La deuxième édition de ce roman est sortie qui traverse le temps, conscience et mystère, où réalité et vision s'entremêlent, le passé revient avec ses comptes suspendus, la foi est mise à l'épreuve, les certitudes craquent les unes après les autres. Rien n'est pris pour acquis, rien n'est ornemental: chaque réunion, chaque mot, chaque silence mène plus profondément
— Livres et critiques —
Auteur: Jorge Facio Lynx Président des Editions L'île de Patmos
.
Une ville reconnaissable et à la fois inquiétante. Un homme qui a réussi et qui croit avoir tout sous contrôle. Un jeu de clés oublié dans un tiroir. Parfois, la vie ne change pas d'un seul coup, mais avec un détail: une voix, un souvenir, une porte que nous n'avons jamais voulu ouvrir.
La deuxième édition de est sortie Le chemin des trois clés, un roman qui traverse le temps, conscience et mystère, où dans la fiction d'Ariel S. Levi di Gualdo, réalité et vision sont étroitement liées, le passé revient avec ses comptes suspendus, la foi est mise à l'épreuve, les certitudes craquent les unes après les autres. Rien n'est pris pour acquis, rien n'est ornemental: chaque réunion, chaque mot, chaque silence mène plus profondément.
Ce n’est pas un récit qui adoucit les contours de l’existence, mais une histoire qui les traverse. Il conduit le lecteur là où chaque homme, tôt ou tard, est appelé à rester: en lui-même, avant leurs propres choix, confronté à ses propres omissions. Et peut-être, cette fois, la clé pèsera plus dans la main, car certaines portes ne s'ouvrent qu'une seule fois et ce qu'il y a derrière elles ne permet plus de revenir en arrière comme avant.
Chers lecteurs, ce magazine nécessite des frais de gestion auxquels nous avons toujours été confrontés uniquement avec vos offres gratuites. Ceux qui souhaitent soutenir notre travail apostolique peuvent nous envoyer leur contribution par le moyen pratique et sûr Pay Pal en cliquant ci-dessous:
Ou si vous préférez, vous pouvez utiliser notre compte bancaire au nom de: Éditions L'île de Patmos n Agence. 59 De Rome – Vatican
IBAN: IT74R0503403259000000301118
Pour les virements bancaires internationaux:
Code SWIFT: BAPPIT21D21
Si vous effectuez un virement bancaire, envoyez un mail à la rédaction, la banque ne fournit pas votre e-mail et nous ne pourrons pas vous envoyer de message de remerciement: isoladipatmos@gmail.com
Nous vous remercions du soutien que vous souhaitez offrir à notre service apostolique.
Les Pères Patmos Island
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/12/Jorge-Isola-piccola2.jpg?fit = 150% 2C150 & SSL = 1150150Jorge Facio Lynxhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngJorge Facio Lynx2026-03-08 14:22:582026-03-08 14:22:58Le chemin des trois clés
IL DESERTO, L’ESODO E IL PALCOSCENICO: GIOVANI E LA QUARESIMA CON PAPA LEONE XIV
«Come è raro trovare adulti che si ravvedono, gens, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato! Aujourd'hui, fra noi, si tratta proprio di questa possibilità».
«Mi immagino sempre tutti questi ragazziniche fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno».
Questa celebre e struggente confessionedel protagonista deIl giovane Holdendi J.D. Salinger(1), risuona, a distanza di decenni, con un’attualità profetica impressionante. Holden Caulfield, nel suo vagabondare inquieto e disincantato, disprezza profondamente la falsità del mondo adulto, il conformismo vuoto, quella che oggi potremmo definire l’ipertrofia dell’effimero. Cerca disperatamente l’autenticità, un luogo sicuro dove l’innocenza non venga corrotta. Erano altri tempi oramai passati? Nous sommes sûrs? je ne crois pas. I giovani di oggi, immersi nel nostro complesso e turbolento cambiamento d’epoca, si trovano esattamente su quel dirupo pazzesco, a un passo dal vuoto vertiginoso della perdita di senso.
I nostri sono tempi inediti.L’era post-pandemica ha lasciato cicatrici profonde nell’animo delle nuove generazioni, cicatrici che si sommano alle ansie di una società in cui l’intelligenza artificiale, gli algoritmi predittivi e le nuove logiche dell’economia globale rischiano di ridurre la persona umana a un mero dato di consumo e di elaborazione. In questo scenario, en tant que formateurs, teologi e pastori, ci scontriamo con due tensioni fondamentali che attraversano il cuore dei giovani. La prima è l’assenza di futuro e di progettualità: le nuove generazioni faticano a immaginare il proprio domani perché non gli vengono fornite le coordinate per tracciarlo; le loro speranze, troppo spesso, non sono state integrate in un cammino di fede capace di dare respiro all’esistenza.
