El proyecto de ley Zan: lo que no haré “enemigos”, ellos van a “amigos”. Debemos tener esperanza y enfocarnos en amigos homosexuales que piensan con claridad., porque son muchos

- actualidad eclesial -

EL DIBUJO DE LA LEY ZAN: LO QUE NO HARÁN LOS "ENEMIGOS", "AMIGOS". TENEMOS QUE ESPERAR Y APOSTAR POR AMIGOS HOMOSEXUALES QUE RAZONEN DE UNA MANERA CLARA, PORQUE SON MUCHOS

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Amigos gay, somos honestos: los que te llaman maricón, son los mismos que llaman puta a una mujer mal vestida y siguen siendo los mismos que empiezan a maldecir cuando un religioso cruza la calle y luego les toca los genitales en señal de superstición. Serian estos pobres, no tú, tener que ser ayudado, porque quienes cometen tales excesos experimentan problemas evidentes en su vida que ciertamente no son remediados por una disposición legal que prevé la represión, la multa o prisión.

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Autor
Ivano Liguori, ofm. tapa.

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el Gay Pride 2021 de Roma llevó esto en procesión “pobre cristo” a partir de la plaza de la Basílica de Letrán, sede del obispo de Roma Silla, passando davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore e chiudendo queste goliardie blasfeme dinanzi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, donde en el siglo III los cristianos fueron martirizados durante las persecuciones de Diocleciano. Sin embargo, se debe aprobar una ley específica que criminalice a cualquiera que ofenda al mundo LGBT con extrema severidad..

Orgullo gay no representa a los homosexuales y al mundo gay, es bueno aclarar esto. Siempre ha sido la manifestación grotesca de los excesos., del elegante y de la blasfemia puntual de todo lo más sagrado y querido para el mundo católico y cristiano, todo protagonizado por personajes que reclaman protección y respeto frente a las leyes penales represivas, pero que siempre se han reivindicado el derecho de insultar el sentimiento religioso y la sensibilidad humana de los demás. Grotesca manifestación organizada y protagonizada por una minoría que siempre ha avergonzado profundamente a la mayoría de los homosexuales y al mundo gay, que nosotros los Padres de La Isla de Patmos sabemos lo suficiente para saber que nunca pusieron un pie en ese teatro ridículo-grotesco, tal como siempre han declarado los directamente implicados, aunque sus voces, que repito son las de la mayoría, siempre han sido asfixiados por los de menor.

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Querer parafrasear a Georges Benjamin Clemenceau podemos decir que el proyecto de ley Zan es demasiado serio y exigente para dejarlo en manos de los políticos. Y serán ellos, los políticos pro-Ddl Zan, quienes sin saberlo lo enterrarán.. Pero vayamos en orden.

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È certamente giusto e doveroso rápidamente dejo de lado las declaraciones inconclusas del golpeador"pintado" y desinformado marido de Ferragni que, en su última En Vivo en Instagram, hizo una figura miserable y miserable discutiendo sobre cosas que no sabe y que no entiende por evidente falta de preparación personal y vergonzoso hasta la muerte a Sor Zan y Sor Cappato que intentaron corregirlo pero sin resultado.

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Hermana Anna Monia Alfieri, de una manera mucho más educada pero resolutiva trató de hacer pensar a nuestro muy tatuado bauscia dirigiéndole una carta de fuego discutir con él sobre el tema de la Iglesia y sobre todo sobre el proyecto de ley Zan (mucho más de lo que pudo hacer Alberto Ravagnani el conocido don-catto-youtuber aclamado por periodico AVVENIRE y por el CEI). Pero que quieres, las mujeres siempre tienen ventaja, Sor Anna Monia de una manera particular.

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De nuevo, no había nada que hacer., desafortunadamente. Sr. F. fuerte de su 12 millones de seguidores continúa en su misión de iluminar que, desde lo alto del escenario del Concertone el 1 de mayo, él dispensa generosamente su Vibhuti verbal muy personal a todos sus devotos, a los que dirige a un hermoso pensamiento, a la buena votacion y la buena actuacion. Sin embargo, debemos tomar nota de una cosa., los partidarios de la Ley Zan - Sr. F. incluyendo - realmente tienen poco espacio para maniobrar. La forma en que van las cosas ahora, parecen empujados a las cuerdas y, por lo que parece desde fuera (y tal vez también dentro!), ayudaron a crear esta situación para ellos, anzitutto cercando di vincere facile e poi cercando di portare avanti una guerra lampo nei confronti del secolare nemico: La Iglesia.

