Le iene a Radio Maria. Un fraterno rimprovero a Padre Livio Fanzaga: “io le avrei prese a legnate”

LE IENE A RADIO MARIA. UN FRATERNO RIMPROVERO A PADRE LIVIO FANZAGA: «IO LE AVREI PRESE A LEGNATE»

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I cattolici non devono prendere sberle, tanto meno da certe Iene “svampite” che invocano surreali precetti evangelici mai scritti, strepitando come “vergini” vilipese con vocette da capponi castrati se i cattolici osano non sorbirsi i loro sberleffi e insulti in silenzio ed a capo chino. Non devono prendere sberle, i cattolici, perché le guance sono solamente due e da tempo sono state ormai esaurite. Per questo affermo che in quella situazione, le “buone” Iene, da me sarebbero state prese a legnate; ed il tutto — va da sé — con uno spirito pedagogico per il quale sicuramente, dal Paradiso, avrei ricevuto l’esultate plauso di due santi pedagoghi come Filippo Neri e Giovanni Bosco, per quel mio agire mosso da sincera e autentica carità cristiana verso il prossimo.

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Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Al Venerabile Fratello nel Sacerdozio

Padre Livio Fanzaga

Direttore di Radio Maria

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Ariel versione karateta
Padre Ariel S. Levi di Gualdo, già cintura nera di karate, in una veste un po’ diversa rispetto al consueto abito talare che indossa sempre tutti i giorni

Ti scrivo in duplice veste: in quella di sacerdote tuo confratello in Cristo, in quella di persona che per svariati anni si è dedicata nella sua gioventù alle arti marziali; passione che, ammetto, mi è rimasta tutt’oggi.

Di questa passione — o se vogliamo arte — da quando sono prete non ho mai parlato in pubblico, lo faccio adesso per la prima volta. Anche perché ogni tanto, quando posso, approfitto dello sport per stare coi giovani, trasmettendo loro quel che imparai a suo tempo di questa bella disciplina che non serve ad aggredire ma ad auto-controllarsi; un mezzo efficace come tanti altri per avvicinarli anche al Vangelo.

Il mio modello non è il karateta Bruce Lee, ma Nostro Signore Gesù Cristo nel cortile del tempio che caccia via i mercanti a colpi di frustra [cf. Mc 11, 15-19. Mt 21, 12-17. Lc 19, 45-48].

La differenza che corre tra i mercanti del tempio e le Iene dell’emittente televisiva Italia Uno è data dal fatto che i mercanti, commerciavano attraverso cose di per sé pulite, erano loro che le rendevano sporche; mentre le Iene, che di pulito non conoscono niente, sarebbero capaci a sporcare con la loro morbosa sozzura interiore anche il celestiale manto della Madre di Dio, certi in tal modo di fare sia scalpore sia notizia.

Lo svolazzante Mauro Casciari, che ha tentato di raggiungerti negli uffici della tua Radio agghindato con un ameno look da cosiddetta “svampita“, è indubbiamente dotato di un tasso di testosterone maschile proporzionalmente basso quanto il suo quoziente intellettivo. E così, quando Mister Lustrino ha cominciato a strepitare con una voce in falsetto simile a quella di un cappone castrato: «Mi dispiace che mia nonna vi abbia dato offerte, quando vi guarderà rimarrà sconvolta!», il tuo paziente collaboratore, che ha tentato di portarli fuori dall’area della vostra proprietà privata — eccedendo a mio parere in buone maniere — con la lodevole sapienza dell’uomo avanti con l’età ha risposto: «Io sono convinto che sua nonna prega per lei». E Dio solo sa, quanti rosari avrà sgranato questa cara nonna per cotanto nipote “svampita”, semmai per non aver potuto coronare il proprio sogno di diventare per suo tramite bisnonna? 

Quello che con amabile fraternità mi sento di rimproverare a te ed ai tuoi collaboratori, è il fatto che Mister Lustrino sia andato via sulle sue gambe. Posso dirti infatti che se in quello stesso frangente fossi stato presente io, molto probabilmente sarebbe andato via sopra la lettiga dell’autoambulanza verso il reparto di traumatologia ortopedica del più vicino ospedale.

Sia chiaro: non sono aggressivo e tanto meno violento. Questo mio è un discorso squisitamente teologico: ogni cosa a suo tempo ed ogni gesto deve essere sempre proporzionato secondo il momento opportuno, con prudenza e sapienza. E talvolta, due sonore sberle, possono essere l’atto più perfetto di carità cristiana e di divina misericordia, risultando una medicina salutare per il vivere presente ed il divenire futuro della persona che le riceve come sana e utile lezione di vita.

Non sempre si può condurre alla ragione e riportare sulla retta via gli smarriti porgendo l’altra guancia [Lc 6, 29], ce lo insegna Cristo Signore, che quando fu schiaffeggiato non porse l’altra guancia, come avrebbero invece preteso le Iene che, non conoscendo affatto il Vangelo, hanno pensato di poter andare a prendere a sberle i poveri “cattolici trogloditi” di Radio Maria, nella ferma certezza che i cristiani, a loro errato pensare, dovrebbero comunque porgere sempre e di rigore l’altra guancia. Mentre in realtà non è così, dato che tutt’altra storia narra il Vangelo:

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Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? [Gv 18, 19-23].

