“Na centésima vez que uma pessoa vem até ela para confessar o mesmo pecado, ele nunca pensa que talvez haja “sucção” um pouco?». Ao longo dos séculos, a confissão sacramental sofreu mudanças radicais que muitos desconhecem, espécie eu “grandes doutores teólogos” do Facebook e Twitter

- Notícias da igreja -

«ALLA CENTESIMA VOLTA CHE UNA PERSONA VIENE DA LEI A CONFESSARE LO STESSO PECCATO, NÃO ACHA QUE TALVEZ EXISTE “CHUPETA” UM POUCO?». NEL CORSO DEI SECOLI LA CONFESSIONE SACRAMENTALE HA SUBITO DEI MUTAMENTI RADICALI CHE MOLTI IGNORANO, SPECIE I GRANDIDOTTORI TEOLOGIDI FACEBOOK E TWITTER

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Grazie ai Social Media Muito de, raggruppati in fitte legioni di imbecilli sempre più agguerrite, ma soprattutto parecchio peggiori della biblica invasione delle cavallette, si auto-formano di regola a questo modo: prima spiluccano da un blogue outro, poi si cimentano nell’uso di lemmi di cui non conoscono neppure il significato etimologico ― ma soprattutto il significato che hanno nel linguaggio filosofico, metafisico e teologico-dogmatico ―, infine salgono sulla cattedra di Facebook ou Twitter per dare lezioni di corretta dottrina a noi teologi, sparando cazzate a raffica una dietro l’altra con violenza e aggressività incredibile. E non sempre, infelizmente, si riesce a ridere sulle scempiaggini di questi teólogos internetici.

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Autor
Ariel S. Levi Gualdo

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Frate Cappuccino confessore (foto by Aldo Lancioni)

(C)on il quesito che ha posto, un Lettore mi ha ispirato questo articolo che potrebbe risultare utile a molte persone:

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«Vero che Cristo condanna il peccato e non il peccatore. Vero che il peccatore va perdonato settanta volte sette, portanto sempre. Ma alla centesima volta che una persona viene da lei a confessare lo stesso peccato non pensa mai che forse ci sta “ciucciando” un pochino? Le prime comunità cristiane se ben ricordo non è che andavo poi così leggere nel giudizio sul peccatore e, depois do pecado, non bastava la contrizione del cuore e prima di essere riammesso nella comunità doveva passare sotto le forche caudine pubbliche. Provavelmente meus sentimentos de culpa surgem daqui ... masoquismo? Ma mi pare che anche nei canoni apostolici si parli di questo percorso».

Gianbattista, 11 Julho 2021

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Questo quesito offre l’opportunità di fare un po’ di dogmatica sacramentaria, materia alla quale mi sono molto dedicato assieme alla storia del dogma. Prima però una premessa, tanto per evadere un po’ in modo goliardico dalla calura estiva che ci avvolge alla metà di questo mese di luglio, che poi è un modo col quale sovente introduco temi particolarmente seri. Nei tempi tristi e confusi che stiamo vivendo, noi sacerdoti e teologi dobbiamo fare i conti con la realtà di “cattolici” che spaziano tra il magico-estetico e il fideismo più bieco e becero. Grazie ai Social Media Muito de, raggruppati in fitte legioni di imbecilli sempre più agguerrite, ma soprattutto parecchio peggiori della biblica invasione delle cavallette, si auto-formano di regola a questo modo: prima spiluccano da un blogue outro, poi si cimentano nell’uso di lemmi di cui non conoscono neppure il significato etimologico ― ma soprattutto il significato che hanno nel linguaggio filosofico, metafisico e teologico-dogmatico ―, infine salgono sulla cattedra di Facebook ou Twitter per dare lezioni di corretta dottrina a noi teologi, sparando cazzate a raffica una dietro l’altra con violenza e aggressività incredibile. E non sempre, infelizmente, si riesce a ridere sulle scempiaggini di questi teólogos internetici. Alcune volte sì, altre invece no.

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Ecco un tipico esempio di bieco e becero fideismo basato sul magico-estetico, della serie … abracadabra la magia è fatta! Una tale mi ha rimbrottato scrivendo sulla mia pagina Facebook che «le preghiere recitate in latino sono potentissime e il Demonio proprio non le sopporta», perché ne è terrorizzato.

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Per pedagogia, soprattutto per autentica carità cristiana, persone simili non possono essere prese sul serio, Ele deve ser levado para um passeio. Cos’altro si potrebbe fare con soggetti che dalle loro cattedre erette sui mídia social pensano di poter parlare del mistero della grazia divina, della sacramentaria ― che peraltro è il ramo più complesso della teologia dogmatica ― e della disciplina dei Sacramenti, con la leggera disinvoltura con cui si può discutere con la sciampista nella sala del parrucchiere sull’ultimo articolo scandalistico pubblicato su Novella2000?

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Allora capite che a quel punto, la presa di culo rivolta a queste persone è l’atto più opportuno e più pedagogico dell’esercizio dell’autentica carità cristiana. E, em seguida, se ti danno del “prete volgare” per avere detto la parolina a loro dire sbagliata, tipo cazzata ou jack ass, il problema è loro, perché se c’è una cosa che rende davvero volgari, questa è proprio la presunzione dell’ignorante aggressivo e violento convinto di sapere e di poter insegnare, o se preferiamo dell’imbecille metafisico, che oltre a presumere di sapere presume anche di dare lezioni a teologi di lungo corso. Giunti quindi agli estremi a cui queste persone sono capaci di giungere, dire loro all’occorrenza «smettila, perché hai proprio rotto le palle a tutti: nos céus, na terra e debaixo da terra ", altro non è che un pedagogico atto dovuto. Ciò che non è serio e che si palesa così grottesco e anti-scientifico, anti-dottrinale e anti-teologico, va destituito di valore. E l’arma più efficace è appunto costituita dall’ironia e dalla sapiente e caritatevole presa di culo.

