Il Sinodo dei Vescovi ed il problema Rahner: il grande “apprendista stregone”

IL SINODO E IL PROBLEMA KARL RAHNER: IL GRANDE “APPRENDISTA STREGONE”

 

Nella sua prolusione finale al Sinodo dei Vescovi il Santo Padre propone come retta via da seguire una via media, che sintetizza e unisce armoniosamente i valori contenuti nelle due fazioni, innaturalmente da esse separati e contrapposti …

centro televisivo vaticano

per aprire il video cliccare sopra sull’immagine del CTV

 Autore Giovanni Cavalcoli OP

Autore
Giovanni Cavalcoli OP

 

 

Papa parla al sinodo

Intervento del Santo Padre al Sinodo

È notevole che nel commentare il clima delle discussioni al sinodo in un recente discorso il Santo Padre abbia avuto parole rassicuranti contro eccessivi allarmismi, accennando all’inizio della sua prolusione, come a cosa normale in queste circostanze ed anzi con tono di lode, al confronto in atto delle idee e a certi legittimi contrasti di vedute, di proposte e di opinioni.

papa serio

Il Santo Padre Francesco

Nel prosieguo del discorso il tono del Sommo Pontefice è passato dall’iniziale bonomia ad una ammonitrice serietà, mostrando che se certi contrasti possono essere normali e costruttivi, altri, più profondi, che toccano la dottrina e la morale, la pace e l’unità della Chiesa e l’obbedienza al Papa, non possono essere approvati e devono essere tolti per imboccare una via veramente cattolica e comune, pur nella diversità e nella pluralità delle opinioni e delle legittime scelte pastorali, ma nella luce di Cristo e nel rispetto del magistero della Chiesa. Il Santo Padre Francesco ha prima elencato le vie da non seguire e poi, alla fine, ha indicato la strada giusta.

papa discorso 2

Il Santo Padre durante una sua prolusione

Le vie sbagliate sembrano ridursi a due, ciascuna con una molteplicità di aspetti, che, a ben vedere, costituiscono nell’insieme una scelta unilaterale, potremmo dire parziale, ideologica ed estremista, di un lato della verità contro l’altro, anziché accordarlo e temperarlo con l’altro in una saggia e doverosa sintesi, che colga la totalità del vero e del bene, sicchè l’un lato, isolato, assolutizzato e contrapposto all’altro, diventa esso stesso falso e distruttivo, e quella che dovrebbe essere equilibrata complementarità reciproca, diventa ostilità ed esclusione reciproca.

Cristo con mano sul volto

Immagine del Cristo con la mano sul volto

Non è difficile riconoscere nella descrizione del Santo Padre due partiti che soprattutto dal periodo dell’immediato postconcilio si contendono in modo accanito, presuntuoso ed ostinato un privilegio che in realtà a loro non spetta, ma spetta solo al Successore di Pietro, ossia quello di rappresentare supremamente e in esclusiva la vera fede, il vero cattolicesimo e la vera Chiesa.
L’opposizione tra questi due partiti si può rappresentare molto semplicemente come contrasto tra i troppo indulgenti e i troppo esigenti. Il Papa usa un’immagine evangelica estremamente efficace: la tentazione di trasformare la pietra in pane per rompere un digiuno lungo, pesante e dolente [cf. Lc 4,1-4] e anche di trasformare il pane in pietra e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malati [cf. Gv 8,7] cioè di trasformarlo in “fardelli insopportabili” [Lc 10, 27].

caramelle

un cuore colmo … di caramelle

Da una parte ecco quindi “La tentazione del buonismo distruttivo”, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei “buonisti”, dei timorosi e anche dei cosiddetti “progressisti e liberalisti”. La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio. … La tentazione di trascurare il depositum fidei, considerandosi non custodi ma proprietari e padroni”. E’ chiara l’allusione ai modernisti e ai rahneriani.

