La “Ecclesia in Europa”. Avremo un Giubileo della Misericordia affogato nel sangue dai terroristi dell’ISIS ?

LA ECCLESIA IN EUROPA. AVREMO UN GIUBILEO DELLA MISERICORDIA AFFOGATO NEL SANGUE DAI TERRORISTI DELL’ISIS ?

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Oggi più che mai, in un mondo e in una Chiesa senza memoria, troppo presa a esaltare i “preti di strada” à la page, veri o presunti, si dimenticano, o peggio non si conoscono alcuni tra i più importanti documenti del magistero contemporaneo. Per andare alla radice del problema degli attentati terroristici a Parigi basterebbe prendere visione di un testo del Santo Pontefice Giovanni Paolo II, che se letto oggi apparirà come una tragica profezia, come una vera e propria cronaca di una morte annunciata. Si tratta dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa del 2003, di cui consiglio vivamente la lettura, perchè si tratta di un testo scritto dodici anni fa nel quale è purtroppo racchiuso il nostro presente [cf. documento integrale, QUI].

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Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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«Le nostre sofferenze di oggi sono il preludio di quelle che subirete anche voi europei e cristiani occidentali nel prossimo futuro […] Ho perso la mia diocesi, il luogo fisico del mio apostolato è stato occupato dai radicali islamici che ci vogliono convertiti o morti. Ma la mia comunità è ancora viva. Per favore, cercate di capirci: i vostri principi liberali e democratici qui non valgono nulla. Occorre che ripensiate alla nostra realtà in Medio Oriente perché state accogliendo nei vostri Paesi un numero sempre crescente di musulmani. Anche voi siete a rischio. Dovete prendere decisioni forti e coraggiose, a costo di contraddire i vostri principi. Voi pensate che gli uomini sono tutti uguali, ma non è vero. L’Islam non dice che gli uomini sono tutti uguali. I vostri valori non sono i loro valori. Se non lo capite in tempo, diventerete vittime del nemico che avete accolto in casa vostra».

S.E. Mons. Amel Shimon Nona, Arcivescovo Metropolita di Mosul [vedere QUI]

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cavallo di troia arabo
il moderno cavallo di Troia

Ciò che oggi accade nel nostro Vecchio Continente parte da lontano e affonda le sue radici in una pianificata e metodica scristianizzazione scientifica dell’Europa, nella quale hanno giocato un ruolo determinante la Massoneria e il mondo dell’alta finanza appoggiate gioiosamente dalle frange dell’integralismo laicista. Privati di un’identità cristiana siamo stati infine consegnati nelle mani dei fondamentalisti islamici che una loro precisa identità ce l’hanno, per quanto satanica, ed intendono anche imporla in ogni modo; e riusciranno ad imporla.

In un mondo e in una Chiesa senza memoria presa a esaltare i “preti di strada” à la page, veri o presunti, si dimenticano, o forse proprio non si conoscono alcuni tra i più importanti documenti del magistero contemporaneo.

Per andare alla radice del problema degli attentati terroristici a Parigi basterebbe prendere visione di un testo del Santo Pontefice Giovanni Paolo II, che se letto oggi apparirà come una tragica profezia, come una vera e propria cronaca di una morte annunciata. Si tratta dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa del 2003, di cui consiglio vivamente la lettura, perchè si tratta di un testo scritto dodici anni fa nel quale è purtroppo racchiuso il nostro presente [cf. QUI].

eurabia francia
fantasia o futuro?

Inutilmente Giovanni Paolo II chiese l’inserimento di un richiamo alle radici cristiane dell’Europa nel preambolo del Progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa. Le diverse proposte in tal senso presentate da un gruppo di Paesi — Italia, Olanda, Polonia, Spagna ed Irlanda — non furono però mai accolte. Quando poi la bozza del testo in lavorazione fu discussa al Parlamento Europeo, un gruppo di parlamentari di orientamento cristiano, cattolici e non cattolici, propose un emendamento per richiedere l’introduzione di un riconoscimento delle radici cristiane del Vecchio Continente. La richiesta dovette però scontrarsi con un chiuso rifiuto capitanato dai Paesi della Scandinavia e del Nord Europa, i cui rappresentati al Parlamento Europeo erano un autentico brulicare di femministe furenti, di lesbiche inacidite e di omosessuali ideologici, tutti uniti da un unico comune denominatore: un “santo” odio per tutto ciò che era cattolico, il tutto col “sacro” suggello delle grandi Logge Massoniche.

