È morto il presbitero e teologo Hans Küng. Tra lui e il coetaneo Joseph Ratzinger correva questo abisso: Küng era dotato di genialità, Ratzinger assolutamente no!

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(19.08.1963), presbitero e teologo. Dirige dal 2014 la rivista di teologia ecclesiale L’Isola di Patmos

—  attualità ecclesiale —

È MORTO IL PRESBITERO E TEOLOGO HANS KÜNG. TRA LUI E IL COETANEO JOSEPH RATZINGER CORREVA QUESTO ABISSO: KÜNG ERA DOTATO DI GENIALITÀ, RATZINGER ASSOLUTAMENTE NO!  

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Hans Küng è sempre stata una persona di rara gradevolezza, dotato per natura anche di un aspetto fisico che lo rendeva simile a un attore hollywoodiano, specie in fascia d’età tra i cinquanta e i sessant’anni, quando alla naturale bellezza univa pure il fascino tipico degli uomini maturi che hanno cominciato nella migliore forma il loro cammino verso la vecchiaia. Una figura dunque bella, maschia e affascinante, che nulla aveva da spartire con le figure di quei preti e di quei teologi che nel loro aspetto fisico appaiono spesso delle macchiette in bilico tra l’androgino, l’asessuato e il femmineo.

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Hans Küng, presbitero e teologo (Sursee, 19 marzo 1928 – †Tubinga, 6 aprile 2021). Foto scattata in occasione del suo 80° compleanno

In gergo giornalistico si chiama “coccodrillo” il pezzo già scritto e riposto nel cassetto in attesa della morte del celebre personaggio. Gli archivi dei giornalisti sono piedi di coccodrilli. Scrivere un pezzo in breve, semmai su un personaggio complesso e controverso, non è agevole. Detto questo premetto che nessuno dei Padri de L’Isola di Patmos aveva pronto un coccodrillo per il presbitero e teologo svizzero-tedesco Hans Küng.

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Spesso ho fatto richiami ad Hans Küng, di recente anche in un mio libro dedicato a due celebri eretici di piccolissimo taglio: Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale, un vero e proprio concentrato di eresie di ritorno. Il tutto con una differenza formale e sostanziale: gli eretici sono da sempre menti superiori e molto brillanti, basti pensare a un Ario o a un Pelagio. Contrariamente ai due bohemiens spagnoli che fecero scadere persino l’eresia, da sempre appannaggio delle menti più eccelse. E proprio in questo mio libro intitolato La setta neocatecumenale. L’eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi, torno a usare questo celebre teologo come paradigma.

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Dare dell’eretico a chi cade e permane in eresia sostanziale e formale non è un insulto, ma semplice constatazione di fatto legata all’ambito della dottrina della fede. O per meglio intendersi: conosco eretici conclamati che sul piano umano sono persone di rara amabilità; e gli stessi, sul piano etico e morale, sono persone di condotta ineccepibile. Conosco invece altrettante persone, dotate della più pura e ortodossa dottrina, teologi zelanti ineccepibili, con i quali cerco d’evitare di stare in compagnia per soli dieci minuti, tanto li reputo umanamente sgradevoli e a volte persino repellenti.

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Nel corso degli anni, dissertando su vari temi teologici mi è capitato frequentemente di indicare il Reverendo Professore Hans Küng come un pericoloso eretico, accusandolo a varie riprese di avere compiuto opere di devastante demolizione attraverso la metodica de-strutturazione di alcuni dei fondamentali dogmi della fides catholica.

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Ho forse mai affermato e scritto che Hans Küng fosse un poco di buono, una cattiva persona o un mediocre soggetto sgradevole? Certo che no! Hans Küng è sempre stata una persona di rara gradevolezza, dotato per natura anche di un aspetto fisico che lo rendeva simile a un attore hollywoodiano, specie in fascia d’età tra i cinquanta e i sessant’anni, quando alla naturale bellezza univa pure il fascino tipico degli uomini maturi che hanno cominciato nella migliore forma il loro cammino verso la vecchiaia. Una figura dunque bella, maschia e affascinante, che nulla aveva da spartire con le figure di quei preti e di quei teologi che nel loro aspetto fisico appaiono spesso delle macchiette in bilico tra l’androgino, l’asessuato e il femmineo.

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Hans Küng era un autentico astro nascente della teologia, con delle naturali doti intellettive e speculative e delle qualità oratorie e comunicative che altri teologi non avevano, tra questi il suo insigne coetaneo Joseph Ratzinger. Tutti e due furono periti nell’assise del Concilio Vaticano II tra il 1962 e il 1965, entrambi poco più che trentenni, ma con questa differenza: quando prendeva parola Josef Ratzinger, gli ascoltatori dicevano tra di loro «questo è un teologo molto bravo», quando invece prendeva parola Hans Küng, gli ascoltatori, nel rimanere profondamente affascinati dalla sua figura, dalla sua oratoria e dalla sua profonda competenza, dicevano tra di loro «questo a chissà quali livelli giungerà tra un po’ di anni».