chiusura

La verità non può essere un vecchio portone arrugginito sbarrato …

Dall’altra, “la tentazione dell’irrigidimento ostile, cioè il voler chiudersi dentro lo scritto, la lettera, non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese, lo spirito; dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti — oggi — tradizionalisti e anche degli intellettualisti. La tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano bizantinismi, credo, queste cose…”. È invece qui evidente il riferimento a Monsignor Lefèbvre ed ai suoi seguaci.

via di mezzo

Quella sana “via di mezzo”, che non è compromesso ma equilibrio …

Il Santo Padre propone come retta via da seguire una via media, che sintetizza e unisce armoniosamente i valori contenuti nelle due fazioni, innaturalmente da esse separati e contrapposti, escludendo gli estremismi: Tradizione e Scrittura, continuità e progresso, conservazione del necessario: ciò che permane, e mutamento nel contingente: ciò che passa; misericordia e giustizia, fermezza e flessibilità, unità e pluralismo, apertura al nuovo, e fedeltà alla propria identità, dottrina e pastorale, libertà e obbedienza, storicità dell’uomo e immutabilità del dogma.

l apprendista stregone

Locandina del film L’apprendista stregone

La linea che sta maturando tra i padri sinodali, si può dire dunque che è, come ci si poteva attendere, la conferma della dottrina tradizionale ed immutabile del Vangelo e della Chiesa, che certamente troverà conferma a suo tempo nelle parole del Santo Padre, anche se possiamo immaginare o sperare che la Chiesa troverà applicazioni nuove della legge in conformità alle esigenze, alle prospettive ed ai bisogni delle famiglie del nostro tempo.
Dalle osservazioni critiche del Papa non si può tuttavia non prender atto o non accorgersi dell’esistenza al sinodo di un’oscura ombra di ostilità alle luminose prospettive evangeliche emergenti, che sono oggetto delle annotazioni e dell’incoraggiamento del Papa. Si tratta, a mio giudizio, della suggestione tenebrosa, fascinatrice e sinistra del rahnerismo, che ormai da cinquant’anni si aggira nella Chiesa, ammorbandone ormai sottilmente e insidiosamente l’atmosfera, uno specie di smog che rende l’aria malsana.

karl Rahner fuma

Il teologo gesuita Karl Rahner s.j.

Il rahnerismo è un problema tuttora irrisolto, nonostante le reiterate segnalazioni di illustri e saggi pastori e studiosi, tra i quali diversi cardinali, nel corso di questi cinquant’anni. Le prove delle eresie di Rahner, il grande apprendista stregone, emerse in questo lungo periodo di indagini, sono da tempo pubblicamente accessibili ad una verifica o sguardo obbiettivi e spassionati.
Per questo non si capisce per quale motivo debba perdurare una fama immeritata, che fa solo del danno alla Chiesa, ed ha riflessi disastrosi nel campo della morale, della pastorale e del costume cattolici. Questa fama ha tutto l’aspetto di una fama non autentica, ossia basata su di una vera scienza, ma costruita artificiosamente da oscuri poteri forti, i quali lavorano obbiettivamente per la distruzione della Chiesa.
Un segno conturbante di ciò è dato dalle idee che si stanno affacciando tra i padri sinodali, idee giustamente riprovate dal Papa, e che erano già state criticate dall’ormai famoso gruppo di cardinali, che di recente hanno pubblicato un libro: Permanere nella verità di Cristo [vedere qui] nel quale, professando la loro fedeltà al Magistero della Chiesa, hanno ricordato i valori fondamentali ed irrinunciabili della famiglia, manifestando la convinzione che la Chiesa, applicando giustizia e misericordia, debba mantenere l’attuale disciplina concernente il trattamento delle posizioni irregolari.

Karl Rahner fuma 2

il padre Karl Rahner s.j.

