L’eresia lefebvriana e lo stato di peccato mortale
L’ERESIA LEFEBVRIANA E LO STATO DI PECCATO MORTALE
[…] chi partecipa alle liturgie celebrate da questi vescovi e sacerdoti sprezzanti l’autorità della Chiesa ed il suo magistero e per questo sempre sottoposti a regime di sospensione; chi da loro riceve i Sacramenti; chi attraverso libri, attività pubblicistiche, conferenze e varie forme di propaganda appoggia all’interno del mondo cattolico la causa dei lefebvriani o promuove come valide le loro interpretazioni ereticali e quelle del loro fondatore; chi semina gravi errori tra il Popolo di Dio affermando che il Sommo Pontefice Francesco è «espressione dell’eresia modernista» e che il Vescovo Marcel Lefebvre avrebbe agito in «legittimo stato di necessità contro il Concilio Vaticano II e contro i Sommi Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, come a suo tempo agì Sant’Atanasio di Alessandria contro l’eresia ariana»; non deve considerarsi affatto un difensore della vera Tradizione cattolica bensì un’anima in stato di peccato mortale.
Gentile Padre Ariel.
Non partecipo da anni alla Messa secondo il novus ordo. Non intendo polemizzare, anche se non sono d’accordo con molte cose che lei, in modo duro, il Padre Giovanni Cavalcoli, con stile più soft ma anch’esso duro, avete scritto sui tradizionalisti. Vi seguo lo stesso volentieri, essendo voi persone di profonda preparazione. Le domando: perché negli ultimi tempi lei se l’è presa così duramente con i Lefebvriani e la Fraternità di San Pio X? Sono un cattolico che da anni partecipa ogni domenica alle loro celebrazioni ad Albano, perché mi sento a mio agio con il rito antico e non con le pagliacciate che dobbiamo subire in molte chiese conciliariste. Ne sono contento e esco in pace con la mia coscienza dalla Messa. Dov’è il problema? E poi, Benedetto XVI, non gli ha forse ritirato anche la scomunica? — Andrea B. (Castel Gandolfo)

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo
Rispondo mettendola anzitutto sull’avviso che non deve sentirsi in pace con la sua coscienza e per replicare ai suoi quesiti userò parte di un testo che il teologo domenicano Giovanni Cavalcoli ed io abbiamo scritto di recente, traendo da esso i necessari elementi utili per illuminarla.

L’arcivescovo scismatico Marcel Lefebvre [1905-1991]
La Fraternità San Pio X costituisce un grave problema sia dottrinale che canonico. È vero che il Romano Pontefice ha liberato i quattro vescovi illecitamente consacrati da Marcel Lefebvre dal peso della scomunica, al fine di istaurare un dialogo per una loro piena riammissione nella comunione della Chiesa, ma non va dimenticato che allo stato attuale, i Vescovi ed i sacerdoti da loro ordinati, rimangono di fatto validi ma illeciti, vale a dire sospesi ipso facto dall’ordine che hanno ricevuto validamente ma illecitamente [Cf. Codice di Diritto Canonico, cann. 1382, 1383, 1015], il tutto in virtù della sussistenza di gravi problemi dottrinali irrisolti, come ha precisato nel marzo del 2009 il Sommo Pontefice Benedetto XVI affermando che costoro «Non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa» [testo QUI].

Marcello Semeraro, vescovo della Diocesi di Albano
È vero, la Chiesa ha tolto la scomunica, ma lo ha fatto per sollecitare questi scismatici al rientro nella piena comunione con Roma; non ha però mai annullata la sospensione basata non su questioni disciplinari ma su gravi problemi dottrinari. Pertanto è nostro obbligo ricordare ai fedeli che non è a loro lecito ricevere i Sacramenti da questi sacerdoti, come di recente ha ribadito il Vescovo di Albano Laziale S.E. Mons. Marcello Semeraro, sul cui territorio canonico ha sede il distretto italiano dei lefebvriani, presso i quali lei partecipa illecitamente a liturgie celebrate in totale disobbedienza alla Chiesa ed alle disposizioni date dall’Ordinario Diocesano che in un suo decreto ha precisato e chiarito:
«Qualunque fedele cattolico che richiede e riceve Sacramenti nella Fraternità San Pio X si porrà di fatto nella condizione di non essere in comunione con la Chiesa Cattolica. Una riammissione nella Chiesa Cattolica dovrà essere preceduta da un adeguato percorso personale di riconciliazione, secondo la disciplina ecclesiastica stabilita dal vescovo» [vedere QUI – in fondo integrale riproduzione del documento].
Solo nel caso in cui un fedele cattolico fosse in pericolo di morte può essere validamente assolto da un sacerdote della Fraternità San Pio X, perché la Chiesa, sollecita della salvezza eterna di tutte le anime, in quel caso autorizza qualunque sacerdote, incluso un chierico sospeso a divinis, o persino scomunicato e ridotto allo stato laicale, a dare validamente l’assoluzione sacramentale [Codice di Diritto Canonico, can. 1335].
L’errore fondamentale del Vescovo Marcel Lefebvre, dal quale seguono tutti quelli dei suoi seguaci e simpatizzanti, è l’ostinata accusa rivolta al Concilio Vaticano II di «aver falsificato la Sacra Tradizione» [vedere QUI]. Una simile accusa è implicitamente ed esplicitamente di per sé eresia, giacché suppone che col Concilio la Chiesa sia uscita dal sentiero della verità rivelata, cosa che a sua volta implica la sfiducia che il Concilio, nello stabilire le sue dottrine, sia stato assistito dallo Spirito Santo, contro la promessa fatta dal Signore alla sua Chiesa di condurla alla pienezza della verità.