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Por esta, a quella Signora che quasi sicuramente non riuscirebbe a tradurre dal latino all’italiano neppure le prime semplicissime righe del De bello gallico ma che invoca questa “lingua magica” per terrorizzare il Demonio, risposi che quando noi celebriamo il Sacrificio Eucaristico in lingua italiana, o quando anziché dire o Senhor esteja com você dizer O Senhor esteja convosco, il Demonio si scompiscia dalle risate, non sentendosi colpito attraverso il magico latino che lo stende invece a terra all’istante spaventato e tramortito.

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Questa articolata premessa frutto in parte di caldo estivo e in parte di spirito goliardico per dire che, quando mi sono posti quesiti intelligenti come quello inviato da questo nostro Lettore, è come se mi fosse giunto in omaggio un regalo:

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«Alla centesima volta che una persona viene da lei a confessare lo stesso peccato non pensa mai che forse ci sta “ciucciando” un pochino?».

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Quesito pertinente, perché proprio in questi casi si può vedere quanto uno sia un confessore sapiente e illuminato dalla grazia di Dio. Anzitutto va tenuto conto che Cristo, divina pietra angolare, scelse Pietro per la edificazione e il governo della sua Chiesa (cf.. MT 13, 16-20). E tra tutti gli Apostoli Pietro era il più fragile e spocchioso, come più volte dimostrò, al tempo stesso anche il più codardo. All’occorrenza si mostrò confuso, indeciso e ambiguo in materia di dottrina. Era un pescatore galileo ingenuo, passionale e profondamente buono che tale rimase per tutta la vita. Non brillava per intelligenza, meno che mai per cultura. Basti ricordare come fu fatto nero ad Antiochia dal Beato Apostolo Paolo, pur con tutto il rispetto per il suo primato di Capo del Collegio degli Apostoli. E adesso ripercorriamo la vicenda di Antiochia narrata dallo stesso Apostolo:

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«Mas quando Cefas veio para Antioquia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. De fato, antes de chegarem alguns da parte de Tiago, ele comia com os gentios;; mas, dopo la loro venuta, retirou-se e separou-se, por medo da circuncisão. E os outros judeus fizeram o mesmo na simulação, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, disse a Pedro diante de todos: “Se tu, sendo judeu, viver como um gentio e não à maneira dos judeus, como você pode obrigar os gentios a viverem como judeus?". nós, che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, sapendo tuttavia che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno. Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri, Cristo è forse ministro del peccato? Impossível! Infatti se torno a costruire quello che ho distrutto, mi denuncio come trasgressore. In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, Mas Cristo vive em mim. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; de fato, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano”» (Talvez 2, 11-21).

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In questo dibattito avvenuto ad Antiochia, il Beato Apostolo Paolo enuncia la teologia e la dottrina della grazia e della giustificazione. Esattamente quella che fraintese un frate agostiniano tedesco notoriamente asino, mi pare si chiamasse Martin Lutero, fucina di immani danni prodotti nella Chiesa attorno al XVI secolo, con buona pace di certa piaggeria cattolica che oggi lo indica come “riformatore” e che chiama la sua eresia scismatica “riforma”. Tra l’altro proveniva da uno storico Ordine che prende nome proprio da Sant’Agostino che fu autore del De natura et gratia, figurarsi i danni peggiori che avrebbe potuto fare se fosse stato una Signorina benedettina, come le numerose che popolano le abbazie e i monasteri di questi nostri tempi, em que a testosterona masculina parece ser uma mercadoria cada vez mais rara.

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Sempre permanecendo na ordem dos exemplos hiperbólicos: se um conclave tivesse sido realizado após a morte de Jesus Cristo, quantos Peter teria votado e quantos Paul? Que diferença profunda havia entre Peter, Giacomo o Maior e seu irmão Giovanni, indicado por Cristo Deus com o nome aramaico de "filhos do trovão" - Boanèrghes ―, então relatado em caracteres gregos como βοανηργες (cf.. MC 3, 16-18). Se compararmos Pedro com figuras de apóstolos como João ou Paulo, a diferença será mais ou menos como aquela que poderia ocorrer entre Alvaro Vitali e Marcello Mastroianni, entre Roberto Benigni e Gregory Peck. No entanto, Cristo escolheu aquele que encarnou todas as nossas fragilidades humanas, dando-lhe as chaves do reino e o poder de ligar e desamarrar (cf.. MT 16, 13-19), il tutto pur avendo avuto elementi di gran lunga migliori tra i quali scegliere il Capo del Collegio degli Apostoli. Então tente se perguntar: porque ele escolheu Pedro e não outros?

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Não é um anjo de Deus que absolve os pecados, quanto a liderar a Igreja de Cristo não é uma hoste de Querubins e Serafins, mas de padres, de outro cristo atuando em persona Christi e que muitas vezes podem ser pecadores piores do que aquele a quem concedem graça e perdão divino por meio da absolvição sacramental: "Quem você perdoa pecados será perdoado ..." (GV 20, 22-23).

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A teologia, dogmática sacramental de uma maneira particular, não pode ser separado da história do dogma, porque no decorrer de dois mil anos a disciplina dos sacramentos sofreu mudanças às vezes radicais, frutto di una lunga gestazione intesa come acquisizione della percezione del Sacramento e dei Sacramenti in sé. O forse qualcuno pensa che i primi cristiani avessero della Santissima Eucaristia la percezione che oggi ne abbiamo noi? O che esponessero dentro l’ostensorio il Santissimo Sacramento per l’adorazione eucaristica, pratica di sacra devozione al Santissimo Corpo di Cristo che prenderà vita solamente circa 1300 anni dopo la morte e risurrezione del Verbo di Dio? Que livros de oração os primeiros cristãos usaram na era apostólica e com os quais missal celebraram a Santa Missa, ou se preferirmos o que alguns contemporâneos ridículos chamam ... o Missa de Todos os Tempos? Os primeiros cristãos talvez recitassem orações à Bem-Aventurada Virgem Maria? Os Doze Apóstolos reunidos cantaram Salve Regina em gregoriano na presença do Mater Dei para homenageá-la enquanto ela estava em Éfeso ou Jerusalém? Eles veneravam as relíquias dos santos? Eles foram em peregrinação aos santuários onde a indulgência poderia ser obtida, ou talvez eles lotaram a colina de Medjugorje, onde em pacote de viagem completo a conversão também é garantida, além - é claro - a aparição garantida da Madonna? Ou talvez, depois do Édito de fevereiro de Milão 313, os cristãos gritaram, invadiu o estilo neocatecumenal: … «Fomos reconhecidos e aprovados… aprovados! Você não pode, portanto, nos dizer e não fazer nada a respeito: fomos aprovados! Quem está contra nós está contra os augustos imperadores Constantino e Licínio que nos aprovaram … aprovado!»? E sempre depois desse edital, os cristãos talvez tenham recebido as antigas basílicas do romanitas com um lugar de honra no antigo Senado reservado ao Bispo de Roma? Sinceramente, gostaria de saber quais filmes de ficção científica algumas pessoas viram, seria interessante saber pelo menos o título.