eurabia sophie in t Veld
l’europarlamentare olandese Sophia In’t Veld, genderista e omosessualista radicale, espressione sociale e politica di un Paese nel quale – l’Olanda – si è giunti ad approvare persino l’eutanasia dei bambini ed a riconoscere il Partito dei Pedofili

Inquietante fu nel 2004 il caso del parlamentare Rocco Buttiglione, “bocciato” come commissario a giustizia, libertà e sicurezza perché obbligato a rispondere in aula ai quesiti della omosessualista olandese Sophia In’t Veld, la quale pretese di sapere cosa pensasse dell’omosessualità il candidato a questa carica [cf. filmato QUI, articoli QUI, QUI]. Questa parlamentare, all’epoca appena quarantenne, mise in atto una violenza: pretese infatti di leggere e quindi di giudicare la coscienza di un uomo colpevole di avere una fede cattolica come mai nessuno dei tanto recriminati giudici del vecchio tribunale della santa inquisizione ha mai fatto, sino a non facile prova contraria storica. E di fatto giudicò fuorilegge l’avere una intima coscienza cattolica, pur nel dichiarato rispetto umano e politico, da parte del diretto interessato, delle cosiddette diversità o delle libere scelte di sessualità alternativa fatte da adulti altrettanto liberi e consenzienti, dei quali né la Chiesa né i cattolici giudicano le coscienze, perché non è nostro potere farlo, poiché solo Dio può leggere e giudicare la profonda coscienza dell’uomo, non certo la deputata Sophia In’t Veld o chicchessia.

Questi stessi soggetti, non molti anni dopo, porteranno all’approvazione leggi contro ogni umana logica nel totale sprezzo del diritto naturale: il matrimonio tra coppie dello stesso sesso e la possibilità ad esse data di adottare bambini, di fabbricarseli con artifici genetici o di acquistarseli da uteri in affitto. Per seguire col “sacrosanto” diritto all’eutanasia, estesa di recente anche ai bambini, per seguire in un crescendo inarrestabile sino alla totale aberrazione: il riconoscimento in Olanda del Partito dei Pedofili [cf. QUI]. 

eurabia the economist
fantasia o futuro?

L’emendamento allora proposto da questo gruppo di Paesi che chiedevano un richiamo alle radici cristiane dell’Europa nel preambolo introduttivo, fu respinto con 283 voti contrari, 211 a favore e 15 astensioni. Il rifiuto si aggiunge a quello del 2001 da parte della Convenzione che ha redatto la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la quale si era trovata di fronte allo stesso problema. 

Negare le radici cristiane del nostro Vecchio Continente vuol dire negare la realtà per cieca ideologia, perché l’Europa è debitrice verso il Cristianesimo, a prescindere dal rifiuto di certi fondamentalismi laicisti. Il Cristianesimo ha dato infatti forma, significato e valori al nostro Continente. Le basi fondanti del suo stesso diritto procedono perlopiù dall’antico diritto romano il cui patrimonio giuridico fu salvato, conservato e trasferito nella gran parte dei sistemi giuridici moderni dal diritto ecclesiastico e dal diritto canonico. Lo stesso concetto di “persona giuridica” è stato ricavato da un’espressione dell’Apostolo Paolo — la Chiesa intesa come corpo di cui Cristo è capo e noi membra vive [cf. Col. 1,18] —, modulato nel XIII secolo dai glossatori bolognesi ed oggi presente come istituto giuridico in tutti i codici di diritto civile del mondo.

Eurabia Vignetta di Krancic
la realtà in una vignetta di Alfio Krancic

La parola Europa nasce nell’ambito monastico, ed il nostro Continente comincia ad assumere un’identità comune a partire dall’VIII° e IX° secolo attraverso la rete delle abbazie e dei monasteri benedettini, ed in seguito anche cistercensi, distribuiti in tutto il suo territorio, i quali favorirono tra il X° e l’XI secolo lo sviluppo di una comune cultura europea.

Negare tutto questo per furente e cieca ideologia laicista non può però portare sino alla negazione della maternità. È infatti indubbio che per l’antico diritto romano pater incertus est, ma solo cadendo nell’illogico si può giungere a negare la madre che ci ha partoriti, perché, al contrario del padre, lo stesso ius romanum afferma a rigore logico che mater semper certa est.

