Além da ferocidade do Gulag: aproveite o mistério mariano com Florenskij – Além da ferocidade dos gulags: desenhando do mistério mariano com Florensky – Além da ferocidade dos gulags: abordar o mistério mariano com Florenskij
OLTRE LA FEROCIA DEI GULAG: ATTINGERE AL MISTERO MARIANO CON FLORENSKIJ
In una stagione nella quale la fede è confusa col fideismo e la mariologia con la mariolatria che rincorre lo spirito emotivo, penso sia importante centrare un po’ questa riflessione a partire da autori dotati di grande profondità spirituale e teologica.
— Teológica —

Autor:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.
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Non sono molto esperto di teologia orientale, perché ho un’impostazione totalmente diversa, ma devo dire che le letture in passato dei padri come Giovanni Crisostomo, come i Cappadoci, sono state per me fonte di grande attenzione spirituale e di consolazione nei momenti di difficoltà.

Pintura a óleo sobre tela: “I filosofi”, opera di Mikhail Nesterov raffigurante Pavel Florenskij e Sergej Bulgakov (Galleria Tretyakov, Moscou)
Penso alle meravigliose poesie di San Gregorio di Narek, in cui si riconosce continuamente peccatore. E quem sabe, forse un giorno, quando l’atmosfera geopolitica si sarà placata, potrò davvero visitare quei luoghi che furono la culla del cattolicesimo. Venendo però ad autori più recenti che mi sono capitati casualmente per le mani, trovo molto bello il testo La colonna e il fondamento della verità di Pavel Florenskij, che ha una pagina molto bella su Maria. Mãe, em primeiro lugar, chi era questo autore?
Un teologo che ricercò la Verità di Cristo anche nei gulag
em síntese, a partire da alcune ricerche che ho tenuto in rete e in alcuni testi, dirò che Pavel Aleksandrovič Florenskij nacque in Azerbaigian nel 1882. Dotato di un’intelligenza poliedrica, si laureò inizialmente in matematica all’Università di Mosca, avvertendo una profonda attrazione per le scienze esatte. Mais tarde, scelse di dedicarsi agli studi teologici e filosofici, venendo ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa nel 1911. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre scelse coraggiosamente di rimanere in Russia per non abbandonare il suo gregge e la sua vocazione. Sottoposto a durissime persecuzioni da parte del regime sovietico, subì la prigionia e la deportazione nei campi di lavoro, fino a essere fucilato durante le purghe staliniane nel 1937.
Dal punto di vista della teologia cattolica, sebbene Florenskij sia un autore ortodosso, il suo pensiero offre stimoli formidabili, purché letti in armonia con la nostra Tradizione e il Magistero. Il cuore della sua riflessione si trova nel capolavoro La colonna e il fondamento della verità (il cui titolo è un chiaro riferimento a 1 TM 3,15). Em quest'opera, Florenskij propone una “teodicea ortodossa” che indaga il mistero della conoscenza teologica. Egli sostiene che la Verità (in russo Istina) non si raggiunge attraverso un razionalismo freddo e sistematico, ma possiede un carattere antinomico, che la ragione umana da sola percepisce come contraddittorio1. È solo l’esperienza viva dell’amore ecclesiale e dello Spirito che permette di superare queste antinomie.
Per Florenskij, l’oggetto della conoscenza può essere raggiunto solo se vi è amore verso di esso; amo, verità e bellezza costituiscono un unico principio vitale ed esperienziale2. Questo aspetto si sposa mirabilmente con la dottrina cattolica, aquele, come ci ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica (cf.. n. 2500), riconosce che “la verità porta con sé la gioia e lo splendore della bellezza spirituale”, conducendoci verso il Creatore.
Umiltà ed intelletto
In una stagione nella quale la fede è confusa col fideismo e la mariologia con la mariolatria che rincorre lo spirito emotivo, penso sia importante centrare un po’ questa riflessione a partire da autori dotati di grande profondità spirituale e teologica.