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Il risultato di entrambi è noto universalmente: Hans Küng è divenuto un diffusore di eresie, Joseph Ratzinger è divenuto Arcivescovo Metropolita di München, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e in seguito 265° successore del Beato Apostolo Pietro.

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Che io sia dalla parte ecclesiale e dottrinale di Joseph Ratzinger e non di Hans Küng, non può in alcun modo indurmi, per emotivo affetto irrazionale, a negare l’evidenza dei fatti: Hans Küng, a livello intellettivo e speculativo aveva qualità naturali maggiori rispetto a quelle molto elevate di Joseph Ratzinger. Se infatti il primo era per dono di natura un genialoide, il secondo era una persona intelligente dotata per gli studi teologici. E tra un genialoide e un soggetto intelligente e dotato la differenza che corre è veramente notevole. Poi, col correre del tempo, è accaduto che il primo è diventato un pericoloso eretico e il secondo Sommo Pontefice [brano tratto dall’opera citata, pag. 43-44, I ed. Roma 2019, Edizioni L’Isola di Patmos].

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I danni che Hans Küng ha prodotto sono stati notevoli, a partire da una intelligenza geniale con tutte le capacità più elevate a essa connesse, usata per recare danni alla Chiesa e al mondo teologico. Motivo questo per il quale i sacerdoti, quelli che ancora credono al giudizio di Dio, alla vita eterna, al Paradiso, all’Inferno e al Purgatorio ― cosa non affatto scontata di questi tempi ― farebbero bene a offrire Sante Messe di suffragio per l’anima di questo nostro confratello, che sicuramente ne avrà molto bisogno. 

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 Dall’Isola di Patmos, 6 aprile 2021

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About Ariel S. Levi di Gualdo

(19.08.1963), presbitero e teologo. Dirige dal 2014 la rivista di teologia ecclesiale L’Isola di Patmos

42 thoughts on “È morto il presbitero e teologo Hans Küng. Tra lui e il coetaneo Joseph Ratzinger correva questo abisso: Küng era dotato di genialità, Ratzinger assolutamente no!

  1. Grazie Padre. Ho sentito in tv questa triste notizia. In verità non ricordavo dove avevo già sentito questo nome, Hans Küng, ma lei con questo articolo mi ha rammentato che lo avevo letto propio in uno dei suoi libri che per primo comprai Padre. Onore e merito alla sua franchezza per averne qui parlato nel modo che Küng merita, senza retorica. Grazie. Siamo ancora in ottava di Pasqua e quindi desidero augurare a lei e a tutti i religiosi dell’Isola di Patmos” uniti allo staff della redazione, una Buona e Santa Pasqua🙏

  2. L’uso che ha fatto della genialità e del fascino donatigli potrebbe portarlo ad assaporare quell’Inferno che ha così tanto snobbato per sé e minimizzato per i fedeli. Dio, oltre che perfetta Misericordia, è anche perfetta Giustizia. Ma noi si prega anche per queste anime ribelli, specie se sono sacerdoti, suvvia.

  3. Mah.. tutto questo astio (non da parte sua padre, ma da parte di certi commentatori) verso Kung… come se fosse abituale trovare un libro di Kung sullo scaffale della signora Maria da Roccacanuccia.
    Ma per favore!

    Sono molto più pericolosi soggetti tipo A. Minutella o i sopracitati fondatori del cammino neocatecumenale. Questi ultimi fanno breccia sul “popolino”. Attirano a sé, con metodi subdoli, persone semplici e spesso ingenue, per infarcirle delle loro stupidaggini. H. Kung, o hai studiato teologia, o comunque hai buone doti intellettive per poterlo comprendere, oppure è impossibile comprende appieno il suo pensiero. 10/100/1000 volte Hans Kung piuttosto che 1 Minutella.

    E poi, con questa cosa dell’inferno.. né lui né Von Balthasar hanno mai affermato (da quanto ne so) che l’inferno sia vuoto o che non esista. Hanno solo auspicato che sia vuoto. Auspicare che l’inferno sia vuoto, a me sembra solo una bella speranza, sintomo di bontà di cuore, a differenza di tutto quell’esercito di rancorosi tradizionalisti che vorrebbero vedere mezza umanità precipitare tra le fiamme ardenti dell’inferno magari per il solo fatto di aver commesso atti impuri solitari. E su.

