A pena de morte eo novo “dogmas”Igreja: por que não confiar em Adolf Hitler e Pol Pot para dirigir os serviços sociais pelo padre Antonio Mazzi?

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A PENA DE MORTE EO NOVO "dogmas" IGREJA: PORQUE NON AFFIDARE ADOLF HITLER E POL POT AI SERVIZI SOCIALI DIRETTI DAL PRESBITERO ANTONIO MAZZI ?

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Os casos em que a pena de morte é adequado e necessário, especialmente, Eles são de fato muito raro, se não, hoje, inexistente. É duvidoso que os casos muito raros, não volte a se repetir amanhã; pelo contrário, agora degenerou em um mundo em formas de degradação humana e moral preocupante, bem como um monte pior onda de violência de outros tempos, Também pode ser que alguns casos vão recriar, talvez até pior do que antes, e até mesmo mais cedo do que você pode imaginar, basta pensar em terrorismo natureza politicamente motivado ou pseudo-religioso.

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Autor
Ariel S. Levi Gualdo

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Pai Ariel S. Levi Gualdo durante uma pausa de verão do trabalho na Sicília, escoltado como um autêntico Vip desde a sua eficiente e inteligente escolta pessoal

Aproveito esta oportunidade para informar os leitores que têm escrito para nós que não estão em férias. Se o 17 Junho, publicada há mais artigos é porque temos mantido uma série de obras, viaggi e appuntamenti nel corso dell’estate, aproveitando este período para a nova organização do A ilha de Patmos, que a partir de Setembro, vai apresentar um novo olhar.

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sulla pagina Teologicamente pubblicheremo a breve due saggi dei Padri de A ilha de Patmos: um em santidade e de canonização, um em humildade como um princípio de gnoseologic realismo. Poi a settembre torneremo al nostro pieno ritmo di lavoro.

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Dando uma olhada em sites e católicos do blog de hoje você pode encontrar um exército de Católica Romana Apostolado Leigo comprometido e militantes no papel de teólogos e canonistas, bem como comentaristas PERGUNTA in raporto a «Marco Pannella che batte San Tommaso d’Aquino» [CF. Quem]. O que essas pessoas surpreende e diverte em grande parte, Sua gravidade é que ela avança para a etapa de dança com o catastrofismo, privados como eles são de qualquer saudável senso de ironia. Isso os leva a se sentir mal e viver mal, induzindo assim um doente e mal de viver todos aqueles que caem nas armadilhas de sua emocionalidade.

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Tempo atrás, em um artigo intitulado boccaccesco publicada sobre estas nossas colunas, Falamos de algo muito sério, apesar de que o artigo tinha um título forte, mas que se destinava a ser uma muito profunda de paradigma: "Eu pigliateli sério, pigliateli minha bunda [CF. Quem].

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A doutrina e o Catecismo da Igreja Católica não há nada para rir. E ainda, aqueles que conhecem a história da Igreja e, em particular, dos seus conselhos, Ele sabe que, no decorrer de alguns deles, incluindo grandes conselhos dogmáticos, havia um grande florescimento das ironias por Padres reunidos nell'assise. Tomamos apenas o último: quando, durante o Primeiro Concílio Vaticano Beato Papa Pio IX explicou sua intenção de proclamar o dogma da infalibilidade papal em matéria de doutrina e fé, entre os Padres da Igreja começou a circular esta entrada: "Mas o que ele foi colocado na cabeça? Com a eleição para o trono sagrado tornou-se um Papa, adesso vuol forse diventare un Padre Eterno?».

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Durante i lavori del Concilio Vaticano II, il Cardinale Alfredo Ottaviani disse al Cardinale Antonio Bacci: «Meno male che abbiamo ormai una certa età, perché forse così ce la faremo a morire sempre cattolici!». E chi questa frase ha tentato di usarla in seguito come una dura critica al Concilio Vaticano II, non ha capito la pura ironia, tanto meno il fatto che il Cardinale Alfredo Ottaviani era molto stimato dal Sommo Pontefice Paolo VI, che nella redazione della sua sofferta Enciclica Humanae Vitae tenne anzitutto in alta considerazione i pareri ed i consigli di questo schietto, leale e romanissimo porporato, che lasciò in carica come Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, poi divenuto Congregazione per la dottrina della fede, fino all’età di 78 anos, nel corso dei suoi primi cinque anni di pontificato, vale a dire i più delicati in assoluto. Memorável foram as palavras do Cardeal Alfredo Ottaviani sobre o futuro do Santo Padre João Paulo II, que quis celebrar pessoalmente seu funeral o 6 Agosto 1979, lembrando que um ano antes, o 6 Agosto, alla stessa ora tornava alla Casa del Padre il Sommo Pontefice Paolo VI.

