"Não seja coração perturbado" [GV 14,1]. De proclamações sobre “saída de igreja” o cartaz proclama a fé do Cardeal Gerhard Ludwig Müller

- convidados ilustres da ilha de Patmos -

"São perturbados SEU CORAÇÃO" [GV 14,1]. proclamações SOBRE “IGREJA NA SAÍDA” O CARTAZ DE PROCLAMAÇÃO DA FÉ DO CARDEAL Gerhard Ludwig Müller

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Muitos agora se perguntar por que a Igreja ainda existe se os próprios bispos preferem agir como um político e não como mestres da fé para anunciar o Evangelho. O olhar não é para me debruçar sobre questões laterais, mas é mais do que nunca necessário para a Igreja a assumir a sua própria responsabilidade. Todo ser humano tem uma alma imortal, que sua morte se separa do corpo, Mas a esperança da ressurreição dos mortos. Morte finalmente faz a decisão do homem a favor ou contra Deus. Todo mundo tem que lidar com o julgamento pessoal imediatamente após a morte.

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Autor
Preparação de ’ ilha de Patmos

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… o futuro distante ou muito perto?

Mais do que uma "Igreja na saída", a volte la nostra Santa Madre pare una «Chiesa in liquidazione» a saldi di fine stagione.

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Os Padres des A ilha de Patmos, compartilhando a mais alta consideração que todos têm para com o cardeal Gerhard Ludwig Müller, Eles foram afetados principalmente por uma expressão que para eles é um lamento trocado por algum tempo e com maior frequência entre os membros que exercem o sacerdócio sagrado, cumprimento da qual eles têm repetidamente lamentou troca precisamente a frase que se destaca nas primeiras linhas do texto escrito pelo ex-prefeito da Congregação para a Doutrina da Fé: "Hoje, muitos cristãos já não sabem mesmo os princípios da fé".

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aqueles que o chamado "Igreja hospital de campanha" viver lá, muitas vezes levando serviços de emergência para a sala de emergência onde chegaram todos os diferentes casos e muitas vezes mais grave, Eles devem enfrentar uns aos outros todos os dias com um número crescente de fiéis que já não sabem os fundamentos da fé católica, que não têm percepção correta dos sacramentos da graça, que há anos eles não confessar e que não podem confessar, que não conhecem as orações. Mas, acima de, Todos os dias, Você se depara com os fiéis em grande número terrivelmente falar e viver a pior linguagem deste mundo com total facilidade. aborto: "Bem, uma menina de dezesseis anos que tem um soluço, Você pode, talvez, ser mãe nessa idade?». Vida e saúde: "Por que não dar uma morte suave e digna a uma pessoa que sofre de uma doença incurável, Ele serve talvez algo para fazê-la sofrer desnecessariamente?». A vida afetiva: "Fomos os pais, o primeiro a recomendar aos nossos filhos, prima di sposarsi, di andare a convivere per qualche anno, affinché sperimentassero se veramente stanno bene assieme, o forse il matrimonio deve essere un salto nel buio?».

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Estes, come tanti fedeli che ragionano così sui diversi aspetti morali e spirituali, sono persone che in genere non si confessano, perché affermano anzitutto di non avere peccati da confessare, però vanno a ricevere la Santa Comunione, senza avere la conoscenza e la chiara percezione di che cosa veramente e realmente sia la Santissima Eucaristia.

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Solo queste poche parole introduttive sono sufficienti per chiarire quanto i Padri de A ilha de Patmos abbiano accolto e tanto apprezzato questo scritto contenente le parole che da tempo si vanno ripetendo tra di loro con grande pena e rammarico: oggi è necessario ripartire da una parte con le missioni per una nuova evangelizzazione delle nostre popolazioni, dall’altra con i fondamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica.

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Cardinal Gerhard Ludwig Müller

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento de fé, molti vescovi, Sacerdoti , religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo:

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«A voi infatti ho trasmesso, primeiro, o que também recebi " (1 CR 15,3).