La seconda tensione,ancora più radicale, è proprio la ricerca di un senso profondo che superi l’effimero, la necessità impellente di qualcosa, o meglio di Qualcuno, che non svanisca al mutare delle mode, delle pubblicità di Amazon e dei vari store digitali. Toutefois, almeno al nostro personale livello di esperienza pastorale e umana, possiamo affermare con certezza che sotto le ceneri di questa crisi alberga un fuoco vivo. La straordinaria esperienza del Giubileo dei Giovani dell’estate 2025 non è stata un fuoco di paglia, un evento isolato e consumato nell’entusiasmo di pochi giorni. A été, au contraire, un autentico inizio. Su quella strada molti hanno cominciato a camminare. Non possiamo certo garantire per tutti i due milioni di giovani presenti, ma il fermento è innegabile. I giovani si sentono sempre più attratti dal sacro. Paradoxalement, proprio l’aggressività di una secolarizzazione che si è appiattita sulla commercializzazione e sull’ipertrofia dell’ego sta spingendo le nuove generazioni a cercare altrove, a fuggire da un materialismo che non nutre lo spirito. Cercano il Dio di Gesù Cristo, un Dio che sappia valorizzarli, che mostri loro i punti di forza ma che li aiuti anche ad affrontare le necessarie negazioni di sé.
L’inizio di questa Quaresima del 2026è stato segnato da una bellissima e programmatica omelia da parte del Santo Padre Leone XIV, che esordisce per la prima volta come Pontefice all’interno del cammino penitenziale. Il Papa ha colto con straordinaria lucidità questa dinamica di ricerca giovanile, offrendo una lettura teologica e pastorale che ci scuote dalle nostre pigrizie. Nel suo messaggio per la Messa delle Ceneri, Papa Leone XIV afferma: opporre all’idolatria il Dio vivente – ci insegna la Scrittura – significa osare la libertà e ritrovarla attraverso un esodo, un cammino. Non più paralizzati, rigide, sicuri nelle proprie posizioni, ma radunati per muoversi e cambiare. Come è raro trovare adulti che si ravvedono, gens, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato!
"Aujourd'hui,, fra noi, si tratta proprio di questa possibilità. E non è un caso che numerosi giovani, anche in contesti secolarizzati, avvertano più che in passato il richiamo di questo giorno, il Mercoledì delle Ceneri. Sont-ils, en fait, les jeunes, a cogliere distintamente che un modo di vivere più giusto è possibile e che esistono delle responsabilità per ciò che nella Chiesa e nel mondo non va. Il faut, alors, cominciare da dove si può e con chi ci sta. «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!» (2Cor 6,2). Nous ressentons, donc, la portata missionaria della Quaresima, non certo per distrarci dal lavoro su noi stessi, quanto per aprirlo a tante persone inquiete e di buona volontà, che cercano le vie per un autentico rinnovamento di vita, nell’orizzonte del Regno di Dio e della sua giustizia» (Omelia nella Santa Messa per la benedizione delle ceneri, 18 février 2026, texte qui).
Ecco la chiave di volta:la Quaresima non è un ripiegamento intimistico, ma un esodo. Et qui, più dei giovani, è strutturalmente pronto a mettersi in viaggio? Il Papa osserva acutamente una dinamica che svergogna noi adulti:
«Come è raro trovare adulti che si ravvedono, gens, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato! Aujourd'hui, fra noi, si tratta proprio di questa possibilità».
La Chiesa oggi si trova in una fase ambivalente:vive una innegabile decadenza delle sue forme istituzionali più antiche, ma sperimenta al contempo una silenziosa e potente crescita spirituale, un ritorno all’essenziale. In questo disorientamento, in cui non sempre come comunità ecclesiale siamo in grado di fornire le giuste risposte, i giovani chiedono disperatamente nuovi “punti fermi”. Punti fermi necessari per decifrare il reale, per non farsi trascinare via dalle ideologie del momento e per resistere al deserto spirituale.
Papa Leone XIV sottolinea proprio questo aspetti: les jeunes. I giovani non cercano una Chiesa perfetta, ma una Chiesa credibile, capace di ammettere i propri limiti e di rimettersi in cammino. Da qui scaturisce l’urgenza di una nuova missione, come ricorda l’Apostolo Paolo citato dal Pontefice: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!» (2Cor 6,2). Il Papa ci invia come missionari tra i giovani, invitandoci a scendere dalle nostre cattedre e a cercare nuove vie pastorali e teologiche per far comprendere la bellezza di essere cristiani. È un invito a far fiorire il deserto, offrendo proposte solide che superino l’intimismo e abbraccino il dramma della storia.
