De Pro-Zan a Pro-Zac. Los católicos somos los verdaderos liberales y el senador Tommaso Cerno una voz silenciosa porque quería una ley equilibrada que también tuviera el apoyo de la Iglesia católica y los católicos italianos.

- Noticias eclesiales -

DAL PRO-ZAN AL PRO-ZAC. NOI CATTOLICI SIAMO I VERI LIBERALI E IL SENATORE TOMMASO CERNO UNA VOCE TACITATA PERCHÈ VOLEVA UNA LEGGE EQUILIBRATA CHE AVREBBE AVUTO L’APPOGGIO DELLA CHIESA CATTOLICA E DEI CATTOLICI ITALIANI

Debemos tomar nota, a la prueba probada de los hechos, che i veri liberali rispettosi delle regole democratiche siamo noi cattolici, non gli ideologi radicali dei movimenti LGBT che ti querelano a ogni minimo sospiro di dissenso, avendo soldi e appositi studi legali per applicare una vecchia e pericolosa logica tutta quanta fascista: «Punirne uno per educarne cento». Ma a questo gioco il Senato della Repubblica Italiana non c’è stato, specie oggi che i più violenti in assoluto rischiano di essere proprio i fascisti dell’antifascismo. Per questo è stato affossato il Disegno di Legge Zan.

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Autor
Ivano Liguori, ofm. tapa.

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Artículo incluido en la colección de este ensayo que puedes encargar pinchando en la portada

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Falleció un amigo que me lleva a reflexionar sobre la indiferencia de los medios ante la vida y la muerte, cuando no pican muestran

- Noticias de la iglesia -

È MORTO UN AMICONE CHE MI INDUCE A RIFLETTERE SULL’INDIFFERENZA DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE VERSO LA VITA E LA MORTE, CUANDO NO SON PRURIGINOSOS MUESTRA

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“Estamos rodeados de ignorancia, mala fe, mentir, y lo grave es que lo saben y no vacilan. Proprio come doveva essere un funzionario nazista o comunista»

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Luis Amicone (Milano, 4 de Octubre del 1956 – Monza, 19 de Octubre del 2021)

Giovedì 21 de Octubre del si sono svolti nella chiesa cattedrale di Monza i funerali di Luigi Amicone, murió justo 65 años. Dinanzi a sé poteva avere altri vent’anni di vita da vivere, stando alle statistiche odierne sulla vita media dell’uomo italiano, que hay muchos. La sua morte mi è stata annunciata di primo mattino, martes 19, da un confratello della Diocesi di Milano, cresciuto nelle fila di Comunione e Liberazione, il Movimento fondato dal presbitero ambrosiano Luigi Giussani.

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Luigi non era un amico di vecchia data, ma un amico sincero col quale era un piacere dialogare. più volte ci siamo incontrati tra il 2019 y el 2021 a vari programmi televisivi sulle Reti Mediaset, una volta ci siamo anche accapigliati sul tema della Madonna di Medjugorje, conocido como señora, sulla quale nutro da sempre profonde riserve. Luego, terminato il dibattito e chiuse le telecamere della diretta, lui mi disse:

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«Ariel, io ti stimo come un uomo di fede. E gli uomini di fede li riconosco, sono di necessità tosti come te, penso di poterlo dire perché sono stato allievo di Luigi Giussani, che non era affatto una mammoletta».

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Dopo avere ricevuto l’annuncio della sua morte, poco dopo mi sono rigirato tra le mani il telefono cellulare, ho aperto il quéSapp al contatto Luis Amicone e per alcuni minuti ho ripercorso vari ricordi rimasti impressi nella memoria d’archivio:

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«Luigi, sei stato splendido al programma Titolo Quinto su Rai3, un caro saluto e un caro augurio» (23.03.2021)»

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«Grazie Ariel, mi viene quasi da chiedere a uno della tua intelligenza: fai giornalismo! Siamo circondati da ignoranza, mala fe, mentir, y lo grave es que lo saben y no vacilan. Proprio come doveva essere un funzionario nazista o comunista» (23.03.2021)

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Ricordo poi, con affetto e divertimento, un colloquio avuto durante la scorsa estate, mentre Luigi si trovava nella sua casa di vacanza in Sardegna, nella zona di Sassari, io invece nell’altra isola, nella mia casa di vacanza nell’Ortigia di Siracusa. Commentando alcune pagine del mio libro Y Satanás se hizo trino, nella parte in cui analizzo il problema della lobby gay eclesiástico, mi dijo:

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«Conoscendo l’ambiente, immagino che cosa ti hanno fatto in ritorsioni, dopo che hai scritto queste pagine».

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Proseguendo su quel delicato discorso proruppi dicendo che lo Stato della Città del Vaticano è il Paese con la più alta percentuale di popolazione gay del mondo. Lui rise e replicò:

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«Questa frase te la frego, alla prima occasione che mi si presenta me la rivendo subito».