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Basta dizer,: um pecador pode cometer esse pecado particular mesmo uma vez a cada 48 horas, então vou pedir a graça e perdão de Deus. Obviamente enquanto ele estiver arrependido e uma “vítima” de fragilidades e fraquezas que não consegue administrar e superar no momento. É outra questão se o pecador continuamente comete o mesmo pecado por causa da indolência, a preguiça ou o egoísmo quer ser fraco e frágil e não tem a intenção de reagir de forma alguma às fraquezas e fragilidades às quais poderia reagir, ou pior porque convencido ".... ah bem, então irei me confessar ". Em quel Caso, para o bem do penitente, a absolvição pode até ser negada. Posso però garantire che soggetti di questo genere è difficile ― mi verrebbe da dire quasi impossibile ― che vadano avanti e indietro dal confessionale a chiedere perdono per lo stesso peccato.

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O leitor continuou perguntando em sua mensagem:

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«As primeiras comunidades cristãs, se bem me lembro, não é que fui assim lido no juízo sobre o pecador e, depois do pecado, contrição de coração não foi suficiente e antes de ser readmitido na comunidade ele teve que passar por baixo dos garfos caudinos públicos ".

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É verdade, ma siamo ai primordi dell’esperienza cristiana, in un’epoca nella quale a molti non era ancora chiaro che cosa fosse realmente accaduto di grandioso per l’intera umanità dal Calvario al sepolcro vuoto di Cristo risorto e poi asceso al cielo. Diverse erano le correnti dei primi cristiani, due le principali: i giudeo-gesuani, ossia gli ebrei che avevano scelto di seguire il messaggio del Cristo e che risentivano molto della cultura ebraica e della legge rabbinica, in particolare di quella farisaica, de cuja descendência o próprio apóstolo Paulo veio (cf.. Em 23, 6), e os pagãos convertidos pertencentes às populações grega e latina. Como evidenciado pelo "incidente" de Antioquia entre os apóstolos Pedro e Paulo, as trocas entre circuncidados e incircuncisos eram muito intensas. E com toda a confusão que muitas vezes se seguiu, foi debatido se os cristãos deveriam continuar com a prática ritual da circuncisão. Muitos entenderam a Eucaristia como uma celebração de Pessach (Páscoa Judaica) que em vez de uma vez por ano era celebrado uma vez por semana. Infine basterebbe ricordare che da lì a seguire occorreranno quasi quattro secoli e due grandi concili dogmatici per definire prima a Nicea nel 325, poi a Costantinopoli nel 381, il mistero della Persona e della natura di Cristo. E siccome non esistevano neppure termini lessicali per poterla definire, i Padri della Chiesa furono costretti a prendere a prestito terminologie dal lessico filosofico greco e a modularle per dare una definizione a questo ineffabile mistero.

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All’inizio ho fatto richiamo ai “doutores de teologia sacramental” especializado na academia de Facebook e Twitter - sobre o qual me refiro ao livro dos Padres da Ilha de Patmos: A Igreja e o Coronavirus - aqueles a serem enganados pelo imperativo da consciência e, acima de tudo, pela caridade cristã, pronto para lançar em tópicos para os quais frequentemente, se não quase normal, presbíteros de sessenta anos com trinta anos de ministério sacerdotal por trás deles, antes de abrirem a boca, pedem explicações a algum confrade teólogo, se alguma coisa, vinte anos mais jovem que eles, prima di addentrarsi in certe disquisizioni molto complesse sul piano teologico, che di riflesso comportano tematiche altrettanto complesse sul piano storico. È infatti impossibile comprendere la disciplina dei Sacramenti se non si conosce bene e a fondo la storia.

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É verdade, le prime comunità cristiane avevano tutt’altra concezione del perdono dei peccati, basti dire che il Sacramento della penitenza poteva essere ricevuto una sola volta nella vita, dopo un percorso penitenziale fatto sotto la guida del Vescovo. Uma vez que os fiéis receberam este sacramento, eles não podiam mais pecar, exceto por sua própria conta e risco, porque ele nunca poderia recebê-lo novamente. Durante sete séculos, a absolvição dos pecados foi considerada um sacramento "não repetível". Por este motivo, os cristãos tentaram receber a absolvição antes de morrer, ou em qualquer caso, na velhice. E muitos morreram sem receber.

