Non è affatto «prematurata la supercazzola», ai giorni nostri è maturata completamente attraverso la cospirazione degli arroganti

—  attualità ecclesiale —

NON È AFFATTO «PREMATURATA LA SUPERCAZZOLA», AI GIORNI NOSTRI È MATURATA COMPLETAMENTE ATTRAVERSO LA COSPIRAZIONE DEGLI ARROGANTI

[…] i territori del regno del supercazzolaro sono Facebook, Instagram, Twitter, insomma tutti i social network, dove l’astuto regnante pretende di pontificare anche di teologia e di scienze sacre senza per questo doversi confrontare con nessuno esperto in materia. La situazione si fa ampiamente grave quando, il supercazzolaro, pretende di estendere i territori del suo regno oltre la realtà virtuale. Cioè quando, una volta spento il computer ed aver apostrofato amici e familiari con “encicliche” sulle scie chimiche, sulla pericolosità dei vaccini, sulla evidenza della terra piatta, e altre scemenze simili, decide di andare in parrocchia e mettersi a diffondere il proprio verbo. 

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Autore:
Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P.

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About Padre Gabriele

Gabriele Giordano M. Scardocci Dell'Ordine dei Frati Predicatori Presbitero e Teologo ( Cliccare sul nome per leggere tutti i suoi articoli )

12 thoughts on “Non è affatto «prematurata la supercazzola», ai giorni nostri è maturata completamente attraverso la cospirazione degli arroganti

  1. Grazie davvero padre Gabriele per questo articolo illuminante e ben descrittivo della realtà.

    Mi premeva porre all’attenzione che il fenomeno del “supercazzolaro”, già dannoso di per sé quando riferito a persona singola, assume proporzioni devastanti se organizzato in movimenti o associazioni che, partendo dal supercazzolaro capo, diffondono supercazzole “unificate” ed uguali nella sostanza, a giro per il mondo.
    Come un’unica grande “supercazzola” dalle enormi proporzioni.
    Senza stare a fare polemica, dirò solo che purtroppo, per mia somma dabbenaggine ed ingenuità, nonché totale assenza di conoscenza e formazione, per un lungo tempo sono stata anch’io una propagatrice inconsapevole di tali oscenità, coinvolta nella rete della “supercazzola organizzata ed unificata” da parte di un certo movimento organizzato.
    Nostro Signore ha avuto pietà di me e ad un certo punto mi ha aperto gli occhi ed ho visto.
    Ho provato cocente pentimento per aver anche solo aderito alle “supercazzole” che mi venivano spacciate e che purtroppo anche io ho diffuso.
    Riconosco il puro realismo dello scritto di padre Gabriele e allerto chiunque dalle “supercazzole organizzate”.

  2. Grazie davvero padre Gabriele per il luminoso e benefico intervento.

    Mi permetta di sottolineare la pericolosità dei teologi supercazzolari, cioè (ne conosco più di uno e ne posso testimoniare la dannosità e il modus operandi) coloro che hanno acquisito regolarmente titoli accademici, si sono addottorati magna cum laude, e dall’alto della loro qualifica mettono di fatto sul banco degli imputati il Magistero, pretendendo ora di correggerlo, ora di negarlo (per fare esempi: uno nega la transustanziazione, l’altro nega che Gesù Cristo abbia mai inteso fare del matrimonio un sacramento e ne abbia voluto l’indissolubilità, l’altro sostiene di fatto che Gesù Cristo era solo un uomo che aveva però un rapporto soprannaturale con il nostro Padre comune, l’altro tratta Humanae Vitae in modo tale che, alla fine, dell’enciclica resta solo il titolo…).

    Insomma: la verità su Dio, sulla Sua volontà, su come si va in Paradiso dovremmo saperla al termine dell’ultima dotta dissertazione che stanno preparando: il povere fedele ignorante attenda che Dio si riveli finalmente per loro tramite.
    Questi teologi supercazzolari fanno danni enormi.
    Mi scuso, concludo il pensiero:
    questi teologi supercazzolari fanno danni enormi, peggio ancora quando diventano vescovi.

    Grazie per la cortese attenzione.