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Pronto dicho, l’occasione si presentò pochi giorni dopo, quando in collegamento esterno dalla sua casa nei pressi di Sassari partecipò a un programma sulle Reti Mediaset, dove durante il suo intervento esordì dicendo:

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«Figuriamoci se noi cattolici possiamo stupirci del disegno di legge Zan, quando lo Stato della Città del Vaticano è il Paese con la più alta percentuale di popolazione gay del mondo».

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Lo chiamo divertito al telefono la mattina del giorno dopo, prima lo prendo in giro per com’era abbronzato, domandando se il sole della Sardegna se l’era preso tutto quanto lui, poi esordisco:

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"Ah, come sono felice di avere fatto l’eminenza grigia alle tue spalle!».

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El responde:

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«Ma non dire cazzate, “alle spalle”? Tu è una vita che le sputi in faccia a tutti, per questo non diventerai mai una Eminenza Reverendissima».

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Luigi mi ha indotto a riflettere, non tanto sulla morte, mistero sul quale sono abituato a meditare ogni giorno, consapevole che il mio cuore, come quello di chiunque, potrebbe cessare di battere da un momento all’altro, de repente. Sulla morte ci ho scritto anche un libro, trattando dei postrero in forma di narrativa, che a breve sarà dato alle stampe.

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Con la sua repentina scomparsa Luigi mi ha indotto a riflettere sul rapporto della società contemporanea verso la morte. È su questo che adesso intendo riflettere, incluso il rapporto, o meglio il non-rapporto o il rapporto-negato dei mezzi di comunicazione di massa con la morte, laddove la morte non è uno spettacolo attraverso il quale Gianluigi Nuzzi, efficiente becchino di Rete4, trasforma delitti e morti in spettacolo, en ficción che non stimola affatto a riflettere sull’uomo, o sulla violenza psicologica che porta certi soggetti sino ai più violenti delitti efferati, ma che stimola solo pruriti morbosi.

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Come professionista Luigi non è stato giornalista di un quotidiano locale che narra fatti e vicende di una cittadina di provincia, di quelli che alla morte sono solitamente ricordati nella loro località da colleghi e concittadini che hanno letto i loro articoli per anni. Luigi è stato un giornalista della stampa nazionale, fondatore di una delle principali riviste cattoliche italiane, il mensile Tempi. È stato, come ho narrato poco prima, un cosiddetto volto televisivo rappresentativo della cultura cattolica italiana, con posizioni accettabili o non accettabili all’interno dello stesso mondo cattolico, ma che ha dato grandi contributi in tanti anni di professione. Per questo è stato ospite per anni nei salotti di dibattito televisivo di tutti i principali programmi Mediaset e Rai, perché aveva opinioni da esprimere e le sapeva esprimere, condivisibili o meno che fossero dagli altri opinionisti presenti, perché è proprio su questo che si fonda il dibattito.

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Mi sarei aspettato, non dico in prima serata o in apertura, ma semmai alla fine dei vari programmi di approfondimento giornalistico o cosiddetti talk show, che uno solo di coloro che lo hanno chiamato e avuto spesso nei loro patio de butacas come opinionista nel corso degli anni, prima della sigla finale dicesse: «Martedì è venuto a mancare il collega Luigi Amicone, la nostra Redazione si unisce in cordoglio ai suoi familiari». Un messaggio di questo genere avrebbe occupato uno spazio di circa 7 u 8 secondi a chiusura di un programma nel quale semmai, Giorgia Meloni o Matteo Salvini avevano fatto in prima serata un monologo di 30 minuti senza alcuna interruzione pubblicitaria, che vale solo ― in modo inderogabile ― quando parlano altri ospiti e opinionisti. Nessuno ha invece dedicato pochi secondi di ricordo a un collega tutt’altro che sconosciuto, in un mondo della comunicazione nel quale il cinismo e l’indifferenza regnano sovrani, dove ciò che viene presentato come sensibile interesse umano non è tale, ma qualche cosa di voluto e studiato sulla fredda base degli indici di ascolto. O qualcuno crede sul serio che a quello spumeggiante conduttore interessi davvero qualche cosa di povere e modeste persone che si ritrovano con le loro case occupate da lestofanti che nessuno riesce a cacciare e che non pagano affitti? y la nota: no es, este mi, un processo alle intenzioni, che sarebbe peraltro una grave contraddizione in termini con la mia formazione teologica e con la mia pregressa e ormai lontana formazione giuridica. È semplicemente un fatto, basta solo conoscere le televisioni, le redazioni dei giornali e soprattutto chi al loro interno lavora.

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No, anime ingenue, certi temi non nascono dal desiderio di difesa dei diritti dei deboli, il tutto nasce solo da puri e freddi criteri dettati dagli indici di ascolto. Perché se quel blocco dedicato in quel talk show agli occupatori abusivi di case non alzasse gli ascolti della televisione commerciale, che si regge in modo tanto ovvio quanto legittimo su pubblicità e indici di ascolto, potete stare certi che questo premuroso paladino della giustizia e della difesa dei deboli non esiterebbe a mettersi a parlare della profondità del culo delle balene nella puntata successiva, qualora la colonoscopia baleniera facesse più ascolti.

