Il cogitatorium di Ipazia – lefebvriani e disturbi borderline: la rottura dell’unità genera non-unità

—  IL  COGITATORIUM  DI  IPAZIA  —

LEFEBVRIANI E DISTURBI BORDERLINE: LA ROTTURA DELL’UNITÀ GENERA NON-UNITÀ


[…] i maggiorenti della setta scismatica dei lefebvriani accusano nel loro comunicato ufficiale il vescovo Richard Williamson ed il benedettino Jean Michel Faure, da lui consacrato vescovo il 19 marzo 2015 in Brasile, di … «non riconoscere più le autorità romane».

 

ipazia profilo
Ipazia gatta romana

 

 

borderline
disturbo borderline o bipolare

Viene definito borderline il disturbo caratterizzato da un eccessivo vissuto emozionale soggetto a frequenti variabilità dell’umore che genera disturbi della personalità degeneranti in patologie che generano instabilità che influiscono sulle relazioni interpersonali, sull’immagine di sé o del proprio gruppo, con serie conseguenze patologiche che incidono sul comportamento. In questi soggetti è stata riscontrata la tendenza all’oscillazione del giudizio tra polarità opposte da cui conseguono forme di incoerenza reattiva e di deciso rifiuto della realtà.

williamson faure
il 19 marzo 2015 presso il monastero benedettino di Santa Cruz di Nova Friburgo (Rio de Janeiro) Jean Michel Faure, nella foto a sinistra, ha ricevuto la consacrazione da Richard Williamson, alla sua destra.

Una patologia simile l’ho riscontrata nella reazione ufficiale della setta lefebvriana, nota come Fraternità di San Pio X, incapace a cogliere che la rottura della comunione crea meccanismi a catena attraverso i quali si prosegue nella rottura della non-comunione; in pratica a distruggere ciò che è stato prima intaccato e poi distrutto, vale a dire l’invito ad essere perfetti nell’unità [Gv 17, 23]. Sulla base di questo principio il vescovo già scismatico Richard Williamson, consacrato illecitamente dall’eresiarca Marcel Lefebvre assieme ad altri tre, incluso l’attuale superiore generale di questa setta, una volta estromesso dalla stessa ha creato a sua volta una setta della setta consacrando un nuovo vescovo, il benedettino brasiliano Jean Michel Faure [sua intervista QUI], quindi invocando per la frattura della frattura  — manco a dirsi! — l’immancabile “stato di necessità” [vedere QUI], proprio come fece Lefebvre per la sua frattura che sta all’origine di questo scisma. Il tutto — beninteso — nel più squisito spirito ereticale protestante: quando infatti Martin Luther dette vita alla frattura con Roma, da allora in poi il Protestantesimo si è a sua volta fratturato in una miriade di diverse denominazioni. 

Agnese
Sant’Agnese vergine e martire

Vediamo adesso attraverso dati di fatto che solo i lefebvriani ed i membri del loro fans club potrebbero negare, in che consiste la dimensione borderline. Dopo la consacrazione episcopale illecita fatta dal vescovo scismatico Williamson a sua volta consacrato dal vescovo scismatico Lefebvre, la Fraternità San Pio X ha diramato un comunicato ufficiale che ad una lettura superficiale potrebbe apparire stilato a sette mani da tutte le sante vergini e martiri menzionate nel Canone Romano: Felicita, Perpetua, Agata, Lucia, Agnese, Cecilia, Anastasia … e tutti i santi appresso.

