La cristologia della luce eucaristica ed il buio dei totalitarismi politici e religiosi

Theologica —

LA CRISTOLOGIA DELLA LUCE EUCARISTICA
ED IL BUIO DEI TOTALITARISMI POLITICI E RELIGIOSI

 

… può accadere che la cecità del marxismo e la cecità di certe espressioni di vita religiosa si incontrino, pur combattendosi duramente, accomunate da materialismo omocentrico ed eresia pelagiana

 

Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

 

[…] talune correnti teologiche e religiose hanno modulato i propri movimenti di fede e di pensiero attingendomarx inconsapevolmente proprio dal nemico che si prefiggevano di combattere: quel Marxismo applicato nei regimi comunisti dove l’individuo era svuotato e mutato in un ingranaggio di quella personalità di massa chiamata Stato, una sorta di entità perfetta o per così dire pseudo-divina che assieme ai suoi leaders carismatici non poteva essere posta in discussione. Non bisogna infatti trascurare che il Marxismo è una “religione” atea e che il suo impianto strutturale “dogmatico” è costruito sugli schemi propri degli assolutismi religiosi.

Sul piano filosofico prima che teologico, essere ingranaggi spersonalizzati di un sistema marxista è cosa antitetica all’essere membra del Corpo Mistico. Così come l’essere ingranaggi spersonalizzati di correnti di pensiero teologico o di sistemi religiosi modulati non sull’assoluto teologico ma sull’assolutismo ideologico rappresenta un’antitesi all’essere membra del Corpo Mistico della Chiesa che è Cristo, anzi peggio, perché mentre il Marxismo attaccava la Chiesa da fuori queste correnti l’hanno colpita da dentro con l’aridità dei propri pensieri de-strutturanti e confondenti. E il caposcuola del Novecento di questa de-strutturazione confondente è Karl Rahner.

legionari di Cristo
Avere molte vocazioni, è veramente una prova della grazia dello Spirito Santo? Una delle nuove congregazioni religiose al cui interno sono confluite nel tempo molte vocazioni, inclusi ottimi e motivati giovani, assoggettati per mezzo secolo alla oscura figura del proprio fondatore in un regime di cieca obbedienza che non ammetteva senso critico alcuno. Ai membri di questa Congregazione era imposto anche il voto di “non critica” dei superiori, forse in cattolico ossequio ai migliori criteri di Fides et Ratio?

Sul piano strutturale le correnti religiose filo marxiste totalitarie fiorite in parallelo nella storia della Chiesa del Novecento che ritenevano giusto indirizzare e controllare la ragione dell’uomo al “cristiano” fine che questi non cadesse ragionando in peccati d’orgoglio, che limitavano la sua libertà di figlio di Dio per evitargli il potenziale rischio di cadere dalla libertà al libertinaggio, che giudicavano il senso critico una sorta di attentato di lesa maestà divina da curare prontamente con la panacea dell’obbedienza cieca … ebbene, questi totalitarismi religiosi d’impianto pseudo neoscolastico fondati sulla scolastica decadente del tardo Settecento anziché sul gran patrimonio scolastico il cui recupero fu auspicato dell’Enciclica Aeterni Patris, hanno mostrato la loro storica chiusura spirituale e teologica alla grazia, il loro modo di ristagnare non-pensando, di agire in spazi delimitati e circoscritti per impedire ogni autonomo agire al fine di evitare chissà quali insidie, la volontà di chiudere ogni quesito al dubbio perché per tutto avevano una risposta metafisica pronta. E tutto questo ha segnato varie esplosioni di pelagianesimo religioso moderno, semmai proprio mentre i propagatori di questi pensieri erano impegnati a insegnare il De Natura et Gratia di Sant’Agostino nel più profondo ossequio agli schemi formali della migliore ortodossia cattolica.

rigidità di pensiero
chiusura mentale

La loro impostazione di pensiero di prassi rigida, a tratti spietata nel suo formalismo concettuale esasperato ed esasperante ricalcava spesso ― inconsapevolmente ― la psicologia di Pelagio: la convinzione di poter giungere alla perfezione attraverso il rigore, l’auto-disciplina, la mancanza di qualunque cedimento a qualsiasi perplessità o dubbio; che espresso in termini più moderni equivale al Superuomo e alla Volontà di Potenza di Frederic Nietzsche modulate in versione religiosa. Alcune di queste correnti di pensiero del tardo Ottocento e del Novecento hanno inaugurato la stagione di quell’ateismo religioso tipico di chi chiude il cuore alla Grazia di Dio nella certezza di poter giungere alla santità col rigore della disciplina interiore ed esteriore, che troviamo appunto raffigurata negli schemi nietzschiani de La Volontà di Potenza.