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L’indifferente non può essere sensibile, non può amare la giustizia e la verità facendosi paladino dei deboli, perché a sostenere l’impianto mentale e sociale dell’indifferenza sono l’utilitarismo selvaggio o il narcisismo ipertrofico, che finiscono col rendere quello dell’informazione un mondo della deformazione e spesso della manipolazione, il tutto per fini politici, economici e di indirizzo subliminale sulle masse.

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Girando per i vari programmi televisivi ho conosciuto due persone che considero amici e che sono rispettivamente: uno, una trans, Vlady Guadagno, in arte Vladmir Luxuria, un altro è un omosessuale, equilibrato attivista LGBT e liberale a tutto tondo, si tratta del celebre e ottimo divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone, che ha una visione della vita e dell’uomo diversa dalla mia, ad esempio per quanto riguarda l’aborto o l’eutanasia, ma che da subito ho stimato come uomo leale e sensibile che sa cos’è l’amicizia e il rispetto per gli amici, soprattutto per coloro che non la pensano come lui. Questo fa di Alessandro Cecchi Paone un autentico liberale, con il quale potrei parlare con serenità su tutto ciò che nel diverso sentire umano ci divide, ma al quale sono unito da qualche cosa che unisce anche gli uomini coi pensieri più diversi: il rispetto della libertà dell’altro, che per lui è il caposaldo del Liberalismo, per me è il suffisso stesso della creazione dell’uomo, creato da Dio libero e dotato di libero arbitrio.

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Solo adesso che le spoglie mortali di Luigi Amicone sono state restituite alla terra, comprendo quel suo messaggio che ho riportato all’inizio, non certo perché mi ha definito «intelligente», ma perché in quel messaggio definisce la situazione e lo stato in cui versa il mondo dell’informazione:

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«Grazie Ariel, mi viene quasi da chiedere a uno della tua intelligenza: fai giornalismo! Siamo circondati da ignoranza, mala fe, mentir, y lo grave es que lo saben y no vacilan. Proprio come doveva essere un funzionario nazista o comunista» (23.03.2021)

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Riposa in pace nella grazia e nella misericordia di Dio, mi mancherai, mio caro Amicone.

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desde la Isla de Patmos, 21 de Octubre del 2021

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El problema no es la riqueza., pero el hombre que en lugar de usar la riqueza se convierte en esclavo de la riqueza

- homilética -

Homilética de los Padres de la Isla de Patmos

IL PROBLEMA NON È LA RICCHEZZA, MA L’UOMO CHE ANZICHÈ SERVIRSI DELLA RICCHEZZA DIVIENE SCHIAVO DELLA RICCHEZZA

El celebre pastore luterano Martin Luther King scriveva: “La vida es sagrada. La propiedad está destinada a servir a la vida., e per quanto noi la circondiamo di diritti e di rispetto, non ha una essenza personale: è parte della terra su cui l’uomo cammina: non è l’uomo».

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Autor:
Gabriele Giordano M.. Scardocci, o.p.

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Meditazione sul Santo Vangelo della XXVIII Domenica del tempo ordinario

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Cari Fratelli e Sorelle,

La prudenza”. En la foto: Padre Gabriele Giordano M.. Scardocci in prudente marcia sul Lungotevere con il monopattino

en este domingo attraverso le letture della Liturgia della Parola, il Signore ci vuole dare dei consigli su come vivere sempre più una vita di fede autentica, quella che non richiede una semplice professione del Credo, ma uno stile di vita che si impegni e si sforzi di vivere quello che si crede.

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Quando si imparano le pratiche di pronto soccorso, o quelle di protezione civile, vi sono principi teorici di guida e orientamento a scelte che devono poi essere attualizzate per compiere un’azione efficace di salvaguardia e difesa dei cittadini e dei malati. In questa XXVIII Domenica del tempo ordinario il Signore ci ricorda che il dono della Sapienza è necessario e indispensabile a essere discepoli, affinché tutti noi, per quanto limitati, fragili e peccatori, grazie a questo Dono tendiamo a imitare Gesù e la sua vita. Della Sapienza parla la prima lettura:

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«Pregai e mi fu elargita la prudenza, / implorai e venne in me lo spirito di sapienza / La preferii a scettri e a troni, / stimai un nulla la ricchezza al suo confronto».

