«Ecce Agnus Dei». Riconoscendo Gesù il Battista apre le porte sul mistero di Dio e il mistero di noi stessi

«ECCE AGNUS DEI». RICONOSCENDO GESÙ IL BATTISTA APRE LE PORTE SUL MISTERO DI DIO E IL MISTERO DI NOI STESSI

Riconoscendo Gesù con questa affermazione, Giovanni il Battista spalanca il mistero di Dio e il mistero di noi stessi e ci guida a scoprire Dio per scoprire gradualmente il mistero dell’uomo racchiuso in noi stessi.

— Le video-dirette de L’Isola di Patmos —

Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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il teologo domenicano Gabriele Giordano M. Scardocci, padre redattore de L’Isola di Patmos

Un passo fondamentale del Vangelo del Beato Evangelista Giovanni narra:

«Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele”. Giovanni rese testimonianza dicendo: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”» [Gv 1, 29-34].

Riconoscendo Gesù con questa affermazione il Battista spalanca il mistero di Dio e il mistero di noi stessi, guidandoci a scoprire Dio per scoprire gradualmente il mistero dell’uomo racchiuso in noi stessi.

Padre Gabriele e Suor Angelika vi attendono per una catechesi interamente dedicata all’Agnello di Dio in onda nella prima live del 2023 il 12 gennaio 2023 alle ore ore 21.00.

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6 commenti
  1. Stefano Delle Chiaie
    Stefano Delle Chiaie dice:

    L’equivoco potrebbe nascere dal sovrapporre i significati delle espressioni “sapere” e “conoscere”, che la Sacra Scrittura mantiene invece distinti. Certamente Gesù e Giovanni si conoscevano nel senso che sapevano l’uno dell’altro dai discorsi di famiglia, o per aver giocato insieme da bambini; ma anche no, dal momento che vivevano in due villaggi diversi e per il fatto che Giovanni si ritirò abbastanza presto nel deserto. Né possiamo dire con certezza se a distanza di anni sapessero ancora riconoscersi. In questo senso potremmo dare all’espressione “non lo conoscevo” un’interpretazione di tipo letterale. Tuttavia, a mio avviso, la cifra interpretativa di questo brano sta in quel “Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me”. Infatti, cronologicamente Gesù nasce dopo il Battista, ma nella scala degli ultimi tempi lo precede, perché sin dal grembo materno lo invia ad annunciarne l’Avvento e a spianargli la strada. Ed è solo nel vederselo venire incontro – potremmo dire da un tempo passato, ma anche da un tempo futuro, insomma da un tempo eterno – che egli Lo riconosce senza ombra di dubbio come l’Agnello di Dio. Cioè, è proprio in quel punto dove il tempo incontra l’Eterno che egli Lo conosce davvero, faccia a faccia, ed è proprio di questa specifica conoscenza che Giovanni ci rende testimonianza.

    • orenzo
      orenzo dice:

      Gesù e Giovanni, quasi certamente, si conoscevano fin da bambini: Giuseppe infatti, uomo giusto, non avrebbe mai tralasciato il pellegrinaggio a Gerusalemme una o due volte all’anno e, quasi certamente, avrebbe trovato ospitalità con tutta sua famiglia, presso la cugina di Maria che abitava ad Ain Karem, distante in linea d’aria poco più di 6 km dal tempio.

  2. Antonello
    Antonello dice:

    Non ho mai ben capito perché il Battista dice che non lo conosceva (riferito a Gesù) se era suo parente e se aveva sussultato nel grembo di Elisabetta alla visita di Maria.

    • orenzo
      orenzo dice:

      Giovanni conosceva Gesù come un parente, una persona umana: quando però Gesù si presenta per essere battezzato, lo conosce, per divina ispirazione, come Figlio di Dio… poi dubiterà quando sarà arrestato, ma le Parole di Gesù confermeranno la sua fede.

      • Antonello
        Antonello dice:

        Sì, siì, mi sembra chiaro che il senso possa essere quello. Concordo. Ciò nonostante ricordiamo che Elisabetta disse “a che debbo che la Madre del mio Signore venga a me…”, quindi la madre del Battista sembra sapesse chie era Gesù. Perciò rimane un passaggio del vangelo almeno a me in parte un po’ oscuro.

        • orenzo
          orenzo dice:

          E’ ovvio che noi leggiamo le parole di Elisabetta come profetiche a motivo delle parole di Luca “fu piena di Spirito Santo”, però, allora come ora, il termine “κύριος” (signore), può indicare sia Dio, sia può essere una forma di riverenza e rispetto con cui ci si rivolge ad una persona per esaltarla: anche se nel suo cuore Elisabetta sentiva che il Bambino che portava nel grembo la cugina Maria era speciale, non credo fosse cosciente che era Dio.

I commenti sono chiusi.