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Nestes primeiros séculos, o complexo problema de criança. Termo latino que significa literalmente "escorregou", usado para indicar os cristãos que durante as perseguições dos séculos III e IV queimaram incenso aos deuses pagãos, fazendo um ato de adoração a eles.. Não por convicção, mas porque estão ameaçados de morte, portanto, apenas por medo de morrer. Mesmo antes do caso de criança a disciplina da irrepetibilidade da penitência foi mantida firme. Sobre a readmissão do criança para a comunidade de crentes a Igreja primitiva se viu dividida entre a corrente Cornélio, eleito bispo de Roma em 251, inclinado ao perdão e à sua aceitação, e os seguidores do presbítero Novaciano que lhes negou qualquer forma de aceitação e acabou excomungado pelo Sínodo Romano. Dele nasceu a corrente hoje conhecida como heresia Novaciana, que por alguns séculos continuou a encontrar seguidores. Memorabile la battaglia teologica condotta contro i novaziani da Ambrogio vescovo di Mediolanum, que no final do século IV compôs o de arrependimento, trabalho dividido em dois livros nos quais é refutado: no primeiro, as teses dos seguidores de Novaciano que consideravam os pecados mortais indesculpáveis ​​e a necessidade de proceder a um novo batismo para os seguidores de sua seita herética.; no segundo, ele oferece uma dissertação erudita sobre o conceito de penitência e a forma como deve ser administrada.. O bispo Ambrose refuta os novacianos, lembrando-lhes que a misericórdia de Deus oferece a todos os pecadores arrependidos sua graça. Reafirma o fundamento analógico entre batismo e penitência e, finalmente, reafirma a irrepetibilidade de ambos os sacramentos que geram uma transformação substancial da vida em quem se arrepende dos pecados cometidos e do mal que com eles foi causado a outros. Os novacianos afirmavam convidar, por um lado, penitência e arrependimento, por outro, no entanto, eles negaram perdão, convencido de elogiar o Todo-Poderoso com seu rigor, mas, na verdade, desprezando a graça e o perdão de Deus por meio de sua dureza cega de coração. Deixe-me avaliar agora, para qualquer um que leu apenas alguns discursos de certos teólogos da Internet que se autodenominam fai-da-te, se a novaciana não é por acaso uma das várias heresias que retornam de nossos dias.

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Com a descida dos bárbaros do norte da Europa - que pouco depois se converteu em massa ao Cristianismo, fascinado pelas grandes e viris figuras de certos Bispos e Padres da Igreja -, começou a ser levantada a hipótese de tornar este sacramento repetível para tornar o caminho de conversão e de vida cristã menos impossível para esses povos.. Hipótese diante da qual muitos Padres da Igreja e teólogos da época gritavam heresia! Presumivelmente, um desses, teria sido o próprio Ambrose, acabei de mencionar, che tre secoli prima ribadì la irripetibilità della penitenza in una sua celebre opera teologica.

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Porque com os bárbaros convertidos surge a necessidade pastoral de tornar o sacramento repetível? Porque além de sua boa vontade, seus hábitos e costumes de vida eram o que eram ... bem, devemos ser gratos aos bárbaros se este sacramento se tornou repetível. Somente no século VII foi introduzida a prática privada da Penitência, cosa che dobbiamo ai monaci irlandesi vissuti ai tempi di San Colombano che fondò il monastero di Bobbio agli inizi del VII secolo e che concorse a ridare a vita alla pratica di questo Sacramento mediante una dimensione privata improntata sulla espiazione dei peccati. Assim, esses monges, descendo das regiões do norte da Europa para a Itália, eles trouxeram o hábito sacramental de "confessar" seus pecados a um presbítero de forma a receber uma penitência, esta penitência paga. E aqui devemos explicar que para penitência paga queremos dizer a classificação dos pecados aos quais as penitências a serem impostas correspondiam. Este sistema introduzido no século VII começou a ser praticado primeiro na esfera monástica, então entre as pessoas com subsequente grande difusão. Devemos, portanto, a repetibilidade deste sacramento ao Irlandês São Columbano e seus monges, em vez de ser capaz de recebê-lo uma vez na vida. Também devemos a ele o sigilo do caminho penitencial em vez da dimensão pública.

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Nos duzentos anos que se seguiram entre os séculos VIII e IX, Eu Livros penitenciais eles tiveram uma grande difusão e aplicação. O cotações encerrado dentro deles consistia principalmente de jejuns impostos, que de acordo com a gravidade do pecado cometido às vezes pode durar dias, outras vezes anos. Desgraça desejada - porque isso na verdade era -, que o Livros penitenciais contido dentro deles comutações que permitia ao pecador comutar seu jejum em obras expiatórias feitas por ele mesmo ou mesmo realizadas por terceiros, tudo em troca de dinheiro, celebrações das Santas Missas, doações de terras, construção de igrejas e mosteiros em casos de pecadores particularmente ricos. Então veio a beira do ridículo, isso só para lembrar com um aparte que em um certo ponto da história, no de Certaldo, Giovanni Boccaccio nasceu de tudo, menos por acaso, no século XIV e que alguns de seus contos são tudo menos invenções fantasiosas. Então eu deixo o leitor adivinhar, sem entrar em detalhes inúteis e vergonhosos, quais abusos originaram certos comutações e quantos monges "santos" obtiveram a construção de grandes mosteiros vendendo a expiação pelos pecados em fatos concretos, enquanto certos soberanos e poderosos senhores feudais sujeitos a severas penitências vieram pagar seu próprio servo fiel para fazer penitência em seu lugar (!?). Deve haver uma razão, se vários concílios da Igreja condenassem duramente o vergonhoso pecado da simonia, cuja etimologia deriva da história de Simão Mago que tentou oferecer dinheiro aos Apóstolos para receberem os dons do Espírito Santo através da imposição de suas mãos (cf.. Em 8, 18-19).

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Posteriormente, o Sacramento da Penitência experimentará novos desenvolvimentos e inovações entre os séculos nono e décimo com os teólogos carolíngios começando a chamar a atenção da expiação dos pecados para a acusação de pecados, considerando-o o verdadeiro cerne de todo o processo penitencial. Sem arrependimento sincero, não pode haver perdão e a penitência expiatória pode correr o risco de ser um fim em si mesma.. Até chegar ao Concílio de Trento que em 1563 estabelece as normas de Confissão com decreto específico, estruturar a disciplina sacramental e canônica deste sacramento como o conhecemos hoje. Na era pós-tridentina, espaços e locais adequados também foram criados para administrar este Sacramento., per esempio le penitenzierie all’interno delle grandi cattedrali e basiliche, daí o uso de confessionários criados entre o final do século 16 e o ​​início do século 17 para garantir a confidencialidade e separação entre o confessor e o penitente e para encorajar a própria confissão. Ninguém ficaria confortável, para homens e talvez ainda mais para mulheres, acuse seus pecados a um homem que se senta na sua frente e olha na sua cara enquanto você fala. Vale ressaltar que os confessionários foram inventados pelos jesuítas, precisamente os mesmos que entre o final dos anos sessenta e setenta do século vinte foram os primeiros a retirá-los de muitas de suas igrejas para colocá-los nos porões, ou vendendo-os a antiquários, se alguma coisa, para dar dinheiro aos pobres, você mente! De fato, a razão casuística do jesuíta, ou é sempre nobre por si só, o in ogni caso lo diventa attraverso la manipolazione.

