Family tree healing? Between karma and shamanic rites. Some theological and pastoral guidelines for discernment

HEALING OF THE FAMILY TREE? TRA KARMA E RITI SCIAMANICI. SOME THEOLOGICAL AND PASTORal LINES TO MAKE DISCERNMENT

Praying for the healing of the past sins of ancestors in function of the liberation of their descendants is not only useless but is also unchristian as it is contrary to Revelation and the teaching of Jesus. Having said that, let's ask ourselves a question now: why we should insistently ask the Lord to free us from the sins of our ancestors, from their bad choices, from their vitiated acts in the use of free will if by doing so we actually affirm a moralistic relationship sick with cause-effect so apparently obvious, so merciless as to convey a destructive determinism that Jesus rejects?

- Church news -

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Author
Ivano Liguori, Ofm. Capp.

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It is a sad and true fact that when man no longer believes in anything, he always ends up believing everything, when he ceases to believe in God he ends up believing in the gods and reading the tarot. There are also obscure characters who distort the elements of Catholicism, tra i quali la Beata Vergine Maria, che finisce per essere falsata e deturpata nel peggiore dei modi, in parte per creare attrazione, in parte per mettere in piedi dei veri e propri mercati redditizi.

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Da diversi anni a questa parte assistiamo, all’interno di alcuni movimenti legati alla Chiesa Cattolica, specie a quelli più vicini all’area estremista dei carismatici, a una pratica spirituale conosciuta col nome di Preghiera di guarigione dell’albero genealogico O Preghiera di guarigione intergenerazionale. What exactly is this prayer? Is useful? But most of all, it is Catholic and in line with Revelation to pray in this way?

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With this article I wish to give only a few lines of theological and pastoral interpretation to help the faithful to operate a just and healthy discernment, given that confusion can often prevail over people who find themselves having to face situations of illness and suffering that prevent them from maintaining the right clarity of faith in the time of trial. And when we are hit by that pain that often makes us fragile and vulnerable, around the corner there are always those looking to make a personal profit, which can range from raising money to the perverse joy of exercising the power of control over consciences.

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I am well aware of the delicacy and complexity of the subject which would need other tools and spaces to be treated in a completely exhaustive way. Much time should be spent unraveling the delicate theological and psychological issues underlying the need for healing and care., together with personal and community responsibility in the face of the mystery of evil and sin that tire the daily journey of man and society. The most appropriate thing to do would be to write a book on the subject in order to be truly certain to deal with every little aspect and question that the theme of family tree healing highlights. Waiting for someone to complete such a job that currently does not exist - so much has been written about this type of healing prayer but always in a very partial way, biased and fragmentary - it is good to immediately relate this prayer to the Magisterium of the Church, especially in reference to the person of Christ as the winner of sin and suffering in all its forms. Jesus is "the one who frees from all evil" [Sap 16,8], and continues to be the mighty Savior who gives salvation and health to his people, always ready to intervene for the good of those who turn to him as the Good Samaritan.

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First of all it is necessary to place this prayer within a clear definition that can circumscribe its borders. In summary, we can say that the Preghiera di guarigione dell’albero genealogico it is that prayer that asks God to eliminate the causes and consequences of those evils that have affected a particular person in the past whose consequences still persist in the present, falling on his descendants. Here's an example: if my great grandfather has committed a sin, an evil or was the bearer of a certain tendency or flaw that marked its existence in an incisive way, this sin (male, trend, tara) può manifestarsi ancora nella vita futura dei nipoti anche dopo diverse generazioni portandosi dietro le immancabili conseguenze di sofferenza. Quindi mali oggettivi come la violenza, l’alcolismo, la pratica dell’occultismo, la tendenza al suicidio o all’aborto, alcune malattie psicologiche, alcune corruzioni morali, possono ripresentarsi nella vita di una persona che paga al presente e subisce in modo del tutto incolpevole quello che è stato vissuto da un suo antenato nel passato.

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Ho voluto prendere come esempio il caso di un lontano nonno in relazione a un pronipote, ma la stessa cosa potrebbe dirsi in modo più immediato tra un padre e un figlio o tra una madre e un figlio, quindi tra generazioni anche molto vicine tra di loro. Nell’ambito delle scienze cliniche oncologiche è noto e scientificamente accertato che certe forme di tumori possono essere ereditari, per questo gli specialisti consigliano a figli e nipoti di effettuare periodici controlli. Nell’ambito delle scienze cliniche psichiatriche è altrettanto noto che certe malattie o disturbi mentali sono ereditari, per esempio la schizofrenia.