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Al Senato i politici pro-Ddl Zan hanno stoicamente rifiutato qualsiasi forma di mediazione e di modifica. Ai tavoli dei capigruppo della maggioranza hanno considerato come irricevibili le alternative proposte. Senza colpo ferire hanno aperto di fatto la possibilità al voto segreto, cosa che viene fatta regolarmente ― secondo l’iter del Senato ― quando si giungono a situazioni come queste o quando si vengono a trattare questioni di etica. Diciamolo francamente la possibilità di andare al voto segreto fa terribilmente paura ai sostenitori del Ddl Zan perché sanno che è lì ― nel segreto ― che la coscienza di molti di loro sarà più libera di esprimersi senza condizionamenti politici e pressioni di sorta da parte di schieramenti sociali e di lobby. Ed è lì nel voto segreto ― non importa se fatto al Senato o alla Camera ― che quello che appare chiaro all’esterno spesso muta d’accento e di pensier. Ven mayo? bien, domandatelo ai cattoliconi adulti integralisti e tradizionalisti che con la legge sul divorzio e sull’aborto, nel segreto della cabina elettorale, hanno fatto scuola dando il meglio di sé.

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El Zan Bill deberá pasar la prueba del voto secreto en el Senado donde cada uno se confronte con su propia conciencia y no con el partido o los lobbies. Es curioso pero se parece a la ya visto de la confesión guaresquiana de Peppone, hecho de noche en una iglesia vacía frente a un don Camilo en estola y enagua dentro del confesionario, en el que el alma roja del alcalde de Brescello dio paso a la del buen cristiano, ante todo temeroso de su propia conciencia en la que ese Dios que se esforzaba en oponerse en público y con los camaradas de partido tenía en el secreto de su corazón aún estable y perpetua morada (Mt 6, 3-17).

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Dios guía la historia y también la guía a través de las conciencias de los que parecen, en nuestros ojos, i più lontani e ostili alla fede ma che poi si dimostrano incredibilmente i più ossequiosi, así, Queridos lectores. Sicuramente molto di più di coloro che si definiscono cattolici impegnati e apostolici romani e che passano il tempo a dileggiare sui social media i preti tacciandoli di ignoranza, pusillanimità e tradimento. Leggendo infatti commenti agli ultimi articoli del Padre Ariel sul Ddl Zan pubblicati su La Isla de Patmos e condivisi anche su Facebook, resto impressionato da questa improbabile Lega Cattolica che vorrebbe fronteggiare la ben temibile e agguerrita armata LGBT+.

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In questi cattolici non c’è nulla, ma proprio nulla di concreto e di maturo, e ciò sia detto senza polemica. Sicuramente è colpa di noi preti che abbiamo allevato non fedeli ma kamikaze. Se togliamo le invettive millenaristiche e le minacce di punizione divina ai preti che a loro errato giudizio accolgono il peccatore pur stigmatizzando il peccato, non resta nulla. O che dire delle citazioni rimescolate della dottrina cattolica e condite in una snaturata salsa mariana priva di ogni senso teologico? Tutto ciò nutre il bisogno a fomentare l’odio e il vilipendio del popolo arcobaleno contro una Chiesa “medioevale” e oscurantista, colpevole di aver generato una pletora di figli misericordiosissimi.

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Porque la caridad, se il popolo arcobaleno ha come patrocinador il marito della Ferragni, noi non siamo messi meglio perché abbiamo Mons. Nunzio Galantino. Ognuno, del resto, ha le sue rogne in casa, però credo che sia doveroso dare voce a un confronto serrato con il vero popolo omosessuale molto più numeroso di quello del Orgullo che non ama comparire sulle scene ma che è dotato di quella delicatezza e signorilità che abbiamo potuto apprezzare nell’amato e compianto Paolo Poli e in altri dopo di lui.

