Gabriele Giordano M. Scardocci
Of the Order of Preachers
Presbyter and Theologian

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The meek is not a sheep but a lion, an eagle that has received the gift of the strength of the Holy Spirit

Homiletics of the Fathers of The Island of Patmos

THE MITE IS NOT A SHEEP BUT A LION, UN’AQUILA CHE HA RICEVUTO IL DONO DELLA FORTEZZA DELLO SPIRITO SANTO

 

Quando viviamo le beatitudini entriamo nella maestria di Gesù: we are men and women made in the image of the Son. Small Trinitarian images. Questa è la sfumatura teologico–antropologica delle beatitudini. Allo stesso tempo fa scorgere il traguardo che tutti i figli di Dio, noi credenti prendiamo insieme in quanto comunità e in quanto Chiesa.

 

Author:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.

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Comunione dei Santi

Qualche anno fa uscì un bellissimo film con il compianto Sean Connery: Scoprendo Forrester. È la storia di Jamal Wallace, un giovane ragazzo nero del Bronx che fa amicizia con un anziano scrittore, William Forrester, che saprà donare tanti insegnamenti importanti a Jamal, perché saprà cogliere nel ragazzo dei doni e delle potenzialità. Jamal riconosce a Forrester una certa maestria. E anche il grande dono di saper valorizzare le sue capacità.

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This story ci aiuta a introdurre il Santo Vangelo di oggi nel quale Gesù, divino maestro, insegnando le beatitudini, ci permette di diventare santi in modo personale e al tempo stesso in modo comunitario. Nel brano evangelico Gesù decide di salire su un monte. Esattamente come aveva fatto Mosè pronunciando i suoi grandi cinque discorsi. Si siede e prende una posizione di maestro:

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«Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro».

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Essere seduto sul monte ha un significato importante nell’immaginario di chi vedeva e osservava questa scena. Salire e sedere sul monte è una sorta di plastica raffigurazione del salire e sedere in cattedra, in modo importante e solenne, nel corso del quale Gesù espone la Great Charter del suo insegnamento: le Beatitudini.

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Il manifesto della vita di ogni discepolo, credente e apostolo di Gesù, si vive nella pratica della virtù che poi ha come traguardo proprio le beatitudini. On one side, so, l’introduzione del primo versetto è chiara e importante. Gesù si siede ― from the throne, diremmo oggi ―, prende la parola e insegnando li ammaestra. Rende partecipi le folle di una conoscenza divina e spiega i criteri sui quali Dio stesso giudica e agisce. Le beatitudini sono infatti il dono di Dio all’uomo e alla Chiesa.

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Quando viviamo le beatitudini entriamo nella maestria di Gesù: we are men and women made in the image of the Son. Small Trinitarian images. Questa è la sfumatura teologico–antropologica delle beatitudini. Allo stesso tempo fa scorgere il traguardo che tutti i figli di Dio, noi credenti prendiamo insieme in quanto comunità e in quanto Chiesa. Viviamo le virtù e le beatitudini come fratelli. Questa è al contempo la sfumatura teologico–ecclesiale. Dunque Gesù espone il progetto per l’uomo e per la Chiesa: the Great Charter delle beatitudini tramite cui tutti possiamo diventare santi.

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Le beatitudini narrano qualcosa di un cammino verso una via di perfezionamento dove tutti brilleremo e saremo immagine di Dio per gli altri uomini. Ma proviamo a commentare una sola delle beatitudini, che penso sia maggiormente da riscoprire in questo tempo: «Beati i miti, perché erediteranno la terra». Obviously, il “mito”, non è la rockstar, il calciatore, l’attoreneanche una narrazione eroica e degna di epicità. Qui Gesù intende il mite come colui che non ha una condotta molesta, che non aggredisce, che sa amare senza invadere la libertà e prendere i doni del prossimo, ma soprattutto senza invidiare i doni del prossimo, dando corpo a quel peccato terribile che è l’invidia della grazia altrui. Il mite è colui che vive la virtù della fortezza e si mantiene calmo nelle situazioni angosciose. Or to clarify: il mite non è una pecora ma un leone, un’aquila che ha ricevuto il dono della fortezza dello Spirito Santo che rafforza la fermezza d’animo. In tal modo i miti, nella loro fortezza, erediteranno la terra. Perché la terra è il segno vitale. È il luogo dove lo Spirito penetra per rendere fecondo il raccolto. Quindi ereditare la terra vuol dire avere un animo in grado di accogliere lo Spirito Santo e fare grandi opere di amore e di tenerezza verso il prossimo.

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In questo tempo di grandi tensioni e polarizzazioni di idee e di opinioni, dov’è molto facile arrivare allo scontro verbale, specialmente sui social media che brulicano di anonimi leoni da tastiera, ma anche nella vita reale, chiediamo al Signore proprio questo: di riscoprire la mitezza. O come scriveva Chilone, uno dei sette saggi spartani:

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«Se sei forte, sii mite e pacifico, in modo che chi ti sta vicino abbia rispetto di te più che paura».

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We ask the Lord la grazia di vivere le beatitudini in un tempo di grande incertezza, mostrandoci radicati al Suo Amore e diventare santi del nostro tempo, cioè delle piccole stelle nel cielo tenebroso del nostro tempo, proprio come scriveva uno dei nostri più grandi poeti italiani, Dante, Canto XXXIII in Paradise: «L’amor che move il sole e l’altre stelle».

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Santa Maria Novella in Firenze, 1November 2022

nella Solennità di Tutti i Santi

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NOTE

Dal film Un americano a Roma al nuovo film Un romano a Firenze — Padre Gabriele è stato trasferito dal Convento romano di Santa Maria Sopra Minerva a quello fiorentino di Santa Maria Novella, dove i nostri Lettori che vivono in quelle zone della Toscana lo possono reperire.

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Staff Blog

Father Gabriele

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News from the Dominican Province Roman: visit the official website of the Dominicans, WHO

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The Fathers of the Island of Patmos

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The angelologist Marcello Stanzione again snatches Saint Hildegard of Bingen from the clutches of modern shamans

L’ANGELOLOGO MARCELLO STANZIONE STRAPPA NUOVAMENTE DALLE GRINFIE DEI MODERNI SCIAMANI SANTA ILDEGARDA DI BINGEN

 

Quella di Ildegarda è stata una figura straordinaria quanto poliedrica. Over the course of her long life she has worked from philosophy to poetry to dramaturgy, dalla musica alla cosmologia alla erboristeria curativa. Ebbe il dono della profezia e della chiaroveggenza, fece studi sulla proprietà terapeutica delle gemme e delle pietre

— Libri e recensioni —

Author:
Jorge Facio Lynx
President of Editions The island of Patmos

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il nuovo libro di Marcello Stanzione su Ildegarda di Bingen (Edizioni il Cerchio, 2022). Per accedere al negozio librario cliccare sull’immagine

Il presbitero Marcello Stanzione, specialista in angelologia, è considerato uno dei massimi esperti europei sugli Angeli. Il suo lavoro di divulgazione dura da tre decenni e come Autore di decine di libri tradotti in più lingue, conferenziere e presenza televisiva ai programmi Rai, Mediaset e Sat2000, è stato sempre molto prezioso in questi tempi nei quali l’uomo, quando decide di abbandonare il vero cammino di fede e voltare le spalle a Dio e al mistero della Redenzione, lungi dall’emanciparsi finisce sempre per credere in tutto. A quel punto gli Angeli finiscono ridotti a figure che possono variare dai tarocchi alla new age, divenendo elementi di cui abusano fattucchiere e ufologi.

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Le sue attenzioni, le sue ricerche e pubblicazioni si sono incentrate anche su particolari figure di Santi e Sante che con gli Angeli hanno avuto uno stretto legame. Tra di loro Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), monaca benedettina beatificata nel 1324 e canonizzata nel 2012 dal Sommo Pontefice Benedetto XVI che la proclamò dottore della Chiesa. E qui sia concesso un inciso tra le righe: speriamo che dopo le recenti polemiche italiane circa la declinazione dei nomi maschili al femminile, dove a parere della Onorevole Laura Boldrini la prima presidente donna del Consiglio dei Ministri non andrebbe chiamata “Signor Presidente del Consiglio” o “Primo Ministro” ma “Presidentessa” e “Prima Ministra”, the same, o diversi dei suoi amici all’interno del disastrato mondo cattolico contemporaneo, non entrino anche in casa nostra a polemizzare e quindi a pretendere che Santa Ildegarda o Santa Caterina da Siena siano indicate da oggi in poi non più comedottorima come “dottoresse della Chiesa”.

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Quella di Doamna Ildegarda, com’erano chiamate ieri e come lo sono tutt’oggi le monache benedettine, è stata una figura straordinaria e poliedrica. Over the course of her long life she has worked from philosophy to poetry to dramaturgy, dalla musica alla cosmologia alla erboristeria curativa. Ebbe il dono della profezia e della chiaroveggenza, fece studi sulla proprietà terapeutica delle gemme e delle pietre.

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Needless to say: l’opera di Marcello Stanzione, che a questa figura ha dedicato molte pubblicazioni [see WHO], è stata particolarmente utile, anzi veramente indispensabile per strappare di mano questo titano di donna dalle grinfie di maghi, ufologi e seguaci delle new age. Ma perché no, anche da quelle di qualche prete squinternato, Unfortunately!

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Nel suo ultimo libro, scritto assieme a Elisa Giorgio, l’Autore parla delle proprietà curative delle erbe secondo gli studi, le ricerche e le ricette di Santa Ildegarda. Inutile ricordare che le erbe con proprietà curative sono usate da sempre in medicina e in farmacologia. È fatto noto e risaputo che al Santo Pontefice Giovanni Paolo II ammalato di morbo di Parkinson fu somministrata la papaya, che non lo guarì da quella malattia, ma gli dette buoni benefici.

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Ovvio che da un cancro non si guarisce né con le erbe né con la cosiddetta “medicina alternativa” e che è bene lasciarsi curare dagli oncologi e seguire con scrupolo le loro prescrizioni terapeutiche, non certo quelle di certi sciamani, But, proprio nell’ambito dell’oncologia e del trattamento dei malati terminali senza speranza, l’uso di sostanze naturali nei programmi palliativi per la cura del dolore è sempre più diffuso, incluse sostanze definite comunemente “droghe”, ma che in verità sono null’altro che erbe, a partire da quella solitamente chiamata marijuana, la quale altro non è che canapa indiana, una delle cui proprietà è di essere un potente ed efficace anti-infiammatorio, altrettante e benefiche sono le proprietà terapeutiche delle foglie di coca e delle piante di papavero da cui viene ricavato l’oppio.