Giovani Paolo II firma fides et ratio
S.S. Giovanni Paolo II firma la Enciclica Fides et Ratio, accanto a lui l’allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger

Oggi noi parliamo teologicamente con gran disinvoltura del tema Fides et Ratio; argomento non certo nuovo nella storia e nell’economia della salvezza se consideriamo che fu dibattuto dai grandi Padri della Chiesa: lo fu dai Padri Cappadoci, da Anselmo d’Aosta, da Tommaso d’Aquino, sino a giungere al Pontefice Pio IX che fece scrivere al Concilio Vaticano I queste parole:

[…] anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione. Lo stesso Dio, infatti, che rivela i misteri e infonde la fede, ha deposto anche il lume della ragione nell’animo umano […] non solo la fede e la ragione non possono mai essere in contrasto fra loro ma possono darsi un aiuto scambievole. La retta ragione, infatti, dimostra i fondamenti della fede, illuminata dalla sua luce può coltivare la scienza delle cose divine; la fede libera protegge la ragione dagli errori e l’arricchisce di molteplici cognizioni. Per ciò, la Chiesa, è ben lontana dall’opporsi allo studio delle arti e delle discipline umane, tutt’altro le favorisce e le promuove in ogni maniera.

[..] quale è il rapporto tra fede, ragione e libertà all’interno degli ordini religiosi e di certe nuove congregazioni religiose che nella stagione del Concilio Vaticano II riscriveranno tutte quante le loro costituzioni per uniformarle al pensiero teologico e pastorale conciliare, ad esempio cancellando ogni riferimento anche vago a vetuste forme di obbedienza cieca che non ammettevano umana ragione, anteriori per impostazione e tradizione allo stesso Concilio di Trento, oltre che in netta contraddizione col pensiero teologico dei più grandi Padri della Chiesa?

francescani immacolata
I Frati Francescani dell’Immacolata, caso doloroso di una congregazione commissariata dalla Santa Sede senza che molte altre, inclusi diversi ordini storici, abbiamo seguito le stesse sorti per motivazioni molto più gravi. A peggiorare la situazione ed a recare immane danno a questa Congregazione è subito accorso l’esercito di cosiddetti “tradizionalisti” che hanno usato questi religiosi per portare avanti il loro astio verso il Concilio Vaticano II e per legittimare l’uso puramente ideologico del vetus ordo missae

