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Carlo Magno: in risposta alla Lettera al Popolo Santo di Dio del 20 agosto 2018

26 Agosto 2018/in Attualità/da Redazione

La penna d’oca di Carlo Magno

CARLO MAGNO: IN RISPOSTA ALLA LETTERA AL POPOLO SANTO DI DIO DEL 20 AGOSTO 2018

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[…] per timore e fellonia, ma ancor più per diretta e abominevole complicità, non si è voluto dire che ― per la stragrande maggioranza dei casi del passato remoto, di quello prossimo e, ahinoi, del tragico presente, gli «untori» hanno un nome e un cognome: sono ― in grandissima parte dei casi ― persone di radicate tendenze omosessuali che esercitano senza ritegno la loro omosessualità, con l’aggravante di usare il prestigio della loro condizione sociale ed ecclesiastica.

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Autore
Carlo Magno *

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PDF  articolo formato stampa
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Io accuso

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Io Karl der Große, noto come Carolus Magnus, meglio conosciuto universalmente  come Carlo Magno, battezzato nella fede in Cristo Gesù nella Santa Madre Chiesa Cattolica nella Città di Aquisgrana, in un giorno di non pochi anni fa, correndo all’epoca l’Anno del Signore 742; io che dunque a buon e legittimo titolo scrivo quest’atto di accusa; che sono parte di quel Corpo Mistico e Storico che solo è di Cristo, e del quale mi reputo con convinzione «la meno onorevole delle sue membra» ma che proprio per questo umilmente credo che, come scrive l’Apostolo «Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre» [I Corinzi 12, 24-25].

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Io accuso

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perché è giunto il tempo che anche il più infimo dei credenti in Cristo ma figlio di tal nobile Madre che è la Santa Chiesa di Dio, alzi la sua voce rispettosa ma decisa, senza false remore di riverenza o di compiacenza: perché se noi e anch’io tacessi «grideranno le pietre» [Luca 19, 40].

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Io accuso

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perché nella lettera al Santo Popolo di Dio del 20 agosto scorso [vedere testo, QUI], ancora una volta si getta la pietra nascondendo la mano; e si è gridato ― come tutti i demagoghi fanno davanti alle tragedie ― «Tutti colpevoli, nessun colpevole!».

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Io accuso

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perché ancora una volta non si è voluto, non si è osato, ma si sono deliberatamente e sconciamente nascosti la colpa e i colpevoli. Di più, si è additato al Santo Popolo di Dio un misterioso untore: il «clericalismo». Peccato, che quando un qualsivoglia essere razionale ricerchi un qualche significativo nome di cotanto untore si debba arrendere a questo ben diverso identikit: clericalismo indica un agire in senso politico che mira alla salvaguardia e al raggiungimento degli interessi del Clero e, conseguentemente, si concretizza nel tentativo di indebolire la laicità di uno Stato attraverso il diretto intervento nella sfera politica e amministrativa [cfr. inter alia: The Cambridge Dictionary of Philosophy].

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Io accuso

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per timore e fellonia, ma ancor più per diretta e abominevole complicità, non si è voluto dire che ― per la stragrande maggioranza dei casi del passato remoto, di quello prossimo e, ahinoi, del tragico presente, gli untori hanno un nome e un cognome: sono ― in grandissima parte dei casi ― persone di radicate tendenze omosessuali che esercitano senza ritegno la loro omosessualità, con l’aggravante di usare il prestigio della loro condizione sociale ed ecclesiale. Con l’aggravante, ancor più abominevole, di agire verso vittime indifese e, soprattutto, nella loro disponibilità pastorale.

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 Io accuso

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ancora una volta miseramente si è voluto nascondere la realtà al mondo, ma soprattutto al Santo Popolo di Dio. Forse a se stessi e alla propria corte di adulanti untori. No! Non siamo, ancora una volta per la grandissima parte dei casi di fronte a fatti di pedofilia, perché «pedofilia indica un disturbo psichiatrico di una persona adulta o di un adolescente che prova una primaria e/o esclusiva attrazione per bambini e bambine pre-pubescenti» [Helen Gavin, Criminological and Forensic Psychology, 2013, p. 155].

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 Io accuso

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si sa e, testardamente, non si vuol dire, che la grandissima maggioranza delle vittime erano degli adolescenti maschi post-pubescenti, vale a dire già in grado di vivere quella sessualità che «esercita un’influenza su tutti gli aspetti della persona umana, nell’unità del suo corpo e della sua anima. Essa concerne particolarmente l’affettività, la capacità di amare e di procreare, e, in un modo più generale, l’attitudine ad intrecciare rapporti di comunione con altri» [Catechismo della Chiesa Cattolica, 2332].

