Musulmani e comunisti. Il caso della rivista Charlie Hebdo ed i limiti della “satira”
MUSULMANI E COMUNISTI. IL CASO DELLA RIVISTA CHARLIE HEBDO ED I LIMITI DELLA “SATIRA”
Nella strage di Parigi abbiamo assistito ad un attacco sfrontato, frontale e barbarico contro il cristianesimo da parte di due forze occasionalmente congiunte, per quanto tra loro sotto un certo aspetto feroci nemiche: il comunismo e l’islamismo.

Giovanni Cavalcoli OP

Copertina blasfema dinanzi alla quale i soliti … “bigotti cattolici” potrebbero persino rimanere infastiditi, nel vedere la Madre di Dio alla quale i paladini della libertà di pensiero e di espressione hanno dedicato questo titolo: “La Santa Vergine violentata dai tre Re Magi”
La tragedia della strage a Parigi dei redattori del periodico comunista Charlie Hebdo ad opera di terroristi islamici ci suggerisce alcune riflessioni. Innanzitutto ci chiediamo quale giudizio o valutazione morale dobbiamo dare, come cattolici, sullo sconvolgente avvenimento; quali possono essere il senso o le conseguenze di un fatto così orrendo per molti motivi, un fatto che segna un gradino in più nell’escalation delle forze anticristiane ed antiumane contro il cristianesimo e la civiltà. In secondo luogo ci chiederemo quali possono essere state le cause prossime e remote. In terzo luogo ci chiederemo che cosa possiamo fare perchè non si ripetano fatti del genere.
Il primo sentimento che ci sorge nell’animo è quello della profonda commozione per i morti, redattori, attentatori, vittime innocenti prese in ostaggio, agenti addetti all’ordine. Vien fatto di pensare, a parlare con franchezza, che i redattori una simile disgrazia se la sono tirata addosso, conoscendo la suscettibilità dei musulmani. Un pensiero dunque per i morti: sdegno per i terroristi, pietà per le vittime, ammirazione per l’eroismo degli agenti. Invochiamo per i terroristi il Dio della giustizia e della misericordia. Quanto ai cristiani, essi pure disgustosamente presi di mira dalla satira sacrilega, ovviamente si sentono feriti. Ma traggono da questo episodio solo un incentivo per testimoniare con maggior chiarezza e suasività la loro fede, pregando per la conversione degli empi. Auguriamo agli organi giudiziari competenti di poter operare con saggezza ed efficacia per ristabilire in questo incresciosissimo e difficilissimo caso i diritti della giustizia lesa ed applicare con giustizia la legge nei confronti delle persone coinvolte dall’una e dall’altra parte.

Libertà di pensiero e di espressione. Copertina blasfema sulla Santissima Trinità.
La prima cosa che mi sento di dover dire è che nella strage di Parigi mi par di constatare l’incrociarsi di due fattori potenti anticristiani, che si stanno rafforzando oggi sul piano internazionale contro il cristianesimo, per cui sembrano valere oggi più che mai le parole del Salmo: «insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia» [Sal 2,2]. Prendo come punto di riferimento per le riflessioni che propongo la vignetta blasfema contro la Santissima Trinità, vignetta che, a seguito dell’attentato, ormai tutti conoscono o perchè è stata loro sbattuta in faccia dai mass-media o perchè se la sono andata morbosamente a cercare, per cui ha fatto il giro del mondo, per la convinzione in molti diffusa che qui vi sia in gioco la difesa della libertà d’espressione.
Nel contempo l’infame periodico ha aumentato enormemente le vendite, cosa che testimonia del livello degli interessi culturali di molti nostri contemporanei, edificati dalla testimonianza eroica dei martiri comunisti. Sappiamo d’altra parte noi cattolici come il sublime mistero trinitario sia al cuore e al vertice del cristianesimo e lo caratterizzi rispetto a tutte le altre religioni e culture dell’umanità. Dunque, colpire o irridere questo augustissimo Mistero universale di salvezza, vuol dire attentare all’essenza più propria e più profonda del cristianesimo e, per chi lo fa coscientemente e volontariamente, comporta l’attirarsi i fulmini dell’ira divina, oltre che offendere la fede di tutti i cristiani.

