Seduto sulla motocicletta comunista di Vauro ho avuta una folgorazione che ha cambiata la mia vita e le mie credenze: e adesso vi spiego perché Gesù Cristo non è mai risorto dai morti …

SEDUTO SULLA MOTOCICLETTA COMUNISTA DI VAURO HO AVUTO UNA FOLGORAZIONE CHE HA CAMBIATA LA MIA VITA E LE MIE CREDENZE: E ADESSO VI SPIEGO COME MAI GESÙ CRISTO NON È MAI RISORTO DAI MORTI …

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Per annunciare un evento del genere Cristo, se fosse veramente risorto, avrebbe dovuto annunciare la propria risurrezione a persone ben più credibili, per esempio apparendo al Sommo Sacerdote e ai membri del Grande Sinedrio. Siamo realisti e concreti: se io risorgessi dai morti, cercherei di apparire a Fedele Confaloneri e a Pier Silvio Berlusconi, a Pietro Chiambretti e Barbara d’Urso, al Presidente della Rai e a Bruno Vespa … non certo a una ex prostituta nigeriana che vive in una periferia di Milano.

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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PDF  articolo formato stampa
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Studi Mediaset di Cologno Monzese (Milano): redazione di Dritto e Rovescio, foto ricordo

L’Isola di Patmos ha conferito ieri il premio Giovannea Aquila d’Oro a Roberto Burioni e Alessandro Cattelan [cf QUI]. Oggi annuncio che in questa Quaresima segnata da epidemia da coronavirus, in me è accaduto qualche cosa che ha sconvolto le mie credenze di fede, giungendo a prendere atto che Gesù Cristo non è mai risorto dai morti.

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La scintilla che ha fatto scattare in me questa consapevolezza, mi è stata data da uno dei tanti sapienti che popolano le pagine di Facebook, che riesce a essere al tempo stesso sia l’Accademia Internazionale delle Scienze sia il Supremo Tribunale Penale istituito dal popolo dei sapienti della rete.

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Talvolta, le credenze anche più radicate, finiscono per crollare dinanzi a cose in apparenza banali, capaci però a far scattare una scintilla a partire dalla quale tutto quanto finisce con l’essere messo in discussione. È a quel punto che, pure ciò in cui si è fermamente creduto, finisce per sgretolarsi come un castello di sabbia costruito sulla riva al sopraggiungere della marea. E di questo devo ringraziare uno dei sapienti di Facebook, che non conosco personalmente, ma che posso citare senza alcuna violazione della privacy, visto che è entrato nella mia pubblica pagina scrivendo un commento col proprio nome, cognome e collegamento al suo profilo, quindi è tutto pubblico e nessuno può sollevare questioni in tal senso. Il sapiente è un certo Nicola Fulgenzio Di Liberto.

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Ma veniamo al fatto: per annunciare sul mio profilo Facebook che nella sera di giovedì 26 marzo avrei partecipato come ormai quasi di consueto alla puntata del programma Dritto e Rovescio su Rete 4, ho inserito una foto scattata i primi di febbraio nella quale sono immortalato con tre amici: il vignettista satirico Vauro Senesi, il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani e uno dei giovani collaboratori della redazione. Non solo si tratta di tre amici, ma di tre persone che godono della mia profonda stima.

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Accade però che il già menzionato membro dell’Accademia Internazionale delle Scienze, sotto quel mio post, nel pomeriggio del 27 marzo, ha scritto questo commento: «Con questi personaggi non ci andrei a prendere nemmeno un Caffè». Questo sapiente commentatore forse non immaginava che con questa breve frase avrebbe finito per sconvolgere la vita a un sacerdote nonché piccolo e modesto teologo dogmatico e altrettanto piccolo e modesto storico del dogma. Sì, con quella frase tanto lapidaria quanto sapiente, questo commentatore mi ha aperto l’orizzonte su tutte le contraddizioni contenute nei Vangeli, ma soprattutto nella vita di Gesù Cristo, obbligandomi a prendere atto di quanto il Nazareno sia stato alla prova dei fatti un cattivo maestro. È scritto nei Vangeli e dagli stessi documentato, ma purtroppo io, per cecità e ottusità, proprio non me ne ero mai accorto.

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Gesù Cristo è stato a tal punto imprudente da avere relazioni pericolose e soprattutto inopportune, è documentato da uno degli Evangelisti che narra:

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«Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.  I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?”» [Mt 9, 10-11].