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Não é verdade que o pecador “Antes de ser readmitido na comunidade ele teve que passar por baixo dos garfos caudinos públicos”. Mas alguns historiadores escrevem, molti lo leggono in giro e prendono simili asserzioni per vere diffondendole poi come tali. Não era a confissão de pecados que era pública, mas o estado dos penitentes, que sim foi tornado público. Os penitentes, quase sempre reunidos em grupos, eles tiveram que fazer um caminho penitencial específico sob a orientação do Bispo, eles certamente não poderiam ser mantidos escondidos, mas seus pecados sim, tanto que o Santo Pontífice Leão Magno, il lungo pontificato del quale durò dal 440 ao 461, ele proibiu a confissão pública e declarou-a ilegítima e contrária às normas apostólicas:

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“Proibimos que, nesta ocasião, seja lido publicamente um escrito em que seus pecados sejam listados em detalhes. Na verdade, é suficiente que as faltas sejam reveladas apenas ao Bispo, em uma entrevista privada " (Carta 168).

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De todas essas notas históricas deve ser entendido que o Sacramento da Penitência, como outros sacramentos, sofreu grandes mutações ao longo do tempo, às vezes verdadeiramente radical. Sempre com todo respeito a quem fala Missa de Todos os Tempos ou doutrinas, regras e disciplinas sempre e absolutamente imutáveis, com muito selo indiscutível «sempre se fez assim ao longo dos séculos!». Expressão típica do imbecil que geralmente ignora todas as mutações e eventos que ocorreram ao longo dos séculos, perché si è creato un passato che non è mai esistito, allo scopo di rendere irreale il presente.

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Concluo com um toque de ironia narrando quando um mega-catequista de A seita Neocatecumenal fece uno sproloquio kikian-carmeniano sobre a necessidade de voltar à Igreja das primeiras origens apostólicas. E qui è necessario precisare che la mega-catechista faceva i cosiddetti scrutini — vale a dire che indagava le coscienze — non solo dei laici, ma persino dei sacerdoti e, quando si tenevano le loro assemblee nelle chiuse salette, lei parlava e sproloquiava eresie a tutto spiano, mentre il sacerdote presente sedeva in silenzio vicino a lei tacendo, a vergogna di sé stesso e della dignità sacerdotale. A quel punto le citai alcuni passi della Sacra Scrittura in cui il Beato Apostolo Paolo non si limita a esortare, ma rivolge delle vere e proprie severe intimazioni:

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"Eu não permito que a mulher ensine, nem use de autoridade sobre o homem; em vez disso, estar em silêncio " (O Tm 2, 12) "Como em todas as igrejas dos santos, mulheres estejam caladas nas igrejas, porque eles não estão autorizados a falar; mas deve ser subordinada, como também ordena a lei. Se você quer aprender algo, eles pedem que seus maridos em casa, é impróprio para uma mulher falar na igreja " (I Coríntios 14, 34-35).

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(D)inanzi a quei passi così chiari, le dissi che il suo compito era di tacere e basta. E detto questo le domandai se intendeva tornare alla Chiesa delle origini e applicare alla lettera certi comandi e precetti, mostrando così di anelare per davvero e fino in fondo all’auspicato ritorno alle origini. Non sapendo cosa rispondere, la povera ignorante, paradigma di ciò che di fatto sono i mega-catechisti neokatekiki, sbroccò letteralmente affermando: "Bem, si sa da sempre, che San Paolo era un misogino». Bem, anche se non è questa la sede, penso sia opportuno chiarire in breve che il Beato Apostolo, longe de ser um misógino, ele dirigiu essas palavras aos habitantes de Corinto, società tendenzialmente matriarcale nella quale le donne erano solite condizionare gli uomini con forti influenze e pressioni. Mas quando eles tentaram fazer o mesmo na comunidade cristã, tentando colocar os pés nas cabeças dos bispos e presbíteros, o apóstolo os chamou à ordem. Portanto, a admoestação "Se eles querem aprender algo, questionar seus maridos em casa ", muito provavelmente foi dirigido precisamente às esposas dos primeiros bispos e presbíteros daquela área geográfica, é claro nesta outra passagem da Epístola dirigida ao discípulo Timóteo:

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«[…] o bispo deve ser inocente, marido de uma só vez, sóbrio, prudente, digno, hospitaleiro, capaz de ensinar, não dado ao vinho, não violento, mas suave, não briguento, não ligado a dinheiro. Saber administrar bem sua família e ter filhos submissos com toda dignidade, porque se alguém não sabe como administrar sua própria família, como ele pode cuidar da Igreja de Deus " (O Tm 3, 2-5).

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O problema é que por um lado temos pseudo-católicos mais ou menos sectários que invocam o retorno às origens que eles não conhecem e que, em vez disso, constituem apenas um núcleo evolutivo inicial ao qual certamente não é desejável retornar, porque seria como sair do carro e voltar ao tempo antes da invenção da roda. Por outro lado, temos pseudo-católicos de tradição não especificada que construíram um passado que nunca existiu, convencido de que o Beato Apóstolo Pedro celebrou o Missa de Todos os Tempos rivestito di solenni paramenti con assistenti presbiteri rivestiti di piviali e diaconi rivestiti di dalmatiche barocche damascate. Ovviamente celebrando ― va da sé, escusado será dizer! ― in un perfetto e magico latino, quello che spaventa e allontana il Demonio, come scriveva quella certa scienziata sulla mia pagina Facebook. E di certo a Simone figlio di Giona detto Pietro lo chiamavano anche “Santidade” ou “Pai de Santo mais”. Quando infatti i soldati romani lo arrestarono sulla Via Appia per portarlo sul Colle Vaticano dove fu crocifisso, gli intimarono: «Altolà, Supremo Pontífice da Igreja Católica Apostólica Romana, Sua Santidade está presa!». E ele foi arrastado para a tortura, dando no final de sua vida a prova do caráter heróico de suas virtudes e morrendo pela graça de Deus mártir.

