pontefice Benedetto XVI abbia fatto atto di rinuncia mediante un documento reso volutamente invalido da vari errori grammaticali latini. Non so se questo Signore sia al corrente che nei Santi Vangeli ci sono alcuni errori anche grossolani dovuti a traduzioni e trascrizioni, intende forse invalidare anche la Parola di Dio rivelata? E assim, dopo che il Sommo Pontefice Benedetto XVI costretto a fare atto di rinuncia si sarebbe ritirato in “sede impedita”, ha incominciato a parlare e comunicare “in codice”, per dimostrare con un linguaggio criptico l’invalidità della sua rinuncia e lo stato di impedimento che non gli consentirebbe di parlare ed esprimersi, ma solo di lanciare messaggi cifrati, di cui è unico e geniale interprete mondiale, nonché scopritore, questo giornalista fantasia Do Livre.

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La nascita e il proliferare di certi soggetti può essere anche una reazione naturale in contesti storico-sociali noti da sempre in sociologia e legati principalmente ai vari stadi di decadenza segnati da grandi regressi culturali e dal conseguente rifiuto dei principi basilari della umana razionalità. È infatti noto che quando si cessa di credere ai fondamenti della fede rivelata si finisce poi col credere in tutto. Certain, a lasciare molto perplessi è che una simpatica faccia da becchino come il direttore di Livre Alessandro Sallustri conceda spazio a simile spazzatura. Sarebbe come se negli anni Novanta O Corriere della Sera avesse affidato una rubrica in prima pagina a Wanna Marchi e al mago Mário Pacheco Do Nascimento, semmai dopo avere tolto spazio e chiusa una rubrica affidata a Vittorio Messori. Un direttore di giornale di lunga esperienza che non si rende conto di questo è pressoché un cadavere di giornalista che ha perduto ormai persino quel rigor mortis che potrebbe conferirgli un certo fascino.

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Di fatto siamo oltre la fantascienza, oltre il grottesco, perché se Benedetto XVI avesse fatto quel che gli viene attribuito da Wanna Marchi e dal mago Do Nascimento — rispettivamente prete dimesso dallo stato clericale e giornalista fantasia — capite bene che ci ritroveremmo dinanzi al Pontefice più bugiardo e vigliacco della storia della Chiesa.

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Smentire queste persone, come più volte è stato fatto, risulta del tutto inutile, perché il Signor Minutella e il giornalista autore di questo fantastico Codice Ratzinger stravolgono qualsiasi frase, parola o fatto. Exemplo: Benedetto XVI ha battuto due volte la palpebra destra? Pensate si tratti di un meccanismo naturale del corpo umano dettato dal funzionamento dei muscoli facciali? Absolutamente não. In verità è un codice-morse ratzingeriano attraverso il quale il Santo Padre costretto a fare atto di rinuncia sta comunicando e confermando di trovarsi in “sede impedita” e di essere sempre il solo e legittimo Romano Pontefice. Qualcuno pensa che l’incurvatura delle spalle di Benedetto XVI sia dovuta al naturale declino fisico di un uomo ultranovantenne? Absolutamente não. In verità è la prova che il Santo Padre è incurvato sotto il peso dovuto all’oppressione della congiura bergogliana ordita dalla cosiddetta Mafia di San Gallo per opera dei cardinali massoni che sono tutti maestri venerabili del grado XXXIII° della Grande Loggia massonica di antico rito scozzese.

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Di recente è finito nel mirino SE. Mons. George Ganswein Prefetto emerito della Casa Pontificia e tutt’oggi fedele segretario particolare del rinunciatario Sommo Pontefice Benedetto XVI, al quale il Signor Minutella ha inviato una lettera assieme a un gruppetto di altri sette preti al suo seguito il 6 agosto, chiedendo conto e conferma che Benedetto XVI avesse veramente e validamente rinunciato e che il Sommo Pontefice Francesco fosse realmente il suo legittimo successore. Ragioniamo: a quesiti così idioti e provocatori come sarebbe possibile rispondere, specie se a porli sono dei manipolatori che stravolgono di prassi qualsiasi risposta, anche la più chiara e decisa? Infatti la reazione non si è fatta attendere: poche settimane dopo il Signor Minutella ha spiegato che quella mancata risposta non andava letta come una forma di maleducazione, ma come una prova di silenzio-assenso. Ciò equivale a inviare un messaggio alla Badessa delle Clarisse della stretta osservanza per chiedere se è vergine oppure se prima di diventare monaca, quand’era una giovane donna secolare, aveva avuto rapporti sessuali con uomini. Sono forse domande da farsi? Aqui, non crediate che rivolgere domande del genere a un Sommo Pontefice che ha fatto atto di rinuncia sia così diverso dal rivolgere un quesito come quello testé illustrato alla Badessa delle Clarisse, salvo dichiarare appresso che la sua mancata risposta è una prova da leggere come forma di silenzio-assenso da parte della Reverenda Madre.

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Di recente il Signor Minutella ha lamentato che S.E. Mons. Georg Gänswein avrebbe telefonato al fratello sacerdote di un prete tedesco che si è messo al suo seguito affermando che questo soggetto è nei concreti fatti un “louco” assim como “teologicamente fuori di testae che il suo libro Pietro, dove sei? non merita la carta su cui è stampato”. Deixe-me ser claro: il tutto lo afferma il Signor Minutella, noi non sappiamo se questa telefonata è avvenuta. Se poi fosse avvenuta non sappiamo cosa l’Arcivescovo Georg Gänswein abbia detto realmente al suo interlocutore e in quali termini. Uma coisa é certa: nel caso avesse espresso quei giudizi, avrebbe detto e sintetizzato null’altro che la realtà dei fatti.

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Non si è fatta attendere la replica del Signor Minutella che ha dato anzitutto dell’ignorante all’Arcivescovo Georg Gänswein che di formazione è un canonista e che a sua detta «dovrebbe sapere che un pazzo non può incorrere in scomunica, perché non consapevole e quindi non responsabile delle sue azioni». Anche in questo caso il Signor Minutella conferma Urbi et Orbi la sua ignoranza e limitatezza. Non tutti i pazzi né tutte le persone che soffrono di disturbi psichiatrici gravi sono dei soggetti incapaci di intendere e volere. Si potrebbe partire da Friedrich Nietzsche sino al matematico John Forbes Nash, Premio Nobel per l’economia, che soffriva di una forma di schizofrenia molto grave. Il tutto a riprova che se c’è un ignorante conclamato questi non è certo l’Arcivescovo Georg Gänswein ma il Signor Minutella.

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Vittimista e piagnone sino al parossismo, da anni il Signor Minutella ripete: «nessuno vuole confrontarsi con me nel merito delle questioni», sottintendendo e dando a bere ai suoi seguaci che nessun teologo, canonista ed ecclesiologo reggerebbe un confronto con cotanta e potente scienza. Tutt’altra è la realtà: per quanto si proclami “leone di Maria”, in verità il Signor Minutella è solo un povero coniglio mannaro che urla come un cappone castrato dentro una cameretta di riprese dalla quale lancia strali nei suoi video, ma che si è sempre guardato dal cercare e accettare confronti con studiosi veri e seri. Dinanzi al Cardinale Raymond Leo Burke e al Presbitero e teologo Nicola Bux, che tentarono di riportarlo nei ranghi agli inizi dei suoi folli deliri tra il 2016 e a 2017, questo coniglio mannaro sedicente “leone di Maria” si presentò dinanzi a loro a testa bassa, con la coda tra le gambe e la vocina sommessa. Così fece con loro come con altri interlocutori. Então, quando entra nella sua cameretta di riprese-video con le sue badanti adoranti che annuiscono, a quel punto si trasforma in una iena.

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Quando nel settembre 2018 o Sumo Pontífice Francisco si recò a Palermo il Signor Minutella venne avvisato per tempo e gli fu prospettato un incontro privato con il Santo Padre, così che potesse avere la possibilità di chiedergli spiegazioni o di dirgli in faccia quello che pensava. Il tutto prima che gli fosse notificata la scomunica automático. Quale fu la reazione del coniglio mannaro sedicente “leone di Maria”? Due giorni prima dell’arrivo del Santo Padre si recò a Verona, sparò ogni peggior veleno e due giorni dopo ritornò nel palermitano per seguitare a vomitare su «Bergoglio antipapa usurpatore emissario dell’Anticristo», ovviamente dalla sua cameretta di riprese assistito dalle sue badanti adoranti. Come mai il “leone di Maria” non colse quella splendida occasione per dire in faccia al diretto interessato ciò che pensava di lui, anziché scappare a Verona due giorni prima e rientrare due giorni dopo che il Santo Padre era andato via da Palermo? Se lo domandino i seguaci di questo bugiardo patologico codardo incapace a confrontarsi con chicchessia nel merito di delicate questioni teologiche e giuridiche da lui ridotte a un teatrino del grottesco.

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Qualcuno si è chiesto: come mai non lo hanno fatto ricevere da Benedetto XVI, affinché fosse informato dalla voce del diretto interessato circa il suo libero e valido atto di rinuncia, riportandolo in tal modo sulla retta via? In diversi pensarono a questa eventualità, ma fu prudentemente scartata, tanto scontati sarebbero stati gli esiti: il “leone di Maria” si sarebbe prostrato con la coda tra le gambe, la testa bassa e la vocina sommessa, então, appena rientrato a casa, si sarebbe fiondato nella sua cameretta di riprese per vestire i panni del coniglio mannaro e annunciare che grazie a quell’incontro aveva avuto la prova inconfutabile che Benedetto XVI, imprigionato insede impedita”, era stato costretto a rassicurarlo dietro minaccia della potente massoneria ecclesiastica del Vaticano governata da cardinali massoni satanisti affiliati al Grande Oriente di Rito Scozzese.

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Il Signor Minutella è uno dei tanti mostri partoriti all’interno della Chiesa e dinanzi ai quali tutti dovremmo interrogarci, in testa i nostri Vescovi. Non è né intelligente né colto, non è affatto un talentato comunicatore ed è privo di arte retorica, è solo un piazzista, un imbonitore. La sua limitatezza culturale è imbarazzante, per questo ha bisogno di sbandierare i titoli accademici conseguiti nelle università ecclesiastiche, che non sono mai stati prova e attestazione di capacità, scienza e intelligenza. Da diversi decenni una specializzazione o un dottorato teologico a Roma si concede a chiunque. Noi presbiteri e teologi, che questo lo sappiamo, ci ridiamo sopra ogni volta che il Signor Minutella rassicura i suoi seguaci citando i propri titoli accademici a somma garanzia delle idiozie che proferisce.