Proviamo ad escogitare qualche via perché questa ricerca dei giovani,con i giovani diventi un’azione pastorale efficace e teologicamente fondata nel Teodramma di Cristo che genera l’azione salvifica e la Speranza. C’è una chiave di lettura preziosa che emerge ogni anno, all’inizio del tempo penitenziale, nelle conversazioni con una cara amica, la quale mi ricorda sempre come la Quaresima sia il suo periodo liturgico preferito. La motivazione, tradotta in linguaggio teologico, è illuminante: la Quaresima è il cammino in cui si è chiamati a entrare fisicamente e spiritualmente neldramma di Cristo, a immergersi nella Sua azione più profonda, più alta e più bella.
Tutti gli altri misteri liturgici— il Natale, il Tempo Ordinario, le solennità mariane — trovano il loro centro di gravità e il loro raccordarsi perfetto unicamente qui, nell’azione drammatica e salvifica di Gesù. È qui che il pensiero ci rimanda inevitabilmente alla geniale intuizione di Hans Urs von Balthasar. Nella sua monumentaleTeodrammatica, il grande teologo svizzero ci ricorda che la Rivelazione non è un quadro statico a cui assistere, ma un dramma in cui Dio entra in prima persona, compromettendosi con la storia. Il écrit:
"Ça a donné [...] è come un poeta. Di qui si spiega anche che egli si trovi nel male e in tutta la sporcizia… Lui stesso è dappertutto sul posto, osserva, va avanti a comporre, in un certo senso con modi poeticamente impersonali, attento per così dire a tutto»(2).
L’uomo è allora strappato alla sua condizione di semplice spettatoreed è trascinato a recitare la propria parte in Cristo, tant que:
«Questa intera esistenza può essere compresa – nella sua relazione alla croce e della croce – come un dramma»(3).
Ecco il cuore della proposta da offrire ai nostri giovani.Dobbiamo riportarli a vivere il dramma di Cristo, a comprendere che il Cristianesimo è l’avventura più audace in cui l’infinito si intreccia con il finito. Bisogna aiutarli a inserire la loro azione, i loro fallimenti, le loro speranze frustrate e il loro disorientamento nell’azione vittoriosa di Gesù. Quando un giovane comprende che il suo dolore e le sue aspirazioni sono state assunte dal Figlio di Dio sul “palcoscenico” della Croce, la secolarizzazione perde improvvisamente il suo fascino ingannevole.
Guardiamo allora a questa Quaresima,guidati dal magistero di Leone XIV, con incrollabile ottimismo e profonda speranza. Nonostante le ombre della nostra epoca, lo Spirito Santo continua a suscitare nei cuori delle nuove generazioni una fame e sete di Assoluto che nessuna logica umana potrà mai saziare. Accompagnare i giovani in questo esodo verso la libertà, farsi loro compagni di viaggio per far riscoprire la bellezza abbacinante della fede in Cristo, è la sfida più entusiasmante che la Chiesa di oggi sia chiamata ad affrontare. E la vittoria, nel dramma della redenzione, ci è già stata assicurata.
THE DESERT, THE EXODUS AND THE STAGE: YOUNG PEOPLE AND LENT WITH POPE LEO XIV
«How rare it is to find adults who repent, people, companies and institutions who admit that they have been wrong! Aujourd'hui, among us, this is precisely the possibility».
— Théologique —
Auteur: Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.
.
«I keep picturing all these little kidsplaying some game in this big field of rye and all. Thousands of little kids, and nobody’s around – nobody big, I mean – except me. And I’m standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do is catch everybody if they start to go over the cliff – I mean if they’re running and they don’t look where they’re going, I have to come out from somewhere and catch them. That’s all I’d do all day».
This famous and moving confessionof the protagonist of The Catcher in the Rye by J.D. Salinger(1)resonates, decades later, with astonishing prophetic relevance. Holden Caulfield, in his restless and disenchanted wandering, profoundly despises the falseness of the adult world, its empty conformism – what today we might define as the hypertrophy of the ephemeral. He desperately seeks authenticity, a safe place where innocence is not corrupted. Were those times long gone? Are we sure? I do not think so. Today’s young people, immersed in our complex and turbulent change of epoch, stand precisely on that crazy cliff, one step away from the vertiginous void of the loss of meaning.