  3. Ottimo articolo padre Gabriele, che potremmo ricollegare a un articolo di padre Ivano che parlò tempo fa dei cattolici del “secondo me …” per non parlare di quelli scritti da padre Ariel sui laici che fanno i preti e i teologi che non sono, mentre purtroppo spesso i preti fanno i laici.
    Seguo L’Isola di Patmos dal 2015 e ricordo molti articoli su questo tema.
    Noto un certo sport diffuso che è quello di prendersela con i preti per il cattivo funzionamento delle parrocchie, delle diocesi e della chiesa in generale. Pochi però si domandano: che cosa dovrebbero e soprattutto potrebbero fare i preti?
    Spesso, i personaggi dei quali parla padre Gabriele, ai parroci rendono la vita molto difficile o quasi impossibile. E da quello che ho potuto constatare nei miei rapporti con tre diversi parroci susseguitisi in 25 anni, loro scopo è spesso di evitare liti e fratture a opera di persone irragionevoli, e non è un discorso di debolezza ma di difficoltà oggettiva. Esempio: non è facile dire a una signora divorziata e accompagnata con un altro uomo “tu non puoi fare più la catechista” perché quella ti risponderà dicendoti quello che non è scritto su Amoris Laetitia e ti metterà davanti quelle “aperture” di Papa Francesco che in verità non esistono, semmai esiste una ambiguità pazzesca dalla quale ciascuno può tirare fuori quello che meglio crede.

    Ho 68 anni e quando ero adolescente se il parroco parlava nessuno osava nemmeno replicare, oggi se un parroco dice una cosa sensata,si levano da tutte le parti le repliche del “secondo me…” come scriveva padre Ivano, o il parroco è pubblicamente smentito dalle supercazzole dei “teologi” acculturatisi su internet, come spiega in questo articolo padre Gabriele.
    La risposta a questo l’ha data diverse volte padre Ariel parlando e spiegando in più articoli che nella Chiesa si è sviluppata una crisi dell’autorità senza precedenti.
    E oggi caro padre Gabriele dovete vedervela con i supercazzolari, e io lo so, quanto sono intrattabili e anche pericolosi.
    Tanti auguri per tutto.

    1. Gentile Signore,

      ho tagliato il suo commento e le rispondo che quella di Patmos non è un’isola di idioti.
      Lei insiste a postare commenti nei quali da una parte fornisce notizie assolutamente false su di me, poi, dopo avere lanciato il seme della falsità, chiede che io risponda pubblicamente.
      Per educazione le ho inviata una risposta privata ma con questo risultato:

      g.cirrincione2020@gmail.com (g.cirrincione2020@gmail.com)
      L’indirizzo a cui hai inviato il messaggio non è stato trovato nel dominio di destinazione. Potrebbe essere stato digitato in modo errato o non esistere.

      Ciò vuol dire che lei da bravo troll – presumendosi campione dei furbi – per gettare i propri “semi” si è fatto un indirizzo falso, esattamente falso come le cose che scrive.
      Intende proseguire con questo squallido gioco, che non fa certo bene alla salute della sua anima?

  4. Grazie Rev.mo Padre,

    il suo articolo è veramente una luce nelle tenebre del mondo internetico, nel quale però si può trovare ciò che si vuole, perché è vero che è tutto un brulicare di pseudoprofezie, millenarismi spinti, catastrofismi, teologi improvvisati tra ieri e oggi, ma è anche vero che proprio in questa enorme selva si può trovare anche L’Isola di Patmos con i suoi bravissimi padri.

  5. Purtroppo i supercazzolari esistono da ben prima del 2010: i catechisti del cammino neocatecumenale.
    Ci ho messo trent’anni a realizzare che costoro erano gente ignorante e incompetente senza uno straccio di elementari conoscenze della fede cattolica; infatti conoscono solo le catechesi di Kiko: un’accozzaglia di eresie protestanti! Ma poiché chi le racconta è un ignorante che crede di sapere, le dice con una sicurezza tale che chi le ascolta (da ignorante come me) ne rimane impressionato e convinto.
    La gravità della questione, purtroppo, è che sono accompagnati da sacerdoti.
    Dalle mie parti per fortuna, su 400 parroci solo una decina hanno “simpatie” per il cammino e solo 1 che li segue nella sua parrocchia.
    Che Dio ci liberi da tale erba infestante!
    Sia lodato Gesù Cristo

  6. Sarebbe cosa buona e giusta che don Ariel chiarisse a tutti noi quali sono i suoi titoli di studio e dove si è formato.
    Già purtroppo si è rifiutato parecchie volte. Altri biblisti hanno il biblico o la gregoriana. O hanno università statali.
    Tra i discepoli di Don Minutella gira la voce che nella sua vita non ha mai frequentato una università.
    Fermo restando che questo commento non sarà mai pubblicato.
    Lui????