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Come un vero e proprio cancro il Signor Minutella ha preso vita e si è sviluppato in un momento storico di grave crisi intra ed extra ecclesiale. Da anni vado ripetendo che a partire dalla fine degli anni Sessanta del Novecento nella Chiesa si è sviluppata una crisi della dottrina che ha dato vita a una crisi della fede, conseguenza della quale è stata infine una devastante crisi morale del clero [cf.. mio libro E Satanás se tornou trino]. Privo di intelligenza e cultura ma ricco della furbizia del vecchio contadino illetterato che con scaltrezza può riuscire anche a metterti nel sacco, il Signor Minutella parte basandosi su cose vere e dati oggettivi legati a questa grande e dolorosa decadenza che ammorba la Chiesa, dopodiché smercia falsità a non finire raccogliendo numeri sempre maggiori di seguaci tra quei cattolici deboli e smarriti che cercano guida e sicurezza.

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in una Chiesa che in modo ossessivo sembra capace a parlare solo di poveri e migranti mentre la casa brucia avvolta dalle fiamme, un soggetto come il Signor Minutella può raccogliere seguaci in numero sempre maggiore e produrre enormi disastri di anime. Né possiamo dimenticare che non si è certo fatto prete da solo, muito pelo contrário: è l’emblema di uno dei tanti mostri creati dalla superficialità e dalla scarsa vigilanza dei nostri Vescovi e dei formatori da loro preposti a formare i futuri presbiteri. Questi sarebbero i veri culpa MEA che la Chiesa dovrebbe fare, anziché chiedere perdono agli indigeni delle Americhe ai quali i “mau” conquistatori spagnoli del XVI secolo impedirono di proseguire a fare sacrifici umani di bambini alle divinità incas e azteche, dando così fiato alle trombe del Signor Minutella, un mostro che non si è creato da sé stesso ma che è stato creato da noi, in buona parte colpevoli e responsabili degli immani disastri che sta compiendo sulle anime.

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a Ilha de Patmos, 3 Outubro 2022

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O Bispo de Terni-Narni-Amelia inaugura a nova sede da Maçonaria

Il VESCOVO DI TERNI-NARNI-AMELIA INAUGURA LA NUOVA SEDE DELLA MASSONERIA

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I preti che da Dio hanno avuta la grazia di avere due coglioni, presupposto fondamentale e imprescindibile per il sacerdozio ministeriale, all’occorrenza devono saperli far girare

- Notícias da Igreja -

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Il Vescovo di Terni-Narni-Amelia al taglio del nastro di inaugurazione della nuova Loggia Massonica

Dinanzi a un fatto di questo genere mi girano a tal punto le palle che se mi mettessero a mollo nel porto di Civitavecchia, dopo mezz’ora giungerei in quello di Cagliari spinto dai miei coglioni a turbina [cf.. WHO].

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eu me oponho che da Dio hanno avuta la grazia di avere due coglioni, presupposto fondamentale e imprescindibile per il sacerdozio ministeriale, all’occorrenza devono saperli far girare, specie dinanzi alle colossali idiozie di certi vescovi che da tempo gareggiano tra di loro a chi commette la cazzata più grossa, sulle quali poi la Santa Sede soprassiede, purché certi Presuli parlino in modo ossessivo-compulsivo di poveri e migranti.

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Non occorre tornare indietro ai tempi del Beato Pontefice Pio IX né a quelli del Sommo Pontefice Leone XIII o del Santo Pontefice Pio X, sarebbe bastato il ben più recente Santo Pontefice Giovanni Paolo II, perché avrebbe provveduto a fustigare questo vescovo di propria stessa mano.

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Não tenho nada a acrescentar, se non i miei ossequi più devoti rivolti al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e al Prefetto della Congregazione per i Vescovi, in attesa del comunicato ormai di rito: «… il Vescovo è stato frainteso». Quantunque certe uscite episcopali non siano nuove, un confratello di Arezzo — ancora per ciò quantomai incazzato — ci ha comunicato che già nel 2019 il loro Vescovo fu ospite d’onore per la festa dei 150 anni della storica Loggia Massonica locale [cf.. WHO].

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Affidiamo il commento di questo evento a Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto di Roma.

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a Ilha de Patmos, 2 Outubro 2022

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A Itália escolheu com seu voto democrático, mas a escolha mais libertária e exigente continua sendo a de Cristo

L’ITALIA HA SCELTO CON IL SUO VOTO DEMOCRATICO, MA LA SCELTA PIÚ LIBERTARIA E IMPEGNATIVA RESTA QUELLA PER CRISTO

Se la verità sarà vista in Gesù tutto sarà recuperato, altrimenti tutto sarà perso per la nostra povera Italia che da tempo si barcamena in una Europa che si dibatte perduta tra l’odio verso le proprie radici cristiane e un laicismo esasperato ed esasperante che ha smarrito, assieme a quelle cristiane, anche le radici dello stesso liberalismo democratico.

- Notícias da Igreja -

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Autor
Ivano Liguori, ofm. Capp.

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i leaders del Centro Destra

Sono appena tornato in convento, dopo un ritiro di un giorno e mezzo in compagnia di alcuni confratelli sacerdoti appartenenti a una fraternità sacerdotale e non ho potuto vivere in diretta lo spoglio elettorale delle ultime elezioni politiche che hanno interessato tutta l’Italia tra domenica e lunedì, se non per brevi twitt letti prima di andare a dormire, mutuati da alcune agenzie di stampa.

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Durante una sera a cena, assieme agli altri sacerdoti di questa fraternità di cui faccio parte, sono stato colpito dalle parole di uno di loro, più grande di me in età e più saggio in sapienza che ha esordito così: «la mia esperienza con i politici è sempre stata quella o di delusione o di tradimento».

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Questa confessione è stata per me un fulmine a ciel sereno, perché l’ho trovata profondamente attuale e dolorosamente vera. Il politico, quando di sua spontanea volontà si rivolge alla Chiesa o ai sacerdoti, lo fa o per chiedere un voto o perché intende portare avanti uno scambio di favori. Ma sicuramente non va dal sacerdote come battezzato che si mette in discussione nel suo essere uomo politico e cercare la luce di quello Spirito Santo che è il solo che può ottenere un cuore sapiente nel governo, così come vediamo fare nella preghiera del giovane re Salomone [Ver. 1 Ré 3, 5-15].

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È molto frequente per un politico in corsa elettorale identificarsi come cristiano, ma una volta eletto lo dimentica con molta facilità, non esitando a mordere la mano del proprio elettorato, non facendosi il minimo scrupolo ad andare contro al Vangelo, alla Chiesa e facendosi beffa dei sacerdoti, cosa quest’ultima che molti parroci sperimentano di persona nelle quotidiane schermaglie con i vari sindaci e presidenti di regioni a qualunque grado, segno e colore appartengano.

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A onor del vero, questa evenienza si verifica molto più frequentemente con gli schieramenti di centro destra che millantano da sempre una storica vicinanza all’elettorato cattolico e si propongono addirittura come Defensor Fidei, salvo poi avallare politiche anticristiane usando come tappeto i diritti civili e l’intoccabilità di normative già acclarate che, inutile a dirsi, variano dall’aborto all’eutanasia, dal riconoscimento del matrimonio tra coppie dello stesso sesso al Gênero sexual coatto nelle scuole e via a seguire.

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Questo primo aspetto meriterebbe una attenta riflessione e insieme una domanda: come mai la denominazione cristiana dentro la politica non coincide mai con l’adesione alla persona del Risorto vivente, se non per qualche accidentale amarcord cultural, com’è la questione di Halloween a fine ottobre o del presepe prima di Natale? Tarifa amarcord culturale non giova alla salvezza, sia per l’uomo così come per lo Stato che è ugualmente immerso in quelle doglie della Creazione ferita dal peccato originale che attende una definitiva redenzione. Necessitiamo perciò di percorrere un cammino di risanamento che solo con Cristo è possibile intraprendere e che si conserva dentro un cammino di santità che, come suggeriva Giovanni Crisostomo, ha bisogno anzitutto del riconoscimento del peccato, affinché quest’ultimo sia consegnato a Colui che del peccato ha fatto strage. Perché sia ben chiaro, l’uomo battezzato, prima ancora di qualunque altra attività lavorativa, sociale o politica è un uomo consegnato a Cristo secondo le parole che il Beato apostolo Paolo dirà ai Galati:

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"Irmãos, tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio né femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.» [Garota 3,26-28].

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Cristo è realmente l’elemento totalizzante attorno al quale l’uomo nuovo rinato nel battesimo trova la sua identità più profonda e più vera insieme a quell’operazione che lo spinge a costruire sulla terra il Regno di Dio (come chiediamo d’altronde nel Nosso pai), che non è l’attuazione vetusta di una anacronistica teocrazia ma la realizzazione definitiva di quel mistero dell’incarnazione in cui «Dio si è fatto uomo per fare della vita umana, sia personale che sociale, una concreta via di salvezza» [Ver. Discorso del Santo Padre Francesco in occasione dei 50 anni dall’Enciclica Desenvolvimento dos Povos].

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Non è il manifesto politico di uno schieramento che impegna la mia caratterizzazione come uomo ma è la somiglianza ontologica al Figlio di Dio che per me si è fatto uomo e nella sua umanità mi ha redento morendo sulla croce. Con buona pace dei numerosi battezzati tesserati all’interno di un qualsiasi partito politico vorrei ricordare che l’ideale da perseguire nella vita cristiana, l’opzione fondamentale che informa l’agire risiede nella persona del Crocifisso glorioso, in quel faticoso Um homem quotidiano proferito mentre si segue il Risorto in cui è presente tutta l’autorità del Padre che dona la possibilità di operare cose che non sarebbero contemplate nelle nostre possibilità concrete [Ver. GV 21,1-14, MC 16,9-20].

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Cristo è l’opzione di vita che non ammette antagonisti, che non lascia spazio per altri pretendenti che ambiscono a conquistare il cuore dell’uomo, in quanto sappiamo bene che chi non è disposto ad amare Cristo più del proprio padre, del proprio figlio, della propria figlia, della propria moglie, del proprio partito non è degno di Lui [Ver. MT 10,34-11,1]. sim, carissimi avete inteso bene, anche del proprio partito, così come hanno dovuto imparare i diversi discepoli di Gesù che militavano all’interno del partito degli Zeloti.

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Spesso corriamo la facile illusione di essere discepoli di Cristo perché ci identifichiamo dentro atti morali perfetti che non solo non portano a Cristo ma sono rivelatori di quella vanità e di quel narcisismo che conduce verso un auto-salvazione patologica. E de líder politici e di capi di stato narcisisti patologici ne possiamo annoverare diversi in questo momento storico. La politica nostrana è malata ed evidenzia molto l’aspetto narcisistico dell’umano, creando prospettive operative che non sono redentive perché manchevoli del vero Redentore dell’uomo che è Cristo. Immancabilmente, con tali programmi basati sul narcisismo, si giunge al naufragio e il popolo sovrano si smarrisce rivoltandosi nel letto della propria coscienza, ora a certo e ora a sinistra, nella fugace speranza di quietarsi e giungere al sospirato sonno, senza sapere che dovrà ancora vegliare per buona parte della notte in attesa di quello Sposo che potrà riconoscere sono se la propria lampada battesimale non avrà esaurito l’olio.

