L'auteur du délirant "Code Ratzinger" est un émissaire évident de l'ésotérisme maçonnique le plus petit et le plus déviant d'une matrice anti-catholique

L'AUTEUR DU DÉLIRANT "CODE RATZINGER" EST UN ÉMISSAIRE ÉVIDENT DU PLUS PETIT ET DIFFÉRENT ÉSOTÉRISME MAÇONNIQUE DE LA MATRICE ANTI-CATHOLIQUE

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Questo personaggio in cerca d’autore è totalmente estraneo al mondo e alla cultura cattolica. A noi studiosi in cammino verso la vecchiaia non è richiesto alcun particolare sforzo per cogliere tra le sue righe, oltre alla crassa ignoranza in materia di dottrina, di fede e soprattutto di storia della Chiesa e di diritto ecclesiastico, un serpeggiante elemento esoterico che non riesce proprio a celare.

- Nouvelles de l'Église -

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la brochure di Andrea Cionci

Chi da anni mi legge e conosce i miei articoli e libri può imputarmi molte cose, a partire dal mio scrivere ed esprimermi in modo spesso duro, senza ricorso a perifrasi e vaghi sottintesi. Per essere incisivo uso talora come espressioni idiomatiche anche frasari coloriti, specie su temi molto delicati. È quindi con estrema chiarezza che affermo pubblicamente che il giornalista Andrea Cionci, autore del Code Ratzinger, un brochure delirante e oltraggioso nei riguardi del Sommo Pontefice Francesco, è un emissario del peggiore esoterismo massonico di matrice anti-cattolica.

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Di questo soggetto non conosco niente, non mi interessa sapere dove e come è vissuto, da dove provenga, quale sia la sua vita pubblica e privata, come e dove si sia formato … né mai mi sognerei di indagare su di lui, come invece ha tentato di fare lui su di me, ignaro di imbattersi in numerose persone che prontamente mi hanno avvisato: «Un certo Andrea Cionci sta battendo in lungo e in largo per chiedere informazioni molto sensibili su di te». Dunque non so chi sia, non m’interessa saperlo né voglio saperlo. Qualcuno mi ha detto che le notizie su di lui in Rete sono molto scarse, un esperto ingegnere informatico mi ha spiegato che forse, votre internet, potrebbe essere stata fatta una gran pulizia sui suoi dati, come se fosse nato d’improvviso al momento in cui incomincia a scrivere assurdità sull’atto di rinuncia di Benedetto XVI da lui ritenuto invalido e l’elezione di conseguenza illecita e invalida del «falso papa usurpatore Bergoglio».

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Uno dei suoi limiti è di non misurare bene i propri avversari, dato che il sottoscritto, oltre a essere un prete tosco-romano che all’occorrenza condisce il discorso con una parola colorita, è parecchio di più: un uomo molto adulto con un complesso vissuto che lo ha portato, entre autres, ad avere tante conoscenze e amicizie. Ho conosciuto e conosco tutt’oggi alti funzionari di Stato che spesso si sono rivolti a me per chiedere consiglio, o per usarmi come interlocutore con le Autorità Ecclesiastiche, al fine di evitare che certi chierici propensi a mettersi nei guai finissero sbattuti sulle prime pagine dei giornali per questioni di carattere morale che non costituiscono per la Legge della Repubblica Italiana alcun reato, ma che per un giovane monsignore della Curia Romana pizzicato in certi ambienti possono invece rappresentare molto, sia per l’etica cattolica che per il Diritto interno della Chiesa.

