Cosa sta accadendo al Santo Padre Francesco? Le ragioni di una preoccupazione in un clima di insolita confusione

—  attualità ecclesiale

CHE COSA STA ACCADENDO AL SANTO PADRE FRANCESCO? LE RAGIONI DI UNA PREOCCUPAZIONE IN UN CLIMA DI INSOLITA CONFUSIONE

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Il Santo Padre non dovrebbe offendersi per qualunque critica gli venga rivolta. Specie se vuole rifarsi come sembra all’esempio di Cristo, che venne criticato dai farisei; egli con troppa facilità si sente in ciò simile a Cristo considerando senz’altro farisei quelli che lo criticano e giunge quasi a vantarsi di esser criticato.

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Autore
Giovanni Cavalcoli, O.P.

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alcuni cartelli di ironica critica comparsi sui muri del centro metropolitano di Roma un anno fa

Le ragioni della preoccupazione sono semplici e comprensibili: se una persona che stimiamo ed amiamo comincia a dar segni di infedeltà nei confronti di quei valori per i quali la stimiamo e la amiamo, ovviamente non possiamo non preoccuparci, domandarci da cosa può dipendere questa decadenza e cosa possiamo fare per rimediarvi. Sentimenti simili proviamo noi cattolici nei confronti del Santo Padre, che con un certo crescendo, dà segni preoccupanti di non compiere il proprio dovere di sommo pastore della Chiesa.

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Comportamenti e idee di Papa Francesco oggi piacciono a grandi folle, pastori e teologi attaccati a questo mondo e ad un cattolicesimo sedicente progressista, ma in realtà modernista, nonché ad ambienti non cattolici.  

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Non che il Papa insegni l’eresia, ma tuttavia egli cammina sul ciglio del burrone. Ma che cosa gli è successo? La risposta è semplice: forse si è lasciato prendere dal gusto del potere. Tutto il mondo, quindi, sembra dover dipendere dalla sua parola e dalla sua volontà. I suoi fans vorrebbero convincerlo che non c’è dogma, non c’è sacramento, non c’è tradizione, non c’è legge morale, non c’è istituzione della Chiesa e dello Stato che egli non possa cambiare a sua volontà, ritenendosi sempre sotto l’influsso dello Spirito Santo. Si tratta indubbiamente di un caso mai successo prima nella storia della Chiesa.

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Ma dov’è il Romano Pontefice custode, interprete e difensore del deposito della fede, supremo annunciatore del Vangelo, Sommo Sacerdote dispensatore dei sacramenti, zelante padre, giudice e medico delle anime, guida nelle vie della santità verso il regno dei cieli, garante dell’ordine, del diritto, della giustizia, della libertà, del progresso e della pace nella Chiesa, luce delle genti e salvezza del mondo?

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A tale riguardo non si può escludere che Papa Francesco attualmente sia tentato dal demonio, maestro di quella superbia che porta all’eresia. Ciò potrebbe spiegare i frequenti richiami del Papa alla lotta contro il demonio, cosa del tutto inusuale nei Papi, almeno degli ultimi secoli, soprattutto per le istruzioni concrete che il Pontefice impartisce, cosa che fa pensare che egli parli per esperienza diretta. 

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In realtà è mia convinzione che mai nella storia del papato Satana abbia sferrato contro il papato un attacco così violento e insidioso, e proprio riguardo l’ufficio più importante del Papa, che è la custodia della dottrina della fede. Tale attacco contro Papa Francesco è il culmine di un’azione che Satana ha istigato nella Chiesa a partire dall’immediato post-concilio, col suscitare un rinnovato modernismo, soprattutto nel rahnerismo, sotto pretesto del rinnovamento conciliare. Nel contempo, da quel momento, il potere delle tenebre ha ingannato l’episcopato instillando in esso la illusoria convinzione che non fosse più necessario vigilare contro le eresie, e che il tempo delle eresie e della loro relativa condanna fosse cessato grazie al clima di dialogo avviato dal Concilio ed alla messa in opera della raccomandazione di San Giovanni XXIII di cercare ciò che unisce e non ciò che divide [vedere testo, QUI]. Senonché tale utile avviso, che serve a creare la pace e la concordia, fu inteso come invito a disinteressarsi delle eresie, dalle quali appunto nascono le divisioni. L’esortazione del Santo Pontefice a non dividere fu intesa come incitamento a non tener conto e quindi a non eliminare ciò che divide.

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Ecco allora che in tal modo, il rinato modernismo, non represso per tempo dai vescovi, in questi cinquantanni si è accresciuto continuamente, fino a penetrare negli anni Ottanta del Novecento nelle Facoltà Pontificie e con Papa Benedetto XVI nella stessa Santa Sede. In questo periodo di tempo il papato si è visto progressivamente eroso ed indebolito nella lotta al modernismo per il mancato appoggio dei vescovi, tra i quali cominciò a penetrare l’astuto rahnerismo, finto sostenitore dell’episcopato, mentre in realtà lo mette contro il Papa e lo asserve alle voglie del laicato. In tal modo, nonostante il valente Cardinale Joseph Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede, critico personalmente di Rahner, il dicastero da lui diretto non ebbe mai la forza di condannarlo. Solo San Giovanni Paolo II nel 1993 nell’enciclica Veritatis Splendor [nn. 65-67, testo QUI] riuscì a condannare la sua dottrina morale.