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L’Italia ha scelto con suo voto la coalizione di Centro Destra, con a capo l’onorevole Giorgia Meloni. Da cristiano e da sacerdote non posso che pregare per loro così come è giusto fare, specie in un periodo storico tanto tormentato per lo spettro della guerra, dalle mille criticità umane e per la fragilità delle risorse del nostro pianeta. Resto convinto che quest’ultima espressione democratica non sia ancora pienamente matura, c’è ancora troppa passionalità evidente che ha guidato la mano degli elettori italiani. Ciò lascia presagire un futuro immediato di cocenti delusioni: dalla nomina dei ministri ai primi provvedimenti in aula il velo cadrà dagli occhi di molti e sarà svelato, forse anche tradito e disilluso quello che si era sperato di poter mutare.

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La Meloni sarà la prima donna a capo della Presidenza del Consiglio dei ministri in Italia, il suo compito sarà difficilissimo non tanto per la fragile pletora dell’opposizione attuale ma per i dinamismi narcisistici della coalizione di centro destra che non le permetteranno un governo sereno al riparo dai franchi tiratori e dai ricatti morali. Mi preoccupano molto anche le possibili tensioni con il Quirinale che affiderà l’incarico a una coalizione politica che non sembra suonare la sua musica e che sotto molti aspetti è stata impedita in diverse circostanze.

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Concludo con il rimando alla Conferência Episcopal Italiana che per bocca del suo Cardinale presidente afferma come la Chiesa «continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità». Sono stato sorpreso dall’uso di questo sostantivo nel comunicato del Cardinale Matteo Zuppi, visto che la Chiesa in questi anni è stata tutto, fuorché severa con i diversi governi a trazione obbligatoria PD. E così ho pensato, hai visto mai che anche in via Aurelia n. 468 qualcuno abbia pensato di prepararsi le valige e di lasciare il paese così come hanno dichiarato fieramente ai quattro venti Chiara Ferragni, Fedez, Elodie, la Bertè, Rula Jebreal, Roberto Saviano e tanti altri ancora in vista della vittoria elettorale della Meloni? Alguém poderia dizer, nell’uno come nell’altro caso … Dio volesse!

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Sarà forse un pensiero birichino ma anche dentro la Chiesa il pericolo del parlamentarismo e del narcisismo è molto forte, tanto da oscurarne il primato di Cristo glorioso e non sarà certo una severità fuori programma a risollevare le sorti di quello che appare perduto. Occorre serietà per ripartire da Cristo, non severità, occorre invocare lo Spirito Santo affinché ci sia una nuova Pentecoste all’interno degli Stati nazionali, questo deve fare la Chiesa.

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Il mio personalissimo augurio al futuro primeiro-ministro italiano e alla sua coalizione è di iniziare a guardare Cristo negli occhi e di chiedersi come il governatore Pilato: «O que é verdade?», se la verità sarà vista in Gesù tutto sarà recuperato, altrimenti tutto sarà perso per la nostra povera Italia che da tempo si barcamena in una Europa che si dibatte perduta tra l’odio verso le proprie radici cristiane e un laicismo esasperato ed esasperante che ha smarrito, assieme a quelle cristiane, anche le radici dello stesso liberalismo democratico.

Laconi, 1Outubro, 2022

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Eleições 2022 - «Sou Giorgia: eu sou uma mulher, eu sou mãe, Eu sou italiano, Eu sou um cristão " … e considero o aborto um "direito" intocável

Eleições 2022 - «EU SOU GIORGIA: EU SOU UMA MULHER, EU SOU MÃE, EU SOU ITALIANO, SOU CRISTÃO... E CONSIDERO O ABORTO COMO UM "DIREITO INVIOLÁVEL"

 

Um católico não pode assinar um cheque em branco sem data e sem valor para pessoas que demonstram ter uma ideia completamente distorcida do próprio conceito de vida humana, ou que, em face do voto, abdicam do direito à vida ao falar do direito ao aborto.

- Realidade -

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É indubitável que o senhor. Giorgia Meloni é uma mulher, uma mãe e um italiano, mas duvido que ela seja cristã. Demonstrou-o durante a campanha eleitoral, reiterando aos vários falar shoW que "Irmãos da Itália nunca teriam questionado o direito ao aborto" [Rete4: Em linha reta e reverso, 15.09, Quarta República, 19.09].

A onda do PD onde muitos católicos adultos acampam chique radical que flertam com a esquerda dos malucos pós-proletários com as super coberturas em Parioli e as vilas em Capalbio, reúne franjas que lutam há anos pela eutanásia e casamento entre casais do mesmo sexo, que se queixam do número excessivo de médicos objeções de consciência culpados de impedir o "direito sagrado" ao aborto. Recentemente, a periferia de Piddine tentou aprovar uma lei que, por trás da falsa bandeira do crime de homotransfobia, puniria efetivamente o crime de opinião. E se essa lei foi aprovada como foi escrita, hoje nós, sacerdotes, seríamos arrastados de um tribunal para outro por termos lido os textos do Beato Apóstolo Paulo em nossas igrejas ou por termos transmitido o que o Catecismo da Igreja Católica ensina sobre certas esferas da moral. Por enquanto, a proposta falhou, passando eu gay amigável piddini Do Prozan ao Prozac, como o padre Ivano Liguori e eu explicamos em um de nossos livros.

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Para acertar Giorgia Meloni, mulher com talento político indiscutível, intuitivo e inteligente, temperamentalmente amável e grande comunicador, a esquerda a acusou repetidamente de que os Irmãos da Itália pretendiam atacar a lei 194 do que em 1978 legalizou a pior forma de pena de morte em nosso país: a matança de crianças no útero. Exceto então acenar as bandeiras do arco-íris gritando paz e amor e rasgar suas roupas se nos Estados Unidos da América ele for condenado à cadeira elétrica assassino em série. Tudo em nome do "não à pena de morte sempre e em qualquer caso", exceto para a pena de morte legalizada para o aborto imposta pelas mães e realizada por assassino em série operando legalmente em nossos hospitais.

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Um político que de fala em fala, Do programa de entrevista dentro programa de entrevista afirma que o aborto é um direito e que como tal não será tocado", o voto dos católicos merece tanto quanto o movimento do PD com todos os seus ávidos defensores da eutanásia merece, da luta contra os objectores de consciência, casamento entre casais do mesmo sexo, da tentativa de aprovar uma lei liberticida que, sob pretextos de proteção ao mundo LGBT, pretendia estabelecer a ditadura das minorias através O golpe do politicamente correto, como nosso autor Francesco Mangiacapra escreveu em um de seus esplêndidos livros.

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Hoje nós católicos nem sequer podemos votar no chamado menos pior. E quem seria o menos pior, talvez Cav. Silvio Berlusconi sofrendo de narcisismo hipertrófico e delírio de onipotência ou o Sen. Matteo Salvini que muda de ideia da noite para o dia? Sobrevoamos o grillini que deveria ter redesenhado um país inteiro, exceto para se tornar pior do que as velhas alavancas do D.C.. e do P.S.I, que pelo menos eram compostos por homens de grande preparo e cultura, ou por autênticos estadistas de grande classe e raça como Bettino Craxi. Um católico não pode assinar um cheque em branco sem data e sem valor para pessoas que demonstram ter uma ideia completamente distorcida do próprio conceito de vida humana, ou que, em face do voto, abdicam do direito à vida ao falar do direito ao aborto.

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Como o som do Flautista de Hamelin as eleições sempre acabam trazendo os ratos à tona, porque você precisa de votos para ganhá-los. E para conseguir votos não é preciso tanto prazer, mas por favor o pior deste mundo. No entanto, um cristão não pode agradar o que é ruim, nem pode chamar o massacre do inocente "direito intangível", com o silêncio ensurdecedor da católica Elisabetta Gardini, também candidato nos Irmãos da Itália.

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Uma pessoa que se declarou um cristão em toda a Europa, mas que antes das eleições se justifica por votar com repetidas confissões públicas garantindo que "ninguém tocará no direito ao aborto", ela se qualificou o suficiente para não obter o voto dos católicos, até custe a abstenção ou um voto cancelado dentro da assembleia de voto. Sem prejudicar a alta qualidade e capacidades do On. Giorgia Meloni, que sem dúvida é Giorgia, é uma mulher, ela é mãe e italiana, mas diante da votação ela provou que não era cristã de jeito nenhum. E disso os católicos são mantidos em consciência e levam a sério, se alguns deles quisessem escolher o menos pior.

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a Ilha de Patmos, 23 setembro 2022

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Eleições políticas 2022. A verdade vai te fazer livre e feliz. À redescoberta da pessoa e do bem comum

ELEIÇÕES POLÍTICAS 2022. A VERDADE VAI TE FAZER LIVRE E FELIZ. ALLA RISCOPERTA DELLA PERSONA E DEL BENE COMUNE

 

Il Bene Comune è tensione alla perfezione ci ricorda che la scelta politica è una scelta sempre e comunque in divenire. As perfeições, condições de vida mudam e mudam, esattamente come i partiti: occorre un cuore e uno sguardo attento ai segni dei tempi e al prossimo che vive in stato di indigenza materiale, morais e espirituais.

- Realidade -

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Autor:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.

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O ano era 2005. Da giovane studente universitario in filosofia presso l’università statale Sabedoria dovetti fare una delle prime scelte accademiche della mia vita. L’allora curriculum di studi mi richiedeva di operare una scelta di specializzazione, quindi scegliere quale materia specifica avrei approfondito all’interno delle branche filosofiche.

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Dopo attenta riflessione e preghiera, maturai con l’aiuto di Dio, la volontà di proseguire i miei studi nella specializzazione in filosofia politica. Questo implicava che i corsi e le ricerche che avrei sostenuto avrebbero anche sfiorato gli ambiti della filosofia morale e del diritto. Il tema più ricorrente in quegli anni fra noi giovani studenti e giovani filosofi era più o meno sempre quello: che rapporto c’è tra il cittadino e l’istituzione? Tra la totalità e la parte?

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Dopo l’ingresso nella vita religiosa questo tema ha continuato a interessarmi. Specialmente perché ho avuto bravi professori di teologia morale e di dottrina sociale della Chiesa che hanno saputo esporre in maniera rigorosa e sistematica il pensiero della Chiesa sui temi socio-politici. Ringrazio questi docenti, molti dei quali sono miei confratelli, perché con le loro lezioni oggi mi permettono di esprimere qualche riflessione sulle prossime elezioni politiche in cui tutti come cittadini avremo modo di partecipare.

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Il panorama politico attuale, como conhecido, si distingue in tre grandi partiti, con le dovute sfumature interne: Destra, Sinistra e Terzo Polo. assim, alla nomenclatura e divisione tipica della politica italiana all’inizio del Novecento, troviamo anche l’inserimento di un polo centrista. Questo è dunque il dato di realtà ciò che si presenterà nella scheda elettorale che l’elettore cattolico aprirà e sulla quale avrà diritto di votare. Già il Padre Ivano si è espresso in un altro articolo molto bello e profondo.