I maggiorenti della setta lefebvriana che in Italia possono vantare tra le proprie fila delle menti eccelse come Don Pierpaolo Maria Petrucci del priorato di Albano Laziale, le cui omelie e catechesi sono reperibili in testo, audio o video sulla rete telematica [QUI, QUI, QUI] e che paiono dimostrare quanto per lui la metafisica, la teologia e il diritto canonico sembrino quasi una via di mezzo tra un calessino siciliano ed un grappino friulano, nel loro comunicato ufficiale accusano lo scismatico eretico Richard Williamson e il brasiliano da lui consacrato vescovo il 19 marzo 2015, di … «non riconoscere più le autorità romane». Scrivono infatti nel comunicato ufficiale:

La Fraternità San Pio X denuncia la consacrazione episcopale di don Faure che, malgrado le affermazioni del consacratore e del consacrato, non si apparenta minimamente alle consacrazioni del 1988. In effetti tutte le dichiarazioni di Mons. Williamson e di Don Faure provano con evidenza che essi non riconoscono più le autorità romane se non in maniera puramente retorica. La Fraternità San Pio X riafferma che l’attuale stato di necessità nella Chiesa legittima il suo apostolato nel mondo, senza per questo ritenersi dispensata dal riconoscere le autorità ecclesiastiche per le quali i sacerdoti pregano in ogni Messa. Essa intende proseguire la sua opera di formazione sacerdotale secondo i suoi statuti [testo integrale QUI].

Faure
Brasile, 19 marzo 2015. Richard Williamson impone l’anello episcopale a Jean Michel Faure.

I lefebvriani accusano il vescovo consacrato da Lefebvre ed il nuovo vescovo da questi consacrato di non riconoscere più le Autorità romane. Proprio così, cari lettori e dilette lettrici dell’Isola di Patmos, non è un errore di battitura, avete letto proprio bene: li accusano di non riconoscere quelle autorità per le quali loro pregano invece in ogni Messa; che equivale a dire pregare per quel Romano Pontefice definito “eretico modernista” dal superiore generale di questa setta, come potete verificare leggendo voi stessi le sue stolte dichiarazioni riportate sempre nel sito ufficiale della Fraternità di San Pio X [vedere QUI], quindi di pregare durante il Sacrificio Eucaristico per i vescovi delle Chiese particolari dell’orbe cattolica accusati nell’ipotesi migliore di apostasia dalla fede cattolica in quanto “eretici modernisti” e “profanatori filo-protestanti della sacra liturgia”.

faure consacrazione episcopale
il vescovo consacrante Richard Williamson ed il vescovo consacrato Jean-Michel Faure

I Padri dell’Isola di Patmos da me interrogati in loro veste di sacerdoti cattolici mi hanno assicurato che nel canone della Messa non ricorderebbero mai il Patriarca di Costantinopoli, né Luterani e Vetero-cattolici con la schiera delle loro carnevalesche vescovesse, perché con tutto il dovuto rispetto e le più prudenti aperture ecumeniche li considerano eredi di varie eresie; proprio come Bernard Fellay vescovo capo dei lefebvriani considera “eretico modernista” il Santo Padre Francesco, pur ricordandolo però con coerenza borderline nel Canone della Messa, salvo negare il suo magistero e quello di tutti i suoi predecessori fino a San Giovanni XXIII, dichiarando la Chiesa Cattolica fuori dalle verità di fede a causa delle “gravi apostasie” contenute nel Concilio Vaticano II, seguendo in tutto ciò il verbo dell’eresiarca Lefebvre con lodevole coerenza [vedere QUI, QUI, QUI].

Sullo stesso sito ufficiale della Fraternità dove è apparso questo comunicato borderline, scorrendo qualche pagina indietro troviamo sintetizzato in punti precisi il motivo per il quale «non siamo uniti» con Roma e con il Romano Pontefice da costoro devotamente ricordato nel Canone della Messa; ed i punti sono i seguenti:

