EDIZIONI L'ISOLA DI PATMOS
  • Home
  • Log in
    • Sign up
    • Profile
    • Go out
  • Shop
    • Books for sale
    • How to publish with our editions
  • Item categories
    • Actuality
    • Theologica
    • Pastoral Care
    • Liturgical pastoral care
    • Homiletics
    • Catechesis
    • Theology and canon law
    • Briefs of the Fathers
  • Video
  • Who we are
  • Drafting
  • Contact us
  • Editions and Magazine
  • Click to open the search input field Click to open the search input field Search
  • Menu Menu

You don't become a priest because "As long as you don't practice sex"

23 July 2026/in Actuality/by father ariel

PRETE NON SI DIVENTA PER «BASTA CHE NON PRATICHI IL SESSO»

I. Un problema è stato posto nel modo sbagliato – (II). Il prete ha una vita privata? – III. Il grande equivoco: «Basta che non pratichi» – IV. Il primo requisito non è la castità: continenza e identità non coincidono – V. Il Magistero non è un pregiudizio – WE. Escludere l’omosessuale è una tutela, non una condanna

- Church news -

.

Author
Ariel S. Levi di Gualdo

.

PDF print format article

 

.

Da qualche anno è in atto un tentativo molto sottile e insidioso: introdurre nella Chiesa il cavallo di Troia arcobalenato. Non potendo demolire apertamente duemila anni di dottrina e disciplina ecclesiale, si cerca di cambiare il significato delle parole, alterare progressivamente i criteri del discernimento vocazionale e presentare come conquista di civiltà ciò che in realtà svuota dall’interno la natura del sacerdozio ministeriale. I mutamenti più radicali non passano quasi mai per rivoluzioni violente, ma per il lento slittamento del linguaggio.

A questa operazione partecipano da anni gruppi organizzati, sostenuti da una fetta di clero mal formato, incapace di distinguere tra antropologia cristiana, psicologia e rivendicazione ideologica, ignaro che la missione di Cristo alla Chiesa è accogliere il peccatore (cf.. LC 15, 4-7) e respingere il peccato, non certo l’inverso (cf.. LC 15, 8-10). Blog sedicenti cattolici liquidano però con disinvoltura come “homophobia” norme che il Magistero ha formulato e ribadito da oltre vent’anni per il discernimento dei candidati al sacerdozio, incuranti che il problema non è se un uomo provi attrazione per persone dello stesso sesso o del sesso opposto, né se esistano omosessuali capaci di vivere castamente: su questo la Chiesa non ha mai nutrito dubbi, la dignità della persona deriva dall’essere creata a immagine di Dio (cf.. Gen 1,27; Catechism, n. 2358) e non dalle inclinazioni affettive. Il problema è un altro: può un articolo liquidare come pregiudizio una disciplina che il Magistero stabilisce da vent’anni? Può ridurre l’idoneità al sacerdozio alla sola continenza fisica, ignorando totalmente l’aspetto psicologico? Può sostenere che l’orientamento sia irrilevante quando il Magistero afferma l’esatto contrario per le tendenze omosessuali profondamente radicate? (cf.. Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis, 2016)

Da qui bisogna partire, non per giudicare la dignità delle persone, ma per riportare la discussione sul suo terreno autentico: il diritto-dovere della Chiesa di discernere chi ammettere al sacerdozio, che non è un diritto soggettivo rivendicabile da chiunque, ma una vocazione che la Chiesa deve riconoscere, verificare e, when necessary, respingere per il bene della persona e della Chiesa stessa.

I. Un problema è stato posto nel modo sbagliato

L’articolo pubblicato pochi giorni fa sul blog I can not remain silent under the title: Il vergognoso piano di Notre Dame per controllare le coscienze dei seminaristi (18.07.2026) affronta di per se un tema che merita di essere discusso: il discernimento vocazionale dei candidati con tendenze omosessuali. Il problema non è che se ne parli, ma come il discorso viene impostato fin dalle premesse, perché se queste sono errate, anche conclusioni formulate con apparente coerenza lo saranno, o come ammonisce un apologo erroneamente attribuito a Duns Scoto, ma in verità di un autore ignoto della scolastica medioevale: «Ex falsis praemissis sequitur quidlibet — da premesse false può seguire qualunque cosa». Un principio elementare che oggi, sostituita la logica con l’emozione soggettiva, sembra proprio caduto in disuso.