Ours are unprecedented times.The post-pandemic era has left deep scars on the souls of the younger generations, scars that add to the anxieties of a society in which artificial intelligence, predictive algorithms and the new logics of the global economy risk reducing the human person to mere data for consumption and processing. In this scenario, as educators, theologians and pastors, we encounter two fundamental tensions that cross the hearts of the young. The first is the absence of a future and of life projects: new generations struggle to imagine their tomorrow because they are not given the coordinates to chart it; their hopes, too often, have not been integrated into a journey of faith capable of giving breath to existence.
The second tension,even more radical, is the search for a profound meaning that surpasses the ephemeral, the pressing need for something — or rather Someone — who does not vanish with changing fashions, Amazon advertisements and the countless digital stores. Encore, at least according to our own pastoral and human experience, we can affirm with certainty that beneath the ashes of this crisis there burns a living fire. The extraordinary experience of the Youth Jubilee in the summer of 2025 was not a flash in the pan, an isolated event consumed in the enthusiasm of a few days. Au contraire, it was an authentic beginning. Many have begun to walk along that road. We cannot guarantee for all the two million young people who were present, but the ferment is undeniable. Young people are increasingly attracted to the sacred. Paradoxalement, precisely the aggressiveness of a secularization flattened into commercialization and the hypertrophy of the ego is pushing the new generations to look elsewhere, to flee from a materialism that does not nourish the spirit. They seek the God of Jesus Christ, a God who knows how to value them, who shows them their strengths but also helps them to face the necessary renunciations of self.
The beginning of this Lent of 2026was marked by a beautiful and programmatic homily by the Holy Father Leo XIV, who for the first time opened the penitential journey as Pontiff. The Pope grasped with extraordinary clarity this dynamic of youthful search, offering a theological and pastoral interpretation that shakes us from our laziness. In his message for the Mass of Ash Wednesday, Pope Leo XIV states: opposing the living God to idolatry – Scripture teaches us – means daring freedom and rediscovering it through an exodus, a journey. No longer paralyzed, rigid, secure in one’s positions, but gathered in order to move and change. How rare it is to find adults who repent, people, companies and institutions who admit that they have been wrong!
«Today, among us, this very possibility is at stake. And it is no coincidence that many young people, even in secularized contexts, feel more than in the past the appeal of this day, Ash Wednesday. En effet, it is the young who clearly perceive that a more just way of living is possible and that there are responsibilities for what does not work in the Church and in the world. Therefore we must begin where we can and with those who are willing. “Behold, now is the acceptable time; behold, now is the day of salvation!” (2 Cor 6:2). Let us therefore feel the missionary scope of Lent, not in order to distract ourselves from the work on ourselves, but to open it to the many restless people of good will who are seeking paths for an authentic renewal of life, in the horizon of the Kingdom of God and of His justice» (Homily for the blessing of ashes, 18 février 2026).
Here lies the turning point:Lent is not an inward-looking retreat, but an exodus. And who, more than the young, is structurally ready to set out on a journey? The Pope astutely observes a dynamic that exposes us adults:
«How rare it is to find adults who repent, people, companies and institutions who admit that they have been wrong! Aujourd'hui, among us, this is precisely the possibility».
Today the Church finds herself in an ambivalent phase:she experiences an undeniable decline of her most ancient institutional forms, yet at the same time she witnesses a silent and powerful spiritual growth, a return to the essential. In this disorientation, in which we as an ecclesial community are not always able to provide the right answers, young people desperately ask for new “points of reference”. Firm points necessary to decipher reality, to avoid being swept away by the ideologies of the moment and to resist the spiritual desert.
Pope Leo XIV highlights precisely this aspect:young people. Young people do not seek a perfect Church, but a credible Church, capable of admitting its limits and setting out again on the journey. From here springs the urgency of a new mission, as the Apostle Paul – quoted by the Pontiff – reminds us: «Behold, now is the acceptable time; behold, now is the day of salvation!» (2 Cor 6:2). The Pope sends us as missionaries among the young, inviting us to descend from our chairs and to seek new pastoral and theological paths to make people understand the beauty of being Christians. It is an invitation to make the desert blossom, offering solid proposals that go beyond intimacy and embrace the drama of history.
Let us try to devise some paths so that this search of the young,with the young, may become an effective pastoral action and theologically grounded in the Theo-drama of Christ that generates salvific action and Hope. A precious interpretative key emerges every year, at the beginning of the penitential season, in conversations with a dear friend who always reminds me that Lent is her favourite liturgical season. The reason, translated into theological language, is illuminating: Lent is the journey in which one is called to enter physically and spiritually into the drama of Christ, to immerse oneself in His deepest, highest and most beautiful action.
