Excommunication as heresy remedy

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HOW TO REMEDY THE excommunication heresy

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The belong or not to belong to the Church, the stay or leave the Church are not such simple things. Certain, there may be forms of separation and total, such as loss of faith with apostasy. But usually there are different degrees of separation and therefore of excommunication. We must also see that idea one gets of the Church and of belonging to the Church or ecclesial communion. One can be convinced to fully belong to the Church, and instead is yours only partially, as for example the Protestants or modernists.

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Author
John Cavalcoli, o.p.

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Alinari photo 1950 – the Dominican Friars, during the Fiorita Festival in Florence, lay a tribute to the place where he was hanged and burned Girolamo Savonarola

St. Paul the Apostle warns: "If any man preach a gospel other than what you accepted, let him be anathema!» [Maybe 1,9].

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In every community il presidente ha il potere e il dovere di proteggere con opportuni interventi correttivi o coercitivi la comunità da membri che le recano disturbo o ne mettono in pericolo il buon ordine e la pace. Questo principio di giustizia vale anche per la Chiesa, come recita il Codice di Diritto Canonico: "The Church has an innate and proper right to coerce criminal penalties the faithful who have committed crimes" [can. 1311].

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Sin dai primissimi tempi della Chiesa gli apostoli, riprendendo la tradizione della sinagoga, che espelleva gli indisciplinati, i facinorosi e gli apostati, esercitarono il potere giudiziario contro i delitti gravi, come testimonia l’episodio di Anania e Saffìra [cf. At 5, 1-11]. Così San Paolo espelle dalla comunità l’incestuoso [cf. The Cor 5,8]. Per condannare gli erranti, egli usa un termine greco: anàthema, corrispondente all’ebraico chèrem, che significa “maledetto” e quindi “scomunicato”. Così egli avverte: «Se qualcuno non ama il Signore, both anàthema!» [The Cor 16,22]. And: «Se qualcuno vi predica un Vangelo diverso, both anàthema» [Maybe 1.8]. Gesù stesso più volte lancia maledizioni. Indeed, sin dai primi secoli i Concili dichiarano anàthema, ossia scomunicati coloro che sostengono gli errori condannati.

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San Tommaso d’Aquino spiega l’origine del concetto di anàthema e quindi di scomunica. L'says Aquinas: « anàthema è voce greca composta di anà, che significa ‘sopra’ e thesis, che significa ‘posizione’, così da chiamare ‘anàtema’ ‘ciò-che-è-posto-in-alto’, perché quando veniva catturato come preda qualcosa che non si voleva mettere in uso degli uomini, lo si sospendeva nel tempio, sicché è invalsa fino ad oggi l’abitudine che quelle cose che sono separate dall’uso comune degli uomini, They were "anathema" calls, as we see in the Book of Genesis: "Whether this city accursed [1] and is devoted to the Lord all that is in it " [GS 6,17]» [2].

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From here, in Ecumenical Councils, the much used formula anathema, that will appear for the last time in the First Vatican Council, while it is absent in the Second Vatican Council, This clearly does not mean that the Council did not condemn the errors, claiming which it incurs excommunication. Today's excommunication is what the Church once called anàtema, that curse: a verdict of an error or an errant, pronounced authority with the imposition of a penalty and the expulsion or removal of the dissident or criminal from the community.

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“Maledire” in questo contesto biblico significa “dir-male”, ma non nel senso della maldicenza, bensì nel senso di dichiarare in giudizio che qualcuno ha sparlato o fatto del male e quindi merita di essere punito, merita un male di pena. In tal senso la Bibbia dice che Dio maledice i malvagi e Cristo al Giudizio Universale allontana da se i reprobi [cf. Mt 25,41]. La maledizione può colpire l’azione malvagia, ma può colpire anche la persona che ha commesso quell’azione. È vero che tanto il Vangelo [cf. LC 6,28], quanto San Paolo raccomandano di non maledire [cf. RM 12,14]. Ma queste proibizioni colpiscono chi maledice gli innocenti, così come è proibito uccidere l’innocente, ma non il criminale. Otherwise, la Chiesa non avrebbe anatematizzato per secoli e millenni eretici e scismatici. And if today we hear or read the Popes curse the heretics, we can not ignore that only recently the Church has abandoned this language, that the Commission used safely for a long time, but now, the current climate of ecumenism and inter-religious dialogue, indeed there embarrass. Today it seems to us that the curse has aroused hatred. But it is not necessarily so. Understood in the legal sense, is an act of justice. And if the word has been abandoned by the Magisterium of the Church, It remains the equivalent term of "excommunication". Now, communion, the unit, the pace, mutual love and harmony in the Church born from the common acceptance by all the faithful of the same truths of faith and the same discipline taught by the Magisterium of the Church under the guidance of the Supreme Pontiff. So we understand that the heretic deserves to be excommunicated. The Church is a community united, coordinated and concordant in mutual by the Holy Spirit, who argues the Pope in the task to found the fellowship with God and the truth of God's word all acceptation. However, with God's permission, within the Church on earth, He works the Devil, with his retinue of "children of the devil" [The Gv 3, 10]. This means that the Church arise and spread heresies, that the ecclesiastical authority is obliged to intervene to warn the faithful and stop the error diffusion. So it happened, for instance, with the phenomenon of modernism at the time of St. Pius X and some theologians, as for example Ernesto Buonaiuti, Alfred Loisy, George Tyrrell, Romolo Murri and other.