Sorvolando sul fatto che per loro stile consolidato anche questo articolo è firmato con le iniziali di due anonimi, passiamo invece alla tesi da loro sostenuta:

«L’orientamento di un individuo non dovrebbe essere né un problema né, much less, una questione per chi detiene l’autorità».

Da qui prende vita la critica alla disciplina della Chiesa come diffidenza anacronistica verso gli omosessuali, tramite un ragionamento tutto emotivo e per niente scientifico che sbaglia direzione fin dall’inizio: in discussione, indeed, non è se una persona omosessuale abbia pari dignità — su questo la Chiesa non transige — né se possa vivere castamente. Pensare che la continenza sia impossibile agli omosessuali e naturale solo agli eterosessuali sarebbe irreale, oltre che offensivo. La vera domanda che l’articolo rimuove quasi del tutto è un’altra: chi stabilisce i criteri di ammissione al sacerdozio? Il candidato che rivendica un diritto, o la Chiesa che esercita il dovere, espressamente ricevuto da Cristo, di discernere chi ammettere agli Ordini sacri?

Certe psicologie sono molto suscettibili e per questo intolleranti alle legittime critiche, che denunciano prontamente quali elementi lesivi e persecutori, sino a ricorrere a categorie giuridiche inopportune, come l’uso improprio del concetto di “homophobia”, che nel nostro ordinamento italiano non costituisce figura di reato, non essendo necessario invocare per gli omosessuali lo status di “specie protetta” riservato da leggi specifiche a ben altre categorie vulnerabili (cf.. Law 25 June 1993, n. 205, c.d. “legge Mancino”). Posto poi che sotto certi aspetti ogni persona umana può essere vulnerabile, of always, se a un omosessuale fosse usata violenza in quanto omosessuale, qualsiasi tribunale propende ad applicare il principio dell’aggravante, senza bisogno alcuno di leggi specifiche a protezione della “categoria omosessuali”.

L’articolista presuppone, instead, che ogni persona abbia un diritto naturale ad accedere a qualsiasi ufficio e che ogni limitazione sia ingiusta: se ciò fosse vero, potrei rivendicare il diritto a diventare presidente della Corte costituzionale e denunciare discriminazione se mi fosse negato, o denunciare per discriminazione di genere chi osasse impedirmi di partecipare, the threshold of 63 year old, alle finali per l’assegnazione del premio di Miss Italia. È una logica che può avere senso nell’ambito dei diritti civili, ma è del tutto estranea alla teologia cattolica del ministero ordinato. Il sacerdozio non è un diritto soggettivo e nessuno può rivendicare davanti alla Chiesa il diritto di essere ordinato. L’ordinazione non riconosce una pretesa individuale, ma è l’esito di un discernimento ecclesiale sull’idoneità del candidato. Ridurre tutto alla domanda «vive castamente oppure no?» significa fraintendere il criterio stesso con cui la Chiesa ha sempre esaminato in modo prudenziale le vocazioni.

(II). Il prete ha una vita privata?

Per capire perché la Chiesa abbia elaborato questi criteri, occorre anzitutto capire che il sacerdozio: non è un mestiere ecclesiastico, ma una configurazione sacramentale a Cristo. Il presbitero non riceve solo competenze, ma una precisa identità strutturata su un nuovo carattere che investe tutta la persona. Quando il vescovo consacra un presbitero gli dice: "Understand what you do, imitate what you celebrate, conform your life to the mystery of the cross of Christ the Lord ". Come si può pensare di separare questa dimensione ontologica totalizzante — «Tu sei sacerdote in eterno» (Shall 110,4; EB 5,6) — in una sfera pubblica e una privata?