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Proviamo a chiarire il tutto con un altro esempio: il Codice di Diritto Canonico the 1917 ai canoni 983-991 indicava tutta una serie di impedimenti a ricevere il sacro ordine sacerdotale. Le precedenti leggi canoniche successive al Concilio di Trento stabilivano che i figli dei macellai non potevano ricevere gli ordini sacri. Una norma che, se non spiegata, oggi potrebbe suscitare persino ilarità, eppure aveva una sua logica. In alcune epoche storiche quello dei macellai era un mestiere particolarmente cruento e quasi sempre la macellazione degli animali avveniva in modo molto violento. Il tutto finiva per incidere non solo sulla psicologia e l’aspetto comportamentale di chi esercitava questo mestiere, ma anche nei membri della sua famiglia, dei suoi figli e dei suoi nipoti nati e cresciuti in quel genere di contesto familiare, sociale e lavorativo.

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In molti particolari casi la povera persona che patisce tali mali non è nient’altro che un anello di una lunga catena di individui gravati da continui disturbi e malanni fisico-spirituali ripetuti che si protrarranno fino a quando non saranno interrotti i legami con quelle radici che rappresentano la causa oggettiva di questi disturbi. La guarigione avviene attraverso una serie di preghiere specifiche e puntigliose che passano in rassegna tutti i mali fisici e spirituali esistenti nel mondo.

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Per l’esemplificazione dei Lettori riporto qui di seguito alcuni stralci di una Preghiera di guarigione dell’albero genealogico composta da un personaggio Sui generis e che è possibile ritrovare sul Web. Testi più o meno simili è possibile trovarli anche altrove o leggerli in diversi libri che trattano dell’argomento:

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"Jesus, ci hai rivelato che dal peccato commesso dall’uomo all’origine del mondo è venuto ogni male e che anche il peccato di ciascuno ha influenza negativa sugli altri, specialmente il peccato dei genitori sui figli e i discendenti. Attraverso la generazione si trasmettono gli stessi caratteri fisici e psichici, i buoni frutti delle virtù e le tristi conseguenze dei vizi, la salute e le malattie, good and evil. Per il bene che i genitori e gli antenati ci hanno trasmesso, li ringraziamo e ringraziamo Te, perché con la tua grazia hanno agito bene. Per il male che ci hanno trasmesso, li perdoniamo e li affidiamo alla tua misericordia, chiedendo per loro il tuo perdono e facendo suffragi. Jesus, ora ti preghiamo per le nostre generazioni passate e presenti, sia di ramo paterno che di ramo materno. Ti preghiamo di guarire il nostro albero genealogico, di cui noi siamo un frutto. Per il loro bene e il nostro bene, tronca ogni influenza negativa che ci hanno trasmesso. Il tuo Sangue Prezioso scenda a purificare, risanare, to free, perché oggi la nostra generazione sia sana e santa, unita e felice così che possa trasmettere solo cose positive, essere canale soltanto di salute e di santità. Jesus, guarisci il nostro albero di famiglia».

"Jesus, guariscici da tutte le malattie che sono giunte a noi attraverso le generazioni passate. Guariscici dalle malattie fisiche: del cuore, del sangue, del sistema circolatorio; della bocca, del naso, delle orecchie, della gola, dei bronchi, dei polmoni; dell’esofago, dello stomaco, del fegato, della cistifellea, del pancreas, dell’intestino; dei reni, delle vie urinarie; del cervello, del midollo spinale e del sistema nervoso; delle ossa e della colonna vertebrale; della pelle; dei nostri cinque sensi; guariscici dai tumori e da ogni malattia strana; dalla frigidità e dalla sterilità, dall’impotenza e dalle malattie veneree. Guariscici da tutti i casi di malattie mentali che ci sono stati nella nostra storia familiare: forme di paranoia, schizofrenia, psicosi, comportamenti depressivi e autodistruttivi. Guariscici da tutte le malattie psichiche: anxieties, affanni, depressioni, insicurezze, paure, complex, tristezze, pensieri di suicidio, tedio della vita, squilibri, attacchi di panico. Interrompi la trasmissione di tutte queste malattie. Togli queste tare ereditarie. Fa’ che nella nostra generazione ci siano sempre salute fisica, integrità mentale, equilibrio emozionale, sane relazioni, goodness, love; per trasmettere questi tuoi doni alle generazioni successive. Jesus, guariscici da tutte le malattie ereditarie»