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L’Autore del testo sacro ammette che preferisce la sapienza persino alle più grandi ricchezze, persino al potere regale. Proprio perché la sapienza permette di acquisire la chiave di comprensione dei tesori nascosti dei misteri divini. Realtà che se assimilate e fatte proprie, non sono teorie astratte o dottrine aride, ma cambiano lo sguardo sul mondo e su tutto ciò che accade. Questo spirito di Sapienza è dono dello Spirito Santo che permette di gustare e assimilare tutte le verità di fede che professiamo nel Credo. È un modo dunque vivido, esperienziale e autentico di vivere la fede, un quasi contatto concreto con i sacri misteri, che possiamo avere durante una preghiera profonda.

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Prendere un orientamento sapienziale sul mondo è ciò che ci aiuta a riconoscere anche il cammino che Dio ci dona. Nel Vangelo di oggi si narra di un giovane ricco che si presenta a Gesù con un “currriculum” invidiabile: seguiva i comandamenti a menadito fin dalla giovinezza. Probabilmente lo faceva con convinzione. Ma adesso manca il passaggio clou. Ed è lì che il giovane va in crisi. Gesù gli chiede di seguirlo dopo aver venduto tutti i suoi beni per ottenere un tesoro in cielo. A quel punto il giovane se ne va. In privato poi il Signore spiega agli apostoli:

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«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio! [...] Quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

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Gesù non condanna i ricchi in sé e per sé in quanto ricchi, ma in questo caso espone la difficoltà di proseguire in un cammino di santità se la ricchezza materiale è qualcosa radicato nell’uomo, quando la ricchezza tende a eliminare qualsiasi orizzonte spirituale e divino. O quando al tempo stesso, la ricchezza, concentra tutta l’attenzione umana sul guadagno, sul possesso smodato, facendo dimenticare che i beni materiali, come per esempio il denaro o le proprietà immobiliari, sono sì mezzi importantissimi, ma pur sempre mezzi che devono aiutarci a diventare veri discepoli di Gesù.

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Il Dono della Sapienza è l’unica vera ricchezza, perché insieme alla grazia ci prepara a valutare tutto ciò che possediamo alla luce della vita eterna; ci aiuta a distinguere l’effimero dall’eterno, donandoci uno sguardo libero, Correcto, prudente e armonico. E con questa libertà possiamo diventare generosi nella carità verso il prossimo e prodighi solo nell’amore di Dio. El celebre pastore luterano Martin Luther King scriveva:

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“La vida es sagrada. La propiedad está destinada a servir a la vida., e per quanto noi la circondiamo di diritti e di rispetto, non ha una essenza personale: è parte della terra su cui l’uomo cammina: non è l’uomo».

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Pedimos al Señor di essere pronti alla sua chiamata a lasciare tutto il superfluo, lasciar cadere tutta la zavorra della nostra vita, per vivere una vita cattolica autentica e percorrere i sentieri eterni della santità.

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Que así sea.

Roma, 10 de Octubre del 2021

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El blog personal del

Padre Gabriele

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Noticias de la Provincia romana Dominicana: visite el sitio web oficial de los Padres Dominicos, AQUI

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Conversación con Andrea Turazzi Obispo de San Marino-Montefeltro: “En la antigua República donde ganó el referéndum sobre el aborto con la 77,28% de votos, El monte Titano se volverá como el monte Taygetos?

- Noticias de la iglesia -

ENTREVISTA A ANDREA TURAZZI, OBISPO DE SAN MARINO-MONTEFELTRO: "EN LA ANTIGUA REPÚBLICA DONDE GANÓ EL REFERÉNDUM SOBRE EL ABORTO CON LA 77,28% DE VOTOS, EL MONTE TITANO SERÁ COMO EL MONTE TAIGETO?

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“No creo que sea relevante ni creo que sea correcto comparar a la gente de San Marino con los espartanos.. Es necesario no identificar que 77% de “Sí” aborto con la actitud extremadamente agresiva e ideológica de algunos grupos. El Referéndum de San Marino se celebró como un Referéndum proactivo para pedir la despenalización. Sin embargo, la aplicación también contempla la posibilidad de una práctica de aborto sin limitaciones. De hecho, sólo tiene en cuenta el punto de vista de la mujer.. No se considera adecuadamente el derecho del niño por nacer”.

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.https://youtu.be/2qrilziMZHk

Autor:
Jorge Facio Lince
Presidente de Ediciones La isla de Patmos.

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NOTA HISTÓRICA INTRODUCTORIA: LA ANTIGUA REPÚBLICA SERENISSIMA

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Ecapital de la República de San Marino: la fortaleza, también llamada guaita, en la cima del Monte Titano

En la República de San Marino esta la serenísima, 33.860 habitantes, después de una acalorada campaña de referéndum, los que tenían derecho a votar acudieron a las urnas donde el 77,28% de los votantes votaron a favor del aborto. Un resultado que recuerda a ciertas mayorías oceánicas y que induce a reflexionar animados también por comprensibles inquietudes..