«Il modello della purezza verginale è la Purissima e più che benedetta Madre del Signore, umile nella sua eterna purezza, pura nella sua immutabile umiltà. Nela, sposa dello Spirito Santo e da Lui eternamente purificata, sgorga la fonte viva dell’universale purezza, «sorgente eternamente sgorgante dell’intelletto». In lei zampilla l’acqua viva che placa ogni sete e spegne nell’anima il fuoco della geenna. Per questo la Chiesa la invoca con le parole: «Purificazione del mondo, Madre di Dio».3
In questo primo passaggio si dice una cosa fondamentale, cioè che Maria è immutabile nella sua umiltà, da cui sgorga la fonte viva, quella sorgente eternamente sgorgante dell’intelletto. Nós sabemos, ed è un locus mariano tipico, che Maria è umile. Dunque è colei che accetta il progetto di Dio senza poterlo capire concretamente e nei minimi dettagli; questo ci è di esempio per tutti noi. Ma io credo che oggi sia umile anche per un’altra cosa, perché è legata a quella sfera dell’intelletto che Florenskij cita. Questa è l’era, l’era del post-Covid e del cambiamento d’epoca, in cui più facilmente ognuno costruisce la fede e la verità a piacimento. E il dato di realtà, e quindi anche il deposito della fede, sono poco più che accessori che si usano secondo godimento personale. Ecco allora, Florenskij ci ricorda che Maria non fa questo. Maria è colei che, ao contrário, è umile anche nella sottomissione dell’intelletto. Quello che non capisce, e che magari continua a contemplare, che continua a pregare, che continua ad accogliere con fede, con un’intelligenza della fede, però allo stesso tempo non mette in discussione la fede, solo perché non viene confermata nelle sue convinzioni che nulla hanno a che vedere con la fede del Dio di Gesù Cristo, quel messia figlio tanto atteso.
Questo è un po’ una delle grandi hybris del nostro tempo. La costruzione di una fede relativista, come ci aveva già allarmato l’allora Cardinal Ratzinger, poi Papa Benedetto. Di contrasto, Maria ci è esempio di ancoraggio a una realtà della fede. La fede è questa, non si cambia nelle sue espressioni dottrinali, morali e poi nella pratica della carità. Perché questo non è un atto di umiltà, è un atto di superbia.
Trasmettere con autenticità il divino favore
C’è un secondo passaggio di quest’opera che ho trovato molto interessante, nel quale Florenskij scrive:
«Infatti è colei che disperde l’oscura accozzaglia delle nostre passioni e brame… la colonna di fuoco che ci preserva dalle tentazioni e dagli allettamenti del mondo… la colonna di fuoco che ci mostra il cammino della salvezza in mezzo alla tenebra del peccato… che ci libera dal fuoco delle passioni con la rugiada delle sue preghiere». Se il Signore è il capo della Chiesa, la mite Maria è «la trasmettitrice del divino favore», il vero cuore per mezzo del quale la Chiesa distribuisce ai suoi membri la vita, l’eternità e i doni dello Spirito, la vera «datrice di vita», la vera «fonte vivificante». Perché Maria è «la Signora tutta immacolata, la sola pura e benedetta… la piena di grazie… la sola colomba incorrotta e buona». Essa è il simbolo vivo e il principio del mondo che si purifica, la purificatrice; è il roveto ardente circondato dalle fiamme dello Spirito Santo, l’approvazione viva e anticipatrice dello Spirito sulla terra».4
In questo secondo passaggio Maria è presentata come colei che è mediatrice contro le passioni; assim, nós poderíamos dizer, è mediatrice nel senso che prega per noi nei momenti di grande tensione, di grande ira, di grande paura. Durante il Covid quanti rosari sono stati detti e Maria è stata con noi, nel periodo della “paura nera”, come è stato chiamato dai sociologi. E al contempo, Mas, si dice che Maria è colei che trasmette il divino favore. Essendo lei incorrotta e buona, ecco colei che ci è di modello, quindi non solo come umiltà nell’accogliere la fede, ma anche di modello di colei che trasmette pienamente la fede. E che, trasmettendola realmente e nella sua pienezza, diviene colei che aiuta la purificazione del mondo e della società.