"Jesus, liberaci da tutti i mali causati in noi dagli antenati che partecipavano all’occultismo, allo spiritismo, alla stregoneria, alla magia, a sette sataniche, freemasonry. Tronca il potere del maligno che, their fault, ancora pesa sulle nostre generazioni. Spezza la catena di maledizioni, malefici (fatture, legature, segnature, riti voodoo), opere sataniche che gravano sulla nostra famiglia. Liberaci da patti satanici, consacrazioni a satana e legami mentali con i seguaci di satana. Tienici sempre lontano da riunioni spiritiche e da ogni attività con cui satana può continuare ad avere dominio su di noi. Prendi sotto il tuo potere qualsiasi area che sia stata consegnata a satana dai nostri antenati. Allontana per sempre lo spirito cattivo, ripara ogni suo danno, salvaci da ogni sua nuova insidia. Solo da Te possiamo avere tutti la vita, freedom, the pace. Jesus, liberaci da tutti i mali causati dal maligno»

"Jesus, liberaci da tutte le abitudini cattive presenti nel nostro albero genealogico: dal gioco, dallo sperpero, dal bere, from drugs, dalla grettezza, dal furto. Poni fine ad ogni nostra cattiva abitudine. Liberaci dai tutti i vizi capitali: dall’accidia, dall’avarizia, dalla gola, with anger, dall’invidia, dalla lussuria, dalla superbia. Liberaci dall’eredità cattiva che ci hanno lasciato i nostri antenati dediti a questi vizi. Liberaci da tutti gli idoli che hanno adorato le nostre generazioni precedenti: il denaro, il potere, my pleasure, la casa, i terreni, i gioielli, i titoli. Taglia i vincoli che ci legano a questi casi di idolatria. Liberaci da tutta la corruzione e la violenza, dall’ira e dalla malignità dei nostri antenati che sono stati sfruttatori, ricattatori, criminali. Rompi in noi tutti i legami a questi comportamenti. Liberaci da tutto il male compiuto dai nostri antenati spinti dall’odio: odio verso gli altri, verso se stessi, verso Dio, odio razziale, fanatismo religioso».

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Come è evidente dal testo della preghiera sopra riportata, these invocations are very long and detailed in listing all the evils and areas from which you want to be healed. The flaw of this prayer is not so much that of asking for healing from evil or the evil one - something that Jesus teaches us to do as an explicit request in the Our father - but in the theology underlying this form of prayer which is what the ancient Jews knew with the name of theology of retribution O salary theory. We can also find this theological thought within some Eastern religious philosophies as a reference to the Law of Karma or the belief in Reincarnation.

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Let's proceed in order: The most immediate origin of this Preghiera di guarigione dell’albero genealogico we owe it to the work and doctrine of the British psychiatrist Kenneth McAll (1910-2001). He was a fervent and passionate Protestant missionary, who was able to initiate this therapeutic practice, enough to transform it into a real spiritual school. Per chi volesse approfondire la vita e l’opera di questo medico carismatico, consiglio di leggere i suoi due libri più famosi: Fino alle radici. Family tree healing, edizioni Ancora, Guida alla guarigione dell’albero genealogico, edizioni Segno. Tra le pagine di questi testi il lettore troverà l’intero manifesto e impalcatura di tutta quanta questa teoria psico-teologica-terapeutica.

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Quando trattiamo il tema della sofferenza fisica e spirituale we must be especially careful not to exasperate or deceive the people involved. In the face of human suffering, especially that suffering of an innocent kind, we cannot afford the luxury of making mistakes or being easy-going by playing with people's lives or their frailties, above all, avoiding nurturing and instilling false hopes. Nor can we think of packaging low-cost and high-emotional impact solutions that aim to please the sufferer by giving him a sense of immediate relief but which in fact do not solve the problem and can even lead to bitter disappointments..