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Con questo suo nuovo libro Marcello Stanzione offre e restituisce ai lettori la figura reale e straordinaria di una donna che è un gigante nella fede, nella scienza e in quella che oggi definiremmo come ricerca all’avanguardia.

 

From the island of Patmos, 30 October 2022

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Con le nostre edizioni Marcello Stanzione ha pubblicato

cliccare sull’immagine per accedere al negozio librario

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The Fathers of the Island of Patmos

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The problem is not the bullshit of the priests but the lack of vigilance of the bishops who seem to want the honors but not the burdens of the episcopate

IL PROBLEMA NON SONO LE CAZZATE DEI PRETI MA LA MANCATA VIGILANZA DEI VESCOVI CHE DELL’EPISCOPATO SEMBRANO VOLERE GLI ONORI MA NON GLI ONERI

Non passa giorno senza che qualche prete salti alla ribalta per delle prodezze che variano dal sacrilegio eucaristico al grottesco. All facts before which, prendersela con il prete o con i preti in generale, sarebbe la cosa più facile, dimenticando che noi presbiteri siamo solo la punta dell’iceberg e che la colpa è tutta dei nostri Vescovi.

- Church news -

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il presbitero bresciano Giuseppe Fusari

Many bishops sono oberati di impegni pastorali: incontri coi maggiorenti della Città, con politici che con una mano offrono finanziamenti per le scuole cattoliche e le attività della Diocesi e con altre dieci mani chiudono la bocca alla Chiesa locale su tutti i temi più sensibili che sarebbe sua premura trattare e portare alla luce. Inderogabile la loro presenza come autorità religiose alle varie feste ufficiali, a tagli di nastri e inaugurazioni. Di recente abbiamo persino assistito al caso di un vescovo che ha partecipato al taglio del nastro in occasione dell’apertura della nuova sede di una Loggia Massonica [see articles WHO, WHO]. Il tutto in un susseguirsi incessante di «Eccellenza … Eccellenza … Eccellenza!». Titolo pronunciato ossequiosamente da persone così radicate nella cultura cattolica da essere convinte che le acquasantiere delle chiese siano dei bidet messi anticamente a disposizione dalla carità della Chiesa alla povera gente che non aveva acqua corrente in casa, dopodiché sono rimaste lì solo perché fanno parte di beni storici artistici. E come ben capite, dinanzi a questo genere di mole d’impegni pastorali, che definire gravosi è poca cosa, the Blessed Apostle Paul, con tutti i suoi viaggi tortuosi, incluso un naufragio con fortuito approdo a Malta, per poi ripartire alla volta di Siracusa per raggiungere Reggio e da lì riprendere il cammino per arrivare mesi e mesi dopo a Roma, a confronto sono ben poca cosa, rather: sono proprio nulla [cronistoria in Acts of the Apostles: 27,1-28,16]. O volete forse paragonare quel gaudente personaggio dell’Apostolo delle Genti ossessionato dalla linea fisica, quindi dalle diete, che per questo non mangiava neppure tutti i giorni, con i nostri poveri vescovi costretti a cibi gourmet preparati dai migliori chef in occasioni delle cene ufficiali assieme a prefetto, questore, politici della circoscrizione e via dicendo a seguire? Quelle sì, che sono penitenze. E non parliamo delle loro residenze, all’interno delle quali suorine devote li accudiscono, li servono, li lavano e li stiranoperché questo è il carisma e la vocazione di certe religiose: fare le cameriere. L’opera di certi nostri Vescovi in quella che è stata definita «Chiesa ospedale da campo» è sicuramente molto più gravosa di quanto lo sia stato per i medici di trincea della Prima Guerra Mondiale il curare soldati feriti e moribondi. Then, per stare al passo coi tempi che corrono, tra un trionfo di croci pettorali di ferro e bastoni pastorali fatti ormai forgiare dai falegnami con pezzi di legno grezzo, ogni volta che salgono in cattedra elargiscono il loro predicozzo su poveri e migranti, senza che possa interessargli più di tanto che il mondo è sempre più povero di Cristo e sempre più numerosi sono i fedeli che emigrano al di fuori della Chiesa Cattolica.

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Anche per questi motivi molti nostri Vescovi ricevono i loro preti dopo lunga attesa. A volte dopo aver preteso che un prete settantenne rispondesse all’interrogatorio di un segretario laico stizzoso, semmai pure divorziato e convivente con la sua compagna, che in tono perentorio domanda perché il prete intendesse importunare la Sua Eccellenza Molto Reverendissima, affinché lui stesso potesse valutare se dirgli di rivolgersi al Vicario Generale o al Vicario Episcopale. Era forse questo che alcuni distruttori dell’impianto ecclesiale intendevano con il loro grido: «Largo ai laici nella Chiesa?». Se poi il Vescovo, udito il prezioso parere favorevole del segretario laico, concede la grazia di ricevere un prete che osa avere grossi problemi da risolvere e per i quali ritiene in coscienza di dover sentire il Pastore della Chiesa locale che gli ha conferito il mandato all’esercizio del sacro ministero e in comunione col quale esercita il sacerdozio, ecco che dopo averlo guardato in cagnesco spesso esordisce: "I felt, io non voglio problemi!». A uno di questi Vescovi, al quale andai a presentare una situazione ad alto rischio di esplosione scandalo pubblico, dinanzi a questa battuta risposi: «Pensi un po’, invece io sono diventato prete consapevole che avrei avuto una vita di grandi problemi, mentre lei, che ha ricevuto la pienezza del sacerdozio apostolico, vescovo lo è diventato proprio per non avere problemi, accettando gli onori ma respingendo tutti i grandi e gravosi oneri dell’episcopato. Ma guarda quanto strana è la vita!».

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Questo è infatti il punto: la gran parte dei Vescovi di nuova generazione, pronti a stracciarsi le vesti più velocemente di Kaifa dinanzi a un clandestino sconosciuto affogato in mare prima di giungere a Lampedusa, non vogliono rotture di coglioni, specie da parte dei loro preti. E poco dopo ti dichiarano in modo a dir poco teologicamente ameno che «i poveri sono la carne di Cristo». Indeed, as known, durante l’ultima cena Cristo prese un povero e lo esibì agli Apostoli dicendo loro «questo è il mio corpo, questo è il mio sangue», il tutto dopo avere lavato i piedi ai carcerati e alle puttane di Gerusalemme.

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In molte delle nostre cattedrali the Mass of the Lord's Supper pare essere diventata la passerella delle mignotte. Si vocifera persino che una agenzia appositamente istituita dalla Mafia Nigeriana provveda a fornire a pagamento le puttane a noleggio ai Vescovi, quando il Giovedì Santo devono mettere in scena la loro rappresentazione: lavare e baciare i piedi alle zoccole. Il tutto con il plauso delle locali sezioni del PD e di tutto il gotha the Left radical chic che magnifica la nuova «Chiesa in uscita», talmente brava ed efficiente nell’auto-distruggersi da sola, che non occorre più neppure contrastarla e colpirla, facciamo tutto quanto da noi stessi. E mentre avviene questo, nei reparti di geriatria giacciono abbandonati santi preti ultra ottantenni, con una vita interamente donata alla Chiesa e al Popolo di Dio, ai quali la Sua Eccellenza Molto Reverendissima si guarda bene dall’andare a porgere il pappagallo per pisciare o a lavare la merda di dosso, come per più volte ho fatto io e similmente altri miei confratelli, variamente additati da certi vescovi di nuova generazione come “preti problematici”, semplicemente perché fedeli al sacerdozio, alla dottrina e al perenne magistero della Chiesa. Per questo non temiamo di sporcarci le mani con il piscio e con la merda. Cosa che comprensibilmente non può fare il Vescovo, perché è troppo impegnato a sciacquare e baciare i piedi alle puttane nigeriane nel giorno in cui si fa solenne memoria della istituzione del Sacerdozio ministeriale e della Santissima Eucaristia, una solennità ormai ridotta da anni al teatrino delle mignotte e dei carcerati, meglio se musulmani. O non scelse forse Nostro Signore Gesù Cristo, come Apostoli consacrati sacerdoti della Nuova Alleanza, un gruppo di carcerati e di zoccole?

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Come potete vedere dalle cronache non passa giorno senza che qualche prete salti alla ribalta per delle prodezze che variano dal sacrilegio eucaristico al grottesco [rimando agli articoli di Padre Ivano Liguori: WHO]. All facts before which, prendersela con il prete o con i preti in generale, sarebbe la cosa più facile, dimenticando che noi presbiteri siamo solo la punta dell’iceberg e che la colpa è tutta dei nostri Vescovi e di quella Chiesa visibile che in nome di un male inteso «spirito del Concilio» ― che ha stravolto e falsato totalmente l’ultimo Concilio celebrato dai Padri della Chiesa ― ha favorito e persino stimolato la laicizzazione e la mondanizzazione del clero. Lo vado ripetendo e scrivendo da anni: all’interno della Chiesa ha preso vita una crisi della dottrina che ha generato una grande crisi della fede che ha dato infine vita a una grave crisi morale diffusa nel clero.

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Dire che i preti dovrebbero portare sempre la talare per rigoroso obbligo e vivere con grande decoro e dignità la loro vita sacerdotale interiore ed esteriore, purtroppo è una battaglia persa, totally. Abbiamo assistito a delle scene che dire indecorose è poca cosa, si pensi al presbitero padovano Marco Pozza che ha intervistato più volte il Sommo Pontefice sedendo dinanzi a lui a gambe accavallate vestito in jeans, scarpe da ginnastica e camicia aperta sbarazzina, in un trionfo di sciatteria come mai si era vista prima [cf.. video WHO, WHO, WHO]. But it gets worse, perché il primo a irridere la veste talare abbinandola in modo improvvido al clericalismo, alla mondanità e al rigidismo, è stato proprio il Sommo Pontefice stesso [cf.. WHO, WHO, WHO], ignaro che i clericali della specie peggiore non sono affatto i pochi preti che seguitano a portare la tonaca come chiaro segno della loro vita interiore ed esteriore, ma certi suoi beniamini politically correct dai quali si fa intervistare in jeans, scarpe da ginnastica e gambette accavallate. Ovviamente non possono mai mancare i ruffiani di corte, per esempio l’Arcivescovo di Catania che in violazione a tutte le norme ecclesiastiche proibisce ai propri preti di indossare la veste talare fuori dalle chiese, relegandola ad abito liturgico [cf.. WHO], the whole, it goes without saying, per evitare non meglio precisate forme di “rigidismo”.

