Dalle donne cardinale all’apertura del processo di beatificazione della Serva di Dio Moana Pozzi. Colloqui in Borgo tra Ipazia e Brivido Cosmico

— il cogitatorio di Ipazia —

DALLE DONNE CARDINALE ALL’APERTURA DEL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO MOANA POZZI. COLLOQUI IN BORGO TRA IPAZIA E BRIVIDO COSMICO

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Alla compianta Moana Pozzi dobbiamo assegnare anche un patronato, affinché pure i gruppi esigui delle minoranze perseguitate abbiano dei propri Santi e Sante Protettrici. Bisogna proporre la ormai Serva di Dio Moana Pozzi come co-patrona dei Sacerdoti assieme a San Giovanni Maria Vianney, affidando ad essa il patronato della minoranza dei sacerdoti eterosessuali.

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Autore
Ipazia gatta romana

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Cari gattolici  e gattoliche:

Laudetur Jesus Christus!

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Brivido Cosmico, il gatto di Aldo Maria Valli

Stamattina mi sono ritrovata in Borgo Santo Spirito presso la Caffetteria de’ Penitenzieri con Brivido Cosmico, il gatto di Aldo Maria Valli, col quale abbiamo parlato della situazione del Collegio Cardinalizio. Ho appreso varie novità … mo ve’ racconto, anche si nun so pe’ davero da dove comincià, perché de questi tempi come famo a ‘stajie dietro a tutte le cose? Anche perché v’è pe’ davero d’ammosciasse! D’ogni modo ve posso garantì che Brivido Cosmico nun è un fregnacciaro. Figurateve: un paio d’anni fa stava p’esse candidato ar Gatto Pulitzer. E  così se semo messi a facce na curtura su ‘a filosofia do’ ‘o scazzo, che oggi va pe’ la maggiore tra le mura leonine.