Da anni questo blog sostiene che tendenze e vita sessuale del prete apparterrebbero alla sua sfera privata — ignorando che nessuno considererebbe normale un sacerdote la cui vita privata fosse sistematicamente incompatibile con ciò che rappresenta pubblicamente, lo afferma senza tema di smentita il suo stesso ideatore, Marco Perfetti, noto anche come “Felipe”:

«[…] I can not remain silent ha fatto in questo una battaglia dicendo che il sacerdote nella propria vita privata è libero di fare ciò che vuole e non può interferire nella vita privata del prete né il vescovo né appunto questo chiacchiericcio da salotto che ormai ha veramente stufato» (cf.. I can not remain silent: a colloqui con Felipe Perfetti, YouTube, 8 September 2023, minute 11:38, video who)

Sono affermazioni che si commentano da se stesse. Il ministero ordinato esige una profonda unità tra identità personale e testimonianza pubblica: il prete è ontologicamente tale in modo totalizzante, senza alcuna separazione tra pubblico e privato. O qualcuno forse, dinanzi a un prete che mancasse ai fondamenti della carità, sarebbe disposto ad affermare che si tratta della sua vita privata?

È proprio questa concezione del sacerdozio che resta sullo sfondo nell’articolo in questione che riduce il rapporto tra sacerdozio e sessualità alla sola osservanza della continenza, come se la prudente verifica vocazionale fosse un’analisi del comportamento morale, mentre il discernimento ecclesiale riguarda la persona nella sua globalità, la sua maturità umana, spirituale ed ecclesiale, la sua capacità di incarnare la forma di vita a cui il ministero ordinato la chiama. Trasformare la discussione nell’alternativa “discriminazione o castità” it is misleading: tra questi due estremi si colloca una valutazione più ampia e articolata, che la Chiesa conduce sulla persona nella sua interezza. La Chiesa non giudica il valore delle persone, ma l’idoneità di un candidato a ricevere il Sacramento dell’Ordine. Sono due giudizi diversi: affermare che una persona possiede immensa dignità davanti a Dio non significa che sia idonea a qualsiasi ministero; riconoscere che un uomo viva sinceramente la castità non implica che possieda tutti i requisiti per il sacerdozio.

III. Il grande equivoco: «Basta che non pratichi»

L’articolo si fonda su un presupposto solo apparentemente ragionevole: se un candidato vive castamente, perché l’orientamento dovrebbe contare? E qui nasce l’equivoco, grande e pericoloso: l’intero giudizio viene ridotto a una sola dimensione, il comportamento sessuale. Come se tutto si condensasse in una domanda elementare: «ha rapporti sessuali oppure no?». Un Vescovo che ammette un candidato agli Ordini non verifica solo la disciplina morale: valuta la fede, l’equilibrio umano, la maturità affettiva, la libertà interiore, la capacità relazionale, il senso ecclesiale, l’attitudine pastorale. Ridurre tutto alla continenza trasforma il sacerdozio in una questione notarile — basta rispettare la norma — ma la vocazione non è mai stata concepita così.

Il celibato stesso non è semplice astinenza: è una forma di donazione. Il sacerdote non rinuncia al matrimonio perché sia un bene minore, ma perché è un bene così grande da poter essere lasciato solo in vista di un bene più alto: la dedizione totale a Cristo e alla Chiesa. Ciò presuppone una precisa antropologia, un preciso modo di vivere la propria identità: la domanda decisiva non è quindi «vive castamente?» ma quale uomo la Chiesa ritiene chiamato a incarnare sacramentalmente l’immagine di Cristo Sposo. È un piano diverso da quello sociologico della discriminazione: è quello della sacramentalità e dell’antropologia cristiana.

IV. Il primo requisito non è la castità: continenza e identità non coincidono

Il primo requisito, so, non è la castità: è l’uomo inteso come persona nella sua intima identità umana, la sua maturità affettiva, la sua capacità di assumere quella forma di vita. Il celibato sacerdotale non cancella la dimensione sponsale dell’uomo, la orienta in modo nuovo: il sacerdote rinuncia alla sposa concreta perché la sua esistenza rende sacramentalmente presente il rapporto sponsale di Cristo con la Chiesa (cf.. Ef 5, 25-32) una categoria che attraversa tutta la Scrittura, dai profeti all’Apocalisse, non un’immagine ornamentale (cf.. John Paul II, Pastores Dabo Vobis, n. 22).