el tema nuestro La entrevista que sigue merece una introducción histórica y hagiográfica.. La República nació el 3 Septiembre 301. Su fundador fue Marino, un cantero de la isla de Rab que huyó de Dalmacia durante las persecuciones de cristianos iniciadas por Diocleciano. Con una pequeña comunidad cristiana se instaló en el monte Titano, la más alta de las siete colinas donde hoy se levanta la capital. La dueña de aquellas tierras era ciertamente Felicissima, rica mujer noble de la ciudad de Rimini que donó esa propiedad a la comunidad de Marino, quien luego lo titulará a su propio nombre. Junto a Marino destaca la figura de otro cantero, Voz de Leona. este segundo, después de haber llegado también a Monte Titano, se trasladó a Monte Feliciano, conocido hoy como Montefeltro, continuar trabajando en la extracción y procesamiento de piedras. En esa colina Leo construirá una iglesia, en una zona llamada hoy San Leo, con-catedral de la Diócesis de San Marino-Montefeltro, que tiene su propia catedral y obispado en Pennabilli, país de aproximadamente 1.000 habitantes. marino y leo, según la antigua tradición de los diáconos, son los santos patronos de la Diócesis. La comunidad de San Marino se independiza en el siglo VIII tras la caída del ejército bizantino de Rávena, sede arzobispal metropolitana de la cual la Diócesis de San Marino-Montefeltro es sufragánea. El vínculo entre la antigua República -que surge de profundas raíces cristianas- y la Iglesia de Roma ha sido siempre muy estrecho y sólido. En el 1291 el Sumo Pontífice Nicolás IV reconoció a San Marino como república cristiana.

Aún hoy la República Serenissima tiene relaciones diplomáticas con la Santa Sede y la nunciatura apostólica se encuentra en su territorio. El cargo de nuncio apostólico lo ocupa el nuncio apostólico en Italia, que ejerce su cargo diplomático con doble acreditación: al Gobierno de la República Italiana y al Gobierno de la República de San Marino. Por esto se llama la sede diplomática de la Santa Sede en Italia Nunciatura Apostólica en Italia y en la República de San Marino. El penúltimo Nuncio Apostólico en orden de serie, S.E. Mons. adriano bernardini (2011-2017), fue un particular y apreciado conocedor de la historia de ese país. Aunque formado en el Pontificio Seminario Romano Mayor y ordenado sacerdote de la diócesis de Roma, era natural de montefeltro (Piandimeleto, fracción de monastero). Natural de Montefeltro fue también otro ilustre diplomático de la Santa Sede, S.E. Mons. pietro sambi, quien fue nuncio apostólico en los Estados Unidos de América. El actual Nuncio Apostólico es el suizo S.E. Mons. Emil Paul Tscherrig. Del 2014 Obispo de la Diócesis de San Marino-Montefeltro es S.E. Mons. Andrea Turazzi.

Los obispos de San Marino, aunque titulares de la sede episcopal y con residencia en el territorio de la antigua República, no residen allí permanentemente, esto por razones políticas ligadas a la naturaleza particular del gobierno de ese país, donde los dos Jefes de Estado son elegidos a corto plazo, llamado capitanes regentes. Sus Excelencias Serenísimas de hecho, permanecen en el cargo solo seis meses.. En un país tan pequeño y con tal sistema de gobierno el obispo, que puede permanecer en su silla episcopal durante veinte o treinta años, podría asumir un papel de mayor autoridad que los Jefes de Estado periódicos, especialmente si tenía una personalidad fuerte.

El pueblo de San Marino está profundamente orgulloso de su antigua República y nunca les gustaron las bromas de ciertos italianos de la vecina Romaña.. Los incidentes diplomáticos con Italia a lo largo del tiempo están lejos de ser raros, por ejemplo cuando con motivo de la Fiesta de las Fuerzas Armadas una revista satírica de Romaña aludía a la aviación de San Marino compuesta por cuatro helicópteros a control remoto y su flota naval compuesta por diez barcos a batería que navegan en el agua de un tanque. tal vez inconsciente, los geógrafos irónicos, que la República no tiene acceso al mar y que San Marino podría tener una flota naval como Suiza o el Principado de Liechtenstein, pero también de países europeos con una extensión territorial mucho mayor sobre los que nadie ironiza por la falta de flotas navales: Austria, Hungría, Eslovaquia … O cuando las Fuerzas Armadas de San Marino entraron en alerta máxima -lo que sucedió más de una vez- debido a vehículos militares del ejército italiano que atravesó su territorio. Un episodio comprensiblemente experimentado como una invasión., hasta suscitar las vibrantes protestas de S.E.. Antonella Mularoni Ministra de Relaciones Exteriores. Porque con el debido respeto a los risueños y buscadores de placer de la Romaña circundante y vecina, el pueblo de San Marino está orgulloso de su país y de su República, el más antiguo del mundo. Por ello merecen profundo respeto., sobre todo profundo respeto histórico.

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ENTREVISTA A ANDREA TURAZZI, OBISPO DE LA DIÓCESIS DE SAN MARINO-MONTEFELTRO

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Autor:
Gabriele Giordano M.. Scardocci, o.p.