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Em vez Indo ainda mais para trás no tempo, descobrimos que quando a arma de ironia acabou sendo ineficaz, em seguida, os Padres da Igreja não hesitou em desencadear lutas reais e assumir uma luta uns com os outros, como aconteceu durante o Concílio de Nicéia no ano 325 e em outros conselhos posteriores, tanto que os imperadores - que na época conselhos formalmente convocados - providenciado uma chamada externa, ordem antes dada aos soldados para entrar na trullana sala de aula para reprimir quaisquer tumultos, se quebrassem. Incidentalmente: Foi chamado τροῦλλoς, Sala de aula do Trulli, la sala del palazzo imperiale di Costantinopoli dove si svolsero i concilî negli anni 680 e 692.

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Se o Papa Francis I Ele decidiu alterar e aprovar a nova redação do número 2267 o Catecismo da Igreja Católica dedicada à pena de morte, primeiro de tudo, devemos começar a partir de um fato óbvio: Ele decidiu seguir sua autoridade sagrada e legítima. E esses seus poderes - que repito são sagrados e legítimo -, non sono tali solo se piacciono ai laici cattolici apostolici romani impegnati e militanti, ma sono tali sempre, altrimenti finiremmo col cadere nella psicologia luterana al paradossale scopo di tutelare una non meglio precisata Traditio catholica, poi appresso nella psicologia incerto di quella còlta, amabile e stimabile persona del Professor Roberto de Mattei e di tutti i suoi seguaci

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vediamo come funziona questo particolare genere di psicologia in certi soggetti: se si tratta di discutere sulla riforma liturgica e sul Messale Romano promulgato dal Beato Paolo VI, estes circoli cattolici sono pronti a scatenare in critiche e polemiche di tutto e di più [CF. Quem, Quem, Quem, Quem], se invece si tratta di discutere della Humanae Vitae, dove i temi trattati toccano il tema dei temi, nonché il sommo peccato dei peccati, ossia tutto ciò che è legato anche e solo indirettamente alla sessualità umana, in tal caso si giunge sino al punto di sostenere, senza pena di ridicolo, che la proibizione dei contraccettivi ha un fondamento dogmatico. E, em seguida, se il Beato Pontefice Paolo VI non è giunto a tale proclama solenne — ovviamente perché non poteva giungervi —, in tal caso ci hanno pensato altri, quindi è bene correggerlo usando maggior rigore [CF. Quem, Quem].

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Leggendo ad esempio il blog Igreja&após a Segunda, che racchiude nei propri archivi centinaia di pagine in cui si sbeffeggia il Beato Pontefice Paolo VI per il Concilio Vaticano II indicato in modo spregiativo come «conciliabolo», mentre il Messale da lui promulgato dopo la riforma liturgica è indicato come «Messale eretico» della «Messa protestantica», noteremo che al tempo stesso non si esita a confondere questo imminente Santo Pontefice col mitico eroe dell’anti-schiavitù John Brow, inneggiando a Sua Santità «glory glory alleluja!» [CF. Quem] quando si tratta invece del divieto — va da sé, dogmático! — dell’uso dei mezzi contraccettivi [CF. Quem]. Em conclusão: la riforma liturgica e il Messale del Beato Paolo VI sono «eresie protestanti», la Santa Messa che ne deriva è una «Messa protestantica», mentre il divieto dell’uso dei contraccettivi è invece un dogma della fede — seppure mai proclamato dalla Chiesa Cattolica —, sul quale non si può discutere [CF. Quem]. Detto questo è inutile ricordare, sebbene lo facciamo, che il primo ad essere consapevole che il sapiente e opportuno divieto del ricorso ai mezzi contraccettivi per i cattolici, è una disciplina ecclesiastica che non poteva essere data attraverso un pronunciamento del solenne magistero infallibile, era proprio il Sommo Pontefice Paolo VI [rimando ad un mio precedente articolo, Quem].

