Lettera del Cardinale Carlo Caffarra al Sommo Pontefice: «Mossi dalla nostra coscienza …».

LETTERA DEL CARDINALE CARLO CAFFARRA AL SOMMO PONTEFICE: « MOSSI DALLA NOSTRA COSCIENZA … »

Riproduciamo la lettera che il Cardinale Carlo Caffarra ha inviato nel mese di aprile al Sommo Pontefice e che a distanza di due mesi è stata resa pubblica. Il teologo Carlo Caffarra è riconosciuto come il più autorevole esperto sui temi legati alla famiglia ed alla vita. Il Santo Pontefice Giovanni Paolo II lo considerava un proprio punto di riferimento e più volte si è avvalso della sua collaborazione per la redazione di importanti atti di magistero. Anche il Sommo Pontefice Francesco I nutre verso di lui stima, non ultimo per la sua fedeltà al Successore di Pietro, ma purtroppo, il Santo Padre si trova in una “gabbia” nella quale è stato messo da alcuni oscuri personaggi che lo circondano e dalla quale purtroppo non è facile uscire …

.

.

Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

.

.

PDF  articolo formato stampa

.

.

il Sommo Pontefice Francesco I ed il Cardinale Carlo Caffarra

La recente lettera del Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo emerito di Bologna, ha molto toccato il Padre Giovanni Cavalcoli e me, non a livello emotivo, ma nella più profonda dimensione spirituale, oltre che sul piano teologico e pastorale. Entrambi stimiamo profondamente il Cardinale Carlo Caffarra e conoscendolo sappiamo quanto sia un autentico uomo di Dio, un autentico modello di fede, un teologo di altissima levatura.

.

Di questi tempi c’è poco da sorridere, ma con una espressione di devoto affetto, ci viene da dire al Cardinale: «Padre Cardinale, il giorno in cui come noi tutti, ella risponderà del proprio operato dinanzi a Dio, forse dovrà rispondere per alcuni pensieri, per alcune parole, per alcune opere … ma non per le omissioni! E forse — sebbene nessuno di noi possa interpretare e tanto più in anticipo il giudizio di Dio —, ci piace sperare che questa sua virile, pastorale e lodevole fuga dalle compiacenti omissioni, comporterà da parte del Supremo Giudice il pieno perdono per avere eventualmente peccato come noi tutti in pensieri, parole e opere. Infatti, la fuga da quelle omissioni nelle quali non solo gran parte dell’episcopato è caduto, ma sulle quali esso ha proprio improntato il proprio pavido agire ed operare pastorale, è da parte sua un atto di autentico eroismo per il quale Cristo sposo della Chiesa le renderà ampio merito». 

.

il Cardinale Carlo Caffarra durante la Santa Messa

Il pubblico parlare del Cardinale Carlo Caffarra è tutt’altra cosa rispetto al parlare di coloro che nei chiusi salotti alto prelatizi lanciano fuochi e saette sul dire e non dire del Santo Padre, sulla confusione nella quale il Successore di Pietro ci ha fatti scivolare con certe sue espressioni ambigue. Il parlare del Cardinale Carlo Caffarra è mosso da gratuito amore eroico verso la Chiesa di Cristo, mentre il pettegolare salottiero di certi prelati e curiali è dovuto solo ad un livore che nasce principalmente da carriere e cariche non concesse. Infatti, se ad alcuni di essi il Santo Padre Francesco avesse imposta la agognata berretta cardinalizia, oggi costoro sosterrebbero che Amoris laetitia è il più grande documento del magistero pontificio degli ultimi cinquecento anni e che un Sommo Pontefice come Francesco I non lo si vedeva dai tempi in cui il Verbo di Dio Incarnato camminava sopra le acque dei laghi dell’antica Palestina. 

.

il Cardinale Carlo Caffarra

In uomini di Dio come Carlo Caffarra, vediamo quella luce della nostra cristologica speranza futura dinanzi alla quale esprimiamo con fede più che mai: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». Invece, dinanzi ai politicanti in carriera, che sono a monte i responsabili della situazione sempre più insostenibile nella quale versiamo, non possiamo che dire: «Preserva la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» dai danni immani ad essa recata dai difensori dei valori “politici” non negoziabili, che all’epoca in cui il vento tirava per altro verso, si vedevano già cardinali al merito della difesa dei valori “politici” non negoziabili. Personaggi il cui vivere e agire è stata una vita di schiavitù interamente condizionata dal desiderio di conseguire una grande sede arcivescovile ed una berretta cardinalizia; vescovi che nella migliore delle ipotesi hanno lasciato diocesi allo sfacelo composte oggi da preti divisi e litigiosi; vescovi che con i propri preti si sono palesati dotati di una paternità più o meno equiparabile a quella di un cocomero; vescovi che dinanzi a Dio e alla storia saranno giudicati come i responsabili ed i padri partorienti del pessimo episcopato odierno, nato proprio per meccanismi reattivi — tutto sommato anche comprensibili —, fatti scaturire nell’episcopato italiano dai soggetti devastanti che li hanno preceduti ieri …