La continenza è una condizione necessaria, ma non è mai una condizione sufficiente. È qui che l’articolo in questione opera la sua semplificazione: se un uomo vive castamente, osserva il celibato ed è capace di esercitare il ministero, perché l’orientamento dovrebbe contare? Si tratta di una conclusione che discende dalla premessa sbagliata: ridurre tutto alla continenza. La Chiesa non ha mai ragionato così: i documenti del Magistero non dicono che le persone con tendenze omosessuali radicate siano incapaci di castità, né che siano meno amate da Dio, semmai può avvenire spesso l’esatto contrario, perché nel severo monito di Gesù: «I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21, 31), sono racchiuse numerose categorie di persone, including homosexuals. La Chiesa valuta la struttura complessiva della personalità, non solo la condotta, posto che tutti siamo peccatori chiamati alla santità. Vi sono uomini di profonda fede privi dell’equilibrio per il ministero pastorale, o della libertà interiore richiesta: nessuno interpreta queste valutazioni come negazione della dignità personale. Perché dovrebbe cambiare quando il discernimento riguarda l’orientamento omosessuale? Perché si continua a confondere la persona con l’idoneità al ministero. La Chiesa non dice che si vale meno: dice che non ogni persona è chiamata a ogni ministero e che non tutti sono idonei ad esercitarlo.

V. Il Magistero non è un pregiudizio

I documenti del Magistero vengono spesso presentati come espressione di una sensibilità culturale superata, destinata a cadere con l’evoluzione della società. È una lettura ingiusta ai testi già richiamati: l’Istruzione del 2005, the Ratio Fundamentalis del 2016 e gli interventi successivi del Dicastero competente non trattano la questione come un problema morale isolato, la collocano nel criterio complessivo dell’idoneità. Non introducono una nuova antropologia: applicano principi sempre appartenuti alla concezione cattolica del ministero. Questi documenti si possono discutere — farlo è legittimo lavoro teologico — ma trasformare ogni dissenso in denuncia di pregiudizio, come se la Chiesa avesse elaborato questi criteri per escludere categorie di persone, attribuisce al Magistero intenzioni che suoi testi non manifestano.

WE. Escludere l’omosessuale è una tutela, non una condanna

A questo punto il ragionamento richiede un passaggio ulteriore, che l’articolo in questione non affronta mai: la differenza tra la continenza vissuta da un candidato eterosessuale e quella vissuta da un candidato con tendenze omosessuali profondamente radicate non riguarda il grado di virtù richiesto — è identico per entrambi — ma la natura di ciò a cui si rinuncia. Il celibato eterosessuale rinuncia a un bene pienamente coerente con l’antropologia sponsale su cui la Chiesa fonda il sacerdozio: la castità del prete celibe resta comunque orientata, nella sua struttura affettiva di fondo, verso quella stessa figura — l’uomo sposo — che il ministero è chiamato a rappresentare sacramentalmente. Al candidato con tendenze omosessuali profondamente radicate la Chiesa chiede invece qualcosa di diverso nella sostanza, non solo nel grado: non la sola rinuncia all’atto, ma la rinuncia a vivere apertamente, nella comunità in cui è chiamato a esercitare un ministero pubblico, un elemento della propria identità affettiva, con il rischio concreto di una vita sdoppiata tra ciò che si è e ciò che si rappresenta. O detta in termini chiari e senza pena di equivoco: all’interno del clero cattolico, il soggetto con tendenze omosessuali non potrebbe mai essere se stesso, finendo per questo costretto a vivere una vita di finzione, o peggio quella vita che taluni, in modo pericolosamente erroneo, pretenderebbero di relegare in quella «sfera della vita privata» sulla quale «nessuno ha il diritto di sindacare», come da anni afferma il Perfetti in articoli e pubblici video.