1. Perché l’insegnamento delle attuali autorità della Chiesa è su molti punti non conforme alla fede cattolica. Non abbiamo il diritto di collaborare alla perdita della fede e all’autodistruzione della Chiesa. Al contrario, noi dobbiamo lavorare alla restaurazione della Chiesa nel senso della Tradizione, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime;
2. Perché l’esperienza dimostra che la riunione conduce al mutismo: tutte le comunità che hanno trovata una soluzione canonica con la chiesa ufficiale rimangono mute di fronte agli scandali e agli errori dottrinali di Roma. Ora, secondo San Tommaso, i pastori hanno il dovere ineludibile di gridare alto e forte quando la fede del gregge è in pericolo, anche se questo pericolo viene dall’autorità. Non abbiamo il diritto di tacere.
3. Perché le cerimonie ecumeniche e interreligiose costituiscono delle gravi offese a Nostro Signore Gesù Cristo, unico vero Dio; e noi vogliamo mostrare che non avalliamo tali scandali.
4. Perché vogliamo insegnare ai nostri figli il Catechismo del Concilio di Trento e quello di San Pio X, e non il Catechismo della Chiesa Cattolica, che è contaminato dal modernismo.
5. Perché la nuova Messa è cattiva (pericolosa per la fede ndr.) e quindi noi non vogliamo né celebrarla né assistervi attivamente, neanche in maniera occasionale, né col nostro silenzio lasciare intendere che essa sia inoffensiva.
6. Perché non vogliamo appellarci ad un vescovo modernista per conferire il sacramento della Cresima ai nostri figli.
7. Perché non vogliamo appellarci ad un vescovo modernista per conferire il sacramento dell’Ordine ai nostri seminaristi  [testo integrale QUI].

bernard fellay 3
Bernard Fellay, attuale superiore generale della setta lefebvriana

Se tutto questo non fosse comico sarebbe tragico: questi scismatici — o se preferite questi straordinari comici inconsapevoli della propria esilarante comicità — hanno accusato un loro consociato in eresia di essere responsabile d’aver dato vita a una rottura nella rottura e di non riconoscere — udite, udite! — le autorità romane (!?). Proprio così: di non riconoscere quelle Autorità romane che i membri di questa setta scismatica considerano apostati e che da quattro decenni accusano di essere caduti in apostasia dalla fede cattolica in quando scivolate nel modernismo — che ricordiamo non è una eresia ma la sintesi di tutte le eresie — e nel Protestantesimo, per causa del “diabolico” Concilio Vaticano II. Malgrado tutto ciò questi autentici campioni di coerenza ricordano però nel Canone della Messa questi “eretici modernisti” e “filo-protestanti”, rei di “apostasia dalla fede” e dalla autentica traditio catholica, accusando all’occorrenza il vescovo scismatico Williamson di avere fatto ciò che questi gruppuscoli ereticali fanno da sempre, come prova la storia passata e recente: frammentarsi al proprio interno, qual conseguenza del tutto ovvia e inevitabile della frattura della comunione ecclesiale.

Questo s’intende per psicologie condizionate da disturbi borderline, ed in tal senso cogliamo di nuovo l’occasione per rinnovare un accorato invito a tutti i fedeli cattolici a non frequentare i priorati della Fraternità di San Pio X in Italia, presso i quali vescovi e sacerdoti scismatici non in comunione con la Chiesa Cattolica, oltre che palesemente eretici in quanto indomiti negatori delle dottrine di un intero concilio ecumenico e del magistero dell’ultimo mezzo secolo di storia ecclesiale, non possono legittimamente amministrare Sacramenti [vedere il nostro precedente articolo QUI], pur pregando in “non-comunione” col Sommo Pontefice ricordato nel Canone della Messa dopo essere stato da essi definito come un “autentico modernista”, vale a dire come il “Sommo Ricettacolo” di tutte le peggiori eresie oggi assise — a loro scellerato dire — sulla Cattedra di Pietro per l’opera “infausta” degli ultimi cinque Sommi Pontefici, compreso ovviamente il sesto, ch’è il successore del Principe degli Apostoli oggi felicemente regnante.

A tutti i cari lettori e le dilette lettrici un cordiale e devoto miao !