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Divine Revelation attests to us that the problem of suffering is inextricably linked to the mystery of iniquity that Christ destroyed with his passion, death and resurrection and which he himself paid freely through his most august person. From that first sin of disobedience, described in Genesis 3, the rebellion against God has generated a tragic consequence within the created world which has the face of death, of suffering, of disorder and the loss of communion. From righteous Abel to innocent Isaac, from wise Job to Christ the Lord, man has always debated and questioned why there is suffering and evil in the world. Ma soprattutto egli si è sempre interrogato sul perché egli soffra ingiustamente. but yet, a voler essere sinceri una risposta vera è propria non c’è, o meglio non c’è quella risposta che ci piacerebbe tanto sentire e che è in grado di spiegare tutto.

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Non esiste la carta vincente di un “peccato ancestrale” che diviene l’asso pigliatutto per giustificare ogni stortura dell’esistenza, per cui è possibile de-responsabilizzarsi e demandare tutto all’esterno dell’uomo, mentre invece sarebbe necessario partire dall’interno dell’uomo dal suo cuore. Quando ci riferiamo al peccato originale noi operiamo una sostanziale differenza con il peccato ancestrale. Il primo ammette una responsabilità personale in conseguenza di una libertà male utilizzata, il secondo è il risultato di un cieco determinismo per cui non si può far altro che prendere atto della situazione avversa e subirla. Per discernere su queste questioni ci viene in aiuto la divina Rivelazione che dona non una risposta ma orienta a un senso per spiegare la sofferenza. Esiste la compromissione di un Dio che si incarna e che assume su di sé la condizione e la fragilità dell’uomo, distruggendo ogni male nel sacrificio della croce. La vittoria di Cristo non è solo la vittoria sul male, ma su ogni male. È anzitutto la vittoria sull’origine e sulla causa ultima del male nella sua essenza che è Satana, così come si afferma solennemente nella liturgia battesimale: «Rinunciate a Satana, origine e causa di ogni peccato?», vale a dire di ogni male.

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Da cristiani, davanti alla sofferenza specie se ingiusta, noi sappiamo fare molto di più di quanto comandò di fare il filosofo Socrate ai suoi discepoli. Noi non offriamo un gallo al dio della medicina Esculapio, noi cristiani davanti alla sofferenza sappiamo offrire il venerabile corpo e sangue del Signore Gesù Cristo che continuamente si offre e si immola per ogni uomo di ogni tempo. La risposta cristiana al male e alla sofferenza non è quindi di natura filosofica ma teologica, è una risposta che supera l’uomo, essa viene elevata a mistero e si comprende solo a partire dalla fede in Colui che ha vinto la sofferenza.

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Per poter capire questo discorso sul mistero del male e della sofferenza voglio soffermarmi principalmente su quello che Gesù ci ha lasciato a questo riguardo. Voglio partire anzitutto dalla guarigione del cieco nato che troviamo descritta nel vangelo di Giovanni [9,1–41] per poi terminare con il brano dell’evangelista Luca [13,1–5]. Il Vangelo di Giovanni racconta che i discepoli di Gesù vedendo un cieco nato sulla strada posero questa domanda al Signore:

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«”Rabbì, who sinned, he or his parents, he was born blind?”. Jesus answered: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”».

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I discepoli non fanno altro che riproporre un pensiero teologico, che era in sintonia con la teoria retributiva dell’epoca. Per dirla con brevità di parola, la teoria retributiva affermava che non vi è sofferenza senza colpevolezza, che se qualche cosa ti è capitato di male nella vita è perché te lo sei cercato e se non sei stato tu il diretto responsabile è stato qualcun altro che ti è vicino, come parenti prossimi o antenati.

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Sebbene già il Libro di Giobbe avesse messo in crisi questa teoria retributiva con la sua annessa teologia sponsorizzata dai tre amici inopportuni, nel pensiero religioso ebraico del tempo di Gesù questa concezione ancora si mantiene forte così come vedremo nel caso dei disordini sociali descritti dal brano dell’evangelista Luca [Lc 13,1–5]. Quello che per noi è sufficiente sapere, in riferimento al nostro discorso sulla Preghiera di guarigione dell’albero genealogico teorizzata dal dr. Kenneth McAll, è che non è possibile dire che i peccati dei padri inficino la vita presente dei figli, secondo quanto già il profeta Ezechiele affermava per conto di Dio:

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«Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Perché andate ripetendo questo proverbio sul paese d’Israele: I padri han mangiato l’uva acerba e i denti dei figli si sono allegati?”» [This 18, 2].