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Io accuso

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gli orchi non sono sconosciuti: hanno un nome, un cognome e una ben definita attività sessuale! Le vittime, pure, non sono ignote! Non sono bambini ― per Dio! ―  in grandissima se non quasi assoluta parte sono adolescenti! E questa non è un’attenuante, bensì una nefasta aggravante! I bambini vanno difesi per la loro gracilità fisica ad opporsi all’altrui forza e perché non in grado ancora pienamente di distinguere il bene e il male. Gli adolescenti, ancor più vanno difesi e protetti, perché in loro già c’è la facoltà, seppur non pienamente sperimentata, di distinguere il nero e il bianco, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, il bene e il male, in ultima analisi quella distintiva e unica facoltà dell’essere vivente razionale di essere logico, sulla base di quel principio di non-contraddizione che ben prima di appartenere alla grande Logica Aristotelica è inscritto nella natura stessa di quell’ «uomo vivente che è la gloria di Dio» [S. Ireneo, Adversus Haereses 4, 20, 7].

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Io accuso

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Sì, gli adolescenti non sono pupazzi dispettosi ma meravigliose creature aperte e disponibili al progetto magnifico e originale di Dio Creatore, che se con la sua sola voce ha creato ogni cosa visibile e invisibile, per l’uomo si è dato a opera assai più complessa e articolata persino per la Sua Onnipotenza: «E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”» [Genesi 1, 26-28].

Ebbene, sì! I bambini non potranno mai pienamente capire il senso ultimo di questa rivelazione fatta all’Umanità intera. Gli adolescenti, invece, ne possono pienamente comprendere la portata esistenziale, intellettuale e spirituale. Solo un adolescente di fronte a questo magnifico e meraviglioso scenario di vita, di senso e verità potrà esclamare con Davide: «Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare che percorrono le vie del mare. O Signore nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra» [Salmo 8].

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Io accuso

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non basta, infatti, cominciare a chiamare le cose col loro nome esatto per poter agire, bisogna avere il coraggio di cominciare a cacciare dalla Santa Vigna del Signore i tanti cinghiali che la devastano e i tanti altri che sono stati fatti entrare con compiacenze e favoritismo superiori. Questo chiede il Popolo Santo di Dio!

Il Buon Pastore conosce le sue pecore e le sue pecore conoscono Lui [cfr. Giovanni 10, 14]; ma, «il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore» [Giovanni 10, 12-13].

La Misericordia e la Carità, sono solo banali sentimenti e non virtù pienamente cristiane se dissociate dalla verità: «fare la verità nella carità e vivere la carità nella verità» [cfr. Efesini 4,15]. «La verità va cercata, trovata ed espressa nella economia della carità, ma la carità a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verità» [Benedetto XVI, Caritas in Veritate, 2]. Con i lupi, per il bene del Popolo Santo di Dio, insieme ai lupi bisogna ora cacciare i tanti mercenari e il Mercenario che li ha fatti entrare, nutriti di prebende ecclesiastiche, autori di malfatti nefandi e abominevoli e di alto tradimento di Cristo e del Suo Popolo Santo!

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 Io accuso

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perché nessuno che ne ha autorità ha scacciato i cinghiali dalla Santa Vigna del Signore, anzi di nuovi e ancor più pericolosi ne ha fatti introdurre non per negligenza ma per furbesca volontà di crearsi una corte di impudichi e timorosi obbedienti. No, non basta dire: «Chi sono io per giudicare?»! Anche in questo caso non basterà furbescamente ignorare chi è chi nel polipo infetto e letale che si è annidato nella Santa Chiesa di Dio. No, non basterà furbescamente ignorare che proprio la loro debolezza morale li spinge a una cerchia di amicizie, consorterie, cordate, lobby per auto-proteggersi, auto-preservarsi e, soprattutto, auto-promuoversi.

Nomi e cognomi, cariche e dignità sono arcinote! E, ora, si vuole forse far finta di niente o furbescamente inventarsi nuove definizioni per non chiamare le cose col loro nome?

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Io accuso

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per certi demoni non bastano digiuno e preghiera, come fece Gesù bisogna chiedere come si chiamano: «Gli diceva, infatti, Gesù: «Esci, spirito immondo, da quest’uomo!”. E gli domandò: “Come ti chiami?”. “Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti”» [Marco 5, 8-9]. E indicarli a tutti, per nome e cognome, perché mai più insidino la Santa Chiesa di Dio.

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Io accuso

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per certi demoni e venditori del Tempio non bastano digiuno e preghiera, bisogna scacciarli fuori, rovesciare i loro tavoli di menzogne, buttare a terra le comode sedie del potere ecclesiastico che indegnamente occupano, e rivendicare con forza senza paure e reticenze la santità della Casa di Dio. «Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”» [Marco 11, 15-19].

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Io accuso

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per certi demoni e peccati serve la lucida forza della Verità che è Cristo stesso! Questo chiede il Santo Popolo di Dio: un Popolo che non appartiene ad alcun Popolo, che nasce dall’alto «dall’acqua e dallo Spirito», che ha per solo Capo Gesù il Cristo, per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo, per fine il Regno che Dio stesso ha già inaugurato fra noi [cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 782].