All the other liturgical mysteries– Christmas, Ordinary Time, the Marian solemnities – find their centre of gravity and their perfect convergence precisely here, in the dramatic and salvific action of Jesus. Here our thought inevitably turns to the brilliant intuition of Hans Urs von Balthasar. In his monumental Theo-Drama, the great Swiss theologian reminds us that Revelation is not a static picture to be observed, but a drama in which God enters personally, committing Himself to history. He writes:
«God [...] is like a poet. Hence it is understandable that He finds Himself in evil and in all the filth… He Himself is everywhere on the scene, observing, continuing to compose, in a certain sense with poetically impersonal ways, attentive, so to speak, to everything»(2).
Man is thus torn from the condition of a mere spectatorand drawn to play his part in Christ, puisque:
«This whole existence can be understood – in its relation to the Cross and from the Cross – as a drama»(3).
Here lies the heart of the proposal to offer to our young people.We must bring them back to live the drama of Christ, to understand that Christianity is the boldest adventure in which the infinite intertwines with the finite. We must help them insert their action, their failures, their frustrated hopes and their disorientation into the victorious action of Jesus. When a young person understands that his suffering and aspirations have been taken up by the Son of God on the “stage” of the Cross, secularization suddenly loses its deceptive charm.
Let us therefore look to this Lent,guided by the magisterium of Leo XIV, with unshakeable optimism and deep hope. Despite the shadows of our age, the Holy Spirit continues to awaken in the hearts of the new generations a hunger and thirst for the Absolute that no human logic will ever be able to satisfy. Accompanying young people in this exodus toward freedom, becoming their companions on the journey so that they may rediscover the dazzling beauty of faith in Christ, is the most exciting challenge that the Church of today is called to face. And the victory, in the drama of redemption, has already been assured to us.
(1)J.D. Salinger, The Catcher in the Rye, Boston–Toronto, Little, Brown and Company, 1951, ch. 22.
(2) Hans Urs von Balthasar, Theo-Drama: Theological Dramatic Theory, Volume. je: Prolegomena, San Francisco, Ignatius Press, 1988, p. 30.
(3) Hans Urs von Balthasar, Theo-Drama: Theological Dramatic Theory, Volume. IV: The Action, San Francisco, Ignatius Press, 1994, p. 368.
.
.
EL DESIERTO, EL ÉXODO Y EL ESCENARIO: LOS JÓVENES Y LA CUARESMA CON EL PAPA LEÓN XIV
«¡Qué raro es encontrar adultos que se conviertan, personas, empresas e instituciones que admitan haberse equivocado! Hoy, entre nosotros, se trata precisamente de esta posibilidad».
— Théologique —
Auteur: Gabriele Giordano M. Scardocci, o.p.
.
«Siempre me imagino a todos esos niñosjugando en ese inmenso campo de centeno… Miles de niños y nadie alrededor, ningún adulto, quiero decir, sólo yo. Y yo estoy de pie al borde de un precipicio terrible. Y lo único que tengo que hacer es atrapar a todos los que estén a punto de caer por el precipicio; si corren sin mirar adónde van, yo debo salir de algún sitio y agarrarlos. Eso es lo único que tendría que hacer todo el día».
Esta célebre y conmovedoraconfesión del protagonista deEl guardián entre el centenode J.D. Salinger(1)resuena, décadas después, con una actualidad profética impresionante. Holden Caulfield, en su vagar inquieto y desencantado, desprecia profundamente la falsedad del mundo adulto, el conformismo vacío, lo que hoy podríamos definir como la hipertrofia de lo efímero. Busca desesperadamente la autenticidad, un lugar seguro donde la inocencia no sea corrompida. ¿Eran aquellos tiempos ya pasados? ¿Estamos seguros? No lo creo. Los jóvenes de hoy, inmersos en nuestro complejo y turbulento cambio de época, se encuentran precisamente en ese precipicio terrible, a un paso del vacío vertiginoso de la pérdida de sentido.
Vivimos tiempos inéditos.La era pospandémica ha dejado profundas cicatrices en el alma de las nuevas generaciones, cicatrices que se suman a las ansiedades de una sociedad en la que la inteligencia artificial, los algoritmos predictivos y las nuevas lógicas de la economía global corren el riesgo de reducir a la persona humana a un mero dato de consumo y procesamiento. En este escenario, como formadores, teólogos y pastores, nos encontramos con dos tensiones fundamentales que atraviesan el corazón de los jóvenes. La primera es la ausencia de futuro y de proyectos: las nuevas generaciones tienen dificultad para imaginar su mañana porque no se les proporcionan las coordenadas para trazarlo; sus esperanzas, con demasiada frecuencia, no han sido integradas en un camino de fe capaz de dar aliento a la existencia.