Rappresentazione blasfema della natività di Gesù Cristo: “Il presepe dentro i luoghi pubblici”. Il Verbo di Dio, che per la nostra fede si è fatto uomo ed è morto e risorto, preso e gettato dentro una latrina da questi vignettisti in nome della libertà di pensiero e di espressione …
Nel fatto di Parigi abbiamo assistito ad un attacco sfrontato, frontale e barbarico contro il cristianesimo da parte di due forze occasionalmente congiunte, per quanto tra loro sotto un certo aspetto feroci nemiche: il comunismo e l’islamismo. Attacco congiunto, perchè entrambi rifiutano il mistero trinitario. C’è però una notevole differenza, che mentre il musulmano rifiuta la Trinità in nome di Dio o di come egli concepisce Dio, e quindi in nome della religione, il comunista ateo rifiuta la religione come tale, sia essa cristiana o musulmana. Per il musulmano la religione nobilita e salva l’uomo; per il comunista lo inganna e lo rende schiavo. Dunque l’empietà del comunista è più grave di quella del musulmano. Questi almeno accetta Dio, anche se non crede in Cristo, e rende culto a Dio; il comunista, invece, come è noto, nega l’esistenza di Dio ed odia l’idea stessa di Dio e quindi trascura di adorarlo ed di obbedirGli, sostituendo a Dio se stesso. Col musulmano ci si può accordare nel dialogo interreligioso, e nel culto di quel Dio del quale tutti gli uomini ragionevoli sanno cogliere l’esistenza, anche se non hanno la grazia di accogliere il mistero trinitario.

Copertina blasfema che irride il Mistero Eucaristico rappresentato attraverso l’ostensione di un profilattico per l’opera di questi maestri della libertà di pensiero e di espressione …
Purtroppo, con i comunisti, non ci si può accordare neppure circa l’esistenza di Dio e non resta per noi cattolici che la speranza che almeno essi capiscano qualcosa della dignità umana. Resta solo, per il dialogo con i comunisti, la ragione, che noi e loro possediamo come esseri umani (animal rationale). Il che per la verità non è poco, supposta in loro la buona volontà. A parte il fatto che molti di essi possono essere in buona fede e servire implicitamente Dio attraverso il servizio al prossimo.
Qual è il senso, il significato di ciò che hanno compiuto gli assassini? Cosa intendevano fare, almeno per quello che possiamo capire o congetturare, i protagonisti della tragedia, dove da una parte si parla di martiri della libertà e dal’altra di martiri di Allàh? Volesse Dio che tutti quelli che sono stati coinvolti nel fatto sanguinoso, benchè oggettivamente empi o assassini, avessero agito in buona fede, così da incontrarsi tutti in paradiso, come Paolo ha incontrato Stefano! Ma ho i miei dubbi, perchè purtroppo siamo ben lontani dalle dimensioni gigantesche di quei due eroi del cristianesimo. Ma non è di questo che voglio parlare, cosa misteriosa, per la quale mi rimetto al giudizio di Dio.

Copertina blasfema sul parto della Vergine Maria, all’interno uno sberleffo su “La vera storia di Gesù“, per opera dei maestri della libertà di pensiero e di espressione …
Quello che invece vorrei sottolineare è che, in occasione di questo episodio estremamente significativo e quasi paradigmatico della situazione epocale che stiamo vivendo, due gravi colpe oggettive, a prescindere dalla buona o cattiva fede degli attori, emergono con chiarezza: una, di matrice liberale, effetto di una gnoseologia scettica e relativista, la quale non pone limiti alla libertà di opinione in fatto di religione, fino a permettere il vilipendio, l’irrisione, l’impostura, la diffamazione, la menzogna, l’insulto, l’ingiuria. In questa concezione, oggi autorevole sul piano dell’ordinamento costituzionale degli Stati occidentali e del diritto civile, il credo religioso o la fede religiosa, sia essa cristiana o musulmana o ebraica o di qualunque altro genere, non riguardano la verità o la giustizia, o il bene pubblico, ma sono delle semplici opinioni private, per lo più favolose e magari superstiziose, superate comunque dalla scienza, le quali, se ad esse si desse spazio pubblico, diventerebbero, fonti di fanatismo e di intolleranza.