.

il Cardinale Carlo Caffarra durante una conferenza

… è vero, oggi abbiamo un episcopato formato purtroppo da numerosi elementi intrisi delle peggiori eresie moderniste, però, cercando persino nella tragedia un possibile “risvolto positivo”, possiamo perlomeno dire che non abbiamo più quei vescovi politiconi che mentre i loro preti in crisi abbandonavano il sacerdozio, loro erano a Montecitorio a parlare con Gianni Letta per vedere se anche lui, con una parola buona, poteva favorire il loro trasferimento alla sede arcivescovile di Milano o al Patriarcato di Venezia. E dovendo scegliere tra i vescovi che andavano e venivano dai salotti dei peggiori politici pluri-inquisiti e quelli che oggi, forse per conformismo o per convenienza, parlano in modo ossessivo solo di profughi, ahimè, sarei costretto per cristiana onestà intellettuale a scegliere questi secondi, a partire dal santegidino S.E. Mons. Matteo Maria Zuppi e dall’enfant prodige della scuola di Bologna S.E. Mons. Corrado Lorefice, baciando all’uno e all’altro dieci volte la mano. E ad ogni bacio di mano cercherei di cancellare dalla recente memoria il nefasto ricordo dei loro predecessori difensori “politici” dei valori non negoziabili, che dinanzi ai festini orgiastici di Silvio Berlusconi non si facevano scrupolo a dichiarare che … «un primo ministro non si giudica dalla sua vita privata, ma dai suoi atti di governo», aggiungendo a reprimenda verso molti italiani che osarono persino rimanere indignati per certi festini a luci rosse, che «L’indignazione non è un sentimento cristiano». E oggi questi vescovi, pensionati e come suol dirsi bellamente trombati, sono coloro che più di tutti strepitano come leoni da salotto sulla Amoris laetitia ed i divorziati risposati, mentre Silvio Berlusconi, che andava giudicato «non dalla sua vita privata ma dai suoi atti di governo», oggi ha ottant’anni e come terza compagna una ragazza appena trentenne, si è dichiarato favorevole a tutte le legislazioni più anticristiane, ed è più o meno patetico come lo erano e lo sono certi vescovi difensori “politici” dei valori non negoziabili, dietro ai quali speravano solo in una porpora cardinalizia, grazie a Dio mai giunta, mentre il loro beniamino, Berlusconi, come un albero lo abbiamo riconosciuto tutti quanti dai frutti che ha dato …

.

C’è per caso qualche vergine vilipesa che intende lamentarsi perché oggi abbiamo un episcopato italiano che reattivamente, ed anche comprensibilmente, è per la gran parte tutto sbilanciato a sinistra? 

.

.

 

da L’Isola di Patmos, 20 giugno 2017 

.

.

______________________________________________

.

.

Autore
Carlo Card. Caffarra

.

.

Beatissimo Padre,

.

è con una certa trepidazione che mi rivolgo alla Santità Vostra, durante questi giorni del tempo pasquale. Lo faccio a nome degli Em.mi Cardinali: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Joachim Meisner, e mio personale.

.

Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il «dolce Cristo in terra», come amava dire Santa Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l’indivisibile responsabilità del munus petrino. Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal munus cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell’Episcopato, che «ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue» [At 20, 28].

.

Il 19 settembre 2016 abbiamo consegnato alla Santità Vostra e alla Congregazione della Dottrina della Fede cinque dubia, [Ndr. cf. QUI] chiedendoLe di dirimere incertezze e fare chiarezza su alcuni punti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris Laetitia.

.

Non avendo ricevuto alcuna risposta da Vostra Santità, siamo giunti alla decisione di chiederLe, rispettosamente ed umilmente, Udienza, assieme se così piacerà alla Santità Vostra. Alleghiamo, come è prassi, un Foglio di Udienza in cui   esponiamo i due punti sui quali desideriamo intrattenerci con Lei.

.

      Beatissimo Padre,

.

    è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di Amoris Laetitia. In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l’accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo ― oh quanto è doloroso constatarlo! ― che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell’Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l’amara constatazione di B. Pascal: “Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra”.

.

