L’insostenibile leggerezza dell’essere. Un articolo comico imperdibile su “La Nuova Bussola Quotidiana” circa la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre

— attualità ecclesiale —

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE. UN ARTICOLO COMICO IMPERDIBILE SU LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA CIRCA LA NASCITA DI GESÙ CRISTO IL 25 DICEMBRE

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In questo cammino di Avvento, i Padri de L’Isola di Patmos augurano di poter giungere al mistero di un Natale profondamente meditativo, in questo momento storico-sociale molto difficile, lasciando ad altri tutte le limitatezze che invece potrebbe comportare un natale politico-polemico. Il problema è che purtroppo – e non è la prima volta – La Nuova Bussola Quotidiana rischia di confondere il Santo Sepolcro di Cristo con il sepolcro di Giulio Andreotti, questo è il loro vero problema di fondo!

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Dal Jesus Christ Superstar del 1973 eccoci giunti all’androgino Jesus Christ Photoshop del 2020, con occhio azzurro, labbra carnose sensuali, tratti femminei e via a seguire. Gesù Cristo era «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 44, 3), non il più effeminato tra i figli dell’uomo, come lo raffigurano oggi certi fideisti blasfemi e certe languide pinzochere esaltate.

Come accade ciclicamente, la nostra redazione è stata impegnata a lavorare i nuovi libri in uscita a giorni prima di Natale, per offrire ai nostri Lettori tre lavori di pregevole narrativa. Dopo un periodo di silenzio riprendiamo oggi la nostra piena attività pubblicistica partendo da qualche cosa di “leggero”, si fa per dire! Per seguire nei prossimi giorni con articoli di ben altra levatura, già redatti dai Padri de L’Isola di Patmos.

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Il fatto: un editorialista de La Nuova Bussola Quotidiana oggi si cimenta a spiegare che la data della nascita del Verbo di Dio fissata al 25 dicembre è reale [vedere articolo, QUI]. Purtroppo perdendo di vista che per noi cattolici, il dato storico unito al dato di fede, non è costituito da una “data tradizionale” ma dall’incarnazione del Verbo di Dio fatto Uomo: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» [Gv 1, 14].

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Aspettiamoci una seconda puntata nella quale si spiega, alla luce della tradizione popolare-iconografica, che Gesù era alto un metro e novanta, biondo con gli occhi azzurri e che sua madre, la sempre vergine Maria, aveva i tratti di una ragazza di Hannover, proprio come se fosse nata nell’estremo Nord dell’Europa. Ma soprattutto che all’età di appena 16 anni circa – tanti più o meno ne aveva al momento del parto – al suo fianco spicca un uomo, il veneratissimo Patriarca Giuseppe, che di anni ne aveva più o meno 80, come da secoli ci documenta l’iconografia e la tradizione popolare. Senza soprassedere poi su un altro dato storico inconfutabile: in quella zona dell’antica Giudea, quando Gesù Cristo nasceva dal cielo cadeva la neve, in uno scenario simile a quello che possiamo trovare in dicembre a Madonna di Campiglio o a Courmayeur. È infatti risaputo che i pastori giunsero sulle slitte trainate da cani di razza husky e che pochi giorni dopo i Re Magi, che erano dei noti ed esperti sciatori di fondo, giunsero appunto sciando presso la grotta della natività avvolta dalla neve. Che dire: nemmeno quella romanziera invasata di Maria Valtorta giunge a scrivere simili idiozie – che è tutto dire! – quando narra la reale presenza del bue e dell’asino nella grotta, con Gesù deposto dentro la mangiatoia sul fieno e sulla paglia. Insomma: provate a deporre un neonato sul fieno e sulla paglia, poi ne riparliamo a breve, di come finirà ridotta la carne di quella povera creatura neonata.

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La data fissata al 25 dicembre si lega in parte alla tradizione popolare in parte al fideismo. Da sempre sappiamo che il calendario che prende avvio dall’epoca dopo Cristo è sballato di diversi anni per vari errori di calcolo. Il dato innegabile sostenuto dalla storia è la nascita di Gesù Cristo, che nessuno può negare, perché è documentata ampiamente dalle fonti, come lo sono il suo processo e la sua condanna a morte, impresse nelle cronache ebraiche e romane. E in questo secondo caso sì, che abbiamo una data storica certa della sua passione e morte, perché il tutto coincide con Pesach, la Pasqua ebraica, ed è documentato dalle fonti storiche più autorevoli: i Santi Vangeli.

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La data esatta della nascita di Cristo Dio è del tutto irrilevante: quel bimbo è nato veramente ed è il Verbo di Dio fatto Uomo che è morto, risorto dai morti e asceso al cielo. Se la sua vita e la sua morte sono provate in modo certo dalla storia, la stessa prova certa non può essere ovviamente fornita per il gran mistero della sua risurrezione e ascensione al cielo, ce lo spiega coerentemente l’Autore della Lettera agli Ebrei: «La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono» (Eb 11, 1-3).

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A queste spiegazioni, una persona tanto cara e ricca di lodevole fede mi risponde: «Io credo ciecamente a quanto i Santi stessi hanno ricevuto sulla vicenda da Gesù in persona e da Maria in persona, confermando anch’essi che questa data del 25 dicembre non è stata solo simbolica». Le ho risposto che se l’argomento è per un verso complesso dall’altra è semplice per quanto riguarda il discorso dei Santi, delle loro visioni o locuzioni, che ricordiamo non fanno parte del deposito della fede e soprattutto non vincolano i fedeli a una adesione di fede. Così, per meglio chiarire, ho portato l’esempio delle stimmate. Gli stimmatizzati ebbero le stimmate impresse al centro del palmo della mano, benché a Cristo i chiodi non furono piantati in quel punto ma sui polsi. E su questo avrebbe molto da dirci il nostro teologo cappuccino Ivano Liguori nella sua veste di francescano, dato che fu il Serafico Padre Francesco d’Assisi il primo a ricevere questo doloroso dono divino delle stimmate. Perché, dunque, sui palmi delle mani? Semplice, perché Dio è il sommo e divino pedagogo. Da secoli il crocifisso era raffigurato con i chiodi piantati nei palmi delle mani e Dio, donando le stimmate di Suo figlio ad alcune anime elette, si è attenuto a quella immagine conosciuta dal popolo dei fedeli. 