L’ostacolo tuttora persistente alla soluzione del problema Rahner sono il pregiudizio e la grave illusione, duri a morire, che Rahner sia stato un genio teologico ben superiore a San Tommaso d’Aquino, un audace esploratore delle profondità del mistero cristiano e quindi lo scopritore di una teologia molto più avanzata, conforme allo spirito del Concilio Vaticano II, teologia che avrebbe elaborato una nuova visione della fede, del cattolicesimo e della Chiesa, adatta alla cultura moderna, utilizzando le risorse della filosofia moderna da Cartesio ad Heidegger. Tuttavia, ad onor del vero, non è troppo difficile, per chi conosce la storia della teologia, riconoscere negli immani progetti ed impresa rahneriani, atti ad impressionare gli ingenui con una produzione pubblicistica prodigiosa, che tocca tutti gli aspetti della vita cristiana, una gigantesca quanto astuta ed impudente riproposizione del modernismo già a suo tempo condannato da San Pio X.

Karl Rahner 3

il padre Karl Rahner s.j.

Occorre altresì avvertire che per riconoscere le eresie di Rahner, bisogna evidentemente innanzitutto partire da un quadro di valutazione a sua volta libero dal rahnerismo, cosa oggi purtroppo rara, dato che ormai Rahner quasi dappertutto si è acquistato la fama del grande se non unico ed indiscusso maestro del nostro tempo. Criticare Rahner a molti sembra espressione di una mente gretta, invidiosa, chiusa e superata, quasi da non prendere neanche in considerazione. Ad altri sembra cosa scandalosa, intollerabile e quasi sacrilega, meritevole o di disprezzo o di severi provvedimenti.

Si accusano i critici di Rahner di ignoranza, mentre i veri ignoranti sono i rahneriani, che non si son presi la briga di affrontare personalmente i suoi difficili testi, e magari parlano di Rahner per sentito dire o hanno leggiucchiato qualche sua pia elevazione mistica in un’antologia di spiritualità o una di quelle presentazioni divulgative della teologia moderna, tanto superficiali quanto ingenuamente buoniste. Chi invece come il sottoscritto ha letto tutte le opere di Rahner nel corso di 30 anni di studi e consultazioni con esperti, conosce bene l’astuzia di quest’uomo che sempre abilmente mescola il vero col falso e propina il dolce veleno non tutto in una volta in una sola opera  — lo si scoprirebbe subito! —, ma a piccole dosi sparse in vari libri, per cui è solo collegandoli tra di loro che si ha il quadro vero e completo dell’impostura, un po’ come nelle indagini giudiziarie il solerte inquirente entra in possesso delle prove solo mettendo ordinatamente insieme gli sparsi dettagli, che, presi singolarmente, sembrerebbero insignificanti.

Cop_IlConcilioTradito

L’opera di Giovanni Cavalcoli sul Karl Rahner, frutto di un trentennio di lavoro scientifico: Karl Rahner il Concilio tradito

Per capire dunque Rahner, è chiaro allora che non basta il fatto materiale d’averlo letto per trent’anni, se poi si procede con parzialità, fanatica soggezione o con gli occhi foderati di prosciutto. Anche molti suoi seguaci hanno speso una vita attorno al loro nume tutelare. Per capire chi è Rahner occorrono le seguenti condizioni morali e teoretiche: amore esclusivo e disinteressato per la verità, rettitudine di intenzione, modestia nel formulare ipotesi interpretative, accoglienza degli aspetti positivi, onestà, prudenza ed umiltà intellettuali, interesse per la salvezza delle anime, possesso di una buona filosofia e teologia (S.Tommaso d’Aquino e la sua scuola) ed assoluto rispetto per il magistero della Chiesa.
A costo di passare per un papalino, oso asserire che l’ultima condizione è quella decisiva e che riassume tutte le altre. E’ qui infatti che casca l’asino rahneriano, per quanto i rahneriani vogliano dare ad intendere, arrampicandosi sugli specchi, che il loro beniamino riflette gli insegnamenti della Chiesa e del Concilio Vaticano II.