Questo passaggio della trasmissione ci chiede a tutti una revisione di vita, una riflessione nel senso: qual è il nostro essere trasmettitori di fede, coloro che sono della tradizione, ma quella tradizione vera? Abbiamo paura di dire quelle verità della fede, anche riguardo ad esempio alla morale sessuale, che risulta essere sorpassata? Oppure abbiamo paura anche solo di nominare Cristo, perché pensiamo che la laicità dello Stato ci imponga il silenzio? Aqui, questo non è essere veri trasmettitori. Ogni trasmettitore, vêm Maria, è colui che tende a chiedere la grazia per comunicare anche con passione, con devozione, con autenticità quella che è la bellezza della fede. E sarebbe anche strano se non fosse così. Aqui, Florenskij ci aiuta a pensare una cosa importante: che Maria è l’anticipatrice dello Spirito sulla terra. E quindi Maria è donna pneumatologica, donna ripiena di Spirito Santo che vuole che tutta la Chiesa, che tutti i credenti siano pieni di Spirito. Ecco allora, in questo tempo che vive ancora della luce ricevuta a Pentecoste, proviamo a prendere le parole del pensatore orientale in questo senso. Essere mariani vuol dire essere uomini dello Spirito e generatori di Spirito. Generatori di pace nel senso cristologico del termine. E quindi questa riflessione ci aiuti a essere davvero tutti un po’ più mariani. E pneumatologici.
santa maria novela em Florença, 25 julho 2026
NOTA
1 Si veda l’introduzione a PAVEL ALEKSANDROVIČ FLORENSKIJ, La colonna e il fondamento della verità: saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere, a cura di Natalino Valentini, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2010, PP. 15 e seguir.
2 G. LORIZIO, Pavel Aleksandrovic Florenskij: un profilo del suo pensiero, «Dialegesthai», 5 (2003), ; R. FISICHELLA, Storia della Teologia – da Vitus Pichler a Henri de Lubac, volume. 3, EDB, Bolonha, 2015, p. 587, Who.
3 P. FLORENSKIJ, La colonna e il fondamento della verità, Rusconi, Milão, 1974, p. 416.
4 No mesmo lugar.
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BEYOND THE FEROCITY OF THE GULAGS: DRAWING FROM THE MARIAN MYSTERY WITH FLORENSKY
In an age in which faith is confused with fideism and Mariology with a form of Mariolatry that pursues emotionalism, I believe it is important to focus this reflection through authors endowed with profound spiritual and theological depth.
— Teológica —

Autor:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.
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I am not particularly knowledgeable in Eastern theology, because my own formation is entirely different, but I must say that in the past the writings of Fathers such as John Chrysostom and the Cappadocians have been for me a source of profound spiritual attention and consolation in moments of difficulty. I also think of the wonderful poems of Saint Gregory of Narek, in which he continually acknowledges himself to be a sinner. E talvez, one day, when the geopolitical atmosphere has calmed down, I shall truly be able to visit those places that were the cradle of Catholicism. Turning, no entanto, to more recent authors who have come into my hands almost by chance, I find Pavel Florensky’s work The Pillar and Ground of the Truth a very beautiful book, one that contains a remarkable page on Mary. Mas, em primeiro lugar, who was this author?
A theologian who sought the Truth of Christ even in the gulags
In summary, drawing upon various studies that I have consulted online and in several books, I would say that Pavel Aleksandrovich Florensky was born in Azerbaijan in 1882. Endowed with a remarkably versatile intellect, he initially graduated in Mathematics from the University of Moscow, feeling a profound attraction to the exact sciences. Subseqüentemente, he chose to devote himself to theological and philosophical studies and was ordained a priest of the Russian Orthodox Church in 1911. After the October Revolution, he courageously chose to remain in Russia so as not to abandon his flock and his vocation. Subjected to severe persecution by the Soviet regime, he endured imprisonment and deportation to labour camps until he was finally executed during Stalin’s purges in 1937.
