«Un nostro campione diventa sacerdote». Invitiamo chiunque lo desideri a partecipare alla consacrazione sacerdotale di Gabriele Giordano M. Scardocci, dell’Ordine dei Frati Predicatori, il più giovane dei Padri de L’Isola di Patmos

«UN NOSTRO CAMPIONE DIVENTA SACERDOTE». INVITIAMO CHIUNQUE LO DESIDERI A PARTECIPARE ALLA CONSACRAZIONE SACERDOTALE DI GABRIELE GIORDANO M. SCARDOCCI, DELL’ORDINE DEI FRATI PREDICATORI, IL PIÙ GIOVANE DEI PADRI DE L’ISOLA DI PATMOS 

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Con tutto l’affetto che possono nutrire dei confratelli più anziani, possiamo solo rallegrarci e dire con purezza di cuore sincero che un campione di fede, di amabilità, di grande cuore pastorale, di grande cultura filosofica e teologica, diventa sacerdote, a lode e gloria di Dio e della sua Santa Chiesa..

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Autore
Redazione de L’Isola di Patmos

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Ricevi le offerte del popolo santo per il
Sacrificio Eucaristico. 
Renditi conto di ciò che farai, imita
ciò che celebrerai, conforma la tua vita 
al mistero della croce di Cristo

[dal rito della sacra ordinazione dei presbìteri]

 

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Padre Gabriele Giordano M. Scardocci, dell’Ordine dei Frati Predicatori

Cari Lettori,

sabato 29 giugno in Roma, nella solenne festività dei Santi Pietro e Paolo, alle ore 11 presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, retta dell’Ordine dei Frati Predicatori, il Domenicano Gabriele Giordano M. Scardocci sarà consacrato sacerdote per la Preghiera Consacratoria e l’imposizione delle Mani di S.E. Rev.ma Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna, già Vescovo ausiliare di Roma per il settore centro.

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Per l’Isola di Patmos di cui Padre Gabriele è autore e membro del comitato scientifico delle Edizioni L’Isola di Patmos, è una grande festa.

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un gruppo di tifosi cattolici della Lazio ci ha scritto per ringraziare Padre Gabriele per avergli sempre prestata assistenza ogni volta che si sono rivolti a lui per colloqui e incontri spirituali

Invitiamo i nostri Lettori che lo desiderassero e in particolare coloro che si trovano a Roma, a partecipare alla solenne celebrazione.

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Tra pochi giorni pubblicheremo una lettera indirizzata da Padre Gabriele ai Lettori de L’Isola di Patmos, ai quali ha voluto rivolgere il suo pensiero prima della consacrazione sacerdotale.

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Roma, 20 giugno 2019

Nella festa del Corpus Domini

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Padre Gian Matteo Serra, O.P. Rettore della Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, illustra questi spazi che accolsero Santa Caterina da Siena

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22 thoughts on “«Un nostro campione diventa sacerdote». Invitiamo chiunque lo desideri a partecipare alla consacrazione sacerdotale di Gabriele Giordano M. Scardocci, dell’Ordine dei Frati Predicatori, il più giovane dei Padri de L’Isola di Patmos

  1. Padre Gabriele,

    ti assicuro che il 29 giugno nella festa dei Santi Pietro e Paolo farò uso del canone romano e ti ricorderò nella preghiera di intercessione per i viventi.
    Intanto, sin da adesso, un fraterno abbraccio sacerdotale denso di profonda stima per ciò che scrivi e per ciò che sei

    1. Anch’io, padre Gabriele carissimo, ti seguo sin dai tuoi esordi sull’Isola di Patmos e anch’io che prendo spunti dalle tue omelie e da quelle di padre Ariel e padre Ivano vi pregherei di pubblicarle almeno di sabato.
      Non è certo questo, però, il motivo del mio commento.
      Mi unisco festoso con sincera preghiera.
      Se non fossi parroco, e se non fossi distante da Roma 500 km, verrei molto volentieri per la festa dei Santi Pietro e Paolo alla tua ordinazione.
      Sarò presente comunque, con tanta stima e affetto sacerdotale.

  2. Carissimo padre Gabriele,

    il Signore ti colmi di Grazia e benedizioni e la Beata Vergine Maria del Rosario, tanto cara al tuo Ordine, interceda sempre per te.
    Anche se non abbiamo mai avuto modo di scambiare due parole, alcune volte ti ho intravisto a distanza anni fa nel vostro convento di Napoli, dove so che i frati della vostra provincia trascorrono un periodo di formazione.
    Mi reco da tanti anni presso i tuoi confratelli di questo nostro convento di Napoli per le mie confessioni. Chissà se un giorno, tu stesso, trovandoti da queste parti, potrai concedere l’assoluzione a un prete peccatore, per me sarebbe davvero un onore.
    Ti sono veramente vicino.

    don Ciro (Napoli)

  3. Caro Fra Gabriele,

    ci siamo scambiati solo alcuni saluti quando sei stato ospite al convento di San Domenico di Siena nel periodo estivo lo scorso anno..
    Ti seguo da sempre e mi premeva farti giungere i migliori auspici a nome mio e del gruppo dei Terziari Domenicani di Siena.
    Ti ricorderemo nelle nostre preghiere il giorno dei Santi Pietro e Paolo.