Bishop Bernard Fellay

Il Vescovo Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità Sacerdotale di San Pio X fondata dal Vescovo Marcel Lefebvre

Non c’è peraltro da fidarsi della critica a Rahner fatta dai lefevriani, sia perchè non sanno riconoscere i lati buoni del teologo e sia perchè, se essi individuano qualche sua eresia, accusano poi di eresia il Concilio, dando così prova di avere gravemente frainteso, in quanto secondo loro il Concilio risentirebbe delle eresie di Rahner.
Il fatto è che i rahneriani più franchi e spavaldi, che sanno che è insostenibile la tesi della fedeltà di Rahner al magistero, quindi non hanno scrupolo di seguire lo stile del loro maestro che con sfacciata impudenza e tono minaccioso, simili a quelli di Lutero, accusa la Chiesa, anche quella conciliare, di essere arretrata e le intìma di aggiornarsi e di accogliere alla buon’ora la sua teologia, se non vuole restare ai margini dell’evoluzione storica del progresso umano.

 

karl rahner 4

… Rahner può all’occorrenza emergere come ombra sinistra

Dalle relazioni ufficiali e dai commenti autorevoli, che ci giungono su quanto si sta dicendo al sinodo e dalle stesse parole succitate del Papa, è evidente che tra i padri sinodali sta facendo capolino l’ombra sinistra di Rahner, con la sua caratteristica visione dell’uomo e della morale: ogni uomo è in grazia di Dio, tende a Dio, è in comunione con Dio, quindi è buono e si salva. Dio fa misericordia a tutti e non punisce nessuno. Il peccato, come singolo atto categoriale e particolare non ha importanza, perchè comunque è annullato dalla immancabile presenza della grazia — simul iustus et peccator — ed in tutti esiste l’opzione fondamentale per Dio almeno atematica e trascendentale. Gli atti umani particolari o i concetti dogmatici sono cose incerte, mutevoli e relative, che non hanno importanza. L’importante è l’esperienza preconcettuale di fede — l’ “incontro con Cristo” —, che tutti hanno, anche i non-cattolici e gli atei.

Quindi non si tratta di condannare errori o peccati, ma semplicemente di promuovere il positivo che c’è in tutti (“principio di gradualità”). La distinzione tra unioni di coppia lecite o illecite, regolari o irregolari non ha importanza. Il fatto è che tutti siamo ugualmente in cammino verso Dio, lo sappiamo o non lo sappiamo (“cristianesimo anonimo”). Non esiste un contrario o un proibito, ma solo il diverso, che dunque va rispettato; non si deve quindi condannare come male o falso ciò che è semplicemente diverso.

Non dobbiamo dubitare che il Papa segua questo movimento di idee e al momento giusto le correggerà, come già ha iniziato a fare. Ma resta sempre il problema di fondo che, finchè non sarà risolto, il male e il disagio risorgeranno sempre per tutta la Chiesa, come un cibo non digerito che rimane nello stomaco. Finchè non viene espulso, il tormento rimane.

Fontanellato, 22 ottobre 2014

Madonna di fontanellato

Clicca sotto per ascoltare un canto mariano della tradizione popolare

Suor Cristina canta “Madonna”? E io farò “Mickey Rourke” in Nove settimane e mezzo

SUOR CRISTINA CANTA “MADONNA”? E IO FARÒ “MICKEY ROURKE” IN NOVE SETTIMANE E MEZZO

.

Se nulla fosse fatto dagli organismi della Santa Sede competenti per le religiose, in tal caso io potrei sentirmi anche legittimato ad offrirmi ad un regista di video clips per girare nuovamente la colonna sonora del film Nove settimane e mezzo

.

 Madonna e suor CristinaLike a virgin

Madonna [vedere qui] Suor Cristina [vedere qui]

.

.

 Autore Padre Ariel

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

.