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… il Natale che stiamo rischiando nel 2020

Parlando seriamente tra noi, il nostro teologo domenicano Gabriele Giordano M. Scardocci faceva notare che esistono studi storici, di valenza ipotetico-speculativa, svolti però con rigore scientifico. A partire da alcuni antichi rotoli è stato studiato, nel corso degli anni Sessanta, che calcolando la classe di Abia in cui Zaccaria, marito di Elisabetta e padre di Giovanni il Battista, esercita e officia il culto, si potrebbe anche ipotizzare che Gesù Cristo è nato negli ultimi dieci giorni di dicembre. Però, contrariamente all’articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana, dove le cose si danno storicamente per certe, questi studiosi utilizzano un formulario ipotetico, affermando che a partire da questi dati potrebbe essere possibile ipotizzare questa data del 25 dicembre. Cosa questa ben più onesta sul piano scientifico [Cfr. The Calendar Reckoning of the Sect from the Judean Desert. Aspects of the Dead Sea Scrolls, in Scripta Hierosolymitana, vol. IV, Jerusalem 1958, pp. 162-199].

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In questo cammino di Avvento, i Padri de L’Isola di Patmos augurano di poter giungere al mistero di un Natale profondamente meditativo, in questo momento storico-sociale così difficile, lasciando ad altri tutte le limitatezze che invece potrebbe comportare un natale politico-polemico. Il problema è che purtroppo – e non è la prima volta – La Nuova Bussola Quotidiana rischia di confondere il Santo Sepolcro di Cristo con il sepolcro di Giulio Andreotti, questo è il loro vero problema di fondo!

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dall’Isola di Patmos, 9 dicembre 2020

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About Padre Ariel

Ariel S. Levi di Gualdo Presbitero e Teologo ( Cliccare sul nome per leggere tutti i suoi articoli )

37 thoughts on “L’insostenibile leggerezza dell’essere. Un articolo comico imperdibile su “La Nuova Bussola Quotidiana” circa la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre

  1. Caro Padre Ariel, come lei sa sono poche le cose in cui non concordo con lei; e certamente non entro in campo teologico, in cui mi mancano “lebbasi”. Tuttavia non comprendo la sua risposta alla signora Maria: fatta la necessaria distinzione tra le apparizioni mariane approvate e quelle non approvate, se una mariofania è approvata dalla Chiesa è certamente vera e la Chiesa la approva per opera dello Spirito Santo; e se la Madonna si è presa la briga di apparire, ciò è avvenuto parimenti per opera dello Spirito Santo. Dunque non ho bisogno di un nuovo Credo; e ritengo validissima la domanda paradossale della signora Maria: ma se nessuno ascolta la Vergine, a che pro lo Spirito Santo agisce?

    Certo che le mariofanie non aggiungono niente alla Rivelazione, ma evidentemente vogliono metterci in avviso su questioni importanti che se fossimo bravi cristiani saremmo in grado di comprendere sulla base della Rivelazione e del Magistero; ma per le quali, siccome non siamo bravi cristiani, abbiamo bisogno di un aiutino.

    Che poi troppo spesso queste mariofanie vengano interpretate in modo irrazionale, tanto che se San Tommaso tornasse in terra prenderebbe molti a randellate, anche tra i tradizionalisti, è vero. Che in certi ci sia un atteggiamento sbagliato e morboso nel considerarle pure. Ma il modo giusto di prenderle in considerazione senza ignorarle c’è; c’è per forza, perché – torno al punto di prima – lo Spirito Santo non agisce mai a vuoto.

    1. Gentile Fabrizio Giudici padre Ariel ha un certo piglio nelle risposte e credo che sia un po stanco per certo “apparizionizionismo”. Ma da ciò che io ho capito per lui e credo per la maggior parte dei teologi le apparizioni possono anche essere riconosciute ma ciò che i veggenti dicono di aver saputo dalla Madonna non è detto sia del tutto vero, perché possono capire male o essere condizionati da loro convinzioni, aspettative personali. Questo mi ha da tempo tolto un bel po di speranze riguardo ai tempi che ci aspettano perché almeno prima “sapevo” che la confusione e lo sconquasso che si stanno vivendo nella Chiesa e nel mondo intero tra qualche tempo sarebbero finiti come “previsto ” dalle Apparizioni di La Salette (riconosciute), della stessa Fatima considerato che passati i 100 anni di cui hanno o avrebbero parlato più di un veggente ci sarebbe stata la vittoria di Maria perché “Dio aveva altri piani”. Se ho capito bene secondo padre Ariel rischiamo di aspettare inutilmente…… Buona serata

    2. Carissimo Fabrizio,

      anzitutto è un piacere sentirla e con l’occasione salutarla.

      Il tema è molto delicato da un punto di vista teologico, perché tocca il deposito della fede e al tempo stesso i pronunciamenti della Chiesa che hanno però diversi gradi che molti non riescono a comprendere, forse perché “noi” non spieghiamo il tutto a sufficienza, impegnati come siamo a parlare solo di “migranti” di “periferie esistenziali” anziché istruire il Popolo di Dio nella sana dottrina.