    1. Non sono tanto vecchio, ma ricordo che fino a non molti anni fa non era raro trovare libri di Kung nelle sezioni librarie dei supermercati… Non so se qualcuno li comprasse, però era indicativo.

      A parte questo, ci sono dei buoni motivi per avercela con lui, in primis tutte le interviste su Repubblica in cui sparava a zero sulla fede e sulla morale, minando la fede dei semplici.

      Inoltre su di lui si son formati molti chierici, che poi hanno disseminato le sue eresie tra i fedeli.

      Per il resto Kung non credeva in un inferno eterno, come si può facilmente verificare con un prodigioso strumento tecnologico noto come “motore di ricerca” https://www.bishop-accountability.org/news2013/11_12/2013_12_16_Grill_ControversialTheologian.htm

    2. Non sono d’accordo. Perfino la signora Maria da Roccacanuccia ebbe modo di apprezzare le teorie di Hans Kung, per es quando parlò dal pulpito di Che Tempo che Fa, dove, guidato dall’insipiente conduttore, poté anche istruire il popolo bue sulle responsabilità del pontefice regnante Benedetto XVI per gli scandali sessuali nella Chiesa. Senza contraddittorio, ca va sans dire. Il mondo non va a rotoli per caso; peccato per la signora Maria.

      1. Per inverso, il mio amico Giuliano Ferrara, durante un’intervista al suo programma 8 e Mezzo lo fece nero, non ricordo la data esatta, comunque era l’autunno del 2007 o del 2008.

        1. La differenza tra Fazio e Ferrara è solo nel ruolo loro attribuito dai padroni del discorso: il poliziotto buono e il poliziotto cattivo. Ma entrambi sono la carta moschicida con cui acchiappare le mosche di tutti i colori. Nello specifico, Ferrara ha la missione (e i soldi) per attirare la cosiddetta destra cattolica (italiana) nell’area di influenza del sionismo internazionale e, segnatamente, per orientarla politicamente all’appoggio delle iniziative belliche in Medio Oriente di Israele. Personalmente mi ha sempre colpito, da ateo professo quale si dichiara, la sua conoscenza della fede cattolica e, in parte, la sua cultura teologica. Immagino che sia persona colta e gradevole da frequentare, ma… dagli amici mi guardi Iddio che ai nemici ci penso io.

  4. Certamente Hans Kung era un uomo di un’intelligenza fuori dal comune e aveva delle doti intellettuali impareggiabili, ma questo non è sufficiente per non perdere la Fede. Essendo nato nel 1960, ricordo bene quando, verso la metà degli anni ’80, Hans Urs von Balthasar (in un’intervista a Vittorio Messori pubblicata sul quotidiano “Avvenire”) disse (parole testuali): «Hans Kung non è più cristiano». «Vorrà dire non più cattolico», replicò Messori. Ma von Balthasar ribadì: «Non è più cristiano!», spiegando che Cristo, per Kung, non era altro che un profeta come gli altri. Avrei dovuto conservare quella copia di “Avvenire”, in questi giorno sarebbe stato utile rileggere quelle parole.

    1. Caro Mino,

      neppure io ho quella copia di Avvenire, ma non importa. Se può esserle di aiuto la mia testimonianza posso darle due diverse conferme.

      Primo, ciò che lei riporta di Vittorio Messori circa quell’intervista è un fatto che corrisponde a pura verità, ebbi modo di scambiare opinioni anni fa con il diretto interessato a tal proposito.

      Secondo, il Venerabile Padre Divo Barsotti, che fu molto legato ad Hans Urs von Balthasar negli ultimi periodi di vita prima della morte di questo grande teologo svizzero, in un colloquio privato avvenuto a Casa San Sergio, in Settignano di Firenze, nell’ormai lontano 2002, proprio parlando dei teologi che non erano più, non tanto non cattolici, ma proprio non cristiani, mi indicò come paradigma Hans Kung, di cui misi anzitutto in luce le sue profonde e indubbiamente straordinarie doti intellettuali e speculative.

      Questo quanto posso confermarle per conoscenza diretta.

      1. Sicuramente ha fatto un regalo a molti nostri lettori con l’invio di questo link.
        Tante grazie!

    1. Signor Fabio Grazie per il Link. Ottimo articolo di “INformazione Cattolica”. Cit. “…il postulato del modernismo più spinto, cioè la Verità rimane ma viene adattata ai tempi in cui viviamo. a seconda delle circostanze di vita, delle culture.” Beh, hanno propio ragione, oggi la linea seguita dalla Chiesa Cattolica è propio questa purtroppo. Laudetur Iesus Cristus e Ave Maria a tutti i presenti 🙏

    1. Dovrebbe domandarlo a quelli della Congregazione per la Dottrina della Fede, oppure ai membri della Commissione Teologica Internazionale, loro sono in grado di risponderle

  5. A parte il Can. 1404, dubito che i mediocri mordano la mano di chi li nutre: per questo la domanda l’ho fatta qui!

  6. Lo stesso mi diceva dei due un altro “eretico”, persona perbene, teologo intelligente (non però nella scelta degli allievi arcivescovi) e ospite delizioso nel più bel palazzo di Catania.
    E.S.

