Il miracolo dell’Avvento: nascere di nuovo.

théologique

IL MIRACOLO DELL’AVVENTO: NASCERE DI NUOVO

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Se noi presbìteri, in particolare noi teologi non recuperiamo una dimensione metafisica di filosofia e di vita cristiana non potremmo mai fare vera pastorale evangelizzatrice, solo mera filantropia, mutandoci presto da preti in assistenti-sociali-surrogato; né sarà possibile fare teologia secondo il senso etimologico di Teos-logos ma solo sociologia religiosa. Nell’uno e nell’altro caso non sarà possibile sostenere, portare avanti e sviluppare una dimensione spirituale ed ecclesiale cristiana.

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Père Ariel Auteur
auteur
Ariel S. Levi Gualdo

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Ariel S. Levi Gualdo – IL MIRACOLO DELL AVVENTO, NASCERE DI NUOVO

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2 réflexions sur "Il miracolo dell’Avvento: nascere di nuovo.

  1. Tour. père,
    Il miracolo dell’avventouna bellissima metonimia: Una certezza di avveramento più che un auspicio, prepariamoci (per preparare le pecorelle delle nostre greggia) alla venuta del Signore nel prossimo Natale, riscoprendo in noi (per invitare a riscoprire) nel raccoglimento e nella penitenza, nella meditazione della Sacra Scrittura, nella limpidezza delle parole del Vangelo di Giovanni e delle lettere Paoline il dono “miracoloso” della Sua Divina Grazia.
    Noi presbiteri, noi teologil’esortazione, rivolta al gruppo circoscritto dei presenti, andrebbe estesa a tutta la Chiesa, a tutti gli unti col sacro Ordine, al servizio del popolo di Dio: siamo, dobbiamo essere rigorosamente fedeli al mandato spirituale ricevuto:
    (Mc. 16, 15) Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”
    E non apparire filantropi, sociologie, ecologisti…

  2. Tour. père,
    le celebrazioni del Natale a scuola: presepi, alberi di Natale, canti tradizionali?
    PADOVA. «Io farei tanti passi indietro pur di mantenerci nella pace e pur di mante nerci nell’amicizia». L’ha detto il vescovo di Padova Claudio Cipolla parlando della celebrazione del Natale nelle scuole ai microfoni di Rete Veneta al termine della messa celebrata in Duomo.
    «Non dobbiamo presentarci pretendendo qualsiasi cosa che magari anche la nostra tradizione e la nostra cultura vedrebbe come ovvioha aggiunto -. Se fosse necessario per mantenere la tranquillità e le relazioni fraterne tra di noi io non avrei paura a fare marcia indietro su tante nostre tradizioni».
    http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2015/11/30/290273/290273-video-rrtv-360-12padova_tg_30112015_natale_nell.mp4

    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/padova-monsignor-cipolla-presepe-no-strumentalizzazioni-delle-religioni.aspx
    A monsignor Cipolla è toccato di ribadire l’ovvio, è cioè di non essere contro la «presenza della religione nello spazio pubblico, né tantomeno contro le tradizioni religiose», ma né l’una né l’altra possono essere «strumenti di separazioni, conflittualità, divisioni».

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