      Il problema non è che la Chiesa si sia pronunciata su apparizioni mariane o messaggi dati a dei veggenti, ma come e con quale “grado” la Chiesa si pronuncia. Perché il pronunciamento è diviso in gradi ben precisi. Esempio: la Chiesa può pronunciarsi per definire un dogma (pronunciamento definitorio o pronunciamento di primo grado che implica l’esercizio del più alto magistero infallibile), può pronunciarsi per definire una nuova disciplina ecclesiastica (pronunciamento definitivo, che non è un pronunciamento infallibile di primo grado che definisce un dogma ma che implica però l’esercizio “di secondo grado” della infallibilità proponendo in modo infallibile un insegnamento o una dottrina). Poi ci sono varie altre forme di pronunciamento che non implicano l’esercizio del magistero infallibile, attraverso le quali possono essere date direttive pastorali e disciplinari che sono modificabili, revocabili, annullabili.

      Le faccio un esempio: alle mie critiche teologiche al Cammino Neocatecumenale (vedere QUI), certi gruppi di ignorantissimi neocatecumenali hanno insistito a replicare con il mantra ossessivo-compulsivo: «La Chiesa ci ha approvati … ci ha approvati! Chi è contro di noi è contro la Chiesa e contro il Sommo Pontefice che ci ha approvati … ci ha approvati!». Inutile spiegare a certe persone chiuse e ottuse che, un atto puramente amministrativo che riconosce un movimento laicale, non è un dogma definito nell’eterno e immutabile deposito della fede che vincola al solenne “credo” i fedeli, ma un atto amministrativo che in qualsiasi momento un Pontefice potrebbe revocare su due piedi.

      Purtroppo, quando questo non è chiaro, i fedeli possono cadere in confusione e conferire rango di dogma a qualsiasi genere di pronunciamento o atto del magistero della Chiesa, sino a mettere sullo stesso piano il mistero della risurrezione di Cristo Dio e le apparizioni e i messaggi dati ai veggenti dalla Madonna de La Salette.

      La Chiesa ha riconosciuto autentiche diverse apparizioni mariane e ha riconosciuto come affidabili e credibili i messaggi della Beata Vergine riferiti da diversi veggenti, ma questo genere di riconoscimento non implica una adesione di fede da parte dei cattolici, che potrebbero essere – dico per esempio – del tutto indifferenti alle apparizioni avvenute a Fatima e riconosciute come autentiche, senza venire in alcun modo meno alla solidità della loro fede. Questo perché, certe apparizioni o rivelazioni, nulla aggiungono e nulla tolgono al deposito della fede.
      Quello che nessun devoto cattolico può fare, è di dichiarare false delle apparizioni o dei messaggi riconosciuti autentici dalla Chiesa.

      La stessa cosa vale per i Santi, ai quali dobbiamo venerazione ma che non siamo obbligati a venerare. Le dirò, ci sono alcuni Santi e Sante che a me lasciano del tutto indifferente, alcuni loro scritti li trovo persino banali e noiosi. Provare questo mi è concesso, entro i limiti del cristiano rispetto. Ciò che mai potrei affermare è che, siccome quel tal Santo non mi ispira simpatia, quindi non è Santo. Questo no, perché la Chiesa lo ha riconosciuto tale, ma riconoscendolo tale, non mi obbliga a venerarlo, semmai mi chiede di rispettarlo come tale, sicuramente non mi obbliga a pregarlo e a chiedere la sua intercessione.

      Purtroppo, con l’avvento di internet e dei social media, è tutto un brulicare di siti e blog che diffondono apparizioni, messaggi profetici, rivelazioni, segreti svelati ma non completamente svelati. Ecco allora i guri pseudo-cattolici internetici che rivelano il vero segreto di Fatima tenuto nascosto dalla Chiesa e via dicendo … e come diceva un’altra Lettrice che le ha risposto, ammetto che tutto questo mi causa l’orticaria come presbitero e come teologo.

      La Beata Vergine Maria, la Immacolata Concezione, la Mater Dei, ha un preciso ruolo nella storia della salvezza o nella cosiddetta economia della salvezza.
      E’ lei la prima, che non desidera essere posta in un ruolo diverso da quello a lei attribuito dalla Divina Maestà.

      1. Padre Ariel, il piacere di risentirla in una risposta diretta è tutto mio. Ne approfitto per porgerle gli auguri di Buon Natale (anche al resto dell’Isola).
        Sono totalmente d’accordo con quello che mi ha risposto. Ma il mio punto era un altro: posto che certamente non *tutti* i fedeli devono sentirsi obbligati ad ascoltare i messaggi di Maria, troverei però paradossale la circostanza in *nessuno* li ascoltasse. A qualcuno devono essere diretti, altrimenti lo Spirito Santo farebbe una mossa inutile. E allora, pur non aggiungendo niente alla Rivelazione, un qualche contenuto deve esserci…

        Maria, la questione dei cento anni è un ottimo esempio: nelle rivelazioni approvate bisogna conoscere il testo approvato e distinguerlo dalle sue interpretazioni. Il lasso di tempo tra il 1917 e il 2017 non è esplicito nelle parole della Vergine, ma è stato così dedotto da terzi. Certo che c’è “apparizionismo”, sia in queste indebite interpretazioni negli episodi approvati, sia nella miriade di episodi non confermati che vengono tuttavia considerati da molti alla stregua dei primi. Ma contrastare l’apparizionismo è una cosa, sottovalutare le apparizioni un’altra.

