Il Sinodo Tedesco, tra luteranesimo romanofobico e teologhe lesbiche che pretendono di stravolgere la dottrina cattolica

IL SINODO TEDESCO, TRA LUTERANESIMO ROMANOFOBICO E TEOLOGHE LESBICHE CHE PRETENDONO DI STRAVOLGERE LA DOTTRINA CATTOLICA

 

O la Santa Sede impara dalla storia e procede a elargire una solenne e salutare scarica di bastonate ai tedeschi, oppure questo farsesco sinodo proseguirà sino alla fine con tutte le conseguenze che ne deriveranno, fungendo da teatro di sfogo orrido e grottesco per un manipolo di teologhe lesbiche incattivite che lo stanno fin troppo pilotando.

— Attualità —

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Coppia di anziane lesbiche

Il problema non è dirle in malo modo, come talora mi si accusa di fare, ma dirle vere. E quando si dicono vere si dovrebbe soprassedere sul modo forte col quale a volte è necessario dirle. In caso contrario saranno gli accusatori a cadere nel farisaismo, attaccandosi alla forma o alla parolina colorita, per eludere la sostanza e tutti i dati di fatto coi quali non vogliono fare i conti, perché implicherebbe assumersi responsabilità e agire.

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Da prete ho vissuto e studiato in Germania e quando si dice Chiesa cattolica tedesca ritengo di sapere un po’ di che cosa si parla. Ne scrissi in toni allarmati nell’ormai lontano 2011 nel mio libro E Satana si fece trino, narrando di quanto avanzato fosse lo stato di protestantizzazione della Chiesa Cattolica in molte regioni del Nord dell’Europa, affermando che era in atto uno scisma di fatto che andava solo ufficializzato. Feci presente che un fiume in piena stava scendendo dal Nord dell’Europa e che a breve avrebbe travolto anche le nostre Chiese locali, in modo particolare quella italiana, suddita da oltre mezzo secolo delle peggiori derive teologiche tedesche, perché tutto ciò che non è tedesco non è degno sul nostro patrio suolo di essere chiamato teologico. Per questo grazie ai raggiri dei Gesuiti della Pontificia Università Gregoriana, nipotini amorosi di Karl Rahner, che ebbero giocoforza sul Sommo Pontefice Paolo VI – rivelatosi in questo ingenuo – fu distrutta la Scuola Romana, il cui centro era la Pontificia Università Lateranense, con grandi e straordinari teologi della caratura di Pietro Parente, Antonio Piolanti, Pier Carlo Landucci … tutti ridotti al silenzio nella “gloriosa” stagione del dialogante post-concilio degli anni Settanta. Ultimo esponente della Scuola Romana è stato Antonio Livi (cfr. QUI). Un decennio dopo, lo stesso Paolo VI, lamentava e temeva che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio» (testo integrale QUI). Chissà perché, soprattutto: chi gli spalancò le porte?   

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La storia insegna che nella memoria antropologica del popolo tedesco sopravvive sempre lo spirito barbarico. Insegna altresì, la storia, che ai tedeschi non si può dare un buffetto sopra la manina con un sorriso sulle labbra dicendo «cattivello così non si fa, altrimenti mammina soffre». Vanno tramortiti a bastonate e lasciati a terra con le ossa rotte dopo essere stati umiliati. A quel punto si placano per i successivi decenni. Poi a poco a poco tornano a tirare su di nuovo la testa, con lo stesso spirito e l’identica arroganza. A quel punto saranno necessarie altre salutari legnate. Qualcuno potrebbe pensare che questo mio parlare sia gratuita e inopportuna violenza. Giammai, è semplicemente prudente e legittima difesa delle popolazioni europee. Le pacifiste anime candide digiune di sapere, anziché stracciarsi le vesti al grido arcobalenato di peace and love studino piuttosto la storia, perché così capiranno tutte le ragioni di questo mio dire, a partire dal prezzo pagato dall’Europa e dal mondo intero per la psicologia tedesca a partire dagli anni Trenta del Novecento.