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Siamo dunque in un sistema democratico dove tutti siamo chiamati alla responsabilizzazione verso il Bene Comune.

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A proposito della democrazia, ho sempre amato, letto e meditato più volte le bellissime parole della Annus, enciclica sociale che consiglio a tutti i cattolici di leggere e meditare profondamente:

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«La Chiesa apprezza il sistema della democrazia, in quanto assicura la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantisce ai governati la possibilità sia di eleggere e controllare i propri governanti, sia di sostituirli in modo pacifico, ove ciò risulti opportuno. Essa, Portanto, non può favorire la formazione di gruppi dirigenti ristretti, i quali per interessi particolari o per fini ideologici usurpano il potere dello Stato [1]».

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Ora la democrazia, come già insegna Aristotele nella Política, se male governata, per libera scelta o incompetenza, diventa facilmente demagogia. Non entro troppo nello specifico per non divagare, ma ricordo anche gli studi sulla democrazia, la quale può assumere facilmente anche forme dittatoriali o totalitarie [2]. In pratica quella che il Padre Ariel analizza in una sua opera come «il fenomeno della democrazia senza libertà». Qual è il fondamento democratico che evita allora queste derive? Lo spiega la stessa Annus:

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«[...] Un’autentica democrazia è possibile solo in uno Stato di diritto e sulla base di una retta concezione della persona umana. Essa esige che si verifichino le condizioni necessarie per la promozione sia delle singole persone mediante l’educazione e la formazione ai veri ideali, sia della «soggettività» della società mediante la creazione di strutture di partecipazione e di corresponsabilità [3]

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Il primo e vero pilastro della società è allora la persona umana. Sul concetto di persona sono stati scritti tanti libri, tanto inchiostro è stato versato in altrettante riflessioni, sulle quali non basterebbero forse mille pagine. Duque la persona è il centro propulsivo e intensivo di idee, azioni e valori per la società civile e per la Chiesa. Per cui ogni democrazia deve difenderla, promuoverla ed educarla ai valori civici e universali. Ogni Chiesa locale deve santificarla, insegnarle la retta dottrina e governarla in cammino verso la santità.

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L’invito a questa riscoperta dell’uomo nella sua libertà e vocazione alla socialità viene direttamente da Dio che ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza. Come il Dio Unitrino, è uno nella natura ma triplice nella persona, così creandoci ha donato a nostra volta la possibilità di essere persone e di vivere secondo libertà e relazione rispetto a un prossimo. Gesù chiede agli apostoli di essere luce del mondo. Di guidare ogni persona alla verità e al bene. Questo ci permette di introdurre il secondo grande pilastro della società e dello stato, secondo la Chiesa: il Bene Comune.

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Abbiamo visto che il documento di San Giovanni Paolo II parla di partecipazione e corresponsabilità alla scelta democratica. Questo perché alle spalle ha una grande tradizione e riflessione cattolica sul tema del Bene Comune, quale secondo grande pilastro della Società. Ogni persona è centro se sa anche decentrarsi. Se sa uscire da sé stesso per donarsi per ritrovarsi in una comunione collettiva che ne rispetti ad un tempo l’individualità ma che sappia anche elevarla. Ogni persona è relazionale ed è chiamata alla comunionalità sociale ed ecclesiale. È chiamata in un cammino di verità e bene. Isso é: il Signore ci invita alla verità che ci rende liberi di fare il Bene. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui:

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«Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» [GV 8, 31-32].

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O Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa esprime in modo chiaro e sintetico il concetto di Bene Comune:

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«Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, al quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi per trovare pienezza di senso. Secondo una prima e vasta accezione, per bene comune s’intende “l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente”. Il bene comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro. Come l’agire morale del singolo si realizza nel compiere il bene, così l’agire sociale giunge a pienezza realizzando il bene comune. Il bene comune, na verdade, può essere inteso come la dimensione sociale e comunitaria del bene morale»[4].

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Il Bene Comune quale insieme di condizioni per il raggiungimento di una perfezione maggiore per la persona. Penso di non aver mai trovato una definizione più bella e più completa di Bene Comune, in tutti gli autori che ho studiato e su cui ho scritto negli anni universitari e anche dopo. Il Bene Comune come tensione al perfezionamento è in primo luogo, richiamo alla valorizzazione e riconoscimento del nostro prossimo ― con il nostro lavoro (fondamento della costituzione italiana), con il rispetto dei doveri civici ― il prossimo che è un tu che Dio ha posto nella nostra nazione italiana e con il quale dover coabitare responsabilmente.

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Em segundo lugar, il Bene Comune è tensione alla perfezione ci ricorda che la scelta politica è una scelta sempre e comunque in divenire. As perfeições, condições de vida mudam e mudam, esattamente come i partiti: occorre un cuore e uno sguardo attento ai segni dei tempi e al prossimo che vive in stato di indigenza materiale, morais e espirituais.

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Aqui, assim, i due poli che ogni cattolico deve tenere presente quando si presenterà al seggio elettorale. E che ogni deputato o senatore cattolico deve avere sempre in mente, se sarà eletto, e si presenterà in Parlamento.

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Se forse questo ai teologi da tastiera e alle loro supercazzole esposte nelle cattedre dei rede social sembrerà un discorso astratto e bello in teoria, ma in pratica assolutamente impraticabile, sarà ancora una volta prova di come questa generazione della Digital Age è forse una di quelle più ignoranti della storia ma che al contempo si crede la più intelligente di sempre. Perché è una di quelle generazioni digitali che pensa di scindere theoria e praxis, ma non conosce nulla né dell’una né dell’altra. Dito isto, questo è il richiamo in coscienza ai principi morali e sociali che dovrebbero guidarci. Non ho nessuna intenzione di offrire suggerimenti elettorali e di partito. Il mio compito come sacerdote e teologo è solo dunque di fare memoria di quei valori portanti per tutti i fedeli e spronare a viverli coerentemente. Ad imitare coloro che in passato hanno incarnato questi valori. La loro attualizzazione sarà esplicitata anche dalle circostanze dal principio di epiquéia che potrà suggerirlo ai lettori.

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Concludo domandandovi di pregare per la nostra Italia, perché riscopra anche i valori della laicità ― contro il laicismo imperante ― e sappia far dialogare fede, cultura e teologia, fra cattolici e uomini lontani della fede sempre con la buona volontà di servire la persona e il Bene Comune.

Gesù dolce Gesù amore (St. Caterina da Siena)

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Roma, 23 setembro 2022

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NOTA

[1] Annus, 46.

[2] Rimando a chi volesse approfondire il necessario J. Talmon, Alle origini della democrazia totalitaria, The Mill, Bolonha, 1967.

[3] Annus, 46.

[4] Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 164.

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Blog pessoal

Padre Gabriel

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Um país não se salva com votos de protesto. Como eleitorado católico para as próximas eleições que correm o risco de ser mais uma “voto de barriga”?

UM PAÍS NÃO SE SALVA COM VOTOS DE PROTESTO. QUAL O CATÓLICO ELEITO PARA AS PRÓXIMAS ELEIÇÕES QUE ARRISCAM SER O Enésimo "VOTO DA BARRIGA"?

Ficamos com a amargura hilária de nossa política local gracejo de alguns personagens de farsa, frases icônicas mais dignas de um caminhante do que de um estadista chamado para guardar o bem e o belo de um país: “Vamos abrir o Parlamento como uma lata de atum [...] Não estamos aqui para ver as onças". E entre uma lata de atum e uma onça o 25 Setembro se aproxima e o que os católicos estão fazendo, O que eles pensam, onde eles são?

- Notícias da Igreja -

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Autor
Ivano Liguori, ofm. Capp.

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Receio que mesmo as eleições políticas a 25 Setembro não será mais a expressão de um voto barriga que não de um verdadeiro sentimento democrático que leve em conta o bem do nosso país. Por isso estou indeciso se voto ou não. Para um padre, o voto é uma questão séria de consciência moral, não apenas um dever cívico consagrado na Constituição.

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Um voto de barriga, como vai ser o 25 setembro, não precisamos disso agora, nunca foi e nunca será usado para construir um futuro equilibrado e sensato. Quem ainda pensa que algo pode mudar a partir das próximas eleições está muito enganado, nada vai mudar, porque a política - a verdadeira, o de nossos pais gregos - foi projetado não para mudar o sistema, mas para mudar o homem de dentro. Como presbítero, posso dizer que o homem deve se converter? Porque este é o coração do problema, o esforço pelagiano de voluntarismo não é suficiente. O homem dificilmente se educa, aprendendo com seus erros e sua história, que na maioria das vezes ele não sabe e ignora. Se fosse tão simples, há muito tempo teríamos parado de formular e perseguir leis e políticas anti-humanas, digno das políticas totalitárias mais implacáveis ​​que se repetem ciclicamente de tempos em tempos.

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Se tivéssemos prestado mais atenção à história, teríamos entendido que as realidades que realmente melhoram o mundo têm todas a nota da gratuidade e do investimento não reembolsável. eu acho que, por exemplo, à saúde pública, à escola e ao mundo da educação. Escola e saúde são essas realidades magníficas em que você tem que investir em generosidade sem esperar nada em troca, porque os frutos não são imediatamente visíveis, mas com o tempo e a recompensa certamente não será quantificável em valores monetários, mas em homens melhores, compassivo e sábio.

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Queríamos lucrar com os hospitais transformando-os em empresas onde é bom e bom economizar em enfermidades para aumentar a visibilidade do gestor de plantão e onde as patologias são categorizadas de acordo com um valor político e certamente não clínico. No espaço de cinquenta anos, as escolas tornaram-se centros de uma tolerância ideológica em que os alunos - cada vez menos sábios e orgulhosos dela - não são levados a pensar com senso crítico e liberdade. De fato, assumiu-se que muito estudo era até mesmo deletério, por isso foi necessário introduzir alguma alternância com o trabalho, na ilusão de planejar um emprego permanente depois do ensino médio. Mas mesmo nisso fizemos pior, chegando a conceber a renda mirifico da cidadania que leva à prova dos fatos para avaliar o estudo e o trabalho como desvalores dos quais se precaver de que é possível viver somente e somente reivindicando direitos ao invés de se ocupar em deveres.

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Foram os direitos para constituir o eixo da política totalmente italiana dos últimos dez anos. Direitos, focamos nos direitos, únicos e únicos direitos! Esquecendo que para crescer bem a semente de qualquer direito deve encontrar o solo dos deveres, terreno duro para trabalhar que exige o sacrifício de todos.

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Por isso estou convencido, tanto como crente quanto como presbítero, que as próximas eleições ainda desagradarão a maior parte da Itália e aquele eleitorado católico que ainda permanece lá.