Questi quesiti, se li sono mai posti certi “tradizionalisti” ideologici solerti cacciatori di eresie — incluse presunte eresie papali — prima di partire all’attacco con patos liberal democratico e spirito referendario, quindi con tanto di “raccolta firme”, dopo che la legittima Autorità della Chiesa aveva deciso di intervenire su una giovane Congregazione in seno alla quale stavano emergendo anche problemi di teologia ecclesiale, di corretta disciplina e di adeguata formazione? E sotto vari aspetti l’Autorità ecclesiastica ha fatto bene, perché non è sano e nemmeno cattolico riportare indietro le lancette dell’orologio ed instaurare di nuovo criteri di formazione religiosa su modelli di fine Ottocento inizi Novecento. Ma siccome questa famiglia religiosa celebrava col vetus ordo Missae, dinanzi al latinorum ridotto da certi “tradizionalisti” ad un feticcio pelagiano, ecco che si sono subito mostrati talmente preoccupati della pagliuzza da non vedere la trave, vale a dire che proclamare “di fatto” il dogma di Maria Corredentrice e stabilirne relativa teologia e culto al proprio interno e massiccia campagna di diffusione esterna, è molto peggio della de-costruzione del dogma messa in atto dalle peggiori derive della Nouvelle Théologie; perché “proclamare” o “dare per esistente” un dogma mariano che sino ad oggi la Chiesa non ha mai inteso proclamare — cosa di cui personalmente sono felice — è molto peggio del de-costruire e distruggere i dogmi di fede proclamati dalla Chiesa. Il tutto per cantarla in modo onesto e veritiero a certi ideologi della “tradizione” ai quali per mesi ho inutilmente ripetuto nel corso di numerosi colloqui privati che il problema non era il Messale di San Pio V, che dunque la smettessero di usare quei poveri frati per ideologizzare un messale e per legittimare se stessi. A quante di queste persone ho spiegato in tono rasente la supplica che io stesso avevo cessato di fare riferimenti nei miei articoli alle vicende di questa Congregazione, dopo avere avuto prove e controprove che i problemi erano altri e non la Messa secondo il vecchio rito? Sui risultati ottenuti — o meglio: sui non risultati — sorvolo con amarezza, ritengo però che qualcuno dovrebbe interrogarsi seriamente per il modo strumentale in cui questi frati sono stati danneggiati dai “tradizionalisti” d’assalto, capaci a ricondurre tutto, persino l’arte pasticcera napolenata, ad una questione di vetus ordo missae … incapaci di capire, sebbene fosse stato a loro spiegato, che non sempre «Parigi val bene una Messa», com’ebbe a dire quel cinico ugonotto di Enrico IV di Borbone. E detto questo evito di entrare nel merito tutto quanto teologico della ostinata chiusura alla grazia di Dio tipica di coloro che sono certi di possedere la Verità ed esserne unici e fedeli propagatori, persino contro l’Autorità della Chiesa …

Giudico da sempre perniciosa la teologia di Karl Rahner, ma l’onesta intellettuale e la mia gherardinifede cattolica mi impongono di affermare che criticare giustamente e legittimamente questo teologo tedesco, per giungere attraverso di esso ad intaccare, se non peggio ad invalidare l’autorità del Concilio Vaticano II, è molto peggio del dare vita alla confusa, equivoca e ambigua teoria dei “cristiani anonimi”. Cosa questa che un nostro venerabile e saggio confratello della caratura di Brunero Gherardini dovrebbe insegnare a tutti quanti noi, anziché prestarsi nella vecchiaia a certi equivoci che ruotano attorno alla teoria di quel Concilio “solo pastorale” che da anni manda in sollucchero il meglio del peggio di un certo “tradizionalismo”, che sul concetto di “concilio pastorale”, ergo non dogmatico, ha finito col sentenziare: … “vale a dire che non conta niente”; abusando e spendendo a sostegno di siffatte tesi aberranti il nome di questo teologo illustre che mai sosterrebbe cose simili, semplicemente perché non le ha mai pensate, essendo un uomo di Dio devoto all’Autorità della Chiesa ed un autentico maestro di teologia.

Serafino Lanzetta
Padre Serafino Lanzetta, giovane uomo di profonda pietà cristiana, acuto teologo dotato di autentico talento, ha ricevuto la propria formazione all’interno della Congregazione dei Francescani dell’Immacolata. Neppure una punta di diamante può però costituire patente di merito per una intera istituzione religiosa, così come una rondine non può fare primavera. Padre Serafino è una patente di merito per la Chiesa e per il mondo teologico, che malgrado i duri tempi odierni riesce a partorire pensatori come lui.

Sorvolo sulla totale mancanza di coerenza da parte di questi ideologi della “tradizione” che da anni hanno preso a tirare Brunero Gherardini per i bordi della veste. Soggetti che da una parte sono capaci — e lo hanno fatto, scritto e più volte pubblicato — ad esaltare la enciclica Mirari Vos di Gregorio XVI, nella quale vengono espresse nel lontano 1832, ovvero in tutt’altro mondo, società e contesti politici, anche parole di dura condanna verso la libertà di pensiero e di stampa, o verso il concetto di separazione tra Stato e Chiesa … e chiedendo infine di essa l’applicazione salutifera nella Chiesa d’oggi. Fatto questo, esaltano e mettono però in pratica forme di liberal democrazia referendaria contro l’Autorità ecclesiastica all’interno della Chiesa (!?). Mi domando: mi sono perduto qualche cosa, sono io ad essere incoerente, o forse sono questi ideologi della “tradizione” ad avere problemi seri nei loro insani rapporti con la presunta traditio catholica, la ecclesiologia e soprattutto la legittima Autorità della Chiesa?