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A questo principiante con il complesso del genio che pensa di portare alla luce e sciogliere i complotti più complessi e occulti, temo non sia molto chiaro che mi sono potuto permettere di dare pubblicamente del delinquente a un potente cardinale della Curia Romana, caduto poi in disgrazia, ma otto mesi dopo, non quando accusai lui è i suoi scagnozzi di essere peggio di quelli della Banda della Magliana, perché in quei giorni era un intoccabile all’apice del potere [cf.. vidéo: QUI, à la minute 37:30]. E nessuno, a partire dal Vescovo alla cui giurisdizione appartengo, emise neppure mezzo sospiro. Maintenant, deux heures: o l’Autore di questo brochure è solo un dilettante allo sbaraglio che deve crescere e maturare, oppure è gravato di limiti talmente insormontabili che lo rendono incapace di comprendere che a qualsiasi prete che avesse osato dare del delinquente a un potente cardinale della Curia Romana, per tutta risposta l’Autorità Ecclesiastica avrebbe tolto la pelle di dosso mandandolo di corsa a pascolare le pecore, ma quelle delle greggi sarde delle terre più sperdute della Barbagia, non le pecore del Santo Gregge del Signore.

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Per accusare e condannare un imputato occorrono prove, in assenza delle quali tutti siamo innocenti sino a prova contraria. Questo non vuol dire che per condannare un omicida sia necessario trovarlo con la pistola fumante in mano e il cadavere sanguinante del morto disteso per terra. O vi risulta forse che la maggior parte degli uomini finiti in galera per stupro siano stati colti in flagranza di reato dalla Polizia di Stato mentre erano intenti a violentare una donna? Chiunque abbia praticato il diritto penale o lo conosca un po’ a livello di cultura generale, sa che cosa sia il “processo indiziario”. Ciò significa che quando non esiste una prova diretta attraverso la quale prende corpo l’elemento sostanziale rilevante, si può giungere alla elaborazione della prova attraverso indizi che non siano tra di loro discordanti e che nel loro insieme finiscono col provare il fatto.

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Questo personaggio in cerca d’autore è totalmente estraneo al mondo e alla cultura cattolica. A noi studiosi in cammino verso la vecchiaia non è richiesto alcun particolare sforzo per cogliere tra le sue righe, oltre alla crassa ignoranza in materia di dottrina, di fede e soprattutto di storia della Chiesa e di diritto ecclesiastico, un serpeggiante elemento esoterico che non riesce proprio a celare. O non fu forse messo prontamente alla porta quando in passato, prima di cimentarsi sui fanta-complotti della «invalida rinuncia di Benedetto XVI» e del «Bergoglio antipapa», tentò di proporre a studiosi molto esperti e seri un lavoro sulla Sacra Sindone che olezzava di esoterismi? En bref, siamo di fronte a un soggetto decisamente estraneo al mondo e alla cultura cattolica, che in modo a dir poco maldestro ha deciso di vestire i panni del tradizionalista, che lo rendono bizzarro quanto lo sarei io se decidessi di togliermi di dosso la veste talare da prete e indossare da un giorno all’altro una minigonna. Va bene che sono amico della trans Vladi Guadagno, dans l'art Luxuria, ma vedendomi in tale stato, credo che la prima a rimanere contrariata sarebbe proprio lei.

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Poc’anzi ho fatto cenno a vari ambienti istituzionali coi quali mi sono ritrovato in stretto contatto. Le mie relazioni, da sempre molteplici e variegate, sono quelle di un uomo che ha contatti con tutti, anche con ciò che è molto lontano dal Cattolicesimo, sempre mantenendo la mia identità di prete e teologo fedele sino alla morte al deposito della fede e alla Santa Chiesa di Cristo. Posta questa premessa posso avere ― ed ho ― relazioni di sincera amicizia con un anarchico sessuomane come Giuseppe Cruciani, con un puro comunista come Vauro Senesi, che stimo sia per la sua coerenza che per la sua sensibilità umana. Mi sono più volte confrontato con Alessandro Cecchi Paone, che non fa mistero della sua omosessualità né del fatto che appartiene ai più alti gradi della Massoneria e che della vita umana ha una percezione totalmente diversa dalla mia, ma col quale è sempre stato un grande piacere parlare. Ho scritto la prefazione al libro di Francesco Mangiacapra, un ex gigolò, oggi mio caro amico, grazie al quale fu portato allo scoperto un giro di preti che si avvalevano dei servizi sessuali dei marchettari [cf.. QUI]. Tra gli opinionisti italiani, quello che più stimo è Daniele Capezzone, ex bimbo prodigio di Marco Pannella, modello di autentico liberalismo, uomo lucido e non condizionato da ideologie, a partire dal liberalismo stesso. et pourtant, su temi come aborto ed eutanasia non la pensiamo certo allo stesso modo, ma questo nulla toglie alla mia stima nei suoi riguardi.