copertina blasfema sul Mistero della Risurrezione, il Gesù prestigiatore annuncia “La prossima settimana vi farò il numero della risurrezione”. I liberi maestri della libertà di pensiero e di espressione sapevano benissimo che la risurrezione del Cristo è il fondamento della nostra fede …
Da notare poi l’ipocrisia e l’astuzia dei comunisti, che operano nei paesi democratici senza essere al governo. Finchè essi non sono al potere, avanzano il diritto alla libertà di espressione per le loro irrisioni e campagne calunniose e per diffondere le loro menzogne in fatto di religione. Ma solo che essi raggiungano il potere, come dimostra la storia, non tollerano più alcun dissenso all’ideologia marxista e avviano una feroce e sistematica lotta alla religione, che soffoca con la violenza qualunque tentativo di autodifesa da parte dei credenti. Alla faccia della libertà di espressione, da loro difesa con cortei di protesta, quando non sono ancora al potere. Ma oggi si fa strada sempre di più l’arroganza e il fanatismo islamici, i quali, dopo quattordici secoli di tentativi mai riusciti, accorgendosi della crisi all’interno della Chiesa, del calo in molti delle certezze di fede, e dell’abbandono dei costumi cristiani, vedi per esempio il calo della pratica religiosa o la crisi della famiglia o la corruzione sessuale, credono che sia ormai vicino il momento di dare al cristianesimo il colpo finale, eventualmente con la conquista di Roma, come a suo tempo fecero con Costantinopoli, così da sottomettere finalmente tutto il mondo al Corano.

Copertina blasfema: Gesù gestisce il tavolo del casinò, immagine irridente che esalta i più alti concetti di libertà di pensiero e di espressione …
Così, se da una parte abbiamo l’empietà che irride sacrilegamente, propria dei comunisti, dall’altra assistiamo allo zelo religioso violento e crudele dei musulmani, i quali continuano in qualche modo anacronisticamente lo stile dei profeti o capi dell’Antico Testamento, sull’esempio di un Mattatia, il quale, come narra la Scrittura, avendo assistito ad un atto di culto idolatrico di un suo connazionale, “arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, uccise l’ebreo sull’altare; uccise anche nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l’altare. Egli agiva per zelo verso la Legge” [I Mac, 2,24-26]. È evidente che noi cristiani, con tutto il rispetto per la Bibbia, abbiamo superato da un pezzo questi atteggiamenti pur lodati dall’Antico Testamento. Cristo ci ha insegnato sì la giustizia verso gli empi, ma soprattutto, sul suo esempio, la mitezza, il sacrificio e la fiducia nella divina misericordia, essendo tutti chiamati alla salvezza.

Vignetta blasfema sulla crocifissione mutata in una rivista di avanspettacolo. Persino i non credenti rimangono umanamente toccati pensando a questo terrificante e doloroso supplizio dell’antico diritto penale romano, non però i maestri della libertà di pensiero e di espressione
Ci si può chiedere però se non sia il caso che la legge dello Stato, senza imporre o proibire una data religione, per la quale non ha competenza, ponga un limite alle espressioni estreme dell’ateismo, ove queste chiaramente offendono non questa o quella religione positiva o rivelata, sia quella cristiana, sia quella musulmana, sia quella ebraica o altre, ma la religione naturale come tale. Lo Stato certamente non può entrare nel merito delle varie religioni positive e dei loro dogmi e non ha competenza per giudicare delle loro controversie, che devono essere affrontate e risolte dalle rispettive comunità credenti. Tuttavia lo Stato, senza per questo essere confessionale, dovrebbe avere coscienza della fondamentale importanza del teismo, non importa quale, se cristiano, ebraico o islamico, proprio per garantire o assicurare il benessere, l’ordine e la giustizia nella società, nonchè il bene comune, la pace, la libertà e la sicurezza dello stesso Stato. La storia infatti dimostra che lo Stato ufficialmente ateo, come del resto lo Stato espressamente confessionale, è sorgente di totalitarismo, di intolleranza, di dissesto economico, di ingiustizia e disordine sociale, che poi conducono alla sovversione, alla soppressione della libertà ed all’anarchia.

… libertà di pensiero e di espressione
A parte il pregio del diritto alla libertà religiosa, il cittadino può effettivamente aver diritto, negli ordinamenti civili moderni, a non esser religioso o a non professare alcuna religione; tuttavia lo Stato deve vigilare con opportune disposizioni a che il semplice agnosticismo o indifferentismo religioso non si trasformi in positiva lotta, offesa o irrisione della religione, perchè ciò minaccerebbe il bene stesso dello Stato e l’ordine civile. Lo Stato ateo, che intende distruggere la Chiesa e la religione, firma la propria condanna, come è dimostrato dalla storia. Invece lo Stato teocratico o cesaropapista, che divinizza se stesso, come si trova in Hegel e nella massoneria, con la pretesa di assicurare all’uomo la civiltà, la giustizia, la libertà e la felicità, sostituendosi alla Chiesa o asservendo a sè la Chiesa, è votato anch’esso al fallimento, come è pure dimostrato dalla storia, vedi il fascismo e il nazismo. Ma anche lo Stato luterano, che pretende di organizzare la Chiesa, e lo stesso Stato islamico che pretende di guidare l’uomo in paradiso, sono nefaste illusioni, che finiscono per causare ogni sorta di conflitto, di sopruso e di ingiustizia, come sempre è dimostrato dalla storia. Lo Stato dev’essere il promotore dell’umano, mentre la Chiesa crea i figli di Dio. Ma se lo Stato non rispetta la Chiesa e non collabora con lei nell’edificazione dell’umano, si volge contro l’uomo e lo distrugge.