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Toda a gestão política foi emblemática durante a pandemia de Covid-19 do último governo Draghi e dos dois governos Conte. Foi bem destacado quão profundo é o barril escuro da política italiana, ferida e ferida, é chamado para raspar. Nos últimos dois anos, realmente chegamos perto da revolta popular, quanto aos acontecimentos em Trieste - algo que certamente teria acontecido em um país mais realista do que a Itália - mas não na Itália, sempre fomos os campeões na separação com a realidade, para colocar um remendo em tudo e nos fazer gostar, até a conivência com o mal.

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Mesmo diante desse importante distanciamento da realidade, Estou convencido de que ainda existem muitas pessoas boas na Itália: existem, eles existem e também existirão no futuro, mas são suficientemente sensatos para não entrar no vórtice da política que aparece como aquele Conde Ugolino que não poupa em devorar seus filhos. Bem ciente dos mecanismos do poder político, eles mantêm socraticamente longe da atração dos tiranos, que declamam virtuosamente exemplos de credibilidade, honestidade e incorruptibilidade, mas que acabaram se corrompendo com o fim daqueles famosos pífanos de montanha que foram tocar e foram tocados.

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Da nossa própria política ficamos com uma amargura hilariante gracejo de alguns personagens de farsa, frases icônicas mais dignas de um caminhante do que de um estadista chamado para guardar o bem e o belo de um país: “Vamos abrir o Parlamento como uma lata de atum [...] Não estamos aqui para ver as onças". E entre uma lata de atum e uma onça o 25 Setembro se aproxima e o que os católicos estão fazendo, O que eles pensam, onde eles são? sim, onde eles são? Não no sentido de seu peso político que é inexistente (não existe mais um verdadeiro político católico desde o tempo de Giorgio La Pira) mas pelo menos como crentes onde estão? Qual direção eles são chamados a escolher para evitar conivência com certas estruturas de pecado? Infelizmente, nós já experimentamos isso, existe um sério perigo de que a política, livre de tudo e de todos, pode tornar-se corrompido em uma estrutura de pecado, inimigo de Deus e do homem, e cair no pecado original em que a verdade e a virtude são excluídas. Diante da preocupação obsessiva de laicizar a política (e políticos) viemos esquecer a areté (virtude), a virtude sagrada por excelência que todo político e político deve perseguir.

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São Tomás Mais, um político católico também, estava bem ciente do perigo para um crente de viver em um estado corrupto e da necessidade de resistir como crente, como o mal dos governantes afeta não apenas uma parte da nação, mas todos os seus membros e o que é objetivamente mau para uma parte também é mau para a outra. Diz São Tomás Mais:

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“Se vivêssemos em um estado onde a virtude fosse lucrativa, bom senso nos faria santos. Mas desde que vemos essa ganância, raiva, orgulho e estupidez geralmente rendem muito mais do que caridade, à modéstia, justiça e sabedoria, talvez precisemos manter um pouco firme, mesmo ao custo de serem heróis".

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Avareza hoje, raiva, orgulho e estupidez são as linhas mestras nas quais serão tecidas as tramas de um voto de barriga que acabará por criar cidadãos descontentes e enganados. Não tenhamos ilusões, hoje mesmo aqueles partidos que são construídos em torno das pedras angulares do pensamento alternativo e do anti-sistema e que insistem na abolição do GreenPass, no final da obrigação de vacinação, sobre a reintegração dos suspensos do trabalho, sobre a situação da guerra na Ucrânia, em contas caras, eles vão parar na frente do valores não negociáveis. E o que um católico deve fazer? Aperte o nariz e escolha entre o pior e o um pouco menos pior? Mas mesmo não!

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É evidente que nenhum partido aquilo importa (não os de ponto zero) se atreverá a dizer qualquer coisa sobre valores não negociáveis essencial para um crente, porque eles estão bem conscientes de reduzir seu eleitorado. Diante de questões importantes como o aborto, O fim da vida, suicídio assistido, a legalização das drogas leves, Questões LGBT, como festas, podem ser consideradas verdadeiramente anti-sistema? Quais partidos vão se casar com caridade, à modéstia, justiça e sabedoria em seu programa eleitoral? Certamente não a atual centro-direita cuja atual coalizão é tão embaraçosa quanto a da centro-esquerda. Basta olhar para alguns programa de entrevista para ouvir quantos políticos homens, mas sobretudo mulheres candidatas naqueles partidos que virtualmente até se refeririam a valores cristãos, eles ficam macios como manteiga ao sol em certos assuntos muito sensíveis, estendem as mãos e justificam prontamente, de forma decisiva e tranquilizadora, que a Lei 194 Não toque. Alguns até deixam escapar que é um "direito adquirido", implícita: intangível! E estes seriam os partidos e seus respectivos candidatos que gostariam de tentar cortejar o perdido, eleitorado católico confuso e desanimado? E não espere salvação nem mesmo das novas coalizões que surgiram da gestação atormentada de um tempo de pandemia, onde os Masaniellis foram para o lixo, alguns anos e eles serão clones do antigo Movimento Cinco Estrelas.

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Como cristãos não há mais nada o que faz sentido fazer se não orar, com o mesmo pedido que o abençoado apóstolo Paulo fez a Timóteo:

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«Recomendo-te por isso, em primeiro lugar, fazendo perguntas, súplicas, orações e agradecimentos por todos os homens, para reis e para todos aqueles no poder, para que tenhamos uma tranquila e vida sossegada, em toda a piedade e dignidade " (1TM 2,1-2).

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Temos que rezar - como fazemos na oração universal da Sexta-feira Santa - para que aqueles que são chamados a governar a comunidade civil sejam iluminados pelo Senhor em suas mentes e corações para que o bem comum seja alcançado, para a verdadeira liberdade e paz. Temos que rezar, pedindo ao Senhor força para promover uma política cristã que mude o homem por dentro e não o sistema. Uma política de virtude, em que a bela, o bom e o verdadeiro inspiram os governantes a algo mais do que uma poltrona e uma anuidade. Não sei se será possível, mas já chegamos ao fundo do poço, então o que você diz, pelo menos tentamos?

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Laconi, 12 setembro 2022

 

 

 

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Os Padres da Ilha de Patmos

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Nem tudo está perdido: o arcebispo metropolitano de Milão doutor da Igreja, imediatamente!

NEM TUDO ESTÁ PERDIDO: O Arcebispo METROPOLITANO DE MILÃO DOUTOR DA IGREJA, IMEDIATAMENTE!

Mais cedo ou mais tarde haverá um conclave. Talvez fosse apropriado que a maioria dos cardeais eleitores recitassem a fórmula do juramento em suas línguas nacionais, isentando-os de pronunciá-lo em um latim que muitos não sabem. Desta forma evitaremos os secularistas anticlericais, agnósticos e ateus, no entanto, dotados de cultura e preparação, pode tirar sarro de nós nos próximos séculos.

- Notícias da Igreja -

 

Autor
Os Padres da Ilha de Patmos

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Nós nunca teríamos imaginado do que um dia, o ator e diretor Carlo Verdone entrou na literatura dos Livros da Sabedoria com sua famosa frase: ou é estranho, pelo menos até o Sumo Pontífice começar a dar o melhor de si na escolha dos novos cardeais.

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Dentro 2017 foi feito cardeal o bispo auxiliar de San Salvador S.E.. Mons. Gregório Rosa Chávez. O arcebispo daquela diocese, SE. Mons. José Luis Escobar Alas, assim ele se viu como auxiliar um cardeal. Tudo sempre para ser lido à luz da grande sabedoria de Carlo Verdone: …ou Associação Palavra!

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Sem cardeal todas as dioceses italianas que historicamente foram residências cardinais permanecem: Palermo, Nápoles, Florença, Bolonha, Genoa, Milão, Turim e Veneza. Em todos esses assentos históricos há atualmente dois cardeais, o manso, mas decisivo e determinado Giuseppe Betori em Florença, criado cardeal por Bento XVI em 2012 e o manso e suficiente Matteo Maria Zuppi, criado cardeal por Francisco e hoje presidente da Conferência Episcopal Italiana.

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Com uma sutil ironia socrática que nunca se esperaria de um milanês - estamos tão acostumados a pensar que é quase uma prerrogativa dos habitantes das áreas itálicas da Magna Grécia que foi, sendo irônico -, SE. Mons. Mario Delpini deu golpes memoráveis ​​em sua saudação oficial ao recém-eleito cardeal Oscar Cantoni, Bispo de Como, Diocese sufragânea de Milão.

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Sejamos honestos: mas quem são eles baúcia a milanesa? Afinal, Milão é apenas uma diocese antiga que deu santos ao cristianismo, abençoado, Doutores da Igreja e Sumos Pontífices. É somente uma Diocese que com seus sacerdotes missionários ou o dom da fé ele contribuiu de forma decisiva para evangelizar nações inteiras ao redor do mundo. Todas as coisas triviais e completamente óbvias. Talvez queiramos comparar esta Diocese, o maior da Europa, histórica e eclesialmente tão insignificante, com o Vicariato Apostólico da Mongólia (1.300 católicos batizados) com a diocese de Tonga (9.000 batizado), com o Vicariato de Brunei, onde quase não há católicos batizados em todo o país 15.000, cujos bispos foram criados cardeais? O que é Milão, diante da excêntrica extravagância papal de … 'O famoso estranho? Porque estamos reduzidos a isso: a querer fazer coisas excêntricas que podem surpreender, já que ninguém parece ser capaz de surpreender com Jesus Cristo mais.

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Um conselho moderado: mais cedo ou mais tarde haverá um conclave. Talvez fosse apropriado que a maioria dos cardeais eleitores recitassem a fórmula do juramento em suas línguas nacionais, isentando-os de pronunciá-lo em um latim que muitos não sabem. Desta forma evitaremos os secularistas anticlericais, agnósticos e ateus, no entanto, dotados de cultura e preparação, pode tirar sarro de nós nos próximos séculos. Nem todos podem, de fato, compreender a profunda e grande sabedoria mistagógica de ... 'O famoso estranho!

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a Ilha de Patmos, 1setembro 2022

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A Igreja e a crise do sagrado: a Eucaristia é a presença real de Cristo e a Santa Missa sem sangue memorial do sacrifício do Calvário

A IGREJA E A CRISE DO SAGRADO: A EUCARISTIA É A PRESENÇA REAL DE CRISTO E A SANTA MISSA MEMORIAL INCLUINDO O SACRIFÍCIO DO CALVÁRIO

Na carta do 7 abril 1913, Padre Pio da Pietrelcina escreveu ao seu diretor espiritual Padre Agostino da San Marco em Lamis descrevendo a experiência mística que ele havia testemunhado, onde o choroso Senhor Jesus se queixa de seus sacerdotes chamando-os de "açougueiros" precisamente em relação à celebração do sacrifício divino e as disposições com as quais foi celebrado.

- Notícias da Igreja -

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Autor
Ivano Liguori, ofm. Capp.