        Come sempre, l’intervento magisteriale della Chiesa è necessario per evitare che i fedeli si disperdano su strane idee. Diciamo che su questo le gerarchie non sono state impeccabili: prima è stata data molta enfasi a Fatima in relazione all’attentato di GPII (lo stesso papa fu parte attiva di questa enfasi); poi ci fu detto che il Terzo Segreto si era esaurito in quell’episodio; poi Ratzinger/BXVI disse altro…

  2. Anche il professor Talmon dell ‘ Università ebraica di Gerusalemme condivide la tesi del 25 dicembre. Per quanto riguarda Maria e Gesù non saprei se fossero biondi ma i Pheleset (e gli Amorrei) antenati delle popolazioni cananee erano indoariani e così secondo gli studiosi anche Abramo e la sua famiglia, più precisamente erano mitanni, l ‘ aristocrazia dell’ impero urrita (il cui popolo invece era semita). L ‘ Egitto era sotto il dominio degli Hyksos che erano costituiti in parte da elementi indoariani oltre che da tribù semite e che dominarono il Paese per circa 200 anni Secondo alcuni studiosi la cacciata degli Hyksos da parte dei faraoni di Tebe costituirebbe l’ esodo biblico. Secondo il famoso professor Melis, tra il popolo che segui Mosè c ‘ erano centinaia di Shardana, che erano spesso arruolati come guardie scelte del Faraone, essi sarebbero la famosa tribù di Dan che secondo la Bibbia fece ritorno sulle navi, infatti fecero ritorno in quella che era la loro patria, la Sardegna da dove per circa un millennio spadroneggiarono nel Mediterraneo di allora, essi erano l ‘ ossatura per così dire dei famosi Popoli del Mare che distrussero intorno al 1200 l’ impero ittita, I Micenei che pure erano una delle tribù che costituiva la Fratellanza e devastarono l ‘ Egitto. Ancora adesso è possibile vedere palestinesi con gli occhi azzurri. Quindi…..

  3. Secondo il professor Melis tra il popolo di Israele erano presenti migliaia di Shardana,che in Egitto erano arruolati spesso come guardie personali del Faraone secondo il famoso studioso essi erano la cosiddetta tribù perduta di Dan, di cui nella Bibbia si dice che risalirono sulle navi, nella” realta”gli Shardana si recarono nella loro patria, la Sardegna da cui per almeno un millennio hanno spadroneggiato nel Mediterraneo, provocando insieme agli altri popoli della Fratellanza all ‘ inizio del 1200 aC con le loro scorrerie la distruzione dei Micenei( che pure erano loro “fratelli) dell’ impero ittita e la rovina dell ‘ Egitto. Buona serata

  4. Spero di aver capito male la seguente frase: “Se la sua vita e la sua morte sono provate in modo certo dalla storia, la stessa prova certa non può essere ovviamente fornita per il gran mistero della sua risurrezione e ascensione al cielo, ce lo spiega coerentemente l’Autore della Lettera agli Ebrei: «La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono» (Eb 11, 1-3).”.

    In sostanza, lei Padre starebbe affermando che la risurrezione e l’ascensione sono verità di fede non verificabili attraverso strumenti storici e scientifici? E che pertanto quello che è l’argomento principe a fondamento della fede cristiana diventa esso stesso dogma di fede non dimostrabile? Se nel computo delle verità di fede ci aggiungamo, oltre alla resurrezione, anche i miracoli compiuti da Gesù, quale sarebbe a questo punto la prova della veridicità della fede cristiana?

    O ancora intende dire che i Vangeli, essendo scritti letterari “di parte”, non hanno l’autorevolezza per asserire la storicità oggettiva degli eventi “risurrezione” e “ascensione”? E che pertanto le fondamenta su cui si poggia ogni dimostrazione della fede cristiana sono quantomeno dubbie?

    1. Carissimo,

      io ho affermato ciò che ho affermato con rigore teologico e nel farlo davo per scontato di non essere frainteso, delle due l’una: o io mi sono spiegato male o qualcuno ha capito male. Sicuramente dipenderà dalla prima cosa, non lo escludo.

      Faccio ricorso a un altro esempio per chiarire quello che ritenevo di avere espresso con estrema chiarezza parlando della risurrezione e ascensione al cielo come elementi fondanti della nostra fede che non sono scientificamente dimostrabili tanto trascendono l’umano e i principi stessi della fisica.

      Io credo con fede certa e assoluta che quando celebro il Sacrificio Eucaristico della Santa Messa il pane e in vino divengono realmente e sostanzialmente corpo e sangue di Cristo, presente, vivo e vero in anima, corpo e divinità.

      Tutto questo, ritiene possa essere provato con rigoroso razionalismo scientifico?
      Ebbene, io non sono in grado di fornire simile prova, però, se lei conosce qualcuno in grado di dimostrare scientificamente che quel pane e vino sono veramente il corpo e il sangue di Cristo, in tal caso me lo faccia conoscere. Sicuramente sarà anche in grado di dimostrare scientificamente la risurrezione di Cristo e la sua ascensione al cielo.

      1. Caro Padre, la ringrazio per la risposta ma mi permetto di insistere. Quello che contesto è il seguente ragionamento circolare che ho intravisto nella sua frase:
        1) Chi mi dice che la resurrezione (o allo stesso modo i miracoli compiuti da Gesù) è realmente avvenuta? La fede.
        2) Chi mi dice che la fede cristiana è vera? Innanzitutto le dimostrazioni “empiriche” della resurrezione e dei miracoli effettuati da Gesù a prova della sua divinità.

        Se è vera la seconda affermazione (e, dalle mie limitate conoscenze di teologia, mi risulta che lo sia), non può esserlo la prima. Per cui è necessario che la resurrezione (e gli altri miracoli) abbiano una base storica dimostrabile, ovviamente entro i limiti della scienza storica, per di più relativamente a fatti di 2000 anni fa. Nondimeno una dimostrazione empirica ragionevolmente credibile deve esserci, altrimenti la fede rimarrebbe priva di fondamento.