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Hoje, muitos cristãos já não sabem mesmo os princípios da fé, com um crescente perigo de não encontrar o caminho que conduz à vida eterna. No entanto, adequada tarefa da Igreja é levar as pessoas a Jesus Cristo, luz das nações [veja LG 1]. Nesta situação, se quer saber como encontrar a orientação certa. De acordo com João Paulo II, O Catecismo da Igreja Católica é "uma norma segura para o ensino da fé" [Um depósito de fé IV]. Foi escrito com o propósito de fortalecer nossos irmãos e irmãs na fé, fé massa severamente testada pela "ditadura do relativismo".

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Eu

Deus trino, Revelado em Jesus Cristo

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O epítome da fé de todos os cristãos risiede nella confessione della Santissima Trinità. Siamo diventati discepoli di Gesù, figli e amici di Dio, attraverso il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La differenza delle tre persone nell’unità divina [254] segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni. Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono. Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo [679] e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini [846]. Por esta, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo [1 GV 2, 22], poiché Gesù Cristo, Filho de Deus, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre [663]. È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale. Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti. Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio [691].

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(II)

A IGREJA

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Gesù Cristo ha fondato la Chiesa come segno visibile e strumento di salvezza, che sussiste nella Chiesa cattolica [816]. Diede alla sua Chiesa, che «è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce»[766], una struttura sacramentale che rimarrà fino al pieno compimento del Regno [765]. Cristo, chefe, e i credenti come membra del corpo sono una mistica persona [795], per questo motivo la chiesa è santa, poiché Cristo, unico mediatore, l’ha costituita sulla terra come organismo visibile e continuamente la sostiene [771]. Attraverso di essa l’opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio con la celebrazione dei Santissimi Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio Eucaristico, massa [1330]. La Chiesa trasmette con l’autorità di Cristo la divina rivelazione, «che si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate» [2035].

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III

L’ORDINE SACRAMENTALE

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La Chiesa è in Gesù Cristo il sacramento universale della salvezza [776]. Essa non riflette sé stessa ma la luce di Cristo, che splende sul suo volto, e ciò può avvenire solo quando il punto di riferimento non è l’opinione della maggioranza né lo spirito dei tempi, ma piuttosto la Verità rivelata in Gesù Cristo, che ha affidato alla Chiesa cattolica la pienezza di grazia e di verità [819]: Egli stesso è presente nei sacramenti della Chiesa.

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La Chiesa non è un’associazione creata dall’uomo, la cui struttura può essere modificata dai suoi membri a proprio piacimento: essa è di origine divina. «È Cristo stesso l’origine del ministero nella Chiesa. Egli l’ha istituita, le ha dato autorità e missione, orientamento e fine» [874]. Ancora oggi è valido l’ammonimento dell’Apostolo secondo cui maledetto è chiunque proclami un altro Vangelo, «anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo» [Talvez 1,8]. La mediazione della fede è inscindibilmente legata alla credibilità umana dei suoi annunziatori: essi, em alguns casos, hanno abbandonato quanti erano stati loro affidati, turbandoli e danneggiando gravemente la loro fede. Per loro si realizza la parola della Scrittura: «Non si sopporterà più la sana dottrina, mas, só para ouvir alguma coisa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci» [2 Tim 4,3-4].

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Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di «]salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti» affinché possa «professare senza errore l’autentica fede» [890]. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i sette sacramenti. La Santissima Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» [1324]. Il sacrificio eucaristico, in cui Cristo ci coinvolge nel suo sacrificio della croce, è finalizzato alla più intima unione con Lui [1382]. Per questo la Sacra Scrittura ammonisce riguardo alle condizioni per ricevere la santa Comunione: «chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore» [1CR 11, 27], dunque «chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» [1385]. Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevono la santa Eucaristia fruttuosamente [1457], perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale.

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Il riconoscimento dei peccati nella santa confessione almeno una volta all’anno è uno dei precetti della Chiesa [2042]. Quando i credenti non confessano più i loro peccati ricevendone l’assoluzione, si rende vana la salvezza portata da Cristo, Egli infatti si è fatto uomo per redimerci dai nostri peccati. Il potere del perdono, che il Risorto ha conferito agli Apostoli e ai loro successori nell’Episcopato e nel Sacerdozio, rimette i peccati gravi e veniali commessi dopo il Battesimo. L’attuale pratica della confessione evidenzia come la coscienza dei credenti non sia oggi sufficientemente formata. La misericordia di Dio ci è data, affinché adempiamo i suoi comandamenti per conformaci alla sua santa volontà e non per evitare la chiamata alla conversione [1458].