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16 thoughts on “Il cogitatorium di Ipazia – lefebvriani e disturbi borderline: la rottura dell’unità genera non-unità

  1. don ariel volevo avvisarla che williamson ha consacrato un vescovo perche’ fellay sta’ firmando gli accordi vaticani e dentro la fratenita’ per questo motivo ci sara’ una scissione tra’ chi ritornera’ in piena comunione con la santa sede e chi fara’ una specie di econe 2.0 con il nuovo vescovo-
    cordiali saluti

  2. Al posto suo, noi valuteremo anzitutto il genere di padrone che la gatta ha alle spalle, al cristiano e caritatevole fine di evitare la tragedia: che sia lei, a fare una brutta fine.

  3. Perché è impossibile un papa “eretico modernista”?
    Non mi risponda però, con le solite letture semplicistiche del Vangelo che vorrebbero divinizzato il papa sempre e comunque solo perché gode dell’infallibilità ( quasi in maniera magico-superstiziosa) senza parlare di cosa siano i modernisti nella realtà di idee e fatti. E’ inconcepibile che Lei non parli di modernisti nello specifico della Enc. Pascendi, quando questa dice ad es. ” i modernisti si devono cercare nel seno della Chiesa, anzi ai Suo vertici” e poi ostendando una autolaurea in Psicopatalogia, ci elargisce diagnosi a distanza, senza pensare: che il Suo dovere primario di luminare di indicibile teologia ma soprattutto di pastore , è quello di proteggere dal veleno modernista. A proposito di psicopatologie, sarebbero necessari sacerdoti più pazzi che dialoghisti per evitare gli “sbattezzi” se -come dice s. Agostino-:” i pazzi e i bambini dicono la Verità” e se chi si sbattezza, invece di trovare verità folli ma affascinanti, trova dialoghisti demenziali!
    Prego,risponda alla Guarini, invece di predicare senza ascoltare i tormenti del gregge http://chiesaepostconcilio.blogspot

    1. Lei che parla di “letture semplicistiche”, ritiene di essere in grado di sedersi su un palco assieme ad uno studioso di dogmatica e di storia del dogma, per confrontarsi e discutere con lui, dinanzi a 200 persone che ascoltano, sulla Pascendi dominici gregis e sul problema molto articolato del modernismo definito da San Pio X come la sintesi di tutte le eresie?
      Lei capisce che il solo dire “sintesi” comporta, solo per avviare un discorso sul tema, la indispensabile conoscenza a livello storico e teologico di tutto l’evolvere delle complesse e numerose correnti di pensiero ereticale sviluppatesi in XIX secoli di storia in Oriente ed Occidente, quindi metterle storicamente e teologicamente a confronto con il modernismo? E va da se, il tutto passando per la storia e la produzione teologica di numerosi Padri della Chiesa.
      Se invece il modernismo ed i modernisti sono i nemici immaginari che lei si è creato con quattro formule confuse perché ha bisogno di pigliarsela con qualcuno, in tal caso rischia di uscire fuori da quel confronto come una macchietta che dopo avere letto Topolino (ossia gli articoli semiseri su Chiesa&Postconcilio), ha creduto bene di andare presso l’accademia di astrofisica a discutere con i fisici sulle teorie riguardanti l’espansione dell’universo.
      Per questo il padre ha risposto altrove, al suo commento ad un altro articolo, con amabile ironia, in parte per sdrammatizzare in parte perché non poteva prenderla sul serio, perché lei si ostina a porsi nella posizione di non essere preso sul serio per ciò che dice e per come lo dice, mostrando anzitutto l’elemento palese della non conoscenza di ciò su cui presumebbe di poter attaccare agevolmente briga …