Suor Cristina

il dialogo avanti a tutto: Suor Cristina Scuccia, della Congregazione delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia risponde alla banana telefonica

Peggio di noi preti riescono ad esserlo solo le suore. Che Suor Cristina Scuccia abbia una bella voce è fuori discussione. Certo, avrebbe potuto impiegare meglio questo dono di Dio, per esempio entrando come voce solista nel grande coro della Diocesi del Santo Padre diretto magistralmente dal presbitero romano Marco Frisina.

.

Il buon Popolo di Dio, col quale chi scrive vive a stretto contatto, è alquanto infastidito dalle performance della religiosa. Nessun fedele cattolico gradisce che una vergine consacrata si prenda gioco della verginità — peraltro liberamente scelta come offerta e dono di consacrazione a Dio — cantando la canzone di una autrice come Barbara Eleonora Ciccone, in arte “Madonna”, che nel corso della sua lunga carriera ha oltraggiato e dissacrato in ogni modo la fede cattolica e i suoi simboli più cari: dal Cristo in croce alla Madre di Dio. E per meglio capire di chi stiamo parlando vi invito a vedere un paio di video, giusto per entrare nell’ordine di idee di chi realmente sia il personaggio Barbara Eleonora Ciccone, in arte Madonna, della quale l’improvvida orsolina ha interpretato una canzone molto particolare, non altro per il suo doppio senso [vedere qui, qui]. Si rimane per ciò sconcertati all’udire l’improvvida suorina che si arrampica sugli specchi nel tentativo di rispondere all’intervistatore di Avvenire, come ad altri intervistatori, circa il suo desiderio di “cristianizzare” qualche cosa di oggettivamente blasfemo, quindi in sé e di per sé diabolico [vedere qui].

Madonna bn

Madonna ed il crocifisso usato come reggicalze

La canzone di questa satanassa italo-americana che la suorina ha scelto di interpretare è una canzone molto particolare: Like a Virgin, come una vergine, dolosamente ignara che le vergini verso le quali il buon Popolo di Dio riversa affetto e venerazione, compresi i cattolici tiepidi e quelli distaccati dalla vita ecclesiale, sono figure straordinarie come Lucia di Siracusa o Agata di Catania, tanto per rimanere nel siculo ambito d’origine di Suor Cristina. E né Lucia né Agata sarebbero state liete d’essere accompagnate nel loro martirio di sangue con le parole della canzone Come una vergine, lanciata da una geniale imprenditrice di se stessa come la Signora Ciccone, che negli anni Ottanta comincia la propria carriera provocando il pubblico col suo stesso nome d’arte, visto che universalmente, da credenti e da non credenti, la Madonna è identificata con Maria di Nazareth. E per noi credenti la Madonna è la Madre di Dio, forse è bene ricordarlo non tanto alla suorina farfallina, ma alla sua superiora generale, forse più farfallina della sua giovane professa, visto che dietro ai cattivi allievi ci sono sempre e di rigore dei cattivi maestri.

la-croce-di-mdna

Madonna in uno dei suoi spettacoli dal vivo che canta seminuda su una specie di altare

Per capire Suor Cristina, formatasi in Sicilia e divenuta suora nelle Orsoline della Sacra Famiglia bisogna entrare nel mondo ecclesiale molto complesso di quest’isola, dove esistono antiche chiese di fondazione apostolica o personalmente visitate dall’Apostolo Paolo, come ad esempio la gloriosa Chiesa di Siracusa, edificata per volontà del Principe degli Apostoli dopo quella di Antiochia: Ecclesia Syracusana Prima Divi Petri Filia Et Prima Post Antiochenam, Christo Dicata [La Chiesa di Siracusa è la prima figlia di San Pietro e la seconda dopo la Chiesa di Antiochia, dedicata a Cristo].

.