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Soon said: dal prete in abiti borghesi che intervista il Sommo Pontefice al prete col perizoma rosso, o al prete tatuato che fa culturismo e che posta foto del proprio fisico pompato da palestra e anabolizzanti sui social media, il passo è molto breve. Therefore, prendersela con il presbitero bresciano Giuseppe Fusari, prete culturista che pubblica le proprie foto seminudo, più che cosa semplice sarebbe quasi cosa da vili, almeno per noi consapevoli che «il pesce puzza a partire dalla testa». Inutile quindi prendersela con la punta della coda del pesce, che alla resa dei conti, più che colpevole, è solo vittima di un sacerdozio mal formato e totalmente deformato, il tutto con la benedizione dei Vescovi di nuova generazione.

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Per poco possa valere, sappiate che a rendere particolarmente forte il mio disagio e dolore è la mia esperienza. Disagio e dolore che condivido con molti altri miei confratelli che come me hanno avuto la grazia da Dio di conoscere da bambini, adolescenti e giovani degli autentici santi preti, divenuti poi i nostri modelli di vita sacerdotale. Abbiamo conosciuto vescovi veramente santi, pronti in ogni momento della loro giornata a farsi in quattro per i propri preti, nessuno dei quali è morto dimenticato nel fondo di un ospedale senza ricevere più volte la visita del Vescovo, che provvedeva lui stesso a confortarli con i Sacramenti. Ricordo un Vescovo che annullò due appuntamenti molto importanti fissati da mesi per quella giornata: le sacre ordinazioni di quattro presbiteri che si sarebbero dovute tenere al mattino e la sua partecipazione a un importante evento pubblico di carattere storico-locale nel pomeriggio. Un suo prete stava morendo in ospedale, dove il Vescovo corse, annullando un’ora prima le sacre ordinazioni con questa frase lapidaria: «I quattro che devono diventare preti possono anche aspettare qualche giorno, hanno dinanzi a sé tutta una vita sacerdotale. Mio compito e dovere è assistere un mio prete morente, che ha donato tutta la sua esistenza alla Chiesa e al servizio del Popolo di Dio». E non siamo in pochi a essere giunti al sacerdozio attraverso questi modelli di Vescovi e Presbiteri che rimangono fissi nelle nostre memorie, ma non come figure di un tempo passato che fu, ma come santi modelli di come un vescovo e un presbitero dovrebbero essere, sempre e in tutti i tempi.

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Abbiamo conosciuto Vescovi che non parlavano affatto in modo ossessivo-compulsivo di poveri e migranti e che quando si presentavano in pubblico manifestavano nella loro forma esteriore tutta la dignità ineffabile dell’episcopato, soprattutto quando celebravano la Santa Messa. Solo quando sono morti abbiamo poi scoperto che non avevano lasciato neppure i soldi per le spese del loro funerale, dopo avere elargito tutto ciò di cui disponevano a famiglie indigenti che stentavano a vestire i propri figli. A nessuno di loro sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello di trasformare le loro chiese cattedrali in osterie e di farsi riprendere da fotografi e cameraman mentre servivano i pasti ai poveri, come se la Chiesa ― in particolare quella italiana ― non avesse stabili in sovrabbondanza per allestire pranzi, evitando di dissacrare le chiese.

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La nostra decadenza è irreversibile perché la soglia del non-ritorno l’abbiamo superata ormai da anni [cf.. my article WHO]. Dobbiamo quindi assistere alle penose immagini di un Sommo Pontefice che si fa intervistare da un pretino-trendy in tenuta indecorosa e in pose da perfetto maleducato, ci dobbiamo sorbire le sceneggiate dei nostri Vescovi che noleggiano le puttane per sciacquargli e baciargli i piedi alla Mass of the Lord's Supper ridotta a un penoso teatrino del grottesco, dobbiamo sentirci soli, estranei e persino sgraditi nella nostra Santa Casa sempre più simile alla sala del Gran Sinedrio e al Pretorio di Pilato, consapevoli che per la Chiesa è iniziata la passione del Getsemani. E dopo la crocifissione, la morte e la sepoltura, l’esperienza mistagogica si concluderà con la risurrezione. A quel punto cominceremo a ricostruire con enorme fatica sulle ceneri della grande distruzione. E a farlo saremo in quattro gatti, ma animati da vera fede, vera speranza e vera carità.

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the Island of Patmos, 29 October 2022

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In the picture: il presbitero bresciano Giuseppe FusariCosa aspettarsi in un vicino futuro, forse un prete che si presenti a celebrare la Santa Messa di Natale con un perizoma rosso?

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The author of the delusional "Ratzinger Code" is an evident emissary of the smallest and most deviant Masonic esotericism of an anti-Catholic matrix

THE AUTHOR OF THE DELIRANT "CODE RATZINGER" IS AN EVIDENT EMISSARY OF THE SMALLEST AND DIFFERENT MASONIC ESOTERISM OF ANTI-CATHOLIC MATRIX

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This character is looking for an author it is totally foreign to the world and to Catholic culture. We scholars on the way to old age do not require any particular effort to grasp between its lines, in addition to crass ignorance in matters of doctrine, of faith and above all of Church history and ecclesiastical law, a meandering esoteric element that just can't hide.

- Church news -

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the pamphlet by Andrea Cionci

Who has been reading me for years and know my articles and books can impute many things to me, starting with my writing and expressing myself in an often harsh way, without resorting to periphrases and vague implications. To be incisive, I sometimes use colorful phrasebooks as idioms, especially on very delicate issues. It is therefore with extreme clarity that I publicly affirm that the journalist Andrea Cionci, author of Ratzinger Code, a pamphlet delusional and outrageous towards the Supreme Pontiff Francis, he is an emissary of the worst Masonic esotericism of an anti-Catholic matrix.

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I know nothing of this subject, I don't care where and how he lived, where it comes from, what his public and private life is, how and where he was formed… nor would I ever dream of investigating him, as he tried to do on me, unaware of running into numerous people who promptly warned me: "A certain Andrea Cionci is beating far and wide to ask for very sensitive information about you". So I don't know who he is, I don't care to know nor do I want to know. Someone told me that the news about him on the Net is very scarce, an experienced computer engineer explained to me that maybe, your internet, your data may have been cleaned up, as if he was born suddenly at the moment in which he begins to write nonsense about Benedict XVI's act of resignation, which he considered invalid and the consequent illicit and invalid election of the "false usurper pope Bergoglio".

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One of its limitations is not to measure one's opponents well, since the undersigned, as well as being a Tuscan-Roman priest who, if necessary, seasons the speech with a colorful word, it is a lot more: a very adult man with a complex lived experience that brought him, among other things, to have many acquaintances and friendships. I have known and still know senior state officials who have often turned to me for advice, or to use myself as an interlocutor with the Ecclesiastical Authorities, in order to avoid that certain clerics inclined to get into trouble ended up slammed on the front pages of newspapers for moral issues that do not constitute any crime under the law of the Italian Republic, but that for a young monsignor of the Roman Curia pinched in certain environments can instead represent a lot, both for Catholic ethics and for the internal law of the Church.

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To this beginner with the complex of the genius who thinks to bring to light and dissolve the most complex and occult plots, I fear it is not very clear that I have been able to afford to publicly refer a criminal to a powerful cardinal of the Roman Curia, then fell out of favor, but eight months later, not when I accused him and his henchmen of being worse than those of the Banda della Magliana, because in those days he was an untouchable at the height of power [cf.. video: WHO, by the minute 37:30]. And nobody, starting with the Bishop to whose jurisdiction I belong, not even half a sigh. Now, one of two: or the Author of this pamphlet he's just an amateur on the loose who has to grow and mature, or is burdened with limits so insurmountable that they make him unable to understand that any priest who dared to give a criminal to a powerful cardinal of the Roman Curia, in response, the Ecclesiastical Authority would have taken off the skin by sending him running to graze the sheep, but those of the Sardinian flocks of the most remote lands of Barbagia, not the sheep of the Holy Flock of the Lord.

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To accuse and convict a defendant proof is needed, in the absence of which we are all innocent until proven otherwise. This does not mean that to convict a murderer it is necessary to find him with the smoking gun in his hand and the bloody corpse of the dead man lying on the ground.. Or perhaps it appears that most of the men who ended up in jail for rape were caught in the act of crime by the State Police while they were intent on raping a woman? Anyone who has practiced criminal law or knows it a little in general culture, knows what the "circumstantial trial" is. This means that when there is no direct evidence through which the relevant substantial element takes shape, it is possible to arrive at the elaboration of the proof through clues that are not mutually discordant and that together end up proving the fact.

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This character is looking for an author it is totally foreign to the world and to Catholic culture. We scholars on the way to old age do not require any particular effort to grasp between its lines, in addition to crass ignorance in matters of doctrine, of faith and above all of Church history and ecclesiastical law, a meandering esoteric element that just can't hide. Or was he not promptly put out the door when in the past, before venturing into the fantasy plots of the "invalid renunciation of Benedict XVI" and of the "Bergoglio antipope", tried to propose to very expert and serious scholars a work on the Holy Shroud that smelled of esotericism? In short, we are faced with a subject that is decidedly foreign to the world and to Catholic culture, who in a clumsy way to say the least has decided to take on the role of the traditionalist, that make it as bizarre as I would be if I decided to take off my priestly cassock and wear a miniskirt overnight. Okay I'm friends with trans Vladi Gain, aka Luxuria, but seeing me in such a state, I think the first to be disappointed would be her.