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Ipazia gatta romana

Mentre stavamo discutendo in caffetteria, un prete molto gentile, che già alle dieci del mattino si beveva un brandy, ci ha salutati e domandato se poteva offrirci un gelato, forse sapendo che in questa caffetteria, luogo di ritrovo anche di noi gattolici, hanno un gusto di gelato al pâté de foie français. Noi però avevamo già ordinato un caffè all’aroma di topo napoletano ed abbiamo declinato ringraziando. Mentre il prete s’allontanava, Brivido Cosmico sbotta: «… anvedi! N’artro che vor deventà cardenale!». Sul momento non ho capito il legame che poteva esservi tra gelato e cardinalato. Sicché Brivido Cosmico mi ha spiegato: «Ipazia, mo’ me stai a stupì! Ma nun lo sai pe’ davero?». Sicché mi ha raccontato le nuove funzioni dei vari membri del Collegio Cardinalizio, dove de facto è stata istituita di recente anche la figura del cardenal gelataro. Per l’esattezza si tratta di Sua Eminenza Reverendissima Konrad Krajewski, mandato di recente dal Sommo Pontefice a portare i gelati ai profughi sbarcati a Catania dalla Nave Diciotti, che dopo polemiche varie legate al loro sbarco sono stati ospitati presso la Onlus Mondo Migliore a Rocca di Papa. Così er cardenal gelataro ai pochi rimasti, perché quasi tutti si sono dati subito alla fuga [vedere cronaca, QUI] ha augurato: «I gelati sono la carezza del Papa». Ma soprattutto il Sommo Pontefice, che oltre a essere Capo della Chiesa Cattolica è anche Capo di uno Stato sovrano indipendente, ha augurato loro «di sentirsi finalmente a casa in Italia» [vedere QUI]. E con questa affermazione l’Augusto Pontefice non ha destato alcuna protesta da parte del Quirinale e del Ministero degli Esteri della povera Repubblica Italiana, meno che mai da parte di Emma Bonino e del Partito Radicale, che ad ogni pacato sospiro — e ripeto pacato — del Santo Pontefice Giovanni Paolo II su temi che valicavano di parecchio le faccende puramente politiche e che toccavano invece in profondità la coscienza dei cittadini cattolici, per quarant’anni hanno urlato «all’ingerenza clericale nella politica italiana!». Si provi infatti a immaginare che cosa sarebbe accaduto se il Sommo Pontefice Francesco I, a degli argentini giunti clandestinamente a Santiago, avesse mandato in omaggio una scorta di mate invitandoli a brindare per «sentirsi finalmente a casa loro in Cile» (!?). Purtroppo, quest’uomo che per Roma ha mostrato il tipico sprezzo di certi latino americani rimasti fermi alle leggende nere sugli intrighi di corte — perché nei regimi dell’America Latina nessuno ha mai invece intrigato, vero? —, si è presto rivelato purtroppo incapace a capire che la Roma cristiana, se davvero la vuoi riformare, ne devi conoscere anzitutto l’antica e gloriosa storia, ma soprattutto devi amarla profondamente. O per caso i giornalisti di regime, di quelli che forse si sono bevuti il cervello come quel prete che ha offerto il gelato a me ed a Brivido Cosmico e che già beveva brandy alle dieci del mattino, proprio non arrivano a capire che esortare dei clandestini, con uno status di profughi tutto da accertare, a «sentirsi finalmente a casa in Italia», in tempi normali avrebbe creato perlomeno un incidente diplomatico tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede? Proprio come lo avrebbe creato il Presidente della Repubblica Francese, se da Parigi avesse augurato a dei clandestini giunti nel nostro Paese «di sentirsi finalmente a casa in Italia». Eppure pare proprio che all’Augusto che invita di buon grado fiumane di gente in casa d’altri, tutto sia per davvero permesso. E ciò non tanto in casa sua, di cui egli è legittimo e indiscusso Dominus, ma appunto in casa degli altri, di cui egli non è invece ad alcun titolo legittimo Dominus. Il Romano Pontefice è il Vescovo di Roma, non è il Sindaco di Roma, è il Sovrano Capo dello Stato della Città del Vaticano, non è il Presidente della Repubblica, ed il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana non è il Ministro degli affari interni. E, detto questo, ho precisato al caro Brivido Cosmico che io ragiono a questo modo perché vivo a contatto con un prete che pur portando sempre la veste talare dal collo sino ai talloni, alla laicità dello Stato ci tiene moltissimo, mica come quei pretini in jeans, scarpe da ginnastica e t-shirt, che sono invece la peggiore quintessenza del più venefico clericalismo!

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Brivido Cosmico, il gentlecat

Sicché ho chiesto a Brivido Cosmico:

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«… a’ Brì, ma vedi de famme capì: er cardenal gelataro, nun è pe’ caso quello che quanno sino a poco tempo fa faceva er cerimoniere, dava de’ matt@ si nun jie stiraveno ad arte la veste paonazza?».

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Mi ha risposto Brivido Cosmico:

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«Vedi, Ipazia mia, oggi ner Vatecano, la cantante che va’ più de moda è Fiorella Mannoia: “Come si cambia per non morire, come si cambia, per ricominciare”» [cf. QUI].

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… no, non posso crederlo: adesso ci mancava solo il gesuita che proponeva la creazione di otto donne cardinale!

Allora ci siamo messi a parlare dei nostri rispettivi umani domestici, quelli che in modo del tutto improprio alcuni chiamano i nostri “padroni”, mentre in altro modo stanno le cose: siamo noi che dentro le nostre case permettiamo loro di abitare nei nostri spazi, sedersi sui nostri divani, usare i nostri letti ed i nostri servizi igienici. È il gatto che per amorevole natura possiede l’umano e quelle che taluni chiamano in maniera impropria le “loro cose”, che invece sono cose nostre; non sono gli umani a possedere amorevolmente noi, siamo noi che possediamo gli umani. Così Brivido Cosmico mi ha narrato dell’ultimo articolo del suo umano domestico, Aldo Maria Valli, il quale ha spiegato proprio oggi che il gesuita James Keenan [cf. QUI]  ha proposto di creare otto donne cardinale [vedere articolo, QUI]. A quel punto ho esordito dicendo A Brivido Cosmico: «Possa la Beata Vergine Maria Gattara intercedere per noi»! Al ché lui mi ha chiesto se le donne cardinale mi turbavano proprio tanto, gli ho risposto di no, spiegandogli che il mio umano domestico non è un soggetto mite come il suo Aldo Maria Valli. E scendendo nei dettagli gli ho narrato che se il mio Reverendo umano domestico le cose le prende a ridere, allora comincia la commedia comica con esilaranti florilegi di battute da far impallidire er Marchese der Grillo che gioca alla morra in un’osteria della Trastevere dell’Ottocento, se però le cose le piglia male, sarebbe più facile avere in casa Linda Blair che interpreta l’indemoniata nel film L’Esorcista.