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Riguardo quanti si ostinano a fare un mestiere che non è il loro, rimando all’ articolo del Padre Giovanni Cavalcoli sulla fantateologia dei giornalisti, quindi degli ecclesiologi e dei canonisti variamente improvvisati … QUI

A questa Congregazione alla quale un esercito di praeficae “tradizionaliste” digiune di teologia e di ecclesiologia hanno finito purtroppo col peggiorare la situazione usandola per i propri scopi ideologici, forse dedicherò un apposito scritto, se avrò tempo; non è detto però che di tempo ne abbia e che lo faccia, desiderando occuparmi di cose più interessanti nel corso dei decenni di vita che mi separano dalla mia morte, fissata all’incirca attorno ai 120 anni d’età, avendomi affidato la Persona Santissima dello Spirito Santo l’apostolica missione di far rodere diversi fegati.

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21 thoughts on “La cristologia della luce eucaristica ed il buio dei totalitarismi politici e religiosi

    1. Caro Verocattolico.

      Sono certo che lei ha studiato il galateo a Cambridge, perché l’espressione idiomatica usata mi ricorda i miei lontani trascorsi presso la sede universitaria di quella città.
      No, nessuna sede vescovile mi hanno promesso, perché io puntavo parecchio più in alto e sono stato in tal senso esaudito.
      A breve mi nomineranno Patriarca di Babilonia dei Caldei.
      Il Signor la benedica.

  1. Non penso che padre Ariel abbia bisogno della mia difesa d’ufficio ma trovo sconcertante che un sacerdote finisca pubblicamente insultato per avere espresso una opinione, e trovo inquietante che un tizio che si firma “vero cattolico” usi verso un sacerdote un linguaggio da scaricatore di porto. Padre Ariel, in modo acuto, l’ha cantata chiara a chi doveva, a mio parere anche giusta: a certe persone dei Francescani dell’Immacolata non interessava, quello che gli interessava era il ghiotto pretesto per fare ideologia, solo maledetta, anzi stramaledetta ideologia.
    Gli si risponda argomentando e non insultando.
    Perché l’Isola ha pubblicato questi commenti così insultanti?

    1. Caro Andrea.

      I commenti non li ha pubblicati la redazione ma io e le spiego perché: più volte sono giunti commenti talmente entusiasti che ho risposto in privato a diversi lettori ringraziandoli e dicendogli che certi giudizi così lusinghieri potevano essere inviati direttamente alla Congregazione per le cause dei santi. Quindi ho spiegato che inserire in fondo ad un mio articolo dei complimenti così sperticati mi avrebbe messo in imbarazzo.
      Questo per dire che i commenti dei nostri lettori non solo, sono lusinghieri, ma talvolta lo sono a tal punto da creare appunto imbarazzo a pubblicarli, almeno per quanto mi riguarda.
      Non posso invece censurare, malgrado la triviale caduta di stile, un soggetto che mi si rivolge definendomi un “leccaculo” , cosa a suo modo anche divertente, perché mentre leggevo ho pensato al genere di reazione che potrei avere se qualcuno, parlandomi a tu per tu, me lo dicesse in faccia in modo serio e convinto … temo che il più felice di tutti rischierebbe di essere il suo dentista.

      1. beh, ricordo che nella casa sacerdotale dove abitavamo a Roma, quando due muratori non riuscirono a spostare un marmo pesante arrivasti tu a spostarlo da solo … altro che dentista …

        1. Caro Confratello,

          forse è bene che ti rinfreschi io la memoria: quel giorno avevo passato tutta la mattina in camera tua a darti una mano per la tua tesi circa il “peso” dello Spirito Santo nel dogma trinitario, quindi ci siamo passati di mano in mano testi di pneumatologia per diverse ore. Cosa vuoi che sia spostare un marmo nel pomeriggio, dopo che si è stati tutta la mattina a spostare un “peso” come lo Spirito Santo?
          Ti sento sempre tanto volentieri, un abbraccio ed i migliori auspici per il tuo sacro ministero.