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Non fatevi trascinare negli umori e nei malumori di certa gente che nella propria ridicola incoerenza si prende sempre parecchio sul serio, ed imparate invece a «prenderli per il culo», perché in tal caso, il sano e intelligente sberleffo, rientra nei grandi mezzi escatologici di salvezza, oltre non ultimo ad essere anche una santa lezione, ma soprattutto un atto di perfetta carità cristiana.

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In tempi lontani, o per così dire in tutt’altra mia vita, ricordo che nel corso dei miei studi giuridici ebbi modo di discutere in modo articolato e interessante con vari miei colleghi di studio e con vari accademici sull’articolo número 139 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». I motivi della discussione erano più o meno i seguenti: pur comprendendo che questo articolo nasce come frutto dell’influenza e della vittoria del primo referendo popolare attraverso il quale gli elettori italiani scelsero la forma di governo repubblicana al posto della monarchia sabauda, un simile dettato, non è forse una vera e propria espressione dogmatica inserita in una laica Carta Costituzionale?

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Lo stesso quesito potremmo applicarlo alla nuova formulazione del dettato del Catechismo, il cui precedente testo recitava al numero 2267 :

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"O ensinamento tradicional da Igreja não exclui, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, o recurso à pena de morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. São, em vez, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Hoje, de fato, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo “sono ormai molto rari, se não mesmo praticamente inexistente ''.

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O Papa Francis I, nell’esercizio della propria somma e legittima potestà, ha deciso di eliminare da questo numero del Catechismo il concetto «quando questa fosse l’unica via praticabile», di conseguenza la parte conclusiva che precisa «i casi di assoluta necessità di soppressione del reo “sono ormai molto rari, se não mesmo praticamente inexistente ''.

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Il tutto previa spiegazione demandata alla Congregazione per la dottrina della fede che ha esercitato in tal senso il proprio ufficio in modo egregio [vedere testo integrale Quem].

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In molti mi hanno scritto e domandato che cosa ne pensassi e se tutto questo era proprio necessario. Ho risposto dicendo che ciò che io penso è assolutamente irrilevante, non essendo né io né altri a me superiori sia per grado sacramentale sia per carica ecclesiastica, i supremi maestri della dottrina e della fede. Nessun inferiore, neppure un laico impegnato come Riccardo Cascioli con tutti i suoi articolisti al seguito su O New Compass Diário, può manifestare stizza dinanzi a un atto di magistero così legittimo, ponendo semmai i puntini sopra le “i”. Certe decisioni ricadono infatti negli atti dell’Augusto Pontefice regnante che non sono passibili di discussione, piaccia o non piaccia a quei laici cattolici che da troppo tempo si sono ormai messi a giocare pericolosamente sulla teologia, a eclesiologia e direito canônico. Em conclusão, gente che dopo avere visto la sera il film kolossal dedicato a Os Dez Mandamentos [ano 1956] col mitico Yul Brynner nel ruolo del Faraone d’Egitto, si sono svegliati la mattina seguente credendo di essere dei biblisti sopraffini. E qualcuno, dovrebbe prenderli persino sul serio? Ecco cosa s’intendeva dire, in quel mio vecchio articolo di tempo fa, circa la utilità della «presa di culo» che diviene atto di perfetta carità [CF. Quem].

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Diverso il discorso se chicchessia mi domanda che cose ne pensi a titolo puramente personale ed a livello per così dire puramente accademico, perché in tal caso posso rispondere che il numero 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica era stato redatto con grande sapienza ed equilibrio sotto il pontificato del Santo Pontefice Giovanni Paolo II e che tale poteva essere lasciato. Sappiamo però bene che oggi è subentrata nella Chiesa anche un’altra moda: da una parte si beatificano e si canonizzano i Pontefici, semmai pure in un battibaleno, dall’altra si riformulano in modo diverso le pagine del loro sommo magistero. Anche questo rientra però nella piena e ordinaria legittimità, tanto che negli àmbiti di governo della Curia Romana c’è un detto molto esauriente che recita: «Un Pontefice bolla ed un altro sbolla!».