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… l’idea del gesuita James Keenan

Siccome è meglio prevenire che curare, ho detto a Brivido Cosmico: «… mo’ sai che faccio? Jie manno un cat-sapp pe’ preparallo, così semmai, quanno me ne torno a casa, pe’ metà se serà già sfogato». Prendo il cellularcat e gli scrivo: «Leggi Aldo Maria Valli, un gesuita propone otto donne cardinale» [cf. articolo, QUI]. Dopo pochi secondi mi arriva sul mio cat-sapp questo suo whatsapp di risposta:

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«… e questo fenomeno gesuita, il rosso porpora quando glielo vorrebbe dare, prima o dopo la menopausa? Se il cardinalato glielo danno prima della menopausa si possono fare anche il vestito bianco e poi tingerlo loro usque ad effusionem sanguinis».

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Sorrido e dico a Brivido Cosmico: «Meno male, l’ha pijata bene, limitannose a buttalla sur feticismo grottesco!».

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Brivido Cosmico, che come tutti noi ha una vita ed una storia passata, è nato nel retro del cortiletto di un cinema a luci rosse nei pressi della Stazione Termini. E prima che fosse raccolto per strada da Aldo Maria Valli, divenendo poi il gran gentlecat che oggi è, ha vissuto esperienze che costituiscono a posteriori anche un prezioso bagaglio di vita. Immaginate quindi cos’ha dovuto vedere da piccolo, quando si muoveva furtivo in quel cinema durante le proiezioni dei film. Per questo Aldo Maria Valli e Signora, dopo averlo raccolto e adottato, prima di portarlo in casa coi loro figli cresciuti nel più santo timor di Dio, lo hanno mandato per tre mesi presso la Congregazione delle Pie Dame Svizzere di Neuchâtel, dove lo hanno educato e formato a meraviglia, ma dalle quali è stato ritirato in tempo, poco prima che diventasse calvinista. E poi vatti a fidare delle suore, anche se qualche gesuita le propone come cardinali! In fondo, che cosa c’è di peggio dei preti, se non le suore?

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Moana Pozzi [Genova 1961-Lion 1994]

Ripercorrendo i suoi vecchi ricordi, Brivido Cosmico mi ha parlato di una giovane donna di Dio che io non avevo mai sentita nominare. D’altronde sono nata sulla Salaria nei pressi delle Catacombe di Priscilla. Tutto quello che da piccola ricordo, sono le preghiere sussurrate delle Monache Benedettine del monastero eretto sopra le catacombe, mentre da piccolo, Brivido Cosmico, ha udito tutt’altri sussurri eretti su ben altre cose. Così mi ha spiegato che il 17 settembre 1994 fu annunciata la morte di Moana Pozzi, avvenuta a Lion quarantotto ore prima. Lo stesso giorno moriva il celebre filosofo anticomunista Karl Popper, la cui scomparsa passò in sordina proprio per l’annuncio della perdita di questa giovane di appena trentatré anni che occupò per giorni le prime pagine dei giornali. Moana Pozzi era una celebre pornostar italiana [cf. QUI], resa celebre anche per una sua particolarità: malgrado il mestiere che svolgeva, era una donna molto elegante e del tutto priva di volgarità. Fuori dai set dei film a luci rosse era donna dotata di garbo e classe, sino ad essere soprannominata «La Gran Signora del Porno». Nacque a Genova da una famiglia di autentici cattolici praticanti, ed istruita e cresciuta presso le migliori scuole cattoliche del Capoluogo ligure, sempre per tornare al discorso delle suore di cui dicevamo poc’anzi …

