«La libertà negata. Teologia cattolica e dittatura del conformismo occidentale». Nuova opera di Ariel S. Levi di Gualdo

«LA LIBERTÀ NEGATA. TEOLOGIA CATTOLICA E DITTATURA DEL CONFORMISMO OCCIDENTALE». NUOVA OPERA DI ARIEL S. LEVI di GUALDO

Tra i meriti maggiori del libro la capacità di tenere insieme piani diversi senza confonderli. L’Autore intreccia la tradizione teologica dei grandi Padri della Chiesa con le sfide poste dall’epoca contemporanea, inclusa l’Intelligenza Artificiale, non trattata come curiosità tecnologica ma come banco di prova decisivo per l’antropologia cristiana. Particolarmente interessanti le similitudini tra il pensiero teologico di San Tommaso d’Aquino e alcuni degli elementi cardine che regolano e reggono l’Intelligenza Artificiale.

— Libri e recensioni—

Autore:
Jorge Facio Lince
Presidente delle Edizioni L’Isola di Patmos 

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In un tempo storico in cui la parola “libertà” è divenuta uno slogan consumabile, La libertà negata si presenta come un’opera volutamente controcorrente. Non perché insegua il gusto della provocazione, ma perché rifiuta il linguaggio anestetizzante con cui la cultura contemporanea ha svuotato di contenuto i concetti fondamentali dell’antropologia morale e della teologia cristiana.

Ariel S. Levi di Gualdo non scrive per rassicurare, né per confermare convinzioni preconfezionate, ma per stimolare a pensare, soprattutto a giudicare con maturo senso critico.

Il cuore dell’opera è una tesi tanto semplice quanto radicale: la libertà non è un dato automatico, né una conquista garantita dal progresso tecnico o dall’ampliamento delle possibilità di scelta. Al contrario, oggi è sistematicamente mutilata da una nuova forma di potere, più sottile e pervasiva di quelle del passato: la dittatura del conformismo occidentale, che non imprigiona i corpi, ma addomestica le coscienze; che non vieta esplicitamente, ma orienta silenziosamente ciò che è dicibile, pensabile, moralmente legittimo.

In questo senso, La libertà negata non è un saggio di sociologia religiosa né una requisitoria ideologica. È un testo teologico nel senso più rigoroso del termine: parte dall’uomo, dalla sua struttura spirituale e morale, per mostrare come la perdita della verità sul bene conduca inevitabilmente alla dissoluzione della libertà che, ricorda l’Autore, non consiste nell’arbitrio, ma nella capacità di aderire al bene riconosciuto come compimento della propria natura. Quando il limite viene espulso dall’orizzonte umano, la libertà non si espande: implode.

Tra i meriti maggiori del libro la capacità di tenere insieme piani diversi senza confonderli. L’Autore intreccia la tradizione teologica dei grandi Padri della Chiesa con le sfide poste dall’epoca contemporanea, inclusa l’Intelligenza Artificiale, non trattata come curiosità tecnologica ma come banco di prova decisivo per l’antropologia cristiana. Particolarmente interessanti le similitudini tra il pensiero teologico di San Tommaso d’Aquino e alcuni degli elementi cardine che regolano e reggono l’Intelligenza Artificiale.

Particolarmente incisiva è l’analisi delle dinamiche ecclesiali interne. L’Autore non indulge in polemiche personalistiche, né in facili moralismi, ma mostra con lucidità come anche nella Chiesa il conformismo possa trasformarsi in criterio di governo, producendo una progressiva emarginazione di tutto ciò che non è funzionale al consenso. In questo quadro, la persecuzione non assume più la forma del martirio cruento, ma quella dell’ironia, della delegittimazione, dell’isolamento sistematico di chi rifiuta di adeguarsi al linguaggio dominante.

La copertina del libro — la Venere di Botticelli censurata per “nudità” da un marchio social — non è un semplice espediente grafico, ma una chiave di lettura dell’intero libro: la bellezza, quando non è addomesticabile, deve essere oscurata; la verità, quando non è manipolabile, deve essere rimossa. In questo senso, La libertà negata è anche una riflessione sul rapporto tra verità e scandalo: non lo scandalo morale costruito mediaticamente, ma lo scandalo evangelico di una verità che non si piega.

Non è un libro per tutti e non pretende di esserlo, come del resto le opere di questo autore terribilmente chiaro e comprensibile. Richiede un lettore disposto a uscire dalla comfort zone delle semplificazioni ideologiche, a misurarsi con un pensiero che non concede scorciatoie. Ma proprio per questo è un libro necessario. In un’epoca che confonde la libertà con l’assenza di vincoli e la coscienza con il sentimento soggettivo, La libertà negata ricorda che senza verità non c’è libertà e senza libertà l’uomo smarrisce se stesso.

Un’opera che interpella credenti e non credenti sul punto decisivo della nostra modernità: che cosa resta dell’uomo quando rinuncia a giudicare?

dall’Isola di Patmos, 30 gennaio 2026

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