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S.E. Mons. Andrea Turazzi, Obispo de San Marino-Montefeltro

D. He aquí el Reverendísimo, naciste en Stellata di Bondeno (Ciudad de Ferrara) ordenado sacerdote para la archidiócesis de Ferrara-Comacchio (27.05.1972). Fue estimado por el entonces arzobispo de Ferrara-Comacchio Carlo Caffarra (1995-2003). Durante cuatro décadas vivió en contacto con el Pueblo de Dios ejerciendo el sagrado ministerio sacerdotal como párroco, mientras se dedica a la formación de los futuros sacerdotes como director espiritual del seminario y profesor de teología pastoral. Es elegido para el obispado de San Marino-Montefeltro por el Sumo Pontífice Francesco (30.11.2013) y consagrado obispo por el cardenal Carlo Caffarra (24.01.2014), Arzobispo de Bolonia (2003-2015). Podemos comenzar pidiéndole un recuerdo personal de este obispo y teólogo que regresó a la Casa del Padre el 6 Septiembre 2017, recordado hoy como uno de los mayores expertos en el tema del matrimonio, de la familia y de la procreación humana?

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R. Tuve la suerte de tener como profesor al entonces Don Carlo Caffarra. Recuerdo perfectamente la claridad y profundidad de sus lecciones.. Muy estricto, pero extraordinariamente acogedor. El episcopado de Ferrara del cardenal Carlo Caffarra ha dejado una huella en cada uno de nosotros sacerdotes, pero creo que a él también le ha marcado profundamente: añadió, a la robustez de la raza teóloga, la delicadeza del pastor (fortificar y consolar). tengo muchos recuerdos personales, que guardo celosamente; dos se los comparto: sus lágrimas durante una pausa para el café, en la sede de la Conferencia Episcopal Regional, por la disminución de vocaciones; su alegría al contarme la experiencia "espiritual" vivida en el Cónclave que eligió al Papa Francisco. No tenía ninguna "duda" sobre el apego del cardenal Carlo Caffarra a la persona del Santo Padre, el Papa Francisco, y no solo al "papado".. Lo prueba el hecho de que cuando algunos intentaron poner en conflicto al cardenal Caffarra con el Santo Padre sobre cuestiones de familia, no dudó en responder:

"Hubiera estado más complacido si se dijera que el arzobispo de Bolonia tiene una amante, en lugar de decir que tiene un pensamiento contrario al del Papa. Porque si un obispo tiene un pensamiento contrario al del Papa, debe irse, pero sólo tiene que ir por la diócesis, porque llevaría a los fieles por un camino que ya no es el de Jesucristo. Por lo tanto, se perdería a sí mismo eternamente y correría el riesgo de perder a los fieles.. Es algo que me ha amargado profundamente porque es calumnioso, porque no sólo el Papa nunca ha hablado de esto, pero cuando habló pidió un debate. Y el debate es cierto si todas las voces pueden hablar. nací papista, Viví como papista y papista me quiero morir” [n.d.r.. ver video de la entrevista].

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D. Como obispo de la Diócesis de San Marino-Montefeltro, se enfrentó a una campaña de referéndum para la legalización del aborto en un país que es la república más pequeña y antigua del mundo.. Inmediatamente dio a entender que para la Iglesia particular que gobierna no se trataba de una cuestión política sino de una cuestión que tocaba una fibra muy sensible de nuestra fe.: vida humana, tal considerado por nosotros los católicos desde el momento de la concepción. Cierto, todo se jugó en el terreno político, la del referéndum, a través de la libre expresión de la voluntad popular. Cree que los partidarios de la legalización del aborto han entendido que para el obispo no se trataba de una cuestión puramente política sino de una delicada cuestión de conciencia?

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R. intervine como pastor. Que yo sepa, la gente de San Marino nunca ha cuestionado mis posiciones expresadas en mi discurso ante el Vicariato de San Marino., en dos homilías en la Basílica en circunstancias solemnes (el cuerpo de y Solemnidad de San Marino), finalmente, dos notas de prensa cercanas al Referéndum, apreciado por muchos por su claridad y tono. Diverso vocio del “firmar sí” han tomado evidentes tonos ideológicos, con lemas típicos: "Ni Dios, ni Iglesia, pero las mujeres deciden por sí mismas...". El “no” fue apoyado sustancialmente por dos formaciones: un tipo secular, con razones de razon, de la ciencia y la antropología; el otro constituido por el Consejo de Agregaciones Eclesiales (como diez). Oficialmente los partidos han apelado a la libertad de conciencia. Pero varias fiestas (algunos del gobierno de la republica) han apoyado plenamente la campaña para “Sí”.