La segunda tensión,aún más radical, es la búsqueda de un sentido profundo que supere lo efímero, la necesidad urgente de algo — o mejor dicho de Alguien — que no desaparezca con el cambio de las modas, de la publicidad de Amazon y de las diversas plataformas digitales. Cependant, al menos según nuestra experiencia pastoral y humana, podemos afirmar con certeza que bajo las cenizas de esta crisis arde un fuego vivo. La extraordinaria experiencia del Jubileo de los Jóvenes del verano de 2025 no fue un fuego de paja, un acontecimiento aislado consumido en el entusiasmo de unos pocos días. Fue, au contraire, un verdadero comienzo. Muchos han empezado a caminar por ese camino. No podemos garantizarlo para los dos millones de jóvenes presentes, pero el fermento es innegable. Los jóvenes se sienten cada vez más atraídos por lo sagrado. Paradoxalement, precisamente la agresividad de una secularización reducida a la comercialización y a la hipertrofia del ego está empujando a las nuevas generaciones a buscar en otro lugar, a huir de un materialismo que no alimenta el espíritu. Buscan al Dios de Jesucristo, un Dios que sepa valorarlos, que les muestre sus puntos fuertes pero que también les ayude a afrontar las necesarias renuncias de sí mismos.
El inicio de esta Cuaresma de 2026estuvo marcado por una hermosa y programática homilía del Santo Padre León XIV, que por primera vez se dirige como Pontífice en el camino penitencial. El Papa captó con extraordinaria lucidez esta dinámica de búsqueda juvenil, ofreciendo una lectura teológica y pastoral que nos sacude de nuestras perezas. En su mensaje para la Misa del Miércoles de Ceniza, el Papa León XIV afirma: oponer al Dios vivo frente a la idolatría — nos enseña la Escritura — significa atreverse a la libertad y redescubrirla a través de un éxodo, de un camino. Ya no paralizados, rígidos y seguros en nuestras posiciones, sino reunidos para ponernos en movimiento y cambiar. ¡Qué raro es encontrar adultos que se conviertan, personas, empresas e instituciones que admitan haberse equivocado!
«Hoy, entre nosotros, se trata precisamente de esta posibilidad. Y no es casualidad que numerosos jóvenes, incluso en contextos secularizados, perciban más que antes el llamado de este día, el Miércoles de Ceniza. Son ellos, los jóvenes, quienes captan con claridad que un modo de vivir más justo es posible y que existen responsabilidades por aquello que en la Iglesia y en el mundo no funciona. Il faut, donc, comenzar desde donde se pueda y con quienes estén dispuestos. “Ahora es el tiempo favorable, ahora es el día de la salvación” (2Cor 6,2). Sintamos, donc, el alcance misionero de la Cuaresma, no para distraernos del trabajo sobre nosotros mismos, sino para abrirlo a tantas personas inquietas y de buena voluntad que buscan caminos para una auténtica renovación de vida, en el horizonte del Reino de Dios y de su justicia» (Homilía en la Santa Misa para la bendición de las cenizas, 18 Février 2026).
He aquí la clave:la Cuaresma no es un repliegue intimista, sino un éxodo. ¿Y quién, más que los jóvenes, está estructuralmente dispuesto a ponerse en camino? El Papa observa con agudeza una dinámica que deja en evidencia a nosotros los adultos:
«¡Qué raro es encontrar adultos que se conviertan, personas, empresas e instituciones que admitan haberse equivocado! Hoy, entre nosotros, se trata precisamente de esta posibilidad».
La Iglesia vive hoy una fase ambivalente:experimenta una innegable decadencia de sus formas institucionales más antiguas, pero al mismo tiempo presencia un silencioso y poderoso crecimiento espiritual, un retorno a lo esencial. En este desconcierto, en el que no siempre somos capaces como comunidad eclesial de ofrecer respuestas adecuadas, los jóvenes piden desesperadamente nuevos “puntos de referencia”. Puntos firmes necesarios para descifrar la realidad, para no dejarse arrastrar por las ideologías del momento y para resistir al desierto espiritual.
El Papa León XIV subraya precisamente este aspecto: los jóvenes.Los jóvenes no buscan una Iglesia perfecta, sino una Iglesia creíble, capaz de admitir sus límites y de volver a ponerse en camino. De aquí surge la urgencia de una nueva misión, como recuerda el Apóstol Pablo citado por el Pontífice: «Ahora es el tiempo favorable, ahora es el día de la salvación» (2Cor 6,2). El Papa nos envía como misioneros entre los jóvenes, invitándonos a bajar de nuestras cátedras y a buscar nuevos caminos pastorales y teológicos para hacer comprender la belleza de ser cristianos. Es una invitación a hacer florecer el desierto, ofreciendo propuestas sólidas que superen el intimismo y abracen el drama de la historia.