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Quindi pregare per la guarigione delle colpe passate degli antenati in funzione della liberazione dei loro discendenti non solo è inutile ma è anche non cristiano in quanto contrario alla Rivelazione e all’insegnamento di Gesù. Having said that, let's ask ourselves a question now: why we should insistently ask the Lord to free us from the sins of our ancestors, from their bad choices, from their vitiated acts in the use of free will if by doing so we actually affirm a moralistic relationship sick with cause-effect so apparently obvious, so merciless as to convey a destructive determinism that Jesus rejects? Cristo dice no a questa concezione teologica, affermando con forza che la cecità di quell’uomo ha come unico scopo la gloria di Dio, cioè l’epifania del Regno del Figlio e l’annuncio del Vangelo nel mondo. Si tocca qui la prossimità di Dio che in Gesù si affianca all’uomo per liberarlo e guarirlo. Il primo beneficiario di questa gloria sarà il cieco che recupererà la vista, poi i suoi genitori che saranno sgravati da una responsabilità sociale e morale frustrante ed infine i dottori della Legge che avranno una buona occasione per poter accostarsi a quella presenza di quel Dio che tanto predicano ma che stentano ancora a riconoscere in mezzo a loro.

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È sintomatico notare nel Quarto Vangelo il gioco dei contrari che spesso si verifica proprio a partire dai segni epifanici che Gesù compie: colui che è cieco è l’unico a riconoscere e vedere il Salvatore, mentre coloro che dicono di vedere restano ciechi ed intrappolati in rigidi determinismi. A questo proposito la madre Chiesa attraverso un documento della Congregation for the Doctrine of the Faith ribadisce il pensiero del suo Salvatore facendo ancora più chiarezza attraverso il magistero del Santo Pontefice Giovanni Paolo II:

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«La malattia però colpisce anche i giusti e l’uomo se ne domanda il perché. Nel libro di Giobbe questo interrogativo percorre molte delle sue pagine. «Se è vero che la sofferenza ha un senso come punizione, quando è legata alla colpa, it's not true, instead, che ogni sofferenza sia conseguenza della colpa e abbia carattere di punizione. La figura del giusto Giobbe ne è una prova speciale nell’Antico Testamento. (…) E se il Signore acconsente a provare Giobbe con la sofferenza, lo fa per dimostrarne la giustizia. La sofferenza ha carattere di prova» [See. John Paul II, Apostolic Letter Saving pain, n. 11].

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Davanti alla sofferenza di qualsiasi natura e origine chiediamo a Dio di essere liberati, la guarigione avviene per opera di Gesù Cristo e il Libro del Siracide ci esorta a chiedere con insistenza il risanamento con atteggiamento filiale: "Son, non avvilirti nella malattia, but pray to the Lord and he will heal you " [Sir 38,9]. Elementi fondamentali di una buona preghiera di guarigione sono la sottomissione alla volontà di Dio Padre, l’abbandono fiducioso al Figlio Gesù Cristo e il ricorso alla virtù teologale della speranza che, illuminated by the Holy Spirit, ci permette di vedere l’opera di Dio attraverso i mezzi ordinari di guarigione quali il personale medico, le terapie e i farmaci, gli interventi sanitari e una comunità sanante. Tutti gli altri mezzi straordinari di guarigione appartengono a Dio soltanto che sceglie tempi e modalità proprie per agire nel giusto momento.

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Per vivere la malattia con fede ed ottenere la sospirata guarigione dobbiamo porci dentro a un’azione di grazia che è sempre immeritata ma che non può mai prescindere dalla conversione del cuore. Questo discorso ci conduce ad esaminare il brano dell’Evangelista Luca [13,1–5] che prende spunto da un fatto di cronaca nera accaduto al tempo di Gesù. Questa volta il male ha un carattere sociale e corporativo e la teologia della retribuzione ci porta ad allargare il rapporto tra l’individuo e la società. L’uomo è in grado di entrare in relazione con altre persone, per cui le conseguenze di determinate azioni collettive sono causa di sofferenza e di male per l’intera collettività. Dice l’Evangelista Luca:

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«In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Jesus said to them,: Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, I tell you, but unless you repent, you will all perish equally. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, You believe that they were worse offenders than all the inhabitants of Jerusalem? No, I tell you, but unless you repent, all perish in the same way ».

