1
commento
I commenti sono chiusi.
Il sito di questa Rivista e le Edizioni prendono nome dall’isola dell’Egeo nella quale il Beato Apostolo Giovanni scrisse il Libro dell’Apocalisse, isola anche nota come «il luogo dell’ultima rivelazione»

«ALTIUS CÆTERIS DEI PATEFECIT ARCANA»
(in modo più alto degli altri, Giovanni ha trasmesso alla Chiesa, gli arcani misteri di Dio)

La lunetta usata come copertina della nostra home-page è un affresco del Correggio del XVI sec. conservato nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma
ratrice del sito di questa rivista:
MANUELA LUZZARDI





Un tempo sul “buono” che si trova anche nelle più aberranti filosofie si avevano le idee più chiare. «For the true consistent heresies generally look very clear indeed; like Calvinism then or Communism now. They sometimes even look very true; they sometimes even are very true, in the limited sense of a truth that is less than the Truth. (…) For a heresy is not often a mere lie; as Thomas More himself said, “Never was there a heretic that spoke all false.” A heresy is a truth that hides all the other truths.» (The well and the shallows, G. K. Chesterton) Come a dire che una filosofia perversa o un’eresia sono tali perché racchiudono un pensiero la cui essenza, la cui direzione di marcia, il cui riposto messaggio, sono perversi, cioè ordinati al male o alla menzogna; ma ciò non implica affatto che esse non contengano accidentalmente delle proposizioni vere, e che di alcune verità, che restano però verità, non si servano strumentalmente: caratteristica questa, peraltro, di quasi ogni dottrina erronea.