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Sono convinto che è lì che bisogna insistere per cercare una vera resistenza, soprattutto a prescindere dalla Chiesa Cattolica che oggi è incapace di proferire qualsiasi analisi di buon senso sull’argomento o di esprimere anche il ben che minimo dissenso. Si tú ves, por ejemplo,, il caso del percorso che a Roma si sceglie per far sfilare il Orgullo. Itinerario che tocca i luoghi più cari della cristianità nella Città Eterna. La parata del Orgullo parte dalla piazza della basilica lateranense, la cattedrale metropolitana dove si trova la cattedra del Vescovo di Roma. Percorre Via Merulana e passa dinanzi alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per giungere e infine concludersi in Piazza della Repubblica, antiguamente Piazza Exedra, dinanzi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ultima opera realizzata da Michelangelo sull’antico complesso delle Terme di Diocleziano, luogo in cui furono martirizzati i cristiani nel III secolo. Avete mai sentito di rimostranze pubbliche da parte del Vicariato di Roma o dalla C.E.I. o dalla Santa Sede, ognuno per quanto attiene alla sua competenza?

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O avete forse sentito dai vari giornalisti e blogghettari cattolici, attivissimi sul web, prendere le difese pubbliche del Padre Ariel a seguito della recente querela che gli è stata notificata per la denuncia di un esponente e attivista della Lobby arcobaleno, con tanto di agguerrita associazione LGBT che si è costituita parte civile? Avete forse letto sui profili Facebook di quei giornalisti smaccatamente cattolici e pro-family un pallido sostegno verso Padre Ariel e alla sua dignità di sacerdote perseguitato ante tempus da un procedimento che potrebbe realizzarsi con molta più ferocia se la proposta di legge Zan venisse approvata? Perché a me risulta l’esatto contrario: quando Padre Ariel ha chiesto aiuto per le spese processuali a qualche fondazione cattolica o a cattolici apostolici impegnati e militanti, nonché danarosi, tutti questi grandi difensori della fede e della morale non gli hanno neppure risposto. Sono stati invece i nostri Lettori che, recepito l’appello, ci stanno inviando delle libere offerte per il fondo delle spese processuali, ed a tutti loro ― ai quali singolarmente è stato risposto con messaggi di ringraziamento ― non cesseremo mai di essere grati. Detto questo vedete bene quanto tristi siano gli esempi e quanto potrebbero moltiplicarsi. Come si potrebbe quindi non comprendere il diretto interessato che, con la sua ben nota ironia tosco-romana, hace días, en una de nuestras entrevistas privadas, commentò: «Dio ci salvi dai cattolici apostolici romani impegnati e militanti sul fronte della suprema difesa della fede, de la familia, della morale e della patria cristiana!».

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A fronte di tanti credenti, ecclesiastici o laici, che si chiudono dentro una indifferente superiorità che resta confinata al proprio orticello, ci sono tanti omosessuali maturi, che non solo non sono di sinistra, ma che neanche militano nelle vestíbulo, nei circoli e nelle sezioni locali di partito. Ma che sentono il bisogno profondo di dire basta a questo andazzo surreale che primariamente lede la loro affettività e la usa come ariete per abbattere dei nemici che non esistono. Persone comuni, orgogliose del proprio anonimato e della propria condizione che, come nelle pagine della scrittrice Liala, non permettono alla loro affettività di essere spettacolarizzata e di oltrepassare l’intimità della camera da letto. Persone autentiche che non sentono la necessità di chiudersi nel ghetto di una categoria protetta e che nel pieno libero arbitrio vivono la loro condizione di omosessuali con serenità. E se per alcuni di questi la posizione della Chiesa non fa problema alla loro vita ― pur ribadendo che l’omosessualità per la Chiesa costituisce un disordine intrinseco e un peccato ― altri desiderano conservare ugualmente quel bisogno di Dio e di dialogo con la Chiesa che si rivela essere più forte e necessario della paura di venire insultati per strada.

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Amigos gay, somos honestos: los que te llaman maricón, son los mismos que llaman puta a una mujer mal vestida y siguen siendo los mismos que empiezan a maldecir cuando un religioso cruza la calle y luego les toca los genitales en señal de superstición. Serian estos pobres, no tú, tener que ser ayudado, porque quienes cometen tales excesos experimentan problemas evidentes en su vida que ciertamente no son remediados por una disposición legal que prevé la represión, la multa o prisión.