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I mentioned earlier to various institutional environments with which I found myself in close contact. My relationships, always multiple and varied, they are those of a man who has contact with everyone, even with what is very far from Catholicism, always maintaining my identity as a priest and faithful theologian until death to the deposit of faith and to the Holy Church of Christ. Given this premise, I can have - and have - relationships of sincere friendship with a sex addict anarchist like Giuseppe Cruciani, with a pure communist like Vauro Senesi, which I respect both for its coherence and for its human sensitivity. I have repeatedly confronted myself with Alessandro Cecchi Paone, who makes no secret of his homosexuality or of the fact that he belongs to the highest degrees of Freemasonry and that he has a totally different perception of human life from mine, but with whom it has always been a great pleasure to talk. I wrote the preface to Francesco Mangiacapra's book, a former gigolo, today my dear friend, thanks to which a circle of priests who availed themselves of the sexual services of hustlers was brought out [cf.. WHO]. Among the Italian commentators, the one I respect most is Daniele Capezzone, ex child prodigy of Marco Pannella, model of authentic liberalism, lucid man and not conditioned by ideologies, starting with liberalism itself. but yet, on issues such as abortion and euthanasia we certainly do not think the same way, but this does not detract from my esteem for him.

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I made these premises to get to the point: I fear that only a novice boy may think that he has not had or does not have relations with people who belong to the highest degrees of Freemasonry and who run the most ancient Lodges. All people who enjoy my esteem, many of them are scholars of the highest level, other internationally renowned professionals to whom it has always been clear what I think of Freemasonry as a Catholic and a priest, that is to say that joining it and being registered in the Masonic lodges is incompatible with being Catholic. Notwithstanding my esteem for many of these individuals, who in turn respect me and love me.

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And just friends belonging to the highest degrees of Freemasonry they asked me if by chance I had not noticed that this kid in search of visibility manifested the typical way of thinking of those belonging to the esoteric currents of that pseudo-Freemasonry that their serious Masons do not recognize as such and that they have always judged ridiculous deviations from small and pathetic enlightened aspirants.

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The reason soon explained: this character, which we cannot define as a dangerous wolf, annoying at best chihuahua with the complex of pitt bull, after masquerading as an unlikely Catholic and as an even more unlikely traditionalist Catholic, began to launch attacks on the Papacy of such violence that not even the most ferocious anticlerical Freemasons of the nineteenth century had managed to launch. Also because they were skilled men, capable and intelligent, for this they considered the Blessed Pontiff Pius IX a very gifted man, as well as a formidable opponent and not easy to hit.

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What the Author of Ratzinger Code spreads they are a mass of theories built on not even obvious lack of evidence, but precisely on the total absence of the vaguest clues. Everything is based on absurd and alleged brain-bending evidence based on nothing and contrived through the manipulation and alteration of Church documents, some words, facts and even silences and non-answers given, to the point of creating absurd non-truths entirely based on illogical elements, irrational and surreal.

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Why Alessandro Sallustri, long-time journalist and expert editor of newspapers, let this subject have been writing similar inconsistencies on the newspaper's blog for some years now Free? Let's try to explain it to the candid souls who take the statements of politicians and conductors to be true talk-show Mediaset and Rai who, speaking of Vladimir Putin's Russia, affirm: “We are a free country with a free press!». And here we must pay honors to Mrs. Ilona Staller, aka Cicciolina, who, on the other hand, would never dream of announcing «I am an unblemished virgin!», because she is a consistent and truthful woman. So, the newspaper Free belongs to the current of the various Right that in the Supreme Pontiff Francis - whether it be true or wrong - they see a figure in their opinion unbalanced towards the Left. And certain things - whether they are true or false - must always be paid for, sometimes even with the help and instigation of certain poisoned churchmen who, hidden behind the scenes, blow the fire. Now try to imagine what would have happened if the Author of the Ratzinger Code had dared to sketch a vague conspiratorial sigh about Senator Matteo Salvini or the Honorable Giorgia Meloni. In the space of a few hours they would bounce it off the mark of that newspaper. The same thing would have happened with any de The Republic if he had done the same with figures loved by the Left radical chic. Suffice it to recall the recent case of Senator Tommaso Cerno, another free and brilliant mind, excluded from all public televised debates for his aversion to the bill on homotransphobia by the Honorable Alessandro Zan, that if he had passed as it was written he would have pursued the crime of opinion [on the subject, I refer to the book written by the Capuchin theologian Ivano Liguori and myself: WHO]. And with this it is clear why this subject can write absurd things in that newspaper, in this historical moment and under the direction of that director. Simply because someone considered his junk politically useful for striking and sowing confusion, regardless of whether they are true. Or you think some people care about the truth? Sometimes some unintelligent manipulators invent that or that code without even realizing that they are being manipulated and used as "useful idiots" by more intelligent people who are part of the great cogs of more or less occult powers.

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The Ecclesiastical Authority on the one hand, i media Catholics on the other hand, they are wise and prudent in saying that this subject should not be given any visibility and that there is no answer to those who build illogical-irrational theories on absurd and surreal elements. But, at a certain point, when the clues agree and end up forming evidence, it is necessary to affirm what the Ecclesiastical Authority cannot say but what I can say: this subject belongs to those esoteric strands of deviated pseudo-Freemasonry and for some years, disguised as an unlikely Catholic and an even more unlikely Catholic traditionalist, tries to strike outrageously, that Papacy that supports the entire structure of the Catholic Church is incessant and methodical.

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An eminent historian of the Italian Risorgimento he told me that the most furious anticlericals who lived at the turn of the nineteenth and twentieth centuries never reached such low levels. Not just because they were people with intelligence and skills, but because of the Papacy they fought and wanted to overthrow they recognized all the authority, the authority and also the historical greatness. They certainly did not spread pamphlet in which they claimed to have demonstrated with irrefutable evidence that Pius IX was a false pontiff elected in an invalid conclave.

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Faced with all this we have only one consolation, which in itself is no small thing: we are faced with a clumsy beginner with low intelligence. And this I do not say, A Venerable Master of the Grand Orient of Italy told me, seventy-year-old man and personality with an encyclopedic culture, who for twenty years has considered me a sincere and loyal friend and that for this reason has always known what I think of Freemasonry. But my public and private relationships with individuals are something else, not by chance I am a priest, which as such has a duty to welcome everyone and listen to everyone, always saying what to me, my faith and catholic morality is right or wrong, giving an example of an experience that is always in total adherence, both public and private, with the truths announced and taught by the Church.

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I wish Andrea Cionci happy growth, while continuing to settle for fishing in the sea plot ByoBlu of Internet users suffering from functional illiteracy and digital illiteracy, ready to believe in the existence of pink elephants that fly with wings, because in addition to this audience can not go, they lack maturity, intelligence and talent. Therefore, be satisfied with doing business with an outcast like the poor priest excommunicated and discharged from the clerical state Alessandro Minutella.

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To tell him all this with kindness he is a man who if he calls on the phone certain cardinals answer him after the third ring and that, for this and more, how the Church works and the Papacy thinks they know much better than he does. That is, just enough to give him a loving paternal caress on the head, take him by the hand, take him to eat an ice cream cone and wish him, between licks, to be able to become a great day to be able to take care of things when you grow up. Otherwise he will spend his life licking the bleeding wounds from the lashes received, without ever understanding that a first-hair teenager does not shoot a rubber-shot gun at a trained soldier holding a kalashnikov, does not give a slap to Mike Tyson, nor does he rush on a bicycle mountain bike along the tracks against the high-speed train, screaming that he had discovered the Ratzinger Code and to be able to shoot it, because of this, biggest of all.

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the Island of Patmos, 26 October 2022

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The Fathers of the Island of Patmos

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Gabriele Giordano M. Scardocci
Of the Order of Preachers
Presbyter and Theologian

( Click on the name to read all its articles )

The prayer, the unjust judge and the nagging widow

Homiletics of the Fathers of The Island of Patmos

LA PREGHIERA IL GIUDICE INGIUSTO E LA VEDOVA ASSILLANTE

 

«Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, tirelessly "

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Author:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.

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Dear brothers and sisters,

La chiesa del convento domenicano di Santa Maria Novella in Firenze, presso il quale Padre Gabriele è stato trasferito e dove ha celebrato la prima Santa Messa nella giornata di oggi

In questa XXIX domenica del tempo ordinario il Santo Vangelo ci offre un grande e prezioso insegnamento sulla preghiera [vedere liturgia della parola WHO]. In molti altri passi ha descritto l’importanza degli atti di misericordia e carità verso Dio e il prossimo. Oggi il tema centrale è invece la preghiera:

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«Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, tirelessly "

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Una preghiera incessante. Molto spesso agli occhi del mondo contemporaneo la preghiera è una pratica noiosa, che va evitata, perché da vecchi o perché considerato qualcosa di superato. On the contrary, la preghiera è innanzitutto intimità con Dio. Uno stare con lui dialogando con Padre, Son and Holy Spirit: tre Persone che ci ascoltano e dialogano con noi. Non è un dialogo fra sordi, come purtroppo accade spesso oggi, nelle comunicazioni via WhatsApp, Telegram o anche in persona. Ricordo un libro di qualche anno fa, l’Ulisse di James Joyce. Uno dei protagonisti, Molly, comincia un lungo monologo interiore. Parla di temi anche disordinati fra loro. Distesa su un letto. Poi si risponde da sola. Si rivolge a Gesù e Dio. Ma materialmente non li ascolta.

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Gesù invece è venuto a dirci di aprire il cuore incessantemente a Dio, perché è un dialogo che vi cambierà la vita in modo definitivo. Non solo la vita, ma ogni girono che ci affidiamo a Lui nella preghiera. Like this, per rendersi più chiaro, Gesù ai suoi racconta la parabola del giudice ingiusto e la vedova insistente. Quello che il Signore vuole sottolineare è l’insistenza della vedova, nonostante la situazione di ingiustizia che ella vive. Alla fine della sua insistenza viene esaudita. Per cui alla fine della parabola dice:

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«Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. But the Son of Man, when will, find faith on earth?».

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La preghiera è allora la nostra azione tenace. Di affidarci a Dio nei nostri momenti di sofferenza, nelle ingiustizie che viviamo, nelle nostre aridità spirituali. Perché il Signore sa tutto di noi e nella preghiera ci alimenta continuamente della sua grazia e dei suoi doni dello Spirito Santo. La preghiera ci prepara dunque a ricevere altre grazie e altri doni più grandi. Ma come dice lo stesso Gesù alla fine con una domanda retorica, la preghiera è ciò che alimenta la fede. Quella fede, virtù teologale, che il Signore ha generato in noi e vuole ritrovare ogni giorno, perché la fede è l’innamoramento di Dio. È l’innamoramento più bello di tutti.