      1. io non voglio competere con nessun studioso! anche se ” l’asina di Baalam” puo insegnare ai suddetti illustri.
        Il Modernismo come “sintesi di tutte l’eresie” dice, di aver rivisto tutti i Dogmi leggendoli con principii(?)tratti da: Immanentismo, Relativismo, Storicismo, Razionalismo etc.,e per dire: UNA SOLA COSA: ” I dogmi sono soggetti ad evoluzione” PUNTO. Non ho bisogno di pigliarmela con nessuno, non so perché dovrei; anche perché, la Misericordia che spero, credo di ottenerla donandola prima agli altri, ossia: tutti, modernisti compresi, ergo…S. Paolino da Nola esorta a cercare ispirazione dal Gregge – e credo anche da “Topolino”- quindi non si puo sfuggire il “dramma” di chicchessia, cosi!. Il Suo confratello con ironia, e vedo con: irresponsabilità, non ha parlato dei documenti che citavo, per sapere innanzitutto, perché una sola e malfamata parte di Chiesa li cita e l’altra parte no? Non si mette a tacere l’altro, per illazioni, come il Suo: “attaccare briga” non è mio stile! I miei maestri, ripetevano una sola cosa: “il vero maestro è chi riesce a comunicare la sua cultura, e in modo mirato per i meno ricettivi”.

        1. … e i veri maestri perdono pur malgrado il loro tempo prezioso con lei per spiegarle – sino ad oggi purtroppo inultilmente – quanto segue:

          1. che il Concilio Vaticano II non è un atto di “diabolica apostasia dalla fede” ma una azione dello Spirito Santo nella Chiesa;
          2. che la Chiesa di oggi è in perfetta continuità con la Chiesa antecedente al Vaticano II;
          3. che tutti i Sommi Pontefici che si sono succeduti dal 1958 a oggi non sono “in grave errore” ma sono i legittimi successori di Pietro ed i custodi del deposito della fede cattolica;
          4. che la riforma liturgica e la promulgazione del messale di Paolo VI non ha in alcun modo tradito la precedente tradizione liturgica e che la sostanza della Messa che celebra e rinnova il Sacrificio di Cristo è rimasta inalterata e che oggi nelle chiese non si celebra affatto una “messa protestantica“;
          5. che lei, se vuole essere un devoto cattolico, deve accettare la dottrina e il magistero della Chiesa e l’autorità del Sommo Pontefice che oggi è il Santo Padre Francesco.

          Ecc … ecc …

          Lei continua imperterrito a mandare commenti dove mette in discussione questi e altri punti fondamentali legati alla dottrina e al magistero della Chiesa, basta che vada a rileggere quello che ha scritto in precedenza, per non dire di ciò che non abbiamo pubblicato perché non possiamo e non dobbiamo dare spazio a gratuiti insulti verso le più alte autorità della Chiesa e del suo sommo magistero.
          A questo punto lei dovrebbe porsi una domanda: a qual pro usare questo spazio per i commenti come un suo personale “sfogatoio“?
          Questo il motivo per il quale lei è stato definito un attaccabrighe che perde tempo – al momento – per il gusto di perdere tempo, ed il tutto in un momento di importante penitenza e conversione come questa Quaresima che sta volgendo verso la fine, un tempo prezioso che potrebbe usare molto meglio, anziché combattere quella Chiesa che dovrebbe amare – se è cattolico – e quel Sommo Pontefice che dovrebbe venerare come legittimo successore di Pietro, maestro supremo di dottrina e supremo custode del deposito della fede.

          Cos’altro dobbiamo aggiungerle?
          Amen!

  4. Siamo ormai vicini alla Domenica delle Palme. Non sarebbe il caso, per tutti, di abbandonare ogni polemica, giusta o sbagliata che sia, per entrare tutti insieme con Cristo in Gerusalemme?
    E accompagnarlo poi con la sofferenza nel cuore lungo tutto il Calvario per gioire infine della gloria immensa della Resurrezione?
    Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

    1. Carissima.
      Giusto. Semmai senza dimenticare che Cristo Verbo Incarnato, quindi via, verità e vita, anche e soprattutto per la Verità è morto, quindi per salvarci dal peccato, un peccato che in sé racchiude tutti i nostri errori umani e tutte le nostre chiusure alle azioni di grazia dello Spirito Santo di Dio.
      Bastasse un Triduo Pasquale magistrale ed un Exultet sfavillante per essere partecipi alla sua morte e risurrezione, tutto sarebbe molto più semplice.
      Il monito: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10), è uno dei motivi principali della passione e morte del Signore Nostro Gesù Cristo.