Questo Popolo Santo è ben diverso e distinto dalle categorie mitiche del populismo dispotico sudamericano, per questo alcuni né lo possono veramente conoscere né tanto meno lo amano!

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Io accuso

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per certi demoniaci operatori del male non bastano digiuno e preghiera, serve Giustizia, non solo per gli atti nefandi e abominevoli che hanno compiuto e compiono; ma anche per sanare le piaghe sanguinanti che hanno aperto nella Santa Chiesa di Dio. Non bastano vergogna e pentimento! La Santa Chiesa di Dio non è nè povera né dei poveri. Di Dio solo è! E infinitamente ricca e sovrabbondante della sua Grazia è!

Chi predica il contrario non esita poi a sborsare somme miliardarie per pagare accordi extra-giudiziali ed evitare la giustizia umana a prelati e religiosi potenti o ben protetti.

Anche quel denaro così usato non era e non è dei chierici, ma del Popolo Santo di Dio che generosamente lo offre per garantire che si compia il mandato stesso di Cristo: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,  insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» [Matteo 28, 18-20].

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Io accuso

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l’attuale oscura e tragica pagina di cronica, si inscrive a giusto e pieno titolo negli ultimi cinque anni di una scellerata predicazione tesa solamente alla ricerca di un mondano consenso, come se la Verità dipendesse dai sondaggi di gradimento. Cinque anni del clericalismo più bieco che la Storia della Chiesa abbia mai conosciuto. Dove, vescovi e preti si sono arrogati di decidere quale politico è buono o cattivo, quale governo va bene o male, quale despota è saggio e quale solo un despota è, quale scelta politica è legittima e quale no; e, persino, quale risorsa energetica è utilizzabile oppure no …

E tutto ciò, ben inteso, non alla luce di Scrittura e Tradizione, ma sulla base di convenienze mondane!

Cinque anni dove le indicazioni operative già pensate e saggiamente elaborate negli anni precedenti e alla luce degli scandali della stessa natura già patiti dalla Chiesa sono state scandalosamente accantonate e insabbiate.

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Io accuso

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l’attuale miseranda condizione della Santa Chiesa di Dio è diretta conseguenza anche di questi ultimi cinque anni di odioso clericalismo, dove scelte e posizioni di responsabilità sono state affidate solo a chi meglio scimmiotta il Principe e fa a gara per confondere, sviare, snaturare anch’egli alla ricerca di una riga in pagina di cronaca locale.

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Io accuso

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la perniciosa erezione nel cuore stesso della Santa Chiesa di Dio di un nuovo e idolatrico Moloc del religiosamente corretto, secondo l’ancora dominante cultura radical-chic di fabbrica onusiana, e del pastoralmente alla moda.

A questo Moloc i nuovi sacerdoti della pretesa nuova chiesa non esitano sacrificare millenni di riflessione filosofica e teologica, secoli di tradizioni e quell’abbondante tesoro di Grazia che abita il Popolo Santo di Dio.

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Io accuso

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a questo nuovo Moloc si è già impunemente e sacrilegamente immolato lo stesso Dio Cristiano che è Unico e Solo, il Dio di Gesù Cristo: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto Chi ha visto me ha visto il Padre» [Giovanni 14, 6-10].

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Io, ancora e infine, accuso

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e questa è l’accusa più pesante e criminale, che chi ha oggi le più alte responsabilità nella Santa Chiesa di Dio di pensare come Pietro prima della sua piena e completa conversione: «Lungi da me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» [Marco 8, 33].

Cinque anni, questi ultimi, disperatamente impiegati a costruire un’altra chiesa a immagine e somiglianza dei potenti di turno. Fatica sprecata, i frutti di tanto diabolica opera si raccolgono e raccoglieranno ancora tanto copiosi.

Resta e solo ancora il buon Popolo Santo di Dio, tuttavia, «dove il padrone di casa estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» [Matteo 13, 52]. E resta con l’assoluta certezza di avere un solo Capo «Cristo risuscitato dai morti che non muore più; la morte non ha più potere su di lui» [Romani 6, 9], né sulla Sua Santa Chiesa Sposa che Cristo «ha amato e per la quale ha dato se stesso, al fine di renderla santa» [Efesini 5, 25-26], che si è associata con patto indissolubile e che incessantemente «nutre e cura» [Efesini 5, 29].

 

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 da Aquisgrana all’Isola di Patmos, 21 Agosto 2018

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* Sotto lo pseudonimo di Carlo Magno si cela un battezzato cattolico, giurista, politologo, filosofo, esperto di relazioni internazionali e diplomatiche che per lunghi anni ha ricoperto numerosi alti uffici in importanti organizzazioni internazionali inter-governative.  

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Questo testo è stato consegnato a L’Isola di Patmos giorni prima della pubblicazione della testimonianza di S.E.R. Mons. Carlo Maria Viganò, pubblicata oggi domenica 26 agosto 2018 [cf. QUI].

 

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