Questo non è un giudizio sulla dignità della persona, né un’affermazione che l’omosessuale sia meno capace di castità: è un giudizio sull’idoneità a una forma di vita specifica, che esige quella stessa unità tra identità personale e testimonianza pubblica di cui abbiamo già parlato a proposito del celibato come donazione, non come privazione. Riconoscere questa difficoltà strutturale prima dell’ordinazione, piuttosto che scoprirla dopo — quando le conseguenze ricadono sulla persona, sulla comunità e sulla Chiesa stessa — non è una discriminazione, ma l’esatto contrario: la forma più elementare di cura pastorale che risparmia a un uomo l’esperienza di una doppia vita che la Chiesa, per prima, ha il dovere di non fargli intraprendere e vivere.

Conclusion

Il problema non è se una persona con tendenze omosessuali radicate sia degna dell’amore di Dio o capace di vivere autenticamente la fede: la risposta della Chiesa in tal senso è chiara. The question is another: la Chiesa possiede il diritto e il dovere di stabilire i criteri per discernere le vocazioni? Se la risposta è negativa, ogni esclusione da un ministero è discriminazione, se invece è affermativa, il discernimento vocazionale appartiene alla responsabilità della Chiesa e non si riduce alla verifica della condotta legata alla sola morale sessuale.

È su questo punto che si concentra il nostro dissenso rispetto alle affermazioni pericolose, sul piano dottrinale e giuridico di I can not remain silent, unite al suo tentativo, portato avanti da anni, di sdoganare la pratica dell’omosessualità all’interno del clero. Il tutto non per negare la dignità di alcuno, né per alimentare sterili contrapposizioni ideologiche, ma perché la domanda iniziale è stata formulata nel modo sbagliato. Il sacerdozio ministeriale non è una professione, non è un incarico rivendicabile, non è un diritto soggettivo. È una vocazione che la Chiesa valuta secondo criteri che non riceve dal consenso sociale del momento, ma dalla propria comprensione del ministero apostolico e della missione ricevuta da Cristo. Quando la Chiesa esercita questo giudizio compie uno degli atti più delicati e responsabili della propria missione: custodire l’identità del sacerdozio ministeriale per il bene dell’intero Popolo di Dio. Per questo motivo il cavallo di Troia arcobalenato non può fare trionfale ingresso all’interno del clero: per tutelare gli omosessuali per primi da una vita di nascondimento e di doppiezza all’ombra delle sacrestie.

From the island of Patmos, 23 July 2026

.

Father Ariel's latest books

book store WHO

.

___________________________________

Our previous articles (2023-2026):

 

Our previous articles (2023-2026):

– 28 June 2026 — SILERE NON POSSUM AND THE RAINBOW AS A TROJAN HORSE. WHEN THE FIGHT AGAINST ABUSE BECOMES THE PRETEXT TO REWRITE CATHOLIC MORALS (To open the article click WHO)

– 22 June 2026 — Press release: THE ISLAND OF PATMOS SUBJECT TO REPEATED UNFOUNDED REPORTS (To open the article click WHO)

– 11 June 2026 — MARCO PERFETTI: TELLING ME THAT I AM A PROBLEMATIC IS AS OBVIOUS AS SAYING THAT MADDALENA WAS A PROSTITUTE (To open the article click WHO)

– 5 May 2026 — ESTONIA, A PROMISED LAND, A DIFFERENT WORLD... AND A DAILY BADNESS OF THOSE WHO CANNOT BE SILENT (To open the article click WHO)

– 30 April 2026 — I CAN'T BE SILENT: THE DAY WHEN CRIMINAL LAW DISCOVERED THAT IT WAS BORN IN THE SACRESTY (To open the article click WHO)

– 27 April 2026 — WHY IN THIS CASE "I CAN KEEP SILENT"? (To open the article click WHO)

– 31 March 2026 — THE MALIGNANT NARCISSIST AND THE USE OF BLOGS AND SOCIAL MEDIA TO CAUSE DAMAGE TO THE CHURCH AND ITS FAITHFUL SERVANTS (To open the article click WHO)

– 21 March 2026 — THE ABBOT OF SOLESMES AND THE ILLUSION OF LITURGICAL SYNTHESIS: BETWEEN SUBJECTIVISM AND DOCTrinal CONFUSION (To open the article click WHO)