    2. La S Messa Vetus Ordo lei la chiama ideologia? Ma lei lo sà che quella che lei indica come ideologia è l’unica Messa Cattolica? visto che il Novus Ordo è un mescolamento di Protestantesimo e Cattolicesimo ed i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti? Chiese Vuote, seminari vuoti, secolarizzazione ecc ecc

  2. Rev. padre Ariel, lungi da me una difesa d’ufficio non richiesta. La cosa è evidente: lei ha tirato (con garbo) una bastonata a Corrispondenza Romana, alla sua sede distaccata Riscossa Cristiana, a Chiesa&postconcilio, a Manetti che ha pubblicato un libro sui F.I e molti altri del mondo di quella Tradizione che ella mette sempre tra virgolette … insulti a parte, e forse influenzato dalla mia professione di avvocato (che mi porta a ragionare in termini di prove), devo pormi una domanda che pure altri dovrebbero porsi: come mai nessuno di questi signori ha replicato alle sue sferzate su questa vicenda? Di solito (almeno così mi insegna l’esperienza), si tace quando soggetti senza credibilità e autorevolezza sparano a zero. Mentre per quanto riguarda la sua credibilità e autorevolezza non le scrivo nemmeno cosa penso giacché poco sopra ha risposto dicendo che certi complimenti le hanno dato imbarazzo al punto da non pubblicarli.
    Auguri di felice 2015 anche a padre Cavalcoli ed a mons. Livi e grazie per il lavoro che state facendo a sostegno di tutte le menti cattoliche libere e pensanti, oggi disorientate, che in voi hanno trovato subito un’ancora di salvezza.

  3. I Signori di CR ChiesaePostconcilio e Manetti non hanno risposto perchè quello che ha detto Padre Ariel sui FI è spazzatura e questi veri Cattolici non hanno tempo da perdere per correre dietro a tutte le elucubrazioni ed allucinazioni per cui si scambia come fa Padre Ariel i carnefici (Bergoglio and Co) con le vittime di questi suprusi (I Francescani dell’Immacolata), Visto che anche è avvocato perchè non si informa su Padre Carballo (uno dei partecipanti al commissariamento) implicato in bancarotta fraudolenta.

    1. Le rispondo per ordine:

      1. La spazzatura si dimostra e si argomenta usando il dono della fede, che implica la carità, quindi della ragione, che deve essere scevra da umori e da ideologie; e le persone che lei cita non sono libere nel pensiero e nel giudizio, lo prova il fatto che quando a rimanere coinvolto in spiacevoli vicende è stato di recente il Vescovo di Albenga, celebrato beniamino del mondo traditional, grazie a delle situazioni di clero inenarrabili, tutti i paladini della tradizione ai quali lei fa riferimento, le loro riviste e blog sono stati zitti esattamente come stettero zitti i comunisti italiani e francesi quando i carriarmati invasero Praga, a prova del fatto che certi “cattoliconi” sono ideologi che usano verso la Chiesa approcci errati di tipo politico, sociologico e soprattutto ideologico, perché nulla come l’ideologia rende ciechi e all’occorrenza arrabbiati.

      2. Trovi una sola riga su un mio libro o su un mio articolo nel quale osi prendermi la libertà di affermare chi è vero cattolico e chi non lo è, non avendo io autorità alcuna per comminare scomuniche. Come sacerdote e come teologo posso solo dire, nell’esercizio del mio sacro ministero, nel totale ossequio alla dottrina e al magistero della Chiesa e con le dovute maniere, cosa è cattolico e cosa non lo è; ma stabilire chi è cattolico e chi non è cattolico, questo spetta all’Autorità della Chiesa, non a me, figurarsi se spetta a lei che non è stato istituito per sacramento di grazia né pastore in cura d’anime né maestro dei Christi fideles.

      3. Colui che lei chiama con sprezzo “Bergoglio” è il Romano Pontefice, legittimo successore di Pietro al quale Cristo in persona ha conferito mandato di piena, immediata e suprema potestà sulla Chiesa universale. Il Sommo Pontefice può piacerle o non piacerle – cosa del tutto irrilevante – ma una cosa è certa: come cattolico lei lo deve anzitutto rispettare e venerare per il mistero che incarna [cf. Mt 16:14-18] e all’occorrenza ubbidire, a meno che non chieda cose contro la dottrina e la morale cattolica, cosa che sino ad oggi non è mai accaduta.

