Archiepiscopus Aloisius Negri cum Luthero et nimium est lenis

Cum Luthero parte dilectorum Luigi negri nimium est et quod male

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Aut exhibens Lutheranismi et aliud simpliciter, aliud elaborandum est ut ex hoc licentiam dare legitimationis. In facto, aut alia aliud esse divitias fructus non sit vitium.

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Author Cavalcoli OP
auctor
John Cavalcoli, IN

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Eccellenza Reverendissima

Marcus Tullius Negri

Archbishop of Ferrara, Comacchio

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luigi-negri-benedicente
S.E. Mons. Marcus Tullius Negri, Archbishop of Ferrara, Comacchio

Et sacerdos nomen meum, et nomen fratris mei Ariel S. Levi Tadinensis, in quibus misit me ad bella magis magisque popularis online experientia huius magazine In insulam autem Parmos, Velim exprimere animo sinceram transmittimus Rhodii gratulatum se de discrimine acuta dicta, quod expressit Dominationis tuae Dominationis tuae recentes in colloquium galeamque incendit, tunc inferius a nuntiavit New Daily Compass [Cf.. qUI]. Nihilominus ego similis exprimere, me reseruatis in sequentibus quidam punctorum:

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1) Loquens de fide quod 'usus' quod jam non Luthero dare concessum, quia usus est ex fide, nec proprium accidens caritatis;. Et quidem, iustus, Sicut Lutherus bant fidei, apud caritas. Sed melius est ut dicatur illud esse verum conceptum Dei per fidem docuit concilium Vaticanum: «Fides est virtus supernaturalis, per, Dei aspirante et adiuvante gratia, ab Eo revelata vera esse credimus, non propter intrinsecam rerum veritatem naturalis rationis lumine perspectam, sed propter auctoritatem ipsius Dei revelantis » [Denz. 3008] [1]

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Et iudicia perpetrarunt in Lutheranismi, ex una parte est et donantes vobismetipsis, sed in alio est, nimis gravis.

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a) nimiumque suo favet, quia illud sacramentum est simpliciter 'aliud' vel diversum, ex hoc licentiam dare modo catholicam de legitimitate. In facto, aut alia aliud esse divitias fructus non sit vitium. Differt ab A Franciscalium Ordinis; Sed non est causa defectus seu haeresis Franciscanus. In alia manu, quam ingenue dictum quod non sit elaborandum est ut non in Luthero “alium”, sed falsum,.
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b) Sed non tam errore nimium acuerint. Sic non est de necessitate locutus est per "mensuram" difference: quidem, sicut dicit Decr PRAENOTANDA [Cf.. qUI], nos habere communem Lutheranos, quod est Christus, dal quale vengono i dogmi fondamentali, quia in communi: Sancti Trinitatis, incarnationem, redemptionem, Baptismus, amor communis, in Sacris Bibliis adlatus nec fides quae cujus gratia estis salvati. Data est communis ignarus iniquum Lutheranos acerbum.

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2) Ego quoque dissentio cum abdicatio est habitus Jean Guitton. Immo ipse videtur dicere: “Essi sono irrimediabilmente diversi. Et relinquam sic lets '”. At non omne! Et hoc non est in doctrina Unitatis Redintregatio inquit, in loco quo n. 3 quod separari fratrum 'sit incorporatus ad Ecclesiam Catholicam regressos ", il che ovviamente suppone che nel «riconoscimento di valori comuni» li aiutiamo a correggersi dai loro errori.

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Quod ecclesia, in brevi, ordines nobis ut habeatis ad eos, qui sunt habitus in medicus patientes estote ad. Medicus sanitatem copias incipit consideratio, quae manet apud patientes estote, competit statuere praescripta curatio optima et maxime opportunitate freti et.

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Et sincera deuotione postulauit,, eius

John Cavalcoli, o.p.