– 28 February 2026 — I CAN'T BE SILENT. AN EXTRAORDINARY MARCO PERFETTI BETWEEN CONFIDENT CANON LAW AND «SCANDAL IN THE SUN»: THE DECEASED AUGUST SAID THAT HOMOSEXUALITY IS A SIN (To open the article click WHO)

– 16 February 2026 — DONNE, LAW AND THEOLOGY USED AS A SLOGAN BY THE SILERE NON POSSUM BLOG (To open the article click WHO)

– 8 February 2026 — THE ATTORNEYS OF ITACA AND THE EPIC OF THE ENFORCEMENT THAT CANNOT BE SILENT (To open the article click WHO)

– 10 December 2025 — MARCO PERFETTI, I CANNOT SILENCE OTHERS: THE CULTURED CRICKET AND THE MOSQUITO THAT THINKS IT IS A GOLDEN EAGLE (To open the article click WHO)

– 6 September 2025 — IL MIGHTY SILENCE I CAN'T STAND DOING GOOGLE SHAKES (To open the article click WHO)

– 16 August 2025 — I CAN'T BE SILENT And that word taboo that he just can't pronounce: "HOMOSEXUALITY" (To open the article click WHO)

– 14 August 2025 — There is a homosexual? AT THAT TIME I CAN'T BE SILENT Also defends the indefensible (To open the article click WHO)

– 29 March 2025 — Always about I CAN'T BE SILENT: DAL “Vertical man"A" Fireculo "and" quadhow "of Leonardo Sciascia (To open the article click WHO)

– 21 March 2025 — I CAN'T BE SILENT And the story of that convinced seamstress that he can give Giorgio Armani high fashion lessons (To open the article click WHO)

– 12 February 2025 — The Opossum is to the knowledge of the Vatican as Henger is in chastity and like his deceased husband Riccardo Schicchi is at work Confessions OF SAINT AUGUSTINE (To open the article click WHO)

– 15 January 2025 — AT THE CLERICAL BORDERS WITH REALITY: THE WOMAN SUFFERS FROM FREUDIAN PENIS ENVY, The Opossum of the envy by Matteo Bruni Director of the Press Room of the Holy See (To open the article click WHO)

– 20 January 2025 — THE OPOSSUM IGNORE THAT A NUN CAN QUIETLY BECOME GOVERNOR OF THE VATICAN CITY STATE, As already was Giulio Sacchetti (To open the article click WHO)

– 22 November 2024 — THE EPISCOPAL APPOINTMENT OF RENATO TARANTELLI BACCARI. WHEN YOU ARE AFFECTED BY LIVER CANCER, THEY CHARGE ON THE ATTACK THOSE WHO CANNOT BE SILENT (To open the article click WHO)

– 31 May 2024 — A NOTE FROM FATHER ARIEL ON THE SITE I CAN'T BE SILENT: «AS ANNOYING AS A SEA URCHIN INSIDE YOUR UNDERPANTS» (To open the article click WHO)

– 8 December 2023 — WHO IS MARCO FELIPE PERFETTI REFERRING TO STATING FROM THE SITE I CAN'T BE SILENT «HERE IN THE VATICAN… WE IN THE VATICAN…», IF YOU CANNOT EVEN SET FOOT IN THE VATICAN? (To open the article click WHO)

– 14 October 2023 — THE ARCHABOT EMERITUS OF MONTECASSINO PIETRO VITTORELLI HAS DEAD: CHRISTIAN PIETY CAN ERASE THE SAD TRUTH? (To open the article click WHO)

.

______________________

Dear Readers, this magazine requires management costs that we have always faced only with your free offers. Those who wish to support our apostolic work can send us their contribution through the convenient and safe way PayPal by clicking below:

Or if you prefer you can use our Bank account in the name of:

Editions The island of Patmos

n Agency. 59 From Rome – Vatican

Iban code: IT74R0503403259000000301118

For international bank transfers:

Codice SWIFT: BAPPIT21D21

If you make a bank transfer, send an email to the editorial staff,

the bank does not provide your email and we will not be able to send you a thank you message: isoladipatmos@gmail.com

We thank you for the support you wish to offer to our apostolic service.