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Ho fatto queste premesse per giungere al dunque: temo che solo un ragazzino alle prime armi possa pensare che non abbia avuto o che non abbia rapporti con persone che appartengono ai più alti gradi della Massoneria e che dirigono le più antiche Logge. Tutte persone che godono della mia stima, molti di loro sono studiosi di altissimo livello, altri professionisti di fama internazionale ai quali è chiaro da sempre ciò che penso della Massoneria come cattolico e prete, vale a dire che aderirvi ed essere iscritti alle logge massoniche è incompatibile con l’essere cattolici. Ferma restando la mia stima verso molte di queste singole persone, che a loro volta mi stimano e mi vogliono bene.

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E proprio gli amici appartenenti ai più alti gradi della Massoneria mi hanno chiesto se per caso non mi fossi accorto che questo ragazzino in cerca di visibilità manifestava il tipico modo di pensare degli appartenenti alle correnti esoteriche di quella pseudo-massoneria che loro massoni seri non riconoscono come tale e che da sempre giudicano ridicole devianze da piccoli e patetici aspiranti illuminati.

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Presto spiegato il motivo: questo personaggio, che non possiamo definire un pericoloso lupo, al massimo un fastidioso chihuahua col complesso del pittbull, dopo essersi mascherato da improbabile cattolico e da cattolico tradizionalista più improbabile ancora, ha incominciato a lanciare degli attacchi al Papato di una tale violenza che neppure i più feroci massoni anticlericali dell’Ottocento erano giunti a sferrare. Anche perché erano uomini abili, capaci e intelligenti, per questo consideravano il Beato Pontefice Pio IX un uomo molto dotato, nonché avversario temibile e non facile da colpire.

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Ciò che l’Autore di Code Ratzinger diffonde sono un ammasso di teorie costruite neppure su evidenti mancanze di prove, ma proprio sulla totale assenza degli indizi più vaghi. Tutto è retto su assurde e presunte prove cervellotiche basate sul niente e congegnate attraverso la manipolazione e l’alterazione dei documenti della Chiesa, delle parole, dei fatti e persino dei silenzi e delle non-risposte date, sino a creare delle assurde non-verità interamente sorrette su elementi illogici, irrazionali e surreali.