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Fact, it happens occasionally that the devil persuades and push cunningly and wickedly some brothers imprudent, ambitious and unwary, which can also be shepherds, to distort the concept of the Church and to work to divide, desecrate and destroy, acting so insidious and covered, with vain and specious pretexts of reform or conservation, to avoid being discovered and seduced more easily.

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These false Catholics, seduced by Satan, openly reveal their perverse and subversive plans, per esempio massonici o atei, solo a quegli allocchi o sciagurati che, dopo averli per bene imboniti, magari con meschine adulazioni o scintillanti promesse, sanno di avere ormai alleati o in pugno nell’opera satanica intrapresa, mentre mantengono il segreto o sanno ben mascherarsi davanti ai veri fedeli. In tal senso il Diritto canonico mette in guardia contro le «associazioni che complottano contro la Chiesa» [can. 1374].

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Dopo avere tessuto le loro trame, gli eretici e gli scismatici emergono improvvisamente dalle tenebre e colpiscono di sorpresa, come dice il Salmo: «Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare per colpire di nascosto l’innocente; lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore. Si ostinano nel fare il male; si accordano per nascondere tranelli» [Will 64 3-6]. «Il misero soccombe all’orgoglio dell’empio e cade nelle insidie tramate» [Will 9, 23]. Può trattarsi di gruppi di potere e di pressione nascosti all’interno della Chiesa e dello stesso ceto dei vescovi o dei cardinali, i quali all’apparenza sembrano rispettosi dell’autorità pontificia. Ma all’occhio esperto, come a quello del buon medico, bastano pochi segni o sintomi per intravedere il marcio che c’è sotto la bella apparenza, come quei sepolcri imbiancati dei quali parla il Signore. Si tratta di quel «nemico» [Mt 13, 25-36], del quale parla il Vangelo, che di nascosto nel campo di grano ha seminato la zizzania. In this regard,, Gesù raccomanda di lasciar crescere assieme grano e zizzania, per timore che, togliendo questa, venga tolto anche quello. Si deve attendere, He says, il giorno del Signore, quando Egli svelando i segreti dei cuori, farà giustizia. Now, è chiaro che qui Gesù si riferisce al giudizio divino alla fine del mondo, giudizio definitivo ed inappellabile, che fissa il destino ultimo di tutti noi. Ma ciò non impedisce affatto a Gesù di affidare un potere giudiziario ai pastori della Chiesa, first to Peter, quando gli ordina di pascere le sue pecorelle. E’ chiaro altresì che questo potere, limitato e fallibile, fa riferimento solo al foro esterno e non pretende di scrutare l’intimo delle coscienze, che solo Dio conosce. However, a questo potere, funzionale al mantenimento del buon ordine della pace nella Chiesa, è assegnato da Cristo il diritto e il dovere di fissare per tutti le condizioni e i gradi di appartenenza alla Chiesa, per cui non gli è proibito, nelle dovute circostanze e per validi motivi, di escludere dalla comunione ecclesiale – ecco la scomunica – coloro che se ne rendessero indegni o per le loro false idee o per la loro cattiva condotta.

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LA SCOMUNICA ESCLUDE DALLA COMUNIONE ECCLESIALE

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La scomunica è un decreto dell’autorità, Papa o Vescovo, col quale il prelato, al fine di correggere — pene medicinali the censure, titolo IV, capitolo I — o di proteggere la comunità — pene espiatorie, capitolo II —, irroga delle pene che isolano in vari modi lo scomunicato dalla comunità e gli limitano la possibilità di aver rapporti con essa o di influire su di essa, perché tale attività è considerata pericolosa o comunque riprovevole. Tali pene possono essere, a mo’ di esempio: o il trasferimento ad altra residenza, l’esilio, o la dimissione da un ufficio o la proibizione di lasciare il domicilio o la proibizione dell’attività pubblicistica o dell’amministrazione o della recezione dei sacramenti, fino alla riduzione allo stato laicale per i chierici o all’espulsione dall’istituto per i religiosi.

