«Comunión de vueltos a casar hace no afecta la doctrina pero disciplina»

«COMUNIÓN DE VUELTOS A CASAR NO AFECTA LA DOCTRINA PERO SI LA DISCIPLINA»

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Autor de la isla de Patmos Editorial
Autor
Redacción
Isla de Patmos

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Andrea Tornielli
el escritor y periodista Andrea Tornielli, el Diario Vaticano La Stampa

El corresponsal sobre el vaticano de La Stampa Andrea Tornielli ha publicado hoy en Vatican Insider la entrevista con uno de los padres de’Isla de Patmos. Respondiendo a sus preguntas el teólogo dominico Giovanni Cavalcoli aclara uno de los problemas objeto de debate y de la fuerte controversia, sobre todo fuera del Sínodo sobre la familia.

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Para leer la entrevista hacer click Aquí

 

 

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Acerca de La Isla de Patmos

9 comentarios sobre "«Comunión de vueltos a casar hace no afecta la doctrina pero disciplina»

  1. Comunión a los divorciados y vueltos a casar las personas profanan tres sacramentos (Penitencia, Eucaristía,Matrimonio) y Carlson (ya no parte de la iglesia católica) tener el coraje de decir que sería sólo una medida disciplinaria: pero ya el Carr en vez de usar tantas palabras no claramente dice que él y Ariel están en la línea del hereje Kasper (Él no es parte de la iglesia católica) y luego el otro jefe hereje Bergoglio? por lo menos ahorraría la confusión para considerar a estas personas en la iglesia de Cristo.

  2. http://blog.messainlatino.it/2015/10/ma-e-proprio-padre-cavalcoli.htm
    DANTE escribe:
    Es difícil creer que una entrevista similar puede han sido realmente emitida por uno de lo más intransigente fustigatori de Karl Rahner;
    Ideas sorprendentes y contradictorias sobre la
    la existencia de un "estado de pecado mortal"
    las disposiciones de la penitente,
    Sagrada tradición
    Disposiciones espirituales para acceder a la comunión no son reconocidas como "normas morales" están profundamente arraigadas en la Sagrada Escritura (como enseña el Magisterio de la iglesia de la vida, cf.. Apost. apost. Familiaris consortio, n. 84: AAS 74 (1982) 185), pero se reducen a "normas pastorales y litúrgicas".

    Sólo palabras de una “amigo” decepcionado?

  3. Rev.padre,
    humildemente, facendola mia, Le sottopongo questa preoccupante domanda del
    http://www.iltimone.org/33771,News.html

    È POSSIBILE CANONIZZARE UN PAPA E DOPO UN ANNO GETTARE AL MACERO IL MAGISTERO SULL’EUCARISTIA SUO E DEI PREDECESSORI, PADRI DELLA CHIESA INCLUSI?

    Y’ probabile che anche Ella abbia collaborato alla stesura dell’Encilica di san Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia, 17 Abril, Giovedì Santo, curso 2003, Anno del Rosario

    36. 3 In questa linea giustamente il Catechismo della Chiesa Cattolica stabilisce: «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla comunione». Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale».

    Che può pensare un misero peccatore confuso?

  4. Además:
    http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/intrptxt/documents/rc_pc_intrptxt_doc_20000706_declaration_it.html

    Solo qualche citazione:

    Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che: «Non siano ammessi alla sacra Comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l’irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» (lata. 915). Negli ultimi anni alcuni autori hanno sostenuto, sulla base di diverse argomentazioni, che questo canone non sarebbe applicabile ai fedeli divorziati risposati
    1. La prohibición establecida en ese canon citado, por su naturaleza, Se deriva de la ley divina y trasciende el ámbito de las leyes eclesiásticas positivas: éstas no pueden introducir cambios legislativos que se opongan a la doctrina de la Iglesia…
    2. Qualunque interpretazione del can. 915 che si opponga al suo contenuto sostanziale, dichiarato ininterrottamente dal Magistero e dalla disciplina della Chiesa nei secoli, è chiaramente fuorviante. Non si può confondere il rispetto delle parole della legge (cf.. lata. 17) con l’uso improprio delle stesse parole come strumenti per relativizzare o svuotare la sostanza dei sacramenti.