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artigo em formato de impressão PDF

 

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clique na imagem para abrir o vídeo

A história do padre ambrosiano Mattia Bernasconi e sua ideia de celebrar a Santa Missa no mar, como eu já lidei no passado em meus artigos anteriores [veja Who, Who, Who], mostrou muito bem o nível de fragilidade do O sentido da fé circulando hoje entre o clero e os fiéis. Pelo contrário, precisamente porque o clero é o primeiro a ser deficiente em Sensum Fideeu, da Tradição e conhecimento do Magistério, os fiéis se sentem no direito de se comportar de acordo, distillando la loro fede all’interno di un credo che è il risultante tra una spinta emotiva e il solidarismo corporativo.

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Pela graça de Deus, depois de algum tempo de silêncio inexplicável, o Arcebispo de Milão tem a sua palavra e diz-o com a autoridade de um pároco cujo propósito é defender o Povo de Deus que lhe foi confiado contra os naufrágios da fé e da sã doutrina. Apesar de todas essas belas almas que há algum tempo defendem as horrendas travessuras de lançar no mar com a espada, queixando-se de rigidez, ignorância e julgamento todos aqueles que - incluindo nós sacerdotes - tiveram que dizer e reagiram ... porque você sabe, na Igreja há outros problemas, certamente não são as coisas importantes. Pobre nos!

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Basta pegar um trecho do comunicado de imprensa del presule ambrosiano [veja Who] per capire quanto questo Confratello abbia sbagliato, tanto que obrigou seu bispo a tais expressões:

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«Acredito que a forma de celebrar de Don Mattia é um disparate sem justificação […] Será um dever de Dom Mattia retomar seriamente a formação litúrgica que nos permita entender como esse comportamento foi possível e impedir que isso aconteça novamente ".

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Como sempre o punctum dolens é dado pela formação do clero, ser sempre cuidado e ser verificado periodicamente ao longo dos anos. Clero ignorante leva à consequência de um leigo ignorante, no sentido etimológico do termo. Non è solo un problema di teologia dogmatica che informa la teologia liturgica e pastorale ma anzitutto di una immersione in quella dimensione di mistero che tocca il cuore stesso di Dio e ne costituisce la trama spirituale.

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Tutti i sacri misteri, em primeiro lugar A Santa Missa, consentono all’uomo di toccare l’azione dello Spirito Santo nella propria creaturalità, operando la salvezza. Se non permettiamo allo Spirito Santo di parlarci attraverso i sacri misteri, nessuno lo farà. O espírito do mundo é incapaz de revigorar os ossos murchos de uma vida esquecida de Deus [cf.. este 37,1-14], distorce tudo na emotividade desordenada, dentro Faça Você Mesmo solidariedade compulsiva e sectária, todas as coisas que não podem encontrar uma justificação na Igreja, especialmente quando você se empurra ao limite do sacrilégio.

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Acho útil e construtivo releia alguns dos muitos comentários dos "fiéis" que apareceram no perfil o Facebook por Mattia Bernasconi, assim como na de outros presbíteros. Por exemplo, Giovanni Berti, o padre cartunista do clericalmente correto que imediatamente correu em defesa de seu irmão milanês fazendo desenhos para isso. Aqui estão alguns dos comentários mais interessantes:

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«Estou do lado do padre que fez a missa no tapete. E eu defendo. Deus pode ser encontrado em todos os lugares, mesmo no mar [...] total solidariedade com Dom Mattia e seu testemunho autêntico […] Don Mattia foi e também é autêntico em se desculpar. Os jovens sacerdotes nostálgicos do Concílio de Trento e que celebram em latim me aterrorizam [...] Mattia você não fez nada de errado! Espero que o apoio daqueles que te amam te dê força e te conforte! [...] Don Mattia a verdadeira palavra de Deus é praticada desta forma simples e humilde, nós todos estamos com você [...] Mas Jesus deve ter ficado feliz por ser celebrado em tal contexto e então talvez alguém que não ia à missa há muito tempo, ele teve a chance de lembrar aqueles que criticaram apenas por inveja, não ter coragem ou imaginação para fazer isso com eles! quanta hipocrisia… quantos talibãs temos na igreja […] Grazie Don Mattia per l’ennesimo insegnamento che mi hai dato. L’essenza [...] Ma chiedere scusa di cosa??? Offeso chi? Delle persone zotiche? Non mi pare che Gesù andasse a predicare in giro la fede in giacca e cravatta avesse un altare tutto d’oro!

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Circola anche una lettera di un certo Don Paolo, intitulado: «Il materassino dello scandalo e i dinosauri cattolici», i cui contenuti sono equiparabili a quelli appresi durante un corso on-line in teologia, il cui docente di dogmatica è il mago Oronzo. Não estou aqui para abrir nenhum debate sobre essas expressões que falam por si e que, como eu disse anteriormente, eles são apenas uma mistura de emotividade e solidariedade corporativa. E ainda, a natureza trágica de uma fé eucarística inexistente é evidente e salta aos olhos, a falta de compreensão pela violação do mistério do Santíssimo Corpo e Sangue do Senhor combinada com uma negação luciferiana do pecado que anula qualquer possibilidade de recuperação do ofensor e de reconhecimento e expiação da culpa. Resumidamente, para ouvir estes testemunhos, Mattia Bernasconi é mais devoto da Eucaristia do que São Pasquale Baylon, patrono dei congressi eucaristici.

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Minha intenção com este artigo adicional sobre o assunto é reiterar publicamente aos Confrades Presbiterianos e aos Veneráveis ​​Bispos que os nossos fiéis perderam completamente o sentido da presença real de Cristo na Eucaristia. Assim como perderam o sentido da celebração eucarística da Missa como memorial incruento do sacrifício do Calvário. E isso é por causa de nós sacerdotes! Definitivamente, se ainda queremos salvar o mínimo que ainda pode ser salvo, devemos começar de novo da Eucaristia, tanto como mistério revelado pelo Senhor Jesus quanto como compreensão e reflexão teológica dentro do Magistério da Igreja. Comece do básico, começando pelas crianças, educando seus corações para saberem ver Jesus, estar com ele no Sacramento. Minha experiência como sacerdote da Ordem dos Frades Menores Capuchinhos, durante anos capelão em um grande hospital, hoje pároco de uma paróquia anexa ao nosso convento da Sardenha em Laconi, é o que me diz que as crianças se apaixonam facilmente pelo Sacramento do altar se nós, adultos, soubermos fornecer-lhes o mínimo necessário para compreender o seu mistério e a dignidade da grandeza. A mio avviso non si dovrebbero appesantire e moltiplicare i concetti di fede nei fedeli cristiani se questi non sono ancora in grado di assimilarne l’essenziale. La presenza eucaristica di Cristo adorata e proclamata reale nella celebrazione della Santa Messa diventa il trait d’union che mi permette, in un secondo momento, di avere uno sguardo più dilatato e puro, quasi mistico, per vedere il Signore presente nei poveri, negli ammalati e in tutti i fratelli che incontrerò.

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Le ore di adorazione eucaristica, que nas paróquias estão cada vez mais desaparecendo, eles representam o verdadeiro campo de treinamento para reconhecer o Jesus vivo. Um cristão que não adora e louva é um cristão fraco. Um sacerdote que em sua vida espiritual não sente a necessidade de estar diante de Jesus no sacramento é um burocrata e se também está ao cuidado de almas e não se ajoelha diante do tabernáculo, põe em risco sua missão apostólica, sua saúde espiritual e enfraquece o rebanho que lhe foi confiado.

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se nós observássemos a consciência da presença do Senhor na maioria dos fiéis que atravessam a entrada de uma igreja, vamos ver alguns bons: quantos deles entram com roupas decentes e não acanhadas? Quantos desligam seus telefones celulares ou silenciam por respeito à Santíssima Eucaristia e por respeito aos presentes que já estão em oração? Quantos procuram a lâmpada vermelha que sinaliza que a igreja é habitada pela presença eucarística do Cristo vivo? Quantos se ajoelham, assim que chegar ao balcão, e recitar as orações de louvor e reverência à Santíssima Eucaristia, como as ensinadas pelo santo doutor Alfonso Maria de 'Liguori ou dizer de coração "Que o Santíssimo e Divino Sacramento seja louvado e agradecido a cada momento" terminando tudo com uma doxologia? Quantos dos que entram na igreja, eles se apressam em buscar o conforto da pessoa de Cristo no tabernáculo em vez de se apressar em procurar a estátua de madeira ou gesso do santo de plantão, não entender a diferença substancial entre simulacro e presença real, entre o culto de latria, dulia e iperdulia?

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E isso pode ser apenas o começo de um longo exame de consciência coletivo que envolve os fiéis e os sacerdotes juntos. Podemos ir mais longe analisando a Santa Missa: aqueles que chegam a tempo para que a celebração comece com o canto de entrada e termine com o canto final? Quantos fiéis ainda estão convencidos de que a Santa Missa é válida se chegou pelo menos antes do anúncio do Santo Evangelho? Quantos, durante a consagração e elevação, sabem olhar o Corpo de Cristo na hóstia branca e no cálice com vinho, Sangue do Senhor? Quantos ainda defendem firmemente que para comungar na Santa Missa basta um Ato de dor sem necessidade de qualquer confissão sacramental prévia, mesmo se você estiver ciente de ter falhado em algum mandamento? Quantos estão convencidos de que receber a Comunhão sacramental é o único desejo apaixonado que leva as pessoas a dizerem "deu vontade de tomar a Eucaristia" esquecendo uma vida cristã que exclui o pecado habitual, as condições de desordem moral e os impedimentos de consciência que precisariam de uma cura profunda? Quantos fiéis se apresentam para receber a Comunhão do sacerdote apenas para os batismos, casamentos e funerais, pensando que aquela comunhão ali lançada é um dever por etiqueta e não como uma resposta de fé? Quantos ainda vão à Comunhão com balas ou chicletes na boca? Quantos ainda se aproximam com desprezo e escárnio, sem consciência de quem você vai receber? Quantos desafiam a Igreja e o sacerdote que distribui a Eucaristia considerando a Comunhão como um direito próprio adquirido? Quantos defensores públicos ou defensores de posições como o aborto, l'eutanásia, divórcio, coexistência, uso de drogas, casamentos fora da lei natural, guerra e todos aqueles casos em que a divisão é abundante, hostilidade e opressão dos mais fracos hoje se aproximam da Comunhão com evidente sacrilégio?

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Parece normal para você afirmar que, depois de todas essas inconsistências, si possa ancora credere in maniera seria e matura alla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia? O massa marinha de Crotone é a ponta deicebergue de um mal-estar sacramental patológico que afeta a todos.

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E quando você aponta essa incompatibilidade, mesmo com força, imediatamente você se torna aquele que julga, um Judas traidor ou um "dinossauro" católico anacrônico. Hoje essas acusações tornam-se a forma mais imediata de desacreditar o adversário e desarmar o aguilhão para a santidade que se exige de quem quer atravessar a porta estreita [LC 13,24]. Com este antídoto, acusação de acusação, nos livramos de qualquer fanático, assim como a palavra fascista é usada na política e a palavra homofobia na comunidade LGBT para silenciar a dissidência oposta.