  7. Reverendo Don Ariel, non capisco il nesso tra Hans Kung e il Cammino Neocatecumenale e quali sarebbero le eresie di ritorno di suddetta realtà ecclesiale?Eresie di ritorno poi in che senso?Ha scomodato addirittura Ario, Pelagio, la trovo una esagerazione.Ario sosteneva che la natura del figlio ,fosse inferiore a quella del padre, negava la natura divina di Cristo, Pelagio invece sosteneva l’inutilità della grazia, affermava che era sufficiente la volontà umana per salvarsi, dove vede il nesso con il Cammino Neocatecumenale?Non è il primo che accusa il Cammino, ma simili accuse sono nuove non le avevo mai sentite.Addirittura accostare il Cammino a Hans Kung mi sembra piuttosto improbabile come cosa.Lei sa bene come dare visibilità ai suoi libri, ma sinceramente mi sembra abbastanza maldestro come tentativo.

    1. … credo sia lei che prima di scomodarsi a scrivere questi commenti che non stanno né in cielo né in terra, dovrebbe prendere il mio libro, che sono 290 pagine, leggerlo e poi criticarlo nel merito, smontando pezzo per pezzo ciò che non tanto sostengo, ma che dimostro con una ineccepibile documentazione.
      In caso contrario, lei si lancia a parlare, criticare ed emettere giudizi su qualche cosa che non conosce ma soprattutto su un lavoro di cui ignora totalmente i contenuti.
      E tutto questo, le sembra per caso anche serio?

      1. Caro Don Ariel, sto commentando quello che lei ha scritto, non invento nulla. Ha chiamato in causa gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale, in un articolo che tratta di Hans Kung, mi sfugge il nesso , le sarei grata se lo chiarisse.Li ha accusati di essere ariani e pelagiani, accuse alquanto bizzarre ,che non trovano riscontro in alcun documento ufficiale della Chiesa. Dice di avere dei documenti?La prego di mostrarceli e dato che è noto che la Chiesa ha approvato il Cammino e le sue catechesi, benchè lei ritenga questa approvazione solo un atto amminsitrativo, affermazione assai discutibile e fallace, rimane pur vero che la Chiesa non dispensa “atti amministrativi” a cuor leggero e senza ragione.Se vuole essere così gentile da rendere pubblico il suo libro e gratis, io e la la Chiesa le saremo grati, se sarà utile a far luce su qualche aspetto ancora forse oscuro. Per parte mia non ho intenzione di comprarlo, in questi tempi di ristrettezze e di crisi, preferisco destinare la somma a scopi molto più utili. Spero che questo libro non sia il solito pamphlet o solo sue elucubrazioni, ne sarei molto delusa.Grazie

        1. Gentile Signora,

          non finga di fare la gentile e la carina, perché lei è semplicemente una attaccabrighe non in grado di comprendere neppure quello che legge ma che presume però di commentare, ciò non perché vuole affatto capire – cosa che non le interessa affatto – ma perché vuole solo attaccare.

          Con me che le parole le so usare forse meglio di lei, soprattutto sul piano della logica, della metafisica e anche della retorica, non si può giocare andando a manipolare i testi e affermando

          «sto commentando quello che lei ha scritto […] ha chiamato in causa gli iniziatori del Cammino Neucatecumenale»

          Lei non ha assolutamente letto quel che ho scritto, lei sta tentando di manipolare quel che ho scritto, mostrando appunto di non essere neppure in grado di commentare ciò che realmente è scritto nell’articolo, ossia quanto segue:

          «Spesso ho fatto richiami ad Hans Küng, di recente anche in un mio libro dedicato a due celebri eretici di piccolissimo taglio: Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale, un vero e proprio concentrato di eresie di ritorno. Il tutto con una differenza formale e sostanziale: gli eretici sono da sempre menti superiori e molto brillanti, basti pensare a un Ario o a un Pelagio. Contrariamente ai due bohemiens spagnoli che fecero scadere persino l’eresia, da sempre appannaggio delle menti più eccelse. E proprio in questo mio libro intitolato La setta neocatecumenale. L’eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi, torno a usare questo celebre teologo come paradigma […]»

          E più avanti scrivo:

          col correre del tempo, è accaduto che il primo è diventato un pericoloso eretico e il secondo Sommo Pontefice [brano tratto dall’opera citata, pag. 43-44, I ed. Roma 2019, Edizioni L’Isola di Patmos].