      4. Per quanto riguarda il Padre Carballo a cui lei fa riferimento, posso provarle – io che gli asserti li sostengo con le prove – che la Chiesa è piena di figure che hanno partecipato attivamente non a “commissariamenti” ma alla redazione di testi dogmatici che oggi sono verità di fede definite e che pure erano dei personaggi immorali, simoniaci, corrotti e via dicendo. Mi dica: dobbbiamo abolire un po’ di dogmi definiti, visto e considerato che nella lista dei firmatari di vari concili, tutti rigorosamente antecedenti al “demoniaco” e “apostatico” Vaticano II, risultano le loro firme?

      E adesso faccia una cosa: vada da quel buon uomo del Padre Stefano Maria Mannelli e gli porti uno dietro l’altro tutti i commenti traboccanti insulti verso il Sommo Pontefice che lei abitualmente scrive in nome di non si sa bene quale vera Traditio catholica; commenti che questa rivista telematica non le ha pubblicato perché se lei insulta me, io mi sento quasi tenuto a pubblicare l’insulto, ma se lei insulta il Santo Padre, né i miei confratelli dell’Isola di Patmos né io ci presteremmo mai a farle da cassa di risonanza. E dopo avere riferito al Padre Stefano tutta la sua sequela d’insulti sul Pontefice “eretico”, “apostata”, “anticristo” e via dicendo, ci scriva e ci dica che cosa le ha risposto il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, che mai porrebbe in discussione l’Autorità della Chiesa ed il Regnante Pontefice, perché questo i fatti dimostrano senza pena di smentita da parte sua: il padre fondatore non si è mai opposto ai provvedimenti della Santa Sede. Il tutto a riprova di quanto le persone come lei hanno gravemente danneggiato i Francescani dell’Immacolata tentando di usarli e abusarli come bandiera idelogica contro il Vaticano II e contro la riforma liturgica sancita dalla Sacrosantum Concilium.

      1. Punto primo: Bergoglio non è Pontefice perchè, come anche lo stesso giornale avvenire ha dovuto ammettere, l’ancora attuale Pontefice Benedetto XVI è stato fatto dimettere in seguito a complotto di stampo massonico, quindi questo è già motivo più che sufficiente per affermare che nessun conclave avrebbe dovuto tenersi con un Pontefice ancora in vita e viste le nefaste premesse. Ma poi basta vedere cosa ha detto e fatto in questi quasi 2 anni per togliere qualsiasi dubbio sulla non legittimità al Trono Pontificio di Bergoglio. Quindi io non ho criticato un Pontefice perchè semplicemente Bergoglio non lo è. Punto secondo: la vicenda del Vescovo di Albenga stà a dimostrare ( ma non ve ne era bisogno) la lotta intrapresa da Bergoglio contro il clero Cattolico (quelli che i lupi travestiti da agnello chiamano i “Tradizionalisti”) visto anche come invece in Vaticano lui incontri eretici ed immorali di ogni risma accogliendoli con benevolenza (è molto disponibile verso i “Pannella” di turno) quindi quale più ghiotta occasione di cacciare un Vescovo Cattolico prendendo a pretesto fatti non certo “edificanti” accaduti in Diocesi. Il Cattolicesimo non è stato fondato dal CVII.

        1. Sebbene la cosa mi amareggi, perché le confesso che mi piacerebbe che lei appartenesse ad un’altra religione, prendo atto che lei è cattolico; un cattolico che purtroppo nega le basi fondanti stesse della Chiesa eretta da Cristo sulla roccia di Pietro. Mi amareggia che lei sprezzi la suprema autorità della Chiesa con siffatta arroganza, superbia ed odio palese, arrogandosi il diritto di definire il Regnante Pontefice un vero e proprio antipapa, quindi raccattando a destra ed a sinistra dei brandelli di scritti e trasformandoli spesso nell’esatto contrario di ciò che nel contesto essi dicono, come per esempio lo scritto di Avvenire da lei così barbaramente estrapolato e manipolato.

          Mi rasserena che lei – per quanto molto a modo suo – sia cattolico e cittadino della Repubblica Italiana, perché ciò la rende innocuo. Infatti, se con lo spirito che la anima lei appartenesse a certi gruppi integralisti indù o mussulmani e fosse cittadino di altri Paesi, quasi sicuramente oggi sarebbe in giro per il mondo a scannare in nome del “suo” Dio e della “sua” verità gli infedeli cristiani che adorano falsi idoli.