Con una sua breve epigrafe, Giuseppe Tomasi di Lampedusa riassume nel suo Gattopardo lo stato e la psicologia di una intera società: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi!». O per dirla in altre parola a chi pretenderebbe di imporre anche agli altri la propria mancanza di memoria storica: ieri, se i fedeli non davano il voto alla Democrazia Cristiana insulare più corrotta e più collusa coi poteri mafiosi, venivano minacciati dai preti che sarebbero finiti sicuramente a bruciare tra le fiamme dell’inferno. Oggi, cambiata la musica ma non i suonatori, un considerevole numero di preti cresciuti ormai da quattro decenni nel supremo culto dei peggiori esponenti del modernismo e infarciti di esegesi protestanti — grazie non ultimo alla prolifica opera di cattivi maestri — ti passano davanti vestiti in abiti civili ostentando La Repubblica e L’Espresso sottobraccio; e nei loro pubblici discorsi ti citano l’ultimo articolo di Paolo Flores d’Arcais su Micromega, dialogando con laica “maturità” coi cultori dell’aborto, dell’eutanasia, dell’omosessualismo …

.

madonna_borsetta

Dal crocifisso reggicalze al crocifisso usato come chiusura della borsetta da sera

E dopo quattro decenni di devastazione ecco infine giungere al golpe supremo l’esercito di coloro che Leonardo Sciascia soleva definire come gli uomini, i mezz’uomini, gli … ma facciamola enunciare direttamente a Sciascia la sua mitica classificazione, senza indurre un prete a sporcarsi più di tanto la bocca:

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà … Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini … E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito … E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre … Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo … »

[don Mariano Arena al capitano Bellodi – dall’opera Il giorno della civetta]

.

madonna-dissacrante

Madonna durante una delle sue varie performance con il crocifisso impugnato come una pistola erotica

Questo è l’ambito sociale, ecclesiale ed ecclesiastico nel quale nasce, cresce, studia e si forma Cristina Scuccia, nata a Comiso, nel ragusano, nelle splendide zone della Sicilia Sud Orientale, trasferitasi poi da suora a Milano. Chi dunque crede che il problema sia Suor Cristina, sbaglia. Il problema è una Chiesa particolare non più in grado di esprimere un corretto sentire, pensare e vivere cattolico; che non contenta di questo elimina alla radice come problema o come autentico attentato di lesa maestà tutto ciò che invece è vivere cattolico, sentire cattolico e pensare teologico cattolico, con tutta la logica e coerente pastoralità che da ciò ne consegue.

Suor Cristina è dunque il naturale risultato della cultura dei gattopardi, il naturale risultato di generazioni di preti che hanno confuso la modernità con le eresie moderniste; che da quattro decenni ignorano ormai la teologia dei grandi Padri della Chiesa e che grazie alla venefica scuola di certi maestri ti rispondono che non hanno mai studiato la metafisica di San Tommaso d’Aquino perché nel corso delle prime lezioni presso lo studio teologico gli hanno spiegato che ormai è superato, giungendo infine al sacerdozio dopo essere stati formati su testi di teologi non cattolici d’area tedesca e dopo essere stati infarciti di hegelismo nel corso di studi filosofici e teologici ridotti talora a una penosa farsa, dove sono offerti come unici e soprattutto indiscutibili punti di riferimento — oltre ai divi Hegel e Rahner —, autori come Schillebeeckx, Teilhard de Chardin, Cox, Heidegger, Schleiermacher, Kierkegaard, Barth, Bohnöffer, Bultmann, Moltmann, Cullmann, Lutero, Loisy, Freud, Cartesio, Kant,  Gentile …

crocifisso_stivale

Madonna col crocifisso reggi-stivale

Il problema di Suor Cristina è molto più complesso, se analizzato in un’ottica socio-ecclesiale siciliana e usando come pertinente metro di lettura due geni letterari: il Tomasi di Lampedusa e lo Sciascia. Pertanto bisogna far notare — cosa che faccio notare alla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica — che Suor Cristina appartiene a una  congregazione religiosa per la quale la Santa Sede dovrebbe forse procedere quanto prima con una adeguata visita apostolica, se i suoi organismi competenti non fossero troppo impegnati con altre congregazioni, che malgrado certi loro problemi interni, in ogni caso hanno sempre cantato le lodi a Dio e alla Madonna Madre di Dio, non alla Madonna-Ciccone.