     Numerosi laici competenti, profondamente amanti della Chiesa e solidamente leali verso la Sede Apostolica, si sono rivolti ai loro Pastori e alla Santità Vostra, per essere confermati nella Santa Dottrina riguardante i tre sacramenti del Matrimonio, della Confessione e dell’Eucarestia. E proprio in questi giorni, a Roma, sei laici provenienti da ogni Continente hanno proposto un Seminario di studio assai frequentato, dal significativo titolo: «Fare chiarezza».

.

     Di fronte a questa grave situazione, nella quale molte comunità cristiane si stanno dividendo, sentiamo il peso della nostra responsabilità, e la nostra coscienza ci spinge a chiedere umilmente e rispettosamente Udienza.

.

     Voglia la Santità Vostra ricordarsi di noi nelle Sue preghiere, come noi La assicuriamo che faremo nelle nostre. E chiediamo il dono della Sua Benedizione Apostolica.

.

Carlo Card. Caffarra

.

Roma, 25 aprile 2017
Festa di San Marco Evangelista

.

.

FOGLIO D’UDIENZA

1. Richiesta di chiarificazione dei cinque punti indicati dai “dubia”; ragioni di tale richiesta.

2. Situazione di confusione e smarrimento, soprattutto nei pastori d’anime, in primis i parroci.

.

.

.

.

.

.

.

.

About isoladipatmos

12 thoughts on “Lettera del Cardinale Carlo Caffarra al Sommo Pontefice: «Mossi dalla nostra coscienza …».

  1. Ottimo come sempre p. Ariel!

    Il card. Caffarra (e gli altri tre cardinali dei “Dubia” nonché il card. Sarah) sono gli ultimi UOMINI CON LE PALLE rimasti in un mondo e in una Chiesa con “disturbi di identità” e “disforie di genere”!

    Oggi abbiamo molti vescovi-Giuda che hanno venduto la Chiesa per molto meno di trenta denari, tra avanzamenti di carriera ed “equilibrismi politici”, a cui non è mai importato nulla dei principi non negoziabili, dell’inizio/fine vita, dell’indissolubilità del matrimonio, della bellezza della liturgia che rende gloria a Dio….forse perché in realtà non gli è mai importato granché né di Dio né del vero bene degli uomini!

    E noi giovani formati alla scuola dei valori del grande San Giovanni Paolo II (lui si che era un uomo VIRILE!) ci troviamo come FIGLI SENZA PADRI, senza uno spazio ecclesiale riconosciuto in cui far crescere le nostre vocazioni..ma, forse, considerata l’età di molti “venerati confratelli” è solo una questione di tempo perché, come dice qualcuno, “il tempo è superiore allo spazio” e i “processi” innescati nei nostri cuori dagli insegnamenti di GP2 sono già ben avviati e non potranno essere fermati!

    Ringraziamo…

  2. Cari Padri,

    credo di non fare la parte della “vergine vilipesa” se dico che non mi piacevano i prelati che pendevano a destra, così come non mi piacciono i prelati che pendono a sinistra… Giusta la vostra osservazione sull’episodio berlusconiano, visto che il cav. è persona totalmente inaffidabile.

    Tuttavia una differenza la vedo: quando veniva difeso da certi vescovi, non aveva ancora “mollato” la difesa di certi valori tradizionali; certo, in modo ipocrita e per interesse elettorale, perché si vede che quei valori non sono suoi. I vescovi con pendenza opposta, invece, difendono politici di sinistra nel momento stesso in cui demoliscono pervicacemente ogni valore residuo. Si possono accusare i primi di aver chiuso un occhio, e magari entrambi, mentre dovevano vigilare; ma quelli di oggi ci vedono benissimo, e approvano.

  3. GRILLO L’HA FATTA DI NUOVO FUORI DAL VASO!!

    http://www.cittadellaeditrice.com/munera/la-sindrome-di-stoccolma-dei-4-cardinali-sessantottini/

    Ma possibile che tra i lettori di questo blog non ci siano cardinali, vescovi, autorità accademiche che vogliano prendere lo straccio di un provvedimento disciplinare verso uno che, definendosi teologo, non perde occasione per insultare, disprezzare, demolire gente che ha dato la sua vita per la Chiesa prima ancora che lui nascesse?!?!?! Ma davvero c’è ancora qualcuno che ha voglia di comprare i suoi libri o seguire un suo corso in facoltà dopo tutto lo scandalo che sta recando?!

    Se c’è qualche AUTORITA’ (VIRILE) IN ASCOLTO vi prego, QUALCUNO INTERVENGA E LO FERMI DEFINITIVAMENTE!!!