Intentemos entonces imaginar algunos caminospara que esta búsqueda de los jóvenes, junto con los jóvenes, se convierta en una acción pastoral eficaz y teológicamente fundada en el Teodrama de Cristo que genera la acción salvífica y la Esperanza. Existe una clave de lectura preciosa que emerge cada año, al comienzo del tiempo penitencial, en conversaciones con una querida amiga que siempre me recuerda cómo la Cuaresma es su tiempo litúrgico preferido. La motivación, traducida en lenguaje teológico, es iluminadora: la Cuaresma es el camino en el que se nos llama a entrar física y espiritualmente en el drama de Cristo, a sumergirnos en su acción más profunda, más alta y más hermosa.
Todos los demás misterios litúrgicos— la Navidad, el Tiempo Ordinario, las solemnidades marianas — encuentran su centro de gravedad y su perfecta convergencia precisamente aquí, en la acción dramática y salvífica de Jesús. Es aquí donde el pensamiento nos remite inevitablemente a la genial intuición de Hans Urs von Balthasar. En su monumentalTeodramática, el gran teólogo suizo nos recuerda que la Revelación no es un cuadro estático al que asistir, sino un drama en el que Dios entra personalmente, comprometiéndose con la historia. Él escribe:
«Dios [...] es como un poeta. De ahí se explica también que se encuentre en el mal y en toda la suciedad… Él mismo está en todas partes en escena, observa, continúa componiendo, en cierto modo con modos poéticamente impersonales, atento, por así decir, a todo»(2).
El hombre es entonces arrancado de su condiciónde simple espectador y es arrastrado a interpretar su propia parte en Cristo, puesto que:
«Toda esta existencia puede ser comprendida —en su relación con la cruz y desde la cruz— como un drama»(3).
Aquí se encuentra el corazónde la propuesta que debemos ofrecer a nuestros jóvenes. Debemos llevarlos de nuevo a vivir el drama de Cristo, a comprender que el cristianismo es la aventura más audaz en la que lo infinito se entrelaza con lo finito. Es necesario ayudarlos a insertar su acción, sus fracasos, sus esperanzas frustradas y su desconcierto en la acción victoriosa de Jesús. Cuando un joven comprende que su dolor y sus aspiraciones han sido asumidos por el Hijo de Dios en el “escenario” de la Cruz, la secularización pierde de repente su encanto engañoso.
Miremos entonces esta Cuaresma,guiados por el magisterio de León XIV, con un optimismo inquebrantable y una profunda esperanza. A pesar de las sombras de nuestra época, el Espíritu Santo continúa suscitando en el corazón de las nuevas generaciones un hambre y una sed de Absoluto que ninguna lógica humana podrá jamás saciar. Acompañar a los jóvenes en este éxodo hacia la libertad, hacerse compañeros de camino para redescubrir la deslumbrante belleza de la fe en Cristo, es el desafío más apasionante que la Iglesia de hoy está llamada a afrontar. Y la victoria, en el drama de la redención, ya nos ha sido asegurada.
(1)J.D. SALINGER, El guardián entre el centeno, Turin, Einaudi, 1961, casquette. 22.
(2)H.U. VON BALTHASAR, Teodramática, Volume. je: Introducción al drama, Livre Jaca, Milan, 1980, 30.
(3)H.U. VON BALTHASAR, Teodramática, Volume. IV: La acción, Livre Jaca, Milan, 1986, 368.
.
Abonnez-vous à notre chaîne Jordan du club théologique réalisé par le Père Gabriele en cliquant sur l'image
LES DERNIERS EPISODES SONT DISPONIBLES DANS L'ARCHIVE: QUI
.
Visitez les pages de notre boutique de livres QUI et soutenez nos éditions en achetant et en distribuant nos livres.
.
.
.
______________________
Chers lecteurs, ce magazine nécessite des frais de gestion auxquels nous avons toujours été confrontés uniquement avec vos offres gratuites. Ceux qui souhaitent soutenir notre travail apostolique peuvent nous envoyer leur contribution par le moyen pratique et sûr Pay Pal en cliquant ci-dessous:
Ou si vous préférez, vous pouvez utiliser notre compte bancaire au nom de: Éditions L'île de Patmos n Agence. 59 De Rome – Vatican
IBAN: IT74R0503403259000000301118
Pour les virements bancaires internationaux:
Code SWIFT: BAPPIT21D21
Si vous effectuez un virement bancaire, envoyez un mail à la rédaction, la banque ne fournit pas votre e-mail et nous ne pourrons pas vous envoyer de message de remerciement: isoladipatmos@gmail.com
Nous vous remercions du soutien que vous souhaitez offrir à notre service apostolique.