    "[en el] caso di un divorziato, risposato civilmente, che ha ritrovato la fede a giochi fatti: ipotizziamo sia stato abbandonato dalla moglie, che si sia risposato con l’errata idea di rifarsi una famiglia, e che non possa più ritornare con la prima vera unica moglie (magari questa si è riaccompagnata con un altro uomo e ha avuto dei figli da lui); questo fratello, pur pregando e partecipando attivamente alla vita della parrocchia, benvoluto dal parroco e da tutti i fedeli, consapevole del suo stato di peccato e neppure ostinato a volerlo giustificare, vive more uxorio con la moglie sposata civilmente, non riuscendo a vivere con lei come fratello e sorella. En este caso, la scelta di accostarsi alla nuova moglie è un atto perfettamente libero e consapevole, e quanto detto dal § 1735 del Catechismo della Chiesa Cattolica non si può applicare nel modo più assoluto.”

    Una efficace confutazione degli argomenti di padre Cavalcoli mi pare si trovi qui:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351141

    Consejo, entre otras, questi passaggi:
    “Va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti, dato che «l’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate» da diversi «fattori psichici oppure sociali» (Catecismo de la Iglesia Católica, 1735)".

    In queste ultime righe del § 122 dell’”Instrumentum laboris”, si rimanda al § 1735 del Catechismo della Chiesa Cattolica per suffragare “la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti”, in vista di un’eventuale ammissione ai sacramenti dei “divorziati risposati”. Che cosa dice in realtà il § 1735 del Catechismo? Leggiamolo per intero:

    “L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali”…

  5. Cito a difesa di p.Cavalcoli
    L’infallibilità riguarda le cose di morale e fede non di pastorale. i documenti del Vaticano II non sono investiti da infallibilità lì dove si parla di pastorale.
    Puede Ser, p. Cavalcoli. tradizionalista da sempre, come dice l’articolo, voleva esprimersi in termini di guida privata delle anime. Una convivenza non è un bene per la coppia, ma se i due hanno dei figli, questi devono essere educati. Vero che i due potrebbero vivere in continenza ed educare i figli come marito e moglie lì dov’è possibile e sempre lì dov’è possibile portare avanti le richieste di riconoscimento di matrimonio nullo.
    De un vistazo::
    a) il Magistero, la Tradizione e la Scrittura non cambiano
    segundo) la norma DEVE essere restrittiva il più possibile
    (c)) in confessionale o nella guida privata dell’anima bisogna andare a scandagliare, verificare, sondare e guidare passo passo l’anima: 1) ove possibile far cessare la convivenza; 2) ove non fosse possibile (niños, questioni economiche, malattie gravi e cura del compagno) verificare il matrimonio precedente (se celebrato in Chiesa) e richiederne la verifica /nullità; 3) verificare il reale pentimento del torto fatto o subito.

  6. Rev. Padre,
    il suo giovane confratello P. Thomas Michelet Op in un’intervista pubblicata oggi
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nessuno-puo-modificare-la-legge-divina-per-questo-non-e-lecita-leucarestia-ai-divorziati-14148.htm

    ad una veloce lettura mi sembra esprimere una posizione differente rispetto alla sua. Nell’articolo viene citato un di lui recente e più ampio studio sul tema pubblicato da
    http://novaetvetera.ch/index.php/fr/la-revue/a-la-une/40-synode-sur-la-famille-la-voie-de-l-ordo-paenitentium

    che mistudieròin serata.
    Valuterò se porle altri quesiti, qualora qualcosa non mi fosse chiaro.

    Grazie infinite.

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