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«È il sacerdote che continua l’opera di redenzione sulla terra» [1589]. L’ordinazione, che conferisce al sacerdote «un potere sacro» [1592], è insostituibile perché attraverso di essa Gesù diventa sacramentalmente presente nella sua azione salvifica. Os sacerdotes escolher voluntariamente o celibato como um "sinal de uma vida" [1579]. É o dom de si mesmo ao serviço de Cristo e Sua vinda Unido. A fim de conferir validamente ordenação nas três graus de este Sacramento, A própria Igreja reconhece como ligado à escolha feita pelo próprio Senhor, "Por esta razão, a ordenação de mulheres não é possível" [1577]. A este respeito, falar sobre a discriminação contra as mulheres demonstra claramente um mal-entendido deste sacramento, ele não afeta o poder terreno, mas a representação de Cristo, o Esposo da Igreja.

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IV

A lei moral

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Fé e vida são inseparáveis, porque a fé sem obras realizadas no Senhor morreu [1815]. A lei moral é obra da divina sabedoria e leva o homem à felicidade prometida [1950]. Como resultado, a "lei divina e natural mostra ao homem o caminho a seguir para fazer o bem e atingir seu fim" [1955]. Sua observância é necessária para todas as pessoas de boa vontade para alcançar a salvação eterna. Na verdade, quem morre em pecado mortal, sem arrependimento permanecerá para sempre separado de Deus [1033]. Isto tem consequências práticas na vida dos cristãos, entre os quais convém recordar os mais frequentemente negligenciado hoje: [cf. 2270-2283; 2350-2381]. A lei moral não é um fardo, mas parte dessa verdade libertadora [Jo 8,32] através do qual o cristão ao longo do caminho da salvação e não deve ser relativizada.

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O

VIDA ETERNA

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Muitos agora se perguntar por que a Igreja ainda existe se os próprios bispos preferem agir como um político e não como mestres da fé para anunciar o Evangelho. O olhar não é para me debruçar sobre questões laterais, mas é mais do que nunca necessário para a Igreja a assumir a sua própria responsabilidade. Todo ser humano tem uma alma imortal, que sua morte se separa do corpo, Mas a esperança da ressurreição dos mortos [366]. Morte finalmente faz a decisão do homem a favor ou contra Deus. Todo mundo tem que lidar com o julgamento pessoal imediatamente após a morte [1021]: ou você continua a exigir uma purificação, ou o homem irá diretamente para a bem-aventurança celestial e terá permissão para ver a Deus face a face. Mas há também a terrível possibilidade de que uma pessoa, até que a extremidade, permanece em contradição com Deus: finalmente rejeitar o Seu amor, -lo "será imediatamente condenado para sempre" [1022]. "Dio, que nos criou sem nós, Ele não escolheu salvar-nos sem nós [1847]. A eternidade do castigo do inferno é uma realidade terrível, que - de acordo com o testemunho da Sagrada Escritura - diz respeito a todos aqueles que "morrem em estado de pecado mortal" [1035]. O cristão cruza a porta estreita, "Porque larga é a porta e espaçoso o caminho que conduz à perdição, e muitos são os que entram " [MT 7,13].

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Para manter silêncio sobre estas e outras verdades da fé, ou ensinar de outra forma É o pior engano contra o qual o Catecismo adverte vigorosamente. Este é o teste final da Igreja, ou 'um engano religioso oferecendo aos homens uma solução aparente para os seus problemas, o preço da apostasia da verdade " [675]. É engano do Anticristo, que é ", com todas as seduções da iniqüidade, em detrimento daqueles que perecem, porque não receberam o amor da verdade e sejam salvos " [2Ts 2,10].

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APELO

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Como trabalhadores na vinha do Senhor, noi tutti abbiamo la responsabilità di ricordare queste verità fondamentali aggrappandoci a ciò che noi stessi abbiamo ricevuto. Vogliamo dare coraggio per percorrere la via di Gesù Cristo con determinazione, così da ottenere la vita eterna seguendo i Suoi comandamenti [2075].