… libertà di pensiero e di espressione
Se l’Europa possiede valori universali e benèfici per tutta l’umanità, lo deve a duemila anni di cristianesimo. Dubitare di questi valori in nome di una falsa modernità o un falso progresso, rinnegando le sane tradizioni, vuol dire riaprire le porte alla barbarie e a tragedie del passato, che si pensavano ormai superate. Vuol dire ricadere nelle mani di quel comunismo, che alcuni illusoriamente pensavano finito e condannato dalla storia, e di quell’Islam che, constatando la debolezza e l’infingardaggine dell’Europa, crede che ormai sia giunto il momento di farci suoi schiavi. Ricordo che circa venti-trent’anni anni fa si parlava con una certa soddisfazione, dopo la caduta del muro di Berlino, di “fine delle ideologie”. Pia illusione! Esse oggi sono più vive, feroci intransigenti che mai e sono entrate persino nella Chiesa con la lotta spietata fra lefevriani e modernisti. Lo Stato, dal canto suo, conserva sempre un compito preziosissimo: da una parte deve garantire l’ordine e la libertà mediante metodi pacifici; ma deve anche saper intervenire al momento giusto per opporsi alle forze della violenza, dell’oppressione, del terrorismo, della sovversione o del fanatismo, al fine di difendere e proteggere gli interessi, l’incolumità e i diritti delle persone e della popolazione, soprattutto dei più deboli e dei più indifesi. Questo vale tanto per i danni sociali provocati dall’islamismo, quanto per quelli provocati dal comunismo ateo.

Vilipendio alla persona del Sommo Pontefice, all’interno del numero una copiosa saga d’insulti rivolti a Benedetto XVI, anch’essi manfestazione della libertà di pensiero e di espressione
Non è il caso di ricordare anche in breve le cause storiche dell’islamismo e del comunismo. Ricordiamo solo, però, che per togliere efficacemente un male, occorre andare alle radici. Le radici più profonde stanno in quella tendenza diabolica ad odiare Cristo, chiamata dal Nuovo Testamento “anticristo”, conseguenza del peccato originale, che sempre nella storia spinge al peccato e all’ingiustizia. Siamo giunti oggi a questa drammatica crisi umanitaria ed ecclesiale perchè nei secoli passati la Chiesa non si è adeguatamente adoperata per l’evangelizzazione dei musulmani e dei comunisti. Troppo ci si è fermati a condannare gli errori e troppo poco si è fatto per favorire il dialogo. Il rischio di oggi è l’inverso: quello di un dialogo fine a se stesso che si ferma ai punti comuni e non invita l’interlocutore a correggersi dai propri errori. Una cosa importante da fare per risolvere questa difficile situazione è che la Chiesa, di concerto con gli organismi internazionali per la pace e diritti umani, prenda o studi accordi con le comunità religiose islamiche per far avanzare il dialogo interreligioso in tema di monoteismo, così da eliminare l’ateismo comunista. Occorrono inoltre accordi fra gli Stati democratici e gli Stati islamici, affinchè anche questi al loro interno concedano il diritto alla libertà religiosa rinunciando alla religione islamica di Stato.