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Lo scisma e l’eresia di per sé sono peccati mortali. Essi sono puniti a norma di legge canonica. È possibile che questi criminali sfuggano alla giustizia della Chiesa, ma non sfuggono al giudizio di Dio. Ogni fedele deve saper riconoscere lo scismatico e l’eretico, senza aspettare la sentenza della Chiesa, perché deve difendersi da queste tentazioni diaboliche. Per questo la Scrittura dà diversi avvertimenti.

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Nella condanna per eresia la Chiesa è infallibile e non si smentisce mai. Invece nello scomunicare la Chiesa può sbagliare o può togliere la scomunica. Questo perché nella questione dell’eresia c’è un gioco la verità di fede, che non muta e in questo campo il Sommo Pontefice ha ricevuto espressa promessa da Cristo di non errare. Invece la scomunica può essere legata alla condotta dello scomunicato, che può correggersi, per cui essa può essere tolta. Resta comunque che l’effetto della scomunica, che può essere anche ingiusta, illecita o invalida, non tocca per nulla lo stato dell’anima dello scomunicato davanti a Dio, stato che potrebbe essere di peccato mortale — e di per sé lo scisma e l’eresia sono peccato mortale —, ma potrebbe essere anche uno stato di grazia, in quanto lo scomunicato è incolpato ingiustamente. For this, la potestà ecclesiastica, come disse fieramente Girolamo Savonarola al suo carnefice salendo al patibolo, può escludere dalla Chiesa terrena, ma non da quella celeste.

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C’è da dire inoltre che l’appartenenza alla Chiesa e per conseguenza la comunione ecclesiale e l’esclusione da essa — ossia la scomunica — non è un atto semplice della volontà, col quale essa può accogliere o rifiutare in toto una proposta o un’ingiunzione che le viene fatta, come sarebbe quella di restare in una stanza, oppure quella di uscirne.

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The belong or not to belong to the Church, the stay or leave the Church are not such simple things. Certain, there may be forms of separation and total, such as loss of faith with apostasy. But usually there are different degrees of separation and therefore of excommunication. We must also see that idea one gets of the Church and of belonging to the Church or ecclesial communion. One can be convinced to fully belong to the Church, and instead is yours only partially, as for example the Protestants or modernists. For this, usually there are degrees of membership and degrees of exclusion or separation. For this, excommunications are not all of the same weight or level. The branch can be periclitante at various levels. It can be separated from certain values, but not by others. Conversely, ecclesial communion is the belonging summit that starts from a minimum degree to climb to the maximum. Here we are aided by the Gospel image of the vine and the branches. A branch can be partially detached from the vine, but still he receives its sap. Thus the separated brethren enjoy a certain communion with the Catholic Church, even though this communion is not full.

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Every believer must know how to distinguish the wheat from the chaff, must be able to judge for themselves if another brother, was theologian, bishop or cardinal, It is or is not in communion with the Church, and consequently attend, if it is in communion; stay away, if it is not in communion. Here then are the directives of the New Testament: "Stay away from every brother who is in idleness" [Ii Ts 3,6]. "If anyone does not obey what we say by letter, take note of him and discontinue relations » [in. 14]. "Stay away heretic [airetikòn]» [Tt 3,10]. "If anyone comes to you and does not bring this teaching, do not receive him into your house nor greet, for he who greets him shares his evil deeds " [II Jn 10-11]. These are obviously cases in which dialogue is impossible or inconvenient or dangerous or useless for the following reasons: or because the heretic does not accept the correction or because he tries to seduce us or because they treat us with contempt.

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In order to preserve and promote the theoretical and moral values on which rests the fabric of the church a, saint, catholic and apostolic, therefore, care must be the sum of all the faithful, but especially pastors and theologians under the supervision and direction of the Pope, take care that the sound doctrine of the Gospel is rightly interpreted by all, welcomed, shared, widespread and defense against heresies, which they are precisely the rejection or the deformation of the truth of faith. The prelate, therefore, in the Church, and first of the Supreme Pontiff, supreme custodian of the unity of the Church and advocate of ecclesial communion, They have the right to expel from the Church, ie scomunicare, those faithful, which, or their attitude schismatic or heretical or scandalous for their ideas, falsify the doctrine, disobey the Supreme Pontiff or create divisions in the Church.