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D. Según las estadísticas oficiales de la 2019, de una población de 33.860 habitantes los católicos de San Marino constituyen el 97,2% de la población, formado por los bautizados. Mientras que el 77,28% de los votantes votaron a favor de legalizar el aborto, el resultado de este referéndum quizás no sea un paradigma del sentir de la sociedad contemporánea? ante esto quórum, cuantos católicos podrían ser los que, después de haber votado a favor de la ley del aborto, luego fueron a misa dominical después de salir de las urnas, sentir con la conciencia en perfecto orden? En ese caso, no cree que nos encontraríamos ante una escisión entre ser católicos y poner en práctica lo que nuestra fe considera un bien que nunca y en ningún caso está disponible, vida humana?

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R. Francamente, no esperaba un resultado tan sensacionalmente desequilibrado.. Es evidente que el condicionamiento de la cultura dominante también pesa mucho en San Marino, la secularización y la escisión entre fe y vida: muchos son cristianos sin haber decidido nunca serlo! Quizás este Referéndum se hubiera podido evitar con mediación entre las fuerzas políticas. Sin embargo, más allá del resultado, fue una ocasión para un salto de conciencia y responsabilidad: por los católicos de mayor coherencia en el testimonio del Evangelio de la vida y por todos para apoyar una cultura y una política favorables a la familia.

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D. En la edición del lunes 27 Septiembre el periódico de los obispos de Italia, L'Avvenire, habla de muchos problemas por resolver tras el "sí" de la República de San Marino. El periódico dei Vescovi destaca la falta de indicación de un límite de tiempo que podría llevar a la posibilidad de aborto hasta el noveno mes, con el riesgo de crear un puerto libre de aborto libre dentro del territorio italiano. ¿Crees que este riesgo se puede traducir en realidad??

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R. Espero que la ley que se introducirá en la República de San Marino se formule de tal manera que tenga en cuenta la sensibilidad a favor de la vida de muchos ciudadanos de San Marino.. En el Gran y General Consejo (Parlamento) ya se han presentado peticiones en este sentido. La baja participación debe considerarse una verdadera derrota., pero estos datos también indican el valor relativo del resultado del referéndum. Lejos de imaginar un "aborto católico" -el aborto es siempre y en todo caso un delito- espero que lleguemos a una ley equilibrada, que de verdad logre no dejar a nadie atrás y no se limite a aceptar la ideología del derroche. El primer compromiso consistirá en seguir de cerca la evolución del debate político sobre el tema, para evitar la quiebra de la experiencia italiana y los excesos de ciertas leyes europeas sobre el aborto, y mantener viva la tradición humanitaria y cristiana de San Marino. El segundo compromiso es “ven a continuación”: salva vidas, ayudar a las mamás, asociaciones de apoyo Pro vida; No ultimo, compromiso educativo con jóvenes y adultos. Por lo tanto, Tengo motivos para esperar que no se cree un puerto libre para el aborto libre.

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D. Durante la campaña del referéndum, los partidos de la oposición discutieron en tono acalorado también sobre el llamado "aborto selectivo" que permitiría el asesinato de niños con síndrome de Down, o a niños con anomalías que no son incompatibles con una vida que valga la pena vivir. le preguntamos: el Titán (n.d.r.. Monte Titano se llama la colina donde se encuentra el antiguo asentamiento de la República Serenissima de San Marino), no podía correr el riesgo de convertirse en el antiguo monte Taygetos, la altura desde la que los espartanos, según cuentos mitológicos, arrojaron bebés deformados o considerados demasiado débiles para vivir y crecer de acuerdo con los patrones estéticos y físicos de la cultura griega?

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R. No creo que sea relevante ni creo que sea correcto comparar a la gente de San Marino con los espartanos.. Es necesario no identificar que 77% de “Sí” aborto con la actitud extremadamente agresiva e ideológica de algunos grupos¹. El Referéndum de San Marino se celebró como un Referéndum proactivo para pedir la despenalización. Sin embargo, la aplicación también contempla la posibilidad de una práctica de aborto sin limitaciones. De hecho, sólo tiene en cuenta el punto de vista de la mujer.. El derecho del niño por nacer no se considera adecuadamente. No miramos la responsabilidad de la comunidad.. Son muchas las posibilidades para la protección de la maternidad en nuestro tiempo, considerado progreso científico, recursos financieros, mayor sensibilidad social. No debe ocurrir que una mujer interrumpa voluntariamente su embarazo por motivos económicos o por falta de ayuda y protección. Ahora la palabra va al legislador. Se espera la oferta de un marco legislativo de ayuda real a las mujeres, de protección de la vida y aceptación de la objeción de conciencia. Seguramente habrá una legislación diferente a la actual; se dará una libertad que no estaba prevista previamente. Espero que no sea un incentivo para el aborto., a una ligereza en las decisiones o -como dijo recientemente el Papa Francisco- "a una muy fea costumbre de matar".