il vescovo scismatico Bernard Fellay, illecitamente consacrato da Marcel Lefebvre nel 1988 ed attuale superiore generale della Fraternità San Pio X
La mia risposta è pertanto oggettiva poiché basata sugli atti dei Pontefici, sulle direttive emanate nel tempo dai competenti dicasteri della Santa Sede, sui criteri della solida dottrina cattolica e del diritto canonico, non certo su umori o valutazioni meramente soggettive. E la risposta che un sacerdote ed un teologo deve dare per imperativo di coscienza è la seguente: chi semina gravi errori tra il Popolo di Dio affermando che il Sommo Pontefice Francesco è un eretico modernista [vedere QUI, QUI] e che il Vescovo Marcel Lefebvre avrebbe agito in legittimo stato di necessità contro il Concilio Vaticano II come a suo tempo agì Sant’Atanasio di Alessandria contro l’eresia ariana; chi da loro riceve i Sacramenti, fatto salvo il disposto del canone 1335; chi all’interno del mondo cattolico semina tra il Popolo di Dio il veleno dell’errore attraverso libri, attività pubblicistiche, conferenze e varie forme di propaganda a favore della causa dei lefebvriani o promuove come valide le loro interpretazioni ereticali e quelle del loro fondatore; non può considerarsi affatto un difensore della vera Tradizione cattolica ma un’anima in stato di peccato mortale.

Il Santo Padre Francesco mentre amministra una confessione
La invito pertanto a rivolgersi quanto prima ad un confessore per chiedere l’assoluzione previo suo pentimento e fermo proposito di non frequentare più le istituzioni e le liturgie celebrate da vescovi e sacerdoti non in comunione col Romano Pontefice; a non frequentare e a non prestare più ascolto a tutti coloro che diffondono gli errori dottrinali e le palesi eresie di questi scismatici dietro pretesti di una presunta purezza cattolica che non è affatto opera di Dio ma tutta quanta opera di Satana, il cui peccato preferito è da sempre la superbia, regina ed auriga di tutti gli altri peccati capitali.
Nelle diocesi italiane vi sono sacerdoti che nell’obbedienza ai loro vescovi in piena comunione col Vescovo di Roma celebrano come la Chiesa consente col vetus ordo missae, che racchiude in sé un patrimonio straordinario di fede e di pietà che non deve andare perduto. Esiste poi la Fraternità San Pietro che opera in piena legittimità col riconoscimento della Santa Sede ed anch’essa conserva ed offre ai fedeli la Santa Messa celebrata col venerabile messale di San Pio V [vedere QUI]. In questi casi può ricevere lecitamente i Sacramenti in piena comunione con la Chiesa universale ed il Vescovo di Roma e dirsi quindi davvero in pace con la sua coscienza, traendo da tutto ciò benefici spirituali per la edificazione della sua anima nella vita presente e per la vita eterna.

Un murales a Betlemme, nei pressi del muro divisorio tra territorio israeliano e palestinese, in cui è raffigurata al centro di un mirino la colomba della pace che indossa un giubbotto antiproiettile. Facciamo in modo che questo non accada anche in certe diatribe intra ed extra ecclesiali
L’Isola di Patmos non conduce battaglie contro nessuno ed è nostra cristiana cura distinguere sempre bene le erronee deviazioni dal magistero della Chiesa e dalla dottrina cattolica — che come tali vanno combattute con tutte le armi della carità cristiana — dai singoli erranti che vanno invece corretti e accolti, posto che è lo stesso Signore Gesù ad affermare: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» [Cf Mc 2, 17]. Non abbiamo quindi alcun astio verso i lefebvriani ed i loro singoli aderenti, che dobbiamo però considerare in grave errore senza ricorso ad alcun giustificante sofisma filosofico; e come pastori in cura d’anime e teologi non possiamo all’occorrenza esimerci dal ricordare ai buoni fedeli cattolici cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché a Dio, che ci ha dato in custodia il suo Popolo, noi dovremo rispondere molto seriamente della salute delle anime a noi affidate.
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ATTI E DOCUMENTI DELLA SANTA SEDE SUL CASO LEFEBVRE E LA SUA FRATERNITÀ SCISMATICA
– «Lettre de S.S. Paul VI à Mgr Marcel Lefebvre», 29 juin 1975 [testo QUI]
– Lettera Apostolica di S.S. Paolo VI, «Nuova ammonizione a S.E. Mons. Marcel Lefebvre», 8 settembre 1975 [testo, QUI]
– S.S. Paolo VI, «Lettera a Mons. Marcel Lefebvre», 15 agosto 1976 [testo QUI]
– Discorso di S.S. Paolo VI «Sulla dolorosa vicenda di Mons. Marcello Lefebvre», 1° settembre 1976 [testo QUI]
– «Lettera Apostolica Ecclesia Dei» del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II in forma di motu proprio, 2 luglio 1988 [testo QUI].
– Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, nota esplicativa «Sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre», 24 agosto 1996 [testo QUI].
– Congregazione per i Vescovi: «Decreto di remissione della scomunica latae sententiae ai Vescovi della Fraternità di San Pio X», 21 gennaio 2009 [testo QUI]
– «Nota della Segreteria di Stato circa i quattro Vescovi della Fraternità di San Pio X», 4 febbraio 2009 [testo QUI]
– Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica ai 4 Vescovi consacrati dall’ Arcivescovo Lefebvre [testo, 10 marzo 2009 QUI].
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Copia del testo diramato ai presbiteri della propria Diocesi dal Vescovo di Albano sul cui territorio canonico ha sede il distretto italiano della Fraternità San Pio X