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There are believers who in fact or for their ideas or their conduct, outside the Church and the Church, yet they want to remain there to change it with their errors. It happens in these cases that the naive or complicit prelate excommunicating them, but let them do or even support them, or, Invite them to preach to the faithful in churches. Conversely there are bishops, priests and faithful into full communion with the Church, which may expose evils and scandals, but, the fact of opposing pastors or theologians heretics or schismatics, They are treated by them as if they were excommunicated. There is therefore a difference between the official excommunication and be made out of the ecclesiastical apparatus.

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Whatever Christian can be a heretic, schismatic and excommunicated, besides the Pope, who by divine assistance it is the supreme guardian of the truth of the Gospel and ecclesial communion. In fact, it is excommunicated involves breaking with a higher ecclesiastical or with the Pope. But the Pope evidently has no top soil to which he may rebel, except Jesus Christ. And also it should be noted that a Pope can be a bad pastor of the Church, but you can not teach heresy. For this, Code has among "crimes against religion and the unity of the Church" [part II, title I], «L'apostasia, heresy and schism " [can. 1364], and the publication and dissemination of "blasphemy, offense to good morals, insults, excitement hatred or contempt against religion or the Church [can. 1369] and teachings or doctrines condemned by the Roman Pontiff or an ecumenical council " [can. 1371], which is equivalent to the refusal or misrepresentation or falsification of the teachings of the Pope and councils. This is why the offense of heresy deserves excommunication [can. 1364, 1331].

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The excommunication can be automatic the sententiae penalties. The first is triggered automatically upon the completion by the crime, for example strike the person of the Pope or embrace heresy to what is already provided for excommunication. automatic it means that the judgment has already ruled. sentence rather it means that we need a process, after which the court renders its judgment, for example to determine whether a person is or is not heretical.

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EXAMPLES OF SIGNIFICANT excommunication

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A recent example, It is one of the four bishops Lefebvre, which, At first excommunicated, They were then subsequently released by Benedict XVI. But those who support the Mass the old order - which also it is in itself lawful - but refuses, as did Lefebvre, Mass new world order charges of pro-Lutheranism, it is excommunicated. The Mass new world order It is in fact the greatest moment of ecclesial communion. Rejecting the Mass means so separate from ecclesial communion, and for this we are struck by excommunication.

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It was the famous mutual lifting of the excommunication of the Blessed Paul VI and Patriarch Athenagoras. There is, however, question what sense he had the excommunication of the Pope by the Patriarch Michael Cerularius in 1054. The Pope can excommunicate, but it can not be excommunicated, because it has no land no top from which it can be separated. The Pope is in fact the principle of ecclesiastical communion, while the faithful is what comes from this principle. Now the principiato may separate from the principle, but the principle can not separate himself from himself. So the Patriarch of Constantinople, excommunicating the Pope, He has done nothing but separate from the Church. Paul VI made a magnanimous gesture by revoking the excommunication to Athenagoras, but the Patriarch, beyond his friendship with Paul VI, He made a gesture objectively and legally null and void, as nothing had been his excommunication. It should also be noted that the Church can remove the excommunication of heretics who are heretics, as are our Orthodox brothers, because with them it was not yet resolved their dispute over Filioque. It is clear then that this reintegration involves a very imperfect communion, given the permanence of doctrinal deficiencies.

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Throughout history there have been excommunications who not only they have not had the desired effect of inducing or stimulating the excommunicated to repentance, but which have had the effect of provoking even more hatred against the Pope and the Church, as happened to Luther with excommunication by Pope Leo X and Pius V against Queen Elizabeth of England. If the excommunicated already he has a big following, he is proud of what he does and strong, that the excommunication it rears up and tightens more. They are the saints, for example, a St. Pio of Pietrelcina, who obey even unjust censure. But heretics, powerful and troublemakers who are excommunicated, easily do worse. For this, especially now that the modernists are very powerful, Popes renounce excommunicate.

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In respect of the excommunication to those who profess the doctrine of communism Marxist atheist, imposed by Pius XII, it has never been abolished, although the Church since then she has done more nod. However, such excommunication keeps in fact its value, since it is obviously impossible that an atheist sharers in ecclesial communion.

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How Much to membership freemasonry, a decree of the Congregation for the Doctrine of the Faith 1984 It warns that those who are affiliated with Freemasonry is in mortal sin and may not receive Communion. Also in this case the reason for the excommunication is evident: Freemasonry does not recognize the dogma of the Communion of Saints.