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Como frade capuchinho Eu teria um bom jogo em lembrar a todos da posição, em relação à Santa Missa, por Padre Pio de Pietrelcina. Seu, padre estigmatizado, a cada Eucaristia que celebrou ou assistiu reviveu em sua carne e em sua alma as terríveis dores da paixão do Senhor Jesus com vívido realismo. Na carta do 7 abril 1913, Padre Pio escreveu ao seu diretor espiritual Padre Agostino da San Marco em Lamis descrevendo a experiência mística da qual ele havia sido espectador, onde o choroso Senhor Jesus se queixa de seus sacerdotes chamando-os de "açougueiros" precisamente em relação à celebração do sacrifício divino e as disposições com as quais foi celebrado. Queria citar um exemplo querido e próximo de mim, mas poderia passar a listar outros santos como o Beato Carlo Acutis, por exemplo, e altre memorabili pagine della storia della Chiesa in cui si ribadisce l’importanza della celebrazione dell’Eucaristia e del Corpo del Signore.

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Não estou fazendo isso para provocar o linchamento de ninguém, algo que eu teria o cuidado de não fazer sendo um pecador mais do que os outros, mas, ai de mim, Essa intenção também me foi creditada por alguém que leu meus artigos mais recentes, não apenas interpretá-los mal, mas apenas distorcendo-os completamente.

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Caros Irmãos no Sacerdócio e Veneráveis ​​Bispos, Considero verdadeiro e justo o dever ministerial de afirmar que quando o limite da decência é ultrapassado de maneira tão clara no que diz respeito à Santíssima Eucaristia e à Santa Missa, como aconteceu em Crotone, é preciso a indignação certa, a devida reparação e a coragem da paternidade. sim, saber usar a paternidade viril com imediatismo e autoridade, que nem o Arcebispo de Milão nem o de Crotone puderam fazer imediatamente. Como ele disse em 1972 o Venerável Padre Divo Barsotti pregando os exercícios espirituais à Cúria Romana a convite de Paulo VI:

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“A Igreja foi dotada por Deus de um poder coercitivo que ela deve exercer se necessário, porque se não o exerce, perde-se tanto a caridade como o mandato que Cristo lhe deu”.

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E como um pai na frente do filho que está errado ele não luta com firmeza e misericórdia, como lemos em Hebreus [cf.. 12,5-11], para que este se arrependa e não se perca? Porque é da correção que sublinha o erro que nasce a caridade que recupera quem erra e o cerca de misericórdia. Per questo motivo non dobbiamo avere paura di affermare con le parole del Catechismo della Chiesa Cattolica che:

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«Il nostro Salvatore nell’ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, o sacrifício da cruz, e per affidare così alla sua diletta Sposa, a Igreja, il memoriale della sua morte e risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura » (Ver. CCC n.1323).

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Chi ci aiuta in questa comprensione del mistero eucaristico sono i nostri sacerdoti che non da padroni ma da servi senza secondi fini:

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«esercitano la loro funzione sacra nel culto o assemblea eucaristica, Onde, agendo in persona di Cristo e proclamando il suo mistero, uniscono i voti dei fedeli al sacrificio del loro Capo e nel sacrificio della Messa rendono presente e applicano, fino alla venuta del Signore, l’unico sacrificio del Nuovo Testamento, il sacrificio cioè di Cristo, che una volta per tutte si offre al Padre quale vittima immacolata. Da questo unico sacrificio tutto il loro ministero sacerdotale trae la sua forza» [cf.. CCC n.1566].

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Nella quotidiana diaconia liturgica a servizio dell’altare fatta di gesti, ritos, segni e simboli, I sacerdote, celebrano l’Eucaristia in cui il Signore rinnova la sua redenzione pasquale dal peccato e dalla morte in favore dell’uomo. Questo linguaggio rituale ha bisogno di uno spazio appropriato, que é digno da grandeza do mistério que nele se celebra. Por isso a Santa Missa:

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«Faça-se no lugar sagrado, a menos que em um caso particular a necessidade não exija mais nada; nesse caso, a celebração deve acontecer em um lugar decente" [cf.. Sacramentum n. 108 e Código de Direito Canônico, pode. 932 § 1; cf.. S. Congresso. para o Culto Div., Istr., Estabelecimentos litúrgicos, n. 9: AAS 62 (1970) p. 701].

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Assim, celebrando com fé viva e de maneira digna a Santa Missa, o sacerdote e com ele a Igreja, percebe o que diz Santo Ambrósio Bispo de Milão sobre a presença real do Corpo do Senhor:

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«Este pão é pão antes das palavras sacramentais; mãe, intervindo a consagração, o pão torna-se a carne de Cristo [...] De quais palavras se faz a consagração e de quem são essas palavras? Do Senhor Jesus! Todas as coisas que são ditas antes desse momento são ditas pelo sacerdote que louva a Deus, orar pelo povo, para reis e para outros; mas quando se trata de cumprir o venerável sacramento, il sacerdote non usa più parole sue, mas de Cristo. È dunque la parola che opera (poligonais) il sacramento [...] Vedi quanto è efficace (operatorius) il parlare di Cristo? Prima della consacrazione non c’era il Corpo di Cristo, ma dopo la consacrazione, io ti dico che c’è ormai il corpo di Cristo. Egli ha detto ed è stato fatto, ha comandato ed è stato creato (cf Vontade 33, 9)» [Ver. Ambrogio, De sacramentis, 4, 14-16 (PL 16, 439 ss].

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Con l’ultima e definitiva parola dell’Arcivescovo di Milano, sulla vicenda della Messa di Crotone, ci avviamo al termine dell’estate 2022. L’estate sta finendo, cantavano i Fratelli Righeira nel 1985, per noi basterebbe che a finire fossero queste bizzarrie liturgiche e dogmatiche, con la speranza che in questo periodo i vescovi stiano un po’ più vicino ai preti e un po’ meno alle urne e ai politici, visto che reputiamo ancora che Cristo sia il solo e unico Redentore dell’umanità.

Laconi, 23 agosto 2022

festività di Sant’Ignazio da Laconi

 

 

 

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Os Padres da Ilha de Patmos

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Antecipação: Amoris Tristitia, o novo livro dedicado pelo Padre Ariel S. Levi di Gualdo à grande figura do Cardeal Carlo Caffarra

- edições Book Shop da ilha de Patmos -

ANTECIPAÇÃO: ESTÁ FORA "A TRISTEZA DO AMOR»O NOVO LIVRO DEDICADO PELO PAI ARIEL S. LEVI di GUALDO À GRANDE FIGURA DO CARDEAL CARLO CAFFARRA

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“Longe de mim cortar suas asas, Eu gostaria de lhe fazer uma oração que você não é obrigado a responder: você pode colocar sua mão para este trabalho e publicá-lo em 5 anos?» (Carlos Caffarra, 19 Janeiro 2017)

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Jorge Facio Lince
Presidente da Editions A ilha de Patmos

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O 5 setembro 2022 cinco anos terão passado desde a morte do Cardeal Carlo Caffarra, Arcebispo Metropolitano de Bolonha, que foi um dos maiores especialistas do mundo na doutrina do casamento e da família, dos quais nosso Pai Ariel S. Levi di Gualdo era um amigo, posteriormente discreto e confidencial colaborador privado entre o 2015 e a 2017.

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As ambiguidades objetivas da Exortação Apostólica Pós-sinodal alegria do amor dada pelo Sumo Pontífice Francisco após o encerramento do Sínodo sobre a família, muitos bispos tocaram profundamente, presbíteros e teólogos reduzidos hoje cada vez mais ao silêncio, como às vezes pode acontecer quando se está muito aberto, muito diálogo, muito sinodal e acima de tudo muito misericordioso.

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Um livro lucidamente crítico escrito por um estudioso de doutrina sólida, capace a redigere pagine all’occorrenza anche dure e severe, ma del tutto inattaccabili sul piano teologico. Di questo suo progetto il Padre Ariel parlò con il Cardinale Carlo Caffarra nel gennaio del 2017, che per tutta risposta gli rivolse una richiesta non vincolante, rimessa alla sua libera decisione: «Potresti attendere cinque anni prima di pubblicarlo?». Glielo espresse con una lunga e dettagliata lettera, di cui l’Autore riporta uno stralcio nell’apertura del libro:

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Caríssimo padre Ariel,

capisco il tuo dolore per l’articolo comparso ieri su Futuro dove sono stato attaccato con imprecisione e malizia. Immagina il dolore mio. È il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, di cui sono stato membro vent’anni come vescovo di due diocesi.

Examinei o esboço do livro que você pretende preparar sobre temas doutrinais relacionados com o último Sínodo sobre a família. Ho sempre riconosciuto le tue doti di scrittura e le tue capacità teologiche alle quali unisci sguardo da aquila e coraggio da leone. Você vai conseguir um ótimo trabalho com isso, Tenho certeza.

Longe de mim cortar suas asas, Eu gostaria de lhe fazer uma oração que você não é obrigado a responder: você pode colocar sua mão para este trabalho e publicá-lo em 5 anos?

Eu sei que você não é emocional e que procede com rigor especulativo, mas essas suas qualidades não são comuns aos outros, e neste momento as mentes estão muito quentes.

Se você me ouvir, eu aprecio isso do céu, enquanto estiver na terra serei um velho cardeal esquecido, vir antes do julgamento de Deus ciente de ser um pecador, mas com certeza posso dizer que fiz o que tinha que fazer com a força que me foi dada.

Il mese prossimo verrò a Roma e come sempre avremo modo di incontrarci.

Reze por mim.

19 Janeiro 2017

XCarlos Caffarra

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Quando i primi di settembre il libro entrerà in distribuzione ne daremo notizia sulle colonne della nostra Ilha de Patmos, perché difficilmente potrete apprenderlo da Futuro e sim O Osservatore Romano.

 

Da ilha de Patmos, 21 agosto 2022

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LOJA BIBLIOTECA, WHO

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i nostri libri sono pubblicati e distribuiti da Amazon Inc.

potete anche richiederli direttamente alle Edizioni L’Isola di Patmos: isoladipatmos@gmail.com

e riceverli al vostro indirizzo in 5 giorni lavorativi

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O Sínodo Alemão, entre o Luteranismo Romanofóbico e as teólogas lésbicas que afirmam derrubar a doutrina católica

O SÍNODO ALEMÃO, ENTRE O LUTERANISMO ROMANOFÓBICO E TEÓLOGAS LÉSBICAS QUE PROPENSAM SUBSTITUIR A DOUTRINA CATÓLICA

 

Ou a Santa Sé aprende com a história e passa a conceder uma barragem solene e salutar de surras nos alemães, ou este sínodo ridículo continuará até o fim com todas as consequências que dele derivarão, agindo como uma saída horrível e grotesca para um punhado de teólogas lésbicas desagradáveis ​​que estão pilotando demais.