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Peter levou uma vida inteira para morrer como um mártir, depois de fugir várias vezes, o último na ordem da série pouco antes de sua morte, durante as perseguições de Nero, sob o reinado do qual ele acabou capturado junto com outros cristãos em fuga e terminando na cruz no que no início da era romana era um lugar pantanoso úmido e insalubre fora do centro urbano metropolitano: a colina do Vaticano. Nome que alguns derivam de Vagitano, uma divindade pagã que protegeu bebês recém-nascidos quando eles soltaram seu primeiro choro. Outros derivam de previsor, que em latim significa "prever", portanto, associando-o ao fato de que naquela área eles praticavam sua profissão de adivinho já na antiga era etrusca. Seja qual for o verdadeiro significado da palavra, permanece certo que o Vaticano é um lugar onde por amor e respeito à fé acaba sendo colocado na cruz, na antiguidade como no mundo contemporâneo.

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a Ilha de Patmos, 14 Julho 2021

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Caros leitores,

sobre “homossexuais radicais”, leia o artigo escrito pelo presidente de nossas edições [OMS vedere], em que pedimos apoio para o fundo das minhas custas judiciais. Fui objeto de um processo que, por mais infundado, no entanto, exige que eu prossiga com minha defesa em tribunal e, portanto, me obriga a gastar dinheiro em custas judiciais. A lógica é clara: acertar um para assustá-los e colocar mil deles na cama. É por isso que confio tanto na sua preciosa ajuda.

Agradeço àqueles que até agora enviaram uma contribuição para o provisão para custas judiciais, e a quem enviei uma mensagem de agradecimento em particular. Infelizmente, para alguns, Eu não pude responder ao invés, porque junto com sua doação eles não enviaram uma mensagem com seu e-mail. Agradeço muito a eles nestas linhas, desculpe por não poder enviar a ele uma mensagem de agradecimento.

 

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Acerca de Pai de Ariel

Ariel S. Levi di Gualdo Presbitero e Teologo ( Clique no nome para ler todos os seus artigos )

18 thoughts on "“Na centésima vez que uma pessoa vem até ela para confessar o mesmo pecado, ele nunca pensa que talvez haja “sucção” um pouco?». Ao longo dos séculos, a confissão sacramental sofreu mudanças radicais que muitos desconhecem, espécie eu “grandes doutores teólogos” do Facebook e Twitter

  1. La confessione sacramentale so che è valida anche se il sacerdote vive nel peccato o conduce una vita immorale, ma tutti cercano santi sacerdoti pieni di Spirito Santo. Qual è il motivo ?

    1. più o meno lo stesso motivo per il quale tutti gli uomini vorrebbero come moglie Monica Bellucci e tutte le donne Sean Connery come marito, mas, nella concreta vita reale, spesso si sono dovuti accontentare di Tina Pica e di Bombolo

  2. Questo articolo come gli altri fa scendere il fedele dal piedistallo e lo porta con i piedi per terra (me primeiro).
    A proposito di confessioni vorrei raccontare questo, un giorno un sacerdote quando un fedele in confessionale gli disse: padre lei mi dice sempre le stesse cose il padre caro figliolo cambia peccati e io cambio discorsi(raccontata dal sacerdote)
    Padre Ariel Levi Di Gualdo buona giornata e mi benedica.

  3. Reverendo Padre Ariel

    vorrei domandarle quando c è confessione sacrilega?quando si omette di dire al sacerdote un peccato mortale?poi al momento della comunione il sacerdote può ricordare il monito Paolino 1 corinzi 27 Portanto todos os que indignamente, come o pão ou beber o cálice do Senhor, pecados contra o corpo eo sangue do Senhor. 28 cada, portanto, examine a si mesmo, e assim coma do pão e beber do copo; 29 Para quem come e bebe sem discernir o corpo do Senhor, come e bebe sua própria sentença. o non è previsto ?obrigado

    1. Caro Fabio,

      quando il penitente si accosta al sacerdote per celebrare il sacramento della Riconciliazionedopo essere stato accolto in confessionale secondo quanto prevede il ritoinizia il momento in cui si manifesta al confessore la propria condizione spirituale. Per condizione spirituale non si intende solo l’accusa di tutti e singoli i peccati ma anche la manifestazione di ciò che il Signore sta operando di buono in quell’anima. Questa si chiama Confessio Laudis, che abitualmente nessun penitente fa davanti al sacerdote, perché spesso siamo portati a vedere il Sacramento della Riconciliazione come un tribunale in cui un sacerdote peggiore di noi si fa i fatti nostri e ci giudica. Questo purtroppo denota mancanza di fede nel Signore e di conoscenza della dottrina della Chiesa in materia sacramentale.

      Davanti al sacerdote confessore la misericordia divina ci viene amministrata non solo per rimetterci le colpe commesse ma anche per sperimentare quella grazia divina che ci fa vivere bene e ci permette di prevenire le cadute nel peccato. Siamo lì in ginocchio per chiedere perdono è vero, ma se c’è un riconoscimento di colpa ci deve essere un riconoscimento di grazia e di lode che apre il nostro cuore alla speranza e alla fiducia. após o Confessio Laudis si arriva alla Confessio Vitae cioè la presa di coscienza di che cosa nella mia vita non va in relazione alla persona di Dio, dei fratelli e di me stesso. Fatta questa premessa necessaria, secondo l’insegnamento della Chiesa il penitente nella Confessio Vitae riconosce e confessa tutti i peccati mortali definendoli in numero, specie e circostanze, dopo aver compiuto un diligente esame di coscienza che ha il compito di individuare anche i peccati più segreti o nascosti. La fase dell’esame di coscienza è fondamentale e delicatissima e deve occupare molto tempo al penitente se si desidera fare una buona confessione, cioè una confessione non sacrilega che mortifica e svilisce quello che si sta compiendo. E’ necessario dire quante volte siamo caduti in peccato: diverso è cadere una o due volte, che cadere venti volte nello stesso tipo di peccato. Dire la specie del peccato: cioè sapere se è un peccato che ha interessato Dio, me stesso o il mio prossimo? Sapere se è un peccato che ha interessato la vita cristiana, la sessualità, le relazioni pubbliche o private, le cose create, il patrimonio, i sentimenti…etc. Afinal, dire la circostanza che ha provocato il peccato o l’ambito in cui si è realizzato: diverso è confessare di aver rubato per fame che aver rubato per invidia o per ingordigia.