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Os casos em que a pena de morte é apropriado e necessaria sono invero molto rari, se não, hoje, inexistente. É duvidoso que os casos muito raros, não volte a se repetir amanhã; pelo contrário, agora degenerou em um mundo em formas de degradação humana e moral preocupante, nonché di violenza parecchio peggiore rispetto ai tempi precedenti, Também pode ser que alguns casos vão recriar, talvez até pior do que antes, e até mesmo mais cedo do que você pode imaginar, basta pensar em terrorismo natureza politicamente motivado ou pseudo-religioso.

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Adolf Hitler pare che morì suicida per sua libera scelta dentro un bunker Berlim. Se ciò non fosse stato, gli analisti storici affermano da sempre che la guerra sarebbe durata almeno altri due anni, sino allo sfinimento ed alla auto-distruzione totale della Germania.

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Saloth Sar, meglio conosciuto col nome di Pol Pot, responsabile di un numero impressionante di morti e di sevizie e torture inenarrabili perpetrate per anni, caduto infine nella tipica paranoia dei dittatori, a partir de 1997 cominciò a vedere ovunque dei nemici, sino ad uccidere il suo più fedele collaboratore Son Sen, che aveva solo tentato di raggiungere un accordo con il governo. Logo após, lo stesso capo militare dei Khmer Rossi dispose la cattura di Pol Pot e la sua reclusione a vita agli arresti domiciliari. Dopo varie vicissitudini, nell’aprile del 1998 è annunciato che i Khmer Rossi hanno deciso di consegnare Pol Pot ad una Corte Internazionale di Giustizia. La notte stessa dopo l’annuncio dato, il dittatore sarebbe però morto a causa di un infarto.

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Lasciare in vita certe figure simbolo, mutate da consistenti fette di popolazione in veri e propri idoli, da sempre vuol dire — e lo sappiamo molto bene —, favorire la continuazione di guerre con tutto ciò che in prezzo di atrocità e di vite umane questo può comportare. Non solo è per ciò necessario sopprimerli per il supremo bene di popolazioni intere, ma è anche bene che la loro condanna a morte avvenga pubblicamente, o che sia documentata da fotografie e da filmati, per togliere in tal modo ogni illusione agli indomiti illusi assoggettati al plagio di certi líderes. E certe illusioni possono essere tolte solamente mostrando alla popolazione assoggettata alla tirannide la soppressione e la fine inesorabile del loro idolo, dinanzi alla quale decadrà il meccanismo del plagio, semmai lasciando spazio ad altre conseguenze, basti a tal proposito ricordare l’ondata di suicidi che attraversò la Germania dopo la caduta di Hitler. O abbiamo forse dimenticato che mentre la Germania aveva perduta ormai la guerra ed era alla totale disfatta, si misero ad arruolare ed a mandare verso la morte degli adolescenti di quindici e sedici anni, mentre una gran fetta di popolazione era sicura che entro breve sarebbe stata completata e usata la «grande arma segreta»?

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Forse il Sommo Pontefice Francesco I, assistito da una grazia dello Spirito Santo del tutto speciale, avrà ricevuta una particolare illuminazione che lo ha garantito che mai nella storia futura si presenteranno di nuovo certi casi. E qualora si presentassero, a quel punto provvederemo ad affidare qualche novello Adolf Hitler o Pol Pot ai servizi sociali gestiti dal Presbìtero Antonio Mazzi, affinché sia portato a compimento il loro pieno recupero, perché come ci insegna quel sapiente “Padre della Chiesa” di Jean Jacques Rousseau: l’uomo cattivo non esiste. E se esiste, ciò non è colpa sua, ma della società, della storia …

