Sleepers. Dai sognatori alla prostituta pentita, attraverso la via della vera misericordia di Cristo Dio

L’angolo dell’omiletica dei Padri de L’Isola di Patmos

SLEEPERS. DAI SOGNATORI ALLA PROSTITUTA PENTITA, ATTRAVERSO LA VIA DELLA VERA MISERICORDIA DI CRISTO DIO

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Nella confessione Gesù, tramite il sacerdote, ci dona la Sua fiducia. Quando veniamo assolti, anche noi torniamo liberi dalle catene spirituali che provengono dai peccati commessi. Una volta liberi, Dio pone il suo amore di Padre Misericordioso nel nostro cuore e con fiducia ci esorta: va e donalo. E anche se siamo deboli, e nonostante gli sforzi cadremo di nuovo in altri peccati, non smettiamo mai di chiedere il suo perdono e di aprirci alla Sua fiducia. Diceva infatti lo scrittore Ernest Hemingway: «Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare qualcuno è di dargli fiducia».

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Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P.

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Cari fratelli e sorelle.

Locandina del film Sleepers (1996)

il tema del peccato e della colpa che affiora nella pagina del Vangelo di questa V domenica di quaresima [testi della Liturgia della Parola, QUI], fa parte della nostra fede e non sempre è semplice parlarne in modo corretto o semplice. Il grande mezzo televisivo presenta giornalmente realtà che non solo, non aiutano a comprendere il peccato, ma che esaltano proprio, il peccato come stile di vita.

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Oltre un ventennio fa fu prodotto e distribuito un film che forse qualcuno ricorderà: Sleepers. Il cast è composto da attori di prim’ordine: Robert De Niro, Dustin Hoffman, Kevin Bacon, Brad Pitt e Jason Patric [cf. vedere scheda QUI]. In questo film ambientato nei quartieri popolari americani del 1966, quattro adolescenti compiono una ragazzata, mossi proprio dall’intenzione di commettere una innocua ragazzata, che rischia però di terminare in tragedia. Questa la storia: i quattro, nei pressi dello stadio, fuggono con il carrettino di un venditore di hot dogs, col quale giungono sin davanti alla rampa di scale della metropolitana; il carretto sfugge loro di mano e precipita per le scale, col rischio di uccidere un anziano che stava salendo la rampa. I quattro sono processati e condannati a diciotto mesi di riformatorio.

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Tutta la trama è un tessuto di violenza e vendetta, compresi abusi sessuali sui minori da parte di diverse guardie carcerarie. Come se questo film volesse dirci che dal male e dalla colpa, non si ha via d’uscita. Sbagliato, invece. Nostro Signore ci insegna come lui stesso ama i peccatori e li aiuta ad uscire dalle loro debolezze. Partendo infatti proprio dalla prima lettura di questa liturgia, leggiamo questo brano profetico:

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«Ecco, io faccio una cosa nuova: […] Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» [Is 43, 19].

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dal film Sleepers: la ragazzata finisce per sfiorare la tragedia …

Il Profeta scrive durante il secondo esodo della schiavitù babilonese, nel VI sec. a.C, quando gli israeliti si stavano liberando dall’oppressione di Babilonia. In questi versetti, Dio conforta gli ebrei e gli indica una strada feconda nel deserto nella steppa. Deserto e steppa sono luoghi in cui donerà il suo fiume, cioè il suo amore vivo e reale. E tutto questo a noi trasmette qualcosa di importante: anche dinanzi alle nostre debolezze comportamentali, che sembrano essere delle dune sabbiose in cui ci perdiamo, non dobbiamo temere di chiedere l’acqua dell’amore di Dio. I difetti insabbiano la bellezza della nostra unicità: non ci scoraggiamo. Anzi, di fronte ad essi affidiamoci a Dio con una preghiera spontanea anche ad alta voce. Dio inoltre è con noi non solo nelle debolezze, ma anche in quelle esperienze di cadute o peccati più gravi.