      Se il penitente si confessa in questo modo, al meglio delle sue possibilità e restando in un atteggiamento di apertura allo Spirito Santo nella preghiera e nell’umiltà fa senza dubbio una buona confessione. Se però il penitente è frettoloso, pressapochista, omette di confessare volontariamente i peccati che risultano per lui più vergognosi o non confessa quelli chepur essendo peccati mortalinon sono da lui reputati tali, corre il rischio di cadere nel sacrilegio. Deixe-me explicar, se il penitente non considera un peccato grave non andare a Messa la domenica e pur avendo mancato qualche volta di andarci, omette di proposito nella confessione queste mancanze perché sporadiche, sta facendo male la sua confessione. Il sacerdote si basa sull’accusa dei peccati per esortare e aiutare il penitente ma può essere facilmente da lui ingannato con malizia o furbizia omettendo dei peccati, delle circostanze o dei particolari importanti. La responsabilità di una buona confessione è del penitente che dovrebbe conoscere il monito paolino che hai richiamato e dovrebbe farsi aiutare dal sacerdote a fare una buona confessione. Per quanto riguarda il sacerdote al momento della comunione non può dare nessun monito perché non è quello il momento. Esistono momenti più opportuni per esortare i fedeli in tal senso come ad esempio la catechesi o la predicazione. Anzi il sacerdote non può neanche rifiutarsi in pubblico di dare la comunione a un peccatore, a meno che questo non sia un peccatore pubblico che palesemente e sfrontatamente si accosti alla comunione come gesto di sfida o di dileggio. Oppure nel caso in cui lo stato di colui che si avvicina alla comunione sia incompatibile con la ricezione del sacramento come ad esempio l’alterazione da alcool o da droga. Una cosa però il sacerdote la può fare, può chiamare la persona in disparte ed invitarla, se è a conoscenza di motivi sufficientemente gravi e ragionevoli, ad evitare di accostarsi alla comunione.

      1. querido pai Ivano,

        la ringrazio per la risposta che mi ha dato, ma le devo dire che le cose che ha scritto molti sacerdoti almeno quelli di mia conoscenza non me le hanno mai dette, alcune cose le conoscevo perchè leggo padre Bellon, lei confessa con il confessionale, lo sa che nelle chiese moderne non si usa più? E non vedo nessuno che va a confessarsi, ma la comunione la fanno ugualmente, poi oggi con l’imposizione della comunione in mano si desacralizza e non ci si accorge che si profana il Santissimo Sacramento perchè cadono frammenti e questo non sembra interessare molto ai sacerdoti. Meglio una volta alla messa in latino che ho potuto conoscere con il summorum pontificum, una volta un sacerdote mi ha rifiutato la comunione perchè mi voleva imporre la comunione alla mano però prima della pandemia, oggi l’abuso (perdão) è diventato regola perchè la CEI l’ha imposto e invece si potrebbe darla alla lingua con la pinza e il piattino e in ginocchio, ma la comunione ai politici che hanno approvato l’aborto e il divorzio perchè la chiesa la dà loro?

        1. Caro Fabio,

          la mia risposta non è farina del mio sacco ma dell’insegnamento della Chiesa Cattolica che già dal Concilio di Trento insegna queste cose. finalmente, basta leggere i Praenotanda al rituale del Sacramento della Riconciliazione e il Catechismo della Chiesa Cattolicanella sezione specifica che tratta dei Sacramentiper trovare le cose che ho detto.

          Quanto al confessionale il can. 964 del Codice di Diritto Canonico stabilisce le sedi e i luoghi propri per ricevere le confessioni sacramentali dei fedeli. Il §3 del suddetto can. 964 raccomanda chenon si ricevano le confessioni fuori del confessionale, se non per giusta causa”, questa precisazione si può agevolmente capire in un contesto particolare come quello pandemico che stiamo vivendo. Per ulteriori approfondimenti circa il luogo deputato all’ascolto delle confessioni si tenga presente anche la lettera apostolica in forma di Motu Proprio João Paulo II Misericordia Dei al n.9.

          Queste cose i sacerdoti dovrebbero saperle molto bene e – se não – la colpa è da ricercarsi in due motivazioni: la crassa ignoranza nelle scienze sacre e la fantasiosità liturgica che poggia sul narcisismo del prete.

          Circa la modalità della ricezione della S. comunhão, non ravviso nessun abuso, nella Chiesa Cattolica attualmente è prescritta la possibilità di riceverla in boccasia in piedi che in ginocchioma anche sul palmo della mano secondo la lettera di Giovanni Paolo II Dominicae Cenae n. 11 de 24.02.1980.

          claramente, a prescindere dal modo con cui si riceve la S. comunhão, sono necessarie tutte le accortezze del caso per fare una comunione devota, decorosa, rispettosa e fervente. Non c’è bisogno di scomodare il A velha ordem per avere la sensazione epidermica di ricevere +Comunione o +Messa quasi a scimmiottare quelle persone che vogliono, desiderano e votano +Europa.

          Nel caso di quei politici che sono pubblicamente e dichiaratamente per l’aborto, per il divorzio e professano altre realtà decisamente in contrasto con il Santo Vangelo e con la Chiesa Cattolicase non pentiti e confessatinon possono accostarsi a ricevere la S. comunhão. De fato, qualora si presentassero davanti al sacerdote valgono le indicazioni e risposte che ho dato per la precedente domanda.