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Giuseppe Cruciani e Padre Ariel all’uscita dallo studio di trasmissione di Mediaset di Cologno Monzese (Milano)

Non per giustificare me stesso, ma posso garantire che ai livelli di Gesù Cristo io non ci sono arrivato. Infatti, quando una sera, al termine della diretta di questo programma, Vauro Senesi, Giuseppe Cruciani e io, andammo di fronte alla cittadella Mediaset di Cologno Monzese per mangiare una pizza nell’unico locale aperto, la cucina era chiusa. Così potemmo solo bere qualche cosa: Vauro la sua vodka liscia ― perché un vero comunista beve solo liquori sovietici ―, Giuseppe Cruciani prese una birra sbarazzina, mentre io, che non bevo alcolici “fuori servizio”, perché l’unico alcolico che bevo è il vino usato per il Sacrificio della Santa Messa, presi un succo di ananas. In ogni caso debbo dire a mia giustificazione che il mio agire è stato meno grave di quello di Gesù Cristo, che con certa gente faceva banchetti. Alla prova dei fatti, io ci ho bevuto assieme solo un succo di ananas.

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A che livelli Gesù Cristo fosse imprudente lo dimostra il Vangelo di San Giovanni narrando del suo incontro e colloquio con una donna cananea al pozzo d’acqua, il cosiddetto Racconto della Samaritana. Soprassediamo sulla grave inopportunità di questo dialogo, perché nessun giudeo dotato di bon ton si sarebbe mai messo a parlare da solo con una donna, tanto più con una del genere, alla quale a un certo punto Gesù Cristo domanda:

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«[…] “Vai a chiamare tuo marito e poi ritorna qui”. Rispose la donna: “Non ho marito”. Le disse Gesù: “Hai detto bene, non ho marito; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”». Gli replicò la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta”» [Gv 4, 16-18].

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Analizziamo la gravità della cosa: Gesù Cristo rivolge parola, da solo, ai bordi di un pozzo, a una emerita zoccola che dopo essere saltata da un uomo all’altro, in quel momento conviveva con un altro uomo ancòra, che ovviamente non era suo marito. Ma dico: sono forse persone e situazioni nelle quali un uomo perbene si va a cacciare? Altroché se avevano ragione i sapienti scribi e farisei del Facebook dell’epoca, ad accusarlo di intrattenersi con prostitute, pubblicani e peccatori di varia fatta.

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Si dice poi che Gesù Cristo, dopo la sua morte, sia risorto dal sepolcro. Il mistero della sua risurrezione è il fondamento portante della fede cristiana, lo dice il Beato Apostolo Paolo affermando:

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«[…] se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» [I Cor 15, 14].

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Padre Ariel negli studi Mediaset del Celio a Roma  accanto alla mitica moto di Vauro con stella rossa e targa sovietica

Questo ho compreso dopo anni di sacerdozio, di studi teologici e di professione di fede nella risurrezione di Gesù Cristo, ossia che Cristo non può essere risorto. Ecco perché: chi ha annunciato la presunta risurrezione di Gesù Cristo? Udite, udite … una ex prostituta! Ora voi ditemi, in una società come quella giudaica dell’epoca, dove le donne non avevano diritto di parola, dove non potevano essere udite come testimoni in tribunale, dove potevano essere ripudiate sulla parola del marito e persino lapidate, se il consorte le accusava di adulterio, questo presunto Risorto usa come annunciatrice non solo una donna, ma persino una ex prostituta? Lo credo bene che gli Apostoli, chiamati al sepolcro vuoto, reagirono non credendo a questa donna e alle sue comari:

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«E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero a esse» [Lc 24, 1-11].

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Per annunciare un evento del genere Cristo, se fosse veramente risorto, avrebbe dovuto annunciare la propria risurrezione a persone ben più credibili, per esempio apparendo al Sommo Sacerdote e ai membri del Grande Sinedrio. Siamo realisti e concreti: se io risorgessi dai morti, cercherei di apparire a Fedele Confaloneri e a Pier Silvio Berlusconi, a Pietro Chiambretti e Barbara d’Urso, al Presidente della Rai e a Bruno Vespa … non certo a una ex prostituta nigeriana che vive in una periferia di Milano.

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commenti d’alta accademia …

Per una frase scritta sulla mia pagina da un cattolico sapiente della Accademia internazionale delle Scienze di Facebook, il quale ha affermato che con gente come Vauro e Giuseppe Cruciani non prenderebbe neppure un caffè, ho acquisita consapevolezza e prova che Gesù Cristo non è mai risorto, perché con certi soggetti non si è limitato a prendere un caffè, ma a fare banchetti e ad avere relazioni pericolose, inopportune e imprudenti, cosa che io non ho mai fatto in vita mia.

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dall’Isola di Patmos, 27 marzo 2020

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  1. NOTA DELLA REDAZIONE

    I COMMENTI A QUESTO ARTICOLO SONO CHIUSI. IN TAL MODO EVITEREMO CHE PERSONE ASSETATE DI STERILI POLEMICHE POLITICHE POSSANO DARE SFOGO A CERTI LORO IMPULSI INVECE DI PREGARE PER L’ITALIA CHE OGGI PIANGE I PROPRI MORTI PER LE INFEZIONI DERIVANTI DAL CORONAVIRUS

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