From the perspective of Catholic theology, although Florensky was an Orthodox author, his thought offers extraordinary insights, provided that it is read in harmony with our Tradition and the Magisterium. The heart of his reflection is found in his masterpiece The Pillar and Ground of the Truth (whose title is a clear reference to 1 Tim 3:15). Nesse trabalho, Florensky proposes an “Orthodox theodicy” that investigates the mystery of theological knowledge. He maintains that Truth (in Russian, Istina) is not attained through a cold and systematic rationalism, but possesses an antinomic character that human reason alone perceives as contradictory1. Only the living experience of ecclesial love and of the Holy Spirit makes it possible to overcome these antinomies.
For Florensky, the object of knowledge can be attained only if there is love for it; amar, truth and beauty constitute a single vital and experiential principle2. This aspect harmonises admirably with Catholic doctrine which, as the Catechism of the Catholic Church reminds us (n. 2500), recognises that “truth carries with it the joy and splendour of spiritual beauty”, leading us towards the Creator.
Humility and Intellect
In an age in which faith is confused with fideism and Mariology with a form of Mariolatry that pursues emotionalism, I believe it is important to focus this reflection through authors endowed with profound spiritual and theological depth.
«The model of virginal purity is the Most Pure and more than Blessed Mother of the Lord, humble in her eternal purity, pure in her immutable humility. In her, Bride of the Holy Spirit and eternally purified by Him, springs forth the living source of universal purity, a “ever-flowing fountain of intellect”. In her gushes the living water that quenches every thirst and extinguishes in the soul the fire of Gehenna. For this reason the Church invokes her with the words: “Purification of the world, Mother of God”».3
In this first passage, a fundamental truth is expressed, namely that Mary is immutable in her humility, from which flows the living source, that ever-flowing fountain of intellect. We know, and this is a classic Marian locus, that Mary is humble. She is therefore the one who accepts God’s plan without being able to understand it concretely and in all its details; this is an example for all of us. But I believe that today she is humble also for another reason, because it is linked to that sphere of intellect mentioned by Florensky. This is the age, the age of the post-Covid era and of epochal change, in which each person more easily constructs faith and truth according to personal preference. Reality itself, and therefore the deposit of faith, become little more than accessories to be used according to personal convenience. Florensky reminds us that Mary does not do this. Pelo contrário, Mary is humble also in the submission of her intellect. What she does not understand, and which she perhaps continues to contemplate, continues to pray over, continues to receive in faith with an intelligence of faith, she nevertheless does not call faith itself into question simply because it does not confirm her own convictions, convictions that have nothing to do with faith in the God of Jesus Christ, that long-awaited Messiah and Son.
Isto é, if we wish, one of the great forms of hybris of our time. The construction of a relativistic faith, against which Cardinal Ratzinger, later Pope Benedict, had already warned us. Em contraste, Mary stands as an example of being anchored to the reality of faith. Faith is this; it is not altered in its doctrinal, moral expressions and then in the practice of charity. For this is not an act of humility, but an act of pride.
Transmitting the Divine Favour with Authenticity
There is a second passage in this work that I found very interesting, in which Florensky writes:
«For she is the one who disperses the dark confusion of our passions and desires… the pillar of fire that preserves us from the temptations and enticements of the world… the pillar of fire that shows us the path of salvation amid the darkness of sin… who delivers us from the fire of passions through the dew of her prayers». If the Lord is the Head of the Church, gentle Mary is «the transmitter of divine favour», the true heart through which the Church distributes to her members life, eternity and the gifts of the Spirit, the true «giver of life», the true «life-giving fountain». For Mary is «the all-immaculate Lady, the only pure and blessed one… full of grace… the only incorrupt and good dove». She is the living symbol and principle of a world being purified, the purifier; she is the burning bush surrounded by the flames of the Holy Spirit, the living and anticipatory manifestation of the Spirit upon the earth».4
In this second passage Mary is presented as the one who mediates against the passions; assim sendo, we might say that she is a mediatrix in the sense that she prays for us in moments of great tension, great anger and great fear. During the Covid period, how many Rosaries were prayed and Mary was with us in that period of “black fear”, as sociologists have called it. Ao mesmo tempo, no entanto, it is said that Mary is the one who transmits divine favour. Being incorrupt and good, she is our model not only in humility in receiving the faith, but also as the one who fully transmits the faith. And by truly transmitting it in its fullness, she becomes the one who assists in the purification of the world and of society.