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As for the excommunication associated with the mafia, it is motivated by the fact that it is conspiracy to theft and extortion to murder with the application and the private vengeance, It is evident that a member of this association may not qualify for the ecclesial communion. The same is true for the modernists, which, They have a concept of the Church incompatible with the right of the Catholic Church.

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THE REASONS AND PURPOSES OF excommunication

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It deserves to be excommunicated those who shed the heresies, turbo, injures, offends or disorganize the community, creates scandal and divisions among the faithful, disobey authority. Unfortunately, however, today macroscopically - except not to see it blocked by fear or human respect or because the chariot of the modernists or because a party or closed because in their own narrow interests or because suffering allocchismo doctrinal [3] - these characters are multiplying, They are honored and go up to high places, while those who are truly in communion with the Church are beaten, humiliated or marginalized. So scomunicabili are not excommunicated, and it happens that those who are in communion is excommunicated or at least is treated as if it were one excommunicated. Una bella confusione ed ingiustizia, dove chi ci gode è il demonio, maestro dell’oscurantismo che conduce alla perdizione.

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Circa la questione delle specie della scomunica, dobbiamo porci tre quesiti: un primo quesito è quello di distinguere la scomunica giusta o lecita da quella ingiusta o illecita; un secondo è quello di distinguere la scomunica valida da quella invalida o nulla; e un terzo è quello di distinguere lo scomunicato dichiarato o ufficiale da quello effettivo o di fatto.

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La scomunica è giusta, quando il prelato interviene mosso dalla preoccupazione di salvaguardare la verità della fede, la comunione ecclesiale e di richiamare il ribelle all’obbedienza. A proposito della scomunica ingiusta, instead, San Tommaso d’Aquino dice che la scomunica può essere ingiusta o da parte dello scomunicante o da parte dello scomunicato. Nel primo caso essa ha effetto, cioè il soggetto viene ufficialmente scomunicato mediante pubblico decreto, benché non meriti tale provvedimento e semmai avrebbe meritato un decreto di lode. Quindi la scomunica può essere ingiusta, in quanto motivata non dal rispetto per l’autorità superiore, come sarebbe il Magistero della Chiesa, o il timor di Dio o l’amore per la verità o per la Chiesa, ma dall’ignoranza, dall’odio o dall’invidia per lo scomunicato; oppure può essere ingiusta perché senza fondamento o motivo giuridico o dottrinale, ed anzi basata su accuse false e motivi o pretesti ereticali [4]. La prima è valida ma illecita; la seconda è invalida e nulla.

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Il prelato deve fare molta attenzione a comprendere e valutare i motivi che guidano il pensiero e l’azione del supposto dissidente o eretico, soprattutto se ha molto seguito, per non confondere un profeta con un ribelle, come successe col Savonarola o viceversa per non confondere un ribelle con un riformatore, come successe a certi vescovi tedeschi nei confronti di Lutero, which, anziché condannare il cosiddetto “Riformatore”, passarono dalla parte di Lutero. Il prelato non sia precipitoso nel giudicare, non si lasci condizionare dal clima passionale e fazioso che solitamente si crea attorno a queste vicende, be cautious assess allegations from the environment to the supposed guilty and prefers to listen and consult directly. If it is the case, establishing a process, to avoid the risk of condemning an innocent or acquit a guilty.

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It can also happen that an unjust excommunication It is imposed by a heretic priest, which can not be officially excommunicated, so it is not substantially and actually in communion with the Church, while the subject officially excommunicated, as Orthodox, in fact it remains in communion with the Church.

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It is clear that a prelate who excommunicate based on a false concept of the Church or of obedience or without him first to be subjected to the major superior or to the Roman Pontiff or the Word of God, excommunication invalidly, per cui di per sé, tale scomunica, è nulla e non dovrebbe produrre effetto. However, de facto, l’azione di un prelato autoritario, influente, bully, sorretto da pari suoi o dai poteri mondani verso una persona onesta ma indifesa può comunque produrre un effetto sociale deleterio, esercitando violenza sullo scomunicato e sui suoi discepoli, lo diffama presso la comunità e danneggia la comunità stessa così ingannata dalla falsa scomunica.

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San Tommaso d’Aquino insegna che in questi casi lo scomunicato può ricorrere ai superiori maggiori. Certain, se è il Papa che ha scomunicato ingiustamente, bisognerà sopportare con pazienza, evitando di assumere atteggiamenti vendicativi o rancorosi, che metterebbero senz’altro lo scomunicato, nel caso avesse ragione, dalla parte del torto. If then, come fu il caso di Lutero, il ribelle è scomunicato giustamente, è chiaro che un’eventuale contestazione da parte dello scomunicato, aggraverebbe maggiormente la sua colpa.