The Fathers of the Island of Patmos

HTTPS://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2025/08/Padre-Ariel-foto-2025-piccola.jpg?fit=150,150&ssl=1 150 150 father ariel HTTPS://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.png father ariel2026-07-23 20:07:402026-07-23 20:47:20You don't become a priest because "As long as you don't practice sex"

NOTEBOOKS AND NOTEBOOKS

BUY NOW

€22,00

BUY NOW

THE WAY OF THE THREE KEYS

SECOND EDITION

€25,00

BUY NOW

FREEDOM DENIED

€25,00

BUY NOW

I BELIEVE TO UNDERSTAND

€28,00

BUY NOW

DIGRESSIONS OF A LIBERAL PRIEST

€18,00

BUY NOW

SATIRICAL CATTLEQUIRES

€22,00

BUY NOW

THE SADNESS OF LOVE

€18,00

BUY NOW

WAR AND IDEOLOGICAL PROPAGANDA

€28,00

SATAN AND BECAME TRINO

BUY NOW

€30,00

BITTER HERBS

BUY NOW

€18,00

ARIANISM

BUY NOW

€22,00

The aspirin of moderate Islam

BUY NOW

€22,00

THE CHURCH AND THE CORONAVIRUS

BUY NOW

€24,00

Nothing trouble you

BUY NOW

€18,00

PIUS XII AND THE SHOAH

BUY NOW

€25,00

Sect Neocatechumenal

BUY NOW

€18,50

THE SIGN OF CAIN

BUY NOW

€20,00

FROM PROZAN TO PROZAC

BUY NOW

€24,00

THE GOLPE OF THE POLITICALLY CORRECT

BUY NOW

MAGAZINE ARTICLE ARCHIVE 2014 – 2024

By clicking on the image of the Editors you can access the complete collection of all their articles

Blog di Padre Ivano Liguori Blog di Padre Gabriele Scardocci Blog di Padre Giovanni Cavalcoli Blog di Padre Ariel Blog di Padre Ariel

follow us on Twitter

Social of the Island of Patmos

Facebook Edizioni Isola di PatmosFacebook Padre Ariel Levi di Gualdo Facebook Padre Ivano LiguoriFacebook Padre Gabriele ScardocciFacebook Padre SimoneCanale YouTube Isola Di Patmos

Translator / Translate

ItalianoItaliano
PortuguêsPortuguês
EnglishEnglish
EspañolEspañol
DeutschDeutsch
FrançaisFrançais
Set as default language
by Transposh - translation plugin for wordpress

Search Engine

Search Search
Popular
  • Marco Perfetti, alias “I can not remain silent”: the...10 December 2025 - 16:07
  • «We in the Vatican, here in the Vatican…». Silerian donkeys ...11 May 2025 - 10:59
  • The Sacrament of Marriage by Father Gabriele Giordano...13 May 2023 - 12:26
  • It is being distributed “Sadness of Love”, ultima...30 August 2022 - 15:24
  • The anti-covid vaccines19. That moral and that Christian charity ...29 July 2021 - 22:08
  • ANNOUNCEMENTS! "The sect Neocatechumenal. Heresy became ....15 September 2019 - 20:09
  • from the large “Sabrina” played by Audrey ...15 October 2019 - 19:16
  • Once upon a time there were the Eucharist and the Priesthood ...28 March 2019 - 0:54
  • I Neocatecumenali, to conquer Asia thanks ...31 July 2019 - 22:31
  • The Motu Proprio of Benedict XVI on the Mass is abolished..7 May 2020 - 19:27
  • Eventually it was discovered. The ghost-writer of the Supreme Pontiff ...16 July 2021 - 15:28
  • "Fideism idiot in power" … God save us from the ...30 March 2020 - 14:53
Recent
  • Marco Perfetti, alias “I can not remain silent”: the...10 December 2025 - 16:07
  • «We in the Vatican, here in the Vatican…». Silerian donkeys ...11 May 2025 - 10:59
  • The Sacrament of Marriage by Father Gabriele Giordano...13 May 2023 - 12:26
  • It is being distributed “Sadness of Love”, ultima...30 August 2022 - 15:24
  • You don't become a priest because "As long as you don't practice the se...23 July 2026 - 20:07
  • I can not remain silent, the international newspaper with the workshop...20 July 2026 - 22:12
  • When time becomes a problem. Preliminary investigations....15 July 2026 - 19:26
  • Twelve years of flying from the island of Patmos. A community....13 July 2026 - 0:02
  • What schism really is? When the....4 July 2026 - 23:55
  • “I can not remain silent” and the rainbow like....28 June 2026 - 14:04
  • Enzo Bianchi and the death of Camillo Ruini: in front of a deceased person...22 June 2026 - 11:36
  • The island of Patmos is the subject of repeated reports...22 June 2026 - 0:10
Comments
  • Padre ArielI don't know this episode but taking it as true I can....7 December 2025 - 10:27 by Padre Ariel
  • Alessandro L.The secularization of Christian doctrine is....20 November 2025 - 13:14 by Alessandro L.
  • mariacSome time ago I read that a Sicilian bishop threatened....16 November 2025 - 21:47 by mariac
  • GionataBeautiful and complete article, that, in my humble opinion...16 November 2025 - 11:26 by Jonathan
  • AntonelloWhat is emerging on the usual known sites and blogs regarding....7 November 2025 - 10:10 by Antonello
  • OKarolosThe reference to the Litany of Loreto pushes me to point out....6 November 2025 - 10:30 by OKarolos
  • lydia2005Our Hypatia is witty and caustic, Gatta Roma Very good!...17 October 2025 - 18:49 by lydia2005
  • lydia2005Wonderful homily for the funeral of the confrere. My ha ...16 September 2025 - 8:52 by lydia2005