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Sleepers, il riformatorio

Nel brano dell’adultera leggiamo che i farisei e gli scribi avevano tentato di far cadere in trappola Gesù con un dilemma, usando a tal fine la tecnica di un artificio retorico che è tipico nei dibattimenti dei processi penali sin dall’epoca dell’antico diritto penale greco e romano. La trappola consiste appunto nella risposta che si attendono gli astanti, vale a dire che: se dici di lapidare la donna, vai contro il tuo insegnamento di amore. Se dici di non lapidarla, vai contro la legge di Mosè e contro il diritto romano, quello applicato all’epoca nella colonia della Giudea. Infatti, pur consentendo Roma la legittimità dei tribunali rabbinici e del Gran Sinedrio su questioni religiose o legate all’antico Tempio, qualora si fosse trattato di emettere certe sentenze di condanna il potere poteva essere esercitato — oppure la condanna approvata eseguita —, solo dal potere romano, esattamente come nel caso della esecuzione della condanna a morte di Gesù Cristo.

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Dinanzi a questa domanda-trappola, Gesù dà la risposta in modo da superare il dilemma. I farisei non possono applicare la legge mosaica con lei. A questo punto il Signore Gesù può invece applicare l’insegnamento dell’Amore:

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Sleepers, Rober De Niro, nel ruolo dei parroco dei quattro adolescenti, durante la deposizione in tribunale

«Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? […] Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» [Gv 8, 10-11].

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Notiamo: Gesù si alza in piedi e fa scaturire il suo atto di perdono: amore tenero e tenace verso quella donna. Non le dice affatto che l’adulterio è un atto giusto, comprensibile, accettabile, o da comprendere in virtù delle tendenze o dei costumi sociali dell’epoca. Quel peccato, rimane un grave peccato. Ciò che interessa a Gesù, adesso è vedere negli occhi dell’adultera quel pentimento vero: quando vede lo sguardo pentito, il Signore accoglie la peccatrice nel proprio cuore divino, ed accogliendola distrugge il suo peccato. A quel ponto Gesù si rivolge direttamente alla donna, che si mostra tanto desiderosa d’amore. Adesso può rialzare anche lei e condurla nel suo cuore misericordioso. Il Divin Redentore, distruggendo quel peccato, ha donato alla donna la libertà di camminare sulla via di Dio; e mostrando e donando fiducia a questa donna, fa di lei una sua figlia pentita.

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Sleepers, Rober De Niro nel ruolo del buon pastore

Così è anche per noi: nella confessione Gesù, tramite il sacerdote, ci dona la Sua fiducia. Quando veniamo assolti, anche noi torniamo liberi dalle catene spirituali che provengono dai peccati commessi. Una volta liberi, Dio pone il suo amore di Padre Misericordioso nel nostro cuore e con fiducia ci esorta: va e donalo. E anche se siamo deboli, e nonostante gli sforzi cadremo di nuovo in altri peccati, non smettiamo mai di chiedere il suo perdono e di aprirci alla Sua fiducia.  Diceva infatti lo scrittore Ernest Hemingway: «Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare qualcuno è di dargli fiducia».

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Il Signore ci doni la gioia del Suo Sguardo pieno di fiducia per essere noi stessi testimoni di una speranza più grande.

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Così sia!  

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Roma, 7 aprile 2019

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One thought on “Sleepers. Dai sognatori alla prostituta pentita, attraverso la via della vera misericordia di Cristo Dio

  1. Peccato che ormai la maggior parte dei sacerdoti si fermi a commentare solo la prima parte di questo vangelo e ometta la seconda. Pare che quel “Vai e non peccare più” sia irrilevante ai fini della spiegazione: l’unica cosa che conta è la mancanza di condanna da parte di Gesù, cioè l’atto di misericordia tout court. Mentre mi sembra fondamentale legare la grazia salvifica all’atto di non peccare più legata al libero arbitrio della persona.

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