          Cosa vuol dire questo, con tanto di citazione all’opera e richiamo alle pagine riportate? Vuol dire che sto citando il passo di un libro all’interno del quale sono contenute le mie dettagliate analisi, documentazioni e prove. Pertanto, se lei non legge questo testo dettagliato che si articola in 290 pagine, potrà fare solo la parte della povera sprovveduta che convinta di essere furba e di cogliere tutti quanti in castagna – avendo come neokatekika perlomeno cinque o sei marce in più come dono del tutto speciale dello Spirito Santo – esordisce affermando

          «mi sfugge il nesso, le sarei grata se lo chiarisse»

          Ma io ho chiarito tutto, bene e a fondo in un libro, è lì che sono raccolte documenti e prove, se lo legga e la smetta di fare domande capziose che possono indurre a dubitare della sua stessa umana intelligenza.

          Per quanto riguarda l’invito a rendere il mio libro pubblico e gratis, come lei esorta, le domando, con un velo di misericordiosa pena: a voi Neocatecumenali, le decime, ve le fanno pagare gratis? Le opere faraoniche che avete costruito in giro per il mondo, inclusi un centinaio di seminari, con quali opere a gratis li avete realizzati? Perchè vede, un neocatecumenale che parla di mettere a disposizione gratis qualche cosa o di dare gratis il frutto di un duro lavoro, è davvero equiparabile a Ilona Staller che tiene lectiones magistrales sulla castità. Cosa quest’ultima che, senza pena di umano ridicolo, possono fare solo i seguaci di Kiko e Carmen.

        2. Carissima Sara. Leggo sempre con interesse tutto quello che qui viene scritto. Ho capito bene lei che cosa dice e sono sicuro che padre Ariel prima o poi le risponderà ancora. Io per la verità, e lo voglio dire a tutti a partire da padre Ariel, essendo io il Re degli scettici, negli anni passati e fino ad ora ho provato a capire leggendo di qua e leggendo di là, e in passato ho frequentato alcuni amici del “Rinnovamento nello Spirito” a parte i Cristiani Cattolici, e ho frequentato anche gli Evangelisti e anche i Testimoni di Geova. Ho alcuni miei parenti che da due tre decenni fanno parte del Movimento Neocatecumenale. Ora sono quasi vecchio, e posso dire che se Dio esiste, e spero che sia così, resta il fatto che la Fede è la cosa più importante e che nessuno ha la verità in tasca, ognuno la racconta a modo suo… Ma credo io, che i testimoni di Geova sono quelli che più si sono documentati e poi sono sorridenti, e si farebbero uccidere ma non sconfessare, credo siano documentati anche per quanto riguarda lo studio della Bibbia. Insomma tra tutte le campane che ho sentito, le loro mi sembrano suonare meglio. Io non ricordo padre Ariel che cosa pensa di loro, so che dice che i Neocatecumeni sono un Cancro nella Chiesa, questo me lo ricordo bene, ma che cosa pensa dei Testimoni di Geova non ricordo .. Sono molto curioso nonostante la mia età, ho visto tantissime conferenze di Mauro Biglino, ed anche se mi è simpatico non è che Mauro mi abbia convinto di qualcosa. Mi è chiaro che chi crede ci crede e basta, indipendentemente da tutto ció che vorrebbero insegnarci tutti.

  8. Alla Redazione dei Padri dell’Isola di Patmos

    Diversi giorni fa, a proposito del discusso teologo, di cui conosco qualcosa a livello di parole crociate, osai domandare cosa ci fosse di eretico nel rigettare “decisamente l’idea (stabilita dal Concilio di Trento e ribadita da Paolo VI), che Adamo ed Eva siano esseri umani realmente esistiti, e che tutto il genere umano abbia avuto inizio da Adamo”

    Con i modesti mezzi, offerti della mia cultura-passione sul tema, in poche rigje ho voluto sottolineare come la mente degli uomini che ci hanno preceduto nell’alta prestoria, oltre a essere una mente raffinatamente simbolica, oltre a esprimere delle fondamentali intuizioni religiose (Julien Riers), era anche una mente straordinariamente tecnica (con i mezzi di allora naturalmente) come ci mostrano le pitture rupestri orodotte e l’eccezionale numero di strumenti musicali di queste epoche lontanissime (fluati a scala pentatonica) che sono ben anteriori alla indifendibile cronologia biblica. Tali straordinarie capacità si rivelano anche nel nostro cugino sapens, ossia il neandertal (ma ci si potrebbe spingere all’H. erectus) che a buon diritto dovrebbe occupare il posto dell’Adamo michelangiolesco nella cappella Sistina
    Ora non contesto al moderatore di cassare gli interventi non graditi e quindi accetto la decisione di silenziarmi, tuttavia il tema posto incidentalmente dal teologo mi sembra tutt’altro che secondario per la comprensione del nostro tempo e, forse, la posizione di Hans Kung sul monogenismo, perscomoda che sia, andrebbe seriamente discussa al di là…