    1. Anzitutto lei ha postato un commento – immagino per errore – al termine di un articolo di Padre Gabriele. Cosa che mi obbliga a risponderle qui, non potendo spostare i commenti nel posto giusto. Perlomeno, quando scrive le sue perle, veda di inserirle almeno nella pagina giusta.

      _________________________

      Rifiutato?
      No, io non mi rifiuto: io proprio non voglio!

      Lei non ha ascoltato la mia video-conferenza e se l’ha ascoltata non ha capito, oppure non ha voluto capire.

      Io non intendo cadere nella ridicola e puerile trappola dei titoli, per un semplice motivo che ho spiegato in lungo e in largo: nessun titolo, accademico o non, è superiore ai doni di grazia dello Spirito Santo derivanti dal Sacramento dell’Ordine.

      Nessun sacerdote è veramente tale, profondamente tale e culturalmente tale, in base alle carte accademiche.

      Il tutto l’ho spiegato nel mio video basandomi non sulle chiacchiere, ma sulla dogmatica sacramentaria.

      E se lei, o gli sbraitanti minutelliani, non avete capito, è un problema vostro. Dunque io non sono tenuto a chiarire niente e l’unico certificato che posso presentare è il mio certificato di sacra ordinazione, dinanzi al quale non esistono titoli superiori, sia accademici che non accademici. Almeno per me che venero il sacerdozio e che non sono, soprattutto, né un insicuro né un complessato.

      1. Le rispondo anch’io, Egregio Signore.
        Stia tranquillo e non si dia pena, perché se ai seguaci fanatici di Minutella apparisse Cristo in persona e gli dicesse che il loro guru sbaglia, loro accuserebbero Cristo stesso di essere un eretico e un filobergogliano.
        Così stanno le cose e, quando come ha fatto padre Ariel, sono messi con le spalle al muro, a quel punto comincia la semina di maldicenze e dubbi indirizzati alla persona sulla base del … si dice … dicono …
        Così è, non da ora ma da sempre, con certa gente.

        Mi scuso con l’ottimo padre Gabriele per questa invasione di pagina e lo ringrazio per il suo splendido articolo, veramente illuminante.

        1. Concordo caro confratello con quanto hai scritto.
          Ritengo che i nostri cari padri dell’Isola di Patmos, nel grande mare d’internet stiano svolgendo da anni un lavoro altamente meritorio, e Dio sono sa quanto utile.
          Molte sono le persone che attraverso questo strumento cercano scritti interessanti che possano sostenerli nel cammino di fede, oppure chiarirgli le idee dinanzi a fatti e situazioni ecclesiastiche spesso, purtroppo, non molto edificanti.
          L’articolo di padre Gabriele è una vera e propria guida in tal senso, una vera guida al discernimento.
          Non passa giorno che noi parroci ci si senta dire … “eh, ma su internet ho letto che …”, e quando poi andiamo a verificare, troviamo esposte le tesi più assurde, raccolte in blog e siti variamente denominati “cattolici”, “mariani” ecc…
          L’articolo di padre Gabriele è l’antidoto a questo.
          Grazie.

          1. … cari confratelli, anzitutto un saluto a tutti e un augurio di un santo anno ricco di frutti spirituali e pastorali.

            Ciò detto aggiungo … ma sì, diciamocelo: ogni volta che un fedele si reca da noi e avvia il discorso dicendo “su internet ho letto che …”, noi cominciamo a tremare e sudare, oppure sorridiamo, e, come narra il giovane e sapiente padre Gabriele nel suo articolo a proposito di supercazzole, sui nostri occhi cala una specie di lente, che non ci fa più vedere il fedele, ma mentre lui parla vediamo Tognazzi nei panni del conte Mascetti e tutti gli altri “Amici miei”.

            Tante grazie padre Gabriele per questo articolo indicato giustamente da don Bruno come “una vera e propria guida”.

            P.S.
            Ti intravidi anni fa quando soggiornavi presso i Domenicani di Napoli (presso i quali vado a depositare i miei peccati con le confessioni) e già da allora mi facesti buona impressione, non mi ero sbagliato.

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