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Perché Alessandro Sallustri, giornalista di lungo corso ed esperto direttore di testate giornalistiche, lascia che questo soggetto scriva da alcuni anni simili incongruenze sul blog del quotidiano Libre? Proviamo a spiegarlo alle anime candide che prendono per vere le affermazioni dei politici e dei conduttori dei talk-show Mediaset e Rai che parlando della Russia di Vladimir Putin affermano: «Noi siamo un Paese libero con una stampa libera!». E qui bisogna tributare onori alla Signora Ilona Staller, alias Cicciolina, che invece non si sognerebbe mai di annunciare «Sono una vergine illibata!», perché è donna coerente e veritiera. Alors, le journal Libre appartiene alla corrente delle varie Destre che nel Sommo Pontefice Francesco ― vero o sbagliato che sia ― vedono una figura a loro parere sbilanciata verso le Sinistre. E certe cose ― vere o false che siano ― vanno sempre fatte pagare, a volte persino col concorso e l’istigazione di certi avvelenati uomini di Chiesa che celati dietro le quinte soffiano sul fuoco. Adesso si provi a immaginare che cosa sarebbe accaduto se l’Autore del Code Ratzinger avesse osato abbozzare un vago sospiro complottardo sul Senatore Matteo Salvini o la Onorevole Giorgia Meloni. Nello spazio di poche ore lo avrebbero rimbalzato fuori dal marchio di quel quotidiano. La stessa cosa sarebbe accaduta con qualsiasi giornalista de la République se avesse fatto altrettanto con figure beneamate dalla Sinistra chic radical. Basti ricordare il recente caso del Senatore Tommaso Cerno, altra mente libera e brillante, escluso da tutti i pubblici dibattiti televisivi per la sua avversione al disegno di legge sulla omotransfobia dell’Onorevole Alessandro Zan, che se fosse passato per com’era stato scritto avrebbe perseguito il reato di opinione [sul tema rimando al libro scritto dal teologo cappuccino Ivano Liguori e da me: QUI]. E con ciò è chiarito come mai questo soggetto può scrivere cose assurde su quel giornale, in questo momento storico e sotto la direzione di quel direttore. Semplicemente perché qualcuno ha ritenute le sue paccottiglie politicamente utili per colpire e seminare confusione, a prescindere che non siano vere. O pensate che a certa gente interessi qualche cosa della verità? A volte certi manipolatori poco intelligenti inventano quello o quell’altro codice senza nemmeno rendersi conto che sono loro a essere manipolati e usati come “utili idioti” da persone più intelligenti che sono parte dei grandi ingranaggi dei poteri più o meno occulti.

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L’Autorità Ecclesiastica d'un côté, je médias cattolici per altro verso, sono saggi e prudenti nel dire che a questo soggetto non va data alcuna visibilità e che non si può rispondere a chi costruisce teorie illogico-irrazionali su elementi assurdi e surreali. Mais, à un moment donné, quando gli indizi concordano e finiscono per formare la prova, è doveroso affermare quello che l’Autorità Ecclesiastica non può dire ma che posso dire io: questo soggetto appartiene a quei filoni esoterici della pseudo-massoneria deviata e da alcuni anni, mascherato da improbabile cattolico e da tradizionalista cattolico ancor più improbabile, tenta di colpire in modo oltraggioso, incessante e metodico quel Papato che sorregge l’intero impianto della Chiesa Cattolica.

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Un eminente storico del Risorgimento Italiano mi disse che gli anticlericali più furibondi vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento non toccarono mai dei livelli così bassi. Non solo perché erano persone dotate di intelligenza e capacità, ma perché del Papato che combattevano e volevano abbattere riconoscevano tutta l’autorità, l’autorevolezza e anche la grandezza storica. Non diffondevano certo brochure nei quali sostenevano di avere dimostrato con prove inconfutabili che Pio IX era un falso pontefice eletto in un conclave invalido.

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Dinanzi a tutto questo abbiamo una sola consolazione, che non è di per sé poca cosa: siamo dinanzi a un maldestro principiante dotato di scarsa intelligenza. E questo non lo affermo io, me lo ha detto un Venerabile Maestro del Grande Oriente d’Italia, uomo settantenne e personalità dalla cultura enciclopedica, che da un ventennio mi considera un amico sincero e leale e che proprio per questo sa da sempre che cosa penso della Massoneria. Ma i miei rapporti pubblici e privati con le singole persone sono altra cosa, non a caso sono un prete, che come tale ha il dovere di accogliere tutti e di ascoltare tutti, dicendo sempre ciò che per me, la mia fede e la morale cattolica è giusto o sbagliato, dando esempio di un vissuto che sia sempre in totale aderenza, sia pubblica che privata, con le verità annunciate e insegnate dalla Chiesa.

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Auguro felice crescita ad Andrea Cionci, mentre seguita ad accontentarsi di pescare nel complottardo mare ParoBlu degli internauti affetti da analfabetismo funzionale e analfabetismo digitale, pronti a credere all’esistenza degli elefanti rosa che volano con le ali, perché oltre a questo pubblico non può andare, gli mancano maturità, intelligenza e talento. Pertanto si accontenti di fare affari con un fuoriuscito di casa come il povero prete scomunicato e dimesso dallo stato clericale Alessandro Minutella.