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Or bene, in una Chiesa che apre a tutto e che ormai è aperta a tutto, anziché incentrarci su faccende marginali come la proposta di nominare otto donne cardinale, perché non prendere in seria considerazione l’idea di beatificare Moana Pozzi, che in quanto ad aprire ed accogliere, ha aperto e accolto tutto e tutti?

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Moana Pozzi [Genova 1961-Lion 1994]

Così l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Michele Giordano — divenuto famoso anche per le sue opere di carità, tanto da tirar fuori dai guai economici il fratello attingendo soldi dall’Istituto per le Opere di Religione e firmando per amor di zio assegni in bianco a suo nipote [cf. QUI, QUI, QUI, ecc …] —, mentre correva il 19 settembre dell’anno 1994, nella cattedrale partenopea gremita di gente, ricordò in occasione della festa di San Gennaro la povera e diletta figlia Moana, anche se quest’amabile creatura era figlia di Genova e non di Napoli, ma come si sa, il cuore dei napoletani accoglie tutti, specie poi quando si tratta di sesso e di soldi:

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«Si pensi alla vicenda della nostra povera figlia pornodiva che ha rassicurato la propria madre prima di morire: “Vedrai, Dio sa perdonare e perdonerà anche me”. Come si vede la fede in Dio può emergere nei modi più inaspettati, dimora nei cuori degli esseri umani come una scintilla sotto la cenere. Anche in questo mondo secolarizzato esistono segni di speranza cristiana: dobbiamo riuscire a farli germogliare» [cf. QUI].

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E di questi tempi, sulla virtù teologale della speranza, noi abbiamo puntato tutto il nostro essere presente e divenire futuro. Per questo, il saggio gatto Brivido Cosmico, ha formulato un’idea ben più interessante della proposta delle otto donne cardinale fatta dall’immancabile gesuita: la beatificazione di Moana, la pornostar santa. E, detto questo, Brivido Cosmico ha aggiunto: «Mo’ vedi de manna ‘nartro cat-sapp all’umano tuo, pe’ vede’ che te risponne». In un breve cat-sapp gli ho spiegato la proposta di Brivido Cosmico e poco dopo mi giunge questo suo what-sapp:

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«Sono lieto che tu frequenti quel sapiente felino di Casa Valli, puoi dirgli che sono d’accordo con lui. Alla compianta Moana Pozzi dobbiamo assegnare anche un patronato, affinché pure i gruppi esigui delle minoranze perseguitate abbiano dei propri Santi e Sante Protettrici. Bisogna proporre la ormai Serva di Dio Moana Pozzi come co-patrona dei Sacerdoti assieme a San Giovanni Maria Vianney, affidando ad essa il patronato della minoranza dei sacerdoti eterosessuali».

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Leggo a Brivido Cosmico il what-sapp, udito il quale egli replica: «Ipazia, ma tu co ‘sto satanasso, come fai a passacce ggiornate intere?». Ribatto io: «Brivido Cosmico, e che te devo da di’, jie vojio tanto bbene, lo sai, ce s’affezionamo puro agli umani!»

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dall’Isola di Patmos, 11 settembre 2018

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La Madonna dei Gatti, attribuita a Leonardo da Vinci, ma opera in realtà del pittore torinese Cesare Tubino

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One thought on “Dalle donne cardinale all’apertura del processo di beatificazione della Serva di Dio Moana Pozzi. Colloqui in Borgo tra Ipazia e Brivido Cosmico

  1. Che provinciale codesto Keenan, Non sa che i cardinali italiani sono necessari per significare il clero romano stretto attorno al suo vescovo ? E dunque, come può nelle sue proposte omettere l’insigne Emma Bonino ? Anche Laura Boldrini, la vedrei piazzata bene.

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