- Realidade -

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artigo em formato de impressão PDF

 

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Casal de lésbicas mais velho

O problema não quer dizer mal, como às vezes sou acusado de fazer, mas diga-lhes a verdade. E quando se diz que são verdadeiras, deve-se ignorar a maneira forte com que às vezes é necessário dizê-las. Caso contrário, os acusadores cairão no farisaísmo, anexando-se à forma ou à palavra colorida, fugir à substância e a todos os factos com os quais não querem lidar, porque envolveria assumir a responsabilidade e agir.

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Como padre vivi e estudei na Alemanha e quando dizemos a Igreja Católica Alemã, acho que sei um pouco sobre o que estamos falando. Eu escrevi sobre isso em tons alarmados no agora distante 2011 no meu livro E Satanás se tornou trino, narrando quão avançado era o estado de protestantização da Igreja Católica em muitas regiões do norte da Europa, afirmando que um cisma de fato estava em andamento que só precisava ser oficializado. Eu salientei que um rio caudaloso estava descendo do norte da Europa e que logo iria sobrecarregar nossas igrejas locais também, especialmente o italiano, sujeito por mais de meio século às piores derivas teológicas alemãs, porque tudo o que não é alemão não é digno de ser chamado de teológico em nossa pátria. Para isso, graças aos enganos dos jesuítas da Pontifícia Universidade Gregoriana, netos amorosos de Karl Rahner, que teve inevitavelmente sobre o Sumo Pontífice Paulo VI - revelado neste ingênuo - a Escola Romana foi destruída, cujo centro era a Pontifícia Universidade Lateranense, com grandes e extraordinários teólogos do calibre de Pietro Parente, Antonio Piolanti, Pier Carlo Landucci … tudo reduzido ao silêncio no período "glorioso" do diálogo pós-conciliar nos anos setenta. O último expoente da Escola Romana foi Antonio Livi (cf.. WHO). Uma década depois, O próprio Paulo VI, ele reclamou e temeu que "a fumaça de Satanás entrou no templo de Deus por alguma fenda" (texto completo WHO). Eu quero saber porque, sobre tudo: que lhe abriu as portas?

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A história ensina que o espírito bárbaro sempre sobrevive na memória antropológica do povo alemão. Ele também ensina, história, que os alemães não podem ser acariciados na mãozinha com um sorriso nos lábios dizendo "bandido desse jeito você não, caso contrário mammina sofre ". Eles são espancados até a morte e deixados no chão com ossos quebrados depois de serem humilhados. Nesse ponto, eles diminuem pelas décadas seguintes. Então, pouco a pouco, eles voltam a levantar a cabeça novamente, com o mesmo espírito e a mesma arrogância. Nesse ponto, serão necessárias batidas mais saudáveis. Alguns podem pensar que minha palestra é uma violência gratuita e inadequada. Nunca, é simplesmente prudente e legítima defesa dos povos europeus. As almas cândidas pacifistas rapidamente sabem, em vez de rasgar suas roupas no choro arco-íris Do paz e amor prefiro estudar história, porque assim eles vão entender todas as razões do meu dizer, a partir do preço pago pela Europa e pelo mundo inteiro pela psicologia alemã desde a década de 1930.

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Os alemães são os grandes putos da Europa porque na verdade eles sempre foram os grandes perdedores da história do nosso Velho Continente. Ou parece a qualquer um que eles já ganharam uma guerra? No final da Primeira Guerra Mundial foram humilhados na mesa de negociações em Versalhes. Anos depois, eles ergueram a cabeça com atos sinistros que produziram consequências nunca vistas antes. No final da Segunda Guerra Mundial, eles se viram com seu país arrasado e reduzido à fome. Quanto a hoje, estendo um véu misericordioso, porque falaria muito sobre o sentido humano e moral da Alemanha "civilizada" em que ninguém jamais jogaria uma ponta de cigarro no jardim de um parque público, no entanto, existem clínicas privadas nas quais são transplantados órgãos cuja origem é desconhecida, algo que na Itália incivilizada nunca poderia acontecer, com as rígidas leis restritivas que temos, mas sobretudo por aquele sentido de humanidade que ainda não nos abandonou por completo. Sobrevoo na ética econômica, porque este não é o lugar para discutir isso, digamos que a Alemanha, anos atrás, deu à China as cordas com as quais a Europa será enforcada em breve.

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Na época da embriaguez sinodal esta fase também começou na Alemanha, antes da abertura da qual eu disse que o resultado seriam ataques à doutrina católica e ao depósito da fé que fariam Martinho Lutero empalidecer, não vamos esquecer que ele era católico. Herege, mas Católica. A maioria dos bispos, de padres alemães e fiéis, Os católicos não são assim há algum tempo, eles não nasceram realmente lá e, como tal, não foram formados e criados, enquanto Lutero fez, lo fu. Aqueles que são impropriamente definidos como "católicos alemães" são em sua maioria cristãos que são muito mais afetados por Lutero e, acima de tudo, por Calvino, em vez do Magistério da Igreja Católica.

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Nunca abra as caixas de Pandora na Alemanha, porque dar a eles um sínodo acabará produzindo o melhor do pior de seu espírito romanofóbico nunca adormecido.

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Agora a Santa Sé lamenta e declara publicamente que a iniciativa em curso na Alemanha "não tem poder para obrigar bispos e fiéis a novas formas de governar e novas abordagens da doutrina e da moral" [cf.. WHO]. Para isso, ele os convida a reentrar nas fileiras do caminho sinodal correto da Igreja universal. Resumidamente: eles bateram em sua mãozinha com um sorriso nos lábios dizendo "safados"., isso não é feito, caso contrário mammina sofre ".

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O que a Santa Sé esperava de tal confusão de assuntos agora autodenominados católicos? Obviamente, o sínodo - como aconteceu imediatamente - teria sido o pretexto para se revoltar contra Roma, exigindo tudo sobre o que nem sequer é permitido abrir discussões e muito menos realizá-las.: abolição do celibato sacerdotal, sacerdócio para mulheres, ou pelo menos o diaconato, derrubricação do pecado da sodomia, bênção de casais gays, avaliação de casos particulares em que o aborto ou a eutanásia podem ser lícitos, abertura total à contracepção e assim por diante e assim por diante.

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Aplicando certas lógicas nós poderíamos questionar, votar por maioria e abolir vários preceitos do Santo Evangelho, porque, segundo muitos, já não se adaptam aos tempos atuais e às necessidades do mundo contemporâneo. Exatamente o que trágico está acontecendo com este Sínodo alemão local, onde com toda a pior arrogância uma horda de feministas azedas está se permitindo discutir o que a Igreja simplesmente não pode discutir, porque ele não tem autoridade para fazê-lo. Não só e nem tanto eles exigem o questionamento da legitimidade do sacerdócio para as mulheres, bênçãos aos casais gays e lésbicas que decidem "casar" justificando tudo com um “amo”, porque o que eles estão realmente afirmando é que a Igreja declara que o que até agora considerou pecado mortal é na verdade bom, portanto, que você declara que errou em espírito retrógrado, fazendo reparações e nem mesmo abrindo as portas, mas literalmente espalhando as pernas.

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Então queremos adicionar mais, admitiu que é lícito dizê-lo de forma clara e verdadeira sem ser sobrecarregado por reclamações dos círculos radicais LGBT? Observo que as teólogas feministas que há anos incendeiam o pequeno católico que permanece em vários países do norte da Europa, na maioria das vezes são lésbicas e muitas vivem com seus parceiros. Apenas um agente duplo como o Cardeal Reinhard Marx Arcebispo Metropolitano de München - que até os primeiros dez dias de fevereiro de 2013 ele era mais ratzingeriano que Bento XVI, exceto para se tornar mais bergogliano do que Francisco I três meses depois - ele poderia permitir que tais moleques criassem desordem e perturbação dentro da Igreja alemã, dando-lhes espaço, voz e uma fase de lançamento durante um sínodo. Mas então ele é conhecido: se de acordo com as teorias de Sigmund Freud a mulher sofre de inveja inconsciente do pênis masculino, a teóloga teutônica lésbica sofre com a inveja do padre.

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Então vamos pegar alguns exemplos relevante e real: é verdade que na narrativa bíblica é especificado que Deus os criou homem e mulher (cf.. Geração 1, 26-28), mas aqueles eram outros tempos. Hoje, as necessidades dos casais gays e lésbicas que querem se casar entre homem e homem são bem diferentes, entre mulher e mulher, reivindicando a aprovação e bênção da Igreja, ou o batismo triunfal de bebês comprados dos chamados úteros alugados, com toda a Gotha LGBT alinhados na igreja, não porque ele está interessado em qualquer coisa sobre o Santo Batismo, mas para explorar um sacramento com o único propósito de demonstrar que ele dobrou o catolicismo para suas próprias desordens morais, ou pior suas aberrações, como no caso de bebês encomendados aos chamados úteros alugados. Uma vez que, no entanto,, no momento, o Todo-Poderoso Criador não pôde ser atualizado, será conveniente que os preceitos, a palavra divina e o próprio Deus estão corretos. Porque Deus errou ao criar apenas macho e fêmea sem prever as outras variantes, da mesma forma, Jesus Cristo errou ao conferir o sacerdócio apenas a homens, em vez de, talvez ele também fosse um pouco misógino. Mas que tipo de Todo-Poderoso e Onisciente ele é, este desajeitado Deus, o Criador, tão desprovido de perspectivas futuras? Felizmente, há um grupo compacto de teólogas lésbicas alemãs prontas para corrigi-lo no contexto deste Sínodo.

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O a Santa Sé aprende com a história e passa a desferir uma salva de golpes solene e salutar aos alemães, ou este sínodo ridículo continuará até o fim com todas as consequências que dele derivarão, agindo como uma saída horrível e grotesca para um punhado de teólogas lésbicas desagradáveis ​​que estão pilotando demais.

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eu sei perfeitamente bem que certas coisas eu digo e as expresso mal, no entanto digo-lhes verdade e sem dor fácil de negação. Só espero não receber outro processo de alguma associação radical LGBT, Por que Eu já tenho um em andamento no Tribunal competente. E nem a Santa Sé nem a Conferência Episcopal Italiana jamais me dariam uma contribuição para as minhas custas judiciais, eles estão muito ocupados investindo dinheiro para acolher migrantes muçulmanos que depois mijam como um sinal de desprezo nas fontes de igrejas históricas em Roma e que ocasionalmente vandalizam alguns em toda a Itália.

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Ou talvez você não saiba porque de todas as igrejas históricas de Roma e além, eles removeram a água benta das fontes? Covid-19 não tem nada a ver com isso, eles já foram esvaziados alguns anos antes da pandemia. Simples por quê: vários irmãos migrantes muçulmanos foram repetidamente filmados por câmeras de vigilância documentando tudo. Quando foi bem dentro das fontes, lavaram nossas calcinhas e meias, outros como sinal de gratidão pela acolhida amorosa da nossa perspicaz Conferência Episcopal Italiana, eles mijaram direto nele.

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a Ilha de Patmos, 29 julho 2022

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