Tutti siamo rimasti profondamente toccati per i nuovi attentati a Parigi, non so però quanto ad essi possa far seguito quell’allarmata preoccupazione che dovrebbe portarci a delle soluzioni non più procrastinabili. Ancora una volta abbiamo assistito alla dichiarazione del “noi siamo tutti…“, perchè a ogni attentato terroristico accade ormai che «Siamo tutti newyorchesi sotto le macerie delle torri gemelle … siamo tutti londinesi … siamo tutti Charlie … siamo tutti parigini …». E in effetti siamo tutto, ma proprio tutto, fuorché noi stessi, anzi: seguitiamo a manifestare odio ideologico verso la nostra identità, che è storia viva dell’antico continente europeo nato dalle radici generanti della Madre Cristianità.

eurabia conquista di roma
la realtà in una vignetta di Alfio Krancic

Mentre dalla sala da concerti del Bataclan di Parigi non erano stati ancora estratti i cavaderi dei morti sotto i colpi dei fondamentalisti dell’Isis, un pianista si è messo a suonare fuori dallo stabile Image di John Lennon [cf. QUI]. Forse, in altri tempi e momenti il popolo avrebbe intonato l’Ave Maria di Lourdes; cosa oggi impensabile perché offensiva allo spirito di laicità e alla nuova religione atea della multiculturalità. Questo gesto riportato come commovente dalla stampa e dalle televisioni internazionali è invece tragico paradigma dell’inizio di una fine ormai irreversibile. Perché in verità quel pianista ha suonato la marcia funebre dell’Europa, scandendo al tempo stesso la marcia trionfale dei fondamentalisti dell’Isis. La ragione di questa mia affermazione è scritta tutta nelle parole di quella canzone qui riportate in fedele traduzione italiana:

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Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
nessun inferno sotto i piedi
sopra di noi solo il Cielo
immagina che la gente
viva al presente …

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace … [cf. testo originale, QUI]

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eurabia alfio krancic peace & love
la realtà in una vignetta di Alfio Krancic

Sui cadaveri dei morti uccisi dai fondamentalisti dell’Isis, la Francia della grandeur, nonché della liberté, egalité, fraternité, ha suonato un celebre inno all’ateismo scritto da un autore che i peggiori vizi li ha praticati tutti, compreso il satanismo. Pertanto, visto che da tempo ci piace dire «noi siamo tutti …», in modo realistico dovremmo dire: «Noi siamo tutti sepolti con i cadaveri dei morti ammazzati a Parigi», in una Europa ridotta a cimitero, a fossa comune della nostra cultura. E chi ci salverà dalla cultura di aggressione e di morte dei fondamentalisti islamici? Forse gli ideologi della cultura del gender e del gay pride che andranno contro i kalashnikov dei fondamentalisti islamici vestiti da farfalline variopinte, con i diti indice e medio levati al cielo a forma di “V”, gridando con voci in falsetto: peace&love ?

elthon John
questo non è il futuro, tanto meno il progresso dei popoli: questa è la fine, la morte e la sepoltura dell’Europa

Lungi da me fare il profeta di sventura, temo che il prossimo attentato sarà a Roma e che potrebbe essere particolarmente eclatante, perché rischia di colpire alcuni luoghi simbolo molto preziosi per l’intera Cristianità. Il rischio di dover raccogliere i cadaveri sotto le macerie di qualche storica basilica romana non è catastrofismo, ma fondata paura. A quel punto si rinnoverà il copione ormai consolidato: saremo tutti romani, sotto il pianto e il canto della laica liturgia senza fede e senza Dio, semmai con la presenza straordinaria del cantante Elthon John, del suo compagno e dei due bambini nati e acquistati da due uteri in affitto da questa coppia di celebri gay elevati a vessillo del legittimo sprezzo verso il poco che resta in Europa della famiglia, della maternità e della paternità, ma soprattutto del senso di umanità. E tutti assieme, i fratelli e le sorelle della nuova religione atea della multiculturalità canteranno peace&love sui cadaveri dei nuovi morti ammazzati, elevando delle preghiere senza Dio, quindi non a Dio ma a se stessi. E mentre l’uomo cerca spiegazioni e si da spiegazioni senza Dio e al di là di Dio, il commento a quanto accaduto era tutto scritto nel Vangelo del Signore Gesù Cristo proclamato nelle chiese cattoliche di tutto il mondo il 15 novembre del 2015, XXXIII domenica del tempo ordinario:

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+Dal Vangelo secondo Marco [13, 24-32]

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

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Vi segnaliamo dal nostro archivio alcuni vecchi articoli dei Padri dell’Isola di Patmos

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Giovanni Cavalcoli, OP

Uccidere in nome di Dio, riflessioni sull’Islam

[vedere QUI]

Ariel S. Levi di Gualdo

L’Aspirina dell’Islam moderato

[vedere QUI]

Giovanni Cavalcoli, OP

Musulmani e comunisti. Il caso della rivista Charlie Hebdo ed i limiti della satira

[vedere QUI]

Giovanni Cavalcoli, OP

La questione del monoteismo islamico

[vedere QUI]

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About isoladipatmos

10 thoughts on “La “Ecclesia in Europa”. Avremo un Giubileo della Misericordia affogato nel sangue dai terroristi dell’ISIS ?

  1. Gentilissimo Padre Ariel.
    Leggo i suoi scritti e quelli del padre domenicano Giovanni Cavalcoli da un anno e, ogni mese, cerco di inviarvi un piccolo contributo, ed invito con anche gli altri lettori (sembra molto numerosi) a farlo, perché avete bisogno di essere sostenuti. Il vostro lavoro va sostenuto per noi, non per voi!
    Ho 45 anni, sono giunto in Italia da un paese arabo all’età di 4 anni. Ho fatto tutte le scuole in Italia, dalle elementari all’università, poi le due specializzazioni cliniche. Lei sa che sono medico specialista, ma lo preciso ai lettori che non possono conoscere i miei trascorsi che lei conosce bene. Sono cittadino italiano e sono sposato da 16 anni con una italiana, di famiglia cattolica praticante.
    I miei genitori non erano musulmani praticanti, e io, adolescente, cominciai a frequentare l’oratorio, e a 15 anni chiesi di essere battezzato. Ho ricevuto il battesimo la notte di Pasqua, poi la
    Comunione e la Cresima. I miei tre figli frequentano la scuola cattolica.
    Dalla città dove vivevamo ci siamo trasferiti perché causa presenza sempre più massiccia di immigrati musulmani ho cominciato a ricevere minacce. Le minacce mi hanno seguito anche nella nuova città. Alla fine ci siamo trasferiti fuori dall’Italia, dopo che due tunisini spaventarono mio figlio maggiore, 12 anni, mentre giocava nel campo di calcio con altri amici.
    L’Italia è il mio paese, ne sono cittadino, vi sono cresciuto, ci ho studiato, mi ci sono sposato, vi ho svolto la mia professione. Ma qualcuno, senza conoscermi, decise di prendersela con me perché colpevole di essere “nato musulmano” e diventato cristiano cattolico.
    Se le capita di parlare con il cardinale di Lampedusa che continua a parlare di accogliere molti di quelli per i quali ho dovuto lasciare il mio paese per non correre potenziali rischi, la prego, gli dica due parole come lei sa fare …
    Grazie padre, spero un giorno di averla ospite della mia famiglia, la aspettiamo.

    1. Lavorando nel settore petrolifero ho passato qualche anno della mia vita nei paesi arabi, di cui un paio in Arabia Saudita. Avendo conosciuto da vicino la cultura islamica, sono ancora più preso da ammirazione per il coraggio, un coraggio veramente cristiano, dell’autore della “Lettera Firmata”: non ho bisogno purtroppo di ricordare cosa rischia chi abbandoni la religione di Maometto. Non potendo stringergli la mano ed esprimergli di persona la mia stima, posso però pregare per lui e per la sua famiglia.
      Ho conosciuto anche qualche musulmano non praticante che guarda con interesse, se non con simpatia, alla Chiesa. In particolare tra gli Iraniani, che più sentono il peso di quel regime di pazzi fanatici che li governa, ho notato quasi una “vicinanza” al cristianesimo, che a volte mi farebbe quasi sperare in uno spiraglio aperto alla conversione. Dalla mia piccola visuale vorrei evidenziare a questo proposito due aspetti fondamentali:

      – per chi come loro guarda il cristianesimo senza ostilità, ma comunque “da fuori”, il cristianesimo è la Chiesa Cattolica. Non hanno la benchè minima considerazione (giustamente) per le varie comunità o conventicole della galassia protestante.