… e potevano forse mancare i “preti fascisti”?
Per quanto riguarda l’elemento soprannaturale o rivelato della religione, come per esempio nel cristianesimo si dà il mistero trinitario, questo è il campo di competenza della Chiesa. Occorre al riguardo che essa, sulla base dei punti in comune tra cristianesimo ed Islam, segnalati dal Concilio, organizzi un’azione o una pastorale evangelizzatrice a favore dei musulmani, la quale li aiuti a liberarsi dagli errori contenuti nel Corano — soprattutto l’opposizione al mistero trinitario —, così da potersi accostare, con l’aiuto della grazia, al mistero trinitario e in generale alle verità della fede cristiana. Infine occorre far avanzare il dialogo con i non-credenti e i comunisti al fine di persuaderli con prove e testimonianze convincenti a riconoscere l’esistenza di Dio e rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla religione. Con i comunisti bisogna dialogare sulla base della semplice ragione, patrimonio proprio di ogni uomo. Gli Stati democratici fondati sui diritti universali dell’uomo riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), con l’appoggio diplomatico della Chiesa, hanno il dovere di difendere anche con la forza delle armi o la coercizione la democrazia, la giustizia, la pace, la libertà e il bene comune messi in pericolo dalle violenze comuniste o islamiche. Per quanto poi riguarda i cristiani, ricordiamo la preziosissima testimonianza del martirio, che è stato ed è sempre un fattore determinante della diffusione del cristianesimo tra i popoli, come dice Tertulliano: sanguis martyrum, semen christianorum.

L’epilogo delle vignette “satiriche” contro l’Islam, che volutamente non abbiamo riportato in questo articolo, sono stati 12 morti assassinati
Una cosa importante infine da tenere presente è il mistero della Parusia. Cristo predice che nell’imminenza della fine del mondo la Chiesa sarà duramente perseguitata: «Sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati ed essi si tradiranno e si odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà». Sembrano i tempi di oggi. C’è però una differenza. Continua il Signore: «Frattanto questo Vangelo del regno sarà annunziato a tutto il mondo, perchè ne sia resa testimonianza a tutte le genti» [Mt 24, 9-14]. Esistono per la verità aree umane immense, alle quali non viene ancora predicato il Vangelo: pensiamo alla Cina comunista, all’India induista, ad immense zone animiste o idolatriche dell’Africa o dell’Oceania, agli stessi paesi islamici. Per questo i Papi del postconcilio, traendo spinta dallo stesso Concilio, invitano pressantemente all’evangelizzazione, onde assolvere al mandato di Cristo e preparare, quando il Padre vorrà, la sua Venuta.
Fontanellato, 15 gennaio 2015
Tra pochi giorni l’Isola di Patmos proseguirà su questo tema con un nuovo articolo di Padre Giovanni Cavalcoli: «Uccidere in nome di Dio»

REDAZIONE
dell’Isola di Patmos
abbiamo scelto di accompagnare a questo articolo tutta una serie di immagini che la rivista “satirica” francese ha vibrate come coltellate al cuore del sentimento cristiano. Immagini crude e ferocemente offensive attraverso le quali desideravamo solo aiutare a livello grafico il Padre Giovanni Cavalcoli a rendere fino in fondo l’idea di ciò che ha scritto. Peraltro si tratta di immagini pubbliche diffuse in centinaia di migliaia di copie stampate e reperibili nella rete telematica attraverso qualsiasi motore di ricerca. Non abbiamo invece inserito, di proposito, le immagini dirette al mondo islamico, perché il modo attraverso il quale hanno oltraggiato la nostra fede basta e avanza, senza bisogno di inserire le immagini “satiriche” verso la fede altrui.







vero né il verosimile ma solo l’ideologico ammantato da un improbabile teologico. Da certi suoi scritti emergono carenze sia riguardo la storia della Chiesa sia riguardo la dogmatica sacramentaria, specie quando si lascia andare ad affermazioni sicure — prese come tali da molti —, che a loro volta le fanno proprie diffondendole come fossero verbum Domini. Un solo esempio per far capire che cosa intendo dire quando parlo dei danni che possono derivare dall’ideologia supportata spesso da carenze di conoscenza: un cattolico mi scrive citandomi uno scritto della Guarini che facendo critiche al Novus Ordo Missae ed esaltando il Vetus Ordo, parla della de-sacralizzazione dell’Eucaristia legata anche al fatto che con la riforma liturgica il celebrante ha preso a recitare la “formula consacratoria” ad alta voce. Ho risposto al giovane: «Forse questa teologa non conosce a fondo la storia della liturgia, quindi il motivo per il quale fu imposta la recita sottovoce di quella e di altre parti della Santa Messa. Scelta affatto connessa a chissà quale arcana sacralità legata al tono non udibile delle parole in sé, visto e considerato che il Signore Gesù disse ad alta voce in modo udibile agli Apostoli: «Questo è il mio corpo … questo è il mio sangue»; e per quanto fosse stato chiaro nel pronunciare quelle parole, se non fosse disceso in seguito lo Spirito Santo nel cenacolo sopra agli Apostoli, questi non sarebbero riusciti neppure a percepire la portata del mistero che si era realizzato attraverso il Verbo di Dio fatto uomo. La voce sommessa non udibile dall’assemblea, o le cosiddette secrete, furono imposte per questioni di carattere pedagogico-pastorale, evitando in tal modo al Popolo, che aveva ormai imparate a memoria tutte le parti della Santa Messa, di recitare ad alta voce col celebrante l’intero Canone Eucaristico. Lungo sarebbe il discorso e numerose le rubriche liturgiche poste da certi “tradizionalisti” al di sopra degli stessi misteri della fede, che nascono solo per motivazioni e ragioni di pura opportunità pastorale, non per chissà quali arcani e sacri misteri; e queste motivazioni e ragioni si chiamano “accidenti esterni”, caratterizzati come tali da mutevolezza, quegli accidenti che la Guarini e il codazzo di “tradizionalisti” al seguito suo e di altri autori affini d’area lefebvriana rischiano di mutare non in elementi sacri, ma in veri e propri idoli: l’idolatria del rubricismo.
Particolare scalpore fece l’articolo «Questo Papa non ci piace» 



