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Il sito di questa Rivista e le Edizioni prendono nome dall’isola dell’Egeo nella quale il Beato Apostolo Giovanni scrisse il Libro dell’Apocalisse, isola anche nota come «il luogo dell’ultima rivelazione»

«ALTIUS CÆTERIS DEI PATEFECIT ARCANA»
(in modo più alto degli altri, Giovanni ha trasmesso alla Chiesa, gli arcani misteri di Dio)

La lunetta usata come copertina della nostra home-page è un affresco del Correggio del XVI sec. conservato nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma
ratrice del sito di questa rivista:
MANUELA LUZZARDI





È o non è sacrilegio l’uso del guanto per distribuire l’ostia santa?
La prima volta quel guanto azzurrino mi ha scandalizzata.
Ma al di là della sensibilità personale è o non è una mancanza di rispetto?
Io dubito che il guanto abbia un’efficacia anticontagio.
Che direbbero gli antichi maestri e padri nella fede di questa trovata?
Quale attinenza ha questa domanda con il testo dell’omelia di Padre Gabriele?
Il giovane filosofo e teologo domenicano parla della solennità del Corpus Domini, non ha trattato in alcun modo le modalità circa la distribuzione della Santissima Eucaristia.
Se uno tratta argomenti legati alla cardiochirurgia, perché rivolgergli domande sulla implantologia odontoiatrica?
Dite che non c’è attinenza? Fra Corpus Domini e Santissima Eucaristia?
Se non c’è attinenza, scusate!
L’ho letto volentieri lo stesso e ci ho riflettuto sopra.
Certamente nell’originale greco si puó leggere anche “dimorare” e non solo “rimanere”, in quanto il riferimento è alla coabitazione nuziale. Come ho già detto in altri commenti all’articolo sull’abolizione del SP di BXVI. Tutto va letto in chiave nuziale: il banchetto eucaristico non è una semplice “mensa”, ma un banchetto nuziale. Per questo Giovanni apre i segni di Gesù con le nozze di Cana. Il Dio che “allieta la mia giovinezza” è il Dio a cui ci rivolgiamo dicendo “non son degno che tu entri sotto il mio/a tetto/tenda”. Ogni messa è una festa di nozze.