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Il fatto che una scomunica non abbia vizi di forma — essere per esempio emanata dalla legittima autorità o entri nel merito — non vuol dire necessariamente che essa sia giusta, opportuna, charity, licit. Essa può esser originata da prepotenza o grave colpa nello scomunicante, come fu la scomunica del Savonarola da parte di Alessandro VI. Se poi la scomunica è infetta anche da vizi di forma, come per esempio essere effetto di un abuso di autorità o, come osserva San Tommaso d’Aquino, essere «non dovuta o perché la sentenza è contraria all’ordine giuridico» [5], besides being unjust in the content and grounds, it is absolutely nothing.

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Such cases are common today the fact that modernism has spread among the bishops, so not only is it rare that a bishop excommunicating a heretic, it even happens that Orthodox believers are excommunicated by heretical bishops. It is clear that an excommunication motivated by a cause heretical, It is contrary to the rules of faith and law, It is nothing, for which the excommunicated in principle may not be taken into account. Sennonché, but, it is possible that in this case the prelate inflicts even more, why the excommunicated should resign. Under this St. Thomas Aquinas point of view it observes that an excommunication can be unjust and yet Sorting the punitive effect [6], to which the excommunicated, assuming, It has no means of escape or get rid, as he had the good fortune to be able to do St. John of the Cross, fleeing from the monastery prison.

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Excommunication is twofold: first, to be an exemplary punishment and healthy; exemplary, to discourage others to imitate him excommunicated; to greet, ie such as to induce him to excommunicated resipiscence, to repentance and penance, that it may correct itself and to be reintegrated into the ecclesial communion. For this, must be neither excessive, nor too mild, but with the size of the damage caused to himself and to the Church from the schismatic or heretic, and the quality and quantity of its moral strength and reputation in the Church, as well as of the Ascendant, of fame and following that he has in it. Not too must isolate it from the community, so it does not worsen his hostility to it and does not have the temptation to leave it entirely, but it is maintained in a certain degree of esteem and consideration. It happens indeed that the dissident is subject to unfair and exaggerated hostility by certain overzealous believers or enemies, malignant or short intellect, that the prelate has to defend and protect the dissident also they.

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Excommunication does not even have to leave the excommunicated too much freedom of action and movement, nor should leave too much part of the community, because that would enable him to continue to spread his heresies and to foment rebellion against the Church. Le scomuniche troppo blande, e puramente formali, che non disturbano lo scomunicato più di tanto, perdono la loro efficacia deterrente ed educativa, vengono derise da lui e dai suoi seguaci e non sortiscono alcun effetto, se non quello di creare un martire agli occhi dei seguaci. Tale probabilmente sarà la scomunica dei mafiosi e tale, unfortunately, è stata la scomunica dei comunisti.

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Secondo scopo della scomunica è quello di far chiarezza nel senso di aiutare a discernere chi appartiene alla Chiesa e chi è fuori, è quello quindi di liberare la Chiesa da un agente pericoloso scoraggiando i fedeli dal volerlo seguire. Può capitare che la Chiesa in questi interventi sia troppo severa, come sembra essere accaduto nei casi di Pietro Valdo nel XII secolo, degli albigesi nel XIII secolo, di Jan Hus nel XV secolo e di Lutero. Essi non mancavano di qualche buona idea nel proporre una riforma della Chiesa, anche se certamente le loro eresie erano condannabili. Essi tuttavia contavano tra le loro fila anche persone in buona fede, whereby, se si avesse avuta maggior fiducia nel dialogo, forse si sarebbe evitata una dolorosa divisione che dura ancora dopo secoli.

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LA RICOSTRUZIONE DELLA COMUNIONE