  4. Si, questa è davvero la più “fantastica” e speciale Chiesa mai vista sulla faccia della Terra! Per passare dal peccato mortale allo stato di grazia non serve più pentirsi, basta trasferirsi di Regione e tutto si risolve magicamente! Un nuovo e appassionante regalo per venire incontro ai pruriti dei peccatori. Il peccato libero e mobile…

  5. Grazie per le parole chiare, sincere e prive di ipocrite velature, del tipo “avete capito di chi sto parlando”.
    Grazie per la chiarezza di esposizione dei fatti.
    Grazie per la difesa strenua della vera Chiesa alla quale noi tutti dobbiamo obbedienza, consapevoli che Essa è il Corpo Mistico di Cristo, vero Dio e vero uomo (e solo scrivere queste parole viene il tremore) certi e sicuri della Sua vittoria contro il male.
    Infine, grazie a testimoni di Cristo come il card. Caffarra e gli altri suoi confratelli cardinali che hanno avuto il coraggio dei veri seguaci (e amici) di Cristo.

  6. Capisco bene i Vostri limiti di manovra, dire tuttavia che “il Santo Padre si trova in una “gabbia” nella quale è stato messo da alcuni oscuri personaggi che lo circondano e dalla quale purtroppo non è facile uscire …” è francamente poco credibile, considerata la personalità del Santo Padre, che ha oramai al suo fianco chi egli ha voluto. Gli altri sono emarginati. O sbaglio?
    Con stima,
    Licio Zuliani

    1. Caro Licio i reverendi padri di questa isola sostengono questa teoria, non sanno di aggravare ulteriormente la situazione. Rendono un cattivo servigio che va a discapito della salvezza delle anime. Il dottore privato sta demolendo tutto. Che scandalo la visita sulla tomba del don Milan, addirittura vorrebbe emularlo invitando i sacerdoti a fare lo stesso. Dal 2013 abbiamo una tale quantità di elementi oggettivi (scritti, omelie, discorsi, video) per definirlo un apostata. Ora ti domandi di chi stia parlando :”E’ l’Innominato, se pronunci il suo nome vieni censurato, proprio come lui agisce”. Cari Padri di quest’isola, abbiate la carità di dire per intero la verità è in gioco la salvezza delle anime di cui voi risponderete dinanzi al tribunale di Dio. Nessuno può essere convinto che il sole sia un granello di sale.

    2. Mi associo alla difficoltà di comprensione che lei a altri (con diverse sfumature, come @aquila ) esprimete per la perdurante ipotesi interpretativa di don Ariel e del rev. prof. Cavalcoli sul comportamento papale, in questo articolo ulteriormente esplicitata con la metafora della “gabbia“.

      Sto imparando ad apprezzare la generosità e il coraggio della testimonianza cristiano-cattolica di questi due reverendi sacerdoti che hanno, sopratutto il secondo per ovvi motivi, un’esperienza di cose ecclesiastiche enormemente superiore alla mia.

      Anche per questo mi sento, da semplice battezzato e privo di una personale esperienza diretta di usi e costumi degli ambienti ecclesiastici e di fonti di informazioni che non siano quelle pubbliche, molto imbarazzato dalla lettura che i due fanno della relazione fra Papa Francesco e le disgrazie in rapido sviluppo nel governo temporale della Chiesa, lettura basata sulla ipotesi di Papa Francesco, prigioniero in qualche modo di una mafia di alti prelati e loro compari laici e/o un inetto, un buffone, umanamente inadeguato al suo sommo ministero, che involontariamente fa o lascia fare i disastri che anche su questo sito vengono efficacemente analizzati e deprecati.

      Non riesco a capire quanto la persistenza in questa ipotesi sia dovuta al wishful thinking e quanto alla conoscenza di fatti non di dominio pubblico.

      Ormai si sono accumulati più di quattro anni di sovrabbondanti (vista la copertura mediatica di Papa Francesco) fatti di cronaca sulla Chiesa e dintorni con i quali riscontrare la plausibilità delle diverse ipotesi sul ruolo del Papa in detti fatti e la suddetta ipotesi ottimistica già dopo un paio di anni mi sembrava debole e oggi mi sembra adottabile (in base a fatti di pubblico dominio) solo per incrollabile fede metafisica e non più razionalmente credibile in un qualunque buon tribunale mondano.

      Questo mio commento della ipotesi de L’Isola di Patmos sulla relazione fra la volontà papale e quello che stanno nei fatti pubblici combinando lui stesso e chi ha posizioni di potere nelle istituzioni cattoliche prescinde da ogni giudizio sulla buona fede di Papa Francesco: il Giudice di quella è solo l’Onnipotente.

Lascia un commento