        Nel caso della transustanziazione, il problema non si pone. Questa è una verità solamente di fede, non è necessaria alla dimostrazione della credibilità della fede.

      2. È quello che dico io Padre, la Fede non può essere razionale, non si chiamerebbe Fede se così fosse, se fosse provata tutte le persone si convertirebbero, anzi, forse il termine più corretto sarebbe “Adesione”. Cioè se Dio compare alle, genti, parla e compie opere, il tutto incontrovertibilmente, allora gli uomini, tutte le persone riconoscerebbero in Gesù il Creatore. Sarebbe troppo bello ma così non è… quindi quelle persone che vogliono delle spiegazioni inequivocabili, coloro che desiderano un Apoftegma, cioè una risposta in forma definitiva sono destinate a restare deluse. Perciò è questa la Fede, credere senza averne certezza. Grazie Padre.

  5. In risposta al commento di Maria e poi di Padre Ariel a Maria. Io dico che le parole di Padre Ariel in risposta a Maria sono taglienti ma giuste secondo me. Oggi la fede è davvero creata e sentita a propio gusto e piacimento, capita anche a me, però in questo modo si rischia di perdere la bussola, la via. Non può essere tutto vero e tutto valido oppure al contrario no oppure forse, altrimenti anche nostro Signore Gesù diventerebbe relativo. In attesa di un sempre più necessario Intervento Divino auguro Buona e Santa Domenica a tutti.

    1. “….anche nostro Signore Gesù diventerebbe relativo.”

      Per quale motivo l’attenzione a Maria renderebbe “relativo” nostro Signore Gesù?
      Nel Catechismo della Chiesa cattolica, al n.975, si legge la seguente citazione: “Noi crediamo che la Santissima Madre di Dio, nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in Cielo il suo ruolo materno verso le membra di Cristo..” Non si deve dunque relegare Maria a 2000 anni fa perché la sua premura materna è anche contemporanea.
      Quando si verifica un evento come la lacrimazione di Civitavecchia, un 2 febbraio giornata simbolo per i consacrati, o si tratta di un imbroglio da smascherare, o c’ è la zampa di Satana e bisogna esorcizzare, o se no…..bisogna almeno dirle un’Ave Maria perché ci aiuti a comprendere, senza sbattere altezzosamente e infastiditi la porta in faccia.

      1. Ma come si permette di staccare mezza frase da un discorso articolato per poi imputarmi ciò che mai ha sfiorato neppure di lontano la mia mente?
        Si vergogni, se ha una coscienza cristiana (cosa che dubito), disonesta e fanatica!

  6. “Le suggerisco di modificare il Credo…”

    Come se io rispondessi al Vigile urbano che mi avvicina: “Non ti calcolo perché non sei il Sindaco!”
    In Paradiso ognuno ha il suo ruolo e la sua importanza.
    La Vergine viene a noi (quando viene veramente, questo è il guaio) come profeta, lei che è riconosciuta dalla Chiesa come “Regina prophetarum” oltreché “Regina apostolorum”.
    Dio condivide la sua gloria e i suoi poteri con le anime che ama e che Lo amano, ognuno secondo le sue capacità e i suoi meriti.
    Sarebbe triste se la Madonna “Serva del Signore” venisse a gareggiare in gloria con la Santissima Trinità.
    “Esaminate tutto, ci esorta oggi san Paolo nella Messa, ma trattenete solo ciò che è buono”

  7. Certamente non è dogma il 25 dicembre, e meno che mai è dogma l’ora di mezzanotte, di quale fuso orario poi ? , ma viceversa è certo che non spetta ai ducetti stile ministro Lamorgese e prefetto Di Bari, né ai guitti pseudosatirici a senso unico stile Maurizio Crozza di dirci quando e se e come celebrare il Santo Natale.

      1. E il Papa? Il Papa che fa? Non toccherebbe a lui ammonire e riprendere chicchessia in questo e in altri casi come questo? Il Papa non è il faro della Chiesa? Bah…

        1. Ogni tanto può capitare che il faro abbia bisogno di manutenzione, che le luci fulminate siano cambiate, le batterie di alimentazioni sostituite …

          1. Ha.. Ha.. Ha.. Bravo padre Ariel. A volte è meglio scherzarci su, almeno speriamo si decidano a far sparire quell’obbrobio di Presepe (se così lo si può chiamare) a piazza S. Pietro. Laudetur Iesus Christus e Ave Maria a tutti.

          2. Mi scusi padre Ariel, non ho ben capito il fatto della paglia. Che il Bambino sia stato avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia ce lo dice il Vangelo di Luca, non la Valtorta.. va bene il linguaggio simbolico e tutto, però non mi pare la chiesa abbia mai affermato che la nascita di Gesù a Betlemme così come ci viene raccontata sia una “favoletta” che rimanda a qualcos’altro.. non so eh, magari mi sbaglio

  8. L’articolo mi pare accessivamente aggressivo nei confronti di quanto scritto da La nuova bq. In effetti loro si sono soffermati (alemno per il momento) più sull’anno di nascita, che sul giorno. In ogni caso si conferma anche nel presente articolo che gli ultimi 10 giorni di dicembre potrebbero essere una data plausibile. Quindi non capsico il perchè di tanta polemica… forse è tanto per tentare di alzare l’audience, come mi pare spesso accada.

  9. Riguardo poi al giorno in cui nacque Gesù, i giorni a cavallo tra dicembre e gennaio sono i giorni in cui nascevano gli agnelli (motivo per il quale i pastori pernottavano all’esterno con le loro greggi) che sarebbero poi serviti per la Pasqua: nascono gli agnelli e nasce il Vero Agnello.