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Paradigmatica è la parabola del figliol prodigo [LC 15, 11-32]. Lo scomunicato non è tanto uno che è cacciato, ma è uno che se ne va. Il decreto di scomunica bene spesso non è altro che la presa d’atto addolorata e la triste notizia pubblica che il fratello ci ha lasciato e ci è diventato nemico. Nella scomunica non c’è tanto lo sdegno, quanto piuttosto il dolore e la speranza che il figlio perduto sia ritrovato. È lui che se ne è voluto andare. E se un fratello è cacciato, è perché già praticamente non era in comunione e disturbava la comunione. Dunque che cosa si attende la scomunica? Il ritorno del fratello, il suo pentimento, il suo ravvedimento. Come mai sono così rari i fenomeni della conversione? Forse la Chiesa finora non ha fatto abbastanza per recuperare questi fratelli, queste pecorelle smarrite. Si è usata troppa severità e troppo poca misericordia. Così almeno pensò San Giovanni XXIII nel volere e nell’indire il Concilio Vaticano II. Si è voluto trattenere il figliol prodigo con la forza, senza tentare di convincerlo di che cosa sarebbe andato incontro lasciando la casa paterna. But it, bisogna anche riconoscere francamente che in molti casi l’onestà e l’umiltà delle quali il figliol prodigo dà prova nella parabola lucana, accorgendosi del brutto affare che ha fatto lasciando la casa paterna, sono sempre state virtù rare. Quasi sempre gli eretici sembrano trovarsi bene nel mangiare le carrube dei porci, e se ne vantano, indorandole di speciosi orpelli, come fossero segno di libertà e di saggezza, ed anzi invitano altri a seguirli ed altri li seguono.

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Che cosa la Chiesa può fare in questi casi? Col Concilio Vaticano II essa ha deciso di imboccare una nuova via, che riduca al minimo l’uso della severità e quindi della scomunica e del temuto anathema. Some theologians have interpreted the choice to reconcile in the sense that the Council would assume that all men, at least subconsciously, They seek God and have grace; that the proclamation of the Gospel should not be proposed in categorical terms and threatening a aut-aut: as the only way of salvation, refusing which opens the hell chasm: or do you believe or you do not save; but simply as a proclamation of mercy, which already all people of good will are being, perhaps unconsciously, whatever the religion to which they belong. In this visual optimistic, because everyone is saved, everyone is free to follow their religion. The doctrinal differences would not matter. The determining factor would be that all of them are the subject of the divine will of salvation. Tutti quindi, perhaps unconsciously, belong to the Church, che abbraccia tutte le religioni, without exception.

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Per i modernisti non possiamo dire, therefore, al luterano, all’ebreo o al musulmano: tu sei in errore. Egli infatti può sempre dirci: in errore lo sono per te, ma non nella mia religione. Si comprende allora come in questa visuale relativistica perde di senso o di interesse la scomunica. È chiaro che una Chiesa che non si ritiene in possesso della verità assoluta, come la concepiscono i modernisti, non distingue più nettamente e definitivamente il dogma dell’eresia, per cui l’idea stessa della scomunica non per lei ha alcun significato. Essa si oppone quindi alla Chiesa del passato, detta da costoro pre-conciliare, che adesso appare impositiva e illiberale, irrispettosa del pluralismo, e della libertà di coscienza.

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Altri dicono: la severità e la minaccia dell’Inferno non è servita. Ma poi non sarà che in fin dei conti la misericordia divina raggiunge tutti e tutti si salvano? Rispettiamo le diversità, puntiamo sul dialogo e su ciò che ci unisce: i comuni interessi della pace e della giustizia. All right. However, ci sono delle verità che toccano Dio o la salvezza, che non piacciono ai fratelli separati. E allora che facciamo? Some, sono dell’idea che è bene tacerle e ammettere solo quelle verità nelle quali tutti concordiamo. Le altre le lasciamo facoltative alle singole confessioni. Ma non è questo il comando di Cristo. E difatti il Concilio ripropone il Vangelo a tutta l’umanità.

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The Council, but, a differenza dei precedenti, consapevoli dell’irrimediabile tendenza umana al peccato, propria della natura decaduta, prevalentemente dedicati quindi alla lotta contro il mondo ed alla condanna degli errori e dei vizi, con i relativi castighi comminati ai disobbedienti, sembra animato dalla fiducia di poter edificare su questa terra la concordia generale dell’umanità attorno a Cristo [cf. Pacem in Terris], nella fiducia di poter realizzare la collaborazione della Chiesa col mondo, di poter costruire un’umanità giusta, unita e pacifica, nella quale Chiesa e il mondo vanno d’accordo. Il mondo è visto come sostanzialmente disponibile ad accogliere il Vangelo, e la Chiesa sembra fiduciosa di poter conquistare tutto il mondo, perché tutto il mondo attende Cristo. E così il Concilio sembra minimizzare la tendenza degli uomini alla malizia e al peccato — quindi la necessità della coercizione e della disciplina —, conseguenti al peccato originale e ritenere che l’educazione, la testimonianza e la predicazione del Vangelo siano sufficienti a creare quaggiù un’umanità finalmente giusta, felice e concorde.