    Caterina Savelli

  4. Una preghiera sincera e addolorata, da una consacrata, per un tradizionalista in più che diventa sacerdote …
    Il Signore la benedica.

  5. Sorella,

    “tradizione” e “tradizionalismo” non sono parolacce, non a caso, il magistero della Chiesa di tutti i tempi, fa sempre richiamo alla traditio catholica, specie quando si riferisce alla produzione dei grandi Padri della Chiesa, alla teologia dogmatica ed al diritto naturale.

    In ogni caso, le suorine isteriche formate tra Bose e Enzo Bianchi, io le annuso da lontano, proprio come chiunque si trovi a passare a distanza da una stalla può annusare il fetore dello sterco di vacca.

    nella sua infelice battuta inopportuna, lei è talmente acida che se mettesse un dito dentro un bicchiere di latte lo farebbe diventare yogurt all’istante.

    Qualora non avesse ancora sforata la menopausa, le consiglio di esaminare questo sito, perché potrebbe trovarci preziosi rimedi alle alterazioni psicosomatiche derivanti dal climaterio.

    https://www.my-personaltrainer.it/rimedi/dolori-mestruali.html

    Le offro in meditazione una frase del Santo Padre e dottore della Chiesa Gregorio vescovo di Nissa:

    «La verginità degli eretici è più impura dell’adulterio».

    1. Potevate evitare la pubblicazione di un commento così infelice, ma capisco che, a meno che uno non scriva bestemmie e oscenità, non censurate i commenti, e fate bene.
      Mi dispiace per il giovane, caro e ottimo padre Gabriele al quale invio un abbraccio fraterno di auguri per la sua sacra ordinazione.

      Per il resto … Ariel cardinal prefetto della congregazione per i religiosi, subito!
      Sebbene ciò non dovrebbe accadere, noi preti, se vogliamo, possiamo creare difficoltà ai vescovi, anche gravi e grandi. Però, se un vescovo vuole mettere in riga un cattivo prete, ha cento modi diversi per farlo, e se decide di farlo, lo mette in riga, eccome, se ce lo mette!
      A una cattiva suora, che decida di essere veramente cattiva, non la può mettere in riga nessuno, dalla superiora della casa alla superiora generale della congregazione.
      E se i preti, tra di loro, a volte si mangiano, le suore, tra di loro, si sbranano, e poi non fanno ritrovare nemmeno i brandelli dei cadaveri alla polizia scientifica.

      Siamo sinceri e chiari fino in fondo: fino a poche decine d’anni fa, fino agli anni ’70, i vescovi diocesani andavano pellegrini a Roma nelle varie case generalizie a supplicare le superiore generali di mandargli un po’ di suore, offrivano ottime sistemazioni, istituti efficienti e ristrutturatissimi, dotati semmai di patrimonio e di entrate sicure … insomma, erano i vescovi che andavano supplici a baciar le mani alle superiore generali.
      Oggi (diciamola chiara!) quando in molte diocesi un istituto religioso femminile chiude, e le tre o quattro vecchie suore sopravvissute se ne vanno, i vescovi, e i preti, fanno festa.
      Così è, e lo è perché lo facciamo, lo sappiano ed è bene, a un certo punto, che non lo neghiamo.
      Qualcuno provi a domandarsi perchè, vescovi e preti, oggi, reagiscono così …

    2. Quando io pecco mi pento, mi confesso e chiedo la remissione dei miei peccati, sperando di diventare un prete migliore, poi semmai pecco di nuovo, a volte anche peggio di prima.
      Sai, quale differenza c’è, tra me prete peccatore e te suora peccatrice?
      Che tu, della tua cattiveria, vai fiera, e probabilmente, anziché pentirtene, te ne compiaci pure.
      Ah, “quale gioia quando mi dissero” (salmo 121) che … tra poco più di dieci anni saranno sparite diverse decine di congregazioni religiose femminili, in attesa di ciò “già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!” per poter cantare “al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi” (Salmo 97), sì: le ha fatte sparire, finalmente!

      don Ciro (Napoli)

    3. mettiamola così: una donna cristiana (non sappiamo bene se suora o no) sente il bisogno di leggere l’Isola di Patmos, e magari anche altre letture, e inoltre prega anche. Un po’ per volta, con la preghiera e con buona volontà, “proficiet sapientia et gratia”. Quanto all’ “ætate” speriamo che non inacidisca ancora di più.

  6. Caro padre Gabriele,

    dalla caldissima Modena (ma non penso che a Roma a caldo ve la passiate meglio!) ti auguro tutto il divino calore dei doni dello Spirito Santo che tra pochi giorni riceverai.
    Seguiterò sempre a leggerti con grande piacere come faccio da sempre, poi, in questi giorni, quando mi recherò presso il vostro santuario di Fontanellato, chiederò per te l’intercessione della Madonna.