Categories

Archives

Donate

Dear Readers.

This magazine requires management costs that we have always faced only with your free offers. Those who wish to support our apostolic work can send us their contribution through the convenient and safe way PayPal by clicking below:

Or if you prefer you can use our
Bank account in the name of:
Editions The island of Patmos

n Agency. 59 From Rome - Vatican
Iban code:
IT74R0503403259000000301118
For international bank transfers:
Codice SWIFT:
BAPPIT21D21

If you make a bank transfer, send an email to the editorial staff, the bank does not provide your email and we will not be able to send you a thank you message: 
isoladipatmos@gmail.com

We thank you for the support you wish to offer to our apostolic service.

The Fathers of the Island of Patmos

 



July 2026
M T W T F S S
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
« Jun    

sites Friends

The website of this magazine and the editions take name from the Aegean island in which the Blessed Apostle John wrote the Book of the Apocalypse, isola also known as «the place of the last revelation»

«God revealed the secrets of others ALTIUS»

(in higher than the others, John has left the Church, the arcane mysteries of God)

The bezel used as the cover of our home page is a 16th century fresco by Correggio. preserved in the Church of San Giovanni Evangelista in Parma

creator of the website of this magazine:

MANUELA LUZZARDI

Link to: I can not remain silent, the international newspaper with the workshop incorporated into the attack of the director of the Vatican Media Link to: I can not remain silent, the international newspaper with the workshop incorporated into the attack of the director of the Vatican Media I can not remain silent, the international newspaper with the built-in workshop...
Scroll to top Scroll to top Scroll to top
Manage Consent

We use cookies to improve your experience. You can accept them all or manage your preferences.

Functional Always active
Technical storage or access is strictly necessary for the legitimate purpose of enabling the use of a specific service explicitly requested by the subscriber or user, or for the sole purpose of carrying out the transmission of a communication over an electronic communications network.
Preferences
Technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences which are not requested by the subscriber or user.
Statistics
Technical storage or access that is used solely for statistical purposes. Technical storage or access that is used exclusively for anonymous statistical purposes. Without a subpoena, voluntary compliance by your Internet Service Provider, or further registrations by third parties, information stored or retrieved for this purpose alone cannot usually be used for identification.
Marketing
Technical storage or access is required to create profiles of users to send advertising, or to track you across a website or websites for similar marketing purposes.
  • Manage options
  • Manage services
  • Manage {vendor_count} vendors
  • Read more about these purposes
View preferences
  • {title}
  • {title}
  • {title}