This passage on transmission calls all of us to an examination of life, to a reflection in this sense: what does it mean for us to be transmitters of the faith, guardians of Tradition, but of true Tradition? Are we afraid to proclaim those truths of the faith, for example concerning sexual morality, which are considered outdated? Or are we afraid even to mention Christ because we think that the secular nature of the State imposes silence upon us? This is not what it means to be true transmitters. Every transmitter, like Mary, is one who seeks the grace to communicate with passion, devotion and authenticity the beauty of the faith. De fato, it would be strange if it were otherwise. Florensky helps us to reflect upon an important truth: that Mary is the forerunner of the Spirit upon the earth. Therefore Mary is a pneumatological woman, a woman filled with the Holy Spirit who desires that the whole Church, that all believers, may be filled with the Spirit. Assim sendo, in this time that still lives in the light received at Pentecost, let us receive the words of this Eastern thinker in this sense. To be Marian means to be men of the Spirit and generators of the Spirit. Generators of peace in the Christological sense of the term. May this reflection therefore help us all to become truly a little more Marian. And a little more pneumatological.
santa maria novela em Florença, 25 julho 2026
NOTAS
1 See the introduction to PAVEL ALEKSANDROVIČ FLORENSKIJ, The Pillar and Ground of the Truth: An Essay in Orthodox Theodicy in Twelve Letters, edited by Natalino Valentini, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2010, PP. 15 aff.
2 G. LORIZIO, Pavel Aleksandrovic Florenskij: A Profile of His Thought, «Dialegesthai», 5 (2003), ; R. FISICHELLA, History of Theology – From Vitus Pichler to Henri de Lubac, volume. III, EDB, Bolonha, 2015, p. 587, aqui.
3 P. FLORENSKIJ, The Pillar and Ground of the Truth, Rusconi, Milão, 1974, p. 416.
4 ibid.
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MÁS ALLÁ DE LA FEROCIDAD DE LOS GULAGS: ACERCARSE AL MISTERIO MARIANO CON FLORENSKIJ
En una época en la que la fe se confunde con el fideísmo y la mariología con una mariolatría que persigue el espíritu emotivo, considero importante centrar esta reflexión a partir de autores dotados de una gran profundidad espiritual y teológica.
— Teológica —

Autor:
Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.
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No soy un gran conocedor de la teología oriental, porque mi formación es completamente distinta, pero debo decir que las lecturas que hice en el pasado de Padres como Juan Crisóstomo o los Capadocios han sido para mí fuente de profunda atención espiritual y de consuelo en los momentos de dificultad. Pienso también en los maravillosos poemas de San Gregorio de Narek, en los que se reconoce continuamente pecador. e quem sabe, quizás algún día, cuando el clima geopolítico se haya serenado, podré realmente visitar aquellos lugares que fueron la cuna del catolicismo. Porém, pasando a autores más recientes que llegaron a mis manos casi por casualidad, encuentro muy hermoso el libro La columna y el fundamento de la verdad de Pavel Florenskij, que contiene una página verdaderamente notable sobre María. Mas, em primeiro lugar, ¿quién era este autor?
Un teólogo que buscó la Verdad de Cristo incluso en los gulags
En síntesis, a partir de diversas investigaciones realizadas en internet y de algunos textos consultados, diré que Pavel Aleksándrovich Florenskij nació en Azerbaiyán en 1882. Dotado de una inteligencia extraordinariamente polifacética, se graduó inicialmente en Matemáticas en la Universidad de Moscú, sintiendo una profunda atracción por las ciencias exactas. Posteriormente decidió dedicarse a los estudios teológicos y filosóficos, siendo ordenado sacerdote de la Iglesia Ortodoxa Rusa en 1911. Después de la Revolución de Octubre eligió valientemente permanecer en Rusia para no abandonar a su rebaño ni a su vocación. Sometido a durísimas persecuciones por parte del régimen soviético, sufrió prisión y deportación a campos de trabajo hasta ser finalmente fusilado durante las purgas estalinistas de 1937.