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The prayer è dunque quell’azione che ci permette di essere sempre più innamorati e ferventi di carità verso Dio e il prossimo. Nella tradizione cattolica esistono diversi tipi di preghiera: quella vocale, il canto, la meditazione e la contemplazione. Per noi domenicani è preghiera importantissima quella contemplativa. Cum templum fare: la contemplazione è come un farsi tempio, rendersi un tutt’uno con Gesù. So, un entrare nell’intimo di Gesù: una relazione di intimità nella carità e nella verità.

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We ask the Lord di diventare sempre più credenti che pregano Dio col cuore e con lo spirito, affinché possiamo bagnare i nostri deserti esistenziali con la pioggia dell’amore tenero e profondo di chi ci ha amato fino alla fine.

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Florence, 15 October 2022

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NOTE

Padre Gabriele è stato trasferito dal convento romano di Santa Maria Sopra Minerva a quello fiorentino di Santa Maria Novella, dove questa domenica ha celebrato la prima Santa Messa e predicato per la prima volta.

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Staff Blog

Father Gabriele

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News from the Dominican Province Roman: visit the official website of the Dominicans, WHO

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The Fathers of the Island of Patmos

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When the priest wants to promote the rights of secularism, the bishops have the duty to demand a priest who promotes the Church

WHEN THE PRIEST WANTS TO PROMOTE THE RIGHTS OF LAICISM, I VESCOVI HANNO IL DOVERE DI PRETENDERE UN PRETE CHE PROMUOVA LA CHIESA

Per certi preti oggi vivere nella Chiesa è un po’ come percepire il reddito di cittadinanza, allows you to live on a salary without giving absolutely anything. Togliere la congrua a questi soggetti sarebbe la prima azione necessaria, insieme all’interdetto a ricoprire incarichi ecclesiali rappresentativi in nome di una Chiesa con cui non si sentono in comunione.

- Church news -

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Author
Ivano Liguori, Ofm. Capp.

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PDF print format article

 

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La versione audio sarà disponibile lunedì

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un libro molto consigliato in lettura (cliccare sull’immagine per aprire la presentazione)

Dopo la celebrazione della Santa Messa sul materassino [you see who, who, who, who] e quella in tenuta ciclistica [you see who, who, who, who] the kermesse del clericalmente corretto ha aggiunto un nuovo tassello verso il completamento del grande mosaico della Church outgoing, poor for the poor, in cui l’unica vera povertà da tutti percepita è quella in materia dottrinale che finisce per condizionare la prassi pastorale.

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Così nella bella Liguria, al confine con le Cinque Terre, in quel di Bonassola il presbitero Giulio Mignani della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato si è meritato l’onorificenza di ambasciatore per i diritti del laicismo, tanto da avere come attendente niente meno che l’agguerrito Marco Cappato [you see who, who, who, who]. Devo dire che ci siamo persi, per la “gioia” del prete e del promotore dell’eutanasia, una sicura performance del nostro Padre Ariel S. Levi di Gualdo, prontamente invitato a dibattere con loro al programma Straight and Reverse in onda giovedì 13 ottobre su Rete 4. Il nostro confratello non intendeva però mancare al funerale di uno dei suoi grandi maestri, il gesuita Peter Gumpel, insigne teologo e storico del dogma [see who], celebrato a Roma venerdì mattina alle 10 presso la cappella della curia generalizia della Compagnia di Gesù. Questo gli ha reso impossibile recarsi negli studi di Cologno Monzese. Se sia stato un bene o un male non è dato sapere, forse avremmo assistito a chissà quali fuochi di artificio.

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Both clear, tutto questo bailamme non è il risultato di un colpo di testa estivo ma è il ragionato e meticoloso lavoro di svariati anni di ministero parrocchiale in cui questo prete pro-eutanasia si è presentato come l’esponente di un pensiero teologico filo-germanico che lo delinea come prete di rottura, come del resto ha fatto, sta facendo e ancora farà in Sardegna il presbitero Ettore Cannavera [you see who].

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Da Crotone a Mazara del Vallo passando per Bonassola, isole comprese ecco realizzata la nuova via sacra in cui i novelli presbiteri inclusivi, resilienti e paladini dell’amore sfoggiano con orgoglio i paramenti iridati fino a calcare il recinto del Tempio dei Diritti in cui possono offrire le primizie del loro zelo e ribadire che l’unico vero dogma esistente è la Resistenza.

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Yup, resistenza e vigilanza, come ci pare stia già facendo la Conferenza Episcopale Italiana dopo le ultime elezioni politiche [you see who, who]. Davanti a una Chiesa ritenuta omofoba e allergica alle politiche civili sull’aborto e sul fine vita, c’è bisogno di resistere: resistere davanti alla Verità, resistere davanti al buon senso, resistere davanti all’ovvio, resistere anche davanti all’innocenza incolpevole che si incarna nelle fattezze di un feto, di un disabile o di un malato terminale, resistere soprattutto davanti a Gesù Cristo che non informa più la vita di numerosi presbiteri, i quali strizzano l’occhio alla militanza civile. Un tempo andavano di moda i preti operai, oggi quelli attivisti e resistenti!

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Come risaputo la resistenza migliore è quella che si consuma to enter, tra quinte colonne che operano all’interno delle Curie arcivescovili, nei saloni parrocchiali, dove i sacerdoti possono fare liberamente il loro coming out di pensiero e manifestare le vere intenzioni che si uniscono ai rispettabilissimi ragionamenti a-teologici e a-cattolici che vengono fatti passare come l’architettura su cui si costruisce una spiritualità alternativa (non “indietrista” direbbe qualcuno), come si affretta a chiarire il prete pro-eutanasia all’intervistatore delle Iene [vedi video who by the minute 4,30].

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Se è vero che la bocca parla della pienezza del cuore [Mt 12,34], la bocca di questo prete e di tanti altri come lui ha abbondantemente parlato in questi ultimi anni mettendosi consapevolmente e orgogliosamente al di fuori dell’insegnamento della Chiesa. Ma stavolta, nell’ingranaggio ben oliato della lotta per i diritti civili, qualcosa è andato storto, un vescovo ha voluto dire la sua e si è messo di traverso come inciampo evangelico affinché fosse a tutti noto che la militanza di quel suo presbitero non solo era ed è sbagliata, ma bisognava farla giungere al capolinea.

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Sono assolutamente convinto che la notizia del provvedimento canonico della sospensione a divinis sia giunta senza troppe sorprese: sicuramente non per il prete che aveva già da tempo fatto un pensierino di abbandonare la Chiesa [you see who] ma anche per la diocesi spezzina assuefatta dalle dichiarazioni diuturne del prete dei diritti. Da parte sua il vescovo S. AND. Mons. Luigi Ernesto Palletti si è comportato da gran signore, non ha fatto nulla di più di quanto un autentico successore degli apostoli dovrebbe fare, cosa che oggi lo definisce come una mosca bianca nel panorama episcopale italiano. Non solo si è dimostrato veramente un padre paziente davanti ai capricci di questo figlio prodigo ― prete di rottura che ha rotto abbastanza le altrui ortodosse gonadi presbiterali ― ma anche ha saputo promuovere percorsi di recupero e di riconciliazione con questo suo prete più intento a difendere i diritti civili che ad amare la Chiesa di Cristo di cui è stato costituito ministro.

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Voglio ricordare a tutti i nostri Lettori che ogni candidato al sacerdozio, prima dell’ordinazione diaconale e prima di quella sacerdotale pronuncia un giuramento molto chiaro e vincolante, che poi ribadisce nel momento in cui assume incarichi ufficiali all’interno della Chiesa. Qui di seguito riporto i testi a cui è necessario fare riferimento:

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Io N.N. credo e professo con ferma fede tutte e singole le verità che sono contenute nel simbolo della fede, e cioè: I believe in one God, Almighty Father, creator of heaven and earth, of all things visible and invisible. I believe in one Lord, Jesus Christ, only begotten Son of God, He born of the Father before all ages: God from God, light from light, True God from true God, generated, not created, of the same substance as the Father; through him all things were created. For us men and for our salvation he came down from heaven, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. It will come again, in glory, to judge the living and the dead, and his reign will have no end. I believe in the Holy Spirit, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio. With the Father and the Son he is worshiped and glorified, and spoke through the prophets. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato. Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo. Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice o il Collegio episcopale propongono quando esercitano il loro Magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo.

Io N.N. nell’assumere l’ufficio di […] prometto di conservare sempre la comunione con la Chiesa cattolica, sia nelle mie parole che nel mio modo di agire. Adempirò con grande diligenza e fedeltà i doveri ai quali sono tenuto verso la Chiesa, sia universale che particolare, in which, secondo le norme del diritto, sono stato chiamato a esercitare il mio servizio. Nell’esercitare l’ufficio, che mi è stato affidato a nome della Chiesa, conserverò integro e trasmetterò e illustrerò fedelmente il deposito della fede, respingendo quindi qualsiasi dottrina ad esso contraria. Seguirò e sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e curerò l’osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico. Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come capi della Chiesa, e presterò fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani, perché l’azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato della Chiesa, sia com­piuta in comunione con la Chiesa stessa.

Così Dio mi aiuti e questi santi Vangeli che tocco con le mie mani.

Sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e promuoverò l’osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico. Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come capi della Chiesa, e in unione con i Vescovi diocesani, fatti salvi l’indole e il fine del mio Istituto, presterò volentieri la mia opera perché l’azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato della Chiesa, sia compiuta in comunione con la Chiesa stessa.

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Il presbitero spezzino Giulio Mignani ha sicuramente pronunciato davanti al suo vescovo e agli officiali di Curia questo giuramento impegnativo, sebbene sostenesse di fatto tutto il contrario. Sarebbe quindi ora di giungere a una resa dei conti, non in seno alla battaglia per la difesa dei diritti civili, ma nel cuore e nella vita di questo fratello sacerdote. I'll explain: in Italia nessuno proibisce a nessuno di svolgere la carriera di attivista in qualsiasi campo (purché si rispetti la legalità), per questo motivo Giulio Mignani farebbe bene in avvenire a discernere quello che intende fare. Lui ha il pieno diritto di esercitare la parresia e dire al suo vescovo che rinuncia al suo sacerdozio per perseguire la nobile causa di attivista pro-aborto, pro-eutanasia, pro-unioni arcobaleno, lasciando così che a parlare sia la sua singola e rispettabile persona, non però quella della Chiesa che come sacerdote egli rappresenta e di cui si vuole fare portavoce.