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Non dimentichiamo che all’occorrenza, dinanzi a certe Iene dell’epoca, che come quelle di Italia Uno non cercavano affatto risposte, ma attraverso le loro domande tendenziose miravano solo a seminare inganno e fare del male, Cristo Signore, anziché rispondere, si mise a scrivere con il dito sulla sabbia, ce lo narra lo splendido Vangelo dell’Adultera pentita:

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Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra [Gv 8, 1-11].

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In tutt’altro frangente e situazione, laddove non era invece proprio il caso di soprassedere, Cristo Signore fece delle fruste con le proprie stesse mani e con esse menò frustrate ai mercanti nel tempio.

I cattolici non devono prendere sberle, tanto meno dalle Iene “svampite” che invocano surreali precetti evangelici mai scritti, strepitando come “vergini” vilipese con vocette da capponi castrati se i cattolici osano non sorbirsi i loro sberleffi e insulti in silenzio ed a capo chino. Non devono prendere sberle, i cattolici, perché le guance sono solamente due e da tempo sono state ormai esaurite. Per questo affermo che in quella situazione, le “buone” Iene, da me sarebbero state prese a legnate; ed il tutto — va da sé — con uno spirito pedagogico per il quale, sicuramente, dal Paradiso avrei ricevuto l’esultante plauso di due santi pedagoghi come Filippo Neri e Giovanni Bosco, per quel mio agire mosso da sincera e autentica carità cristiana verso il prossimo.

Ti auguro ogni bene e grazia dal Signore Gesù per il tuo prezioso apostolato, con la viva preghiera che la Beata Vergine Maria possa intercedere sempre per voi. 

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PRESSO GLI STUDI DI RADIO MARIA NESSUNO È STATO AGGREDITO E PERCOSSO, NEPPURE LE INTOLLERANTI E INTOLLERABILI IENE DI ITALIA UNO, COME DIMOSTRA IL FILMATO INTEGRALE MESSO PUBBLICAMENTE A DISPOSIZIONE DELL’EMITTENTE RADIO CATTOLICA

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Una nota di Padre Giovanni Cavalcoli, OP

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Carissimo Padre Ariel.

    Mi compiaccio vivamente per il tuo tempestivo, efficace ed energico intervento sulla nostra Isola di Patmos contro il gesto osceno ed offensivo recentemente perpetrato da uno sciagurato e scriteriato personaggio, in spregio alla autorevole, meritoria e popolarissima emittente cattolica Radio Maria, nella persona del suo degnissimo Direttore Padre Livio Fanzaga.

   Condivido pienamente il tuo giusto sdegno e la tua sferzante ironia contro empi rappresentanti di una generazione corrotta e perversa, vergogna dell’Italia e degrado della civiltà, i quali, privi della più elementare coscienza morale e del rispetto dei diritti altrui, tronfi per i loro abominevoli peccati, schiavi della carne, e accecati dall’odio per chi coraggiosamente e paternamente ricorda loro i sacri doveri verso Dio, meritano questo trattamento e anche di più, come ci insegnano Gesù Cristo e i Santi, che li avvertono della condanna eterna che li attende, se, consci e inorriditi per la loro colpa, non si pentiranno, rinsaviti, invocando sinceramente la divina misericordia e facendo la dovuta penitenza.

Giovanni Cavalcoli, OP

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Nota della Redazione

dalle ore 01,01 del 17 febbraio alle ore 15,51 del 18 febbraio,

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6 thoughts on “Le iene a Radio Maria. Un fraterno rimprovero a Padre Livio Fanzaga: “io le avrei prese a legnate”

  1. Ecclesiaste…. 3,1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
    un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci…. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace…..
    Davvero la Sacra Scrittura ha una risposta per tutto.
    L’assurda pretesa di richiamare sempre il cristiano al suo “dovere” di comportarsi da cristiano quando viene insultato, la dice lunga sull’insano e superbo comportamento di certe persone, le quali pensano che tutto gli sia dovuto, dal cristiano …

  2. Penso che il “bimbetto dispettoso” sia tornato mesto mesto a casa e, ancora tutto piagnucolante, abbia raccontato alla nonna e alla mamma il sopruso subito. Penso altresì che il “poverino” , in luogo dell’agognato matriarcale conforto, abbia ricevuto, non solo metaforicamente, una appropriata razione di salutari, educative sberle da parte dalle due donne. E’ tempo che cresca!

  3. Caro Ariel. Chi non ti conosce, leggendo la frase … “se in quello stesso frangente fossi stato presente io, molto probabilmente sarebbe andato via sopra la lettiga dell’autoambulanza verso il reparto di traumatologia ortopedica del più vicino ospedale“, può pensare che tu sia un prete ironico che fa ironia.
    Quelli che come me però ti conoscono, leggendo le summenzionate righe, già si sono visti il tipo in questione delle iene steso sul serio sulla lettiga dell’autoambulanza.
    Saresti stato perfino capace di dargli la benedizione prima della chiusura degli sportelli e la partenza per l’ospedale. Vero?

    1. Sig. Bazzorini.

      Noto che lei è sempre più gentile e riverente nei riguardi della Augusta Persona del Romano Pontefice, che come più volte le ho inutilmente detto merita sacro rispetto.

      In ogni caso le comunico che il Santo Padre è un gesuita e un argentino, vale a dire “pelle dura” per un verso e per l’altro, quindi nella migliore delle ipotesi si spezzerebbe il bastone, nella peggiore te lo toglierebbe di mano e ti gonfierebbe di legnate lui facendoti pentire per i tuoi peccati.

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