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Un Pontefice può essere  peccatore ma non eretico. Bisogna quindi chiarire che con non può verificarsi il fatto di un Papa eretico. Qualunque cattolico, dal Segretario di Stato in giù può essere eretico, all’infuori del Papa. L’esistenza e quindi l’essenza della Chiesa, sacramento universale di salvezza, nella sua propria immutabile ed indistruttibile identità e santità voluta e garantita da Cristo, dipende originariamente in ultima istanza dall’insegnamento dogmatico del Papa. Per questo il Concilio di Firenze del 1442 insegna che chi disobbedisce o si ribella al Papa va all’inferno. Non aveva torto il Pontefice Bonifacio VIII nel dire che l’autorità del Papa è la suprema fra tutte quelle che esistono nella terra, comprese quelle temporali, in forza del detto di Cristo «ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra» [Mt 28,18].

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Però un Pontefice può peccare di temporalismo o attaccamento al potere in due modi: o con la pretesa di dirigere politicamente dall’alto del suo potere spirituale gli affari temporali, intromettendosi in essi e togliendo ai governanti politici la loro autonomia, oppure impostando l’intero ministero pontificio su di una linea meramente temporale o politica, o al massimo antropologica, lasciando in ombra il ministero apostolico e spirituale. E questo, purtroppo, sembra essere il difetto di Papa Francesco. Mai infatti nella storia della Chiesa era capitato di ritrovarsi in presenza in essa di eretici che restano impuniti e sia la persecuzione dei fedeli da parte di queste correnti ereticali occupanti posti di potere. Certo, nella Chiesa gli eretici ci sono sempre stati, ma essi venivano regolarmente espulsi, o essi stessi dichiaravano francamente di non considerarsi più cattolici.

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Il Santo Padre non dovrebbe offendersi per qualunque critica gli venga rivolta. Specie se vuole rifarsi come sembra all’esempio di Cristo, che venne criticato dai farisei; egli con troppa facilità si sente in ciò simile a Cristo considerando senz’altro farisei quelli che lo criticano e giunge quasi a vantarsi di esser criticato. Sì, certo, c’è un certo farisaismo nelle critiche che gli fanno alcuni, per non parlare dell’astio e della malafede che anima non pochi suoi detrattori, che sono appunta tali anziché lucidi critici. Tuttavia, egli dovrebbe saper distinguere le critiche malevole e preconcette, da quelle giuste e ragionevoli, delle quali dovrebbe tener conto, per non mostrarsi orgoglioso e permaloso.

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Nonostante ciò la grazia, in questa emergenza drammatica, raggiunge comunque tutti nella Chiesa, vescovi e Papa compresi, per mezzo dei laici, semplici fedeli, giornalisti, intellettuali, uomini politici, scrittori, filosofi, teologi, profeti e mistici. Non mancano preti e religiosi. Tuttavia la Chiesa è indistruttibile, nonostante le potenze dell’inferno si accaniscano continuamente contro di essa. Se le cose continuano così, dobbiamo sperare nella conversione del Papa e dei vescovi grazie all’azione ed alla preghiera del popolo di Dio. Posto che tutti i membri della Chiesa terrena, compreso il Papa, finché vivono quaggiù, per quanto santificati nella Chiesa, corrono sempre il rischio di perdersi. Essi, per santificarsi, devono essere in comunione con la Chiesa, compreso il Papa, perché essa è santa e sorgente della santità, animata dallo Spirito Santo. Il Papa fruisce di quella santità della Chiesa che egli stesso amministra nei sacramenti per mandato di Cristo. E il piccolo esercito dei laici profetici che salverà la Chiesa, dovrà alimentarsi anch’esso, ovviamente, ai sacramenti, nella amministrazione dei quali il sommo sacerdote è il Papa.

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Comunione con la Chiesa dunque vuol dire comunione col Papa, anche se questi può essere in peccato mortale e come tale interiormente fuori della Chiesa. Eppure il Papa, anche in queste deprecabili condizioni, resta sempre come Capo della Chiesa, principio della comunione ecclesiale, almeno giuridica.

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Sbagliano pertanto quelli che parlano di un Papa ”scismatico”. Si vede che non sanno che cos’è uno scisma. Esso è sì il separarsi dalla Chiesa, ma con ciò stesso dal Papa. Ora, il Papa evidentemente non si può separare da se stesso, né può scomunicare se stesso. Il Papa è l’unico cattolico che non può essere scomunicato. Qui però si tratta di un fatto giuridico di foro esterno. Perché ciò non impedisce invece che un Papa sia fuori della Chiesa in foro interno, in quanto in stato di peccato mortale. Se la Chiesa è santa, chi non è santo non può appartenere alla Chiesa nell’anima, ma semmai solo col corpo. O semmai per un mero fatto giuridico-funzionale. Può continuare a fare il Papa, ma certo non lo farà bene e non lo farà come deve.

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«Dal maligno nemico difendimi»

[Dalla preghiera Anima Christi]

Varazze, 29 agosto 2018

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3 thoughts on “Cosa sta accadendo al Santo Padre Francesco? Le ragioni di una preoccupazione in un clima di insolita confusione

  1. Padre Cavalcoli, una domanda: Se fosse vero quanto orgogliosamente conclamato da molti cardinali compreso il McCarrick, che il loro voto nel conclave del 2013 fu dato a un “amico” che avrebbe loro garantito protezione e legittimazione, SE così fosse, si potrebbe ipotizzare un’elezione papale simoniaca ?

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