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Chiediamo al Signore di farci conoscere quanto è grande il dono della fede cattolica, attraverso il quale si apre la porta alla vita eterna. «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, o Filho do homem se envergonhará dele, quando vier na glória de seu Pai com os santos anjos " [MC 8,38]. Pertanto ci impegniamo a rafforzare la fede confessando la verità che è Gesù Cristo stesso.

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L’avvertimento che Paolo, l’apostolo di Gesù Cristo, da al suo collaboratore e successore Timoteo è rivolto in modo particolare a noi, Bispos e sacerdotes. Egli scriveva:

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"Conjuro-te diante de Deus e de Cristo Jesus, que há de julgar os vivos e os mortos, e pela sua vinda e no seu reino: proclama a Palavra, insistir e fora de tempo, avisar, censuras, incentivar através de toda a paciência e ensino. O dia virá, de fato, em que não suportarão a sã doutrina;, mas, só para ouvir alguma coisa, amontoarão para si professores para atender seus caprichos, recusando-se a ouvir a verdade para se perder por trás das fábulas. Você sempre ser constante, suporta as aflições, fazer o trabalho de um evangelista, cumprir o seu ministério " [2 TM 4,1-5].

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Possa Maria, Mãe de Deus, implorarci a graça de agarrar-se à confissão da verdade de Jesus Cristo, sem vacilar. United na fé e na oração,

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+Gerhard Müller Cardinale
Prefeito da Congregação

para a Doutrina da Fé

a partir de 2012 ao 2017

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4 thoughts on ""Não seja coração perturbado" [GV 14,1]. De proclamações sobre “saída de igreja” o cartaz proclama a fé do Cardeal Gerhard Ludwig Müller

  1. Il manifesto del Card. Muller è la riproposizione della vera Dottrina Cattolica, che è stata consegnata da Dio, che rivela, alla Sua Chiesa, agli Apostoli che l’hanno trasmessa alle successive generazioni, giungendo fino a noi, come recita il Canone Romano, la prima Preghiera Eucaristica, che dovrebbe essere recitata spesso, e bastante freqüentemente, durante le SS. Messe festive. Questa iniziativa dell’esimio cardinale giunge a proposito a poco più di cinquant’anni dalla pubblicazione delCredo del Popolo di Dio”, la Professione di Fede di Paolo VI. Sarebbe stato auspicabile e desiderabile che una simile iniziativa fosse stata portata avanti dal Papa attuale, specie alla fine dell’ultimo Anno della Fede. In mancanza di ciò e in tempimi si consenta di scriverlodi vera e propria emergenza nella Chiesa, ben venga il Manifesto della Fede dell’ex Prefetto della Congregazione per la difesa della Dottrina della Fede.

  2. Pai Ariel Caro

    Nella dichiarazione congiunta firmata da Papa Francesco e dal leader maomettano nel quale si legge: ” Il pluralismo e le DIVERSITADI RELIGIONE, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina”,

    Pensare che Dio possa aver, non solamente permesso, ma anche deciso di manifestarsi in migliaia di religioni diverse mi fa davvero male e vedo in queste parole l’esaltazione di un misero teismo senza Cristo.
    Sono affermazioni che chiedono preghiera perché offendono la Croce e la firma del Papa sotto questa frase é una responsabilità esclusivamente sua perché nessuna persona con un QI minimo potrebbe mai sostenere che DIo possa volere n religioni diverse attraverso n culti diversi. Cosa che è implicita in quella affermazione così anticristiana.

    L’intervento del Card Muller è forse stato spinto dalla lettura di questo documento, non saprei ma sicuramente mi da motivo di credere che la Chiesa esiste ancora ed è viva.

  3. Il Manifesto della Fede del Card. Muller ripropone la Dottrina della Fede Cattolica a poco più di cinquant’anni dalla pubblicazione della Professione di Fede, o “Credo del Popolo di Dio”, Paulo VI. Sarebbe stato auspicabile e desiderabile che un’iniziativa del genere fosse stata portata avanti dall’attuale Papa, al termine dell’ultimo Anno della Fede. Non possiamo che aderire volentieri, como católicos, a questo atto dell’ex Prefetto del Dicastero per la difesa della Dottrina della Fede, in un momento in cui nella Chiesa di Cristo sembra prevalere la confusione, insieme alla diffusione della tenebra dell’errore.

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