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And yet, l’Apocalisse, prevede che lo scontro della Chiesa col mondo — la Donna e il Drago — durerà fino alla Parusia, per cui la conclusione della storia non sarà la simbiosi della Chiesa col mondo e l’unificazione generale dell’umanità nella concordia e nella pace, ma bensì la vittoria di Cristo sulle potenze del male e la separazione finale del grano dalla zizzania, con la salvezza degli eletti e la dannazione di reprobi.

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Another thing to note: fino al Vaticano II la Chiesa ha sempre tenuto a precisare la sua identità e ad opporsi al mondo. Da qui la facilità con la quale essa polemizzava col mondo, condannava gli errori del mondo e scomunicava chi cedeva alle seduzioni del mondo, in particolare del mondo moderno. Essa aveva molta cura per i suoi figli, ci teneva che fossero protetti dalle insidie del mondo e dagli errori delle altre religioni, compresi i cristiani non-cattolici, mentre era severa verso il mondo, nel quale vedeva quasi solamente pericoli e corruzione. Se essa contattava il mondo, lo scopo era quello di convertirlo al Vangelo, secondo il comando di Cristo.

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Il Vaticano II ha indirizzato la Chiesa ad una maggiore apertura ai valori del mondo e delle altre confessioni religiose. Ciò ha portato ad un arricchimento e ad un miglioramento del costume, della teologia e della cultura cattolici, ma nel contempo è diminuita la cura di preservare la Chiesa dalla penetrazione in essa di dottrine erronee o pericolose. Così è successo che, se da una parte la Chiesa ha assunto un atteggiamento più conciliante nei confronti del mondo, dall’altra sono sorti conflitti e corruzione al suo interno a causa della penetrazione degli errori e dei cattivi costumi del mondo, penetrazione non sufficientemente impedita dai pastori, i quali hanno molto diminuito l’uso della scomunica.

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Ciò che oggi si impone è una maggior cura nei pastori, a cominciare dal Papa, della buona formazione dei fedeli e degli stessi pastori, nel pacificare gli animi aspramente divisi da una sciagurata e incancrenita opposizione tra lefebvriani e modernisti, che si trascina da cinquant’anni, nel difendere la Chiesa dalla penetrazione di idee false o eterodosse e quindi nella ripresa moderata di un saggio e prudente uso dell’istituto della scomunica, senza affatto per questo rinunciare a quanto il Concilio ha prodotto nel rapporto della Chiesa col mondo moderno. È chiaro che occorre portare avanti l’opera dell’evangelizzazione; ma non c’è da illudersi che in un futuro lontano o vicino l’umanità si raccoglierà attorno alla Chiesa. E neppure c’è da sperare in una convivenza pacifica mondiale tra le religioni, come alcuni ipotizzano o auspicano.

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Al cristianesimo, by the will of Christ, spetta il dominio del mondo. Le religioni devono essere sottomesse alla religione cristiana cattolica. Il cristianesimo non si adatta, by its nature, ad essere una religione alla pari delle altre, come fosse un partito politico in un parlamento mondiale. Non confondiamo i rapporti civili fra le religioni con l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Non sono queste le cose previste dall’escatologia apocalittica. Il cristianesimo continuerà ad espandersi, ma sempre in lotta contro le forze di Satana. Sempre, in the Church, si mescoleranno il grano e la zizzania, sempre essa dovrà purificarsi dal peccato ed espellere dal suo seno gli indegni, sempre sarà contrastata da nemici e sempre sarà perseguitata. Sempre avanzerà e si rinnoverà nella storia, e convertirà a Cristo i cuori, sempre accoglierà nuovi figli, e genererà nuovi santi, fino a che, in un momento noto solo a Dio, la Chiesa apparirà sconfitta ed avverrà la grande apostasia, prevista da San Paolo, che però precederà il Ritorno trionfale di Cristo glorioso.

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Varazze 24 September 2018

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NOTE

[1] “votata allo sterminio” (eb. Cherem), nella trad. della CEI.

[2] Commento alle Lettere di S.Paolo, c.9, 3, lect.I, n.739, Marietti editions,Torino-Roma 1953, p.134.

[3] Difetto spirituale riconducibile all’opportunismo, alla piaggeria e alla vigliaccheria, oggi diffuso tra i vescovi, per il quale essi, per ignoranza crassa o per rispetto umano o attaccamento al seggio episcopale, non si accorgono neppure di farsi prendere per il naso dagli eretici. Non solo fuggono davanti al lupo entrato nell’ovile, ma non si accorgono neppure della sua presenza affidando importanti uffici ecclesiastici a persone che dovrebbero essere scomunicate.

[4] QUESTION, Suppl., q. 21, a. 4.

[5] Ibid.

[6] QUESTION, Suppl., q. 21, a. 4.

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