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Alla domanda se sono contrario alla pena di morte, rispondo da sempre sì, lo sono, ma non in modo categorico e assoluto, o per dirla impropriamente: assim como “dogmático”. Come infatti ho poc’anzi spiegato, possono proporsi dei casi rarissimi, volendo anche unici, nei quali è doveroso per l’altrui salvezza sopprimere un essere umano. Credo inoltre che più grave è il crimine commesso e più bravo deve essere il difensore che esercita a favore dell’imputato il diritto inalienabile alla sua difesa. Mai condannerei alla pena capitale il peggiore degli assassini seriali che si è macchiato degli omicidi più efferati, perché una volta condannato e incarcerato a vita, non costituirà più pericolo alcuno, pelo contrário, non è detto che nel corso degli anni, durante lo sconto della sua pena, non si ravveda, come non rare volte è accaduto, persino nell’ambito delle cause dei Santi, basti ricordare a tal proposito l’assassino di Santa Maria Goretti, Alessandro Serenelli [1882-1970], che con la corona del rosario in mano, inginocchiato in una cappella laterale, assistette nel 1950 alla cerimonia di beatificazione di questa nostra amata eroina della carità. Hoje, le spoglie di Alessandro Serenelli riposano nella stessa chiesa in cui è stata sepolta mamma Assunta, la madre di Santa Maria Goretti. Se Alessandro Serenelli fosse stato processato e condannato a morte per il suo efferato omicidio preceduto da un tentativo di stupro, avrebbe forse mai avuto modo, dopo lo sconto della sua pena, di chiedere perdono in ginocchio alla madre della eroica fanciulla, od avrebbe potuto vivere una vita autenticamente santa all’interno di un convento di Frati Cappuccini, lasciando un breve testamento spirituale che costituisce, nella sua essenziale brevità, una vera e propria sintesi della teologia della redenzione? E qui merita citare le sue testuali parole:

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« Sono vecchio di quasi 80 anos, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue quella via, senza darsi pensiero: ed io pure non me ne preoccupai. Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva. Consumai a vent’anni il delitto passionale, del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la Provvidenza aveva messo avanti ai miei passi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per me, suo uccisore. Seguirono trent’anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata; rassegnato espiai la mia colpa. Maria fu veramente la mia luce, la mia Protettrice; col suo aiuto mi diportai bene e cercai di vivere onestamente, quando la società mi riaccettò tra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Frati Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come un servo, ma come fratello. Con loro vivo dal 1936. Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, estar perto de meu anjo da guarda e sua querida mãe, Assunta. Aqueles que vão ler esta carta quero fazer o ensino feliz de evitar o mal, seguir o bom, O tempo todo, desde que as crianças. Pensar que a religião com seus preceitos não é algo que você pode fazer sem, mas é verdadeiro conforto, A única maneira segura em todas as circunstâncias, mesmo o mais doloroso da vida.
Ritmo e bene! »

[vontade Alessandro Serenelli, 5 Maio 1961]

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Repito, portanto, que "como" ou "eu não gosto" a reformulação desta passagem do Catecismo da Igreja Católica é assunto totalmente irrelevante, porque o guardião da doutrina e fé não são me, menos ainda são a crítica Católica Apostolado Leigo comprometido e militante, mas assim é o Papa Francis I.

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Caso contrário, você corre o risco de acabar tão inglória e perigoso como o padre Palermo Alessandro Minutella, gozando de que em cada turno para ter ganho dois doutorados em teologia sagrada - como se fossem garantia dogmática da sabedoria e santidade -, mas eu não tinha com o que nem mesmo entender os fundamentos da eclesiologia, Ele está escandalizando e desorientando o Povo de Deus, dizendo que a Santa Missa "em comunhão com o nosso Papa Francisco" é inválido e não há transubstanciação, porque, em sua opinião, "o herege Cardeal Jorge Mario Bergoglio não é o legítimo pontífice, mas é um anti-papa eleito pela Maçonaria " [ver vídeo, Quem, Quem]. Per seguire appresso con tragiche amenità di vario genere, nelle quali mai nessun cattolico deve cadere, porque hoje, il novello eresiarca Lutero è diventato molto più subdolo e raffinato di ieri e si presenta come un combattente illuminato dallo Spirito Santo di Dio e dalla Beata Vergine Maria per la difesa della vera Chiesa, della vera fede e della vera tradizione. Purtroppo però col risultato di sempre: guidare le anime alla ribellione verso Pietro e quindi verso la perdizione.