          Ritengo di averle dato, con la dovuta carità pastorale, non tanto l’opportunità di esprimere i suoi evidenti errori, ma di ravvedersi. Fatto questo la informo che da adesso in poi ogni suo commento sarà cestinato, perché su questa nostra rivista telematica, attraverso la quale tre sacerdoti cercano di servire e di diffondere al meglio la dottrina della Chiesa ed il suo magistero, lei non è ospite gradito. Nella rete pullulano siti e blog di cosiddetti “tradizionalisti”, “sedevacantisti” e possessori a vario titolo della verità, presso i quali lei potrà trovare tutto lo spazio necessario per insultare il Sommo Pontefice, il Concilio Vaticano II ed il Magistero della Chiesa degli ultimi cinquant’anni.

          Possa la grazia di Dio capace a trasformare anche le pietre in figli di Abramo riuscire a penetrare anche lei; se lei consentirà alla grazia di Dio – che mai si metterebbe e che mai si è messa contro la libertà dell’uomo – di penetrare le profondità della sua coscienza e di convertirla alla fede alla speranza e alla carità.

          1. Ho trent’anni e sono prete da due e spero sinceramente di riuscire un giorno a diventare un prete come te.
            Un abbraccio, carissimo padre Ariel.

          2. Caro Confratello.

            Ricambio l’abbraccio con profonda fraternità sacerdotale, però ti prego, cerca di puntare veramente molto più in alto, quindi spera di poter diventare un giorno un prete come San Giovanni Maria Vianney. Perchè a questo noi tutti siamo chiamati attraverso l’acqua del nostro battesimo, a diventare santi. Come sacerdoti, siamo poi chiamati ad una ulteriore missione, a santificare il Popolo di Dio.
            Credimi, te lo dico convinto e non certo per falsa umiltà pretesca: io sono veramente poca cosa, sul serio, credimi …

  4. Sul commissariamento dei F.I non avendo esperienza diretta dei Frati preferisco non pronunciarmi senza per questo cercare di informarmi su fonti diverse.
    Credo che il Vaticano abbia avuto valide ragioni per agire che purtroppo non può manifestare pubblicamente solo per giusta discrezione e inutile infangamento. Di qui l’accusa di un commissariamento fatto sul nulla, peggio per puri motivi ideologici ossia azione dei soliti modernisti.
    Va chiarito subito che tutti i religiosi debbono obbedienza sempre alla Chiesa e non ai propri superiori, quando questi vengono sostituiti di autorità.
    Assurdo pertanto appare l’invito alla disobbedienza fatta da De Mattei e C.. Come assurdo appare l’alienazione di beni della Congregazione senza autorizzazione vaticana.
    Comprensibile il disagio nel vedere il proprio fondatore esautorato, ma va ricordato che è sempre la Chiesa che approva o no. Non ho dubbi che questa congregazione abbia grandi meriti, visti gli attestati di stima pervenuti da più parti. Tuttavia occorre anche sentire altre campane, ad esempio il Frate dell’Immacolata Padre Alessandro M. Calloni: “Padre Manelli santo o anche …santone?” ecc.
    Grazie Don Ariel per i suoi scritti.

    1. Caro Ettore.

      Se noi prendiamo l’autore dell’articolo che lei mi ha citato e ad uno ad uno gli dimostriamo che i “capi di imputazione” esistono eccome, ma che per un discorso di carità cristiana l’Autorità ecclesiastica ha evitato di dare inutile pubblicità a tutta una serie di questioni spiacevoli sul piano teologico, formativo, disciplinare e anche patrimoniale, questi risponderà che non è vero, perché, come ho spiegato, in ballo c’è il Vetus Ordo Missae trasformato da queste frange in ideologia e purtroppo in campo di battaglia.
      Le cito solo un punto nel quale l’autore al quale lei si riferisce scrive:

      8 – Si è tentato di “epurare”, probabilmente anche per la sua benevolenza verso frati e suore FI, anche il Vescovo di Albenga mons Mario Olivieri