… ebbene, per questi difensori dei sacri valori della famiglia, forse esistono anche due tipi di ateismo: l’ateismo di sinistra, quello di Scalfari, che è un ateismo cattivo perché di sinistra; e l’ateismo di destra, quello di Ferrara, che invece è un ateismo buono, perché è di destra. E detto questo resto in attesa di smentite, non di silenzi, come quando di recente ho accusato queste persone sulla pubblica piazza di avere usato i poveri Francescani dell’Immacolata per scopi ideologici recando loro un danno maggiore che poteva essere evitato, mandando a tal scopo alla carica il celebre “ecclesiologo” ed esperto “canonista” Carlo Manetti, autore di un libro avulso dalla realtà dei fatti, come a tempo e luogo sarà dimostrato dai competenti uffici della Santa Sede [vedere


concilio




Sacerdotale di San Pio X che mostrando lo squallore di una formazione teologica e di una formazione al sacerdozio forse improntata su quattro formule della neoscolastica decadente peraltro mal comprese, spiegava che il Regnante Pontefice era la giusta punizione data da Cristo alla Chiesa per le derive post conciliari. Che nel post concilio ci siano state delle gravi derive è indubitabile, i lettori che ci seguono su queste pagine telematiche sanno bene come e con quali ragionamenti articolati i padri dell’Isola di Patmos le hanno sempre indicate una ad una. Affermare però che Cristo, attraverso il Successore di Pietro, punisca la sua Chiesa, è una tale asineria che non merita neppure l’alto appellativo di eresia. Come possono esistere e trovare seguito menti a tal punto meschine da affermare che Cristo, attraverso Pietro sul quale ha edificato la sua Chiesa, ha deciso di punire … se stesso? Proprio così: se stesso! Perché la Chiesa è il corpo di cui Cristo è capo e noi membra vive. La Chiesa è di Cristo, non è dei Pontefici del periodo antecedente al Concilio Vaticano II né di quello successivo. La santità del Corpo della Chiesa di cui Cristo è capo, sta in quel potere di santificazione che Dio esercita malgrado la peccaminosità umana. Per questo la Chiesa è definita da sant’Ambrogio casta meretrix, santa e peccatrice, mentre il paragrafo VIII della costituzione dogmatica Lumen Gentium recita:
si riferisce Sant’Ambrogio o la Lumen Gentium; perché peccatori sono gli uomini che la compongono e che spesso la deturpano. 
porta della speranza oltre la quale c’è Cristo, occorre procedere con un vero atto di fede, che non è un agire cieco, ma un agire con quella certezza interamente riassunta nel Credo. Nel Santo Padre Francesco noi dobbiamo vedere il mistero fondante della Chiesa, senza rimanere intrappolati davanti all’ingresso di questa porta spalancata, irretiti da un naso da clown e da un paio di corna. Perché lo Spirito Santo sta operando e Cristo salverà comunque la sua Chiesa. E in un futuro, forse vicino, quando ci saranno svelati quelli che erano i progetti di Dio, capiremo che anche questo Sommo Pontefice è stato frutto della grazia e della misericordia del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Per questo ritengo necessario sospendere il ragionevole giudizio umano e procedere sulle ali della fede, quindi credere, venerare e seguire la roccia sulla quale Cristo ha edificato la sua Chiesa.