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Possiamo dire con tutto il garbo e la devozione a lui dovuta che l’uomo Jorge Mario Bergoglio non è perfetto, che come dottore privato ha mostrato segni di imprudenza e di ambiguità, di carenze pastorali e di governo. Egli è difettoso, proprio come lo era Simone detto Pietro, che di difetti e di limitatezze ne aveva forse parecchie di più di questo suo futuro Successore. Ma quando Pietro ha parlato in materia di dottrina e di fede, a quel punto si tace. Caso contrário, per difendere il proprio soggettivo Cattolicesimo, si rischia davvero di cadere nelle forme peggiori di Luteranesimo.

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Da ilha de Patmos, 3 Agosto 2018

nel giorno della nascita al cielo del Cardinale Alfredo Ottaviani

[Roma 29 Outubro 1890 - Roma 3 Agosto 1979]

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5 thoughts on "A pena de morte eo novo “dogmas”Igreja: por que não confiar em Adolf Hitler e Pol Pot para dirigir os serviços sociais pelo padre Antonio Mazzi?

  1. Caro Pai, condivido in tutto la sua analisi. Fatta salva l’obbedienza dovuta al Pontefice, sorgono però alcuni dubbi:
    1) di natura giuridica: in molti notano che il CCC non è il Denzinger. Bisognerà aspettare ulteriori chiarimenti?
    2) Stiamo parlando di una materia a cui si applica il criterio del III grado di autorità, per il quale è richiesto l’ossequio della volontà?
    2) È troppo affermare che quindi la pena di morte è un intrinsece malum? Se mai si dovessero presentare occasioni analoghe a quelle da lei citate (un dittatore-simbolo la cui non uccisione comporta non arrestare la scia di morte che lo accompagna), che dovrebbe fare un cattolico (magari giudice)? Non si rischia di cadere in un peccato di omissione?
    Obrigado

  2. Il filosofo totalmente laico Guido Calogero, in difesa della sacralità della pena di morte, chiedeva che fosse eseguita non dallo spregevole boia, ma dal capo dello Stato, unico Pontefice tra la maestà dello Stato e l’espiazione-redenzione del reo. Il che sarebbe in perfetta sintonia con la sacramentalità della Chiesa, se solo esistesse ancora, a un qualsiasi livello della società sia laica sia religiosa, un minimo senso di serietà, da non confondere con la seriosità alla quale padre Ariel riserba un non invidiabile trattamento. Perciò una decisione pontificia in merito può essere legittima in punto di diritto, ma hic et nunc è molto dubbio che sia seria, che sia saggia, e che sia rilevante.

  3. Gent.mo padre, per comprendere come vada intesa la nuova formulazione dell’articolo 2267 del CCC le propongo un esempio, forse surreale ma possibile in determinate condizioni socio-politiche.

    Ammettiamo che la legge di uno Stato per il reato di strage ammetta solo la pena di morte e nessuna forma di detenzione, neppure l’ergastolo. Un giudice cattolico di tal Stato, chiamato a giudicare uno stragista reo confesso, filmato mentre compie l’efferatezza e capace di intendere e volere, deve assolverlo per non peccare mortalmente?

    Da come avevo inteso la formulazione precedente, che tollerava come extrema ratio (ma non ammetteva affatto la pena di morte come misura ordinaria) la pena di morte avrei risposto di no: poteva condannarlo a morte e non commettere peccato mortale, essendo l’assoluzione di un reo e la possibilità di una sua reiterazione persino peggiori della sua morte. E con la formulazione attuale?

    La ringrazio per i suoi interessanti articoli e spero vorrà rispondermi. Non è la prima volta che cerco la certa continuità col passato in atti magisteriali di Papa Francesco (penso alla nota 351 di Amoris Laetitia) e vorrei riuscirvi anche stavolta. Uma calorosa saudação.

    1. Caro leitor,

      questo suo quesito, sobre a “giudice cattolico”, andrebbe posto a tutti i politici democristiani cosiddettibaciapile”, specialisti sopraffini nel voltare le carte in tavola e che hanno firmato a suo tempo la Legge sull’aborto, nascondendosi poi dietro al dito del«è stato un atto istituzionale dovuto».
      Nella stessa situazione, il Re del Belgio, Baldovino, con uno stratagemma costituzionale, abdico il trono per un paio di giorni affinché la Legge sull’aborto non passasse con il suo nome.

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