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I tedeschi sono i grandi incazzati d’Europa perché di fatto sono da sempre i grandi perdenti della storia del nostro Vecchio Continente. O risulta a qualcuno che abbiano mai vinto una guerra? Alla fine della Prima Guerra Mondiale furono umiliati al tavolo delle trattative di Versailles. Rialzarono la testa anni dopo con infauste gesta che produssero conseguenze mai viste prima. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si sono ritrovati con il loro Paese raso al suolo e ridotto alla fame. Per quanto riguarda l’oggi stendo un velo pietoso, perché ci sarebbe da parlare a lungo sul senso umano e morale della “civilissima” Germania nella quale nessuno getterebbe mai una cicca di sigaretta nel giardino di un parco pubblico, però esistono cliniche private nelle quali si trapiantano organi di cui non si conosce la provenienza, cosa che nella incivile Italia non potrebbe mai accadere, con le rigide leggi restrittive che abbiamo, ma soprattutto per quel senso di umanità che ancora non ci ha abbandonato del tutto. Sull’etica economica sorvolo, perché non è  questa la sede per discuterne, limitiamoci a dire che la Germania ha regalato anni addietro alla Cina le corde con le quali l’Europa sarà a breve impiccata. 

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Nella stagione delle ubriacature sinodali anche in Germania si è avviata questa fase, prima dell’apertura della quale dissi che il risultato sarebbero stati degli attacchi alla dottrina cattolica e al deposito della fede da fare impallidire Martin Lutero, che non dimentichiamo era cattolico. Eretico, ma cattolico. La gran parte dei vescovi, dei presbiteri e dei fedeli tedeschi, cattolici non lo sono più da tempo, non ci sono proprio nati e come tali non sono stati formati e cresciuti, mentre Lutero sì, lo fu. Quelli che vengono impropriamente definiti “cattolici tedeschi” al limite sono per la maggiore dei cristiani che risentono molto più di Lutero e soprattutto di Calvino, anziché del Magistero della Chiesa Cattolica.

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Mai aprire in Germania i vasi di Pandora, perché dar loro in mano un sinodo finirà per produrre il meglio del peggio del loro spirito romanofobico mai assopito.

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Adesso la Santa Sede lamenta e dichiara pubblicamente che l’iniziativa in corso in Germania «non ha facoltà di obbligare i vescovi e i fedeli a nuovi modi di governo e nuove impostazioni di dottrina e di morale» [cfr. QUI]. Per questo li invita a rientrare nei ranghi del corretto percorso sinodale della Chiesa universale. Insomma: gli hanno percosso la manina con il sorriso sulle labbra dicendogli «cattivelli, così non si fa, altrimenti mammina soffre».

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Che cosa si aspettava la Santa Sede da siffatta accozzaglia di soggetti ormai sedicenti cattolici? Ovvio che il sinodo – come subito è avvenuto – sarebbe stato il pretesto per vomitare contro Roma reclamando tutto ciò sul quale non è consentito neppure aprire discussioni e meno che mai portarle avanti: abolizione del celibato sacerdotale, sacerdozio alle donne, o perlomeno il diaconato, derubricazione del peccato di sodomia, benedizione delle coppie gay, valutazione di casi particolari nei quali l’aborto o l’eutanasia potrebbero essere leciti, apertura totale alla contraccezione e chi più ne ha più ne metta.

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Applicando certe logiche potremmo mettere in discussione, votare a maggioranza e abolire vari precetti del Santo Vangelo, perché a dire di molti non sono più conformi ai tempi presenti e alle esigenze del mondo contemporaneo. Esattamente ciò che di tragico sta avvenendo con questo locale Sinodo tedesco, dove con tutta la peggiore arroganza un’orda di femministe inacidite si stanno permettendo di discutere su ciò che la Chiesa non può proprio discutere, perché non ha la potestà di farlo. Non solo e non tanto pretendono la messa in discussione della legittimità del sacerdozio alle donne, delle benedizioni alle coppie di gay e lesbiche che decidono di “sposarsi” giustificando il tutto con un non meglio precisato “amore”, perché ciò che di fatto rivendicano è che la Chiesa dichiari che quanto sino a oggi ha considerato peccato mortale è in verità bene, quindi che dichiari di avere sbagliato per spirito retrogrado facendo ammenda e aprendo neppure le porte, ma spalancando letteralmente le gambe.