          1. Nel caso di quei politici che sono pubblicamente e dichiaratamente per l’aborto, per il divorzio e professano altre realtà decisamente in contrasto con il Santo Vangelo e con la Chiesa Cattolica – se non pentiti e confessati – non possono accostarsi a ricevere la S. comunhão. De fato, qualora si presentassero davanti al sacerdote valgono le indicazioni e risposte che ho dato per la precedente domanda.( pai Ivano )

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            Perfettamente d accordo.
            E che dire però dei vescovi americani che giustamente vogliono negare la comunione a politici come Joe Biden cattolico (???!!!!) pro aborto ( se non erro pro aborto sino al 9 mese …cioè praticamente la possibile uccisione del bambino praticamente formato anche fisicamente) e della “ Santa Sede” romana ( sempre meno Santa…in questi tristi tempi…) che invia in controtendenza un altro tipo di segnale di comunque non negare i sacramenti….
            E noi poveri fedeli più o meno ignoranti dinanzi a questo cosa dobbiamo pensare?
            Idem per i sacerdoti tedeschi che benedicono a centinaia le coppie gay ( peccato non solo grave … ma che addirittura da qualche parte è scritto che grida vendetta al cospetto di Dio) e Santa Romana Chiesa bypassa … con addirittura un Santo Padre che incoraggia tramite letterina il gesuita James Martin pro LGBT
            Noi poveri fedeli ignoranti ( o 90% dei cattolici … ) cosa dobbiamo pensare ?
            1- che al vertice della Santa Romana chiesa attualmente ci sta un impostura anticristica ( e allora capisco…Pachamamma compreso )
            2- oppure che il vertice sia legittimo ..e sta tradendo Cristo….diversamente non capisco …

          2. O ( ottime e preziosissime) spiegazioni sulla confessione date da Padre Ivano NON LE HO MAI SENTITE DA NESSUN SACERDOTE IN VITA MIA .
            La confessione mi è ora molto ma molto più chiara ….ho il sospetto che sempre il 90% dei cattolici sia nella stessa mia condizione . Una spiegazione del genere dovrebbe essere esposta scritta in ogni confessionale ….

  4. Riguardo alle “comutações”, presero piede anche presso il tribunale dell’inquisizione.
    Ne è un esempio Galileo che, condannato alcarcere formale”, scontato nella villa di Arcetri, e “per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitentiali”, li fece recitare in sua vece dalla figlia primogenita suor Maria Celeste, al secolo Virginia.

      1. Quanto riempiono i Suoi approfondimenti, pai!
        Se solo se ne avesse una piccolissima parte nelle omelie domenicali… .que (è con grande vergogna che lo confesso) mi impegno di ascoltare senza però restarne appagata.
        Repito, ho vergogna a dirlo perché capisco da sola che non si possa pretendere di avere sempre dinanzi il Cardinal Comastri, Mons. Cantalamessa (li stimo entrambi tantissimo) o Lei p. Ariel, e perché sono certa che ogni sacerdote, anche se troppo giovane, possieda delle preziosità da donare. Allora cerco di indagare dentro di me per capire che non sia proprio io l’incapacelettricedi quei messaggi, all’apparenza semplici, “fora de tópico”, ovvi.

        1. Cara Anna,

          non si deve affatto vergognare, siamo noi preti che bisognerebbe seriamente interrogarci. Durante le omelie ho sentito di tutto, dalle eresie al racconto di barzellette.
          Em 2013 pubblicai una raccolta di omelie che tra un podi mesi stamperemo in seconda edizione. Nel retro del libroper ribadire appunto quanto non debba affatto vergognarsiriportai le frasi di due cardinali, uno dei quali, Joseph Ratzinger, na época prefeito da Congregação para a Doutrina da Fé, a outra, il Cardinale Tomas Spidlik.

          Afferma il Cardinale Joseph Ratzinger:

          Em «Pés, uma confirmação dos deuses fé, viene dal fatto che sopravvive ogni domenica a qualche milione di omelie»

          Afferma il Cardinale Tomas Spidlik:

          «La Chiesa ha posto la Professione di Fede dopo l’omelia per esortarci a credere malgrado ciò che abbiamo appena ascoltato».

  5. muito interessante, Obrigado. Che ne direbbe, pai, di raccogliere in un libro una serie di articoli sui sacramenti come questo, comprensibili anche a chi come me non ne sa nulla?

    Sull’andarecento volteper lo stesso peccato a confessarsi di cui ha scritto un altro lettore, credo che non si possa entrare da contabili nella coscienza delle persone. Me lo spiegò un confessore tanti anni fa, l’importante è un sincero pentimento e il desiderio di non ricaderci, poi ognuno ha le sue fragilità legate alla propria condizione umana.

    Confermo per esperienza tutte le balordaggini impartite dai catechisti neocatecumenali, illustrate con tanto di disegnini. Per loro da Costantino al Vaticano II è stata solo terra bruciata, con buona pace di santi e dottori della Chiesa.
    E che dire del disprezzo di Carmen per i confessionali, che chiamavacasette”?
    O di Kiko, che riteneva la presenza in comunità sufficiente per il perdono dei peccati, possivelmente “sigillato, se lo vorraiun domani con una confessione?

    Quello che mi ha sempre fatto rabbia però, è il silenzio di preti, bispos e cardeais. Nessuno ha mai aperto bocca per correggerlo.
    Mi rammento un filmato nel quale si vanta di esorcizzare città intere e cacciare demoni davanti a decine di preti, e nessuno dice mezza parola. Pelo contrário, tutti lì giulivi a battere le mani. Porque?

    A proposito del latino antidiavolo, io a scuola lo odiavo il latino, vuol dire che sono indemoniato?
    Quasi quasi vado dallesorciccio Kiko a farmi liberare

    Obrigado, a lei e a tutti i padri per il bene che ci fate.

  6. La ricostruzione storica dei mutamenti occorsi al sacramento della riconciliazione è assolutamente ineccepibile, mi ha riportato indietro agli anni in cui studiavo all’istituto di scienze religiose. E malgrado il caldo padre Ariel continua ancora grazie alle sue proverbiali invenzioni retoriche a tagliare carne e ossa!

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