      La verità, purtroppo, è invece tutt’altra: questo vescovo, da sempre beneamato dal mondo della “Tradizione”, ha accolto nella propria diocesi ed ha consacrato nel sacerdozio anche dei soggetti che all’altare del Sacrificio Eucaristico non avrebbero mai dovuto avvicinarsi neppure come chierichetti; ivi inclusi soggetti espulsi da case religiose e da più di un seminario per comprovati motivi morali gravissimi, ecc … ecc … Detto questo non intendo dettagliare inutilmente fatti ed episodi che in alcuni casi hanno interessato anche la magistratura; fatti ed episodi che sono per me gravemente lesivi alla dignità dell’ordine sacerdotale e che personalmente potrei citare e dettagliare solo se facendolo verrebbe fatto il bene della Chiesa. Chi infatti ha letto miei libri e scritti vari, sa quanto io sia contrario a nascondere lo sporco sotto il tappeto, ed all’occorrenza, per portare fuori certi marciumi, ho pagato in prima persona dei tributi molto elevati. Al tempo stesso sono però contrario a girare il mestolo dentro al torbido quando ciò non produrrebbe affatto alcun bene né alla Chiesa né ai Christi fideles, perché sarebbe cosa a dir poco indegna per un servitore della Chiesa e suo pastore preposto alla cura delle anime, dedicarsi al chiacchiericcio fine a se stesso.

      Tutto questo a riprova del fatto che – mi passi il paradosso veramente assurdo – se un prete “tradizionalista” sgozzasse un bambino dentro il fonte battesimale, questi ideologi della “santissima” Traditio troverebbero modo di giustificarlo, o di provare comunque a dire che non è vero, se il prete celebra in latino con il Messale di San Pio V.
      Non a caso li ho definiti come i comunisti italiani e francesi che dinanzi ai carriarmati russi che invasero Praga tacquero, perché così agiscono da sempre gli accoliti delle ideologie che servono la propria verità anziché la Verità del Verbo di Dio fatto uomo, attraverso quella obbedienza nella fede che passa di necessità attraverso l’obbedienza alla legittima Autorità della Chiesa, cosa questa che non vuol dire essere né “normalisti” né “papacecchisti”, ma semplicemente cattolici.

      Nel suo penultimo articolo [2001 Odissea nello spazio: La fantateologia di certi giornalisti], Padre Giovanni Cavalcoli ha spiegato in modo magistrale che sarebbe prudente evitare d’improvvisarsi teologi, ecclesiologi, storici della Chiesa, canonisti, ecc … perché ci sono persone che a certe singole discipline hanno dedicato una vita intera di studio e di pratica e quando si esprimono su certe materie lo fanno sempre con cognizione di causa e con tanta prudenza. Al contrario di certi internettari e blogghettari ai quali basta una tastiera ed un collegamento internet per seminare scempiaggini d’ogni mala sorta e presentandole al pubblico come se fossero espressioni uscite dalla divina persona del Verbo di Dio.

  5. Rev. Padre,
    Le ho sottoposto quella perorazione perché mi era parsa fatta in buona fede, civile e decorosa, molto lontana dal tono settario, sentenzioso di altri siti “tradizionalisti” e non che non tollerano distinguo,dissenso,replica. Anzi nella didascalia alla foto di gruppo e nel richiamo a P. Lanzetta, avevo colto una nota di rammarico nell’inciso “senza che molte altre(congregazioni), inclusi diversi ordini storici, abbiamo seguito le stesse sorti per motivazioni molto più gravi”. Ringrazio per la precisazione, a conferma di quanto già affermato nell’ articolo. L’esistenza di “problemi di teologia ecclesiale, di corretta disciplina e di adeguata formazione” e più oltre quasi a “proclamare “di fatto” il.. “ Nell’articolo, in sintonia coi contributi di M. Livi e P. Cavalcoli, l’enfasi era posta più che sulla congregazione, sull’improprio e deleterio ruolo collaterale svolto dagli ideologi della Tradizione e dai giornalisti “variamente improvvisati come ecclesiologi, teologi, canonisti “. Questa regola anomala, da lei reiterata, la si incontra in tutti i blog, anche di temi non religiosi: “ fideisti” permalosi, suscettibili. Ne ho prese tante anch’io. Grazie

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