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I repeat: questo è nel suo pieno diritto, così come è nel pieno diritto della Chiesa, dei vescovi e dei fedeli avere dei sacerdoti che sappiano annunziare Cristo, testimoniare il Vangelo della vita e difendere il deposito delle fede dai lupi rapaci che insinuano l’errore, anche se deboli e peccatori. Nessuno mai ha preteso dai sacerdoti un certificato di impeccabilità, siamo i primi a sperimentare la contraddizione, ma è doverosa una proporzionata chiarificazione delle proprie intenzioni liberamente assunte davanti alla Chiesa e al popolo santo di Dio al momento della sacra ordinazione.

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Sarò malizioso ma per certi preti oggi vivere nella Chiesa è un po’ come percepire il reddito di cittadinanza, allows you to live on a salary without giving absolutely anything. Togliere la congrua a questi soggetti sarebbe la prima azione necessaria, insieme all’interdetto a ricoprire incarichi ecclesiali rappresentativi in nome di una Chiesa con cui non si sentono in comunione. Dopo di che si aspetta per vedere se le varie associazioni promotrici dei diritti civili, quelle che non lesinano a pubblicizzare e aizzare questo genere di sacerdoti, saprebbero sobbarcarsi il loro completo mantenimento, magari come addetti al volantinaggio nelle scuole in favore della pillola RU486, in qualche gazebo in piazza per dirci quanto è misericordiosa e buona l’eutanasia o forse come barman presso il Muccassassina di Roma. Perché deve essere chiaro che chi predica il Vangelo, dal Vangelo sarà sostenuto nelle sue necessità. Chi invece predica i diritti civili, dai diritti civili dovrà essere ugualmente sostenuto, visto che non è più possibile invocare l’errore o la confusione mentale quando si è arrivato a fare una lucida e pubblica professione di fede da attivista.

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I hope I'm wrong ma da oggi a qualche mese potremmo sentire ancora parlare di questo confratello, forse perché ridotto allo stato laicale, per richiesta sua o come conseguenza canonica per il mancato ravvedimento. Davanti a una Chiesa percepita come oscurantista e incapace a riconoscere l’amore vero, egli sarà il nuovo martire dei diritti e dell’inclusione. Portato in trionfo tra i vari salotti televisivi del pensiero democratico egli proclamerà la bellezza di essere sacerdote: sacerdote senza più mediazione con il divino, sacerdote mortificato nel suo essere profeta contro corrente, sacerdote svuotato di quella fortezza dei martiri che sanno affrontare la croce soprattutto quando si sentono inermi.

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Concludo manifestando tutto il mio rammarico per quei fedeli che oggi gridano allo scandalo a causa della sospensione peep di Giulio Mignani, perché non si rendono conto che questo confratello non è una loro proprietà da usare, così come è tremendamente ingiusto percepirlo come ariete per forzare la porta della Chiesa. Mi spiace anche per tutti i fratelli omosessuali, per tutte le donne che hanno abortito e per coloro che hanno desiderato mettere fine alla loro vita: hanno perso una buona occasione per incontrare un Cireneo capace di affiancarsi alle loro sofferenze senza giudizio, tanto da venirne sollevati per un tratto di strada, incamminati verso la sola vera liberazione che giunge al mattino della domenica di Pasqua e che ha nel Risorto l’unico e vero protagonista, non un uomo – anche se animato dalle migliori intenzioni – che gioca a tana libera tutti.

Laconi, 15 October 2022

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The Fathers of the Island of Patmos

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Tomorrow the Society of Jesus will be buried forever. Peter Gumpel is dead, Jesuit of the old school and postulator of the cause of beatification of Pius XII

TOMORROW THE COMPANY OF JESUS ​​WILL BE BURIED FOREVER. È MORTO PETER GUMPEL, JESUITE OF THE OLD SCHOOL AND POSTULATOR OF THE CAUSE OF BEATIFICATION OF PIUS XII

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Father Peter Gumpel was the last of the Mohicans. When tomorrow morning at 10 her funeral services will be celebrated with him will be permanently buried, after the previous deaths of the other elders, what was once the glorious Society of Jesus, reduced today to all the most tragic squalor personified by the unhappy and above all seriously heterodox jokes of their Superior General Arturo Sosa Abascal.

- Church news -

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Peter Gumpel (1923-2022) Jesuit theologian and historian of dogma, he was academic, expert at the Second Vatican Council, general postulator of the Society of Jesus and postulator of the cause of beatification of Pius XII

Yesterday morning Andrea Tornielli, dear old friend, he had the sensible kindness to inform me that the Jesuit Peter Kurt Gumpel had recently died, theologian and historian of dogma, already expert at the Second Vatican Council, for half a century postulator general of the Society of Jesus together with his confrere Paolo Molinari (1924-2014), with whom he took care of the cause of beatification of Pius XII. Both were trusted private advisors of the Holy Pontiff Paul VI in the delicate and turbulent historical phase of the post-council.

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Father Peter, born in Hannover on 15 November 1923, he came from a rich family of the ancient German aristocracy, soon disliked the Nazi regime. This is the reason why they first moved to France and then to Holland, where the very young Peter, he learned the language and studied. Being a connoisseur of that country and its language, when decades later the delicate problem of the publication of the Dutch Catechism arose (1966), the Supreme Pontiff Paul VI sent him as his trustee on a visit to Holland.

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Only male heir of the family, several times he told me of how much adolescent he expressed to his father that he wanted to enter the Society of Jesus:

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“We were in the car, my father stopped, he made me get off with my dachshund dog with whom I walked a few kilometers to return home. When I entered my father told me never to go back to certain fantasies. Then he added that he would allow me to enter the Society of Jesus only if the Supreme Pontiff himself had told him ".

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The young man took his father at his word. The family had known and hosted Archbishop Eugenio Pacelli several times, at the time apostolic nuncio to Berlin, elected in 1939 to the sacred throne, to which he did not hesitate to write. A month later the father received an autograph letter from the Supreme Pontiff Pius XII asking him to allow his son to enter the Society of Jesus..

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Since I was a student with his brother Paolo Molinari he made a profound one, fraternal and intense friendship that lasted for a lifetime. During his student period in England he was an indefatigable fan of Father Paolo who masterfully played football. To my question if he ever played, with humor all the Teutonic answered:

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"No, because it is intellectually more gratifying and physically less tiring to cheer from the stands for those who play ".

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Yup, he preferred to sit and smoke one cigarette after another and enjoying the game of others. Heavy smoker, several times I found him in his study enveloped in a blanket of smoke. He could also have not signed the documents he had drawn up, because the author could have been recognized by the smell of tobacco that impregnated them. I told him once while I was smoking with him:

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«Certainly smoking is seriously harmful to health, but I fear that even cancer is far from the Jesuits, taking care not to have to deal with dangerous subjects like you ".

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Father Peter and Father Paolo they have been my teachers and trainers, for years they have guided me beyond the words imprinted in the documents of the Second Vatican Council, explaining step by step from which stories and events many of those texts were born. After my specialized studies in dogmatics, Father Peter started me on the study of the history of dogma, in the absence of which one can run the risk of ending up immersed in a dogmatic that rests on the clouds. He suggested that my bishop send me to study for a period of time in Germany, where I had some Jesuits of the old guard as teachers. Later I was trained in the postulation of the causes of the Saints, where they instructed me mainly on the papers of the delicate and complex process of beatification of the Venerable Pontiff Pius XII, to which I dedicated in 2006 the main section of my work Herbs Amare, from which a single essay dedicated to the figure of Eugenio Pacelli was later born: Pius XII and the Shoah.

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The 2 May 2014, when the funeral services of Father Paolo Molinari were celebrated in the chapel of the General Curia of the Society of Jesus, I understood that Father Peter had lost half of his life and that from then on he would be prepared to lose the other half he had left.

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The year was 2013 when during an interview he told me that the current Society of Jesus had no affinity and similarity with the one in which he had entered at the beginning of the Second World War. I understood that he was not referring to a transformation due to a natural process of evolution, but to a radical deformation that had long since affected the very heart of the charism of the Companions of St. Ignatius of Loyola.

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Shortly after the friend's notice I arrived at the Residenza San Pietro Canisio together with my brother Marcello Stanzione, great expert in angelology with whom I had been traveling until the day before. We found his body composed at the least worst possible way, placed in a corner at the entrance of the San Pietro Canisio Residence, without a cross, without a light on, without a flower. Emblem of the squalor of today's East India Company. I kissed the cold forehead of my father and trainer, I laid my hands on his and together with Father Marcello we recited the From the depths and blessed is that revered body which it contained for almost 100 years his immortal priestly soul.

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Father Peter Gumpel he was the last of the Mohicans. When tomorrow morning at 10 her funeral services will be celebrated with him will be permanently buried, after the previous deaths of the other elders, what was once the glorious Society of Jesus, reduced today to all the most tragic squalor personified by the unhappy and above all seriously heterodox jokes of their Superior General Arturo Sosa Abascal.

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A beautiful memory by Father Federico Lombardi, S.J. his The Osservatore Romano [view of page. 4 from The Osservatore Romano, WHO].

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the Island of Patmos, 13 October 2022

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The Fathers of the Island of Patmos

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As we had anticipated: the Bishop of Terni who participates in the inauguration of the Masonic Lodge "was misunderstood". Father Ariel will participate in the inauguration of the next Erotic Festival. And that no one dares to misunderstand it

AS WE HAVE ADVANCED: THE BISHOP OF TERNI WHO PARTICIPATES IN THE INAUGURATION OF THE MASONIC LODGES "HAS BEEN AGREED". FATHER ARIEL WILL ATTEND THE OPENING OF THE NEXT ONE EROTIC FESTIVAL. AND THAT NO ONE DARES MISUNDERSTANDING IT

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"No one tears a piece from a new cloak to attack an old one; otherwise he will rend the new, and the patch from the new will not match the old " [LC 5, 36].