    1. Caro Antonio,

      lei ha postato un commento diviso in tre pezzi inviati separati che la redazione non è in grado di attaccare assieme, anche perché alla fine di ogni commento mancano alcune parole.
      Dovrebbe inviarceli attaccati.

    2. Revendo Don Ariel, noto che non mi pubblica e mi ha dato una risposta particolarmente piccata e nervosa e non capisco perchè.Credo di essermi espressa in modo rispettoso ed educato, quindi non capisco il suo atteggiamento.Mi sembra di aver posto delle domande semplici, se non vuole rispondere è libero di farlo, però mi sembra un comportamento poco trasparente, che non giova certo alla sua credibilità.Ha diritto a pubblicare i suoi libri e di criticare il Cammino, spero però voglia riconoscerci lo stesso diritto a criticare e a manifestare il nostro dissenso rispetto quanto esprime.Converrà che i suoi libri, non sono certo il “Vangelo”, sono, con tutta probabilià, l’espressione della sua opinione personale, rispettabile quanto si voglia, ma pur sempre una opinione su tante, non è certo l’assoluto, nè lei è detentore della “verità”. Accusa il Cammino di eresia, ha diritto di farlo, però dovrebbe provare quanto dice, con documenti inoppugnabili, altrimenti quanto afferma non è credibile. Se ha documenti li mostri altrimenti è inutile parlarne, se come dice dimostrano qualcosa, le invii alla Cong.per la Dottrina della Fede, la Chiesa le sarà grata. Diversamente non posso che pensare che siamo di fronte alle solite bufale o illazioni, menzogne o addirittura calunnie , o un artificio di bassa lega,per dare visibilità ai propri libri. Con il suo atteggiamento crea tutte le condizioni e premesse, per non comprare il suo libro e relegarlo tra quelli da non leggere.Buona domenica.

      1. La smetta di ribadire senza rispondere, secondo lo stile classico e consolidato dei Neocatecumenali, conosco benissimo questo stile.
        Se uno vi risponde nel merito e vi inchioda con affermazioni e domande precise, voi cambiate discorso e attaccate la persona per cercare di metterla nella condizione di doversi difendere dalle vostre accuse menzognere, quindi sviate il discorso.
        Con me, questo gioco non attacca.
        Inoltre lei è pure bugiarda quando afferma:

        «noto che non mi pubblica»

        Tutto ciò che ha mandato è stato pubblicato, quindi lei mente.

        Inoltre lei afferma:

        «i suoi libri, non sono certo il “Vangelo”».

        Verissimo! Adesso però risponda: e le catechesi di Kiko e di Carmen che cosa sono? Non sono forse, per voi, il soffio dello Spirito Santo che parla attraverso le loro bocche? Mi dica … mi dica … chiunque parla – e possiamo essere d’accordo – è opinabile e contestabile, bene. E quando Kiko e Carmen, per anni, nelle loro catechesi, hanno affermato, scritto e diffuso tra i mega-catechisti affermazioni gravemente eterodosse, possiamo dire che le loro catechesi «non sono certo il “Vangelo”».

        Risponda a questa domanda: risponda, risponda, risponda! Non cambi discorso lanciando altre accuse: risponda! Le catechesi di Kiko e Carmen, sono la voce più pura e cristallina dello Spirito Santo, si o no?
        Risponda!

        1. Una strategia intelligente per rispondere ai neocatecumenali potrebbe essere far notare come idiozia ed ignoranza non siano vietate dallo Statuto – approvato dalla Chiesa! – e dunque chiunque neghi che il Cammino sia idiota e fondato su falsi presupposti teologici, liturgici e storici, è eretico e contesta l’autorità ecclesiastica.
          Ciò che non è espressamente proibito è approvato. Così ripetono come un mantra.
          E siccome l’idiozia non è proibita, è da considerare approvata dalla Chiesa.