Desde el punto de vista de la teología católica, aunque Florenskij sea un autor ortodoxo, su pensamiento ofrece estímulos extraordinarios, siempre que sea leído en armonía con nuestra Tradición y el Magisterio. El corazón de su reflexión se encuentra en su obra maestra La columna y el fundamento de la verdad (cuyo título constituye una clara referencia a 1 Tim 3,15). Nesse trabalho, Florenskij propone una «teodicea ortodoxa» que investiga el misterio del conocimiento teológico. Sostiene que la Verdad (en ruso Istina) no se alcanza mediante un racionalismo frío y sistemático, sino que posee un carácter antinómico que la razón humana, por sí sola, percibe como contradictorio1. Sólo la experiencia viva del amor eclesial y del Espíritu permite superar estas antinomias.
Para Florenskij, el objeto del conocimiento sólo puede alcanzarse si existe amor hacia él; amor, verdad y belleza constituyen un único principio vital y experiencial2. Este aspecto armoniza admirablemente con la doctrina católica que, como nos recuerda el Catecismo de la Iglesia Católica (n. 2500), reconoce que «la verdad lleva consigo la alegría y el esplendor de la belleza espiritual», conduciéndonos hacia el Creador.
Humildad e intelecto
En una época en la que la fe se confunde con el fideísmo y la mariología con una mariolatría que persigue el espíritu emotivo, considero importante centrar esta reflexión a partir de autores dotados de una gran profundidad espiritual y teológica.
«El modelo de la pureza virginal es la Purísima y más que Bendita Madre del Señor, humilde en su eterna pureza, pura en su inmutable humildad. En ella, Esposa del Espíritu Santo y eternamente purificada por Él, brota la fuente viva de la pureza universal, a “fuente eternamente manante del intelecto”. En ella mana el agua viva que sacia toda sed y apaga en el alma el fuego de la gehena. Por eso la Iglesia la invoca con estas palabras: “Purificación del mundo, Madre de Dios”».3
En este primer pasaje se afirma algo fundamental: que María es inmutable en su humildad, de la cual brota la fuente viva, esa fuente eternamente manante del intelecto. Sabemos, y éste es un clásico locus mariano, que María es humilde. Ella es quien acepta el proyecto de Dios sin poder comprenderlo concretamente y en todos sus detalles; en esto constituye un ejemplo para todos nosotros. Pero creo que hoy es humilde también por otra razón, porque está vinculada a esa esfera del intelecto que cita Florenskij. Ésta es la época, la época posterior al Covid y del cambio de época, en la que cada vez con mayor facilidad cada uno construye la fe y la verdad a su gusto. Y la realidad misma, y por tanto también el depósito de la fe, se convierten en poco más que accesorios utilizados según el gusto personal. Florenskij nos recuerda que María no hace esto. María es, pelo contrário, humilde también en la sumisión de su intelecto. Aquello que no comprende, y que quizás continúa contemplando, continúa rezando y continúa acogiendo con fe, con una inteligencia de la fe, no la lleva sin embargo a poner en cuestión la fe misma sólo porque ésta no confirme sus propias convicciones, convicciones que nada tienen que ver con la fe en el Dios de Jesucristo, aquel Mesías e Hijo tan largamente esperado.
Ésta es, si se quiere, una de las grandes formas de hybris de nuestro tiempo. La construcción de una fe relativista contra la que ya nos había advertido el entonces Cardenal Ratzinger, después Papa Benedicto. En contraste con ello, María es para nosotros ejemplo de arraigo en la realidad de la fe. La fe es ésta; no se modifica en sus expresiones doctrinales, morales y tampoco en la práctica de la caridad. Porque esto no es un acto de humildad, sino un acto de soberbia.