  10. Padre Ariel,

    concordo con lei che ci siano testi/fatti/azioni di fronte a cui non valga alcun ragionamento, ma la risposta più saggia, più pertinente e persino più cristiana sia la presa in giro. Tuttavia il testo con cui lei polemizza è molto serio e tecnico, scritto da uno specialista o un accademico. Il testo è ovviamente criticabile, ma un conto è farlo restando sullo stesso piano specialistico, spiegando cosa nel testo sia poco convincente o al limite errato, altro conto è prenderlo in giro, citando cose che il testo non dice (ragazza di Hannover, cani da slitta, ecc.), per poi dire che la tesi sostenuta in effetti è nota agli specialisti e da questi discussa (classe di Abia).

    Padre Ariel, controlli meglio il suo spirito tosco-romano, perché articoli come questo la degradano da teologo a polemista, uno Sgarbi in abito talare di cui non si sente il bisogno.

    1. Caro Paolo,

      ogni critica garbata è sempre pertinente, perché risulterà sempre preziosa per chi la riceve, fungendo da stimolo per quei sani esami di coscienza che ci portano poi a fare i conti con le nostre limitatezze e inadeguatezze umane, sia di pensiero che di parola.

  11. Nella chiesa di San Miniato al monte al tramonto del solstizio invernale attraverso una vetrata penetra la luce del sole languente al solstizio d’inverno e va ad illuminare la figura del Capricorno zodiacale (magnifico ma inedito merletto, perchè lo zodiaco s’apre all’Ariete) che si trova nei pressi dell’entrata. In assenza di foro gnomonico (come altrove) la polarizazione della luce avviene attraverso artifizi architettonici. Il bordo superiore della finestra d’entrata decapita parte della luce e un’altra parte viene identicamente ridotta dalla balaustra che separa i celebranti dai fedeli, realizzando così una vera porta del cielo che si schiude solo per un attimo.
    Questo schema è assai arcaico e risale a una tradizione ben anteriore al cristianesimo tanto che se ne può fissare il dies a quo nell’arcaicissima grotta rupestre di Pair non Pair dove una figura, significativamente denominata Agnus dei, dall’abbé Breuil mostra esattamente il cambio di senso del sole solstiziare, un tema questo che dominerà l’arte rupestre arcaica nell’area franco cantabrica e continuerà nel neolitico.
    Questa fessura intemporale (che in realtà coinvolge da millenni le strutture del sacro) mette in comunicazione il Cielo con la Terra ed è oggetto di una mitologia universale (il mito delle simplegadi) dove un “eroe” o inversamente un “avatar” ascende in un luogo celeste completamente altro o ne discende mettendo così in comunicazione il cerchio del cielo con il quadrato della terraForse la testimonianza architettonica cristiana più completa delle porte celesti è offerta dal prodigioso tempio di San Tomé in Almenno, nella bergamasca, dove sono esattamente individuabili tutte le porte celesti: le quattro solari e le due lunari (i due lununistizi che avvengono ogni 18, 62 anni) e ancora altro. Non a caso Adriano Gaspani, l’archeoastronomo che ha prodotto i rilievi astronomici del sito, ne ha attribuito la paternità a maestranze irlandesi, verosimilmente discendenti di quelle che realizzarono i tumuli locali di Newgrange e Lougcrew e altri.

    Essere indifferenti a tale ancestrale simbolismo mantenutosi intatto nei millenni in sè dell’architettura cristiana sapiente (dove il tempo diventa spazio dice Wagner ) ed è purtroppo indice di modernismo perchè s’è smarrito il simbolo temporale che rende il momento della natività unico (come quello dei due “animali” e della “paglia”) 

    Cristo è stato definito definito solstizio eterno da San Bernardo (credo) un motivo di ciò ci sarà ?
    O no?

  12. Oggi i dotti insegnano che Gesù dovrebbe essere nato all’incirca nel 6 a.C. perché situano la morte di Erode al 4 a.C..
    In rete si legge che la datazione della morte di Erode al 4 a.C. è stata stabilita sulla base di quanto riferisce su di lui Giuseppe Flavio.
    Studiando con un minimo di attenzione quanto scrive Giuseppe Flavio riguardo la morte di Erode, si ricava potrebbe essere morto tra il 3 a.C. e l’8 d.C..
    In “Antichità Giudaiche” Libro XVII:167 si legge che, qualche mese prima della sua morte: “Erode, dunque, depose Mattia dal sommo pontificato. Quanto all’altro Mattia, quello che sollevò la sedizione, lo bruciò vivo assieme ad alcuni suoi aderenti. E quella stessa notte ci fu un eclisse di luna.”.
    Siccome le date delle eclissi di luna si possono ora ricavare facilmente da internet, l’eclisse di luna che risponde appieno alle specifiche descritte da Giuseppe Flavio è quella del 29 dicembre dell’1 a.C.: Erode pertanto dovrebbe essere morto in una data tra il 15 ed il 20 marzo dell’1 d.C..
    Gesù, alla morte di Erode, non aveva ancora compito un anno e mezzo di vita.

  13. Per voi perfino il giorno di Natale è irrilevante, e così negate perfino che Gesù sia nato a Betlemme il 25 Dicembre, che dire ,siete figli del relativismo e così mettete in discussione qualunque cosa. E così a suon di interpretazioni vi siete costruiti un vangelo a misura d’uomo: l’uomo ” moderno “.Sarà, ma io mai come oggi ho nostalgia dei tempi passati, quando sentivo nelle chiese ,( stracolme) un grande silenzio, odore d’incenso e profumo di candele, ma sentivi veramente il senso del sacro, di una fede e un fervore che potevi toccare.