.

Confessions-tour-picspam-madonna-13345815-900-506

Madonna durante uno dei suoi spettacoli blasfemi dal vivo

Questa stessa congregazione di suore, nel cuore della Città greca di Siracusa non ha trovato di meglio da fare che mutare due proprie ex case di formazione in alberghi, una addirittura in Beauty Farm [vedere qui], gestita direttamente da suore ormai trasformate da vergini consacrate in imprenditrici, prive di vita comune e di senso di vita religiosa. Una lussuosa beauty farm a quattro stelle e passa camuffata a livello amministrativo da “casa per ferie” alla quale è stato dato il nome di “Casa di Maria”, con spirito non meno blasfemo rispetto a quello della loro giovane consorella che canta un irriverente inno a doppio senso sulla verginità lanciato da una cantante che s’è rinominata Madonna in palese vilipendio della Mater Dei.

Suor Cristina è solo la punta visibile di uno stato di degrado e di decadenza della vita religiosa di questa congregazione per la quale urgono adeguati provvedimenti. Da una parte abbiamo infatti le orsoline della Sacra Famiglia che ospitano nella propria lussuosa e costosa beauty farm dei ricchi settantenni che vanno a farsi un po’ di relax con la loro diletta nipotina di 25 anni, senza che alcuna pia suora si sogni certamente di chiedergli il certificato di matrimonio o di negare a tale deliziosa coppia una camera matrimoniale; dall’altra l’emblema della nuova generazione di loro suore che canta le canzoni di quella notoria satanassa della pop star Madonna, anziché sgranare santi rosari di riparazione alla Beata Vergine Maria. L’esperienza e la sensibilità sacerdotale mi insegnano che questa suora non è destinata a rimanere nella vita religiosa e che sarà infine fagocitata dal mondo dello spettacolo, per avere contatto col quale un presbitero, un religioso e una religiosa devono avere una maturità e una solidità di fede che li ponga al riparo da certi pericoli. Mi auguro e le auguro che Suor Cristina non faccia la fine di Suor Sorriso [crf. qui] e che torni serenamente alla vita secolare, come in un futuro più o meno vicino sarà.

 

large_nine_and_one_half_blu-ray_8

Mickey Rourke e Kim Basinger. nel film Nove settimane e mezzo

Se nulla fosse fatto dagli organismi della Santa Sede competenti per le religiose, in tal caso io potrei sentirmi anche legittimato a offrirmi a un regista di video clips per girare nuovamente la colonna sonora del film Nove settimane e mezzo [vedere qui], dove Kim Basinger abbozzava un innocente spogliarello che oggi potrebbe essere proiettato senza problema nei cinema parrocchiali, tanto risulterà  castigato se messo a confronto con le immagini veramente indecenti che ci vengono propinate ai giorni nostri. E nel video farò il ruolo che in quella pellicola faceva il giovane Mickey Rourke in quei lontani anni Ottanta.

.

Può essere che dinanzi a quel video il mio santo vescovo cada svenuto a terra con la segretaria che corre a rianimarlo coi sali e col robusto vicario generale diocesano che lo solleva dal pavimento? Non è detto, perché potrebbe essere che il mio santo vescovo e il robusto vicario generale diocesano, essendo entrambi uomini forgiati da grande esperienza pastorale, sul mio video clip se la ridano di gusto dicendosi in privato l’uno con l’altro: «In fondo, vista e considerata Suor Cristina, anche noi preti abbiamo pur diritto alla nostra parte!», compreso dire ciò che pensiamo riguardo a questa cultura di decadenza, di relativismo e di metodica distruzione della teologia cattolica e della pastorale.

dall’Isola di Patmos, 24 ottobre 2014

.

 

.

.

.

.

.