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D. Es evidente la condición de decadencia en que vivimos a nivel eclesial, la Iglesia siendo mundo en el mundo, como lo demuestra la disociación entre ser católico y vivir y pensar católicos que lleva a una mayoría de 77,28% a favor de la ley del aborto. Concédenos una pregunta que no es fácil de hacer a un obispo: como pastores en el cuidado de las almas y como teólogos, cuantas responsabilidades serias tenemos, ante todo esto? Recientemente hemos tenido casos de sacerdotes italianos que se han declarado públicamente a favor de la eutanasia con gran protagonismo en los medios nacionales. Cierto, es cuestión de unos pocos casos, pero la resonancia de estos pocos está destinada a crear escándalo y desorientación en el Pueblo de Dios, ya demasiado confundido. No es que hayamos perdido la percepción de lo sagrado de El regalo de la vida en el contexto mismo de la formación para el sacerdocio ministerial? Por esto te pedimos: donde podemos empezar de nuevo?

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R. Repito: no se puede ser católico y negar los principios mismos del catolicismo, como el derecho absoluto a la vida y la dignidad humana del niño por nacer, como pude subrayar en la fiesta del Santo Patrón y Fundador Marino, el 3 septiembre pasado. Hay católicos comprometidos en el frente social, sobre los derechos humanos y sobre los grandes temas de la ecología. Algunos otros enfatizan la atención a salvaguardar los valores éticos no negociables; a veces parece que surge un surco entre las dos perspectivas. A ambos sentí el deber de reafirmar cómo el Evangelio del amor de Dios por el hombre, que el Evangelio de la dignidad de la persona y el Evangelio de la vida sean un solo e indivisible Evangelio. También ofrezco otra consideración para ser interpretada de la manera correcta. estamos prestando mucha atencion, gasto de recursos y esfuerzo, a la promoción humana. Solo podemos apreciar el trabajo., por ejemplo,, de la Caritas diocesana, el testimonio del voluntariado, programas pastorales a favor de las urgencias y necesidades del pueblo. Sin embargo, me gustaría el mismo impulso para la evangelización. Me gustaría que se insistiera más en la primacía del anuncio de Jesucristo: ser esperanza en un mundo herido! En los próximos días elaboraremos una especie de "hoja de ruta" en nuestra Diócesis:

– apoyo a nuestros fieles en la experiencia de una fe capaz de interactuar con el mundo y suscitar la esperanza;

– acompañamiento de personas en dificultad, orientación espiritual y catequesis adecuada;

– trabajo convergente de los oficios pastorales sobre el tema de la vida;

– sostenibilidad de un centro de consejería familiar;

– celebración de la Vigilia por la Vida naciente e, como en italia, del día por la vida.

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D. Rod Dreher escribió el libro La opción benedictina, debe entenderse como la huida de Benedicto de Nursia que se atreve a separarse del ahora corrupto imperio y trastornado por los bárbaros invasores para redescubrir sus orígenes, sus raíces y la identidad cristiana que hoy en el mundo suena como una blasfemia impronunciable”. ¿Crees que somos católicos?, sin dejar de ser mundo en el mundo, pero también adverso a ciertas lógicas de este mundo, del aborto a la eutanasia y por ello, si es necesario, odiado por el mundo (cf.. Juan 15, 18-21), terminaremos llegando a una nueva "opción benedictina" adecuada a nuestra sociedad contemporánea?

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R. Conozco el libro de Rod Dreher La opción benedictina. También se ha hablado durante mucho tiempo entre nosotros.. Pudimos apreciar logros interesantes y ciertamente positivos. No me gustaría que se debilite la vocación de "levadura en masa", la voluntad de asumir y "habitar" nuestro tiempo. No podemos ceder al síndrome de sentirnos asediados. Incluso una cooperativa agrícola "católica", o una escuela "católica", iniciativas más que encomiables, deben entablar un diálogo y ofrecer inspiración a todos.

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D. Le pedimos a uno de sus presbíteros que pintara su propio obispo para nosotros, él respondió así: «Mi Obispo es un creyente de fe sólida y un verdadero pastor. Siempre está dispuesto a salir de su camino por sus sacerdotes., que nunca abandonaría en la soledad y el desánimo de la noche oscura. siempre esta presente, y es muy celoso de sus sacerdotes, sabiendo bien lo celoso que es Dios de todos nosotros”. Que se siente saber que uno de sus sacerdotes nos respondio asi?

 

R. (El obispo responde con una sonrisa.)

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Desde la isla de Patmos, 6 de Octubre del 2021

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¹ n.d.r.. Los votantes de San Marino estaban solos 14.558 igual a 41,11 de los que tienen derecho (hacia 35.400). Los que estaban a favor eran aprox. 11.250 igual a 77,28% de los votantes mientras que los que están en contra 3.308 igual a 22,72%. que impresionante 77,28% representa solo el 31,78% de votantes, una prueba más de que una minoría feroz -en este caso menos de uno de cada tres sanmarinenses- impone sus elecciones a la mayoría ausente o inerte por pereza, poco sentido de la responsabilidad, desinterés.

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