Transmitir con autenticidad el favor divino
Hay un segundo pasaje de esta obra que me ha parecido muy interesante, en el cual Florenskij escribe:
«Porque ella es quien dispersa la oscura confusión de nuestras pasiones y deseos… la columna de fuego que nos preserva de las tentaciones y seducciones del mundo… la columna de fuego que nos muestra el camino de la salvación en medio de las tinieblas del pecado… la que nos libera del fuego de las pasiones mediante el rocío de sus oraciones». Si el Señor es la Cabeza de la Iglesia, la dulce María es «la transmisora del favor divino», el verdadero corazón por medio del cual la Iglesia distribuye a sus miembros la vida, la eternidad y los dones del Espíritu, la verdadera «dadora de vida», la verdadera «fuente vivificante». Porque María es «la Señora toda inmaculada, la única pura y bendita… la llena de gracia… la única paloma incorrupta y buena». Ella es el símbolo vivo y el principio del mundo que se purifica, la purificadora; es la zarza ardiente rodeada por las llamas del Espíritu Santo, la manifestación viva y anticipadora del Espíritu sobre la tierra».4
En este segundo pasaje María es presentada como aquella que media contra las pasiones; portanto, podríamos decir que es mediadora en el sentido de que reza por nosotros en los momentos de gran tensión, de gran ira y de gran miedo. Durante el Covid, ¡cuántos rosarios fueron rezados!, y María estuvo con nosotros en aquel período de «miedo negro», como lo han denominado algunos sociólogos. Y al mismo tiempo, no entanto, se nos dice que María es quien transmite el favor divino. Siendo incorrupta y buena, es para nosotros modelo no sólo de humildad en la acogida de la fe, sino también modelo de quien transmite plenamente la fe. Y transmitiéndola verdaderamente en toda su plenitud, se convierte en quien ayuda a la purificación del mundo y de la sociedad.
Este pasaje sobre la transmisión nos invita a todos a una revisión de vida, a una reflexión en este sentido: ¿qué significa para nosotros ser transmisores de la fe, custodios de la Tradición, pero de la verdadera Tradición? ¿Tenemos miedo de proclamar aquellas verdades de la fe, por ejemplo las relativas a la moral sexual, que hoy son consideradas superadas? ¿O tenemos miedo incluso de nombrar a Cristo porque pensamos que la laicidad del Estado nos impone el silencio? Esto no es ser verdaderos transmisores. Todo transmisor, siguiendo el ejemplo de María, es alguien que pide la gracia de comunicar con pasión, devoción y autenticidad la belleza de la fe. Y sería extraño que no fuera así. Florenskij nos ayuda a comprender una verdad importante: que María es la anticipadora del Espíritu sobre la tierra. Por ello María es una mujer pneumatológica, una mujer llena del Espíritu Santo que desea que toda la Iglesia, que todos los creyentes, estén llenos del Espíritu. Assim pois, en este tiempo que aún vive de la luz recibida en Pentecostés, recibamos las palabras de este pensador oriental en este sentido. Ser marianos significa ser hombres del Espíritu y generadores de Espíritu. Generadores de paz en el sentido cristológico del término. Que esta reflexión nos ayude, portanto, a ser verdaderamente un poco más marianos. Y más pneumatológicos.
santa maria novela en Florencia, 25 Julho de 2026
NOTAS
1 Véase la introducción a PAVEL ALEKSANDROVIČ FLORENSKIJ, La columna y el fundamento de la verdad: ensayo de teodicea ortodoxa en doce cartas, edición de Natalino Valentini, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2010, PP. 15 y siguientes.
2 G. LORIZIO, Pavel Aleksandrovic Florenskij: un perfil de su pensamiento, «Dialegesthai», 5 (2003), R. FISICHELLA, Historia de la Teología – de Vitus Pichler a Henri de Lubac, volume. III, EDB, Bolonia, 2015, p. 587 aqui.
3 P. FLORENSKIJ, La columna y el fundamento de la verdad, Rusconi, Milão, 1974, p. 416.
4 Ibíd.
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