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Anche questa volta Gesù scardina la teologia della retribuzione, non accetta il nesso meccanicistico tra sofferenza e colpevolezza. Con altre parole sembra dire:

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«Voi siete convinti che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno fatto quella fine? Ebbene vi sbagliate, erano peccatori quanto e come voi. Il punto è che ancora non si erano convertiti, cioè non avevano capito che la felicità dell’uomo passa attraverso il totale affidamento della propria vita a Dio. Voi che siete ancora in tempo!».

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It is not by chance, a questo discorso sulla conversione, si affianca la successiva parabola del fico infruttuoso. Dobbiamo essere sinceri, molto spesso nel nostro rapporto con Dio e con gli altri siamo più propensi a fare aria fritta che non frutti di conversione. Se ci guardiamo con autenticità siamo spesso alberi con le sole foglie ma niente frutti. Ecco la ragione della nostra non guarigione. La conversione è un suggerimento prezioso per poter aprire una strada pastorale verso la guarigione e il risanamento. Convertirsi al Signore significa partire da una vita che si radica in Lui e che abbandona il male attraverso le piccole scelte quotidiane. Anche J.R.R.Tolkien ne Lo Hobbit ribadisce con altre parole questo concetto evangelico nel dialogo tra Gandalf e Galadriel:

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«Ho scoperto che sono le piccole cose […] le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore».

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Conversione significa ricorrere nell’umiltà alla grazia dei Sacramenti per potersi mantenere in continua comunione con Dio, sapendo che senza ci è impossibile rimanere in piedi. Conversione significa mantenere un costante dialogo con il Signore e chiedere la misericordia verso coloro che ci hanno ferito così come vediamo fare in Abramo che chiese a Dio la guarigione degli empi a partire dalla funzione vicaria dei giusti:

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«Davvero sterminerai il giusto con l’empio? […] Per riguardo a loro, perdonerò tutto quel luogo» [GN 18, 1-33].

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Per questo motivo è bene chiarire che non sono gli altri che sono i responsabili della mia felicità non realizzata, della mia infermità fisica e spirituale, tanto meno i miei antenati. Nemmeno il Demonio diventa il responsabile primo dei miei insuccessi. Tutte queste cose ci permettono solo di deresponsabilizzarci scaricando su altri quello che invece appartiene a noi e che non vogliamo fare. Per questo sarebbe più opportuno chiedere al Signore non tanto la guarigione del nostro albero genealogico ma la guarigione del nostro cuore e la liberazione da tutte quelle rigidità che ci impediscono una buona volta di convertirci a Lui.

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In conclusion desidero solo accennare alla presenza di quei condizionamenti sociali e familiari che possono essere l’occasione per commettere il male o per facilitare una certa corruzione morale dei costumi nella società. Tali condizionamenti vengono definiti dalla Dottrina Sociale della Chiesa come “strutture di peccato”. Dentro queste strutture ricadono tutte quelle situazioni sociali o istituzioni che sono contrarie alla legge divina ma che restano sempre l’espressione e l’effetto dei peccati personali. Quindi le strutture di peccato se non arginate e risanate possono diventare causa di corruzione e perdizione per l’uomo ma esse sono sempre il risultato di una libertà umana che fugge dalla conversione a Dio, di un cuore che non ascolta e che non obbedisce, di una responsabilità che accetta di andare contro Dio a prescindere dalle conseguenze. In tutto ciò non c’è determinismo, è possibile sempre una inversione di marcia e una salvezza e non dobbiamo scomodare la responsabilità degli antenati per trovare un alibi accettabile che ci possa sgravare dall’imbarazzo di dire: è stata mia la colpa.

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Preferisco sorvolare del tutto su quei soggetti auto-elettisi paladini di una non meglio precisata “autentica tradizione cattolica”, che pur lanciandosi in roboanti invettive contro l’eresia luterana del XVI secolo, nel giocare poi di fatto in un certo modo, inclusi certi impropri “riti di guarigione”, nella migliore delle ipotesi dimostrano di essere dei pentecostali radicali del tutto inconsapevoli di esserlo. E a tal proposito ricordo che il pentecostalismo radicale è l’eresia di una eresia di una eresia, ossia una eresia di terza generazione. Or, senza scomodare quella cosa molto seria che è l’eresia, quasi sempre appannaggio di menti molto colte e raffinate, più semplicemente l’agire di certi oscuri personaggi ricalca in tutto e per tutto quello dei fattucchieri di bassa lega.

 

Laconi, 15 June 2022

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