- Church news -

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I had already anticipated in my article yesterday [see WHO], that the press release would arrive on time to clarify that "... the Bishop was misunderstood".

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And as anticipated, this happened: the Bishop of Terni filmed holding the ribbon during the cut for the inauguration of the new Masonic Lodge was just misunderstood. He was not an imprudent man who was poised between the imprudent and the idiot, but it was misunderstood, as the diocese's official communiqué says [see WHO].

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I take this opportunity to inform the President of the Italian Episcopal Conference and the Prefect of the Congregation for Bishops who in the next edition of Erotic Festival they will be able to see me between two pornstars plus with breasts in the wind intent on holding the ribbon for the inaugural cut, exactly as the Bishop of Terni did, misunderstood and misunderstood. And it is clear: that no one dares to misunderstand me. Also because a priest between two is much better and far less harmful pornstars than a blatantly imprudent bishop holding the inaugural ribbon to the Masons, only to declare himself misunderstood and misunderstood.

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the Island of Patmos, 3 October 2022

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Remake of the historic film The Misunderstood, with the extraordinary participation of the Bishop of Terni

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The Fathers of the Island of Patmos

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From his unreal world Alessandro Minutella takes it out on Archbishop Georg Gänswein. A human tragedy and a disaster of souls in a period of devastating crisis affecting the Catholic Church

FROM HIS WORLD OF THE IRREAL ALESSANDRO MINUTELLA TAKES IT UP WITH ARCHBISHOP GEORG GANSWEIN. A HUMAN TRAGEDY AND A DISASTER OF SOULS IN A PERIOD OF DEVASTATING CRISIS THAT INVOLVES THE CATHOLIC CHURCH

 

In a Church that in an obsessive way seems capable of talking only about the poor and migrants while the house is burning engulfed in flames, a subject like Mr. Minutella can gather followers and produce huge souls disasters. Nor can we forget that he certainly did not become a priest by himself, quite the opposite: it is the emblem of one of the many monsters created by the superficiality and lack of vigilance of our Bishops and the formators appointed by them to train future priests.

- Church news -

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PDF print format article

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To open the video conference click on the image

Athe sad case by Alessandro Minutella, suspended priest from Palermo peep In the 2017, fell into excommunication In the 2018, resigned In the 2022 by the clerical state, punishment that the Church very rarely inflicts, I dedicated one conference to which I refer.

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Il Signor Minutella he's a serial liar lying - who knows, perhaps even knowing that he is lying? ―, contradicting itself for years continuously. Proof of this are his videos present by the hundreds on the Internet in which he usually affirms the opposite of what was previously stated even after a short time, or even in the space of a single video. The dangerous element that characterizes this twisted psychology is the continuous falsification and manipulation of facts, of the history and documents of the Church and what they contain. Mr. Minutella specializes in having the documents of the Magisterium of the Church say what they do not contain. The technique he uses is always the same: takes a few lines, manipulates them, it distorts the text and makes the document say what it does not say. We have repeatedly shown that on certain texts it is not written what Mr. Minutella attributes to him but the exact opposite of what he affirms and supports.

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Let's try to clarify matters with just one example among many: to argue that the election of the legitimate Successor of the resigning Supreme Pontiff Benedict XVI is invalid and that the reigning Pontiff is a usurper antipope, has always used the Apostolic Constitution Dominic Flock where the Holy Pontiff John Paul II establishes:

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"If the election had taken place otherwise than as prescribed in this Constitution or if the conditions set out here had not been observed, the election is therefore null and void, without any declaration in this regard e, so, it does not confer any rights on the elected person " [cf.. n. 76].

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This statement however, it is only the conclusion of the entire previous Chapter V placed as closed at the end of precise and detailed explanations related to the mechanism of voting in conclave. Extrapolating these four lines and building on them what the entire Apostolic Constitution does not say is a serious and dishonest mystification. However, this is the consolidated action that Mr. Minutella has been carrying out for years: extrapolates a passage in which pacts and agreements between the Cardinals before the conclave are prohibited, extrapolates a closure that concludes Chapter V, after which it omits, with obvious criminal intent, to cite the article that clarifies since the opening of the following Chapter VI:

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"If in the election of the Roman Pontiff - God forbid - the crime of simony were perpetrated, I decide and declare that all those who are guilty of it will incur excommunication automatic and that the nullity or non-validity of the same simoniacal provision is nevertheless removed, so that for this reason - as already established by my Predecessors - the validity of the election of the Roman Pontiff is not challenged [cf.. n. 78].

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This is imprinted in that Apostolic Constitution to which Mr. Minutella attributes what was never written by the Holy Pontiff John Paul II, which, without penalty of misunderstanding, clarifies that not even the shameful and grave crime of simonia renders the election of the Roman Pontiff invalid and illegitimate.

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The game should be clear and easy to unmask, but this is precisely the problem: Mr. Minutella addresses an audience of lost and superficial people in front of whom two different ways of acting collide: that of us theologians, philosophers and jurists who we speculate on the basis of scientific criteria structured on logic and rationality, that of the pseudo-theologian Minutella who knowingly plays on the emotionality of the frail and the weak and who acts in total disregard of logic and rationality. The pseudo-theology of Mr. Minutella is structured on a heretical Mariology with a millenarian structure that totally distorts the figure of the Blessed Virgin Mary changed into a modern pagan divinity, with constant obsessive magical-esoteric references to the imminent triumph of his immaculate heart, without taking into account the absolute centrality of the Christological mystery. with a style that ranges between the tele-barker and the magician who reads the tarot, Mr. Minutella continually arouses in fragile and lost people that deleterious spirit towards which the Blessed Apostle Paul warns us by saying:

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«The day will come, indeed, when they will not endure sound doctrine;, ma, having itching ears they, will accumulate for themselves teachers to suit their own likings, refusing to listen to the truth to turn to fairy tales " [II Tm 4, 1-4].

I neuro-video-delusions of Signor Minutella are an incessant itchy stimulus through the spreading of Marian messages, visions of mystics and mystics and their alleged prophecies, most of which have never been recognized as authentic by the Church. Tease the catastrophic morbidity with the messages of Our Lady of Fatima, obviously after having twisted and manipulated them, presents the writings of Maria Valtorta as foundations of faith, heedless of the negative judgments and condemnations of the Church [cf.. My previous article, WHO]. He insists that the “prophecies” of Blessed Katharina Emmerick are authentic, because according to him beatified by the Church. In doing so he demonstrates disturbing and crass ignorance, because when in the 2004 Emmerick was beatified the competent dicastery of the Holy See reiterated the inauthenticity of the so-called prophecies attributed to her by writing:

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«The blessed has certainly left us only three letters. The other writings, which are erroneously attributed to it, have different origins: the "visions" of the Passion of Christ were annotated and reworked with great freedom and without any control by the German writer Clemens Brentano (1778-1842). The works in question cannot be considered either written or dictated by Emmerick and not even authentic transcriptions of her statements and narratives, but a literary work by Brentano " [Declaration of the Congregation for the Causes of Saints, 2004].

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If the Church proclaims a blessed, or later proclaims a blessed as a saint, this does not imply that he recognizes, you beatify and canonize everything you have said or written. Affirm to your followers that everything is authentic because the Church has beatified or canonized, it means expressing genuine idiocy. Mr. Minutella is able to mix together Our Lady of Fatima with Saint Malachi Bishop of Armagh, lived in the twelfth century, whose “prophecies” on the popes are a resounding forgery attributed to him and further manipulated in the seventeenth century. Mr. Minutella done all this, as Friar Cipolla in the short story of Giovanni Boccaccio, reassures the villagers about the authenticity of the amazing relics displayed, pointing out that he is "twice a doctor of sacred theology" and that he is a theologian trained at the school of St. Thomas Aquinas, as well as expert in theology of the famous twentieth century theologian Hans Urs von Balthasar. In fact, Mr. Minutella is so limited and ignorant that he would not be able to make even the structure of one question dell’Aquinate, however, he has such a nerve that he would be able to declare even the sensational fake of the Constantinian donation, stating that Lorenzo Valla, who proved its falsity in 1440, he was just a poor incompetent.

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Numerous followers of this sect leader are suffering from functional illiteracy which makes them unable to read and understand a document, from other digital illiteracy. Both take as gold standard what their guru says, taking care not to make a very minimum effort: go on official site of the Holy See, look for and read the documents of the Magisterium of the Church which he overturned to ascertain that they say the exact opposite of what Mr. Minutella bi-doctor in sacred theology attributes to him. Both of these types of people are to such an extent devoid of critical sense that they are unable to analyze certain statements and compare them with those that demonstrate how surreal and insane the statements of Mr. Minutella are.. Let me be clear, by ignorant we do not mean humble or simple people who are always ready to listen and learn what they do not know, but those who refuse to reason, who are incapable of developing critical thinking and who with aggressive pride feel they possess knowledge, especially of true faith.

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For some time now a journalist who writes rants on the newspaper's blog has taken on the shoulder of Mr. Minutella Free and who recently published a book in which he explains how the resigning Supreme Pontiff Benedict XVI made an act of resignation through a document deliberately made invalid by various Latin grammatical errors. I do not know if this Lord is aware that in the Holy Gospels there are some errors, even gross ones due to translations and transcriptions, perhaps he also intends to invalidate the revealed Word of God? And so, after the Supreme Pontiff Benedict XVI, forced to make an act of resignation, would have retired to "an impeded seat", began to speak and communicate "in code", to demonstrate in cryptic language the invalidity of his renunciation and the state of impediment that would not allow him to speak and express himself, but only to send encrypted messages, of which he is the only and brilliant world interpreter, as well as discoverer, this reporter fantasy Of Free.

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The birth and proliferation of certain subjects it can also be a natural reaction in historical-social contexts that have always been known in sociology and mainly linked to the various stages of decadence marked by great cultural regresses and the consequent rejection of the basic principles of human rationality. It is in fact known that when one ceases to believe in the foundations of revealed faith, one ends up believing in everything. Of course, what is very perplexing is that a nice face of an undertaker like the director of Free Alessandro Sallustri allows space for such garbage. It would be as if in the nineties The Corriere della Sera had entrusted a front page column to Wanna Marchi and the magician Mário Pacheco Do Nascimento, if anything, after having removed space and closed a column entrusted to Vittorio Messori. A long-time newspaper editor who does not realize this is almost the corpse of a journalist who has now lost even that stiffness of death which might give it a certain charm.