    1. Premesso che lei con le sue parole non esprime fede ma fideismo emotivo fatto di candele e profumi d’incenso, sorvolo e vado oltre …

      O lei non ha letto il mio articolo, o se lo ha letto non lo ha capito, oppure lei è un attaccabrighe a gratis!

      Allora legga il mio articolo e vedrà con quale chiarezza spiego che la nostra fede è legata alla incarnazione del Verbo di Dio, non alla data in cui è nato, che è cosa del tutto irrilevante.

      La nostra fede si fonda sulla incarnazione del Verbo di Dio, sulla sua morte, risurrezione e ascensione al cielo, non si fonda sulla “magica” data del 25 dicembre.

      Detto questo: dare del relativista a un teologo come me, è come accusare la Santa Madre Teresa di Calcutta del reato di sfruttamento della prostituzione minorile.

      1. Caro Padre,

        non sono un esperto e non ho capito se la questione delle stimmate nei Santi è da lei detta in modo ironico oppure se si vuole sottintendere che in realtà, se le stimmate fossero state vere sarebbero dovute apparire sui polsi.

        La questione a parer mio è molto interessante, soprattutto per uno povero di fede come lo sono io. Leggendo i commenti a questo suo divertente e istruttivo articolo, (chissà se gli Husky erano bianco/grigi o bianco/marroni) ho letto che le hanno dato del “relativista”… Mi voglio agganciare a questo sottolineando che la sua affermazione in merito ai Santi, delle loro visioni o locuzioni, lei ha ricordato che queste non fanno parte del deposito della fede e soprattutto non vincolano i fedeli a una adesione di fede, ciò è vero ma mi pare che la Chiesa Cattolica Cristiana vuole che il fedele tenga conto comunque anche della tradizione cattolica e quindi anche dei fatti che hanno riguardato i Santi. Perciò la mia ignoranza mi porta a percepire questa sua affermazione come similare al pensiero protestante. Sbaglio?

        La saluto con 2 Auguri: quello di “Buone Festività Natalizie” e quello di vederla quanto prima a “Dritto e Rovescio”.

        1. Caro Giovanni,

          le rispondo per ordine:

          1. No, il mio esempio sulle stimmate non ha niente di ironico, figurarsi se ironizzerei sugli stimmatizzati che sono stati sottoposti a tremendi dolori fisici. Intendevo solo dire che Dio ha rispettato, nella sua somma e divina pedagogia, la iconografia popolare, che da secoli prima che il Santo Padre Francesco ricevesse, primo nella storia, le stimmate, raffiguravano il crocifisso con i chiodi piantati nei palmi della mani, mentre i crocifissi erano inchiodati con i chiodi conficcati nei polsi. La sacra sindone, che più tempo passa e più da prove sempre nuove di autenticità, porta impressa la figura di un uomo crocifisso con i chiodi conficcati nei polsi.

          2. Le porterò come esempio uno dei diversi fatti e apparizioni, con relativi messaggi, riconosciuti dalla Chiesa, per spiegare cosa significa “riconoscimento” e che cosa esso comporta: le apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima. La Chiesa ha riconosciuto autentiche le apparizioni, in seguito ha anche canonizzato Giacinto e Lucia, oggi venerati Santi, ed ha considerati autentici i messaggi – noti anche come “segreti” – dati dalla Beata Vergine ai pastorelli. Detto questo: quelle apparizioni, autentiche e riconosciute, nulla aggiungono e nulla tolgono al mistero della Rivelazione, né in alcun modo lo perfezionano. Pertanto, per quanto purtroppo sia difficile metterlo in testa a certi fanatici fideisti di non meglio precisata cattolicità, la fede mia e quella di qualsiasi devoto cattolico, può tranquillamente prescindere da quell’evento, che nulla aggiunge, ripeto, al deposito della fede. Pertanto io potrei essere – parlo per esempio – del tutto indifferente all’evento di Fatima, quello che non posso e non devo fare è di negare la sua autenticità, perché la Chiesa lo ha riconosciuto autentico.
          Purtroppo, noi sacerdoti e teologi, dobbiamo combattere, ahimè senza esito, con certe orde di fedeli che vorrebbero imporre visioni, locuzioni e messaggi soprannaturali ricevuti da Santi e Sante, come se fossero una sorta di quinto Vangelo. E quando si cerca di spiegar loro che canonizzare un santo o una santa, non vuol dire trasformare in dogma di fede tutto ciò che ha detto, scritto o percepito, è impossibile farsi ascoltare, perché di prassi reagiscono male e in modo del tutto sconclusionato.
          E le dirò: più e più volte la Chiesa, pur avendo elevato agli onori degli altari certi uomini e donne in quanto modelli di eroiche virtù, al tempo stesso non ha riconosciuto, oppure ha bollato come non autentiche e non attendibili certi scritti o visioni a loro attribuiti. E’ il caso per esempio della Beata Caterina Emmerick, di cui la Chiesa non ha riconosciuto la autenticità delle cosiddette “profezie”. Purtroppo, l’ignorante che della propria ignoranza va prepotentemente fiero, ribatte che se la Chiesa l’ha beatificata, tutto ciò che lei avrebbe detto deve essere per forza autentico. Non è invece così. Nel caso di questa Beata portata come esempio, la Chiesa ha dichiarato che le sue visioni non possono essere considerate autentiche perché sono state manipolate dalla fantasia del loro redattore ed è impossibile stabilire cosa realmente abbia riferito la Emmerick e cosa sia attribuibili invece alla fantasia letteraria di Clemens Brentano.