  7. Milano 21/06/2019

    Caro Fra Gabriele,

    dai miei trenta centimetri di canuta barba cappuccina, 82 anni d’età e 55 anni di professione religiosa, ti faccio pervenire il mio augurio sincero e fraterno per la tua imminente ordinazione sacerdotale.
    Il carisma religioso, tra un domenicano e un cappuccino, all’apparenza può esser molto diverso, però, se ben ci pensi, assieme abbiamo portato il santo vangelo negli angoli anche più sperduti del mondo, e oggi, in molte sperdute parti del mondo, esistono comunità cristiane, grazie anche e soprattutto ai confratelli tuoi e ai confratelli miei.

    Fra Marco
    vecchio missionario cappuccino … mai a riposo!

    1. I frati cappuccini sono gli Alpini della Chiesa! 😍
      (I Domenicani, invece… sono i Carabinieri: sempre fedeli! Auguri a Padre Gabriele!)

  8. Carissimo padre Gabriele,

    una preghiera garantita da Bologna nel giorno della sua ordinazione presbiterale, e una preghiera, quel giorno, sulla tomba di un vescovo nella cripta della cattedrale di Bologna, vescovo che per me è già un santo del paradiso: il card. Carlo Caffarra.

    Maria Pia
    Terziaria domenicana
    Bologna

  9. Una preghiera che lo Spirito Santo, la Santa Vergine Maria, San Domenico e tutti i santi dell’Ordine ti accompagnino per tutti i giorni del tuo ministero sacerdotale.
    In questi giorni sto leggendo una biografia di padre Tomas Tyn, un prezioso dono che Dio ci ha voluto dare.
    Ti auguro di essere come lui per far risplendere la luce della Verità davanti al mondo.

    Luigi Saruggia
    laico domenicano della fraternità
    Santa Maria delle Grazie
    Milano

  10. Caro Padre Gabriele,

    un augurio carissimo per la sua ordinazione da due devoti di San Domenico dalla città siciliana di Augusta.
    Nella nostra città esiste sempre il vostro ex convento, molto bello e con una grande chiesa molto ben restaurata, speriamo che un giorno possa visitarlo e venire a trovare tanti devoti di San Domenico che troverà in questa zona.

    Auguri.

    Sebastiano e sua moglie Cettina

  11. Caro Padre Gabriele,

    le scrivo per farle i miei più sinceri auguri per la imminente ordinazione, il tutto a patto che lei mi prenda sul serio, che non rida sul mio cognome e che sappia, innanzitutto, che è il mio nome vero …
    … si padre, mi chiamo proprio Tommaso d’Aquino.
    Nulla ho della santità di questo titano, però ne porto il cognome e, come usa in casa mia, tutti i primi maschi sono sempre stati chiamati Tommaso, così infatti si chiamava mio padre, mio nonno e mio bisnonno. Io ho avuto due figlie, il terzo, il maschio, l’ho chiamato Tommaso, oggi ha 17 anni.

    Che San Tommaso d’Aquino la protegga sempre.

    1. o.t. Mi compiaccio per la Sua famiglia… ma credo che sia proibito legalmente di dare al figlio lo stesso nome del padre. Come ha funzionato ?

      1. Gentile Signore,

        la sua domanda è molto, molto pertinente e giusta.
        Anche se tutti mi chiamano Tommaso, all’anagrafe sono segnato come Tommasino. Mio padre si chiamava Tommaso, io Tommasino, mio figlio Tommaso, e suo figlio, a Dio piacendo, Tommasino, a meno che non usi l’anglicismo mai usato di Jr.
        In pratica abbiamo sempre giocato con “Tommaso” e “Tommasino”.
        Le porgo il mio saluto.

  12. Caro Padre Gabriele, in occasione di questo fondamentale momento che vivrà tra breve, desidero porle i miei più felicitanti auguri con la promessa che pregherò il Signore per lei, affinché possa avere come unico desiderio del suo ministero la salvezza delle anime. Ho una profonda ammirazione verso l’ordine domenicano, facendo anche parte della Milizia Angelica di San Tommaso d’Aquino.

    Colgo l’occasione, essendo questo il mio primo commento in tal sede, porgere il mio più sentito ringraziamento a tutti i padri dell’Isola di Patmos per i loro splendidi e formativi articoli che leggo sempre con molto piacere e interesse. Vi affido alla protezione della Beata Vergine del Rosario, affinché vi protegga e vi custodisca.

    Ad maiorem Dei gloriam!

  13. Per Padre Gabriele: Le faccio i miei più sinceri auguri e che il Signore La ricolmi di grazie.

    Per Anna Maria: il bel tacere non fu mai scritto. Spero da sempre che le suore parlino poco e facciano molto e quel molto lo facciano bene…spero!

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