Varazze, 27 September 2016

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[1] Editor scriptor note. trad. quod. «Fides est virtus supernaturalis, quibus, et gratia Dei sub numine, quae ab eo revelata vera esse credimus,, non propter intrinsecam rerum veritatem naturali rationis lumine per idem, sed auctoritatem ipsius Dei revelantis " [theologiam dogmaticam Constitutionem Dei Filius, Concilium Oecumenicum Vaticanum I, c III, Quod fides]

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About John Pater

Giovanni Cavalcoli Dell'Ordine dei Frati Predicatori Presbitero e Teologo ( Omnia vasa ejus in nomine Click to read )

4 cogitationes on "Archiepiscopus Aloisius Negri cum Luthero et nimium est lenis

  1. Cantate Domino (Bolla di unione dei copti, Council of Florence)
    “La chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici e gli scismatici, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, qui paratus est diabolo et angelis eius (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti; crede tanto importante l’unità del corpo della chiesa che, solo a quelli che in essa perseverano, i sacramenti della chiesa procureranno la salvezza, e i digiuni, le altre opere di pietà e gli esercizi della milizia cristiana ottengono il premio eterno: nihil, per quante elemosine abbia fatto e persino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo può essere salvo, se non rimane nel grembo e nell’unità della chiesa cattolica.”

  2. Pater mi Cavalcoli, mi dica per favore dove Unitatis Redintegratio afferma che gli ereticidevono essere incorporati alla Chiesa cattolica”. Il documento conciliare sull’ecumenismo purtroppo abbandona la dottrina insegnata infallibilmente dalla Chiesa secondo cui gli acattolici per salvarsi devono entrare nell’unica vera Chiesa di Cristo, la Chiesa cattolica (a meno di una invincibile o dotta ignoranza). Al contrario infatti afferma che nonostante la Chiesa cattolica sia il mezzo generale di salvezza e mantenga la pienezza dei mezzi di salvezza, anche le comunità separate dalla Chiesa di Roma possono essere usate da Dio come mezzi di salvezza. Quindi non si capisce perchè un protestante, che secondo questo documento sarebbe, proprio x il fatto di essere protestante, incorporato a Cristo, debba entrare nella Chiesa cattolica. In contrasto con alcune espressioni del CVII, abbondanti in Unitatis Redintegrazio, la Chiesa ha sempre insegnato che, per essere incorporati in Cristo e quindi per essere salvati, occorre appartenere alla Chiesa cattolica (attraverso il battesimo di acqua, di sangue o di desiderio almeno implicito) e in essa perseverare.

    1. Caro Atanasio,

      dice il n.3 della Unitatis redintegratio de Oecumenismo: «All’unico corpo di Cristo sulla terra (Nda = la Chiesa Cattolica) bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche modo appartengono al Popolo di Dio», cioè i cristiani non cattolici, appartenenti a «comunità non piccole, che si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa Cattolica». Quindi devono riunirsi alla Chiesa Cattolica.

      Queste comunità, sed, benchè abbiano dellecarenze” (Nda = eresie), che «costituiscono impedimenti talvolta gravi alla piena comunione ecclesiastica», tuttavia mantengono «una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa Cattolica».

      Esse infatti, benchè «non godano di quella unità, che Gesù Cristo ha voluto elargire a tutti quelli che ha rigenerato e vivificati insieme per un sol corpo e per una vita nuova, tuttavia conservano alcuni elementi ed anzi parecchi e segnalati (=dogmi), dai quali la stessa Chiesa Cattolica è edificata e vivificata. Tutte queste cose provengono da Cristo e a Lui conducono, ipsi pertinent ad unum Ecclesiae Christi ", che è la Chiesa Cattolica, la quale possiede «la pienezza della grazia e della verità», per cui «solo per mezzo della Cattolica Chiesa di Cristo, quod est ad auxilium universae salus, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi della salvezza». Tuttavia «lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di queste comunità come di strumenti di salvezza», strumenti utili ma non sufficienti.

      Le comunità non-cattoliche, tum, posseggono solo alcuni mezzi di salvezza e per questo, per averli tutti, devono entrare nella Chiesa Cattolica, la quale sola possiede la pienezza dei mezzi della salvezza.

      igitur, un discorso in perfetta linea con la Tradizione, la quale anzi viene meglio chiarita, col mostrare meglio il rapporto tra la Chiesa Cattolica e le comunità dissidenti.

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