          3. L’ultima volta sono andato in trasmissione l’8 ottobre, poi ho fatto una registrazione esterna due settimane dopo. Non so quando potrò tornare negli studi di Milano perché con il covid-19, come avrà visto lei stesso, il numero degli ospiti nei programmi è stato molto ridotto e si cerca di evitare che le persone debbano spostarsi a lunga distanza in questo momento. Comunque avrò modo di tornare prossimamente, già mi hanno invitato.

          1. Padre Grazie per la lunga e articolata risposta, Grazie per il tempo che mi ha dedicato Dio gliene renda merito. L’ho vista in Tv l’8 Ottobre e ho visto anche la settimana dopo il suo contributo video. Almeno nell’attesa faccia pervenire alla redazione dei contributi video se possibile. In merito alla questione, lei è stato molto chiaro. Però vorrei dire che, io non ho buona memoria e quindi ora non specifico, ma quando in passato ho approfondito la questione del metodo usato con cui la Chiesa stabilisce se una apparizione è vera oppure no sono rimasto perplesso, deluso, perché credevo in un processo di analisi più articolato e approfondito. Invece in merito alle stimmate sbaglierò, ma io diciamo così, sarei stato più contento se San Francesco o Padre Pio avessero avuto le stimmate sui polsi, perché di fatto è propio sui polsi che sono stati piantati i chiodi a Gesù Cristo (se ci penso mi metto a piangere, scusi). Ma quasi sicuramente io la vedo in questo modo perché sono l’ultimo dei fedeli, sono pari quasi allo zero. Laudetur Iesus Christus.

          2. Nella Sindone si vede un solo segno di uscita del chiodo sul polso.
            Questo non esclude che il chiodo possa essere stato infisso sulla parte bassa del palmo della mano per poi, passando nello spazio tra il capitano, lo scafoide ed il semilunare, fuoriuscire dal polso: con questa inclinazione all’indietro del chiodo, stante un’eventuale foro già fatto nel legno, la mano poteva essere fissata al patibolum senza necessità di ripiegare la punta del chiodo.

          3. “…quelle apparizioni, autentiche e riconosciute, nulla aggiungono e nulla tolgono al mistero della Rivelazione, né in alcun modo lo perfezionano…”

            Io dico – mi perdoni – ma la Vergine ha tempo da perdere? Non sa di essere ininfluente? Perché appare e poi riappare? Forse perché lei stessa fu veggente?
            Oggi si ricorda l’apparizione di Guadalupe a Juan Diego e la “fatica” che la Vergine ha dovuto fare per piegare la durezza del Vescovo. Il prodigio della tilma …i fiori profumati fuori stagione …..
            No, la Vergine non perde tempo ma raggiunge il cuore del popolo scavalcando i “sapienti” e gli “addetti ai lavori” , evangelizzando così gli evangelizzatori.
            Ora, ultimamente, la Vergine di Medjugorje ha lacrimato sangue a Civitavecchia, nelle mani di un Vescovo tanto razionale, ma
            sembra che non importi niente a nessuno….
            Eppure, prima ancora di Maria, fu veggente l’antico padre Abramo, fu veggente Mosè, furono veggenti i Profeti….Li leggiamo durante la Messa definendoli “Parola di Dio”
            San Paolo non fu veggente? Una teologia la sua innestata sulla precedente cultura ebraica ma,
            se non fosse stato veggente, non avremmo avuto l’apostolo e il martire che conosciamo.
            È vero che non è prudente credere a ogni chiacchiera specie in periodi come il nostro, ma temo che non sia prudente neanche chiudere la porta al soprannaturale che bussa irrigidendosi nelle certezze di sempre.

          4. Le suggerisco di modificare il Credo, nella parte in cui si professa:

            Credo in un solo Dio,
            Padre onnipotente,
            Creatore del cielo e della terra,
            di tutte le cose visibili e invisibili.

            Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
            unigenito Figlio di Dio,
            nato dal Padre prima di tutti i secoli:
            Dio da Dio, Luce da Luce,
            Dio vero da Dio vero,
            generato, non creato,
            della stessa sostanza del Padre;
            per mezzo di lui tutte le cose sono state create.

            […]

            Credo nello Spirito Santo,
            che è Signore e dà la vita,
            e procede dal Padre e dal Figlio.
            Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
            e ha parlato per mezzo dei profeti.

            […]

            Ecco, le parti in cui si professa la nostra fede nel Dio uno e trino, potrebbe integrarle a suo piacimento così:

            Credo nelle apparizioni della Vergine di Guadalupe, nella apparizione della Vergine Maria a Fatima, credo nella lacrimazione della Madonna di Civitavecchia, alla Madonna di Medjugorje ma soprattutto ai tremebondi segreti affidati ai “veggenti” dalla Gospa …
            Volendo può anche aggiungere tutto ciò che di meglio crede: il credo nelle visioni avute dai Santi, nelle loro locuzioni interiori, nei loro messaggi profetici e via dicendo a seguire.

            La Chiesa non lo ha mai fatto, però, in questi tempi di grande creatività emotiva, può sempre farlo lei.
            E una volta fatto, può recitarlo.
            Dov’è il problema?
            Io seguiterò a recitare il Simbolo di Fede Niceno-Costantinopolitano (il Credo) dove tutte queste cose non ci sono, perché non costituiscono elementi del deposito della fede e perché nulla aggiungono e nulla tolgono al deposito della fede. Ma questo non vuol dire niente, in fondo oggi, la fede, non è che una questione di gusti e di credenze personali, non le pare?

    1. Caro Sebastiano,

      tante grazie.
      Non conoscevo questo vecchio articolo di Vittorio Messori, che è molto prezioso e che, da quello che ho letto, si rifà proprio alla fonte che ho citato alla fine.

      Un caro saluto e un caro augurio

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