      – il secondo aspetto che ho notato parlando con musulmani non praticanti (come dicevo, Iraniani in particolare) è che la Chiesa ha le potenzialità per attrarli a sè solo quando “fa il suo mestiere”, solo quando si presenta con l’autorità, la tradizione, e i riti della Chiesa Cattolica. Noi che viviamo la realtà della Chiesa da dentro forse non ce ne rendiamo conto appieno; ma chi sta fuori e guarda alla Chiesa con interesse, non vuole trovare una ONG all’acqua di rose, non vuole una fotocopia della Croce Rossa Internazionale. Il messaggio Cristiano passa quando viene proposto dalla Mater et Magistra, con paternità, dolcezza e fermezza insieme.
      Non annacquiamo il vino del Vangelo in un generico buonismo: non è un buon servizio a tante anime che sarebbero forse pronte ad un cammino di conversione.

  2. Invio questo commento all’articolo di Padre Ariel (Ecclesia in Europa), e a quello di Padre Giovanni (Islamismo e il mistero cristologico)

    … allora, carissimi Padri, alcune settimane fa sono venuto ai ferri corti con il mio vescovo, perché quando dall’ … iperuranio di Santa Marta fu diffusa richiesta di ospitare una famiglia di profughi in ogni parrocchia, prima di tutto io risposi che la mia, come molte altre parrocchie, sono, di questi tempi, in viaggio sui “numeri rossi” e costrette a dimenarsi tra debiti e pagamenti. Risposi che però, con piacere e sacrificio, avrei potuto ospitare, con l’aiuto dei parrocchiani (accoglienti e generosi dinanzi a casi umanitari) una famiglia di cattolici siriani perseguitati dagli integralisti islamici, ma non avrei mai ospitato, mai, nella parrocchia a me affidata, una famiglia di mussulmani.
    Nel nostro nord-est Italia la gente è molto colpita da un esercito di solari falsi profughi, sbarcati a Lampedusa e giunti fin quassù da noi, che sono tutti aitanti e forti, giovani e in perfetta salute fisica, che battono i piedi in modo arrogante, che gettano via cibi di qualità ad essi offerti … e che tutti, di rigore tutti, sono mussulmani. Forse perché i pochi cristiani a bordo dei barconi li hanno gettati a mare prima dell’arrivo?
    Quando il vescovo, arrabbiato, mi ha detto “lo vuole il Santo Padre”, ho risposto “non stiamo a parlare della applicazione dottrinale di un dogma di fede, se quindi li vuole, se li metta in casa lui”.
    Risultato? La minaccia di rimuovermi dalla parrocchia se “non ti metti in riga”.
    Ho saluto il vescovo dicendo che “a mettere in riga un prete ci vuol poco, è che, purtroppo, non riusciremo a mettere in riga questo esercito che ci sta invadendo giorno dietro giorno”.
    A voi, Padri, qualcuno non vi ha ancora minacciati di mettervi in riga, per ciò che di sacrosanto scrivete?

    Don Pier Paolo

    1. Caro Confratello.

      Condivido la tua amarezza capendone tutti i problemi di fondo. Ormai la cosa è fatta, ma se tu me ne avessi parlato prima ti avrei suggerito di agire in modo molto più ironico. Per esempio: potevi offrirti di ospitare non una ma tre famiglie, non però nella tua parrocchia ma nel palazzo vescovile, dopo esserti offerto di recarti presso lo stesso, con un gruppo di parrocchiani volontari, a rimuovere crocifissi, statue della Vergine Maria e dei Santi vari, affinché il sensus fidei dei suscettibili maomettani non fosse turbato dai simboli della nostra “fede idolatra”, ed affinché avessero potuto pregare sui tappeti in direzione della Mecca nei saloni del vescovo.
      Insomma, a mio parere, ciò che in sé e di per sé non è serio, non và preso sul serio, all’occorrenza andrebbe preso in giro.

  3. Quante serpi in seno!
    Favola di Esopo (VI secolo a.C.) Un vecchio contadino durante la stagione dell’inverno, avendo trovato una serpe intirizzita dal freddo e avendone avuto compassione, la prese e se la mise in seno. Quella poi, riscaldandosi e riprendendo la propria natura, ferì il benefattore e lo uccise. Allora lui morendo disse: “Ho quello che mi merito, poiché ho avuto compassione di quella malvagia”. Morale: La favola mostra che i malvagi sono immutabili, anche se sono trattati con estrema bontà.

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