  9. Beh li devo spezzare in tre parti perchè non mi bastano 1600 caratteri, stavolta pensavo d’aver fatto bene rispetto alla volta precedente, Forse mi manca un’istruzione per capire il da farsi
    In ogni caso la sintesi pubblicata è sufficiente a far comprendere il senso del mio dire.
    Approfitto per correggere alcuni refusi (vedo poco e mi ostino a non operarmi)

    Con i modesti mezzi, offerti della mia cultura-passione sul tema, in poche rigje ho voluto sottolineare come la mente degli uomini che ci hanno preceduto nell’alta prestoria, oltre a essere una mente raffinatamente simbolica, oltre a esprimere delle fondamentali intuizioni religiose (Julien Ries), era anche una mente straordinariamente tecnica (con i mezzi di allora naturalmente), come ci mostrano le pitture rupestri da loro prodotte e l’eccezionale numero di strumenti musicali provenienti da queste epoche lontanissime (flauti a scala pentatonica) che sono ben anteriori alla indifendibile cronologia biblica. Tali straordinarie capacità si rivelano anche nel nostro cugino sapens, ossia il neandertal (ma ci si potrebbe spingere all’H. erectus) che a buon diritto dovrebbe occupare il posto dell’Adamo michelangiolesco nella cappella Sistina …
    Il tema è quindi questo: perchè l’ufficiale monogenismo non può essere contestato da Kung o chicchessia?
    NB L’evoluzionismo non è da me chiamato in causa, visto che Neandertal, Denisova e Sapiens sapiens si sono incrociati tra loro e quindi hanno convissuto

  10. Caro Don Ariel non sono io a dover rispondere, il libro lo ha scritto lei.Mi ha inchiodato?Veramente non me ne sono accorta, quando lo avrebbe fatto?Se per cortesia vuole spiegarmi quali accuse menzognere le avrei fatto, le sarei grata?Ho detto che non mi pubblica ed è vero, non ha pubblicato tutto quello che ho scritto, ha censurato un mio intervento. Lei mi attribuisce affermazioni che non mi appartengono e ripete grossolanamente ,i soliti clichè, triti e ritriti e consunti, dimostrando una grande approsimazione e rozzezza di metodo.Ripete i soliti luoghi comuni, ormai smentiti migliaia di volte e lo fa perchè non sa rispondere.Quello che io penso delle catehesi di Kiko e Carmen è secondario, ma non penso certamente quello che lei riporta, a dire il vero non ho mai conosciuto nessuno del Cammino che lo pensasse nè dire le sciocchezze che ha riportato Non cerchi di alzare cortine fumogene, spostando il discorso stiamo parlando di lei, non degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale. Quali sarebbero poi queste catechesi eterodosse che sarebbero state diffuse ai catechisti?Ha per caso notizia di qualche censura o intervento da parte della Cong.per la Dottrina della Fede o qualche condanna delle catehesi di Kiko e gli iniziatori del Cammino?A me non risulta, ma se lei ha documenti in questo senso li pubblichi o altrimenti sono calunnie.Oppure ,come penso, sono sue speculazioni, suoi punti di vista personali che rispetto ma non condivido.Spero che non abbia la presunzione e la sfrontatezza di sostituirsi alla Congregazione per la Dottrina della Fede.Pubblichi se può.

    1. Si rende conto che lei sfugge a ogni risposta nel merito, cambia discorso e solleva altre questioni?
      E nel farlo, si sente pure furba e dotata di particolari ispirazioni pneumatologiche, questo è l’elemento tragico che caratterizza lei e quelli come lei.

      Domandi a un qualsiasi psichiatra come si chiama questo suo modo di agire che denota anzitutto una predisposizione ad alterare anche gli elementi più evidenti e palesi della realtà, mediante incessanti tentativi di manipolazione dei dati reali e di sviamento da precise domande che le sono state poste con ineccepibile chiarezza.

      E’ tutto contenuto qui, in ordine cronologico, basta che legga quello che ha scritto, ciò che le ho risposto e chiesto, quindi come ha sempre e di prassi replicato negando risposta, cambiando discorso e sollevando tutt’altre questioni.

      Lei polemizza per il gusto cieco di polemizzare, poi, quando le viene risposto smontando ciò che di falso sostiene, a quel punto ribatte non rispondendo alle domande precise che le sono state rivolte, cambiando discorso e sollevando altre questioni. E se qualcuno le fa notare che non ha risposto e che ha cambiato discorso, lei torna all’attacco non rispondendo e cambiando discorso per l’ennesima volta.

      Signora, glielo dico con il cuore affranto del pastore il cura d’anime: lei è veramente una persona profondamente e seriamente disturbata a livello psicologico che come tale necessità di un bravo direttore spirituale per quanto riguarda la sfera spirituale e di un bravo psicologo per quanto riguarda invece il suo aspetto psico-comportamentale bisognevole di cure e supporti.