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Mi piacerebbe infine vedere nei dibattiti televisivi e pubblici non sempre gli stessi anfitrioni del Ddl Zan che sono costantemente presenti in ogni programa de entrevistas e che magari discutono con il prete o con la convertita di turno in un dialogo ben misurato ma terribilmente noioso. Mi piacerebbe sentire omosessuali comuni che non la pensano come Alessandro Zan ma che non verranno mai presi in considerazione perché sono la prova vivente che anche nel mondo LGBT+ c’è molta divisione e discrepanza di idee.

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Bisogna cambiare la narrazione ufficiale e dire con semplicità che l’arcobaleno non è rappresentativo di tutti e di ciascuno. Non quella bandiera romantica che raggruppa e tutela ogni diversità. Il vero vessillo di tutela e l’educazione che forma l’uomo alla conoscenza piena dell’altro, come da tempo ripete nei suoi scritti, conferenze e interventi televisivi Suor Anna Monia che, all’educazione e alla scuola, ha dedicato i suoi studi e la sua vita. Tale educazione sta alla base della famiglia come cellula di ogni consorzio umano. La nostra Costituzione già prevede questo, di modo che rispettando l’individuo a partire dal sesso, dalla condizione sociale, dalla razza o dal credo professato, ognuno sia libero di essere quello che è senza doversi procurare bollini di garanzia. E questa libertà costituzionale, desafortunadamente, in diversi ambienti LGBT+ e nei Orgullo viene abbondantemente disattesa e tutto questo nel silenzio più completo e colpevole di coloro che assurgono a difensori e promotori del Ddl Zan.

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Mi piacerebbe sentire ragazzi omosessuali come Umberto La Morgia, Ferdinando Tripodi, il giovane giurista e poi escolta napoletano Francesco Mangiacapra ― di cui le nostre Edizioni pubblicheranno a settembre un libro molto interessante ― e tanti altri gay che vivono la loro affettività in modo visibile, ragazzi risolti che si oppongono al Ddl Zan non perché omofobi o perché cattoliconi, ma semplicemente perché capaci di ridimensionare e discernere una emergenza che non esiste se non nella mente dei promotori di questo disegno di legge che spesso vivono profonde ferite che non saranno certo rimarginate o guarite con l’eliminazione dei presunti omofobi. Così come esistono omosessuali di buon senso che si oppongono al Ddl Zan, così esistono anche dei parlamentari e dei senatori di buon senso che pur appartenendo al PD o al Movimento 5 stelle hanno maturato un ben determinato giudizio critico riguardo a questo disegno di legge, lo stesso giudizio che il ragionier Fantozzi maturò a riguardo alla Corazzata Potëmkin.

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Il voto segreto darà voce non certo agli omofobi, non ai franchi tiratori, non ai volta gabbana, non ai vari Pillon di turno ma a tutti coloro che pur sentendosi in apparente sintonia con l’onorevole Zan, non lo sosterranno e forse già non lo sostengono in quanto hanno ben capito da molto tempo che questa proposta di legge ha in sé talmente tante falle, malumori e divisioni che l’unico modo per potersi decidere seriamente contro la discriminazione è affossare il Ddl Zan, mettendo fine a questa lunga agonia.

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Laconi, 12 De julio 2021

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Estimados lectores:,

a proposito di “omosessualisti radicali”, por favor lea el artículo escrito por el presidente de nuestras ediciones [ver Aquí], en el que pedimos apoyo para el fondo de mis costas judiciales. Fui objeto de una demanda que, sin embargo infundado, sin embargo, requiere que proceda con mi defensa en el tribunal y, por lo tanto, me obliga a gastar dinero en honorarios legales.. La lógica es clara: Golpea a uno para asustarlos y acuesta a mil de ellos. Por eso confío tanto en tu preciosa ayuda.

Agradezco a quienes hasta ahora han enviado una contribución para la provisión para costas judiciales, y a quien le envié un mensaje de agradecimiento en privado. Desafortunadamente,, Para algo, No pude responder en su lugar, porque junto con su donación no enviaron un mensaje con su correo electrónico. Les agradezco mucho en estas lineas, perdón por no poder enviarle un mensaje de agradecimiento.

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