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In fact, we are beyond science fiction, beyond the grotesque, because if Benedict XVI had done what is attributed to him by Wanna Marchi and the magician Do Nascimento - respectively priest dismissed from the clerical state and journalist fantasy - you understand well that we would find ourselves before the most lying and cowardly Pontiff in the history of the Church.

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Deny these people, as has been done several times, it is completely useless, because Mr. Minutella and the journalist author of this fantastic Ratzinger Code upset any sentence, word or deed. Example: Benedict XVI blinked his right eyelid twice? Think of it as a natural mechanism of the human body dictated by the functioning of the facial muscles? Absolutely not. In truth it is a Ratzingerian morse code through which the Holy Father, forced to make an act of renunciation, is communicating and confirming that he is in an "impeded seat" and that he is always the only and legitimate Roman Pontiff. Some think that Benedict XVI's hunched shoulders are due to the natural physical decline of a man in his nineties? Absolutely not. In truth, it is proof that the Holy Father is bent under the weight of the oppression of the Bergoglian conspiracy hatched by the so-called Mafia of St. Gallen by the cardinal Masons who are all venerable masters of the XXXIII degree of the Masonic Grand Lodge of the ancient Scottish rite.

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It recently ended up in the viewfinder S. AND. Mons. George Ganswein Prefect emeritus of the Papal Household and still faithful private secretary of the resigning Supreme Pontiff Benedict XVI, to which Mr. Minutella sent a letter together with a small group of seven other priests following him on 6 August, asking for an account and confirmation that Benedict XVI had truly and validly renounced and that the Supreme Pontiff Francis was really his legitimate successor. We reason: to questions as idiotic and provocative as it would be possible to answer, especially if they are posed by manipulators who usually distort any response, even the clearest and most decisive? In fact, the reaction was not long in coming: a few weeks later, Mr. Minutella explained that the lack of response should not be read as a form of rudeness, but as a test of silence-assent. This is equivalent to sending a message to the Abbess of the Poor Clares of strict observance to ask if she is a virgin or if before becoming a nun, when she was a young secular woman, she had had sexual intercourse with men. These are perhaps questions to ask? there, do not think that asking such questions to a Supreme Pontiff who has made an act of resignation is so different from asking a question like the one just illustrated to the Abbess of the Poor Clares, except to state below that her failure to answer is a proof to be read as a form of silence-assent on the part of the Reverend Mother.

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Recently Mr. Minutella complained that H.E. Mons. Georg Gänswein allegedly telephoned the brother priest of a German priest who joined his entourage stating that this subject is in concrete facts a “crazy” as well as “theologically out of my mind” and that his book Pietro, where are you? it does not deserve the paper it is printed on”. Let me be clear: all this is stated by Mr. Minutella, we don't know if this phone call took place. If it had happened, we do not know what Archbishop Georg Gänswein really said to his interlocutor and in what terms. One thing is certain: in case he had expressed those judgments, he would have said and summarized nothing but the reality of the facts.

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The reply was not long in coming of Mr. Minutella who first of all gave the ignorant to Archbishop Georg Gänswein who by training is a canonist and who according to him "should know that a madman cannot incur excommunication, because he is not aware and therefore not responsible for his actions ". Also in this case, Mr. Minutella confirms Urbi et Orbi his ignorance and narrowness. Not all insane people or all people suffering from severe psychiatric disorders are subjects incapable of understanding and willing. We could start from Friedrich Nietzsche dead mad until the mathematician John Forbes Nash, Nobel Prize for Economics, who suffered from a very severe form of schizophrenia which could never be cured. All this proves that if there is an overt ignorant man, it is certainly not Archbishop Georg Gänswein but Mr. Minutella.

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Victimist and whiner to the point of paroxysm, Mr. Minutella has been repeating for years: "No one wants to confront me on the merits of the issues", implying and giving his followers to drink that no theologian, canonist and ecclesiologist would hold up a comparison with such great and powerful science. The reality is quite different: although it proclaims itself "lion of Mary", in truth, Mr. Minutella is just a poor werewolf who screams like a castrated capon in a camera room from which he throws arrows in his videos, but who has always been careful not to seek and accept comparisons with true and serious scholars. Before Cardinal Raymond Leo Burke and the presbyter and theologian Nicola Bux, who tried to bring him back into the ranks at the beginning of his mad delusions between the 2016 and the 2017, this self-styled "lion of Mary" werewolf stood before them with his head down, with the tail between the legs and the small voice. So he did with them as with other interlocutors. Then, when she walks into her video-shooting room with her adoring caregivers nodding, at that point it turns into a hyena.

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Qhen in September 2018 the Supreme Pontiff Francis he went to Palermo Mr. Minutella was warned in time and a private meeting with the Holy Father was proposed, so that she could have a chance to ask him about it or tell him what he thought to his face. All before he was notified of the excommunication automatic. What was the reaction of the self-styled "lion of Mary" werewolf? Two days before the arrival of the Holy Father he went to Verona, fired every worst poison and two days later returned to Palermo to continue vomiting on "Bergoglio antipope usurper emissary of the Antichrist", obviously from his room of filming assisted by his adoring caregivers. Why the "lion of Mary" did not take that splendid opportunity to tell the person directly concerned what he thought of him, instead of fleeing to Verona two days earlier and returning two days after the Holy Father had left Palermo? If the followers of this pathological liar ask coward unable to deal with anyone on the merits of delicate theological and juridical issues which he reduced to a little theater of the grotesque.

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Someone wondered: why they did not receive it from Benedict XVI, so that he was informed by the voice of the person concerned about his free and valid act of renunciation, thus bringing him back to the right path? Several thought about this eventuality, but it was prudently discarded, the results would have been so obvious: the "lion of Mary" would have prostrated himself with his tail between his legs, her head down and her small voice, then, just got home, he would have flung himself into his bedroom to take on the role of the werewolf and announce that thanks to that meeting he had had irrefutable proof that Benedict XVI, imprisoned in “venue prevented”, he had been forced to reassure him under the threat of the powerful ecclesiastical freemasonry of the Vatican ruled by cardinal Satanist Masons affiliated to the Grand Orient of the Scottish Rite.

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Mr. Minutella is one of the many monsters born within the Church and before which we should all question ourselves, our Bishops in the lead. He is neither intelligent nor cultured, he is by no means a talented communicator and is devoid of rhetorical art, he's just a salesman, a barker. Its cultural narrowness is embarrassing, for this he needs to advertise the academic qualifications obtained in ecclesiastical universities, which have never been proof and attestation of ability, science and intelligence. For several decades a specialization or a theological doctorate in Rome has been granted to anyone. We priests and theologians, that we know this, we laugh about it every time Mr. Minutella reassures his followers by citing their academic qualifications as a guarantee of the nonsense he utters.

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Like a real cancer Mr. Minutella came to life and developed in a historical moment of serious intra and extra ecclesial crisis. For years I have been repeating that since the end of the 1960s a crisis of doctrine has developed in the Church which has given rise to a crisis of faith., the consequence of which was finally a devastating moral crisis of the clergy [cf.. my book And Satan became triune]. Devoid of intelligence and culture but rich in the cunning of the old illiterate peasant who can also be able to outsmart you with shrewdness, Mr. Minutella starts based on true things and objective data linked to this great and painful decadence that is affecting the Church, after which it sells endless falsehoods, gathering ever greater numbers of followers among those weak and lost Catholics who seek guidance and safety.

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in a Church that obsessively he seems able to speak only of the poor and migrants while the house is burning engulfed in flames, a subject like Mr. Minutella can gather followers in ever greater numbers and produce enormous disasters of souls. Nor can we forget that he certainly did not become a priest by himself, quite the opposite: it is the emblem of one of the many monsters created by the superficiality and lack of vigilance of our Bishops and the formators appointed by them to train future priests. These would be the real ones MEA culpa that the Church should do, instead of asking forgiveness from the natives of the Americas to whom i “bad” Spanish conquerors of the 16th century prevented from continuing to make human sacrifices of children to the Inca and Aztec deities, thus giving breath to the trumpets of Signor Minutella, a monster that did not create itself but that was created by us, largely guilty and responsible for the huge disasters that it is doing on souls.

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the Island of Patmos, 3 October 2022

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The Bishop of Terni-Narni-Amelia inaugurates the new headquarters of Freemasonry

THE BISHOP OF TERNI-NARNI-AMELIA INAUGURATES THE NEW HEADQUARTERS OF THE FREEMASONRY

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The priests who from God have had the grace of having two balls, fundamental and indispensable prerequisite for the ministerial priesthood, if necessary, they must know how to turn them

- Church news -

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The Bishop of Terni-Narni-Amelia at the cutting of the ribbon for the inauguration of the new Masonic Lodge

Faced with a fact of this kind my balls turn to the point that if they put me to soak in the port of Civitavecchia, after half an hour I would arrive in Cagliari pushed by my turbine balls [cf.. WHO].

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And threatens who from God have had the grace to have two balls, fundamental and indispensable prerequisite for the ministerial priesthood, if necessary, they must know how to turn them, especially in the face of the colossal nonsense of certain bishops who have long competed with each other to see who commits the biggest bullshit, which the Holy See then oversees, provided that certain prelates speak in an obsessive-compulsive way of the poor and migrants.

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There is no need to go back to the times of Blessed Pontiff Pius IX nor to those of the Supreme Pontiff Leo XIII or of the Holy Pontiff Pius X, the much more recent Holy Pontiff John Paul II would have been enough, because he would have flogged this bishop with his own hand.

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I have nothing to add, if not my most devoted regards to the President of the Italian Episcopal Conference and the Prefect of the Congregation for Bishops, waiting for the now customary press release: «… the Bishop was misunderstood ". Although certain episcopal releases are not new, a confrere from Arezzo - still pissed off for this reason - told us that already in 2019 their Bishop was the guest of honor for the feast of the 150 years of the historic local Masonic Lodge [cf.. WHO].

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We entrust the comment of this event to Roberto de Mattei, President of the Lepanto Foundation in Rome.

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the Island of Patmos, 2 October 2022

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