      1. i discorsi sono inutili fellay firmerà, questo ha indotto williamson a ordinare un vescovo che raccogliere tutti i dissidenti contrari agli acordi tra fraternita’ e santa sede

        1. Caro Reginaldo.

          Con sincero e profondo rispetto: questa “leggenda metropolitana” che ha preso a girare dopo lo “scisma nello scisma”, non sta veramente in piedi, perché firmare vuol dire accettare senza riserve le dottrine del Concilio Vaticano II. Se Bernard Fellay facesse una cosa del genere, tempo una settimane ci sarebbero altre scissioni nelle scissioni delle scissioni … quindi altre consacrazioni episcopali e via dicendo.
          Qui non è “in gioco” un discorso di “strategie politiche”, tale purtroppo è trattato da molti questo doloroso fenomeno; “in gioco” vi sono questioni dottrinarie molto serie.
          Firmare, come lei dice, vorrebbe anzitutto dire che Bernard Fellay dovrebbe andare in ginocchio penitente dinanzi al Santo Padre e chiedergli perdono per averlo pubblicamente definito come “un autentico modernista”, cioè per averlo accusato di essere il ricettacolo di tutte le peggiori eresie, perché tale è il modernismo: la sintesi di tutte le eresie, come lo definì San Pio X su base di criteri che tutt’oggi sono validi, anzi, forse più attuali e più drammatici ancora di quanto lo fossero un secolo fa, perché frattanto, il modernismo, si è sviluppato, rafforzato e solidificato anche all’interno della stessa Chiesa e degli studi teologici. La soluzione al modernismo, non è però il lefebvrismo.

          1. buongiorno don ariel,questa leggenda metropolitana come lei ha definito non ha preso a girare dopo lo “scisma nello scisma” ma sono diversi anni che sacerdoti della fraternita’ specialmente francesi e americani sono fuoriusciti ,personalmente non amo parlare per sentito dire ma una mia amicizia che definisco attendibilissima e che in questi anni non si e’ mai esposta su qello che poteva succedere mi ha detto che williamson ha ordinato il vescovo per fare un seminario per raccogliere tutti i fuoriusciti e tutti quelli che usciranno dopo l’accordo che firmera’ fellay,oggettivamente quello che dice lei e’ vero ossia e’ vero che fellay ha insultato il pontefice definendolo modernista ma le strade del signore sono infinite e niente proibisce che parte della fraternita’ tornera’ in piena comunione con la santa sede come e’ stato per la FSSP in modi diversi ovvio……….penso che questo scenario dovrebbe rallegrarla ,personalmente prego perche’ questo accada.
            cordiali saluti

          2. Caro Reginaldo.

            Non solo la cosa ci rallegra, ma speriamo e soprattutto preghiamo perché ciò possa accadere, perché le fratture della comunione ecclesiale sono sempre drammatiche, come prova la storia, ed hanno sempre l’unico e doloroso risultato di produrre solo altre fratture nelle fratture.
            Chissà mai, dunque, che la prossima festa di Pentecoste ci riservi qualche inaspettata sorpresa?

          3. buonasera don ariel, tempi e modi non trapelano ma noi continuiamo a pregare del ritorno di altri fratelli,i disadattati mentali continueranno a fare gli zeloti-nichilisti costruendo un’altra chiesa atuocefala

    1. Non pensa niente, perché essendo una gatta laica consacrata dedita allo studio della filosofia e della teologia ed all’assistenza dei gatti poveri delle periferie esistenziali feline, durante la Quaresima si impone un certo rigore penitenziale ed evita le letture a sfondo comico.

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