Les Pères Patmos Island
.
.
.
https://i0.wp.com/isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2021/09/padre-Gabriele-piccola.png?fit = 150% 2C150 & SSL = 1150150Père Gabrielhttps://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2022/01/logo724c.pngPère Gabriel2026-03-08 13:48:182026-03-08 17:17:04le désert, l'exode et la scène: les jeunes et le Carême avec le pape Léon XIV – Le désert, l'exode et la scène: les jeunes et le Carême avec le pape Léon XIV – Le désert, l'exode et le décor: les jeunes et le Carême avec le pape Léon XIV
J'ai eu une demi-sœur issue du deuxième mariage de mon père télécharger du porno Ma nouvelle sœur est une fainéante regarder du porno Il ne va ni à l'école ni aux études. histoire de sexe Il sèche l'école chaque fois qu'il en a l'occasion porno gratuit C'est pourquoi les membres de sa famille sont si en colère contre lui porno brazzers Je pensais faire du sport dans le jardin aujourd'hui quand il n'y a personne à la maison histoires de sexe Par hasard j'ai vu ma sœur qui n'allait pas à l'école se cacher dans sa chambre rokettube Je lui ai crié dessus et je l'ai forcé à aller à l'école porno turc Lorsqu'il a quitté la maison, j'ai commencé mes sports dans le jardin. porno Peu de temps après, j'ai reçu une notification sur mon téléphone indiquant que l'alarme de la maison était désactivée. histoires d'inceste Elle m'a convaincu de faire l'amour avec sa position nue devant moi et ses discours provocateurs..
Gérer le consentement
Aperçu de la confidentialité
Ce site utilise des cookies pour améliorer votre expérience lorsque vous naviguez sur le site. Hors de ces, les cookies classés comme nécessaires sont stockés sur votre navigateur car ils sont essentiels au fonctionnement des fonctionnalités de base du site Web. Nous utilisons également des cookies tiers qui nous aident à analyser et à comprendre comment vous utilisez ce site Web. Ces cookies ne seront stockés dans votre navigateur qu'avec votre consentement. Vous avez également la possibilité de désactiver ces cookies. Mais la désactivation de certains de ces cookies peut affecter votre expérience de navigation.
Les cookies nécessaires sont absolument indispensables au bon fonctionnement du site. Ces cookies assurent les fonctionnalités de base et les fonctions de sécurité du site Web, anonymement.
Biscuit
Durée
La description
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 mois
Ce cookie est défini par le plugin GDPR Cookie Consent. Le cookie est utilisé pour stocker le consentement de l'utilisateur pour les cookies de la catégorie "Analytique".
cookielawinfo-checkbox-fonctionnel
11 mois
Le cookie est défini par le consentement des cookies GDPR pour enregistrer le consentement de l'utilisateur pour les cookies de la catégorie "Fonctionnel".
cookielawinfo-checkbox-nécessaire
11 mois
Ce cookie est défini par le plugin GDPR Cookie Consent. Les cookies sont utilisés pour stocker le consentement de l'utilisateur pour les cookies dans la catégorie "Nécessaire".
cookielawinfo-checkbox-autres
11 mois
Ce cookie est défini par le plugin GDPR Cookie Consent. Le cookie est utilisé pour stocker le consentement de l'utilisateur pour les cookies de la catégorie "Autre.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 mois
Ce cookie est défini par le plugin GDPR Cookie Consent. Le cookie est utilisé pour stocker le consentement de l'utilisateur pour les cookies de la catégorie "Performance".
view_cookie_policy
11 mois
Le cookie est défini par le plugin GDPR Cookie Consent et est utilisé pour stocker si l'utilisateur a consenti ou non à l'utilisation de cookies.. Il ne stocke aucune donnée personnelle.
Les cookies fonctionnels aident à exécuter certaines fonctionnalités telles que le partage du contenu du site Web sur les plateformes de médias sociaux, recueillir des retours, et d'autres fonctionnalités tierces.
Les cookies de performance sont utilisés pour comprendre et analyser les indices de performance clés du site Web, ce qui contribue à offrir une meilleure expérience utilisateur aux visiteurs..
Les cookies analytiques sont utilisés pour comprendre comment les visiteurs interagissent avec le site Web. Ces cookies aident à fournir des informations sur les mesures du nombre de visiteurs, Taux de rebond, source de trafic, etc.
Les cookies publicitaires sont utilisés pour fournir aux visiteurs des publicités et des campagnes marketing pertinentes. Ces cookies suivent les visiteurs sur les sites Web et collectent des informations pour fournir des publicités personnalisées.