  11. Il Padre Ariel non ha certo bisogno di appoggi da parte di nessuno, tantomeno da parte di un tepido cattolico come me. Tuttavia leggendo i continui attacchi che gli vengono rivolti, in specie dai neocatecumenali, mi permetto anch’io di testimoniare.

    Frequentando, per vari motivi, sempre in punta di piedi ma con attenzione, le chiese, ho incontrato sacerdoti veramente Santi, tanta gente qualsiasi con storie di vita incredibili che potrebbe scrivere libri. Ma anche un numero preoccupante di pazzi da manicomio iper-attivi in sette, congreghe, tribù e fazioni, tutti accumunati da una irrefrenabile competitività divisiva. Questi ultimi sembrano poi i veri padroni della scena: nei c.d. consigli, nel volontariato, negli affari economici, nei giornali, nella Caritas ecc.. Forse è un male antico dal quale non ci si riesce a liberare, ma ne esce una chiesa frammentata piena di confusione e conflitti. Sembra quasi che ci siano varie specie e sottospecie di cattolico. Non mi pare che l’insegnamento di Cristo andasse in quella direzione.

  12. Scusi Don Ariel, ma lei scherza o parla seriamente?Scrive un libro nel quale accusa gli iniziatori del Cammino , di essere eretici, ha affermato che il Cammino è una setta protestante ebraica, sostiene inoltre di avere prove del fatto che Kiko e Carmen sarebbero pelagiani e ariani, le ho chiesto le prove di quanto afferma , non solo non ha risposto ,ma sta anche aggredendo e offendendo, poi sarei io ad avere bisogno di uno psichiatra?Ma lei come ragiona?Il libro non l’ho mica scritto io, lo ha scritto lei, lo ribadisco, è lei che ha il dovere di dimostrare le sue affermazioni, non io.Non debbo rispondere proprio a nulla , a parte che le ho anche risposto, mentre lei non ha risposto a nulla e tenta di divagare. Non ha argomenti e quindi offende, aggredisce, dimostrando veramente uno scarso livello intellettuale. Ripeto la domanda spero mi risponderà: Lei sostiene che il Cammino sia una setta protestante ebraica, questa è una sua opinione personale o è una affermazione basata su criteri oggettivi o su qualche documento magisteriale ?Può mostrarci qualche condanna della CDF o di altra Congregazione Romana, che confermi le sue accuse?Per parte mia faccio riferimento a S.G.P.II il quale defini il Cammino:Itinerario di formazione cattolica… Altri due Papi hanno incoraggiato il Cammino e lo hanno considerato positivamente, gli Statuti sono approvati dalla S.Sede e il direttorio catechistico anche.Ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole, ma per me conta ciò che la Chiesa e il Papa stabiliscono, il resto sono chiacchiere al vento che non hanno alcun senso.

    1. «le ho chiesto le prove di quanto afferma, non solo non ha risposto, ma sta anche aggredendo e offendendo»

      Signora,

      lei è veramente molesta oltre i limiti dell’umana decenza. O come suo dirsi: ma lei “ci è” oppure “ci fa”?
      Io ho scritto un libro dettagliato e lei – con spirito da stalker professionista – seguita a scrivere che vuole le prove?
      Lei reclama le prove?
      E dove dovrei dargliele, qui in un forum di discussione con quattro parole?
      Mi dica: per quale motivo secondo lei avrei scritto un libro? Non pensa che lo abbia scritto proprio per raccogliere e fornire le prove articolate in 290 pagine?

      Sia gentile, la smetta con questa pantomima, non sia ridicola e soprattutto non sia molesta sino a questi livelli. Lei sta infatti ridicolizzando se stessa e dimostrato all’atto pratico in che modo certi settaristi attaccano briga, non rispondono e cambiano discorso a ogni domanda ragionevole che gli viene rivolta.

      1. Don Ariel, scusi se mi permetto, ma forse l’unica soluzione per uscire da questo impasse e mettere il suo libro in vendita con lo sconto del 50% 😂😂😂 Mi scusi…
        🙏🙏🙏

        1. Non è possibile.
          E poi chi le paga, le spese di stampa e di distribuzione?
          Il 60% del prezzo di copertina è assorbito dalla spese.

  13. Caro Roberto ma quali attacchi?Sto ponendo solo delle domande sul suo libro.Ma Don Ariel non risponde purtroppo.Secondo me sul Cammino Neocatecumenale si sbaglia ed ha preso una cantonata, se questo significa attaccarlo mi sembra veramente ridicolo.Non si possono esprimere dubbi sulle sue affermazioni perchè si senta attaccato?Mi creda nessuno vuole attaccarlo, vogliamo solo capire dove vuole arrivare e cosa dice.Voglio sperare che le sue critiche siano mosse da buona fede e non da altri interessi.

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