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A dirgli tutto questo con amorevolezza è un uomo che se chiama al telefono certi cardinali gli rispondono dopo il terzo squillo e che, per questo e altro ancora, come funziona la Chiesa e il Papato pensa di saperlo molto meglio di lui. Ossia quanto basta a fargli una paterna carezza amorosa sulla testa, prenderlo per mano, portarlo a mangiare un cono-gelato e augurargli, tra una leccata e l’altra, di poter diventare un giorno grande per potersi occupare di cose da grandi. In caso contrario passerà la vita a leccarsi le ferite sanguinanti per le frustate ricevute, senza mai riuscire a capire che un adolescente di primo pelo non spara con la pistola a pallini di gomma a un soldato addestrato che imbraccia un kalashnikov, non molla una sberla a Mike Tyson, né si precipita con una bicicletta mountain bike lungo i binari contro il treno ad alta velocità, urlando di avere scoperto il Code Ratzinger e di poterla sparare, à cause de ce, più grossa di tutti.

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de l'île de Patmos, 26 octobre 2022

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2 réponses
  1. Stefano Delle Chiaie
    Stefano Delle Chiaie dit :

    Gen.le P. Arielle, se lei mi dice che un tale che lei conosce è un maldestro principiante dotato di scarsa intelligenza, sono pronto crederle, ma se questo giudizio le proviene da un Venerabile Maestro del Grande Oriente d’Italia, nonché personalità dalla cultura enciclopedica, l’argomento è francamente irricevibile. E’ come scacciare i demòni per mezzo di Belzebul, capo dei demòni. Non è che il Codice Ratzinger sia più pericoloso del Codice da Vinci perché attacca direttamente il Papa. E non valga dire che il secondo è solo un romanzo: non è questione di generi letterari, ma delle falsità che i nemici della Chiesa sono capaci di diffondere con la potenza dei loro mezzi. Un Venerabile Maestro, cioè una figura di vertice di una società segreta, tanto più se intelligente e di cultura enciclopedica, che ha operato tutta la vita nell’oscurità (chi fa il male odia la luce e non viene alla luce affinché non siano svelate le sue opere) modellandosi in una doppiezza patologica, anche se dice la verità non lo fa certo per amore della Verità (cattolicamente questo è un assioma, ou non?); non solo è in grado di diffondere falsità di più e meglio di un maldestro iniziato di primo pelo, maman, sia detto con tutto il rispetto, anche di ingannare un prete colto e navigato come lei. En bref, non mi è parsa una mossa astuta per difendere il Papa quella di chiamare a testimone un Maestro, per di più Venerabile: è come chiamare a propria difesa il diavolo nel giorno del Giudizio. Non so se si evince dal testo, ma vorrei dire tutto questo in modo assolutamente amichevole e pacato.

    • père ariel
      père ariel dit :

      E in modo amichevole e pacato io le dico che se i Grandi Padri e Pastori della Chiesa avessero ragionato come lei, oggi noi, al pari delle Comunità ultra integraliste degli Amish, saremmo una setta chiusa, impenetrabile e sospettosa verso l’intero mondo che la circonda.

      Lei non ha proprio coltoo forse non vuole cogliereil fatto che persino la Massoneria è scandalizzata dall’atteggiamento di Adrea Cionci verso il Papato. E se non le è chiaro questo, vuol dire che lei non sa proprio leggere e comprendere gli articoli.

      Lei ha idea delle frequentazioni che aveva Gesù Cristo e del modo in cui veniva accusato di sedersi a tavola con pubblicani e peccatori, o di accettare persino di essere toccato e accarezzato da delle prostitute?

      Quanto lei esprime mi fa tornare alla mente questo passo del Santo Vangelo:

      «Giovanni gli disse: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”. Mais Jésus a dit: “Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è per noi”» [Mc 9, 39-40].

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