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Vogliamo aggiungere poi dell’altro ancora, ammesso sia lecito dirla chiara e veritiera senza essere subissati di querele dai circoli radicali LGBT? Faccio notare che le teologhe femministe che da anni stanno facendo fuochi e fiamme nel poco di cattolico che resta in vari Paesi dell’Europa del Nord, per la maggiore sono lesbiche conclamate e molte convivono con le loro compagne. Solo un doppiogiochista come il Cardinale Reinhard Marx Arcivescovo metropolita di München — che sino alla prima decade di febbraio del 2013 era più ratzingeriano di Benedetto XVI, salvo divenire tre mesi dopo più bergogliano di Francesco I —  poteva consentire a simili maschiacce di creare disordine e disturbo all’interno della Chiesa tedesca dando loro spazio, voce e un palcoscenico di sfogo durante un sinodo. Ma d’altronde è risaputo: se secondo le teorie di Sigmund Freud la donna soffre dell’invidia inconscia del pene maschile, la teologa teutonica lesbica soffre per l’invidia del prete.

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Facciamo quindi qualche esempio pertinente e reale: è vero che nella narrazione biblica si precisa che Dio li creò maschio e femmina (cfr. Gen 1, 26-28), ma quelli erano altri tempi. Tutt’altre sono oggi le esigenze delle coppie di gay e di lesbiche che si vogliono sposare tra uomo e uomo, tra donna e donna, reclamando l’approvazione e la benedizione della Chiesa, o il battesimo trionfale di bambini acquistati da cosiddetti uteri in affitto, con tutto il gotha LGBT schierato in chiesa, non perché gli interessi qualche cosa del Santo Battesimo, ma per strumentalizzare un Sacramento al solo fine di dimostrare d’aver piegato il Cattolicesimo ai propri disordini morali, o peggio alle loro aberrazioni, come nel caso dei bambini commissionati ai cosiddetti uteri in affitto. Siccome però, all’epoca, l’Onnipotente Creatore non poteva essere aggiornato, sarà opportuno che i precetti, la divina parola e lo stesso Dio siano corretti. Perché Dio si è sbagliato a creare solo maschio e femmina senza prevedere le altre varianti, altrettanto Gesù Cristo si è sbagliato a conferire il sacerdozio solo agli uomini, anzi, forse era anche un po’ misogino. Ma che genere di Onnipotente e Onnisciente è, questo maldestro Dio Creatore così privo di prospettiva futura? Meno male che c’è un compatto gruppo di teologhe lesbiche tedesche pronte a correggerlo nell’ambito di questo Sinodo.

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O la Santa Sede impara dalla storia e procede a elargire una solenne e salutare scarica di bastonate ai tedeschi, oppure questo farsesco sinodo proseguirà sino alla fine con tutte le conseguenze che ne deriveranno, fungendo da teatro di sfogo orrido e grottesco per un manipolo di teologhe lesbiche incattivite che lo stanno fin troppo pilotando.

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Lo so perfettamente che certe cose le dico e le esprimo male, però le dico vere e senza facile pena di smentita. Spero solo di non beccarmi un’altra querela da qualche associazione radicale LGBT, perché ne ho già una in corso presso il competente Tribunale. E né la Santa Sede né la Conferenza Episcopale Italiana mi darebbero mai un contributo per le mie spese processuali, sono troppo impegnati a investire soldi nella accoglienza dei migranti musulmani che poi pisciano in segno di spregio nelle acquasantiere delle chiese storiche di Roma e che ogni tanto ne vandalizzano qualcuna in giro per l’Italia.

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O forse non sapete perché da tutte le chiese storiche di Roma e non solo, hanno tolto l’acquasanta dalle acquasantiere? Il Covid-19 non c’entra niente, furono svuotate già alcuni anni prima della pandemia. Semplice il perché: diversi fratelli migranti musulmani sono stati ripresi ripetutamente dalle videocamere di sorveglianza che documentano il tutto. Quando andava bene dentro le acquasantiere ci sciacquavano mutande e calzini, altri in segno di riconoscenza per la amorevole accoglienza della nostra lungimirante Conferenza Episcopale Italiana, ci pisciavano direttamente dentro.

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dall’Isola di Patmos, 29 luglio 2022

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2 commenti
  1. Stefano Delle Chiaie
    Stefano Delle Chiaie dice:

    Non so se il parallelo tra la lesboderiva sinodale tedesca e i fratelli migranti che pisciano nelle acquasantiere sia voluto o casuale, ma l’immagine che ne scaturisce è senza dubbio una rappresentazione plastica della realtà della Chiesa di oggi traguardata da una prospettiva teologica. Anzi, se posso azzardare una raffigurazione ancora più realista e fuor di metafora, suggerirei quella delle lesbo-teologhe che usano l’acqua santa per farsi il bidet.

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